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Ultraleggero con due persone a bordo disperso nel Cosentino, ricerche in corso

17 Agosto 2026 ore 13:17

Un ultraleggero con due persone a bordo – un uomo di 64 anni residente a Roma e una donna di 55 anni residente a Matera – è disperso da domenica sera nella zona di Fuscaldo, nel Cosentino. Il mezzo era partito da Capo d’Orlando (Messina) in direzione Sibari (Cosenza): a seguito della segnalazione da parte dei familiari, la Prefettura ha attivato il piano ricerca persone scomparse e i vigili del fuoco hanno avviato le ricerche tra Fuscaldo e Falconara Albanese a partire dalle 21.05 di ieri, 16 agosto.

A supporto delle squadre di terra sono stati inviati anche personale SAPR abilitato al pilotaggio da remoto dei droni, un elicottero versione SAR dell’Aeronautica Militare e l’elicottero del Reparto volo di Salerno dei Vigili del fuoco Drago VF165. I vigili del fuoco hanno effettuato dei riscontri per stabilire una zona di ricerca in base alla triangolazione delle celle telefoniche: dalle prime informazioni risulta che l’ultimo contatto è stato agganciato in località Sannati, tra Fuscaldo e Fiumefreddo. Le ricerche, che al momento non hanno dato esito, sono concentrate nell’entroterra dell’alto Tirreno cosentino e si stanno svolgendo sia via terra sia via mare, nonostante i soccorritori ritengano improbabile che il velivolo sia caduto in acqua, poiché questo tipo di mezzi viaggia vicino alla costa e sarebbe stato notato dai bagnanti.

Un residente di contrada Tavola Grande a Capo d’Orlando, da cui è partito l’ultraleggero, ha spiegato che il piccolo campo da cui è decollato è recintato solo in parte e semi-abbandonato: “È un aeroclub gestito da privati ma ormai è utilizzato raramente, saranno quattro o cinque i soci abituali. Di tanto in tanto viene qualcuno a tosare l’erba ma la struttura non è più curata come qualche anno fa”, dice. Nell’area attualmente sono in sosta due ultraleggeri.

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Colpi di pistola al pronto soccorso: ex detenuto tenta la fuga, agente spara. Indagato per tentato omicidio

17 Agosto 2026 ore 13:15

Un 22enne – ex detenuto del carcere della Dogaia di Prato, liberato lo scorso giugno – è stato ferito a una gamba da un colpo di pistola esploso da un agente della polizia penitenziaria, che ora è indagato per tentato omicidio. È successo domenica 16 agosto intorno alle 16.30. A quanto si apprende, l’uomo era stato fermato nel pomeriggio mentre cercava di lanciare all’interno del carcere toscano un plico contenente sostanze stupefacenti. Sorpreso, aveva tentato la fuga, cadendo e procurandosi lievi ferite. La polizia penitenziaria lo ha quindi portato all’ospedale Santo Stefano per le medicazioni. Qui il 22enne, dopo aver scaricato un estintore nel reparto di emergenza e creato il caos, ha cercato di scappare ed è stato colpito a una gamba.

Secondo una prima ricostruzione, l’ex detenuto, di nazionalità marocchina, si trovava su una barella nell’area del pronto soccorso nella cosiddetta “camera calda“: lo spazio coperto destinato all’arrivo delle ambulanze e la sala di decontaminazione, vicino al triage. Era ammanettato e sotto la scorta degli agenti della polizia penitenziaria quando avrebbe improvvisamente dato in escandescenze. Nonostante i movimenti limitati, sarebbe riuscito ad afferrare un estintore e avrebbe iniziato a minacciare gli agenti. All’ordine di deporre l’estintore, l’uomo avrebbe azionato il dispositivo, provocando ulteriore confusione nel reparto. Nel caos avrebbe quindi cercato di raggiungere l’uscita.

Gli agenti della penitenziaria gli avrebbero intimato di fermarsi sparando prima in aria come avvertimento per poi, con il proseguire del tentativo di fuga, arrivare allo sparo che lo ha ferito ad una gamba. Immediato l’intervento dei vigilanti di Sicuritalia e subito l’arrivo di polizia e carabinieri. Sul posto anche la Scientifica per i rilievi utili a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Il magistrato di turno si è recato personalmente sul posto per raccogliere le prime dichiarazioni dei testimoni.

Come poi spiegato dal procuratore Luca Tescaroli, il 22enne, sorpreso mentre cercava di far entrare nel carcere un pacco contenente stupefacenti, era stato inseguito dagli agenti della polizia penitenziaria e bloccato dopo essere caduto durante la fuga. Proprio nella caduta si era procurato alcune lesioni per le quali era stato portato al pronto soccorso da dove ha poi cercato di scappare. In tutto sono stati tre i colpi esplosi.

Gli spari hanno comunque provocato momenti di forte paura tra i pazienti e il personale sanitario presenti nel pronto soccorso, pur non essendo direttamente coinvolti nella zona in cui si è verificata la colluttazione. Il pronto soccorso è stato temporaneamente chiuso per consentire la messa in sicurezza degli ambienti e lo svolgimento dei rilievi. I pazienti già presenti sono stati assistiti e messi in sicurezza, mentre le ambulanze dirette al Santo Stefano sono state deviate verso altri ospedali, in particolare quelli di Pistoia e Firenze.

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Nuove limitazioni all’aeroporto di Catania: 10 voli all’ora in arrivo fino alle 12 di domani

17 Agosto 2026 ore 13:03

A meno di 24 ore dal primo sospiro di sollievo per chi viaggia da e per la Sicilia in queste settimane, una nuova eruzione dell’Etna impone nuove limitazioni all’aeroporto di Catania Fontanarossa. Sac, la società di gestione dello scalo catanese, ha comunicato sulla sua pagina Facebook che, “a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura degli spazi corrispondenti ai settori B1 e B2″.

La restrizione doveva durare fino alle 14 di oggi, 17 agosto, con cinque aerei in arrivo all’ora, ma la Sac ha diffuso un aggiornamento in cui si comunica la proroga della chiusura del solo settore B1 fino alle 12 di domani, 18 agosto, con dieci aerei all’ora in arrivo. Non ci sono restrizioni in partenza. “I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore”, conclude la nota.

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio Etneo (Ingv-Oe), ha infatti comunicato che questa mattina si è registrata “l’apertura di una bocca effusiva in Valle del Bove, a una quota compresa tra 2200 e 2350 m”, da cui è stata prodotta una colata lavica e che ha generato l’emissione di cenere dal cratere, che ora si sta disperdendo in direzione sud-est. Ingv-Oe ha spiegato: “Dal punto di vista sismico, dopo l’incremento di ieri pomeriggio l’ampiezza media del tremore vulcanico ha raggiunto un valore massimo intorno alle 19:40 di ieri sera e successivamente, fino allo stato attuale, con deboli oscillazioni è leggermente diminuita, rimanendo sempre all’interno dell’intervallo dei valori alti”. Sono in corso i rilievi sul campo da parte del personale Ingv-Oe.

La nuova chiusura parziale spegne l’entusiasmo di domenica, quando l’amministratore delegato della società, Nico Torrisi, aveva dichiarato: “Il ripristino delle operazioni di volo all’aeroporto di Catania rappresenta un passaggio importante verso il ritorno alla normalità dopo giorni particolarmente complessi per la nostra città”.

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Prorogata l’allerta meteo per temporali e rischio idrogeologico

17 Agosto 2026 ore 12:53
maltempo fulmini lampi (4)

Livorno, 17 agosto 2026 Prorogata l’allerta meteo per temporali e rischio idrogeologico La Protezione civile regionale, con il bollettino odierno, ha aggiornato il quadro delle criticità in corso sulla Toscana a causa del transito di una saccatura atlantica che porta tempo instabile. Per quanto riguarda Livorno e Gorgona, la validità del codice giallo in corso per rischio …

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‘SNAKE BUILDING’ AD AARSCHOT, IN BELGIO

17 Agosto 2026 ore 12:45

 

C+S ARCHITECTS COMPLETA LO ‘SNAKE BUILDING’ AD AARSCHOT, IN BELGIO

 

 

C+S ARCHITECTS completa lo “Snake Building” all’interno della rigenerazione urbana del masterplan De Torens, nel centro di Aarschot, in Belgio, trasformando un ex sito industriale in un nuovo frammento di città fatto di abitazioni, commercio e spazio pubblico. Maria Alessandra Segantini: «Il nostro approccio all’architettura è guidato dall’idea di Future Heritage: un processo che nasce da una ricerca che si fonda sulle stratificazioni storiche, l’ecologia, i materiali e le tecniche locali, in cui ogni gesto reinventa le tracce del passato attraverso interventi capaci di evocare memorie, attivare i sensi, rafforzare l’identità dei luoghi e riconnettere le comunità alla natura. Lo spazio pubblico è la spina dorsale di tutti i nostri progetti. Ad Aarschot il progetto restituisce alla collettività uno spazio pubblico più ampio, che rafforza la continuità con il tessuto urbano, innestandosi sul sapere costruttivo locale»

 

 

Lo Snake Building nasce da una collaborazione con a2o Architekten, studio con sede ad Hasselt incaricato dal committente di coordinare la rigenerazione del masterplan De Torens: un’ex area industriale nel cuore della città, riconvertita in un quartiere misto di residenze, attività commerciali e spazi pubblici. Il processo progettuale prende avvio da una serie di workshop collettivi ad Hasselt, durante i quali i diversi lotti vengono affidati ai vari studi coinvolti — a2o Architekten, C+S ARCHITECTS, De Vylder Vinck e DRDH.

C+S ARCHITECTS studio di architettura pluripremiato, oggi con sedi a Treviso (IT) e Londra (UK), sceglie di lavorare sull’identità della comunità attraverso il disegno urbano, l’architettura e il dettaglio costruttivo, in un contesto culturale come quello belga, dove il valore dell’artigianalità è ancora sapere costruttivo.

Ad Aarschot viene assegnato a C+S un lotto di bordo con la città storica all’ingresso del nuovo quartiere. Puntando sul rafforzamento della continuità urbana, lo studio italiano decide di manipolare i volumi asseganti prolungando  la Leuvenstraat — la spina dorsale della città — all’internodell’area. Il progetto di C+S manipola il lotto per ricavare più spazio pubblico, riscrivendo radicalmente il brief originario del cliente. Dove era previsto un blocco compatto, viene proposta un’erosione. Una sottrazione. Una ridefinizione dell’altezza e della massa costruita.

In pianta, lo Snake Building arretra, lascia respirare la piazza, permette a un albero di attraversare il parcheggio interrato e riapre la vista verso l’Old Orleans Tower sulla collina, migliorando allo stesso tempo i flussi pedonali all’interno del sito. In sezione, le terrazze incidono la copertura per evocare quella sorta di danza dei tetti tipica delle città fiamminghe. Quello che appare inizialmente come un monolite in mattoni si rivela invece un volume scavato dal cielo e dalla vita.

“Nel Medioevo, le città fiamminghe erano circondate da “spazio comune” (il “common ground”): spazi condivisi destinati al pascolo, alla raccolta della legna, alla coltivazione”, spiega Maria Alessandra Segantini, direttore creativo di C+S. “Oggi, in un’Europa in cui si assiste ad una costante erosione dello spazio abitativo privato, ci piace pensare allo spazio pubblico — aperto, resiliente, biodiverso — come a una nuova forma di bene comune. Un luogo capace di dare corpo fisico all’idea stessa di comunità. Da Porto a Praga, da Bath a Gand o Firenze, la piazza è sempre stata un luogo di scambio: resistente nei materiali ma porosa agli eventi della vita. È lì che si commerciava, si protestava, si giocava, ci si fermava durante il pomeriggio. E accade ancora oggi.

La misura delle piazze europee ci fa sentire a casa ovunque in Europa, come se esistesse una memoria condivisa costruita attraverso la democrazia, le risorse comuni, le politiche collettive. Uno spazio pubblico aperto, durevole, adattabile, riconoscibile. Come il campo veneziano — la forma urbana che continuiamo a portare con noi ovunque progettiamo — anche la piazza custodisce la memoria collettiva di un popolo. È il salotto della comunità. La casa urbana”.

L’architettura diventa una cornice per l’abitare: le profonde logge sono definite da telai lignei, perché nel punto in cui l’edificio incontra il corpo umano la materia cambia. La solidità lascia spazio al tatto. Le aperture della facciata non seguono una regola fissa ma si disseminano come tracce di possibili trasformazioni future. Parlano di adattamento, di trasformazione della città nel tempo. Dall’interno, le finestre incorniciano il paesaggio in modi sempre diversi, catturando i movimenti urbani e le variazioni stagionali delle colline circostanti.

I dettagli diventano fondamentali: i giunti arretrati, le pieghe continue del mattone che penetrano anche all’interno delle logge, le bow-window che risalgono fino alla linea del tetto. Gesti minimi che trasformano la massa in racconto, il riparo in esperienza.

“Abbiamo lavorato con artigiani locali”, spiega ancora Segantini. “Abbiamo rispettato il loro sapere. Abbiamo costruito in mattone non perché sia di moda, ma perché è durevole. Specifico. La scelta del materiale non è semplicemente estetica: è una presa di posizione. Un modo per affermare il valore della memoria e del lavoro manuale. In un contesto come Aarschot, fatto di facciate sedimentate nel tempo e identità civica accumulata, usare materiali tradizionali non significa celebrare nostalgicamente il passato, ma abitarlo, scavarlo, trasformare la continuità in qualcosa di vivo. Anche la forma curva e irregolare dell’edificio nasce da questa logica: meno un gesto formale, più una negoziazione con il contesto urbano e con i materiali stessi, con il tempo lungo necessario per metterli in opera”.

Eppure ciò che a prima vista appare semplice o familiare rivela, osservandolo meglio, una complessità nascosta. Sono proprio gli elementi che fanno sentire questo edificio vicino — il mattone, il legno, la grammatica lenta dei giunti posati a mano — a renderlo significativo.

Non esiste scorciatoia per ottenere la fusione quasi impercettibile tra muro e copertura, né una soluzione prefabbricata per quelle finestre che salgono nel tetto come un pensiero che interrompe una frase. Sono dettagli che nascono da una fedeltà radicale al luogo e che allo stesso tempo apre alla trasformazione. Richiedono non solo uno sguardo progettuale, ma le mani di chi conosce il comportamento di una muratura fiamminga d’inverno, il modo in cui un giunto raccoglie l’ombra, il fatto che il legno non sia una superficie ma una texture viva.

Ed è forse proprio in questa fedeltà silenziosa, in questa forma di artigianato discreto, che l’edificio smette di sembrare qualcosa di progettato e inizia ad apparire come qualcosa di ritrovato. Non un oggetto posato nella città, ma estratto da essa.

Il legno, introdotto nei punti in cui la struttura si apre e si lascia abitare, non addolcisce tanto la forma quanto la sua fragilità. Ricorda che ogni architettura deve tenere insieme più dimensioni: radicarsi nella tradizione e nel contesto, rafforzare l’identità della comunità attraverso la costruzione e la durata, ma allo stesso tempo lasciare spazio alla trasformazione e alla vita.

L’edificio emerge così come una sorta di scultura abitata in mattoni, mentre finestre, ingressi e facciate delle terrazze in boiserie lignea — tutti materiali riciclabili al 100% — introducono una dimensione domestica e calda nella composizione.

La materia racconta sempre una storia. Una storia di mani, di tempo, di luogo.

E nel punto in cui quella storia incontra la vita, diventa legno: morbido, caldo. Casa.

 

SCHEDA TECNICA PROGETTO

Cliente: Dyls, Belgio

Progetto architettonico e direzione artistica: Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini, C+S Architects

Progetto esecutivo e direzione lavori: a2o Architekten, Hasselt, Belgio

Foto Alessandra Bello

 

 

C+S Architects Bio

Fondato da Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini a Venezia nel 1994, C+S ARCHITECTS è uno studio di architettura, design e ricerca riconosciuto dalla critica come uno dei protagonisti più autorevoli del panorama contemporaneo. Dal 2015 lo studio opera tra Londra e Treviso.

Lo studio è impegnato nella costruzione di un futuro equo e sostenibile. Il suo approccio innovativo e poetico all’architettura è guidato dall’idea di Future Heritage, una filosofia applicata alla ricerca, all’insegnamento e alla pratica progettuale, che trae ispirazione dall’ambiente delicato e fragile in cui C+S ha iniziato la propria attività, Venezia e la sua laguna. I progetti costruiti sviluppano una poetica fondata sul rapporto della materia con la luce, il tempo e la natura, nonché sulla ricchezza tattile dei materiali lavorati artigianalmente, celebrando la trasformazione come processo continuo. Ogni intervento diventa così un ponte tra costruito e non costruito, tra tradizione e innovazione, tra storia e futuro.

Emblematici di questo approccio, e ampiamente pubblicati a livello internazionale, sono la rigenerazione paesaggistica dei 325 ettari dell’isola di Sant’Erasmo nella laguna veneziana con il Museo della Torre Massimiliana, candidata al Premio Mies van der Rohe e ai RIBA Awards nel 2009; i progetti vincitori dei concorsi internazionali per il sito Panquin a Tervuren, in Belgio; il nuovo museo d’arte contemporanea GAMeC di Bergamo, attualmente in fase di completamento; gli uffici low-tech per Leiedal, vincitori del concorso del Vlaams Bouwmeester; l’Harbor Brain Building all’Arsenale di Venezia, primo edificio off-grid della città, dove un layer di celle fotovoltaiche traduce in luce le tessiture lagunari.

Il portfolio dello studio comprende musei e centri culturali, interventi di rigenerazione urbana pubblica e privata che riconnettono le comunità alla natura, torri ad alta densità e spazi pubblici capaci di rafforzare il senso di identità delle comunità, come la Piazza del Cinema al Lido di Venezia, oltre a installazioni che riflettono sul ruolo del progettista nella costruzione della società, tra cui The Cord, ingresso della 50ª Biennale d’Arte di Venezia, e The Wave, realizzata per l’apertura della 60ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

Tra le opere premiate: la cittadella della giustizia  a Venezia, vincitore del Premio Speciale della Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana 2012 e del BIGMat National Award 2017; le torri residenziali di Milano e la Piazza del Cinema al Lido di Venezia, rispettivamente candidate al Premio Mies van der Rohe 2021 e 2023 e vincitori del The Chicago Athenaeum Architecture Award and German Design Award; e una serie di edifici scolastici vincitori nel 2009 del Premio Sfide 2009 promosso dai Ministeri italiani dell’Istruzione e dell’Ambiente, del Architecture Masterprize, BLT e Taipei Design Awards e presentati alla15ª Biennale Architettura di Venezia, dove il lavoro dello studio è stato esposto alle Corderie attraverso l’installazione EDUcare, un progetto che ha avuto un impatto significativo sulla ridefinizione dei criteri di progettazione scolastica in Italia e per il quale lo studio è stato recentemente invitato a presentare la propria ricerca al Ministero dell’Istruzione egiziano.

Premiato con oltre cinquanta riconoscimenti nazionali e internazionali, il lavoro di C+S è stato esposto in tutto il mondo, tra cui alla Biennale Architettura di Venezia, alla Triennale di Milano, al Museo Nazionale di Oslo, al RIBA di Londra, al MIT di Cambridge (Massachusetts) e alla Cité de l’Architecture et du Patrimoine di Parigi, per citare i principali.

Nel 2024 Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini hanno ricevuto l’iscrizione a vita all’Albo d’Oro della Repubblica di San Marino. Nel 2022 sono stati insigniti del titolo di Architetti Italiani dell’Anno dal Consiglio Nazionale degli Architetti.

La loro attività accademica si è sviluppata tra Europa e Stati Uniti. Carlo e Maria Alessandra sono stati Visiting Professors al MIT di Cambridge, Massachusetts (2012–2016), Professors of Practice alla Syracuse University di New York e Visiting Professors presso l’Università di Bath nel Regno Unito, dove hanno diretto numerosi Design Studio nei corsi di Master. Hanno inoltre ricoperto rispettivamente i ruoli di Professore Ordinario e Professore Associato di Architettura e Urban Design presso la University of East London (2013–2022), contribuendo ai programmi nazionali britannici di valutazione della ricerca (REF 2013 e REF 2021). Maria Alessandra è stata inoltre Professore Ordinario di ruolo alla Hasselt University, dove ha co-diretto il corso di laurea magistrale e contribuito alla definizione del curriculum del Master. Attraverso queste esperienze hanno sviluppato metodologie progettuali interdisciplinari che integrano patrimonio, ecologia e innovazione progettuale.
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Meno tartarughe, troppa plastica e ruspe in azione: l’allarme di Legambiente sulle spiagge dell’Elba

17 Agosto 2026 ore 12:27

ISOLA D’ELBA – La stagione di monitoraggio delle tracce di tartaruga marina Caretta caretta sulle spiagge dell’Isola d’Elba e di Pianosa si è da poco conclusa, portando alla luce dinamiche stagionali anomale e diverse problematiche ambientali.

Il bilancio dell’attività è stato tracciato da Isa Tonso, responsabile del progetto tartarughe di Legambiente e del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, nonché referente locale dell’iniziativa internazionale LIFE TurtleNest. “Purtroppo solo una volontaria ha avuto la fortuna di provare la grande emozione di trovare le tracce che hanno portato alla scoperta di un nido a Fetovaia”, ha spiegato Tonso, ricordando che “le tartarughe non nidificano tutti gli anni e questo deve essere l’anno no”. Per tutelare l’unico sito di nidificazione, dalla sera del 19 agosto scatteranno i turni di sorveglianza diurni e notturni, volti a proteggere le uova e a facilitare l’eventuale arrivo in mare dei piccoli, in un’area particolarmente esposta alla presenza umana di giorno e ai cinghiali di notte.

Oltre all’osservazione delle tracce, il monitoraggio ha permesso di evidenziare lo stato di salute dei litorali elbani. “Nei nostri giri all’alba, quando le spiagge sono deserte, saltano più all’occhio i difetti e i maltrattamenti che le nostre spiagge subiscono”, ha commentato Tonso. Le segnalazioni delle volontarie dipingono infatti un quadro in chiaroscuro.

Da un lato, l’esperienza del monitoraggio all’alba ha permesso di osservare la bellezza naturale delle coste, come riferito da Renata Saldarelli, socia e volontaria di Legambiente, impegnata sulle spiagge di Lacona, Scaglieri, Biodola e Lido di Capoliveri. Dall’altro, è emersa una diffusa criticità legata alla gestione dei rifiuti e alla pressione antropica. Sulle spiagge sono state documentate alte concentrazioni di plastiche e rifiuti abbandonati, acuiti dalla presenza di bivacchi, mozziconi, scarti alimentari e cani lasciati liberi. Un problema aggravato dall’azione dei mezzi meccanici: in alcuni casi i gestori balneari hanno effettuato la pulizia degli arenili già intorno alle 5,30, utilizzando ruspe e trattori che alterano l’habitat naturale.

A fronte delle difficoltà, i volontari di Legambiente e degli scout Agesci sono intervenuti direttamente per bonificare aree critiche, ripulendo discariche abusive a Galenzana, Ripa Barata (Marciana Marina) e Mola (Capoliveri), oltre ad aver segnalato l’inadeguatezza dei sistemi di raccolta rifiuti a Fetovaia.

In chiusura, Isa Tonso ha ribadito la necessità di una gestione più attenta del territorio: “Abbiamo visto le ruspe scorrazzare a tutte le ore notturne a Lacona, sulla spiaggia che fa parte del Parco nazionale. Abbiamo rivisto ripascimenti in piena stagione turistica e di nidificazione delle tartarughe marine, ripascimenti spesso costosi quanto inutili, che durano fino alla prima mareggiata… E questo in un’isola che si autodefinisce ‘sostenibile'”.

Sudan: Save the Children, in sei mesi arrivati a El Obeid quasi 39 mila bambini sfollati mentre la città è ormai vicina al collasso

17 Agosto 2026 ore 12:26

Sudan: Save the Children, in sei mesi arrivati a El Obeid quasi 39 mila bambini sfollati mentre la città è ormai vicina al collasso

L’Organizzazione chiede che venga garantita la protezione dei civili, l’accesso umanitario sicuro e continuativo e un aumento del sostegno umanitario per soddisfare i crescenti bisogni dei bambini e delle famiglie sfollate a El Obeid e in tutto il Sudan

 

In Sudan, nei primi sei mesi dell’anno quasi 39 mila bambini sono arrivati nella città di El Obeid, nel Kordofan settentrionale, per sfuggire alle violenze e agli attacchi contro i civili e le infrastrutture, che hanno costretto intere famiglie ad abbandonare le proprie case in tutto lo Stato. È l’allarme lanciato da Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

I nuovi arrivati fanno ora parte delle oltre 605 mila persone che vivono nella città di El Obeid e nella località di Sheikan in cerca di sicurezza e ora si trovano ad affrontare altre difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari, idrici, educativi e di protezione all’interno della città[1].

A Sheikan sono in significativo aumento i casi di malnutrizione infantile, con un notevole incremento di nuovi pazienti ricoverati nei centri specializzati. Ad aprile 2026, le strutture sanitarie sostenute da Save the Children a Sheikan hanno curato 426 bambini per malnutrizione (a marzo 195) con un aumento del 118% rispetto al mese precedente e del 75% rispetto ad aprile 2025.

Nei mesi di giugno e luglio, dal monitoraggio sul campo sono emerse gravi carenze alimentari e una riduzione degli aiuti alimentari nei due campi in cui Save the Children sostiene le famiglie sfollate. Sebbene molte dipendano completamente dagli aiuti umanitari, questi sono di gran lunga inferiori alle crescenti necessità, costringendo i bambini a saltare i pasti o ad andare a dormire affamati.

Anche la carenza d’acqua in città sta aggravando la crisi: alcune famiglie trascorrono quasi metà della giornata alla ricerca di acqua. La situazione è stata particolarmente grave nei mesi di giugno e luglio, quando alcuni attacchi con droni hanno colpito le infrastrutture idriche, aggravando ulteriormente la carenza. Il consumo individuale è ora sceso a circa 7 litri a persona al giorno, meno della metà dello standard minimo generale di 15 litri raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità durante le crisi.

“Quando siamo arrivati a El Obeid, non avevamo nulla se non i vestiti che indossavamo. Trovare cibo, acqua e un posto sicuro per i nostri figli era la nostra preoccupazione principale. Ogni giorno è una lotta, ma stiamo cercando di ricostruire le nostre vite” racconta Mohamed*, un padre che vive con la sua famiglia in un campo per sfollati a El Obeid.

Amani*, membro dello staff di Save the Children che opera a El Obeid, sottolinea che l’entità del bisogno umanitario è cresciuta in modo significativo negli ultimi mesi: “Oggi stiamo assistendo a livelli di bisogno notevolmente più elevati rispetto a quelli osservati tre mesi fa. Il numero delle famiglie sfollate è aumentato, i prezzi dei generi alimentari e del carburante sono saliti vertiginosamente, l’accesso all’acqua potabile è diventato più difficile e le strutture sanitarie segnalano un numero crescente di bambini che necessitano di cure per malnutrizione e malattie”.

“El Obeid si sta avvicinando a un punto di rottura dal punto di vista umanitario. Decine di migliaia di bambini sono stati costretti ad abbandonare le loro case a causa delle violenze e degli attacchi che continuano a colpire la popolazione civile e le infrastrutture civili in tutto il Kordofan settentrionale. Le famiglie che arrivano in città sono alla ricerca di sicurezza, ma molte si trovano ad affrontare carenze alimentari, un accesso limitato all’acqua potabile e servizi sanitari già al limite delle loro capacità. I bambini stanno pagando il prezzo più alto per questo conflitto. Sono costretti a sfollare, soffrono la fame, perdono l’accesso all’istruzione e vivono in uno stato di paura e incertezza costanti. La comunità internazionale deve agire con urgenza per proteggere i civili, garantire un accesso sicuro agli aiuti umanitari e fornire le risorse necessarie prima che questa crisi si aggravi ulteriormente” dichiara Francesco Lanino, Vicedirettore di Save the Children in Sudan.

In tutto il Kordofan settentrionale, gli attacchi alle infrastrutture civili – tra cui stazioni di servizio e depositi di carburante, aree di mercato, strutture sanitarie e quartieri residenziali – hanno interrotto l’accesso ai servizi essenziali, distrutto i mezzi di sussistenza e costretto un numero crescente di famiglie a fuggire in cerca di sicurezza, esercitando un’ulteriore pressione sulle risorse già al limite a El Obeid.

Save the Children continua a operare a El Obeid e nelle aree limitrofe, fornendo servizi sanitari, nutrizionali, idrici, igienico-sanitari, educativi e di protezione dell’infanzia nonostante le crescenti difficoltà di accesso. L’Organizzazione chiede che venga garantita la protezione dei civili, assicurando un accesso umanitario sicuro e continuativo, e un aumento del sostegno umanitario per soddisfare i crescenti bisogni dei bambini e delle famiglie sfollate a El Obeid e in tutto il Sudan. Senza un intervento urgente, l’Organizzazione stima che i bisogni aumentino in modo significativo nelle prossime settimane, mettendo a rischio altre migliaia di persone.

Save the Children opera in Sudan dal 1983 e offre programmi a favore dei bambini e delle famiglie colpiti da conflitti, sfollamenti, povertà estrema e fame.

*I nomi sono stati cambiati per proteggere l’identità degli intervistati

[1] Dati forniti dall’Ufficio della Commissione per gli aiuti umanitari (HAC) dello Stato del Kordofan settentrionale.  Secondo questi dati, da gennaio a giugno 2026, 204.000 persone, tra cui 38.740 bambini, sono state sfollate a El Obeid. Di queste persone, 21.413 vivono attualmente nei campi profughi, mentre 182.587 vivono presso le comunità ospitanti.

 

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Prorogato alla mezzanotte il codice giallo

17 Agosto 2026 ore 12:24

La Protezione civile regionale, ha aggiornato il quadro delle criticità in corso sulla Toscana a causa del transito di una saccatura atlantica che porta tempo instabile. Per quanto riguarda Livorno e Gorgona, la validità del codice giallo in corso per rischio di forti temporali con rischio idrogeologico/idraulico del reticolo minore, inizialmente prevista fino alle ore 18, è prolungata fino alla Continue Reading

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Barchino di migranti in fuga travolge 17enne in Sardegna: arrestato presunto scafista

17 Agosto 2026 ore 12:23
La giovane ha rischiato di annegare: portata d'urgenza in ospedale. I migranti una volta sbarcati hanno provato a fuggire ma sono stati bloccati: 14 uomini adulti di nazionalità algerina, privi di documenti. Individuato il presunto scafista

© RaiNews

Inciviltà sul litorale livornese: spiagge sommerse dai rifiuti

17 Agosto 2026 ore 12:10

LIVORNO – I festeggiamenti della notte di Ferragosto lasciano sul litorale toscano una pesante scia di polemiche, dopo che l’inciviltà sul litorale livornese ha trasformato ampi tratti di costa e spiagge libere in vere e proprie discariche a cielo aperto. Con il sorgere del sole, immagini di degrado hanno invaso i social network, mostrando centinaia di metri di arenile ricoperti da bottiglie di vetro, bicchieri di plastica, cartoni della pizza e sacchetti di spazzatura abbandonati al termine dei festeggiamenti notturni.

La situazione si è rivelata particolarmente critica nelle località turistiche dell’Alta Maremma e della Costa degli Etruschi, spingendo le amministrazioni locali a prendere una posizione netta di condanna. A San Vincenzo, il sindaco Paolo Riccucci ha affidato ai propri canali social un duro sfogo di fronte all’enorme quantità di spazzatura lasciata sulla sabbia dopo i tradizionali fuochi d’artificio: “Sono davvero amareggiato da certi comportamenti, non li posso accettare e su questo non ci sono scuse. Il rispetto per l’ambiente che ci ospita è essenziale e la mancanza di attenzioni non è un dispetto ad altri ma a noi tutti”. Il primo cittadino ha inoltre sottolineato la complessità logistica nell’organizzare interventi di bonifica straordinari in un lasso di tempo così ristretto, prima dell’arrivo dei bagnanti mattutini: “Lasciare tutto lì significa, oltre al grave danno ambientale, fare un danno alla comunità, perché operazioni di pulizia così importanti rischiano di essere non solo problematiche e invasive, ma persino non realizzabili”.

Ancora più drammatico il bilancio tracciato a Cecina, dove gli arenili protetti delle riserve naturali hanno registrato ingenti danni. La sindaca Lia Burgalassi ha espresso profonda rabbia di fronte al panorama incontrato alle prime luci dell’alba: “Questa mattina le spiagge di Cecina, sia al Tombolo Sud che al Tombolo Nord, erano devastate. Nella notte un consumo di alcol fuori dal normale. Migliaia di ragazzi si sono storditi e hanno barbaramente danneggiato e sporcato l’ambiente, facendo anche del male a se stessi”. La prima cittadina ha rivolto un plauso al personale tecnico e alle forze dell’ordine mobilitate per far fronte all’emergenza: “Grazie agli operatori di Rea, alla Forestale, alle forze dell’ordine e alla polizia locale che tutta la notte e questa mattina si sono adoperati per gestire le criticità e rendere agibili le spiagge”.

Accanto all’indignazione delle istituzioni, il dibattito pubblico vede contrapposte le accuse di maleducazione rivolte ai bagnanti e le proteste di residenti e turisti, che segnalano la necessità di posizionare un numero maggiore di contenitori per la raccolta differenziata nei punti strategici di accesso alle spiagge libere nei periodi di massima affluenza.

TEMPERATURE TROPICALI E CLIMA COMPLICE:  IL FERRAGOSTO DA SOGNO DI CARIBE BAY

17 Agosto 2026 ore 11:46

TEMPERATURE TROPICALI E CLIMA COMPLICE:
IL FERRAGOSTO DA SOGNO DI CARIBE BAY
Lido di Jesolo, 16 agosto 2026 – Ferragosto con i piedi nella sabbia, lo sguardo tra le palme e, tutt’intorno, i colori dei Caraibi. A Caribe Bay, nel cuore di Jesolo, la giornata simbolo dell’estate italiana ha portato migliaia di persone tra piscine, cascate, attrazioni acquatiche, spettacoli dal vivo e momenti di relax. A rendere ancora più realistica la suggestione hanno contribuito il clima e le temperature tipicamente estive, regalando agli Ospiti la sensazione di trovarsi in una destinazione caraibica a pochi chilometri da casa.

 

Una giornata vissuta anche attraverso le novità introdotte nella stagione 2026, a cominciare da Cala Escondida, un nuovo spazio immerso nella vegetazione, pensato per chi desidera concedersi una parentesi di tranquillità. Per la prima volta il divertimento è proseguito al Caribbean Golf, l’unico minigolf tematizzato a 24 buche tra galeoni, pirati e relitti, che da quest’anno è compreso nel biglietto d’ingresso del Parco.

 

Dai ritmi più distesi alle emozioni ad alta intensità, ciascuno ha potuto trascorre la giornata secondo la propria dimensione: c’è chi si è lasciato conquistare da scivoli, tuffi e attrazioni acquatiche e chi, tra un bagno e l’altro, si è fermato ad assistere agli show dal vivo di acrobati e artisti internazionali, che hanno trasformato il Parco in un palcoscenico a cielo aperto.

 

E quando il cielo ha iniziato a cambiare abito, tingendosi lentamente dei colori del tramonto, Shark Bay ha lasciato spazio alla musica: un DJ set sulla spiaggia ha accompagnato gli Ospiti fino a sera.

 

Tra oltre 3.000 palme, sabbia bianca e acque color smeraldo, Caribe Bay ha restituito così una delle immagini più suggestive dell’estate jesolana.

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Etna, morto il turista statunitense colpito da un fulmine durante un’escursione

17 Agosto 2026 ore 11:49
Etna, morto il turista statunitense colpito da un fulmine durante un’escursione

CATANIA (ITALPRESS) – È morto il turista statunitense di 30 anni colpito ieri da un fulmine durante un’escursione sull’Etna. A renderlo noto è l’ospedale Cannizzaro di Catania, dove l’uomo era stato trasportato d’urgenza. Il decesso è stato dichiarato attorno alle 21,30. Il turista era giunto in ospedale già in arresto cardiorespiratorio, dopo che sul luogo dell’incidente erano state avviate le manovre di rianimazione da parte dei soccorritori. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si trovava sul vulcano, in una zona interdetta, quando è stato sorpreso da un temporale ed è stato raggiunto da un fulmine. Poco prima delle 20 era stato allertato l’elicottero Drago 142 per raggiungere la zona dell’incidente. Il personale elisoccorritore ha prestato le prime cure al trentenne direttamente sul posto, quindi lo ha recuperato con il verricello e trasferito d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania. Nonostante i tentativi di rianimazione proseguiti anche in ospedale, per il turista non c’è stato nulla da fare.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Cagliari, il calciatore Yael Trepy rischia di annegare in piscina: è ricoverato in terapia intensiva

17 Agosto 2026 ore 10:25
Cagliari, il calciatore Yael Trepy rischia di annegare in piscina: è ricoverato in terapia intensiva

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Cagliari Calcio comunica che il calciatore Yael Trepy è attualmente ricoverato presso l’Ospedale Civile ‘Santissima Annunziata’ di Sassari, dove si trova in terapia intensiva”. Lo si legge in una nota della società sarda.

“Il club è in costante contatto con la struttura sanitaria e con la famiglia del calciatore e segue con la massima attenzione l’evolversi delle sue condizioni. In questo momento ogni pensiero del Cagliari Calcio è rivolto a Yael e ai suoi familiari. Il Club invita inoltre al massimo rispetto della loro privacy e comunicherà eventuali aggiornamenti quando disponibili”, si legge nel comunicato.

Secondo una prima ricostruzione, il calciatore avrebbe rischiato di annegare in una piscina di una villa a Porto Cervo. Classe 2006, prelevato nel 2023 dal Creteil, Trepy ha giocato titolare la partita di Coppa Italia contro l’Arezzo di tre giorni fa, vinta dai sardi per 1-0. Dopo la partita, alla squadra erano stati concessi due giorni di riposo.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Una 17enne travolta da un barchino di migranti a pochi metri dalla riva di Chia (Cagliari): un arresto

17 Agosto 2026 ore 11:55

Era in acqua, a pochi metri dalla battigia, quando ha sentito arrivare l’imbarcazione. Un attimo dopo l’impatto. Una ragazza di 17 anni, in vacanza con la famiglia a Chia (Cagliari), è stata travolta nel tardo pomeriggio di ieri nelle acque davanti alla spiaggia di Su Giudeu, una delle più frequentate della costa. A soccorrerla sono stati i bagnanti. La giovane, fortemente sotto choc, ha rischiato di annegare ed è stata affidata ai soccorritori, che hanno disposto il trasferimento urgente in elisoccorso all’ospedale Brotzu di Cagliari. A colpirla, secondo la ricostruzione dei carabinieri, è stato un piccolo natante in vetroresina con un motore fuoribordo da 85 cavalli. A bordo c’era un gruppo di migranti. Dopo l’impatto, invece di fermarsi, l’imbarcazione avrebbe proseguito la sua corsa, allontanandosi dalla zona e dirigendosi verso la vicina spiaggia di Tuerredda.

È lì che il viaggio si è interrotto. Una volta raggiunta la terraferma, i passeggeri sono scesi dal barchino e hanno tentato di allontanarsi a piedi nell’entroterra. Ma nel frattempo era già scattato l’allarme. La Centrale operativa ha mobilitato i carabinieri delle Stazioni di Domus de Maria e Pula e il Nucleo Operativo di Cagliari, impegnati in questi giorni nei controlli straordinari sul litorale per il periodo estivo. I militari hanno presidiato le principali vie di approdo e, in breve tempo, sono riusciti a rintracciare l’intero gruppo. Si trattava di 14 uomini adulti, tutti di nazionalità algerina e privi di documenti. Al momento del fermo, riferiscono i carabinieri, apparivano in buone condizioni di salute.

Parallelamente sono partite le indagini per capire chi fosse alla guida dell’imbarcazione e ricostruire con precisione quanto accaduto davanti a Su Giudeu. I carabinieri hanno lavorato insieme al personale della Squadra Mobile, sotto il coordinamento della Procura. Gli accertamenti hanno portato a individuare quello che gli investigatori ritengono essere il conducente: un 28enne algerino. Al termine degli accertamenti è stato arrestato e trasferito nel carcere di Uta. Le accuse nei suoi confronti sono di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e lesioni personali gravissime. La sua posizione, tuttavia, è ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria nella fase delle indagini preliminari: per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

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Incendio boschivo nel grossetano, in azione 2 elicotteri

17 Agosto 2026 ore 11:39

ROCCASTRADA - Un incendio boschivo sul Monte Alto, nel comune di Roccastrada (Grosseto) è attivo da domenica sera. Le fiamme hanno interessato un'ampia porzione di bosco costituito in parte da querce e in parte da macchia mediterranea.     Dieci le squadre di volontari antincendi boschivi e dell'Unione dei comuni delle Colline Metallifere impegnate nel contenimento del fronte che si è sviluppato Continue Reading

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Allarme biodiversità a Livorno: a rischio gli Orti di via Goito

17 Agosto 2026 ore 11:37

LIVORNO – L’equilibrio ecologico del capoluogo labronico affronta un passaggio critico che accende un nuovo allarme biodiversità a Livorno. Nel mirino degli ambientalisti c’è il futuro degli Orti di via Goito, un polmone verde informale di circa sei ettari situato nel cuore del tessuto cittadino e paragonabile per dimensioni alla vicina Villa Fabbricotti. L’area rappresenta l’ultima testimonianza significativa di paesaggio rurale sopravvissuta all’espansione edilizia, caratterizzata da un mosaico naturale di boschetti, siepi e piccoli appezzamenti coltivati.

La varietà strutturale della vegetazione ha consentito la proliferazione di una ricca fauna. I monitoraggi scientifici condotti dalla Lipu negli ultimi dieci anni hanno attestato la presenza complessiva di oltre trentacinque specie avicole, con ventitré tipologie di uccelli nidificanti registrate nel censimento del 2025. Tuttavia, le trasformazioni urbanistiche all’orizzonte — legate a un progetto edilizio e all’incertezza sulla gestione dei futuri spazi verdi — rischiano di compromettere l’intero habitat.

Tra le presenze più emblematiche figura il Codibugnolo, un piccolo insettivoro che nidifica tra i cespugli e le chiome degli alberi. I dati preliminari raccolti per il nuovo atlante ornitologico mostrano un crollo della specie in ambito urbano pari all’85%, causato dalle potature aggressive, dalla cementificazione e dal degrado della vegetazione ripariale. Attualmente la zona compresa tra Villa Fabbricotti e gli Orti di via Goito costituisce uno degli ultimi rifugi stabili per la riproduzione di questo volatile, la cui sopravvivenza locale appare ad altissimo rischio in caso di apertura del cantiere.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore naturalistico del territorio, l’associazione ha avviato la pubblicazione di schede divulgative volte a far conoscere le specie a rischio. Per approfondimenti sui progetti di tutela e sui monitoraggi è possibile consultare le sezioni dedicate della Lipu.

I dati raccolti sui cali demografici delle specie urbane e sugli effetti del consumo di suolo confluiranno nei prossimi report dell’associazione a supporto della campagna contro l’allarme alla biodiversità a Livorno.

Incendio in impianto produzione farmaceutica nel Fiorentino,nessun ferito

17 Agosto 2026 ore 11:35
Incendio in impianto produzione farmaceutica nel Fiorentino,nessun ferito

Un’improvvisa deflagrazione con incendio di dimensioni contenute, immediatamente domato dai vigili del fuoco intervenuti, si è verificata a Reggello (Firenze), località Filarone ai Piani della Rugginosa, presso un impianto di produzione farmaceutica.

Secondo quanto si apprende non risultano feriti o disagi alla circolazione stradale e ferroviaria. Indagini dei vigili del fuoco di Figline Valdarno (Firenze) per l’accertamento della dinamica e le valutazioni di impatto ambientale. Secondo quanto riferito dal Comune di Reggello l’incendio si è verificato presso lo stabilimento Sims di Reggello. Sul posto sono presenti i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, gli uffici tecnici del Comune e l’amministrazione comunale, che stanno seguendo da vicino l’evolversi della situazione. Sempre secondo quanto riferito dal Comune “sono in corso i rilievi del nucleo Nbcr dei vigili del fuoco per accertare le condizioni di sicurezza dell’area. Al momento, l’area interessata risulta circoscritta all’interno dello stabilimento”. Il Comune “rassicura la popolazione che, sulla base degli accertamenti e delle informazioni disponibili al momento, non risultano rischi per la salute della popolazione. L’amministrazione comunale continua a seguire la situazione in stretto coordinamento con le autorità competenti e fornirà ulteriori aggiornamenti non appena saranno disponibili nuove informazioni”.

Noicattaro (BA), bambino aggredito da un animale selvatico: tutelare i minori attraverso prevenzione, conoscenza e responsabilità

17 Agosto 2026 ore 11:22

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda vicinanza al bambino di sei anni rimasto ferito nella serata di Ferragosto a Noicattaro, nel Barese, e alla sua famiglia, con l’auspicio di una pronta e completa guarigione.

L’episodio, che segue altri casi verificatisi nello stesso territorio nei primi giorni di agosto, desta seria preoccupazione e richiede la massima attenzione istituzionale. Il piccolo, ferito al torace, è stato ricoverato presso l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, mentre proseguono gli accertamenti per identificare con certezza l’animale responsabile.

Su questo punto è necessario mantenere rigore e prudenza. L’ipotesi che possa trattarsi di un lupo è ancora oggetto di verifica e non dovrebbe essere trasformata in certezza prima dei necessari riscontri scientifici. In una situazione che suscita comprensibile allarme, distinguere i fatti dalle supposizioni significa tutelare la comunità da informazioni imprecise e reazioni dettate dalla paura.

La decisione del sindaco di Noicattaro di limitare temporaneamente l’accesso alle aree verdi considerate maggiormente esposte e di rafforzare i controlli appare una misura prudenziale comprensibile. In presenza di un possibile pericolo, soprattutto per i minori, la precauzione costituisce uno strumento di protezione collettiva. Tuttavia, la gestione del fenomeno non può esaurirsi nella chiusura dei parchi e nei pattugliamenti straordinari.

La ripetizione degli episodi impone infatti di comprendere le condizioni che possono favorire l’avvicinamento della fauna selvatica ai centri abitati, prestando attenzione alle possibili fonti di cibo, alla gestione dei rifiuti, alle aree di confine tra città e campagna e all’efficacia dei sistemi di monitoraggio. L’emergenza deve diventare occasione per costruire una prevenzione stabile, capace di ridurre il rischio prima che si manifesti.

In questa prospettiva assume particolare importanza il lavoro congiunto avviato dalla Prefettura di Bari, dalla Regione Puglia, dal Comune, dalle autorità sanitarie e veterinarie, dalle forze dell’ordine e dagli organismi scientifici coinvolti. Una situazione così complessa richiede decisioni fondate su dati verificabili e una comunicazione pubblica chiara, capace di evitare sia l’allarmismo sia la sottovalutazione.

Anche qualora gli accertamenti confermassero che si tratta di un lupo, sarebbe necessario mantenere lo stesso equilibrio. La tutela della biodiversità è un valore fondamentale, ma non può impedire interventi tempestivi quando un animale selvatico manifesta comportamenti anomali e potenzialmente pericolosi in luoghi frequentati dalle persone. Allo stesso tempo, il comportamento di un singolo esemplare non può alimentare una rappresentazione indiscriminatamente ostile dell’intera specie. Sicurezza delle persone e protezione dell’ambiente non sono principi contrapposti, ma responsabilità che le istituzioni devono saper conciliare.

Quanto sta accadendo a Noicattaro presenta inoltre una significativa dimensione educativa. Conoscere il territorio e sapere come comportarsi in presenza di fauna selvatica sono strumenti concreti di cittadinanza responsabile. La scuola, con il contributo delle competenze scientifiche e istituzionali presenti sul territorio, può aiutare bambini e ragazzi a comprendere perché un animale selvatico non debba essere avvicinato o alimentato, come segnalare un avvistamento e quale significato abbiano le disposizioni adottate dalle autorità.

Educare alla biodiversità non significa generare paura, ma fornire conoscenze adeguate per comprendere la natura nella sua complessità. Occorre evitare tanto l’idea dell’animale selvatico come minaccia permanente quanto quella, altrettanto fuorviante, di una natura sempre innocua e priva di rischi.

Merita attenzione anche il rispetto delle disposizioni adottate a tutela della pubblica incolumità. Se sarà confermato che l’area dell’ultima aggressione era già sottoposta a restrizioni, sarà necessario richiamare la responsabilità dei cittadini, ma anche verificare che i divieti siano comunicati in maniera chiara, visibile e accompagnati da controlli adeguati. La prevenzione è efficace soltanto quando istituzioni e comunità condividono consapevolmente le rispettive responsabilità.

Il CNDDU auspica pertanto che il lavoro della task force istituita in Prefettura non si limiti alla gestione dell’emergenza, ma conduca a una strategia territoriale stabile, nella quale monitoraggio scientifico, prevenzione, informazione pubblica ed educazione ambientale siano parte di un’unica azione. Gli accertamenti genetici e scientifici dovranno inoltre chiarire quale animale sia coinvolto e se i diversi episodi siano riconducibili allo stesso esemplare, così da consentire interventi proporzionati e fondati sulle evidenze.

Il caso di Noicattaro ricorda che la convivenza tra comunità umane e fauna selvatica non può essere affidata all’improvvisazione. Richiede conoscenza, responsabilità e capacità di intervenire prima che il rischio diventi emergenza. Proteggere un bambino e tutelare la biodiversità appartengono alla stessa idea di civiltà: garantire la sicurezza delle persone senza rinunciare a custodire responsabilmente l’ambiente.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che da questa vicenda possa nascere una risposta istituzionale capace di guardare oltre l’urgenza del momento, trasformando una situazione di allarme in un’occasione concreta per rafforzare la cultura della prevenzione, della conoscenza e della responsabilità condivisa.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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Colpiti dai fulmini, due morti in montagna: turista americano sull’Etna, escursionista in Alto Adige

17 Agosto 2026 ore 10:46

Il temporale è arrivato mentre erano in montagna. Poi il fulmine, improvviso e impossibile da prevedere. Due tragedie distinte, avvenute a centinaia di chilometri di distanza, hanno avuto lo stesso epilogo: due persone sono morte in quota dopo essere state colpite da una scarica elettrica. La prima vittima è stata trovata nella notte sul Piz Starlex, oltre i 3.000 metri di altezza, sopra Tubre, in Val Monastero. L’uomo era stato segnalato come disperso dopo che non aveva fatto ritorno dalla cima. L’ultimo contatto telefonico risaliva alle 13, direttamente dalla vetta del Piz Starlex. In quel momento il temporale si stava avvicinando. Poi più nessuna notizia. Con il passare delle ore e l’arrivo del buio, la preoccupazione è aumentata. Poco dopo le 22 è stata attivata la ricerca attraverso la Centrale provinciale d’emergenza. I soccorritori hanno iniziato a battere la zona mentre le condizioni rendevano particolarmente complesso l’intervento.

La svolta è arrivata alle 23.44, quando il drone del Soccorso alpino ha individuato il corpo nella zona del sentiero numero 4, a circa 2.600 metri di quota, in un tratto di terreno impervio. Per raggiungerlo e riportarlo a valle è stato necessario un lungo intervento. Sul posto hanno lavorato circa quaranta soccorritori del Soccorso Alpino di Tubre, del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Silandro, dei Vigili del Fuoco Volontari di Tubre e del Soccorso Alpino di Prato allo Stelvio, con il drone del distretto. Secondo le prime informazioni, l’uomo sarebbe stato colpito da un fulmine mentre stava scendendo dalla montagna. Per lui non c’è stato nulla da fare.

Quasi contemporaneamente, dall’altra parte dell’Italia, un’altra tragedia si consumava sull’Etna. Un turista statunitense di 29 anni è stato colpito da un fulmine mentre si trovava sul vulcano. L’allarme è scattato ieri sera, poco prima delle 20, quando è stato richiesto l’intervento dei soccorsi. Il giovane, secondo le prime informazioni, si trovava in una zona vietata quando è stato sorpreso da un violento temporale. Anche in questo caso la scarica elettrica è stata devastante. Sul posto è intervenuto l‘elicottero Drago 142 dei Vigili del fuoco. Il turista è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania, ma è arrivato senza vita.

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Nettuno: truffata 94enne, prosciugata la sua fondazione benefica

17 Agosto 2026 ore 10:30

Una donna di 94 anni, animata dal desiderio di fare del bene, si è ritrovata vittima di una spietata rete di raggiri orchestrata proprio dalle persone di cui si fidava ogni giorno.

A Nettuno le Fiamme Gialle del Comando provinciale di Roma, su indicazione della Procura di Velletri, hanno smantellato un collaudato sistema di appropriazione indebita, riciclaggio e circonvenzione di incapace. Domestici, tecnici e consulenti della donna avevano iniziato a prosciugarle il patrimonio a sua insaputa, arrivando a strapparle oltre 700 mila euro attraverso trasferimenti e manovre finanziarie studiate per nascondere la traccia del denaro.

I flussi sospetti e la ripulitura dei capitali

Gli accertamenti economico-finanziari condotti dalla Compagnia di Nettuno sono scattati a seguito di una segnalazione su pesanti anomalie nella gestione dei beni dell’anziana.

Seguendo le piste bancarie, i militari sono riusciti a ricostruire manovre e distrazioni patrimoniali per un totale che supera il milione e duecentomila euro. Le somme sottratte direttamente dai conti della novantaquattrenne, per un ammontare preciso di oltre 742 mila euro, venivano continuamente dirottate verso i depositi bancari dei collaboratori domestici, dei consulenti e persino dei loro familiari.

Saccheggiata la fondazione per i bisognosi

Le verifiche patrimoniali si sono estese anche alle casse della fondazione senza scopo di lucro fondata dalla donna quasi quarant’anni fa con finalità benefiche a sostegno del litorale.

Gli investigatori hanno scoperto che, dal 2019, l’amministratore dell’ente solidale, un professionista romano, drenava regolarmente le risorse della struttura per scopi estranei allo statuto. Operando insieme alla garante dell’ente per ostacolare l’identificazione dei fondi, l’uomo è riuscito a sottrarre oltre 532 mila euro dalle casse benefiche, destinandoli a terzi oppure al proprio conto personale.

Investimenti immobiliari e sequestri della Guardia di Finanza

L’inchiesta ha fatto luce anche su un ramificato meccanismo di autoriciclaggio, scoprendo che una parte del denaro rubato alla solidarietà veniva reinvestito in attività imprenditoriali e commerciali, tra cui l’acquisto di un locale a Roma del valore di 216 mila euro.

L’operazione della Guardia di Finanza si è conclusa con la segnalazione all’Autorità Giudiziaria di quattro persone e con il sequestro cautelare di beni e risorse finanziarie per oltre 375 mila euro.

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Furti tra abitazioni, auto in sosta ed esercizi commerciali a Roma: 12 arresti

17 Agosto 2026 ore 09:37
Furti tra abitazioni, auto in sosta ed esercizi commerciali a Roma: 12 arresti

ROMA (ITALPRESS) – Intrusioni nelle abitazioni, scippi fulminei attraverso la tecnica dell’inganno, colpi negli esercizi commerciali per guadagnarsi il bottino tra gli scaffali, fino alle auto in sosta: sono sei i colpi sul fronte predatorio neutralizzati dalla Polizia di Stato che, negli ultimi giorni, hanno portato all’arresto di dodici persone in diversi quadranti della Capitale.

Ad aprire la sequenza è stato un tentativo di furto all’interno di un’abitazione sita in via Vincenzo Tiberino. Nel cuore della notte i condomini, allarmati dai forti rumori provenienti dal portone d’ingresso, hanno immediatamente allertato le Forze dell’ordine. L’intervento tempestivo degli agenti del XV Distretto Ponte Milvio ha permesso di arrestare un sessantasettenne ed un trentanovenne muniti di un kit da scasso per mettere a segno il furto. I due, colti in flagranza dopo un breve tentativo di fuga, sono stati fermati e sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

I successivi 5 arrestati sono stati intercettati dagli agenti del Commissariato di P.S. Romanina in due distinti episodi, culminati nel medesimo epilogo. In entrambi i casi i complici, ripartendosi i ruoli di vedetta e frontman, mettevano in atto una sequenza operativa ben nota: merce occultata attraverso borse schermate, dispositivi antitaccheggio compromessi e tentativi di superare le casse confidando nella rapidità della fuga.

È stato questo lo scenario dei due furti non andati a buon fine in un centro commerciale sito in via Prenestina ed in un negozio di viale Libia. Nel primo caso, due sudamericani sono stati intercettati e colti sul fatto dagli agenti che, insospettiti dal loro atteggiamento, si sono decisi a seguirli, riuscendo a recuperare 8 paia di occhiali griffati, ben travisati all’interno di un berretto, ed un borsello di pelle per un valore pari ad oltre 1400 euro. Per lasciare invisibile l’ammanco ai dipendenti del negozio, avevano furbamente sostituito gli occhiali di marca con un altro modello, riuscendo, in un primo momento, a trarli in inganno.

Una dinamica analoga è stata neutralizzata in via Aristide Merloni. In questo caso, ad essere preso di mira è stato un negozio d’abbigliamento del noto centro commerciale. Tre sudamericani, dopo essere riusciti ad aggirare i controlli di sicurezza, si sono appropriati di una refurtiva del valore di oltre 150 euro. All’uscita, tuttavia, sono stati bloccati dagli agenti del Commissariato di P.S. Romanina ed arrestati per furto aggravato. Un contesto differente è stato registrato nel parcheggio di un altro centro commerciale, nel quadrante nord-est della Capitale, dagli agenti del III Distretto di P.S. Fidene Serpentara. Tre giovani italiani, dopo aver frantumato il vetro di un portabagagli di un’autovettura in sosta al fine di asportare alcune valigie riposte all’interno, accortisi della presenza degli agenti, si sono lanciati in una precipitosa fuga, interrotta da un poliziotto che, nel frattempo, era riuscito a guadagnarsi l’accesso all’abitacolo ed a tirare il freno a mano per arrestare la corsa dell’autovettura.

Lo stesso epilogo ha colpito un ventunenne ed un ventiduenne, colti nell’atto di asportare un borsone riposto sui sedili di un veicolo in sosta in Piazza Celimontana. Dopo una breve colluttazione con gli agenti del Commissariato di P.S Celio, i due sono stati arrestati per rapina impropria in concorso. A chiudere il cerchio operativo sono stati gli agenti del Commissariato di P.S. Spinaceto che hanno arrestato per furto aggravato una quarantacinquenne. Posizionatasi davanti a un noto hotel della zona dove sostava un autobus gremito di turisti e distraendo il conducente con l’aiuto di un complice, era riuscita a guadagnarsi uno zaino, strappato dalle mani di un turista. Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.

– Foto di repertorio Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

Indonesia, nuova scossa di magnitudo 5,6 al largo delle coste: 700 italiani bloccati sull’isola di Flores. Sale il bilancio delle vittime

17 Agosto 2026 ore 09:59

Un altro terremoto, questa volta di magnitudo 5.6, ha colpito l’Indonesia alle 2.46 (ora italiana) di stanotte, 17 agosto. L’ipocentro è stato localizzato a una profondità di 18 chilometri, circa 175 km a est della città di Labuan Bajo. Secondo quanto riporta l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), non è stato emesso alcun allarme tsunami. Non risultano danni o conseguenze sulla popolazione.

Si aggrava però il bilancio del sisma di magnitudo 7.7 che ha colpito l’isola di Flores negli scorsi giorni. In particolare sono almeno 53 le persone che hanno perso la vita e 12.800 quelle che non possono rientrare nelle proprie case secondo l’agenzia nazionale indonesiana per la gestione dei disastri (Bnpb). 135 invece i feriti. Ad aumentare è anche il numero degli italiani presenti al momento del terremoto e che ora sono bloccati sull’isola. In particolare sono 700 i connazionali non residenti e registrati su “Dove siamo nel mondo”. Nessuno di loro tuttavia sembra aver riportato danni o problematiche.

La Farnesina, attraverso l’Ambasciata italiana a Giacarta e l’Unità di Crisi, continua a fornire informazioni ai propri cittadini per permettergli di tornare a casa. Alcuni gruppi di vacanzieri sono riusciti a salire sull’aereo per lasciare il Paese già nella notte tra il 15 agosto e il 16. Complessivamente in Indonesia risultano almeno 2000 italiani iscritti all’Aire e circa 6000 connazionali non residenti registrati su “Dove siamo nel mondo”. Secondo il Ministero degli Esteri, al momento i principali aeroporti dell’area risultano operativi ma l’elevata domanda di voli da parte dei turisti internazionali e della popolazione locale sta determinando una disponibilità limitata di posti sui collegamenti aerei in partenza dall’area. La Farnesina intanto invita i connazionali presenti nell’area a mantenersi in contatto con l’Ambasciata e a registrare la propria presenza sui sistemi dell’Unità di Crisi.

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“Parlavamo dei Mondiali, poi hanno capito che eravamo italiani”, il racconto degli amici di Nicola Maggiotto aggredito a Barcellona

17 Agosto 2026 ore 09:15

Si parlava di calcio, dei Mondiali. Una conversazione iniziata tranquillamente fuori dal locale, dopo la festa in piscina, e poi il cambio di atteggiamento quando quel gruppo di ragazzi ha capito che i giovani che aveva davanti erano italiani. È questo il passaggio che gli amici di Nicola Maggiotto, il 21enne in coma farmacologico a Barcellona dopo un’aggressione, mettono al centro del suo racconto sulla notte dell’aggressione nella città spagnola.

“Parlavamo dei mondiali, perché la Spagna ha vinto. Ma non ricordo bene”, racconta un giovane. I ragazzi italiani avevano appena lasciato il locale e stavano andando a prendere un taxi quando hanno incontrato una decina, forse quindici giovani. “Stavamo parlando tranquillamente con loro, un po’ bevuti, un po’ in inglese, un po’ in spagnolo, non riuscivamo a capire bene di dove fossero”. Poi, però, qualcosa sarebbe cambiato. “Quando ci hanno sentito parlare e hanno capito che eravamo italiani hanno cambiato atteggiamento. L’ha notato anche il mio amico che era più sobrio di me”. Il ragazzo precisa di non voler stabilire un nesso certo tra l’aggressione e la nazionalità: “Non credo ci abbiano aggredito per la nostra nazionalità, ma sicuramente sono cambiati, sembrava che ci prendessero in giro. Ci trattavano con più cattiveria”.

È in questo clima che, secondo il suo racconto, nasce il confronto tra Nicola e uno dei ragazzi. Poco dopo il dibattito diventa una lite. “Mi sono girato e ho visto che Nicola aveva iniziato a litigare con uno di loro, hanno iniziato a picchiarsi. Erano uno contro uno, gli altri dieci ragazzi stavano intorno a guardare”. Per qualche secondo decide di non intervenire. “Nicola ha fatto un anno di arti marziali miste, il rugby è il suo sport, si sa difendere, mi sono detto”. Poi vede arrivare un secondo ragazzo. “Ho visto un secondo ragazzo correre da dietro verso di lui e tirargli questo pugno, un colpo forte, dietro la nuca, sopra la testa”. Nicola cade a terra e da quel momento la situazione precipita.

A ricostruire quei secondi successivi è soprattutto il terzo amico che era con loro. “Da quello che ci ha raccontato il nostro terzo amico hanno continuato a prenderci a calci senza pietà. Il nostro amico ha urlato loro contro mettendoli in fuga”. Il ragazzo ferito si risveglia dopo alcuni tentativi di rianimazione. Nicola, invece, non riprende conoscenza. Per lui comincia la lunga attesa in ospedale, dove è tuttora ricoverato in terapia intensiva e in coma farmacologico. Gli investigatori cercano di ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e le ragioni che hanno fatto degenerare quella conversazione. Anche la famiglia di Nicola sta cercando risposte: al giovane è stato chiesto il codice Pin del cellulare dell’amico, per poter accedere al telefono e verificare eventuali elementi utili alla ricostruzione. “Se Nicola fosse stato da solo, probabilmente non sarebbe nemmeno tra noi“. Adesso come fa sapere il padre del 21enne bisognerà attendere per capire se il colpo alla nuca ha provocato danni. “Ha trascorso una notte tranquilla e le sue condizioni sono stabili” spiega Daniele Maggiotto. Nelle prossime ore potrebbe essere decisa una riduzione delle sostanze che mantengono il giovane in stato di incoscienza per verificare gli eventuali danni patiti in una condizione di veglia. In giornata sono attesi ulteriori aggiornamenti sull’evolversi del quadro clinico.

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Schermidori assolti da violenza sessuale, per il giudice ‘manca la prova’

17 Agosto 2026 ore 09:14
Schermidori assolti da violenza sessuale, per il giudice ‘manca la prova’

Pubblicate le motivazioni della sentenza che ha assolto due giovani schermidori italiani – con la formula piena “perché il fatto non sussiste” – dall’accusa di violenza sessuale di gruppo a un’atleta 17enne tesserata per l’Uzbekistan.

“Difetto di prova oltre ogni ragionevole dubbio”, anche perché il racconto della vittima aveva “un basso grado di coerenza interna”: per questo il tribunale di Siena ha assolto il 18 maggio 2026 in rito abbreviato due giovani schermidori italiani – con la formula piena “perché il fatto non sussiste” – dall’accusa di violenza sessuale di gruppo a un’atleta 17enne tesserata per l’Uzbekistan, episodio fatto risalire al 4-5 agosto 2023 durante un raduno a Chianciano Terme. Per le motivazioni della sentenza del gup Andrea Grandinetti, depositate il 14 agosto, non si può che adottare sentenza di assoluzione dei due imputati, si legge, “atteso il difetto di prova in ordine (alla veridicità dell’affermazione circa la) esistenza del fatto di ‘violenza costrittiva’ descritto” nell’imputazione del pubblico ministero. Tra i vari aspetti, il giudice rileva la scarsa coerenza nelle dichiarazioni da lei fatte sulla sua condizione psico-fisica, in particolare sul suo stato di coscienza e quindi sulla sua capacità di intendere e di volere. In particolare, ciò viene esaminato in sentenza rispetto all’assunzione di alcolici: per il giudice le sue dichiarazioni sono incoerenti, smentite da testimonianze e anche da un video che la mostra camminare in condizione di piena coscienza fino a poter saltare per gioco sulle spalle di uno degli imputati. Anche la positività a cannabinoidi riscontrata nella presunta vittima della violenza sessuale per il giudice non rileva perché non può essere “razionalmente valorizzata al fine di datare l’intervenuta assunzione” di stupefacente tanto da non poterla correlare ai rapporti sessuali avvenuti fra il 4 e il 5 agosto 2023. Inoltre sempre la stessa atleta non consumò bevande alcoliche dopo la chiusura del bar dove erano stati per un tempo di “almeno 90 minuti prima di far ingresso nella camera dove c’erano” i due imputati e un loro amico. Quindi, fa capire il giudice, era verosimilmente lucida.

Spari al pronto soccorso di Prato dopo un tentativo di fuga, detenuto ferito a una gamba

17 Agosto 2026 ore 07:39
Spari al pronto soccorso di Prato dopo un tentativo di fuga, detenuto ferito a una gamba

FIRENZE (ITALPRESS) – Sono stati tre i colpi di pistola sparati nel pomeriggio di ieri al pronto soccorso dell’ospedale di Prato da un agente della polizia penitenziaria per fermare un marocchino di 22 anni che stava scappando. Lo fa sapere con un comunicato stampa la procura di Prato che ha assunto la direzione delle indagini. “Durante la permanenza all’ospedale -spiega la procura di Prato-, il 22enne avrebbe cercato di evadere e un agente di polizia penitenziaria ha esploso tre colpi di pistola, uno dei quali ha attinto il giovane a una gamba”.

“Nel corso del pomeriggio, un soggetto di nazionalità marocchina è stato sorpreso mentre stava lanciando un plico contenente sostanza stupefacente all’interno del carcere di Prato dall’esterno-dichiara il procuratore di Prato, Luca Tescaroli-. Indi, lo stesso si è dato alla fuga ed è stato inseguito. Durante la fuga, è caduto e ha riportato lesioni. È stato quindi portato al pronto soccorso del nosocomio di Prato per essere medicato”. Al pronto soccorso il ventiduenne marocchino ha tentato di scappare. La Procura di Prato “ha assunto prontamente la direzione delle indagini per chiarire la dinamica dei fatti. La situazione di illegalità attorno al carcere si perpetua” ha concluso Tescaroli.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Scivola dal sentiero e cade nel lago degli Speccheri: muore annegata davanti al figlio

17 Agosto 2026 ore 06:40
La vittima è una donna originaria di Lonigo, in provincia di Vicenza. La donna, assieme ai famigliari stava risalendo dal lago in un tratto esposto quando è scivolata e precipitata. Recuperata con un barchino, inutili i tentativi di rianimazione

© RaiNews

Matrimonio da sogno all’Elba per Bagnoni e Caffaz

17 Agosto 2026 ore 06:20

Era il matrimonio più atteso dell’anno, sussurrato per mesi in città e alla fine il sogno è diventato realtà nella cornice più esclusiva della Toscana. L’imprenditrice carrarina Alessandra Benedetta Caffaz e il celebre dermatologo Giovanni Bagnoni si sono uniti in matrimonio, regalando ai pochissimi e selezionati ospiti un’esperienza indimenticabile. Lui, luminare della medicina, già primario agli Spedali Riuniti di Livorno e al Noa di Massa, nonché coordinatore clinico dell’Unità di melanoma per l’Asl Toscana nord ovest, lei, affascinante e stimata imprenditrice. Una coppia d’oro nella vita e negli affari, che dopo aver fondato con successo i rinomati ambulatori Luxcare di Marina di Carrara e Livorno, ha coronato la propria storia d’amore con un matrimonio da favola. Giovanni e Alessandra si sono detti sì alle 12 di Ferragosto nella splendida cornice dell’Hotel Hermitage, un paradiso a cinque stelle affacciato sulla rinomata spiaggia della Biodola, a Portoferraio. Una scelta di cuore per Alessandra, che in questo angolo di Isola d’Elba trascorre le vacanze da anni e si sente a casa. Tutto è stato organizzato come in una fiaba moderna. Il rito è stato celebrato dal vicesindaco di Portoferraio, Roberto Manzi.

Alessandra Poggi

Spaccio di droga in piazza Attias, arrestato

17 Agosto 2026 ore 06:10

I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Livorno nel corso di un servizio di prevenzione e repressione dello spaccio di droga, hanno arrestato un 54enne del posto, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività è stata eseguita nel fine settimana di Ferragosto, nel corso di servizi mirati al contrasto dei reati in genere, concentrati nelle aree del centro soggette a maggiore presenza di persona anche alla luce delle presenze turistiche.

L’uomo, che ha già altri precedenti specifici all’attivo, è stato notato in piazza Attias con atteggiamento sospetto e senza un’apparente chiara destinazione. Sospetti subito confermati quando la persona è stata notata cedere un involucro ad un giovane in cambio di denaro. Vista la chiara dinamica di cessione di sostanze i Carabinieri sono intervenuti, lo hanno prontamente raggiunto e fermato per eseguire un controllo di iniziativa.

Nel corso dell’operazione di polizia giudiziaria è stata recuperata la dose di hashish appena ceduta all’acquirente in cambio di denaro. La successiva perquisizione personale ha permesso di recuperare e sequestrare ulteriore quantitativo di sostanza, circa 9 grammi di hashish e 55 euro ritenuti provento di precedenti cessioni. Le operazioni sono proseguite con l’esecuzione di una perquisizione domiciliare che ha consentito il rinvenimento e sequestro di ulteriori 80 grammi circa di hashish insieme a materiale vario per la pesatura ed il confezionamento delle dosi.

A carico del giovane acquirente i carabinieri hanno contestato la sanzione amministrativa prevista per la detenzione di sostanza destinata all’uso personale. Terminate le formalità di rito, su disposizione della Procura di Livorno, l’indagato è stato ristretto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo, la mattina seguente, in cui è stato convalidato l’arresto operato dai Carabinieri.

Legambiente Livorno: “Il clima sta già cambiando la Toscana e noi continuiamo a discutere dei sintomi”

17 Agosto 2026 ore 06:00

Livorno 17 agosto 2026 Legambiente Livorno: “Il clima sta già cambiando la Toscana e noi continuiamo a discutere dei sintomi” “C’è un rischio che dovremmo avere il coraggio di guardare in faccia: mentre discutiamo di come difendere il paesaggio, il cambiamento climatico lo sta già trasformando davanti ai nostri occhi. Le estati sempre più lunghe …

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Arrestato il clochard che aggredì i vigili

17 Agosto 2026 ore 06:00

La Polizia di Stato di Livorno nel pomeriggio di giovedì, ha dato esecuzione alla misura della custodia cautelare in carcere disposta dal Gip presso il Tribunale di Livorno, su richiesta della locale Procura, nei confronti del sedicente B.N., 41 anni, clochard che lo scorso 26 luglio, a San Vincenzo, era stato colpito da un colpo di arma da fuoco esploso dalla pistola di un vigile urbano intervenuto a seguito di una segnalazione di una persona molesta fuori dalla Coop. Lo straniero, già destinatario della misura cautelare del divieto di dimora, notificatagli dai poliziotti della Squadra Mobile lo scorso 6 agosto, è stato ritenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari, persona pericolosa in quanto, in pendenza di suddetta misura, più volte identificato dalle Forze di Polizia sul territorio della provincia labronica – e quindi in violazione del divieto di dimora – peraltro in possesso di un coltello. L’uomo è stato arrestato su un treno fermo alla Stazione di San Vincenzo.

Sanità, Fials proclama lo stato di agitazione: gravi criticità nel reclutamento del personale”

17 Agosto 2026 ore 05:56
ospedale livorno facciata ingresso

Livorno 17 agosto 2026 FIALS Ppovinciale Livorno: “Proclamato lo stato di agitazione: grave criticità generale nel reclutamento del personale sanitario. Una vera emergenza poi nella Casa Circondariale “Le Sughere” di Livorno.” “Il Sindacato FIALS proclama lo Stato di Agitazione contro la USL Toscana Nord Ovest. Il tentativo di conciliazione in Prefettura è fallito. Il Sindacato …

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Abbattimento liste di attesa in RSA, la Regione impiega 10 milioni

17 Agosto 2026 ore 05:54
anziano sedia a rotelle rsa

Livorno 17 agosto 2026   Più risorse per ridurre le liste d’attesa nelle RSA, nuovi strumenti per prevenire la fragilità e una rete di servizi integrati sempre più vicina alle persone e alle famiglie. È la strategia con cui la Regione Toscana affronta la sfida dell’invecchiamento demografico, mettendo in campo un pacchetto di interventi approvati …

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Taxi abusivo all’Elba: sequestro e multa di duemila euro

17 Agosto 2026 ore 05:50

Intensificati i servizi dei Carabinieri di Portoferraio durante il fine settimana del Ferragosto. In particolare, durante controllo alla circolazione stradale, i militari hanno individuato un veicolo utilizzato per svolgere attività di taxi senza il prescritto titolo abilitativo, contestando la relativa violazione prevista dall’articolo 86 del Codice della strada. A carico del conducente è stata elevata una sanzione amministrativa di euro 2.000, mentre il veicolo impiegato per il servizio abusivo è stato sottoposto a sequestro e la patente di guida ritirata.

Il controllo sul taxi abusivo si inserisce in una più ampia attività di vigilanza svolta dai Carabinieri sull’Isola. Nel medesimo ambito operativo, da un controllo a Porto Azzurro, i Carabinieri hanno fermato per accertamenti una donna straniera alla guida di un ciclomotore. Dalle verifiche è emerso che il mezzo, immatricolato nel 2009, era privo di assicurazione e mai sottoposto alle revisioni periodiche obbligatorie, con ben otto revisioni mai effettuate. La conducente, inoltre, è risultata non aver mai conseguito la patente di guida. Pertanto il motociclo è stato sequestrato e alla conducente sono state contestate sanzioni per oltre 6.000 euro.

A Portoferraio, infine, durante un servizio di controllo del territorio i militari hanno sottoposto a perquisizione una persona, trovandola in possesso di un grosso coltello da cucina in acciaio seghettato della lunghezza complessiva di 31 centimetri. L’arma è stata sequestrata, il possessore denunciato.

’Fuori dalle emergenze’. Stasera alla Torre la presentazione del libro

17 Agosto 2026 ore 05:40

Clima, alluvioni, siccità, terremoti: dalle catastrofi alla prevenzione. Stasera alle 21.15 al Giardino della Torre si parlerà di prevenzione e gestione dei rischi ambientali con la presentazione del libro ’Fuori dalle emergenze’ di Erasmo D’Angelis e Mauro Grassi. Mauro Grassi sarà a colloquio con Luca Filippi, giornalista de La Nazione. Il volume affronta alcune delle principali fragilità del territorio italiano — dalle alluvioni alla siccità, dalle frane ai terremoti — mettendo al centro la necessità di investire nella prevenzione, nella sicurezza del territorio e nell’adattamento ai cambiamenti climatici. ️ Un’occasione di approfondimento e confronto su un tema di grande attualità e di interesse per le comunità e per il futuro dei nostri territori.

I genitori di Virginia ringraziano per l’affetto. Disposto il lutto cittadino

17 Agosto 2026 ore 05:30

Maurizio e Patrizia, i genitori di Virginia Bellagamba, la 17enne morta nel tragico incidente sulla 398, hanno voluto "ringraziare col cuore la grandissima dimostrazione di affetto per Virginia da parte di tutta la popolazione di Piombino ma anche da fuori che è stata veramente calorosa e piena di amore. In particolare gli amici e le amiche più vicine ci hanno dimostrato una vicinanza per davvero encomiabile. Siamo chiusi nel dolore ma in qualche modo troviamo non solo il coraggio di andare avanti ma vi abbracciamo fortissimo. Ad oggi non sappiamo quando potremo invitare tutti alla funzione religiosa che si terrà alla chiesa dell’Immacolata a Piombino". E in occasione del funerale il Comune ha proclamato il lutto cittadino.

Ferragosto, spiagge devastate. Migliaia di giovani e tanto alcol

17 Agosto 2026 ore 05:22

Una notte di follia sulle spiagge di Marina di Cecina. Migliaia di giovani per festeggiare Ferragosto con fiumi di alcool. Un ’miracolo’ che non sia sianno verificati incidenti gravi e gravi malori, ma il risultato, il giorno dopo è un tappeto di bottiglie e lattine sugli arenbili, rifiuti ovunque (nella foto la zona di Andalù). Duro l’intervento della sindaca di Cecina Lia Burgalassi contro questi atti vandalici. La sindaca ha poi riungraziato gli agenti della polizia locale e gli operatori del Comune e Rea per il lavoro di ripristino e controllo.

"Questa mattina – ha spiegato ieri la sindaca Burgalassi – le spiagge di Cecina, sia al Tombolo Sud che al Tombolo Nord, erano devastate. Nella notte un consumo di alcol fuori dal normale. Migliaia di ragazzi si sono storditi e hanno barbaramente danneggiato e sporcato l’ambiente, facendo anche del male a se stessi. Cosa potrà mai esserci di divertente in tutto questo? Grazie agli operatori di Rea, alla Forestale, alle forze dell’ordine e alla Polizia Locale che tutta la notte e questa mattina si sono adoperati per gestire le criticità e rendere agibili le spiagge".

Feste in spiaggia con il triste corollario dell’abbandono di rifiuti non soloo a Cecina, ma in varie zone lungo la costa. Anche a San Vincenzo. "Sono il primo a cui piace mangiare in spiaggia, stare con gli amici e festeggiare il Ferragosto – dice il sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci– sono però davvero amareggiato da certi comportamenti, non li posso accettare e su questo non ci sono scuse. Il rispetto per l’ambiente che ci ospita è essenziale e la mancanza di attenzioni non è un dispetto ad altri ma a noi tutti. Mi sento offeso e sento offese tutte le persone che rispettano le nostre spiagge, la nostra cittadina, il nostro ambiente. Non ci vuole poi molto, venendo via dopo i fuochi o la mattina seguente, a portar via ognuno un po’ della spazzatura prodotta e gettarla. Lasciare tutto lì significa oltre al grave danno ambientale fare anche un danno alla comunità perché operazioni di pulizia così importanti e in così poco tempo rischiano di essere non solo molto problematiche e invasive per i bagnanti già presenti sul mare dalle prime ore del giorno ma addirittura non realizzabili".

Lettera in una bottiglia trovata sulla scogliera. Una storia di 29 anni fa

17 Agosto 2026 ore 05:19

Una lettera in una bottiglia. Come in un romanzo. Una lettera scritta a mano nel 1997 (ammesso che il manoscritto sia veritiero) rimasta incastrata fra gli scogli di Seccheto (Campo nell’Elba) e ritrovata in questi giorni. Nella lettera, pubblicata sul gruppo Facebook ’Isola d’Elba, vacanze, info, foto, curiosità’ da Francesca Fauci, la cui figlia ha trovato la bottiglia fra gli scogli, si parla di un’amicizia fra due ragazze, Rebecca ed M. G., e la storia di un addio per il trasferimento all’estero (in Kansas, ad Hais) di una delle due. La lettera è stata postata su Facebook con la speranza che l’autrice o la destinataria si riconoscessero. L‘autrice si chiama Rebecca, la destinataria M. G., entrambe sono molto giovani nel 1997, si sono conosciute in un posto di mare dove in cima ad una salita era presente una vecchia sartoria.

Livorno sconvolta per la morte di Roberta Celli, il nodo sicurezza: “Tanti balconi realizzati con quel tipo di solaio”

17 Agosto 2026 ore 01:45

Livorno, 17 agosto 2026 – La città è scossa per la morte di Roberta Celli, 56 anni, professoressa di italiano e storia nelle classi del liceo Cecioni. Una tragedia assurda con il balcone di casa che improvvisamente cede e la donna che precipita nel vuoto. L’istituto si è stretto intorno alla famiglia dell’insegnante. Roberta lascia il marito e due figli adolescenti.

L’intervento dei vigili del fuoco sul terrazzo crollato da cui è caduta la donna
Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna 

Il cordoglio del liceo Cecioni

“La comunità scolastica del Liceo Statale “Francesco Cecioni” ha appreso con profondo cordoglio della tragica e improvvisa scomparsa della prof.ssa Roberta Celli avvenuta nel pomeriggio del 14 agosto. La sua perdita colpisce profondamente la nostra scuola. In questo momento di grande dolore, il Liceo “Francesco Cecioni” esprime la più sincera vicinanza ai familiari, ai quali rivolge le più sentite condoglianze. La prof.ssa Celli, docente di italiano nella nostra scuola dal 2023, ha svolto il proprio servizio con professionalità, serietà e dedizione, offrendo il proprio contributo alla crescita degli studenti e partecipando attivamente alla vita della comunità scolastica. Nel rinnovare la propria vicinanza ai familiari, il Liceo “Francesco Cecioni” ricorda con riconoscenza l’impegno umano e professionale della prof.ssa Celli e si unisce al dolore di quanti ne piangono la scomparsa”.

Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna
Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna 

I solai Sap

Intanto, mentre le famiglie dello stabile di via Bonomo dove è avvenuto l’incidente sono potute rientrare nelle abitazioni (con l’interdizione dei terrazzi che sono tutti a rischio crollo), si attende la perizia dei vigili del fuoco e l’esito delle indagini sull’incidente. Dalle foto sembra che si tratti di terrazzi realizzati con solai SAP (Senza Armatura Provvisoria), ovvero un tipo di solaio semiprefabbricato in laterizio armato. Entrò in produzione nel 1925 negli stabilimenti Rizzi/Donelli/Breviglieri (R.D.B.) di Piacenza ed è stato uno dei grandi protagonisti dell’edilizia Italiana del boom economico, in quanto veloce da montare, economico e adatto ai cantieri dell’epoca (poteva essere realizzato senza l’utilizzo di gru). È formato da travetti in cotto accostati con esili armature metalliche sigillate a malta, senza una vera cappa in calcestruzzo armato superiore. Sono solai del boom del dopoguerra, strutture spesso difficili da consolidare e a Livorno ce ne sono molti. Le infiltrazioni di pioggia contribuiscono a degradare il metallo e renderli pericolosi. Purtroppo dalle foto di google maps del settembre 2025 si vede che anche i terrazzi dello stabile dove è avvenuto l’incidente avevano dei segni di degrado importanti già un anno fa.

Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna
Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna 

Livorno piange don Giuseppe Coperchini, una vita al servizio della Chiesa e della Misericordia

16 Agosto 2026 ore 20:17

LIVORNO – È morto nella mattina di oggi (16 agosto) don Giuseppe Coperchini, figura storica della Chiesa livornese e per molti anni punto di riferimento dell’Arciconfraternita della Misericordia di via Verdi.

Decano dei Canonici del Capitolo e cappellano maggiore emerito della Misericordia, don Giuseppe era profondamente legato alla città, nella quale aveva svolto gran parte del proprio ministero sacerdotale. La notizia della sua scomparsa ha suscitato cordoglio nella comunità diocesana e tra le numerose persone che lo avevano conosciuto nel corso degli anni.

Originario di Alseno, in provincia di Piacenza, era sacerdote della Diocesi di Livorno dal 1964. Nel luglio 2024 aveva celebrato i sessant’anni di sacerdozio, un traguardo che aveva offerto l’occasione per ripercorrere una lunga esperienza pastorale caratterizzata soprattutto dalla vicinanza ai giovani, alle associazioni cattoliche e al mondo del volontariato.

Per oltre trent’anni era stato assistente spirituale dell’Azione cattolica ragazzi, contribuendo alla formazione di più generazioni. Il suo impegno si era esteso anche allo sport e alle attività educative, intese come occasioni di incontro, crescita e condivisione.

Particolarmente intenso il suo legame con la Misericordia di Livorno. La sua abitazione si trovava accanto alla sede dell’Arciconfraternita di via Verdi e la sua presenza aveva accompagnato quotidianamente volontari, confratelli e famiglie nei momenti di difficoltà. Il ministero di cappellano era diventato nel tempo parte integrante della vita dell’associazione.
Don Giuseppe aveva inoltre ricoperto incarichi parrocchiali ed era stato una figura importante per il quartiere della Torretta. Nel dicembre 2024 aveva partecipato alla riunione di un gruppo di amici cresciuti nel quartiere, molti dei quali lo ricordavano come parroco, insegnante e presenza costante negli anni della loro formazione.

Alla dimensione pastorale univa un’attenzione particolare verso le persone più fragili e verso chi si trovava lontano dal proprio Paese. Nel corso del suo ministero aveva maturato anche un’esperienza significativa nell’assistenza religiosa alle comunità straniere, testimoniando una Chiesa capace di accogliere e accompagnare.

La salma sarà esposta domani (17 agosto) e martedì nella chiesa della Misericordia di via Verdi, dalle 9 alle 18. Domanialle 18 l’Arciconfraternita lo ricorderà con una veglia di preghiera presieduta dall’attuale cappellano maggiore, don Matteo Giavazzi.

I funerali saranno celebrati mercoledì (19 agosto) alle 9 nella Cattedrale di Livorno e saranno presieduti dal vescovo.

Con la scomparsa di don Giuseppe Coperchini, Livorno perde un sacerdote che ha attraversato oltre sessant’anni di vita cittadina con discrezione e continuità. Una presenza rimasta vicina alle persone nella quotidianità, nei percorsi educativi e soprattutto nei momenti in cui il dolore e la fragilità rendono più necessario l’ascolto.
La città e la comunità diocesana si preparano adesso a salutarlo nella stessa dimensione di servizio e preghiera alla quale aveva dedicato la propria vita.

Etna, l’Ingv: “Nuova intensa attività esplosiva dal cratere Voragine”

16 Agosto 2026 ore 19:51

L’Etna, che sembrava essersi acquietato nelle ultime ore, torna a far parlare di sé dopo i disagi creati alla circolazione degli aerei a cavallo di Ferragosto. Secondo il sistema di monitoraggio in rete dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio etneo, di Catania, una uova e intensa attività esplosiva si è manifestata a partire dal pomeriggio dal cratere Voragine. Il tremore vulcanico, che segnala l’energia presente nei condotti magmatici interni, è in risalita e staziona su valori molto alti. L’avviso per l’aviazione, il Vona (Volcano observatory notice for aviation), emesso dall’Ingv, al momento è rimasto arancione.

“Prosegue l’attività effusiva dalle bocche a quota 2750m e 1990m dell’Etna – ha comunicato l’Osservatorio -. Dai rilievi sul campo effettuati dal personale dell’INGV-OE risulta che alle ore 16.22 è ripresa l’attività stromboliana al cratere della Voragine; successivamente, si è intensificata l’attività di emissione di cenere al Cratere di Nord Est. Dal punto di vista sismico, dalla tarda serata di ieri l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato ampie oscillazioni tra valori bassi e medi, crescendo sempre più in ampiezza. Nelle ultime ore di oggi l’incremento è stato sempre più marcato e dalle ore 18 circa l’ampiezza del tremore è passata dall’intervallo dei valori medi a quelli alti. Dalle ore 18 circa l’attività infrasonica mostra un evidente incremento nel numero degli eventi infrasonici con ampiezze basse ma evidente carattere di crescita. Gli eventi risultano localizzati al cratere Voragine. Anche la stazione di Cratere del Piano mostra l’inizio di un modesto trend”.

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Finisce l’afa, arrivano i temporali: l’Italia tra grandine, vento e nuovi disagi. La mappa delle previsioni

16 Agosto 2026 ore 18:48

Dal caldo estremo ai temporali. L’Italia si prepara a cambiare rapidamente scenario dopo settimane segnate da temperature elevate, afa persistente, siccità e incendi. Ma la fine dell’ondata di calore non coincide necessariamente con un ritorno alla normalità: nei prossimi giorni il rischio sarà quello di fenomeni violenti, con temporali intensi, forti raffiche di vento e locali grandinate. Il primo segnale arriva già oggi, con una sola città ancora contrassegnata dal bollino rosso del ministero della Salute: Bari. Napoli e Trieste sono invece tra le prime città a tornare nel livello verde, quello associato a condizioni di caldo nella norma stagionale.

Il cambio di circolazione atmosferica sarà più evidente da lunedì 17 agosto. Una perturbazione in transito sull’Europa centrale porterà maggiore instabilità su diverse aree del Paese. La Protezione civile ha valutato l’allerta gialla in 13 regioni. Le precipitazioni interesseranno inizialmente Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto ed Emilia-Romagna, per poi estendersi a Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo.

Non sarà, dunque, soltanto una parentesi di pioggia. I temporali potranno essere accompagnati da rovesci di forte intensità, raffiche di vento e grandinate. Fenomeni che, dopo settimane di caldo e terreni messi a dura prova dalla siccità, possono a loro volta creare disagi e problemi sul territorio. Secondo le previsioni di iLMeteo.it, dopo le precipitazioni di domani tornerà temporaneamente il sole tra martedì e mercoledì, mentre le temperature continueranno a diminuire. La tregua dovrebbe diventare più marcata nella seconda parte della settimana: da giovedì 20 agosto sono attesi nuovi temporali, soprattutto al Centro-Nord, associati a un ulteriore calo termico.

È una svolta attesa dopo un periodo nel quale il caldo ha lasciato conseguenze pesanti. Le temperature elevate e prolungate hanno favorito condizioni di siccità e contribuito ad alimentare numerosi incendi, mentre il caldo estremo ha avuto anche conseguenze sulla salute e, in alcuni casi, è stato associato a decessi. Proprio gli incendi restano uno dei fronti più delicati. Dal Trentino all’Abruzzo, dal Veneto all’Emilia-Romagna, sono ancora impegnate numerose squadre dei vigili del fuoco. La situazione più critica viene segnalata in Carnia, dove i roghi boschivi continuano da oltre una settimana. Particolarmente complessa la situazione sul monte Amariana e sul monte Amarianute, dove il fuoco è ancora attivo e in espansione.

Nell’area interessata dagli incendi resta l’indicazione di limitare l’esposizione all’aperto e, qualora fosse indispensabile sostare all’esterno, di utilizzare dispositivi di protezione delle vie respiratorie FFP2 o FFP3. Intanto, con la fine di Ferragosto, è iniziato anche il controesodo. L’Anas segnala al momento traffico scorrevole, in un’estate nella quale le abitudini di viaggio sembrano essere cambiate: molte famiglie hanno scelto di distribuire i rientri durante i giorni feriali, evitando di concentrarli nel fine settimana. Da lunedì a giovedì 20 agosto sono previsti oltre 34,7 milioni di spostamenti sulle strade italiane, con il picco atteso proprio lunedì, quando si stimano circa 8,8 milioni di viaggi.

Il caldo, dunque, sembra avviarsi verso la fine, ma l’estate non concede ancora una vera tregua. Alle temperature estreme che hanno caratterizzato le ultime settimane subentreranno temporali e grandinate, con un nuovo rischio di disagi soprattutto nelle aree più colpite dai fenomeni intensi e dagli incendi. Il passaggio da un’emergenza all’altra potrebbe essere, per molte zone del Paese, particolarmente rapido.

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Massimo Boldi trasferito all’ospedale di Livorno dopo la caduta in strada a Forte dei Marmi

16 Agosto 2026 ore 18:29

Livorno, 16 agosto 2026 – È stato trasferito nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale di Livorno l'attore Massimo Boldi, 81 anni, dopo la caduta in strada a Forte dei Marmi avvenuta nel pomeriggio del 13 agosto mentre stava camminando con alcuni amici.

Massimo Boldi venne subito soccorso dal personale del bar e dai suoi amici, poi il 118 lo portò in codice di urgenza giallo all'ospedale Versilia a Lido di Camaiore. Qui i medici hanno deciso di mandarlo all'ospedale di Livorno dove è stato sottoposto a una serie di accertamenti. Al momento, da quanto emerge, le sue condizioni non dovrebbero preoccupare particolarmente ma l'attore deve rimanere in osservazione.

Massimo Boldi si trovava in Versilia dove soggiorna spesso per vacanza e relax. È caduto in una strada centrale, davanti al Caffè Principe di via Carducci battendo la testa a terra e così riportando un trauma cranico.

Aggredito fuori da un locale a Barcellona, un 21enne italiano è in coma farmacologico

16 Agosto 2026 ore 16:35
Aggredito fuori da un locale a Barcellona, un 21enne italiano è in coma farmacologico

TREVISO (ITALPRESS) – Un 21enne italiano di Asolo, in provincia di Treviso, è ricoverato in coma farmacologico in un ospedale di Barcellona, dopo essere rimasto ferito in un’aggressione avvenuta davanti a un locale nella città spagnola. Lo riferisce la Tribuna di Treviso.

-Foto di repertorio IPA Agency-
(ITALPRESS).

E’ morto don Giuseppe Coperchini

16 Agosto 2026 ore 17:33

LIVORNO - È morto questa domenica mattina  don Giuseppe Coperchini, decano dei Canonici del Capitolo, cappellano Maggiore dell’Arciconfraternita della Misericordia di Via Verdi. Lunedì 17 e martedì 18 agosto, la salma sarà esposta presso la Chiesa della Misericordia di via Verdi (orario 9-18). Lunedi sera, lunedì 17 agosto, alle ore 18, la Misericordia di Livorno lo saluterà con una veglia Continue Reading

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Si incendia container per i bagagli in pista a Milano Malpensa, forse per una batteria al litio

16 Agosto 2026 ore 17:25
Sui sociali le immagini di un incendio domato all'aeroporto di Milano Malpensa. Si tratterebbe di un dispositivo con batterie al litio che avrebbe preso fuoco prima che lo caricassero in stiva insieme ai bagagli di un volo diretto a Londra

© RaiNews

Ferragosto ad alta tensione nelle carceri: agenti aggrediti e disordini in tutta Italia. I sindacati: “Nordio si svegli dal torpore”

16 Agosto 2026 ore 16:12

È stato un Ferragosto di tensione nelle carceri italiane, sempre più invivibili a causa del sovraffollamento (che ha toccato il 141%) e del caldo insopportabile. Vari eventi critici sono stati segnalati negli ultimi giorni dalle sigle della Polizia penitenziaria, a partire da un’evasione avvenuta sabato dalla casa circondariale di Potenza: due detenuti di nazionalità tunisina, ha comunicato il sindacato Sappe, sono “riusciti a sfruttare una criticità strutturale dell’istituto, arrampicandosi e raggiungendo i tetti per poi guadagnare l’esterno”. Entrambi sono stati rintracciati in città nell’arco di poche ore. Sempre sabato, a Saluzzo (Cuneo), la vicecomandante della Polizia penitenziaria è stata aggredita da un cinquantenne detenuto in Alta sicurezza, Francesco Coffa, membro dell’omonimo clan della Sacra corona unita brindisina, che l’ha strattonata prima di essere bloccato dagli agenti. “Non è accettabile che una rappresentante dell’amministrazione penitenziaria impegnata nello svolgimento delle proprie funzioni possa essere aggredita all’interno dell’istituto”, denuncia Leo Beneduci, segretario del sindacato Osapp, esortando il ministro della Giustizia Carlo Nordio a farsi carico della situazione “con urgenza e senza ulteriori indugi. Servono interventi immediati, maggiori garanzie per il personale e una gestione del circuito di Alta sicurezza realmente adeguata al livello di pericolosità dei soggetti detenuti. Non possiamo aspettare che si verifichi una tragedia“, incalza.

Ancora il 15 agosto, nel penitenziario della Dozza a Bologna, un detenuto ha appiccato un incendio nella sezione Rh del reparto infermeria: poiché gli idranti non funzionavano, il personale ha dovuto spegnere le fiamme con secchi d’acqua. Due sottufficiali intervenuti, tra cui l’ispettore di Sorveglianza generale, sono rimasti intossicati dal fumo. A denunciarlo è ancora l’Osapp, segnalando che si tratta dell’ultimo di una serie di “eventi critici molto gravi” avvenuti negli ultimi giorni. Il 14 agosto, ricorda infatti il sindacato, un detenuto del reparto penale ha puntato una lametta alla gola di un agente, che ha riportato un piccolo taglio, e poi ha aggredito il personale intervenuto colpendo con un calcio al petto un altro agente. Sempre nello stesso reparto, un altro detenuto “ha cercato di aggredire un sottufficiale e gli ha sputato in faccia”. Giovedì 13 agosto, invece, quattro agenti sono stati aggrediti nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino da un detenuto italiano di 35 anni – sottoposto al regime di sorveglianza particolare – e trasportati in ambulanza al pronto soccorso. Un episodio che ha spinto l’Osapp a chiedere un intervento dell’amministrazione penitenziaria, invitando Nordio a “scuotersi dal torpore” e ad agire con tempestività.

Finora infatti l’esecutivo non ha adottato nessun provvedimento rilevante per migliorare la situazione nelle carceri, fatta eccezione per alcune misure-spot dall’impatto minimo (l’ultima è la norma per far scontare ai tossicodipendenti la pena in comunità, finanziata però con i fondi necessari per appena cinquecento persone). “Tra i molteplici fallimenti di questo governo, la situazione delle carceri è certamente tra quelli più gravi“, denuncia il senatore Pd Walter Verini, capogruppo in Commissione Antimafia, che a Ferragosto ha visitato gli istituti di Perugia e Terni. “Sovraffollamento insopportabile, grave mancanza di personale, situazioni di 40/45 gradi da sopportare in spazi troppo piccoli per più persone. E in diversi casi mancanza d’acqua, acqua razionata in questa estate torrida, scarse condizioni igienico-sanitarie. Poche le risposte ai tanti problemi sanitari che affliggono i detenuti. Pochi magistrati di sorveglianza per evadere le tante richieste. Situazioni di tensione che abbiamo toccato con mano”. A Santa Maria Capua Vetere invece la visita del deputato dem Stefano Graziano, secondo cui “occorre intervenire su due fronti: da un lato, rafforzare immediatamente gli organici e, dall’altro, ridurre il sovraffollamento attraverso misure strutturali e un miglioramento delle condizioni detentive. È necessario mettere il personale nelle condizioni di lavorare e garantire ai detenuti standard compatibili con la funzione rieducativa della pena”, afferma.

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A Messina un furto da film durante la processione: le opere di Antonello rubate con i custodi dentro al museo. Dallo yacht alla macchina: tutte le ipotesi di fuga

16 Agosto 2026 ore 15:54

Il primo indizio è che sono andati via di fretta e furia. Due dei sei pezzi trafugati sono stati lasciati per strada. Così è stato scoperto il furto hollywoodiano all’interno del Museo Regionale di Messina, di ben 4 opere di Antonello. La sorveglianza all’interno del Museo era presente, ma non si è accorta di nulla, così come l’allarme: era attivo. I custodi erano quattro: “Ci siamo accorti di tutto solo dopo”, ha detto la direttrice, Marisa Mercurio.

I deterrenti non hanno fermato i Lupin di Ferragosto. Sono entrati da un ingresso laterale, quello del Viale Annunziata. Un grande viale molto trafficato di solito, ma molto meno nel giorno della festa della città: giorno ideale per il furto. Un furto di certo molto ben studiato. Il 15 agosto Messina si popola come in nessun altro giorno dell’anno. Il giorno ideale per un’operazione di questa portata, non solo perché tutte le forze sono concentrate nel centro della città, per la processione della Vara. Ma perché proprio per la processione, una delle più sentite e note del Sud Italia, a Messina si riversano un sacco di turisti, dal resto dell’Isola, ma anche dalla Calabria, o dalla Campania. Le vie d’accesso alla città sono, dunque, molto trafficate. Facilissimo confondersi in mezzo a tantissimi altri veicoli in transito. Situazione ideale per un colpo da Cinema.

Le ipotesi ora al vaglio della Squadra mobile sono le più disparate. Dal Viale Annunziata le possibili fughe sono tante. La prima è il mare. Proprio di fronte al Museo c’è la spiaggia del Ringo, da poco restituita alla pubblica fruizione e balneazione. Una barca, un gommone e via. Pochi metri più in là c’è la Caronte, salire sul traghetto, e raggiungere subito la penisola, e chissà, anche l’aeroporto di Reggio Calabria. Oppure, e questa è una delle ipotesi di certo più suggestive, proseguendo dalla Caronte c’è un porticciolo turistico, dove spesso sono attraccati grandi e lussuosi yacht. Trattandosi di un furto ultra milionario, si consideri che l’Ecce Homo di Antonello è stata comprata dal ministero della Cultura dalla casa d’asta di Sotheby’s per 14,9 milioni di euro ed era molto più ridotta rispetto alle 4 opere trafugate ieri, l’ipotesi è che le tavole possano essere state trasportate in uno yacht attraccato nel cuore di lusso della città.

Ma c’è anche l’ipotesi via terra. Anche lo snodo autostradale di Giostra è lì vicino. E tutta l’area intorno verso le 21 si è svuotata. Da lì è partita la Vara, tirata fino alla Cattedrale, intorno alle 18. La “girata”, ovvero il momento clou della processione (viene tirata da un centinaio di persone i “tiratori”, appunto, scalzi), quando si gira la macchina votiva verso la Cattedrale, è stata dopo le 21.30. Dalle 18 fino quasi alle 22, gli occhi della città erano rivolti, dunque, altrove. Dove erano confluite addirittura 20 mila persone. Il Museo, che in altre annate era rimasto aperto per sfruttare la presenza di turisti, ieri era invece chiuso. Il sito perfino aggiornato alla prima domenica di agosto. Un grande museo che oltre alle opere di Antonello, ha pure due Caravaggio, ma che nel giorno di massima affluenza della città ha chiuso alle 13.30. Una chiusura che ha fatto gola ai ladri. Erano in due all’interno del Museo. Il Polittico è posizionato in una sala dedicata che però si trova in prossimità di accessi diretti all’esterno. Si pensi, tuttavia, che l’ultra milionaria tavoletta bifronte era conservata con vetro blindato.

Dentro al Museo c’era almeno un uomo della sorveglianza. E c’era un sistema d’allarme. Tutto eluso dai ladri. Due dentro, ma con tutta probabilità qualcuno li attendeva all’esterno. Hanno preso tre tavole del Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e un francescano orante, sul recto, e il Cristo in pietà sul verso. Quest’ultima pagata 14 milioni di euro dalla Regione. Un intoppo deve esserci stato, tanto che due delle cinque tavole del Polittico sono state lasciate sul marciapiede. Due passanti le hanno notate e hanno dato l’allarme. Adesso gli uomini della Mobile stanno passando al vaglio tutte le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, ma si tratta un’area molto estesa, di fronte, c’è un grande condominio e un parrucchiere, ma almeno a 40 metri di distanza, e sulla stessa strada il recinto del Museo e il primo palazzo a venti metri. Se quelle interne hanno dato la certezza dei due uomini entrati a trafugare, di chi altro ci fosse all’esterno e in che direzione siano fuggisti, sarà di certo ben più complicato da chiarire. Intanto, dalle 8 di questa mattina, domenica 16 agosto, da quando cioè è circolata la notizia, la città è sconvolta. Si tratta infatti di quattro opere realizzate da Antonello proprio a Messina, la sua città: “Il polittico di San Gregorio firmato e datato 1473 è un’opera pensata, commissionata e dipinta a Messina, un unicum per la città dello Stretto e per la produzione del genio del Rinascimento. Quel fondo oro abitato dalla prospettiva, quella dolce Madonna dai capelli fulvi, quel bambino paffuto che indossa il corallo, la commovente firma del non umano pittore sono dettagli graffianti che toccano l’anima, oggi siamo in lutto”, così ha commentato Giuseppe Finocchio, archeologo, dell’associazione Percorre Antonello.

Intanto mentre la Mobile di Messina lavora a 360 gradi, il presidente della Regione, Renato Schifani, avvia un’indagine interna. “Va chiarito – ha detto Schifani – che l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente. Le registrazioni video e gli altri dati acquisiti sono già al vaglio degli investigatori e potranno contribuire alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione dei responsabili”. “Parallelamente è già stata avviata un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia. Si tratta di aspetti che dovranno essere verificati con assoluto rigore, pur nel rispetto delle garanzie del personale coinvolto. Non sarà tollerata alcuna zona d’ombra. Quei capolavori sono patrimonio di tutti e la Regione Siciliana farà quanto è necessario perché tornino presto al loro posto”.

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Un bimbo aggredito da un animale selvatico a Noicattaro (Bari), è il terzo: il sindaco chiude i parchi

16 Agosto 2026 ore 15:22

La paura torna a Noicattaro, nel Barese, e questa volta a finire nel mirino di un animale selvatico è un bambino di appena 6 anni. È successo la sera di Ferragosto, intorno alle 23, in un parco cittadino tra via San Filippo Neri e via Rutigliano, dove un gruppo di famiglie si era ritrovato per trascorrere la serata. Secondo la ricostruzione diffusa attraverso una segnalazione sui social, il piccolo sarebbe stato avvicinato e azzannato da un animale selvatico, forse un lupo. Le urla degli adulti avrebbero messo in fuga l’animale. Dell’episodio è stato diffuso anche un video relativo a un presunto avvistamento, ma l’identificazione dell’esemplare resta ancora da accertare.

Il bambino è stato soccorso e trasferito all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, dove è ricoverato nel reparto di Chirurgia pediatrica. Ha riportato alcune ferite al torace: le lesioni sono state trattate e suturate e il piccolo si trova ora sotto osservazione. È il terzo bambino coinvolto in episodi analoghi nello stesso territorio. Il primo caso risale alla sera del 4 agosto, quando due minori erano stati aggrediti. Da allora le autorità hanno avviato una serie di interventi per individuare l’animale e mettere in sicurezza le aree maggiormente esposte.

La caccia all’animale

Dopo le prime aggressioni, in Prefettura a Bari è stata istituita una task force, d’intesa con la Regione Puglia, per cercare di identificare l’animale. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella che possa trattarsi di un lupo, ma gli accertamenti non hanno ancora fornito una conferma definitiva. Il 14 agosto, con un decreto del presidente Antonio Decaro, è stato autorizzato il prelievo e la cattura dell’esemplare. La nuova aggressione ha fatto nuovamente scattare l’allarme. Domenica mattina il sindaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato, ha convocato d’urgenza la Polizia locale, l’Asl veterinaria e i volontari per fare il punto sulla situazione e intensificare i pattugliamenti.

Il primo cittadino si è inoltre confrontato con la prefetta di Bari Rossana Riflesso, con la Regione, l’Università di Bari, il Cnr e la Polizia metropolitana.

Una pattuglia di carabinieri forestali con un drone sta monitorando dal primo pomeriggio di domenica le campagne che circondano la cittadina. La Regione Puglia ha disposto nelle ultime ore una intensificazione della presenza di fototrappole e veterinari autorizzati alla cattura. All’ospedale pediatrico di Bari dove sono stati ricoverati due bambini azzannati (il terzo non ha fortunatamente riportato lesioni), è stato inoltre chiesto di fare un tampone che è stato poi inviato all’istituto zooprofilattico per il controllo del Dna.

Parchi chiusi di notte

Nel frattempo resta in vigore l’ordinanza firmata dal sindaco, che dispone la chiusura notturna del parco comunale dalle 21 alle 8 e vieta l’accesso alle aree di verde pubblico vicine alle zone agricole su tutto il territorio cittadino. Il provvedimento scade lunedì mattina alle 8. La sua eventuale proroga sarà valutata dopo la nuova riunione della task force, convocata lunedì alle 12 in Prefettura a Bari.

Il Comune ha deciso di rafforzare i controlli. Pattuglie della Polizia locale, con il supporto delle altre forze dell’ordine, monitoreranno i parchi cittadini per impedire l’accesso alle famiglie e ai bambini e verificare il rispetto del divieto. Una misura resa necessaria anche dal fatto che nei giorni scorsi l’ordinanza non sarebbe stata sempre rispettata. Lo stesso sindaco, in un video diffuso sui social, ha ricordato che anche la zona dell’ultima aggressione rientrava tra quelle interdette. “Non è limitazione della libertà – ha detto Innamorato – , è buon senso e tutela della pubblica incolumità in presenza di un rischio serio e concreto”.

FOTO DI ARCHIVIO

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Ucciso con un cacciavite allo Zen di Palermo dopo aver sorpreso i ladri: tre fermi

16 Agosto 2026 ore 14:38
Svolta nelle indagini sulla morte di Vito Genovese, 45 anni, trovato senza vita ieri in via Costante Girardengo, nel quartiere Zen 2, a Palermo. I carabinieri hanno fermato tre palermitani, due minorenni di 16 e 17 anni e un uomo di 33 anni

© RaiNews

Arresto del clochard: l’intervento del Prefetto

16 Agosto 2026 ore 14:33

La Polizia di Stato di Livorno nel pomeriggio di giovedì 13 agosto, ha dato esecuzione alla misura della custodia cautelare in carcere disposta dal Gip presso il Tribunale di Livorno, nei confronti di B.N., 41 anni, clochard che lo scorso 26 luglio, a San Vincenzo, era stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco esploso dalla pistola di un vigile urbano intervenuto a seguito di una segnalazione di un apersona molesta fuori dalla Coop.

Lo straniero, già destinatario della misura cautelare del divieto di dimora, notificatagli lo scorso 6 agosto, è stato ritenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari, persona pericolosa in quanto è stato più volte identificato dalle Forze di Polizia sul territorio in possesso anche di un coltello.

Nel pomeriggio di giovedì, gli operatori della Squadra Mobile, col supporto degli uomini dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Cecina e Piombino, hanno rintracciato il 41enne all’interno di un treno fermo ai binari della Stazione di San Vincenzo e dopo aver vinto la resistenza opposta dallo stesso è stato arrestato.

DICHIARAZIONE DEL PREFETTO

Desidero esprimere il mio più vivo ringraziamento alla Polizia di Stato e, in particolare, alla Squadra Mobile di Livorno, per l’arresto eseguito nel pomeriggio di oggi.

Si tratta del risultato di un meticoloso e costante lavoro investigativo, condotto dalla Polizia di Stato in stretto raccordo con la Procura della Repubblica di Livorno e nel quadro della più ampia attività svolta, ciascuna per le proprie competenze, da tutte le Forze di polizia.

È un risultato importante, che conferma ancora una volta l’efficacia dell’azione coordinata delle Istituzioni, dell’Autorità giudiziaria e delle Forze dell’ordine nel garantire la sicurezza e dare concreta ed effettiva attuazione ai provvedimenti adottati.

Desidero esprimere la mia personale solidarietà e la più sentita vicinanza ai due operatori della Polizia di Stato rimasti feriti durante l’intervento, ai quali rivolgo l’augurio di una pronta guarigione.

Rinnovo inoltre la mia vicinanza agli agenti della Polizia Municipale di San Vincenzo, già coinvolti nei precedenti episodi riconducibili allo stesso soggetto.

Questo arresto conferma che lo Stato c’è, segue con attenzione le situazioni che incidono sulla sicurezza dei cittadini e interviene con fermezza, attraverso il lavoro quotidiano e coordinato di tutte le Istituzioni preposte alla sicurezza e alla legalità.

La settimana inizia con l’allerta meteo gialla: l’avviso emesso dalla protezione civile regionale

16 Agosto 2026 ore 13:00

LIVORNO – La settimana inizia con l’allerta meteo gialla: l’avviso emesso dalla protezione civile regionale.

Rischio idraulico idrogeologico del reticolo minore e temporali forti. La sala regionale della protezione civile ha diffuso un avviso di allerta meteo con criticità gialla valido dalle 5 alle 18 di domani (17 agosto) su tutto il territorio di Livorno e provincia. La criticità coinvolge parte della Toscana, nello specifico la linea costiera fino a Piombino e quella interna dei territori in area nord-ovest.

In caso di avvisi di criticità o di allerte meteo, la protezione civile consiglia ai cittadini di alzare il livello della normale prudenza e di seguire le indicazioni fornite dall’autorità di protezione civile locale (Comune) e i canali informativi sulla viabilità, nonché l’evoluzione delle condizioni meteo tramite radio, tv, siti web istituzionali, e di osservare i seguenti accorgimenti: evitare l’attraversamento di strade inondate e sottopassi qualora appaiano allagati in quanto la profondità e la velocità dell’acqua potrebbero essere maggiori di quanto non appaia. La forza della precipitazione potrebbe far uscire dalla loro sede i tappi dei tombini: fare attenzione alla circolazione anche in strade poco allagate. Prestare attenzione a percorrere le strade dove l’acqua si è ritirata perché potrebbero esserci pericoli. Evitare di transitare o sostare lungo gli argini dei corsi d’acqua, e sopra ponti e passerelle. Porre delle barriere per evitare che l’acqua possa allagare locali posti sotto il livello stradale, come cantine e box sotterranei. 

Lunedi “giallo” per temporali forti sulla costa

16 Agosto 2026 ore 12:56

Rischio idraulico idrogeologico del reticolo minore e temporali forti. La sala regionale della protezione civile ha diffuso un avviso di allerta meteo con criticità gialla valido dalle ore 5.00 alle 18.00 di lunedì 17 agosto su tutto il territorio di Livorno e provincia. La criticità coinvolge parte della Toscana, nello specifico la linea costiera fino a Piombino e quella interna Continue Reading

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Truffano un’anziana, bloccate vicino Roma

16 Agosto 2026 ore 11:57

SIENA - Due donne sono state bloccate dalla Polizia stradale con l'accusa di aver truffato una 91enne a Siena. La vittima aveva ricevuto la telefonata di un uomo che si era presentato come maresciallo dei carabinieri ed aveva riferito che il marito della pensionata risultava coinvolto in una rapina ma essendo il consorte morto da tempo le indagini si erano Continue Reading

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Allerta meteo gialla a Livorno: temporali e rischio idrogeologico lunedì 17 agosto

16 Agosto 2026 ore 12:26
maltempo fulmini lampi (7)

Livorno 16 agosto 2026  Allerta meteo gialla a Livorno: temporali e rischio idrogeologico lunedì 17 agosto Il maltempo torna a interessare il territorio livornese. La Protezione Civile regionale ha emesso un’allerta meteo gialla per temporali forti e rischio idrogeologico sul reticolo minore nella zona; A6 e E2, che comprende Livorno e provincia L’allerta scatterà alle …

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Una donna di 46 anni trovata morta davanti ad un ospedale nel Cosentino, il compagno rintracciato al porto di Bari

16 Agosto 2026 ore 12:01
Una donna di 46 anni trovata morta davanti ad un ospedale nel Cosentino, il compagno rintracciato al porto di Bari

COSENZA (ITALPRESS) –  E’ stato rintracciato il compagno della donna di 46 anni, morta la notte scorsa per le percosse subite nel cosentino. L’uomo, un cittadino albanese di 42 anni, è stato bloccato dai carabinieri nel porto di Bari, dove era in procinto di partire. Sarà interrogato per chiarire la sua posizione.

Il corpo della donna è stato trovato dai medici dell’ospedale di Trebisacce all’esterno del Pronto soccorso, ma per la vittima non c’è stato nulla da fare. Le indagini degli investigatori si sono concentrate sul compagno, che si era reso irreperibile.

-Foto ufficio stampa Carabinieri-
(ITALPRESS).

Furto al MuMe di Messina, rubate quattro opere attribuite ad Antonello. Due tavole del Polittico ritrovate in strada

16 Agosto 2026 ore 10:19
Furto al MuMe di Messina, rubate quattro opere attribuite ad Antonello. Due tavole del Polittico ritrovate in strada

MESSINA (ITALPRESS) – Clamoroso furto al MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina. Nella serata di ieri, 15 agosto, ignoti sono riusciti a introdursi nelle sale espositive e a sottrarre quattro opere attribuite ad Antonello da Messina: tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio e una preziosa tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, prelevata da una teca blindata.
Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia di Stato e della Scientifica per i rilievi e l’avvio delle indagini. Il museo resterà chiuso al pubblico oggi domenica 16 agosto per consentire ulteriori sopralluoghi.

Il furto ha pesantemente mutilato il Polittico, datato 1473 e originariamente composto da sei tavole. Particolarmente preziosa la tavoletta bifronte, di appena 16×12 centimetri, acquisita dal MuMe nei primi anni Duemila.

 Il colpo al MuMe di Messina avrebbe potuto provocare una perdita ancora più grave per il patrimonio artistico della città. Due delle sei opere prese di mira dai ladri sono state infatti recuperate nella serata di ieri, dopo essere state abbandonate sul muretto esterno del museo, lungo viale della Libertà. A dare l’allarme sono stati alcuni passanti che hanno notato le due tavole e avvertito le forze dell’ordine. Si tratta di due delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio, mentre resta da ricostruire la sorte delle altre quattro opere sottratte, compresa la preziosa tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, estratta da una teca blindata. Secondo una prima ricostruzione, i ladri sarebbero entrati da una porta secondaria. A compiere il furto sarebbero state tre persone con il volto coperto, che potrebbero essere state disturbate o impaurite durante l’azione. Sul posto sono intervenute le forze di polizia e gli specialisti della Scientifica, impegnati nei rilievi per ricostruire la dinamica dell’effrazione e individuare i responsabili.

CONVOCATI I GUARDIANI, AL VAGLIO LE IMMAGINI DELLE TELECAMERE

È la Procura di Messina, con la sostituta procuratrice Maria Di Mulo, a coordinare l’inchiesta sul furto delle quattro opere di Antonello da Messina avvenuto ieri sera al Museo regionale di Messina. La polizia ha già convocato per le audizioni i quattro custodi in servizio al Museo Accascina dopo le 19.30. Secondo una prima ricostruzione, il furto sarebbe stato messo a segno intorno alle 21.50. I ladri, dopo aver forzato una porta laterale, sarebbero riusciti a introdursi nelle sale e ad appropriarsi delle opere. L’allarme sarebbe scattato immediatamente, mentre le telecamere della videosorveglianza, installate all’interno delle stanze e regolarmente funzionanti, avrebbero ripreso le fasi dell’azione. 

“La Procura di Messina sta procedendo a carico di persone, allo stato, ignote in ordine al delitto previsto dall’art. 518-bis, comma 2, cp, furto pluriaggravato di opere d’arte – spiega in una nota il procuratore della Repubblica di Messina Antonio D’Amato -. Le attività investigative, coordinate dalla Procura distrettuale di Messina, sono delegate alla Squadra Mobile della locale Questura e ai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale. Esse si alimentano, nella immediatezza, con l’acquisizione di fonti dichiarative del personale di vigilanza del museo medesimo, nonché delle immagini degli impianti di video sorveglianza dello stesso museo e di quelli posti lungo la pubblica via”.

LE REAZIONI

“Sottrarre opere di questo valore significa colpire non solo il patrimonio artistico, ma la memoria, la cultura e l’identità della comunità messinese”. Lo afferma il sindaco Federico Basile, condannando il furto di quattro opere attribuite ad Antonello da Messina al MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare. Basile esprime fiducia nelle Forze dell’Ordine e auspica il rapido recupero delle opere. “Antonello è Messina e Messina è anche Antonello – sottolinea –. Queste opere appartengono alla storia della nostra città e rappresentano un patrimonio che non può essere disperso”.

“È inimmaginabile che una cosa del genere possa accadere a Messina. Un colpo quasi da film, come al Louvre”. Così l’assessore comunale alla Cultura di Messina, Enzo Caruso, commenta il furto delle opere attribuite ad Antonello da Messina avvenuto al MuMe. “Le recenti attenzioni sul possibile acquisto dell’Ecce Homo di Antonello per 15 milioni di euro hanno sicuramente destato l’interesse di tantissimi ladri d’arte. È una tragedia per la città di Antonello: ci vengono sottratte alcune delle opere più importanti custodite nel nostro museo, dal valore inestimabile”, aggiunge Caruso.

“Basti pensare che l’acquisto di un piccolo quadro è stato valutato 15 milioni di euro: immaginate quale possa essere il valore del Polittico di San Gregorio”, prosegue.
“Quello che mi stupisce – conclude l’assessore – è che non si tratta di opere su tela, che possono essere avvolte, ma di tavole. È stato un furto studiato da professionisti e mi auguro che in tempi brevi si possa arrivare a intercettare i responsabili”.

“Siamo sconvolti per quello che è accaduto. Erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, per la comunità e per il mondo dell’arte”. Lo afferma la direttrice del Museo regionale MuMe di Messina, Marisa Mercurio, commentando il furto delle quattro opere attribuite ad Antonello avvenuto nella serata del 15 agosto. “Ci sono indagini in corso da parte delle Forze dell’Ordine e speriamo riescano ad arrestare i responsabili”, aggiunge Mercurio, spiegando che il furto è avvenuto intorno alle 21.50. “Purtroppo sono riusciti a eludere i sistemi d’allarme e tutti i sistemi di sicurezza”, conclude la direttrice.

Apprendo con sconcerto e dispiacere del furto avvenuto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, dove sono state sottratte tre tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte con Madonna e Cristo in pietà, attribuite ad Antonello da Messina e di straordinario valore per il nostro patrimonio culturale. Ho parlato con il Sindaco di Messina, Federico Basile, al quale ho espresso la mia vicinanza alla città e all’intera comunità per quanto accaduto. Mi sono consultato subito con il Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturali. Confido, come sempre, nell’operato delle forze di sicurezza, nel caso specifico della Polizia, cui sono affidate le indagini”. Lo dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che assicura “la massima disponibilità a collaborare con le autorità regionali, nel cui ambito ricade la gestione dei musei dell’Isola, in ragione dell’autonomia speciale vigente”.

“Il gravissimo furto avvenuto al Museo Regionale Interdisciplinare peloritano delle opere attribuite ad Antonello da Messina, testimonianze di eccezionale valore storico e artistico, rappresenta una ferita non soltanto per la Sicilia, ma per l’intero patrimonio culturale della Nazione“, afferma in una nota il sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella.
“Esprimo piena fiducia nell’operato della Polizia e delle forze dell’ordine impegnate nelle indagini, con l’auspicio che si possa giungere nel più breve tempo possibile all’individuazione dei responsabili e, soprattutto, al recupero delle opere sottratte – osserva Cannella -. Di fronte a un episodio di tale gravità, la tutela del nostro patrimonio richiede la massima sinergia tra tutte le istituzioni coinvolte, perché difendere le opere d’arte significa custodire la memoria, l’identità e la storia della nostra comunità nazionale”.

“Il furto dei capolavori di Antonello da Messina custoditi al museo regionale ‘Accascina’ è un atto criminale di eccezionale gravità e uno sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale. Quelle opere non solo affondano le loro radici nella storia di Messina e della Sicilia ma rappresentano un patrimonio per l’Italia e per il mondo intero. La loro sottrazione è una ferita per tutti. La priorità assoluta, adesso, è ritrovarle al più presto e assicurare alla giustizia i responsabili”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. “La Regione – aggiunge – sta già garantendo la massima collaborazione alla magistratura e alle forze dell’ordine, mettendo a disposizione ogni elemento utile per le indagini. Va chiarito che l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente. Le registrazioni video e gli altri dati acquisiti sono già al vaglio degli investigatori e potranno contribuire alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione dei responsabili”.

“Parallelamente – prosegue Schifani – è già stata avviata un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia. Si tratta di aspetti che dovranno essere verificati con assoluto rigore, pur nel rispetto delle garanzie del personale coinvolto. Non sarà tollerata alcuna zona d’ombra. Quei capolavori sono patrimonio di tutti e la Regione farà quanto è necessario perché tornino presto al loro posto”.

– foto copertina ufficio stampa Museo di Messina –
– foto all’interno xr6/Italpress –

(ITALPRESS).

Femminicidio di Ferragosto nel Sannio, è giallo sul movente

Il pensionato che ha ucciso la moglie a coltellate dopo pranzo era stato visitato da un neurologo, la Procura di Benevento indaga sui problemi di salute dell'uomo ricoverato in ospedale dopo che ha tentato il suicidio. Il sindaco di Sant'Angelo a Cupolo: "Siamo scioccati”

Vacanze e sicurezza: aumentano i rischi di furti in casa e truffe online. Ecco come difendersi

16 Agosto 2026 ore 09:56
Case vuote per settimane, annunci di affitti irresistibili e prenotazioni last minute. L'estate resta una delle stagioni più critiche per la sicurezza. Gli esperti invitano alla prudenza: bastano poche accortezze per evitare brutte sorprese

© RaiNews

Rocambolesco incidente in centro, 4 feriti

di: Regia
16 Agosto 2026 ore 09:08

Livorno- Sinistro rocambolesco in pieno centro, era da poco passata la mezzanotte quando per circostanze ancora al vaglio della polizia locale si è verificato uno scontro lungo la corsia di viale Alfieri a Livorno, in direzione Carducci tra due auto. Una delle due ha poi proseguito con la fiancata destra colpita fermandosi poco più avanti mentre l’altra auto è finita Continue Reading

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Furto nella notte di Ferragosto, rubati i capolavori di Antonello da Messina dal museo Accascina

16 Agosto 2026 ore 16:01
Trafugati una parte del Polittico e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà. Nella fuga i ladri a volto coperto, hanno lasciato indietro due tavole. Assessore alla Cultura: "Furto da professionisti". Giuli: "Sconcerto e dispiacere"

© RaiNews

Andy Diaz vola a un palmo dal record del mondo. La festa di Livorno per il triplista rinato in Toscana (e nuovo campione europeo)

16 Agosto 2026 ore 08:39

Livorno, 16 agosto 2026 – A 14 centimetri dal record del mondo. Poco più di un palmo per un’impresa che ha dell’incredibile. Andy Diaz, nuovo campione europeo del salto triplo, ha una storia che vale un film. Una vicenda, la sua, che ormai è diventata storia nota. Ma quel che ha fatto ieri sera a Birmingham è certamente destinato a rimanere negli annali dell’atletica leggera. Perchè il cubano naturalizzato italiano, nuovo campione europeo del salto triplo, è stato capace di spiccare il volo e piantare le scarpette nella sabbia a 18,15 metri dall’asse di battuta. Quarta prestazione di sempre, appena 14 centimetri in meno dal record del mondo di Jonathan Edwards (18,29) che resiste dal 1995.

Andy Diaz Hernandez nuovo campione europeo
TOPSHOT - Italy's Andy Diaz Hernandez competes in the men's triple jump final during the European Athletics Championships at Alexander Stadium in Birmingham on August 15, 2026. (Photo by Ben STANSALL / AFP)

Livorno nel cuore

Per lui hanno esultato soprattutto a Livorno, la prima città in Italia che – sportivamente parlando – lo ha accolto. Perchè quando Diaz è fuggito da Cuba, la prima persona che ha contattato è stata Fabrizio Donato, bronzo ai Giochi di Londra, tecnico che Andy aveva incrociato durante qualche gara e che adesso è il suo attuale allenatore. Con lui arriva nella città labronica, dove viene tesserato per la Libertas Unicusano Livorno. E’ il passpartout che gli consente di iniziare a gareggiare nel nostro paese, dove ottiene anche la cittadinanza grazie ad un decreto speciale del consiglio dei Ministri.

I risultati

Diaz, atleta delle Fiamme Gialle, è ancora tesserato per la società labronica, alla quale si dice legatissimo. Bronzo olimpico a Parigi e oggi campione europeo con un salto che gli è comunque valso il record italiano, il triplista ha detto più volte di avere “il cuore amaranto” e di essere grato per sempre alla città di Livorno. "Sono veramente molto contento, era un salto che cercavo da tempo che sapevo di valere, e finalmente sono riuscito a realizzarlo”, ha aggiunto Diaz dopo la vittoria, assicurando che quel record del mondo è ancora nel mirino. 

Trauma cranico al moletto del Sonnino, 61enne soccorso nella notte di Ferragosto

16 Agosto 2026 ore 05:56

Livorno 16 agosto 2026 Trauma cranico al moletto del Sonnino, 61enne soccorso nella notte di Ferragosto Momenti di apprensione nella notte di Ferragosto al moletto del Sonnino, dove un uomo di 61 anni è rimasto ferito dopo una caduta. L’episodio è avvenuto intorno alle 3.30. Il 61enne si trovava in compagnia di altre persone quando, …

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Anziano uccide la moglie e poi tenta di togliersi la vita nel Beneventano

Il dramma familiare a Sant'Angelo a Cupolo, alle porte di Benevento. Maria D'Alessandro, 76 anni, massacrata a coltellate sul divano. Lui, Faustino Cardillo, coetaneo della vittima, ha tentato di farla finita: è grave al San Pio. L'uomo aveva problemi psicologici

Incidente con la moto, centauro muore contro un palo a Stabbia

15 Agosto 2026 ore 13:45

FIRENZE - STABBIA - Un motociclista di 42 anni è morto nella notte a Stabbia di Cerreto Guidi (Firenze) a seguito di un incidente con il mezzo a due ruote. L'uomo è uscito fuoristrada finendo contro un palo sulla via Francesca nord intorno alle ore 3 della notte scorsa. Soccorso in condizioni gravissime ed è morto poco dopo il trasporto Continue Reading

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Campi flegrei, lunedì vertice su ordinanza divieto di imbarco dei mezzi pesanti da Pozzuoli

La Prefettura di Napoli ha convocato per lunedì un tavolo per monitorare gli effetti dello stop e valutare eventuali correttivi al provvedimento che sta suscitando preoccupazione a Ischia e Procida

Sicurezza a Ferragosto, a Napoli controlli rafforzati: notte di arresti e sequestri

Tra il capoluogo e Caserta schierati 785 carabinieri e 384 pattuglie. Presidiate le principali arterie stradali, le località turistiche e balneari, i luoghi della movida. In centro storico pattuglie a piedi, misure rafforzate anche nelle aree portuali

Il clochard che minacciò con un coltello la polizia locale al supermercato ha ferito a calci e pugni due agenti

15 Agosto 2026 ore 12:38

Livorno, 15 agosto 2026 – Dopo aver tentato di accoltellare un agente della polizia locale appena fuori dal supermercato Coop di San Vincenzo, costringendo questo a sparargli un colpo di pistola, adesso, a nemmeno un mese da quell’episodio, lo stesso clochard spagnolo di 41 anni si è reso protagonista di un’altra aggressione: ha ferito a calci e pugni due agenti di polizia.

Il Daspo e il divieto di dimora nella provincia di Livorno

Il nuovo sviluppo della vicenda partita il 26 luglio c’è stato giovedì 13 agosto, quando la polizia di Stato ha rintracciato il 41enne dentro a un treno per eseguire a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Dopo il parapiglia al supermercato e un Daspo urbano, il clochard era stato colpito dalla misura di divieto di dimora nella provincia di Livorno ma non l’ha rispettata più volte. 

https://www.lanazione.it/viareggio/cronaca/quel-cancello-blocca-laccesso-alla-spiaggia-libera-il-sindaco-si-arrabbia-scatta-lordinanza-va-tolto-entro-5-giorni-mnvx0i61

Disposto il carcere: “È una persona pericolosa”

Così il gip ha deciso il carcere ritenendo l’uomo “persona pericolosa” dato che nonostante il divieto “è stato più volte identificato dalle forze di polizia nella provincia di Livorno”, peraltro in possesso di coltello

Il punto dove l'uomo è stato ferito

La nuova aggressione durante l’arresto

E così giovedì scorso, per eseguire la custodia cautelare, la squadra mobile, col personale dei Commissariati di Cecina e Piombino, lo hanno trovato alla stazione di San Vincenzo. Lo spagnolo ha opposto resistenza ed ha colpito due agenti più volte a calci e pugni.

Il prefetto: “Vicinanza agli agenti”

Verso di loro il prefetto Giancarlo Dionisi ha espresso "la più sentita vicinanza", "rivolgo loro l'augurio di una pronta guarigione", inoltre ha rinnovato "vicinanza agli agenti della Polizia Municipale di San Vincenzo".

https://www.lanazione.it/arezzo/cultura/i-30-anni-del-ciclone-pienone-a-stia-per-la-cena-con-gli-attori-del-film-che-gioia-ritrovarvi-37664536

Il prefetto ha qualificato l'arresto come il "risultato di un meticoloso e costante lavoro investigativo, condotto dalla Polizia di Stato in stretto raccordo con la procura di Livorno e nel quadro della più ampia attività svolta, ciascuna per le proprie competenze, da tutte le Forze di polizia. È un risultato importante che conferma ancora una volta l'efficacia dell'azione coordinata delle Istituzioni, dell'Autorità giudiziaria e delle Forze dell'ordine". "Questo arresto - conclude il prefetto Dionisi - conferma che lo Stato c'è, segue con attenzione le situazioni che incidono sulla sicurezza dei cittadini e interviene con fermezza".

Dopo il caos al supermercato, il clochard finisce in carcere

di: Regia
15 Agosto 2026 ore 12:31

Due poliziotti feriti a calci e pugni nell'arresto del clochard alcune settimane fa tentò di accoltellare un vigile urbano al supermercato Coop di San Vincenzo (Livorno) costringendolo a sparargli un colpo di pistola per evitare il fendente. Ora ci sono nuovi sviluppi sulla vicenda :la polizia di Stato ha rintracciato il 41enne su un treno per eseguire a suo carico Continue Reading

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Moto non si ferma all’alt e travolge agente della municipale. La solidarietà di Manfredi al ferito

Ignorato l’ordine il motociclista ha percorso via Toledo e via Diaz, anche contromano, imbattendosi in una seconda pattuglia e investendo uno dei poliziotti. Caduto, è stato arrestato e condannato per direttissima a un anno, pena sospesa

Una giornata con la Guardia costiera nel golfo di Napoli: viaggio nel mare senza regole

Sulle motovedette che pattugliano Ischia a Ferragosto tra ancoraggi vietati, eccessi di velocità e sub distratti. Tra le violazioni più diffuse la navigazione sotto costa. Il comandante Magi: “È un serio pericolo per i bagnanti”

Livorno piange Roberta Celli: la professoressa deceduta nel crollo del balcone in via Bonomo

15 Agosto 2026 ore 09:58

Livorno 15 agosto 2026 Livorno piange Roberta Celli: la professoressa deceduta nel crollo del balcone in via Bonomo Insegnante di Italiano e Storia al Liceo Cecioni, aveva 56 anni e viveva da molti anni in città. Lascia il marito e due figli adolescenti Livorno è nel dolore per la morte di Roberta Celli, la professoressa …

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Crolla il balcone di casa. Donna precipita nel vuoto e muore in ospedale

15 Agosto 2026 ore 07:12

E’ morta per il crollo del terrazzo. Una donna di 56 anni, Roberta Celli, è la vittima dell’incidente avvenuto ieri pomeriggio in via Bonomo (una traversa di viale Marconi), intorno alle 17 quando il balcone di una delle palazzine della zona è crollato. Al momento dell’improvviso cedimento la donna di circa 56 anni si trovava proprio sul balcone stesso.

Il terrazzo in questione si trova al terzo piano del palazzo, di conseguenza nell’incidente sono stati coinvolti anche i terrazzi del secondo e del primo piano. La donna sarebbe quindi precipitata da un’altezza di circa 10 metri rimbalzando sul secondo terrazzo, prima di rovinare a terra in cumulo di macerie. Nonostante le cure dei sanitari la donna è morta dopo il ricovero in ospedale.

A dare l’allarme sono stati i vicini che udito il boato si sono immediatamente precipitati allarmati all’esterno per capire cosa fosse accaduto, una volta compresa la situazione i residenti hanno immediatamente allertato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i volontari dell’Svs Ardenza che grazie all’aiuto dei Vigili del Fuoco sono riusciti ad estrarre la donna dalle macerie e a condurla in stato di incoscienza al pronto soccorso.

Oltre ai soccorsi e ai Vigili del Fuoco sul posto è accorsa anche la Polizia Municipale che hanno provveduto alla chiusura delle strade limitrofe al luogo dell’incidente e alla messa in sicurezza della zona. Inutile dire che le condizioni della donna erano apparse fin da subito gravissime, cadere da quell’altezza rappresenta infatti un pericolo enorme, ai traumi della caduta si sono poi aggiunti quelli dovuti alle tante macerie che hanno fatto seguito al crollo e che sono andati ad aggravare un quadro clinico già complesso.

Restano ancora da chiarire i motivi del crollo improvviso, le autorità sul posto hanno subito dato il via agli accertamenti per cercare appunto stabilire le cause che hanno portato al drammatico incidente. E’ possibile che il crollo sia da attribuire a qualche infiltrazione che potrebbe aver indebolito la struttura, ciò che è certo è che ogni ipotesi sarà passata al vaglio dalle autorità competenti.

Greta Ercolano

Carabinieri, controlli intensificati. Arrestati due nordafricani

15 Agosto 2026 ore 07:11

Intensificati i servizi esterni di controllo del territorio dei Carabinieri della Compagnia di Livorno nell’ottica di garantire a cittadini e turisti presenti in città tutela e sicurezza nell’area urbana oltre che sulle arterie del lungomare, dando attuazione alle direttive, condivise in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presso la Prefettura di Livorno.

È proprio in tale contesto operativo che negli ultimi due giorni i Carabinieri della Stazione Livorno - Centro hanno arrestato due persone, entrambe originarie del nord Africa, residenti in Italia. Un uomo di 40 anni (Jamal Abderrahim), condannato dal Tribunale di Massa per reati contro la persona tra cui maltrattamenti in famiglia e violazione del divieto di avvicinamento alla vittima, commessi nel 2022 e 2023; un altro, di 45 anni (Laudasi Abderrahim), raggiunto da provvedimento definitivo di condanna, emesso dall’Autorità giudiziaria della Capitale, per rapina aggravata commessa a Roma nel dicembre del 2012.

I due, rintracciati dai Carabinieri della Stazione di Livorno - Centro nel territorio cittadino, sono stati tratti in arresto e dopo le attività di rito presso il comando, tradotti presso il carcere di Livorno in cui dovranno scontare, rispettivamente, anni 2 di reclusione ed euro 400 di multa e anni 3 mesi 10 di reclusione.

Un caso di Dengue in città. Scatta la disinfestazione

15 Agosto 2026 ore 06:53

Un caso di Dengue è stato diagnosticato ad un uomo di circa 40 anni di ritorno da un soggiorno per motivi lavorativi nell’Africa Centrale. L’uomo, con lievi sintomi febbrili, mal di testa e dolori articolari, è stato sottoposto a specifici accertamenti resi necessari dal recente soggiorno in area tropicale, che hanno consentito una diagnosi tempestiva della malattia grazie anche al supporto del personale del reparto di Malattie Infettive. Il paziente, che non rappresenta un rischio diretto di contagio per altre persone, è stato dimesso al domicilio in buone condizioni di salute.

L’Igiene e Sanità Pubblica della Azienda USL Toscana nord ovest, ricevuta la segnalazione del caso, ha richiesto un intervento precauzionale di disinfestazione nelle aree limitrofe all’abitazione dell’uomo e dell’ospedale.

La Dengue, lo ricordiamo, può essere trasmessa in modo indiretto qualora una zanzara del genere Aedes – come la zanzara tigre – punga una persona infetta nei primi giorni di malattia e, successivamente, trasmetta il virus pungendo un altro individuo. Per questo per la tutela della salute pubblica risulta necessario abbassare rapidamente la densità di zanzare nella zona dove il malato ha soggiornato, al fine di ridurre ulteriormente il remoto rischio di innesco di una trasmissione autoctona di arbovirosi.

L’ufficio Igiene e Sanità Pubblica della Azienda USL Toscana nord ovest, ricevuta la segnalazione del caso, ha richiesto al Comune di effettuare un intervento precauzionale di disinfestazione in un’area (individuata dalla stessa Asl) che comprende via Lidia Poet, Via Giovanni Lazzara, Largo Ettore Petrolini e le aree nel perimetro dell’Ospedale, tra via Alfieri, Via Gramsci, via dell’Olmo, via della Meridiana, via Francesco Chiusa e l’area verde del Parco Pertini.

Tutto questo, come prevede la legge, per abbassare rapidamente la densità di zanzare nella zona dove il malato ha soggiornato, al fine di ridurre il rischio, seppur remoto, di innesco di una trasmissione autoctona di arbovirosi. La disinfestazione delle aree interessate, tramite interventi sia adulticidi che larvicidi, sia su suolo pubblico che nelle proprietà private è iniziata già ieri dalle ore 18 nelle aree pubbliche aperte; il giorno 17 agosto 2026 a partire dalle ore 18 per le aree aperte delle proprietà private.

Nuove regole per le capsule. Smaltite nel multimateriale

15 Agosto 2026 ore 06:53

Sempre più italiani hanno deciso di abbandonare la vecchia e cara moka in favore della più comoda capsula, una scelta che però ci pone di fronte ad un grande dubbio, dove la devo buttare dopo l’uso? La risposta fino a qualche giorno fa sarebbe stata nell’indifferenziato, ma ora la situazione è cambiata.

A seguito dell’applicazione del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio infatti le capsule monodose del caffè vengono ora considerate a tutti gli effetti degli imballaggi, di conseguenza il loro "posto" una volta utilizzate non sarà nel contenitore grigio ma in quello giallo del multi-materiale. Si tratta di una novità non trascurabile dal momento che riguarda concretamente le abitudini quotidiane di milioni di cittadini.

Per quanto riguarda invece le capsule compostabile e le cialde la destinazione resta invariata e potranno continuare ad esser gettate nell’organico, a patto che abbiano l’apposita certificazione. L’obiettivo è rendere più semplice e omogenea la raccolta degli imballaggi e favorire l’avvio a riciclo dei materiali, superando le precedenti incertezze sulla gestione delle capsule monodose.

"La raccolta differenziata funziona meglio quando le regole sono chiare e semplici da seguire - ha sottolineato Aldo Iacomelli, amministratore unico di Aamps e presidente di RetiAmbiente -. La nuova disposizione europea introduce un cambiamento concreto: la capsula del caffè non è più un rifiuto da conferire nell’indifferenziato, ma un imballaggio da avviare alla raccolta differenziata. Chiediamo quindi ai livornesi di prestare attenzione a questa novità e di continuare a contribuire, con un gesto semplice, a migliorare la qualità dei materiali raccolti destinati al riciclo".

Per chi avesse dubbi sul conferimento dei vari materiali sul sito di Aamps e sull’apposita app è presente la sezione "Dove lo butto" per scoprire come condurre al meglio la raccolta differenziata.

Greta Ercolano

Mostre diffuse su tutto il territorio

15 Agosto 2026 ore 06:40

Le esposizioni del Vada Photo festival, visitabili fino al 20 settembre, saranno distribuite in alcuni dei luoghi più significativi di Vada, trasformando il paese in un vero e proprio percorso diffuso dedicato alla fotografia contemporanea. Piazza Garibaldi, la Torre del Faro, la Chiesa di San Leopoldo, la Chiesa di Vada, la Biblioteca Le Creste di Rosignano e altri spazi cittadini accoglieranno mostre e iniziative, creando un dialogo diretto tra le opere, il territorio e la comunità.

Il Vada Photo Festival è organizzato dalla Pro Loco di Vada, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Rosignano Marittimo, il patrocinio della FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e il contributo dei main sponsor Conad e Solvay.

Per informazioni e iscrizioni: fotovideovada@gmail.com

Sequestrati due km di trappole per polpi Capitaneria in azione

15 Agosto 2026 ore 06:33

La Guardia Costiera di Vada, sotto il coordinamento del Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Livorno, ha proceduto al sequestro di circa 2 km di trappole per polpi e nasse posizionate ad opera di ignoti nelle acque antistanti l’approdo turistico vadese. La notizia, pervenuta da un diportista in transito, ha fatto subito scattare l’intervento di recupero dell’attrezzo da pesca che, posizionato lungo la rotta d’ingresso e uscita dell’approdo, creava anche un serio pericolo per la navigazione. Le trappole, oltre a essere prive di segnalazione, erano in zona non consentita e in un periodo (15 luglio – 15 agosto) in cui ne è vietato l’utilizzo. "Tutela ittica durante il periodo di fermo biologico e sicurezza della navigazione" ha dichiarato il Comandante dell’Ufficio Locale Marittimo di Vada, il Primo Maresciallo Maurizio Perullo.

Via al Vada Photo Festival. Il tema è la nostalgia

15 Agosto 2026 ore 06:23

Sale l’attesa a Vada per l’avvio della sesta edizione del Vada Photo Festival, in programma dal 20 al 23 agosto. Un appuntamento che, anno dopo anno, si è consolidato tra gli eventi culturali più significativi dedicati alla fotografia contemporanea, richiamando fotografi, professionisti, appassionati, famiglie e visitatori. Il festival propone anche quest’anno un calendario articolato di mostre, incontri, laboratori, presentazioni e momenti di confronto con fotografi, curatori e professionisti del settore, italiani e internazionali.

Il filo conduttore dell’edizione 2026 sarà ’La nostalgia – L’estetica del ritorno’, un tema che invita a interrogarsi sul rapporto tra memoria, identità e futuro. La nostalgia viene così riletta non soltanto come rimpianto per ciò che è stato, ma come una forza capace di conservare esperienze, creare relazioni e aprire nuove possibilità attraverso il linguaggio fotografico.

Tra i protagonisti più attesi c’è Deanna Dikeman (in foto), fotografa americana al centro della mostra Leaving and Waving. Il progetto, sviluppato nell’arco di oltre trent’anni, documenta gli ultimi saluti davanti alla casa dei genitori, trasformando un gesto semplice e quotidiano in una riflessione universale sul tempo, sugli affetti e sull’inevitabile trasformazione della vita.

Grande attenzione sarà riservata anche ai progetti che mettono in relazione fotografia, territorio e comunità. Mercoledì 20 agosto, alle 19 in piazza Garibaldi, Antonella Monzoni presenterà Archeologi da Ri’òvero, progetto nato dalla collaborazione tra il Museo Civico Archeologico di Rosignano Marittimo e la RSA Bastia Passaponti di Livorno durante gli scavi archeologici di Vada. Un’esperienza che mostra come l’archeologia possa diventare uno spazio di incontro e condivisione tra generazioni, capace di valorizzare la memoria individuale e collettiva. Alla presentazione interverrà anche la direttrice del Museo, Carolina Megale.

Tra gli appuntamenti di punta della manifestazione anche il collettivo TerraProject, una delle realtà più autorevoli della fotografia italiana. Il collettivo sarà protagonista di un laboratorio gratuito rivolto ai bambini, pensato per avvicinarli alla fotografia attraverso il gioco, l’osservazione e la creatività.

Aggredisce la compagna. Interviene la polizia

15 Agosto 2026 ore 06:21

La Polizia di Stato di Rosignano Solvay ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Livorno, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo, residente nel comune di Rosignano Marittimo, gravemente indiziato del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi.

L’attività investigativa ha preso avvio dalla denuncia presentata dalla compagna convivente dell’indagato, la quale ha riferito agli investigatori di essere stata, per un lungo periodo, vittima di reiterate condotte violente, caratterizzate da offese, umiliazioni, minacce di morte e aggressioni fisiche.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la donna avrebbe subito nel tempo numerosi episodi di violenza, alcuni dei quali documentati mediante fotografie che evidenziavano lesioni e segni compatibili con le aggressioni denunciate. Le dichiarazioni della persona offesa hanno trovato riscontro nelle testimonianze raccolte dagli investigatori e negli ulteriori elementi acquisiti nel corso dell’attività di polizia giudiziaria.

Gli elementi raccolti sono stati trasmessi con immediatezza alla Procura della Repubblica di Livorno che, preso atto delle risultanze investigative, ha richiesto al G.I.P. l’applicazione di una misura cautelare, successivamente emessa ed eseguita dalla Polizia di Stato.

Miss Cinema Toscana. Domani sera la finale in piazza delle Orchidee

15 Agosto 2026 ore 06:12

E’ uno dei titoli storici del concorso e quindi tra quelli più prestigiosi. Stiamo parlando di Miss Cinema Toscana che si assegna domenica 16 (inizio ore 21,30) a Marina di Bibbona, in una tappa del concorso che ormai è diventata un appuntamento fisso. La location è quella della piazza delle Orchidee, cuore pulsante del divertimento della Costa degli Etruschi e affollatissima ogni sera in questo periodo ferragostano. La ragazza che vincerà il titolo di Miss Cinena Toscana 2026 farà parte della squadra delle bellissime toscane che parteciperanno alle prefinali di Miss Italia dall’1 al 3 settembre al Palazzo del Cinema di Roma. Domani sera 16 agosto saranno venti le ragazze in gara presentate in passerella da Andrea Agresti.

Il Comune sostiene i piccoli negozi

15 Agosto 2026 ore 06:11

Il Comune di Campiglia Marittima sostiene la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti nazionale sulle ’Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità’.

"Accogliamo con favore e sosteniamo la richiesta di confronto avanzata da Confesercenti sulla proposta di legge per il rilancio del commercio di vicinato, settore economico prezioso, da tempo in difficoltà - ha dichiarato la sindaca Alberta Ticciati (foto) - i negozi di prossimità, oltre a fornire servizi commerciali importanti, spesso familiari e legati alla realtà nella quale si trovano, sono luoghi di relazione e svolgono un ruolo importante nella tenuta delle nostre comunità. Per questo siamo aperti a valutare tutte le misure che possano sostenere le imprese, favorire la presenza di attività nei centri abitati e costruire condizioni più favorevoli per chi investe e lavora sul territorio".

Arrestato il complice della rapina in via Roma

15 Agosto 2026 ore 06:02

Da un normale controllo eseguito nell’area portuale di Portoferaio, i carabinieri hanno arrestato un uomo ritenuto coinvolto nella rapina avvenuta nei giorni scorsi a Piombino. Ad individuarlo, sono stati i militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Portoferraio.

Si tratta di un nord africano, già destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Livorno il 6 agosto, nell’ambito delle indagini avviate in seguito all’aggressione di due giorni prima nell’area di via Roma, in centro a Piombino.

Quel giorno dopo le 22 a Piombino, i carabinieri di quel Nucleo operativo e radiomobile erano intervenuti sventando un’aggressione a scopo di rapina ai danni di un giovane. Secondo quanto ricostruito dai militari, due giovani avrebbero avvicinato la vittima, sotto minaccia di una bottiglia per impossessarsi della sua bicicletta e dei contanti in suo possesso. I carabinieri di Piombino erano riusciti a intervenire in tempi rapidissimi, bloccando uno dei due autori. Il complice era invece riuscito ad allontanarsi.

Da quel momento erano scattate indagini serrate dei carabinieri estese su tutto il territorio della provincia. È stata proprio la capillare attività di controllo del territorio svolta dai carabinieri di Portoferraio che ha poi consentito, a pochi giorni dai fatti, di chiudere il cerchio. Il secondo uomo è stato infatti riconosciuto e fermato nel corso di un ordinario controllo nella zona portuale.

Acqua a singhiozzo e disagi: "Stilate il conto dei danni"

15 Agosto 2026 ore 05:52

Carenza di acqua, il sindaco di San Vincenzo si fa promotore verso Asa per riconoscere il danno. "La carenza di acqua che si è verificata in questi giorni non rappresenta solamente un disservizio grave per cittadini, turisti ed imprese, ma è il sintomo chiaro di almeno due temi importanti - evidenzia il sindaco Paolo Riccucci - il primo è che il caldo sempre più eccessivo ci spinge a consumi che non possiamo più permetterci, il secondo è che invece il modello di gestione dell’acqua, pubblico-privato, non ha funzionato.

Per quanto nell’urgenza apprezzi l’operatività di Asa che è corsa a riparare il riparabile, dall’altra parte non posso che rilevare che troppo poco si è manutenuto, sostituito e rinnovato negli anni e questo, abbinato ad una stagione spietata, che non sarà peggiore delle prossime, deve far fare una riflessione seria a gestore e organi di controllo. Occorre che Asa, prima ancora di fare appello ad un utilizzo sostenibile e consapevole della risorsa, provveda a pianificare corretta manutenzione e ripristino di tubazioni, azioni necessarie a non disperdere acqua potabile che abbiamo anche grazie ad investimenti importanti. E che l’Autorità Idrica Toscana imponga e controlli questo processo.

Da cittadino al servizio della comunità ammetto che la frustrazione di fronte a quanto è accaduto e sta accadendo in questi giorni è tanta, e ancor di più la preoccupazione per i prossimi anni - continua Riccucci - e se da una parte sono inutili e tristi le strumentalizzazioni di chi è in campagna elettorale, dall’altra qualcosa di utile per il cittadino può e deve essere fatto.

Segnalerò, come fatto in questi giorni, al presidente di Asa e all’Autorità Idrica Toscana quanto accaduto, cercando di ricostruire assieme all’azienda e ai cittadini i vari disservizi e le necessarie riparazioni, criticità e carenze di acqua. Chiedo a chi abbia ricevuto un disagio o un danno economico dalla mancanza di acqua di questi giorni che comunichi ufficialmente ad Asa quanto accaduto, e invii una Pec a comunesanvincenzo@postacert.toscana.it, indirizzata a me personalmente, nella quale mi direte chi siete, che tipo di utenza avete, se abitazione o attività, i vostri riferimenti, il disservizio subito, se persiste ancora o no e se ha provocato danni certificati. Mi farò promotore verso Asa per capire se e come riconoscere il danno.

Al netto di cosa serve per il futuro del servizio idrico sulla costa e in Val di Cornia, tema in merito al quale mi prendo l’impegno di organizzare un incontro pubblico invitando anche gli altri sindaci, sono certo che adesso le energie vadano spese soprattutto sul passare questo momento di criticità, facendo squadra tutti insieme per garantire a tutti un servizio fondamentale come quello idrico".

Ferragosto in spiaggia: è qui la festa. Che fare nel giorno clou dell’estate

15 Agosto 2026 ore 05:42

Mare, mare, mare. In un’estate rovente, il rito collettivo del Ferragosto all’isola d’Elba si trascorre soprattutto in spiaggia fino a tarda sera. Ce n’è per tutti i gusti, si va dagli appuntamenti più tranquilli a beach party movimentati e modaioli.

La festa più gettonata per giovani e giovanissimi resta quella di Cavoli, la regina della Costa del Sole nel comune di Campo nell’Elba, dove il Convio Cavoli organizza il Beach Party di Ferragosto, con vari dj set in spiaggia. Sono numerose le iniziative nei vari paesi dell’isola, dove si può continuare a festeggiare anche durante la nottata con musica, spettacoli e fuochi d’artificio.

A Portoferraio cocomerata gratuita e grande festa sotto le stelle in piazza Cavour, con i dj set di ADJ & Alex, musica dagli anni ’80, ’90 e 2000. E a mezzanotte fuochi sul cielo di Portoferraio. Serata "Blue Moon Night" all’hotel Airone (Portoferraio), con buffet di gala a bordo piscina e intrattenimento musicale con Riccardo Fogli. Gran galà anche all’hotel Hermitage della Biodola musica dal vivo con i Gipsy King, fuochi sul mare e buffet a bordo piscina.

A Marciana Marina, alle 21.30, c’è invece "Giubox – Stranalandia" con Beppe Vetti, spettacolo dedicato soprattutto a bambini e famiglie, tra teatro, comicità e coinvolgimento del pubblico. L’ingresso è gratuito.

E non dimentichiamoci che il 16 agosto ci sarà una lunga notte di festa a Rio Marina per celebrare il santo patrono. Messa e processione alle 19.00 e dalle 21.30, sulla Terrazza degli Spiazzi, la Rewind Music Party, una grande festa musicale dedicata agli anni ’80 e ’90 e oltre, con la musica di Studio 101 Deejay Paolo.

Naturalmente, vista la presenza di turisti sull’isola e l’affluenza alle diverse iniziative, è meglio organizzare gli spostamenti in anticipo e raggiungere spiagge e paesi con un po’ di margine.

Valerie Pizzera

Baglini plays Jarrett. Stasera il concerto alla Fortezza Vecchia

15 Agosto 2026 ore 05:32

Stasera alle 21 alla Fortezza Vecchia, Palco della Cisterna il concerto Baglini plays Jarrett. Nello scenario della Fortezza Vecchia di Livorno, Maurizio Baglini rende omaggio a uno dei capisaldi assoluti della musica del Novecento: The Köln Concert di Keith Jarrett, registrato dal vivo nel 1975 e divenuto l’album per pianoforte solo jazz più venduto della storia. Baglini, tra i pianisti più versatili della scena internazionale, affronta questo capolavoro con la sensibilità del musicista classico e la libertà dell’interprete contemporaneo.

Pulizia preventiva del reticolo idraulico. I lavori del Consorzio di Bonifica

15 Agosto 2026 ore 05:32

Proseguono le operazioni di messa in sicurezza del reticolo idraulico all’Elba. Sono partiti nel mese di giugno, come da cronoprogramma del Piano delle Attività di Bonifica 2026, i lavori di manutenzione ordinaria sui corsi d’acqua in gestione al Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa sul territorio dell’Isola d’Elba, eseguiti in parte in amministrazione diretta e in parte in appalto.

"I lavori consistono nel taglio della vegetazione infestante e nella ricalibratura del fondo alveo con riprofilatura delle sponde, per rendere più funzionali i corsi d’acqua – spiega Francesco Filippi, presidente del Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa -. Tra quelli interessati, dove i lavori sono conclusi o in corso, il fosso Schiopparello e il fosso Carpani nel Comune di Portoferraio, il fosso degli Alzi nel Comune di Campo nell’Elba e il fosso Serra nel Comune di Porto Azzurro".

I lavori proseguiranno nei prossimi giorni secondo il cronoprogramma del piano delle attività sugli altri corsi d’acqua in gestione, tra cui fosso Seccheto, Fetovaia, Pomonte, Bovalico, Formicaio, Pila e Galea nel comune di Campo; fosso Puntecchio, Cavallacce e Conce nel Comune di Capoliveri; fosso San Giovanni e fosso Uviale nel comune di Marciana Marina; fosso Infernaccio, Patresi, Marconi, Renaio e Gualdarone nel comune di Marciana; fosso Riale e Ortano nel Comune di Rio.

Sul palco di Villa Trossi. Domani sera c’è Crestacci

15 Agosto 2026 ore 05:25

Domani sera alle 21.30 a Livorno, a Villa Trossi Uberti, andrà in scena un nuovo appuntamento dell’amatissima rassegna estiva curata da Roberto Napoli, sul palco dell’Ardenza a fare da protagonista sarà l’irriverente ironia del livornese Michele Crestacci e del suo spettacolo "Inversione A.I". Come suggerisce il titolo la rappresentazione ruota attorno ad una serie di domande entrate ormai a far parte del nostro quotidiano, ovvero: tornare indietro dall’avvento dell’intelligenza artificiale è davvero possibile o siamo di fronte a un treno in corsa ormai imparabile? Come sta cambiando le nostre vite e quanto ne siamo davvero consapevoli?

Il titolo è insomma è già tutto un programma e tramite il gioco di parole che unisce la classica manovra automobilistica all’intelligenza artificiale, suggerisce l’urgenza di prendere le distanze dal tecnologico per ritrovare l’umano. Lo spunto comico nasce dalla quotidianità estiva toscana, oggi infatti sempre più locandine di sagre paesane sono generate tramite l’intelligenza artificiale e risultano di conseguenza piatte e tutte uguali a sè stesse perdendo quell’unicità che le aveva sempre caratterizzate.

Crestacci sfrutta quindi questo espediente per allargare la riflessione sui rischi e i paradossi della tecnologia. Tra notizie d’attualità su modelli di A.I. capaci di azioni autonome non autorizzate o virus creati in laboratorio dagli algoritmi, la realtà supera spesso la fantasia. Tuttavia, la comicità resta uno strumento formidabile di resistenza e denuncia. Crestacci induce il pubblico a specchiarsi nei cambiamenti sociali senza mai prendersi troppo sul serio.

La serata sarà anche l’occasione per testare nuovi pezzi in vista del suo prossimo spettacolo entro la fine del 2026. Il prezzo del biglietto è 15 euro per ulteriori informazioni e prenotazioni contattare il 338 5081221.

Ferragosto al Tinì. Hajji e Anxhela

15 Agosto 2026 ore 05:17

Ferragosto al Tinì Soundgarden di Cecina. Questa sera dalle 23 Fatima Hajji e Anxhela, dj e producer spagnola tra le protagoniste assolute della scena hard techno internazionale, Fatima Hajji è un’artista capace di alternare energia, tecnica e una presenza scenica ormai riconoscibile in ogni parte del mondo. Itallo-albanese, Anxhela si caratterizza per un sound che unisce influenze trance e acid, mentre i suoi set si distinguono per energia, intensità e una forte carica espressiva che l’ha portata a esibirsi davanti a pubblici di tutto il mondo. Nuovo appuntamento è per venerdì 21 agosto (dalle 23): Bob Sinclar. Bob Sinclar è una delle figure più autorevoli e longeve nell’effimero universo della musica elettronica, grazie ad una serie di album e ad una discografia caratterizzata da una serie di hit quali ’Love Generation’ e ’World Hold On’, diventate numero uno nelle classifiche di tutto il mondo.

L’insegnante Roberta Celli, morta nel crollo del balcone di casa: il boato improvviso, lo choc dei vicini. Scattano le indagini

15 Agosto 2026 ore 02:25

Livorno, 15 agosto 2026 – Un boato improvviso. Il silenzio di un pomeriggio afoso nel centro è stato rotto dal crollo di un balcone al terzo piano di un palazzo. Sul terrazzo c’era una donna di 56 anni, Roberta Celli, insegnante, che è precipitata insieme alle macerie.

La donna estratta dalle macerie, la corsa in ospedale

ll pavimento del balcone ha sfondato quello del terrazzo sottostante e si è fermato solo al primo piano. I primi soccorritori hanno subito capito che la donna era in condizioni gravissime: l’hanno estratta dal cumulo di piastrelle, cemento e travetti, ma non era cosciente. Subito portata al Pronto Soccorso dell’ospedale di Livorno da un’ambulanza dell’Svs, la donna è morta dopo circa un’ora. Troppo gravi le lesioni e le ferite riportate nella rovinosa caduta dal terzo piano.

Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna
Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna 

L’ipotesi infiltrazioni d’acqua

L’incidente intorno alle 17 in via Bonomo (una traversa di viale Marconi) in centro a Livorno. Lo stabile è datato, ma da una prima occhiata all’esterno non si notano segni di lesioni particolari sulla facciata e ai balconi. Evidentemente però i travetti in ferro, che costituiscono l’armatura del pavimento del terrazzo, erano compromessi dalla ruggine, forse provocata da infiltrazioni d’acqua piovana di lunga data. Questi aspetti saranno chiariti dalle indagini, ma è chiaro che il crollo strutturale del terrazzo non è un fatto normale. Probabilmente anche gli altri balconi dovranno essere esaminati e messi in sicurezza.

Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna
Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna 

Lascia due figli e il marito

La donna lascia due figli adolescenti e il marito. Sbigottiti i vicini di casa della vittima e gli abitanti della via per il crollo e la terribile coincidenza della presenza della donna sul balcone. Forse il pavimento era già pericolante, a un passo dal cedimento, ed il peso in più della persona è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. C’è anche chi ha ipotizzato che le scosse di terremoto degli ultimi giorni possano aver in qualche modo accelerato un processo di degradazione già avanzato. Sul posto sono poi intervenuti i vigili del fuoco per togliere le macerie pericolanti e mettere in sicurezza l’area. E’ chiaro che i balconi sono non agibili, prudenzialmente anche quelli non crollati.

Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna
Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna 

Il precedente

C’è un precedente, un altro incidente simile. Cinque anni fa, sempre a Livorno, una donna cinese di 46 anni Shu Baojiao, morì in ospedale dopo essere stata colpita alla testa dal crollo accidentale di un capitello ornamentale del cornicione di una finestra di un palazzo in via Buontalenti.La donna stava rientrando a casa con la busta della spesa.

Era uscita da un negozio di via Buontalenti gestito da connazionali cinesi. Erano passate da poco le 19 quando dalla finestra di uno stabile in via Buontalenti (vicino piazza della Repubblica), al primo piano, cadde un pezzo di capitello che la colpì alla testa.

Tragedia in centro, crolla terrazzo e muore professoressa di 56 anni

15 Agosto 2026 ore 01:33

Stava stendendo i teli da mare sul terrazzo dopo il rientro a casa quando improvvisamente il pavimento sottostante ha ceduto. Roberta Celli, 56 anni, insegnante di storia e italiano al Liceo Cecioni, ha perso la vita dopo un volo dal terzo piano di una palazzina di via Bonomo, al civico 51.

La tragedia si è consumata venerdì 14 agosto, intorno alle 16,45. La pavimentazione si è aperta sotto i suoi piedi e l’insegnante nel cadere ha prima sfondato il terrazzo sottostante, poi è finita sul balcone al primo piano, infine è stata sbalzata sul marciapiede della strada.

In via Bonomo sono arrivati i soccorritori delle ambulanze, vigili del fuoco, polizia municipale, carabinieri e  protezione civile del Comune.

Le condizioni della donna sono apparse subito gravissime: accompagnata in ospedale non cosciente, la 56enne è poi finita in arresto cardiaco una volta giunta in pronto soccorso. Nonostante i tentativi disperati dei sanitari nel salvarle la vita, purtroppo il cuore della professoressa non ha ripreso a battere.

Sgomento tra gli abitanti della zona che, una volta avvertito il boato del crollo, si sono recati in strada per capire l’accaduto. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire le cause che hanno portato al cedimento inaspettato del balcone.

Livorno, crolla balcone. Muore donna di 56 anni

di: Regia
15 Agosto 2026 ore 13:00

Livorno -  Tragedia in via Bonomo dove nel pomeriggio di questo venerdì una donna di 56 anni è morta dopo il crollo di un terrazzo. Davvero paurosa la dinamica: dalle prime informazioni raccolte pare che la donna si trovasse sul terrazzo al terzo piano dell’immobile di via Bonomo. Per cause che dovranno essere accertate una parte del terrazzo è crollato e la donna sarebbe finita sul Continue Reading

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Drammatico incidente nel pomeriggio: muore una donna a causa del crollo di un balcone

14 Agosto 2026 ore 19:51

Una tragedia improvvisa nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 14 agosto. Un balcone situato al terzo piano di una palazzina in via Bonomo è improvvisamente ceduto, provocando la caduta nel vuoto di una donna di 56 anni.
L’allarme è scattato intorno alle 17. Quando i sanitari sono arrivati sul posto le condizioni della donna hanno sono apparse fin da subito gravissime. La 56enne è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale in stato di incoscienza.
La situazione è ulteriormente precipitata a causa di un arresto cardiaco. Nonostante i disperati e prolungati tentativi di rianimazione da parte del personale medico, per lei non c’è stato nulla da fare.
Il forte boato provocato dal cedimento strutturale ha seminato il panico tra i residenti della zona. Capiremo solo nelle prossime ore le cause del cedimento del balcone.

Cede parte di balcone: 56enne precipita dal terzo piano, è gravissima

14 Agosto 2026 ore 18:44

Livorno 14 agosto 2026 Cede parte di balcone: 56enne precipita dal terzo piano, è gravissima Livorno, crolla parte di un balcone in via Bonomo: grave una donna di 56 anni Momenti di paura nel pomeriggio di oggi, venerdì 14 agosto, a Livorno, dove un’ampia porzione del balcone di un’abitazione è improvvisamente crollata in via Bonomo. …

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Scontro tra due scooter a Livorno: due donne ferite, grave una 59enne

14 Agosto 2026 ore 18:21
ospedale di livorno veduta ingresso

Livorno 14 agosto 2026 Scontro tra due scooter in viale Alfieri: due donne ferite, una è grave Incidente nel pomeriggio di oggi, venerdì 14 agosto, a Livorno. Intorno alle 16 due scooter si sono scontrati all’incrocio tra viale Alfieri e via Gramsci, davanti al vecchio ingresso del pronto soccorso. Nell’impatto sono rimaste ferite due donne. …

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Caso di Dengue, i luoghi soggetti a disinfestazione

14 Agosto 2026 ore 18:15
zanzara

Livorno, 14 agosto 2026 E’ stato diagnosticato dall’Asl a Livorno un caso di Dengue, malattia tropicale che può essere trasmessa anche in modo indiretto dalla zanzara tigre. L’ufficio Igiene e Sanità Pubblica della Azienda USL Toscana nord ovest, ricevuta la segnalazione del caso, ha richiesto al Comune di effettuare un intervento precauzionale di disinfestazione in …

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Crolla il balcone: è morta la donna precipitata nel vuoto dal terzo piano

14 Agosto 2026 ore 18:05

Livorno, 14 agosto 2026 – Gravissimo incidente in un condominio in via Bonomo, traversa di viale Marconi, a Livorno. Una donna di 56 anni è morta dopo essere precipitata nel vuoto dal balcone di casa crollato

Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna
Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna 

La donna si trovava sul terrazzo al terzo e ultimo piano del condominio quando all’improvviso questo è venuto giù. Nel crollo il terrazzo ha sfondato anche il balcone del piano di sotto. La donna è quindi precipitata per circa dieci metri finendo poi al suolo. 

Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna
Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna 

È successo intorno alle 17. A dare l'allarme al numero unico di emergenza 112 sono stati alcuni residenti della zona, allertati dal boato provocato dal crollo. 

I soccorritori si sono precipitati sul posto. Sono intervenuti i volontari della Pubblica assistenza di Ardenza che hanno trasportato la donna non cosciente, in codice rosso, al pronto soccorso dell’ospedale di Livorno. Le sue condizioni sono apparse fin da subito critiche. Qui, nonostante tutti i tentativi dei soccorritori, è deceduta. 

Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna
Via Bonomo, crollo terrazzo, grave una donna 

Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e la polizia municipale. Gli agenti hanno chiuso le strade adiacenti per mettere in sicurezza l’area. Sono in corso gli accertamenti sulla struttura per ricostruire la dinamica dell’incidente e chiarire le cause del crollo del balcone. 

Via della Chimera: gli alloggi saranno riqualificati da Casa Spa; diventeranno Edilizia residenziale sociale

14 Agosto 2026 ore 16:16
Via della Chimera: gli alloggi  saranno riqualificati da Casa Spa; diventeranno Edilizia residenziale sociale

Per finanziare l’operazione di via della Chimera saranno utilizzate le risorse derivanti da monetizzazione della quota di housing sociale della Convenzione Urbanistica relativa all’intervento di ristrutturazione conservativa del complesso di Palazzo Sassetti.

La Giunta Comunale ha approvato il progetto esecutivo di Casa Spa per la manutenzione straordinaria dei fabbricati del “Villaggio della Chimera” di proprietà comunale, in via della Chimera 4 nel Quartiere 2, e un atto di indirizzo per l’inserimento dei sei alloggi riqualificati all’interno del patrimonio ERS del Comune di Firenze.

L’Amministrazione comunale continua a portare avanti le procedure che hanno come fine il superamento dell’attuale fase di occupazione del complesso, con la notifica di intimazione al rilascio degli immobili e la notifica dell’ordinanza per la ripulitura e il ripristino dell’area “in danno ai soggetti responsabili”. L’area sarà quindi oggetto di pulizia e di bonifica.

“Quanto accaduto fin qui in via della Chimera è intollerabile e come Amministrazione abbiamo lavorato per superare definitivamente questa situazione – spiega la sindaca Sara Funaro -. Abbiamo messo in campo tutte le procedure necessarie e l’intervento sarà realizzato entro la fine di agosto. A quel punto potremo procedere con la pulizia e la bonifica dell’area e con il recupero degli immobili. La casa è una delle priorità della nostra Amministrazione e lo dimostriamo con scelte concrete. In via della Chimera recuperiamo un patrimonio che appartiene alla città e lo restituiamo alla comunità, trasformando una situazione di forte criticità in una nuova opportunità di edilizia residenziale sociale. È questa la politica dell’abitare che stiamo costruendo: recuperare e valorizzare il patrimonio pubblico per aumentare le opportunità di case accessibili e dare risposte anche a quelle persone e famiglie che, pur avendo un reddito, non riescono a sostenere i costi del mercato. Perché una città che si prende cura del proprio patrimonio è una città che si prende cura anche delle persone che la abitano”.

“Il programma di mandato della Sindaca Funaro in tema di contrasto all’emergenza abitativa è chiaro – commenta l’assessore alla Casa Nicola Paulesu – questo è un atto concreto, parte integrante di un programma di intervento complesso e di interesse per i cittadini che ci consente da una parte di superare una condizione di grave criticità e degrado e dall’altra va ad implementare il patrimonio pubblico di edilizia residenziale sociale permanente, in linea con gli indirizzi dell’amministrazione in termini di piano locale per l’abitare. L’emergenza abitativa riguarda fasce di popolazione sempre più ampie, le politiche cittadine sono orientate ad aumentare il numero delle opportunità di alloggi accessibili, incrementando il patrimonio destinato ai cittadini della cosiddetta fascia grigia, che non ha requisiti per accedere ad alloggi Erp, né risorse sufficienti per trovare risposte nel libero mercato; siamo impegnati pertanto ad arricchire il patrimonio pubblico di edilizia residenziale sociale: le case del Villaggio della Chimera, di proprietà del Comune diventeranno parte del patrimonio ERS, e rappresenteranno una risposta concreta nell’ambito del piano dell’Amministrazione comunale per le politiche abitative in città”.

Firenze: dal 17 agosto modifiche viabilità nella zona di via Mannelli

14 Agosto 2026 ore 15:34
Firenze: dal 17 agosto modifiche viabilità nella zona di via Mannelli

Scatterà il 22 agosto l’inversione di via Mannelli a Firenze, fulcro della riorganizzazione della viabilità legata all’ampliamento della rete tranviaria sui viali di circonvallazione per avere una circolazione più scorrevole e omogenea.

Dal 3 agosto sono stati effettuati i primi interventi nella zona di via Mannelli, con l’istituzione di provvedimenti di viabilità propedeutici come il senso unico in via Masaccio da via Scialoja fino a viale Don Minzoni, la revoca di tratti di corsia preferenziale (in via Landucci, via Campanella e via Bovio) e l’accensione di un nuovo impianto semaforico all’incrocio tra via Bovio e via Scialoja.

Ma le modifiche più importanti partiranno dopo Ferragosto si inizia con l’inversione notturna di via De Sanctis, da lunedì 17, a seguire le tre fasi di inversione di via Mannelli e l’istituzione del nuovo assetto della viabilità in piazza Alberti. Al termine dei lavori via Mannelli sarà a senso unico da via degli Artisti a via Lapini, da qui la direttrice passerà sotto il cavalcavia dell’Affrico, entrerà in via di Credi e arriverà in piazza Alberti per proseguire su via De Sanctis fino ai lungarni.

“L’obiettivo – spiega l’assessore alla mobilità Andrea Giorgio . è creare di fatto dei percorsi alternativi ai viali, via Masaccio in direzione sud e via Mannelli in direzione nord. È un’operazione importante perché permetterà di alleggerire il traffico sui viali e, soprattutto, di garantire una viabilità alternativa più efficiente, meno traffico e inquinamento con la tramvia ma anche con nuovi percorsi e itinerari. A questo si accompagna anche l’istituzione di una ‘onda verde’ su via Masaccio, pensata per rendere più fluido il collegamento verso viale Belfiore. Rispettando i limiti di velocità a 40 km all’ora, i semafori rimarranno verdi in sequenza, accompagnando il flusso di traffico verso quella zona della città”. “Sicuramente sarà anche impattante perché si modificano viabilità molto utilizzate ed è per questo che abbiamo programmato queste operazioni in agosto e in modo progressivo”.

Incendio boschivo a San Donato in Poggio, comune di Barberino Tavarnelle (Fi)

14 Agosto 2026 ore 15:21
Incendio boschivo a San Donato in Poggio, comune di Barberino Tavarnelle (Fi)

Nel primo pomeriggio è scoppiato un incendio nei boschi in prossimità di San Donato in Poggio, comune di Barberino Tavarnelle (Fi).

L’incendio, favorito dalla bassa umidità e dal vento di nord-est, ha preso rapidamente vigore. Pertanto è stato disposto l’invio immediato di 3 elicotteri regionali e 10 squadre di volontari antincendi boschivi. La vegetazione è costituita da boschi misti di quercia e resinose con presenza di fitto sottobosco pertanto è in corso di valutazione ulteriore invio di squadre e mezzi aerei.

L’organizzazione Antincendi boschivi della Toscana raccomanda di evitare operazioni in campagna aperta che prevedano l’uso di apparecchi con fiamma libera o che possono generare scintille nonché il rispetto del divieto assoluto di abbruciamento in vigore dallo scorso 13 giugno fino al 31 agosto, salvo eventuali proroghe.

Un caso di Dengue a Livorno, contagiato un 40enne di ritorno dall’Africa

14 Agosto 2026 ore 14:49

Livorno, 14 agosto 2026 – A Livorno è stato diagnosticato un caso di Dengue a un uomo di circa 40 anni tornato da un viaggio in Africa. Il 40enne, con lievi sintomi febbrili, mal di testa e dolori articolari, è stato sottoposto a specifici accertamenti resi necessari dal soggiorno in area tropicale. Accertamenti che hanno consentito una diagnosi tempestiva della malattia grazie anche al supporto del personale del reparto di Malattie infettive. Il paziente, che non rappresenta un rischio diretto di contagio per altre persone, è stato dimesso al domicilio in buone condizioni di salute. 

L’Igiene e Sanità Pubblica della Azienda USL Toscana nord ovest, ricevuta la segnalazione del caso, ha richiesto un intervento precauzionale di disinfestazione nelle aree limitrofe all’abitazione dell’uomo e dell’ospedale.

La Dengue, lo ricordiamo, può essere trasmessa in modo indiretto qualora una zanzara del genere Aedes – come la zanzara tigre – punga una persona infetta nei primi giorni di malattia e, successivamente, trasmetta il virus pungendo un altro individuo. Per questo per la tutela della salute pubblica risulta necessario abbassare rapidamente la densità di zanzare nella zona dove il malato ha soggiornato, al fine di ridurre ulteriormente il remoto rischio di innesco di una trasmissione autoctona di arbovirosi.

Pesca abusiva, due chilometri di trappole per polpi e nasse sequestrati a Vada

14 Agosto 2026 ore 14:39

Rosignano Marittimo (Livorno), 14 agosto 2026 – Due chilometri di trappole per polpi e nasse posizionati (ancora non si sa da chi) davanti all’approdo turistico di Vada.

Sono stati i militari della Guardia Costiera di Vada, sotto il coordinamento del Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Livorno, a sequestrare trappole e nasse nella giornata di giovedì, dopo la segnalazione di un diportista in transito. Da sottolineare anche che l’attrezzo da pesca era posizionato lungo la rotta d’ingresso e uscita dell’approdo e quindi creava anche un serio pericolo per la navigazione.

Le trappole, oltre a essere prive di segnalazione adeguata, erano posizionate in una zona non consentita e in un periodo (quello che va dal 15 luglio al 15 agosto) in cui ne è vietato l’utilizzo. Grazie alla collaborazione fornita da un motopesca locale, l’attrezzo e le nasse ad esso collegate sono stati rimossi e posti sotto sequestro.

“Questa attività ha permesso non solo di preservare la specie ittica tutelata durante il periodo di fermo biologico, ma anche di garantire la sicurezza della navigazione nel corso della piena affluenza balneare e diportistica”, dice il comandante dell’Ufficio Locale Marittimo di Vada, primo maresciallo Maurizio Perullo

Fugge dalla Polizia e lancia un calzino con numerosi dosi di cocaina all’interno

14 Agosto 2026 ore 14:26

La Polizia di Stato di Livorno ha eseguito l’arresto di un uomo per i reati di detenzione ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale.

Una volante, nel pomeriggio del 9 agosto ha notato un uomo uscire dalla sua abitazione che, alla vista dell’autovettura di servizio è salito a bordo di un motociclo per darsi alla fuga. E’ iniziato così l’inseguimento per le vie del centro, portato a termine con l’arresto del soggetto. L’uomo prima di essere raggiunto, ha lanciato un calzino contenente numerosi involucri di cocaina. È stata quindi estesa la perquisizione presso l’abitazione dove è stata rinvenuta ulteriore sostanza stupefacente e denaro.

Il soggetto, su disposizione del pubblico ministero di turno, è stato quindi accompagnato presso la casa circondariale “LE SUGHERE”.

Cerca approcci sessuali nel sentiero che porta alla Cala del Leone: arrestato 30enne

14 Agosto 2026 ore 14:15

La Polizia di Stato di Livorno, nei giorni scorsi, ha tratto in arresto, un trentenne, ritenuto il presunto responsabile di alcuni atti a sfondo sessuale ai danni di due giovani donne, prese di mira, in due momenti diversi, in un sentiero boschivo che conduce a Cala del leone.

ll 26 giugno il primo episodio

L’indagato, oltre a provare un approccio fisico, avrebbe pronuciato al suo indirizzo frasi scabrose, che la invitavano ad avere con lui rapporti sessuali, con o senza il consenso della donna. Il tutto, alla presenza di un’amica della ragazza.


Caso del tutto analogo quello del mese successivo, 27 luglio

Stesso protagonista, stessa località.
Questa volta a farne le spese una ragazza straniera, costretta a subire le “attenzioni” dell’uomo.

Gli accertamenti, svolti dalla Squadra Mobile della Questura di Livorno, a seguito degli interventi delle volanti e delle denunce formalizzate dalle vittime, si sono concentrati sull’acquisizione delle dichiarazioni delle vittime, oltre che dei testimoni oculari di entrambi gli episodi. La ricostruzione dei fatti, nonché la descrizione del soggetto, indagato dalla Procura di Livorno per il reato di violenza sessuale, commesso in due distinti casi a danno di due distinte vittime, hanno permesso di ricostruirne l’identikit e di agevolarne il riconoscimento fotografico da parte di tutte le persone a conoscenza dei fatti.


Per questo motivo, il Gip presso il Tribunale di Livorno, su richiesta della Procura, constatando il concreto pericolo di reiterazione del medesimo reato, disponeva la misura cautelare degli arresti domiciliari a carico dello straniero, ordinanza a cui ipoliziotti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione la mattina di sabato.


Cgil, mandato ai legali per procedere contro Takeda per comportamento antisindacale

14 Agosto 2026 ore 12:11
Cgil, mandato ai legali per procedere contro Takeda per comportamento antisindacale

Filctem-Cgil e Nidil-Cgil di Pisa hanno dato mandato ai propri legali di procedere nei confronti di Takeda manufacturing Italia per comportamento antisindacale.

Filctem-Cgil e Nidil-Cgil di Pisa hanno dato mandato ai propri legali di procedere nei confronti di Takeda manufacturing Italia per comportamento antisindacale a seguito della comunicazione dell’azienda farmaceutica ai lavoratori la sera del 7 agosto, poche ore dopo la proclamazione dello sciopero. Secondo quanto riferiscono in una nota le organizzazioni sindacali, Takeda “ha minacciato la decurtazione dell’intera giornata lavorativa per chi avesse aderito allo sciopero di un’ora a fine turno, adducendo un presunto danno economico totale di 8 ore”. Per Filctem-Cgil e Nidil-Cgil la condotta di Takeda è “un atto intimidatorio, teso a limitare e ledere il diritto di sciopero, creando un clima di paura e incertezza tra le lavoratrici e i lavoratori del sito di Pisa”. Le ragioni alla base della mobilitazione, ricordano i sindacati, sono legate alla vertenza nata dopo che la multinazionale, specializzata nella produzione di emoderivati, ha comunicato di voler licenziare 67 lavoratori in staff leasing in seguito alla scelta di delocalizzare altrove parte della produzione del sito pisano. Secondo i sindacati, “l’azienda non ha finora offerto aperture reali, scegliendo invece di inasprire ulteriormente il clima aziendale, mentre Filctem-Cgil e Nidil-Cgil richiedono un segnale concreto di discontinuità e la disponibilità ad avviare un confronto responsabile, costruttivo e rispettoso delle corrette relazioni sindacali”.

Crisi MO, da Toscana primi indennizzi per imprese pesca e acquacoltura

14 Agosto 2026 ore 12:06
Crisi MO, da Toscana primi indennizzi per imprese pesca e acquacoltura

Dalla Regione Toscana 238.440 euro per le imprese della pesca e dell’acquacoltura toscane colpite dall’aumento dei costi generato dalla crisi in Medio Oriente.

Si tratta di un primo sostegno tra fondi Ue, statali e regionali grazie all’attivazione del bando Feampa, dedicato alle imprese della commercializzazione e trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, per i periodi di armamento delle imbarcazioni e per l’attività dell’impresa acquicola, compresi tra il 28 febbraio 2026 e il 31 dicembre 2026. Indennizzi mirati grazie alla decisione della Commissione europea che ha riconosciuto la situazione come evento eccezionale. Le risorse, come previsto dal bando, previa approvazione del nuovo piano finanziario da parte della Commissione europea, potranno essere implementate fino a circa 3,5 milioni di euro. Il bando recepisce le indicazioni condivise nel tavolo istituzionale tra Masaf e Regioni e potrà essere integrato con ulteriori risorse, in linea con la programmazione regionale per il mare, l’Elba e l’Arcipelago Toscano. Le domande dovranno essere presentate tramite Dua dal 17 agosto ed entro le ore 13 del 15 settembre 2026. Per il presidente della Regione Eugenio Giani “con questo bando la Toscana interviene in modo tempestivo per sostenere una filiera identitaria per” la regione, “che rappresenta un presidio fondamentale per i nostri territori costieri. È un segnale di attenzione verso un settore strategico che siamo impegnati a sostenere con convinzione”. Secondo il sottosegretario alla presidenza della Regione Bernard Dika “è fondamentale impiegare bene e tempestivamente le risorse che ci arrivano dall’Europa, integrate da quelle statali e regionali: ci permette di offrire un sollievo immediato” alla filiera del mare.

Siena, polemiche per il Drappellone del Palio: “il volto della Vergine è quello di un uomo”

14 Agosto 2026 ore 11:56
Siena, polemiche per il Drappellone del Palio: “il volto della Vergine è quello di un uomo”

Polemiche a Siena per il Drappellone del Palio dell’Assunta che si corre domenica. Nell’opera domina la figura della Vergine posta al vertice della composizione a protezione della Rosa d’Oro, prezioso dono che Papa Pio II offrì alla città di Siena, insieme con tutta una serie di rimandi simbolici molto potenti. Solo che per molti il volto della Madonna raffigurata sarebbe troppo androgino o lontano dalla tradizione.

Che il Drappellone faccia discutere non è una novità. Ma certamente quello dipinto per il Palio dell’Assunta da Teodora Axente passerà alla storia quantomeno per essere stato uno dei più chiacchierati . Solo che Axente , che appartiene alla celebre Scuola di Cluj, ed è una delle poche donne della sua generazione ad aver raggiunto un simile riconoscimento, per numerosi esperti ‘ortodossia senese, ha passato e di molto il segno del lecito. Come per l’ex sindaco ed ex vicepresidnete del parlamento Europeo, Roberto Barzanti, che parla esplicitamente del drappo come di “un cumulo di artificiose allusioni o ingenue allegorie scombinate” “disposte senza alcuna plausibile organicità “. Ma è soprattutto il volto della Vergine ad essere nell’occhio del ciclone. Se per Barzanti è “sbadato” e “ dipinto come una citazione fotografica, fuori scala” per altri il volto della Vergine sarebbe in realtà quello di un uomo. Un’accusa pesante che sa di blasfemia. Tanto che lo stesso cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, è dovuto intervenire. E pur non negando “ll’androginia del volto” ha aggiunto che questa resta “in parte” legata alla sensibilità individuale. In parte, appunto. Al punto che il cardinale auspica per il futuro una maggiore collaborazione ed afferma di aver già affrontato l’argomento con la sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, a cui spetta la scelta dell’artista”. L’obiettivo, ha sottolineato il cardinale, sarebbe evitare che la benedizione del Palio diventi ogni volta occasione di contrapposizione

Da ambientalisti appello ai sindaci della Toscana, ‘chiedete stop caccia’

14 Agosto 2026 ore 11:47
Da ambientalisti appello ai sindaci della Toscana, ‘chiedete stop caccia’

Appello di Italia Nostra e altre associazioni ambientaliste ai Comuni toscani affinché chiedano alla Regione di sospendere o ridurre la caccia per tutelare la fauna selvatica già provata dalle eccezionali condizioni di caldo e siccità dell’estate.

Appello di Italia Nostra e altre associazioni ambientaliste, tra cui Wwf Toscana, Lipu Toscana, Lav e Gabbie Vuote, ai Comuni toscani affinché chiedano alla Regione di sospendere o ridurre la caccia per tutelare la fauna selvatica già provata dalle eccezionali condizioni di caldo e siccità dell’estate 2026. L’iniziativa, trasmessa tramite Pec da Italia Nostra Toscana, chiede in particolare ai Comuni di avvalersi degli strumenti previsti dalla legge regionale n.3/1994 e di richiedere alla Giunta regionale il divieto temporaneo dell’attività venatoria sull’intero territorio comunale, in via prioritaria nelle giornate di apertura del 2 e 6 settembre 2026, oppure, in alternativa, l’adozione di misure di riduzione dell’attività venatoria. La richiesta, spiega Italia Nostra, nasce da una situazione climatica e ambientale particolarmente critica con conseguenze rilevanti sulla fauna selvatica. Ispra, fa sapere Italia Nostra, ha segnalato come caldo estremo e siccità stiano determinando condizioni di forte stress per numerose specie, con impoverimento delle risorse alimentari, prosciugamento degli ambienti umidi, aumento della mortalità e riduzione del potenziale riproduttivo. “In condizioni eccezionali occorrono misure eccezionali – dichiara Francesco Pratesi, presidente di Italia Nostra Toscana -. La fauna selvatica sta affrontando una delle estati più difficili degli ultimi decenni. A siccità, temperature estreme, scarsità d’acqua e di risorse alimentari non possiamo aggiungere, come se nulla fosse, anche la pressione dell’attività venatoria. Abbiamo quindi chiesto a tutti i sindaci della Toscana di utilizzare gli strumenti che la stessa legge regionale mette a loro disposizione”.

Violenza sessuale a Cala del Leone, arrestato 30enne

14 Agosto 2026 ore 11:09

La Polizia di Stato di Livorno, nei giorni scorsi, ha tratto in arresto, un trentenne, ritenuto il presunto responsabile di alcuni atti a sfondo sessuale ai danni di due giovani donne, prese di mira, in due distinte circostanze, in un sentiero boschivo che conduce a Cala del leone, nota località balneare del litorale livornese.

ll 26 giugno il primo episodio: l’indagato, oltre a provare un approccio fisico, avrebbe pronuciato al suo indirizzo frasi scabrose, che la invitavano ad avere con lui rapporti sessuali, con o senza il consenso della donna. Il tutto, alla presenza di un’amica della ragazza.

Caso del tutto analogo quello del mese successivo, 27 luglio: stesso protagonista, stessa località. Questa volta a farne le spese una ragazza straniera, costretta a subire le “attenzioni” dell’uomo.

Gli accertamenti, svolti dalla Squadra Mobile della Questura di Livorno, a seguito degli interventi delle volanti e delle denunce formalizzate dalle vittime, si sono concentrati sull’acquisizione delle dichiarazioni delle vittime, oltre che dei testimoni oculari di entrambi gli episodi. La ricostruzione dei fatti, nonché la descrizione del soggetto, indagato dalla Procura di Livorno per il reato di violenza sessuale, commesso in due distinti casi a danno di due distinte vittime, hanno permesso di ricostruirne l’identikit e di agevolarne il riconoscimento fotografico da parte di tutte le persone a conoscenza dei fatti.

Per questo motivo, il Gip presso il Tribunale di Livorno, su richiesta della Procura, constatando il concreto pericolo di reiterazione del medesimo reato, disponeva la misura cautelare degli arresti domiciliari a carico dello straniero, ordinanza a cui ipoliziotti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione la mattina di sabato.

Le risultanze delle attività eseguite e degli elementi probatori acquisiti saranno vagliate dal Giudice e, nel rispetto dei diritti della persona indagata, questa è da ritenersi presunta innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – sino ad un eventuale accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

Investito da treno a Carrara, muore 74enne

14 Agosto 2026 ore 10:52
Investito da treno a Carrara, muore 74enne

Un uomo di 74 anni, residente a Massa (Massa Carrara) è morto la notte scorsa dopo essere stato investito da un treno a Carrara, in zona stazione.

Un uomo di 74 anni, residente a Massa (Massa Carrara) è morto la notte scorsa dopo essere stato investito da un treno a Carrara, in zona stazione. L’intervento di soccorritori e forze dell’ordine intorno alle 3.40: sul posto automedica di Carrara, vigili del fuoco, polizia ferroviaria. A seguito dell’investimento la circolazione ferroviaria, lungo la linea Pisa-La Spezia è stata inizialmente sospesa tra Sarzana e Massa centro. Alle 8, segnala Rfi sul proprio sito, risultata fortemente rallentata, con ritardi fino a 200 minuti, limitazioni e cancellazioni di treni.

Comuni, ultimi incendi hanno distrutto 60 ettari di bosco nel Mugello

14 Agosto 2026 ore 08:48
Comuni, ultimi incendi hanno distrutto 60 ettari di bosco nel Mugello

E’ di 60 ettari di bosco andati a fuoco il bilancio degli ultimi incendi che hanno colpito il Mugello secondo l’Unione dei Comuni che indicano come acceleratore naturale per le fiamme” i terreni privati abbandonati, le aree incolte e boschi sempre più maturi.

E’ di 60 ettari di bosco andati a fuoco il bilancio degli ultimi incendi che hanno colpito il Mugello secondo l’Unione dei Comuni che indicano come “acceleratore naturale per le fiamme” i terreni privati abbandonati, le aree incolte e boschi sempre più maturi “dove si accumulano tonnellate di biomassa e scarti di tagli mai rimossi. Un mix esplosivo che aspetta solo una scintilla”. E, denuncia sempre l’Unione dei Comuni, “quella scintilla ha quasi sempre un’origine umana. Che si tratti di dolo, menefreghismo, incompetenza o della superficialità, la distruzione degli ecosistemi è totale. Il fuoco non uccide solo gli alberi: cancella la biodiversità, sterilizza il suolo e spazza via microfauna, insetti e larve, alterando equilibri biologici che richiederanno decenni per ricostituirsi”. La prevenzione si fa coi comportamenti quotidiani. I Comuni invitano a fare attenzione durante i pic-nic (scegliere un pranzo freddo anziché accendere un barbecue può salvare un bosco), a fumare (un mozzicone gettato non spento al cento per cento è un’arma termica), alla sosta dei veicoli, manovra che richiede cautela perché “parcheggiare l’auto sopra l’erba o le foglie secche espone al rischio che il calore della marmitta catalitica generi un principio di incendio”. tale da distruggere anche la vettura peraltro. I Comuni evidenziano che “la responsabilità si estende anche alle mura domestiche e alla gestione delle proprietà. Chi vive a ridosso delle aree verdi deve curare i propri terreni, mantenendo una fascia di erba corta intorno ai fabbricati per spezzare l’avanzata delle fiamme, e assicurarsi di avere fonti d’acqua vicine se si utilizzano attrezzi da lavoro che producono scintille”. L’ultima emergenza incendi ha richiesto l’impegno di circa 100 persone – tra specialisti dell’Antincendio Boschivo (Aib), operai forestali e volontari della Protezione Civile – coordinati dal Direttore delle Operazioni dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello, con il supporto aereo massiccio di elicotteri e Canadair.

Grosseto: incendio in concessionaria auto, distrutti 100 veicoli

13 Agosto 2026 ore 18:54
Grosseto: incendio in concessionaria auto,  distrutti 100 veicoli

Un violento incendio è divampato questo pomeriggio lungo l’Aurelia, in località Grosseto Nord, rendendo necessaria la chiusura immediata della strada. Una densa colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza, si è alzata sull’area, che ospita numerose attività commerciali e un centro commerciale.

Le fiamme, visibili a kilometri di distanza dal centro di Grosseto, hanno investito con particolare virulenza il deposito di una concessionaria auto: secondo prime stime, sono andati distrutti circa 70 tra camion e autovetture e danneggiati altri 30 mezzi. Non risultano al momento dei feriti. Ma sul posto si avvertono esplosioni dei serbatoi dei veicoli parcheggiati.

Il danno materiale, ancora da quantificare, si preannuncia ingente, nell’ordine dei milioni di euro. Le operazioni di spegnimento sono complicate: sul posto i vigili del Fuoco, supportati da un elicottero antincendio della Regione e dal personale dell’Aeronautica Militare. Al momento non sono note le cause del rogo né l’entità totale dell’area coinvolta.

Sono 10 le squadre dei vigili del fuoco impegnate nelle operazioni di spegnimento dell’incendio che ha interessato il deposito di autovetture in via Aurelia Nord, all’uscita di Grosseto in direzione Braccagni della statale. Tra i veicoli risultano presenti anche alcune autovetture elettriche che però non sono state attaccate dalle fiamme. Sul posto anche personale sanitario, polizia di Stato e municipale. Presente anche personale Enel per la disattivazione della linea elettrica in prossimità dell’incendio.

Nelle immediate vicinanze dell’area interessata dalle fiamme sono presenti anche un deposito mobile di carburante per il rifornimento dei mezzi pesanti, un deposito di Gpl e un’area di sosta per autoarticolati adibiti al trasporto su gomma, tutti presidiai dai vigili del fuoco. Sul posto per il coordinamento delle operazioni il comandante dei vigili del fuoco di Grosseto ingegnere Roberto Bonfiglio ed il funzionario di servizio.

Ottant’anni dalla ricostruzione della Croce del Monte Amiata: il 26 agosto la vetta torna a illuminarsi

13 Agosto 2026 ore 17:58
Ottant’anni dalla ricostruzione della Croce del Monte Amiata: il 26 agosto la vetta torna a illuminarsi

Una celebrazione per uno dei simboli più profondi della montagna. Con il sindaco Niccolò Volpini, il presidente Eugenio Giani, il cardinale Augusto Paolo Lojudice e i sindaci dell’Amiata. Al tramonto la riaccensione della Croce, poi musica e canti della tradizione

Il 26 agosto, sulla vetta del Monte Amiata, si celebrano gli 80 anni dalla ricostruzione della Croce, uno dei simboli più riconoscibili e più profondamente legati alla storia e alla memoria delle comunità amiatine.

Una giornata che unirà commemorazione, musica e partecipazione e che avrà il suo momento più suggestivo al tramonto, quando la Croce tornerà a illuminarsi, ottant’anni dopo quella notte del 1946 in cui Papa Pio XII, attraverso un collegamento radio, accese le luci installate sul monumento appena ricostruito.

“La Croce del Monte Amiata appartiene alla storia di tutta la nostra montagna – afferma Niccolò Volpini, sindaco di Abbadia San Salvatore –. Fa parte del paesaggio che abbiamo davanti agli occhi, ma soprattutto della memoria di generazioni di persone. La sua storia racconta una comunità che si è riconosciuta in questo simbolo fin dalla sua costruzione. Centinaia di quintali di ferro furono portati da Abbadia fino alla vetta dagli stessi abitanti, a spalla, giorno dopo giorno, spesso dopo il lavoro. E quando la guerra la abbatté, quella stessa comunità decise immediatamente di rialzarla”.

“È questo – prosegue Volpini – il significato che vogliamo restituire alla celebrazione degli ottant’anni. Una storia di appartenenza, fatica e ricostruzione, che supera i confini di Abbadia San Salvatore e riguarda tutta l’Amiata. Il 26 agosto la Croce tornerà a illuminarsi e vorremmo che quella luce richiamasse ancora una volta il valore di una comunità capace di ritrovarsi e di ricostruire insieme ciò che era stato distrutto”.

La Croce monumentale del Monte Amiata, alta 22 metri, venne realizzata all’inizio del Novecento su impulso di Papa Leone XIII e progettata dall’architetto senese Luciano Zalaffi. Fu inaugurata il 18 settembre 1910, alla presenza di una grande folla proveniente dai paesi dell’Amiata.

Fin dall’origine, però, la sua storia fu soprattutto una storia collettiva. Il ferro necessario alla costruzione doveva essere portato da Abbadia San Salvatore, a circa 830 metri di altitudine, fino ai 1.738 metri della vetta. Un’impresa resa possibile dagli abitanti, che trasportarono i diversi elementi lungo sentieri difficili e impervi.

Il 17 giugno 1944, durante la ritirata, l’esercito tedesco abbatté la Croce. La risposta arrivò quasi subito: nacque il Comitato organizzativo pro-rielevazione della Croce del Monte Amiata, guidato dall’allora sindaco di Abbadia San Salvatore Libero Tondi, e iniziò il lavoro di recupero e ricostruzione.

Fabbri, meccanici, religiosi e cittadini lavorarono insieme per restituire alla montagna il suo monumento. Furono sostituiti circa 35 quintali di ferro distrutti e recuperate le parti ancora integre. In pochi mesi la Croce tornò sulla vetta.

Il 24 agosto 1946, Papa Pio XII ne accese le luci tramite collegamento radio. Quella notte la Croce rimase illuminata e visibile da grandissima distanza, mentre nello stadio di Abbadia San Salvatore una folla di circa 15mila persone seguì l’evento.

Le parole pronunciate allora dal Pontefice, in un Paese appena uscito dalla guerra, richiamavano la pace, la concordia, il superamento degli odi e la capacità di tornare a costruire insieme. Un messaggio che, a ottant’anni di distanza, accompagna idealmente anche la celebrazione del 2026.

Il programma del 26 agosto

La giornata sulla vetta inizierà alle 17.45 con l’accoglienza delle autorità, dei partecipanti e dei cittadini.

Alle 18.30 si terrà la celebrazione commemorativa, con gli interventi di:

Niccolò Volpini, sindaco di Abbadia San Salvatore;
Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana;
Cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino;
sindaci dei Comuni dell’Amiata.

Alle 20, al tramonto, il Quartetto d’archi dell’Orchestra OIDA di Arezzo accompagnerà il momento della progressiva accensione della Croce.

Un richiamo diretto a quanto avvenne nel 1946: la Croce resterà illuminata fino al primo week end di settembre.

Alle 21.30 la serata proseguirà con la Leggera Electric Folk Band & il Gran Coro delle Genti del Monte Amiata, in un concerto di musiche e canti della tradizione amiatina che riunirà voci e musicisti della montagna.

Stop a rappresentazioni al Cimitero della Futa, Manetti scrive all’Ambasciata tedesca per soluzione

13 Agosto 2026 ore 17:19
Stop a rappresentazioni al Cimitero della Futa, Manetti scrive all’Ambasciata tedesca per soluzione

Favorire un confronto tra le istituzioni italiane e tedesche e tutti i soggetti coinvolti nella vicenda del Cimitero Militare Germanico della Futa, per verificare se esistano le condizioni per un dialogo sul futuro delle attività culturali ospitate nel luogo della memoria. È quanto chiede l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, che ha scritto all’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania auspicando che possa essere promossa un’occasione di confronto.

La lettera dell’assesosra Manetti, indirizzata all’ambasciatore Thomas Bagger e alla console generale Susanne Welter, arriva dopo la decisione del Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge, l’organizzazione tedesca per la cura dei cimiteri di guerra, di concludere nel 2026 le attività teatrali alla Futa e di non consentire, dal 2027, ulteriori iniziative culturali.

Da oltre vent’anni, nel Cimitero della Futa, la compagnia Archivio Zeta realizza rappresentazioni teatrali che hanno costruito nel tempo un’esperienza culturale e civile legata alla memoria del luogo. La decisione del Volksbund, motivata anche con riferimento alla particolare natura dei cimiteri e alla sensibilità dei familiari dei caduti, mette dunque in discussione la possibilità di proseguire questa esperienza.

“Le motivazioni espresse meritano pieno rispetto e considerazione – sottolinea Manetti –. Proprio per questo riteniamo opportuno un ulteriore confronto prima che la decisione diventi definitiva”. L’assessora invita infatti a considerare la particolare esperienza maturata alla Futa nel corso di oltre vent’anni, dove le iniziative teatrali hanno rappresentato un’esperienza culturale non riconducibile semplicemente alla dimensione dell’intrattenimento.

“Il teatro può essere percepito come estraneo alla natura di un cimitero qualora venga inteso nella sua accezione più ordinaria – scrive Manetti –. Può però assumere una funzione profondamente diversa quando viene utilizzato come strumento di riflessione sulla guerra, sulla violenza, sulla responsabilità, sulla memoria e sulle conseguenze della storia europea”.

Da qui la proposta di promuovere un incontro tra il Volksbund, i rappresentanti delle famiglie dei caduti, gli organizzatori delle attività culturali e le istituzioni italiane e tedesche interessate, per valutare insieme se e a quali condizioni sia possibile conciliare la tutela e il rispetto del luogo con iniziative rivolte alla conoscenza e alla trasmissione della memoria.

La Futa non è infatti soltanto il luogo di sepoltura di oltre 30.000 militari tedeschi caduti durante la Seconda guerra mondiale: è anche un luogo che rende concretamente visibili le conseguenze della guerra e della violenza che hanno attraversato l’Europa nel Novecento. La sua presenza nel territorio toscano richiama così una pagina dolorosa della storia europea e, allo stesso tempo, la possibilità di trasformare quella memoria in un’occasione di conoscenza, riflessione e riconciliazione tra i popoli.

“Non è in discussione la natura del Cimitero della Futa, né la sensibilità delle famiglie dei caduti – precisa Manetti –. Si tratta di verificare se possano sussistere le condizioni per far convivere l’esigenza di tutela della solennità del luogo con l’opportunità di assicurarne la valorizzazione culturale”

Chimica: morto scienziato Dante Gatteschi, pioniere della spettroscopia

13 Agosto 2026 ore 10:49
Chimica: morto scienziato Dante Gatteschi, pioniere della spettroscopia

Cordoglio all’ateneo di Firenze per la scomparsa di Dante Gatteschi, professore emerito di Chimica generale e inorganica.

Gatteschi, nato a Firenze nel 1945, ha dedicato la sua vita scientifica all’Università di Firenze, dove si è formato e ha costruito una delle più prestigiose scuole europee di chimica inorganica e dei materiali. Ha iniziato la sua carriera accademica alla fine degli anni ’60, diventando poi ordinario nel 1980. Ha insegnato fino al 2015. Allievo di Luigi Sacconi, si è formato nella grande tradizione della chimica di coordinazione, per poi sviluppare una ricerca originale fondata sull’integrazione di sintesi, spettroscopia e teoria. Fin dai primi anni, Gatteschi riconobbe nella spettroscopia Epr uno strumento fondamentale per comprendere la struttura elettronica e le proprietà magnetiche dei complessi dei metalli di transizione. Negli anni Settanta e Ottanta, coi suoi collaboratori, rese Firenze un punto di riferimento internazionale per l’interpretazione dei fenomeni magnetici e spettroscopici. Alla fine degli anni Ottanta, Gatteschi intuì che la comprensione delle relazioni tra struttura e proprietà poteva essere utilizzata anche per progettare materiali molecolari con nuove funzionalità. Questo approccio contribuì alla nascita del magnetismo molecolare come nuova disciplina. Gli studi successivi sugli effetti quantistici nella dinamica degli spin aprirono la strada alla moderna ricerca sui magneti molecolari e sul loro possibile impiego nell’informazione quantistica. “Scienziato visionario, eccezionale costruttore di comunità, a Firenze – lo ricorda ancora la sua università – ha creato un laboratorio capace di riunire chimici e fisici di talento, trasformandolo in un centro di riferimento internazionale”. Ha inoltre avuto un ruolo fondamentale nella nascita del Consorzio Interuniversitario per la Scienza e Tecnologia dei Materiali. In Europa, dove ha costruito una vasta rete di collaborazioni e promosso numerose iniziative nell’ambito dei programmi quadro dell’Ue e della European Science Foundation. “Generazioni di studenti e collaboratori hanno trovato in lui un maestro capace di unire rigore e curiosità, autorevolezza e modestia, intelligenza e umanità – sottolinea l’ateneo fiorentino – Il suo rigore scientifico, la sua curiosità intellettuale e la sua straordinaria capacità di ispirare gli altri rimangono una parte fondamentale dell’eredità che lascia alla comunità scientifica”.

Nubifragi nella provincia di Firenze, alberi caduti e allagamenti

13 Agosto 2026 ore 08:46
Nubifragi nella provincia di Firenze, alberi caduti e allagamenti

Un violento nubifragio, con forte vento e anche grandine, si è abbattuto nella provincia di Firenze a metà pomeriggio, in particolare nell’Empolese Valdelsa.

Un violento nubifragio, con forte vento e anche grandine, si è abbattuto nella provincia di Firenze a metà pomeriggio, in particolare nell’Empolese Valdelsa. I vigili del fuoco sono intervenuti a Empoli, Montelupo Fiorentino, Capraia e Limite, Vinci, Montaione e Signa per alberi e rami pericolanti o caduti, distacchi di intonaco e cornicioni, infiltrazioni e allagamenti. A Montelupo Fiorentino una grossa pianta è caduta su un’abitazione, danneggiando anche un’auto. Una persona è stata soccorsa dal 118, ma non ha riportato ferite gravi. Nel comune ci sono state raffiche di vento a più di 80 km/h e si segnalano quattro alberi caduti nelle zone del Turbone, Camaioni, Le Rotonde e Bobolino.
Alberi caduti anche nella frazione di Pozzale a Empoli, sulla SP46 a Montaione, nella frazione di Sovigliana a Vinci e a pochi passi dal centro storico di Cerreto Guidi.

Tramvia, “criticità limitate”: da settembre 7 mesi di lavori  per  Ponte da Verrazzano

12 Agosto 2026 ore 16:58
Tramvia, “criticità limitate”: da settembre 7 mesi di lavori  per  Ponte da Verrazzano

Gli interventi interesseranno la riparazione delle parti degradate del Ponte, il rinforzo degli elementi strutturali più sensibili, proteggere il ponte da infiltrazioni e degrado e rendere più facile ispezione e manutenzione degli ‘elementi vitali’ della struttura. Quando sarà a regime, non ci saranno limitazione al passaggio dei mezzi, inclusi i carichi pesanti e la tramvia potrà andare in esercizio.

Sul Ponte da Verrazzano saranno necessari “interventi mirati”, perché le criticità emerse dalla super perizia “sono limitate”. Interventi che potrebbero partire già a settembre, per una durata di sette mesi, con chiusura al traffico. Il costo dell’intervento è di sette milioni.  

Gli esiti della verifica di affidabilità di livello 4 per il Ponte (il grado più elevato e rigoroso per valutare la sicurezza strutturale, sismica e statica dei ponti e viadotti), sono stati presentati oggi dalla sindaca Sara Funaro e dall’assessore alla tramvia Andrea Giorgio.

La campagna di analisi sul ponte da Verrazzano ha riguardato i controlli su cavi e tiranti (110 saggi sui cavi di precompressione, 124 radiografie per verificare stato e continuità, 62 videoendoscopie sui cavi) e la diagnostica del calcestruzzo (41 indagini georadar, 28 tomografie ultrasoniche e 22 carote e prove materiali per conferme in laboratorio).

“Dalle analisi è emerso un quadro che è molto più rassicurante rispetto anche a tutta una serie di cose che si sentivano dire, il ponte doveva essere completamente buttato giù, che doveva essere rifatto, che la parte centrale doveva essere demolita”, ha commentato Funaro.

  Alcune lavorazioni potrebbero partire già a settembre, con le prime demolizioni funzionali e la conseguente chiusura del ponte, con l’alternativa del ponte Nencioni per il passaggio dell’Arno. “Abbiamo scelto di fare tutte le analisi approfondite dopo che il ponte Nencioni era già aperto al traffico. Questo è un elemento importante perché non potevamo permetterci assolutamente di avere due ponti chiusi, senza passaggi per i cittadini”, aggiunge la sindaca, ricordando che da ottobre sul ponte Nencioni sarà aperta anche la terza corsia. L’intervento sul ponte da Verrazzano, ha sottolineato ancora la sindaca “va di pari passo con il resto dei lavori che stiamo facendo per la tramvia, rientrando nei tempi complessivi, sia di tutta la parte dei collaudi, sia della parte della messa in esercizio.

Il quadro che emerge dalla Val 4, affidata dall’amministrazione comunale al professor Giacomo Morano dell’Università di Firenze, è articolato. Il ponte, realizzato tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, è stato spiegato, presenta uno stato di conservazione generale accettabile con criticità localizzate anche dovute al degrado fisiologico di un’opera realizzata oltre 50 anni fa.
La buona qualità dei materiali, in particolare dei calcestruzzi dell’impalcato, e la buona esecuzione delle iniezioni delle guaine dei cavi di precompressione hanno limitato il degrado rispetto a quanto spesso si osserva in opere realizzate nello stesso periodo. Tra gli elementi meglio conservati ci sono le pile e le spalle; alcune criticità importanti sono state riscontrate sui tiranti delle spalle, sui cavi di precompressione in soletta e sulle armature a taglio delle travi esterne. Nel cassone esterno della campata centrale è stata riscontrato un allagamento da acque meteoriche dovuto all’inefficienza del sistema di smaltimento ma senza danni significativi.

“Lo scenario che emerge dalla relazione è complesso ma ci permette di confermare l’obiettivo di avviare l’esercizio della linea tranviaria per Bagno a Ripoli per l’estate 2027 – dice l’assessore Giorgio – Il risultato della verifica, infatti, conferma l’ipotesi sostanzialmente già definita nel progetto iniziale, aggiungendo alcune lavorazioni sulla base dei dati più recenti possibili. Oggi abbiamo uno scenario frutto di un’analisi dettagliatissima del ponte, con centinaia di prove effettuate, con tempi di intervento e costi definiti in un range affidabile, e questo ci permetterà di far partire i lavori il prima possibile, con una progettazione per stralci per ridurre ulteriormente i tempi. Questi lavori avverranno durante le ultime fasi dei cantieri della linea, che procedono spediti e saranno conclusi entro la fine dell’anno, e dei collaudi per la messa in esercizio”

Bomba contro Ranucci, indagato come mandante Valter Lavitola: giallo sul movente del faccendiere “amico” del giornalista

7 Luglio 2026 ore 12:05

L’amico Valter Lavitola dietro l’attentato dinamitardo che ha fatto saltare in aria le sue due auto di fronte l’abitazione di famiglia a Campo Ascolano, la frazione del comune di Pomezia, alle porte di Roma. Per la Procura di Roma è il giornalista-editore, in passato molto vicino a Silvio Berlusconi e con due condanne passate in giudicato, oggi titolare di un ristorante di pesce non lontano da Trastevere, il mandante della bomba contro il conduttore di Report Sigfrido Ranucci. A Lavitola e ai suoi complici i magistrati della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma contestano il reato di tentata strage, detenzione, porto e impiego illegale di esplosivi, danneggiamento aggravato e minaccia aggravata, tutti contestati con l’aggravante del metodo mafioso. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati hanno perquisito l’abitazione dell’ex direttore L’Avanti! e hanno sequestrato telefoni e pc, che saranno analizzati.

“Sono sconvolto, siamo amici, adesso voglio capire. Per me Valter è un amico, dal 2019 ci sentivamo quasi tutti i giorni. Sono sconvolto, sconcertato, non so che cosa pensare, se non che mi affido alle indagini della Procura e dei Carabinieri. In questo momento non mi sento di rilasciare altre dichiarazioni”, sono le parole raccolte da Repubblica e Corriere della Sera da Ranucci dopo l’indagine a carico di Lavitola.

Dei rapporti tra Lavitola e Ranucci si era occupato il quotidiano Il Riformista, pubblicando la foto di una cena tra i due la sera del 21 maggio 2023 al ristorante “Cefalù” nel quartiere romano di Monteverde, di proprietà di Lavitola, insieme a monsignor Giovanni Fusco, collaboratore del cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, e ad altri commensali. All’epoca Ranucci accusò via sms Matteo Renzi, l’ex premier che a quei tempi era direttore del quotidiano, di averlo esposto a un rischio pubblicando la foto di quell’incontro essendo sotto scorta.

A Lavitola gli inquirenti sono arrivati dopo gli arresti della scorsa settimana del commando che ha materialmente piazzato l’ordigno esplosivo: analizzando telefoni, contatti e computer dei quattro, gli investigatori avrebbero ricostruito due ulteriori livelli dell’organizzazione, con gli arrestati che facevano riferimento ad un intermediario, un cittadino di origine camerunense che lavorava nel ristorante di Lavitola, a sua volta in contatto proprio con Lavitola.

Quel che non è ancora chiaro è il movente, cosa abbia spinto Lavitola ad assoldare il commando e collocare l’ordigno davanti la casa dell’”amico” Ranucci. Secondo Il Fatto Quotidiano, giornale molto vicino al giornalista, non risulterebbero inchieste in corso o servizi su Lavitola da parte di Report, con Ranucci che d’altra parte ha ammesso di essere amico dell’ex faccendiere condannato tra le altre cose a due anni e 8 mesi per tentata estorsione ai danni di Berlusconi nella vicenda che lo vede coinvolto insieme all’imprenditore Giampaolo Tarantini nel giro di escort per le famose “cene eleganti”.

Ritrovata morta a 59 anni in casa, si indaga per omicidio: interrogato il figlio della vittima

7 Luglio 2026 ore 11:51

Si propende per la pista dell’omicidio a Sanremo, dove una donna di circa 59 anni è stata trovata morta nella serata di ieri. Sul corpo della donna i segni delle violenze: in particolare sul collo e sui polsi. Potrebbe esser stata strangolata. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione del figlio della vittima. Accertamenti in corso, in corso le indagini condotte dai Carabinieri coordinati dalla Procura di Imperia.

L’omicidio si sarebbe consumato in un’abitazione in via Hope. Il cadavere della donna è stato scoperto intorno alle 22:00, quando i Vigili del Fuoco sono intervenuti sul posto su richiesta del figlio ventenne della vittima. Aveva riferito di non riuscire più a entrare in casa, la porta dell’appartamento era chiusa dall’interno e i pompieri sono entrati passando da un balcone e aprendo dall’interno.

Il figlio avrebbe raccontato agli investigatori di essere uscito di casa intorno alle 19:15 per andare a mangiare una pizza. Fonti della Procura di Imperia hanno confermato all’AdnKronos che il figlio sarà interrogato in mattinata dal pm Enrico Cinnella Della Porta, che coordina le indagini affidate ai Carabinieri. Stando ai primi accertamenti medico-legali, la morte risalirebbe ad almeno tre ore prima del ritrovamento. Il padre si trovava fuori casa.

Dalla rissa al Kalashnikov, la urban marginality di Napoli

7 Luglio 2026 ore 11:41

L’episodio di Montesanto è stato raccontato, nelle prime ore, secondo uno schema ormai consolidato. Camorra, baby gang, stesa. Era quasi inevitabile, quando in una strada di Napoli compare un Kalashnikov il riflesso condizionato è quello di ricondurre tutto alla criminalità organizzata. Poi, con il passare delle ore, il quadro si è fatto più complesso. Le ricostruzioni parlano di una lite tra privati degenerata, di una vendetta personale. È il destino di molta cronaca: la prima narrazione è quasi sempre la più semplice, quella successiva è quasi sempre la più vera. Eppure il punto più interessante non è stabilire se dietro quell’episodio ci fosse o meno la camorra. Il punto è capire perché siamo costretti a scegliere tra due sole spiegazioni: o criminalità organizzata o gesto isolato.
È una falsa alternativa. Tra queste due narrazioni esiste un livello intermedio che raramente viene raccontato, ed è probabilmente quello più importante.

La sociologia urbana lo descrive attraverso il concetto di urban marginality. Non indica semplicemente quartieri poveri o periferie degradate, descrive piuttosto territori in cui la presenza dello Stato è discontinua, dove le istituzioni non riescono a esercitare con continuità la loro funzione di regolazione sociale e dove, di conseguenza, acquistano forza codici informali, relazioni personali, reputazione e rapporti di forza. In questi contesti la violenza non è necessariamente organizzata. Non è sempre pianificata. Ma non è nemmeno casuale. Diventa una risorsa disponibile.
Non perché interi quartieri siano assimilabili alla criminalità organizzata: diventa disponibile perché il conflitto quotidiano trova troppo spesso modalità di regolazione alternative a quelle offerte dalle istituzioni. È questo il livello intermedio che sfugge al dibattito pubblico. Il problema, allora, non è soltanto la presenza della criminalità, è la qualità della presenza dello Stato.
In molte aree di Napoli lo Stato non è assente in senso assoluto: fa arresti, indaga, interviene, ma troppo spesso è assente nella sua funzione più importante, quella ordinaria. Manca nella manutenzione dello spazio pubblico, nella continuità dei servizi, nella scuola, nelle politiche sociali, nella capacità di prevenire i conflitti prima che diventino materia di ordine pubblico. È una presenza intermittente. Compare nell’emergenza e scompare nella quotidianità.

È questa discontinuità a produrre quella condizione che la sociologia urbana definisce urban marginality: territori in cui il monopolio delle regole è incompleto e nei quali continuano a convivere norme ufficiali e codici informali. È qui che Napoli dovrebbe interrogarsi. Negli ultimi dieci anni la città ha conosciuto una trasformazione straordinaria. Il turismo è esploso. L’immagine internazionale è cambiata. Quartieri un tempo ignorati sono diventati mete globali. Napoli è tornata a essere desiderata. Ma una città non diventa davvero internazionale soltanto perché aumenta il numero dei visitatori. Lo diventa quando chi ci vive e chi la visita percepiscono la stessa cosa: che lo spazio pubblico appartiene alle regole comuni e non ai rapporti di forza. Il successo turistico rischia invece di convivere con una modernizzazione incompleta, nella quale il centro storico diventa una vetrina globale mentre persistono, spesso a pochi metri di distanza, forme di regolazione sociale che appartengono a un’altra idea di città. È questa la contraddizione che Montesanto porta alla luce. Racconta qualcosa di difficile da affrontare: una città che sta diventando globale molto più rapidamente di quanto riesca a diventare pienamente governata. Finché il conflitto continuerà a trovare soluzioni fuori dalle istituzioni, la modernità di Napoli resterà una fotografia splendida con una crepa che attraversa il paesaggio.

Aurelio e Luigi De Laurentiis indagati per bancarotta, l’inchiesta sulla cessione del portiere Caprile tra Bari e Napoli

7 Luglio 2026 ore 11:05

È ancora una volta il calciomercato a mettere nei guai il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. L’imprenditore e il figlio Luigi sono indagati dalla Procura di Bari per bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali in merito all’operazione che, nell’estate del 2023, portò al trasferimento del calciatore Elia Caprile dal Bari al Napoli. Stando alle accuse dei pubblici ministeri baresi l’operazione di cessione del portiere dal Bari al Napoli nel 2023, due società entrambe di proprietà della Filmauro spa, società della famiglia De Laurentiis, avrebbe provocato un ingiusto profitto nei confronti del Napoli.

Si tratta di una tesi nota ma difficilmente dimostrabile in sede giudiziaria. Secondo gli inquirenti nel giro di due anni il Napoli realizzò una plusvalenza di circa 7 milioni di euro: nel bilancio di esercizio del 2024 della Ssc Bari infatti non sarebbero evidenziati i criteri adottati per la determinazione del corrispettivo e la valutazione del potenziale valore futuro del calciatore, ceduto per 2,2 milioni di euro dalla società pugliese a quella campana. Il Napoli poi cedette Caprile al Cagliari per 8 milioni di euro: per la Procura quella plusvalenza sarebbe riconducibile a un percorso di valorizzazione sportiva che avrebbe potuto porre in essere il Bari.

Quanto all’ipotesi di bancarotta fraudolenta, per gli inquirenti il valore di 2,2 milioni di euro con cui Caprile fu ceduto dal Bari al Napoli non risponderebbe al valore effettivo dell’asset e, dunque, la mancata plusvalenza maturata dal Bari avrebbe causato un danno al patrimonio della società pugliese guida da Luigi De Laurentiis. L’inchiesta ha portato a perquisizioni nelle sedi delle due società da parte della finanza: i destinatari delle perquisizioni per questa vicenda (non indagati) sono i direttori sportivi del Bari,Ciro Polito e del Napoli Cristiano Giuntoli (fino al giugno 2023) e Mauro Meluso (da luglio 2023 a maggio 2024), oltre al procuratore sportivo di Caprile Graziano Battistini.

La Procura ha chiesto formalmente l’apertura della liquidazione giudiziale, una procedura che di fatto corrisponde alla richiesta di fallimento per la società biancorossa. L’inchiesta sul passaggio di Caprile dal Bari al Napoli si fonda infatti su una serie di approfondimenti della Guardia di Finanza sui bilanci del club pugliese, che secondo gli inquirenti si trova da tempo in una situazione di perdita sistemica con “rossi” accumulati tra il 2019 e il 2025 che avrebbero raggiunto la cifra di circa 30 milioni di euro. Un deficit accompagnato da un pesante indebitamento, a cui la proprietà non avrebbe contrapposto un piano concreto e solido per risanare i conti.

Per il patron del Napoli non è il primo problema con la giustizia legato alla compravendita di calciatori. Aurelio De Laurentiis nel novembre 2025 è stato rinviato a giudizio dal Gup di Roma per l’accusa di falso in bilancio in un procedimento che riguarda presunte plusvalenze fittizie legate agli acquisti dei calciatori Victor Osimhen (dal Lille nell’estate del 2020) e Kostas Manolas (dalla Roma nell’estate 2019).

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22 Aprile 2026 ore 14:49
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Le pergamene sono andate alle portavoce della Questura di Firenze e del Comando provinciale dei Carabinieri, Vanessa Monti Pellegrino e Angela Domenica Salerno, al vigile del fuoco Gabriele Ghisti e all'unità cinofila Elio della Guardia di Finanza, con il conduttore Rudolf Russo

Alluvione in Toscana, in arrivo 7 milioni per le aziende agricole colpite

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La Federazione delle Associazioni Italia-Israele contro la risoluzione del Consiglio comunale di Firenze: “Hamas è un gruppo terroristico, Nardella chiarisca”

Il presidente Bruno Gazzo contro il documento approvato dalla maggioranza: “C’è da domandarsi se le richiamate 'pace, giustizia e dignità dei popoli' enunciati nell’atto possano basarsi su presupposti che non hanno alcun rapporto con la realtà”

Firenze, sembrava un incendio, si scopre che erano stati assassinati: un fermato per l’omicidio di una coppia di anziani

Clamorosa svolta nell'indagine sul fatto di Bagno a Ripoli dello scorso 5 dicembre. I coniugi ritrovati senza vita nella loro abitazione non sarebbero morti a causa del rogo, ma per una spietata aggressione. Ipotesi usura. Lei picchiata e poi forse strangolata

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