Vista elenco

Larry Johnson: La situazione nel Golfo è stata radicalmente cambiata dai missili cinesi forniti all’Iran.

17 Giugno 2026 ore 11:54

Gli “alleati” arabi degli Stati Uniti si stanno affrettando a concludere accordi di pace direttamente con Teheran.

Diamo atto a Donald Trump di una cosa… Ha mantenuto la parola data e ha revocato il blocco navale americano contro le navi iraniane, e ora l’Iran può contare sul fatto che le sue petroliere entrino ed escano dal Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz.

Questo non significa che il memorandum d’intesa con l’Iran, che dovrebbe essere firmato a Ginevra venerdì, entrerà in vigore, ma rappresenta un passo verso la de-escalation. Quindi, la domanda che dobbiamo porci è: perché Donald Trump ha “ceduto per primo” e ha accettato l’offerta dell’Iran lo scorso aprile?

Penso ci siano diverse ragioni, ma la principale è che gli Stati Uniti stanno esaurendo le riserve di petrolio, il che significa che Trump non sarà in grado di mantenere artificialmente bassi i prezzi della benzina.

Secondo quanto riportato dalla CNN, le riserve strategiche di petrolio degli Stati Uniti sono scese al livello più basso dal 1983. Il calo si verifica nel contesto delle continue riduzioni delle riserve volte a mitigare l’impatto del conflitto con l’Iran. Le scorte sono scese a 340,3 milioni di barili, un livello che non si vedeva dai tempi dell’amministrazione Reagan .

Si prevede che il consumo giornaliero di carburante negli Stati Uniti nel 2026 si attesterà tra i 20 e i 21 milioni di barili, il che significa che le attuali scorte di benzina basteranno per due settimane, fino al 1° luglio.

Donald Trump potrà anche essere mentalmente instabile, ma ha comunque il buon senso di capire che la carenza di petrolio e il forte aumento dei prezzi della benzina a luglio sono politicamente inaccettabili.

Un altro fattore è che la scorsa settimana le installazioni e gli aerei americani nel Golfo Persico hanno subito danni significativi.

Gli attacchi statunitensi contro installazioni iraniane nello Stretto di Hormuz, avvenuti il ​​9 e il 10 giugno, hanno provocato una violenta reazione iraniana, che ha colpito obiettivi in ​​Iraq (basi della CIA a sostegno dei curdi), Kuwait (base aerea di Ali Al-Salem, Camp Buering nel nord-est del Kuwait e un centro operativo temporaneo vicino al porto civile di Shuaiba), base aerea Prince Saud vicino a Riyadh, in Arabia Saudita, e base aerea di Mawaffak Al-Salti in Giordania.

Gli attacchi sono stati devastanti e, secondo quanto riferito, hanno coinvolto nuovi missili cinesi forniti all’Iran. Inoltre, gli stati arabi del Golfo stanno esercitando pressioni sugli Stati Uniti affinché cessino di attaccare obiettivi in ​​Iran.

L’Iran, con il sostegno di Cina, Russia e Pakistan, sta attivamente portando avanti negoziati diplomatici con Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti (EAU).

Gli Emirati Arabi Uniti, da tempo una spina nel fianco per l’Iran e l’Arabia Saudita pur essendo considerati un alleato di Israele, hanno inviato una delegazione in Iran il 9 giugno.

Reuters ha riferito che gli Emirati Arabi Uniti hanno accettato di fornire miliardi di dollari all’Iran: due fonti regionali indicano la cifra di 10 miliardi di dollari (di cui oltre 3 miliardi già forniti), mentre altre due fonti parlano di 20 miliardi di dollari. L’accordo prevede che i fondi vengano stanziati in cambio della cessazione degli attacchi iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti.

Tuttavia, il Ministero degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti ha categoricamente smentito le notizie, affermando che le accuse erano “completamente false e infondate” e che nessun fondo iraniano congelato era stato sbloccato, trasferito o supportato attraverso gli Emirati Arabi Uniti..

Quel che è certo è che gli Emirati Arabi Uniti hanno inviato una delegazione di alto livello per negoziare con il governo iraniano.

Una delegazione qatariota di alto livello è arrivata a Teheran mercoledì 10 giugno per colloqui sulle relazioni bilaterali, gli sviluppi regionali e gli sforzi diplomatici per porre fine al conflitto tra Iran e Stati Uniti. La delegazione è giunta a mezzogiorno, dopo che Trump aveva accusato l’Iran di temporeggiare e dichiarato che Teheran ora deve “pagarne il prezzo”.

L’AFP, citando un diplomatico a conoscenza della questione, ha riferito che una squadra negoziale del Qatar si è recata a Teheran dopo consultazioni con funzionari statunitensi per contribuire a ridurre le divergenze ancora esistenti tra le due parti.

Una fonte pakistana di alto livello, a conoscenza del ruolo del Pakistan nella mediazione dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, ha affermato che il Pakistan, con il sostegno di Cina e Russia, sta compiendo progressi nei negoziati con Arabia Saudita e Qatar per porre fine al dispiegamento di basi militari statunitensi nei rispettivi paesi.

Questi colloqui sono coincisi con il rifiuto dell’Arabia Saudita di consentire agli Stati Uniti di utilizzare il suo spazio aereo per colpire obiettivi iraniani nell’ambito del Progetto Freedom.

L’accordo verrà firmato venerdì? Rimango scettico, semplicemente a causa della fortissima reazione negativa contro Donald Trump da parte di funzionari israeliani infuriati e di alcuni politici statunitensi.

Tuttavia, al momento in cui scrivo, lunedì sera, l’accordo sembra essere ancora valido. Perché Donald Trump non ha ancora pubblicato il testo del memorandum d’intesa?

Due possibili spiegazioni (e sarei curioso di sapere quale ritenete più plausibile): 1) Ci sono ancora punti di disaccordo tra Iran e Stati Uniti, e stanno ancora cercando di raggiungere un compromesso; 2) Trump non vuole annunciare i dettagli in anticipo, temendo che una reazione sionista possa far saltare la cerimonia di firma di venerdì a Ginevra. Le montagne russe diplomatiche sono in pieno svolgimento… Quindi, aspettiamo fino a venerdì?

Fonte: Sonar21.com

Traduzione: Luciano Lago

Focus ESG – Episodio 79

17 Giugno 2026 ore 11:54
Focus ESG - Episodio 79

MILANO (ITALPRESS) – Nel nuovo episodio di Focus ESG dell’agenzia Italpress si parla dell’impatto dell’intelligenza artificiale e degli umanoidi sul futuro del lavoro, della società e della sostenibilità sociale. Il giornalista Marco Marelli si confronta con la professoressa Monica Billio, dell’Università Ca’ Foscari e coordinatrice del Centro di competenza TranspArEEnS, e con Alberto Pirelli, presidente della Fondazione Sodalitas. Dal parallelismo con la rivoluzione industriale di Ford emerge una trasformazione altrettanto dirompente, ma molto più rapida, che richiede nuove forme di governance, regole, trasparenza e supervisione umana. Al centro del confronto anche il ruolo delle imprese, chiamate a investire in welfare, formazione, competenze e inclusione per evitare nuove fratture sociali e digitali, con un focus sulle PMI. La sfida è cogliere le opportunità dell’innovazione senza rinunciare alla centralità dell’essere umano, alla responsabilità sociale e al valore del lavoro.

fsc/gsl

Dove va il mondo con l’IA. I tre dubbi di Goldman Sachs

17 Giugno 2026 ore 11:51

L’Intelligenza Artificiale avanza. E anche in fretta. Il mondo ha imparato a conoscerla, passo dopo passo, gli investimenti piovono un po’ da tutte le parti, ma resta il grande dilemma di fondo: che ne sarà di milioni di posti di lavoro? Un tema su cui si sono concentrati gli economisti di Goldman Sachs, in particolare Marco Argenti, che per la banca d’affari americana è chief information officer. “Negli ultimi anni, l’Intelligenza Artificiale è passata dall’essere abbastanza brava nei compiti semplici e pessima in quelli complessi a essere eccellente nei compiti semplici e abbastanza brava in quelli complessi, il che significa che può effettivamente rivelarsi molto utile nella vita reale”, premette l’esperto in un report.

“Ciò crea un problema evidente sia per le aziende che per i lavoratori: significa che molte delle competenze che abbiamo impiegato una carriera a sviluppare potrebbero presto essere svolte da agenti basati sull’IA. Data l’incertezza su ciò che riserva il futuro, è naturale che le persone cerchino un terreno familiare su cui poggiare i piedi e si aggrappino alle loro abitudini più consolidate. Poiché la nostra esperienza e competenza sono spesso ciò che ci ha permesso di fare carriera nei nostri settori, può essere terrificante immaginare una realtà in cui tutto ciò scompaia dall’oggi al domani”.

Eppure, non tutte le professioni subiranno lo stesso tipo di trasformazione, né con le stesse tempistiche. “È tempo di essere curiosi, di avere una mentalità aperta e di essere disposti a lasciar andare anche le abitudini professionali di maggior successo, mantenendo al contempo le qualità umane che non cambieranno, come il tuo istinto, il tuo giudizio e i tuoi valori”, chiarisce Argenti. Poi c’è l’altra questione, quella energetica. L’Intelligenza Artificiale non è gratis, esige grosse quantità di energia. E anche questo è, almeno in potenza, un problema. Un esempio.

“Si prevede che la domanda di energia elettrica dei data center statunitensi salirà da 31 gigawatt (GW) nel 2025 a 41 GW nel 2026 e a 66 GW l’anno successivo (ipotizzando un tasso di utilizzo della capacità del 70%). Si stima che la capacità totale dei data center statunitensi raggiunga circa 95 GW entro la fine del 2027, più che raddoppiando i livelli registrati alla fine dello scorso anno. E, ancora, si prevede che la quota dei data center sul fabbisogno energetico estivo di picco totale degli Stati Uniti passerà dal 4,1% nel 2025 all’8,5% nel 2027”.

Tuttavia, “non tutta la capacità prevista sarà disponibile nei tempi previsti. Storicamente, solo circa il 72% dei data center la cui attivazione era prevista entro i quattro trimestri successivi è effettivamente entrato in funzione in tempo. E tenendo conto delle strozzature nella catena di approvvigionamento, della carenza di manodopera e dei ritardi nell’ottenimento delle autorizzazioni, si prevede che circa il 60% della capacità prevista per il prossimo anno si concretizzerà, con una percentuale che scenderà a circa il 50% per i progetti previsti tra due anni”. Non è finita. Il mercato privato non può e non deve tirarsi indietro dinnanzi alla veloce avanzata dell’Intelligenza Artificiale.

Per questo “dovrebbero assumere un ruolo crescente nel finanziamento dei data center. Con gli hyperscaler (fornitore di servizi di cloud computing su scala globale, ndr) che prevedono di spendere oltre cinque trilioni di dollari entro il 2030 in Intelligenza Artificiale e data center, il finanziamento tramite i mercati privati diventerà sempre più importante come fonte di capitale. I fondi infrastrutturali privati, in particolare, hanno raccolto per l’IA la cifra record di 221 miliardi di dollari nel 2025, mentre la dimensione media dei fondi è balzata a 1,8 miliardi di dollari”.

Pensione in Albania senza tasse, quanto si guadagna e chi rischia controlli dal Fisco italiano

17 Giugno 2026 ore 11:51

I pensionati italiani del settore privato possono incassare la prestazione al lordo se trasferiscono davvero la residenza fiscale in Albania. Per gli ex dipendenti pubblici, invece, la tassazione italiana resta. Tirana applica un’aliquota dello 0% sui redditi da pensione percepiti da cittadini stranieri residenti fiscalmente nel Paese. La misura riguarda chi sposta lì la propria vita per oltre metà dell’anno e rispetta le regole previste dalla Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Albania.

Pensione in Albania: assegno al lordo, ma la regola vale solo per i privati

La differenza tra pensionati privati e pubblici cambia tutto. Chi ha lavorato in aziende private, come commerciante, artigiano, professionista o iscritto a casse autonome può rientrare nell’articolo 18 della Convenzione. In quel caso, se la residenza fiscale viene trasferita in Albania, la pensione viene tassata solo nel Paese di residenza. Con aliquota zero, l’assegno arriva senza Irpef italiana.

Leggi anche: Pensioni luglio-agosto, assegni più ricchi con quattordicesima e rimborsi: chi ci guadagna

QuiFinanza ha fatto alcune stime sui guadagni con alcune simulazioni. Su una pensione lorda annua da 22mila euro, il risparmio può arrivare a circa 5.060 euro l’anno, pari a circa 420 euro al mese. Con 35mila euro lordi annui, il vantaggio sale a circa 8.890 euro, cioè circa 740 euro al mese. Con 60mila euro lordi annui, la differenza può toccare circa 18.440 euro l’anno.

Per gli ex dipendenti statali, insegnanti, militari, dipendenti di ministeri o enti locali, il percorso cambia. L’articolo 19 della Convenzione lascia la tassazione allo Stato che paga la pensione, quindi l’Italia. Chi rientra in questa categoria non ottiene l’azzeramento dell’Irpef solo trasferendosi a Tirana, Durazzo, Valona o Saranda.

Pensione in Albania e residenza fiscale: i controlli non guardano solo i documenti

Il trasferimento non può restare sulla carta. Bisogna vivere in Albania per oltre metà dell’anno, iscriversi all’Aire, spostare il centro degli interessi personali ed economici e presentare all’Inps la domanda di detassazione con il modello EP-I/1, vidimato dalle autorità fiscali albanesi.

Leggi anche: Pensioni, reversibilità anche alle coppie gay sposate all’estero: la sentenza storica

QuiFinanza segnala anche gli elementi che possono far scattare contestazioni. Una casa in Italia sempre disponibile, consumi domestici costanti, medico di base mantenuto e famiglia rimasta stabilmente nel Comune italiano possono indebolire la posizione del contribuente. Il Fisco può ricostruire la presenza effettiva attraverso registri di frontiera, documenti, utenze e legami familiari.

Leggi anche: Quattordicesima pensioni, a chi spetta e quando arriva il pagamento sul cedolino Inps

Il percorso amministrativo richiede un alloggio stabile in Albania, permesso di soggiorno, documenti tradotti e una copertura sanitaria privata. L’iscrizione all’Aire va formalizzata entro 90 giorni dal trasferimento tramite il portale Fast It del Ministero degli Esteri.

Il vantaggio fiscale esiste, ma riguarda chi trasferisce davvero la propria vita. Chi pensa di ottenere la pensione lorda restando di fatto in Italia rischia accertamenti retroattivi, recupero delle imposte e sanzioni.

CLICCA QUI PER ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA

L'articolo Pensione in Albania senza tasse, quanto si guadagna e chi rischia controlli dal Fisco italiano proviene da Affaritaliani.it.

Guidesi “Nel riparto dei diritti tv del calcio la Serie C penalizzata”

17 Giugno 2026 ore 11:42
Guidesi “Nel riparto dei diritti tv del calcio la Serie C penalizzata”

MILANO (ITALPRESS) – “Nel Consiglio dei ministri di ieri, martedi 16 giugno, é stato approvato un decreto urgente in materia sportiva” con “una serie di giuste norme che riguardano i grandi eventi e la loro organizzazione. Vi è anche una norma che riguarda la revisione della cosiddetta ‘Legge Melandri’, il riparto dei diritti televisivi nel calcio” e “tra i beneficiari è stata aggiunta l’organizzazione del campionato di Serie A femminile che vede la partecipazione delle stesse società di serie A maschile che già beneficiano del riparto”. Questo “sarebbe positivo, visto anche l’entusiasmo che genera il calcio femminile, se fossero risorse aggiuntive, ma essendo la ‘torta’ rimasta invariata qualcuno avrà meno risorse e dovrà totalmente cambiare la propria programmazione. Non si tratta di una rimodulazione delle stesse risorse che prima andavano solo alla serie A maschile in quanto la serie A otterrà maggiori risorse sommando maschile e femminile”. Così l’assessore alle attività produttive della Regione Lombardia, Guido Guidesi, in un post.

“Allora chi paga le conseguenze di questa scelta? Pare sia la Lega di Serie C che negli ultimi tempi si è data una miglior organizzazione, si sforza di rendere più trasparente il sistema e fa dell’identità territoriale un valore nella rappresentanza sportiva di città, valli e interi territori. E poi c’è la ‘Riforma Zola’, l’unica proposta lungimirante che mette al centro la valorizzazione dei vivai investendo su formazione tecnica, educazione e impianti”, ricorda. “I passi in avanti degli unici che hanno guardato a lungo termine attraverso la concretizzazione della ‘Riforma Zola’ saranno messi a rischio dal nuovo riparto dei diritti televisivi? Lo vedremo, intanto speriamo che il Parlamento corregga quello che per me è un errore, affinché si sostenga il calcio femminile ma si sostenga fortemente chi ha deciso di investire sui giovani e territorio. Poi non ci si lamenti se non si va al mondiale”.

– foto ufficio stampa Regione Lombardia –

(ITALPRESS).

Sicilia prima regione in Italia per tenuta dei consumi di beni durevoli

17 Giugno 2026 ore 11:33
Sicilia prima regione in Italia per tenuta dei consumi di beni durevoli

PALERMO (ITALPRESS) – Nel 2025 in Sicilia sono stati spesi 4 miliardi e 527 milioni di euro in beni durevoli (8° regione in Italia), lo 0,5% in meno rispetto all’anno prima: un risultato migliore rispetto al Mezzogiorno (-1,6% di media), alla media nazionale (-2,1%) e alla tendenza di tutte le altre 19 regioni italiane. I dati, elaborati dall’Osservatorio Annuale Consumi di Findomestic giunto alla sua 32 edizione, mostrano come la regione abbia attenuato la contrazione grazie alla crescita di alcuni segmenti ù in particolare motocicli (+1,8%), auto usate (+1,4%) ed elettrodomestici (+4%) ù mentre il calo delle auto nuove (-6,8%) e la debolezza di elettronica di consumo e mobili continuano a pesare sul risultato complessivo.

I siciliani hanno speso 805 milioni di euro in auto nuove, ottavo valore nazionale, ma in flessione del 6,8%; le auto usate raggiungono 1,38 miliardi di euro, anch’esse all’ottavo posto in Italia, e crescono dell’1,4%, continuando a beneficiare di una domanda sempre più orientata al risparmio. In controtendenza rispetto alla media italiana aumenta anche la spesa per i motocicli (+1,8%), un mercato che arriva a valere 268 milioni di euro, quarto dato nazionale. Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli (spinti dal bonus rottamazione i primi e trainati dagli aspirapolvere di nuova generazione i secondi) arrivano a 408 milioni di euro e mettono a segno la crescita più brillante (+4%), mentre l’elettronica di consumo (mercato per l’85% rappresentato dalle TV) si attesta a 103 milioni di euro e cala dell’1,2%, continuando a scontare l’onda lunga del passaggio al digitale terrestre.

I mobili restano una voce di spesa centrale per le famiglie siciliane con un giro d’affari di 982 milioni di euro, seppur in diminuzione dell’1,4%. Andamento positivo, invece, per l’information technology, che torna a crescere dopo il ridimensionamento seguito al boom pandemico raggiungendo 135 milioni di euro con un incremento del 2,5%. Dinamica positiva anche per la telefonia, che tocca 438 milioni di euro con una crescita del 2%, grazie allo spostamento della domanda verso smartphone di fascia premium. Nel complesso, la spesa media per famiglia in Sicilia, pari a 2.161 euro, resta tra le più basse del Paese: Catania, Palermo e Siracusa presentano i valori più elevati in regione, tra 2.297 e 2.272 euro, mentre Enna chiude la graduatoria nazionale al 106° posto.

“Nel 2025 la Sicilia – afferma Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic – ha mostrato una capacità di tenuta superiore alla media nazionale nel mercato dei beni durevoli, nonostante un contesto ancora segnato da prudenza e attendismo nei consumi. Il rallentamento delle auto nuove è stato compensato dalla crescita di comparti come motocicli, auto usate ed elettrodomestici, che hanno sostenuto la domanda regionale. I volumi di spesa restano rilevanti in termini assoluti e collocano la Sicilia tra i principali mercati italiani, ma il livello di spesa media per famiglia conferma una struttura dei consumi ancora attenta e selettiva. Il quadro che emerge dall’Osservatorio Consumi Findomestic è quello di una regione resiliente, che reagisce meglio di altre soprattutto nei segmenti più legati ai bisogni concreti delle famiglie”.

PALERMO PRIMA PROVINCIA SICILIANA PER SPESA COMPLESSIVA, UNICA IN LIEVE CRESCITA

Secondo l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, Palermo è la prima provincia siciliana per consumi di beni durevoli con una spesa complessiva di 1,16 miliardi di euro nel 2025, in aumento di appena lo 0,1%. Nel dettaglio, le auto nuove valgono 222,8 milioni di euro e calano del 5,2%, mentre le auto usate raggiungono 332,7 milioni di euro e crescono dell’1,8%. I motoveicoli si attestano a 71,4 milioni di euro e segnano un aumento del 3,6%. Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 106,2 milioni di euro con un incremento del 4,4%; l’elettronica di consumo vale 27,8 milioni di euro e arretra dello 0,7%; i mobili totalizzano 252,2 milioni di euro e diminuiscono dell’1,2%. In positivo anche i comparti tecnologici: l’information technology sale a 37,8 milioni di euro con un +1,8%, mentre la telefonia raggiunge 112,5 milioni di euro con un +2,9%. Sempre secondo l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, Palermo si distingue così come la provincia più solida dell’isola, sostenuta soprattutto da auto usate, motoveicoli, elettrodomestici e telefonia.

A CATANIA OLTRE UN MILIARDO DI EURO DI SPESA, TIENE MEGLIO DELLA MEDIA REGIONALE

Secondo l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, Catania è la seconda provincia siciliana per consumi di beni durevoli con 1,05 miliardi di euro di spesa complessiva quasi stabile (- 0,1%) nel 2025. Le auto nuove assorbono 200 milioni di euro e flettono del 3,2%, mentre le auto usate arrivano a 347,6 milioni di euro con una crescita dello 0,4%. I motoveicoli valgono 72,7 milioni di euro e aumentano del 3,7%, una delle dinamiche più vivaci dell’isola. Nei beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli raggiungono 88 milioni di euro e crescono del 3,5%; l’elettronica di consumo si ferma a 23,1 milioni di euro con un calo dello 0,4%; i mobili totalizzano 209,4 milioni di euro e diminuiscono dell’1,8%. Segnali positivi arrivano invece dai comparti digitali: l’information technology sale a 28,4 milioni di euro con un +2,2% e la telefonia a 89,5 milioni di euro con un +2,1%. I dati dell’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic descrivono quindi una provincia che tiene grazie alla spinta di moto, tecnologia ed elettrodomestici.

A MESSINA AUTO USATE ED ELETTRODOMESTICI ATTENUANO LA FRENATA

Secondo l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, Messina chiude il 2025 con 598,8 milioni di euro di spesa complessiva in beni durevoli e una flessione dello 0,6%. Le auto nuove valgono 105,9 milioni di euro e arretrano del 9%, mentre le auto usate raggiungono 180,6 milioni di euro e crescono del 2,4%, compensando in parte il calo del nuovo. I motoveicoli si attestano a 43,1 milioni di euro con un incremento dello 0,5%. Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 54,1 milioni di euro e salgono del 3,8%; l’elettronica di consumo vale 13,2 milioni di euro e scende del 2%; i mobili totalizzano 122,6 milioni di euro e cedono l’1,2%. In terreno positivo i segmenti più tecnologici: l’information technology tocca 16,5 milioni di euro con un +3,4%, mentre la telefonia si porta a 62,8 milioni di euro con un +2,4%. Il quadro restituito dall’Osservatorio Findomestic mostra dunque una provincia in lieve arretramento, ma sostenuta da usato, elettrodomestici e innovazione digitale.

A TRAPANI ELETTRODOMESTICI, AUTO USATE E TELEFONIA SOSTENGONO IL MERCATO

L’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic rileva che Trapani totalizza nel 2025 una spesa complessiva di 369,3 milioni di euro in beni durevoli, con un calo contenuto dello 0,4%. Le auto nuove valgono 57,5 milioni di euro e arretrano del 12,6%, mentre le auto usate raggiungono 111,5 milioni di euro e crescono del 2,9%. I motoveicoli si attestano a 15,2 milioni di euro con un aumento del 3%. Nei beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 34,8 milioni di euro e segnano la crescita più robusta del paniere provinciale con un +5,1%; l’elettronica di consumo si ferma a 8,3 milioni di euro e cala del 2,8%; i mobili totalizzano 90,9 milioni di euro e risultano sostanzialmente stabili, con un lieve +0,3%. Positivo anche il quadro dei comparti digitali: l’information technology sale a 11,6 milioni di euro con un +2,7% e la telefonia a 39,6 milioni di euro con un +2,9%. Per l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, Trapani mostra quindi una buona capacità di tenuta grazie soprattutto alla casa, all’usato e alla telefonia.

SIRACUSA: CALA LA SPESA COMPLESSIVA, MA CRESCONO MOTO, ELETTRODOMESTICI E TECNOLOGIA

Secondo l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, Siracusa registra nel 2025 una spesa complessiva di 385 milioni di euro in beni durevoli, in calo dell’1,2%. Le auto nuove valgono 77 milioni di euro e diminuiscono del 6,7% rispetto all’anno precedente, mentre le auto usate si attestano a 123 milioni di euro con una lieve flessione dello 0,8%. In controtendenza i motoveicoli, che raggiungono 22,5 milioni di euro e crescono del 2,9%. Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 33,5 milioni di euro e aumentano del 5%, mentre l’elettronica di consumo si ferma a 8,2 milioni di euro con un calo del 2,3%. I mobili totalizzano 74,2 milioni di euro e arretrano dell’1,2%. Resta, invece, positiva la dinamica dei comparti tecnologici: l’information technology sale a 11,2 milioni di euro con un +1,9% e la telefonia a 35,3 milioni di euro con un +1,1%. I dati dell’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic mostrano così una provincia penalizzata soprattutto dall’auto nuova e dai mobili, ma sostenuta da moto, elettrodomestici e innovazione.

A CALTANISSETTA SPESI QUASI 210 MILIONI IN BENI DUREVOLI

Per l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, Caltanissetta chiude il 2025 con 209,3 milioni di euro di spesa complessiva in beni durevoli, in flessione dello 0,7%. Le auto nuove valgono 27,3 milioni di euro e segnano un calo del 9,3%, mentre le auto usate raggiungono 64,2 milioni di euro e crescono dell’1,7%. I motoveicoli si attestano a 9,5 milioni di euro con un incremento del 2,3%. Nel comparto casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 21,2 milioni di euro e aumentano del 4,6%; l’elettronica di consumo vale 5,4 milioni di euro e cala del 2%; i mobili totalizzano 54,3 milioni di euro e diminuiscono dell’1,5%. L’information technology sale a 6,7 milioni di euro con un +0,9%, mentre la telefonia raggiunge 20,8 milioni di euro e arretra lievemente dello 0,4%. Secondo l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, il mercato provinciale resta dunque debole nel complesso, ma trova alcuni elementi di sostegno nell’usato, nelle due ruote e negli elettrodomestici.

A ENNA IL MERCATO PIÙ PICCOLO DELL’ISOLA, FRENATO SOPRATTUTTO DALLE AUTO NUOVE

L’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic evidenzia che Enna è la provincia siciliana con la spesa complessiva più bassa in beni durevoli: 128 milioni di euro nel 2025, in calo dell’1%. Le auto nuove valgono 15,5 milioni di euro e crollano del 16,8%, il dato peggiore tra le province siciliane, mentre le auto usate raggiungono 41,4 milioni di euro e crescono del 5%, la dinamica più brillante dell’isola in questo comparto. I motoveicoli si attestano a 4 milioni di euro e aumentano del 3%. Nei beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 12,9 milioni di euro con un +4,4%; l’elettronica di consumo si ferma a 3,2 milioni di euro e cala del 3,8%; i mobili totalizzano 33,4 milioni di euro e diminuiscono dell’1,9%. In positivo, invece, l’information technology, che sale a 3,9 milioni di euro con un +1,9%, mentre la telefonia raggiunge 13,7 milioni di euro e arretra leggermente dello 0,4%. Secondo l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, Enna resta una provincia fragile, ma con segnali interessanti nei comparti dell’usato, delle due ruote e degli elettrodomestici.

AGRIGENTO LA PROVINCIA PIÙ IN DIFFICOLTÀ, PESA IL CROLLO DELL’AUTO NUOVA

Secondo l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, Agrigento è la provincia siciliana che nel 2025 registra la contrazione più marcata dei consumi di beni durevoli: 339,2 milioni di euro di spesa complessiva, in calo del 2,2%. Le auto nuove valgono 42,9 milioni di euro e cedono il 15,2%, una delle flessioni più pesanti dell’intera regione, mentre le auto usate raggiungono 106,8 milioni di euro e crescono del 2,6%. I motoveicoli si attestano a 15,2 milioni di euro ma scendono del 5%. Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 32,8 milioni di euro e aumentano dell’1,7%; l’elettronica di consumo vale 8 milioni di euro ed è uno dei pochi comparti in crescita, con un +1%; i mobili totalizzano 87,2 milioni di euro e arretrano del 3,1%, peggior dato provinciale siciliano del settore. Molto positivo invece l’andamento dell’information technology, che sale a 10,3 milioni di euro con un +4,5%, mentre la telefonia raggiunge 36,1 milioni di euro e cala lievemente dello 0,3%. Il quadro tracciato dall’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic mostra dunque una provincia penalizzata soprattutto dall’auto nuova e dai mobili, ma sostenuta dall’usato e dalla tecnologia.

RAGUSA TIENE IL TOTALE, MA RALLENTANO USATO E MOTOVEICOLI

Per l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, Ragusa chiude il 2025 con una spesa complessiva di 275,7 milioni di euro in beni durevoli e una flessione dello 0,8%. Le auto nuove valgono 55,7 milioni di euro e diminuiscono del 3,5%, mentre le auto usate si attestano a 81,2 milioni di euro con un lieve calo dello 0,3%. Più marcata la correzione dei motoveicoli, che si fermano a 14,2 milioni di euro e arretrano del 7,8%. Nel comparto casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 24,2 milioni di euro e crescono del 3,7%; l’elettronica di consumo vale 6 milioni di euro e scende del 2%; i mobili totalizzano 57,7 milioni di euro e calano dell’1,4%. In netto progresso i settori più innovativi: l’information technology sale a 8,9 milioni di euro con un +5,3%, il miglior dato siciliano del comparto, mentre la telefonia raggiunge 27,8 milioni di euro con un +3,3%. Secondo l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, Ragusa mostra quindi una tenuta complessiva discreta, pur con un indebolimento evidente nella mobilità e una buona reazione nei segmenti tecnologici.

– foto ufficio stampa Findomestic –

(ITALPRESS).

Assegno unico universale dell’Inps, nel primo quadrimestre del 2026 erogati 6,6 miliardi

17 Giugno 2026 ore 11:22
Assegno unico universale dell’Inps, nel primo quadrimestre del 2026 erogati 6,6 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – Nel primo quadrimestre del 2026 sono stati erogati alle famiglie assegni per 6,6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 19,8 miliardi del 2025. Sono i dati contenuti nell’aggiornamento dell’Osservatorio Statistico sull’Assegno Unico Universale (AUU) pubblicato oggi dall’Inps con riferimento al periodo gennaio 2025 – aprile 2026. Sono 6.038.598 i nuclei familiari che hanno ricevuto l’assegno nel 2026, per un totale di 9.522.852 figli: l’importo medio per figlio a marzo 2026, comprensivo delle maggiorazioni applicabili si attesta su 173 €, e va da 59 euro per chi non presenta ISEE o supera la soglia massima (che per il 2026 è pari a 46.582,71 euro), a 227 euro per la classe di ISEE minima (17.468,51 euro per il 2026).

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Cina: asset esteri di entità commerciali a oltre 8.000 mld dollari entro 2025

17 Giugno 2026 ore 11:22

SHANGHAI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Gli asset esteri delle entità commerciali nazionali della Cina hanno superato gli 8.000 miliardi di dollari alla fine del 2025, ha affermato oggi Zhu Hexin, a capo dell’Amministrazione statale dei cambi, durante il Forum di Lujiazui 2026 a Shanghai.

La Cina ha continuato a migliorare negli ultimi anni le proprie politiche di apertura del conto capitale, favorendo una crescita bidirezionale dei flussi transfrontalieri di capitale e una struttura degli investimenti più ottimizzata, ha dichiarato Zhu.

Alla fine del 2025, lo stock di investimenti diretti esteri in Cina aveva raggiunto i 4.000 miliardi di dollari, mentre le partecipazioni estere in azioni e obbligazioni onshore hanno superato i 1.000 miliardi di dollari, secondo Zhu.

(ITALPRESS).

Da Trenitalia un nuovo Intercity dedicato a “Toy Story 5”

17 Giugno 2026 ore 11:16
Da Trenitalia un nuovo Intercity dedicato a “Toy Story 5”

ROMA (ITALPRESS) – Toy Story 5 viaggia con Intercity. Una grafica speciale dedicata al film di animazione di Disney e Pixar, in uscita nelle sale italiane, ha fatto il suo ingresso nella stazione di Roma Termini per trasformare il viaggio dei più piccoli e delle loro famiglie in un’avventura in compagnia di Woody, Buzz e Jessie. Alla presentazione del treno hanno preso parte anche le voci italiane dei protagonisti, tra cui Katia Follesa, Federico Basso, Ilaria Stagni, Gianluca Gazzoli e Sal Da Vinci.
f07/fsc/azn/gsl

Leadership responsabile ai tempi dell’IA al centro del Business Ethics Summit

17 Giugno 2026 ore 10:54
Leadership responsabile ai tempi dell’IA al centro del Business Ethics Summit

ROMA (ITALPRESS) – In un contesto caratterizzato dall’accelerazione tecnologica e dall’impatto crescente dell’intelligenza artificiale sui processi economici e sociali, diventa fondamentale promuovere una riflessione sul ruolo dell’etica come componente strategica della leadership, comprendere come governare tecnologie sempre più potenti e pervasive, orientandone lo sviluppo verso obiettivi di crescita sostenibile, benessere collettivo e prosperità condivisa. Sono gli obiettivi della quarta edizione del Business Ethics Summit, promosso da Core con il coordinamento accademico del Boston College. Main partner Lenovo.
xb1/f04/fsc/gtr/mrv

Cina: Summer Davos Forum 2026 punterà sull’innovazione su larga scala

17 Giugno 2026 ore 10:46

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Riunione annuale dei Nuovi Campioni del World Economic Forum, nota anche come Summer Davos Forum, si terrà nella città portuale di Dalian, nella provincia nord-orientale cinese del Liaoning, dal 23 al 25 giugno, hanno affermato ieri gli organizzatori.

Alla riunione parteciperanno oltre 1.700 rappresentanti da più di 90 Paesi e regioni, e i preparativi per l’evento sono stati in gran parte completati, secondo quanto riferito da un portavoce dell’evento durante una conferenza stampa.

La riunione di quest’anno, a tema “Innovare su larga scala”, vedrà dibattiti su temi tra cui la prossima fase del percorso economico della Cina e come tradurre i progressi tecnologici in benefici economici reali.

Gao Weiqi, funzionario della Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, ha affermato che la riunione si concentrerà su settori di frontiera come intelligenza artificiale, nuove energie, biomedicina e tecnologia quantistica.

Il forum dovrebbe presentare alla comunità internazionale i risultati raggiunti dalla Cina nello sviluppo economico di alta qualità, trasmettendo la ferma fiducia del Paese nell’apertura e nella cooperazione, e condividendo le ampie opportunità offerte dalla modernizzazione cinese, secondo Gao.

Istituito dal World Economic Forum nel 2007, il Summer Davos Forum si tiene ogni anno in Cina, alternandosi tra le due città portuali di Tianjin e Dalian.

(ITALPRESS).

Cina: libro bianco evidenzia ruolo del Paese nel promuovere governance globale

17 Giugno 2026 ore 10:46

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un libro bianco pubblicato oggi dall’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato ha evidenziato il ruolo della Cina nel promuovere attivamente gli sforzi volti a creare un sistema di governance globale più giusto ed equo.

In qualità di grande Paese responsabile, la Cina sostiene la creazione di una comunità dal futuro condiviso per l’umanità e assume un ruolo guida nella pratica di un vero multilateralismo, secondo il libro bianco intitolato “Una governance globale più giusta ed equa: principi, proposte e azioni della Cina”.

In quanto grande Paese con il miglior bilancio in materia di pace e sicurezza, la Cina ha sancito nella sua Costituzione l’impegno a favore dello sviluppo pacifico, si legge nel documento.

La Cina sostiene la visione di una sicurezza comune, globale, cooperativa e sostenibile, ha proposto l’Iniziativa per la sicurezza globale e ne ha messo in pratica i principi, contribuendo a una pace e a una stabilità durature nel mondo, si legge.

In quanto maggior Paese in via di sviluppo, la Cina ha sempre perseguito la propria crescita nel contesto dello sviluppo condiviso dell’umanità e ha sostenuto apertura, cooperazione vantaggiosa per tutti, inclusività e benefici condivisi, secondo il libro bianco.

Attraverso la modernizzazione cinese, il Paese ha offerto al mondo nuove opportunità e dato impulso alla spinta globale verso la modernizzazione, riporta inoltre.

La Cina promuove e pratica un vero multilateralismo e rimane un’attiva sostenitrice e una forte promotrice della cooperazione multilaterale, si legge nel libro bianco.

Osservando che il Paese sarà sempre un membro del Sud globale, il libro bianco afferma che la Cina ha fermamente salvaguardato gli interessi comuni del Sud globale negli affari internazionali, guidandolo nel rafforzamento della propria posizione attraverso sforzi congiunti.

La Cina ha proposto l’Iniziativa per la civiltà globale e ne ha promosso l’attuazione, sostenendo i valori comuni dell’umanità e favorendo scambi e comprensione più profondi tra popoli diversi, nonché interazioni più ampie e una maggiore integrazione tra culture differenti, in uno sforzo congiunto per promuovere lo sviluppo e il progresso della civiltà umana, ha aggiunto.

(ITALPRESS).

Cina: si accelera su istituzione Organizzazione mondiale per cooperazione su IA

17 Giugno 2026 ore 10:38

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina sta accelerando l’istituzione dell’Organizzazione mondiale per la cooperazione sull’intelligenza artificiale, secondo quanto emerso da una conferenza stampa tenuta oggi dall’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato cinese.

(ITALPRESS).

Cina: ministro Esteri chiede fermo impegno per cessate il fuoco in Medio Oriente

17 Giugno 2026 ore 10:33

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il ministro cinese degli Esteri Wang Yi ha esortato oggi a impegnarsi con determinazione per un cessate il fuoco in Medio Oriente, invitando tutte le parti a lavorare nella stessa direzione e a gettare le basi per un’architettura di sicurezza sostenibile nella regione.

Wang, anche membro dell’Ufficio politico del Comitato centrale del Partito comunista cinese, ha formulato queste osservazioni durante una conferenza stampa dedicata a un libro bianco intitolato “Una governance globale più giusta ed equa: principi, proposte e azioni della Cina”.

L’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato cinese ha pubblicato il libro bianco oggi.

(ITALPRESS).

Cina: ministro Esteri, Paese ha ruolo attivo nella governance globale

17 Giugno 2026 ore 10:26

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina, in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e maggior Paese in via di sviluppo al mondo, ha costantemente svolto un ruolo attivo nella governance globale, ha affermato oggi il ministro cinese degli Esteri Wang Yi.

Wang, anche membro dell’Ufficio politico del Comitato centrale del Partito comunista cinese, ha formulato queste osservazioni durante una conferenza stampa dedicata a un libro bianco intitolato “Una governance globale più giusta ed equa: principi, proposte e azioni della Cina”.

La Cina sostiene la costruzione di una comunità dal futuro condiviso per l’umanità e assume un ruolo guida nella pratica di un vero multilateralismo, ha dichiarato Wang.

Il Paese è sempre stato un artefice della pace mondiale, un contributore allo sviluppo globale, un difensore dell’ordine internazionale e un fornitore di beni pubblici, continuando al tempo stesso a compiere sforzi per migliorare e riformare la governance globale, ha aggiunto.

(ITALPRESS).

Materiale jihadista e manuali per fabbricare armi, arrestato 16enne

17 Giugno 2026 ore 10:05
Materiale jihadista e manuali per fabbricare armi, arrestato 16enne

BOLOGNA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato ha arrestato un ragazzo di 16 anni, residente in provincia di Bologna, indagato per il reato di detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Le indagini, condotte dalla Digos della Questura di Verona, con il supporto del personale della Digos di Bologna e coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, sono iniziate nell’autunno del 2025 nell’ambito del monitoraggio dei canali di estrazione suprematista dove si è particolarmente distinto un’internauta che aveva pubblicato manuali per l’esecuzione di azioni violente con l’utilizzo di veicoli pesanti e un elenco numerato di suggerimenti volti a garantire l’anonimato sul web. I successivi sviluppi investigativi hanno permesso di identificare l’utilizzatore dell’account in un 16enne residente nel bolognese. Nel corso della perquisizione presso l’abitazione del minore, sono stati rinvenuti alcuni fogli in formato A4 manoscritti contenenti disegni, simboli ed emblemi riconducibili all’ideologia suprematista, nonchè una pagina dattiloscritta con indicazioni per la realizzazione di un giubbotto antiproiettile artigianale. Gli approfondimenti effettuati sullo smartphone, hanno permeso di acquisire oltre a diverso materiale di propaganda suprematista e jihadista, manuali per la fabbricazione di armi artigianali, un manuale per la costruzione di una pistola, un testo tradotto dal cirillico contenente indicazioni relative a sostanze chimiche aggressive ed un manuale per il confezionamento di ordigni artigianali. E’ stato rinvenuto anche il video integrale dell’attentato terroristico compiuto a Christchurch nel 2019, corredato da messaggi nei quali l’autore della strage veniva indicato come modello da emulare.
Tra le conversazioni rilevate, sono emersi propositi di ricostituzione di organizzazioni clandestine sul territorio nazionale, con riferimenti all’utilizzo di armi artigianali e ad azioni violente nei confronti di specifiche categorie di soggetti, tra cui “magistrati e giornalisti influenti”.
(ITALPRESS).
-Foto: Polizia di Stato-

In ricordo di Visconte Grisi. Un compagno dalle grandi qualità umane e dalla grande capacità di lavoro

17 Giugno 2026 ore 11:00

Il 29 maggio 2026 è morto Visconte Grisi. Sapevo che aveva gravi problemi di salute, nondimeno è la morte di un compagno e di un amico di cui sentirò, e non sarò il solo, la mancanza.

In questo caso l’ho definito compagno ed amico ponendo sullo stesso piano i due termini perché mi sarebbe difficile definire una priorità nel nostro rapporto, una relazione personale per un verso e la condivisione di un percorso di studio, di ricerca, di elaborazione dall’altro.

D’altro canto Visconte Grisi, anche se si caratterizzava per una certa semplicità di tratto, era innegabilmente una persona complessa, con una grande varietà di interessi e con la capacità di tenere una rete decisamente vasta di relazioni. Scorrendo alcuni dei necrologi che sono circolati in rete colpisce il fatto che vi siano quelli dell’USI, del SICobas, della CUB e, nel contempo, quelli del circolo Pietro Gori, della redazione di Umanità Nova e dei Proletari Comunisti e cito solo quelli che mi vengono in mente per dare un’idea della vastità delle sue relazioni.

Molto schematicamente credo basti ricordare che era nato a Cutro, vicino a Crotone, il 2 aprile 1944, che il padre era un medico e che quella del medico era un po’ la professione di famiglia, che lui stesso è stato quasi obbligato a proseguire, che nella prima giovinezza ha vissuto in collegio, e che come molte persone della sua e nostra generazione il suo processo di politicizzazione corrisponde con un certo anticipo al ciclo di lotte del ’68.

Alla fine degli anni ’60 Visconte sceglie un percorso politico assolutamente diverso di quello di chi scrive e che pure porterà nel corso degli anni ’70 ad incontrarsi; aderisce infatti al PCML, uno dei tanti gruppi maoisti che si sviluppano in quel periodo. A quanto mi racconterà – sorridendo – dilapiderà l’eredità che gli spettava per sostenere questo gruppo e ne vivrà la traiettoria sino alla sua abbastanza rapida dissoluzione.

L’ambito in cui ci incontrammo, e non mi riferisco solo a me stesso, fu quello, abbastanza particolare, definito come area dell’autonomia milanese, una complessa rete di collettivi di fabbrica e di territorio in cui nacque una reciproca simpatia ed attenzione che, se si fosse partiti dalle posizioni politiche generali, sarebbe stata assai improbabile. Visconte svilupperà una relazione con i collettivi autonomi operai dell’OM, della Siemens, in particolare dell’Unidal e di altre aziende. È interessante notare che il rapporto fu favorito da un radicale classismo di questi collettivi, che erano totalmente estranei alle derive negriane e/o partitiste che caratterizzavano diversi settori dell’area dell’autonomia. Per citare lo stesso Visconte, ci avvicinava un approccio empirista, l’interesse per i caratteri effettivi del conflitto sociale e del dominio capitalista, il legame con una rete di militanti di base. Al centro di quest’incontro c’era, appunto, l’opzione classista e il rifiuto delle derive avanguardiste e lottarmatiste che portarono allo sfascio dell’area dell’autonomia.

Chiarita, spero, l’importanza del modo di porsi e della qualità umana di Visconte Grisi, credo vada chiarito che queste caratteristiche spiegano solo in parte la nostra relazione. Me ne rendo pienamente conto proprio ripensando all’attività di Visconte e provando a mettere in ordine i suoi scritti o, meglio, non riuscendo nell’impresa di raccogliere tutti i suoi scritti. Mi sono infatti reso conto della massa di materiali che ha prodotto sulla medicina, sia dal punto di vista dell’inchiesta che da quello dello sviluppo scientifico, sull’evoluzione dell’economia capitalistica, sulla guerra e sul modificarsi dello scenario politico a livello mondiale, sull’inchiesta – sia sulle lotte a livello aziendale che sui movimenti – e su molti altri argomenti.

Un lavoro imponente che richiederebbe, a mio avviso, una sistemazione ed una pubblicazione, non solo e non tanto come riconoscimento di una vicenda politica ed umana di un compagno importante, ma anche e soprattutto come contributo a un lavoro collettivo di costruzione di una teoria critica dell’esistente.

È in momenti come questi che ci si rende conto di quanti temi sarebbe stato possibile ed importante sviluppare e di come, almeno per quanto mi riguarda, il predominio dell’attività militante immediata ha sottratto tempo ed energie ad un approfondimento che sarebbe stato utile ed opportuno.

Un aspetto singolare, almeno per come l’ho percepito io, del rapporto di Visconte con il mondo libertario, è il fatto che, con ogni evidenza, lui ne è stato attratto in maniera se vogliamo abbastanza casuale, trovandosi a suo agio con un gruppo di compagni e di compagne, ma è altresì evidente il fatto che, quasi insensibilmente, abbia maturato una sensibilità libertaria a cui è arrivato non con giovanile irruenza, ma a partire da un’esperienza molto solida, sia sul piano della militanza che su quello degli studi.

Parte significativa della relazione che abbiamo avuto è stata la collaborazione prima a “Collegamenti per l’organizzazione diretta di classe” e poi, contemporaneamente, ad Umanità Nova. Basta leggere i suoi articoli per rendersi conto che dietro ad ognuno di essi vi era una riflessione e lo studio delle questioni di cui scriveva, oltre che la costruzione di un rapporto di confronto con i collettivi redazionali dei due giornali.

Mi scuso se mi ripeto, ma credo che sarebbe importante la pubblicazione di una raccolta la più vasta possibile dei suoi scritti nei tempi più brevi possibili.

Cosimo Scarinzi

L'articolo In ricordo di Visconte Grisi. Un compagno dalle grandi qualità umane e dalla grande capacità di lavoro proviene da .

Soource raccoglie 3 milioni di euro per la sua piattaforma di data intelligence per la gestione evoluta del procurement

17 Giugno 2026 ore 10:54

Soource, la startup fondata nel 2024 a Bolzano dall’olimpionico e oro europeo di tuffi Maicol Verzotto, insieme a Nazareno Mario Ciccarello, Silvia Chiarot, Serena Galli e Luca Taddeo, ha annunciato la chiusura di un round di investimento Seed da 3 milioni di euro. L’operazione è stata guidata da Vertis, attraverso il fondo “Vertis Venture 5 Scaleup”, e ha visto la partecipazione dell’operatore di venture capital elvetico Tenity, di 360 Capital – che attraverso il fondo 360 Digitaly aveva guidato il precedente round chiuso a gennaio 2025 – e del Club degli Investitori. Con questo round la raccolta complessiva di Soource ha superato i 5 milioni di euro dal 2025.

Soource, nuovo finanziamento da 3 milioni

Soource utilizzerà le risorse raccolte con questo round per consolidare la propria posizione nel mercato dell’intelligence nel procurement in Italia e supportare l’espansione nei principali mercati europei.

Tutto parte da un problema: l’AI è potente, ma dà risultati affidabili solo se lavora su dati puliti e completi. Nel procurement i dati sui fornitori sono spesso frammentati, incompleti o non verificati. La soluzione di Soource è la piattaforma che mette ordine in questi dati e ci costruisce sopra l’automazione. Una sola piattaforma per cercare, arricchire, automatizzare e monitorare ogni informazione sui fornitori.

Alla base del funzionamento c’è un database internazionale proprietario con dati verificati e certificati. Su questo lavora un’AI fatta di più agenti specializzati, ognuno dedicato a un diverso processo degli uffici acquisti: trovare fornitori (discovery), qualificarli, confrontarli, contattarli (outreach) e completarne i dati (enrichment). Attività che oggi richiedono ore di lavoro manuale diventano automatiche. Il risultato? Il procurement evolve da un modello “copilot”, in cui l’AI supporta gli operatori, a un modello “autopilot”, in cui numerose attività vengono eseguite automaticamente mantenendo dati affidabili e verificati al centro del processo decisionale.

A poco più di un anno dall’ingresso sul mercato, Soource è una delle soluzioni AI enterprise a più rapida crescita nel panorama italiano. La piattaforma è già utilizzata da primari gruppi operanti nei settori utilities, farmaceutico, energetico, assicurativo, alimentare, industriale e delle costruzioni. La startup, che conta su un team di 17 persone che operano nella sede presso il NOI Techpark di Bolzano, prevede di raddoppiare il proprio organico entro la fine del 2027.

I fondatori di Soource

Laureato in Economia e Management presso la Libera Università di Bolzano, Maicol Verzotto è stato oro europeo di tuffi, medagliato mondiale, olimpionico a Rio 2016 e capitano della Nazionale Italiana di tuffi. Maicol è stato anche co-fondatore e ceo di Functional, che sotto la sua guida è cresciuta esponenzialmente, generando da zero oltre 9 milioni di euro ricavi in soli tre anni e raccogliendo più di 2 milioni di capitali. Nazareno Mario Ciccarello è laureato in Scienze politiche alla Luiss Guido Carli e ha conseguito un Mba presso IE Business School: Ha maturato una solida esperienza nei settori healthcare e banking. È visiting professor di imprenditorialità presso IE Business school.

“Questo round rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di crescita di Soource, commenta Maicol Verzotto, ceo e co-founder di Soource. “A un anno dal go-to-market stiamo lavorando con le più importanti enterprise di ogni categoria e industria. Le nuove risorse ci permetteranno di accelerare lo sviluppo della nostra piattaforma basata sui dati, rafforzare il team e consolidare la nostra leadership in Italia, con l’obiettivo di portare Soource anche sui principali mercati europei”.

“Grazie a questo round d’investimento”, ha aggiunto Nazareno Mario Ciccarello co-founder di Soource, “Soource accellera un cambio di paradigma: attraverso l’integrazione di intelligence avanzata sui fornitori e sul mercato, trasformando il procurement da funzione semplicemente reattiva a capacità predittiva, abilitando decisioni più rapide, informate e strategicamente orientate”.

L’articolo Soource raccoglie 3 milioni di euro per la sua piattaforma di data intelligence per la gestione evoluta del procurement è tratto da Forbes Italia.

Mafia, al processo Baiardo Paolo Berlusconi chiede di non testimoniare: “Sono fratello di Silvio”. Il giudice però respinge la richiesta

17 Giugno 2026 ore 10:50

Al processo contro Salvatore Baiardo, in corso nell’aula 28 del Tribunale di Firenze, Paolo Berlusconi si è presentato a testimoniare declinando le sue generalità in collegamento in differita e accompagnato dal suo avvocato (autorizzato a presenziare senza poter interagire dalla presidente del collegio Anna Favi) e ha inviato prima dell’udienza una nota dei suoi difensori nella quale chiede di astenersi dalla testimonianza ex art. 199 codice procedura penale perché prossimo congiunto di Silvio Berlusconi, in passato indagato nell’indagine sui mandanti esterni delle stragi del 1993. Poi stralciato mentre Marcello Dell’Utri è stato archiviato con decreto del Gip su richiesta dei pm. Il pm Lorenzo Gestri si è opposto sostenendo che non c’è nella norma questa possibilità perché Silvio Berlusconi non è imputato nel presente processo. E fu stralciato dall’indagine per morte nel 2023. Mentre il processo in corso nasce da un’ulteriore stralcio effettuato da quel procedimento per il solo Salvatore Baiardo. Il difensore si Baiardo, avvocato Ventrella ha chiesto che la richiesta sia accolta. Il tribunale si è riservato e ora è in corso la camera di consiglio per decidere. Paolo Berlusconi era stato chiamato a deporre sulle circostanze di un incontro nella sede del quotidiano Il Giornale a Milano avvenuto il 14 febbraio del 2011 proprio con Salvatore Baiardo. Il giudice alla fine ha però deciso perchè la testimonianza si debba fare. Il tribunale, infatti, ritenuto che l’articolo 199 prevede la facoltà di astensione dei soli prossimi congiunti dell’imputato e che il prossimo del teste in questione (cioè Silvio Berlusconi fratello di Paolo) è stato sì indagato nel procedimento principale dal quale è stato separato l’imputato Baiardo ma questa circostanza “non rileva” perché Silvio Berlusconi non è mai stato indagato per i reati oggetto di questo processo ed è stato invece indagato per altri reati per i quali è peraltro stato archiviato.

L'articolo Mafia, al processo Baiardo Paolo Berlusconi chiede di non testimoniare: “Sono fratello di Silvio”. Il giudice però respinge la richiesta proviene da Il Fatto Quotidiano.

La Spagna regolarizza i migranti, l’Italia no

17 Giugno 2026 ore 09:56

Il confronto con la Spagna sulla regolarizzazione dei migranti mostra i limiti della politica migratoria italiana, con canali di ingresso poco funzionali che condannano chi arriva all’irregolarità. E rendono ciclicamente necessarie le sanatorie.

L'articolo La Spagna regolarizza i migranti, l’Italia no proviene da Lavoce.info.

Mafia & processo Baiardo, Paolo Berlusconi chiede di non testimoniare: “Sono fratello di Silvio”. Il giudice però respinge la richiesta

17 Giugno 2026 ore 10:50

Al processo contro Salvatore Baiardo, in corso nell’aula 28 del Tribunale di Firenze, Paolo Berlusconi si è presentato a testimoniare declinando le sue generalità in collegamento in differita e accompagnato dal suo avvocato (autorizzato a presenziare senza poter interagire dalla presidente del collegio Anna Favi) e ha inviato prima dell’udienza una nota dei suoi difensori nella quale chiede di astenersi dalla testimonianza ex art. 199 codice procedura penale perché prossimo congiunto di Silvio Berlusconi, in passato indagato nell’indagine sui mandanti esterni delle stragi del 1993. Poi stralciato mentre Marcello Dell’Utri è stato archiviato con decreto del Gip su richiesta dei pm. Il pm Lorenzo Gestri si è opposto sostenendo che non c’è nella norma questa possibilità perché Silvio Berlusconi non è imputato nel presente processo. E fu stralciato dall’indagine per morte nel 2023. Mentre il processo in corso nasce da un’ulteriore stralcio effettuato da quel procedimento per il solo Salvatore Baiardo. Il difensore si Baiardo, avvocato Ventrella ha chiesto che la richiesta sia accolta. Il tribunale si è riservato e ora è in corso la camera di consiglio per decidere. Paolo Berlusconi era stato chiamato a deporre sulle circostanze di un incontro nella sede del quotidiano Il Giornale a Milano avvenuto il 14 febbraio del 2011 proprio con Salvatore Baiardo. Il giudice alla fine ha però deciso perchè la testimonianza si debba fare. Il tribunale, infatti, ritenuto che l’articolo 199 prevede la facoltà di astensione dei soli prossimi congiunti dell’imputato e che il prossimo del teste in questione (cioè Silvio Berlusconi fratello di Paolo) è stato sì indagato nel procedimento principale dal quale è stato separato l’imputato Baiardo ma questa circostanza “non rileva” perché Silvio Berlusconi non è mai stato indagato per i reati oggetto di questo processo ed è stato invece indagato per altri reati per i quali è peraltro stato archiviato.

L'articolo Mafia & processo Baiardo, Paolo Berlusconi chiede di non testimoniare: “Sono fratello di Silvio”. Il giudice però respinge la richiesta proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Abbiamo visto un serpente velenoso durante l’allenamento. Se ti morde, devi andare in ospedale. Stiamo cercando di essere prudenti”: paura Germania, la denuncia di Kimmich

17 Giugno 2026 ore 10:32

Il caldo, le lunghe distanze, il fuso orario e ora anche i serpenti. Già, i rettili stanno diventando la grande paura delle Nazionali europee impegnate nei Mondiali di calcio negli Usa. L’ultima denuncia arriva dalla Germania, che si trova in ritiro nel lussuoso centro sportivo di Wake Forest University, nel WinstonSalem. Il capitano della squadra, Joshua Kimmich, ha denunciato in conferenza stampa che lui e i suoi compagni di squadra hanno avvistato un serpente velenoso nel corso dell’allenamento.

Mondiali 2026, la classifica dei gironi aggiornata
Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta

Non è il primo caso. La Svizzera a San Diego si allena su un campo adiacente a una cosiddetta “snake area”, dove è diffusa anche la presenza dei serpenti a sonagli. Un caso simile riguarda anche la Norvegia di Haaland, vittoriosa all’esordio contro l’Iraq, che si trova in ritiro a Greensboro, nella Carolina del Nord: nella zona sono molto diffusi i serpenti Copperhead, che se disturbati possono diventare molto pericolosi.

Mondiali 2026, i gironi e il nuovo regolamento
Calendario Mondiali: date e orari, dove vedere le partite in tv
L’albo d’oro dei Mondiali

Anche il serpente incontrato dalla Nazionale tedesca avrebbe potuto diventare un pericolo: “Ieri abbiamo visto un serpente durante l’allenamento e ci hanno detto che era velenoso“, ha raccontato Kimmich alla stampa. Manifestando tutte le sue preoccupazioni: “Quindi, se vieni morso, devi andare in ospedale. Non penso che si muoia, ma è sicuramente pericoloso. Se calpesti un animale di questo genere, le cose possono finire molto male…

La Germania di Nagelsmann in campo ha vinto all’esordio contro Curaçao con un netto 7 a 1: sabato sera è attesa a una sfida molto più complessa, contro la Costa d’Avorio, reduce da una pesante vittoria contro l’Ecuador. Ma al momento l’apprensione dei tedeschi più che su Yan Diomande sembra concentrata sui serpenti velenosi: “In Germania, ho l’impressione che non ci siano così tanti animali pericolosi. Stiamo cercando però di mantenere le distanze ed essere prudenti“, ha concluso Kimmich.

L'articolo “Abbiamo visto un serpente velenoso durante l’allenamento. Se ti morde, devi andare in ospedale. Stiamo cercando di essere prudenti”: paura Germania, la denuncia di Kimmich proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Mio padre malato terminale al 41bis, morto da solo nell’indifferenza dello Stato”

17 Giugno 2026 ore 10:00

Questa testimonianza straziante inviata a Nessuno tocchi Caino, descrive il livello di civiltà di un Paese una volta noto come la “culla del Diritto” e che oggi del Diritto è diventato la tomba. Letteralmente. Il carcere non è solo una parte, è la parte per il tutto di un Paese, la cifra della sua civiltà, della sua umanità, della sua “cristianità”. Filippo Turati definiva il carcere il “cimitero dei vivi”. Il 41 bis, il carcere duro, è un cimitero e basta o peggio: una tomba senza fiori, senza lacrime, senza pietà. Leggete questa storia e poi dite se possiamo considerarci uno Stato Civile, se possiamo dire di essere umani, se possiamo ancora affermare che “non possiamo non dirci cristiani”.
Sergio D’Elia

“La dignità non è un favore. È un diritto”. Vi racconto come è morto mio padre

Mio padre aveva 79 anni. Da 16 anni era in carcere con regime di 41bis. A novembre 2025 gli viene diagnosticato un adenocarcinoma. L’intervento per asportare il tumore è fissato per il 19 novembre. Una data che per noi significa speranza, per quanto piccola. Poi arriva il blocco. La direzione del carcere di Sassari manifesta perplessità a ricoverare un paziente in regime di 41bis. L’intervento non si fa. Nessuno ci spiega davvero il perché. Noi restiamo fuori, con una data cancellata e la paura che cresce. A gennaio la situazione peggiora, viene portato d’urgenza per mettere una Stoma. Dai nuovi esami il tumore risulta essere non più operabile. Le metastasi si sono diffuse. Mio padre peggiora. In data 18 marzo 2026 da Sassari lo trasferiscono al carcere di Opera. Dopo una settimana lo spostano all’ospedale San Paolo di Milano. Noi familiari cerchiamo notizie. Chiediamo. Telefoniamo. Non ci rispondono. Non sappiamo se mangia, se soffre, se capisce cosa sta succedendo. Lui è sempre in 41bis. E il 41bis significa una cosa sola: un’ora di colloquio al mese dietro il vetro, oppure dieci minuti di telefonata. Anche quando stai morendo. Anche quando non riesci più a parlare.

Il 21 aprile 2026 mio fratello va al colloquio. È l’ultima volta che lo vede. Dietro quel vetro divisorio, che non ti permette neanche di toccare le mani. Gli dicono che quando l’hanno portato in ospedale non c’era più niente da fare. La situazione era critica già allora. Il 23 aprile 2026 in tribunale vengono concessi i domiciliari su una richiesta fatta da febbraio. Nessuno ci avvisa né a noi familiari né l’avvocato. La mattina del 24 aprile 2026 mio padre muore da solo. L’autopsia del 13 maggio conferma: è morto perché il tumore era progredito facendo metastasi. I medici dicono che anche se avesse fatto l’intervento il 19 novembre probabilmente non l’avrebbe salvato. Questa è la frase che usano per chiudere la storia. “Tanto non sarebbe cambiato”. Ma le cose cambiano eccome. Cambiano per un uomo che negli ultimi mesi della sua vita non ha potuto sentire la voce dei suoi figli, di sua moglie, dei suoi nipoti. Cambiano per una famiglia a cui è stato negato il diritto di stargli vicino, di assisterlo, di dirgli addio senza un vetro in mezzo. Cambiano per un padre che dal 18 marzo quando è stato trasferito da Sassari a Milano era già un malato terminale. Se era terminale perché non gli sono stati concessi i domiciliari subito? Perché lasciarlo in 41bis fino all’ultimo giorno?

La legge prevede che la pena possa essere eseguita in modo compatibile con le condizioni salute. La dignità non è un favore. È un diritto. Noi non chiediamo di cancellare la condanna. Chiediamo di ricordare che dietro il numero di matricola c’era un uomo, un padre, un marito, un nonno. E che un uomo che sta morendo ha diritto di morire senza essere trattato come una minaccia.
Il 41bis è nato per fermare i capi di Cosa Nostra. Mio padre era malato. Nessuno, neanche lo Stato, può dire che la dignità umana finisce dove inizia il regime carcerario più duro. Non vogliamo che la storia di mio padre Commisso Giuseppe alias U mastru finisca con una data cancellata e un colloquio dietro il vetro. Vogliamo che serva a dire: non si può morire così. Non in questo Paese. Non nel silenzio.

[2026-06-29] Cuba is next ? @ Csa Next-Emerson

17 Giugno 2026 ore 10:31

Cuba is next ?

Csa Next-Emerson - Via di Bellagio 15
(lunedì, 29 giugno 19:00)
Cuba is next ?

Un concerto per Cuba, un concerto per richiamare l’attenzione sulle gravissime condizioni dell’Isola,

devastata dall’acuirsi dell’embargo voluto dall’amministrazione Trump che sta determinando una

catastrofica crisi energetica, economica e sociale.

Un concerto per denunciare l’imperialismo americano che, con la complicità delle cancellerie

occidentali, si prepara all’ennesima violazione del diritto internazionale e della libertà di una nazione

sovrana in nome di quel credo neoliberista che sta portando il mondo verso la guerra totale.

Ore 19.30 Cena

Ore 21.00 Concerto

Bar Futuro: Flavia Sciannandrone lancia le PMI nel domani

17 Giugno 2026 ore 10:07

Un bancone dal sapore vintage, ispirato all’estetica dei locali anni ’60 e ’70, diventa il palcoscenico ideale per progettare l’imprenditoria di domani. È questa l’anima di Bar Futuro, il vodcast di HEY ITALIA, l’ecosistema creato da EY per valorizzare e raccontare le eccellenze del nostro Paese. Il format mette al centro l’evoluzione delle aziende italiane, esplorando l’impatto dirompente dell’Intelligenza Artificiale, la visione d’impresa e i complessi passaggi generazionali.

A guidare questo salotto, che unisce sapientemente memoria e futuro, troviamo la conduzione giornalistica di Mary De Gennaro, affiancata dalle analisi di Giuseppe Perrone, Partner EY e AI & Data Leader Italy, che interpreta le storie degli ospiti attraverso la lente tecnologica.

Un dialogo costruttivo che si chiude sempre con un rito fortemente simbolico: il dono di una Moka, un omaggio alla tradizione e un augurio affinché ogni imprenditore trovi la propria “miscela del successo”.

In questa puntata la protagonista è Flavia Sciannandrone, CEO di SIMEST, Gruppo Cassa Depositi e Prestiti. Al centro della puntata c’è il ruolo strategico che innovazione, trasformazione digitale e internazionalizzazione giocano per la crescita delle imprese italiane.

Sciannandrone analizza come i finanziamenti mirati e le competenze digitali siano ormai strumenti imprescindibili. L’obiettivo è duplice: da un lato rendere le PMI italiane sempre più competitive sui mercati globali, dall’altro utilizzare la tecnologia e l’AI per velocizzare i processi pubblici.

“Dobbiamo essere rapidi a dare fondi laddove servono in vista della prossima sfida che è il giorno dopo e su questo l’AI è un alleato pazzesco delle nostre risorse interne.”



 

L’articolo Bar Futuro: Flavia Sciannandrone lancia le PMI nel domani è tratto da Forbes Italia.

La Spagna regolarizza i migranti, l’Italia no

17 Giugno 2026 ore 09:56

Il confronto con la Spagna sulla regolarizzazione dei migranti mostra i limiti della politica migratoria italiana, con canali di ingresso poco funzionali che condannano chi arriva all’irregolarità. E rendono ciclicamente necessarie le sanatorie.

L'articolo La Spagna regolarizza i migranti, l’Italia no proviene da Lavoce.info.

Non di solo passato vive il turismo. Cosa serve all’Italia secondo Airbnb

17 Giugno 2026 ore 09:51

Immune dalle tensioni internazionali, piuttosto resiliente agli shock e all’inflazione, il turismo è una specie di vaccino contro il declino e la decrescita. L’Italia, un po’ per il suo patrimonio artistico e culturale unico al mondo, un po’ per i suoi paesaggi da secoli nell’immaginario collettivo, unitamente a una cucina invidiata in tutto il globo, è forse il Paese che ha più da guadagnarci da una corretta e sana gestione dei flussi turistici (nel primo trimestre 2026, in piena crisi in Medio Oriente, arrivi e presenze sono risultate in crescita rispetto al medesimo periodo del 2025 rispettivamente del 4,2% e del 7,5%). Ma senza una politica attenta e lungimirante, persino questo immenso capitale rischia di dare poco frutto. Ed è qui che entra in gioco il dialogo tra imprese e istituzioni, per fare più e meglio. Con le prime chiamate a dare un aiuto concreto all’economia, laddove non sempre la politica fa centro. Per esempio, non garantendo una sufficiente ricettività in grado di soddisfare una domanda in costante crescita.

Potere del turismo

Airbnb e Teha Group (Ambrosetti) hanno presentato a Villa Gregoriana, che si affaccia sulla gola ai margini della quale sorge Tivoli, il primo Osservatorio sul turismo diffuso in Italia. Il quadro che emerge è che l’Italia detiene un patrimonio culturale diffuso, localizzato prevalentemente nei piccoli comuni, ma storicamente limitato da una capacità ricettiva insufficiente. In questo contesto Airbnb e l’ospitalità in casa svolgono una funzione di infrastruttura di accesso, ampliando l’offerta dove gli hotel sono assenti, attivando spesa, occupazione e reddito locale e contribuendo a rendere visibili territori che altrimenti resterebbero esclusi dai flussi turistici.

L’analisi presentata tra le rovine del Tempio della Sibilla dimostra come nel 2025 Airbnb ha generato 836 milioni di euro di impatto economico complessivo nei piccoli comuni italiani valorizzando il potenziale turistico delle comunità locali e dei piccoli borghi di cui l’Italia è disseminata.

Lo studio rappresenta la valutazione più completa finora realizzata di come l’home-sharing stia ridisegnando la geografia turistica italiana, portando crescita economica nel cuore di migliaia di borghi, piccoli centri e di siti culturali del Paese. Tutto ampiamente dibattuto nel corso dell’incontro di Tivoli dal titolo Turismo diffuso: distribuire i flussi, moltiplicare il lavoro e occasione per annunciare una donazione di 1,5 milioni di euro in tre anni all’Associazione nazionale comuni italiani. Risorse che confluiranno in un fondo dedicato allo sviluppo turistico e alla valorizzazione del patrimonio rurale dei piccoli e medi comuni, con l’obiettivo di supportare piccole imprese e attività locali, comunità e organizzazioni di cittadinanza attiva, nonché associazioni culturali e di tutela del patrimonio artistico-culturale nella costruzione di un’offerta turistica sempre più sostenibile, qualificata e competitiva.

Un patrimonio unico ma vulnerabile

Eppure, c’è un collo di bottiglia anche per un Paese così ricco di meraviglie. Se è vero infatti che l’Italia detiene il maggior numero di siti del patrimonio mondiale Unesco al mondo (61 distribuiti in 330 comuni) nonostante questa straordinaria varietà di attrattori, il turismo italiano continua a concentrarsi in un numero limitato di destinazioni. I primi 20 comuni attraggono infatti il 32% di tutti i visitatori nazionali, mentre l’80% delle province si divide appena il 36% dei flussi turistici. A ciò si aggiunge una stagionalità particolarmente accentuata, con un indice di picco superiore del 10% rispetto alla media europea, segnale di un sistema che continua a registrare forti pressioni nelle destinazioni più note e un significativo sottoutilizzo di gran parte del territorio.

Questo squilibrio appare ancora più evidente se si osserva dove si concentra il patrimonio culturale e turistico del Paese. I piccoli comuni, definiti come quelli con meno di 30 mila abitanti, rappresentano il 96% dei quasi 8 mila comuni italiani e ospitano oltre la metà della popolazione nazionale. Secondo l’osservatorio Teha, basato sui dati della piattaforma Airbnb e sulle statistiche ufficiali italiane, proprio in questi territori si trova una quota rilevante delle eccellenze italiane: l’80% dei comuni collegati ai siti Unesco, il 64% dei musei, il 67% dei parchi archeologici e il 73% dei ristoranti stellati Michelin si trovano infatti nei piccoli centri. La presenza di questo patrimonio diffuso si scontra però, come accennato, con un limite strutturale: la carenza di offerta ricettiva.

E dunque, solo la metà dei piccoli comuni dispone di almeno un hotel, contro il 96% dei centri di maggiori dimensioni. In questo contesto Airbnb svolge un ruolo di integrazione dell’offerta turistica, essendo l’extra alberghiero l’unica forma di ospitalità presente nel 75% dei piccoli comuni italiani, pari a circa 5.700 comunità. In circa un terzo di questi territori rappresenta inoltre l’unica soluzione di alloggio disponibile. L’impatto di questa presenza emerge con particolare evidenza nelle località che custodiscono attrazioni turistiche di eccellenza. Non è tutto. In 688 comunità che ospitano siti Unesco, borghi storici, musei, parchi archeologici o ristoranti stellati, un alloggio Airbnb costituisce l’unica possibilità di pernottamento per i visitatori. Senza questa disponibilità ricettiva, molte di queste destinazioni resterebbero di fatto escluse dal turismo con pernottamento, limitando la propria capacità di attrarre visitatori e di generare ricadute economiche sul territorio.

Nel nome dell’economia locale

Nel solo 2025 Airbnb ha consentito circa 250 mila pernottamenti e oltre 60 mila arrivi in queste comunità, di cui 50 mila provenienti dall’estero. Si tratta di un flusso turistico internazionale che raggiunge territori spesso al di fuori dei circuiti tradizionali, contribuendo a rendere accessibile quella parte di Italia meno conosciuta ma più autentica. Considerando che l’80% dei siti Unesco italiani si trova in piccoli comuni, la disponibilità di un’offerta ricettiva diffusa rappresenta un fattore determinante per evitare che una parte significativa del patrimonio nazionale rimanga ai margini dei grandi flussi turistici internazionali.

Per le comunità e i loro residenti, gli effetti economici sono poi concreti e misurabili. Gli ospiti Airbnb nei piccoli comuni hanno generato 346 milioni di euro di spesa diretta nel 2025, di cui 143 milioni nel settore della ristorazione, 100 milioni nello shopping e 61 milioni nei trasporti. Attraverso gli effetti moltiplicatori, questa spesa diretta ha attivato un totale di 836 milioni di euro di produzione economica. L’occupazione sostenuta dall’attività turistica ha raggiunto circa 4.600 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno ed emerge un effetto indiretto significativo: per ogni occupato direttamente sostenuto dall’attività, se ne attivano quasi altri 0,9 nell’indotto. In un momento in cui i salari reali italiani sono calati di circa l’1%, ospitare su Airbnb ha rappresentato un’integrazione al reddito concreta e crescente contro l’erosione del potere d’acquisto delle famiglie. Insomma, per i viaggiatori, Airbnb non costituisce semplicemente un’alternativa all’hotel: rende accessibili territori che altrimenti resterebbero esclusi dall’esperienza di soggiorno.

“I dati che abbiamo raccolto raccontano una storia convincente sul ruolo strutturale che piattaforme come Airbnb possono svolgere nel riequilibrare l’economia turistica italiana,” ha spiegato Emiliano Briante, partner di Teha Group. “L’impatto economico di 836 milioni di euro non è solo un numero di titolo: riflette un effetto moltiplicatore che raggiunge ristoranti, artigiani, trasporti locali e piccole imprese in migliaia di comuni. La nostra analisi mostra che dove Airbnb cresce, lo spopolamento rallenta, i valori immobiliari si stabilizzano e i redditi locali aumentano. Questi sono effetti sistemici che la politica turistica tradizionale ha faticato a conseguire da sola.”

Al fianco dei comuni

Il senso e la cifra del contributo che può dare Airbnb alla ricettività locale è stata data da Matteo Sarzana, che della società è country manager per l’Italia. “L’Italia possiede il patrimonio culturale più ricco del mondo, e merita di essere vissuta appieno: non solo a Roma, Firenze o Venezia, ma nelle migliaia di comunità straordinarie che rendono questo Paese unico. Questo rapporto conferma ciò in cui abbiamo sempre creduto: che il turismo, se ben distribuito, è uno degli strumenti più potenti per lo sviluppo locale. Il nostro supporto pluriennale ad Anci è un passo concreto in questa direzione, e il nostro impegno è continuare a investire in un turismo sostenibile e diffuso, sostenendo gli host nelle piccole comunità e offrendo ai viaggiatori l’accesso all’Italia autentica.”

Dal versante degli enti locali è stato proprio il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a sottolineare l’importanza della collaborazione tra istituzioni e imprese. “I piccoli comuni e le aree interne sono la spina dorsale dell’Italia, ma affrontano una sfida continua contro lo spopolamento. I dati dimostrano che il turismo diffuso è un potente strumento di sviluppo: dove la ricettività tradizionale manca, l’home-sharing può trasformare il nostro patrimonio storico in economia reale, creando lavoro e contrastando l’abbandono dei territori. La donazione da parte di Airbnb è un segnale importante di collaborazione istituzionale e un aiuto concreto utile a sostenere comunità e micro-imprese locali, con l’obiettivo di fare dei borghi non solo mete da proteggere, ma luoghi vivi in cui investire e tornare ad abitare.”

Anche la politica era presente a Villa Gregoriana, rappresentata per l’occasione dal deputato di Fratelli d’Italia ed ex manager del settore alberghiero, Gianluca Caramanna. “Oggi c’è un turismo post Covid, che vanta pernottamenti più lunghi, soprattutto da parte dei turisti stranieri. Questo governo sta lavorando molto per il turismo, nel Paese abbiamo cammini bellissimi, che attraversano quattro o cinque regioni. Faccio un esempio su tutti, abbiamo rimesso in piedi la via Lauretana, queste sono operazioni mirate, abbiamo esattamente bisogno di operazioni di questo genere”. Secondo Valentina Reino, responsabile relazioni istituzionali di Airbnb per il Sud Europa, infine, “un viaggiatore straniero difficilmente conosce un piccolo borgo. La piattaforma, dunque, offre di far conoscere luoghi finora sconosciuti a molti viaggiatori. Si tratta di un vero e proprio traino”.

Svelato il mistero del “cane fantasma” dell’Amazzonia: l’incredibile scoperta grazie alle fototrappole

17 Giugno 2026 ore 09:48

Per decenni è stato considerato un “fantasma“, una creatura quasi mitologica nascosta nel cuore impenetrabile della foresta pluviale amazzonica. La sua natura inafferrabile aveva persino portato alcuni ad associarlo al folklore del “Chupacabra“, alimentando i timori dei fattori locali. Oggi, il velo di mistero che avvolgeva il cane dalle orecchie corte (Atelocynus microtis), noto agli esperti come il “cane fantasma” dell’Amazzonia, si è finalmente sollevato. Una massiccia operazione di monitoraggio visivo ha dimostrato che questo carnivoro di medie dimensioni, pur essendo un maestro del mimetismo, vanta una popolazione sorprendentemente solida e non è affatto raro come si era ipotizzato in passato.

I numeri dello studio: 25 anni di ricerca e oltre 500 avvistamenti

L’esatta mappatura della specie è il risultato della più vasta raccolta di dati mai realizzata su questo animale, recentemente pubblicata sulla rivista scientifica “Neotropical Biology and Conservation”. La ricerca ha richiesto 25 anni di lavoro sul campo tra Bolivia e Perù, concentrandosi nei paesaggi bioculturali del Greater Madidi-Tambopata e dei Llanos de Moxos. Attraverso 34 indagini intensive condotte mediante l’uso di fototrappole posizionate strategicamente, gli scienziati sono riusciti a catalogare 594 fotografie confermate del predatore. Questo dispiegamento tecnologico ha ribaltato le convinzioni scientifiche preesistenti: i dati dimostrano una densità di 15 individui per 100 chilometri quadrati. Statistiche alla mano, il cane dalle orecchie corte risulta essere numericamente più abbondante dei grandi predatori della zona, come il giaguaro, pur mantenendosi inferiore alle popolazioni di carnivori di medie dimensioni come l’ocelot.

Il ritratto dell’atelocino: membrane interdigitali e occhi riflettenti

Conosciuto in Italia con il nome di atelocino, questo canide cerdocionino endemico del bacino del Rio delle Amazzoni presenta caratteristiche anatomiche uniche. Di medie dimensioni, misura dai 72 ai 100 centimetri dalla punta del naso alla base della coda (che da sola misura tra i 24 e i 35 centimetri), con un’altezza alla spalla di 35 centimetri e un peso di circa 9-10 chilogrammi, con le femmine leggermente più grandi dei maschi.

La testa è massiccia e simile a quella di una volpe, sormontata da brevi orecchie arrotondate. Il manto è fitto, liscio e scuro, con variazioni cromatiche che spaziano dal nero al marrone e al grigio nerastro, per poi schiarire gradualmente fino a un bruno-rossastro uniforme sul ventre. Due le peculiarità evolutive di maggior rilievo: lo sviluppo di abbozzi di membrane interdigitali sulle zampe (un adattamento per muoversi in terreni fangosi e acquatici) e la presenza del “tapetum lucidum”, uno strato riflettente posto dietro la retina che amplifica la luce in condizioni di scarsa visibilità, documentato in esemplari tenuti sotto osservazione.

Abitudini diurne e l’enigma dell’habitat

Dotato di udito e olfatto finissimi, il predatore è quasi totalmente carnivoro (si nutre di piccoli mammiferi, rettili, anfibi, uccelli, pesci e insetti), pur integrando la dieta con la frutta. Si muove prevalentemente in solitaria, con il limite massimo documentato di due esemplari in coppia. Le immagini delle fototrappole hanno chiarito un equivoco comportamentale storico: contrariamente a quanto si ipotizzava, il cane fantasma è un animale prevalentemente diurno, con un picco di attività registrato nella fascia oraria tra le 6 del mattino e mezzogiorno. I dati hanno inoltre rivelato un paradosso ecologico: nonostante le zampe parzialmente palmate suggeriscano abitudini acquatiche, l’atelocino predilige vivere nelle foreste di altopiano, ben lontano dal corso dei fiumi. È proprio questa scelta di stazionare in aree remote e poco battute dall’uomo ad aver garantito la sua invisibilità per secoli.

La protezione della volta forestale

Nonostante le rassicurazioni sulla densità della popolazione, i ricercatori sottolineano che la conservazione della specie non è garantita a priori. La sopravvivenza del cane dalle orecchie corte è intrinsecamente legata all’integrità della volta forestale amazzonica. Secondo il team di ricerca, l’unica strategia di gestione efficace per tutelare l’atelocino si basa sulla creazione e sul mantenimento di aree protette ben gestite, unite alla promozione di uno sviluppo sostenibile all’interno dei territori indigeni, per evitare che la deforestazione cancelli l’habitat di questo enigmatico predatore.

L'articolo Svelato il mistero del “cane fantasma” dell’Amazzonia: l’incredibile scoperta grazie alle fototrappole proviene da Il Fatto Quotidiano.

Engineering, accordi con Accenture per cessione Alfahealth e Industries eXcellence

17 Giugno 2026 ore 09:55
Engineering, accordi con Accenture per cessione Alfahealth e Industries eXcellence

ROMA (ITALPRESS) – Il Gruppo Engineering ha sottoscritto due accordi vincolanti con Accenture per la cessione dell’intero capitale sociale di Alfahealth S.p.A., che opera nella trasformazione della sanità italiana, e del Gruppo Industries eXcellence, attivo nello sviluppo e nella realizzazione di soluzioni digitali per i settori industriali, con principale focus negli USA e in alcuni mercati europei. I due asset rappresentano complessivamente circa il 18% dei ricavi consolidati e il 25% dell’EBITDA Adjusted del Gruppo Engineering nel 2025.
“Queste operazioni rappresentano un passo significativo nel percorso di trasformazione strategica in corso, volto a rafforzare il focus di Engineering sui propri segmenti core e ad accelerare ulteriormente l’offerta AI in forte crescita”, si legge in una nota.
“Gli accordi rappresentano un passo importante nel percorso di rifocalizzazione del business di Engineering: accelerare sull’AI, riacquistare nuovi gradi di libertà strategica nei segmenti a più alta crescita anche attraverso la riduzione della leva finanziaria, investire nelle principali piattaforme proprietarie e rafforzarci nei segmenti tecnologici e industriali più attrattivi, per consolidare un vantaggio competitivo sostenibile per i nostri clienti”, afferma Aldo Bisio, CEO del Gruppo Engineering.
Le operazioni sono soggette alle consuete condizioni sospensive, tra cui, a titolo esemplificativo, le autorizzazioni Antitrust e Golden Power, e si prevede che si concludano nel quarto trimestre del corrente esercizio.
I proventi netti della cessione, interamente su base cassa, “rafforzeranno la struttura patrimoniale del Gruppo, offrendo maggiore flessibilità per proseguire nel percorso di trasformazione strategica in corso – sottolinea Engineering -. A seguito dei positivi risultati finanziari registrati negli ultimi trimestri, il Gruppo prosegue nella direzione intrapresa, puntando sul rafforzamento di un modello industriale incentrato su mix di business a maggior valore e sul ruolo centrale della GenAI (Intelligenza Artificiale Generativa). In questo quadro si inserisce il recente lancio di IS-IA (Italy’s Sovereign Intelligence Architecture), architettura modulare che si fonda sull’LLM (Large Language Model) proprietario EngGPT 2 per offrire a Pubbliche Amministrazioni e aziende un’Intelligenza Artificiale sovrana: governabile, efficiente, aperta e in grado di integrarsi con altri modelli generalisti”.
Engineering è stata assistita da Rothschild & Co, Banca IMI, Morgan Stanley & Co. International plc ed Equita quali advisor finanziari, e da Legance – Avvocati Associati e Ropes & Gray Studio Legale quali advisor legali.

– Foto ufficio stampa Engineering –

(ITALPRESS).

Cina: Dragon Boat Festival, previsti più viaggi transfrontalieri durante feste

17 Giugno 2026 ore 09:52

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Martedì, l’Amministrazione nazionale cinese per l’immigrazione (NIA) ha stimato un aumento dell’11,7% su base annua degli ingressi e delle uscite alle frontiere durante gli imminenti festeggiamenti per il Dragon Boat Festival, con una media giornaliera di 2,2 milioni di transiti a livello nazionale.

Il picco giornaliero del traffico passeggeri dovrebbe raggiungere i 2,35 milioni di viaggi, secondo i dati della NIA.

I principali aeroporti internazionali del Paese, compresi quelli di Shanghai, Pechino e Guangzhou, dovrebbero registrare un modesto aumento del traffico passeggeri durante le festività, mentre i transiti presso alcuni valichi terrestri di frontiera nel sud della Cina potrebbero registrare un incremento molto più marcato, favorito da una combinazione di turismo transfrontaliero, visite familiari e da un fitto calendario di competizioni di dragon boat ed eventi su larga scala in tutto il Guangdong, Hong Kong e Macao, ha affermato l’amministrazione.

Tra i valichi più trafficati, il checkpoint di Luohu a Shenzhen dovrebbe gestire in media 260.000 viaggi transfrontalieri di passeggeri al giorno, mentre il porto di Gongbei a Zhuhai dovrebbe registrarne circa 370.000.

Il Dragon Boat Festival, chiamato anche Festa di Duanwu, viene tradizionalmente celebrato il quinto giorno del quinto mese del calendario lunare cinese per commemorare Qu Yuan, rinomato poeta patriottico e ministro dello Stato di Chu durante il periodo degli Stati Combattenti (475-221 a.C.). Qu si annegò nel fiume Miluo dopo essere stato esiliato e accusato di tradimento per i suoi consigli ben intenzionati rivolti al re.

Secondo la leggenda, dopo aver appreso della sua morte, gli abitanti del posto salirono sulle barche lungo il fiume alla ricerca del suo corpo, gettando riso nell’acqua nel tentativo di impedire ai pesci di mangiarlo.

Attività come le gare di dragon boat e il consumo degli zongzi, fagottini di riso glutinoso, sono state tramandate come usanze tradizionali durante la festa.

Quest’anno il festival si celebra il 19 giugno e il periodo festivo durerà dal 19 al 21 giugno.

(ITALPRESS).

Cina: bistrot italiano arricchisce scambi sino-europei a Changchun

17 Giugno 2026 ore 09:45
Cina: bistrot italiano arricchisce scambi sino-europei a Changchun

CHANGCHUN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un caratteristico bistrot italiano è diventato un popolare punto di ritrovo per i professionisti europei del settore automobilistico a Changchun, città industriale della provincia nord-orientale cinese del Jilin.

Situato al piano terra dell’edificio che ospita gli uffici commerciali della FAW-Volkswagen, il bistrot italiano Drunk Puppy fonde l’autentica cucina italiana con i sapori locali del nord-est della Cina. Più di un semplice locale dove mangiare, questo piccolo ristorante è diventato una vivace piattaforma per gli scambi interpersonali e culturali tra Cina ed Europa, nel contesto della crescente cooperazione automobilistica della città.

Zhang Huanyu, 41 anni, è il proprietario e capo chef del bistrot. Pur non avendo alcuna precedente esperienza nel settore della ristorazione, ha acquisito un’ottima padronanza dei piatti italiani e oggi prepara in cucina le classiche pizze margherita. La sua avventura intersettoriale ha preso il via nel 2023, quando l’inaugurazione del progetto di veicoli a nuova energia Audi FAW ha portato molti ingegneri e specialisti europei a lavorare nell’edificio che ospita gli uffici locali. Qui, per soddisfare le loro esigenze culinarie, inizialmente Zhang forniva panini e caffè agli esperti stranieri.

Il semplice fast food occidentale, tuttavia, non riusciva a soddisfare le diverse esigenze culinarie dei professionisti europei. Molti di loro hanno detto a Zhang che la cucina italiana, in quanto genere classico e rappresentativo della gastronomia europea, gode di grande popolarità in tutto il mondo e tra i consumatori cinesi. Ispirato da questi riscontri, Zhang ha deciso di aprire un bistrot italiano professionale accanto all’edificio.

Per offrire autentici sapori italiani, Zhang si è recato a Guangzhou per fare apprendistato con Enrico, uno chef italiano di grande esperienza e proprietario di un ristorante italiano. Durante il mese di formazione, Enrico ha guidato Zhang passo dopo passo in ogni dettaglio: dall’impasto e dal controllo dei tempi di lievitazione, alla gestione della temperatura del forno a legna, fino alla condivisione delle sue ricette esclusive per la pasta alla bolognese e la lasagna tradizionale.

Zhang ha poi invitato Enrico a Changchun per un mese di guida in loco, così da garantire risultati standardizzati e autentici. Tre mesi dopo, il bistrot italiano ha aperto ufficialmente al pubblico. Il menu del ristorante presenta una combinazione ben bilanciata di autentici classici italiani e di piatti innovativi adattati al gusto locale. Proposte tradizionali come la pizza margherita, la pasta alla bolognese e la lasagna offrono sapori europei autentici ai professionisti espatriati. Allo stesso tempo, sono state sviluppate proposte su misura, tra cui la pizza alla frutta, per soddisfare i gusti della clientela cinese locale.

Il piatto forte del ristorante, verdure arrosto con pollo alla griglia, si distingue come la proposta fusion più popolare. Pensato per adattarsi alle abitudini alimentari cinesi di consumare verdure calde e cotte, incorporando al tempo stesso le classiche tecniche occidentali di abbinamento degli alimenti, il piatto ha ricevuto ampi apprezzamenti sia dai clienti cinesi sia da quelli stranieri.

Il bistrot è diventato un punto di ritrovo sociale per gli espatriati stranieri a Changchun. Durante la settimana serve pranzi di lavoro, mentre la sera propone cene informali o piccoli incontri.

Le interazioni di lungo periodo hanno favorito un’integrazione culturale bidirezionale. Gli espatriati europei si sono gradualmente innamorati dei sapori locali della cucina della Cina nord-orientale. Zhang prevede di aggiungere al menu gli spiedini locali alla griglia, consentendo agli ospiti stranieri di sperimentare il piacevole rituale quotidiano di gustare il barbecue con una birra fredda dopo il lavoro: un assaggio immersivo dell’autentica e vivace cultura dello street food della Cina nord-orientale.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: passo avanti in sviluppo di un materiale per chip quantistici al silicio

17 Giugno 2026 ore 09:40

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha compiuto un importante passo avanti nello sviluppo di un materiale fondamentale utilizzato nei chip quantistici a base di silicio, che darà impulso alla scienza e alla tecnologia d’avanguardia, ha annunciato la China National Nuclear Corporation (CNNC).

Un team del Research Institute of Physical and Chemical Engineering of Nuclear Industry (RIPCENI), affiliato alla China Nuclear Energy Industry Corp. sotto la CNNC, ha realizzato per la prima volta in modo indipendente la produzione su larga scala dell’isotopo silicio-28 con un’abbondanza superiore al 99,99%.

Secondo gli esperti, questo traguardo agevolerà lo sviluppo indipendente di materiali di base per il calcolo quantistico a base di silicio in Cina, oltre a sostenere lo sviluppo di processi avanzati di produzione di semiconduttori, della navigazione di fascia alta e degli standard di misurazione.

Il silicio-28, un isotopo stabile del silicio, può ridurre in modo significativo le interferenze del rumore ambientale nel calcolo quantistico. Definito il “silicio più puro”, è un materiale di base indispensabile per i chip quantistici a base di silicio.

Questo apre la strada alla Cina per ottenere un controllo scalabile dei bit nel calcolo quantistico a base di silicio, ha affermato Yu Dapeng, accademico dell’Accademia cinese delle scienze.

Il percorso dalla ricerca iniziale alla produzione su larga scala dell’isotopo silicio-28 ad alta purezza ha richiesto anni di impegno dedicato da parte del team di ricerca e segna un risultato fondamentale, ha affermato Lei Zengguang, accademico dell’Accademia cinese di ingegneria.

I ricercatori del RIPCENI intendono ora concentrarsi sullo sviluppo di una serie di prodotti a isotopi stabili per soddisfare le principali esigenze in campi come l’energia nucleare e la medicina nucleare, l’aerospazio, l’informazione quantistica, la fisica delle particelle e l’esplorazione dello spazio profondo.

Gli esperti hanno osservato che gli isotopi stabili hanno un valore insostituibile in ambiti che includono l’imaging medico nucleare, la radioterapia di precisione, il tracciamento ambientale e la ricerca fisica di base.

Nel promuovere l’ingegnerizzazione e l’industrializzazione delle tecnologie degli isotopi stabili, l’attività di ricerca e sviluppo del RIPCENI ha finora portato alla produzione di 26 tipi di isotopi stabili in 12 elementi, tra cui molibdeno, tellurio, nichel, zinco, silicio e itterbio.

(ITALPRESS).

Cina: Qiqihar ospita riserva naturale nazionale dedicata ai cervi sika (2)

17 Giugno 2026 ore 09:36
Cina: Qiqihar ospita riserva naturale nazionale dedicata ai cervi sika (2)

QIQIHAR (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Dei cervi sika passeggiano e cercano cibo sotto la pioggia in una riserva naturale nazionale dedicata a Qiqihar, nella provincia nord-orientale cinese dello Heilongjiang, il 15 giugno 2026.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Alfano nuovo segretario generale Assidipost-Federmanager, Palmieri presidente

17 Giugno 2026 ore 09:20
Alfano nuovo segretario generale Assidipost-Federmanager, Palmieri presidente

ROMA (ITALPRESS) – Si sono concluse a Roma due intense giornate di confronto, approfondimento e partecipazione che hanno visto protagonisti i dirigenti, i quadri apicali e i pensionati di Poste Italiane iscritti ad Assidipost-Federmanager.
I lavori si sono aperti il 12 giugno con il convegno “Intelligenza Artificiale e Futuro del Lavoro: per una nuova architettura etica dell’impresa”, promosso da Assidipost-Federmanager nell’ambito del percorso di avvicinamento al VII Congresso Nazionale dell’Associazione.
L’iniziativa ha riunito autorevoli rappresentanti del mondo accademico, manageriale e istituzionale per riflettere sulle implicazioni economiche, sociali ed etiche dell’Intelligenza Artificiale e sul ruolo che dirigenti e imprese saranno chiamati a svolgere nella gestione della trasformazione digitale.
Nel corso del dibattito è emersa una consapevolezza condivisa: l’Intelligenza Artificiale sta accelerando una profonda trasformazione dei modelli di apprendimento, ma la vera sfida non è tecnologica. E’ organizzativa, culturale e manageriale.
Assidipost-Federmanager in una nota “desidera ringraziare tutti i relatori che hanno contribuito alla qualità del confronto con competenza, passione e generosità: Don Vito Impellizzeri, Oreste Pollicino, Alessandra Michelini, Francesca Boccia, Giuseppe Ragusa, nonchè il moderatore Giuseppe De Filippi. Un particolare ringraziamento va inoltre a Marco Sacconi, Lorenzo Urbano, Valter Quercioli, Daniele Damele e ad Antonio Amato per il loro contributo ai lavori”.
La seconda giornata è stata dedicata al VII Congresso Nazionale di Assidipost-Federmanager, momento centrale della vita associativa durante il quale sono stati rinnovati gli organi statutari e definite le linee di indirizzo che guideranno l’Associazione nei prossimi anni.
Il Congresso ha eletto per acclamazione Alessandro Alfano quale nuovo Segretario Generale dell’Associazione.
Nel suo discorso di insediamento, Alfano ha richiamato “il forte mandato ricevuto dagli associati”, sottolineando come “l’elevata partecipazione al voto rappresenti non soltanto un dato associativo, ma un segnale concreto di fiducia, coinvolgimento e desiderio di partecipazione alla vita dell’Associazione. Questo Congresso segna un inizio, non una conclusione. In un contesto caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche, organizzative e sociali, Assidipost-Federmanager continuerà a investire nella formazione, nella rappresentanza e nella partecipazione, affinchè i dirigenti e i quadri apicali di Poste Italiane possano essere protagonisti del cambiamento e non semplici spettatori. Costruiremo una nuova architettura etica dell’impresa non come slogan, ma come pratica quotidiana”.
Il Congresso ha inoltre proceduto al rinnovo degli organi associativi.
Sono stati eletti: Presidente Tommasa Tiziana Palmieri. Segretario Generale Alessandro Antonio Alfano.
Consiglio Direttivo: Nicola Sotira, Francesca Sabetta, Raffaele Marra, Maria Paola Lombardi, Rocco Mammoliti, Stefano Formica, Cristiano Cocciarficco, Pietro Salemi, Lorenzo Urbano, Giacomo Scibelli, Salvatore Cocchiaro, Giorgio Pulino.
Collegio dei Revisori dei Conti: Presidente Giovanna Giuseppina Anelli; Componenti: Cinzia Cerilli, Anna Luciani.
Collegio dei Probiviri: Presidente Maria Pratesi; Componenti: Luca Toremba, Edoardo Risolo.
“I lavori congressuali si sono conclusi con il rinnovato impegno dell’Associazione a rafforzare il proprio ruolo di rappresentanza e di proposta nei confronti di Poste Italiane e delle istituzioni, continuando a promuovere la valorizzazione delle competenze manageriali, il dialogo intergenerazionale e la partecipazione attiva degli associati – conclude la nota -. Assidipost-Federmanager guarda al futuro con fiducia, forte della propria storia e della volontà di affrontare le sfide della trasformazione economica, sociale e tecnologica con responsabilità, competenza e spirito di servizio, nella consapevolezza che il valore dell’Associazione risiede nelle persone che ne fanno parte e nel contributo che queste continuano a offrire al Paese e all’impresa”.

– Foto Assidipost-Federmanager –

(ITALPRESS).

Dai leader G7 impegno per la fornitura di armi all’Ucraina e sanzioni alla Russia

17 Giugno 2026 ore 08:50
Dai leader G7 impegno per la fornitura di armi all’Ucraina e sanzioni alla Russia

ROMA (ITALPRESS) – “Noi, leader del G7, restiamo uniti nel nostro incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale. Riaffermiamo la nostra solidarietà alla popolazione ucraina colpita dagli attacchi alle infrastrutture critiche e al patrimonio culturale. Lodiamo l’Ucraina per la sua resilienza e i progressi compiuti sul campo di battaglia negli ultimi mesi e sottolineiamo che ora c’è un nuovo slancio”. E’ quanto si legge in una dichiarazione congiunta dei leader del G7, riuniti nel vertice di Evian.
“Per sostenere e accelerare questo nuovo slancio, concordiamo di aumentare la fornitura di capacità di difesa aerea, sistemi aggiuntivi e intercettori, nonchè capacità a lungo raggio. Siamo inoltre pronti a valutare l’estensione all’Ucraina dei benefici delle licenze per consentire un aumento della produzione militare ucraina”. I leader del G7 si impegniamo inoltre “ad aumentare la pressione sull’economia di guerra russa. In questo contesto, rafforzeremo le nostre sanzioni, comprese quelle sui settori del petrolio e del gas”.
I leader del G7 accolgono “con favore l’annuncio dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, raggiunto sotto la forte guida del presidente Trump, con il sostegno dei paesi mediatori, che offre un’opportunità storica per impedire all’Iran di acquisire armi nucleari e per affrontare le minacce legate alle sue attività regionali e balistiche. Sosteniamo e siamo pronti a contribuire alla sua attuazione”.
“Riaffermiamo che il diritto di transito senza restrizioni nè pedaggi è il fondamento del commercio internazionale – proseguono -. Concordiamo sul fatto che l’iniziativa multinazionale, indipendente e difensiva guidata da Francia e Regno Unito possa svolgere un ruolo importante nel facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, proteggendo le navi mercantili, rassicurando gli operatori del trasporto marittimo commerciale e supportando la verifica della rimozione di tutte le mine”.
“Sosteniamo con forza un accordo diplomatico solido e completo che segua il memorandum d’intesa raggiunto dal presidente Trump e che possa portare pace e sicurezza per tutti nella regione – affermano ancora i leader del G7 -. Sottolineiamo la necessità di un negoziato a tal fine, per affrontare le minacce poste dall’Iran nella regione e oltre, e per garantire che non si doti mai di armi nucleari. Concordiamo sul fatto che un tale negoziato trarrebbe beneficio dal contributo dei partner regionali e internazionali competenti, inclusa l’Aiea. Riaffermiamo che l’Iran non si doterà mai di armi nucleari”.
“Riaffermiamo che il diritto di transito senza restrizioni nè pedaggi è il fondamento del commercio internazionale – proseguono -. Concordiamo sul fatto che l’iniziativa multinazionale, indipendente e difensiva guidata da Francia e Regno Unito possa svolgere un ruolo importante nel facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, proteggendo le navi mercantili, rassicurando gli operatori del trasporto marittimo commerciale e supportando la verifica della rimozione di tutte le mine. Ci impegniamo ad accelerare la diversificazione delle rotte di approvvigionamento energetico al fine di ridurre la vulnerabilità globale allo Stretto di Hormuz e di aumentare le nostre riserve energetiche. Accogliamo con favore la possibilità che il Canada possa fornire una significativa capacità aggiuntiva ai mercati globali nei prossimi anni”.
“In Libano, sosteniamo, attraverso un cessate il fuoco immediato e deciso, gli sforzi della leadership libanese per raggiungere il disarmo di Hezbollah e il monopolio delle armi, e per proteggere l’integrità territoriale e la sovranità del Libano con le adeguate garanzie di sicurezza internazionali – si legge ancora nella dichiarazione congiunta -. A Gaza, accelereremo gli sforzi umanitari e di ricostruzione e la rapida attuazione delle misure politiche e di sicurezza pertinenti. Chiediamo la fine delle violenze in Cisgiordania”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Operazione “Golden River” nella Locride, 5 misure cautelari per furto aggravato e associazione a delinquere

17 Giugno 2026 ore 08:39
Operazione “Golden River” nella Locride, 5 misure cautelari per furto aggravato e associazione a delinquere

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – I Carabinieri della Compagnia di Locri (RC), con il supporto del personale della Compagnia Carabinieri di Bianco e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, coordinati dalla Procura presso il Tribunale di Locri, hanno dato esecuzione nei comuni di Bianco, Bovalino e Benestare all’operazione “Golden River”. Eseguita nei confronti di due fratelli legati da vincoli di parentela con una nota famiglia di ‘ndrangheta della “Locride” la misura cautelare degli arresti domiciliari e nei confronti di altri tre soggetti la misura cautelare dell’obbligo di dimora presso il Comune di rispettiva residenza. L’indagine, svolta dalla Stazione Carabinieri di Bovalino, ha portato alla luce l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere avente come fine ultimo la commissione di innumerevoli delitti contro il patrimonio.

In particolare, sono stati accertati accessi in una fiumara di automezzi, dedicati al movimento terra e impiegati per il prelievo illecito di materiale inerte, circa 900 tonnallete complessive, oltre a tutte le fasi di lavorazione, trasformazione e vendita dello stesso materiale. Il materiale, dopo essere stato trasportato presso una ditta edile, veniva sottoposto a varie fasi di lavorazione, alla successiva vendita e quindi al riutilizzo del prodotto finito, spesso “calcestruzzo”, come investimento economico in altre attività imprenditoriali della “Locride”, con conseguenti e consistenti introiti economici.

– foto ufficio stampa Carabinieri Reggio Calabria –

(ITALPRESS).

L’Austria supera l’esame Giordania, vittoria per 3-1 al debutto

17 Giugno 2026 ore 08:35
L’Austria supera l’esame Giordania, vittoria per 3-1 al debutto

SAN FRANCISCO (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Debutto vincente, ma con il brivido, per l’Austria di Rangnick, che batte la Giordania per 3-1 nella prima giornata del girone J del Mondiale. Apre le marcature Schmid nel primo tempo, pareggia Olwan a inizio ripresa, prima dell’autogol di Al-Arab, a cui si aggiunge nel finale il rigore siglato da Arnautovic. L’Austria tiene il possesso in avvio, ma non mancano le iniziative degli avversari. La Giordania si difende bene e prova ad affacciarsi in avanti per la prima volta al 17′, quando Fakhoury tenta la conclusione dal limite: Schlager fa buona guardia e mette in angolo. Al 21′ la sblocca la squadra di Rangnick. Schmid si accentra dalla destra e dal limite scaglia un destro preciso all’angolo opposto, lasciando di sasso Abu Laila. 1-0. Immediata la reazione sul versante opposto. Al 22′ Olwan si libera benissimo in area e colpisce di testa, ma la traversa salva Schlager. Nel finale di primo tempo Alaba e compagni si vedono meno rispetto all’inizio. Si va all’intervallo sul risultato di 1-0. Al 46′ Rangnick si gioca la carta Arnautovic, inserito per Kalajdzic.
Comincia la ripresa e la Giordania torna in avanti, trovando il pari al 50′. Protagonista ancora una volta Olwan: suo il destro dal limite, che sbatte sul palo alla sinistra di Schlager prima di depositarsi in rete. Al 67′ esulta l’Austria con Arnautovic, che spinge il pallone in rete sugli sviluppi di un angolo, dopo un’uscita disastrosa coi pugni di Abu Laila. L’arbitro Beida viene però richiamato al Var per un tocco di mano di Posch, e dopo l’on-field review annulla la rete. L’ex Bologna e Inter è però coinvolto anche nella rete, stavolta regolare, che arriva al 76′. Altro angolo, Arnautovic si lancia di testa, ma il tocco decisivo è di Al-Arab, che devia il pallone nella sua porta. A recupero scaduto arriva anche il 3-1 dell’Austria. Cross di Arnautovic, tocco di mano di un difensore e penalty concesso dopo controllo al Var. Sul dischetto si presenta il centravanti entrato a inizio ripresa, che dagli undici metri trova il meritatissimo gol. A San Francisco finisce 3-1: l’Austria raggiunge l’Argentina a quota tre punti.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Dyson V12 Detect Slim Absolute (ricondizionato) a un super prezzo su eBay

17 Giugno 2026 ore 09:08

dyson-v12-detect-slim-absolute-ricondizionato-a-super-prezzo-ebay

Il potentissimo aspirapolvere senza fili Dyson V12 Detect Slim Absolute (ricondizionato) è in offerta su eBay con un risparmio di 320 euro.

The post Dyson V12 Detect Slim Absolute (ricondizionato) a un super prezzo su eBay appeared first on Punto Informatico.

Treni in ritardo. Riflessioni sulla servitù volontaria

17 Giugno 2026 ore 09:00

Un mesetto fa è scoppiato un piccolo caso politico che, probabilmente molti hanno già dimenticato. Eppure merita attenzione, perché racconta molto bene il clima del nostro tempo.
Tutto nasce da una campagna pubblicitaria di Italia Viva comparsa nelle grandi stazioni ferroviarie italiane, in particolare Roma Termini e Milano Centrale. I manifesti utilizzavano una grafica volutamente ispirata ai manifesti del Ventennio fascista e giocavano sul celebre slogan nostalgico “Quando c’era lui”. Solo che qui il bersaglio era Giorgia Meloni.
Uno dei cartelloni recitava: “Quando c’era lei i treni arrivavano in ritardo”.
Un altro: “Quando c’era lei l’Italia era meno sicura”.
Il tono era chiaramente provocatorio, ironico, costruito per attirare attenzione e polemiche. Operazione discutibile? Probabilmente sì. Ma assolutamente dentro il normale conflitto propagandistico di una campagna politica.
La vicenda però prende una piega interessante quando emerge che
Grandi Stazioni Retail — la società che gestisce gli spazi pubblicitari nelle principali stazioni ferroviarie — avrebbe chiesto modifiche alla campagna per autorizzarne il rinnovo. Italia Viva parla immediatamente di censura e tira in ballo addirittura gli articoli 21 e 68 della Costituzione.
Naturalmente, nel giro di poche ore, arrivano smentite, precisazioni, retroscena, “fonti vicine”, ministeri che negano pressioni, società che rivendicano autonomia, partiti che gridano allo scandalo e giornali che si inseguono nella ricostruzione dei fatti.
Fin qui siamo dentro il consueto teatrino della politica italiana.
Ma la parte davvero interessante è un’altra.
Perché questa storia ci riporta improvvisamente a un testo del Cinquecento: il
Discorso sulla servitù volontaria di Étienne de La Boétie. La domanda che si poneva La Boétie era semplice e terribile: come fa il potere a reggere così stabilmente, anche quando è odiato?
La sua risposta era che i governi non vivono soltanto di forza o repressione. Vivono soprattutto grazie alla collaborazione spontanea di una moltitudine di persone che, per convenienza, abitudine, paura o semplice conformismo, finiscono per servire il potere senza nemmeno bisogno di ordini espliciti.
Ed è esattamente il meccanismo che sembra intravedersi oggi.
Non c’è il gerarca che telefona ordinando di strappare i manifesti. Non c’è il prefetto che manda la polizia. Non c’è il ministero della propaganda. C’è qualcosa di molto più moderno. Ci sono dirigenti prudenti, apparati che “interpretano il clima”, società partecipate che vogliono evitare fastidi, uffici comunicazione che preferiscono prevenire problemi, funzionari che diventano, come si dice, “più realisti della regina”.
Ed è qui che la vicenda diventa quasi comica. Perché i manifesti volevano insinuare l’idea di una deriva autoritaria. E il sistema, nel tentativo di gestire la situazione, finisce per reagire esattamente nel modo che conferma quella narrazione. Se fosse una sceneggiatura cinematografica qualcuno direbbe che è troppo didascalica per essere credibile.
Naturalmente non è necessario simpatizzare per Renzi o per Italia Viva per cogliere il problema. La questione non è la qualità della campagna pubblicitaria. La questione è la rapidità con cui, dentro strutture pubbliche o semi-pubbliche, si attiva il riflesso della normalizzazione preventiva.
È questo il punto moderno della servitù volontaria.
Il potere contemporaneo spesso non ha nemmeno bisogno di censurare apertamente. Gli basta essere percepito. Gli basta suggerire un’atmosfera. Gli basta lasciare intuire quale sia il confine del fastidio tollerabile. Il resto lo fanno da soli funzionari, manager, intermediari, amministratori, responsabili marketing e professionisti della prudenza.
La Boétie lo aveva capito cinque secoli fa: la servitù più efficace è quella che non ha bisogno di essere imposta.
E allora forse la morale finale di questa piccola storia ferroviaria è semplice. I treni magari continueranno ad arrivare in ritardo. Ma la servitù volontaria, quella, in Italia riesce ancora a essere perfettamente puntuale.

Totò Caggese

L'articolo Treni in ritardo. Riflessioni sulla servitù volontaria proviene da .

Editoria in crisi, ma L’Espresso accelera: web e social spingono il rilancio e fanno crescere i ricavi. Tutti i numeri

17 Giugno 2026 ore 08:33

Significativo miglioramento dei numeri de L’Espresso Media, la casa editrice che edita l’omonimo settimanale e controllata dall’imprenditore Donato Ammaturo tramite Ludoil Energy. Il bilancio del 2025, infatti, s’è chiuso sì in perdita per 837mila euro, ma il passivo è decisamente calato rispetto a quello di oltre 2,7 milioni del precedente esercizio.

Tutto merito dei ricavi editoriali che anno su anno sono saliti da 4,7 milioni ad oltre 6 milioni, in controtendenza rispetto al settore ma anche rispetto all’ultimo triennio dell’azienda. A ciò vanno sommati i contributi pubblici sotto forma di credito d’imposta e così il valore della produzione è balzato ad oltre 7,4 milioni. Tutto ciò ha portato l’azienda di Ammaturo a registrare per la prima volta un ebitda positivo per 335mila euro, margine che invece l’anno prima aveva avuto un segno negativo per oltre 1,7 milioni.

I risultati del 2025, dice la relazione sulla gestione, sono frutto della nuova strategia aziendale basato sul rilancio del web e dei social media con massicci investimenti sul digitale oltre all’ampliamento del perimetro redazionale, trainato dallo sviluppo de “Le guide dell’Espresso”.

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE ECONOMIA

L'articolo Editoria in crisi, ma L’Espresso accelera: web e social spingono il rilancio e fanno crescere i ricavi. Tutti i numeri proviene da Affaritaliani.it.

Android 17 è arrivato con la bolla delle app, Gemini Omni e altre novità

17 Giugno 2026 ore 08:31

Android 17 è disponibile

Android 17 è disponibile sui Pixel con la bubble bar per il multitasking, Gemini Omni per editare video e Lyria 3 per creare musica.

The post Android 17 è arrivato con la bolla delle app, Gemini Omni e altre novità appeared first on Punto Informatico.

💾

Svezia, approvata la “legge sulla delazione”: i dipendenti pubblici dovranno denunciare i migranti senza documenti, anche negli ospedali

17 Giugno 2026 ore 08:04

Nuovo doppio giro di vite nella stretta all’immigrazione in Svezia, dove i dipendenti statali saranno obbligati a denunciare da protocollo gli stranieri senza documenti per aumentare il numero dei rimpatri. Oltre a quella che è stata rinominata la “legge sulla delazione“, sono stati irrigiditi anche i criteri per il rilascio e la revoca dei permessi di soggiorno, sulla cui valutazione avrà un peso sempre maggiore lo “stile di vita” dell’interessato.

Il Paese, che andrà alle urne a settembre, ha un Governo guidato dal primo ministro Ulf Kristersson (Partito dei Moderati), in carica dall’ottobre 2022, con un esecutivo di minoranza di centro-destra formato dal Partito Moderato, dai Cristiano-Democratici e dai Liberali con il sostegno esterno del partito di estrema destra, i Democratici di Svezia. L’onda xenofoba che ancora una volta sta attraversando l’Europa è partita dal Nord e nel Nord si incancrenisce. In Svezia, il Paese sempre meno propenso a quell’accoglienza che, nei decenni scorsi, l’aveva elevato a modello europeo, in particolare per la percentuale più alta di rifugiati accolti in proporzione alla popolazione.

A novembre del 2015, quando la crisi dei profughi era al suo apice, Stoccolma decretò il ripristino dei controlli alla frontiera con la Danimarca che, dal canto suo, non mise a disposizione neanche un poliziotto. Il traffico ferroviario collassò e molti lavoratori transfrontalieri dovettero rassegnarsi e lasciare l’impiego per i tempi biblici che il trasferimento comportava. Fu l’inizio di una serie di provvedimenti sempre più disinvolti e lontani dalla tradizione svedese, in concomitanza con l’affermarsi ben più energica e fiera delle destre estreme e di un malcontento generale sempre silenzioso.

Oggi la Commissione di Previdenza Sociale ha ottenuto il voto del Parlamento per due proposte. La prima, come detto, puntava a obbligare sei enti governativi svedesi a denunciare automaticamente alla polizia le persone senza documenti con le quali fossero venuti in contatto durante l’esercizio delle rispettive professioni. Tra questi, enti scolastici e sanitari. A sua volta, questa potrebbe trasmettere le informazioni all’Agenzia per l’immigrazione o ai Servizi di sicurezza. Inoltre, l’Autorità svedese per i reati economici e la Procura saranno obbligate a fornire informazioni sugli stranieri, su richiesta di un’Agenzia delle forze dell’ordine. La legge, ribattezzata “operazioni di controllo rafforzate“, prevede anche l’uso di ulteriori strumenti per verificare l’identità degli stranieri, come la possibilità di sequestrare e perquisire il telefono cellulare, mentre impronte digitali e fotografie saranno lecitamente utilizzate in misura maggiore e più efficace rispetto al passato. Il rischio di essere denunciati, indurrà di fatto gli stranieri a non usufruire, ad esempio, di servizi sanitari che, sulla carta, prevedono esenzioni per le fasce più deboli della popolazione.

La seconda proposta appoggia quella del governo di modifica della legge sugli stranieri. In particolare, per il rilascio o la revoca dei permessi di soggiorno dovrà essere presa in maggiore considerazione la condotta dello straniero che viene definita anche “stile di vita”. La nuova normativa raccomandata dalla Commissione mira a creare “maggiori opportunità per espellere gli stranieri”.

Le reazione di Jan Willem Goudriaan, Segretario Generale dell’Unione Europea dei Servizi Pubblici: “Se venissero introdotti obblighi di segnalazione nei servizi pubblici, le persone avrebbero paura di utilizzare servizi essenziali come ospedali, sistemi di assistenza, scuole e trasporti pubblici, mettendo a rischio i nostri iscritti che lavorano in questi settori. Dobbiamo inoltre ricordare ai governi che i servizi pubblici cesserebbero di funzionare senza i lavoratori migranti in Svezia e in molti Stati membri dell’Ue. Ciò di cui abbiamo bisogno non è una nuova caccia alle streghe che costringa i lavoratori a fare da informatori. Non c’è nulla da guadagnare da un obbligo di segnalazione che mira a deportare i migranti senza documenti che non hanno commesso alcun reato. Questa ‘legge sulla delazione’ minaccia il diritto fondamentale all’asilo e il principio di non respingimento, alimentando al contempo un clima di sospetto, paura e razzismo, anche all’interno del settore pubblico. Non fa altro che legittimare l’estrema destra, fin troppo felice di vedere realizzati i suoi sogni più sfrenati di sorveglianza di massa, detenzione e deportazione a scapito dell’etica del servizio pubblico”.

Louise Bonneau, Responsabile Advocacy di PICUM, rete di organizzazioni che lavorano per garantire la giustizia sociale e i diritti umani ai migranti privi di documenti: “Il voto di oggi rappresenta una grave battuta d’arresto per i diritti umani in Svezia. Non accetteremo questa come la parola definitiva. Siamo al fianco dei nostri partner nella continua lotta per l’abrogazione di questa legge e per la tutela dei diritti umani di tutti in Svezia.”

L'articolo Svezia, approvata la “legge sulla delazione”: i dipendenti pubblici dovranno denunciare i migranti senza documenti, anche negli ospedali proviene da Il Fatto Quotidiano.

Lucchini potrà aumentare la produzione di acciaio del 25% senza valutazione di impatto ambientale: perché?

17 Giugno 2026 ore 07:32

La Lucchini RS Holding, approvando in questi giorni il bilancio 2025, ha reso noti i risultati positivi del Gruppo, che ha registrato ricavi pari a 583,1 milioni di euro e un utile di 52,6 milioni di euro. Il patrimonio netto è salito a 631 milioni di euro, confermando la solidità patrimoniale e finanziaria dell’azienda. Gli organici hanno raggiunto quota 2.298 dipendenti, di cui 836 nelle controllate estere. L’azienda ha inoltre portato gli infortuni sul lavoro ben al di sotto della media nazionale del settore.

L’impegno di Lucchini RS per l’economia circolare si è tradotto nell’attività dell’impianto di Montichiari (BS), che consente di recuperare e valorizzare sottoprodotti dell’acciaieria destinati all’edilizia e alle infrastrutture stradali. La Divisione Ferroviaria ha registrato una solida crescita grazie soprattutto delle società estere del Gruppo. Anche il comparto dei forgiati e dei fusi ha beneficiato dell’entrata in funzione, nel 2024, della nuova pressa da 7.000 tonnellate, che ha consentito alla forgia di Lovere di aumentare il peso dei lingotti utilizzati e di ampliare la gamma dimensionale dei prodotti offerti. Lucchini è inoltre leader europeo nella lavorazione e distribuzione di lamiere inossidabili ad alto spessore.

Il 2026 rappresenta un anno simbolico per il Gruppo, che celebra il 170esimo anniversario della fondazione dello storico stabilimento di Lovere, ma anche un anno strategico. La Provincia di Bergamo ha infatti aggiornato l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dello stabilimento di Lovere per, come si legge in un comunicato dell’azienda, “favorire un utilizzo più flessibile e razionale degli impianti”.

In realtà, grazie a questa autorizzazione, ottenuta senza il ricorso alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), Lucchini RS potrà aumentare la produzione di acciaio da 250.000 a 310.000 tonnellate annue, con un incremento di circa il 25%.

I controlli fanno parte della normale vita di un’impresa. Un’acciaieria di interesse nazionale rappresenta comunque una potenziale fonte di impatto per la salute pubblica, soprattutto quando è collocata in prossimità di edifici e abitazioni, come avviene tra Lovere e Castro. La VIA non sarebbe stata un atto d’accusa nei confronti dell’azienda, bensì uno strumento di trasparenza e garanzia per tutti.

Alla luce dei risultati economici e delle prospettive di mercato, Lucchini RS è oggi l’unico produttore italiano di ruote ferroviarie forgiate e uno dei pochissimi a livello mondiale. Lo stabilimento di Lovere dispone dell’intera filiera produttiva dell’acciaio — acciaieria, fonderia, fucinatura e lavorazioni meccaniche — e produce componenti essenziali per il settore ferroviario, quali ruote, assili e sale montate destinati all’alta velocità, al trasporto regionale, alle metropolitane e ai treni merci.

Proprio in ragione di questo ruolo strategico e internazionale, l’azienda avrebbe potuto richiedere volontariamente una procedura di VIA. Se è convinta che l’aumento della produzione non comporti alcun impatto significativo, non si comprende perché temere una valutazione indipendente. Qualora emergessero criticità, ciò non significherebbe mettere in discussione l’attività produttiva, ma individuare eventuali problemi e affrontarli con gli strumenti più adeguati.

Considerata la solidità economica del Gruppo, eventuali interventi di mitigazione ambientale e ulteriori monitoraggi potrebbero essere sostenuti senza compromettere né l’occupazione né la competitività aziendale. Questi due adempimenti non sono in contraddizione con l’occupazione, non sono fatti per chiudere l’azienda, ma adempimenti per aprirla, modificarla e nel caso migliorare l’impatto.

Essendo un’acciaieria elettrica, con fonderia e forgia integrate, le emissioni complessive reali sono comunque rilevanti e andrebbero monitorate.

Pur non essendo stata ritenuta necessaria la VIA, un incremento della produzione di acciaio del 25% giustifica quantomeno l’avvio di una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) indipendente, affinché lavoratori, cittadini e amministrazioni possano conoscere preventivamente gli effetti dell’aumento delle emissioni industriali, del traffico indotto e delle ricadute ambientali sulla salute pubblica.

I futuri incrementi di produttività consentirebbero di sostenere agevolmente i costi di queste valutazioni. Un’azienda strategica come Lucchini RS non può inoltre permettersi di dipendere esclusivamente dal trasporto su strada. È sufficiente ricordare come la frana che interessò la viabilità nel 2024 abbia bloccato per circa un mese l’attività produttiva e creato notevoli disagi anche ai cittadini di Lovere.

Non va dimenticato che, in passato, le chiatte lacustri trasportavano le ruote ferroviarie tra Lovere e Paratico, dove venivano inoltrate sulla rete ferroviaria nazionale. Oggi non è più possibile trasferire i camion su ferrovia attraverso il molo di Paratico, ormai urbanizzato, ma sarebbe comunque possibile utilizzare il trasporto via lago fino alla periferia di Costa Volpino (località Pizzo), riducendo il traffico pesante nel centro abitato e limitando i rischi derivanti da eventuali nuovi cedimenti della viabilità stradale.

Sorprende che un’analisi costi-benefici di questa soluzione non sia stata quantomeno presa in considerazione. In fondo, si tratterebbe per Lucchini RS di destinare una piccola parte dei benefici derivanti dal futuro aumento della produttività ai bisogni della comunità locale: molto più, e molto meglio, della modesta compensazione economica (triennale) di 210mila euro prevista dal protocollo d’intesa sottoscritto tra l’azienda e i Comuni di Lovere e Castro. Sviluppo e tutela ambientale posso correre assieme ma non così.

L'articolo Lucchini potrà aumentare la produzione di acciaio del 25% senza valutazione di impatto ambientale: perché? proviene da Il Fatto Quotidiano.

Messi show e l’Argentina vince al debutto, tripletta da record all’Algeria

17 Giugno 2026 ore 07:35
Messi show e l’Argentina vince al debutto, tripletta da record all’Algeria

KANSAS CITY (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Monumentale Lionel Messi, che con una tripletta stende l’Algeria al debutto dell’Argentina ai Mondiali 2026 e in un solo colpo raggiunge Miroslav Klose in vetta alla classifica all-time dei marcatori della rassegna iridata, a quota 16 gol. Tutto questo nel giorno della sua 200esima presenza con la maglia dell’Albiceleste, a vent’anni esatti dal suo debutto (anche in quel caso con gol) in un Mondiale. Insomma, non poteva esserci inizio migliore per i campioni del mondo in carica, che con questo netto 3-0 raccolgono i primi tre punti nel girone J. E ci mette meno di cinque minuti, Messi, per trovare la via della rete, ma viene tutto annullato per un leggero fuorigioco sul suggerimento di Lautaro Martinez. Non sta a guardare l’Algeria, che tre minuti dopo va a segno con Chaibi dopo un super spunto di Maza ma, anche in questo caso, c’è l’offside che grazia la linea difensiva argentina, tutt’altro che attenta nell’occasione. L’Argentina gioca una partita di buona intensità, pressando bene e cercando sempre un gioco verticale, come al 17′, quando De Paul trova lo spazio per Messi che dalla lunetta fa partire un sinistro che piega le mani a Zidane e si insacca in rete: per la seconda edizione consecutiva, quindi, l’asso argentino segna il primo gol della sua Nazionale a un Mondiale. L’Algeria fatica a riorganizzarsi e, salvo qualche spunto interessante di Chaibi e Hadj Moussa, non riesce mai a impensierire davvero Emiliano Martinez: si va al riposo, quindi, senza altre particolari emozioni.
E nemmeno nella ripresa la nazionale nordafricana riesce a trovare la scossa per provare a recuperare lo svantaggio. Anzi, è nel secondo tempo che prosegue lo show targato Messi: al 60′ arriva il secondo gol con un facile tap-in dopo una respinta goffa di Zidane sul tiro, potente ma centrale, di Mac Allister. Il portiere algerino, figlio di Zinedine, si rifà in parte al 66′, quando con una grande parata nega la gioia del terzo gol a Messi. Poco male per Leo, che pochi minuti più tardi, al 76′, imbuca all’angolino dal limite e certifica la vittoria degli uomini di Scaloni. All’80’ arriva anche la meritata standing ovation per Messi, che lascia spazio al debutto di Nico Paz. Inizia così il mondiale da campione in carica per l’Argentina, che dà un forte segnale alle altre pretendenti al trono.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Il capitalismo bancario di sorveglianza produce guerre e povertà

17 Giugno 2026 ore 07:20
Partiamo dal postulato, cardine del nostro ragionamento, che il potere abbia sempre e comunque due nemici, uno interno e l’altro esterno. Il “sistema anglo-Ue” ha identificato mediaticamente ed imprenditorialmete la Russia come nemico esterno. Parimenti il nemico interno del potere siamo tutti noi i normali. Ecco che il potere ha due fronti bellici, e conta di mantenere aperto sempiternamente il confronto. Ma chi è il potere anglo-Ue? Soprattutto chi ne incarna la dirigenza ed i valvassori nei feudi europei? Noi normali cittadini abbiamo la risposta a portata di mano: il nostro oppressore si chiama capitalismo fiscale e bancario di sorveglianza. Si dibatte del “capitalismo di sorveglianza” da prima della pandemia, ormai anche i muri possono rispondere su quanto la “povertà sostenibile” sia un modo per controllare le masse, per escluderle dai cicli produttivi, dai benefici delle ricchezze come dal partecipare all’ormai risicato ascensore sociale. Del resto l’umanità ha conosciuto l’abolizione di schiavitù e servitù della gleba nel lasso temporale medio degli ultimi duecento anni; ben poca cosa rispetto ai tanti millenni che hanno consentito il sorgere d’imperi, la creazione d’enormi ricchezze grazie allo sfruttamento dei molti ad opera di pochi. Oggi, che l’operatore umano viene un po’ in tutti i campi sostituito dai robot, dall’intelligenza artificiale, dal computer, succede che il potere non intenda dividere con i popoli le ricchezze create grazie alla tecnologia. In un primo momento il potere aveva paventato che la tecnologia avrebbe fornito a tutti delle opportunità illimitate. Dopo la pandemia è diventato imperativo dei pochi contenere demograficamente i molti, limitarne appetiti ed ambizioni: per non dividere ricchezza e potere come risorse alimentari che potrebbero scarseggiare. Così la tecnologia è venuta incontro al neocapitalismo di sorveglianza, promettendo che il tre per cento degli uomini possa ancora tenere a bada i popoli.

Guerra del potere al popolo

Come da antica tradizione speculativa si ricorrerà all’esempio, all’aneddoto utile a dimostrare come gira il mondo, come il potere fronteggi le ambizioni dei popoli: per motivi giudiziari (evitare querele) verranno omessi i nomi degli attori e quanto serva ad identificarli, consci che in sede di conciliazione e di costituzione di parte civile possa essere preteso un risarcimento (e solo per averli nominati) proporzionato al loro patrimonio professionale, etico, morale, al censo, ai loro beni (il Mercante di Venezia è sempre attuale).
Partiamo da presupposto che, il potere finanziario pretenda dagli attuali corpi intermedi venga favorita la concentrazione di ricchezza: ovvero politiche economiche e sociali che mirino a far sì che la ricchezza si accumuli nelle mani di un numero ristretto di individui o gruppi, contrastando con norme europee e poi leggi nazionali che venga equamente distribuita nella società. Questo per esempio avviene con politiche fiscali che favoriscano i più ricchi, permettendo la chiusura delle attività che per incapienza non riescono a mettersi a norma europea. O deregolamentando settori in cui solo le grandi imprese possono accumulare profitti: come quello energetico e telefonico, dove il cosiddetto “mercato libero” ha favorito le multinazionali che a loro piacimento mettono mani a tariffe e prezzi. Oppure le politiche creditizie che limitano l’accesso delle fasce sottocapitalizzate alle opportunità, negando loro prestiti e mutui, negando loro l’opportunità d’aprire un laboratorio o un commercio che possa restituire negli anni alla banca capitale e interessi.

L’imprenditore il dottor Pangloss

Qualcuno ce la fa, e con tanti sacrifici ed intelligenza riesce negli anni a costruire varie realtà produttive. E’ il caso dell’amico imprenditore che lo scrivente non sentiva da qualche anno, che in questi giorni s’è fatto vivo. “Qual buon vento!?”. Il tipo di rimando “perdonami ma ho avuto una vita convulsa…troppi impegni”. La domanda su come vadano le aziende viene spontanea, ma la risposta è deviante: “Guarda le aziende vanno bene, nonostante i tempi, ma ti telefono per un consiglio. La mia crescita economico-imprenditoriale è ormai evidente…l’hanno notata dirigenti di banca, concorrenza e, soprattutto, salotti di potere”. Colto da grande curiosità interrompo a gamba tesa: “non dirmi che s’è fatta viva l’Agenzia delle Entrate”. La risposta è secca: “Certo che no! Sono totalmente in regola, pago i migliori commercialisti e tributaristi di Milano. Altro è il problema, forse una mia eccessiva preoccupazione. Mi hanno avvicinato ambienti di potere – sottolinea l’imprenditore – gente ben più in alto della politica. Mi ha voluto incontrare una persona del potere economico, e per chiedermi se gradissi essere suo ospite. Quindi mi ha invitato nella sua villa a pochi passi dalla Svizzera per una serata con imprenditori, banchieri, importanti professori universitari e gente del jet set degli affari. Sto partecipando da qualche mese alle loro serate: ascolto e parlo lo stretto necessario, un sorriso, un ‘buona serata!’, un brindisi. Ogni volta ospitano conferenze di esperti internazionali di banche, economia, finanza, tecnologie, normative europee. Durante un incontro, un importante docente, ospite fisso del World Economic Forum, ha spiegato come la povertà dei popoli si riveli comunque il migliore strumento di controllo, che da anni gli esperti del ‘capitalismo di sorveglianza’ valutano come il potere possa meglio imporre le regole, quindi far accettare socialmente i vari sistemi d’esclusione”. Si risponde all’amico che da sempre il potere ha sbarrato la porta della ricchezza ai popoli, che comunque entrare a corte è sempre stato arduo.
L’imprenditore ci tiene a precisare che “da giovane laureato ero dalla parte di chi subisce le regole del potere, non sono nato ricco; ho studiato e lavorato tanto, oggi cerco di aiutare i giovani o i miei dipendenti in difficoltà. Sono rimasto sconvolto – confessa l’imprenditore – quando ho scoperto, e non ti posso fare i nomi per telefono, come in conciliaboli esclusivi certa gente importante consigli al potere la povertà come strumento di controllo; e sono gli stessi professoroni che rilasciano interviste o scrivono libri su come sconfiggere la povertà e promuovere una società più equa proponendo modelli di sviluppo inclusivo e sostenibile in cui non credono nemmeno loro, e per rendersi credibili ammantano il predicozzo col racconto sul rispetto dei diritti umani e sulla partecipazione di tutti”. Evviva caro amico, sei entrato nel novero dei papabili invitati ai conciliaboli internazionali. L’imprenditore, uomo intelligente, s’è così reso conto che necessiti sorridere, fingere, salutare tutti e, soprattutto non esporsi. Nemmeno noi ci esponiamo, ed omettiamo nomi, luogi, circostanze: e chi vuol capire capisca.
Perché puntare il dito contro qualcuno ci procurerebbe solo un nuovo processo. Negli ultimi vent’anni anche l’uomo di strada, l’italiano medio, ha pian pianino compreso che oggi come ieri la povertà e il controllo dei popoli rimangono temi interconnessi: studiati dalle dinamiche di potere chiamate ad amministrare disuguaglianze sociali ed economiche perché non vengano turbati gli equilibri nazionali, europei, mondiali. Il genuino imprenditore di prima generazione ha così toccato con mano come la povertà ancora si riveli strumento di controllo, utile a limitare le opportunità, l’autonomia umana, la partecipazione politica di individui e gruppi.

 L’italiano subisce e medita

Ma veniamo ad altri esempi. La direttiva europea Bolkestein prometteva la semplificazione di gran parte delle procedure amministrative, soprattutto di evitare discriminazioni basate sulla nazionalità di chi apre imprese in un paese dell’Ue. Oggi la Bolkestein ha di fatto portato al fallimento gran parte delle imprese familiari che gestivano lidi balneabili, spazi a mercati ambulanti ed una miriade di attività commerciali soprattutto nei grandi centri urbani. Situazione similare l’ha vissuta una quindicina d’anni fa la Grecia, e prima che calasse la Bolkestein, subendo il fallimento di gran parte delle attività private e poi l’acquisizione da parte di soggetti esteri di isole, alberghi, porti, aeroporti, spiagge, noli: oggi ai greci è rimasto l’interno della terra ferma, Atene e dintorni, tutte le attività ed i patrimoni immobiliari sono transitati attraverso immobiliari e società controllate da banche tedesche, olandesi, inglesi. “E’ il mercato bellezza!” affermerebbero i seguaci di Monti e Draghi.
Per brevità di racconto vi portiamo un esempio vicino Roma. Vi invitiamo a recarvi ad osservare il lido di Ostia: noterete che gran parte degli stabilimenti sono oggi sequestrati, che in alcuni casi viene impedito l’accesso al mare, che in quelli liberi s’assiste ad una guerra tra poveri che operano la “tentata vendita” di caffè, bibite e panini. Ovviamente interviene la polizia locale (ma anche il Commissariato e la Guardia di Finanza) che provvede al fermo dei tanti emuli di “Café Express” (quello di Loy e Manfredi) che operano la “tentata vendita” con rissa. Indagando si scopre che gli arrestati sono soprattutto italiani, che prima di fare gli ambulanti abusivi erano regolari dipendeti di lidi e bar: dopo le chiusure si sono dati al “crimine”. Chissà se questa gente tornerà ad un  lavoro onesto quando tedeschi, francesi, olandesi e inglesi metteranno le mai sui vari lidi. Del resto per decenni abbiamo letto ogni male sulle terme di Ischia, poi ogni bene da quando i più importanti bagni vengono gestiti da una società tedesca (amministrata dal cugino di Agela Merkel).
Le strutture di potere, e relativi sistemi di controllo, possono perpetuare ed esacerbare la povertà, creando circoli viziosi: guerre tra poveri, fallimenti a catena, panico fiscale. Così coloro che detengono il potere economico possono usare la povertà per esercitare il controllo sugli altri. Lo fanno creando dipendenze e obblighi, o influenzando le scelte sugli acquisti. Limitano soprattutto la capacità dei popoli di opporsi a politiche o decisioni: infatti se negli anni ’60 era naturale scendere in piazza contro la guerra, oggi la gente pavidamente cerca di non parlar male dei conflitti temendo dispiacere al potere. Oggi la privazione di libertà è evidente nelle tante paure che intristiscono la vita dei cittadini. Timori che rendono l’uomo maggiormente vulnerabile alla povertà, allo sfruttamento lavorativo, all’accettare condizioni di lavoro precarie e illegali solo per sopravvivere. All’amico imprenditore, che guardingo accetta inviti ai conciliabili di potere, è stato detto che dal suo salotto andranno a Davos, al prossimo WEF. Proprio quel vertice internazionale dove una ventina d’anni fa venivano organizzati i primi panel sulla riduzione della platea dei fruitori di beni e servizi (la gente insomma) per salvare l’ambiente, il pianeta. In pratica il potere sta dando segnali alla politica perché le persone in povertà vengano sempre più escluse da servizi, opportunità, processi decisionali. Il circolo vizioso che crea emarginazione e svantaggio permette al potere di vestirsi di filantropia, di commuoversi in abiti eleganti dinnanzi alle sempre più nutrite file, dinnanzi a Caritas, Sant’Egidio, parrocchie e volontariati vari. Il fatto che sia stata ricostruita una forte vulnerabilità delle persone permette al potere di giocare legalmente, in punta di diritto, la carta della sottomissione dell’umanità. In Europa l’essere umano lo si può definire più o meno totalmente libero dal 1807 (in Francia dalla Rivoluzione), data in cui i contadini tedeschi vennero dichiarati liberi: la loro libertà di movimento veniva sancita dall’abolizione della servitù obbligatoria, e l’editto recitava “con il giorno di San Martino 1810 cessa ogni dipendenza”. Nell’Inghilterra la cosa continuava ancora per qualche anno, i lord ci tenevano a sottolineare che “La condizione del servo della gleba è dura, ma molto migliore di quella dello schiavo che è come un animale da lavoro, un utensile”. Nella civilissima Gran Bretagna la “servitù della gleba” di fatto terminava pochi anni prima che nella Russia zarista: a difesa delle garanzie che forniva la “servitù”, qualche lord ebbe anche a rimarcare che, se il signore finiva in rovina, i servi non avrebbero subito alcun nocumento, il nuovo padrone avrebbe provveduto a vitto, vestiario e alloggio. Pare davvero strano che nella nostra epoca si debba ritornare a mettere in guardia contro la schiavitù: lo si fa per destare l’attenzione di chi nelle aule parlamentari dovrebbe maggiormente badare alla protezione sociale dei più vulnerabili.

Le nostre catene

I potenti della terra chiedono alla politica, e con voce sempre più forte, di favorire la concentrazione di ricchezza attraverso politiche fiscali che premino i redditi più alti o le grandi aziende: per esempio con la riduzione delle tasse sui redditi da capitale e sui profitti aziendali. Questo significa che le politiche economiche e sociali mirano a far sì che la ricchezza si accumuli principalmente nelle mani di un numero ristretto di individui o gruppi. Gli incontri riservati che Bill Gates, Elon Musk, Jeff Bezos, George Soros e altri tengono con presidenti e vertici Ue hanno lo scopo di ottenere la riduzione di normative e controlli nel settore finanziario o in altri settori economici: per consentire alle grandi imprese e ai ricchi di operare con maggiore libertà, accumulando dividendi, quindi profitti. Da qui le grandi difficoltà che incontrano i governi nel varare politiche di sostegno alle piccole e medie imprese, che incarnerebbero le opportunità di crescita economica per tutti noi. Ne deriva che, tacere e ascoltare è l’unico consiglio utile per il neofita del salotto d’accesso al potere. Lì probabilmente decidono chi portare in alto e chi gettare nella polvere. La gente lo sa, lo immagina, lo pensa, ma nella scarsità di risorse prevale la rassegnazione…la povertà come robusto guinzaglio che tenga a bada l’escluso.

L'articolo Il capitalismo bancario di sorveglianza produce guerre e povertà proviene da Visione TV.

La nuova Germania: tra transizione verde e industriale

Da decenni la Germania è considerata il “motore d’Europa”, in virtù del suo ruolo di principale potenza industriale dell’Unione europea e del contributo determinante che offre alla crescita economica e alla competitività del continente. Gli ultimi due cancellierati di Friedrich Merz e Olaf Scholz, hanno infatti evidenziato un significativo cambiamento di rotta della Germania, non soltanto nell’ambito della politica di difesa, ma anche nella promozione di una strategia di crescita energetica volta a sostenere sia il comparto civile sia quello militare.

Il cambio di rotta energetico tedesco

La politica energetica tedesca si fonda sulla dottrina della Energiewende (transizione energetica). Tale processo, avviato tra gli anni Sessanta e Settanta, ha acquisito una rilevanza decisiva soprattutto durante il cancellierato di Angela Merkel, a seguito del disastro nucleare di Fukushima. Ciò ha determinato una profonda revisione della strategia energetica nazionale e l’accelerazione del progressivo abbandono del nucleare. In una fase più recente, il sistema energetico tedesco ha subito ulteriori trasformazioni in seguito agli eventi del 24 febbraio 2022, con la conseguente ridefinizione dei flussi di approvvigionamento di gas naturale liquefatto (GNL) e petrolio dalla Russia. In questo contesto, il cancelliere Olaf Scholz ha richiamato i principi della Energiewende, promuovendo una strategia di diversificazione delle fonti energetiche volta a ridurre la dipendenza da fornitori esterni. L’espansione delle infrastrutture per il GNL, insieme al temporaneo prolungamento dell’utilizzo del nucleare, del carbone e alle misure volte a ridurre i consumi energetici, ha permesso alla Germania di far fronte alle difficoltà immediate legate all’approvvigionamento energetico. La prima riforma fondamentale ha attribuito ai progetti di energia rinnovabile la qualifica di “interesse pubblico prevalente”. Tale disposizione mira ad accelerare le procedure di autorizzazione, riducendo le possibilità di opposizione o blocco dei progetti. La seconda riforma ha modificato la legge sulle fonti energetiche rinnovabili, innalzando l’obiettivo al raggiungimento dell’80% di elettricità da fonti rinnovabili entro il 2030, con target specifici per l’eolico e il solare. Queste riforme hanno prodotto i primi risultati positivi: la quota di energie rinnovabili sulla produzione elettrica totale è aumentata dal 45,6% nel 2022 al 59% a settembre 2024. De facto, questa tendenza è destinata a crescere: la capacità eolica autorizzata annualmente è passata da 4,3 GW nel 2022 a 7,4 GW nel 2023, per poi attestarsi a 4,7 GW nella prima metà del 2024. Le aste pubbliche per l’eolico offshore potrebbero contribuire ulteriormente con una capacità aggiuntiva pari a 30 GW entro il 2030. Se tali dinamiche verranno confermate, le proiezioni dell’International Energy Agency (IEA) prevedono per la Germania, entro il 2030, circa 100 GW di eolico onshore, 30 GW di eolico offshore e 200 GW di fotovoltaico, anche se il recente dibattito politico evidenzia un possibile rallentamento della crescita delle rinnovabili e una temporanea riapertura ai combustibili fossili nel settore residenziale. Tali dinamiche trovano tuttavia un significativo sostegno anche nel comparto della difesa. Grazie all’aumento dei fondi stanziati, la Germania sta investendo nello sviluppo di nuove tecnologie militari orientate alla riduzione delle emissioni e alla sostenibilità ambientale, secondo un approccio definito come “green defence”. Rheinmetall, infatti, ha dichiarato come una rapida transizione dai combustibili fossili verso carburanti sintetici prodotti mediante energie rinnovabili sia “indispensabile per la moderna prontezza operativa della difesa”. In tale contesto, il processo di riarmo tedesco si configura come un vero e proprio catalizzatore tecnologico, in grado non soltanto di rafforzare la capacità militare della Germania, ma anche di promuoverne la sostenibilità ambientale e di accrescerne l’autonomia energetica. Un esempio di ciò può essere dato dai nuovi sistemi di alimentazione prodotti da Vincorion. I generatori e i sistemi di accumulo energetico, denominati PGM low emissionV e ESM hybridV, vanno da unità da 20 kW, pensate per impieghi ad alta mobilità, fino a sistemi modulari da 50 kW e 200 kW, che possono essere combinati tra loro fino a raggiungere una potenza totale superiore a 1 MW. Questi sistemi, non solo montano il motore “Stage V”, il quale permette di smaltire efficientemente i gas di scarico, ma risultano conformi anche alla Single Fuel Policy di NATO. Ciò significa che possono essere impiegati a livello globale, anche in presenza di carburanti di bassa qualità. 

Lo sviluppo industriale: tra pubblico e privato

Oltre alla transizione energetica, il governo tedesco ha intrapreso anche una serie di riforme economiche e legislative per agevolare la crescita industriale. Pochi giorni dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, il famoso discorso dell’ex cancelliere Olaf Scholz, riguardo la Zeitenwende, tradotto come “svolta epocale”, ha aperto la strada a una nuova fase di modernizzazione industriale. La prima misura adottata è stata lo stanziamento di un fondo speciale da 100 miliardi di euro per il rinnovamento dell’esercito tedesco. Il raggiungimento, nel 2024, dell’obiettivo NATO del 2% del PIL nazionale destinato alla difesa è stato inoltre favorito dal fondo. Il nuovo cancelliere Friedrich Merz, continuando il “modus operandi” del suo predecessore, ha adottato una riforma costituzionale nel 2025 che ha permesso di mitigare il freno al debito (Schuldenbremse). Ciò ha consentito di esentare le spese militari dal debito pubblico, potendo così superare l’1% del PIL annuale. Oltre alla riforma, è stato approvato un fondo speciale per le infrastrutture da 500 miliardi di euro. Di questo ammontare pecuniario, 100 mld sono destinati al fondo per la trasformazione climatica ed economica. Il restante verrà spartito tra il governo federale a cui verranno assegnati approssimativamente 300 miliardi e i 16 governi dei Länder a cui andranno circa 100 miliardi. Lo scopo è quello di sollecitare la produzione economica, grazie all’investimento in importanti infrastrutture pubbliche, mezzi di trasporto, impianti energetici e reti di accumulo. Tuttavia, ad oggi tale fondo non pare dare i suoi frutti a causa di un’amministrazione inefficace dei progetti: si stima che a fine 2025 solo il 54% degli obbiettivi prefissati siano stati raggiunti. Oltre alle misure interne, il governo tedesco, a maggio 2026, ha dichiarato di voler acquistare circa il 40% delle azioni nel gruppo europeo KNDS, uno dei maggior produttori europei di carri armati e sistemi di difesa terrestri. Un investimento di tale calibro permetterebbe alla Germania non solo di esercitare una maggiore influenza su KNDS, ma anche di agevolare il potenziamento della Bundeswehr tramite l’acquisto di carri armati Leopard 2. Anche realtà private, come la Rheinmetall, hanno deciso di adoperarsi in risposta alla Zeitenwende. Per migliorare le proprie capacità di produzione di mezzi marittimi per la difesa, il primo maggio 2026 l’azienda tedesca ha rilevato la Naval Vessels Lürssen  (NVL), insieme ai suoi 4 cantieri navali. Ciò permetterà a Rheinmetall di esercitare un ruolo estremamente importante sia nello sviluppo tecnologico, che in quello navale al fine di sviluppare una flotta all’avanguardia. Oltre allo sviluppo della marina, il 5 settembre 2025, la Rheinmetall ha inaugurato il più grande impianto di produzione di munizionamento europeo, collocato a Unterluess in Bassa Sassonia. Il nuovo stabilimento avrà un ruolo chiave nella produzione di munizioni, diventando di fatto il principale sito produttivo dell’azienda. Grazie anche al supporto degli impianti in Spagna, Sudafrica, Ungheria e Lituania, sarà in grado di raggiungere una capacità produttiva fino a 1,5 milioni di munizioni da 155 mm all’anno. L’espansione della Rheinmetall sul continente europeo, quindi, è una chiara risposta alla necessità dei paesi europei di riarmarsi, contribuendo anche alla difesa NATO. In risposta alle attuali tensioni politiche internazionali, la Germania si pone all’interno dell’Ue e soprattutto della NATO come leader per la difesa collettiva. La sua posizione geografica strategica e le sue elevate capacità industriali la rendono il principale hub logistico della NATO per la mobilitazione di truppe e veicoli in caso di attacco. Non a caso, il governo tedesco ha dichiarato di voler investire ulteriormente nel ramo difensivo per rafforzare la difesa collettiva e nazionale. In questo modo, la Germania riuscirebbe a superare il prossimo obbiettivo NATO, investendo più del 5% del PIL nazionale per la difesa entro il 2035.

In conclusione, l’evoluzione della politica energetica e industriale della Germania mostra come il Paese stia cercando di ridefinire progressivamente il proprio ruolo strategico all’interno dell’Europa e della NATO. 

Stando ai dati, infatti, sono preventivabili due scenari sia per la Energiewende, che per la Zeitenwende:

Nel primo scenario sul panorama energetico, la Germania riuscirebbe a sfruttare le crisi energetiche del 2022 e 2026 come trampolini di lancio per consolidare la propria autonomia strategica. La transizione energetica, di fatto, si evolverebbe da semplice politica climatica ad un pilastro fondamentale dell’autonomia energetica tedesca. In tale contesto, l’aumento della capacità rinnovabile potrebbe ridurre la dipendenza energetica da fornitori esterni, limitando così i rischi derivanti da eventi come il taglio di rifornimenti GNL e petroliferi dalla Russia nel 2022. Grazie all’impegno statale e soprattutto di realtà private come Rheinmetall e Vincorion, il settore della difesa diventerebbe, quindi, uno dei pilastri chiave dell’innovazione tecnologica nazionale. Il concetto di “green defence” aprirebbe, de facto, le porte ad una nuova dottrina industriale tedesca: lo sviluppo di nuovi sistemi militari autonomi ridurrebbe la dipendenza logistica dai combustibili fossili, promovendo anche lo sviluppo di carburanti sintetici dual use. Inoltre, i progetti portati avanti da Vincorion diventerebbero strategici non solo per la Germania, ma anche per la NATO. Lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia, porterebbe la Germania a rafforzare il proprio ruolo di leadership europea. Berlino, quindi, diverrebbe il maggiore esportatore di “green military” europeo, riducendo la dipendenza energetica dagli USA e consolidando la collaborazione industriale sul piano europeo nel settore dell’industria sostenibile.

Nel secondo scenario, la Germania non riuscirebbe a sostenere il peso economico della Energiewende. In questo caso, Berlino non sarebbe capace di finanziare lo sviluppo di nuove tecnologie e infrastrutture sostenibili, optando per un ritorno ai combustibili fossili. Le cause principali sarebbero l’aumento dei prezzi energetici, che produrrebbero effetti significativamente negativi nel settore industriale. Ciò comporterebbe la crescita di diverse tensioni nel paese, creando conflitti tra obbiettivi industriali e priorità energetiche. Berlino potrebbe scegliere di tornare all’uso dell’energia nucleare come alternativa alle difficoltà della transizione energetica. In tale contesto, l’opinione pubblica appare molto divisa: in un sondaggio per conto dell’agenzia di stampa tedesca risulta che circa il 53% della popolazione considera l’abbandono totale del nucleare nel 2023 un errore strategico. La decisione risulta definitiva: Merz ha già dichiarato che non sarà possibile un ritorno al nucleare a causa di divergenze politiche interne e il desiderio di investire in fonti energetiche diverse. Quindi, l’impossibilità di un nuovo approccio al nucleare spingerebbe la Germania, di fatto, a una maggiore dipendenza energetica da fornitori terzi. Inoltre, l’eventuale ascesa politica dell’Alternative für Deutschland (AfD) potrebbe riaprire il dibattito sulla ripresa dei rapporti energetici con la Russia, inclusa la possibilità di riattivare i flussi di gas attraverso il sistema Nord Stream, in linea con posizioni espresse da esponenti del partito favorevoli alla normalizzazione delle relazioni energetiche con Mosca. La politica della Energiewende diventerebbe, di fatto, una semplice politica securitaria, perdendo così il suo carattere evolutivo originario.

Nel primo scenario sulla Zeitenwende, invece, le misure prese dal cancellierato Scholz ed in seguito Merz riuscirebbero a rafforzare l’industria bellica tedesca. La Germania, quindi, consoliderebbe la propria posizione a livello europeo, diventando uno dei partner più affidabili per la produzione ed esportazione bellica. Inoltre, il paese diventerebbe il nuovo leader dell’UE e della NATO nel campo della difesa grazie alle sue capacità economiche e industriali. Le azioni intraprese da Merz, per sollecitare la crescita economica, darebbero i suoi frutti, permettendo così di poter investire con maggior rigore in nuove tecnologie ed armamenti difensivi. In questo contesto, come concordato al vertice Aia del 2025, lo Stato tedesco sarebbe in grado di compiere il prossimo obbiettivo NATO di investire il 5% del PIL nazionale nella difesa entro il 2035. Tale passo, porterebbe la Germania a ridurre la propria dipendenza da fornitori terzi consolidando, quindi, la propria autonomia industriale. Rheinmetall diventerebbe uno dei partner strategici più stretti di Berlino, grazie alla sua grande capacità di produzione bellica all’avanguardia. La politica della Zeitenwende avrà così la possibilità di consolidarsi come la nuova dottrina strategica della Germania. 

Nel secondo scenario, la Germania non riuscirebbe a portare avanti la politica della Zeitenwende. A causa di difficoltà economiche interne e internazionali, Berlino non avrebbe la possibilità di investire nell’industria bellica, perdendo così il suo status di “motore d’Europa”. In questo contesto, il paese dovrebbe abbandonare le proprie ambizioni di autonomia strategica e acquistare armamenti da altri partner come gli USA. Aziende private come Rheinmetall, non riuscirebbero più a mantenere un partenariato stretto con Berlino, rivolgendosi ad altri paesi con maggiori capacità economiche. Inoltre, l’accrescere delle tensioni politiche interne ed il rafforzamento di partiti come l’AFD creerebbero un clima di instabilità che potrebbe, di fatto, portare al crollo del governo. Ad ogni modo, l’odierno indice di apprezzamento del cancellierato Merz è un segnale d’allarme che potrebbe aggravarsi, portando ad un totale cambio del modus operandi tedesco. Tale ribaltamento politico, trasformerebbe quindi il paese da promotore della difesa in funzione antirussa, a sostenitore dell’esclusiva difesa nazionale in collaborazione con Mosca.

Il quadro tedesco continua a presentare rilevanti elementi di incertezza in merito alle sue prospettive future. Sebbene si registri l’intenzione di investire ingenti risorse nel settore energetico, le incertezze relative alla stabilità del governo potrebbero ostacolare l’effettiva attuazione di tali programmi. Parallelamente, il processo di riarmo costituisce un fenomeno che necessita di essere analizzato nel suo più ampio contesto: una volta completato, quali saranno le sue finalità operative? In quali scenari e per quali obiettivi potrà essere impiegato? Gli scenari, quindi, proiettano le incertezze sul quadro di insieme, facendo intuire come sia la transizione energetica, che la politica di riarmo siano effettivamente dubbiose sul piano effettivo, portando la Germania verso un clima di “titubanza politica”.

Usa e Svizzera docent: l’Ai non è servizio di pubblica utilità, ma una risorsa strategica di proprietà nazionale

17 Giugno 2026 ore 06:55

Nel giro di 24 ore la Svizzera e gli Stati Uniti hanno chiarito una verità che in molti preferivano ignorare: l’intelligenza artificiale è materia di Stato. L’accesso ai suoi sistemi più avanzati obbedisce alle logiche di chi comanda — la politica — molto più che al potere dei miliardi. Due diversi episodi, letti insieme, chiudono la stagione dei modelli di AI intesi come beni neutri e globali, a disposizione di chiunque abbia i soldi per permetterseli. Se mai qualcuno ci ha creduto.

Il primo verdetto arriva dal Tribunale commerciale di Zurigo. Palantir, colosso della sorveglianza e dell’analisi dati fondato dal tecno-oligarca numero uno d’America, Peter Thiel — e noto per i suoi contratti con Pentagono, Cia, Fbi, Nsa e Ice – voleva costringere Republik, testata svizzera di giornalismo investigativo, a pubblicare una sfilza di rettifiche dopo una serie di articoli critici. I giornalisti avevano ricostruito, carte alla mano, anni di sistematici rifiuti da parte delle autorità della Confederazione Elvetica ai prodotti della società di Thiel.

Ebbene, hanno vinto i giornalisti. I giudici hanno respinto 22 richieste di replica su 23, condannando Palantir a pagare il 95% delle spese processuali e a rimborsare i legali della testata. L’operazione di forza pensata per blindare l’immagine del gruppo di Thiel ha ottenuto l’effetto opposto, certificando un movimento di diffidenza – anzi: di rigetto – che attraversa l’Europa: dal ministero della Difesa tedesco alla sanità pubblica britannica, fino al Policlinico Gemelli a Roma, le amministrazioni europee iniziano a dire no alla sorveglianza “stile Usa”, nel tentativo di proteggere l’integrità delle proprie infrastrutture pubbliche da progetti di controllo tecnocratico.

Il secondo verdetto, speculare, arriva da Washington. Con una direttiva d’urgenza sul controllo delle esportazioni, l’amministrazione Trump ha vietato ad Anthropic di Dario Amodei di fornire i suoi modelli di punta, Fable 5 e Mythos 5, ai cittadini stranieri, dentro e fuori i confini statunitensi. La motivazione è la solita: sicurezza nazionale. Privi di uno strumento tecnico in grado di filtrare la nazionalità degli utenti in tempo reale, all’azienda è rimasta una sola strada: attivare il kill switch su scala globale, interrompendo immediatamente il chatbot oltre i confini Usa. Chiunque in Europa usi Claude di Anthropic si ritrova davanti a un avviso: “Claude Fable 5 al momento non è disponibile”.

Centri di ricerca, imprese e ospedali europei che avevano integrato quei modelli nei propri processi operativi si sono ritrovati al buio da un minuto all’altro, scoprendo quanto costi appaltare la continuità del proprio lavoro a qualcuno oltreoceano.

C’è un legame tra il rifiuto svizzero e la censura americana? Sì, ovvio. Berna ha respinto Palantir perché aveva previsto con esattezza lo scenario che si è poi materializzato con Anthropic: chi ha i server, i codici e gli algoritmi detiene anche il potere di staccare la spina. L’oscuramento deciso da Washington conferma la fondatezza di quegli scenari vagamente distopici. Gli Stati Uniti ricordano all’Europa che l’intelligenza artificiale non è un servizio di pubblica utilità, ma una risorsa strategica di proprietà nazionale, convertibile in strumento di pressione economica e geopolitica, adesso e in tutte le crisi che verranno.

Mentre la Cina si muove da superpotenza con le idee chiare, investendo massicciamente in una propria autonomia in grado di sfidare e sorpassare l’America sul fronte AI, l’Unione Europea continua a balbettare subendo le decisioni altrui, sempre di rimessa, mai all’attacco. Finora Bruxelles ha giocato la partita sul terreno delle norme, partorendo l’AI Act nella convinzione che fissare codici etici e burocratici basti a governare i mercati. Niente di più sbagliato.

Fino a quando l’Ue – e le aziende che vi lavorano – non sceglierà di essere produttore oltre che cliente, investendo in infrastrutture di calcolo e sistemi propri, la “sovranità digitale” resterà solo uno slogan, quelli da nazioni subalterne. Con le idee eleganti non si va da nessuna parte.

L'articolo Usa e Svizzera docent: l’Ai non è servizio di pubblica utilità, ma una risorsa strategica di proprietà nazionale proviene da Il Fatto Quotidiano.

Argentina - Algeria 3-0: la sintesi della partita

17 Giugno 2026 ore 06:40
Netta vittoria dell'Argentina sull'Algeria. Protagonisti Lionel Messi, Lautaro Martínez e Ángel Di María, autori di una prestazione dominante che garantisce tre punti fondamentali alla selezione sudamericana

© RaiNews

La Polizia blocca con il taser un uomo che evade dai domiciliari e minaccia gli agenti con vetri rotti

17 Giugno 2026 ore 05:54
polizia 113

Piombino (Livorno) 17 giugno 2026 La Polizia blocca con il taser un uomo che evade dai domiciliari e minaccia gli agenti con vetri rotti La Polizia di Stato di Piombino ha eseguito nella mattinata del 17 giugno 2026 un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 33 anni, cittadino straniero e …

L'articolo La Polizia blocca con il taser un uomo che evade dai domiciliari e minaccia gli agenti con vetri rotti proviene da Livornopress.

Biglietto urbano TPL a 2 euro, Tenerini: Giani aumenta ancora le tariffe

17 Giugno 2026 ore 05:53

Livorno 17 giugno 2026 Biglietto urbano TPL a 2 euro, Tenerini: Giani aumenta ancora le tariffe Tenerini (FI): “Trasporto pubblico, Giani aumenta ancora le tariffe. I toscani pagano di più senza avere servizi migliori” “Dal 1° agosto il biglietto urbano del trasporto pubblico in Toscana passerà da 1,70 a 2 euro. È un nuovo aumento …

L'articolo Biglietto urbano TPL a 2 euro, Tenerini: Giani aumenta ancora le tariffe proviene da Livornopress.

Aumenti TPL: la Regione stanzia quasi 12 milioni per contenere gli aumenti tariffari obbligatori

17 Giugno 2026 ore 05:50

Livorno 17 giugno 2026 Aumenti TPL: la Regione stanzia quasi 12 milioni per contenere gli aumenti tariffari obbligatori   A partire da agosto nel tpl su ferro e su gomma entreranno in vigore adeguamenti tariffari annuali obbligatori (legati all’inflazione) cui si aggiungeranno, nel caso del trasporto su gomma, ulteriori aggiornamenti previsti dai contratti di servizio …

L'articolo Aumenti TPL: la Regione stanzia quasi 12 milioni per contenere gli aumenti tariffari obbligatori proviene da Livornopress.

Nuoto in acque libere, SwimTheIsland sbarca a San Vincenzo: 500 atleti in arrivo dall’Italia e dall’estero

17 Giugno 2026 ore 05:48
Nuoto in acque libere, SwimTheIsland sbarca a San Vincenzo: 500 atleti in arrivo dall'Italia e dall'estero

Livorno 17 giugno 2026 Nuoto in acque libere, SwimTheIsland sbarca a San Vincenzo: 500 atleti in arrivo dall’Italia e dall’estero Il nuoto in acque libere sbarca a San Vincenzo. Sabato 20 e domenica 21 giugno infatti si terrà per la prima volta sul nostro territorio e in Toscana una tappa del circuito SWIMTHEISLAND, organizzato da TrioEvents …

L'articolo Nuoto in acque libere, SwimTheIsland sbarca a San Vincenzo: 500 atleti in arrivo dall’Italia e dall’estero proviene da Livornopress.

Petroliere iraniane varcano zona di blocco. Coloni israeliani incendiano due moschee in Cisgiordania

17 Giugno 2026 ore 11:53
Al Arabiya English pubblica il memorandum in 14 punti. Teheran potrebbe esportare petrolio dopo la firma, ricevendo 300 miliardi di dollari dagli Usa. Il Papa: "Soddisfazione per l'accordo". Israele, polizia usa granate stordenti sugli Haredi

© RaiNews

Torre Milano, tutti assolti: abuso edilizio in «buona fede»

17 Giugno 2026 ore 00:02

Costruttori di tutta Italia prendete appunti: costruire nuovi grattacieli con i permessi edilizi delle ristrutturazioni, risparmiando sugli oneri di urbanizzazione e senza servizi aggiuntivi per il quartiere, può non essere […]

The post Torre Milano, tutti assolti: abuso edilizio in «buona fede» first appeared on il manifesto.

Piano casa, non solo fondi stranieri Fi e Lega aprono ai costruttori italiani

17 Giugno 2026 ore 00:02

Gli emendamenti della destra al Piano casa dimostrano che il principale obiettivo del provvedimento di Meloni e Salvini non è risolvere l’emergenza abitativa, bensì favorire il cemento e la speculazione […]

The post Piano casa, non solo fondi stranieri Fi e Lega aprono ai costruttori italiani first appeared on il manifesto.

La perquisizione diventa sgombero. Così la polizia ha chiuso il Bencivenga

17 Giugno 2026 ore 00:01

Non aveva l’aria di uno sgombero quello di ieri mattina in via Bencivenga 15, a Roma: sembrava che lo scopo delle forze dell’ordine accorse all’alba fosse unicamente quello di arrestare […]

The post La perquisizione diventa sgombero. Così la polizia ha chiuso il Bencivenga first appeared on il manifesto.

La dura giornata di lavoro dei 500 più ricchi del mondo: 336 miliardi in 24 ore

17 Giugno 2026 ore 00:01

L’intesa tra Washington e Teheran è vicina? Sui mercati c’è già chi punta a monetizzare la promessa di distensione. È lunedì 15 giugno e la sera prima Trump aveva annunciato […]

The post La dura giornata di lavoro dei 500 più ricchi del mondo: 336 miliardi in 24 ore first appeared on il manifesto.

A Treviso famiglie sfrattate per fare posto al real estate

17 Giugno 2026 ore 00:01

«Questa vicenda ha a che vedere con la finanziarizzazione della casa, che avviene oramai ovunque, nei grandi centri come in provincia». Luigi Calesso, consigliere comunale di opposizione di Coalizione Civica […]

The post A Treviso famiglie sfrattate per fare posto al real estate first appeared on il manifesto.

Sollicciano sotto sequestro, la gip chiude metà del carcere

17 Giugno 2026 ore 00:01

Un provvedimento senza precedenti nella storia recente d’Italia: la Gip di Firenze ha posto sotto sequestro più della metà delle sezioni del carcere di Sollicciano per le pessime «condizioni igienico […]

The post Sollicciano sotto sequestro, la gip chiude metà del carcere first appeared on il manifesto.

La colpa di essere anarchici: otto arresti per terrorismo

17 Giugno 2026 ore 00:01

Era almeno dal settembre del 2024 che la polizia aveva messo sotto controllo un casolare di campagna a Sambuci, vicino Vicovaro, alle porte di Roma: il vecchio «Improbabile Squat», un’occupazione […]

The post La colpa di essere anarchici: otto arresti per terrorismo first appeared on il manifesto.

Bay Area Voters to Decide on Swalwell Replacement

16 Giugno 2026 ore 23:25
Eric Swalwell resigned in April as he faced sexual assault allegations, prompting a special election to fill out his term. Two Democrats topped the field in a regular primary election this month.

Russian Artist Critical of Putin Is Fatally Shot in Poland

16 Giugno 2026 ore 23:06
Two Belarusian men were in custody as part of an investigation into the killing of the exiled painter Robert Kuzovkov.

© Vasily Krestyaninov/SOTA, via Associated Press

Robert Kuzovkov, who was killed on Monday, with one of his paintings near the Russian Embassy in Berlin on Friday.

Russian Artist Critical of Putin Is Fatally Shot in Poland

16 Giugno 2026 ore 23:06
Two Belarusian men were in custody as part of an investigation into the killing of the exiled painter Robert Kuzovkov.

© Vasily Krestyaninov/SOTA, via Associated Press

Robert Kuzovkov, who was killed on Monday, with one of his paintings near the Russian Embassy in Berlin on Friday.

Can a Trump-Modi Meeting Reset U.S.-India Relations?

16 Giugno 2026 ore 17:09
Despite mutual praise between the two leaders, there has been a series of setbacks to U.S. relations with India since they last met more than a year ago.

© Pool photo by Lewis Joly

Prime Minister Narendra Modi of India in Nice, France, on Sunday.
❌