Vista elenco

Kennedy Centre board votes to put Trump’s name on the building – again

The Kennedy Centre board voted on Thursday to add US President Donald Trump’s name to the facade of the performing arts venue and move forward with a two-year closure, according to congresswoman Joyce Beatty, a trustee through her position in Congress, and her lawyers. A representative for the Kennedy Centre did not immediately respond to a request for comment. The moves set up a test of US District Judge Christopher Cooper, who ruled in May that letters affixed to the building and spelling out...

11 injured, as UK train derails and carriages flip

A passenger train derailed on Thursday in southern England, seriously injuring two people and causing minor injuries for nine others after three carriages overturned, the British Transport Police said. The Southern Rail train from Victoria station in London to Eastbourne was carrying about 150 people when it went off the tracks outside the tourist town of Lewes. Passenger Rob Bradley said the train began rocking as it picked up speed and the carriage he was riding in with his six-year-old...

La porta è stata aperta, stiamo entrando in una nuova fase della lotta democratica

13 Agosto 2026 ore 20:30
ANKARA – Faik Özgür Erol, membro della delegazione del partito DEM per la circoscrizione di İmralı, ha definito “una restrizione ingiustificata” l’esclusione di alcune indagini e procedimenti giudiziari dall’ambito di applicazione della legge quadro, affermando che, una volta entrata in...
Vedi l'articolo

Ramstein: il mancato sos di Nutarelli e l'autopsia mai fatta

💾

Il 28 agosto 1988, nella base NATO di Ramstein, in Germania, tre velivoli delle Frecce Tricolori si scontrano in volo davanti a oltre 300mila spettatori: 70 morti, centinaia di feriti.

Secondo il giornalista Massimiliano Giannantoni, autore del documentario "Inferno a Ramstein" (Sky TG24), Ivo Nutarelli, il solista della pattuglia, non tenta nessuna delle manovre di emergenza a sua disposizione per evitare la collisione, e non lancia nessun allarme, nessun segnale di avaria o malore. Inoltre, sul suo corpo le autorità tedesche, americane e italiane non eseguono mai l'autopsia: la spiegazione ufficiale parla di condizioni troppo compromesse dall'incidente ma, sempre secondo Giannantoni, le fotografie conservate al Tribunale di Udine mostrano corpi non distrutti al punto da impedire un'autopsia.

Due dettagli che, per il giornalista, restano tra gli aspetti meno chiariti dell'incidente.

🔴 Video completo sul canale YouTube DarkSide

Professor’s alleged role in China programmes leads to ban from US funding

13 Agosto 2026 ore 20:24
A professor managed US funding of computer science research for more than two years while failing to disclose that he was simultaneously involved in Chinese government programmes, according to previously unreported documents. The professor, Tao Li, was a programme officer at the National Science Foundation from 2015 to 2017, a job that included overseeing the awarding of grants for research in areas such as hardware, software and algorithms. During that time, Li took part in two Chinese talent...

Come un occhio che si chiude

13 Agosto 2026 ore 20:04

«Capitano, guarda un poco all’orizzonte:/cosa sono quelle nuvole nel/cielo?». Questi versi, a cui mai avrei voluto pensare nella giornata di ieri, mi sono cascati addosso nel pomeriggio, intorno alle 18, quando ho raggiunto il centro di La Coruña per assistere all’eclissi. In un cielo, pulito su ogni fronte fino a poco prima, un fitto assembramento di nubi si addensava a occidente, esattamente dove di lì a una mezzora il Sole si sarebbe piazzato.

Il lungomare è stato preso d’assalto da migliaia di persone – alla fine saranno oltre duecentoventimila, in totale, secondo i quotidiani locali -, che si vanno raccogliendo su panchine, s’appoggiano alle spallette, si sistemano in spiaggia, o, semplicemente, passeggiano lungo l’Avenida de Pedro Barrié de la Maza. Turbata, percorro il lungomare verso sud-ovest, con lo sguardo piantato sulle nubi, e mi avvicino all’Estadio Riazor. Una torma di individui in casacche biancazzurre sciama nell’area attorno alla struttura. Cerco nei loro occhi il turbamento, e tuttavia non lo trovo. Altro argomento pare infatti quello che tiene impegnate le coscienze di chi mi circonda. Alle 21 si disputerà nientemeno che Deportivo – Real Madrid, partita con cui ci si aggiudica il trofeo Teresa Herrera, a quanto pare molto sentito qui in città.

Tifosi fuori dall’Estadio Riazor prima di Deportivo – Real Madrid. Crediti: F. Loiacono

José, il proprietario di Casa Canosa, il ristorante in cui pranzo ogni giorno da quando sono giunta in Galizia, è uno di quelli che stasera è andato allo stadio, anziché a vedere l’eclissi. Dopo pranzo mi ha mostrato la tessera blu che attesta la sua affiliazione al club, con tanto di abbonamento stagionale. Il club se l’è vista brutta negli ultimi anni, «è fallito come il Parma», mi dice rispolverando vicende antiche, ma ora s’è ripreso. Lui c’era al Riazor nel 2004, il giorno in cui il Milan venne sconfitto 4 a 0 nei quarti di Champions. All’epoca frequentavo la seconda media, e ancora rammento il lutto che adombrò gli allora miei compagni di classe milanisti.

Víctor Manuel  – «come il re d’Italia», stavolta è il paragone prescelto – è il cognato di José. Sono le tre del pomeriggio e ha già indosso la maglia strisciata della squadra cittadina. Secondo lui non vale la pena guardare il cielo durante le eclissi. Quello che accade in cielo infatti si sa, è meccanico, si può calcolare. Quel che non sappiamo è quel che accade sulla Terra, a noi, agli uccelli, alle piante. Per questo, tutto sommato, non gli dispiace essere allo stadio all’ora di un fenomeno che a La Coruña si ripeterà non prima di qualche secolo.

Nel mentre che s’attende l’inizio della partita sono arrivate le 19 e 30, orario che, da queste parti, segna il principio dell’eclissi parziale. Nella Rúa Manuel Murguía, strada che costeggia il Riazor, si comincia a notare un cospicuo numero di tifosi che estrae gli occhiali da eclissi per puntarli verso il Sole. Il Sole è tuttavia disperso tra le nubi, e ogni tanto, quasi per sbaglio, timidamente affiora. «No se vede nada», la frase che si ode più spesso.

Due tifose guardano l’eclissi fuori dallo stadio, prima che cominci la partita. Crediti: F. Loiacono

Il pullman del Real Madrid passa a una decina di metri, salutato dai fischi dei padroni di casa. Mi faccio largo tra i reiterati Yeremay e Quagliata per raggiungere la spiaggia. A un certo punto confondo Valerón con l’a me più familiare ma incongruente Verón, a dimostrare come le competenze calcistiche della sottoscritta siano talvolta fallaci. Un giovane sfoggia una maglia azzurra che ben si mimetizza con le altre, ma con un non camuffabile R. Baggio che spicca sul dorso. «È la maglia di Usa ‘94», ci tiene a dirmi il proprietario, tanto per gettare ulteriori tristi presagi sull’esito della giornata.

Quando arrivo sul lungomare mi giro a guardare il Sole. Gli manca un pezzo. Nonostante sapessi che sarebbe successo sono incredula. Scopro che avere la certezza che una cosa accadrà non toglie nulla allo stupore che si prova nell’assistere ad essa. Credo sia la prima volta che faccio un’esperienza di questo tipo. O perlomeno, mentre scrivo non mi vengono in mente situazioni avvicinabili.

Su una panchina del Paseo Marítimo di La Coruña si guarda l’eclissi parziale. Crediti: F. Loiacono

Mi inoltro sul Paseo Marítimo di La Coruña – uno dei lungomari più lunghi d’Europa – rivolgendo le spalle al Sole. Mi interessano i volti, le espressioni perplesse, quelle stupite, chi solleva un braccio per indicare un particolare, chi si toglie gli occhiali scocciato perché passa una nuvola. Víctor Manuel aveva ragione, le cose più interessanti stanno sulla terra. La folla tutta pare soggetta a un incantamento. L’attesa è presenza tangibile, su questo marciapiede gremito e, al contempo, incredibilmente silente, rapito. Uno strano ordine si effonde dalla scena. Ogni tanto mi volto e indosso gli occhiali, per guardare com’è messa la nostra stella. Ogni volta la trovo smagrita, assottigliata, spolpata com’è dall’avanzata inarrestabile della Luna.

La Playa del Orzán attende l’eclissi totale. Credi: F. Loiacono

L’ora sullo smartphone mi dice che mancano pochi minuti alla totalità. Voglio essere in spiaggia. A malapena scorgo una scalinata per raggiungerla, fitta com’è di individui che aspettano. Nessuno più toglie e mette gli occhiali. Li indossano tutti. Nelle foto commetto innumerevoli sbagli, dimenticando il fuoco della macchina fotografica all’infinito per immortalare soggetti a un metro di distanza. Ma a questo punto m’interessa poco.

La Playa del Orzán è un vasto accampamento. Migliaia di persone siedono sui teli. Se non si sapesse dell’eclissi, si potrebbe pensare che questa gente sia qui per un raduno, che sia in attesa di un concerto, di un’esibizione che a un certo punto affiorerà dalle onde. Comincio a tremare. Un minuto prima della totalità la folla erompe in un applauso. C’è chi ride. Si ride tantissimo, per questa cosa che accade dentro e non si tiene. Io tremo. Quand’ho tremato così l’ultima volta? Ho mai tremato così in vita mia? Lo sapevo, sapevo tutto. Eppure tremo.

Il Sole eclissato dalla Luna nei cieli nuvolosi sopra La Coruña. Crediti: F. Loiacono

Il Sole si è ridotto a una ciglia sottilissima, che sorride oltre le nubi. Sembra la Luna. I gabbiani gridano impazziti a decine e decine e decine, sopra l’acqua, davanti a questa palpebra sottile che si sfina inesorabilmente. Poi più nulla. Il Sole è un occhio che si chiude. Cerco una parola per chiamare il buio che è caduto sulla spiaggia, la tonalità cupa che si è presa la sera, mentre il vento ci scompiglia tutti. È come. È come. La verità è che la parola non si trova. Stavolta non è la musica, ma la poesia che giunge in mio soccorso. «Che ‘ntender no la può chi no la prova», Dante, Beatrice e il Paradiso, l’ineffabilità delle cose celesti. «Non chiederci la parola che squadri da ogni lato», un altro verso caduto nella testa. Io la parola non ce l’ho. «Come il Parma», «Come il re d’Italia», come José, come Víctor Manuel. Non è come qualcos’altro. È come nelle eclissi. A La Coruña, adesso, in questo cielo di nuvole che viaggiano.

Poco prima della totalità. Crediti: F. Loiacono

Settantasei secondi. Tanto c’è concesso di restare senza una luce che ci guardi. A La Coruña la corona non si vede, l’hanno rubata le nuvole. Il Riazor, con i suoi trentamila spettatori, splende a sinistra come un’astronave parcheggiata sulla terra. Quando quell’esile virgola che è il Sole che riappare si manifesta, dalla parte opposta da cui se n’eran perse le tracce, un applauso torrenziale s’innalza dalla spiaggia tutta. Gli uccelli ritornano a gridare, a disegnare traiettorie irripetibili sul cielo che schiarisce, a mano a mano che la luce solare acquista vigore.

Il giorno è tornato. Pochi minuti dopo, le nubi s’inspessiscono al punto tale che non si vede più nulla. Il lento trascinarsi della Luna, che sveste di sé il Sole, noi non l’abbiamo visto. Ma il prima, c’era tutto. Nella sfortuna, siamo stati fortunati.

Il Sole scende dalle nuvole quando tutto è passato. Crediti: F. Loiacono

Mi trattengo in spiaggia per un po’, fino alle 22. C’è ancora luce, e il Sole riesce finalmente a palesarsi sporgendo dagli strati di nubi. La Luna torna nuova, preclusa al nostro sguardo. Il transito sulla nostra stella l’ha sottratta all’abituale invisibilità che la caratterizza, in questa fase della sua infaticabile rivoluzione attorno alla Terra.

Il Deportivo ha perso 1 a 0 contro il Real Madrid, si verrà a sapere più tardi. Questo viaggio è cominciato pensando a una partita, e si conclude, imprevedibilmente, nel segno di un’altra. Allo stadio s’è fatto buio durante il riscaldamento. Alcuni tifosi hanno aspettato la fine del fenomeno per salire sugli spalti.

C’è chi ride sui teli, ragazzi che corrono sulla sabbia e si tuffano nell’oceano, chi sta steso ad occhi chiusi. Un signore indossa gli occhiali da eclissi a cercare la nostra stella a festa finita, prima che s’inabissi in mare. Mi scatto un selfie sulla spiaggia, come foto ricordo. Il crollo dell’adrenalina mi taglia le gambe.

Ci sono 23 gradi. Ricevo foto di inaudita bellezza dell’eclissi da Burgos, e da ogni dove della Spagna. Almeno qui non fa caldo, penso. Poteva andare peggio.

«Come l’astronomo Le Gentil», un Whatsapp di mia madre.

Però l’ho vista.

«E allora hai avuto più fortuna di Le Gentil».

Per quello, tutto sommato, basta poco. Di fortuna, credo di averne avuta molta di più.

 

 

Eclissi totale, minuto per minuto

13 Agosto 2026 ore 19:36

Ieri, 12 agosto, il giorno è diventato notte. Era l’ora del tramonto, ma prima di salutare la Terra come ogni sera, il Sole ha regalato a una sottile fascia di mare e terra uno spettacolo raro e meraviglioso: un’eclissi totale. Vediamo com’è andata attraverso le foto e i commenti di ricercatrici e ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) che l’hanno osservata nella zona di totalità.

L’eclissi totale di sole del 12 agosto 2026 fotografata dal volo Irish Air Corps C295 a circa 400 km dalla costa occidentale dell’Irlanda. Crediti: Dias, Tcd, Tu Dublin & Inaf

Sull’Oceano Atlantico, a circa 400 chilometri dalla costa d’Irlanda, un team internazionale di ricercatori e ricercatrici ha studiato il fenomeno a bordo di un volo speciale dell’aeronautica militare irlandese con il coronografo E-CorMag sviluppato dall’Inaf. Il volo è durato in totale sei ore e mezza e la totalità, che non era visibile dal territorio irlandese, è stata osservata intorno alle 19.15 ora locale – 20.15 in Spagna e Italia. «Siamo andati sopra le nuvole, cielo sgombro, eclissi ben visibile durante la totalità e anche per molta parte della parzialità», racconta a Media Inaf Lucia Abbo, ricercatrice Inaf a Torino. «Abbiamo belle immagini e soprattutto abbiamo acquisito i dati con E-Cormag, tutte le sequenze osservative sono state eseguite». L’analisi dei dati seguirà nelle prossime settimane, ma intanto il team è soddisfatto, oltre che emozionato (e un po’ stanco).

Osservando l’eclissi con lo strumento E-CorMag a bordo del volo Irish Air Corps C295 a circa 400 km dalla costa occidentale dell’Irlanda. Crediti: Dias, Tcd, Tu Dublin & Inaf

A quell’ora, in Spagna ci si godeva ancora l’eclissi parziale, occhi all’insù, opportunamente protetti con i caratteristici occhialini di sicurezza. Meno di un quarto d’ora più tardi, alle 20.28 ora locale, il disco lunare ha oscurato completamente quello solare anche sui cieli della Galizia, al nord-ovest della Spagna, rivelando i colori della cromosfera e l’etereo alone biancastro – la corona – agli obiettivi fotografici di Salvo Guglielmino e Fabiana Ferente dell’Inaf di Catania, che l’hanno osservata in un parco eolico a una cinquantina di chilometri da La Coruña. Nel capoluogo della Galizia c’era anche l’inviata Federica Loiacono dell’Inaf di Bologna, che sta raccontando come la città sta vivendo questa eclissi in un reportage pubblicato giornalmente sulle pagine di Media Inaf.

Eclissi totale di sole del 12 agosto 2026, fotografata dalla Galizia. Crediti: Salvo Guglielmino e Fabiana Ferente/Inaf

Un minuto più tardi, alle 20.29, procedendo verso sud-est, la totalità è arrivata nella Castilla y Leon. Qui, nei pressi di Burgos, erano posizionati i ricercatori della missione Vento (Vulcanoid Eclipse Near-sun Test Observations) pronti a fotografare i dintorni del Sole eclissato in cerca di ipotetici asteroidi detti Vulcanoidi. Poco prima dell’eclissi totale, il Sole ha regalato uno straordinario “anello di diamante”, immortalato in una delle immagini di Albino Carbognani dell’Inaf – Osservatorio di astrofisica e scienza dello spazio di Bologna.

L’effetto “anello di diamante” in una foto dell’eclissi del 12 agosto 2026 ripresa nei pressi di Burgos, in Spagna. Crediti: Albino Carbognani/Inaf Oas Bologna

Sua maestà, la corona, in una foto dell’eclissi del 12 agosto 2026 ripresa nei pressi di Burgos. Crediti: Albino Carbognani/Inaf Oas Bologna

Grani di Baily ripresi durante l’eclissi di Sole del 12 agosto 2026. Crediti: Gabriele Umbriaco e Alessio Taranto (UniBo)

«Ieri abbiamo ripreso cromosfera, protuberanze e corona solare a scopo illustrativo del fenomeno: immagini “spettacolari” come l’anello di diamante oppure quello della grande protuberanza ben visibile a occhio nudo durante la totalità» dichiara Carbognani. «Il vero focus scientifico sono state le misure del valore del background del cielo a distanze diverse dal Sole, e immagini a grandissimo campo della corona esterna che serviranno per costruire modelli di brillanza del cielo. Poi abbiamo ripreso la regione dei Vulcanoidi lungo l’eclittica con due diversi strumenti per determinare la magnitudine limite che si può raggiungere. Infine sono stati ripresi i grani di Baily ad alta risoluzione spaziale e temporale per verificare la presenza di qualche nuovo picco lunare non ancora noto. Ci vorrà un po’ di tempo per analizzare i dati e ottenere i modelli che serviranno per la vera caccia ai Vulcanoidi durante l’eclissi del 2 agosto 2027».

«La campagna ha inoltre raccolto dati sulle ombre volanti e immagini ad alta definizione della totalità, utili sia per lo studio dell’assorbimento atmosferico e del disturbo osservativo nella zona dei Vulcanoidi, sia per la divulgazione», aggiunge Alessio Taranto dell’Università di Bologna.

Poco lontano da Burgos, in provincia di Palencia, Luca Zappacosta dell’Inaf – Osservatorio Astronomico di Roma ha ripreso la corona solare nel cielo crepuscolare sopra il castello medievale di Torremormojón, ritraendo l’atmosfera spettrale che ha caratterizzato il minuto e mezzo di totalità dell’eclissi.

L’eclissi totale di Sole del 12 agosto 2026 sul castello medievale di Torremormojon, in provincia di Palencia, Spagna. Crediti: Luca Zappacosta/Inaf Osservatorio Astronomico di Roma

L’eclissi totale di Sole del 12 agosto 2026 fotografata da Torremormojon, in provincia di Palencia, Spagna. Crediti: Luca Zappacosta/Inaf Osservatorio astronomico di Roma

Il Sole durante l’eclissi totale del 12 agosto 2026. Crediti: Sandro Bardelli/Inaf Oas

Nella campagna tra Palencia e Burgos, vicino al paese di Castrojeriz, Sandro Bardelli dell’Inaf di Bologna ha ripreso il Sole durante la fase di totalità con uno smart telescope, il Seestar 50, catturando la corona solare.

Anche un gruppo di cosmologi, riuniti per un congresso presso il monastero La Vid, vicino al comune di Aranda de Duero, ha colto l’occasione per osservare il fenomeno celeste in un campo di grano. I colori suggestivi che caratterizzano l’eclissi sono palpabili nelle istantanee che riceviamo da Carlo Giocoli dell’Inaf di Bologna e Giulia Despali dell’Università di Bologna.

Partecipanti del “Dark Sky Meeting” osservano l’eclissi vicino all’Hospedería Monasterio La Vid, in Spagna. Crediti: C. Giocoli/Inaf Oas Bologna

Nei pressi di Soria, Quirino D’Amato dell’Inaf – Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali (Iaps) di Roma ha approfittato del cielo sereno per fotografare l’eclissi dal monte Valonsadero, catturando – poco prima della totalità – una mongolfiera in volo davanti al sole eclissato.

Immagine dell’eclissi di Sole del 12 agosto 2026, poco prima della totalità, scattata dal monte Valonsadero vicino Soria in Spagna; in primo piano, la sagoma di una mongolfiera. Crediti: Quirino D’Amato/Inaf Iaps

Sempre nei pressi di Soria, a Castejón del Campo, Valerio Campobasso dell’Inaf di Padova, durante un road trip con l’associazione “Cieli Stellati di Puglia”, ha trovato il luogo ideale per osservare l’eclissi, ma soprattutto storie, persone e il loro rapporto con il cielo. «Abbiamo attraversato la España Vaciada, una regione caratterizzata da paesaggi aridi e piccoli pueblos segnati dallo spopolamento causato dall’éxodo rural degli anni ‘50-’60», racconta. «A Castejón del Campo abbiamo incontrato una comunità vivace e determinata a resistere all’abbandono: una vecchia scuola, il progetto Sillas Solidarias contra la despoblación, tutto il pueblo in festa dopo l’eclissi, musica, telescopi e racconti sotto le stelle. Ci hanno accolto come amici, invitandoci a restare per la notte e portandoci la colazione il mattino dopo».

L’eclissi totale del 12 agosto 2026, ripresa da Castejón del Campo. Crediti: Cieli stellati di Puglia; Castejón del Campo; Valerio Campobasso

Tramonto del sole eclissato, il 12 agosto 2026, ripreso da Castejón del Campo. Crediti: Cieli stellati di Puglia; Castejón del Campo; Valerio Campobasso

Dopo un altro minuto, la totalità è arrivata anche sull’isola di Minorca, alle 20.30. Qui, a Ciudadella, sulla costa ovest di Minorca, si trovava Antonio Maggio dell’Inaf di Palermo insieme a un gruppo di astrofili guidato da Alberto Villa, responsabile della nuova sezione astroturismo dell’Unione astrofili italiani.

Osservando l’eclissi solare del 12 agosto 2026 sull’isola di Minorca. Crediti: A. Maggio/Inaf Palermo

Istanti prima dell’eclissi totale, dall’isola di Minorca. Crediti: Alberto Villa. Riprese effettuate nel viaggio a Minorca organizzato da Associazione Astrofili Alta Vardera (AAAV) e Samovar Viaggi.

Un altro minuto ancora: sono le 20.31 e l’eclissi è totale anche a Palma de Mallorca, dove Marco Mastrofini e Giuliano Raeli dell’Inaf Osservatorio astronomico di Roma la stavano aspettando sul mirador (punto panoramico) di Cala de ses Ortigues, location scelta per le caratteristiche del paesaggio, e perché le autorità locali hanno ristretto e contingentato tutte le aeree più ambite dell’isola. «Dopo un’estenuante attesa che ci ha accompagnato per 12 ore, la ricompensa è stata la sensazione primordiale che l’eclissi nel momento della totalità ha portato con sé», commentano i due ricercatori. «Buio, silenzio assoluto (anche le cicale hanno smesso di cantare) e quando si è incendiato il contorno della Luna tutta la cala si è risvegliata sotto il suono delle trombe delle navi sottostanti. Il bagaglio emozionale che ci portiamo dietro è di dimensioni enormi».

L’eclissi durante la fase parziale, osservata dalla Cala de ses Ortigues a Palma de Mallorca. Crediti: Marco Mastrofini e Giuliano Raeli/Inaf Osservatorio astronomico di Roma

La corona solare durante la totalità, ripresa dalla Cala de ses Ortigues a Palma de Mallorca. Crediti: Marco Mastrofini e Giuliano Raeli/Inaf Osservatorio astronomico di Roma

L’eclissi al tramonto dalla Cala de ses Ortigues a Palma de Mallorca. Crediti: Marco Mastrofini e Giuliano Raeli/Inaf Osservatorio astronomico di Roma

Dopo un altro minuto, la totalità è giunta anche all’Observatorio Astrofisico de Javalambre, duemila metri di quota, in provincia di Teruel. Due inviate speciali dell’Inaf, Federica Duras e la sottoscritta, hanno raccontato l’eclissi vissuta da questo luogo eccezionale nel podcast in cinque puntate “Totalità. Diario di un’eclissi di sole”.

Sequenza dell’eclissi totale di sole del 12 agosto 2026 ripresa con un Seestar 30 Pro dall’Observatorio Astrofisico de Javalambre. Crediti: Inaf/C. Mignone

Gli ultimi raggi di sole filtrano attraverso il profilo delle montagne lunari prima della fase di totalità, ripresa dall’Observatorio Astrofisico de Javalambre, in Spagna. Crediti: Lapo Casetti/UniFi

Protuberanze solari e la corona durante la fase di totalità, ripresa dall’Observatorio Astrofisico de Javalambre, in Spagna. Crediti: Lapo Casetti/UniFi

L’eclissi totale, ripresa dall’Observatorio Astrofisico de Javalambre, in Spagna. Crediti: Lapo Casetti/UniFi

Il sole parzialmente eclissato tramonta dietro le montagne della Sierra de Javalambre, in Spagna. Crediti: Federica Duras/Inaf

Qui, oltre alle dirette dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e del planetario di Berlino, c’è anche un esperimento scientifico in corso, guidato dall’Istituto nazionale di astrofisica in collaborazione con il Cnr di Padova e l’Università di Firenze. Un team di fisici solari ha messo alla prova, per la prima volta e con successo, lo strumento Ciss (Circular Slit Spectrograph), un nuovo concetto di spettrometro per studiare la corona solare basato su una fenditura circolare a raggio variabile. «È andata benissimo, oltre le aspettative. Tutto ha funzionato come doveva: spettrometro, montatura, software e non ultimo il meteo!», scrive Federico Landini, ricercatore Inaf a Torino e principal investigator dell’esperimento, mentre rientra verso l’Italia in furgone con a bordo lo strumento. «Abbiamo ottenuto il primo spettro circolare della corona. Negli 87 secondi di durata della totalità abbiamo acquisito spettri completi della corona fra 525 e 670 nanometri per tre diverse altezze eliocentriche: 1.1, 1.2 e 1.3 raggi solari».

Il team dell’esperimento Ciss (Circular Slit Spectrometer) dopo aver misurato lo spettro radiale della corona solare durante l’eclissi del 12 agosto 2026 all’Observatorio Astrofisico de Javalambre, in Spagna. Crediti: C. Mignone/Inaf

Infine, alle 20.33, la totalità è giunta anche a Ibiza, dove Giacomo Carrozzo, Fabrizio Oliva e Andrea Raponi dell’Inaf Iaps hanno immortalato l’eclissi dal faro dell’isola.

Eclissi al tramonto dal faro di Ibiza. Crediti: F. G. carrozzo, F. Oliva, A. Raponi/Inaf Iaps

In Italia, questa eclissi di Sole è stata parziale, superando il 90 percento di oscuramento del disco solare nelle regioni più settentrionali e occidentali del paese, senza mai raggiungere la totalità ma non per questo riscuotendo meno interesse da parte del pubblico. Arrivederci, dunque, alla prossima eclissi, che dall’Italia sarà sempre parziale – ma di più facile fruizione, la mattina. Dalla fascia di totalità, che taglia il Mediterraneo passando per il sud della Spagna e tutto il Nord Africa, culminando in Egitto e volgendo al termine in Medio Oriente e Corno d’Africa, si preannuncia un’esperienza ancor più spettacolare: al contrario della breve eclissi di ieri (un minuto e mezzo, due minuti al massimo tra Islanda e Groenlandia), l’eclissi totale del 2 agosto 2027 durerà infatti tra i quattro e i sei minuti. E, per fortuna, c’è da aspettare poco meno di un anno.

Osservazione pubblica dell’eclissi parziale di sole al velodromo di Pianoro, vicino Bologna. Crediti: A. De Blasi/Inaf Oas Bologna

Per saperne di più: 

Terremoto in Colombia

13 Agosto 2026 ore 19:31
Ascolta Durata 58m 6s In studio con Eder Obando riportiamo alcune informazioni sul recente terremoto in Colombia ma soprattutto il contesto politico devastante in cui tutto ciò è accaduto , esattamente nei giorni dell’insediamento del nuovo Presidente di estrema destra ...
Vedi l'articolo

💾

La Russia potrebbe puntare la Polonia per sfidare la Nato

23 Luglio 2026 ore 14:13

Mosca intensifica la pressione su Varsavia attraverso disinformazione, sabotaggi e attacchi ibridi. Le minacce del Cremlino alimentano i timori di un’escalation. Da dove potrebbe colpire via terra la Federazione. L'Aquila Bianca può diventare il principale banco di prova della credibilità dell'Alleanza.

La Somalia come mosaico bizantino

21 Luglio 2026 ore 14:39
La rubrica "Le mappe parlanti" di Laura Canali per scoprire tutti i dettagli delle cartine. Questa puntata è dedicata alla Somalia, mosaico di poteri diviso tra governo federale, al-Shabaab, Somaliland, Puntland e Stato Islamico. Dalle strade di Mogadiscio al porto di Berbera, il Corno d’Africa torna al centro della contesa tra rotte, porti e potenze esterne.

Google lancia le "Fonti preferite": ecco come scegliere Limes

9 Giugno 2026 ore 10:16

Google introduce in Italia le "Fonti preferite". Aggiungi Limes alle testate che segui per trovare più facilmente analisi, mappe e approfondimenti geopolitici nei tuoi risultati di ricerca. Scopri anche come seguire Limes su Google Discover per ricevere i nostri contenuti consigliati nel tuo feed.

Train Derails Near Town of Lewes in East Sussex, U.K.

13 Agosto 2026 ore 23:22
Emergency services said they were working at the scene of a derailment near Lewes, in East Sussex, on Thursday. Eighteen other people were less badly hurt.

© Carlos Jasso/Agence France-Presse — Getty Images

Some cars of a passenger train flipped onto their sides on Thursday in southern England near Lewes. The accident’s cause had not yet been determined.

DIEGO FUSARO: Le tre fasi della dialettica di sviluppo del capitalismo

13 Agosto 2026 ore 19:15

💾

⭐ Liberi di sapere e di far sapere. L'indipendenza è la nostra forza.

❤️ Sostenete qui il nostro gruppo di lavoro: http://www.filosofico.net/sosteneteci

✅ Abbonatevi al nostro canale youtube: http://www.filosofico.net/youtube

Grazie da tutto il nostro pugnace gruppo di lavoro! Diego Fusaro

PS. Qui trovate i social su cui sono presente e potete seguirmi: http://www.filosofico.net/social

Qui il nostro negozio: http://www.filosofico.net/negozio

BENZINA D'ORO: "SOLO AD AGOSTO 1 MILIARDO DI RICAVI IN PIÙ GRAZIE AL RINCARO"

13 Agosto 2026 ore 19:09

💾

▷ AIUTA L'INFORMAZIONE LIBERA, SOSTIENICI: https://donazioni.radioradio.it/

Il caro-carburanti è diventato una voce pesante nei bilanci familiari proprio nel cuore dell'estate. Secondo i dati diffusi da Facile.it, un pieno di benzina da 50 litri costa oggi 99 euro, il 15% in più rispetto a un anno fa; per il diesel si arriva addirittura a 109 euro, con un rincaro del 31%. Su un viaggio tipo Milano-Lecce andata e ritorno, circa 2000 km, la differenza rispetto al 2025 si misura in decine di euro, e sull'intero mese di agosto la spesa aggiuntiva degli italiani in solo carburante sfiorerà il miliardo di euro.

"Soltanto di benzina spenderemo più di un miliardo in più rispetto a quanto non fosse stato nel 2025, e a questo si sommano una serie di elementi non simpatici, in parte dovuti a fattori prevedibili, in parte a fattori non prevedibili". Tra le cause note per Andrea Polo c'è l'inflazione, aggiornata proprio il giorno prima dall'Istat, che "aumenta una serie di costi a pioggia e a cascata"; tra quelle impreviste, la chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha inciso "in termini di aumenti di costi di approvvigionamento e di conseguenza anche di costo poi sulla benzina nei singoli distributori", ripercuotendosi anche sul costo dell'elettricità.

Fermare il fenomeno non si può, difendersi invece sì.
"Questa è la vera parola: razionalizzare e capire dove cosa possiamo eliminare e dove cosa, se non possiamo eliminare, possiamo comunque risparmiare". Sul fronte carburante, il consiglio pratico riguarda l'abitudine di fare rifornimento sempre allo stesso distributore: "Abbiamo imparato, e dobbiamo imparare se ancora non l'abbiamo fatto, a guardarci intorno e a vedere se magari il distributore che è un chilometro più in là offre la benzina a prezzi inferiori". Con il picco delle partenze estive alle porte, è un obbligo per risparmiare fare rifornimento prima di entrare in autostrada.

Lo stesso principio vale per le bollette energetiche: "Confrontiamo le offerte, come abbiamo detto, dei distributori — lo stesso discorso vale per i fornitori dell'energia. Scopriamo se quella che stiamo pagando è la migliore tariffa disponibile", valutando eventualmente il passaggio a fasce orarie diverse o a una tariffa fissa piuttosto che indicizzata. Non si tratta di un dettaglio da poco: "Il costo dell'indecisione in termini di energia vuol dire circa una spesa superiore di circa 100 euro all'anno a famiglia. Io trovo molti modi migliori di spendere 100 euro piuttosto che regalarli a un fornitore che mi applica una tariffa non adatta a me".

I responsabili dei rincari? Molteplici: "Diciamo che si è usato spesso il pannicello, diceva mio papà che faceva il medico, e non è un taglio delle accise di 17 centesimi che poi levi da altre parti, per cui insomma la coperta è corta". Quanto alla composizione del prezzo alla pompa, va notato che ogni soggetto della filiera — fornitore, raffinatore, distributore e Stato — trattiene la propria quota: "Sono tutti dei mattoncini che vanno a formare il prezzo finale, ognuno con la sua parte. Noi paghiamo ancora dei contributi per la guerra in Eritrea, per dire.

Anche la figura del benzinaio, spesso associata a un facile guadagno, viene ridimensionata: "C'è un mito da far crollare, un mito che a me è crollato da bambino. Io da bambino volevo fare il benzinaio, intanto perché mi piaceva tantissimo l'odore della benzina, e poi perché vedevo sempre appunto 'sti benzinai con questi borselli traboccanti di denaro contante. Secondo me erano le persone più ricche del mondo. In realtà non è così, non sono soldi loro quelli, non tutti".

Difendersi in poche mosse

Sul fronte dei condizionatori, Polo indica prima di tutto l'efficienza dell'apparecchio: "Va bene una Classe A, ma se è una Classe A che io ho comprato nel 2000, magari in 26 anni qualcosa è cambiato e quindi quella classe A del 2000 corrisponde oggi a una classe G", con una differenza di spesa che può valere "diverse centinaia di euro all'anno". Alla manutenzione regolare — filtri puliti, controllo annuale — si aggiungono scelte quotidiane: evitare temperature troppo basse, perché "non fa bene rimanere a 17 gradi in casa", e prediligere la deumidificazione al raffrescamento puro, con un risparmio stimato "circa il 15-20% del consumo". Utili anche piccoli accorgimenti come tenere le tapparelle abbassate ed evitare di aprire le finestre a impianto acceso, oltre alla presenza di piante che aiutano a mantenere un clima più fresco in casa.

▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/

Grosseto: incendio in concessionaria auto, distrutti 100 veicoli

13 Agosto 2026 ore 18:54
Grosseto: incendio in concessionaria auto,  distrutti 100 veicoli

Un violento incendio è divampato questo pomeriggio lungo l’Aurelia, in località Grosseto Nord, rendendo necessaria la chiusura immediata della strada. Una densa colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza, si è alzata sull’area, che ospita numerose attività commerciali e un centro commerciale.

Le fiamme, visibili a kilometri di distanza dal centro di Grosseto, hanno investito con particolare virulenza il deposito di una concessionaria auto: secondo prime stime, sono andati distrutti circa 70 tra camion e autovetture e danneggiati altri 30 mezzi. Non risultano al momento dei feriti. Ma sul posto si avvertono esplosioni dei serbatoi dei veicoli parcheggiati.

Il danno materiale, ancora da quantificare, si preannuncia ingente, nell’ordine dei milioni di euro. Le operazioni di spegnimento sono complicate: sul posto i vigili del Fuoco, supportati da un elicottero antincendio della Regione e dal personale dell’Aeronautica Militare. Al momento non sono note le cause del rogo né l’entità totale dell’area coinvolta.

Sono 10 le squadre dei vigili del fuoco impegnate nelle operazioni di spegnimento dell’incendio che ha interessato il deposito di autovetture in via Aurelia Nord, all’uscita di Grosseto in direzione Braccagni della statale. Tra i veicoli risultano presenti anche alcune autovetture elettriche che però non sono state attaccate dalle fiamme. Sul posto anche personale sanitario, polizia di Stato e municipale. Presente anche personale Enel per la disattivazione della linea elettrica in prossimità dell’incendio.

Nelle immediate vicinanze dell’area interessata dalle fiamme sono presenti anche un deposito mobile di carburante per il rifornimento dei mezzi pesanti, un deposito di Gpl e un’area di sosta per autoarticolati adibiti al trasporto su gomma, tutti presidiai dai vigili del fuoco. Sul posto per il coordinamento delle operazioni il comandante dei vigili del fuoco di Grosseto ingegnere Roberto Bonfiglio ed il funzionario di servizio.

MotoGP | Marquez in "Inside Ducati": "Non avevo controllo sul mio braccio destro"

13 Agosto 2026 ore 18:34
Anche se ci si poteva aspettare che l'Aprilia fosse nettamente superiore nel Gran Premio di Gran Bretagna di MotoGP, su un circuito di Silverstone in cui storicamente le moto di Noale sono andate alla perfezione, la verità è che il rientro dalle vacanze è stato più duro del previsto per i suoi rivali della Ducati.
Mentre le RS-GP hanno effettivamente dominato, il team ufficiale di Borgo ...Continua a leggere

100 anni fa nasceva Fidel Castro: il celebre “Concetto di Rivoluzione” del 1° maggio 2000

di: PC
13 Agosto 2026 ore 18:32

Oggi per celebrare il centenario della nascita del Comandante en Jefe Fidel Castro, il nostro Partito vuole ricordarlo attraverso uno dei suoi discorsi in cui donò al mondo una delle definizioni più profonde e ancora attuali del suo pensiero politico: il Concetto di Rivoluzione, pronunciato il 1° maggio 2000 all’Avana.

La rivoluzione è il senso del momento storico. È cambiare tutto ciò che deve essere cambiato. È uguaglianza e piena libertà.

È essere trattati e trattare gli altri come esseri umani. È emanciparci da soli e con le nostre forze. È sfidare le potenti forze dominanti all’interno e all’esterno dell’ambito sociale e nazionale.

È difendere i valori in cui si crede, a costo di qualsiasi sacrificio. È modestia, disinteresse, altruismo, solidarietà ed eroismo. È non mentire mai né violare i principi etici.

È la profonda convinzione che non esista forza al mondo in grado di schiacciare la forza della verità e delle idee. La rivoluzione è unità, è indipendenza, è lottare per i nostri sogni di giustizia per Cuba e per il mondo. È il fondamento del nostro patriottismo, del nostro socialismo e del nostro internazionalismo.

Un discorso in cui è racchiusa la concezione della Rivoluzione fondata sull’emancipazione, sull’uguaglianza, sull’indipendenza, sulla solidarietà e sull’internazionalismo.
Condividiamo questo intervento perché la forza delle idee sia da esempio per tutta la nostra azione politica e militante.

Hasta la victoria siempre, Comandante.

🇨🇺 Fidel Castro Ruz
13 agosto 1926 – 25 novembre 2016

#FidelCastro #Fidel100 #FidelCastro100 #Cuba #RevoluciónCubana #RivoluzioneCubana #ConcettoDiRivoluzione #1Maggio #Socialismo #Internazionalismo #HastaLaVictoriaSiempre


🔴 SOSTIENI, PARTECIPA, ORGANIZZATI

✊ Iscriviti al Partito Comunista

Se sei giovane, entra nella Federazione della Gioventù Comunista e costruisci insieme a noi un’alternativa.

✊ ISCRIVITI ORA

🤝 Contribuisci alle nostre attività

Anche una piccola sottoscrizione può fare la differenza.

🤝 CONTRIBUISCI

📢 Seguici sui nostri canali social

Resta aggiornato sulle attività, le iniziative e le campagne del Partito Comunista.

📢 SEGUICI SUI SOCIAL

🎙 Ascolta il nostro podcast

Approfondimenti, analisi e punti di vista disponibili sulle principali piattaforme.

🎙 ASCOLTA IL PODCAST

Condividi !

Shares

L'articolo 100 anni fa nasceva Fidel Castro: il celebre “Concetto di Rivoluzione” del 1° maggio 2000 proviene da IL PARTITO COMUNISTA - Sito Ufficiale.

La Russia domina lo spazio aereo ucraino. L’Europa sta per mollare Zelensky?

13 Agosto 2026 ore 18:21

💾

Anche l’Europa sta per abbandonare Kiev?

Dopo il fallimento dell’offensiva dei 40 giorni, la penuria di missili intercettori e la crisi energetica globale, Zelensky rischia di essere abbandonato anche dai paesi europei.

L’ultimo no il Presidente ucraino lo ha ricevuto dalla Finlandia, che ha rifiutato di trasferire le sue scorte di missili Patriot.

Nel frattempo la Corea del Nord spedisce missili balistici sul fronte in aiuto a Mosca, Putin ha attuato una sorta di “blocco navale” ai porti ucraini.

Dall’Europa orientale al Medioriente in questa nuova puntata di Ottolina e mezzo il direttore di Analisi Difesa Gian Andrea Gaiani ci ha dato tutti gli aggiornamenti militari sui fronti caldi della Terza Guerra mondiale a pezzi.

●▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬●

Vuoi mandarli #tuttiacasa? Da oggi puoi contribuire a farlo anche con il tuo 5X1000. Basta indicare nell'apposita sezione della dichiarazione dei redditi (o comunicare al CAF o al commercialista) il codice fiscale di MULTIPOPOLARE: 92054980450

●▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬●E'

finalmente disponibile l'imperdibile libro di Vadim Bottoni e Giuliano Marrucci sull'ascesa e il declino del MITO DEL DOLLARO. Uno strumento fondamentale per capire le ragioni profonde della Trumpenomics e della Guerra Totale dell'Imperialismo USA contro lo sviluppo e la democrazia. Lo potete aquistare qui: https://poetsandsailors.com/shop/il-mito-del-dollaro/#OttolinaTV

●▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬●

l'analisi e la proposta politica e culturale di OttolinaTV e di Multipopolare oggi sono anche un libro che potete acquistare a questo indirizzo: https://poetsandsailors.com/shop/riscossa-multipopolare/#Ottolinatv

per acquistare le nostre magliette e non solo, invece, clicca qui: https://ottolinatv.it/shop/merchandising/

●▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬●

🔔 ISCRIVITI AL CANALE E ATTIVA LE NOTIFICHE 🔔

ISCRIVITI AL CANALE INGLESE DI OTTOLINA: https://www.youtube.com/@OttolinaTV-English

▶ aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://www.gofundme.com/f/un-media-per-dare-voce-al-99-per-cento ) e su PayPal ( https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=P8NZ93RTKC4VQ&fbclid=IwAR3uqPnM2cWqyqPNkM5hQX6z6quK3AFvTpiv05w4jWPO7s2VO07UVlJIvNc ) ◀

🌐 VISITA IL SITO: https://ottolinatv.it/

🚀 SEGUICI ANCHE SU... 🚀
★ FACEBOOK: https://www.facebook.com/ottolinatv
★GRUPPO FACEBOOK: https://www.facebook.com/groups/ottolinatvgruppo
★INSTAGRAM: https://www.instagram.com/ottolinatv/
★TIKTOK: https://www.tiktok.com/@ottolinatv
★TWITCH: www.twitch.tv/ottolinatv
★ SPOTIFY: https://podcasters.spotify.com/pod/show/ottolinatv
★ TWITTER: https://twitter.com/ottolinatv

📢 PER PARTECIPARE E DISCUTERE CON OTTOLINATV 📢
★ CANALE TELEGRAM: https://t.me/Ottolina_TV
★ GRUPPO MULTIPOPOLARE: https://t.me/+OSGohHfdeuBhNDE0

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza


di Fabrizio Verde

Cento anni fa, tra le piantagioni di zucchero e la terra rossa di Birán, veniva al mondo un uomo destinato a costringere la storia a fare i conti con la sua intransigenza morale. Fidel Castro non si è limitato ad attraversare il tumultuoso Novecento da protagonista; lo ha sfidato, lo ha piegato e, in ultima istanza, lo ha superato, proiettando la sua influenza ben oltre la soglia del nuovo millennio. Rileggere la sua parabola a un secolo di distanza significa osservare il ritratto di un gigante politico, uno stratega visionario capace di leggere le correnti profonde della politica internazionale con un anticipo che oggi appare quasi profetico. In un'epoca dominata da grossolana ignoranza, narrazioni superficiali e da arroganze unipolari, la figura del leader cubano si staglia come un monolite di coerenza, incarnando la resistenza di un'isola che ha osato sfidare il destino scritto dalle dottrine imperiali.

Per comprendere l'eccezionalità della Rivoluzione Cubana bisogna guardare alla cartina geografica attraverso le lenti spietate della Dottrina Monroe e del cosiddetto Destino Manifesto. Washington aveva da tempo eletto il Mar dei Caraibi a proprio lago privato, considerandone le isole e le coste come un'appendice naturale del proprio impero, dove installare dittature feroci, sfruttare le risorse e garantire il controllo militare. L'irruzione della guerriglia sulla Sierra Maestra ha rappresentato uno schiaffo in pieno volto a questo ordine neocoloniale. Fidel comprese fin dal principio, studiando le lacerazioni e i tradimenti che avevano affossato le guerre d'indipendenza dell'Ottocento, che la sopravvivenza di un processo rivoluzionario a novanta miglia dalle coste della Florida richiedeva un'arma inedita, ma potente ed efficace. Quell'arma era l'unità. Non una parola d'ordine retorica, ma una ferrea necessità tattica e strategica. La paziente tessitura di alleanze, dal Patto di Miami al fronte comune con le diverse anime della sinistra, ha permesso a un pugno di ribelli di trasformarsi in un esercito di popolo, sventando i tentativi di frammentazione fomentati dall'esterno e gettando le basi per la costruzione di uno Stato sovrano in grado di resistere a decenni di assedio economico, a centinaia di attentati e a un isolamento diplomatico orchestrato dall'Organizzazione degli Stati Americani.

Ridurre Fidel Castro al ruolo di mero sopravvissuto alla Guerra Fredda sarebbe un errore imperdonabile. Sotto la sua guida, Cuba è divenuta un formidabile attore globale, trasformando la propria vulnerabilità geografica in uno strumento di solidarietà internazionale. L'internazionalismo cubano non ha seguito le logiche grette e spartitorie delle superpotenze, ma si è mosso lungo le linee di faglia del Sud del mondo, abbracciando le cause dei popoli oppressi: quindi della Palestina, del Sahara Occidentale e dei movimenti di liberazione africani. Le sabbie dell'Angola hanno visto il sacrificio di centinaia di migliaia di cubani, il cui sangue ha contribuito in modo decisivo a spezzare le catene dell'apartheid in Sudafrica e a garantire l'indipendenza della Namibia. Ma l'eredità più duratura, quella che ha scavalcato il crollo del Muro di Berlino e il collasso dell'Unione Sovietica, è stata la capacità di reinventare la solidarietà. Negli anni Duemila, mentre il neoliberismo trionfante celebrava la fine della storia, Fidel ha continuato a mobilitare legioni di medici, insegnanti e tecnici, inviandoli nelle baraccopoli dell'America Latina e nei villaggi più remoti del pianeta. Cuba è diventata un riferimento umanitario, etico e politico, dimostrando che la vera ricchezza di una nazione non risiede nelle riserve auree, ma nella dignità garantita ai propri cittadini e nella mano tesa verso gli emarginati della terra.

Quando la malattia lo ha costretto a cedere le redini del potere esecutivo, il Comandante non si è ritirato in un silenzio dorato. Dalle pagine delle sue riflessioni, ha continuato a scrutare l'orizzonte globale con lo stesso acume che lo aveva guidato durante la Crisi dei Missili. I suoi ultimi anni sono stati dedicati a un'opera di semina intellettuale, volta a favorire la nascita e la crescita di un nuovo assetto mondiale multipolare. Fidel aveva intuito, con largo anticipo rispetto agli analisti occidentali, che l'egemonia unipolare statunitense avrebbe generato pericolose derive belliciste e che il futuro dell'umanità dipendeva dalla capacità di costruire un equilibrio fondato su nuovi poli di potere. Non è un caso che, in uno dei suoi ultimi scritti, abbia definito l'alleanza strategica tra la Federazione Russa e la Cina come un “potente scudo per la pace e la sicurezza globale”. In quell'intuizione, maturata osservando l'espansione militare verso est e le tensioni ai confini dell'Europa, risiede la chiave di volta del suo pensiero geopolitico maturo. La Russia e la Cina, insieme all'emergere dei Paesi del Sud Globale e alla formazione di blocchi alternativi, rappresentavano per lui l'antidoto definitivo contro le tentazioni neofasciste e le logiche di saccheggio dell'Occidente.

Oggi, mentre il mondo affronta crisi sistemiche generate da un capitalismo neoliberista in putrefazione, il pensiero di Fidel Castro rivela un'attualità disarmante. La sua concezione integrale della sovranità, intesa non solo come indipendenza giuridica ma come autodeterminazione economica, politica, culturale e finanche alimentare, offre una bussola preziosa per le nazioni che cercano di orientarsi nel caos della transizione epocale. L'etica della responsabilità verso le generazioni future, la difesa degli oceani e la battaglia contro la povertà non erano per lui astrazioni accademiche, ma imperativi morali radicati in una visione profondamente socialista e umanista. A cento anni dalla sua nascita, la figura eroica di Fidel Castro continua a estendersi ben oltre i confini del Malecón. Non come il fantasma di un'ideologia confinata nei libri di storia, ma come la voce viva di un gigante che ha saputo guardare oltre il proprio tempo, ricordandoci che la storia non è mai scritta in anticipo e che la dignità dei popoli rimane l'unica, vera forza in grado di piegare gli imperi. Anche quelli più minacciosi e tracotanti.

Oltre il mito, oltre il marmo: la lezione di Fidel Castro nella lotta di classe oggi


di Geraldina Colotti

Parlare oggi di Fidel Castro e della Rivoluzione Cubana non è un esercizio di archeologia politica. Che centinaia di internazionalisti all'Avana, e altrettanti nel mondo, ricordino questo 13 agosto il centenario della nascita del Comandante in Jefe, non è per erigere un monumento in marmo a Fidel Castro, perché la borghesia e il revisionismo amano i monumenti: i monumenti non disturbano, non parlano, non organizzano la classe lavoratrice. E Fidel ha lasciato chiaro che non voleva essere trasformato in un monumento. Ed è per questo che, durante il suo funerale il popolo ha scandito per giorni: io sono Fidel, e i popoli del mondo continuano a gridare: io sono Fidel.

Ricordiamo Fidel perché Fidel è un metodo. È la dimostrazione pratica che il marxismo-leninismo non è un dogma da biblioteca, ma una guida per l'azione, uno strumento di trasformazione radicale capace di spezzare l'apparente fatalità dell'egemonia imperialista.

Quando Fidel e i giovani della Generazione del Centenario assaltarono la Moncada nel 1953, o quando sbarcarono dal Granma nel 1956, il rapporto di forze era, sulla carta, assolutamente sfavorevole. Affrontavano una dittatura filoimperialista blindata da Washington. La logica possibilista e riformista diceva che era impossibile. Ma Fidel ci ha insegnato una lezione fondamentale che la sinistra europea è sembrata dimenticare dopo la caduta del blocco sovietico: le condizioni oggettive e soggettive non si aspettano a braccia conserte, si costruiscono nella lotta.

Cosa ha significato la Rivoluzione Cubana per il mondo? In primo luogo, Cuba ha spezzato la geografia del dominio imperiale. Ha dimostrato che a novanta miglia dall'impero più sanguinario della storia umana era possibile costruire il socialismo e sostenerlo. Cuba ha dimostrato che il vero sviluppo non si misura dal Prodotto Interno Lordo o dal consumo suntuario delle élite, ma dalla dignità, dall'educazione, dalla salute universale e dalla sovranità dei popoli.

Ma c'è qualcosa di più profondo: la dimensione dell'internazionalismo proletario. Fidel ha elevato l'internazionalismo dalla condizione di motto astratto a principio di Stato. Cuba non ha esportato la rivoluzione, ma i suoi principi, ha esportato solidarietà. L'abbiamo visto nelle sabbie dell'Angola, quando è stato sconfitto il regime dell'apartheid sudafricano e si è cambiata per sempre la storia dell'Africa. L'abbiamo visto in America Latina, quando Cuba ha costituito il faro che ha alimentato la resistenza contro le dittature del Piano Condor e, più tardi, è stata la colonna vertebrale dell'integrazione bolivariana e dell'ALBA-TCP insieme al Comandante Hugo Chávez, e, dopo, insieme a Nicolás Maduro.

Nell'era della globalizzazione capitalista, quando la borghesia ha imposto la logica del "si salvi chi può", la Cuba di Fidel ha dimostrato che la diplomazia dei popoli si basa sul condividere non ciò che avanza, ma quel poco che si ha.

Arriviamo ora alla nostra realtà europea e, in particolare, alla storia del movimento comunista in Italia. L'onda d'urto della Rivoluzione Cubana e il pensiero del Che Guevara hanno scosso le fondamenta dell'Europa negli anni '60 e '70. La parola d'ordine del Che alla Conferenza Tricontinentale — "Creare due, tre... molti Vietnam" — ha risuonato con forza nel cuore della metropoli imperialista. 

In Italia, in un contesto segnato dal tradimento riformista del cosiddetto "compromesso storico" del PCI e dall'egemonia della Democrazia Cristiana, migliaia di giovani e lavoratori hanno compreso che l'imperialismo statunitense era il nemico comune. Sono sorte così le esperienze della lotta armata e delle guerriglie urbane, come le Brigate Rosse (BR) e altre organizzazioni dell'anticapitalismo combattivo. Quei giovani hanno tentato di rompere la pace sociale capitalista e di costruire nel cuore del centro imperialista quel "secondo o terzo Vietnam" di cui parlava il Che, assumendo la violenza rivoluzionaria come risposta alla violenza strutturale dello Stato borghese e del Patto Atlantico.

L'analisi dialettica di quell'esperienza storica ci insegna che l'impulso antiimperialista e il rifiuto del patto sociale riformista erano profondamente legittimi. Tuttavia, la storia ci ha anche dimostrato i limiti del tentare di fare la rivoluzione con il modello guerrigliero nella complessità delle metropoli altamente industrializzate dell'Europa occidentale, senza l'articolazione di un ampio movimento di massa e di varie forme di lotta que contrastino dall'interno e dall'esterno le istituzioni borghesi e la violenza dello sfruttamento del capitale sul lavoro.

Fidel ha sempre avuto una visione d'insieme: la lotta armata non era un feticcio, ma uno strumento subordinato alla costruzione del Potere Popolare e alla mobilitazione cosciente delle masse lavoratrici.

Decenni dopo, il filo rosso della solidarietà cubana con l'Italia ha preso una forma completamente diversa ma ugualmente rivoluzionaria. Durante la pandemia di COVID-19, mentre il sistema sanitario privatizzato del prospero nord Italia crollava sotto le leggi del libero mercato, e mentre l'Unione Europea si mostrava in tutta la sua nudità come un club di mercanti egoisti, chi è arrivato in Lombardia, Piemonte e Calabria?Sono arrivate le brigate mediche cubane Henry Reeve. Medici formatisi alla scuola di Fidel Castro, che hanno rischiato la vita per salvare cittadini italiani. Quel contrasto è stato deflagrante: l'Europa del capitale inviava austerità, tagli alla sanità pubblica e aerei da guerra; la Cuba socialista di Fidel inviava camici bianchi e internazionalismo.

Oggi l'Italia affronta uno scenario critico: la presenza di un governo neofascista e atlantista guidato da Giorgia Meloni, che agisce come vassallo dell'imperialismo statunitense e della NATO, smantellando i diritti del lavoro e trasformando la gestione delle frontiere in un business repressivo e razzista. Di fronte a questo, la memoria combattiva e l'esempio di Cuba sono uno schiaffo alla rassegnazione.

Uno dei contributi più brillanti di Fidel nell'ultima tappa della sua vita è stato il concetto della Battaglia delle Idee. Fidel ha compreso prima di molti che la battaglia del XXI secolo non si sarebbe giocata unicamente sul terreno economico o militare, ma sul terreno della coscienza, della cultura e dell'informazione. L'egemonia borghese opera oggi attraverso la manipolazione mediatica, i social network e la guerra cognitiva, cercando di spogliare la classe lavoratrice della sua memoria storica e della sua identità di classe, di balcanizzarla e confonderla.

L'imperialismo vuole farci credere che non ci sia alternativa, che il capitalismo sia l'unico orizzonte possibile e che la barbarie sia inevitabile. Di fronte a questo, Fidel ci ha insegnato a diffidare del discorso dominante, a costruire media alternativi, a formarci teoricamente e a dare la battaglia ideologica in ogni trincea.

Oggi, mentre Cuba continua a soffrire gli effetti di un blocco criminale e inasprito da parte degli Stati Uniti — un blocco che cerca di soffocare il popolo cubano per provocare il crollo interno —, la difesa della Rivoluzione Cubana è la linea di demarcazione di ogni comunista e antiimperialista conseguente. Difendere Cuba non è solo difendere un governo: è difendere il diritto inalienabile dei popoli a costruire un destino al di fuori del giogo capitalista.

Fidel Castro ci ha lasciato fisicamente, ma il suo lascito appartiene a chi lotta. In un'Europa che si rimilitarizza, che taglia i diritti sociali per finanziare guerre imperialiste e che solleva muri contro i diseredati del Sud Globale, la lezione di Cuba e la memoria delle nostre lotte storiche sono più urgenti che mai.

Non basta analizzare il mondo; si tratta di trasformarlo. Per trasformarlo abbiamo bisogno di recuperare la fermezza dei principi di Fidel, la sua capacità di unificare le forze popolari, la sua fede incrollabile nella vittoria e la sua convinzione che un mondo migliore non solo è possibile, ma assolutamente indispensabile.

100 anni dalla nascita di Fidel Castro: l'uomo che cavalcava il futuro


di Federica Cresci, Cuba Mambi gruppo di Azione Internazionalista

Il 13 agosto 1926 nasceva a Birán Fidel Castro Ruz.
 
A cento anni dalla sua nascita sarebbe facile ricordarlo attraverso le immagini che appartengono ormai alla storia: la Sierra Maestra, il gennaio del 1959, le interminabili piazze dell'Avana, la divisa verde olivo, i discorsi pronunciati davanti a un popolo che aveva deciso di riprendersi il proprio destino.
 
Ma sarebbe anche il modo più semplice per rimpicciolirlo.
 
Perché Fidel Castro non appartiene soltanto alla storia della Rivoluzione cubana. E forse il modo migliore per ricordarlo, cento anni dopo, non è domandarsi semplicemente ciò che ha fatto, ma quanto del suo pensiero continui a parlare al mondo nel quale viviamo.
 
Fidel fu un rivoluzionario marxista, un capo di Stato, un dirigente politico. Ma fu soprattutto un uomo capace di pensare politicamente oltre il proprio tempo e oltre i confini del proprio Paese.
 
Aveva compreso una cosa fondamentale: nessun popolo è realmente libero se la sua libertà dipende dalla povertà, dall'ignoranza o dalla subordinazione di un altro popolo.
 
È qui che l'internazionalismo cubano assume un significato che ancora oggi continuiamo troppo spesso a non comprendere.
 
Cuba non ha esportato ricchezza. Non ne aveva.
 
Ha esportato ciò che possedeva: conoscenza, medici, insegnanti, competenze, solidarietà.
 
Ed è forse questa una delle intuizioni più rivoluzionarie di Fidel.
 
La solidarietà non è dare qualcosa al povero affinché continui a sopravvivere da povero. Non è carità. Non è l'elemosina concessa dal mondo ricco al mondo che quello stesso sistema economico ha contribuito a impoverire.
 
Solidarietà significa mettere un essere umano nelle condizioni di non avere più bisogno della nostra elemosina.
 
Significa insegnare a leggere.
Formare un medico.
Costruire una scuola.
Trasferire conoscenza.
Restituire dignità e autonomia.
 
Per questo da Cuba sono partiti, per decenni, migliaia di medici verso luoghi nei quali spesso nessuno voleva andare. E per questo giovani provenienti da paesi poverissimi hanno potuto studiare medicina sull'isola e tornare nelle proprie comunità come medici.
 
Non si regalava loro semplicemente una cura.
 
Si dava loro la possibilità di diventare quelli che avrebbero curato gli altri.
 
Questa è politica. Questa è una precisa concezione marxista dell'emancipazione.
 
Ed è anche la ragione per cui Fidel non può essere rinchiuso geograficamente dentro Cuba.
 
C'è un pezzo di Fidel nell'Africa che combatté il colonialismo e l'apartheid. C'è nella Palestina alla quale Cuba non ha mai smesso di riconoscere il diritto alla dignità e all'autodeterminazione. C'è nei popoli latinoamericani che hanno tentato di sottrarsi alla condizione secolare di cortile di casa degli Stati Uniti. C'è in ogni luogo nel quale un popolo abbia rivendicato il diritto di decidere autonomamente il proprio futuro.
 
Nelson Mandela non dimenticò mai chi era stato accanto al popolo sudafricano quando essere contro l'apartheid non era ancora diventato conveniente.
 
E questo dice molto di Fidel.
 
Ma dice ancora di più del concetto cubano di internazionalismo: non chiedere a un popolo che cosa possa restituirti prima di decidere se meriti solidarietà.
 
Fidel aveva compreso anche un'altra cosa che oggi dovrebbe obbligarci a rileggerlo.
 
Aveva capito che la grande contraddizione del nostro tempo non sarebbe stata soltanto tra capitale e lavoro, ma tra un modello economico fondato sull'accumulazione infinita e un pianeta dalle risorse finite.
 
Aveva compreso che fame, sottosviluppo, guerra, devastazione ambientale e disuguaglianza non erano crisi separate.
 
Erano facce dello stesso sistema.
 
Ed è precisamente qui che Fidel diventa tremendamente contemporaneo.
 
Viviamo in un mondo capace di produrre una ricchezza immensa e contemporaneamente incapace di garantire una vita dignitosa a milioni di esseri umani.
 
Un mondo nel quale la medicina raggiunge risultati straordinari mentre milioni di persone continuano a non avere accesso alle cure fondamentali.
 
Un mondo che parla continuamente di diritti umani ma continua a misurare il valore degli esseri umani sulla base del luogo nel quale sono nati, del passaporto che possiedono e della ricchezza che possono produrre.
 
Fidel aveva scelto da che parte guardare questo mondo.
 
Dal basso.
 
Dalla parte dei popoli colonizzati, dei poveri, degli esclusi, di quelli che la storia ufficiale considera periferia.
 
Ed è forse questa la ragione per cui continua a essere una figura tanto ingombrante.
 
Perché si può discutere Fidel Castro. Si possono discutere le sue decisioni, le sue scelte, persino i suoi errori. È ciò che si deve fare con qualsiasi grande figura storica.
 
Quello che diventa molto più difficile è ignorare le domande che ha lasciato.
 
Può esistere libertà senza giustizia sociale?
 
Può esistere democrazia quando milioni di esseri umani non possiedono gli strumenti materiali e culturali per esercitarla?
 
Può chiamarsi sviluppo un sistema che concentra enormi ricchezze nelle mani di pochissimi mentre condanna interi popoli alla dipendenza?
 
E soprattutto: che valore ha una rivoluzione se termina alla frontiera del proprio Paese?
 
A cento anni dalla nascita di Fidel Castro, forse è proprio questa l'eredità che vale la pena difendere.
 
Non l'imitazione.
Non la nostalgia.
Non il culto.
Il metodo.
 
Studiare la realtà. Comprenderne le contraddizioni. Scegliere da che parte stare. E poi avere il coraggio di agire di conseguenza.
 
Fidel appartiene a Cuba perché Cuba lo ha generato.
 
Ma appartiene all'Africa, all'America Latina, alla Palestina, al Sahara, ai popoli che hanno combattuto il colonialismo e a quelli che ancora oggi combattono perché nessuno decida al loro posto.
 
Appartiene, soprattutto, a quella parte dell'umanità che continua ostinatamente a pensare che il destino di un essere umano non debba essere deciso dal luogo nel quale nasce.
 
Cento anni dopo, dunque, non abbiamo bisogno di mettere Fidel su un piedistallo.
 
Abbiamo bisogno di fare qualcosa di molto più difficile.
 
Rimettere in circolazione le sue domande.
 
Perché finché esisterà un bambino al quale viene negata una scuola, un malato al quale viene negata una cura, un popolo al quale viene negata la sovranità, un essere umano costretto alla fame mentre qualcun altro accumula ciò che non potrebbe consumare in cento vite, la questione che attraversò l'intera esistenza di Fidel resterà aperta.
 
Che cosa siamo disposti a fare perché la dignità non sia un privilegio?
 
Forse è per questo che, cento anni dopo Birán, Fidel continua a essere così difficile da consegnare alla storia.
 
Perché alcuni uomini appartengono al proprio tempo.
 
Altri riescono a vedere più lontano.
 
E poi ce ne sono pochissimi che, attraversando il proprio tempo, riescono a parlare anche a quello che verrà.
 
È questa l'eternità di Fidel.
 
Non l'eternità del mito, ma quella delle idee che continuano a camminare quando l'uomo non c'è più. Idee che diventano coscienza, strumenti, possibilità; che passano da una generazione all'altra e continuano a produrre pensiero, resistenza, emancipazione.
 
Fidel non ha mai preteso di essere infallibile. Ha attraversato vittorie, sconfitte, errori, contraddizioni e cambiamenti enormi della storia. Ma non ha mai cambiato il punto dal quale guardava il mondo.
 
Gli ultimi. I popoli. La loro dignità. La loro possibilità di essere liberi.
 
Ed è rimasto lì fino alla fine.
 
Silvio Rodríguez lo aveva scritto ne El necio:
«Yo me muero como viví».
Forse è tutto qui.
 
È morto come ha vissuto.
Ma ciò per cui ha vissuto non è morto con lui.
 
Ed è per questo che oggi non celebriamo semplicemente un centenario.
 
Cent'anni li compie l'uomo nato a Birán il 13 agosto 1926.
Fidel, invece, appartiene ormai a quel tempo infinito in cui entrano soltanto le idee che diventano patrimonio dell'umanità.

Motorlux, benvenuti nella serata più esclusiva della Monterey Car Week

13 Agosto 2026 ore 17:26
Finalmente Motorlux sembra aver trovato la sua collocazione. E, soprattutto, la sua anima. Nato sulle ceneri del McCall's Motorworks Revival, lo storico appuntamento creato nel 1991 da Gordon e Molly McCall e passato sotto l'ala di Hagerty, dopo qualche anno alla ricerca di una propria identità oggi è diventato qualcosa di più definito: un grande happening mondano e culinario, con automobili e aerei a fare da magnifico contorno. da qui, dal Jet Center della penisola californiana, che prende vita la Monterey Car Week. Il primo posto dove bisogna esserci, prima ancora che cominci la lunga liturgia di Pebble Beach, The Quail, Laguna Seca e delle grandi aste. Più di 4.000 ospiti, oltre 120 automobili e 15 aerei, 27 partner gastronomici e 55 dedicati a vini e beverage. Numeri importanti, che raccontano solo in parte l'atmosfera. Perché Motorlux è soprattutto una grande party USA dedicato al lusso, dove si mangia e si beve bene, si incontrano collezionisti, commercianti e costruttori e, soprattutto, si fa business. Bugatti, supercar, one-off e pezzi da collezione diventano quasi elementi di una scenografia nella quale i potenziali clienti passeggiano con calici in mano e uomini e donne vestiti per l'occasione si lasciano intervistare dai canali televisivi glamour. Quest'anno, però, la differenza si vede. Le automobili sono finalmente organizzate in aree tematiche, ciascuna con una propria identità. Particolarmente riuscita la "Chasing Cherry Blossoms" dedicata al Giappone: un HondaJet nel mezzo dell'hangar, ciliegi in fiore ricreati tutt'intorno, automobili giapponesi dalla NSX alle Nismo passando per le city car e cucina del Sol Levante. Poco più in là si passa all'Italia dei dodici cilindri, qualche Ferrari, una 037. Dalla tradizione inglese con una vecchia Rover alle Bugatti francesi, alle follie dei rally e alle one-off costruite per clienti che difficilmente hanno bisogno di chiedere il prezzo. una sorta di giro del mondo dell'automobile fatto senza lasciare il piazzale dell'aeroporto. E poi si mangia. Molto e bene. Ristoranti Michelin, Wagyu, caviale, champagne e alcune delle grandi cantine californiane. Il biglietto è tutt'altro che popolare - siamo nell'ordine di diverse centinaia di dollari - ma probabilmente è proprio questo il punto: Motorlux non vuole essere un salone dell'auto. Vuole essere una serata mondana nella quale le automobili sono il linguaggio comune. Del resto Hagerty ormai non è più soltanto la compagnia americana specializzata nell'assicurazione delle auto da collezione. Intorno all'auto ha costruito un ecosistema che comprende valutazioni, aste, club, eventi e servizi per i collezionisti. Motorlux è la sua vetrina più mondana: per una sera l'auto smette quasi di essere il fine e diventa il lasciapassare per entrare in un mondo.Benvenuti a Monterey, quindi. La prima serata è andata, ma da questa mattina il ritmo cambia completamente. Aprono i saloni delle grandi case d'asta, mentre le Case automobilistiche iniziano ad accogliere nelle ville disseminate fra Carmel e Pebble Beach i clienti migliori, lontano dalla confusione. A Laguna Seca, intanto, le protagoniste della Monterey Motorsports Reunion scaldano i motori. E questa mattina è partito anche il Pebble Beach Tour d'Elegance: oltre 150 delle automobili che domenica sfileranno sul green della 18 buca lasciano per qualche ora l'immobilità del Concours per dimostrare di saper ancora fare quello per cui erano nate: viaggiare. Il Tour attraversa la 17-Mile Drive e Highway 1 e ha anche un peso concreto nel concorso: se due vetture terminano a pari merito nella propria classe, quella che ha completato il Tour ottiene la preferenza. Quest'anno, però, sulla festa c'è anche un'ombra molto reale. Big Sur, uno degli angoli più spettacolari della costa californiana, sta bruciando. Il Timber Fire ha imposto ordini di evacuazione, minaccia centinaia di strutture e ha costretto alla chiusura di un tratto della Highway 1. Mentre a Monterey arrivano alcune delle automobili più preziose del mondo, pochi chilometri più a sud centinaia di vigili del fuoco combattono contro le fiamme. anche questa la Monterey Car Week: un mondo apparentemente sospeso, fatto di automobili milionarie, jet privati, champagne e prati tagliati al millimetro. Ma basta percorrere qualche miglio perché la California vera torni a ricordare che, fuori dai cancelli di Pebble Beach, continua la vita normale. E siamo soltanto all'inizio.

Oceano poco pacifico – Dietro il Sipario – Talk show

13 Agosto 2026 ore 18:19



Dal mar Caspio all’oceano Pacifico: acque sempre più agitate sullo scacchiere globale che vede l’Occidente rivaleggiare con Russia, Iran e Cina. Ne parliamo con Max Civili e il generale Cesare Dorliguzzo

L'articolo Oceano poco pacifico – Dietro il Sipario – Talk show proviene da Visione TV.

F1 | McNish rivela le qualità che danno a Gabriel Bortoleto “molto potenziale”

13 Agosto 2026 ore 17:59
Il direttore sportivo di Audi, Allan McNish, ha approfondito la mentalità che rende Gabriel Bortoleto un pilota di Formula 1 di successo.
Campione consecutivo di Formula 3 e Formula 2, Bortoleto ha fatto il suo debutto nel campionato del mondo con la squadra di Hinwil (all'epoca Sauber) lo scorso anno.
Dopo essere stato battuto nel confronto con il veterano compagno di squadra Nico ...Continua a leggere

Ottant’anni dalla ricostruzione della Croce del Monte Amiata: il 26 agosto la vetta torna a illuminarsi

13 Agosto 2026 ore 17:58
Ottant’anni dalla ricostruzione della Croce del Monte Amiata: il 26 agosto la vetta torna a illuminarsi

Una celebrazione per uno dei simboli più profondi della montagna. Con il sindaco Niccolò Volpini, il presidente Eugenio Giani, il cardinale Augusto Paolo Lojudice e i sindaci dell’Amiata. Al tramonto la riaccensione della Croce, poi musica e canti della tradizione

Il 26 agosto, sulla vetta del Monte Amiata, si celebrano gli 80 anni dalla ricostruzione della Croce, uno dei simboli più riconoscibili e più profondamente legati alla storia e alla memoria delle comunità amiatine.

Una giornata che unirà commemorazione, musica e partecipazione e che avrà il suo momento più suggestivo al tramonto, quando la Croce tornerà a illuminarsi, ottant’anni dopo quella notte del 1946 in cui Papa Pio XII, attraverso un collegamento radio, accese le luci installate sul monumento appena ricostruito.

“La Croce del Monte Amiata appartiene alla storia di tutta la nostra montagna – afferma Niccolò Volpini, sindaco di Abbadia San Salvatore –. Fa parte del paesaggio che abbiamo davanti agli occhi, ma soprattutto della memoria di generazioni di persone. La sua storia racconta una comunità che si è riconosciuta in questo simbolo fin dalla sua costruzione. Centinaia di quintali di ferro furono portati da Abbadia fino alla vetta dagli stessi abitanti, a spalla, giorno dopo giorno, spesso dopo il lavoro. E quando la guerra la abbatté, quella stessa comunità decise immediatamente di rialzarla”.

“È questo – prosegue Volpini – il significato che vogliamo restituire alla celebrazione degli ottant’anni. Una storia di appartenenza, fatica e ricostruzione, che supera i confini di Abbadia San Salvatore e riguarda tutta l’Amiata. Il 26 agosto la Croce tornerà a illuminarsi e vorremmo che quella luce richiamasse ancora una volta il valore di una comunità capace di ritrovarsi e di ricostruire insieme ciò che era stato distrutto”.

La Croce monumentale del Monte Amiata, alta 22 metri, venne realizzata all’inizio del Novecento su impulso di Papa Leone XIII e progettata dall’architetto senese Luciano Zalaffi. Fu inaugurata il 18 settembre 1910, alla presenza di una grande folla proveniente dai paesi dell’Amiata.

Fin dall’origine, però, la sua storia fu soprattutto una storia collettiva. Il ferro necessario alla costruzione doveva essere portato da Abbadia San Salvatore, a circa 830 metri di altitudine, fino ai 1.738 metri della vetta. Un’impresa resa possibile dagli abitanti, che trasportarono i diversi elementi lungo sentieri difficili e impervi.

Il 17 giugno 1944, durante la ritirata, l’esercito tedesco abbatté la Croce. La risposta arrivò quasi subito: nacque il Comitato organizzativo pro-rielevazione della Croce del Monte Amiata, guidato dall’allora sindaco di Abbadia San Salvatore Libero Tondi, e iniziò il lavoro di recupero e ricostruzione.

Fabbri, meccanici, religiosi e cittadini lavorarono insieme per restituire alla montagna il suo monumento. Furono sostituiti circa 35 quintali di ferro distrutti e recuperate le parti ancora integre. In pochi mesi la Croce tornò sulla vetta.

Il 24 agosto 1946, Papa Pio XII ne accese le luci tramite collegamento radio. Quella notte la Croce rimase illuminata e visibile da grandissima distanza, mentre nello stadio di Abbadia San Salvatore una folla di circa 15mila persone seguì l’evento.

Le parole pronunciate allora dal Pontefice, in un Paese appena uscito dalla guerra, richiamavano la pace, la concordia, il superamento degli odi e la capacità di tornare a costruire insieme. Un messaggio che, a ottant’anni di distanza, accompagna idealmente anche la celebrazione del 2026.

Il programma del 26 agosto

La giornata sulla vetta inizierà alle 17.45 con l’accoglienza delle autorità, dei partecipanti e dei cittadini.

Alle 18.30 si terrà la celebrazione commemorativa, con gli interventi di:

Niccolò Volpini, sindaco di Abbadia San Salvatore;
Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana;
Cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino;
sindaci dei Comuni dell’Amiata.

Alle 20, al tramonto, il Quartetto d’archi dell’Orchestra OIDA di Arezzo accompagnerà il momento della progressiva accensione della Croce.

Un richiamo diretto a quanto avvenne nel 1946: la Croce resterà illuminata fino al primo week end di settembre.

Alle 21.30 la serata proseguirà con la Leggera Electric Folk Band & il Gran Coro delle Genti del Monte Amiata, in un concerto di musiche e canti della tradizione amiatina che riunirà voci e musicisti della montagna.

VASTO: COLONIA FELINA IN CARCERE, ACCUDITA DA POLIZIA E DETENUTI

13 Agosto 2026 ore 17:51

Cinque gatti vivono liberi negli spazi della Casa lavoro di Vasto, in provincia di Chieti: a occuparsene sono agenti della polizia penitenziaria, detenuti e una volontaria. Sul cancello dell’istituto di contrada Torre Sinello sono stati sistemati due cartelli: ‘Qui vive una colonia felina’ e ‘I gatti che vivono liberi sono protetti’. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la direzione del carcere e l’assessorato competente del Comune. Non è un percorso di pet therapy: non ci sono sedute né attività terapeutiche programmate. Il progetto ruota intorno alla presenza dei gatti e alla loro cura quotidiana, anche se nel comunicato del Cnpp-Spp non vengono precisati i turni di accudimento e le modalità dell’assistenza veterinaria. Per lo psicologo Carmine Raia, intervenuto a supporto del personale, occuparsi degli animali può agire come fattore di protezione dal distress occupazionale. Dare loro da mangiare e seguirli crea occasioni di contatto tra colleghi e detenuti, alleggerendo la tensione legata ai compiti di vigilanza. La relazione dello psicologo richiama anche la possibilità, per gli agenti, di esprimere una dimensione di cura spesso compressa dal ruolo custodiale. “C’è aria nuova in contrada Torre Sinello”, afferma Mauro Nardella, segretario nazionale del Cnpp-Spp. Secondo il sindacalista, la colonia felina si inserisce nel cambiamento del clima interno registrato negli ultimi mesi. Nardella definisce quella di Vasto “una delle esperienze più belle” incontrate in oltre trent’anni di professione penitenziaria e propone di ripeterla in altri istituti.

The post VASTO: COLONIA FELINA IN CARCERE, ACCUDITA DA POLIZIA E DETENUTI appeared first on nelcuore.org.

This JCB doesn't dig – it does 406 mph

13 Agosto 2026 ore 17:41
A JCB has set a new world land speed record, passing 406 mph (653 kph) at Utah's Bonneville Salt Flats. The JCB in question isn't a digger or a dumper, but a hydrogen-powered racer known as the JCB Hydromax, driven by retired Royal Air Force fighter pilot Wing Commander Andy Green. It set the record for the fastest a hydrogen-powered internal combustion car has ever travelled, averaging 406.320 mph (653.909 kph) across two runs at the salt flats this week. JCB says the Hydromax is powered by two production-based engines derived from those used in its commercial machinery. The engines are made at JCB's factory in Foston, Derbyshire, and deliver a combined 1,600 bhp. The firm began a £100 million ($135 million) hydrogen engine investment program in 2021, arguing that battery power is practical for smaller machinery but less suited to heavy equipment requiring long operating hours and rapid refueling. It was given permission to sell hydrogen engines by licensing authorities across Europe last year. Another European engineering company, Bosch, is investing in hydrogen power and disclosed some of its plans back in 2023. However, JCB conceds that the two engines in the Hydromax were "extensively rebuilt to suit the demands of breaking the speed record," fitted with spark plugs designed for a Le Mans 24 Hour engine, for example. Burning hydrogen produces no carbon dioxide at the tailpipe, although a combustion engine can still generate nitrogen oxides. JCB estimates that a full record run consumed just over 2 kg (4.4 pounds) of hydrogen and produced 18 liters (about 5 gallons) of water. Beneath the bodywork is a steel-frame chassis similar to that of a conventional racing car, built with a minimal amount of high-strength tubing. The driver sits in a composite monocoque sub-chassis under a drag racing-style steel roll cage. One of the engines is located behind the driver's position and spins the rear wheels, while the other is located in front and drives the front wheels via a front-facing gearbox. Wing Commander Green is no stranger to land speed records. He was at the controls of the ThrustSSC vehicle when it broke the sound barrier on land, and also drove JCB's Dieselmax when it set the world diesel land speed record. According to JCB, its chairman, Anthony Bamford, led the hydrogen engine project and came up with the idea of a bid for the hydrogen world land speed record. "Twenty years ago we came to Bonneville with JCB Dieselmax and showed what British engineering could do with diesel power. Today we have done it again, this time with engines powered by hydrogen," Bamford said. "It shows hydrogen works, and it works today at the highest level with zero emissions." The Fédération Internationale de l'Automobile (FIA), motorsport's global governing body, officiated the attempt and has confirmed the 653.909 kph (406.320 mph) record. ®

Sebastien Buemi lascerà la Formula E dopo 12 stagioni

13 Agosto 2026 ore 17:30
Sebastien Buemi si ritirerà dalla Formula E alla fine dell’E-Prix di Londra di questo fine settimana per assumere un ruolo di consulente all'interno dell'Envision Racing, che ha dato l'annuncio nella giornata di oggi.
Il pilota svizzero calerà il sipario su un periodo scintillante nel campionato full electric dopo 12 stagioni durante le quali ha ottenuto 14 vittorie, 36 podi, 17 pole ...Continua a leggere

Trump wants to grant private cyber firms a license to hack back

13 Agosto 2026 ore 17:04
Donald Trump is allowing government agencies to contract private cybersecurity companies to carry out operations against cyber-enabled transnational criminal organizations (CE-TCOs). The US President signed a memo on Wednesday confirming a strategy hinted at earlier this year, saying participating companies can support national operations against criminals, including cyber surveillance and technical disruptions of their networks. The latter, described as "Cyber Effects Operations," covers activities that cause "the manipulation, disruption, denial, degradation, or destruction of information systems, networks, physical or virtual infrastructure controlled by information systems, or information resident thereon." Although the memo establishes a distinction between cyber effects operations and cyber surveillance missions, it acknowledged that the latter will also inevitably involve some disruption or manipulation of systems in order to carry out the surveillance. Surveillance operations are designed for intel gathering, either to support further snooping or for later use in cyber effects operations, with the intent of remaining undetected. Trump described CE-TCOs as "any foreign group that conducts cyber-enabled crime against the United States Government, a United States person, or United States interests." Crucially, the definition excludes entities directly associated with, or operating wholly on behalf of, foreign governments. No stepping on TAO's toes, of course. Participating companies will undergo "rigorous vetting" and will be subject to "strict operational procedures," the memo adds. The operational procedures are to be drawn up within 60 days and codified by program executive directors working with the Homeland Security Council. Companies wishing to be called up for service will have to demonstrate that they have the technical capabilities to carry out the required operations, and be willing to prove this each year via annual evaluations. Program managers must ensure that the operational procedures open opportunities for highly resourced, large organizations, as well as "smaller, more agile companies" that may prove useful for "specialized or discrete tasks." The Justice Department will also play a role in authorizing operations, particularly those targeting US residents or raising domestic legal issues. Participating companies will also be prohibited from executing operations that could lead to "critical outcomes," which is shorthand for attacks that result in the loss of life or serious injury, or those that could be seen as an armed attack under international law. These companies will also be required to maintain a bond or escrow of at least $1 million, which shall be forfeited if they violate the terms of their contracts. Unleashing Trump's cyber army The White House published "President Trump's Cyber Strategy for America" document in March, which promised to "unleash the private sector by creating incentives to identify and disrupt adversary networks and scale our national capabilities." The document [PDF] also stated: "We will leverage the immense talents and ingenuity of our private sector research base. "We will establish a new level of relationship between the public and private sectors to defend America in peace and war." The announcement prompted legal eagles and think tanks to ponder the implications of such a move. Many wondered how the promise to mobilize the private sector would be put into practice. They did not then have the details contained in this week's memo, and some assumed participating companies would support operations against nation-states. This particular program, however, excludes entities acting directly on behalf of foreign governments. Writing for the Royal United Services Institute (RUSI) and citing reporting available at the time, cyber and tech research fellow Gareth Mott said that the US Computer Fraud and Abuse Act (CFAA) might need to be amended before American companies could legally offer such services. Experts from law firm Skadden, Arps, Slate, Meagher & Flom agreed, despite the US Cyber Strategy not mentioning any plans for legislative changes. They wrote: "Any attempt to more directly involve the private sector in offensive cyber actions will likely require further legal and regulatory changes before it can be meaningfully implemented. "Even if the administration were to issue new enforcement guidance redirecting prosecutions away from hack-back cases, the availability of civil penalties under the CFAA and its five-year statute of limitations would likely render such executive actions significantly less impactful. "Technology companies should consider closely monitoring developments to track how the administration plans to enact such incentives." However, Jenner & Block lawyers noted in an analysis published by Lawfare that a provision of the CFAA could limit participating companies' exposure. Title 18 of the US Code, § 1030(f), says the CFAA does not prohibit lawfully authorized investigative, protective, or intelligence activity by a US government agency or intelligence agency. Participating companies might therefore be protected when acting under government contracts and direction. However, no court has determined whether that exemption covers private companies carrying out such work. "No court has addressed whether this exception provides any protection for private-sector entities engaged to perform these activities on behalf of the US government and, if so, under what circumstances," the lawyers wrote. "At the very least, it is unlikely that a court would interpret this provision to extend to private companies engaged in independent offensive operations, without government direction or involvement." The last part is key: because the US government will draw up procedures and direct the companies' involvement, the work may fall within the CFAA exemption. Whichever way the US constructs its private sector play, it represents a significant shift in the country's cybersecurity policy, and perhaps that of other nations further down the line. As Mott points out, US allies will certainly be keeping tabs on the private sector program's success, and its take-up from the companies it looks to attract. ®

Stop a rappresentazioni al Cimitero della Futa, Manetti scrive all’Ambasciata tedesca per soluzione

13 Agosto 2026 ore 17:19
Stop a rappresentazioni al Cimitero della Futa, Manetti scrive all’Ambasciata tedesca per soluzione

Favorire un confronto tra le istituzioni italiane e tedesche e tutti i soggetti coinvolti nella vicenda del Cimitero Militare Germanico della Futa, per verificare se esistano le condizioni per un dialogo sul futuro delle attività culturali ospitate nel luogo della memoria. È quanto chiede l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, che ha scritto all’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania auspicando che possa essere promossa un’occasione di confronto.

La lettera dell’assesosra Manetti, indirizzata all’ambasciatore Thomas Bagger e alla console generale Susanne Welter, arriva dopo la decisione del Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge, l’organizzazione tedesca per la cura dei cimiteri di guerra, di concludere nel 2026 le attività teatrali alla Futa e di non consentire, dal 2027, ulteriori iniziative culturali.

Da oltre vent’anni, nel Cimitero della Futa, la compagnia Archivio Zeta realizza rappresentazioni teatrali che hanno costruito nel tempo un’esperienza culturale e civile legata alla memoria del luogo. La decisione del Volksbund, motivata anche con riferimento alla particolare natura dei cimiteri e alla sensibilità dei familiari dei caduti, mette dunque in discussione la possibilità di proseguire questa esperienza.

“Le motivazioni espresse meritano pieno rispetto e considerazione – sottolinea Manetti –. Proprio per questo riteniamo opportuno un ulteriore confronto prima che la decisione diventi definitiva”. L’assessora invita infatti a considerare la particolare esperienza maturata alla Futa nel corso di oltre vent’anni, dove le iniziative teatrali hanno rappresentato un’esperienza culturale non riconducibile semplicemente alla dimensione dell’intrattenimento.

“Il teatro può essere percepito come estraneo alla natura di un cimitero qualora venga inteso nella sua accezione più ordinaria – scrive Manetti –. Può però assumere una funzione profondamente diversa quando viene utilizzato come strumento di riflessione sulla guerra, sulla violenza, sulla responsabilità, sulla memoria e sulle conseguenze della storia europea”.

Da qui la proposta di promuovere un incontro tra il Volksbund, i rappresentanti delle famiglie dei caduti, gli organizzatori delle attività culturali e le istituzioni italiane e tedesche interessate, per valutare insieme se e a quali condizioni sia possibile conciliare la tutela e il rispetto del luogo con iniziative rivolte alla conoscenza e alla trasmissione della memoria.

La Futa non è infatti soltanto il luogo di sepoltura di oltre 30.000 militari tedeschi caduti durante la Seconda guerra mondiale: è anche un luogo che rende concretamente visibili le conseguenze della guerra e della violenza che hanno attraversato l’Europa nel Novecento. La sua presenza nel territorio toscano richiama così una pagina dolorosa della storia europea e, allo stesso tempo, la possibilità di trasformare quella memoria in un’occasione di conoscenza, riflessione e riconciliazione tra i popoli.

“Non è in discussione la natura del Cimitero della Futa, né la sensibilità delle famiglie dei caduti – precisa Manetti –. Si tratta di verificare se possano sussistere le condizioni per far convivere l’esigenza di tutela della solennità del luogo con l’opportunità di assicurarne la valorizzazione culturale”

Perseids Meteor Shower

13 Agosto 2026 ore 17:08
The night sky is filled with stars. Looking toward the bottom left and top right, two streaks are visible. These are meteors. Between the two streaks is the constellation Orion. The bottom of the image is lined with the silhouette of treetops.
NASA/Bill Dunford

The constellation Orion is framed by two Perseid meteors in this photo from Aug. 12, 2018, in Cedar Breaks National Monument, Utah.

The Perseids – one of the year’s brightest and most popular meteor showers – has been ramping up since early July and will sparkle in the skies through the end of August. The shower reached its peak on the night of Aug. 12 into the early morning of Aug. 13.

Rewatch the Aug. 13 meteor shower.

Image credit: NASA/Bill Dunford

💾

Grab a blanket, a snack - maybe some caffeine - and stay up late with us as we watch the 2026 Perseids meteor shower! The Perseids is one of the best annual ...

Calendario personalizzato in Excel: come crearlo passo dopo passo

13 Agosto 2026 ore 16:19
Calendario personalizzato creato in Excel con date, colori e attività.
Excel permette di creare calendari personalizzati per lavoro, turni, ferie, scuola, attività personali o piani editoriali. Basta impostare correttamente date, celle, colori e formattazione per ottenere un modello semplice da aggiornare e riutilizzare.

L'articolo Calendario personalizzato in Excel: come crearlo passo dopo passo proviene da FullPress.

Auto, nuove regole Ue: più materiali riciclati e stop all'export di quelle da rottamare

13 Agosto 2026 ore 16:13
entrato ufficialmente in vigore un regolamento comunitario destinato ad avere un importante ruolo nell'indirizzare il futuro dell'industria dell'auto europea. Si tratta delle nuove norme su progettazione, produzione, raccolta e trattamento a fine vita dei veicoli: il pacchetto di disposizioni ha l'obiettivo esplicito di rafforzare l'economia circolare nel settore automobilistico, e quindi l'autonomia strategica dell'Europa nell'approvvigionamento di materiali e materie prime. Ambiti, criteri e obiettivi Il regolamento 2026/1738 interessa dai 10 ai 12 milioni di veicoli che ogni anno giungono a fine vita e vengono smaltiti come rifiuti. Nonostante siano fonte di materie preziose, spesso non vengono trattati correttamente e si trasformano spesso in grossi problemi ambientali. Al contrario, l'economia europea potrebbe recuperare, riutilizzare e riciclare milioni di tonnellate di materiali come acciaio, alluminio, rame e plastica.Il regolamento è quindi stato definito per migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti, ridurre la dipendenza dalle materie prime vergini, creare nuove opportunità commerciali per l'intera industria, favorire la collaborazione tra produttori, demolitori e riciclatori e ridurre sprechi e impatto ambientale.I produttori dovranno, per esempio, fornire istruzioni chiare e dettagliate per la rimozione e la sostituzione dei componenti sia durante l'utilizzo che a fine vita, garantendo una più agevole demolizione dei veicoli. Le nuove regole, infatti, incoraggiano una progettazione che faciliti lo smontaggio, il riutilizzo, il riciclo e il recupero. Il regolamento introduce anche i primi obiettivi obbligatori in Europa per il contenuto di plastica riciclata nei veicoli, al fine di stimolarne la domanda: la percentuale di plastica riciclata dovrà arrivare al 15% entro il 2032 e al 25% per il 2036. Inoltre, la Commissione Ue stabilirà specifici obiettivi di contenuto riciclato per acciaio e alluminio, che dovrebbero applicarsi a partire dal 2033.Le misure che incoraggiano il riutilizzo, la rigenerazione e il ricondizionamento aumenteranno la disponibilità di ricambi usati. Il rafforzamento della responsabilità del produttore dovrebbe assicurare un adeguato finanziamento delle attività di trattamento dei rifiuti e promuovere un riciclo di qualità superiore. Inoltre, il regolamento vieta l'esportazione di veicoli a fine vita: solo le auto idonee alla circolazione potranno essere spedite al di fuori dell'Ue.

La Lancia Gamma HF Integrale arriverà un anno prima del previsto: eccola senza camuffature

13 Agosto 2026 ore 16:11
Cominciano i primi test su strada della versione più potente della Lancia Gamma, la HF Integrale. Quella che vedete in queste immagini è una versione di pre-serie fotografata da Walter Vayr, senza camuffature, in color Nero Vulcano. Diversamente da quanto si pensava inizialmente, la Gamma HF Integrale arriverà un anno prima del previsto, ossia insieme alle altre motorizzazioni. Da 0 a 100 in meno di 5 secondi La Lancia Gamma HF Integrale avrà un assetto sportivo dedicato, con carreggiate allargate e pneumatici di maggiori dimensioni. Non mancheranno i dettagli sportivi, a cominciare dai cerchi neri a 10 razze che vediamo in queste immagini, che lasciano intravedere dischi autoventilanti di maggiori dimensioni. Sportivo anche l'abitacolo, con sedili contenitivi, dettagli blu sulle portiere e il logo HF sulla razza inferiore del volante. Come già visto con la Lancia Ypsilon, l'estetica di questa variante sarà ripresa anche dalle versioni HF Line della Gamma. La vedremo a ottobre La Lancia Gamma, che segna il ritorno del marchio nel segmento D, debutterà ufficialmente al prossimo Salone di Parigi. Costruita sulla piattaforma STLA Medium di Jeep Compass e DS N8, sarà costruita come loro nello stabilimento di Melfi. La nuova Gamma arriverà nelle concessionarie con un powertrain ibrido da 145 CV e un'autonomia dichiarata di oltre 1.000 km: sarà questa, con ogni probabilità, la versione più venduta. Accanto alla più potente HF Integrale ci saranno altre due varianti full electric: a trazione anteriore, con motore da 170 kW (230 CV) e batteria da 74 kWh, per un'autonomia di 540 km, e Long Range dual motor da 180 kW (245 CV) e batteria da 97 kWh, accreditata di oltre 730 km di autonomia. Come anticipato in anteprima da Quattroruote sul numero di agosto 2025, la Gamma HF integrale si fregerà del logo HF con l'elefantino rosso, visibile nella parte bassa della fiancata, accanto alle ruote posteriori, e monterà un powertrain dual motor: trazione integrale e una potenza di picco che dovrebbe aggirarsi attorno ai 276 kW (375 CV), sufficiente per uno 0-100 km/h coperto in meno di 5 secondi. La batteria sarà la stessa da 97 kWh utilizzata dalla Long Range normale, per un'autonomia di circa 675 chilometri. Saprà farsi riconoscere

Auto, arriva l'obbligo della Pec: senza non si potranno fare revisione e passaggio di proprietà

13 Agosto 2026 ore 14:37
C'era da immaginarselo che prima o poi ci si sarebbe arrivati: tutti i proprietari di una macchina o di una moto o in generale di un veicolo a motore immatricolato in Italia dovranno avere un domicilio digitale. Ossia avere un indirizzo di posta elettronica certificata, la cosiddetta Pec, da registrare nell'Inad, l'Indice nazionale dei domicili digitali.Un balzo in avanti epocale, ma coerente con la digitalizzazione spinta che finalmente caratterizza anche la pubblica amministrazione. La clamorosa novità è contenuta nel testo-base del nuovo Codice della strada sul quale il ministero dei Trasporti ha aperto una pubblica consultazione e attorno al quale le associazioni di settore sono chiamate a esprimere un parere o ad avanzare proposte di modifica entro il 13 settembre. Obbligo immediato per chi compra un'auto nuova Se la novità sarà confermata, al momento dell'acquisto di un'auto nuova bisognerà obbligatoriamente fornire un indirizzo Pec, necessario per il rilascio della carta di circolazione e della targa. Per quanto riguarda, invece, le auto già in circolazione, il domicilio digitale dovrà essere fornito solo nel momento in cui sarà necessario svolgere una delle seguenti operazioni:Revisione periodicaAggiornamento della carta di circolazioneTrasferimento della proprietàNazionalizzazioneReimmatricolazioneE non sfuggiranno a quest'obbligo nemmeno le vetture immatricolate all'estero ma nella disponibilità di persone residenti in Italia. Anche l'iscrizione al Reve, il Registro dei veicoli esteri, sarà infatti soggetta al possesso di una Pec. Senza Pec niente trapasso e niente revisione In pratica, in occasione dell'acquisto di una vettura usata, bisognerà obbligatoriamente fornire, insieme agli altri dati personali, anche la propria Pec; e si dovrà farlo anche in seguito a furto o smarrimento della targa, un evento che implica la reimmatricolazione della vettura; oppure in seguito alla modifica delle caratteristiche costruttive dell'auto, operazione che implica l'aggiornamento della carta di circolazione in seguito a visita e prova in una sede della Motorizzazione civile; e, ancora, al momento della revisione della vettura, che, come si sa, va effettuata per la prima volta dopo quattro anni dall'immatricolazione e, successivamente, ogni due.E non vi sarà modo di sfuggire. La comunicazione di un domicilio digitale valido, infatti, sarà condizione necessaria per immatricolare l'auto, revisionarla, nazionalizzarla eccetera.E, ovviamente, un domicilio digitale, non necessariamente lo stesso, dovrà restare attivo fino a quando si manterrà la proprietà del veicolo. 

The backup Microsoft never promised you

13 Agosto 2026 ore 17:00
Confidence in an organization's cyber recovery capabilities deserves scrutiny. If a ransomware attack disables the SaaS data tenanted in the Microsoft cloud ecosystem, the data the business depends on as its lifeblood, the pace at which operations resume rests on assumptions that often prove wrong. Anyone whose answer is "It's all good. Microsoft has my back on this one with its comprehensive native retention and recovery capabilities" is due a reality check. With agile business tools like M365 and Entra ID and solid backend infrastructure in the form of Azure, Microsoft brings a lot to the SaaS party. Both IT departments and MSPs need to be aware, however, that Redmond operates on the same shared responsibility model as other major SaaS providers. In the event of a cyberattack, the recovery burden splits between what the cloud provider handles and what falls to the subscriber alone. MSPs face the additional pressure of meeting stringent SLAs, working with clients’ preferred providers or tooling, and managing their own staffing and profitability accordingly. Microsoft ensures that its services keep running in the aftermath of a strike but does not promise to restore data to a specific known good point before the disaster. That gap always sat with the customer, and planning for it before problems hit beats improvising while picking up the pieces. "There's a common misconception about what Microsoft is responsible for, as distinct from the service they're providing," explains Brent Torre, GM of cyber resilience . Microsoft's native tools, he points out, address problems like short-term accidental deletion and aspects of data governance. They are not a backup solution and will not protect against ransomware or recover data. "Microsoft is clear that whether it's a SaaS application like Microsoft 365, a platform application like SQL Server, or even VMs running in Azure, the customer is always responsible for the information that's in that service, as well as devices, accounts and identities," he adds. "If you get compromised and the attacker starts deleting data, Microsoft has no responsibility for that." A world of pain The gap between availability and true cyber recovery is misunderstood, and it has widened into something of a chasm in recent years. There are three contributing factors to this gap. The first is the evolution of cyberattacks. Typical cyberattacks have pivoted from muscling past a defensive barrier to targeting human weakness, because strolling in through the front entrance with a stolen pass is easier than shimmying through a forced window. Identity has become the primary attack surface. Credential compromise, or identity-based initial access, removes the need to find a vulnerability to exploit and requires only an unwary employee. AI is now a staple weapon in the criminal arsenal, augmenting exploitation techniques such as phishing, social engineering, deceptive emails and spoofed websites, all convincingly used to trick users into typing passwords into a portal controlled by the aggressor. The technique can get more scientific than that. Automated AI-powered bots test millions of leaked username and password pairs across hundreds of different websites, exploiting the common habit of password reuse. Microsoft Entra ID, the vendor's cloud-based identity and access management service and the very tool designed to keep criminals out, is now a prime vector for attack and no match for stolen identity. Once an attacker compromises Entra ID with pilfered credentials, without setting off alarms, they have a free run at gathering data from mailboxes, OneDrive, SharePoint, Teams and other soft targets. The ransomware attack itself can then be launched with ease and at leisure. Another contributory factor is that the vogue for moving workloads to infrastructure and platform as a service (IaaS and PaaS) models shows no sign of abating. Organizations tend to retain some functions on-premises, put some in SaaS applications, and others in cloud environments, but are often guilty of not protecting and managing everything to the same level of quality. Data gets backed up in a variety of locations, yet whether it is all equally recoverable in the event of a breach is another chink in the armor that nobody understands. The 'as a service' model is popular, but it is the weak link when ransomware strikes. The third part of the problem is the emergence of multiple compliance requirements mandating cyber resilience along with correct backup and recovery procedures, for which many organizations are ill-prepared. Together, these pressures give criminals room to do enormous harm to data, business operations and compliance posture in the gap between attack and restoration of SaaS availability. Given that Microsoft's native retention and recovery capabilities are not designed to deliver true cyber resilience, restoring the business to how it was before the attack is something to plan for in advance. Time for independent backup protection "At Kaseya we regularly recommend that you keep a copy of your data, independent of the primary environment it's operating in," advises Torre. "This needs to be something immutable that you can recover from even if the Microsoft or Google or Salesforce ecosystem goes down." This kind of protection is best delivered as a dedicated cloud-to-cloud backup solution stored outside the main SaaS tenant, he argues, an approach increasingly written into cyber insurance and compliance requirements. By pulling copies of regularly targeted data from the Microsoft tenant for storage offsite in a third-party datacenter, organizations can be sure that if SaaS credentials are compromised, critical assets remain safe from attack. Restoration can then push what is needed directly back into the SaaS environment, even where the original tenant has been destroyed. "In fact some people find it faster to stand up a new shell and rebuild it than try to gain access back into a compromised tenant," notes Torre. "Whether you're an internal IT technician, working the night shift, or an MSP needing to live up to your SLAs and maintain profitability, you require a solution that's super straightforward and you need to be able to trust that the recovery will work. Both IT departments and MSPs should be looking out for a solution that's incredibly easy to use. Disaster recovery isn't the only job that they have." A good platform, he says, focuses not just on guaranteeing recovery but on keeping the hygiene of the cyber resilience estate at a high standard without endless human intervention. It should also make certain that Microsoft 365 and Entra ID are restored together in a single workflow, so identity and the data it grants access to come back online in the right order rather than in separate stages. Choosing the right platform Datto is a cybersecurity and data protection business owned by Kaseya. Datto SaaS Protection for Microsoft 365, Datto Backup for Microsoft Azure, and Datto Backup for Microsoft Entra ID are designed between them to close the gap between availability and recovery by storing protected copies of tenant data in the Datto Cloud, outside the Microsoft environment. In this way a compromised production tenant does not take the recovery point down with it. "With our M365 backup, we're protecting one million users worldwide," claims Torre. "A lot of organizations have built trust around our ability to protect and recover their data. We offer a trusted platform for recovery that focuses on ease of recovery, ease of deployment, not just for M365 but for Azure and Entra ID too." Both IT bosses and MSP players need to recognize that a ransomware attack, or other cyber crisis, is a matter of when rather than if. Recovery matters more than protection, because protection is certain to fail at some point, and traditional approaches to backing up data are no longer sufficient on their own. Anticipating disaster is not enough; the organization also needs to be set up to withstand it. That means being as certain as possible that the Microsoft environment can be recovered rapidly, down to the last scrap of data. This capability underpins modern business workflows and operations. Microsoft tracks more than 4,000 identity attacks every second and analyzes 38 million identity risk detections daily — no organization is off the target list. When an attack lands, the restoration clock is already ticking, and any delay in fully restoring IT operations and key environments to their pre-attack state can mean the difference between survival and collapse, with profit, regulatory standing and reputation all riding on the outcome. Securing data with purpose-built cyber resilience platforms that enable rapid, clean recovery is how organizations meet that test. MSPs looking to close the gap can start with the Datto MSP Buyer's Guide to Microsoft Entra ID Backup Sponsored by Datto.

GeForce NOW per Linux esce dalla Beta: l’app nativa passa a versione stabile

13 Agosto 2026 ore 16:59

Importanti novità gli i videogiocatori su Linux: NVIDIA ha annunciato che l'applicazione nativa di GeForce NOW per PC Linux ha ufficialmente completato la fase di test ed è uscita dalla beta, passando alla release stabile generale.

L'articolo GeForce NOW per Linux esce dalla Beta: l’app nativa passa a versione stabile proviene da Marco's Box.

Esplosione alla KNDS di Colleferro, il Partito Comunista del Lazio: “Vigileremo sulla situazione”

di: PC
13 Agosto 2026 ore 16:46

Questo pomeriggio una fortissima esplosione si è verificata nello stabilimento della ex Simmel Difesa, oggi KNDS Ammo Italy, a Colleferro, in provincia di Roma.

Nello stesso stabilimento, nel 2007, un grave incidente provocò la morte di un lavoratore e il ferimento di altre 13 persone.

Al momento auspichiamo che non vi siano persone coinvolte nell’incidente odierno.

Il Partito Comunista della Regione Lazio continuerà a vigilare con attenzione sulla situazione di questa azienda e sulle sue attività nel territorio, anche alla luce dei progetti di ampliamento che hanno interessato l’area.

La sicurezza dei lavoratori e delle comunità del territorio deve venire prima di ogni altra considerazione.

#Colleferro #PartitoComunista #KNDS #SimmelDifesa #Lazio #SicurezzaSulLavoro

 

🔴 SOSTIENI, PARTECIPA, ORGANIZZATI

✊ Iscriviti al Partito Comunista

Se sei giovane, entra nella Federazione della Gioventù Comunista e costruisci insieme a noi un’alternativa.

✊ ISCRIVITI ORA

🤝 Contribuisci alle nostre attività

Anche una piccola sottoscrizione può fare la differenza.

🤝 CONTRIBUISCI

📢 Seguici sui nostri canali social

Resta aggiornato sulle attività, le iniziative e le campagne del Partito Comunista.

📢 SEGUICI SUI SOCIAL

🎙 Ascolta il nostro podcast

Approfondimenti, analisi e punti di vista disponibili sulle principali piattaforme.

🎙 ASCOLTA IL PODCAST

Condividi !

Shares

L'articolo Esplosione alla KNDS di Colleferro, il Partito Comunista del Lazio: “Vigileremo sulla situazione” proviene da IL PARTITO COMUNISTA - Sito Ufficiale.

F1 | Cadillac: il cambio di team principal era nei piani, ma è arrivato prima del previsto

13 Agosto 2026 ore 16:45
Nel bel mezzo della pausa estiva, Cadillac ha regalato ieri il primo, grande ribaltone in seno alla sua squadra. Graeme Lowdon, team principal che ha avviato il progetto del marchio del gruppo GM in Formula 1, è stato rimpiazzato da Marcin Budkowski.
Cadillac aveva in realtà già in programma la sostituzione di Lowdon. A rivelarlo è stato Dan Towriss, amministratore delegato del team di ...Continua a leggere

Blackstone mette le mani sulla nautica americana: il deal da 1,5 miliardi che ridisegna lo yachting globale

13 Agosto 2026 ore 16:32

La nautica americana cambia scala: il nuovo futuro non si fa attendere. MarineMax, uno dei principali operatori statunitensi nel retail nautico e nei servizi dedicati agli armatori, sarà acquisita da Safe Harbor Marinas, società del portafoglio infrastrutturale di Blackstone, in una transazione interamente in contanti dal valore di circa 1,5 miliardi di dollari.

L’operazione prevede un corrispettivo di 53 dollari per azione, con un premio del 96% rispetto alla quotazione del 30 gennaio 2026 e del 110% rispetto alla media ponderata dei 90 giorni precedenti. Il consiglio di amministrazione di MarineMax ha approvato all’unanimità l’accordo, che dovrà ora passare attraverso il voto degli azionisti e le autorizzazioni regolamentari. Il completamento è previsto entro la fine del 2026. Una volta conclusa la transazione, MarineMax uscirà dal New York Stock Exchange e diventerà una società privata.

Non è una vendita di barche. È una scommessa sull’intero ecosistema

La vera dimensione dell’operazione emerge guardando cosa c’è dentro MarineMax. Il gruppo conta oltre 120 sedi, più di 70 concessionarie e circa 65 strutture tra marina e rimessaggi, ma soprattutto riunisce sotto lo stesso perimetro attività che coprono quasi ogni segmento dello yachting.

Nel portafoglio ci sono Igy Marinas, tra i principali operatori internazionali di marina di lusso, i broker di superyacht Fraser Yachts Group e Northrop & Johnson, i brand nautici Cruisers Yachts e Intrepid Powerboats, oltre a servizi finanziari e assicurativi, soluzioni digitali e MarineMax Vacations, specializzata nel charter.

È questo il punto strategico del deal: Safe Harbor non sta semplicemente acquistando una rete di vendita di imbarcazioni. Sta entrando in possesso di una piattaforma capace di accompagnare il cliente lungo quasi tutta la vita dello yacht: acquisto, ormeggio, manutenzione, brokerage, charter e servizi per superyacht.

Un modello particolarmente interessante in un mercato nel quale il valore si sta spostando progressivamente dalla singola vendita alla capacità di costruire una relazione continuativa con l’armatore.

Blackstone e il nuovo business del waterfront

Per Blackstone, l’operazione rappresenta un ulteriore passo nella costruzione di un’infrastruttura globale dedicata alla nautica. Safe Harbor è già uno dei più grandi operatori di marina al mondo e negli ultimi anni ha costruito una presenza significativa soprattutto negli Stati Uniti. Con MarineMax, la piattaforma acquisisce ora una componente commerciale e internazionale molto più ampia, aggiungendo al business degli ormeggi quello dei superyacht, del brokerage, della vendita di imbarcazioni e del charter.

La logica è quella tipica degli investimenti infrastrutturali: asset fisici difficili da replicare, domanda ricorrente e servizi ad alto valore aggiunto.Una marina, in questo modello, non è più soltanto il luogo in cui una barca viene ormeggiata. Diventa il punto di accesso a una filiera molto più ampia: manutenzione, refit, carburante, servizi tecnici, hospitality, concierge, brokerage e gestione dell’imbarcazione. È qui che lo yachting incontra il mondo delle infrastrutture e del private capital.

IGY porta in dote il Mediterraneo

Uno degli asset più interessanti dell’operazione è Igy Marinas, che amplia immediatamente la geografia della piattaforma. Il network comprende alcune delle destinazioni più prestigiose della nautica internazionale, tra Stati Uniti, Caraibi e Mediterraneo, con presenze in località simbolo dello yachting come Porto Cervo, Cannes e Ibiza. Il risultato è una rete che può parlare direttamente a un armatore internazionale, abituato a spostarsi tra i principali waterfront del mondo.

Ed è proprio la possibilità di mettere in connessione queste destinazioni a rendere particolarmente interessante l’operazione: un cliente può acquistare uno yacht negli Stati Uniti, affidarsi al brokerage per la vendita, utilizzarlo attraverso una rete di marina internazionali e accedere a servizi dedicati in differenti mercati. Una sorta di ecosistema globale dello yacht ownership, costruito attorno a infrastrutture fisiche e servizi premium.

Da MarineMax ai superyacht

La componente superyacht è altrettanto significativa. Con Fraser Yachts Group e Northrop & Johnson, MarineMax possiede già competenze che vanno oltre il semplice retail e arrivano al segmento più alto del mercato: compravendita, charter, management e servizi dedicati ai grandi yacht.

Questo permette a Safe Harbor di entrare ancora più profondamente nella fascia alta dello yachting, dove il valore economico di ogni cliente è molto più elevato e la relazione con il proprietario può durare per anni.

È una caratteristica che interessa particolarmente gli investitori: il superyacht non è soltanto un bene di lusso, ma genera un’economia di servizi estremamente articolata. Dall’ormeggio al refit, dall’equipaggio all’assicurazione, dalla gestione alla vendita, ogni imbarcazione alimenta una filiera che può continuare a produrre valore molto tempo dopo l’acquisto.

Una gara che racconta quanto vale MarineMax

L’acquisizione arriva dopo mesi di attenzione sul futuro della società. MarineMax era infatti finita al centro di un processo competitivo seguito da diversi investitori, tra cui Donerail, che aveva presentato una proposta da circa 1 miliardo di dollari. La cifra finale di 1,5 miliardi rappresenta quindi anche la conferma dell’interesse crescente del capitale finanziario verso la nautica. Il mercato delle nuove imbarcazioni può attraversare fasi cicliche, ma le infrastrutture e i servizi che ruotano attorno alla proprietà di uno yacht presentano caratteristiche differenti: ricavi più ricorrenti, maggiore fidelizzazione e una barriera all’ingresso legata alla disponibilità di waterfront e strutture strategiche.

In altre parole, il valore non è più soltanto nella barca, ma nel posto in cui la si tiene, nei servizi che la fanno funzionare e nella rete che permette di utilizzarla in tutto il mondo.

La nuova frontiera del lusso è il waterfront

L’operazione MarineMax-Safe Harbor si inserisce così in una trasformazione più ampia dell’industria nautica internazionale. Il grande capitale sta guardando sempre meno al singolo yacht come oggetto isolato e sempre più all’infrastruttura che gli sta intorno. Marine, porti turistici, servizi tecnici, brokerage, charter e gestione diventano asset strategici perché permettono di intercettare il cliente in più momenti e su un arco temporale molto più lungo.

Per Blackstone, MarineMax rappresenta quindi molto più di un’acquisizione da 1,5 miliardi di dollari. È un tassello nella costruzione di una piattaforma internazionale capace di presidiare uno dei segmenti più sofisticati del lusso. E la direzione è chiara: nel nuovo mercato dello yachting, il vero asset non è soltanto lo yacht. È tutto ciò che gli permette di vivere, navigare e mantenere il proprio valore.

L’articolo Blackstone mette le mani sulla nautica americana: il deal da 1,5 miliardi che ridisegna lo yachting globale è tratto da Forbes Italia.

Nel villaggio cristiano di Taybeh, l’ordine militare israeliano non riesce a fermare la violenza dei coloni

13 Agosto 2026 ore 16:30
https://www.middleeasteye.net/ 13 agosto 2026        Fayha Shalash a Ramallah I residenti palestinesi e gli attivisti per i diritti umani descrivono incursioni quasi quotidiane nelle case e negli uliveti, e alcuni affermano di essere stati bloccati nell’accesso alle proprie...
Vedi l'articolo

Poland says it arrested Russian hired to kill Ukrainian-American citizen

13 Agosto 2026 ore 16:25
Poland has ⁠arrested a ⁠Russian man who was ⁠hired by Moscow to kill a Ukrainian-American citizen in Warsaw, Polish Prime Minister Donald Tusk said on Thursday. The Russian was detained on August ‌7 and had been recruited to kill a man who was “inconvenient to the Putin regime”, Tusk told journalists. The Russian embassy in Warsaw did not immediately respond to an emailed request for comment. Moscow has regularly ⁠dismissed accusations by European powers of attacks, saying the West ‌is stoking...

How a Long-Shot U.S. Oil Drilling Project Is Shaking Up Greenland

A U.S. oil company says it could be on the verge of a major discovery in Greenland. The proposal comes at a tricky time for the Arctic island, and locals are lining up against it.

© Esther Horvath for The New York Times

Ittoqqortoormiit, a settlement in eastern Greenland. The remote area has been targeted by a U.S.-British joint venture for potential oil exploration.

CHARLIE KIRK, IL DISCORSO CONTRO FAUCI UN MESE PRIMA DI MORIRE

13 Agosto 2026 ore 16:03

💾

▷ AIUTA L'INFORMAZIONE LIBERA, SOSTIENICI: https://donazioni.radioradio.it/

10 agosto 2025: Charlie Kirk durante il “Freedom Night in America” accusa le istituzioni durante il Covid. "Quello che abbiamo scoperto è che c’erano molte persone con conoscenza, ma pochissime con saggezza. La saggezza è la capacità di scegliere bene quando conta. Le persone possono conoscere molti fatti e avere molta conoscenza, come Fauci, ma non avere saggezza. E a proposito, Fauci dovrebbe essere in prigione, tra l’altro. È una persona terribile"

▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/

MotoGP | Ezpeleta: "Quando sei disposto a investire qualsiasi cosa pur di vincere, entri in un terreno pericoloso"

13 Agosto 2026 ore 16:02
Sei soddisfatto del processo di espansione che è stato proposto e che la MotoGP sta portando avanti? "La gente tende a pensare direttamente al numero di gare quando parliamo dell’impronta globale, ma il business è molto più ampio di così. Quest’anno abbiamo 14 eventi in Europa e otto fuori. L’anno prossimo, nove e 13, e credo che quella cifra probabilmente si equilibrerà al 50% ...Continua a leggere

Ponte da Verrazzano, Del Re ‘Soprintendenza non faccia demolire le terrazze’

13 Agosto 2026 ore 16:01
Ponte da Verrazzano, Del Re ‘Soprintendenza non faccia demolire le terrazze’

Ieri l’Amministrazione aveva ipotizzato la sostituzione con una struttura metallica più leggera. Le terrazze, spiega la capogruppo di Firenze Democratica, “sono l’elemento stilistico più importante del ponte progettato dall’architetto Leonardo Savioli, allievo di Michelucci e tra i principali esponenti della cosiddetta Scuola Toscana”

“L’auspicio è che la Soprintendenza intervenga con determinazione per impedire la demolizione delle terrazze e garantire il mantenimento di questa parte storicamente significativa. Difendere l’opera di Savioli significa difendere la memoria architettonica contemporanea di Firenze e la sua capacità di guardare al futuro senza rinnegare il proprio patrimonio”.E’ quanto si augurano la capogruppo di Firenze democratica in Consiglio comunale Cecilia Del Re e il consigliere del Q3 Roberto Visciola, dopo che l’amministrazione ieri ha ipotizzato la sostituzione con una struttura metallica più leggera

“Pensate come piccoli teatri all’aperto affacciati sull’Arno e distanziati dal traffico, rappresentano la firma architettonica di Savioli e il suo intento di ricucire il rapporto tra città e fiume. Eliminandole si cancella non solo una parte essenziale dell’opera, ma anche un valore culturale e urbano che ha contribuito a definire l’identità moderna di Firenze”.
I due esponenti di Fd, commentando più in generale l’esito della super perizia sul ponte parlano di “indagini tardive” e di “narrazione fuorviante” da parte dell’amministrazione comunale. “I lavori annunciati saranno comunque significativi, sia per costi che per durata, con aggravio dei disagi per la cittadinanza e le attività della zona”

Mystery attacker spent a year raiding Salesforce and ServiceNow portals

13 Agosto 2026 ore 15:32
Someone has spent more than a year rifling through Salesforce and ServiceNow portals around the world, harvesting data that organizations accidentally left open to anyone who came looking. Researchers at Reco have named the operation "City-Forum" after a domain connected to its infrastructure. The domain has pointed to the attacker's server since March 2025, although exactly when the campaign began is unclear. Reco says the activity is continuing and increasing in volume. Reco isn't naming the targets, but said it spotted the attacker poking around portals belonging to telecoms companies, banks and other financial services firms, enterprise software vendors, cybersecurity companies, and public sector bodies. "In the last year, we've seen many threat actors that use Aura enumeration against over-permissioned Salesforce guest users. This actor is different," said Nitay Bachrach, senior security researcher at Reco. On Salesforce, the attacker targets Lightning Web Runtime (LWR) sites through the UI API's GraphQL layer, an approach Reco says it has not found documented in public research or incorporated into publicly available attack tools. Over at ServiceNow, the same operator queries a native Service Portal search endpoint that has received little public attention. The tooling also checks whether Salesforce sites permit self-registration, potentially offering a route from anonymous guest access to an authenticated external account with permission to see considerably more data. Reco said it saw these checks across most of the Salesforce targets it examined. "The threat actor created their own toolset, based on research and techniques which are not well documented online," Bachrach said. "They studied the services to map different common data leak vectors – this is an advanced actor." This isn't casual poking around either. Reco said the busiest Salesforce target logged more than 560,000 events from the attacker's IP during the campaign, almost all attempts to enumerate data available to guest users. Reco linked the Salesforce and ServiceNow activity to the same server, which targeted multiple organizations around the world. More unusually, the attacker hasn't bothered changing its infrastructure: the same IP address and domain have remained in use for at least 17 months, with related custom tooling doing the rounds across both platforms. ServiceNow told us it is "aware of a security company’s blog post claiming certain configurations are creating security risk. As noted in the security company’s post, there are no allegations of a compromise of the ServiceNow environment. Nonetheless, we take third party reports seriously and are investigating accordingly. Our priority is to protect our customers, their data, and our systems." Salesforce has not yet responded to The Register's questions. Salesforce customers have already had one very public lesson in what can happen when guest access gets too generous. In March, ShinyHunters told The Register it had stolen data from around 100 high-profile companies and nearly 400 websites after going after over-permissioned Experience Cloud guest accounts. City-Forum isn't doing quite the same thing, and Reco isn't blaming ShinyHunters. "We don't know who this is, and we're not ruling anyone in or out," Bachrach said. Reco says all the activity it observed was conducted without authentication, with the attacker collecting information that organizations had exposed through permissions, sharing rules, search sources, or other configuration choices. "If the guest can read a record, so can anyone on the internet," Bachrach warned. "That is not a platform vulnerability." Which is good news for Salesforce and ServiceNow, perhaps, but rather less comforting for anyone now wondering what their guest account has been showing the guests. ®

Cascade Volcanoes Shrouded in Smoke

13 Agosto 2026 ore 06:00
An ice-capped volcano stands at the center of the image, its surrounding terrain blanketed in brown-gray smoke.
July 31, 2026

In a contrast of fire and ice, smoke from wildland fires mingled with several of the Cascade Range’s prominent, glaciated volcanoes in summer 2026. Astronauts on the International Space Station photographed the scene while orbiting over the U.S. West in late July and early August.

Mount Hood, Oregon’s tallest peak at 11,249 feet (3,429 meters), is pictured above, near a thick plume of smoke pouring from the Grasshopper fire. Thunderstorms passed over the forest in the preceding weeks, and a lightning strike on July 23 ignited the blaze pictured in this July 31 photo. The fire, burning east of the mountain, spread quickly north and east across Mount Hood National Forest amid hot, dry conditions, according to InciWeb.

As of August 12, it had burned nearly 84,000 acres (34,000 hectares) and spread beyond national forest boundaries. Several communities in Wasco County were under “go now” evacuation orders, and the nearby town of Dufur was advised to prepare for immediate evacuation.

An ice-capped volcano stands at the center of the image, its surrounding terrain blanketed in brown-gray smoke.
August 4, 2026

Roughly 100 miles to the north in Washington, Mount Rainier—the state’s tallest peak at 14,411 feet (4,392 meters)—was wreathed in smoke. No major fires burned nearby when this photo was taken on August 4. Instead, smoke drifted in from fires in central and eastern Washington, carried by winds blowing from the east due to a high-pressure system offshore. That day, the National Park Service reported that air quality in the park reached unhealthy levels due to elevated concentrations of fine particulate matter (PM2.5).

Several days later, the Grand Park 2 fire was observed burning within park boundaries, about 3 miles north of the Sunrise Visitor Center. As of August 12, the fire had burned 223 acres (90 hectares) and was uncontained; the cause was yet undetermined.  

Above-normal fire potential was expected to persist across the Northwest through August, according to an outlook from the National Interagency Fire Center. Warm, dry weather—conditions influenced by El Niño—combined with cured fuels to set the stage for large, long-burning fires following lightning- or human-caused ignitions.

Astronaut photographs ISS075-E-1705 and ISS075-E-2221 were acquired on July 31, 2026, and August 4, 2026, respectively, with a Nikon Z9 digital camera using a focal length of 400 millimeters. They are provided by the ISS Crew Earth Observations Facility and the Earth Science and Remote Sensing Unit at NASA Johnson Space Center. The images were taken by a member of the Expedition 75 crew. The images have been cropped and enhanced to improve contrast, and lens artifacts have been removed. The International Space Station Program supports the laboratory as part of the ISS National Lab to help astronauts take pictures of Earth that will be of the greatest value to scientists and the public, and to make those images freely available on the Internet. Additional images taken by astronauts and cosmonauts can be viewed at the NASA/JSC Gateway to Astronaut Photography of Earth. Story by Kathryn Hansen.

Downloads

An ice-capped volcano stands at the center of the image, its surrounding terrain blanketed in brown-gray smoke.

Mt. Rainier: August 4, 2026

JPEG (10.14 MB)

An ice-capped volcano stands in the bottom-left corner, with a wide plume of brown-gray smoke filling most of the rest of the frame.

Mt. Hood: July 31, 2026

JPEG (7.44 MB)

References & Resources

You may also be interested in:

Stay up-to-date with the latest content from NASA as we explore the universe and discover more about our home planet.

Smoke Streams Across Eastern Washington

3 min read

Wildland fires in early August 2026 pushed air quality to unhealthy levels, destroyed hundreds of structures, and triggered mandatory evacuations…

Article

Cottonwood Fire Chars Utah

5 min read

The blaze burned more than 150 square miles and swept through parts of a ski resort.

Article

Ontario Wildfire Smoke Moves East

3 min read

Canadian wildfires sent plumes of smoke streaming over Ontario, Quebec, and parts of the U.S. Midwest and Northeast.

Article

Cascade Volcanoes Shrouded in Smoke

13 Agosto 2026 ore 06:00
An ice-capped volcano stands at the center of the image, its surrounding terrain blanketed in brown-gray smoke.
July 31, 2026

In a contrast of fire and ice, smoke from wildland fires mingled with several of the Cascade Range’s prominent, glaciated volcanoes in summer 2026. Astronauts on the International Space Station photographed the scene while orbiting over the U.S. West in late July and early August.

Mount Hood, Oregon’s tallest peak at 11,249 feet (3,429 meters), is pictured above, near a thick plume of smoke pouring from the Grasshopper fire. Thunderstorms passed over the forest in the preceding weeks, and a lightning strike on July 23 ignited the blaze pictured in this July 31 photo. The fire, burning east of the mountain, spread quickly north and east across Mount Hood National Forest amid hot, dry conditions, according to InciWeb.

As of August 12, it had burned nearly 84,000 acres (34,000 hectares) and spread beyond national forest boundaries. Several communities in Wasco County were under “go now” evacuation orders, and the nearby town of Dufur was advised to prepare for immediate evacuation.

An ice-capped volcano stands at the center of the image, its surrounding terrain blanketed in brown-gray smoke.
August 4, 2026

Roughly 100 miles to the north in Washington, Mount Rainier—the state’s tallest peak at 14,411 feet (4,392 meters)—was wreathed in smoke. No major fires burned nearby when this photo was taken on August 4. Instead, smoke drifted in from fires in central and eastern Washington, carried by winds blowing from the east due to a high-pressure system offshore. That day, the National Park Service reported that air quality in the park reached unhealthy levels due to elevated concentrations of fine particulate matter (PM2.5).

Several days later, the Grand Park 2 fire was observed burning within park boundaries, about 3 miles north of the Sunrise Visitor Center. As of August 12, the fire had burned 223 acres (90 hectares) and was uncontained; the cause was yet undetermined.  

Above-normal fire potential was expected to persist across the Northwest through August, according to an outlook from the National Interagency Fire Center. Warm, dry weather—conditions influenced by El Niño—combined with cured fuels to set the stage for large, long-burning fires following lightning- or human-caused ignitions.

Astronaut photographs ISS075-E-1705 and ISS075-E-2221 were acquired on July 31, 2026, and August 4, 2026, respectively, with a Nikon Z9 digital camera using a focal length of 400 millimeters. They are provided by the ISS Crew Earth Observations Facility and the Earth Science and Remote Sensing Unit at NASA Johnson Space Center. The images were taken by a member of the Expedition 75 crew. The images have been cropped and enhanced to improve contrast, and lens artifacts have been removed. The International Space Station Program supports the laboratory as part of the ISS National Lab to help astronauts take pictures of Earth that will be of the greatest value to scientists and the public, and to make those images freely available on the Internet. Additional images taken by astronauts and cosmonauts can be viewed at the NASA/JSC Gateway to Astronaut Photography of Earth. Story by Kathryn Hansen.

Downloads

An ice-capped volcano stands at the center of the image, its surrounding terrain blanketed in brown-gray smoke.

Mt. Rainier: August 4, 2026

JPEG (10.14 MB)

An ice-capped volcano stands in the bottom-left corner, with a wide plume of brown-gray smoke filling most of the rest of the frame.

Mt. Hood: July 31, 2026

JPEG (7.44 MB)

References & Resources

You may also be interested in:

Stay up-to-date with the latest content from NASA as we explore the universe and discover more about our home planet.

Smoke Streams Across Eastern Washington

3 min read

Wildland fires in early August 2026 pushed air quality to unhealthy levels, destroyed hundreds of structures, and triggered mandatory evacuations…

Article

Cottonwood Fire Chars Utah

5 min read

The blaze burned more than 150 square miles and swept through parts of a ski resort.

Article

Ontario Wildfire Smoke Moves East

3 min read

Canadian wildfires sent plumes of smoke streaming over Ontario, Quebec, and parts of the U.S. Midwest and Northeast.

Article

Chinese missile AI tracks F-22, F-35-like heat signatures with over 90% accuracy

13 Agosto 2026 ore 16:00
The F-35 and F-22 may be among the world’s most advanced stealth fighters, but they cannot hide one thing: heat. When heat-seeking missiles lock onto aircraft, fighters release flares to confuse infrared sensors and break missile tracking. But the infrared signals produced by fighters, including heat from engine exhaust and air friction over the fuselage, are different from those generated by flares. These heat signatures could provide valuable infrared information for target detection and...

1 dead, 6 wounded in Rotterdam port explosion

13 Agosto 2026 ore 15:57
A blast at a ⁠storage facility for petroleum products at the Netherlands’ Rotterdam port killed one person and wounded six others on Thursday, officials said, as police investigated the cause of the explosion. A spokesperson for major energy commodities trading company Gunvor said an “incident” occurred during maintenance work on a storage tank. A police spokesperson said that there was no immediate ⁠sign of sabotage and that all possible scenarios were under ‌investigation. Rotterdam is...

Entanglement verde

13 Agosto 2026 ore 15:39

Uno studio prodotto dall’Università di Ottawa e dal Max Planck Institute for the Science of Light (Mpl, Germania) ha trovato una modalità ecologica per produrre fotoni in stato di entanglement quantistico attraverso la luce solare. L’articolo che riporta il risultato, pubblicato il 6 agosto, è disponibile su Optica.

Grazie a un nuovo concentratore solare a forma di cono, un team guidato dall’Università di Ottawa (Canada) e dal Max Planck Institute for the Science of Light (Mpl, Germania) ha  dimostrato che la luce solare può essere utilizzata per generare fotoni in stato di entanglement. Ciò potrebbe un giorno consentire ai satelliti di generare chiavi di crittografia sicure sfruttando la luce solare. Crediti: Florian Sterl and Soledad Cook

L’avvento delle tecnologie quantistiche su larga scala sta rendendo disponibili supercomputer e calcolatori molto potenti, ma che richiedono una notevole quantità di energia: a oggi il settore globale dell’informazione e della comunicazione produce tra l’1,8 e il 3,9 per cento delle emissioni di gas serra e, con la continua crescita del traffico di dati globale, il bilancio energetico sarà sempre più aggravato. Parte di questo consumo deriverà dall’energia necessaria per preparare e controllare i sistemi quantistici: i processori a superconduttori, ad esempio, richiedonosistemi criogenici che consumano, per ogni unità, fino a 10 kilowatt per mantenere temperature prossime allo zero assoluto. Nelle tecnologie quantistiche basate sulla luce lo scoglio energetico è invece rappresentato dai laser. I laser commerciali sono estremamente inefficienti: assorbono watt di potenza elettrica per produrre solo pochi milliwatt di potenza ottica, sprecando enormi quantità di energia sotto forma di calore o per stabilizzare lo spettro e la temperatura del raggio.

L’entanglement quantistico è il fenomeno per cui lo stato quantistico di una particella, come il fotone, non può essere descritto indipendentemente dallo stato delle altre particelle del gruppo in cui si trova, Questo significa che le particelle sono correlate nelle loro misure di quantità fisiche come posizione, momento, spin e polarizzazione. L’entanglement quantistico è uno dei principali indicatori di disparità tra fisica classica e fisica quantistica, in quanto viola il principio di località: due particelle possono essere correlate anche se si trovano a grande distanza l’una dall’altra.

I fotoni entangled sono una risorsa fondamentale per la comunicazione, l’informatica e il rilevamento quantistici e trovano spazio in applicazioni come reti di comunicazione crittografate ultrasicure e sensori di altissima precisione.

Per creare queste coppie di fotoni, gli scienziati utilizzano un processo ottico non lineare chiamato conversione parametrica verso il basso spontanea (Spdc). In questo processo, le particelle di luce provenienti da un raggio “pompa” colpiscono un cristallo non lineare e al loro interno vengono convertite in coppie di fotoni entangled. Tradizionalmente, i laser sono sempre stati considerati indispensabili per fungere da sorgente di pompa, a causa della loro altissima coerenza ottica. Fino a poco tempo fa si pensava infatti che la natura iper-precisa e ordinata (coerente) del raggio laser fosse un requisito fondamentale per riuscire a generare un entanglement di alta qualità. Inoltre, si presumeva che i laser fossero le uniche sorgenti luminose in grado di fornire le densità di potenza ottica necessarie per guidare in modo efficiente i processi ottici non lineari.

La luce solare è invece incoerente e molto meno intensa della luce laser. A causa di queste caratteristiche, molti scienziati avevano scartato la luce solare come sorgente di pompaggio valida per la generazione di entanglement. Gli autori del nuovo studio pubblicato su Optica hanno però dimostrato per la prima volta che, contrariamente alla visione scientifica precedente, è possibile generare fotoni entangled a partire dalla luce solare.

In ottica, la coerenza non è una proprietà unica e globale. La luce possiede diverse caratteristiche fisiche e può presentarsi perfettamente ordinata in una, pur restando caotica in un’altra. Ad esempio, un fascio di luce può essere disordinato nel modo in cui si propaga nello spazio e nel tempo, ma possedere una polarizzazione perfettamente definita. Nel processo di generazione dei fotoni, il disordine del raggio di partenza limita l’entanglement solo se si cerca di crearlo proprio in quella specifica caratteristica disordinata. Ma se l’obiettivo è ottenere fotoni entangled nella loro polarizzazione, la componente spaziale della luce solare non ha importanza.

«Finché il fascio di pompaggio è perfettamente polarizzato, la sua incoerenza spaziale o temporale non dovrebbe precludere la generazione di entanglement di polarizzazione», spiega Cheng Li, ricercatore al’Università di Ottawa e primo autore dello studio. «Il segreto per sfruttare la luce solare consiste nell’impedire che le diverse proprietà della luce si influenzino a vicenda durante il processo. Ciò significa che la luce solare è perfettamente in grado di generare fotoni intrecciati, purché si riesca a concentrarne una quantità sufficiente all’interno del cristallo non lineare per indurre l’Spdc».

La superficie utile di un cristallo ottico non lineare (es. il ppKtp) si estende in genere solo per pochi millimetri. Per convogliare una quantità sufficiente di luce solare – che nell’ambiente naturale diverge ampiamente – in una regione così ristretta, il gruppo di Hanieh Fattahi, responsabile del gruppo di ricerca presso l’Mpl, ha realizzato un sistema di concentrazione della luce solare. Questo sistema raccoglie la radiazione su una superficie di 1,4 metri quadrati e la convoglia in una fibra sottile quanto un capello umano. Il cuore di questo sistema è un concentratore solare sviluppato e realizzato internamente presso l’università tedesca. Si tratta di un dispositivo a forma di cono realizzato in vetro. La base del cono è posizionata nel punto focale di una grande lente di Fresnel, montata su un motore di inseguimento solare. La luce solare focalizzata viene quindi ulteriormente concentrata tramite riflessioni interne totali mentre si propaga verso la punta del cono, che accoppia la luce solare in una fibra multimodale. La fibra può quindi guidare la luce solare in un cristallo non lineare per indurre la generazione di entanglement tramite Spdc. Come previsto dal team guidato da Robert Boyd (Università di Ottawa), coautore dello studio, l’Spdc alimentato dalla luce solare ha generato coppie di fotoni con un grado di entanglement molto elevato: con una fedeltà di quasi il 94 per cento, questo risultato si avvicina molto alle prestazioni di un laser. I fotoni Spdc mostrano inoltre correlazioni in grado di violare una soglia matematica fondamentale: la disuguaglianza di Bell, indicando che la connessione tra le particelle non può essere modellata con le teorie classiche della fisica e sono effettivamente caratteristiche dell’entanglement quantistico.

Illustrazione concettuale della configurazione sperimentale per la generazione di entanglement quantistico dalla luce solare. La configurazione è costituita da un modulo di concentrazione della luce solare e da una sorgente di fotoni entangled. Il modulo di concentrazione della luce solare accoppia la luce solare filtrata spettralmente in una fibra multimodale utilizzando una combinazione di una lente di Fresnel e un concentratore in vetro. La sorgente di fotoni entangled è un cristallo di ppKtp collocato all’interno di un interferometro di Sagnac a polarizzazione. La luce solare accoppiata alla fibra viene diretta nel cristallo per indurre la Spdc. Le correlazioni tra le coppie di fotoni generate vengono quindi misurate per la successiva caratterizzazione degli stati quantistici. Crediti: L. Chen et al., Optica, 2026

Il team ha inoltre scoperto che, quando il tasso di produzione dei fotoni viene normalizzato rispetto alla potenza di pompaggio e alla larghezza di banda effettiva del processo non lineare, l’efficienza della generazione di entanglement indotta dalla luce solare è pari a quella indotta dal laser. Questa scoperta suggerisce che i laser potrebbero non presentare tutti i vantaggi fondamentali rispetto alla luce solare come ipotizzato dai ricercatori, e che sorgenti di luce quantistica pratiche alimentate dalla luce solare possano diventare sempre più realizzabili attraverso ottimizzazioni tecniche, ad esempio, della raccolta della luce solare e dell’utilizzo della larghezza di banda.

«La luce solare è una risorsa abbondante e affidabile in molti ambienti, specialmente nello spazio. La capacità di generare fotoni quantisticamente intrecciati direttamente dalla luce solare, osserva Fattahi, «potrebbe consentire la realizzazione di sistemi quantistici più semplici e resilienti per i satelliti e le future missioni nello spazio profondo».

I dispositivi quantistici alimentati dalla luce solare offrono anche altri vantaggi che i laser non sono in grado di garantire. L’ampio spettro della luce solare potrebbe consentire l’accesso a fotoni entangled su una gamma più ampia di lunghezze d’onda, specialmente laddove i laser non sono disponibili. Ancora più importante, l’alimentazione diretta delle sorgenti di luce quantistica tramite la luce solare elimina completamente la conversione da elettrica a ottica: non è necessaria alcuna stabilizzazione attiva e il calore residuo da gestire è notevolmente inferiore. Un sistema di questo tipo presenterà un minor numero di potenziali punti di guasto. Questa caratteristica è particolarmente interessante per l’impiego in ambienti strategicamente importanti ma con risorse limitate, come a bordo dei satelliti, nelle sonde per missioni interplanetarie e in regioni remote come l’Artico. Un veicolo spaziale in orbita sincrona con il Sole, ad esempio, godrebbe di un accesso quasi ininterrotto alla propria fonte di pompaggio.

«La parte migliore di questa ricerca è che si tratta solo di un inizio», conclude Boyd. «Oltre all’Spdc, esistono molti altri approcci ottici non lineari per generare fotoni intrecciati: la miscelazione a quattro onde ne è un ottimo esempio. Per ciascuna di queste interazioni non lineari, esistono modi per renderle più efficienti. Riteniamo che questo lavoro possa ispirare numerose nuove ricerche nell’ottica non lineare e quantistica, e che tali ricerche possano a loro volta rendere più praticabile la tecnologia quantistica alimentata dalla luce solare».

Per saperne di più: 

 

Area ex Ogr: Salviamo Firenze si mobilita contro ‘cementificazione’

13 Agosto 2026 ore 15:31
Area ex Ogr: Salviamo Firenze si mobilita contro ‘cementificazione’

Il movimento ‘Salviamo Firenze per viverci’ lancia da settembre la mobilitazione “per fermare la cementificazione” nella grande area dismessa delle ex Officine grandi riparazioni di Porta al Prato, con una vasta kermesse di iniziative che partirà sabato 5 settembre con banchetti e incontri, mentre il 16 settembre è in calendario una camminata e ‘biciclettata’ intorno agli stabilimenti e alle pertinenze immerse nel verde lungo le Cascine.

Il progrmma viene reso noto dopo l’annuncio di un percorso di ‘informazione partecipata’ sul progetto ex OGR avviato da Flora Development (società proprietaria) in accordo col Comune. “Informare non è partecipare”, affermano dal Comitato, ricordando le 4.500 firme contro il progetto di cementificazione.

“Noi vogliamo costruire, insieme a chi vive la città, una proposta concreta a cemento zero per quegli otto ettari – afferma il Comitato -: verde, cultura, servizi, sport, spazi sociali, recupero dei capannoni storici e funzioni pubbliche”.
“Il percorso annunciato dal Comune – proseguono da Salviamo Firenze – prevede un sito web coi documenti (non molti e già noti), interviste ai cittadini e, da settembre, visite e incontri per illustrare l’idea progettuale. Ma sono già chiare le intenzioni”.

Nel mirino del comitato ci sono i 42.000 metri quadri edificabili, 60% a residenziale, il 15% turistico-ricettivo, il 16% direzionale e il 9% commerciale. “Si può discutere anche se quei 42.000 mq debbano essere costruiti? Si può mettere in discussione la destinazione dell’area? Si può parlare del suo riacquisto da parte del Comune e di un’alternativa a cemento zero? E dell’inutile e dannosa Pistoiese Rosselli, per la quale, a proposito, manca la valutazione ambientale di Arpat?”, le domande di Salviamo Firenze.
Al Comitato non va giù il mancato coinvolgimento dei cittadini: “Non vogliamo essere informati su come realizzare una speculazione. Vogliamo partecipare alla decisione su quale futuro dare all’ex Ogr”.

Scammers Exploit Shopify’s Own Notification System in New ‘Fake Refund’ Scam

13 Agosto 2026 ore 15:10

Security researchers have identified a phishing campaign that abuses Shopify’s own Shop app to deliver fake order and refund notifications directly to victims’ phones, marking a notable evolution of the classic “fake refund” scam.

According to research from cybersecurity firm Huntress, attackers are creating fraudulent Shopify seller accounts, or hijacking legitimate ones, to generate bogus orders against victims’ phone numbers or email addresses. Because Shopify’s Shop app treats these as genuine transactions, targets receive real push notifications and in-app receipts, rather than a suspicious email or text from an unfamiliar sender. Huntress said several of its own employees were targeted between May and August 2026, and that the technique has also been documented by researchers at Gen Digital and reported by users on Reddit.

In one example cited by Huntress, a fake receipt dated 7 August billed the recipient $339.96 for a “premium PC protection plan,” complete with a fabricated invoice number and transaction ID. The real sting sits in the shipping address field, which attackers repurpose to display a message urging the recipient to call a phone number if they did not place the order. Some variants dispense with the fake address altogether and instead push recipients toward the number via the order description, while others add a spoofed “out for delivery” shipment tracker to increase pressure on the target.

Victims who call the number are funnelled into a standard refund scam. Huntress said callers are typically talked into installing remote access tools such as ScreenConnect or AnyDesk, or into logging into their online banking. From there, scammers manipulate on-screen figures, sometimes editing displayed transaction details or coaching victims to misread a refund amount, to convince them they were mistakenly overpaid. Victims are then pressured to “return” the difference, usually by purchasing gift cards and handing over the redemption codes, which attackers cash out quickly.

Huntress frames the campaign as a variant of a technique it calls Living off Trusted Sites (LoTS), where attackers route victims through a legitimate, trusted platform before reaching a malicious outcome, rather than relying on a fake domain that is easier to flag. While earlier LoTS attacks used links to services such as Dropbox, Canva, or DocuSign to add credibility, this campaign instead abuses Shopify’s own notification pipeline to generate content that looks and functions exactly like a native alert. The firm noted a similar pattern in a previous campaign involving genuine PayPal invoices carrying fraudulent callback numbers.

Shopify has acknowledged the scam in its Help Center. The company and Huntress both advise users not to interact with unfamiliar phone numbers, email addresses, or links found within an order, and to contact Shop Support directly if they are concerned about the security of their account. Users who receive a suspicious order notification are advised to check their bank statements before assuming any charge went through, and can flag the order as “Not my order” within the Shop app. Huntress also recommends checking a store’s reviews and history before purchasing, noting that many of the fraudulent shopfronts used in this campaign were newly created.

The post Scammers Exploit Shopify’s Own Notification System in New ‘Fake Refund’ Scam appeared first on IT Security Guru.

You already know the group chat is getting this #workfails #motorbikefails #funny #fail #failarmy

13 Agosto 2026 ore 15:00

💾

Out of control fails ►►► Submit your videos for the chance to be featured 🔗 https://www.failarmy.com/pages/submit-video ▼ Follow us for more fails! https://linktr.ee/failarmy

Catch all our shows streaming today ➝ https://www.failarmy.com/pages/watch-live

FailArmy is the world’s number one source for epic fail videos and hilarious compilations. We’re powered by fan submissions and feedback from all around the world, with over 69 million fans across digital platforms! From our team to you all, thank you for your support 😊

To license any of the videos shown on FailArmy, please visit Jukin Media at http://bit.ly/jukinlicense

#FailArmy #Fails

Il Nera scorre ma non dimentica. Continuiamo a parlare di Sara e Sandro (Gavelli, 23 agosto 2026)

12 Agosto 2026 ore 16:14
Il Nera scorre ma non dimentica. Continuiamo a parlare di Sara e Sandro (Gavelli, 23 agosto 2026) Il Nera scorre ma non dimentica Domenica 23 agosto dalle 10:30Laghetto di Gavelli(Sant’Anatolia…

Satellite images show 50% boost to China’s Type 054B missile capacity

China appears to be adding capacity to the vertical launch system (VLS) of its most advanced guided-missile frigate Type 054B under construction in Shanghai, satellite images show, allowing it to have a larger missile reserve and stronger anti-air defence capabilities. According to satellite images taken by US intelligence company Vantor on June 28, the VLS at the bow of a Type 054B vessel had a different shape compared to the first two Type 054B vessels that have already entered service. The...

MotoGP | Accantonata definitivamente l'idea di ridurre da due a una il numero di moto nel box

13 Agosto 2026 ore 14:58
Come anticipato da Motorsport.com lo scorso 20 maggio, i Costruttori della MotoGP avevano proposto all’organizzatore del Mondiale l’idea di ridurre da due a una il numero di moto con cui i piloti gareggiano ogni fine settimana.
L’iniziativa, per quanto assurda, ha dovuto essere immediatamente ridefinita, chiarendo che ci sarebbe stata una seconda moto nella parte posteriore del box, da ...Continua a leggere

Hundreds of Flights Canceled in Sicily as Mount Etna Erupts

13 Agosto 2026 ore 18:25
Etna erupts often, but it usually doesn’t release this much ash, an expert said. Tens of thousands of travelers’ plans have been disrupted in the past week.

© Danilo Arnone/Reuters

Volcanic ash and lava during an eruption of Mount Etna in Sicily on Wednesday.

[2026-09-05] Stati altri di coscienza come risorse vitali _ 4/5-9-26 _ 36° CONVEGNO SISSC @ CAP 10100

13 Agosto 2026 ore 14:37

Stati altri di coscienza come risorse vitali _ 4/5-9-26 _ 36° CONVEGNO SISSC

CAP 10100 - Corso Moncalieri 18, Torino
(sabato, 5 settembre 14:00)
Stati altri di coscienza come risorse vitali - 36° CONVEGNO SISSC

NAUTILUS informa del

Convegno della SOCIETA' ITALIANA PER LO STUDIO DEGLI STATI DI COSCIENZA, 4-5 settembre 2026

al CAP 10100 in Corso Moncalieri 18 (sulla riva del Po, davanti ai Murazzi, sull’altra sponda del fiume)

INGRESSO GRATUITO


Programma di Venerdì 5 settembre

 

h. 14,00: Riapertura dei lavori

h. 14,30: Biancardi V. - Introduzione all’uso critico degli psichedelici

h. 15,30: Cirino C.M. - Sul futuro delle pratiche filosofiche e l'utilizzo degli Stati Altri di Coscienza in campo educativo

h. 16,30: Coffee Break

h. 17,00: Mele G.F. - Incubi e stati altri di coscienza nel mito e nel folklore

h. 18,00: Costantini R. - Che ne è dell'Altro Mondo? Note sulla spettacolarizzazione dell'estasi

h. 19,00: Chiusura dei Lavori

Ryanair adds Google to its dual-cloud flight plan

13 Agosto 2026 ore 14:31
Ryanair has signed a five-year agreement with Google Cloud covering AI, productivity tools and multi-cloud infrastructure, just weeks after renewing its deal with rival AWS for another five years. The Irish budget airline says it will deploy Google Workspace and Google Cloud services across its 35,000-strong workforce as it pursues a target of 300 million passengers a year by 2034. We asked how much this deal is worth, but Google declined to say and Ryanair did not respond. The rollout includes the Mountain View firm's Gemini Enterprise agentic AI platform, which Ryanair intends to use to automate some decision-making, optimize flight crew logistics, and improve staff productivity. The airline will also use Google DeepMind's AlphaEvolve to refine algorithms and WeatherNext for forecasting and maintenance planning. Ryanair renewed its agreement with AWS for another five years on July 27, making AWS and Google Cloud the two pillars of what the airline itself calls its dual-cloud resilience strategy. Google says the dual-cloud setup will allow critical systems to switch between providers if one suffers an outage, helping keep flight operations, and customer services running. Under the renewed AWS agreement, Ryanair will continue using services including Amazon Quick, Amazon Bedrock, and Amazon Bedrock AgentCore for workloads ranging from its website to operational planning across a fleet of 647 aircraft. Reg readers may recall that AWS and Google Cloud were touting a jointly developed multi-cloud connectivity service at the end of last year. This links Google's Cross-Cloud Interconnect with AWS Interconnect, allowing customers to set up a private high-speed link between resources they have running on the two cloud platforms. "Ryanair is on an incredible growth journey to 300 million passengers by 2034. To support this growth, we need to ensure we have excellent infrastructure resilience, and our new dual-cloud strategy provides this," commented the airline's CEO, Eddie Wilson. "We are thrilled to be Ryanair's AI transformation partner," stated Maureen Costello, Google Cloud VP for UK, Ireland and Sub-Saharan Africa. "This agreement demonstrates how deploying generative AI at scale – coupled with modern collaboration tools for frontline workers – can help industry leaders scale securely, reduce operational costs, and redefine the travel experience." ®

“li stanno ammazzando piano piano, quei tipi sono seppelliti vivi, il silenzio che c’è in quelle sezioni è surreale”

13 Agosto 2026 ore 14:30
Riceviamo da un prigioniero di un carcere sardo e pubblichiamo Io nei miei anni di carcere ho quasi sempre lavorato, e sono tanti anni di carcere che ho fatto, e me ne aspettano ancora un bel po’. Sono uno straniero...
Vedi l'articolo

‘An English Summer Is Not the Same Anymore’

14 Agosto 2026 ore 11:51
With forecasters issuing a warning for very high temperatures, this summer is on track to be one of the hottest yet.

© Kirsty Wigglesworth/Associated Press

Another heat wave gripped London on Thursday.

Weekend di Ferragosto in Garfagnana con Marco Masini e il concerto all’alba

13 Agosto 2026 ore 14:00

GARFAGNANA – Weekend di Ferragosto in Garfagnana con Marco Masini e il concerto all’alba di Patrizio Fariselli. I due eventi fanno parte del festival Mont’Alfonso sotto le stelle che accende musica, teatro e letteratura nel cuore della Garfagnana, tra borghi secolari e natura incontaminata.

Concerto all’alba

A fare da cornice è la secolare Fortezza di Mont’Alfonso a Castelnuovo di Garfagnana, dove sabato 15 agosto alle 4,45 si rinnova l’appuntamento con il concerto all’alba di Ferragosto.

Sul palco salirà Patrizio Fariselli, pianista che ha legato per anni il proprio nome agli Area, di cui è cofondatore, per poi dedicarsi al jazz, alla musica per cinema e teatro. In questo live per piano solo ripercorrerà alcuni successi degli Area, inediti scritti negli anni ed esperimenti di improvvisazione radicale. Seguirà colazione all’Osteria della Fortezza gestita da ANAI Garfagnana.

Per chi lo desidera, al concerto è abbinata l’iniziativa “Camminalba”, camminata con fiaccolata dal centro di Castelnuovo fino alla Fortezza di Mont’Alfonso. Info e prenotazioni via WhatsApp al numero 370 2906924 o via email a vismovendi@libero.it.

Marco Masini

Sempre alla Fortezza di Mont’Alfonso, domenica 16 agosto (ore 21), l’attesissimo live di Marco Masini. Dopo il successo al Festival di Sanremo con il brano presentato insieme a Fedez “Male Necessario”, Marco Masini torna a emozionare il suo pubblico con il tour “Marco Masini – Live 2026”.

Insieme alle canzoni indimenticabili che sono entrate a far parte della storia della musica italiana in oltre 35 anni di carriera, il cantautore presenterà per la prima volta dal vivo brani dall’ultimo progetto discografico “Perfetto Imperfetto”.

Biglietti

I biglietti per i due appuntamenti sono disponibili su ticketone.it: Masini e concerto all’alba oppure nei punti Box Office Toscana (www.boxofficetoscana.it/punti-vendita – tel. 055.210804).

Biglietti disponibili anche alla Pro Loco di Castelnuovo di Garfagnana in piazza delle Erbe, dove è possibile acquistare (anche a distanza con bonifico bancario) i biglietti riservati a persone con disabilità. Pro Loco: tel. 0583 641007.

Prossimi appuntamenti

Sempre alla Fortezza di Mont’Alfonso in arrivo l’omaggio a Lucio Dalla insieme a La Sera dei Miracoli (18/8). Giorgio Panariello con lo spettacolo “E se domani…” (20/8). Federico Buffa con “Number 23” (21/8) e Paolo Ruffini con “Il Babysitter” (24/8).

Martedì 25 agosto, alla Fortezza delle Verrucole di San Romano in Garfagnana il concerto dei Gatti Mézzi previsto per lo scorso 6 agosto: i biglietti restano validi per la nuova data.

Informazioni

Programma e dettagli sul sito ufficiale www.festivalmontalfonso.it. Contatti: tel. 0583 641007 – 334 6167210 (nei giorni di spettacolo dalle ore 18.45).

L'articolo Weekend di Ferragosto in Garfagnana con Marco Masini e il concerto all’alba proviene da Livorno Sera Notizie.

Akira Ransomware Affiliate Rebooted Into Safe Mode to Dodge EDR and Broke Its Own Attack

13 Agosto 2026 ore 13:59

An affiliate of the Akira ransomware operation attempted a novel technique to blind endpoint defences during a recent intrusion, rebooting a compromised server into Windows Safe Mode to knock out both an EDR agent and Microsoft Defender in one move, only for the same stripped-down environment to cause the ransomware payload itself to crash before it could encrypt any files.

The incident, disclosed in a technical write-up published by managed detection and response provider Huntress, marks the first time researchers have observed Akira affiliates using a Safe Mode reboot to sidestep security tooling, a tactic more commonly associated with older ransomware families such as Snatch and AvosLocker.

Akira has been one of the most active ransomware operations tracked by Huntress over the past year, and its affiliates typically follow a consistent playbook: break in through an internet-exposed VPN appliance, most often from SonicWall, move laterally to the domain controller, enumerate Active Directory, exfiltrate data, and detonate the encryptor within a matter of hours. This latest attack followed that pattern almost exactly, according to Huntress, but introduced a twist at the final stage.

Credential Spray, No MFA, and a Familiar Path to the Domain Controller

According to Huntress, the intrusion began in early August with a burst of failed login attempts against a SonicWall SSL VPN, consistent with a credential-spraying attack. Roughly seven minutes later, one attempt succeeded: a valid VPN account with no multi-factor authentication in place. Nearly two hours passed before the attacker took hands-on action, logging into the domain controller over RDP and running PowerShell commands to dump full property details on every user and computer in the Active Directory environment, reconnaissance Huntress says is a hallmark of Akira intrusions.

The attacker then moved to an application server, installed WinRAR to archive mapped file shares, and used the S3 transfer tool s5cmd to upload the staged data to a cloud storage bucket under their control, standard double-extortion tradecraft designed to give the attacker leverage even if a victim can recover from backups. AnyDesk, a legitimate remote access tool, was installed as a persistent service and used both for hands-on-keyboard control and to deliver the ransomware payload itself.

The Safe Mode Gambit

Rather than spinning up a separate virtual machine to run the encryptor outside the reach of security software — a method Huntress has documented in earlier Akira cases- the affiliate instead used the built-in Windows configuration tool msconfig.exe to force the host to reboot into Safe Mode with Networking. Because Safe Mode loads only core Windows drivers and disables most third-party software by design, the reboot simultaneously took the Huntress agent offline and prevented Microsoft Defender’s real-time protection from starting, all while preserving the network connectivity the attacker needed to keep working.

The attacker had anticipated that Safe Mode would also block their own AnyDesk service, and pre-emptively added a registry entry to keep it running through the reboot, a detail Huntress says shows deliberate planning rather than an improvised move.

The Ransomware Undermined Itself

The plan worked well enough to blind defences, but it also appears to have doomed the attack. Minutes after the akira.exe payload launched, the host began throwing “out of virtual memory” errors, and the ransomware process tree failed before encryption could begin. Huntress attributes the crash to Safe Mode’s constrained memory environment, which was seemingly unable to support the ransomware’s resource demands.

A scheduled Defender scan eventually flagged the payload roughly an hour later, correctly identifying it as Akira, but could not quarantine it because real-time protection remained disabled in Safe Mode. The file was only removed after the attacker rebooted the host back into normal operation, restoring Defender’s protection in the process, meaning the attacker’s own anti-EDR trick was undone by their need to reverse it.

Despite the failed encryption, the attacker had already exfiltrated Active Directory data and file shares before the reboot, leaving the victim exposed to extortion even without any files being locked. Huntress cautioned that the outcome should not be read as a reliable defence: a host with more memory or a larger page file might allow the encryptor to succeed in Safe Mode, and researchers said it is plausible Akira’s developers will adjust the malware’s memory footprint or boot sequence to make the technique more reliable in future attacks.

Recommendations

Huntress urged organisations to enforce MFA on all VPN accounts, monitor for bursts of failed VPN logins followed by a successful one, and ensure EDR is deployed across every endpoint rather than a subset of the environment. It also recommended that defenders specifically alert on boot-configuration changes and Safe Mode reboots, including msconfig.exe and bcdedit activity, and Windows event log entries indicating a Safe Mode boot as well as any modification to the registry keys that control which services are permitted to run in Safe Mode.

The post Akira Ransomware Affiliate Rebooted Into Safe Mode to Dodge EDR and Broke Its Own Attack appeared first on IT Security Guru.

Is AI entering the SOC at the right stage?

13 Agosto 2026 ore 13:56

By Simon Phillips, CTO, CybaVerse

Alert fatigue is an issue that has plagued Security Operations Centres for years.

As organisations’ digital estates grow, there is more architecture to secure and more architecture for threat actors to attack, which has ultimately led to more alerts.

Today, on average a SOC will face thousands of alerts every day, each of which could indicate a potential threat. Each alert must therefore be analysed and investigated before appropriate action can be taken.

However, ask any SOC analyst and they will tell you the majority of these alerts are benign or false positives.

Yet, analysts will still spend hours investigating activity that ultimately poses little or no risk, hoping to identify the small number of genuine threats hidden amongst the noise.

Given the volume they face, and the possibility of missing something before it’s too late, it’s a noisy, high-stress environment that often leads to burnout and fatigue.

To tackle these issues, many SOCs today are turning to Artificial Intelligence (AI) to support the management of alerts.

In this scenario, the first-line analyst is replaced by an agent that reviews the incident to determine whether it’s malicious and if further action is required. The analyst must then review the conclusion reached by the agent to ensure it is accurate, but they don’t conduct the initial investigations themselves, which reduces the volume of alerts they have to investigate every day.

However, even despite these improvements, is there another way that could reduce the noise even further?

If organisations are still generating huge numbers of unnecessary alerts, have they actually solved the underlying problem, or simply moved it further downstream?

Moving AI upstream

Instead of asking AI to investigate incidents after they have been created, some organisations are using the technology much earlier in the detection process.

Rather than having AI decide whether an alert is malicious, in this scenario it’s used to help build better detection logic and more effective workflows before alerts ever reach an analyst.

For instance, in a phishing attack when an employee reports an email as suspicious, many security platforms immediately generate an incident that someone must investigate.

Traditionally, either a human analyst or an AI assistant would then collect additional context, checking whether links have been clicked, whether anyone else received the email, or whether similar activity appeared elsewhere in the environment.

If these types of checks are incorporated into the detection process, and the answers to the questions are no, then an incident would never need to be created in the first place.

The AI would determine that there was no wider threat, meaning the alert could be filtered out before it ended up in the SOC ticket queue.

The result is a faster, more efficient SOC, with far fewer unnecessary alerts reaching analysts.

From a customer perspective, this can also reduce the costs of working with an outsourced SOC partner.

Many AI-powered investigation platforms price their services according to the number of alerts they process, so reducing unnecessary alerts before they reach the investigation stage can improve efficiency while also helping organisations control operational costs.

Improving security through engineering

Another benefit of moving AI further upstream is that it limits access to sensitive customer data.

Many AI-driven investigation platforms analyse real customer logs and incident data to determine whether activity is malicious. While providers implement safeguards, some organisations are uncomfortable with sensitive operational data being processed by external AI systems, particularly where regulatory or contractual obligations apply.

Using AI during detection engineering changes this process. The AI is used to create the logic that identifies threats, not to inspect live customer data.

Once the detection rules have been verified, they can be applied consistently across customer environments without repeatedly sending operational data through AI models.

Solving the cause, not the symptom

The cyber security industry has become very good at handling alert fatigue, but not so good at preventing it. Is it time a different approach was adopted?

If security teams continue generating thousands of low-value alerts every day, replacing analysts with AI may improve efficiency, but it won’t address why the alerts exist in the first place.

As AI becomes more deeply embedded within security operations, organisations should consider where it delivers the greatest value. In many cases, the answer may not be at the point where analysts investigate incidents, but much earlier, where better detection engineering prevents unnecessary incidents from being created at all.

By reducing false positives at the source, this allows analysts to spend more time on genuine threats, while improving consistency, cutting costs and helping organisations make better use of both their technology and their people.

The post Is AI entering the SOC at the right stage? appeared first on IT Security Guru.

[2026-09-04] Stati altri di coscienza come risorse vitali _ 4/5-9-26 _ 36° CONVEGNO SISSC @ CAP 10100

14 Agosto 2026 ore 08:18

Stati altri di coscienza come risorse vitali _ 4/5-9-26 _ 36° CONVEGNO SISSC

CAP 10100 - Corso Moncalieri 18, Torino
(venerdì, 4 settembre 14:00)
Stati altri di coscienza come risorse vitali - 36° CONVEGNO SISSC

NAUTILUS informa del

Convegno della SOCIETA' ITALIANA PER LO STUDIO DEGLI STATI DI COSCIENZA, 4-5 settembre 2026

al CAP 10100 in Corso Moncalieri 18 (sulla riva del Po, davanti ai Murazzi, sull’altra sponda del fiume)

INGRESSO GRATUITO


Programma di Venerdì 4 settembre

h. 14,00: Saluti e Presentazione del Convegno

h. 14,30: Camilla G. - Stati Altri di coscienza: risorse vitali o fughe patologiche?

h. 15,30: Nocera M. - La cultura della papagna in Salento

h. 16,30: Coffee Break

h. 17,00: Isabella L. - Dalla controcultura psichedelica al "feudalesimo quotidiano": quando il Drop Out  hippie diventa un farmaco per la produttività nella Silicon Valley

h. 18,00: Frattini N. - Psichedelia e anarchismo epistemologico tra scienza e conoscenza

h. 19,00: Chiusura dei Lavori


WindRelay Android Malware Turns Victims' Phones Into NFC Relays for Payment Fraud

13 Agosto 2026 ore 13:53
A previously unseen Android near field communication (NFC) relay malware family dubbed WindRelay is being deployed in conjunction with a known remote access trojan (RAT) called SpyNote as part of a contactless payment fraud scheme. The purpose-built malware, according to Group-IB, is designed to capture live card data via NFC and transmit it to fraudsters in real time. It was first detected in

North Korean Remote Workers Are Infiltrating Government and Businesses: How to Expose Them Before Hiring

13 Agosto 2026 ore 13:45
Companies are used to thinking about attackers as outsiders trying to break in. North Korean IT workers flip that model. They apply for jobs, pass interviews, receive legitimate credentials, and can end up inside the same systems companies spend millions trying to protect. That risk is no longer theoretical. The FBI is now investigating a North Korean remote IT worker who reportedly worked for

AWS key exposed in JavaScript may have lit way to Beacon's charity data

13 Agosto 2026 ore 13:34
Beacon, a CRM provider for charities and nonprofits, says an AWS access key "potentially exposed in public JavaScript build artifacts" is the leading suspect in its July breach. The revelation came in the company's first update on the attack in more than a week. If the access key was exposed in public build artifacts, it raises questions about why Beacon's development pipeline and code review controls failed to catch it. Beacon used stronger wording about the potential data loss, confirming that a copy of the database was made and assessing that it was probably downloaded in readable form. "This update confirms… that a copy of the database which holds all Beacon customer data, including attachment files, was made and likely downloaded in a readable format by the threat actor," wrote CTO David Simpson. "Analysis of the AWS Cost & Usage reports across May-July 2026 has been conducted. This data showed a significant increase in data transfer on 27-28 July 2026. This timing correlates with the malicious activity, which supports an assessment that substantial downloads occurred." Beacon's logs cannot reveal which specific records left its systems, although the company has confirmed that a copy of the database containing all customer data and attachments was made. In an FAQ accompanying the update, Beacon advises customers to assess the likely exposure by reviewing what they stored in their CRM instance. Many of the charities that have confirmed they are affected have said the data mainly pertains to personal information and details about donations. Simpson said Beacon's AWS data was encrypted at rest, but the compromised access key may have allowed the attacker to retrieve it in readable form. The malicious activity began in the early hours of July 27, according to Beacon's root cause analysis, matching its initial estimate of the incident timeline. The company has more than 1,500 customers, although it has not established how many had data taken. The malicious activity lasted one hour and 27 minutes, Beacon said, and the attacker established no persistence mechanisms in AWS. Simpson warned customers that "there are things we may never be able to find out about this incident," and that other details won't be shared to protect Beacon's security position. He promised to provide customers with a summary when the investigation concludes in a few weeks, but warned that "the level of detail contained in this next and final update may not be any more than" Beacon published on Wednesday. "I recognise this is frustrating, but unfortunately it is the reality of complex incidents like this. With this in mind, we would recommend making your own risk assessments now regarding onward notification to impacted data subjects using your knowledge of the data you process and store with Beacon." Since Beacon disclosed the attack on August 4, the number of high-profile charities confirming they are affected has grown every day. Early confirmations came from the likes of Molly Rose Foundation, Macmillan Cancer Support Jersey, and English National Ballet. Sheffield Hospitals Charity, Shrewsbury and Telford Hospital Charity, the British Deaf Association, and Lincoln Cathedral are among those that have since joined the list. The Charity Commission said that "a number of charities have submitted serious incident reports," and that the volume of these reports is causing delays to responses. "We appreciate your patience and understanding as we prioritise instances of the greatest risk," it said. ®

Il Nera scorre ma non dimentica. Continuiamo a parlare di Sara e Sandro (Gavelli, 23 agosto 2026)

13 Agosto 2026 ore 13:31
Il Nera scorre ma non dimentica. Continuiamo a parlare di Sara e Sandro (Gavelli, 23 agosto 2026) Il Nera scorre ma non dimentica Domenica 23 agosto dalle 10:30 Laghetto di Gavelli (Sant’Anatolia di Narco, Umbria) CONTINUIAMO A PARLARE DI SARA...
Vedi l'articolo

Malaysia’s Anwar looks back on relationship ‘well beyond affairs of state’ with Zhu Rongji

Tributes have been flooding in for former Chinese premier Zhu Rongji, the reformist statesman who played a leading role in integrating China’s economy into the global system and charmed neighbouring countries with his candid diplomacy. In a deeply personal tribute posted on social media, Malaysian Prime Minister Anwar Ibrahim described Zhu, who died on Wednesday at the age of 97, as “a good friend”. The pair worked together to strengthen economic ties between the two countries, building a...

Malaysia’s Anwar looks back on relationship ‘well beyond affairs of state’ with Zhu Rongji

Tributes have been flooding in for former Chinese premier Zhu Rongji, the reformist statesman who played a leading role in integrating China’s economy into the global system and charmed neighbouring countries with his candid diplomacy. In a deeply personal tribute posted on social media, Malaysian Prime Minister Anwar Ibrahim described Zhu, who died on Wednesday at the age of 97, as “a good friend”. The pair worked together to strengthen economic ties between the two countries, building a...

Dibattito: la musica sta cambiando. il potere economico si sta appropriando di ogni anello della filiera

13 Agosto 2026 ore 13:30
Si è tenuto mercoledì 12 agosto alla Festa di Radio Onda d’Urto il dibattito “La musica sta cambiando. Il potere economico si sta appropriando di ogni anello della filiera: dalla produzione alla distribuzione, dai grandi eventi agli spazi in cui...
Vedi l'articolo

💾

Paludi avvelenate e predatori feroci

di: loc
13 Agosto 2026 ore 13:23

Considerazioni sparse di ferragosto

di Franco Turigliatto

Nella torrida estate in cui la crisi climatica mostra i suoi micidiali effetti in tutta l’Europa e pretende una svolta profonda sul piano economico e nell’organizzazione della vita sociale e delle città, restiamo immersi, a livello internazionale e nazionale, dentro nauseabonde paludi infestate da predatori feroci, senza che si riesca a capire per ora come e quando sia possibile uscirne.

Tutte le contraddizioni del sistema economico capitalista con le sue oppressioni e violenze, lo scontro tra gli imperialismi, lo sfruttamento degli esseri umani e della natura, le guerre per il controllo delle risorse e dei commerci, il deterioramento e il rigetto delle regole della democrazia e dei diritti, sono oggi presenti. E come in ogni epoca di crisi di civiltà e nelle vicende storiche del secolo passato, le classi dominanti producono anche le ideologie di dominio, colonialismo, razzismo e patriarcali, nonché le personalità fanatiche che “meglio” le rappresentano: Trump, Musk, Netanyahu, Putin, Farage, Milei, Le Pen, l’AfD tedesco, gli ayattolah, l’elenco sarebbe lungo, e, per restare in Italia, in versione per ora tragicomica, Salvini, Vannacci e Meloni, non sono figure fuoriuscite per caso dalla storia, pecore nere fuori controllo, ma degli autentici prodotti del tempo a cui le borghesie guardano con attenzione e di cui già si servono nello scontro di classe.[1]

Le guerre e le oppressioni

Continua in un silenzio drammatico il genocidio dei palestinesi da parte del governo sionista israeliano a Gaza e sempre più anche in Cisgiordania; si sviluppano le sue operazioni militari e stragiste ormai in profondità nel Libano nell’ambito del progetto del Grande Israele e di una posizione coloniale dominante in tutto il Medio Oriente, La guerra scatenata da Trump e Netanyahu contro l’Iran, si allarga ed si estende ogni giorno al d là dei proclama di “fine del conflitto” che, un giorno si e un giorno no, arrivano da Washington. Le ripercussioni sul sistema mondo, sull’economia mondiale sono enormi e non pesano certo sulle compagnie petrolifere che anzi hanno aumentato i loro profitti, ma sulle condizioni di vita e di sopravvivenza delle classi popolari e dei paesi più deboli. Ma anche in Africa l’immane tragedia del Sudan continua e i conflitti militari si moltiplicano ed altri conflitti si manifestano in Asia. Davvero un mondo sempre più in fiamme.

In Europa, la guerra in Ucraina continua implacabile; ormai siamo a 4 anni e mezzo dall’aggressione del neozarismo russo del febbraio 2022; la fine della guerra non si vede, ma anzi lo scontro si estende ogni giorno. Mosca bombarda incessantemente le città ucraine ed ora anche Kiev, sempre più anche potenza militare, è in grado di colpire in territorio russo. Difficile credere, come si fa dalle due parti che qualcuno possa vincere, o che si possa conquistare “una pace giusta”, formula che serve ormai solo a continuare la guerra e a produrre più armi quando le realtà sociali dei due paesi sono sempre più in sofferenza, se pure ancora in forme diseguali.[2] Forse la “pace giusta” per i due paesi è proprio quella che si può produrre solo con un “compromesso imperfetto”, che liberi le due società dal nodo scorsoio della guerra.

Solo che le classi dominanti in Europa stanno lavorando in altra direzione. Per i loro governi la guerra può anche continuare perché è la condizione migliore per avanzare nel progetto di riarmo dell’Europa capitalista. Costoro sono arrivati alla conclusione che la risposta alle difficoltà delle loro economie sta nello sviluppo ulteriore dell’industria bellica e che questa è una modalità indispensabile per collocarsi nello scontro interimperialista. In primo luogo contro la Russia (molto volte si dimenticano che la Russia è parte dell’Europa), poi in contrasto con la Cina, ma poi anche in alleanza conflittuale con l’alleato statunitense nella Nato.

La mistificazione della corsa al riarmo e sui migranti

L’operazione ha bisogno di tante mistificazioni e di una ideologia tanto volgare quanto totalizzante attingendo al peggio della storia dell’umanità: “Se vuoi la pace, devi preparare la guerra”, quasi che la storia secolare del continente non indichi che questa sia la strada più breve per produrre atroci conflitti. E come sempre è avvenuto, fior fiore di intellettuali si prestano a sposare la causa del riarmo. 

Bisognerà spendere molti soldi per fare i missili, il costo dovrà pesare sulle spalle delle classi lavoratrici popolari; bisogna quindi sviare la consapevolezza e la rabbia di costoro in altra direzione: nazionalismo e razzismo sono moneta a buon mercato e cosa c’è di meglio di una stantia ideologia razzista contro i migranti, contro gli “invasori” che minacciano la nostra civiltà bianca, patriarcale, cristiana e securitaria, anzi poliziesca. Si legga utilmente: https://transform-italia.it/delle-guerre-ibride-dal-kosovo-a-ceuta/

Il massimo di viltà, arroganza, violenza e crudeltà di fronte alla sofferenza dei giovani e dei giovanissimi migranti marocchini, i governi e i media europei lo hanno infatti espresso nella vicenda di Ceuta. Rimandiamo al testo delle nostre compagne e compagni di Anticapitalistas che tratteggia le responsabilità di tutti i governi europei e di quello marocchino e la crudeltà delle frontiere.

E nella gara per il peggiore, Meloni e il suo governo hanno finalmente potuto primeggiare su tutti i paesi d’Europa, scontrandosi con il governo spagnolo e scuotendo un poco il trattato di Schengen. E’ il terreno prediletto delle destre italiane su cui da sempre lavorano, trovando ora nuove alleanze (vedasi la convergenza tra Meloni e la socialdemocratica (socialdemocratica?) danese e una maggiore corrispondenza con la commissione europea sempre più a destra. La democrazia liberale e le costituzioni democratiche e dei diritti del secondo dopoguerra vengono erose un passo dopo l’altro. Vedasi: https://anticapitalista.org/2026/08/11/controrivoluzione-moderna-e-fascismo/

Il nero governo

Questo governo di anime nere, dopo la sconfitta referendaria, grazie a una debole opposizione ha ripreso vigore e iniziativa, avanza sul terreno dell’autonomia differenziata, e soprattutto agisce sui due terreni che considera più favorevoli per ottenere consensi e sostegno, l’ordine pubblico e la repressione contro i movimenti sociali e i giovani che si rivoltano alla ipocrisia, falsità e violenza del potere (vedi la Valle di Susa) da una parte e dall’altra contro “l’invasione” dei migranti. Si legga l’articolo di Marco Revelli.

Un governo negazionista del riscaldamento climatico, incapace di prendere qualsiasi misura di fronte alla terribile canicola che colpisce i più deboli, gli anziani e alle periferie delle città che bruciano, incapace anche sul piano economico di intervenire efficacemente sul costo dei prodotti energetici, insensibile agli omicidi quotidiani sui luoghi di lavoro (anzi sta preparando una modifica legislativa che libera le aziende madri da ogni responsabilità per gli incidenti) riesce in questo modo a mantenere consensi e sostegno. Gli esponenti governativi e i loro tirapiedi dei media straparlano come folli, ma è purtroppo anche una follia la quantità di persone, tra cui molti lavoratori, che corrono dietro ai loro falsi bersagli. E’ un comportamento “perverso” conosciuto anche in altri tempi: Trotsky la definiva “disperazione controrivoluzionaria”, altri oggi parlano di una estrema destra che sta vincendo la battaglia per la leadership della frustrazione verso una radicalizzazione reazionaria».

In ogni caso si avvicina il tempo della legge di bilancio e sarà più difficile per Meloni mantenere alcune regalie ai settori di media e piccola borghesia, anche perché bisognerà tagliare su pensioni, spesa sociale, assistenza, per garantire il forsennato aumento verso il 5% del PIL della spesa militare come Trump, Nato ed UE chiedono. Scrive il Manifesto “Il governo Meloni usa la flessibilità di bilancio per mascherare un enorme aumento della spesa militare e una transizione energetica fasulla, presentandola come risposta alla crisi, mentre i cittadini pagano i rincari e l’austerità”. Una cambiale da 35 miliardi. Complessivamente: per il clima 9,3 miliardi in sei anni, per la guerra 498 in nove per arrivare al 5% del Pil.  Brevi articoli ci informano poi che le banche, con in testa Banca Intesa, denunciano un primo semestre di ricavi e di profitti senza precedenti. 

Il fronte largo e le sue impasse

Sembrerebbe difficile, ma non impossibile, in questo contesto, costruire una forte opposizione sociale e politica, ma ad oggi sembra che i due principali partiti di opposizione parlamentare Pd e M5S non ne siano capaci, balbettano e si dividono al di là di qualche foto unitaria, pensando solo alle “primarie”.

La realtà è che non sono capaci, né vogliono contribuire a mettere in piedi un forte mobilitazione sociale e neppure sono capaci e soprattutto non vogliono produrre una piattaforma programmatica fortemente alternativa, radicale nei contenuti sociali ed economici, quindi una piattaforma decisamente antiliberista, magari con qualche punta anticapitalista, che non farebbe male. E neppure sono in grado di dire unitariamente un NO al riarmo.

Non vogliono e neanche ci pensano di fare quello che stanno facendo alcuni esponenti della sinistra del Partito democratico americano che hanno varato programmi sociali antiliberisti, attrattivi per ampi settori popolari e quindi efficaci per tagliare l’erba sotto i piedi ai trumpiani.

Il fatto è che le forze politiche social liberiste che hanno governato gran parte dei paesi occidentali negli ultimi 30 anni sono incapaci di trarre la lezione di venti anni di politiche liberiste e di austerità, che hanno rimpolpato i profitti a scapito di salari e pensioni producendo malcontento, e demoralizzazione sociale, aprendo per questa via le porte alla demagogia reazionaria delle destre. E Conte e la Schlein, per non parlate delle componenti più moderate del suo partito, restano del tutto interni a questa logica politica. Non lasciano dubbi nelle loro interviste sui giornali. Vorrebbero costruire l’alternativa alle destre direttamente insieme alla borghesia democratica, che naturalmente si tiene stretti i suoi interessi economici ed è tirata a destra dalle dinamiche internazionali.

Per di più dentro e intorno al campo largo si affollano arrivisti, politicanti, servitori più o meno diretti di qualche settore borghese e le correnti politiche del “centro estremo”, che lavorano attivamente per condizionarne in senso moderato le piattaforme politiche e poi ancora di più le scelte concrete prima e dopo le elezioni. AVS avrà assai da fare e penare per cercare di cavare fuori qualcosa di realmente di sinistra, anche se qualche buona parola forse le sarà data nella stesura finale del programma per evidenti ragioni tattiche.

Per altro tutti questi partiti e soggetti sono assai passivi di fronte alla nuova proposta di legge elettorale che come le altre ultime due, con cui per altro si è votato, appare decisamente antidemocratica e anticostituzionale. Non si può combattere la proposta di legge delle destre, difendendo l’attuale legge per altro bocciata dalla Corte Costituzionale. Una vera proposta di legge democratica proporzionale, sembra non venire in mente a nessuno, fosse anche solo per propaganda. 

Davvero pericolose queste scelte e queste inadeguatezze di PD e 5S che rischiano di produrre una nuova vittoria elettorale delle estreme destre, un evento che andrebbe assolutamente evitato, estremamente pericoloso perché un nuovo mandato popolare permetterebbe a costoro di portare a termine il loro progetto di restaurazione istituzionale, politica ed ideologica, compreso lo stravolgimento completo delle istituzioni democratiche della Costituzione e una involuzione autoritaria del paese dalle conseguenze oggi difficilmente individuabili, di certo estremamente gravi per il futuro delle classi lavoratrici.

Verso l’autunno

Anche il quadro sindacale lascia perplessi.

Da tempo la Cisl si è affiancata al governo e la UIL, a partire dall’autunno delle grandi manifestazioni contro il genocidio a Gaza, anche. La CGIL è stata parte dei movimenti, debole nella costruzione della mobilitazione contro la finanziaria e successivamente incapace e in difficoltà nel dare continuità alla lotta sociale e sindacale e quindi anche di opposizione a questo governo reazionario dei padroni. 

All’improvviso a luglio ci troviamo con una ritrovata unità delle 3 Confederazioni che si esprime in una trattativa con la Confindustria e le altre associazioni padronali collegate, in cui hanno deciso di arrivare a breve in autunno a definire comuni regole per la rappresentanza e la gestione dei contratti.

C’è da mettersi le mani nei capelli e da nutrire preoccupazione su come questa storia andrà a finire. Nella CGIL l’adesione a questo percorso vede l’opposizione della sola corrente di sinistra “Le radici del sindacato” mentre tutto il resto del gruppo dirigente comincia a litigarsi invece sugli assetti degli apparati per il prossimo congresso! Certo la CGIL proporrà una mobilitazione sociale, prevista per la fine di ottobre, di sabato; non è chiaro quale sarà la lotta rivendicativa vera e propria. Ci sarà forse il tradizionale e simbolico sciopero generale in dicembre sulla finanziaria a giochi fatti. Si vedrà. Sembra tutto orchestrato solo per sostenere il campo largo, ma forse, ed è peggio ancora, questa architettura è costruita pensando che di certo il centro sinistra vincerà le elezioni!? 

Per la nostra organizzazione i compiti sono abbastanza semplici e chiari. Lavoriamo con movimenti e partiti per costruire la mobilitazione sociale e di lotta contro le politiche capitaliste, contro le misure del governo, per la difesa dei diritti, dei salari, della occupazione contro le politiche di guerra e contro il riarmo e le spese militari, contro il razzismo il nazionalismo, il patriarcato. Condividiamo il piano di lavoro espresso dalla Rete No Kings nella assemblea di Genova. E parteciperemo alla nuova assemblea del 4 ottobre. In particolare sosteniamo le giornate europee contro il riarmo. E poi naturalmente ci sarà la lotta contro la finanziaria del governo. 

Più che mai si tratta di tenere insieme rivendicazioni sociali ed economiche con quelle per i diritti, per la partecipazione democratica, per l’unità di tutte/i le/gli sfruttate/i ed oppresse/i, per l’unità di chi è nato e vive da sempre nel paese e chi migrante lo ha raggiunto. 

In preparazione dell’autunno di lotta auspicato diamo appuntamento alla nostra terza Università estiva, un momento di socialità e di dibattito, con cui certo non cambiamo il mondo, ma in cui proviamo a fornire a un centinaio di militanti ed attivisti alcuni strumenti di comprensione e di intervento politico e sociale.

Venite anche voi. Vi troverete bene, ecco il programma.

Note

[1] Di fronte ai governi  borghesi democratici dell’Europa che vedevano in Hitler una specie di “imprevedibile Satana, proiettato fuori dall’inferno” nel  maggio 1940 Trotsky scriveva. “Questo epilettico tedesco con una macchina calcolatrice nel cranio e un potere illimitato nelle sue mani non giunge dall’interno né dal cielo. Non è che la personificazione di tutte le forze di distruzione dell’imperialismo.” Trump, Musk e il loro “assurdo” entourage non sono altro che il prodotto delle contraddizioni e del relativo declino dell’imperialismo americano in questa fase storica. Anche loro hanno un potere distruttivo immenso.

[2] Significativo della situazione russa è il fatto che il regime,  per evidente paura, abbia escluso dalle elezioni l’unica formazione che si oppone alla guerra in corso e ne chiede l’immediata cessazione; significativo nella situazione ucraina sono i sempre più numerosi episodi in cui i giovani cercano di sfuggire alla leva e la volontà dei governi occidentali di far decadere la condizione di rifugiato ai giovani ucraini emigrati in età di arruolamento per costringerli a ritornare in patria.

Suspicious object on rail tracks in Germany did not contain explosives: police

13 Agosto 2026 ore 13:11
German police said on Thursday that a suspicious object found on rail tracks in a Bavarian ‌town did not contain explosives, as initially feared. Earlier on Thursday, buildings near the object were evacuated in the town of Treuchtlingen for the item to ⁠be moved safely by a robot. Experts had earlier taken ‌X-ray images of the object that was found in the southern ‌part of the town. The public ⁠had ⁠been urged to steer clear of the area, which ‌was cordoned off, police also said on social...

MIVAR 12BN2V, mettiamoci le mani e vediamo com'e' combinato #mivar #vlog #diy #repair

13 Agosto 2026 ore 13:00

💾

Sostieni questo canale: https://tinyurl.com/asbesto

#vlogger #vlogs #faidate #diy #diycrafts #laboratorio #repair #repairing #righttorepair #restoration #amazing #hacker #hack #laboratorio #lab #electronic #science #asmr
#travel #viaggio #viaggiare #travelvlog #musif #miai #computermuseum #museoinformatica #museo #museum #computerhistory #seleco #zanussi #tv #laboratorio

Per maggiori informazioni: https://miai.musif.eu

Mi sveglio troppo presto, sposto cose, getto la spazzatura all'isola ecologica e porto i MIVAR al Museo, ma sugli scaffali ce n'e' un altro.
Questo bel tv piccino MIVAR 12BN2V era al Museo e mi sa che e' il momento di vedere insieme se funziona ed eventualmente AGIRE.

*OCCHIO al mio AMAZON SHOP! https://www.amazon.it/shop/asbestomolesto*

*Le mie attrezzature le trovate nel mio negozietto AMAZON:*
Queste sono tutte cose che USO GIORNALMENTE e di cui sono molto soddisfatto :)

*TRASMETTITORE RADIO AM* : https://it.aliexpress.com/item/1005005593010774.html

*NASTRO AUTOAGGLOMERANTE* : https://amzn.to/3KKJ912
*Scheda SD CARD Veloce* : https://amzn.to/3WNSKLI
*Saldatore* economico ma funzionale: https://amzn.to/43MSuxZ
*Stagno* 60/40 OTTIMO *NON-RoHS*: https://amzn.to/4cBf290
*Trecciola dissaldante: https://amzn.to/3PNsgWj*
*Flussante* Amtech NC-559-V2-TF: https://amzn.to/43DPAvo
*Pasta per saldature* elettroniche: https://amzn.to/43GAN39
*Disossidante* per saldature: https://amzn.to/4axQagu

*Tester digitale* UNI-T UT139C: https://amzn.to/43HeKZX
*Oscilloscopio portatile* : https://amzn.to/4acVQwx
*Cassettiera portacomponenti* : https://amzn.to/4cwPObX
*Masterizzatore M-DISC Blueray* : https://amzn.to/3IZ3VJj

*Antenna MINI WHIP* : https://amzn.to/4aDnnHx
*ALTRA ANTENNA MINI WHIP*: https://amzn.to/43NHReh
*Ricevitore SDR*: https://amzn.to/3TLirJR

*Display Voltmetro 0-30Vdc* : https://amzn.to/3xepanL
*XHDATA D-808* radio onde corte AM/FM/Airband/ETC: https://amzn.to/43EutZS
*Evaporust* : https://amzn.to/3xaNRBy
*Caricabatterie solare* USB etc: https://amzn.to/43Cn39D
*Rotelle per sedia* : https://amzn.to/49kSrKZ

*Le mie attrezzature VEVOR ed i codici per acquistarle con sconti:*
CODICE DI *SCONTO 5%* su tutti i prodotti VEVOR: VVSALE5

*Termocamera infrarossi* VEVOR SC240N: https://s.vevor.com/bfQsoD
*Pulitrice ad ultrasuoni* VEVOR da 10 litri: https://s.vevor.com/bfQgEk
*Telecamera endoscopica* VEVOR 5 metri 3 telecamere: https://s.vevor.com/bfQbze

*BRAKLEEN pulitore freni* : https://amzn.to/3VGjgX0
*Cavo adattatore da OBD2 a OBD 3 pin* : https://amzn.to/43I4zUY
*Cavo diagnostico OBD per PANDA 141* ed altre auto storiche: https://amzn.to/3xiD9co
*Adattatore Da Attacco H4 HS1 A H5 R2 G40* : https://amzn.to/4cAByPf
*Lampade Philips RacingVision GT200 H4* per Panda 141: https://amzn.to/3xipx0O
*Imbottitura sedile panda 141 seduta* : https://amzn.to/4cAMLPT

*CINEBASTO Riscaldatore DIESEL* 8KW VEVOR lo trovate qui:
DALL' ITALIA site https://s.vevor.com/bfQHz0
EUROPA site https://s.vevor.com/bfQEk2
GERMANY site https://s.vevor.com/bfQHz9
CODICE DI SCONTO VVS10 RISPARMIA 10€ !!!

Se vi interessa il VEVOR, , guardate la serie completa!
PARTE 1: https://www.youtube.com/watch?v=A9xgrcAC4_8
PARTE 2: https://www.youtube.com/watch?v=mwhiqrgUQck
PARTE 3: https://www.youtube.com/watch?v=LVSfAheBhYk
PARTE 4: https://www.youtube.com/watch?v=9DlC6uSOrno
PARTE 5: https://www.youtube.com/watch?v=hdMPFVHCf7w
PARTE 6: https://www.youtube.com/watch?v=yjk9LYeo7dI

_In qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei: aiuterete il canale a crescere!_

Forescout Launches Rapid Insight Assessment to Uncover Hidden Cyber Risks

13 Agosto 2026 ore 13:04

Forescout has launched a new Rapid Insight Assessment designed to help organisations uncover hidden assets, network blind spots, and security exposures as artificial intelligence accelerates vulnerability discovery.

The new assessment combines external analysis with passive network monitoring to give security teams a clearer picture of their attack surface. Forescout says the service can deliver actionable findings within days, helping organisations identify and prioritise risks before attackers exploit them.

The launch comes as security teams face the challenge of managing increasingly complex environments. Unmanaged devices, shadow assets, exposed services, and gaps in network visibility can all create opportunities for attackers.

At the same time, advances in AI are making it possible to discover and exploit vulnerabilities faster.

Finding security exposures before attackers do

The Rapid Insight Assessment uses open-source intelligence to examine an organisation’s external exposure. For internal assessments, Forescout can also deploy its portable Flyaway Kit to passively observe network activity without disrupting operations.

The Flyaway Kit provides visibility across IT, OT, IoT, cyber-physical systems, and unmanaged devices, including assets within remote and air-gapped environments.

The assessment can identify internet-facing remote access services, exposed administrative interfaces, previously unknown network devices, risky communications, and unmanaged OT and IoT assets.

It can also provide more detailed asset intelligence and identify devices associated with Known Exploited Vulnerabilities.

AI is shrinking the window for defenders

Craig Weimer, Vice President and General Manager of Americas at Forescout, said the increasing ability of AI systems to carry out cyber tasks is changing how quickly organisations need to identify security weaknesses.

“When an AI system can discover, connect, and exploit vulnerabilities on its own, the idea of an autonomous attacker is no longer just a future concern,” Weimer said.

He pointed to recent public disclosures from OpenAI, Anthropic, and Meta showing that frontier AI models can perform complex, multi-step cyber tasks against real environments with limited human involvement.

“The message for defenders is clear: the window between exposure and exploitation is getting smaller, and organisations need a complete understanding of their attack surface before adversaries find it first,” he added.

Tackling network blind spots

One of the challenges facing security teams is that they cannot protect assets they do not know exist. This becomes particularly difficult across large or distributed environments where new devices and services can appear without being captured by existing security processes.

Forescout says its Rapid Insight Assessment is intended to provide organisations with a faster way to uncover these gaps without lengthy assessment cycles.

“Organisations can’t afford assessment cycles that take months when hidden exposures, network blind spots, and unknown assets can quickly become opportunities for attackers,” Weimer said.

“The Rapid Insight Assessment gives organisations a fast, efficient way to see their most critical security risks and exposure gaps, delivering clear, actionable findings in days so they can address exposures before they become security incidents.”

As AI gives attackers greater speed and automation, gaining an accurate view of the attack surface could become increasingly important. For defenders, finding hidden exposures before an adversary does may prove critical to reducing the opportunity for an attack in the first place.

Learn more and request your free Forescout Rapid Insight Assessment.

The post Forescout Launches Rapid Insight Assessment to Uncover Hidden Cyber Risks appeared first on IT Security Guru.

BUFERA SALVINI: "CHI LO HA CONTESTATO NON HA SENTITO COS'HA DETTO LA MOGLIE DI DE ANDRÉ"

13 Agosto 2026 ore 12:47

💾

▷ AIUTA L'INFORMAZIONE LIBERA, SOSTIENICI: https://donazioni.radioradio.it/

Il 9 agosto scorso, durante il tradizionale omaggio a Fabrizio De André organizzato nell'ambito del festival Time in Jazz all'Agnata, la tenuta del cantautore in Gallura, una spettatrice ha contestato la presenza del vicepremier Matteo Salvini al concerto di Diodato, lasciando la platea prima della fine dell'esibizione. A calmare gli animi è stata la padrona di casa, Dori Ghezzi. Presa la parola al microfono, la vedova del cantautore ha respinto la protesta pur restando, nelle sue parole, "sempre di sinistra". "Io la penso diversamente - ha detto - però è giusto creare un dialogo, altrimenti non saremmo più un paese democratico". L'intervento è stato accolto da un lungo applauso, compreso quello dello stesso Salvini. Di segno opposto la reazione, arrivata poche ore dopo sui social, della nipote Alice De André, secondo cui il nonno non avrebbe mai tollerato la scena e avrebbe interrotto lui stesso il concerto.

▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/

UK Cyber Attacks Jump 26% Year-on-Year as Ransomware Activity Doubles Globally

13 Agosto 2026 ore 12:57

UK organisations were hit by an average of 1,597 cyber attacks per week each in July 2026, a 26% increase year-on-year, according to new data from Check Point Research, the threat intelligence arm of Check Point Software Technologies. The growth rate outpaced the 16% year-on-year rise recorded globally, even though UK attack volumes remained below the worldwide average of 2,336 weekly attacks per organisation.

The figures form part of Check Point Research’s Global Threat Intelligence report for July 2026, which found that cyber risk is accumulating across multiple fronts at once: rising attack volumes, a sharp acceleration in ransomware activity, and growing exposure from the use of generative AI tools in the enterprise.

In the UK, Education, Energy & Utilities, Software, Government, and Media & Entertainment were named as the five most targeted industries in July, reflecting attackers’ continued focus on sectors that hold sensitive personal data, run critical national infrastructure, or present broad, distributed attack surfaces.

Global attacks keep climbing

Worldwide, organisations faced an average of 2,336 weekly cyber attacks in July, up 3% month-on-month and 16% year-on-year. Education remained the most targeted sector globally, averaging 4,848 weekly attacks per organisation, up 14% year-on-year. Government followed with 3,044 attacks and Telecommunications with 2,927, while Energy and Utilities rose 20% to 2,759 attacks and Hospitality, Travel and Recreation entered the global top five with 2,614 attacks, up 28%, likely reflecting increased exposure during the summer travel period.

Regionally, Latin America recorded the highest attack volume, with 3,561 weekly attacks per organisation, up 19% year-on-year, followed by APAC at 3,316. Europe stood out for its rate of growth, with attacks up 18% year-on-year to 2,051 per organisation, ahead of North America’s 9% rise to 1,613.

Ransomware breaks from its earlier pattern

The sharpest shift in July came from ransomware. Reported victims reached 964 globally, up 87% year-on-year and 49% from June, marking a decisive break from the first half of 2026, when monthly ransomware activity averaged around 672 incidents. Business Services was the most affected sector, accounting for 32.5% of reported victims, followed by Industrial Manufacturing at 14.4% and Consumer Goods and Services at 13.4%.

North America remained the most affected region for ransomware, accounting for 45% of reported incidents, followed by Europe at 28% and APAC at 17%. At country level, the United States continued to dominate the victim count with 39.4% of reported attacks, followed by Germany, Canada, the United Kingdom and Italy.

The Gentlemen and Qilin were the most prevalent ransomware groups in July, each responsible for 14% of published attacks, while DeadLock climbed to third place with 10% and 97 reported victims, highlighting continued churn in the ransomware ecosystem.

GenAI exposure becomes a daily business risk

The report also highlighted the growing data exposure risk posed by generative AI tools. One in every 36 prompts sent from enterprise networks carried a high risk of sensitive data leakage, and 88% of organisations that regularly use GenAI tools were affected by high-risk prompt activity. Organisations used an average of eight GenAI tools in July, with individual users generating 95 prompts on average during the month.

Personal data was the most common sensitive category exposed, appearing in 70% of organisations, followed by financial data and network and IT infrastructure information, each present in 68% of organisations.

Email also remained a high-volume risk channel: one in every 128 emails, or 0.78%, was classified as phishing in July, with a further 20% falling into unwanted or risky categories such as graymail, spam and suspicious messages.

“Cyber risk is accumulating across multiple fronts”

“July’s data shows that cyber risk is accumulating across multiple fronts at once,” said Barnaby Nickels, regional sales manager for UKI & North EU at Check Point Software. “Attack volumes continue to rise, ransomware has accelerated sharply, and GenAI exposure is now part of daily business activity. Organisations need prevention-first, AI-driven security that protects networks, users, data and AI workflows before attacks can cause impact.”

For UK organisations, the message lands with particular urgency. With attack growth outpacing the global average and sectors ranging from education to critical infrastructure squarely in attackers’ sights, security teams are being urged to strengthen defences across network, cloud, endpoint, email and AI usage rather than relying on any single layer of protection.

The post UK Cyber Attacks Jump 26% Year-on-Year as Ransomware Activity Doubles Globally appeared first on IT Security Guru.

US accuses Chinese exporters of masterminding ‘Great Transshipment Scam’

The Trump administration on Thursday released a sharply worded report accusing Chinese exporters of orchestrating a system of “illegal transshipment” through more than 40 third countries to dodge US tariffs, branding the practice “The Great Transshipment Scam”. The 25-page document claims Chinese firms have systematically diverted goods through lower-tariff jurisdictions since the US kicked off its trade war with China in 2018. It alleges that exporters use limited assembly, relabelling,...

US accuses Chinese exporters of masterminding ‘Great Transshipment Scam’

The Trump administration on Thursday released a sharply worded report accusing Chinese exporters of orchestrating a system of “illegal transshipment” through more than 40 third countries to dodge US tariffs, branding the practice “The Great Transshipment Scam”. The 25-page document claims Chinese firms have systematically diverted goods through lower-tariff jurisdictions since the US kicked off its trade war with China in 2018. It alleges that exporters use limited assembly, relabelling,...

Twitch feeds your streams to Amazon's AI unless you tell it to stop

13 Agosto 2026 ore 12:32
Twitch has given streamers a switch to stop their channel content being fed into Amazon's generative AI machinery, but naturally it is turned on by default. The Amazon-owned streaming platform has added a "Training for Generative AI" control to channel settings, allowing streamers to opt out of having their content used for future GenAI model improvements. With the setting enabled, Twitch says channel content – including livestreams, videos on demand, clips, highlights, text, images, and chat messages – may be used to train Amazon's generative AI models. The benefits aren't confined to Twitch either, as the company says the resulting models may also be used elsewhere in the Amazon empire. For example, Twitch says audio from streams could be used to refine speech-to-text models, improving captions on Twitch as well as "across Amazon." Streamers who would rather not contribute their channels to Amazon's AI ambitions can opt out, but they'll need to do it themselves. Twitch has helpfully enabled the setting by default. Twitch chief product officer Mike Minton offered a refreshingly uncomplicated explanation for that decision during a livestream discussing the changes: "If it was opt-in, nobody would opt in," he said. "That's honestly the answer. So it's going to be on by default." The new control also doesn't mark the beginning of Amazon using Twitch material to build AI. According to Ars Technica, Minton confirmed at an event hosted by The Information in 2024 that Amazon was already using Twitch data to train AI models. What's changed is that Twitch users now have a dedicated way to tell it to stop using their content for future generative AI training. There are some wrinkles, naturally. The channel owner's setting determines whether messages posted in its chat can be used, so opting out on your own channel does not protect what you type in somebody else's if that streamer leaves training enabled. And Twitch's wording is conspicuously forward-looking: opting out means content won't be used for "future" GenAI model improvements. The company doesn't say that flicking the switch somehow extracts anything that has already made its way into a model. The Register has asked Amazon which of its AI models have been trained on Twitch content, how long it has been using the data, and whether opting out has any effect on material already used for training. We've also asked whether models trained on Twitch content are used in products available to Amazon customers or third parties. For now, Twitch creators finally have a way to keep their content off Amazon's generative AI training menu. All they have to do is find the switch Amazon would plainly rather they left alone. ®

La scuola si svaluta perché è stato svalutato il lavoro

13 Agosto 2026 ore 12:30
Scuola, lavoro, sapere e orientamento sindacale Lavorando nella scuola, difficilmente si riesce a sfuggire alla netta impressione, che solo a volte riesce a farsi piena consapevolezza, del suo declino. Il senso comune tende normalmente ad attribuirlo alla perdita di autorevolezza...
Vedi l'articolo

Fino al 26 agosto per i soci Unicoop Firenze 50% di sconto sulle pere cosce

13 Agosto 2026 ore 12:16

Una spesa ancora più buona, conveniente e di qualità per i soci Unicoop Firenze. 

Fino al 26 agosto per i soci Unicoop Firenze 50% sconto sulle pere cosce nella confezione da 1,5 kg.

L’impegno di Unicoop Firenze

Questa promozione si aggiunge ed è in continuità con l’impegno costante della cooperativa a difesa del risparmio dei propri soci e clienti. Tra le ultime iniziative anche quella partita il 12 marzo 2026 “Conviene ovunque“: i prodotti più scelti di uso quotidiano dai soci e clienti allo stesso prezzo conveniente in tutti i punti vendita della Cooperativa.

La Cooperativa nel corso del 2024 ha riservato sconti ai propri soci per circa 118 milioni di euro sui prodotti alimentari e per 13 milioni di euro sui prodotti extra alimentari, con uno sconto medio per socio pari a 125 euro. Nel 2024 le vendite in favore dei soci sono ammontate al 80,1% del totale dei ricavi per vendite e prestazioni, il che significa che i soci sono i primi beneficiari dell’impegno della Cooperativa a tutela del potere di acquisto.

A tali sconti si aggiunge il vantaggio, riservato ai soci, dell’accumulo dei “punti spesa” maturati sugli acquisti effettuati; questo si concretizza nella possibilità per il socio di beneficiare di un abbattimento dello scontrino pari al valore dei punti spesa maturati. Complessivamente i soci che hanno beneficiato nel 2024 di sconti a loro riservati sono stati 1.040.864.

L'articolo Fino al 26 agosto per i soci Unicoop Firenze 50% di sconto sulle pere cosce proviene da Informatore.

WEC | Pourchaire saluta Peugeot aprendo il valzer dei posti sulla 9X8

13 Agosto 2026 ore 12:13
In casa Peugeot non si lavora solamente sulla versione profondamente rivisitata della 9X8, che nei giorni scorsi ha cominciato a macinare i primi km al Paul Ricard in vista della prossima annata del FIA World Endurance Championship.
Sul tavolo delle discussioni future c'è anche l'allestimento della nuova squadra, che nel 2027 cambierà per almeno metà degli equipaggi attualmente schierati. Ad ...Continua a leggere

Weekendissimi Coop: settimo appuntamento

13 Agosto 2026 ore 12:04

Sesto appuntamento con la convenienza dei “Weekendissimi Coop”: fino al 16 agosto 40% di sconto su tutti gli hamburger.

Con gli “Weekendissimi Coop”, infatti, fno al 23 agosto, ogni settimana, dal giovedì alla domenica, 40% su una selezione di prodotti del macelleria.

Un impegno costante

Questa promozione si aggiunge ed è in continuità con l’impegno della cooperativa Unicoop Firenze a difesa del risparmio dei propri soci e clienti. «Anche in questo momento così complicato, attraverso iniziative promozionali straordinarie e una costante politica di contenimento dei prezzi di vendita», come ha affermato Giulio Bani, direttore amministrazione di Unicoop Firenze, nell’articolo pubblicato a pagina 5 dell’Informatore di giugno 2026. «La Toscana è la regione con i prezzi più bassi d’Italia (indice 96,7 contro 100, fonte Nielsen) e le prime 5 province più convenienti (Arezzo, Firenze, Lucca, Pistoia e Prato) sono territori in cui operiamo stabilmente».

Tra le iniziative anche quella partita il 12 marzo 2026 “Conviene ovunque“: i prodotti più scelti di uso quotidiano dai soci e clienti allostesso prezzo conveniente in tutti i punti vendita della Cooperativa.

Nel corso del 2025 gli sconti e i punti spesa hanno raggiunto un totale di 162 milioni di euro, grazie alle tante iniziative commerciali destinate esclusivamente ai soci, come ad esempio, la campagna dell’olio, i prodotti in esclusiva, i buoni spesa da 5 euro, lo sconto del 10% su una spesa a dicembre. Mediamente ciascun socio ha usufruito di uno sconto esclusivo pro capite di 113 euro.

L'articolo Weekendissimi Coop: settimo appuntamento proviene da Informatore.

Tre scenari americani per Cuba

13 Agosto 2026 ore 10:18

Gli Stati Uniti puntano a schiacciare l’isola, ormai quasi Stato fallito. Washington cerca una transizione alla venezuelana, ma controspionaggio locale, carenza di leader disposti a scendere a patti e difficoltà di catturare Raúl Castro complicano la situazione. Dalla continuità castrista all'intervento militare, tre possibili esiti per il futuro. 

Trieste, città a sovranità sospesa

12 Agosto 2026 ore 15:33

Lo status del capoluogo giuliano è un problema storico irrisolto. I documenti riservati della diplomazia americana e il ruolo cruciale dell’occupazione militare britannica. Come le grandi potenze possono sfruttare un regime giuridico ibrido risalente alla guerra fredda. Il disordine mondiale e il disimpegno americano aprono scenari inediti.

Saudi-Turkey-Pakistan Mecca pact ‘far from’ Nato-style defence alliance

The security pact signed on Friday by three of the world’s most powerful Muslim nations with a vow to enhance collective deterrence remains far from what many are calling an Islamic Nato, according to experts. The Mecca Joint Defence Agreement between Saudi Arabia, the Persian Gulf’s top oil exporter, Nato member Turkey and Pakistan, a nuclear-armed South Asian state, would be challenged by diverging strategic interests and weak mutual defence capacity, they said. The Mecca pact’s statement that...

Saudi-Turkey-Pakistan Mecca pact ‘far from’ Nato-style defence alliance

13 Agosto 2026 ore 12:22
The security pact signed on Friday by three of the world’s most powerful Muslim nations with a vow to enhance collective deterrence remains far from what many are calling an Islamic Nato, according to experts. The Mecca Joint Defence Agreement between Saudi Arabia, the Persian Gulf’s top oil exporter, Nato member Turkey and Pakistan, a nuclear-armed South Asian state, would be challenged by diverging strategic interests and weak mutual defence capacity, they said. The Mecca pact’s statement that...

Madrid rassicura Saic: la fabbrica della MG in Galizia si farà

13 Agosto 2026 ore 12:11
Saic Motor sembra aver superato uno dei maggiori ostacoli per la sua prima fabbrica europea. Il costruttore cinese ha già da tempo scelto la cittadina portuale di Ferrol, in Galizia, per costruire un impianto di assemblaggio per il marchio MG. Tuttavia, negli ultimi giorni è emersa una criticità che avrebbe anche potuto trasformarsi in un ostacolo insormontabile. In particolare, importanti testate spagnole hanno sollevato i potenziali rischi per la sicurezza nazionale legati alla vicinanza di una base navale della Marina militare al luogo scelto da Saic per il suo insediamento industriale. Il Ministero della Difesa è stato quindi costretto a intervenire per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio: il dicastero, per la parte di sua competenza nel processo autorizzativo, darà il suo via libera al progetto.   Il progetto e i dubbi spagnoli In particolare, Saic ha scelto un'area all'interno del porto di Ferrol per realizzare un impianto con una capacità annua fino a 120 mila veicoli: la produzione dovrebbe iniziare nel 2028, e l'investimento da 200 milioni di euro è destinato a creare 2.300 posti di lavoro diretti e indiretti. Tuttavia, il terreno selezionato dai cinesi è vicinissimo (appena 5 chilometri) all'arsenale militare di Ferrol e al cantiere navale di Navantia, impresa pubblica specializzata nella produzione di imbarcazioni militari. Pochi giorni fa, diverse testate, tra cui El Mundo ed El Pais, hanno lanciato un allarme sulla base di alcuni rapporti interni dell'Esercito e del servizi segreti spagnoli: alti funzionari hanno sollevato il problema della possibile minaccia alla sicurezza nazionale rappresentata dal progetto cinese e il rischio di spionaggio su importanti infrastrutture militari: Ferrol, infatti, è un porto chiave per la marina spagnola ed è un sito di manutenzione per le fregate F-100 (Classe lvaro de Bazán) impegnate nelle missioni della Nato. Secondo le varie testate, i funzionari temono che la Saic possa ottenere informazioni sensibili sui movimenti quotidiani della marina e che Ferrol perda lo status di porto sicuro in seno a Nato e Ue.  Le rassicurazioni Immediatamente dopo la diffusione delle indiscrezioni, la ministra della Difesa, Margarita Robles, ha contattato il presidente della Xunta galiziana, Alfonso Rueda, per fornire le necessarie rassicurazioni sul sostegno al progetto una volta sottoposto all'esame e all'approvazione del governo. Il Ministero della Difesa, secondo un portavoce del governo galiziano, è impegnato da mesi in trattative con Saic e non ha espresso "alcuna preoccupazione in merito alla sicurezza". Dal ministero sono arrivate conferme in merito, nonché un'importante precisazione: il progetto sarà soggetto all'approvazione di un Comitato per gli Investimenti Strategici, che, dal canto suo, potrebbe imporre delle condizioni su temi come, per l'appunto, la sicurezza: si tratterebbe di clausole già applicate ad altre aziende che operano in zone vicine a installazioni militari.Sul tema, tra l'altro, è intervenuto il Ministro per la Trasformazione Digitale e la Pubblica Amministrazione, scar López, che ha difeso il progetto di Saic e ha espresso la convinzione che non ci sarà alcun problema per la sua realizzazione. Tuttavia, non ha escluso che vengano stabilite delle "condizioni" per garantirne la fattibilità e il rispetto della sicurezza nazionale. "Questi investimenti vengono analizzati ed è possibile che vengano formulate una serie di raccomandazioni , dal punto di vista economico o della sicurezza, che verranno prese in considerazione e renderanno l'operazione fattibile", ha garantito López, sottolineando l'importanza del progetto e pertanto la necessità che il governo prenda in considerazione tutti gli aspetti economici, industriali, occupazionali "e anche di sicurezza nazionale".In altre parole, nonostante qualche dubbio ai piani alti dell'esercito, il progetto della Saic non sembra a rischio. Almeno per ora.

Louis Vuitton e Singer firmano due nuove Porsche 911 (esagerate)

13 Agosto 2026 ore 12:06
Tra le tante novità della Monterey Car Week ce n'è anche una che nessuno s'aspettava: Louis Vuitton ha collaborato con la Singer Vehicle Design per realizzare due special su base Porsche 911. Il punto di contatto tra l'officina californiana e la Maison francese è la La Fabrique du Temps in Svizzera, dove la genesi del progetto ha preso corpo attorno a un cronografo da plancia Tambour. Da lì, l'integrazione è diventata totale: un intero anno di ricerca e sviluppo è stato dedicato esclusivamente alla riprogettazione della strumentazione. Tachimetro, contagiri e manometri non sono solo semplicemente rivestiti di pelle, ma ripensati nei minimi dettagli grafici, con finiture in blu cobalto e arancione, indici e lancette che ricalcano l'estetica orologiera di lusso. Zero plastica La prima delle due vetture, la Porsche 911 Reimagined by Singer - Classic, è una coupé che celebra 172 anni di storia di Louis Vuitton. La livrea combina i colori iconici della maison parigina: zafferano, blu cobalto e giallo. Quest'ultimo non è casuale: è un omaggio ai bauli progettati per le spedizioni Citroën del 1924. Gli interni sono un trionfo di pelle naturale, trattata con le stesse tecniche di tintura dei bordi utilizzate per le borse più pregiate. Ogni elemento di plastica è stato bandito: pomelli, interruttori e bocchette d'aerazione sono realizzati di metallo rodiato (una lavorazione che migliora la finitura superficiale dei metalli non nobili), lavorati a mano con finiture lucide e satinate tipiche dell'alta orologeria. Persino i fori di ventilazione dei sedili, rifiniti a mano, riproducono il motivo del fiore Monogram tipico di Vuitton. Tetto apribile e parti d'oro Sotto la direzione di Nicolas Ghesquière, la Classic Turbo in versione cabriolet esplora invece un'estetica nautica. La carrozzeria è tinta in bianco Calcaire Lutétien (omaggio alla pietra parigina), impreziosita da dettagli di oro e legno pregiato. Il vano motore e il bagagliaio posteriore presentano una copertura di legno di teak verniciato, ispirata ai ponti dei motoscafi. Qui, l'orologio Tambour non è nel quadro strumenti, ma incastonato nella console centrale rivestita di pelle, accompagnato da una chiave d'accensione dorata. Il progetto si completa con dotazioni tecniche senza precedenti: sci di Titanal e acciaio, una tavola da surf di quercia e noce e un set di valigie su misura che include il celebre baule Bisten (nato nel 1892) e la borsa Keepall (1930), adattati millimetricamente agli spazi della 911 di Singer.

Fiat Grizzly, l'erede della 500X arriverà anche a 7 posti

13 Agosto 2026 ore 11:59
La novità più importante per Fiat da qui alla fine dell'anno è rappresentata dalle due Grizzly, la SUV e la Fastback, che segnano il ritorno della Casa torinese nel segmento delle sport utility medie: non a caso, sono considerate le eredi spirituali della 500X. Accanto a questi due modelli, che verranno svelati in via definitiva al Salone di Parigi, Fiat ha presentato due varianti della microcar elettrica Topolino, la Sport e la Vilebrequin Edition.Andiamo a scoprire le novità Fiat da qui alla fine del 2026. Fiat Grizzly Le linee della Fiat Grizzly sono semplici e ben proporzionate: il frontale e il posteriore si caratterizzano per l'originale firma luminosa a LED, che richiama il disegno di una scacchiera. Per questi modelli è stato realizzato anche un logo specifico, con l'immagine stilizzata di un orso. Sette le tinte carrozzeria tra cui scegliere. Lunga quattro 450 cm, la Grizzly ha proporzioni studiate per massimizzare lo spazio in altezza e il volume dell'abitacolo, così da garantire confort nei viaggi lunghi e agio per le famiglie (arriverà anche a 7 posti), che potranno sfruttare un bagagliaio particolarmente capiente. Questa sport utility sarà declinata anche in una versione Suv-coupé, la Grizzly Fastback: poco più lunga della sorella, 450 cm, nonostante il tetto spiovente e la coda slanciata promette 600 litri di capacità di carico e una praticità adatta alle necessità di tutti i giorni. Costruite sulla piattaforma Smart Car di Stellantis, condivisa con la Grande Panda, le due SUV avranno motorizzazioni benzina, mild hybrid ed elettriche. Le indiscrezioni parlano di un benzina da 101 CV, versioni full hybrid da 110 e 145 CV e di una elettrica da 156 CV con batteria da 54 kWh. Si tratta però di dati non ancora confermati ufficialmente, e che verranno diffusi solo a Parigi.Quanto costa: da circa 20 mila euroQuando arriva: fine 2026 Fiat Topolino Sport Non è più veloce o potente della Topolino normale, ma vuole distinguersi con un look più grintoso. La Fiat Topolino Sport Special Edition introduce un'estetica specifica: gli esterni offrono quattro colorazioni con strisce a contrasto, badge dedicati sui passaruota, copricerchi e cornici dei fari in nero opaco. Nell'abitacolo si trovano la strumentazione digitale, sedili neri e il vano Dolcevita Box rivestito di vinile effetto carbonio. La dotazione integra inoltre gli altoparlanti Bluetooth Monsterlino. Ha un motore elettrico da anteriore da 8,2 CV e una batteria da 5,4 kWh per 75 km di autonomia dichiarata.Quanto costa: in promozione da 10.550 euroQuando arriva: già disponibile Fiat Topolino Vilebrequin Collector's Edition La serie limitata della microcar torinese nasce dalla rinnovata collaborazione con il brand francese di beachwear, e sarà prodotta in 200 esemplari. Questa versione speciale punta su una livrea bicolore bianco-blu, portapacchi posteriore cromato e un tetto apribile di tela beige. L'abitacolo, di ispirazione nautica, ospita sedili di ecopelle bianca. Invariato il powertrain: motore elettrico da anteriore da 8,2 CV e una batteria da 5,4 kWh da ricaricare con la presa Shuko.Quanto costa: da 13.490 euroQuando arriva: già disponibile

Visita guidata in notturna alle Terme del Corallo

13 Agosto 2026 ore 12:00

LIVORNO – Un visita alle Terme del Corallo in notturna alla scoperta di uno dei luoghi più suggestivi della nostra città. L’appuntamento con le Guide Labroniche è per il 14 agosto con due turni alle ore 21.15 e 22.30.

Visita guidata teatralizzata

Sarà un’eccezionale visita guidata teatralizzata organizzata in collaborazione con Reset Livorno. Ad attendere i visitatori un’esperienza unica, alla scoperta di questo monumento straordinario, concepito dall’Ingegner Architetto Angiolo Badaloni ai primi del Novecento.

I partecipanti saranno accompagnati da un avventore delle Terme dei tempi della Belle Epoque, che rievocherà gli episodi della costruzione, la vita e gli aneddoti che hanno animato questo gioiello libery livornese.

Sarà anche possibile visitare la Sala della Mescita recentemente recuperata e vedere le Teme nella suggestiva illuminazione multicolore notturna.

Informazioni

Orario: 21.15-22.15 e 22.30-23.30.
Durata visita: 1 ora.
Ritrovo: in piazza Dante di fronte al civico n° 35, nel marciapiede opposto, sotto il ponte, ai cancelli storici delle Terme, 15 minuti prima dell’ora d’inizio del tour per la biglietteria (si può fruire dell’ampio parcheggio di piazza Dante)

Costo: 10 euro, 5 euro sotto i 12 anni.

Prenotazione obbligatoria direttamente cliccando qui. Scegliere il turno della visita e seguire la procedura.
In caso di difficoltà è possibile prenotare tramite messaggio WhatsApp al 3478019682 (no vocali).

L'articolo Visita guidata in notturna alle Terme del Corallo proviene da Livorno Sera Notizie.

SHOCK IN UCRAINA: LO STARLINK RUSSO É VELOCISSIMO

13 Agosto 2026 ore 11:54

💾

La Russia accelera sul suo “Starlink”: Rassvet, una costellazione che secondo l’intelligence ucraina potrebbe arrivare a 300 satelliti già nel 2027, cancellando uno dei principali vantaggi tecnologici di Kiev. Ma il progetto guarda ben oltre la guerra: Mosca punta a costruire un’infrastruttura digitale sempre più autonoma dall’Occidente. Quanto è vicina la Russia all’indipendenza satellitare? E cosa cambierebbe negli equilibri militari e tecnologici globali?

●▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬●

Vuoi mandarli #tuttiacasa? Da oggi puoi contribuire a farlo anche con il tuo 5X1000. Basta indicare nell'apposita sezione della dichiarazione dei redditi (o comunicare al CAF o al commercialista) il codice fiscale di MULTIPOPOLARE: CF 92054980450

●▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬●

E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV

●▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬●

per acquistare le nostre magliette e non solo, invece, clicca qui: https://ottolinatv.it/shop/merchandising/

●▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬●

🔔 ISCRIVITI AL CANALE E ATTIVA LE NOTIFICHE 🔔

ISCRIVITI AL CANALE INGLESE DI OTTOLINA: https://www.youtube.com/@OttolinaTV-English

▶ sostieni OttolinaTV. aderisci alla campagna di sottoscrizione su GoFundMe urly.it/3yp7g e su paypal urly.it/3yp7j ◀

🌐 VISITA IL SITO: https://ottolinatv.it/

🚀 SEGUICI ANCHE SU... 🚀
★ FACEBOOK: https://www.facebook.com/ottolinatv
★GRUPPO FACEBOOK: https://www.facebook.com/groups/ottolinatvgruppo
★INSTAGRAM: https://www.instagram.com/ottolinatv/
★TIKTOK: https://www.tiktok.com/@ottolinatv
★TWITCH: www.twitch.tv/ottolinatv
★ SPOTIFY: https://podcasters.spotify.com/pod/show/ottolinatv
★ TWITTER: https://twitter.com/ottolinatv

📢 PER PARTECIPARE E DISCUTERE CON OTTOLINATV 📢
★ CANALE TELEGRAM: https://t.me/Ottolina_TV
★ GRUPPO MULTIPOPOLARE: https://t.me/+OSGohHfdeuBhNDE0

Ranucci in pieno delirio di onnipotenza

13 Agosto 2026 ore 11:43

💾

Ranucci si sente in pericolo come Falcone, Borsellino e Aldo Moro. Sipario.

📄 Tutte le fonti e i dati: https://www.andrealombardi.blog/7063-ranucci-in-pieno-delirio-di-onnipotenza.html
💌 Iscriviti alla newsletter gratuita: https://www.andrealombardi.it

🟥 Abbonati al canale per sostenermi: https://www.youtube.com/channel/UCCtExdgqJq9uke3_bIs7ESQ/join

❤️‍🔥 SOSTIENI IL MIO LAVORO
Se ti fa piacere aiutarmi puoi fare una donazione dell'importo che vuoi, con il sicurissimo sistema di PayPal: https://www.paypal.me/cedipeggio
Preferisci donare in Bitcoin? Ecco il mio wallet: 3EUiEdNMakRm2gqVLi16wbyzPp1vwRDQsc

Oppure puoi abbonarti al canale: https://www.youtube.com/channel/UCCtExdgqJq9uke3_bIs7ESQ/join

🔥 PANTOPRAZOLO CLUB
Il Pantoprazolo Club è la community del mio Canale YuTube: un vero e proprio social network nel quale scambiarsi idee e materiale. Abbonarsi è un ulteriore modo per sostenere il mio progetto e permettergli di crescere e sostenersi.

👉 Cosa è: https://youtu.be/KJLtkEwnviI
👉 Abbonati al Pantoprazolo Club: https://www.pantoprazolo.club/abbonamenti

📚 OPPURE REGALAMI UN LIBRO
Oppure, se preferisci puoi regalarmi un libro dalla mia lista Amazon: https://www.amazon.it/hz/wishlist/ls/1P7HNKGPEMK90

#notizie #rassegnastampa #telegiornale

🍷 INDICE
00:00:00 - Sigla
00:03:05 - Introduzione

🍕 SEGUIMI SUI SOCIAL
Tutti i link: https://www.nonhocapito.it

✉️ E-Mail: cedipeggio@andrealombardi.it

🎶 Musica di Epidemic Sound: https://www.epidemicsound.com/playlist/cc1nkv50mbdrpwqmabtincgq2l8k1ukd

Serata magica nel segno dei Beatles con il duo Barontini

13 Agosto 2026 ore 11:28

LIVORNO – Una serata magica dedicata ai Beatles ha visto in scena a Villa Trossi il duo Ilio e Caterina Barontini. Un’avvincente opera omnia pianistica svoltasi ieri sera, 12 agosto, sul palco di via Ravizza 76.

Due pianoforti sul palco

Non si è trattato del solito generico tributo ai quattro ragazzi di Liverpool, né dell’ennesima versione live di cover, ma di qualcosa di molto più intenso e strutturato. La grande abilità delle quattro mani del duo pianistico Ilio e Caterina Barontini sulla tastiera ha letteralmente fatto cantare i due pianoforti. Un concerto che ha restituito le intramontabili melodie generate dalle menti dei Fab Four.

Da brani più semplici come Ob-La-Di, Ob-La-Da o Yellow Submarine ad altri più intensi e complessi come Hey Jude, Something e molti altri. Uno dopo l’altro questi brani sono stati proposti in una chiave tutta nuova, scritta proprio da Ilio Barontini.

Nella composizione da lui realizzata dei Beatles, il nostro concittadino Barontini si è trovato a dover adattare ricreando per il piano i colori della cornamusa, del sitar, delle percussioni e dei suoni elettronici elaborati negli studi di Abbey Road negli anni ’60 sintonizzando il tutto con il proprio mondo interiore.

Galleria fotografica

Foto di Glauco Fallani

Pura gioia di fare musica

Due pianoforti sul palco e oltre un’ora e mezzo di musica a quattro mani, a tratti festosa e celebrativa a tratti intrisa di lirismo e nostalgia hanno, insomma, testimoniato la pura gioia del fare musica che da sempre è presente nella famiglia Barontini.

Il pubblico ha gradito molto, visto il tributo finale in applausi che, nonostante un evidente affaticamento dovuto al gran caldo, ha portato gli ottimi Ilio e Caterina all’esecuzione di ben due bis.

Articolo di Glauco Fallani

L'articolo Serata magica nel segno dei Beatles con il duo Barontini proviene da Livorno Sera Notizie.

Everything is better with pickles... except Windows

13 Agosto 2026 ore 11:26
BORK!BORK!BORK! "Everything is better with pickles," trumpets a Wendy's sign. Everything is also better with a helping of bork, if the screen is to be believed. Spotted by an eagle-eyed Register reader in Vancouver, the display shows something amiss with Windows Phone Link – although why a PC encouraging customers to drop dollars on a Dill Pickle Chicken Sandwich needs the app is anyone's guess. The error itself usually comes up when something running Windows has been a bit careless with stack memory. Perhaps there's been a stack overflow, a software conflict, or a memory shortage. The usual fix is to reach for the power button or perform a restart. The more technically minded might try to diagnose the whoopsie and fix it without a boot cycle, although had a more technically minded person set up the system in the first place, it's unlikely that the PhoneExperienceHost.exe application would have reared its ugly head in this way. Phone Link connects a Windows PC to an Android phone or iPhone. The theory goes that users can keep track of mobile notifications, send and receive messages, or deal with calls from their Windows desktop. It arrived with Windows 10 as Your Phone before Microsoft renamed it Phone Link and continued adding features. Ordinarily, the service doesn't use much in the way of memory or CPU. However, something has clearly upset the instance here, much as an excess of dill pickles might disagree with the customer. While we're sure the foodstuffs on offer are excellent (although our reader told us they were only popping in for a Frosty Dairy Dessert rather than anything slapped with a dill pickle), we might give the chicken sandwich a miss this time. Even Windows appears less than keen. ®

Il sogno di Ratel: "Audi ha rivoluzionato il nostro sport, riaverla nel GT3 farebbe felici tutti"

13 Agosto 2026 ore 11:23
Da quando Audi ha presentato la Nuvolari, radio paddock si è scatenata nel rilanciare le ambizioni del Quattro Anelli nel mondo delle corse a ruote coperte.
D'altra parte, questa supercar a tiratura limitata (solamente 499 esemplari disponibili) che monta un motore V8 biturbo abbinato a tre motori elettrici pronti a sprigionare 1.001 CV di potenza, creata sfruttando anche le conoscenze ...Continua a leggere

The 11 key achievements of China’s ‘iron premier’ Zhu Rongji – in his own words

Known for his sharp intellect, no-nonsense demeanour and relentless drive for reform, China’s former premier Zhu Rongji was the primary architect of the country’s transition from an isolated, rigidly planned economy to a market-driven titan connected to the rest of the world. During his tenure from 1998 to 2003, he engineered an economic “soft landing”, steered the nation through the Asian Financial Crisis and secured entry into the WTO, laying the groundwork for the country’s historic...

The 11 key achievements of China’s ‘iron premier’ Zhu Rongji – in his own words

Known for his sharp intellect, no-nonsense demeanour and relentless drive for reform, China’s former premier Zhu Rongji was the primary architect of the country’s transition from an isolated, rigidly planned economy to a market-driven titan connected to the rest of the world. During his tenure from 1998 to 2003, he engineered an economic “soft landing”, steered the nation through the Asian Financial Crisis and secured entry into the WTO, laying the groundwork for the country’s historic...

Benzina a 1,987 euro e diesel a 2,082: nuovi rincari alla pompa

13 Agosto 2026 ore 11:08
Continuano a salire i prezzi dei carburanti alla pompa. Secondo le ultime comunicazioni del ministero delle Imprese e del made in Italy, questa mattina, 13 agosto, il prezzo medio della benzina in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,987 euro/litro (+2 millesimi rispetto a ieri) e quello del gasolio a 2,082 euro (+6 millesimi). Sulla rete autostradale, invece, verde a 2,064 euro (+4 millesimi) e diesel a 2,158 euro (+4 millesimi). Il nuovo campanello d'allarme A penalizzare i listini sono sempre le conseguenze delle tensioni geopolitiche sulle quotazioni internazionali del greggio: il Brent, l'indice di riferimento in Europa, è oggi in leggero calo, ma tratta sempre intorno agli 88 dollari al barile, mentre pochi giorni fa era sceso sotto la soglia degli 80 dollari. La risalita è stata causata dall'incertezza sulle trattative tra Iran e Stati Uniti per chiudere la crisi mediorientale e, soprattutto, riaprire lo stretto di Hormuz al transito delle petroliere. Il Medio Oriente non è, però, l'unico problema a pesare sui mercati petroliferi. Ci sono anche le minacce della milizia yemenita degli Houthi al traffico nel Mar Rosso, così come il crollo della produzione di greggio e prodotti raffinati in Russia. In generale, non c'è una singola fase della catena del valore che va dai pozzi di estrazione ai serbatoi delle auto che non stia affrontando delle criticità. A tal proposito, l'ultimo campanello di allarme è stato lanciato dall'Agenzia internazionale dell'energia (Aie): la domanda di petrolio sta continuando a scendere in scia alla decisione di grandi Paesi come la Cina di ridurre i consumi interni, ma anche l'offerta è in contrazione a causa della persistente incertezza in Medio Oriente. Il divario è attualmente coperto dalle scorte strategiche, ma l'agenzia sottolinea come anche queste siano in una fase di rapido esaurimento. In concreto, i mercati petroliferi devono oggi affrontare una carenza di 1,8 milioni di barili al giorno solo per il terzo trimestre perché le "rinnovate ostilità" e le "interruzioni marittime" nello Stretto mettono in pericolo la produzione di greggio. Di conseguenza, è sempre più "urgente" riaprire Hormuz al traffico delle petroliere per ridurre fattori di rischio come il crollo della produzione russa.

Zhu Rongji reforms fuel China’s economic transformation

Former Chinese premier Zhu Rongji, the driver of the nation’s economic reforms, died on Wednesday aged 97 following an illness. Zhu spearheaded China’s 2001 accession to the World Trade Organization (WTO), paving the way for an export boom that fuelled the country’s transformation into the world’s second-biggest economy. He also oversaw domestic market reforms that included closing hundreds of loss-making state enterprises and laying off some 30 million workers. The former Shanghai mayor was...

Zhu Rongji reforms fuel China’s economic transformation

Former Chinese premier Zhu Rongji, the driver of the nation’s economic reforms, died on Wednesday aged 97 following an illness. Zhu spearheaded China’s 2001 accession to the World Trade Organization (WTO), paving the way for an export boom that fuelled the country’s transformation into the world’s second-biggest economy. He also oversaw domestic market reforms that included closing hundreds of loss-making state enterprises and laying off some 30 million workers. The former Shanghai mayor was...

A Youth Sports Giant Promised Reforms to Protect Kids From Sexual Abuse. Most Never Happened.

13 Agosto 2026 ore 11:00
Photo collage that combines a center inset photo of a female basketball player standing on a court in a large arena; a close-up pile of yellow, blue and red volleyballs on the left; and a vertical banner displaying the Amateur Athletic Union logo on the right.
Ashlee Orndorff played basketball as a teen.

In the competitive world of youth sports, few organizations have a reach as vast as the Amateur Athletic Union. 

With 760,000 athletes and coaches nationwide, the AAU hosts competitions in dozens of sports across the country. This summer alone, hundreds of thousands of children competed in AAU events for elite young athletes: a staggering 100,000 at the world’s largest volleyball championship in Orlando, Florida; 8,000 at its storied basketball championships at Disney World; more than 15,000 at the Junior Olympics in Iowa.

To the hundreds of thousands of parents whose children play under the red, white and blue AAU badge, the organization offers more than a place to compete. The AAU promises their children will be safe — that its coaches are vetted, monitored and trained; that strict rules govern how adults interact with children; and that it responds effectively to allegations of abuse within its ranks. 

But that trust is misplaced, according to an investigation from ProPublica and The Washington Post. The AAU is failing on nearly every level to adequately protect the hundreds of thousands of children in its care from sexual abuse, the investigation found, misleading the public about its prevention measures and suppressing allegations of sexual misconduct. 

In doing so, the AAU is breaking many of the pledges it made in the wake of a 2011 sex abuse scandal involving its CEO and young basketball players. AAU leaders at the time said they would build a “new culture in which the overarching priority” was protecting young athletes, committing the organization to sweeping safety reforms. But they did not implement the majority of those reforms, ProPublica and The Post found, putting many children at risk. Some AAU athletes have had devastating experiences. 

The AAU does not offer child abuse prevention training, though it claims to the public that it does. It does not verify whether coaches take the training it does offer, though it calls the course “mandatory” on its webpage for parents.

The AAU has become a haven for coaches suspected of abuse, ProPublica and The Post found, based on a review of public disciplinary lists and interviews with current and former executives from six national sports governing bodies and other key stakeholders. Those sports officials say the AAU has earned a reputation as a place where coaches can escape discipline and are not bound by strict safety laws, making it more difficult to protect young athletes. ProPublica and The Post identified eight coaches who continued to work with children under the AAU in the last five years after being banned or suspended by other youth sports organizations — even though the AAU pledged in 2012 that it would ban such coaches. 

Serious allegations of sexual misconduct against coaches in the AAU are handled by its Board of Review, a group of four elected AAU members and a chair whose names are not made public. Asked about written guidelines for when to ban coaches, one former member who sat on the board for nearly 25 years said the group “just decided on our feelings.”

The abuse reporting hotline AAU promised to create as part of the reforms redirects to the AAU’s general office line with no option to report abuse, though callers can press 5 to reach a department for “medal orders.”

Instead of protecting children, the AAU has prioritized building an ever-bigger footprint across youth sports through cheap and easy team registrations, ProPublica and The Post found, allowing it to dramatically grow its revenue in recent years.

The scope of the consequences for young athletes nationwide is impossible to quantify, ProPublica and The Post found, because the AAU operates with a secrecy that is unusual for a nonprofit that serves children.

The AAU declined to answer questions from ProPublica and The Post over the course of more than a year, including whether the organization trains its coaches, how it investigates abuse claims, and how it enforces policies and safety rules. It would not verify if specific coaches overseeing AAU-registered teams had been authorized and background-checked by the AAU, as its rules require. While other youth sports organizations post public lists of coaches found to have abused children, the AAU does not.

In a statement, the AAU said it is “committed to protecting its athletes through comprehensive protection policies overseen by our Compliance Department.”

Athlete protection “is at the forefront of our safety measures such as a verified identity check and mandatory background screenings for all non-athlete AAU members, including coaches,” it said. The statement also cited “supplemental medical benefits” and “mandatory concussion protocols” as measures that it said prioritized the “physical well-being of its members.” 

“These safety measures reflect our ongoing commitment to providing a safe, secure, supportive, and trusted environment where athletes can thrive,” the statement said.

The AAU also took action on one point raised by the news organizations. After ProPublica and The Post asked the AAU last year whether it actually mandated training for coaches, as its website claims, the organization quietly changed its website to say the training was “encouraged.”

For the first time, using thousands of pages of internal, legal and court records and interviews with key stakeholders, ProPublica and The Post were able to document how the AAU handled some child sex abuse claims in the years after it promised reform. Several years after allegations were made against a former AAU president, ProPublica and The Post found, its review board exonerated another top AAU executive accused of sexual abuse by a former player without interviewing a single witness or considering a past allegation from a different player, court records show. A current AAU official, Jim Fox, said he believed the AAU’s handling of the case was an attempt to “cover it up.”

The AAU has taken other steps that have had the effect of keeping sexual abuse claims out of the public eye, ProPublica and The Post found. Clauses in AAU registration forms require all claims against the AAU to be resolved through confidential arbitration hearings instead of jury trials in open court. The AAU uses those agreements to quash lawsuits over child sex abuse claims — arguing in court that children who say they were victimized by their coaches had signed away their right to sue when they registered for an AAU team, records show. That practice is extremely rare in sex abuse cases at other major youth sports organizations, according to attorneys, court records and sports groups, and was mostly banned by a Biden-era law in 2022.

ProPublica and The Post found that the AAU has attempted to force sex abuse claims into arbitration as recently as 2024, in the case of a lawsuit filed by a teenage girl in Florida who said she had been abused by her AAU volleyball coach. The case was settled out of court last year.

The AAU declined to comment on this practice or any of these cases, saying it could not comment on “legal matters.” 

The AAU’s use of arbitration agreements meant that even in a high-profile case in which an AAU coach was convicted of decades of prolific abuse, the AAU itself escaped scrutiny. 

The co-director of an influential basketball club in Cedar Rapids, Iowa, Greg Stephen, was accused of sexually exploiting more than 400 of his young basketball players in 2018 and sentenced to 180 years in prison on multiple charges. But arbitration clauses prevented his former players from suing the AAU, ProPublica and The Post learned, even though boys’ families initially argued that the AAU was partly responsible because it had failed to enforce its 2012 safety policies, including a ban on coaches sharing bedrooms with players.

A judge sided with the AAU and ruled that the victims could not sue the wealthier parent organization, allowing the AAU not to respond to the claims in court. The club, Barnstormers Basketball, denied the claims.

The Barnstormers’ AAU-provided insurance limited payouts for sexual abuse claims to $1 million, said Guy Cook, the families’ lawyer, the equivalent of a few thousand dollars for each young victim.

Cook said the AAU had grown “sophisticated” in its attempts to suppress child sex abuse lawsuits: “It’s not unlike what the Catholic Church has done.”

In 2018, in the wake of revelations about sexual abuse by USA Gymnastics doctor Larry Nassar and other powerful figures in Olympic sports, Congress created a new oversight system to prevent sexual abuse. The law charged the U.S. Center for SafeSport with investigating allegations of sexual abuse in sports overseen by the U.S. Olympic and Paralympic Committee — made up of national sports governing bodies like USA Gymnastics — and enforced strict new rules about safety and training. 

But the AAU exists outside of that system, allowing it to benefit from a gap in the law. Because it is not a sanctioned national sports governing body, the AAU is not overseen by SafeSport and does not have to follow its rules or mandate that coaches take its trainings. ProPublica and The Post found that it does not abide by SafeSport suspensions or bans.

“It should scare parents,” said former Florida state Sen. Lauren Book, a child sex abuse survivor and prevention advocate who was a member of a task force established by AAU to reform its abuse prevention practices in 2011. Along with most other members of the task force, she said she has since lost faith in the organization. 

“What AAU does is protect institution over children,” Book said. “They have never done the right thing when it comes to child protection.”

Photo collage of rows of volleyballs flanked by a view of a person in a blue jacket seen from behind in dim lighting on the left, and a close-up of a player’s feet in white athletic shoes standing on a blue court surface on the right.

Broken Promises

Before he was caught at the center of a scandal, Bobby Dodd saved the AAU. When the former youth basketball coach took the helm of the nonprofit in 1992, it was struggling. It had been founded in the 19th century to oversee amateur sports, but Congress had given that role to the U.S. Olympic and Paralympic Committee and its national sports governing bodies in 1978. The AAU’s relevance had been declining since.

Dodd saw youth sports for what they would soon become: a booming business. He built the AAU of the 1990s and 2000s into the juggernaut of youth basketball, the home of virtually every future NBA star; invested in a Junior Olympics brand that brought in thousands of children from across track and field; and moved the organization’s headquarters to the ESPN Wide World of Sports complex inside Disney World.

Under Dodd, there were few barriers to becoming an AAU coach: Anyone who paid a $16 membership fee could start a team, no background check required. By joining the AAU, basketball and other sports clubs got perks like cheap and easy liability insurance. More importantly, they got access to a circuit of organized tournaments, from local weekend events to major national championships.

But along with Dodd’s stewardship of AAU came criticism that the fast-growing organization was becoming a free-for-all.

After a 2004 Seattle Times investigation found dozens of people with felony convictions were coaching AAU-sanctioned teams in Washington and Idaho, including a coach who was a convicted murderer, Dodd pledged to consider background checks for AAU’s 65,000 coaches. “We are going to try to ensure more integrity in the process,” Dodd told the paper.

The AAU still had not introduced those background checks when, in 2011, ESPN reported that two men had accused Dodd of molesting them as youths in the 1980s, when he was their basketball coach. Dodd denied the allegations but stepped down as president, collecting a $1.5 million payout from the organization and putting the AAU back in an uncomfortable spotlight. He was not charged with a crime, and he could not be reached for comment.

Again, the organization promised change. 

Under a new president, Louis Stout, the organization convened a task force of child safety experts. It vowed in June 2012 to implement all of the task force’s recommendations, which it called “historic child protection measures.” 

The AAU rolled out mandatory background checks. It also pledged to train all adults in child sex abuse prevention and create policies that would “prevent adults from being alone with children.” Participation was a privilege, AAU vowed, not a right: “Anyone who is prohibited from participating in an organization that serves youth or who violates the AAU’s child protection policies should be barred.” 

The most important change, the AAU said, would be cultural. Child safety would now be “an overarching priority.”


Within a matter of months, there were signs that little was actually changing.

That year, the AAU gave a 2012 leadership award to a man named Rick Butler, one of the country’s most prominent girls’ volleyball coaches at the time. Butler had been instrumental in building AAU volleyball into a powerhouse. 

But he had also been banned by USA Volleyball from coaching girls since 1995, after the sport’s governing body concluded that he had had sexual intercourse with three teenage players years earlier, when he was in his late 20s to mid-30s. Butler’s attorney called them “legal, consensual relationships in the 1980s,” noting that there was no law or rule against coach-player relationships at the time.

Months before giving Butler the award, the AAU had promised it would bar anyone “banned by other youth-serving organizations” from coaching children. 

But Butler continued coaching girls under the AAU until 2018. That year, USA Volleyball pulled its affiliation with the AAU over Butler’s membership, and the AAU subsequently banned Butler, according to a letter reviewed by ProPublica and The Post. Butler’s attorney said he has not been accused of more recent misconduct.

Stout died unexpectedly in September 2012, just a few months after he committed the AAU to the list of reforms. (After an interim period, Roger Goudy, who had run the AAU’s volleyball program for decades, was elected president in 2014.)  

When the AAU published its first youth protection handbook in December 2012, there was no rule barring coaches banned by other groups. The handbook did say it was following another key reform: All AAU coaches were now taking an “educational course.” 

The organization had repurposed training it had used since before the Dodd scandal — an online seminar called “Double Goal Coach” from the nonprofit Positive Coaching Alliance. The course was focused on sports psychology and coaching techniques, not sexual abuse prevention training. The AAU claimed that “all registered non-athletes” were taking the course, even though no one verified whether they did, according to officials, stakeholders and a person directly familiar with the training. 

“It’s never been mandatory,” said Peg Adams, a longtime regional official at the AAU who spent more than two decades reviewing abuse claims against AAU coaches as part of its Board of Review. “It should be, but that’s something they [AAU] have to work out.” 


When they were first announced, the AAU’s child safety rules, if implemented, would have put the organization at the vanguard of youth sports. But in 2018, Congress passed a landmark new sports safety law, known as the Safe Sport Act, that forced much of the rest of the sports world to make sweeping changes.

Under the new law, the U.S. Center for SafeSport was charged with investigating sexual abuse allegations in all 50 national sports governing bodies, the organizations that oversee and set rules for specific sports. SafeSport could ban or suspend accused coaches in these groups, placing their names in a searchable public database known as the SafeSport list. It required adult coaches and volunteers to take SafeSport-provided child abuse prevention training annually and follow strict new safety rules governing how they interacted with athletes. 

But because the independent AAU is not a national governing body, SafeSport could not require the AAU to follow its disciplinary list, rules or training. Only a few provisions tucked at the end of the 2018 bill applied to the AAU — including a requirement that all sports groups “offer and provide consistent training … regarding prevention and reporting of child abuse.” Only Congress, not SafeSport, could enforce that provision.

The new Center for SafeSport was far from perfect. Underfunded and understaffed, the center quickly racked up a backlog of unresolved complaints and closed many others without findings or with what critics said were inadequate investigations

SafeSport has since resolved many of those issues, improving its process to resolve cases more quickly and cut down its backlog, the organization said. In a statement, the center’s new CEO, Benita Fitzgerald Mosley, an Olympic gold medalist, said the organization “acknowledges the challenges we have met as the first national sport safeguarding organization in the world. We are on surer footing today.” 

SafeSport also drove up costs for the governing bodies, who were required to help fund the center’s investigations and often pay for expensive background checks and compliance staff. That meant higher membership fees for their athletes. 

The AAU was not required to pay for any of that. So while governing bodies and SafeSport inched toward reform, ProPublica and The Post found, the AAU did not.

Photo collage featuring a central portrait of a woman with long blond hair sitting cross-legged on a gymnasium floor in a black tank top and leggings, flanked on the left by an old photograph where one person’s face is scratched out alongside a smiling basketball player wearing a white jersey, and on the right by two images showing action on a basketball court during a game.
Ashlee Orndorff

“People Tried to Cover It Up”

In 2018, the year that the Safe Sport Act took effect, the AAU faced a test of its most significant promise: to remake its culture to protect children. 

That January, a woman named Ashlee Orndorff claimed on social media that she had been groomed and sexually abused as a teenager by an AAU executive, its second vice president, Matt Williams, who was also a paid employee of the organization at the time. 

Orndorff had been a teenage basketball phenom in the tiny unincorporated town of Hawthorne, Nevada, two hours outside of Reno. She won three state titles and was named the state Gatorade player of the year during her senior year of high school in 2000, setting records that she still holds. But for many of the years that she excelled on the court, Orndorff said, she had carried a terrible secret: Williams, her AAU club coach, had been sexually assaulting her. The abuse began when she was 15, she said, and carried well into her adulthood, resulting in the birth of a child she gave up for adoption at 19.

Williams was more than just a storied coach. He founded the Western region’s most prominent AAU basketball brand, Jam On It, which generated revenue for the AAU through the enormous tournaments it hosted every year.

After Orndorff’s allegations, the AAU pledged to investigate, saying Williams had “volunteered” to be placed on administrative leave. Orndorff’s allegations went before the AAU’s Board of Review a month later. The small group of AAU members, one elected to represent each region, had no training in law, investigation or child sexual abuse, according to Adams, the former board member. 

Transcripts reviewed by ProPublica and The Post show the hearing frequently resembled a contentious criminal trial. Williams had a lawyer, but Orndorff said she had not been able to afford one at the time. 

In a statement to the AAU, Williams denied sexually abusing Orndorff as a minor. But he admitted that he fathered Orndorff’s child, who was born when she was 19 and he was over 30 and just a year out of coaching her — a violation of the organization’s policy against having sexual relationships with former players, which was part of the 2012 reforms. The attorney asked Orndorff if her “anger” at Williams “is what has prompted this complaint.” 

“No, sir,” she responded. “Being fingered by my coach at 15 in a gym and him making me think that that is all that I was good for, was to be his sexual satisfaction, that is where my fucking anger comes from. Next question.”

The board did not interview any witnesses or introduce records that could corroborate Orndorff’s account. Orndorff had submitted a 34-page narrative of the alleged abuse that included dates, locations and names of potential witnesses, 10 of whom later corroborated aspects of her story in depositions for a 2019 lawsuit she filed against Williams and Jam On It, according to a review of thousands of pages of court records. (Williams and Jam On It denied wrongdoing. Orndorff settled the case in 2023, and Williams died from cancer the following year. An attorney for Williams’ estate did not respond to a request for comment.)

A diptych of a heavily altered vintage team photograph of a young female basketball player in a black jersey, with the surrounding teammates largely obscured by painted streaks of green, gold and white, next to an outdoor portrait of a woman with long wavy hair standing in profile against a desert landscape at dusk.
An altered photo, left, shows Orndorff when she was one of the country’s best teenage basketball players. Now 44, Orndorff says she still carries the trauma of abuse but is almost nine years sober and rebuilding her life.

Adams, who is a former Georgia gymnastics coach and gym owner, sat on the board during the Williams case. She said board members did not interview any witnesses because Orndorff had not provided a separate list of their names and phone numbers.

The hearing also did not consider an accusation of sexual abuse against Williams by a different player in 2005, the case records show. Rod Seaford, the board chair and the attorney running the hearing, had personally responded to the allegations in 2005, court records show. But Seaford did not mention them at the hearing, and Adams said Seaford had not told her they existed. (The girl who made the accusation declined to speak to police or the AAU at the time, records show, and that case did not proceed. Now an adult, she did not respond to an interview request from ProPublica and The Post.) Seaford declined multiple requests for comment.

By May 2018, within six months of learning of Orndorff’s allegations, the Board of Review cleared Williams of wrongdoing and reinstated him to his $84,000 position as an AAU officer. He was free to coach at Jam On It.

Internal records show that the board cited a lack of evidence and questioned Orndorff’s credibility because of an admitted history of drug use and what the board called “disturbing” discrepancies in her story. She had alternately claimed, for example, that Williams had “taken her virginity” at 15 but that they had first had sex when she was 16. In the hearing, Orndorff tried to explain that she had been referring to Williams digitally penetrating her when she was 15. 

Adams spent more than two decades on the Board of Review before leaving in 2024. She was never aware, she said, of any written rules used to decide whether a coach should be allowed to return to working with children. 

“I think we just decided on our feelings,” Adams said of the board’s process. 

She told ProPublica and The Post that the board had not considered sanctioning Williams for having a relationship with Orndorff because there was no regulation against having relationships with former players at the time. The AAU said in 2012 it had implemented that rule.

“It certainly would be [a violation] now,” Adams said. “And after, well — it was not a very pleasant — that was one of my unhappiest decisions.”

Orndorff said she still carries with her the trauma of Williams’ abuse. She left college during her freshman year as a result of the relationship with Williams, she said, eventually turning to drinking and drugs for much of her adult life. She is now 44 and says she has been sober since 2017.

But the AAU’s handling of the case when she was finally ready to step forward has made it much more difficult for her to heal. “I tried so hard to get the truth out, and I don’t know why I couldn’t do it,” Orndorff said, her voice choked with emotion.

Jim Fox, a youth basketball executive who records indicate joined the AAU Board of Directors after the case was resolved, said he believed the “old boys’ network” of the AAU had worked to suppress Orndorff’s allegations to avoid “embarrassment.” Fox tried to convince the board again to ban Williams in 2022, internal AAU records revealed in the court case show, citing new evidence in Orndorff’s civil suit, but it refused to even consider the case.

“Anybody could look at it and see that it was true,” Fox, a former probation officer, said of Orndorff’s allegations. “People tried to cover it up.”

Goudy, the president, died in 2020. Fox told ProPublica and The Post that Williams was stripped of his membership shortly after a new president, Jo Mirza, was elected in October 2022. Mirza, who court records show also advocated to terminate Williams’ membership in 2022, did not respond to multiple requests for comment.

A photo collage features a center inset of water jugs lined up on a blue court floor, flanked by a wispy, light-purple textured sky on the left, and a close-up of a referee’s feet in white sneakers standing on an elevated platform on the right.

“Short, Fast, Easy and Quick”

Something did change inside the AAU in 2021: It started making money.

Since 2015, the nonprofit had been spending more than the $20 million it took in annually, losing money each year.

But that year, the AAU’s revenue jumped to $24 million, and two years later, the number had grown to $34 million. In 2024, the most recent year the AAU’s nonprofit tax returns are public, the organization brought in nearly $44 million. It reported cash and investment reserves of around $30 million — triple what it held in 2019.

The organization’s momentum wasn’t in basketball. It was everywhere else. In boys’ volleyball, the AAU had become the dominant force, and in sports like martial arts, gymnastics and flag football, it was staking out a growing presence. The expansion meant that the AAU was increasingly competing with national sports governing bodies overseen by SafeSport. 

In swimming, some large clubs joined the AAU, where they could register less serious swimmers for $20 apiece instead of the more than $70 cost of USA Swimming. In 2023, USA Swimming’s registrations fell by almost 5%.

AAU meets are “short, fast, easy and quick,” said Chris Davis, whose juggernaut Georgia swimming club, SwimAtlanta, has moved hundreds of kids to the AAU. “I could theoretically have a senior in high school run the meet. I don’t have to have an official.” Davis said he opts to use officials, and all of his coaches take SafeSport training because they are also members of USA Swimming. 

The AAU’s cheaper fees weren’t the only selling point. On one swimming website’s list of reasons for clubs to switch to the “easier” AAU, the top of the list was a lack of “mandatory training hoops.” 


By 2023, five years after the SafeSport Act’s passage, the AAU was publicly acknowledging that the law required all organizations to offer some form of child sex abuse prevention training, even if it isn’t created by SafeSport. Its new youth protection handbook cited the law — and said that the AAU’s mandatory course, offered through the Positive Coaching Alliance, now included “child abuse prevention training.”

Jason Sacks, the CEO of the Positive Coaching Alliance, told ProPublica and The Post in a statement that the material “was not an official training by any stretch.” It constituted “a few slides with resources.” 

The links to those resources from AAU’s website are currently broken.

As an organization, Sacks said, PCA’s focus is not sexual abuse prevention but youth sports culture, with trainings that emphasize positivity and character development. He noted its courses can play a role in preventing emotional and physical abuse by discouraging coaches from mistreating athletes. But Sacks said they “are not currently built to satisfy the Safe Sport Act requirements.”

Though some 20,000 AAU coaches took the PCA course in its earliest days, Sacks’ statement said, those numbers have declined steadily in the decade since. In 2024, AAU reported more than 100,000 adult volunteers.

On Nov. 10, 2025, ProPublica and The Post reached out to the AAU with questions about whether the organization offered sexual abuse prevention training and if the PCA course was mandatory for all coaches. 

Eight days later, the AAU approached PCA, Sacks said in his statement. Officials had two requests: “They wanted to incorporate more abuse prevention material in the PCA online coach course training, and make it mandatory for all coaches.”

A photo collage features a center inset of a woman with dark hair partially obscured by leafy foliage, flanked on the left by a photo of a person holding a volleyball on a beach, where the face and torso have been torn away to display an anonymous black void, and on the right by volleyball players in action during a match beneath a red banner reading “one team.”
Aleesa Bravata

“SafeSport Does Not Apply”

SafeSport’s public disciplinary list quickly became a central part of the sports landscape. By 2025, there were more than 2,500 coaches on the list — some temporarily suspended during investigations and hundreds more banned permanently from any sport that fell under the U.S. Olympic and Paralympic Committee. 

Though they were not required to do so by law, many independent organizations, including Pop Warner and Little League, implemented rules to keep coaches on the list out of their programs, too. In 2012, the AAU had said it would bar anyone “banned by other youth-serving organizations.” But it never adopted the rule, according to a review of its written policies.  

Instead, ProPublica and The Post found, the organization has become known as a refuge for coaches who are suspended or banned by SafeSport and national governing bodies.

“The AAU has absolutely developed a reputation that they are the place to go if you are banned from our world,” said the president of one national governing body, who asked not to be named because he still works with the AAU.

The issue has been raised repeatedly to the U.S. Center for SafeSport, top governing body officials, attorneys and former SafeSport executives told The Post. 

ProPublica and The Post identified eight people who coached AAU-affiliated teams within the last five years despite being banned by SafeSport or national governing bodies. The AAU’s director of compliance, Aaron Oandasan, would not verify if any of them were registered with the AAU, but ProPublica and The Post confirmed they were coaching teams registered with the organization through interviews with parents, administrators or the coaches themselves, as well as online records and social media posts.

Among them were three elite gymnastics coaches who had been suspended by either USA Gymnastics or SafeSport over emotional and physical abuse allegations in the wake of the Nassar revelations but continued working with AAU athletes. Another was a fencing club owner who started advertising his gym as affiliated with AAU while SafeSport investigated allegations of sexual misconduct against him that it eventually substantiated. And a Georgia basketball coach who was suspended for three years by SafeSport over allegations that were not publicly disclosed even took his team of boys to AAU nationals. 

Last year, a regional governing body official said he reached out to the AAU to warn it about a local volleyball club owner who had told parents he planned to join the AAU to evade a SafeSport suspension for alleged sexual misconduct. 

The AAU’s response to the official was curt, the official told ProPublica and The Post: “SafeSport does not apply.”

Adams, the former review board member, said that the AAU does not check the SafeSport list unless it receives a report about a coach. The AAU then conducts its own investigation, she said, because it does not trust SafeSport. That is because SafeSport is prohibited from sharing confidential details of cases, she said, but also out of concern that the center punishes coaches for frivolous reasons.

“At times, SafeSport hasn’t liked the way somebody dressed or they drank in college,” she said, without providing examples. SafeSport’s vice president, Hilary Nemchik, called Adams’ characterization “not accurate” and “concerning.” 

“SafeSport’s cases are proven through evidence, and our process allows for appeals by the accused,” Nemchik said.

Adams said the AAU board does sometimes ban coaches who have been barred by SafeSport.

She recalled one case in which the board ruled that a coach banned by SafeSport should be allowed to continue working with the AAU. That coach was later seen acting inappropriately with an AAU athlete, Adams said, and the AAU banned him at that time. She declined to name the coach, and because the AAU does not make a public list of banned members, the claim is not verifiable.


One of the coaches who was still working with children under AAU following a SafeSport suspension was Elias Perez in Southern California. 

Aleesa Bravata told SafeSport last year that Perez, her former volleyball coach, had groomed and inappropriately touched her while she was in high school.

But a few weeks after his name appeared on SafeSport’s disciplinary list, temporarily suspending him, Bravata saw Perez’s truck in the parking lot of the local volleyball gym. Perez was still coaching. 

Bravata had met Perez when he began coaching the girls’ volleyball team at her high school in Huntington Beach, California. He was 33; she was 16, a junior. As her senior season began, she said, Perez began to isolate her from her teammates and text her with increasing frequency about things other than volleyball, including making comments about her appearance.

ProPublica and The Post reviewed interviews and records that were part of SafeSport’s investigation, including text messages between Bravata and Perez, and corroborated parts of her story with a former coach in whom Bravata confided while she was still in high school.

In September 2024, around the time Bravata turned 18, Bravata said Perez asked her for a ride home from training because his car was broken down. Parked outside Perez’s apartment, Bravata said her coach told her, “You know how I feel about you.” 

She asked him what he meant. Bravata said she remembers his reply word-for-word: “I’m going to put this in a way you understand. I have a crush on you, I like you, I want to hold your hand and take you on dates.” 

“I froze,” Bravata told ProPublica and The Post. “It scared me.” 

A diptych shows a heavily altered photo of a volleyball team where blue and brown paint obscures most players except a smiling girl in a green jersey with the number 6 on the left, and a full-length profile portrait of a woman in jeans standing outdoors on a dry hillside on the right.
An altered photo, left, shows Bravata when she played volleyball in high school. Now 19, she is a sophomore in college.

Perez went inside, Bravata said, but a few days later, he asked her to come to his apartment to drop off a set of keys to the high school gym. Parked outside his apartment, Bravata recalled that she sat in the passenger seat of her truck and, with the door open, Perez came to stand close to her, his body between her legs. 

Bravata told Perez that she didn’t want to have sex, she said, and Perez said he would never do anything that made her uncomfortable. Then, she said, Perez began to touch her, rubbing his fingers under her bra strap and touching the waistband of her pajama pants. 

Perez tried to kiss her, Bravata said, and Bravata turned her head. He then took her wrist, she said, and pressed her hand against his clothed penis, which was erect under his loose pants. When he let go, Bravata said, her hand dropped loosely into her lap. 

Bravata got out of the passenger seat to return to the driver’s side, she said, and Perez asked her, “Hey, if anyone asks, Eli accidentally touched your ass, right?” 

With the volleyball season over, Bravata and Perez stopped spending time together. Later in her senior year, her confused feelings turned to something else: “It took me till the end of the school year to realize that he had been grooming me, basically brainwashing me,” she said. 

Bravata confided in a former coach, SafeSport records show, who escalated the issue to school administration and the school resource officer. By then, Perez had left the high school. Bravata said Huntington Beach police told her that because it was possible the incidents had occurred when she was no longer a minor, the district attorney was unlikely to prosecute. (The police declined to release any records to ProPublica and The Post because the case is still open.)

In August 2025, when Bravata learned Perez was coaching a team of 14- to 15-year-old girls at Balboa Bay, a prestigious local volleyball club, she called SafeSport’s reporting hotline. 

Within weeks, SafeSport issued a temporary suspension against Perez while it finished its investigation — a measure it typically takes only in limited cases where allegations are serious and recent. 

Perez did not respond to requests for comment. But in an interview with a SafeSport investigator, a transcript of which was reviewed by ProPublica and The Post, he denied any inappropriate contact with Bravata, saying that they had rarely texted and had not been close.

Balboa Bay was a member of two organizations: USA Volleyball, which is legally bound by SafeSport, and the AAU, which is not. So while Balboa Bay eventually stopped Perez from coaching girls on its USA Volleyball teams, it allowed him to continue coaching teenage boys on its AAU-affiliated teams for several months.

The club director, Travis Turner, said he initially decided to keep Perez because AAU rules did not forbid it and the alleged misconduct had not taken place at Balboa Bay. After ProPublica and The Post reached out to him in November, Turner said, he decided to fire Perez. He said he had not initially understood the severity of SafeSport suspensions. 

This April, SafeSport issued a permanent ban against Perez for sexual misconduct and an intimate relationship “involving a power imbalance,” its online database shows. 

But Bravata said she fears that there is nothing to prevent Perez from finding another AAU club — and another chance to coach children.

The post A Youth Sports Giant Promised Reforms to Protect Kids From Sexual Abuse. Most Never Happened. appeared first on ProPublica.

Chimica: morto scienziato Dante Gatteschi, pioniere della spettroscopia

13 Agosto 2026 ore 10:49
Chimica: morto scienziato Dante Gatteschi, pioniere della spettroscopia

Cordoglio all’ateneo di Firenze per la scomparsa di Dante Gatteschi, professore emerito di Chimica generale e inorganica.

Gatteschi, nato a Firenze nel 1945, ha dedicato la sua vita scientifica all’Università di Firenze, dove si è formato e ha costruito una delle più prestigiose scuole europee di chimica inorganica e dei materiali. Ha iniziato la sua carriera accademica alla fine degli anni ’60, diventando poi ordinario nel 1980. Ha insegnato fino al 2015. Allievo di Luigi Sacconi, si è formato nella grande tradizione della chimica di coordinazione, per poi sviluppare una ricerca originale fondata sull’integrazione di sintesi, spettroscopia e teoria. Fin dai primi anni, Gatteschi riconobbe nella spettroscopia Epr uno strumento fondamentale per comprendere la struttura elettronica e le proprietà magnetiche dei complessi dei metalli di transizione. Negli anni Settanta e Ottanta, coi suoi collaboratori, rese Firenze un punto di riferimento internazionale per l’interpretazione dei fenomeni magnetici e spettroscopici. Alla fine degli anni Ottanta, Gatteschi intuì che la comprensione delle relazioni tra struttura e proprietà poteva essere utilizzata anche per progettare materiali molecolari con nuove funzionalità. Questo approccio contribuì alla nascita del magnetismo molecolare come nuova disciplina. Gli studi successivi sugli effetti quantistici nella dinamica degli spin aprirono la strada alla moderna ricerca sui magneti molecolari e sul loro possibile impiego nell’informazione quantistica. “Scienziato visionario, eccezionale costruttore di comunità, a Firenze – lo ricorda ancora la sua università – ha creato un laboratorio capace di riunire chimici e fisici di talento, trasformandolo in un centro di riferimento internazionale”. Ha inoltre avuto un ruolo fondamentale nella nascita del Consorzio Interuniversitario per la Scienza e Tecnologia dei Materiali. In Europa, dove ha costruito una vasta rete di collaborazioni e promosso numerose iniziative nell’ambito dei programmi quadro dell’Ue e della European Science Foundation. “Generazioni di studenti e collaboratori hanno trovato in lui un maestro capace di unire rigore e curiosità, autorevolezza e modestia, intelligenza e umanità – sottolinea l’ateneo fiorentino – Il suo rigore scientifico, la sua curiosità intellettuale e la sua straordinaria capacità di ispirare gli altri rimangono una parte fondamentale dell’eredità che lascia alla comunità scientifica”.

Firefox per iOS introduce l’Ad Blocker nativo: come attivarlo su iPhone

13 Agosto 2026 ore 10:47

Mozilla ha ufficialmente avviato il rilascio progressivo di un blocco pubblicitario integrato per Firefox su iOS. Ecco come funziona, come attivarlo e quali sono i suoi attuali limiti.

L'articolo Firefox per iOS introduce l’Ad Blocker nativo: come attivarlo su iPhone proviene da Marco's Box.

Con una pistola alla tempia. Storia vera di Aladin Hussain Al Baraduni

Una dittatura soffocante. Una società divisa in caste. Con quadri e murales l’artista Aladin Hussain Al Baraduni denuncia le ingiustizie e i soprusi della propria terra, lo Yemen. Ma al regime la verità fa paura. Aladin viene minacciato, incarcerato e condannato a morte....
Vedi l'articolo

Ferragosto a San Vincenzo con Tuscany on Festival e gli Eiffel 65

13 Agosto 2026 ore 10:28

SAN VINCENZO – Ferragosto tutto da ballare a San Vincenzo con l’arrivo degli Eiffel 65. Lo storico duo che ha fatto cantare e danzare intere generazioni con le loro hit come “Blue”, sarà ospite del Tuscany on Festival il 16 agosto.

Dal 14 al 16 agosto San Vincenzo si animerà con musica, balli e fuochi d’artificio. Vediamo nel dettaglio il programma.

Concerto di Ferragosto

L’avvio è venerdì 14 agosto alle ore 21.15 all’anfiteatro del porto, con il Concerto di Ferragosto della Premiata Filarmonica ‘G.Verdi’ (ingresso libero).

Fuochi d’artificio

Sabato 15 giorno di Ferragosto a San Vincenzo si terrà il tradizionale spettacolo di fuochi d’artificio sul mare. Lo spettacolo prenderà il via alle 23.30 (e non alle 23 come inizialmente comunicato).

Come di consueto si svolgeranno dal ‘pennello’ sud della zona porto, in prossimità dell’arenile demaniale antistante via Costa. Un appuntamento che, oltre a celebrare l’estate, per San Vincenzo rappresenta da decenni anche la ricorrenza dell’autonomia del Comune da quello di Campiglia Marittima.

Dalle 22.30 si accenderanno inoltre i riflettori in piazza Unità d’Italia per la 26esima edizione del Tuscany on Festival, curato dall’associazione New Sapiens. Evento organizzato con il patrocinio del Comune di San Vincenzo.

Una iniziativa ormai diventata punto di riferimento delle notti di Ferragosto sulla Costa degli Etruschi con party a base di musica live anni ‘80 e ‘90 e dintorni con la Tribute Band 883.

Eiffel 65

La festa del Tuscany proseguirà poi anche domenica 16 agosto, quando sul palco saranno ospiti speciali gli Eiffel 65, con oltre vent’anni di hit tutte da ballare e da cantare. In consolle dj Samuel Kimkò e dj Zullo, con le voci di Gutyerrez e Davide Pozzi.

L'articolo Ferragosto a San Vincenzo con Tuscany on Festival e gli Eiffel 65 proviene da Livorno Sera Notizie.

Guccini, l'anticonformista? Le posizioni degli ultimi anni che hanno tradito le sue canzoni

13 Agosto 2026 ore 10:13

💾

▷ AIUTA L'INFORMAZIONE LIBERA, SOSTIENICI: https://donazioni.radioradio.it/

Nei giorni scorsi è morto Francesco Guccini all'età di 86 anni. Con lui se ne va uno dei più grandi cantautori italiani di ogni tempo. È impossibile non celebrarne la grandezza artistica, così come si è espressa in raffinatissimi pezzi densi di pensiero pensante, come ad esempio, per menzionarne due soltanto, Cyrano o Don Chisciotte. Il Guccini cantautore ha magnificamente espresso quello spirito di scissione messo a tema da Antonio Gramsci nei Quaderni del carcere, voglio dire la capacità di prendere criticamente posizione contro il proprio tempo storico e contro le contraddizioni che lo infettano. Il brano di Guccini Dio è morto rappresenta, tra gli altri, un capolavoro di riflessione in musica, mettendo magnificamente a tema la morte di Dio come cifra del nostro tempo, senza però negare la necessaria speranza in una rinascenza di Dio e della fede nell'ideale.

▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/

L’Antitrust punisce Google, ma a rischiare la fine è Firefox

13 Agosto 2026 ore 10:13

Nel tentativo di smantellare il monopolio delle ricerche di Google, spingendosi fino all'ipotesi di cessione forzata del browser Chrome, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti rischia di causare un danno collaterale devastante: la fine dei browser indipendenti e la totale concentrazione del Web nelle mani di pochissimi colossi tecnologici.

L'articolo L’Antitrust punisce Google, ma a rischiare la fine è Firefox proviene da Marco's Box.

MotoGP | Trackhouse: Ogura è in piena lotta per il titolo, ma deve migliorare un aspetto. Ecco quale

13 Agosto 2026 ore 10:13
Ai Ogura non è solo una delle rivelazioni del Mondiale 2026 di MotoGP, ma è anche uno dei più seri candidati al titolo iridato assieme a Jorge Martin - il leader della classifica Piloti - Marco Bezzecchi e ad altri pochi eletti.
I 37 punti che lo separano da Martin dicono che in questo momento il giapponese è terzo nel Mondiale, dietro allo spagnolo e all'altro pilota ufficiale di Aprilia ...Continua a leggere

Risolte vulnerabilità su GitLab CE/EE

13 Agosto 2026 ore 10:07
Rilasciati aggiornamenti di sicurezza che risolvono 13 vulnerabilità, di cui 6 con gravità “alta”, in GitLab Community Edition (CE) ed Enterprise Edition (EE). Tali vulnerabilità, qualora sfruttate, potrebbero consentire a un utente malintenzionato remoto di elevare i propri privilegi, accedere a informazioni sensibili e/o eludere meccanismi di sicurezza sui sistemi interessati.

Guida alla vulnerabilità RCE upload immagini in WordPress

13 Agosto 2026 ore 10:03
Guida alla vulnerabilità RCE upload immagini in WordPress

Una vulnerabilità RCE upload immagini in WordPress può trasformare un'operazione comune, come caricare una foto, in una porta d'accesso per i malintenzionati. Se gestisci un sito WordPress, questo è un argomento che devi assolutamente conoscere.

Di recente è emersa una falla critica che permette a un utente con privilegi di "Autore" di eseguire codice da remoto. Questo attacco, noto come Remote Code Execution, avviene tramite il caricamento di un file immagine malevolo.

Non c'è motivo di allarmarsi. Infatti capire il problema è il primo passo per risolverlo. In questa guida ti spieghiamo cos'è successo, come funziona l'attacco e, soprattutto, come puoi mettere in sicurezza il tuo sito web in pochi semplici passaggi.

Cos'è una vulnerabilità RCE in WordPress e perché dovresti preoccuparti?

Prima di entrare nei dettagli tecnici, chiariamo un concetto fondamentale: RCE, o Remote Code Execution, significa "Esecuzione di Codice da Remoto". È come dare a uno sconosciuto le chiavi del tuo server. Un attacco RCE riuscito consente a un hacker di eseguire comandi sul tuo hosting come se fossi tu.

Le conseguenze possono essere devastanti:

  • Furto di dati sensibili, come informazioni degli utenti o dettagli di pagamento.
  • Installazione di malware o ransomware sul tuo server.
  • Cancellazione o modifica dei contenuti del sito.
  • Utilizzo del tuo server per lanciare attacchi verso altri sistemi.

In breve, significa perdere il controllo completo del tuo spazio web. Per questo motivo una falla di sicurezza di questo tipo va presa molto sul serio.

La falla specifica: come un'immagine diventa un'arma

Come può un semplice file PNG scatenare una vulnerabilità RCE in WordPress? Il problema non risiede nel core di WordPress, ma nell'interazione tra la piattaforma e due strumenti che gestiscono le immagini: ImageMagick (noto anche come Imagick) e Ghostscript.

Ecco la catena di eventi che un aggressore potrebbe sfruttare:

  1. Il file mascherato: l'attaccante crea un file che appare come un'immagine (ad esempio, vacanza.png), ma al suo interno nasconde codice malevolo, scritto in un linguaggio come PostScript.
  2. Il caricamento: un utente con il ruolo di "Autore" carica questo file nella Libreria Media di WordPress.
  3. L'errore di validazione: le versioni vulnerabili di WordPress si fidavano dell'estensione del file (.png) senza analizzare a fondo il suo contenuto reale.
  4. La delega pericolosa: WordPress passa il file a ImageMagick per elaborarlo, ad esempio per creare le miniature. ImageMagick riconosce che non è una vera immagine ma codice PostScript e delega il compito a Ghostscript, lo strumento designato per interpretare questo tipo di file.
  5. L'esecuzione del codice: Ghostscript, eseguendo il suo compito, interpreta il codice contenuto nel file. Questo permette all'hacker di eseguire comandi sul server.

Il punto debole era proprio quel passaggio in cui un plugin di WordPress si fidava ciecamente dell'estensione, permettendo al "cavallo di Troia" di superare le prime difese. Per questo è fondamentale proteggere il tuo sito, mettendo in sicurezza i plugin.

Chi è il bersaglio della vulnerabilità RCE di WordPress?

Questa vulnerabilità non colpisce tutti i siti allo stesso modo. Il principale fattore di rischio dipende da chi ha i permessi per caricare file multimediali. L'attacco, infatti, richiede almeno un account con ruolo di Autore.

Il tuo sito è ad alto rischio se:

  • Gestisci un blog con molti autori o collaboratori esterni.
  • Hai una piattaforma di membership o un e-commerce dove gli utenti possono caricare immagini.
  • Concedi l'accesso al backend a clienti o a un team allargato con ruoli superiori a "Sottoscrittore".

Al contrario, se il tuo sito è gestito solo da te e da pochi amministratori di fiducia, il rischio è basso. Tuttavia, la sicurezza non è mai troppa.

La soluzione: come mettere in sicurezza il tuo sito WordPress

La buona notizia è che la soluzione è semplice, rapida e già disponibile. Il team di sicurezza di WordPress ha rilasciato una patch che corregge completamente questa falla. L'unica azione necessaria è aggiornare la tua installazione di WordPress alla versione più recente.

La correzione è stata implementata a partire dalla versione 7.0.4 del plugin Gutenberg e integrata nel core di WordPress. L'aggiornamento modifica il modo in cui WordPress gestisce i file. Ora, prima di passare qualsiasi file a ImageMagick, la piattaforma ne analizza il contenuto reale (la sua "firma digitale"). In questo modo si assicura che un file .png sia davvero un'immagine e non un file PostScript mascherato. Questo blocco preventivo neutralizza completamente la minaccia.

Vulnerabilità RCE in WordPress: la prevenzione è la migliore difesa

Oltre all'aggiornamento, puoi adottare alcune buone pratiche per rafforzare la sicurezza del tuo sito e prevenire problemi futuri:

  • Limita i permessi: assegna sempre il ruolo con i privilegi minimi necessari a ogni utente. Non tutti hanno bisogno di essere "Autori" o "Editor".
  • Usa un plugin di sicurezza: strumenti come Wordfence o Sucuri possono monitorare i file caricati e bloccare i tentativi di attacco.
  • Effettua backup regolari: avere un backup recente e funzionante è la tua migliore assicurazione contro qualsiasi disastro.

Non sottovalutare la sicurezza del tuo sito

La vulnerabilità RCE in WordPress ci ricorda una lezione fondamentale: anche le operazioni più comuni, come il caricamento di un'immagine, possono nascondere dei rischi.

La sicurezza informatica è un processo continuo di vigilanza e aggiornamento. Non rimandare: controlla subito la versione del tuo WordPress e, se non è l'ultima disponibile, procedi con l'aggiornamento. È un piccolo gesto che garantisce la protezione del tuo lavoro, dei tuoi dati e della fiducia dei tuoi utenti.

L'articolo Guida alla vulnerabilità RCE upload immagini in WordPress proviene da sicurezza.net.

China’s travellers raise alarm over error-filled tourist signs in public spaces

A highway operator in Gansu province, northwestern China, apologised on Wednesday after a service area sign for the hot water room, mistranslated in English as “open water rooms”, was shared on social media. Similar translation errors, as well as spelling mistakes, on signage at public facilities have repeatedly drawn attention, including an incident in late March, when a passenger at an airport in the southwestern city of Guiyang discovered multiple misspellings. The mistranslation of the...

China’s travellers raise alarm over error-filled tourist signs in public spaces

A highway operator in Gansu province, northwestern China, apologised on Wednesday after a service area sign for the hot water room, mistranslated in English as “open water rooms”, was shared on social media. Similar translation errors, as well as spelling mistakes, on signage at public facilities have repeatedly drawn attention, including an incident in late March, when a passenger at an airport in the southwestern city of Guiyang discovered multiple misspellings. The mistranslation of the...

Lutto nell'auto: addio a Hiroshi Okuda, padre della Toyota Prius

13 Agosto 2026 ore 09:56
La Toyota dice addio a uno dei manager che hanno impresso un'impronta indelebile sulla sua storia. All'età di 93 anni è scomparso per cause naturali l'ex presidente Hiroshi Okuda.Non è un manager qualsiasi per l'azienda nipponica: a lui si devono, infatti, alcuni dei principali punti di forza dell'intero gruppo, tra cui l'impronta produttiva globale, l'ascesa nel panorama automobilistico globale e, soprattutto, la leadership nella tecnologia dell'ibrido, a partire dalla capostipite di tutte le auto elettrificate, la Prius. L'impronta di Okuda Okuda, nato vicino Nagoya nel 1932 e laureato in economia aziendale presso la prestigiosa Università Hitotsubashi di Tokyo, ha lavorato alla Toyota per ben 45 anni, ricoprendo incarichi manageriali di altissimo livello: tra il 1995 e il 2006 è stato prima amministratore delegato (fino al 1999) e poi presidente del consiglio di amministrazione.Primo manager esterno alla famiglia fondatrice ad assumere il timone della Toyota, è ricordato per aver ridato slancio a un'azienda allora in difficoltà finanziarie e commerciali per colpa dell'impatto di uno yen troppo forte sulle esportazioni e di problemi macroeconomici interni. All'epoca il Giappone, dopo lo scoppio di una bolla immobiliare e finanziaria verso la fine degli anni '80, era appena entrato in quella fase di stagnazione economica destinata a durare oltre 30 anni. Per rilanciare le sorti della società Okuda punta su prodotti innovativi, miglioramento della reputazione e internazionalizzazione. Sui primi due fronti, è cruciale il suo ruolo nello sviluppo della Prius: è lui a dare il via libera definitivo al progetto di cui era responsabile Takeshi Uchiyamada. La prima ibrida al mondo, lanciata in Giappone nel 1997, consente alla Toyota di migliorare immagine e reputazione, ma sono i progetti di espansione all'estero a dare slancio alle vendite e a porre le basi per il sorpasso su General Motors e la conquista della leadership globale . Okuda, per esempio, ad approvare la fabbrica francese di Valenciennes, l'aumento dei volumi produttivi e nuovi stabilimenti negli Stati Uniti. A lui, però, si deve anche la chiusura, per la prima volta nella storia dell'azienda, di un impianto giapponese. 

BYD Seal 06, la nuova plug-in che percorre fino a 2.370 km con un pieno

13 Agosto 2026 ore 09:36
BYD ha presentato per il mercato cinese il Model Year 2027 della Seal 06, filante elettrica venduta anche in Italia con motorizzazione plug-in DM-i. In Cina, dove questo modello c'è anche in versione full electric, la gamma prevede dodici configurazioni, con prezzi che partono da 99.900 yuan (poco più di 12.800 euro) per la plug-in e da 109.900 yuan (poco più di 14 mila euro) per la BEV. Le novità del MY27 La BYD Seal 06 misura 4.870 mm di lunghezza, 1.890 di larghezza e 1.495 di altezza, mentre il passo è cresciuto di 30 mm e arriva a 2.820 mm. Il restyling interviene in maniera molto leggera sugli esterni, dove troviamo il nuovo disegno dei gruppi ottici anteriori a LED, con uno stile chiamato "Wave Star River", così come i condotti aerodinamici alle estremità dei paraurti. Le motorizzazioni La versione elettrica monta un motore da 240 kW (326 CV), che consentono alla Seal 06 di scattare da ferma a 100 km/h in 5,9 secondi. Due i tagli di batterie LFP disponibili, da 53 e 634 kWh, per autonomie - nel generoso ciclo di omologazione cinese - rispettivamente di 530 e 630 km. Gli accumulatori sono Blade Battery di seconda generazione, e possono quindi sfruttare la ricarica Flash Charging del costruttore cinese, che con potenze fino a 1.500 kW riduce a pochi minuti il tempo totale di ricarica. La plug-in fa più di 2 mila km Le versioni plug-in DM-i abbinano invece un 1.5 aspirato da 74 kW (101 CV) alla trasmissione ibrida EHS, con motore elettrico anteriore da 120 kW (163 CV) o 175 kW (238 CV) e batterie da 25 o 34 kWh: le autonomie in elettrico sono di 230 e 320 km. Con gli accumulatori carichi e il serbatoio della benzina da 65 litri, secondo la Casa è possibile percorrere fino a 2.370 km. C'è sempre lo schermo che ruota di 90 Limitati anche gli interventi in abitacolo, dove rimangono la strumentazione digitale da 8,8" e l'infotainment rotante da 15,6". Cambia lo stile della plancia, che prevede una fascia di plastica a tutta larghezza all'interno della quale è inserito il quadro strumenti. Sugli allestimenti top di gamma sono presenti anche un head-up display da 29" e l'assistente vocale con la AI di DeepSeek. Accanto alla guida assistita di livello 2, le versioni più ricche montano il sistema God's Eye 5.0 con LiDAR, per muoversi in maniera semi-autonoma in città e sulle autostrade.

F1 2027: si va verso l'aumento delle Sprint. Ma è davvero questa la strada giusta da seguire?

13 Agosto 2026 ore 09:08
Una Formula 1 sempre più eccitante, coinvolgente e senza "momenti morti". Ormai da diversi anni Liberty Media sta lavorando in questa direzione, con il preciso intento di attirare sempre più pubblico generalista e aumentare così le presenze in autodromo - già cresciute a dismisura - offrendo sessioni potenzialmente al fulmicotone, abbattendo momenti che solo in apparenza sembrano ...Continua a leggere

La scuola si svaluta perché è stato svalutato il lavoro

13 Agosto 2026 ore 09:00

Scuola, lavoro, sapere e orientamento sindacale

Lavorando nella scuola, difficilmente si riesce a sfuggire alla netta impressione, che solo a volte riesce a farsi piena consapevolezza, del suo declino. Il senso comune tende normalmente ad attribuirlo alla perdita di autorevolezza e alla mancanza di autorità, dividendosi poi, abbastanza prevedibilmente, nell’individuazione dei colpevoli di questa decadenza: gli studenti, le famiglie, i docenti, i pedagogisti, le riforme che avrebbero rinunciato alla serietà e alla selezione.

Sarebbe forse più interessante, al posto di questa disputa da cortile, interrogarsi sul rapporto tra il declino dell’istituzione scolastica e l’affermazione di una società nella quale il principio organizzativo di ogni aspetto della vita è sempre più costituito dalla logica del mercato, del profitto, della competizione e della finanziarizzazione.

La domanda, allora, può essere rovesciata: perché una società dovrebbe riconoscere autorevolezza a un’istituzione alla quale ha progressivamente sottratto una funzione culturale autonoma?

Ciò che il sistema produttivo richiede oggi alla scuola non è, in primo luogo, la formazione di persone dotate di un sapere ampio e articolato, ma la produzione di lavoratrici e lavoratori adattabili, flessibili, capaci di risolvere problemi e di adeguarsi rapidamente alle trasformazioni del lavoro. Persone capaci di trovare risposte, molto meno incoraggiate a formulare domande. Soprattutto quelle che riguardano il senso e l’organizzazione complessiva della realtà nella quale sono chiamate a operare.

In questo quadro, un sapere solido, disciplinare o meno, rischia di apparire non soltanto inutile, ma persino dannoso. Il sapere, quando non si riduce al possesso di informazioni o di abilità immediatamente spendibili, permette infatti una maggiore comprensione dei fenomeni sociali e, con essa, la possibilità di interrogare e mettere in discussione l’ordine esistente.

Non viene trasformato soltanto ciò che si insegna. Cambia contemporaneamente lo status dei protagonisti della scuola: i docenti diventano progressivamente esecutori di procedure e gli studenti clienti di un’agenzia di formazione dagli orizzonti sempre più limitati. Entrambi perdono autonomia all’interno di una macchina fortemente tecnicizzata, nella quale acquistano centralità procedure, protocolli, certificazioni, indicatori e griglie.

È in questo contesto che andrebbe affrontata anche la questione delle competenze, diventata uno dei bersagli classici dello scontento docente.

Il paradigma delle competenze era faticosamente emerso anche dal tentativo di superare le macerie polverose della scuola liberale e gentiliana, fondata su una precisa gerarchia dei saperi e capace di funzionare come potente dispositivo di selezione sociale. L’idea che conoscere significasse anche saper utilizzare autonomamente ciò che si conosce, mettendo in relazione saperi diversi e applicandoli alla comprensione di situazioni reali, possedeva una sua forza dirompente.

Il problema, quindi, non è che le competenze abbiano sostituito le conoscenze. Il problema è ciò in cui tanto le competenze quanto le conoscenze sono state trasformate.

Un paradigma costruito anche nel tentativo di superare un modello scolastico classista ed escludente è stato progressivamente piegato alla costruzione di una scuola che esegue protocolli e compila griglie. La competenza, da capacità di utilizzare autonomamente il sapere per comprendere e agire nella realtà, viene ridotta alla capacità di fornire una prestazione prevista e misurabile. Parallelamente, le conoscenze vengono selezionate e valorizzate sempre più in relazione alla loro immediata spendibilità.

Per questo fare delle competenze il nemico rischia di essere una comoda scorciatoia. Significa attribuire a un paradigma pedagogico una trasformazione che ha invece radici materiali molto più profonde. E rischia soprattutto di indicare come alternativa una scuola precedente che era certamente meno aziendalizzata, ma anche più selettiva, classista ed escludente.

La contrapposizione tra scuola delle conoscenze e scuola delle competenze finisce così per nascondere il problema invece di chiarirlo. Una conoscenza può costituire uno strumento di emancipazione, ma può anche essere il capitale culturale attraverso il quale una scuola selettiva riproduce le gerarchie sociali. Una competenza può significare autonomia nell’uso del sapere oppure semplice capacità di eseguire efficacemente un compito assegnato.

La questione decisiva è un’altra: quale funzione sociale attribuiamo al sapere?

Quando il sapere viene subordinato alle necessità immediate del sistema produttivo, il costrutto delle competenze perde la propria capacità di mettere in discussione la gerarchia dei saperi e delle conoscenze e diventa un dispositivo di adattamento al mercato. Il risultato è una scuola che riesce contemporaneamente a perdere ciò che aveva di meglio nella propria tradizione disciplinare e ciò che vi era di emancipativo nel tentativo di superarla.

È un quadro scarsamente rimediabile dall’interno dell’istituzione scolastica. La trasformazione della figura docente in esecutore di procedure e di quella studentesca in cliente di un’agenzia formativa ha sottratto importanza e centralità a entrambe, inserendole in una macchina nella quale l’autonomia viene progressivamente sostituita dalla conformità alle procedure.

Per questa ragione, la domanda di una formazione più complessa e articolata non può provenire soltanto dalla scuola. Può nascere solo da una necessità sociale più complessiva.

Ed è qui che il problema diventa inevitabilmente anche sindacale.

Il problema non è soltanto difendere le lavoratrici e i lavoratori della scuola. È capire da che cosa dobbiamo difenderli. Perché una stessa condizione materiale – salari bassi, perdita di autonomia, burocratizzazione crescente, svalutazione professionale – può produrre interpretazioni politiche molto diverse.

La frustrazione di chi lavora nella scuola può tradursi nella richiesta di maggiore autorità, nel rimpianto per una scuola più selettiva, nell’insofferenza verso studenti e famiglie, nel rifiuto delle competetenze, dell’inclusione o di qualsiasi innovazione pedagogica identificata con il declino dell’istituzione. È una reazione comprensibile di fronte alla perdita di controllo sul proprio lavoro. Ma trasformare questa reazione in una prospettiva sindacale significherebbe scambiare ancora una volta gli effetti per le cause.

Un sindacato può rivendicare lo status perduto di una professione oppure rivendicare potere per chi quella professione esercita. Non sono la stessa cosa.

Nel primo caso si chiederanno prestigio, autorità, riconoscimento sociale e, naturalmente, salari più alti. Nel secondo salario e riconoscimento economico rimangono centrali, ma insieme alla riduzione della subordinazione burocratica, alla libertà didattica, al tempo necessario per svolgere il proprio lavoro, agli organici, alla possibilità di decidere collettivamente sull’organizzazione della scuola e al rifiuto della sua riduzione ad agenzia di addestramento alle necessità del mercato.

Come mi è già capitato di scrivere, la figura docente non può pensare alla trasformazione del proprio ruolo e, più prosaicamente, all’aumento del proprio reddito in forma corporativa, estraniandosi dalla società nella quale svolge il proprio lavoro.

La condizione materiale del lavoro docente non è infatti separabile dal valore che una società attribuisce alla formazione e, ancora più a monte, dal tipo di lavoro che il suo sistema produttivo richiede.

Un sistema economico che fa largo affidamento su lavoro povero, flessibile, ricattabile e scarsamente autonomo ha poco interesse a garantire alla generalità delle persone una formazione ampia e complessa. Non perché un patrimonio culturale ridotto produca automaticamente bassi salari: sarebbe una relazione troppo semplice. Ma perché un’organizzazione del lavoro fondata sulla debolezza contrattuale di lavoratrici e lavoratori richiede soprattutto adattabilità, disponibilità e competenze immediatamente utilizzabili. Ha molto meno bisogno di autonomia culturale e della capacità di interrogare criticamente l’organizzazione nella quale si è inseriti.

Il rapporto causale, allora, va forse letto anche nella direzione opposta a quella abituale. Non è soltanto la svalutazione della scuola a produrre la svalutazione del lavoro docente. È la svalutazione generale del lavoro a produrre una scuola adeguata a quel lavoro e, di conseguenza, a svalutare anche chi vi lavora.

I dati aiutano a dare una misura materiale del fenomeno. Secondo l’OCSE, nei paesi che ne fanno parte gli stipendi effettivi degli insegnanti della scuola primaria e secondaria si collocano mediamente tra l’83 e il 91 per cento dei redditi dei lavoratori con un analogo livello di istruzione. In Italia il divario è assai più marcato: nella scuola secondaria di primo grado, per esempio, un insegnante tra i 45 e i 54 anni percepisce mediamente circa il 65 per cento del reddito di un lavoratore a tempo pieno con un analogo livello di istruzione. E mentre dal 2015 gli stipendi effettivi degli insegnanti della primaria sono cresciuti in termini reali mediamente del 14,6 per cento nell’area OCSE, in Italia sono diminuiti del 4,4 per cento.*

A quel punto non dovrebbe stupire che la scelta di lavorare nella scuola venga sostenuta soprattutto dalla passione per il lavoro educativo o, più prosaicamente, dalla mancanza di alternative migliori.

Ma proprio qui la questione smette di essere soltanto salariale e, soprattutto, smette di essere soltanto scolastica.

Se si vuole restituire valore economico e sociale al lavoro di chi insegna, occorre contemporaneamente rivendicare il valore sociale di ciò che attraverso quel lavoro viene prodotto. Il problema è decidere se la scuola debba produrre capitale umano adattabile alle necessità contingenti del mercato oppure persone capaci di comprendere il mondo nel quale vivono, di formulare domande e di intervenire collettivamente sulla realtà.

Per un sindacato di base questo significa, credo, assumere fino in fondo una scelta: essere il sindacato di una professione che rivendica il proprio status oppure essere un sindacato del lavoro che agisce nella scuola.

La battaglia per il salario e per le condizioni di lavoro nella scuola non può quindi essere separata dalla battaglia per salari più alti, maggiore autonomia e maggiore capacità contrattuale dell’insieme del lavoro. E la difesa del sapere non può coincidere con la nostalgia per una scuola selettiva che quel sapere distribuiva secondo le appartenenze sociali.

Forse è proprio da qui che bisognerebbe ripartire quando parliamo del declino della scuola. Non chiedendoci semplicemente come restituire autorità agli insegnanti o come restaurare la scuola di un tempo. La domanda è quale società possa avere nuovamente bisogno di una scuola autorevole perché libera, culturalmente ambiziosa e capace di produrre non soltanto lavoratrici e lavoratori adattabili, ma persone in grado di comprendere criticamente l’ordine esistente e, quando necessario, di immaginarne uno diverso.

* Fonte: OECD, Education at a Glance 2025, dati relativi alle retribuzioni degli insegnanti e al rapporto con i redditi dei lavoratori con istruzione terziaria.

Stefano Capello

L'articolo La scuola si svaluta perché è stato svalutato il lavoro proviene da .

Con una pistola alla tempia. Storia vera di Aladin Hussain Al Baraduni

13 Agosto 2026 ore 08:30

Articolo da Il Mago di Oz - Letteratura, filosofia e controcultura

Terre di mezzo editore Da diversi anni ormai, grazie a mio figlio Ernesto e ai consigli di una bravissima libraia, sono un lettore abituale di questa splendida casa editrice. Gli albi illustrati sono dei veri capolavori e talvolta mi chiedo se la loro lettura non sia più utile agli adulti di quanto lo sia ai bambini. I quali, in questo mondo dallo sguardo annebbiato e dal fiato corto, possono portarci ad alzare la testa fra le nuvole. Per tornare a respirare. Su questo blog, la bravissima Cristina Desideri ha già recensito “Cosa fanno i sentimenti di notte?” e “Tempesta”. Personalmente

L'articolo Con una pistola alla tempia. Storia vera di Aladin Hussain Al Baraduni sembra essere il primo su Il Mago di Oz.

Passwords stored in public Google Doc then showed up in search results

13 Agosto 2026 ore 09:00
PWNED Welcome, once again, to PWNED, the weekly column where we highlight others’ security failures. Hopefully, there’s a lesson in all this, but it could just be “stop shooting yourself in the foot.” Have a story about someone leaving a gaping hole in their network? Share it with us at pwned@sitpub.com. Anonymity is available upon request. Our story today comes courtesy of Siim Kostabi, co-founder of Pageloot, a company that provides QR codes businesses can use for marketing. Kostabi’s tale of tech terror reminds us that credentials, even for a staging server, have a lot of value in the wrong hands. He explains that his company brought in a contractor to help with some API integrations on the back end. That developer had the credentials for the staging environment and wanted to be able to view them across different devices they were using for the job. So what was the developer’s solution to the very common problem of keeping track of usernames and passwords? They could have chosen a password manager. They could have written the passwords down in a paper notebook and kept it hidden from prying eyes. They could have gotten a password tattoo. They could even have emailed the passwords to themselves and it would have been smarter than what they did. Instead, the outside developer decided to store their password in a Google Doc. And they set that Google Doc to be viewable by anyone on the internet who had the link. And then, one day, an employee at the company found the Google Doc with the staging credentials in it because Google Search had indexed it and offered it as a search suggestion. “A developer on our team was debugging something unrelated and typed our domain into Google Search,” Kostabi recalls. “The autocomplete surfaced one of our staging hostnames followed by what looked like a credential string. We checked, and there was a publicly accessible Docs URL.” Yikes! Just imagine that not only are your company’s credentials available to anyone online, but they are indexed in Google Search for the world to find! Once they discovered the problem, Kostabi’s company immediately cut access for that contractor and rotated all of its exposed credentials. They also set a new rule: no storing passwords on Google Docs, Slack, Notion, or other collaboration tools. In a separate incident, Kostabi heard from a Pageloot customer, a mid-size retailer, whose QR codes were suddenly directing users to a competitor’s site. After investigating, he found that a disgruntled ex-employee’s credentials had not been revoked and that the former employee had used that access to redirect all of the retailer’s URLs, costing it customers. The takeaway from both of these problems is that you need to carefully control access. Former employees should immediately lose access to everything and current contractors should be reasonably intelligent people you can trust. “Both situations were completely avoidable with basic hygiene,” Kostabi said. “Proper offboarding, access reviews, and not treating shared docs like private vaults.” ®

What to Know About the U.K. Special Election: Farage vs. Binface

14 Agosto 2026 ore 20:16
Nigel Farage, the right-wing populist leader, won a by-election for his parliamentary seat in Clacton, which he initiated after coming under pressure over his financial declarations.

© Joe Giddens/Press Association, via Associated Press

Nigel Farage, leader of Reform U.K., at a rally for the party in Wymondham, England, last month.

Nubifragi nella provincia di Firenze, alberi caduti e allagamenti

13 Agosto 2026 ore 08:46
Nubifragi nella provincia di Firenze, alberi caduti e allagamenti

Un violento nubifragio, con forte vento e anche grandine, si è abbattuto nella provincia di Firenze a metà pomeriggio, in particolare nell’Empolese Valdelsa.

Un violento nubifragio, con forte vento e anche grandine, si è abbattuto nella provincia di Firenze a metà pomeriggio, in particolare nell’Empolese Valdelsa. I vigili del fuoco sono intervenuti a Empoli, Montelupo Fiorentino, Capraia e Limite, Vinci, Montaione e Signa per alberi e rami pericolanti o caduti, distacchi di intonaco e cornicioni, infiltrazioni e allagamenti. A Montelupo Fiorentino una grossa pianta è caduta su un’abitazione, danneggiando anche un’auto. Una persona è stata soccorsa dal 118, ma non ha riportato ferite gravi. Nel comune ci sono state raffiche di vento a più di 80 km/h e si segnalano quattro alberi caduti nelle zone del Turbone, Camaioni, Le Rotonde e Bobolino.
Alberi caduti anche nella frazione di Pozzale a Empoli, sulla SP46 a Montaione, nella frazione di Sovigliana a Vinci e a pochi passi dal centro storico di Cerreto Guidi.

SOSTIENI L’INFORMAZIONE ANTI-IMPERIALISTA

13 Agosto 2026 ore 08:38

💾

Sei stanco della propaganda sionista spacciata ogni giorno per informazione?

Sostieni allora chi prova a raccontare il mondo da un altro punto di vista: anti-imperialista, indipendente, senza padroni e senza paura di mettere in discussione le narrazioni dominanti.

Un’informazione così non la finanziano le grandi lobby, i governi o i miliardari.

La possiamo finanziare soltanto noi.

Il nostro Shop ti aspetta

●▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬●

Vuoi mandarli #tuttiacasa? Da oggi puoi contribuire a farlo anche con il tuo 5X1000. Basta indicare nell'apposita sezione della dichiarazione dei redditi (o comunicare al CAF o al commercialista) il codice fiscale di MULTIPOPOLARE: CF 92054980450

●▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬●

E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV

●▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬●

per acquistare le nostre magliette e non solo, invece, clicca qui: https://ottolinatv.it/shop/merchandising/

●▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬●

🔔 ISCRIVITI AL CANALE E ATTIVA LE NOTIFICHE 🔔

ISCRIVITI AL CANALE INGLESE DI OTTOLINA: https://www.youtube.com/@OttolinaTV-English

▶ sostieni OttolinaTV. aderisci alla campagna di sottoscrizione su GoFundMe urly.it/3yp7g e su paypal urly.it/3yp7j ◀

🌐 VISITA IL SITO: https://ottolinatv.it/

🚀 SEGUICI ANCHE SU... 🚀
★ FACEBOOK: https://www.facebook.com/ottolinatv
★GRUPPO FACEBOOK: https://www.facebook.com/groups/ottolinatvgruppo
★INSTAGRAM: https://www.instagram.com/ottolinatv/
★TIKTOK: https://www.tiktok.com/@ottolinatv
★TWITCH: www.twitch.tv/ottolinatv
★ SPOTIFY: https://podcasters.spotify.com/pod/show/ottolinatv
★ TWITTER: https://twitter.com/ottolinatv

📢 PER PARTECIPARE E DISCUTERE CON OTTOLINATV 📢
★ CANALE TELEGRAM: https://t.me/Ottolina_TV
★ GRUPPO MULTIPOPOLARE: https://t.me/+OSGohHfdeuBhNDE0

EVO 7 Kairos, la C-SUV da 174 CV che costa meno di 30 mila euro

13 Agosto 2026 ore 08:34
un'auto passata un po' inosservata, la EVO 7 Kairos. Che dopo il suo debutto al Salone di Torino dello scorso anno non s'è ancora fatta vedere a livello mediatico. Ma con un prezzo di listino sotto i 30 mila euro e dimensioni che consentono di trovare spazio a tutta la famiglia, questa C-SUV può essere un modello che vale la pena tenere d'occhio. Le origini, come sempre per le vetture del gruppo DR, sono cinesi e più precisamente lei è l'evoluzione della Jac JS6 (venduta in alcuni stati Europei, come la Svizzera, dove costa 29.900 euro in versione ibrida plug-in) e viene proposta, con un frontale rivisitato e altre modifiche, solo in versione termica con cambio automatico. La EVO 7 Kairos a benzina ha un prezzo di listino di 29.900 euro (28.900 euro in promozione con rottamazione o permuta), mentre per la versione a Gpl servono 31.900 euro. Le dimensioni La EVO 7 Kairos si presenta come una C-SUV dalle proporzioni generose, con una lunghezza di 4.605 mm, una larghezza di 1.890 mm e un'altezza di 1.700 mm, con un passo di 2.720 mm. All'interno, l'abitacolo è configurato per ospitare fino a 5 passeggeri, mentre il bagagliaio arriva a 490 litri dichiarati, un volume che rimane costante indipendentemente dalla motorizzazione scelta.  I motori Disponibile sia a benzina sia in versione bifuel a Gpl, la EVO 7 Kairos è spinta spinta da un quattro cilindri 1.5 turbo con distribuzione a catena, abbinato alla trazione anteriore e a un cambio automatico doppia frizione a sei rapporti. L'assetto prevede sospensioni anteriori MacPherson e posteriori indipendenti multilink, con cerchi di lega da 19 pollici di serie. In termini di prestazioni e consumi, la versione a benzina eroga 174 CV con una coppia di 288 Nm, per un consumo dichiarato di 7,4 l/100 km e 171 g/km di emissioni di CO2 nel ciclo Wltp. La variante a Gpl vede la potenza scendere leggermente, 162 CV, con 260 Nm di coppia; i consumi si attestano a 9,5 l/100 Km, ma con emissioni di CO2 più contenute, pari a 153 g/km. La versione a doppia alimentazione dispone di un serbatoio Gpl da 80 litri nominali (64 litri effettivi) oltre a quello da 55 litri per la benzina.  Gli interni All'interno, la EVO 7 Kairos è caratterizzata da un doppio schermo da 12,3" per quadro strumenti e infotainment, quest'ultimo con integrazione Apple CarPlay e Android Auto. Di serie sono previsti anche sedili sportivi riscaldabili, un impianto audio con otto speaker e un ampio tetto panoramico che aumenta la luminosità e la percezione dello spazio a bordo.

Cisco thinks Mythos means instant death for unsupported networking kit

13 Agosto 2026 ore 08:28
Cisco CEO Chuck Robbins says “The Mythos Effect” will see customers scour their networks for unsupported devices and replace them ASAP. Mythos is Anthropic’s bug-finding model and has proven so effective that vendors and open source projects are now finding more security flaws and pushing more patches. Speaking on Cisco’s Q4 earnings call yesterday, Robbins said customers he speaks to are aware of Mythos, and fearful that the model and others like it will mean that unsupported devices become too risky to operate once patches stop flowing. “I had one of my CEO friends who runs a major manufacturer in the US … their team called early on in the Mythos wave and just said: ‘Hey, listen, we got to get some of this stuff that is past LDOS’ [last day of support].” Robbins said other Cisco customers have done likewise. “We’ve seen the pipeline increase meaningfully as a result of Mythos, which is really showing up as a network refresh,” he said. The CEO thinks some customers might be paying for new Cisco kit with their security budgets rather than cash allocated to networking expenses. He’ll take it either way. CFO Mark Patterson said buyers who need rapid replacements for their kit won’t have to wait. “We really do not have any significant lead time issues that we are seeing,” he said, before indulging in a little competitive sniping by adding “unlike we have heard a number of different peers talk about.” Robbins said The Mythos Effect is one of three factors contributing to a “supercycle” of network spending. One is the need to prepare for quantum computing, either with quantum-safe networks or quantum-resistant decryption. The other is, of course, AI. Robbins thinks agentic AI will take off, and see Cisco sell bucketloads of fresh kit to hyperscalers, and replacement kit to businesses that want to implement AI and realize their existing networks aren’t up to the job. Cisco reported $17.3 billion revenue for the quarter, and $63.3 billion for the year, increases of 17 percent and 12 percent respectively. Net income rose 51 percent to $3.9 billion for Q4, while the full-year result of $13.27 billion was a 30 percent jump. “We delivered the highest revenue, operating margin, and earnings per employee in thirty years,” Robbins crowed. “In FY27, we expect all these metrics to continue to improve.” Investors appear to have been a little confused by what they heard, as Cisco’s share price spiked after its earnings announcement, before settling four percent lower than its closing price. Robo-support revealed Robbins also touched on Cisco’s own use of AI, which he said saw 145,000 support cases “resolved entirely by AI with zero human intervention” during FY26. If you’re a Cisco customer, let us know how that works for you. The CEO also revealed that Cisco operates an in-house AI Assistant called “Circuit” that he said “is fully embedded in how Cisco operates” and handled over 75 million prompts in Q4 alone. “Circuit runs on our Secure AI Factory infrastructure which improves GPU utilization and automatically routes each task to the appropriate large language model, allowing us to manage token consumption,” he said. ®

Coming next summer: the ‘eclipse of the century.’

13 Agosto 2026 ore 08:19
The sky will go dark for six minutes or more over landmarks like the Rock of Gibraltar, the casbah of Tangier and the temples of Luxor, Egypt.

© Amir Hamja/The New York Times

Watching the solar eclipse at Washington Square Park in New York in 2024.

Chinese ‘yeast factory’ boosts cancer drug production by 1,000 times

A research team at Zhejiang University (ZJU) has cracked a molecular puzzle, turning ordinary yeast into a powerful factory for an expensive cancer drug and boosting its production by a thousand times. The anticancer drug vinblastine has long been sourced exclusively from the Madagascar periwinkle (Catharanthus roseus) plant. But it takes up to 2 tonnes of dried leaves to yield just 1 gram (0.03 ounce) of vinblastine, making it more expensive than gold by weight. This extreme scarcity has kept...

Attackers Exploit SharePoint Authentication Bypass After Public PoC Release

13 Agosto 2026 ore 08:09
Threat actors have begun to exploit a newly disclosed Microsoft SharePoint vulnerability following the release of a proof-of-concept (PoC) code. The vulnerability in question is CVE-2026-55040 (CVSS score: 9.1), which refers to a critical security feature bypass that stems from weak authentication. It was patched by Microsoft as part of its July 2026 Patch Tuesday updates. "The authentication

Tencent says it could make instant profits on $53B hardware splurge by renting it for AI workloads

13 Agosto 2026 ore 06:45
Chinese tech giant Tencent has turned its back on instant profits, betting that a new business unit that creates its own AI and embeds that in its products will pay off to a greater extent than cashing in on demand for computing resources. During the company’s Q2 earnings call yesterday, Bernstein analyst Robin Zhu asked when Tencent expects to see a return on investment from the $53 billion capital expenditure it made in the quarter. Chief Strategy Officer James Mitchell said demand for compute resources is so strong that Tencent could recover its depreciation costs “almost immediately” if it rented its infrastructure. Company president Martin Lau said if Tencent behaved like a neocloud it would “achieve a decent return in an immediate timeframe” as the company has offers for its compute capacity “at more than 30 percent profit compared to the price that we paid just a few months ago.” Lau said Tencent is instead “playing a different game or executing a larger strategy in that we are allocating a very substantial proportion of the new compute to building our own models to state-of-the-art status, and also to deploying, popularizing, and bringing our own AI applications to market leadership in China.” He said Tencent believes that if Tencent can provide “superior intelligence that we can achieve through state-of-the-art models, through market-leading AI applications … we can then convert into superior economic returns over the longer term.” Those returns will come from selling tokens for services like WorkBuddy, which Tencent says is an agent swarm that can “plan, execute, and run tasks in parallel, handing back complete deliverables end-to-end in one flow.” Tencent also offers CodeBuddy, a code generation tool that Mitchell said is accelerating cloud migration projects and therefore creating more business for Tencent cloud. Tencent released its latest model, the 295-billion open-weight Hunyuan-3 in July. Lau described it as “a very small model” and promised that the forthcoming Hunyuan-4 will be bigger – and more capable than larger models from other companies. He also said Tencent is designing its products specifically to work with Hunyuan-4, and that mutual optimization will make those products more powerful than would be the case if they relied on other models. The company also plans a fifth version of Hunyuan, and Lau said at some point Tencent will deliver a state-of-the-art model. Tencent is already producing thoroughly modern results for a tech giant: Revenue for Q2 grew 11 percent to reach $30.3 billion. Net profit rose nine percent to $10.3 billion. The company’s flagship messaging apps, Weixin and WeChat, saw average monthly active users rise seven million to 1.349 billion. Advertising-related revenue rose 22 percent, and the company’s gaming biz grew 17 percent in China alone. Investors aren’t sure what to make of this. The company’s share price has trended down since Wednesday and dipped around three percent since the company’s earnings announcement. ®

⚡ALERT! USA is Planning MASSIVE ATTACK! IRAN "NO NEGOTIATIONS", RED SKIES CANADA! RUSSIA MOBILIZING

13 Agosto 2026 ore 06:37

💾

It all makes sense now

IN USA: THE BEST SURVIVAL FOOD (EXCLUSIVE 20% DISCOUNT VALID THROUGH AUGUST use coupon code 'CanadianPrepper' (affiliate link)
https://tinyurl.com/nhhtddh6

IN CANADA: GET MOUNTAIN HOUSE FOOD for 10% OFF USE DISCOUNT CODE Code: CANADIANPREP here https://72hours.ca/collections/freeze-dried-food?sca_ref=11929078.o4H3sEP2rfoDx

Get 70% off whatever is left at the store using discount code DADMODE70
www.canadianpreparedness.com

GET EMERGENCY PRESCRIPTION MEDS AND ANTIBIOTICS (affiliate link)
https://jasemedical.com/canadianprepper

GET WORLDS BEST (canada made!) NUCLEAR RADIATION DETECTOR HERE
USE CODE NUKE10 for 10% off
https://gammawatch.com/ct008-f-promo/

Chinese Loongson processors have leaky caches, researchers find

13 Agosto 2026 ore 04:14
Researchers from Germany’s Helmholtz Center for Information Security have found processors made by China’s Loongson have leaky caches that attackers could use to seek specific data. Loongson has developed its own LoongArch instruction set architecture (ISA) that blends approaches used by MIPS and RISC-V. On a site called LoongLeakAttack.com, the researchers explain that they found the leaky cache using a fuzzer, then noticed that the LoongArch ISA manual mentions an instruction that leaves 32 bits of a memory register in an “uncertain” state. “Our analysis reveals that under certain circumstances, the ‘uncertain’ data originates from the L1 data cache,” the four researchers wrote. “Since this cache is not isolated between applications, LoongLeak can leak data from other applications and the operating system. Even worse, an attacker can prime the CPU’s internal state to target the leakage to a specific cache set.” In a paper [PDF] explaining their research, authors Lorenz Hetterich, Tristan Hornetz, Fabian Thomas, and Michael Schwarz share case studies that “include recovering full-disk AES keys from the kernel, partial root password hashes from user-space, and bypassing traditional software defenses such as ASLR and stack canaries, all within seconds.” In case that’s not scaring you enough, they also point out “LoongLeak can be exploited from unprivileged user space, containers, or virtual machines.” The flaw even means “LoongLeak can cross the virtual machine boundary and leak host data from inside a VM.” “As the leakage is architectural, it requires neither high-resolution timers nor traditional sidechannel amplification, and it grants the attacker precise control over cache set and line offset,” they add. And the cherry on top is that software mitigations aren’t possible. Users with chips that possess the flaw either need to replace them or make sure they don’t allow any private data to enter or remain in the L1 cache. Making that happen can require turning off one thread per core, effectively disabling hyperthreading. The news isn’t all bad, because Loongson fixed the flaw in an update to its model 3A6000 processor, and the mitigation of evicting cache data slows performance by just 1.4 percent in the worst case. The blast radius of this flaw is also likely to be limited, because Loongson chips are hardly used outside China. The company offers chips for PCs, servers, and appliances such as printers. China’s government promotes use of Loongson chips as part of its plan to reduce dependence on imported tech. Lenovo makes laptops that use Loongson chips but only sells them in China. The Register has discussed the company’s chips with other major PC-makers, who told us they would adopt Loongson product if users want them, or if doing so becomes necessary to participate in the Chinese hardware market. But we’ve not seen a non-Chinese company adopt the processors. China’s government, however, may be nervous about this research as it has instructed public sector buyers to buy local products. Perhaps some government agencies are running vulnerable devices? If that’s the case, Beijing has its work cut out spotting any attacks, because the researchers could find “no specific tools or methods to detect if LoongLeak is being exploited.” ®

OpenAI ad service can bill customers for up to one day after they pause campaigns

13 Agosto 2026 ore 02:28
OpenAI appears to be serving ads after buyers have halted their campaigns, and charging them for the privilege. OpenAI began testing ad sales in ChatGPT in the US back in February and has been gradually expanding the service in other regions, including the United Kingdom, Mexico, Brazil, Japan, and South Korea as of Tuesday. Given that a substantial minority of ChatGPT's user base pays for the service (50 million out of 900 million weekly users as of February 2026), advertising revenue appears to be an important part of OpenAI's plan to defray the cost of providing its service and to convince investors that it has a path to profitability ahead of a future initial public offering. Online ad-marts from the likes of Google and Facebook give advertisers control over when and where their ads will appear, but don't always stick to instructions. The AI biz's ad service appears to have similar ad timing and billing accuracy issues. Ed Bolton, managing director of UK-based Excel4Business, told The Register that his company encountered "an odd billing practice" when it started experimenting with ChatGPT Ads in the US and Canada. "We were running campaigns in the US and Canada … and noticed ads were being delivered through the night/morning on paused campaigns," he explained. When Bolton pointed this out in a support message thread, an OpenAI customer service representative initially acknowledged the failure. "We have now confirmed that your campaigns continued serving after they were paused," said an OpenAI support specialist in an email provided to The Register. "This was not a reporting delay. The campaign was marked as paused, but the separate ad-level status used by the serving system did not refresh promptly, so an ad that was still active at the ad level continued to run. Our Ads Engineering team has escalated this defect and is working on an additional production fix." The support reply goes on to state: "Our review has confirmed £60.72 in invalid charges from the original occurrence and approximately £6.47 from the August 4–5 recurrence. We are extending that reconciliation to the additional activity you reported on August 6. We are preparing the confirmed invalid charges for billing review, but I cannot confirm the final refund or credit amount until the latest activity has been reconciled and that review is complete." Bolton responded that the acknowledged problem – ads being served after he disabled the campaign – had been occurring for a longer period of time and requested a more complete reconciliation of ad billing. Several days later, OpenAI's support rep reversed the prior determination and declined to offer any refund or credit because the company's Advertising Terms state that ChatGPT Ads may be delivered even after a customer cancels a campaign and the advertiser still has to pay for those unwanted ads. "Section 11.1 of our Advertising Terms provides that ads may continue running for up to one business day after a campaign is canceled or changed, and advertisers remain responsible for ads delivered during that period," the support message explains. "Pausing a campaign constitutes a campaign change and does not guarantee that delivery or associated charges stop immediately." A spokesperson for OpenAI confirmed that's the case, explaining that it can take a business day to cancel or change a campaign and that this doesn't represent an intentional effort to run ads after an advertiser has disabled a campaign. Based on the times cited in the support message thread, the most delayed ChatGPT ad ran about 94 minutes after Excel4Business paused a campaign. Bolton said unwanted ads appeared for a far longer period — more than 10 hours after campaigns were paused. OpenAI isn't the only ad provider that allows itself a business day to turn off its ad spigot for a particular customer. Other advertising services impose similar terms. "So the terms … seem to be a standard which is used in digital advertising, which some legal team wrote at some point, saying that we've got a 24-hour grace period if you stop a campaign," Bolton said - before adding that he has run Google AdWords campaigns for 17 or 18 years and has never had that issue. If ad buyers were not able to stop an AdWords campaign quickly, you could easily spend half a million dollars, he said. Nonetheless, some Google advertising customers have complained about post-pause ad serving. Why it might take so long to stop serving ads at a time when applications and servers can be spun up and torn down in seconds isn't immediately clear. One can order and receive physical goods from Amazon.com in less than one business day. It may be that there's no financial incentive or regulatory pressure to tackle the problem, and a significant financial incentive to ignore it. "My understanding is that such a clause is included in terms and conditions so as to cover issues with latency, and not to allow them to run ads for 24 hours longer than instructed," said Bolton. "Regardless, they cannot retroactively apply a clause from terms and conditions after making a written settlement offer." ®

100 anni dalla nascita di Fidel Castro: rivoluzione, socialismo e internazionalismo

di: PC
13 Agosto 2026 ore 07:09
Oggi sono 100 anni dalla nascita di un GIGANTE DELLA STORIA.
Fidel ha lasciato un segno indelebile, non solo tra i lavoratori e le classi popolari di Cuba e dell’America Latina, ma del mondo intero.
L’esempio del comandante in capo FIDEL CASTRO ci guiderà sempre per cercare di abbattere il capitalismo, instaurare il socialismo e difenderlo.
“La rivoluzione è un senso del momento storico; è cambiare tutto ciò che deve essere cambiato; è piena uguaglianza e libertà; è essere trattati e trattare gli altri come esseri umani; è emancipare noi stessi e con i nostri sforzi; è sfidare potenti forze dominanti all’interno e all’esterno della sfera sociale e nazionale; è difendere i valori in cui si crede al prezzo di qualsiasi sacrificio; è modestia, disinteresse, altruismo, solidarietà ed eroismo; La rivoluzione è unità, è indipendenza, è lottare per i nostri sogni di giustizia per Cuba e per il mondo, che è alla base del nostro patriottismo, del nostro socialismo e del nostro internazionalismo.”
Fidel Alejandro Castro Ruz

#FidelCastro #Fidel100 #CentenarioFidel #CentenarioDeFidel #FidelPorSiempre #Cuba #RevolucionCubana #HastaLaVictoriaSiempre #Rivoluzione


🔴 SOSTIENI, PARTECIPA, ORGANIZZATI

✊ Iscriviti al Partito Comunista

Se sei giovane, entra nella Federazione della Gioventù Comunista e costruisci insieme a noi un’alternativa.

✊ ISCRIVITI ORA

🤝 Contribuisci alle nostre attività

Anche una piccola sottoscrizione può fare la differenza.

🤝 CONTRIBUISCI

📢 Seguici sui nostri canali social

Resta aggiornato sulle attività, le iniziative e le campagne del Partito Comunista.

📢 SEGUICI SUI SOCIAL

🎙 Ascolta il nostro podcast

Approfondimenti, analisi e punti di vista disponibili sulle principali piattaforme.

🎙 ASCOLTA IL PODCAST

Condividi !

Shares

L'articolo 100 anni dalla nascita di Fidel Castro: rivoluzione, socialismo e internazionalismo proviene da IL PARTITO COMUNISTA - Sito Ufficiale.

Citroën 2CV e Renault 4, le amate utilitarie francesi

13 Agosto 2026 ore 07:00

Citroën 2CV e Renault 4 sono molto più di due semplici utilitarie. Progettate per motorizzare la Francia del dopoguerra, hanno interpretato lo stesso obiettivo seguendo strade diverse: essenzialità assoluta e ingegno tecnico per la prima, praticità e versatilità per la seconda. Ancora oggi sono tra le auto d'epoca più amate e ricercate, protagoniste di un confronto che mette a paragone due modi differenti, ma ugualmente geniali, di intendere l'automobile popolare.

Piano piano arriva dappertutto

La “Dedeuche” del Double Chevron fa capolino molto prima: pronta nel 1939, gli eventi imposero di riporla in fabbrica per rispolverarla nel 1945, modificandone alcuni parametri per estremizzarne ulteriormente la semplicità. Raffreddamento ad aria per eliminare un intero circuito, sospensioni interconnesse (da qui il celebre comportamento su strada, gommoso, ondeggiante, ma sempre affidabile), portiere che si smontano con una mano e sedili a panca di tela, amovibili in caso di carichi voluminosi. Le origini contadine del direttore Pierre-Jules Boulanger trapelano dal suo cahier des charges imposto a Flaminio Bertoni, e proprio all’impoverita Francia rurale la 2 CV è indirizzata. Rustica, eccentrica, ma irresistibile: una poesia minimalista per la quale si crea una lista d’attesa lunga anni, per tutti coloro che non fossero dottori, veterinari, agricoltori o professionisti. Dal 1948 al 1955 monta un ansimante “flat twin” di 375 cm3 per 9 CV, che poi diventerà di 425 cm3. Lenta, lentissima, ma le marce ben rapportate le consentivano di andare dappertutto. Un less is more in stile Mies van der Rohe su quattro ruote.

Pragmatismo e buonsenso

Marie Chantal, il nome in codice della Renault 4, rispose 13 anni dopo la 2 CV, a seguito di uno studio richiesto dal direttore Pierre Dreyfus nel 1956. Era l’interpretazione della Renault dello stesso concetto - dopo aver preso nota di quelli che alcuni proprietari ritenevano essere i difetti della Citroën -, che sostituiva di fatto sia la 4 CV sia la furgonetta Dauphinoise. I limiti della dondolante avversaria andavano superati: il mercato rurale volgeva al tramonto e, con il miglioramento della rete viaria, la Citroën si rivelava inadatta alle nuove autostrade, così come troppo complesse erano ormai le sospensioni, non più così cruciali. La linea ponton della R4 garantiva più spazio a parità d’ingombri, il moderno portellone fu poi il coup de théâtre. Sebbene la Renault non fosse certa del successo, al punto da tutelarsi con un progetto di sostituzione anticipata in caso di necessità (sarà la futura Renault 6), la R4 diventò presto una bestseller, scalzando la 2 CV che aveva già raggiunto il suo apice. Prezzo concorrenziale, garantito dalla potenza della rete di vendita della Régie, finiture migliori e collaudati motori a 4 cilindri, prima di 747 cm3, poi 845, 782 per alcuni mercati, 1.108 e infine 956. Da quel momento, fu la Citroën a inseguire, aumentando cilindrata e dotazioni della “Deuche” e aggiungendo Ami e Dyane, un po’ più urbane, esattamente come la R4.

Troppo amate per poterle giudicare

Tifoserie numerose, affezionate ed eterogenee. Per non irritare nessuno, rimane solo l’oggettività più fredda: la Renault è più comoda e migliore su strada, per prestazioni e rumorosità, pertanto rimane la più sfruttabile e pratica; la Citroën, però, è la più romantica, esteticamente inconfondibile quanto lo è alla guida, e può diventare quasi una cabriolet. Ad accomunarle davvero fu purtroppo la loro fine: ghigliottinate solo dalle nuove normative su inquinamento e sicurezza degli anni 90, giacché nessuna concorrente comparabile fu mai in grado di spodestarle. Forse, giusto l’altrettanto rivoluzionaria Fiat Panda terrà testa...

gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 1Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 2Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 3Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 4Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 5Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 6Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 7Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 8Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 9Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 10Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 11Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 12Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 13Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 14Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 15Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 16Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 17Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 18Ruoteclassiche
gemelle diverse Citroen 2 CV e Renault 4 - 19Ruoteclassiche

US-China rivalry takes flight over scramble for contracts at Ethiopia’s Bishoftu airport

Ethiopia’s new US$12.5 billion mega-airport project has thrust the nation into the heart of a geopolitical tug of war between the United States and China. Ethiopian Airlines, Africa’s largest carrier, is developing the massive Bishoftu International Airport, located 40km (25 miles) southeast of the capital Addis Ababa to serve as a primary hub for African trade and travel. The project has triggered intense competition between would-be contractors from around the world, but Chinese state-owned...

US-China rivalry takes flight over scramble for contracts at Ethiopia’s Bishoftu airport

Ethiopia’s new US$12.5 billion mega-airport project has thrust the nation into the heart of a geopolitical tug of war between the United States and China. Ethiopian Airlines, Africa’s largest carrier, is developing the massive Bishoftu International Airport, located 40km (25 miles) southeast of the capital Addis Ababa to serve as a primary hub for African trade and travel. The project has triggered intense competition between would-be contractors from around the world, but Chinese state-owned...

Russian Blockade of Major Ukrainian Ports Threatens Global Grain Supplies

13 Agosto 2026 ore 12:22
The deadly strikes are part of a long-running maritime battle with Ukraine and echo battles over other key shipping routes around the world.

© Reuters

A vessel struck off the coast of Odesa, Ukraine, last month. The Russian campaign has halted nearly all shipping in and out of the port.

What to Know About Thursday’s Special Election in Clacton: Farage vs. Binface

13 Agosto 2026 ore 06:01
Nigel Farage, the right-wing populist leader, forced a by-election in his parliamentary seat of Clacton after he came under pressure over his financial declarations.

© Joe Giddens/Press Association, via Associated Press

Nigel Farage, leader of Reform U.K., at a rally for the party in Wymondham, England, last month.

‘An English Summer Is Not the Same Anymore’

13 Agosto 2026 ore 06:00
With forecasters issuing a warning for very high temperatures, this summer is on track to be one of the hottest yet.

© Toby Melville/Reuters

Sunrise in London on an amber warning day last week. More extreme heat is forecast.

Nirupama Rao and Lin Minwang on India-China fault lines

Welcome to Open Dialogue, a series from the South China Morning Post where we bring together leading voices to discuss the stories and subjects occupying international headlines. In this edition, we invited a leading Chinese scholar of South Asian affairs and a former Indian foreign secretary and ambassador to China to reflect on the deep fault lines in India-China relations. They debate whether the biggest barrier is history or politics, clash over the border, Pakistan and India’s ties with the...

Nirupama Rao and Lin Minwang on India-China fault lines

Welcome to Open Dialogue, a series from the South China Morning Post where we bring together leading voices to discuss the stories and subjects occupying international headlines. In this edition, we invited a leading Chinese scholar of South Asian affairs and a former Indian foreign secretary and ambassador to China to reflect on the deep fault lines in India-China relations. They debate whether the biggest barrier is history or politics, clash over the border, Pakistan and India’s ties with the...

Intel’s Linux Vulkan Driver Adds AV1 Video Encoding for Arc Alchemist GPUs

Intel’s Linux Vulkan Driver Adds AV1 Video Encoding for Arc Alchemist GPUs

Intel’s open-source Linux graphics stack has taken another step forward with hardware-accelerated AV1 encoding through Vulkan Video. New code merged for Mesa’s ANV Vulkan driver enables the VK_KHR_video_encode_av1 extension on Intel’s DG2/Alchemist graphics hardware, including Arc A-Series GPUs.

The development expands Intel’s Vulkan Video capabilities on Linux and gives applications another standardized way to access the dedicated video encoding hardware found in modern Intel GPUs.

AV1 Encoding Arrives in Intel ANV

The key change is support for the Vulkan extension VK_KHR_video_encode_av1 in Mesa’s open-source Intel ANV driver.

The extension was finalized by the Khronos Group in 2024 and provides a standardized Vulkan interface for hardware-accelerated AV1 encoding. It complements Vulkan Video’s existing AV1 decoding support and means Vulkan can provide both encoding and decoding interfaces for AV1, H.264, and H.265.

Intel had previously stated that its Arc graphics products would support Vulkan Video AV1 encoding through a future software update.

Initially Targeting Intel Arc Alchemist

The newly enabled Linux support specifically targets DG2, better known commercially as Intel’s Arc Alchemist GPU generation.

These GPUs already contain dedicated hardware capable of AV1 encoding, so the Mesa update does not add AV1 capability through software. Instead, it provides Vulkan applications with another way to access the GPU’s existing hardware video engine.

That distinction is important because hardware encoding can deliver much better performance and efficiency than encoding AV1 entirely on the CPU.

Why AV1 Matters

AV1 has become increasingly important for streaming, screen recording, video conferencing, and online video distribution.

The codec can provide high image quality at relatively low bitrates, making it attractive for applications where bandwidth and storage efficiency matter. It is also royalty-free, which has helped encourage adoption throughout the open-source ecosystem.

Hardware AV1 encoding can be particularly useful for:

  • Game streaming

  • Desktop recording

  • Live broadcasting

  • Video conferencing

  • Video transcoding

  • Content creation

For Linux users with supported Intel Arc hardware, Vulkan Video now has the potential to provide a common API for these workloads.

Building on H.264 and H.265 Support

The AV1 work follows recent improvements to Intel’s Vulkan Video encoding support for other codecs.

Nearly 200-country study shows China’s Belt and Road Initiative cuts debt and corruption

13 Agosto 2026 ore 04:00
A study analysing data from hundreds of countries and regions suggests China’s Belt and Road Initiative is linked to better governance and economic development, according to researchers from Nanjing University. They found the trade and investment scheme – which spans Africa, Asia, Europe and beyond – was also associated with improved corruption control and that it reduced debt risks. The team – from the university’s Centre for Asia-Pacific Development Studies and led by Mao Weizhun – said their...

榫卯工艺制作一把非常结实的木梳 #woodworking

💾

生活百般滋味,人生需要笑对!
大家好,我是阿木爷爷,一名喜欢专注于做木工的的老木匠,如果您喜欢我的视频,请持续关注我的频道, 我们拍摄的视频以木质工艺品为主,接下来我和我儿子也在努力拍摄更多有创意的视频,分享给大家,让每一个阅读者学到知识,缓解心情,频道里也有很多精彩的作品,大家可以慢慢欣赏,谢谢你们的支持。
Youtube 【阿木爷爷 Grandpa Amu】https://bit.ly/2X8YIu3
Facebook【阿木爷爷 Grandpa Amu】https://www.facebook.com/GrandpaAmu188/
本频道制作的所有视频都符合平台的使用政策,没有任何违规行为。
#阿木爷爷GrandpaAmu#手工艺#木梳

Rent-a-GPU outfit Nebius promises rapid 1 GW powerup plan isn't nebulous

13 Agosto 2026 ore 00:56
Rent-a-GPU cloud Nebius plans to bring online over a gigawatt of datacenter capacity every year starting in 2027, but doing so will require playing the margins and juggling a mountain of debt. “Our future capacity pipeline effectively makes Nebius one of just a few companies in the world able to build more than a gigawatt of new capacity a year and we plan to do so in 2027,” CEO Arkady Volozh boasted on Wednesday’s earnings call. The endeavor won’t be cheap. In 2026, Nebius says it expects to burn between $20 billion and $25 billion on capital expenditures to bring between 800 and 1,000 MW worth of bit barn capacity online. A big chunk of that will be covered with customer prepayments — essentially deposits for future capacity. According to Nebius CFO Dado Alonso, the firm is on track to exceed $9 billion in customer prepayments this year. But this alone won’t be enough. So like most big rent-a-GPU rackets, including CoreWeave and Lambda, Nebius is taking on debt to finance its expansion. Specifically, the company is using its GPUs and contracted cash flows as collateral to secure favorable interest rates on the coveted accelerators. Nebius landed its first asset-backed debt facility valued at $775 million in July, and Alonso says the company will continue leaning on the financing scheme going forward. No surprise. Along with debt financing, the company is also exploring an asset-light model where “partners finance, build, and operate the facilities, whereas Nebius brings the full-stack platform and demand,” Volozh told analysts. In other words, Nebius gets to claim deployed capacity it didn’t have to front the cash for, but that relies on the company's ability to rent capacity for less than it can resell it for. While hitting a gigawatt of capacity a year won’t be cheap, Volozh is confident the investment will pay off in the long run. He claims that for every megawatt deployed, Nebius will bring in between $20 million and $25 million in revenues for medium-term leases, and $40 million to $50 million for short term leases up to six months. On the low end of the scale, that implies $20 billion a gigawatt, although Nebius Chief Product and Infrastructure Officer Andrey Korolenko notes that while the company expects to have up to a gigawatt of connected power by year’s end, not all of it will be active and generating revenue until 2027. “You have to commission the datacenter, build the network, build the clusters, deploy the platform, then onboard the customers, and then the revenue generation starts,” he said. “That takes a few months.” “In terms of our guidance from 800 megawatts to a gigawatt… I would think about that being active throughout the first half of 2027,” he added. But even if Nebius has to wait until 2027 to pull a full gigawatt of capacity, that still implies a massive uplift in revenue, which is forecast to hit $3 billion to $3.4 billion for fiscal year 2026. The past quarter accounted for just $582 million, which suggests Nebius will bring in more than $2 billion over the next two quarters if you believe its projections. There are a lot of faithful among the investor community, as its share price surged more than 30 percent on Wednesday following the report. While revenues are expected to increase dramatically over the next few quarters, it's easy to sell dollar bills for 70 cents apiece. Whether the company actually manages to turn a profit renting the shovels of the AI gold rush is another matter entirely. In Q2, the company posted an operating loss of $176 million, a jump from the $111 million operating loss it booked in the year-ago quarter. ®

US charges 11 over sham marriages involving Chinese nationals and American soldiers

US prosecutors have charged 11 people over an alleged decade-long network that arranged more than 1,000 sham marriages, primarily for Chinese nationals seeking green cards, including matches with at least 14 active-duty American soldiers. About 11 of the soldiers, who were stationed at a US Army base in Kentucky, were paired with Chinese citizens between May 2023 and August 2025, according to a 21-page indictment unsealed on Wednesday in federal court in New York. The indictment did not identify...

US charges 11 over sham marriages involving Chinese nationals and American soldiers

US prosecutors have charged 11 people over an alleged decade-long network that arranged more than 1,000 sham marriages, primarily for Chinese nationals seeking green cards, including matches with at least 14 active-duty American soldiers. About 11 of the soldiers, who were stationed at a US Army base in Kentucky, were paired with Chinese citizens between May 2023 and August 2025, according to a 21-page indictment unsealed on Wednesday in federal court in New York. The indictment did not identify...

Un mondo più caldo sarà un mondo più violento

13 Agosto 2026 ore 00:55
di Mac Margolis e Robert Muggah

L’idea che un clima più caldo possa renderci più violenti non è nuova. Il legame tra mercurio e omicidio è familiare della narrativa pulp e dei classici. “Con queste giornate calde il sangue pazzo ribolle”, dice Benvolio prima del duello tra Capuleti e Montecchi per le strade della soffocante Verona di Shakespeare.

Gli studiosi litigano sull’argomento dal 19°  secolo, ma l’accelerazione del cambiamento climatico promette di accendere il dibattito. Se crediamo, come disse il filosofo francese Montesquieu, che  il calore eccessivo  toglie vigore al corpo e offusca la mente, un numero crescente di sociologi, psicologi e criminologi avverte che il clima estremo è miccia per crimini violenti e comportamenti delinquenti.

L’ex governatore delle carceri scozzesi David Wilson una volta ha fatto pressioni per far installare l’aria condizionata in alcune delle prigioni più violente del paese scommettendo che le temperature più fredde portassero a raffreddare gli animi. Wilson, un criminologo, ha osservato che agosto è il mese più violento, citando studi che indicano un  aumento del 10% degli omicidi  nei morti dell’estate scozzese.

Oggi esiste una ricerca considerevole che indica che alcuni shock e stress legati al clima possono innescare crimini sia violenti che non violenti. Le prove disponibili suggeriscono che il l’aumento della temperatura e l’intensificarsi dell’inquinamento possono provocare un aumento sostanziale della criminalità, a partire dalle aree più densamente abitate e vulnerabili.

Con oltre due terzi della popolazione mondiale che si prevede vivrà nelle città entro il 2030, la connessione clima-crimine non può essere ignorata. Le emissioni di gas serra e il riscaldamento stanno già intensificando le isole di calore, contribuendo alla scarsità d’acqua, all’innalzamento del livello del mare, all’aumento dei rischi legati alle inondazioni e al peggioramento della qualità dell’aria, soprattutto nelle grandi città in rapida crescita in Asia, Africa e nelle Americhe. La posta in gioco è più alta nei quartieri e nelle famiglie più vulnerabili, già gravati da profonde disuguaglianze e svantaggi.

Fino a poco tempo, la maggior parte delle città degli Stati Uniti celebrava uno storico declino di tre decenni negli omicidi. Poi le estati hanno  iniziato a scaldarsi, così come il tasso di violenza criminale. Circa il doppio delle persone sono state uccise nelle città del nord come Chicago, Milwaukee e Detroit durante i periodi più caldi rispetto ai mesi più freddi, come riportato sul New York Times, nel 2018. (Il crimine violento è aumentato anche durante l’estate nelle città del sud, anche se in modo meno drammatico.)

La pericolosa relazione tra il riscaldamento e la criminalità non è stata solo evidente negli Stati Uniti. In uno studio globale su 57 città tra il 1995 e il 2012, Dennis Mares e Kenneth Moffett hanno associato un aumento di un grado Celsius delle temperature globali con un  aumento del 6%  della prevalenza della violenza omicida.

Parte della spiegazione è intuitiva. L’aumento delle temperature generalmente manda più persone nelle strade. Certo, non è esattamente il passaggio diretto da un’ondata di caldo a un’ondata di crimine. Le giornate molto calde, ad esempio, potrebbero avere l’effetto opposto: tenere le persone in casa o nello stupore della stanchezza di Montesquieu.

Teorie più recenti sulle relazioni tra clima e criminalità provengono dalle scienze comportamentali e dalla neurologia. Attingendo alla ricerca sperimentale, l’affermazione centrale è che anche sottili alterazioni del tempo o esposizione a sostanze inquinanti possono influenzare il giudizio e il controllo individuali. Quando le persone sono esposte a cambiamenti nel loro ambiente – diciamo, aumento del calore o esposizione a specifici inquinanti – il loro comportamento può cambiare, spesso in peggio.

Nonostante tutte le perturbazioni, tuttavia, le autorità sono state lente nel rispondere alla sfida del crimine climatico. Potremmo non avere più quel lusso. Poiché il clima estremo diventa la nuova normalità, i responsabili delle città dovrebbero mappare le zone più vulnerabili e prestare maggiore attenzione alle comunità più povere, minoritarie ed emarginate che stanno affrontando i rischi e le conseguenze più gravi.

Sanzioni più severe, possono esacerbare disuguaglianze ed insicurezze e scatenare risposte repressive con conseguenze dannose per i gruppi più poveri ed emarginati.

Ci sono molteplici vantaggi negli investimenti basati sulla natura per una vita urbana più sostenibile. La riduzione delle isole di calore, l’innalzamento dei tetti verdi, l’espansione dei parchi e della copertura arborea, mentre il ridimensionamento della pavimentazione e del cemento sono tutte iniziative che possono portare dividendi nella riduzione della criminalità abbassando le temperature e abbattendo le emissioni dei numerosi gas (CO2, NO2 e PM2,5) del cielo sporco della città.

Allo stesso modo, ridurre l’inquinamento atmosferico è particolarmente efficace in termini di costi non solo per migliorare la salute della popolazione, ma anche per prevenire la criminalità. Anche l’inasprimento delle politiche ambientali possono rendere le nostre città più pulite e più sicure.

Le città più grandi e il clima molto più caldo fanno parte di un mondo che cambia, ma anche un invito all’azione. Lavorando ora per mitigare gli effetti peggiori delle condizioni meteorologiche estreme e rimediando alle ingiustizie ambientali nelle nostre città, le amministrazioni possono aiutare non solo a evitare che una crisi climatica diventi un’emergenza, ma anche a risparmiare vite e mezzi di sussistenza.

 

GLI AUTORI

Mac Margolis è un consulente dell’Istituto Igarape e un corrispondente e scrittore di lunga data con sede a Rio de Janeiro. Robert Muggah è co-fondatore dell’Istituto Igarape e direttore del SecDev Group.

L'articolo Un mondo più caldo sarà un mondo più violento proviene da Il Blog di Beppe Grillo.

La plastica che seminiamo nei campi

13 Agosto 2026 ore 00:18

Circa un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato ogni anno.

Una montagna di alimenti che richiede acqua, energia e terreni per essere prodotta e finisce spesso sepolta nelle discariche. Negli Stati Uniti questa sorte riguarda il 40% degli sprechi alimentari, con un impatto stimato in 30 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente all’anno. Per fare un esempio, sono più delle emissioni prodotte dall’intera Cuba nel 2024, pari a 24,4 milioni di tonnellate.

Recuperare quel cibo e trasformarlo in compost sembrerebbe la soluzione più logica. Ora, un nuovo studio dell’Università del Vermont, pubblicato su Nature Food, ha però scoperto un effetto rimasto finora ai margini delle politiche ambientali, insieme agli scarti organici recuperiamo anche la plastica delle confezioni. I ricercatori hanno confrontato diversi sistemi di gestione dei rifiuti alimentari misurandone l’impatto sul clima, sulle acque e sui terreni. Deviare gli scarti dalle discariche e destinarli al compostaggio o alla digestione anaerobica permetterebbe di ridurre l’impatto climatico tra l’89% e il 99%. Diminuirebbe anche l’eutrofizzazione, il fenomeno provocato dall’accumulo di nutrienti nei corsi d’acqua e dalla conseguente proliferazione delle alghe.

Una grande quantità di cibo viene buttata ancora confezionata, alcuni impianti utilizzano macchine chiamate “disimballatrici”, che separano gli alimenti dagli involucri, gli scarti organici vengono trasformati in compost o biogas, mentre le confezioni finiscono in discarica. La separazione, però, lascia passare piccoli frammenti. Secondo lo studio, anche con macchinari efficienti al 99%, il recupero degli scarti alimentari potrebbe aumentare di dieci volte la presenza di microplastiche nel suolo. Nei terreni agricoli statunitensi potrebbero così essere disperse fino a 20.000 tonnellate di plastica all’anno.

Ogni volta che si recuperano i rifiuti alimentari, esiste un rischio di inquinamento da microplastiche”, spiega Kate Porterfield, principale autrice dello studio. “Le persone possono sbagliare, le macchine possono sbagliare e oggi quasi tutto il nostro cibo è confezionato nella plastica”.

Finora nessuna ricerca aveva calcolato su scala nazionale l’“impronta di inquinamento da plastica” prodotta dai diversi sistemi di gestione degli scarti alimentari. Le politiche si sono concentrate soprattutto sulle emissioni evitate, lasciando in secondo piano ciò che rimane nel compost e viene successivamente sparso nei campi.

Lo stato del Vermont rappresenta uno dei casi più avanzati. Dal 2020 una legge impone alle famiglie e alle attività di separare gli scarti alimentari, che sono stati esclusi dai cassonetti destinati alla discarica. Secondo gli autori dello studio, estendere misure simili richiede che il problema della plastica venga affrontato fin dalla progettazione dei sistemi di raccolta e trattamento. La questione resta complessa, gli imballaggi possono prolungare la durata dei prodotti freschi e ridurne il deterioramento, soprattutto nelle piccole aziende agricole. “È proprio qui che nasce la tensione”, osserva Phil Holtam, cofondatore dell’impresa sociale Sussex Surplus. “Vogliamo ridurre lo spreco alimentare, ma vogliamo anche evitare l’uso superfluo della plastica”.

Una parte dello spreco nasce ancora prima del supermercato. Frutta e verdura deformi, irregolari o semplicemente lontane dall’estetica richiesta vengono escluse dagli scaffali. Lo chef e attivista Max La Manna riassume al The Guardian il meccanismo con una frase: “Stiamo permettendo che la perfezione diventi nemica del bene”.

Nelle scuole e nelle grandi istituzioni, inoltre, le regole sulla sicurezza alimentare favoriscono spesso l’impiego di prodotti confezionati singolarmente. Una precauzione comprensibile che moltiplica gli involucri e rende più difficile ottenere un compost pulito. Porterfield propone sistemi di raccolta semplici, capaci di rendere la separazione dei materiali quasi automatica. Serve anche superare il cosiddetto “riciclo per speranza”, l’abitudine di inserire nella raccolta differenziata oggetti dubbi confidando che qualche impianto riesca comunque a recuperarli.

Il compost dovrebbe restituire fertilità alla terra, se insieme alla materia organica spargiamo 20.000 tonnellate di microplastiche, abbiamo soltanto trasferito il problema dal cassonetto ai nostri campi.

L'articolo La plastica che seminiamo nei campi proviene da Il Blog di Beppe Grillo.

China offers Colombia quake relief as new president’s US pivot leaves Beijing waiting

China said on Wednesday it would help Colombia recover from the magnitude 7.4 earthquake that struck the country’s west on Monday, killing more than 200 people. Foreign ministry spokesman Guo Jiakun said Beijing would do what it could in suitable ways, in line with what Colombia requested, in response to questions from Xinhua and Telesur at a briefing in Beijing. Guo said no Chinese nationals had been reported killed or injured in the disaster, and that the embassy in Bogota was “working to...

Singapore and South Korea eye science opportunities as last main US-China link shatters

As President Xi Jinping prepares for summit talks with Donald Trump in Washington next month, the United States is closing one of the few remaining openings between the two countries by targeting scientific research. This field has been one of the most durable links in the US-China relationship, but a series of new security-related restrictions on federally funded collaborations with Chinese institutions mark the latest, and arguably most consequential, step in a years-long shift away from...

'Near-autonomous' AI agents attack Taiwan's nuclear safety agency

12 Agosto 2026 ore 23:45
Suspected Chinese cyber operatives used publicly available AI tools to compromise Taiwanese government systems before expanding the attack to its nuclear safety agency, supply-chain vendors, and at least seven energy companies in what security researchers called a "near-autonomous attack." Over the first four days of July, AI agents compromised 85 government user accounts and extracted more than 2,500 personnel records, according to Dream, an Israeli cybersecurity firm. Researchers uncovered evidence of the attack in a 160 MB online archive containing 1,395 files documenting the operation. Dream, in research published on Wednesday, detailed the intrusions and said that the suspected Chinese hackers hit “government entities in Asia” - but declined to say which government had been attacked. A person familiar with the attack confirmed to The Register that Taiwan was the target. The Financial Times first reported on Dream’s research and identified Taiwan. While the security firm doesn’t attribute the agentic attack to the Chinese government or a specific hacking group, the operational documentation “points to a Chinese-language operator,” the researchers said. According to Dream, the attack framework, built on open source Hermes and OpenClaw AI agents, deployed up to eight sub-agents, each assigned to its own targets and attack techniques, across 12 “attack waves” between July 1 and July 4. First, the agents mapped the entire government ecosystem, extracting embedded URLs, API endpoints, OAuth client IDs, and Keycloak configuration objects from a single government portal. This portal allowed the agents to identify 21 connected government systems and every supported authentication flow. “On one target alone, it discovered 36+ API endpoints spanning account management, user data retrieval, file upload, and administrative functions - many completely unauthenticated,” the Dream threat researchers wrote. “Critically, it found that one of the systems exposed its entire user database without any authentication - thousands of employee records including names, departments, and SSO account IDs.” Multiple entry points After mapping the government’s attack surface, the agents found multiple entry points including three hidden API endpoints that accepted any request body and returned a valid authenticated session without requiring user credentials. Using employee usernames harvested from an unauthenticated API, the agents broke into a government department’s office automation portal, solving its CAPTCHAs with 100 percent accuracy. The agents also tested predictable password patterns based on each employee’s ID, and cracked 85 accounts across multiple password-spray rounds. Eighty-four of the 85 cracked accounts successfully authenticated to the department's internal information system, giving the attackers access to internal dashboards, equipment management interfaces, and personnel statistics pages. In total, the illicit access allowed the agents to exfiltrate a ton of government information, including more than 2,564 personnel records, a full JSON export of all department system users, seven SSO client secrets, six internal database credentials across MSSQL, Oracle, and Sybase, and internal network IP ranges. But wait, there's more And then, the agents pivoted to the Taiwanese government’s supply chain. “It expanded the operation to government IT supply chain vendors, a nuclear safety agency, a government email system, and 7+ energy sector companies - scanning them all in parallel for misconfigurations, exposed admin interfaces, and exploitable vulnerabilities,” the researchers wrote. Notably, the attack framework implemented what the AI tools called “learning cycles.” These are autonomous sessions where the models search vulnerability databases, GitHub repositories, and other security research for specific techniques, CVEs, and common weaknesses to exploit in the targeted government's infrastructure. Additionally, when the AI framework made a mistake, it “self-corrected,” according to Dream, catching errors and fixing them through its own verification process. This near-autonomous attack comes as frontier model makers OpenAI, Anthropic, and Meta all admitted that their agents went rogue, escaped from their training environments, and autonomously hacked other organizations and people. OpenAI technical staffer Michael Dalton, in a Black Hat briefing last week about the Hugging Face attack, said “AI orchestrated, fully automated offensive attacks are real now.” “In the near future, we should expect that threat actors will intentionally deploy, optimize, weaponize, and use offensive agent collectives in the manner that you have just described here,” he added. It appears that the future is now. ®

Deeply buried 16-year-old SQLite bug caused last year's Tailscale outages

12 Agosto 2026 ore 23:29
Users of peer-to-peer networking outfit Tailscale might have struggled through some surprising outages beginning late last year. After a six-month investigation, the team finally knows why: A bug in SQLite’s write-ahead log that had remained hidden for 16 years. The Tailscale team announced in a Wednesday blog post that it had finally addressed the issue with the help of SQLite maintainers, who even had to create a new tool (with Tailscale funding) to log virtual file system activity in order to track the thing down, which Tailscale software engineer Alex Chan described as resisting “all our initial attempts to find it.” According to Chan, the problem goes deep into the nature of SQLite – so deep that the database maintainers actually had to add code to reproduce it. To understand what happened, it’s necessary to know how Tailscale works. The service, based on the WireGuard VPN protocol, directly connects devices in a virtual private mesh network. It’s designed to be low complexity and easy to implement for everything from remotely accessing a NAS to connecting teams in a unified private network. Each mesh network, or "tailnet," lives on one of several servers, where a SQLite database manages all the information about the tailnets it houses. “We’ve used SQLite as our primary database since 2022, and we chose it because it's well-known, reliable, and widely used,” Chan wrote in the company’s post-mortem. But a year ago, something went very wrong. “In our current backup pipeline, we take a complete snapshot of the database every few minutes, then upload the entire SQLite file to an S3 bucket,” Chan said, but in August 2025 those backups began detecting database corruption, repeatedly, with no obvious common trigger. The Tailscale team couldn’t reproduce the issue because there were no reliable triggers for it. No low-level code had been changed in months. A review of everything that touched SQLite turned up nothing. Working with the SQLite team, the Tailscalers tried to figure out what could be causing it – POSIX locks broken by close() calls? Nope. Mismanaged memory? Not that either. SQLite being used from multiple threads with thread safety disabled? Nuh-uh. “After every incident, we gathered more data, added more diagnostics, and systematically ruled out these theories,” Chan explained. The WAL-Reset bug comes out of hiding Suspicion was closing in on SQLite’s checkpointing process, which is how it takes new database entries out of a temporary hopper for addition to the master database file. SQLite has an option to improve performance and concurrency known as the Write-Ahead Log (WAL), which serves as the aforementioned hopper. Writing the WAL to the database occurs in a process known as checkpointing. “In most deployments, SQLite itself decides when to do a checkpoint, and the process is invisible to the end user and developer,” Chan said. “In our control plane, we take manual control of the checkpoint process so we can run fast and consistent backups.” The SQLite team wrote a new tool to take a closer look at the process: a virtual file system shim that extensively logs checkpointing activity. After waiting for the next corruption incident, the teams had their answer, dubbed the WAL-Reset bug. Described by Chan as “a rare data race in the SQLite source code between a checkpoint and write transaction,” it’s essentially a collision between checkpoints and writing data to the WAL. “If a write occurs at a specific time during a checkpoint, the checkpointing process gets confused — it thinks some of the pages have been copied from the WAL into the main database file, but they haven’t,” Chan said. Those pages are never written and are permanently lost, but pages that reference those pages are still written, corrupting the database and causing all hell to break loose. According to the SQLite team’s WAL-Reset writeup, the issue can be triggered only when WAL mode is active and multiple database connections are open on the same file, and because there has to be reading and writing going on at the same memory spot at the same time, it’s incredibly unlikely to happen in most situations. Tailscale’s decision to perform manual checkpoints was a rare exception. SQLite maintainers believe the bug was present going all the way back to version 3.7.0, released in July 2010; it’s now fixed, and the SQLite team recommends users update to a fixed version, though it stresses the bug is extremely unlikely to occur in ordinary use. “This bug, though rare, does have serious consequences,” the SQLite WAL-Reset notice states. The incident contains a useful reminder for devs: Even the most boring, reliable software poses risks when operated in a non-standard fashion. “Most people use SQLite in a standard configuration and never face this sort of issue,” Chan said. “By taking manual control of the checkpointing process and running at our own aggressive pace, we stepped off the well-trodden operational path.” ®

Node.js creator liberates Durable Objects from Cloudflare

12 Agosto 2026 ore 22:15
We've got good news for developers who are enamored with Cloudflare Workers and Durable Objects but don’t want to be tied into that company’s backend infrastructure. Last week, Node.js creator Ryan Dahl unveiled his latest project, celld, which he described on X as “a self-hosted, distributed Durable Objects and Workers implementation.” Dahl’s celld model is compatible with Cloudflare’s Workers and Durable Objects’ JavaScript APIs, but he claims that it is much less expensive to run. The project is no mere budget-minded open source rip. On celld’s web page, Dahl and his team characterize their replication of the Durable Objects architecture as a “love letter.” Cloudflare’s Durable Objects is a single-threaded object with a unique global ID and its own storage, where user data is stored in its own copy of SQLite. It runs on the Cloudflare serverless Workers runtime, which runs apps embedded in isolates—a type of lightweight virtual machine supported by Google's V8 JavaScript engine. First devised by Kenton Varda and Cloudflare, Durable Objects is “one of the best primitives distributed systems has been handed in years,” celld’s creators write. Unlike traditional serverless platforms like AWS Lambda, the Durable Objects model co-locates the data with compute, while using single-threaded execution to eliminate complex concurrency issues. “A primitive this good deserves to run anywhere,” the celld page states. Serverless but stateful Since its introduction in 2020, Durable Objects has been used to build low-latency, highly distributed Web applications. It is a stateful serverless execution environment, a data cache that can also do computation. Using the WebSocket API, the Durable Object can connect many simultaneous users at once in a live environment. WebSockets’ Hibernate mode can put the object to sleep, so cloud bills don’t accrue when no one uses the app. As a result, the stateful serverless model is best suited for real-time collaborative applications, such as multi-player games, team productivity apps and AI agents. Cloudflare uses Durable Objects for its serverless SQL service and AI Gateway. One YouTube tutorialist explained that using Durable Objects allowed him to eliminate an entire stack of tools (Amazon API Gateway, Apache Kafka, Redis, AWS Lambda and EventBridge, Apache Airflow and Spark all get name-dropped) because Durable Objects can handle all these functionalities “at a smaller scale.” Giving Durable Objects an open source home Dahl is one of the world’s foremost experts at JavaScript I/O, having created Node.js, a JavaScript runtime that runs the world’s fastest Web applications (and inadvertently introduced the JavaScript world to “callback hell,” where the language's asynchronous operations forced coders to pass functions as nested callbacks, resulting in ungainly and unintuitive messes of code). Dahl later went on to refine his ideas of asynchronous JavaScript with a second-generation JavaScript runtime called Deno. Celld does away with the Cloudflare backend, and instead uses the Amazon Simple Storage Service (S3) or equivalent as the storage engine. It also uses the Tokio Rust asynchronous runtime. As with Durable Objects, each celld object gets its own copy of SQLite. Dahl promises this open source backend will be “orders of magnitude cheaper at scale” than Durable Objects. Dahl estimated that 100 resident Durable Object cells cost $415 a month on Cloudflare, whereas the celld implementation would run only about $49 a month, built on a DigitalOcean S3-compatible bucket on an 8 GB droplet. Further savings should ensue as the workload scales, he argued. Cloudflare disputed Dahl’s numbers, stipulating that $415 a month would be the cost if all the objects were continuously active. If left to slumber, the Durable Objects would cost only $20.65 to house on Cloudflare, a spokesperson told The Register. Whatever its putative thriftiness, the model itself seems to have gained interest on its own merits. “So happy to see support for running durable objects outside of one provider. Upvoted,” one Hacker News reader enthused, noting the concept of a durable object is a valuable abstraction. Indeed, other parties are cooking their own schemes to move the data closer to the computation. For instance, Postgres service provider Neon just introduced its own Neon Functions, which can also co-locate data and compute for long-running workloads. Written in Rust and JavaScript, celld is available under an Apache 2 license. It can ingest JavaScript and TypeScript code. In theory, Rust, C/C++, Go, or Zig code can also be executed through the magic of WebAssembly, which V8 supports with slight modification. But while celld is open source, AI contributions are verboten. “Coding agents make it too easy to send a large, low-context change that costs maintainers more time than it saves,” the GitHub page notes. Human contributions are still welcome, though you should understand what your code does before you submit it. ®

Spectre rears its ugly head again as researchers show some RISC-V chips are susceptible

12 Agosto 2026 ore 21:42
If you thought that the famous Spectre security vulns were a relic of 2018, think again. Certain RISC-V chips are still very much subject to this hair-raising hole, researchers say. Spectre refers to a family of vulnerabilities related to speculative execution, a performance optimization technique based on predicting the flow of data before instructions have been executed. Incorrect predictions get rolled back without affecting running applications but nonetheless leave traces that can be recovered and exploited to violate memory protections and access secrets. Spectre flaws have dogged x86 and ARM chips for years, leading computer scientists to develop a series of defenses, including Indirect Branch Restricted Speculation (IBRS), Indirect Branch Prediction Barrier (IBPB), and Single Thread Indirect Branch Predictor (STIBP). Researchers affiliated with academic institutions in Belgium and Germany say that it's been popular to assume that the RISC-V chip architecture isn't affected by Spectre vulnerabilities because it's too simple. That assumption is incorrect, according to a paper accepted at the 35th Usenix Security Symposium, "Spectre on RISC-V Silicon: Attacks and Defenses on Commercial Out-of-Order Processors." It says that commercially available out-of-order RISC-V processors (SiFive P550 and T-Head Xuantie C910/C920) are vulnerable to all major Spectre variants. RISC-V processors that process instructions in-order (SiFive U74, Xuantie C906, C908) do not appear to be vulnerable. Prior research has shown that RISC-V processors used for academic research (e.g. BOOM, RiscyOO, RSD, Proteus, NaxRiscv, and NutShell) can be affected by one or more of the Spectre variants, but hasn't addressed commercial silicon. "We demonstrate proof-of-concept attacks on both processors using Spectre-PHT, Spectre-BTB, SpectreRSB, and Spectre-STL, achieving up to 100 percent recall with more than 97 percent precision," the paper states. Spectre-PHT involves mistraining the Pattern History Table; Spectre-BTB poisons the Branch Target Buffer; Spectre-RSB attacks the Return Stack Buffer; and Spectre-STL (Store To Load) exploits mispredicted store-to-load forwarding. To demonstrate the risk to RISC-V, they created a proof-of-concept Spectre exploit that leaks arbitrary Linux kernel memory on the Xuantie C910 at a rate of 338 B/s. Software-based defenses have been developed for these vulnerabilities on x86 and ARM hardware. Unfortunately, the researchers say, these don't necessarily transfer. They also call out RISC-V hardware for its lack of introspection interfaces, necessary to observe and reason about microarchitectural features. In addition, the authors argue, the diversity of the RISC-V hardware ecosystem means that no single mitigation strategy is likely to be effective across all systems. "RISC-V inherits the software and threat model of mature architectures without their accumulated hardening," the authors conclude. "Closing this gap is not a matter of porting individual mitigations, but of building the architectural primitives, hardware transparency, and ecosystemwide tooling that effective Spectre defense presupposes." The authors say they disclosed their findings responsibly last December. Three of their patches have been merged into mainline Linux and two others are under review. SiFive is said to have dealt with P550-specific findings and T-Head (Alibaba) is said to have committed to publishing ad-hoc speculation barriers for their processors at some point. The authors say they decided not to delay publication because Spectre has been around for eight years now. The paper was written by Lukas Gerlach (CISPA Helmholtz Center for Information Security), Marton Bognar, (DistriNet, KU Leuven), Daniel Weber and Michael Schwarz, (CISPA Helmholtz Center for Information Security), and Jo Van Bulck (DistriNet, KU Leuven). ®

Nvidia's latest solution to soaring enterprise AI costs is...a router?

12 Agosto 2026 ore 21:00
Soaring AI infrastructure costs and model pricing, combined with uncertain returns on investment, threaten to stall enterprise adoption. To make enterprise AI spend a bit more manageable, Nvidia this week unveiled a new software platform that blurs the line between expensive proprietary models and open weights alternatives. Announced alongside Nemotron 3.5-30B-A3B-Lightning, Nvidia’s latest open weights model, NeMo Switchyard is the GPU giant’s latest overture to enterprise. So what exactly is it? Well, it’s a router. The idea is simple. Switchyard essentially functions as a proxy that sits between the inference server’s API endpoint and the models. But rather than sending every request to the same model, Switchyard can be configured to route prompts to different models in order to optimize for cost, latency, or output quality. By routing some requests to smaller, cheaper, and potentially locally hosted AI models, Nvidia claims Switchyard can cut job completion costs by 74 percent relative to using Claude Opus 4.8 alone, albeit with an approximately six-point accuracy tradeoff. The right tool for the job The key metric in all of this is completion cost rather than price per token. A model might cost one-tenth as much as OpenAI’s or Anthropic’s top model, but if it requires 10x the tokens to complete the request, it isn't actually cheaper. Certain elements of an AI workload may benefit from a larger, smarter model, but not all do. For example, it’d be overkill to ask Claude Opus to generate a title card or summarize a website. It’ll certainly work, but it’ll also cost a fortune compared to Haiku or a locally hosted model that’s been fine tuned just for that purpose. The fewer tokens you burn on the big smart model, the less expensive your API bill is going to be. Nvidia software teams have spent the last several years developing models for this reason. The Lightning model announced this week is only its latest. The 30 billion-parameter MoE model is positioned as a low-latency, general purpose model that can either be used on its own or in conjunction with a larger, smarter model via a router like Switchyard. The company has also developed several application-specific models. Nemotron Parse is one such example. “It’s a small model, one billion parameters, and it’s really good at one task, which is taking a PDF in and then explaining the context inside that PDF whether it’s charts or graphs or tables,” Joey Conway, senior director of AI software and models at Nvidia, explained in a recent interview with The Reg. Many frontier models struggle with this task because PDFs are designed by humans for humans, so by offloading that work to task-specific models, enterprises can not only improve the accuracy of their AI apps, but also reduce costs in the process. This all might sound familiar: It's not the first time we’ve seen model routers employed as a cost-saving measure. Back when OpenAI launched GPT-5, ChatGPT would dynamically route prompts to different versions of the model based on their complexity. As we wrote at the time, OpenAI’s router was likely implemented to reduce the number of compute cycles spent on mundane tasks like rewording emails to sound more professional ("not only … but also"). OpenAI wasn't alone in using routers to reduce model costs. The Wall Street Journal recently reported that AT&T has implemented a “smart router” of its own to automatically select which model to use. Switching from proprietary to open-weight models has reportedly saved the telecommunications giant between 80 and 90 percent in certain applications. Today about 25 percent of the company’s AI workloads are powered by open models. The company’s leadership expects that over the next few years that’ll climb to 70-80 percent. The implementation challenge While the idea of offloading simpler requests to smaller, cheaper-running models sounds intuitive, it’s easier said than done. Title cards and web summaries are relatively straightforward to implement. Open source chatbots like Open WebUI have supported this kind of functionality for more than a year now because it just makes sense. However, sometimes it’s not obvious when and where these task models should be used. Switchyard is Nvidia’s latest attempt to simplify this by automatically routing requests to the right model for the job. However, it’s not the only approach Nvidia is exploring. AI agents and code assistants have the ability to work through problems and then generate skills — essentially standard operating procedures — documenting the process for future reference. Through this iterative process, Conway suggests, agents could essentially teach themselves when and where they can get away with using a smaller, cheaper task model, and where a larger frontier model may be required. “We’re starting to see signs of this sort of agent and subagent type workflow,” Conway said, describing how a frontier model might function as an orchestrator that farms out work to smaller models that are faster and more specialized. It reflects the way companies are structured, he said. “We have people who are specialists and then we have people who help orchestrate that and understand the complexity of the problem.” As an added step, it’s possible for the agents to generate training data on the fly, which could then be used to fine-tune the models to operate more efficiently. Regardless of which approach ultimately wins out, anything that promotes enterprise AI adoption is a win for Nvidia. ®

Microsoft-vendetta hacker has a new zero day that gives system privileges on fully patched Windows

12 Agosto 2026 ore 20:12
Nightmare Eclipse, the serial zero-day hunter who has an axe to grind with Microsoft, published a new Defender zero-day, ShieldBreak, that apparently bypasses Redmond’s RoguePlanet patch (CVE-2026-50656), allowing attackers to gain SYSTEM privileges on fully patched Windows 10, Windows 11, and Windows Server systems. According to at least one other researcher, the exploit works. “I've tried it, it works on latest Windows 11,” former Microsoft employee and security expert Kevin Beaumont said. Beaumont also published three detections and hunting queries for ShieldBreak to help defenders rapidly find any stealthy threats. So until Microsoft fixes this latest zero-day, we’d highly suggest using these queries. ShieldBreak is the 10th zero-day from Nightmare Eclipse since they began their scorched-earth strategy against Microsoft in early April. The prolific bug finder and exploit developer is suspected to be a former, very disgruntled, Microsoft employee. And in typical fashion, this latest zero-day drop occurred just hours after Redmond’s monthly Patch Tuesday that fixed 421 security problems in its products - but ShieldBreak isn't one of them. It’s a local privilege-escalation exploit that, according to Nightmare, allows attackers to gain SYSTEM-level privileges. “The PoC was tested in the latest version of windows 11 25h2 (+Canary channel) and windows server 2025, the PoC also have a 100% success rate. Please note that Windows 10 (and respective server editions) are not currently supported, they are however vulnerable to ShieldBreak as well,” they said. While Nightmare claims that the new exploit is a patch bypass for the earlier RoguePlanet vulnerability, CVE-2026-50656, which Microsoft quietly fixed in July, Beaumont pointed out that the two flaws operate very differently. “RoguePlanet was a filesystem race condition vuln that uses virtual disks and NT native file manipulation to trick quarantine process into overwriting system files,” he posted. “ShieldBreak user-mode callback hook to change file contents during a Defender cloud-hydration scan via cfapi (Cloud Filter API).” A Microsoft spokesperson told us the company "is aware of the reported vulnerability and is actively investigating the validity and potential applicability of these claims." The spokesperson added: "Microsoft is committed to investigating security issues and updating impacted products to protect customers as soon as possible. Importantly, we support coordinated vulnerability disclosure, an industry standard that protects customers and supports the research community by ensuring their findings are thoroughly investigated and addressed before being made public." This latest zero-day comes a month after Nightmare Eclipse published its previous vulnerability along with partial exploit code. Nightmare’s July drop, called LegacyHive, is a local privilege escalation flaw that targets Windows’ user hives - the section of the Windows Registry that stores a user's specific desktop settings, application preferences, and environment configurations. It's patched with CVE-2026-62832. There's also a June zero-day called GreatXML that Nightmare developed. The researcher claims the flaw allows a local attacker with administrator rights to bypass BitLocker encryption by manipulating the Windows Recovery Environment. But it has been patched with CVE-2026-50661. The prolific zero-day hunter’s earlier seven Windows bugs do have patches. These include BlueHammer (CVE-2026-33825), RedSun (CVE-2026-41091), UnDefend (CVE-2026-45498), YellowKey (CVE-2026-45585), GreenPlasma (CVE-2026-45586), MiniPlasma (CVE-2020-17103), and RoguePlanet (CVE-2026-50656). After threatening legal action against Nightmare Eclipse in May, and then facing rapid backlash from just about every other security researcher on the planet, Microsoft walked back its talk of siccing its Digital Crimes Unit on people who don’t follow its vulnerability disclosure rules.® Correction: There are patches for GreatXML and Legacy Hive.

OpenWALDO aims to blow the doors off proprietary AI training models

12 Agosto 2026 ore 18:57
A new project aims to build a shared, open source AI training dataset that anyone can contribute to, much like an open source software project. It aims to make training data more transparent than that of many open-weight models that have recently taken the industry by storm. CentOS and Rocky Linux founder Gregory Kurtzer is behind the effort, dubbed Open Weights, Artifacts, Licenses, Data, Origins (OpenWALDO), and it's funded by CIQ, his AI infrastructure company, which also sponsors Rocky Linux. Kurtzer described the effort as trying to bring the open-source ethos to AI model design, which has yet to be truly open – even downloadable open-weight models still have closed-source training data that is unknown to users, alongside other limitations that make them less than truly open source. “I’ve spent my career watching open source turn users into builders, competitors into collaborators, and shared problems into common infrastructure that operates at massive scale,” Kurtzer said in the announcement. “OpenWALDO brings that proven model to AI. Let’s work together, build its foundation in the open, and collaboratively take AI to the next level.” CIQ, which authored the announcement, argues that open-weight models keep that foundation a secret because of where it comes from: Copyrighted data, responses distilled from other models, user-generated content that may not have been given in a truly open manner, and the like. “There is often no way to know what data trained a given model, under what license, or with what consent,” CIQ said, adding that hidden training data content could taint models, putting customer software stacks at risk. In addition to that, there’s the simple fact that, when everyone is training their AI models in secret, a lot of duplicate work is happening that wastes lots of time and computing resources. A single, shared set of public training data, the OpenWALDO team argues, would not only make training more efficient across the industry, but also mean that every improvement to the dataset could benefit future models trained on it. “A lab or company can take the corpus and its bill of materials as a verified baseline, add its own proprietary data, build, and ship, with a clear, auditable line back to its sources,” CIQ explained. With prices steep and ROI still largely absent, open AI models (not to be confused with OpenAI models) have risen to prominence in the AI zeitgeist lately. Models out of the home of open-weight AI, China, are closing in on the capabilities of closed-source frontier lab models like ChatGPT and Claude, leaving many businesses wondering why they ought to pay through the nose for AI services they don’t own, can’t truly control, and have no visibility into. Some frontier labs have warned that open-weight models pose security and misuse risks. Kurtzer argues that open source software faced similar concerns. “Open source has won this argument before,” he said, pointing to similar arguments made about open code, namely that it’s insecure, impossible to trust, and the like. “Linux didn't win by being certified safe. It won by being inspectable, forkable, and community validated.” “AI is missing that same property, and OpenWALDO is how we build it,” Kurtzer said. Turning to open-source training datasets is a big ask for an industry already so far down the closed training data path, of course, and only time will tell if OpenWALDO is a revolution or another obscure OSS project that gets minimal attention from the AI community. So far, the OpenWALDO dataset contains 167.3 billion reference tokens pulled from things like government records, open-source academic papers, mailing lists, and public domain literature - a drop in the bucket next to the tens of trillions of tokens used to train frontier AI models and their open-weight counterparts. We asked if anyone has trained a model on the OpenWALDO set yet, but CIQ didn’t respond. Those interested in contributing to, or making use of, OpenWALDO can find more on the project’s website (linked above) and its GitHub page. ®

❌