Vista elenco

Turista 17enne travolta da barchino di migranti a Chia: arrestato il presunto scafista

17 Agosto 2026 ore 14:15
La ragazza lombarda, soccorsa dai bagnanti, è in rianimazione. Ieri il barchino di migranti provenienti dall'Algeria ha travolto la ragazza mentre stava facendo il bagno. Il gruppo ha tentato di fuggire ma è stato bloccato dai carabinieri

© RaiNews

Il Tempo: “A Report stipendi faraonici, anche 300mila euro l’anno”. Gli inviati: “Falso, sono i costi totali per i servizi”

17 Agosto 2026 ore 13:53

Stipendi faraonici e spese incredibili, ecco quanto ci costa Report“. Il quotidiano Il Tempo alimenta la campagna contro il programma d’inchiesta di Rai 3 pubblicando un documento interno Rai con una serie di importi in euro, presentati come “l’elenco completo dei compensi percepiti dai trenta giornalisti e autori negli ultimi tre anni”. Sulla base di quei numeri, il giornale diretto da Daniele Capezzone afferma che alcuni di loro “preso abitualmente più di centomila euro l’anno, con casi che hanno superato facilmente i duecentomila fino a toccare i trecentomila euro”, citando volti noti come Giulia Innocenzi, Giorgio Mottola e Bernardo Iovene. Una ricostruzione smentita dagli inviati del programma, che annunciano querela contro Il Tempo e “tutte le testate che riprenderanno le informazioni false e scorrette pubblicate”: “Le somme indicate sono scorrette e artatamente aumentate e non indicano affatto la retribuzione individuale dei singoli inviati ma il totale delle spese sostenute per la realizzazione dei singoli servizi. I giornalisti e le giornaliste di Report hanno per la maggior parte contratti di lavoro autonomo a partita Iva con la Rai e, in base al modello produttivo della trasmissione, autoproducono i propri servizi, pagando dunque di tasca propria i costi di trasferta, di montaggio e tutte le altre spese vive necessarie a condurre per mesi un’inchiesta”, sottolineano in un comunicato.

“Le somme pagate per i servizi giornalistici”, spiegano, “vanno dunque solo in parte a pagare i compensi dei giornalisti, una gran parte copre le spese di produzione già sostenute dagli inviati. Grazie a questo modello produttivo, che scarica i costi vivi sui giornalisti, in questo modo li abbatte. Report è la trasmissione di approfondimento giornalistico meno costosa della prima serata Rai, con circa 150mila euro a puntata, altre nella stessa fascia e sulla stessa rete arrivano a costare il doppio. Se qualcuno intende occuparsi davvero di compensi faraonici in Rai, deve indirizzare l’attenzione ad altri giornalisti, graditi alla politica, che negli ultimi anni sono stati messi alla guida di trasmissioni rivelatesi fallimentari”, concludono gli inviati. Una replica che Capezzone definisce” scombiccherata e controproducente”: “Questi signori si arrampicano sugli specchi parlando di lordo e netto e di spese sostenute. Tutti concetti già spiegati oggi nei nostri articoli. La realtà è che molti di loro incassano più dell’appannaggio annuale spettante al presidente della Repubblica (il quale, meritoriamente, se l’è anche ridotto). Il resto non merita commenti. Solo risposte e approfondimenti in Commissione di Vigilanza”. Sulla vicenda interviene anche il conduttore Sigfrido Ranucci – nella bufera per il caso Lavitola – denunciando la “grave diffusione di un documento interno strategico per l’azienda, visto che rende pubblici i costi di una produzione di punta della Rai come Report. Presenteremo denuncia anche al Comitato etico su chi in Rai abbia fornito al tempo tale documentazione sensibile”, annuncia.

Sullo stesso aspetto batte il consigliere d’amministrazione Rai Roberto Natale, eletto dal Parlamento in quota centrosinistra: “I dati sui compensi dei collaboratori di Report pubblicati oggi da Il Tempo sono di straordinaria gravità. Non certo per gli importi: le cifre comprendono – come sempre per i freelance – i costi di trasferta, di ripresa e montaggio, e solo per ignoranza della materia o per malafede si può evitare di evidenziarlo. La gravità sta nel fatto che la Rai lasci uscire dati riservati che nemmeno a noi consiglieri di amministrazione viene consentito di conoscere”, denuncia. “Dall’inizio del mandato”, spiega Natale, “abbiamo ripetutamente chiesto di poter accedere ai compensi dei collaboratori Rai, ma ci è stato sempre opposto un presunto dovere aziendale di riservatezza. In presenza di questa grave violazione, chiedo all’amministratore delegato un intervento immediato e rigoroso, se necessario investendo la Commissione stabile per il Codice etico attiva in questi giorni. È urgente sapere a quale direzione sia da far risalire la fuga di dati e quali sanzioni verranno adottate. Altrimenti sarà confermato il sospetto che parti dell’azienda stiano contribuendo impunemente a una massiccia campagna di discredito“.

In difesa di Report si schierano i parlamentari del Movimento 5 stelle in Commissione di Vigilanza Rai, secondo cui l’obiettivo dell’articolo è “screditare la trasmissione e il suo conduttore per indebolire entrambi, troppo scomodi per il potere del mondo di Giorgia”: Si fa passare Report come una fonte di spesa e sprechi mentre la Rai trae enorme beneficio dagli altissimi ascolti che porta a casa la trasmissione, anche in replica. Perché Il Tempo dispone delle retribuzioni della redazione di Report e la Commissione di Vigilanza Rai non ha mai potuto sapere a quanto ammonta il lauto compenso di conduttori calati dall’alto nel palinsesto di teleMeloni come Cerno, Monteleone e altri? Perché non rendere noto quanto è costato, anche in termini di perdita pubblicitaria, l’aver distrutto due reti per metterci dentro amici e amichetti come Barbareschi, Incoronata Boccia e altri?”, chiedono.

L'articolo Il Tempo: “A Report stipendi faraonici, anche 300mila euro l’anno”. Gli inviati: “Falso, sono i costi totali per i servizi” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Uccide l’ex compagna e si impicca, lei lo aveva denunciato. Terzo femminicidio in tre giorni

17 Agosto 2026 ore 13:48

Una donna uccisa e il suo ex compagno trovato impiccato. Si lavora all’ipotesi di femminicidio-suicidio per quanto avvenuto a Dolo (Venezia). Dino Keber, 43 anni, avrebbe ucciso l’ex compagna Tania Terrin, 39 anni, per poi togliersi la vita. Il ritrovamento dei due cadaveri è avvenuto nella tarda serata di domenica. La donna si trovava all’interno della sua casa a Camponogara, mentre il corpo dell’uomo è stato rintracciato nel suo appartamento a Dolo. Al termine della relazione tra i due, Terrin aveva presentato una denuncia contro Keber, a carico del quale il Questore di Venezia aveva emesso un ammonimento ufficiale.

L’ennesimo femminicidio segue di poco la morte di Ornella Forastefano, 46 anni, soccorsa all’esterno dell’ospedale di Trebisacce, nel Cosentino, e deceduta subito dopo l’arrivo dei medici a causa dei traumi e delle ferite riportate. I carabinieri hanno fermato nel porto di Bari il compagno della donna, E. M., cittadino albanese di 42 anni con precedenti per reati di droga, mentre tentava di imbarcarsi per l’Albania. L’uomo si trova ora nel carcere di Bari in attesa della convalida della misura da parte dell’autorità giudiziaria pugliese, che trasmetterà successivamente il fascicolo alla Procura di Castrovillari.

I due casi si aggiungono all’omicidio avvenuto nel pomeriggio di Ferragosto a Sant’Angelo a Cupolo, nel Beneventano. Faustino Cardillo, 66 anni, ha accoltellato a morte la moglie Maria D’Alessandro, sua coetanea ed ex dipendente postale, per poi ferirsi con la stessa arma nel tentativo di togliersi la vita. Operato nell’ospedale locale per le lesioni autoinflitte, l’uomo è stato dimesso e trasferito in carcere.

L'articolo Uccide l’ex compagna e si impicca, lei lo aveva denunciato. Terzo femminicidio in tre giorni proviene da Il Fatto Quotidiano.

Ranucci, il legale di Lavitola: "Lo avvisò di un possibile attentato un mese e mezzo prima"

17 Agosto 2026 ore 13:43
L'avvocato Cola: "Gli parlò del pericolo il 7 settembre". "Al Riesame" Lavitola, la prossima settimana, renderà "altre dichiarazioni spontanee, con una memoria se gli verrà concesso direttamente davanti ai giudici".

© RaiNews

Attentato a Ranucci, difensore di Lavitola: "Non vuole ritrattare, ma chiarire"

17 Agosto 2026 ore 13:42
Lo ha detto l'avvocato Arturo Cola, difensore dell'ex giornalista, prima di incontrare nel carcere il Rebibbia il proprio assistito accusato di essere il mandante dell'attentato al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci

© RaiNews

Lamborghini, Foschini “La nuova Revuelto SV fiore all’occhiello a Monterey”

17 Agosto 2026 ore 13:41
Lamborghini, Foschini

LOS ANGELES (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Il fiore all’occhiello in questa settimana di Monterey è la presentazione della nuova Revuelto SV, che rappresenta il pinnacle della nostra gamma, innalza il livello già molto alto della Revuelto grazie a una serie di interventi”. Lo ha detto Federico Foschini, Chief Marketing & Sales Officer Automobili Lamborghini, in occasione della Monterey Car week 2026.
f11/fsc/gtr

Ucraina, Kallas annuncia sanzioni a Mosca mentre non si fermano gli attacchi

17 Agosto 2026 ore 13:35
Ucraina, Kallas annuncia sanzioni a Mosca mentre non si fermano gli attacchi

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Pesanti attacchi con droni hanno colpito l’Ucraina nella notte, in particolare nei distretti di Kryvyi Rih, Zaporizhzhia e Sumy, provocando morti tra i civili.
Vittime fra i civili si segnalano anche a Belgorod, in Russia, a seguito degli attacchi condotti dalle forze ucraine nelle ultime ore. Il ministero della Difesa russo ha reso noto che sono stati abbattuti 822 droni in tutto il Paese nel corso della notte.
Intanto l’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dll’Ue, Kaja Kallas, ha dichiarato in un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt che sono in fase di messa a punto delle nuove sanzioni contro Mosca. Kallas ha annunciato che in autunno presenterà “la più ampia lista di sanzioni dall’inizio della guerra” e, se approvata, questa lista aumenterebbe di un terzo il numero di persone, aziende e organizzazioni russe sottoposte a misure restrittive. “Le sanzioni Ue sono costate finora molto alla Russia e hanno già sottratto alla sua macchina da guerra oltre mille miliardi di euro”, ha osservato Kallas, aggiungendo che “la pressione deve essere aumentata finchè la Russia non porrà fine alla guerra”. La responsabile della diplomazia europea ha definito “terrorismo sistematico” gli attacchi contro civili e infrastrutture ucraine e ha denunciato una crescente attività ibrida russa: “Sabotaggi, spionaggio e attacchi informatici sono nella maggior parte dei casi riconducibili a Mosca”. Per Kallas, anche le recenti violazioni dello spazio aereo sul fianco orientale mostrano una crescente propensione russa al rischio: “Se reagiremo in modo troppo debole, vedremo ancora più incidenti di questo tipo”.
Alla dimensione securitaria si accompagna una riflessione sull’architettura diplomatica europea: “Il mondo sta cambiando più rapidamente e l’Ue deve cambiare con esso”, ha osservato, chiedendo decisioni più rapide, meno duplicazioni istituzionali e maggiore coordinamento tra diplomazia, commercio, cooperazione e missioni europee. Sul Medio Oriente, Kallas ha indicato infine nella riapertura dello Stretto di Hormuz una priorità strategica: “Il mondo sta pagando un prezzo elevato per la chiusura dello stretto. La libertà di navigazione deve restare garantita e non deve essere gravata da tasse”.
(ITALPRESS).

Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit

17 Agosto 2026 ore 13:25

Hyundai avvia a İzmit la produzione della IONIQ 3, primo elettrico made in Turchia, dopo un investimento di 250 milioni di euro.

Hyundai Motor Türkiye avvia ufficialmente la produzione della IONIQ 3 nello stabilimento di İzmit, un passaggio che segna l’ingresso della Turchia nella mappa produttiva europea dei veicoli elettrici Hyundai. La notizia ha un peso specifico che va oltre il singolo modello: si tratta del primo veicolo 100% elettrico assemblato in territorio turco dal gruppo coreano, un traguardo reso possibile da un investimento dedicato di 250 milioni di euro che negli ultimi due anni ha trasformato oltre il 50% dello stabilimento, storicamente dedicato a motorizzazioni termiche e ibride tradizionali.

La scelta di Hyundai va letta all’interno di una logica di diversificazione della capacità produttiva europea che i grandi costruttori stanno perseguendo per bilanciare rischi geopolitici, costi di manodopera e prossimità ai mercati di sbocco. La Turchia, con la propria collocazione geografica tra Europa e Asia, offre condizioni di costo competitive rispetto agli stabilimenti dell’Europa occidentale mantenendo comunque un accesso doganale privilegiato al mercato dell’Unione Europea, un fattore che negli ultimi anni ha spinto diversi costruttori internazionali a rafforzare la propria presenza industriale nel Paese, in un momento in cui la pressione competitiva dei produttori cinesi di veicoli elettrici sul mercato europeo si fa sempre più intensa.

Lo stabilimento di İzmit non è una new entry nella geografia industriale Hyundai: fondato nel 1997, rappresenta il primo e più longevo impianto produttivo del gruppo coreano fuori dalla Corea del Sud, con un investimento complessivo accumulato in quasi trent’anni di attività che sale ora a 1,185 miliardi di euro. Il dato racconta una strategia di investimento progressivo e non episodico, in cui la produzione della IONIQ 3 rappresenta l’ultimo tassello di un percorso di modernizzazione continua piuttosto che una discontinuità improvvisa nella storia dello stabilimento.

Sul piano occupazionale, la trasformazione ha coinvolto oltre 1.000 dipendenti, chiamati ad assumere ruoli diversi nel corso del processo di riconversione produttiva, un dato che segnala come il passaggio all’elettrico in uno stabilimento esistente comporti un impatto significativo sulla riqualificazione della forza lavoro, un tema che accomuna tutti i costruttori impegnati nella conversione dei propri impianti storici verso l’elettrificazione. Oggi Hyundai Motor Türkiye impiega complessivamente circa 2.400 persone tra lo stabilimento di İzmit e la sede di Istanbul, un bacino occupazionale che l’azienda punta a consolidare ulteriormente attraverso i futuri piani di investimento.

Il capitolo più rilevante per il posizionamento produttivo turco riguarda però il proseguimento dei piani industriali: parallelamente a IONIQ 3, Hyundai sta già preparando la produzione delle prossime generazioni di BAYON e i20, confermando İzmit come polo produttivo capace di ospitare contemporaneamente motorizzazioni elettriche e a combustione, secondo quella logica di gamma flessibile che il gruppo coreano applica sistematicamente ai propri stabilimenti europei per rispondere a una domanda di mercato ancora fortemente eterogenea tra i diversi Paesi. A questo si aggiunge un elemento di filiera particolarmente significativo: la collaborazione con Hyundai Mobis, società affiliata del gruppo, per la realizzazione di uno stabilimento dedicato all’assemblaggio dei sistemi batteria all’interno del sito di İzmit, destinato in prospettiva a supportare anche la produzione di batterie per i veicoli ibridi. È un tassello che avvicina ulteriormente la componentistica critica dell’elettrificazione al sito di assemblaggio finale, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e i relativi rischi logistici.

Il target produttivo iniziale, secondo quanto dichiarato dal Ministro dell’Industria e della Tecnologia turco Mehmet Fatih Kacır durante la cerimonia di avvio, è di 30.000 unità IONIQ 3 all’anno, un volume che colloca il nuovo modello in una fascia produttiva significativa ma non massiccia, coerente con la fase di lancio di un modello ancora nuovo sul mercato europeo. Il ministro ha inquadrato l’operazione anche in chiave di politica industriale nazionale, presentando l’investimento Hyundai come una conferma della Turchia quale “polo produttivo affidabile e scalabile” per i grandi gruppi automotive internazionali, un posizionamento che il Paese sta costruendo da anni attraverso condizioni fiscali e logistiche favorevoli agli investimenti esteri nel settore manifatturiero.

Per Xavier Martinet, Presidente e CEO di Hyundai Motor Europe, l’avvio della produzione rafforza le capacità produttive del gruppo e aumenta la flessibilità nella risposta alla domanda europea di mobilità elettrificata, un obiettivo che si inserisce nella più ampia strategia con cui Hyundai punta a diversificare geograficamente la propria produzione europea, riducendo la concentrazione su un singolo sito e distribuendo il rischio industriale su più stabilimenti del continente. Il CEO di Hyundai Motor Türkiye, Alex Kim, ha definito IONIQ 3 un impegno di lungo periodo condiviso tra la casa madre coreana, la divisione europea e quella turca, anticipando ulteriori investimenti futuri per rafforzare la capacità produttiva del sito.

Sul piano commerciale, IONIQ 3 sarà disponibile sui mercati europei a partire da settembre, con tempistiche differenziate in base al singolo Paese, proposta in due configurazioni di batteria e motore, un dettaglio che conferma la volontà di Hyundai di offrire fin dal lancio una segmentazione di prodotto capace di intercettare fasce di clientela diverse all’interno del segmento delle compatte elettriche europee, uno dei più competitivi e affollati dell’attuale panorama automotive continentale.

Scheda 

  • Stabilimento: Hyundai Motor Türkiye, İzmit (fondato nel 1997, primo impianto Hyundai fuori dalla Corea del Sud)
  • Modello: Hyundai IONIQ 3, primo veicolo 100% elettrico prodotto in Turchia
  • Investimento dedicato: 250 milioni di euro
  • Investimento complessivo storico dello stabilimento: 1,185 miliardi di euro
  • Quota di stabilimento modernizzata: oltre il 50%
  • Dipendenti coinvolti nella trasformazione: oltre 1.000
  • Occupazione totale Hyundai Motor Türkiye: circa 2.400 persone (İzmit + sede Istanbul)
  • Target produttivo iniziale: 30.000 unità IONIQ 3 all’anno
  • Altri modelli in preparazione a İzmit: nuove generazioni di BAYON e i20
  • Partnership correlata: Hyundai Mobis, stabilimento per assemblaggio sistemi batteria
  • Disponibilità sul mercato: da settembre, due configurazioni batteria/motore
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit

L'articolo Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit proviene da Affaritaliani.it.

Trump riduce le esercitazioni con la Corea del Sud, “Pyongyang rispettosa”

17 Agosto 2026 ore 13:14
Trump riduce le esercitazioni con la Corea del Sud, “Pyongyang rispettosa”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “In virtù del mio ottimo rapporto con Kim Jong Un, presidente della Corea del Nord, non sono contento del fatto che gli Stati Uniti abbiano, già da tempo, accettato di partecipare alle esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un messaggio su Truth, precisando di avere disposto una riduzione delle esercitazioni militari con la Corea del Sud. “Queste esercitazioni non solo sono costose, con gran parte dei costi a carico degli Stati Uniti (come al solito!), ma inviano un segnale totalmente inappropriato e ostile a un Paese che, fin da quando Donald J. Trump è stato presidente, si è sempre dimostrato non minaccioso e rispettoso. Pertanto, e dato che ormai è troppo tardi per annullarle, ho incaricato il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, di ridurre sostanzialmente le esercitazioni militari congiunte”, ha scritto il capo della Casa Bianca. “Anche se in qualche modo non correlato (?), di recente ho chiesto al presidente della Corea del Sud se volesse unirsi a noi nella denuclearizzazione della Repubblica Islamica dell’Iran, e mi hanno risposto: No, grazie”, ha concluso Trump.
(ITALPRESS).
-Foto Ipa Agency-

Lamborghini, Winkelmann “A Monterey celebriamo passato e futuro del marchio”

17 Agosto 2026 ore 13:12
Lamborghini, Winkelmann

LOS ANGELES (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Per quanto riguarda il fatturato abbiamo avuto un altro semestre da record. Monterey Car Week è l’evento più importante negli Stati Uniti e lo utilizziamo per far vedere anche delle anteprime mondiali”. Lo ha detto Stephan Winkelmann, Chairman & Chief Executive Officer di Automobili Lamborghini, in occasione della Monterey Car week 2026.
f11/fsc/gtr

Atletica e nuoto surclassano il calcio-business, è nata l’Italia dello sport

17 Agosto 2026 ore 13:05

PALERMO (ITALPRESS) – No. Non è la Bella Estate dello sport italiano, è l’affermazione perentoria di quella scelta di vita sportiva che da oltre mezzo secolo si chiama Anticalcio perchè ghettizzata dall’Informazione e dalla Comunicazione. I media si stanno accorgendo che non esistono solo i Gino Bartali, Fausto Coppi, Alberto Ascari, Nino Benvenuti, Livio Berruti, Pietro Mennea, Sara Simeoni, Jury Chechi, Valentina Vezzali, Giacomo Agostini, Valentino Rossi, Gustav Thoeni. Alberto Tomba e…Jannik Sinner, i Campioni Occasionali balzati in prima pagina sui fogli sportivi. Quando la sconfitta dell’Italia pallonara vinceva su tutto e tutti, aveva il titolone. E il resto mancia. Era il tempo in cui nelle Redazioni sportive si discuteva sull’Equipe parigino: ignorava il calcio, era il quotidiano sportivo più autorevole del mondo. Confrontandoci, avevamo in comune Ciclismo e Automobilismo, peraltro suggeritori della nascita della Gazzetta e del Corsport. Eppure, gli stessi intellettuali che facevano la morale ai calciofili finivano prima o poi…nel pallone. Ricordo per tutti Giovanni Arpino, Mario Soldati, Alberto Bevilacqua, Oreste del Buono. Per non dire di Pier Paolo Pasolini che aveva innalzato il calcio a fenomeno linguistico. Eppoi, quel Vittorio Pozzo che aveva vinto una medaglia d’oro a Giochi del 1936 e due Mondiali nel ’34 e nel ’38: trionfi fascisti, dissero gli intellettuali. Che poi, come abbiamo visto, fecero di peggio.
Dicono che c’è voluta la grande crisi della Nazionale pallonara per “liberare gli Altri Sport (così si chiamavano. O Vari). Falso. Il calcio s’è rovinato con il business e i pedatori stranieri voluti dalle istituzioni, Federazione e Lega, disorganizzate e antisportive. Con Pescante, Petrucci e Malagò s’è visto sorgere prima il grande Basket e la trionfante Pallavolo, poi il nuoto di Federica Pellegrini e soci e l’Atletica di Jacobs e Tamberi (e perdonate i tanti nomi lasciati per strada). A titolo del tutto personale, pur specializzato nel calcio quando faceva vendere milioni di giornali, ai tempi dei dibattiti sull’E’quipe ho detto e scritto che il Calcio era Sport-Spettacolo. Oggi, grazie soprattutto alla televisione, lo spettacolo lo hanno dato i nostri eroi dei Vari. Tenetevi da parte il ritaglio di questa pagina. E’ storia. La Nuova Italia – già affermatasi con i Giochi invernali – ha dominato i Campionati Europei di Atletica a Birmingham e gli Europei di Nuoto a Parigi con una pioggia di medaglie d’oro. Tra i trionfi più memorabili spiccano l’oro nel triplo con record di Andy Diaz (18,15 m), le doppiette d’oro nella marcia di Massimo Stano e Sofia Fiorini, gli ori nel nuoto di Simona Quadarellae Nicolò Martinenghi, e i successi storici di Nadia Battocletti e Gianmarco Tamberi.

L’estate milanese si accende tra periferie e Castello Sforzesco

17 Agosto 2026 ore 13:00
L’estate milanese si accende tra periferie e Castello Sforzesco

MILANO (ITALPRESS) – L’estate dei milanesi all’insegna della cultura e del divertimento. Per chi non può staccare dal lavoro o non può permettersi giorni di riposo lontano dalla città, il Comune di Milano ha organizzato una serie di iniziative che consentono di riscoprire la bellezza di luoghi che coinvolgono cittadini e turisti attraverso spettacoli dal vivo.
Dalla necessità di rispondere in particolare alle esigenze di chi risiede nei quartieri periferici nasce Milano è Viva, un vero e proprio contenitore di eventi dal vivo che spaziano dalla musica al teatro di strada, passando per i balli caraibici, tango e hip hop.
L’altro macro evento che anima invece il cuore di Milano è Estate al Castello. Situata all’interno del Cortile delle Armi del Castello Sforzesco e arrivata alla 14esima edizione, la kermesse è stata implementata per servizi offerti e spettacoli proposti.
f12/mgg/azn

Cina: preparazione della salsa al peperoncino nell’Hunan (3)

17 Agosto 2026 ore 12:41
Cina: preparazione della salsa al peperoncino nell’Hunan (3)

SHUANGFENG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un residente mette ad essiccare della salsa al peperoncino su un tetto nel sottodistretto di Yongfeng, contea di Shuangfeng, nella città di Loudi, nella provincia centrale cinese dello Hunan, il 16 agosto 2026. Essendo uno dei prodotti cinesi a indicazione geografica protetta, la salsa al peperoncino prodotta nel sottodistretto di Yongfeng vanta una storia di diversi secoli.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: preparazione della salsa al peperoncino nell’Hunan (2)

17 Agosto 2026 ore 12:40
Cina: preparazione della salsa al peperoncino nell’Hunan (2)

SHUANGFENG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un addetto lavora in un’area di essiccazione della salsa al peperoncino nel sottodistretto di Yongfeng, contea di Shuangfeng, nella città di Loudi, nella provincia centrale cinese dello Hunan, il 16 agosto 2026. Essendo uno dei prodotti cinesi a indicazione geografica protetta, la salsa al peperoncino prodotta nel sottodistretto di Yongfeng vanta una storia di diversi secoli.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: preparazione della salsa al peperoncino nell’Hunan (1)

17 Agosto 2026 ore 12:40
Cina: preparazione della salsa al peperoncino nell’Hunan (1)

SHUANGFENG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una foto aerea, scattata da un drone il 16 agosto 2026, mostra il personale al lavoro in un’area di essiccazione della salsa al peperoncino nel sottodistretto di Yongfeng, contea di Shuangfeng, nella città di Loudi, nella provincia centrale cinese dell’Hunan. Essendo uno dei prodotti cinesi a indicazione geografica protetta, la salsa al peperoncino prodotta nel sottodistretto di Yongfeng vanta una storia di diversi secoli.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: al via la fiera Nadam nella Mongolia Interna (3)

17 Agosto 2026 ore 12:37
Cina: al via la fiera Nadam nella Mongolia Interna (3)

HINGGAN LEAGUE (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un cavallerizzo dimostra le proprie abilità equestri nel raccogliere un hada a cavallo durante la cerimonia di apertura di una fiera Nadam nel Jalaid Banner, Hinggan League, nella regione autonoma settentrionale cinese della Mongolia Interna, il 16 agosto 2026. La fiera si è aperta qui ieri, con esibizioni equestri, canti e danze, musica strumentale e spettacoli folkloristici tradizionali.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: al via la fiera Nadam nella Mongolia Interna (2)

17 Agosto 2026 ore 12:37
Cina: al via la fiera Nadam nella Mongolia Interna (2)

HINGGAN LEAGUE (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Alcune persone si esibiscono durante la cerimonia di apertura di una fiera Nadam nel Jalaid Banner, Hinggan League, nella regione autonoma settentrionale cinese della Mongolia Interna, il 16 agosto 2026. La fiera si è aperta qui ieri, con esibizioni equestri, canti e danze, musica strumentale e spettacoli folkloristici tradizionali.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: al via la fiera Nadam nella Mongolia Interna (1)

17 Agosto 2026 ore 12:36
Cina: al via la fiera Nadam nella Mongolia Interna (1)

HINGGAN LEAGUE (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Delle persone danno prova delle loro abilità equestri durante la cerimonia di apertura di una fiera Nadam nel Jalaid Banner, Hinggan League, nella regione autonoma settentrionale cinese della Mongolia Interna, il 16 agosto 2026. La fiera si è aperta qui ieri, con esibizioni equestri, canti e danze, musica strumentale e spettacoli folkloristici tradizionali.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

La bolletta della crisi climatica: “Il caldo estremo costa all’Europa 180 miliardi di pil in meno”. L’Italia tra i Paesi più colpiti

17 Agosto 2026 ore 13:25
L’estate del 2026 non lascerà solo il segno nelle cronache meteorologiche per il suo caldo estremo e prolungato, manifestazione incontrovertibile della crisi climatica, ma si presenta come un pesante macigno sui bilanci dell’Unione Europea. Secondo un recente studio di Triodos Bank, il costo si aggira intorno a 180 miliardi di euro, oltre l’1% del Pil comunitario. In questo scenario l’Italia è uno dei Paesi più vulnerabili: “Con un danno stimato intorno ai 22 miliardi di euro, il conto del clima per il nostro Paese equivale quasi a una manovra finanziaria”, ha commentato il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli.

La produttività in ginocchio

L’analisi condotta dagli esperti di Triodos Investment Management evidenzia come l’impatto del caldo non sia uniforme, ma colpisca diversi nodi vitali dell’economia. Il fattore determinante è il crollo della produttività del lavoro. Superata la soglia dei 30 gradi, il rendimento dei lavoratori cala drasticamente e perlopiù nei settori esposti all’aperto come l’edilizia e l’agricoltura. Allianz stima infatti una perdita di circa il 3% della produzione per ogni grado che supera i 30 e sostenuto per più giorni. La bolletta climatica è però gonfiata anche dai costi dell’energia: se l’efficienza dei pannelli solari diminuisce con le temperature estreme, la domanda di elettricità per il raffrescamento tocca picchi record proprio quando la produzione idroelettrica e nucleare (quest’ultima colpita dalla scarsità d’acqua per il raffreddamento dei reattori) è più in difficoltà. Il risultato è quindi un aumento dei prezzi all’ingrosso che grava sia sulle imprese che sulle famiglie.
La geografia del danno vede la Francia come il Paese più colpito (con una perdita stimata dell’1,4% del Pil), seguita dall’Italia e dalla Spagna. Se la Polonia appare meno colpita per un numero inferiore di giornate torride, per l’Italia il peso della struttura economica e la durata dell’ondata di calore rendono la situazione molto critica. A questo poi si aggiunge un drammatico costo umano: solo nell’ultima settimana di giugno di quest’anno sono stati stimati oltre 20mila decessi legati al caldo tra Francia, Germania, Spagna e Italia.

Il circolo vizioso europeo

“Un’estate così calda avrebbe dovuto segnare la fine di ogni astrazione”, si legge nello studio. “Assistiamo a vaste aree in fiamme mentre le centrali elettriche vengono chiuse per mancanza d’acqua. Questo dovrebbe essere lo shock che spinge le persone, e le istituzioni che le rappresentano, ad agire”. Non è ancora successo. Anzi. “Il 17 luglio, all’incirca nello stesso periodo in cui l’EFFIS registrava ettari record bruciati e i ministeri della salute contavano i morti, la Commissione europea ha proposto un indebolimento del principale strumento di tariffazione del carbonio dell’UE, allentando la traiettoria del tetto massimo alle emissioni fino al 2030. La ragione dichiarata era la competitività“. Un paradosso: “La risposta politica è quella di allentare proprio le politiche volte a prevenire i danni, in nome della tutela della crescita; di conseguenza, sia le emissioni che l’esposizione aumentano; e la successiva ondata di calore, con una temperatura di riferimento più elevata, costa di più. Chiamiamo le cose con il loro nome: un circolo vizioso”.

L’allarme di Coldiretti per l’Italia

L’inazione politica rischia di alimentare quello che gli analisti definiscono un circuito vizioso o doom loop. In pratica il danno climatico rallenta l’economia e la risposta politica è spesso quella di allentare le normative ambientali in nome della crescita, accelerando così le emissioni e i danni futuri. In Italia il dibattito è acceso, con critiche rivolte al governo per il contrasto a misure come il Green Deal e la legge europea sul ripristino della natura. Secondo Coldiretti, i danni all’agricoltura italiana hanno già superato i 3 miliardi di euro.
La siccità sta mettendo a rischio intere filiere con il bacino del Po che vede la disponibilità d’acqua ridotta della metà. Le colture di mais e riso sono al collasso, con cali dei raccolti che in alcune zone raggiungono il 40-70%. Al quadro si aggiunge infine l’emergenza incendi: dall’inizio dell’anno secondo EFFIS almeno 80mila ettari di boschi e terreni sono andati in fumo, devastando pascoli e strutture agricole.

L'articolo La bolletta della crisi climatica: “Il caldo estremo costa all’Europa 180 miliardi di pil in meno”. L’Italia tra i Paesi più colpiti proviene da Il Fatto Quotidiano.

Colpi di pistola al pronto soccorso: ex detenuto tenta la fuga, agente spara. Indagato per tentato omicidio

17 Agosto 2026 ore 13:15

Un 22enne – ex detenuto del carcere della Dogaia di Prato, liberato lo scorso giugno – è stato ferito a una gamba da un colpo di pistola esploso da un agente della polizia penitenziaria, che ora è indagato per tentato omicidio. È successo domenica 16 agosto intorno alle 16.30. A quanto si apprende, l’uomo era stato fermato nel pomeriggio mentre cercava di lanciare all’interno del carcere toscano un plico contenente sostanze stupefacenti. Sorpreso, aveva tentato la fuga, cadendo e procurandosi lievi ferite. La polizia penitenziaria lo ha quindi portato all’ospedale Santo Stefano per le medicazioni. Qui il 22enne, dopo aver scaricato un estintore nel reparto di emergenza e creato il caos, ha cercato di scappare ed è stato colpito a una gamba.

Secondo una prima ricostruzione, l’ex detenuto, di nazionalità marocchina, si trovava su una barella nell’area del pronto soccorso nella cosiddetta “camera calda“: lo spazio coperto destinato all’arrivo delle ambulanze e la sala di decontaminazione, vicino al triage. Era ammanettato e sotto la scorta degli agenti della polizia penitenziaria quando avrebbe improvvisamente dato in escandescenze. Nonostante i movimenti limitati, sarebbe riuscito ad afferrare un estintore e avrebbe iniziato a minacciare gli agenti. All’ordine di deporre l’estintore, l’uomo avrebbe azionato il dispositivo, provocando ulteriore confusione nel reparto. Nel caos avrebbe quindi cercato di raggiungere l’uscita.

Gli agenti della penitenziaria gli avrebbero intimato di fermarsi sparando prima in aria come avvertimento per poi, con il proseguire del tentativo di fuga, arrivare allo sparo che lo ha ferito ad una gamba. Immediato l’intervento dei vigilanti di Sicuritalia e subito l’arrivo di polizia e carabinieri. Sul posto anche la Scientifica per i rilievi utili a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Il magistrato di turno si è recato personalmente sul posto per raccogliere le prime dichiarazioni dei testimoni.

Come poi spiegato dal procuratore Luca Tescaroli, il 22enne, sorpreso mentre cercava di far entrare nel carcere un pacco contenente stupefacenti, era stato inseguito dagli agenti della polizia penitenziaria e bloccato dopo essere caduto durante la fuga. Proprio nella caduta si era procurato alcune lesioni per le quali era stato portato al pronto soccorso da dove ha poi cercato di scappare. In tutto sono stati tre i colpi esplosi.

Gli spari hanno comunque provocato momenti di forte paura tra i pazienti e il personale sanitario presenti nel pronto soccorso, pur non essendo direttamente coinvolti nella zona in cui si è verificata la colluttazione. Il pronto soccorso è stato temporaneamente chiuso per consentire la messa in sicurezza degli ambienti e lo svolgimento dei rilievi. I pazienti già presenti sono stati assistiti e messi in sicurezza, mentre le ambulanze dirette al Santo Stefano sono state deviate verso altri ospedali, in particolare quelli di Pistoia e Firenze.

L'articolo Colpi di pistola al pronto soccorso: ex detenuto tenta la fuga, agente spara. Indagato per tentato omicidio proviene da Il Fatto Quotidiano.

Batterie al litio tra i rischi d’incendio e il costo ambientale: ecco cosa cambia dal 2027 con le nuove regole europee

17 Agosto 2026 ore 13:13

Per anni ci siamo abituati a considerare molti dispositivi elettronici quasi “usa e getta”. Quando la batteria iniziava a perdere autonomia, sostituirla era spesso difficile, costosa o addirittura impossibile, tanto che per molti la soluzione più semplice diventava acquistare un prodotto nuovo. Un meccanismo che ha alimentato sprechi, consumo di materie prime e una crescente produzione di rifiuti elettronici.

A breve qualcosa cambierà. Dal 18 febbraio 2027 entreranno in vigore le nuove regole europee sulle batterie: l’articolo 11 del Regolamento (UE) 2023/1542, il cosiddetto Batteries Regulation, punta a favorire una progettazione più orientata alla riparazione, al riuso e alla durata dei dispositivi elettronici. L’obiettivo? Ridurre la montagna crescente di rifiuti tecnologici. Per i prodotti interessati dalla normativa, la batteria dovrà poter essere sostituita senza procedure complesse né strumenti difficili da reperire. Un risultato raggiunto anche grazie alla crescente pressione esercitata da consumatori, associazioni ambientaliste e movimenti per il diritto alla riparazione, che hanno chiesto dispositivi più durevoli, trasparenti e meno legati alla logica dell’usa e getta. I produttori non potranno inoltre ostacolare tramite software l’utilizzo di batterie compatibili conformi ai requisiti di sicurezza.

Secondo Emanuela Rosio, presidente di AICA (Associazione Internazionale di Comunicazione Ambientale) e coordinatrice italiana della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti: “È una svolta importante. Rendere più semplice la sostituzione delle batterie significa evitare che un dispositivo ancora funzionante venga abbandonato solo perché un suo componente si è usurato. Una maggiore riparabilità aiuta a contrastare l’obsolescenza programmata, ridurre la produzione di rifiuti elettronici e utilizzare in modo più efficiente le risorse. Inoltre, sempre più persone potranno intervenire sui propri apparecchi senza dover necessariamente ricorrere all’assistenza tecnica”.

L'articolo Batterie al litio tra i rischi d’incendio e il costo ambientale: ecco cosa cambia dal 2027 con le nuove regole europee proviene da Il Fatto Quotidiano.

Nuove limitazioni all’aeroporto di Catania: 10 voli all’ora in arrivo fino alle 12 di domani

17 Agosto 2026 ore 13:03

A meno di 24 ore dal primo sospiro di sollievo per chi viaggia da e per la Sicilia in queste settimane, una nuova eruzione dell’Etna impone nuove limitazioni all’aeroporto di Catania Fontanarossa. Sac, la società di gestione dello scalo catanese, ha comunicato sulla sua pagina Facebook che, “a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura degli spazi corrispondenti ai settori B1 e B2″.

La restrizione doveva durare fino alle 14 di oggi, 17 agosto, con cinque aerei in arrivo all’ora, ma la Sac ha diffuso un aggiornamento in cui si comunica la proroga della chiusura del solo settore B1 fino alle 12 di domani, 18 agosto, con dieci aerei all’ora in arrivo. Non ci sono restrizioni in partenza. “I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore”, conclude la nota.

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio Etneo (Ingv-Oe), ha infatti comunicato che questa mattina si è registrata “l’apertura di una bocca effusiva in Valle del Bove, a una quota compresa tra 2200 e 2350 m”, da cui è stata prodotta una colata lavica e che ha generato l’emissione di cenere dal cratere, che ora si sta disperdendo in direzione sud-est. Ingv-Oe ha spiegato: “Dal punto di vista sismico, dopo l’incremento di ieri pomeriggio l’ampiezza media del tremore vulcanico ha raggiunto un valore massimo intorno alle 19:40 di ieri sera e successivamente, fino allo stato attuale, con deboli oscillazioni è leggermente diminuita, rimanendo sempre all’interno dell’intervallo dei valori alti”. Sono in corso i rilievi sul campo da parte del personale Ingv-Oe.

La nuova chiusura parziale spegne l’entusiasmo di domenica, quando l’amministratore delegato della società, Nico Torrisi, aveva dichiarato: “Il ripristino delle operazioni di volo all’aeroporto di Catania rappresenta un passaggio importante verso il ritorno alla normalità dopo giorni particolarmente complessi per la nostra città”.

L'articolo Nuove limitazioni all’aeroporto di Catania: 10 voli all’ora in arrivo fino alle 12 di domani proviene da Il Fatto Quotidiano.

Bloomberg: “Funzionari di Berlino aprono alla vendita a Unicredit della quota del governo tedesco in Commerzbank”

17 Agosto 2026 ore 13:00

Alti funzionari governativi della Germania sarebbero aperti a discutere una potenziale vendita della quota del 12,7% in Commerzbank a Unicredit se i due istituti di credito riusciranno a concordare una strategia comune e con garanzie per il futuro della banca. Lo riferisce Bloomberg, pur sottolineando che questa posizione non rappresenta la linea ufficiale del governo tedesco, che come è noto è stato finora fermo nell’intenzione di preservare l’indipendenza dell’istituto salvato durante la crisi finanziaria e dire no all’offerta di Andrea Orcel.

La cessione di una quota in cambio della garanzia che Commerzbank continuerà a svolgere un ruolo “importante nel finanziamento dell’economia consentirebbe a Berlino di realizzare alcune delle sue priorità per l’istituto di credito, dopo che non è riuscita a impedire a Unicredit di assumerne il controllo”, sottolinea Bloomberg.

Un portavoce del governo tedesco ha dichiarato a Bloomberg che la posizione non è cambiata, rifiutandosi di commentare. Nessun commento anche dai rappresentanti di Commerzbank e Unicredit.

L'articolo Bloomberg: “Funzionari di Berlino aprono alla vendita a Unicredit della quota del governo tedesco in Commerzbank” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Commerzbank, Berlino apre uno spiraglio a UniCredit: il 12,7% può finire a Orcel

17 Agosto 2026 ore 12:53

Alcuni funzionari del governo tedesco sono disponibili a discutere la cessione a UniCredit del 12,7% di Commerzbank ancora controllato da Berlino. Prima serve però un’intesa tra i due istituti sulla strategia e sul futuro della banca tedesca.

Il governo chiede garanzie sul futuro della banca e un’intesa tra Orcel e l’attuale management

Berlino potrebbe vendere a UniCredit il 12,7% di Commerzbank ancora nelle mani dello Stato tedesco. L’apertura arriva da alcuni funzionari governativi, ma al momento non rappresenta la posizione ufficiale dell’esecutivo.

Una cessione viene considerata accettabile da alcuni esponenti del governo a due condizioni: un prezzo ritenuto adeguato e precise garanzie sul futuro di Commerzbank. Prima di arrivare a un eventuale confronto sulla partecipazione pubblica, UniCredit dovrebbe inoltre trovare un’intesa con l’attuale management della banca tedesca sui propri progetti.

Tra i funzionari tedeschi viene valutata anche la possibilità che UniCredit riesca comunque a ottenere il controllo di Commerzbank. Questo renderebbe più concreta l’ipotesi di una vendita della quota ancora detenuta da Berlino, purché l’operazione venga accompagnata da un accordo sulla strategia dell’istituto. Gli eventuali colloqui tra Piazza Gae Aulenti e Berlino dipenderanno quindi dal confronto tra UniCredit e i vertici di Commerzbank. Solo con il via libera del management ai progetti della banca italiana il governo tedesco prenderebbe in considerazione una trattativa sulla propria partecipazione.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE ECONOMIA

L'articolo Commerzbank, Berlino apre uno spiraglio a UniCredit: il 12,7% può finire a Orcel proviene da Affaritaliani.it.

“Nuove dichiarazioni al Riesame”, la difesa di Valter Lavitola: “Ranucci avvisato sul rischio di attentati il 7 settembre”

17 Agosto 2026 ore 12:52

Non una ritrattazione, ma un chiarimento e nuove dichiarazioni già al Tribunale del Riesame. A cinque giorni dalla confessione con cui Valter Lavitola ha ammesso davanti al gip di essere il mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci, la difesa del faccendiere torna in carcere per preparare il prossimo passaggio giudiziario. L’avvocato Arturo Cola è entrato – come annunciato – nel carcere di Rebibbia per incontrare il suo assistito e mettere a punto la strategia in vista dell’udienza del Riesame, che la difesa presume possa tenersi la prossima settimana. “Sono qui oggi per parlare con Lavitola e verificare se è necessario integrare la confessione del 12 agosto in vista dell’udienza del Riesame che si terrà presumo la settimana prossima”, ha detto Cola prima di entrare nel carcere romano. Il legale ha subito escluso l’ipotesi di un passo indietro. “Non si tratta di ritrattare o dire cose diverse”, ha spiegato, ma di “puntualizzare e offrire un’interpretazione autentica di ciò che è già stato riferito”. E proprio il Riesame offre alla difesa uno strumento per farlo: “Questo ci è possibile perché al Riesame si possono fare dichiarazioni spontanee”.

La mossa arriva dopo l’interrogatorio del 12 agosto, quando Lavitola aveva riconosciuto di aver commissionato l’attentato, sostenendo però una versione molto diversa da quella ipotizzata dagli investigatori sul movente. Secondo quanto riferito dall’ex editore, l’obiettivo non sarebbe stato fare del male a Ranucci, ma provocare un episodio tale da determinare un innalzamento del livello della sua protezione. Una ricostruzione che la difesa sta cercando ora di rendere più precisa e circostanziata dopo che il giudice per le indagini preliminari di Roma ha respinto la richiesta di arresti domiciliari. Il problema, per Lavitola, è che quella confessione non gli ha aperto le porte del carcere. Dopo l’interrogatorio, la richiesta di sostituzione della custodia con gli arresti domiciliari è stata respinta. Il gip ha ritenuto non sufficientemente convincenti alcuni passaggi della versione fornita dall’indagato, definendo il movente indicato dalla difesa “inverosimile” e le dichiarazioni dell’imprenditore “prive di riscontri” e “fumose”.

“Noi riteniamo che Lavitola avvisò Ranucci sul rischio di attentati prima di quanto avvenuto il 16 ottobre. C’è stato, infatti, un incontro il 7 settembre nel corso del quale probabilmente Lavitola avvisò Ranucci dei pericoli che correva in ragione di possibili attentati. Questo quindi un mese e mezzo prima dell’attentato medesimo. “A noi interessano i fatti: in sede di interrogatorio di garanzia il mio assistito ha escluso che vi fosse un accordo preventivo sull’attentato”, ha aggiunto. Uno dei passaggi sui quali Cola insisteva domenica – annunciando l’intenzione della difesa – riguardava proprio Ranucci e la sua sicurezza. La difesa ha sostenuto che “gli atti dimostrano che lo stesso Ranucci aveva chiesto di aumentare la scorta”. Un elemento che, secondo i legali, sarebbe coerente con la spiegazione fornita da Lavitola: un’azione pensata come dimostrativa per provocare una reazione delle autorità e ottenere una maggiore protezione per il giornalista.

La tesi viene collegata anche alle modalità concrete dell’attentato. “Loro non avevano alcuna intenzione di far male a Ranucci, lo si vede dalle modalità dell’attentato”, aveva sostenuto Cola riferendosi ai presunti esecutori materiali. La difesa punta dunque a mettere in discussione non l’esistenza dell’azione, che Lavitola ha ammesso di aver commissionato, ma la sua finalità e soprattutto l’effettiva volontà di provocare un danno alla vittima. È un punto centrale anche perché il giudice che aveva disposto le misure cautelari nei confronti di chi avrebbe materialmente piazzato l’ordigno non aveva riconosciuto l’ipotesi di strage. Ora i difensori di Lavitola cercano di utilizzare le modalità dell’attacco per sostenere una lettura meno grave della vicenda. Resta invece sullo sfondo il tema del cosiddetto “terzo livello”. Alla domanda sull’eventuale esistenza di un livello ulteriore rispetto a Lavitola e agli esecutori, Cola aveva parlato di “congetture”. E aveva aggiunto: “È intuibile che dopo l’attentato Ranucci avesse capito chi fosse il mandante”. Una congettura che, al momento, non trova alcun riscontro negli atti.

Sono intanto attese nuove analisi del computer e del cellulare dell’ex editore, mentre Ranucci potrebbe essere ascoltato dai pm come persona informata sui fatti. C’è poi la posizione di Gomes Tavares, il cittadino camerunese indicato come factotum di Lavitola e ritenuto dagli investigatori un possibile intermediario nell’organizzazione dell’attentato. La Procura dovrebbe procedere con la richiesta di estradizione. Tavares, intervistato dal Tg1, nei giorni scorsi ha detto di essere pronto a rientrare in Italia “prestissimo”: “Dicono che all’aeroporto mi prendono però io sono testardo. E voglio tornare”.

L'articolo “Nuove dichiarazioni al Riesame”, la difesa di Valter Lavitola: “Ranucci avvisato sul rischio di attentati il 7 settembre” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Indonesia, terremoto di magnitudo 7,7: strade spaccate e case crollate viste dal drone – VIDEO

17 Agosto 2026 ore 12:46

Il drone sorvola le zone colpite dal terremoto in Indonesia: dall’alto la devastazione lasciata dal sisma

Le immagini riprese da un drone mostrano dall’alto la devastazione provocata dal terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito l’isola di Flores, nell’Indonesia orientale. Strade spaccate, edifici crollati e infrastrutture danneggiate restituiscono la dimensione dei danni provocati dal sisma, che ha causato anche numerose frane. Il bilancio è nel frattempo salito ad almeno 54 morti, mentre migliaia di persone hanno lasciato le proprie abitazioni e le operazioni di soccorso proseguono nelle aree più difficili da raggiungere. Video LaPresse.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE ESTERI

L'articolo Indonesia, terremoto di magnitudo 7,7: strade spaccate e case crollate viste dal drone – VIDEO proviene da Affaritaliani.it.

Russia, maxi attacco di droni ucraini: esplosioni e una colonna di fumo nella regione di Mosca – VIDEO

17 Agosto 2026 ore 12:40

Centinaia di droni contro la Russia, incendio nel maxi deposito Wildberries: le immagini dalla regione di Mosca

Una delle più grandi ondate di droni ucraini contro la Russia dall’inizio della guerra ha interessato anche la regione di Mosca. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 822 droni in diverse zone del Paese, mentre nella regione della capitale un attacco ha colpito anche un grande magazzino di Wildberries a Koledino, circa 45 chilometri a sud di Mosca. Le immagini mostrano esplosioni e una densa colonna di fumo nero alzarsi dalla struttura colpita. Nella sola regione di Mosca un uomo di 83 anni è morto nell’attacco, secondo le autorità locali. Video Astra/Corriere TV.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE ESTERI

L'articolo Russia, maxi attacco di droni ucraini: esplosioni e una colonna di fumo nella regione di Mosca – VIDEO proviene da Affaritaliani.it.

Temporali e piogge, la perturbazione che attraversa la Toscana

di: Regia
17 Agosto 2026 ore 12:26

Firenze - Così come annunciato le piogge sono arrivate dopo settimane di caldo intenso, in apertura di questa settimana un’attesa perturbazione ha portato un calo termico, rovesci e temporali anche di forte intensità soprattutto lungo la fascia costiera. Una giornata quindi all’insegna dell’instabilità con possibilità di pioggia e rovesci più marcati sulla zona settentrionale della Toscana. Venti di Libeccio sulla Continue Reading

L'articolo Temporali e piogge, la perturbazione che attraversa la Toscana proviene da Telegranducato di Toscana.

Docenti di ruolo fuorisede, ferie sempre più costose e vacanze negate: il peso del caro vita e della distanza.

17 Agosto 2026 ore 11:48

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) interviene sul grave disagio economico che interessa i docenti di ruolo fuorisede, per i quali la distanza tra sede di servizio e residenza si traduce in un costo permanente, destinato a incidere in misura sempre più significativa sul potere d’acquisto dello stipendio.

L’aumento del costo della vita, i canoni di locazione, le utenze, le spese quotidiane e i trasporti necessari per raggiungere periodicamente la propria famiglia assorbono una parte rilevante della retribuzione. In tale contesto, per molti docenti di ruolo fuorisede anche la possibilità di trascorrere un periodo di vacanza è stata fortemente ridimensionata o, in alcuni casi, esclusa.

Il fenomeno si colloca in un quadro nazionale già segnato da evidenti difficoltà economiche. Secondo l’indagine Tecnè per Federalberghi relativa all’estate 2026, 36,2 milioni di italiani trascorreranno almeno un periodo di vacanza fuori casa tra giugno e settembre, mentre il 48,5% della popolazione non farà vacanze estive. Tra quanti resteranno a casa, il 52,8% indica nella mancanza di liquidità la principale ragione della rinuncia.

Per il personale docente esiste, inoltre, una specifica criticità. Le ferie, in ragione dell’organizzazione del calendario scolastico, possono essere fruite prevalentemente nei periodi di sospensione delle attività didattiche e soprattutto durante l’estate. La principale possibilità di riposo prolungato coincide quindi proprio con l’alta stagione, quando la crescita della domanda determina condizioni generalmente più onerose per trasporti, soggiorni e servizi legati alle vacanze.

Gli insegnanti dispongono, pertanto, di margini limitati per scegliere periodi dell’anno economicamente più convenienti. Questa circostanza assume un peso ancora maggiore per i docenti di ruolo fuorisede, poiché ai maggiori costi stagionali si sommano le spese sostenute durante tutto l’anno per lavorare lontano dalla propria città.

L’immissione in ruolo garantisce la stabilità del rapporto di lavoro, ma non elimina gli effetti economici della distanza. Quando la sede di servizio si trova a centinaia di chilometri dalla residenza, una parte dello stipendio deve essere destinata all’affitto di un secondo alloggio o di una stanza, alle relative utenze e ai viaggi necessari per mantenere i rapporti con il nucleo familiare.

Tali costi continuano a gravare anche durante l’estate. Il docente che rientra nella propria città continua generalmente a pagare il canone di locazione e le spese fisse dell’alloggio nella sede di servizio, mentre deve contemporaneamente sostenere il costo del viaggio per tornare dalla propria famiglia.

È necessario distinguere con chiarezza il ricongiungimento familiare dalla vacanza. Tornare dai figli, dal coniuge, dai genitori o nella propria abitazione dopo mesi trascorsi altrove per ragioni di servizio non equivale a partire per un soggiorno turistico. È il ritorno a casa, ma anch’esso comporta un costo, spesso sostenuto proprio nei periodi in cui le tariffe dei trasporti risultano maggiormente esposte alla pressione della domanda.

La rinuncia alle vacanze diventa così uno degli effetti più visibili di una questione più ampia: l’erosione del reddito disponibile determinata dalla sovrapposizione tra caro vita e costi strutturali della mobilità professionale. A parità di trattamento economico, il docente costretto a mantenere una seconda domiciliazione e ad affrontare frequenti spostamenti dispone inevitabilmente di un potere d’acquisto inferiore rispetto al collega che presta servizio nel territorio di residenza.

Il CNDDU ritiene che questa condizione richieda un cambiamento di prospettiva nelle politiche scolastiche. La mobilità del personale non può essere considerata esclusivamente sotto il profilo amministrativo dei trasferimenti, delle assegnazioni e della distribuzione delle cattedre. Occorre affrontarne anche la sostenibilità economica.

Se il sistema nazionale di istruzione necessita della disponibilità di docenti a prestare servizio lontano dalla propria residenza per garantire la copertura delle cattedre e la continuità del servizio, il costo di tale mobilità non può essere lasciato interamente a carico del lavoratore.

Il CNDDU ritiene quindi necessarie politiche strutturali di sostegno alla mobilità del personale scolastico, con particolare attenzione ai docenti di ruolo fuorisede. Il costo dell’abitare dovrebbe entrare stabilmente nelle politiche dedicate al personale, soprattutto nei territori caratterizzati da forte tensione abitativa, individuando strumenti capaci di contenere l’incidenza dei canoni di locazione sul reddito e di favorire l’accesso ad alloggi economicamente sostenibili.

Analoga attenzione dovrebbe essere riservata ai trasporti attraverso accordi e convenzioni nazionali in grado di ridurre il costo degli spostamenti ferroviari, aerei o marittimi sostenuti dal personale fuorisede per il ricongiungimento familiare. Per chi lavora a centinaia di chilometri dalla propria residenza, tali spostamenti non rappresentano infatti un consumo occasionale, ma una conseguenza diretta della collocazione lavorativa.

Occorre, inoltre, disporre di una ricognizione nazionale capace di misurare la reale dimensione economica del fenomeno, considerando la distanza tra residenza e sede di servizio, l’incidenza degli affitti e dei trasporti sullo stipendio, la durata della condizione di fuorisede e le differenze territoriali nel costo dell’abitare.

Conoscere questi elementi consentirebbe di definire interventi proporzionati alle effettive condizioni dei lavoratori e, nello stesso tempo, di sostenere la permanenza del personale nelle sedi nelle quali il costo della vita rende oggi più difficile garantire stabilità agli organici.

La questione, infatti, non riguarda soltanto la tutela economica dei docenti. Quando una sede diventa difficilmente sostenibile a causa degli affitti e dei costi di trasporto, aumenta la necessità di cercare un trasferimento verso territori meno onerosi o più vicini alla propria residenza, con possibili ripercussioni sulla continuità didattica e sulla stabilità delle istituzioni scolastiche.

Per queste ragioni il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani chiede al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di promuovere una politica organica e strutturale di sostegno alla mobilità del personale scolastico, nella quale il costo dell’abitare, dei trasporti e della distanza dalla famiglia sia riconosciuto come elemento rilevante della condizione professionale dei docenti di ruolo fuorisede.

Non si tratta di introdurre privilegi, ma di riconoscere una condizione oggettiva: la medesima retribuzione non determina lo stesso potere d’acquisto quando una parte significativa dello stipendio deve essere utilizzata semplicemente per poter vivere nel luogo nel quale si presta servizio.

La rinuncia alle vacanze è soltanto la manifestazione più immediata di tale squilibrio. Per il docente di ruolo fuorisede, dopo un anno di affitto, utenze e viaggi per tornare dalla famiglia, le ferie arrivano proprio nel periodo in cui i costi degli spostamenti e dei soggiorni sono più elevati. Il diritto al riposo rimane formalmente garantito, ma la sua concreta fruizione può diventare economicamente difficile.

La scuola pubblica ha bisogno della mobilità dei propri docenti per garantire il diritto all’istruzione sull’intero territorio nazionale. Tale disponibilità deve essere accompagnata da politiche capaci di renderne sostenibile il costo.

Sostenere la mobilità dei docenti di ruolo fuorisede significa tutelare i lavoratori, ma anche favorire la stabilità degli organici, la continuità didattica e la qualità del sistema nazionale di istruzione.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

L'articolo Docenti di ruolo fuorisede, ferie sempre più costose e vacanze negate: il peso del caro vita e della distanza. proviene da politicamentecorretto.com.

Attacco incendiario contro il parco auto dell’Istituto federale per le attività immobiliari, contro la NATO, contro la Bundeswehr, contro la guerra (Pinneberg, Germania, 16 agosto 2026)

17 Agosto 2026 ore 09:30
Attacco incendiario contro il parco auto dell’Istituto federale per le attività immobiliari, contro la NATO, contro la Bundeswehr, contro la guerra (Pinneberg, Germania, 16 agosto 2026) Ciao, oggi vogliamo presentarvi…

Perquisizioni a Berlino e Brandeburgo e un arresto in Spagna in relazione a una rapina in banca ad Aquisgrana del 2013 (12 agosto 2026)

17 Agosto 2026 ore 09:00
Perquisizioni a Berlino e Brandeburgo e un arresto in Spagna in relazione a una rapina in banca ad Aquisgrana del 2013 (12 agosto 2026) Mercoledì 12 agosto, a partire dalle…

Indonesia, Papa Leone XIV “Vicinanza alle vittime del devastante terremoto”

17 Agosto 2026 ore 11:59
Indonesia, Papa Leone XIV “Vicinanza alle vittime del devastante terremoto”

ROMA (ITALPRESS) – Papa Leone XIV “è profondamente rattristato della devastazione causata dal terremoto nella regione di Nusa Tenggara Orientale e offre la sua solidarietà spirituale e la sua vicinanza a quanti continuano a subire le conseguenze di questo disastro, in particolare ai numerosi sfollati e feriti”. E’ quanto si legge in un un telegramma a firma del cardinale Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, inviato a monsignor Paulus Budi Kleden, arcivescovo metropolita di Ende, per le vittime del terremoto in Indonesia. “Sua Santità incoraggia le autorità ecclesiastiche e civili mentre continua a fornire assistenza umanitaria e prega per il personale di emergenza impegnato nelle operazioni di soccorso. Affidando i defunti alla misericordia amorevole di Dio Onnipotente, il Santo Padre invoca le benedizioni divine di consolazione e di forza”, conclude il telegramma.
(ITALPRESS).

– Foto: Ipa Agency –

Etna, morto il turista statunitense colpito da un fulmine durante un’escursione

17 Agosto 2026 ore 11:49
Etna, morto il turista statunitense colpito da un fulmine durante un’escursione

CATANIA (ITALPRESS) – È morto il turista statunitense di 30 anni colpito ieri da un fulmine durante un’escursione sull’Etna. A renderlo noto è l’ospedale Cannizzaro di Catania, dove l’uomo era stato trasportato d’urgenza. Il decesso è stato dichiarato attorno alle 21,30. Il turista era giunto in ospedale già in arresto cardiorespiratorio, dopo che sul luogo dell’incidente erano state avviate le manovre di rianimazione da parte dei soccorritori. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si trovava sul vulcano, in una zona interdetta, quando è stato sorpreso da un temporale ed è stato raggiunto da un fulmine. Poco prima delle 20 era stato allertato l’elicottero Drago 142 per raggiungere la zona dell’incidente. Il personale elisoccorritore ha prestato le prime cure al trentenne direttamente sul posto, quindi lo ha recuperato con il verricello e trasferito d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania. Nonostante i tentativi di rianimazione proseguiti anche in ospedale, per il turista non c’è stato nulla da fare.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Cina: Hainan, lanciato in orbita nuovo gruppo di satelliti per internet (2)

17 Agosto 2026 ore 11:35
Cina: Hainan, lanciato in orbita nuovo gruppo di satelliti per internet (2)

WENCHANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un razzo vettore Long March-12, che trasporta il 24esimo gruppo di satelliti internet in orbita bassa, decolla da un sito commerciale di lancio di veicoli spaziali nella provincia meridionale cinese di Hainan, il 16 agosto 2026.

Ieri la Cina ha inviato in orbita un nuovo gruppo di satelliti internet da un sito commerciale di lancio di veicoli spaziali nella provincia insulare meridionale di Hainan. I satelliti, il 24esimo gruppo di satelliti internet in orbita bassa, sono decollati a bordo di un razzo vettore Long March-12 alle 12:10 (ora di Pechino) e sono entrati con successo nelle orbite prestabilite.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: Hainan, lanciato in orbita nuovo gruppo di satelliti per internet (1)

17 Agosto 2026 ore 11:35
Cina: Hainan, lanciato in orbita nuovo gruppo di satelliti per internet (1)

WENCHANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un razzo vettore Long March-12, che trasporta il 24esimo gruppo di satelliti internet in orbita bassa, decolla da un sito commerciale di lancio di veicoli spaziali nella provincia meridionale cinese di Hainan, il 16 agosto 2026.

Ieri la Cina ha inviato in orbita un nuovo gruppo di satelliti internet da un sito commerciale di lancio di veicoli spaziali nella provincia insulare meridionale di Hainan. I satelliti, il 24esimo gruppo di satelliti internet in orbita bassa, sono decollati a bordo di un razzo vettore Long March-12 alle 12:10 (ora di Pechino) e sono entrati con successo nelle orbite prestabilite.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: Yakeshi, attività su ghiaccio e neve fuori stagione attirano turisti (3)

17 Agosto 2026 ore 11:34
Cina: Yakeshi, attività su ghiaccio e neve fuori stagione attirano turisti (3)

YAKESHI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Prodotti tipici locali sono esposti nell’area panoramica del Monte Phoenix a Yakeshi, nella città di Hulun Buir, nella Regione autonoma settentrionale cinese della Mongolia Interna, il 16 agosto 2026. L’area panoramica ha lanciato attività su ghiaccio e neve fuori stagione e spettacoli culturali per attirare i visitatori.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: Yakeshi, attività su ghiaccio e neve fuori stagione attirano turisti (2)

17 Agosto 2026 ore 11:33
Cina: Yakeshi, attività su ghiaccio e neve fuori stagione attirano turisti (2)

YAKESHI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una foto aerea scattata da un drone il 16 agosto 2026 mostra alcuni turisti in visita nell’area panoramica del Monte Phoenix a Yakeshi, nella città di Hulun Buir, nella Regione autonoma settentrionale cinese della Mongolia Interna. L’area panoramica ha lanciato attività su ghiaccio e neve fuori stagione e spettacoli culturali per attirare i visitatori.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS)

Cina: Yakeshi, attività su ghiaccio e neve fuori stagione attirano turisti (1)

17 Agosto 2026 ore 11:32
Cina: Yakeshi, attività su ghiaccio e neve fuori stagione attirano turisti (1)

YAKESHI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Alcuni turisti si divertono nell’area panoramica del Monte Phoenix a Yakeshi, nella città di Hulun Buir, nella Regione autonoma settentrionale cinese della Mongolia Interna, il 16 agosto 2026. L’area panoramica ha lanciato attività su ghiaccio e neve fuori stagione e spettacoli culturali per attirare i visitatori.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Athletica Vaticana sarà in gara ai Giochi del Mediterraneo con 4 atleti

17 Agosto 2026 ore 11:31
Athletica Vaticana sarà in gara ai Giochi del Mediterraneo con 4 atleti

TARANTO (ITALPRESS) – Athletica Vaticana parteciperà – con 4 atleti in 3 discipline sportive – alla ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, in programma a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre.

La presenza in gara dell’Associazione polisportiva della Santa Sede è stata votata all’unanimità dai Comitati olimpici dei 26 Paesi partecipanti ai Giochi: Albania, Algeria, Andorra, Bosnia ed Erzegovina, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Kosovo, Libano, Libia, Macedonia del Nord, Malta, Marocco, Monaco, Montenegro, Portogallo, San Marino, Serbia, Siria, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia. È la seconda partecipazione di Athletica Vaticana ai Giochi del Mediterraneo (presente anche nella precedente edizione, nel 2022, a Orano in Algeria) e la decima partecipazione a eventi sportivi ufficiali internazionali (l’undicesima sarà dal 16 al 20 settembre in Corea per i Campionati del Mondo di Taekwondo nella specialità Poomsae).

Da sabato 22 agosto nel torneo di padel scenderà in campo il doppio maschile composto da Fabrizio Peloni e Tiziano Lucarelli. Domenica 23 agosto Daniele Fontana sarà in pedana nella scherma (specialità spada). Lunedì 24 agosto nel ciclismo parteciperà Emiliano Morbidelli.

“Athletica Vaticana partecipa ai Giochi del Mediterraneo con un gesto di fraternità sportiva di alto significato, sulla rotta tracciata dal Santo Padre Leone XIV anche nella recente visita a Lampedusa (4 luglio), per contribuire a costruire relazioni di pace e fraternità tra i popoli che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Cercando insieme, anche attraverso l’esperienza sportiva, percorsi di vita e di speranza, con lo stile di inclusione solidale e dell’attenzione ai più fragili, nelle fondamentali dimensioni della cultura e dell’educazione, proprio come il Papa propone nella Lettera ‘La vita in abbondanza’ sul valore umano dello sport. Inoltre, la presenza della ‘Croce degli Sportivi’, accolta dall’Arcidiocesi di Taranto, sarà un altro segno della presenza della Chiesa in questa manifestazione. Tale Croce è ‘un messaggio senza parole’: afferma che ogni vita, anche quando suda e soffre, è degna di essere amata, rispettata e valorizzata”, ha detto il Cardinale José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Cina: aeroporto Hong Kong, nel primo semestre +11,7% di traffico passeggeri

17 Agosto 2026 ore 11:28
Cina: aeroporto Hong Kong, nel primo semestre +11,7% di traffico passeggeri

HONG KONG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – L’aeroporto di Hong Kong ha gestito 32,8 milioni di viaggi di passeggeri nel primo semestre del 2026, con un aumento dell’11,7% rispetto a un anno prima, secondo quanto ha dichiarato ieri sul suo blog Paul Chan, segretario alle Finanze del governo della regione amministrativa speciale di Hong Kong.

Nei primi sei mesi, l’Aeroporto internazionale di Hong Kong (HKIA) ha registrato oltre 200.000 movimenti aerei, in aumento del 4,4% rispetto a un anno prima, secondo Chan.

Attualmente circa 140 compagnie aeree operano voli che collegano Hong Kong con oltre 225 destinazioni in tutto il mondo. L’efficiente rete di trasporti della città, insieme a una serie di grandi eventi ed esposizioni organizzati quest’anno, ha favorito gli arrivi sia per affari che per turismo, ha affermato Chan.

Nel periodo tra gennaio e luglio, Hong Kong ha registrato 31,22 milioni di visite, in aumento del 12% su base annua, imprimendo nuovo slancio e creando nuove opportunità commerciali per la sua economia.

Chan ha previsto che le nuove strutture per la partenza dei passeggeri al Terminal 2 dell’Aeroporto internazionale di Hong Kong, inaugurate a maggio, saranno in grado di gestire circa 8 milioni di passeggeri nel primo anno di attività.

– Foto Xinhua –

(ITALPRESS).

Cina: tra gennaio e luglio +1,8% di investimenti ferroviari con progressi in progetti chiave

17 Agosto 2026 ore 11:22
Cina: tra gennaio e luglio +1,8% di investimenti ferroviari con progressi in progetti chiave

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha compiuto progressi costanti in una serie di progetti ferroviari chiave, grazie alla continua espansione degli investimenti nella costruzione ferroviaria nel 2026, producendo un significativo effetto propulsivo e imprimendo nuovo slancio allo sviluppo economico e sociale regionale, come dichiarato oggi dall’operatore ferroviario nazionale.

Gli investimenti in immobilizzazioni nel settore ferroviario hanno raggiunto i 440,6 miliardi di yuan (circa 64,92 miliardi di dollari) nei primi sette mesi dell’anno, con un aumento dell’1,8% su base annua, secondo la China State Railway Group Co., Ltd.

Tra i recenti progetti figurano l’inaugurazione della stazione di Foshan sulla linea ferroviaria ad alta velocità Guangzhou-Zhanjiang, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, e i test sull’intera linea della ferrovia ad alta velocità Xi’an-Ankang, nel nord-ovest della Cina, tra gli altri.

La società ha dichiarato che continuerà a portare avanti i principali progetti ferroviari e a migliorare la qualità e l’efficienza degli investimenti ferroviari, per sostenere lo sviluppo di alta qualità della Cina.

La Cina ha costruito la più grande rete ferroviaria ad alta velocità del mondo. Alla fine del 2025, la lunghezza totale della rete ferroviaria operativa nel Paese aveva raggiunto i 165.000 chilometri, di cui oltre 50.000 costituiti da linee ferroviarie ad alta velocità.

La società ha osservato che la lunghezza della rete ferroviaria operativa nel Paese dovrebbe raggiungere i 180.000 chilometri entro il 2030, di cui circa 60.000 costituiti da linee ad alta velocità.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS)

L’economia del mare un valore aggiunto per l’Italia

17 Agosto 2026 ore 11:15
L'economia del mare un valore aggiunto per l'Italia

NAPOLI (ITALPRESS) – L’economia del mare si conferma una delle principali piattaforme industriali del Paese, con un valore complessivo di oltre 200 miliardi di euro e una dinamica occupazionale che cresce quattro volte più rapidamente rispetto al resto dell’economia italiana. Ne parla l’economista Gianni Lepre.
fsc/gtr

Manovra finanziaria, Cuccureddu “Rafforza gli istrumenti per la crescita economica”

17 Agosto 2026 ore 10:21
Manovra finanziaria, Cuccureddu “Rafforza gli istrumenti per la crescita economica”

CAGLIARI (ITALPRESS) – “L’azione dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio si inserisce in una visione integrata delle politiche economiche regionali, nella quale turismo e impresa rappresentano due leve complementari per rafforzare la capacità competitiva della Sardegna, incrementare l’occupazione e generare valore diffuso sui territori”. Lo afferma l’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, illustrando nel dettaglio gli interventi strategici programmati con l’approvazione della variazione della manovra finanziaria e in particolare dell’art. 10 dedicato specificamente a turismo, artigianato e commercio.

SETTORE COMMERCIO

Particolare attenzione è rivolta alle misure di sostegno alle imprese, con l’obiettivo di favorire investimenti, innovazione, crescita dimensionale e maggiore competitività, accompagnando il tessuto imprenditoriale in un percorso di sviluppo sostenibile e duraturo. “Il settore del commercio assume un ruolo centrale nella strategia di sviluppo regionale – evidenzia l’assessore –. La manovra finanziaria prevede l’attivazione di nuove misure incentivanti finalizzate a contrastare lo spopolamento, sostenere l’apertura e il rilancio delle attività commerciali e favorire l’imprenditoria femminile e giovanile. L’obiettivo è promuovere un modello di sviluppo che rafforzi il presidio economico e sociale dei territori, valorizzi le iniziative imprenditoriali e crei nuove opportunità di crescita e occupazione, in particolare nei piccoli comuni della Sardegna. Lo stanziamento previsto dalla manovra per investimenti è davvero molto significativo ed ammonta a 28 milioni di euro2.

Centri Commerciali Naturali: sono state stanziate le risorse sia per coprire il fabbisogno di tutte le domande pervenute nel 2026, sia per finanziare le spese rendicontate e non finanziate nel 2025 per mancanza di risorse. Si tratta complessivamente di oltre 2,2 milioni di euro.

SETTORE ARTIGIANATO

Il comparto dell’artigianato ha una serie di misure in corso nel 2026, a sostegno degli investimenti, per i quali è stata prevista la cospicua somma di circa 30 milioni di euro, e poi: per l’apprendistato, per l’acquisizione di patentini, certificazioni e marchi IGP.

Passaggio generazionale per le imprese artigiane. Si prevede lo stanziamento con la manovra di 2 milioni di euro, anche per il 2027, per sostenere le imprese nel momento più critico, quello del passaggio generazionale. La platea dei beneficiari è stata allargata, oltre che a parenti ed affini, anche, ai dipendenti dell’impresa artigiana.

SETTORE TURISMO

La manovra prevede uno stanziamento di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027destinati all’organizzazione del Capodanno in Sardegna, uno degli strumenti più efficaci per rafforzare il posizionamento dell’Isola come destinazione attrattiva durante tutto l’anno, che contribuisce a intercettare anche i flussi del turismo invernale. “La realizzazione di un grande evento diffuso su tutto il territorio regionale costituisce un elemento centrale della strategia di destagionalizzazione e di distribuzione dei flussi turistici, con ricadute economiche significative per le imprese e le comunità locali”, evidenzia l’assessore.

La variazione di bilancio prevede anche uno stanziamento di 7,5 milioni di euro per la Partenza della Vuelta 2028 dalla Sardegna, un evento di assoluto prestigio internazionale che l’Isola ospiterà per la prima volta nella sua storia. “Si tratta di un’opportunità unica per rafforzare la visibilità della Sardegna sui mercati esteri, consolidandone il posizionamento come destinazione di eccellenza per il turismo sportivo e per i grandi eventi – afferma l’assessore Cuccureddu –. L’iniziativa assume un valore ancora più significativo in relazione alle attività di promozione avviate sul mercato spagnolo in occasione del 700° anniversario della fondazione del Regno di Sardegna, creando una sinergia tra promozione turistica, valorizzazione dell’identità storica e internazionalizzazione della destinazione. La Vuelta rappresenta infatti una straordinaria vetrina mediatica, capace di raggiungere milioni di spettatori in tutto il mondo e di generare importanti ricadute economiche e di immagine per l’intero territorio regionale”.

Grandi Eventi Turistici. Molto corposi anche gli interventi sui grandi eventi, strategici per attuare politiche di destagionalizzazione e delocalizzazione dei flussi turistici: previsti oltre 10 milioni di euro che permetteranno di far scorrere le graduatorie di tutti i 13 cartelloni ed in particolare di quelli dello sport e dei festival. Viene istituito, con una dotazione di 6 milioni di euro a decorrere dal 2027, uno specifico cartellone per i grandi eventi mondiali.

Turismo Accessibile. Con la manovra è stato integrato il progetto del Comune di Tertenia nel programma sulle spiagge accessibile, che con oltre 16 milioni di euro ha finanziato tutti i 20 comuni costieri che hanno partecipato all’apposito bando.

Sardegna Film Commission L’Assessorato del Turismo disporrà di 1,2 milioni di euro sia per il 2026 che per il 2027, per il fondo comarketing e per sostenere la distribuzione delle opere cinematografiche e televisive.

Cammini e Destinazioni di pellegrinaggio. Alla rete degli otto cammini iscritti nel Registro regionale e delle sette destinazioni di pellegrinaggio sono stati destinati 1,250 milioni di euro. Si tratta di due reti strategiche per posizionare la Sardegna nel mercato dello slow tourism.

Sostegno alle attività extralberghiere. Per la prima volta si prevede uno stanziamento di 1,5 milioni per sostenere le attività extralberghiere, gestite in forma imprenditoriale, al fine di consentire l’adeguamento delle strutture ai nuovi standard richiesti dal mercato.

Turismo nautico. Al fine di dare continuità alle azioni promozionali del turismo nautico e della portualità turistica in Sardegna, vera eccellenza dell’offerta turistica della nostra Isola, sono stati stanziati 600 mila euro per il triennio 2026/2028.

MACROREGIONE DEL MEDITERRANEO OCCIDENTALE

La manovra stanzia le risorse per proseguire l’attività del tavolo per la definizione della strategia macroregionale, istituito con la legge regionale 23 del 2024, finalizzato a creare le condizioni per la realizzazione di una quinta macroregione in Europa, che abbia il suo fulcro nel sistema insulare formato da Sardegna, Corsica e Baleari.

TRASPORTO AEREO

Addizionale comunale sui diritti d’imbarco. Pur non essendo inserita nell’art. 10 della manovra finanziaria, l’abolizione della tassa di 6,5 euro per ciascun passeggero che si imbarca su un volo dagli aeroporti sardi, ha un valore importante per l’attuazione della strategia di destagionalizzazione dei flussi turistici. I 18,2 milioni di euro per abbattere la tassa nei mesi da novembre a marzo del 2026/27 e 2027/28 negli aeroporti di Cagliari-Elmas ed Olbia e per i mesi da novembre a maggio per l’aeroporto di Alghero, si inseriscono all’interno di una più ampia serie di azioni (marketing, grandi eventi, comunicazione, creazione di nuovi prodotti turistici) per far percepire la Sardegna come un’Isola interessante ed attraente anche in bassa e media stagione.

– Foto Regione Sardegna –

(ITALPRESS).

Cina: lanciato dallo Shanxi un nuovo satellite

17 Agosto 2026 ore 10:03

TAIYUAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Oggi la Cina ha inviato con successo nello spazio un nuovo satellite dal Centro di lancio satellitare di Taiyuan, nella provincia settentrionale cinese dello Shanxi.

Il satellite SEO è stato lanciato alle 11:02 (ora di Pechino) a bordo di un razzo vettore Long March-2C ed è entrato con successo nell’orbita prestabilita.

Il lancio ha segnato la 664esima missione di volo della serie di razzi vettori Long March, secondo quanto riportato dal centro di lancio.

(ITALPRESS).

Un livornese in viaggio, la Basilicata: le foto d’astista di Castelmezzano

17 Agosto 2026 ore 12:00

CASTELMEZZANO – La Basilicata con il borgo di Castelmezzano è la prima tappa della nostra rubrica “Un livornese in viaggio” con le foto d’artista di Glauco Fallani. Tornano i viaggi di Glauco Fallani alla scoperta dei luoghi più suggestivi e meno conosciuti d’Italia.

Castelmezzano: arroccato sulla montagna

Aggrappato alla montagna, quasi a seguire il profilo della roccia, Castelmezzano in Basilicata appare come un piccolo borgo incastonato nel cuore delle Dolomiti Lucane. Le sue case, costruite sulla pietra e disposte lungo le pendici rocciose, sembrano fondersi con il paesaggio che le circonda.

È proprio questo straordinario rapporto tra il borgo e la natura a rendere Castelmezzano così affascinante. Intorno al paese si innalzano le guglie e i picchi di roccia arenaria delle Piccole Dolomiti Lucane, mentre profondi canyon caratterizzano il territorio. Il paese si trova all’interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane, un’area in cui montagne, boschi e paesaggi rocciosi creano uno scenario particolarmente suggestivo.

Passeggiando tra i vicoli, le scalinate e i passaggi del centro storico, lo sguardo incontra continuamente la montagna. Per chi ama camminare nella natura, Castelmezzano è anche il punto di partenza del Percorso delle Sette Pietre, che attraverso un antico tratturo collega il borgo a Pietrapertosa.

Un luogo dove roccia, boschi e abitazioni sembrano appartenere a un unico paesaggio: è questa particolare armonia a rendere Castelmezzano una delle destinazioni più suggestive della montagna lucana.

Galleria fotografica

Foto di Glauco Fallani

L'articolo Un livornese in viaggio, la Basilicata: le foto d’astista di Castelmezzano proviene da Livorno Sera Notizie.

UIL Polizia: superstrada Sora-Frosinone-Ferentino, una giungla pericolosa!

17 Agosto 2026 ore 11:40

S.S.V. Sora-Frosinone-Ferentino: una giungla pericolosa.

27 documento in otiginale

Nonostante la nostra denuncia e l’intervento della Prefettura, ANAS non interviene. Sicurezza stradale a rischio. A distanza di venti giorni dal nostro esposto del 28/07/2026 indirizzato a S.E. il Prefetto di Frosinone Dr. Giuseppe Ranieri e per conoscenza al Sig. Questore Dr. Stanislao Caruso e alla Dirigente della Sezione Polizia Stradale Dr.ssa Valentina Lollobbattista, nulla è cambiato. Anzi, la situazione è peggiorata.

Come Organizzazione Sindacale avevamo denunciato il grave stato di incuria e pericolo per la sicurezza stradale sulle arterie S.S.V. Sora-Frosinone-Ferentino e Sora-Avezzano-Cassino, invase da sterpaglie, rovi e rami sporgenti che occupano le banchine e, in diversi tratti, invadono quasi totalmente la corsia di sorpasso.

La sola Prefettura di Frosinone ha dato seguito alla nostra segnalazione, trasmettendo con nota a firma del Viceprefetto Vicario la nostra denuncia al Responsabile Area Gestione Rete Lazio dell’Anas S.p.A. di Roma, con preghiera di urgenti notizie e per quanto di competenza. Ebbene, a tutt’oggi, da parte dell’Ente proprietario della strada, nessun intervento è stato eseguito. Sulla superstrada Sora-Frosinone-Ferentino le sterpaglie sono ulteriormente cresciute, aumentando esponenzialmente il pericolo per chi percorre quotidianamente quell’arteria e per gli stessi appartenenti alle Forze dell’Ordine – Polizia Stradale e Carabinieri – che sono costretti ad operare in condizioni di estremo rischio per soccorsi, rilievi di sinistri stradali e controlli di polizia stradale.

Permane inoltre una gravissima criticità: numerosi segnali stradali verticali risultano completamente coperti dalla vegetazione infestante e quindi di fatto invisibili. Questo non solo mette a repentaglio la sicurezza, ma pone in grave difficoltà gli operatori che devono contestare violazioni al Codice della Strada destinate poi ad essere annullate in sede di ricorso per l’oggettiva impossibilità di percepire la segnaletica, vanificando anche il ritiro di patente e le sanzioni accessorie nei confronti di automobilisti indisciplinati. Strade che, come noto, sono purtroppo alla ribalta della cronaca per gravi incidenti, anche mortali, e che per la loro importanza strategica e per l’elevatissimo volume di traffico estivo necessiterebbero di manutenzione costante e programmata.

La sicurezza è un bene comune, ma deve esserlo per tutti. Non è più tollerabile che nonostante la nostra denuncia e nonostante la richiesta di intervento urgente della stessa Prefettura, l’Ente proprietario resti inerte di fronte a un pericolo concreto e documentato. Per questo, come UIL Polizia Federazione di Frosinone:

  1. CI RIVOLGIAMO al Responsabile della Regione Lazio competente in materia di Infrastrutture e Lavori Pubblici affinché solleciti con immediatezza ANAS S.p.A. alla pulizia immediata, al diserbo, alla potatura e al ripristino della visibilità di tutta la segnaletica su entrambe le arterie.
  2. CHIEDIAMO ai Vertici delle Forze dell’Ordine, le cui pattuglie transitano quotidianamente su detta strada e constatano lo stato dei luoghi, di voler procedere ai contesti previsti dal Codice della Strada – in particolare ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. 285/92 che impone all’Ente proprietario l’obbligo di manutenzione – nei confronti di chi è preposto alla manutenzione e non provvede. Non possiamo attendere che si verifichi l’ennesima tragedia per intervenire.

La UIL Polizia a tutela della sicurezza dei cittadini e dei propri iscritti e di tutti gli operatori delle Forze dell’Ordine che operano su strada, si riserva di adire le competenti sedi giudiziarie qualora non si provveda immediatamente.

Frosinone, lì 16/08/2026

Il Segretario Generale

L'articolo UIL Polizia: superstrada Sora-Frosinone-Ferentino, una giungla pericolosa! proviene da politicamentecorretto.com.

XIAOMI C301, la telecamera WiFi che tutti dovrebbero avere ora a soli 23€ su Amazon

17 Agosto 2026 ore 11:18

xiaomi-c301-telecamera-wifi-tutti-dovrebbero-avere-ora-soli-23-euro-amazon

XIAOMI C301 è la telecamera WiFi per interno che tutti dovrebbero avere a casa e in ufficio: oggi la trovi in offerta su Amazon a soli 22,90 euro.

The post XIAOMI C301, la telecamera WiFi che tutti dovrebbero avere ora a soli 23€ su Amazon appeared first on Punto Informatico.

Carta del Docente e trasporti: rendere effettivo l’utilizzo per i treni ed estendere la misura ai voli per i docenti fuori sede

17 Agosto 2026 ore 10:54

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene necessario intervenire su una criticità che, in vista dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, assume particolare urgenza e riguarda migliaia di insegnanti costretti, per ragioni di servizio, a vivere e lavorare a centinaia di chilometri dal proprio luogo di residenza.

Una condizione che non interessa soltanto il personale precario, ma anche numerosi docenti di ruolo che da anni prestano servizio stabilmente in regioni diverse da quelle di provenienza, sostenendo personalmente costi considerevoli per mantenere i rapporti con la propria famiglia e il proprio territorio.

Per questi lavoratori la mobilità non rappresenta un’esigenza occasionale. Nel corso degli anni, le spese sostenute per treni, aerei e altri mezzi di trasporto possono raggiungere importi molto rilevanti, ai quali si aggiungono frequentemente il costo di un secondo domicilio e le ulteriori spese derivanti dalla permanenza lontano dalla propria residenza.

La situazione diventa particolarmente gravosa proprio nei periodi che coincidono con i principali momenti della vita scolastica. L’avvio delle attività nel mese di settembre, le festività natalizie e pasquali e gli altri periodi di rientro concentrano gli spostamenti in date difficilmente modificabili per chi lavora nella scuola. In tali circostanze, i prezzi dei titoli di viaggio, soprattutto sulle tratte ferroviarie a lunga percorrenza e sui collegamenti aerei, possono registrare incrementi significativi, con conseguenze particolarmente pesanti per chi deve attraversare il Paese più volte nel corso dell’anno.

Con l’imminente apertura dell’anno scolastico 2026/2027, il problema torna dunque a manifestarsi in tutta la sua evidenza. Migliaia di docenti saranno nuovamente chiamati a raggiungere le sedi di servizio, spesso affrontando spese elevate proprio in una fase dell’anno caratterizzata da forte domanda di mobilità.

La questione assume particolare rilievo alla luce delle modifiche introdotte dalla legge 30 ottobre 2025, n. 164, di conversione del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, che hanno ampliato le possibilità di utilizzo della Carta del Docente includendo i servizi di trasporto di persone. Si tratta di una scelta normativa significativa, che può rappresentare una prima risposta concreta al peso economico della mobilità sul personale scolastico.

Alla previsione normativa deve tuttavia corrispondere una possibilità effettiva di utilizzo. Le difficoltà che ancora interessano l’acquisto dei titoli di viaggio attraverso la Carta rischiano di determinare una distanza tra il beneficio riconosciuto e la sua concreta fruizione.

Il problema riguarda in particolare i collegamenti ferroviari a media e lunga percorrenza e quelli ad alta velocità. Il CNDDU ritiene pertanto necessario che siano definite con chiarezza le condizioni che consentano ai docenti di utilizzare la Carta per l’acquisto di biglietti presso i principali operatori nazionali, a partire da Trenitalia e Italo, favorendo il completamento delle procedure necessarie e assicurando informazioni certe sullo stato degli accreditamenti.

Accanto al trasporto ferroviario permane inoltre la questione del trasporto aereo, che merita una specifica riflessione istituzionale. Per moltissimi docenti provenienti dalla Sicilia e dalla Sardegna, così come per coloro che prestano servizio in regioni molto distanti dalla propria residenza, l’aereo non costituisce una modalità di viaggio accessoria, ma può rappresentare l’unica soluzione concretamente sostenibile in termini di tempi e distanze.

Una disciplina che non tenesse conto di tale realtà rischierebbe di produrre una disparità tra lavoratori che si trovano nella medesima condizione professionale di lontananza, ma dispongono di possibilità di collegamento profondamente differenti. La condizione di insularità, in particolare, non può tradursi in una penalizzazione indiretta per il personale della scuola.

Alla luce dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, il CNDDU rivolge pertanto un formale sollecito al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché venga verificato con urgenza lo stato di attuazione delle nuove disposizioni e siano promosse le necessarie interlocuzioni con le amministrazioni competenti e con i principali operatori del trasporto nazionale.

È necessario che il personale docente possa conoscere con certezza quali servizi siano ammessi, quali operatori risultino effettivamente accreditati e quali siano i tempi previsti per la piena operatività della misura. Una disposizione destinata ad alleviare il peso economico della mobilità perde inevitabilmente parte della propria efficacia se i suoi destinatari non sono posti nelle condizioni di utilizzarla proprio nel momento in cui ne avrebbero maggiore necessità.

La scuola italiana continua a garantire il proprio funzionamento anche grazie a migliaia di insegnanti, precari e di ruolo, che hanno accettato di costruire una parte significativa della propria vita professionale lontano dalla regione di origine. Dietro questa mobilità esistono anni di biglietti ferroviari e aerei, affitti, spostamenti e rinunce personali e familiari che rappresentano una componente spesso poco visibile del contributo offerto da questi lavoratori al sistema nazionale di istruzione.

Il CNDDU auspica pertanto che l’anno scolastico 2026/2027 possa segnare il passaggio dalla previsione normativa alla piena effettività della misura, sia per il trasporto ferroviario sia attraverso una definizione chiara della questione relativa al trasporto aereo.

Garantire un sostegno concreto alla mobilità significa riconoscere una condizione professionale che, per molti docenti di ruolo, non dura alcuni mesi ma accompagna anni della loro carriera. L’effettività di una misura non dovrebbe dipendere dalla distanza percorsa né dalla geografia del luogo dal quale un insegnante proviene.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

L'articolo Carta del Docente e trasporti: rendere effettivo l’utilizzo per i treni ed estendere la misura ai voli per i docenti fuori sede proviene da politicamentecorretto.com.

Federico Maria Sardelli in mostra a Torgiano: quando la grande musica diventa pittura

17 Agosto 2026 ore 10:27

Torgiano (PG) 17 agosto – Ancora una volta, Federico Maria Sardelli dimostra come la poliedricità del vero ingegno rinascimentale possa trovare cittadinanza nel nostro presente. Conosciuto a livello internazionale come una delle massime autorità mondiali su Antonio Vivaldi, direttore d’orchestra, musicologo, flautista e saggista di raffinata penna, Sardelli torna a stupire il pubblico, ma questa volta lasciando la bacchetta sul leggio e imbracciando i pennelli.
A Torgiano, borgo umbro celebre per il suo connubio tra arte e cultura enogastronomica, la sua opera pittorica si svela in una mostra d’eccezione che si distingue per grazia, virtuosismo e profonda sensibilità estetica.
“La pittura non è un semplice contrappunto
alla mia musica, ma un altro modo per
catturare la medesima luce.”
(Federico Maria Sardelli)
Un virtuosismo tra tela e spartito.
Per chi conosce Sardelli solo attraverso le incisioni per la Vivaldi Edition o attraverso le sue leggendarie esecuzioni con l’ensemble Modo Antiquo, l’impatto con la sua produzione figurativa è una rivelazione folgorante. La pittura di Sardelli non è il dilettantismo d’un musicista illustre, bensì un linguaggio organico e maturo, frutto di anni di studio rigido e passione viscerale per la grande tradizione classica e figurativa.
Nel cuore di Torgiano, le tele esposte dialogano sapientemente con le architetture storiche che le ospitano. Tra i soggetti rappresentati figurano:
Paesaggi e atmosfere d’acque: Uno sguardo acuto sulla natura, dove i riflessi della luce e le velature cromatiche richiamano direttamente il dinamismo e la vivacità dei concerti vivaldiani.
Ritrattistica e figura: Un’indagine psicologica acuta, segnata da un tratto sicuro e da un’attenzione al dettaglio che evoca i maestri del passato senza mai cadere nella stancante citazione.
Scenografie e visioni d’epoca: L’universo barocco reinventato con gusto moderno e straordinario rigore formale.
Ciò che colpisce della pittura di Sardelli è la luce. Come nelle architetture sonore del “Prete Rosso” la struttura ritmica sostiene l’invenzione melodica, così sulla tela una linea di disegno nitida e ferrea cede il passo a campiture di colore calde, vibranti, intrise di un lirismo mai lezioso.
L’allestimento a Torgiano offre un percorso espositivo denso e intimo, capace di affascinare sia i melomani giunti per rendere omaggio al maestro della musica barocca, sia i collezionisti e gli appassionati d’arte figurativa in cerca di una pittura che sappia ancora parlare il linguaggio dell’armonia e della bellezza senza tempo.

“È stato rilevato un attacco mirato al tuo iPhone. Proteggi i tuoi dati e il tuo dispositivo”: perché Apple sta mandando questo avviso e cosa c’è dietro il nuovo allarme

17 Agosto 2026 ore 10:54

Tra il 13 e il 14 agosto Apple ha inviato a una parte dei suoi utenti una notifica piuttosto insolita: il loro iPhone potrebbe essere stato preso di mira da uno spyware. Gli avvisi hanno raggiunto persone in 110 Paesi e, tra i destinatari, non ci sarebbero soltanto giornalisti, attivisti o figure pubbliche. Il messaggio mostrato da Apple non lascia molto spazio alle interpretazioni: “Apple ha rilevato un attacco spyware mirato al tuo iPhone. Puoi intraprendere alcune azioni ora per proteggere i tuoi dati e il tuo dispositivo”.

Non è la prima volta che Apple invia comunicazioni di questo tipo. L’azienda ha iniziato a notificare gli utenti potenzialmente coinvolti in attacchi spyware mirati nel 2021 e, da allora, ha continuato a farlo in diverse occasioni. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, quello di cui si parla in questo caso è il cosiddetto spyware mercenario, cioè un software di sorveglianza sviluppato e venduto da società private. Sono strumenti molto più avanzati rispetto ai malware comuni e vengono utilizzati per attacchi mirati, con l’obiettivo di ottenere informazioni da uno specifico dispositivo.

Uno dei nomi più conosciuti in questo settore è Pegasus, lo spyware sviluppato da NSO Group e già finito al centro di numerose inchieste internazionali. Non ci sono però conferme che sia stato utilizzato anche in questa campagna. Alcune segnalazioni online parlano di strumenti che potrebbero essere simili, ma al momento non è possibile stabilire con certezza quale spyware ci sia dietro gli attacchi.

L'articolo “È stato rilevato un attacco mirato al tuo iPhone. Proteggi i tuoi dati e il tuo dispositivo”: perché Apple sta mandando questo avviso e cosa c’è dietro il nuovo allarme proviene da Il Fatto Quotidiano.

Colpiti dai fulmini, due morti in montagna: turista americano sull’Etna, escursionista in Alto Adige

17 Agosto 2026 ore 10:46

Il temporale è arrivato mentre erano in montagna. Poi il fulmine, improvviso e impossibile da prevedere. Due tragedie distinte, avvenute a centinaia di chilometri di distanza, hanno avuto lo stesso epilogo: due persone sono morte in quota dopo essere state colpite da una scarica elettrica. La prima vittima è stata trovata nella notte sul Piz Starlex, oltre i 3.000 metri di altezza, sopra Tubre, in Val Monastero. L’uomo era stato segnalato come disperso dopo che non aveva fatto ritorno dalla cima. L’ultimo contatto telefonico risaliva alle 13, direttamente dalla vetta del Piz Starlex. In quel momento il temporale si stava avvicinando. Poi più nessuna notizia. Con il passare delle ore e l’arrivo del buio, la preoccupazione è aumentata. Poco dopo le 22 è stata attivata la ricerca attraverso la Centrale provinciale d’emergenza. I soccorritori hanno iniziato a battere la zona mentre le condizioni rendevano particolarmente complesso l’intervento.

La svolta è arrivata alle 23.44, quando il drone del Soccorso alpino ha individuato il corpo nella zona del sentiero numero 4, a circa 2.600 metri di quota, in un tratto di terreno impervio. Per raggiungerlo e riportarlo a valle è stato necessario un lungo intervento. Sul posto hanno lavorato circa quaranta soccorritori del Soccorso Alpino di Tubre, del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Silandro, dei Vigili del Fuoco Volontari di Tubre e del Soccorso Alpino di Prato allo Stelvio, con il drone del distretto. Secondo le prime informazioni, l’uomo sarebbe stato colpito da un fulmine mentre stava scendendo dalla montagna. Per lui non c’è stato nulla da fare.

Quasi contemporaneamente, dall’altra parte dell’Italia, un’altra tragedia si consumava sull’Etna. Un turista statunitense di 29 anni è stato colpito da un fulmine mentre si trovava sul vulcano. L’allarme è scattato ieri sera, poco prima delle 20, quando è stato richiesto l’intervento dei soccorsi. Il giovane, secondo le prime informazioni, si trovava in una zona vietata quando è stato sorpreso da un violento temporale. Anche in questo caso la scarica elettrica è stata devastante. Sul posto è intervenuto l‘elicottero Drago 142 dei Vigili del fuoco. Il turista è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania, ma è arrivato senza vita.

L'articolo Colpiti dai fulmini, due morti in montagna: turista americano sull’Etna, escursionista in Alto Adige proviene da Il Fatto Quotidiano.

I datori di lavoro trattano sempre più lavoratori come “usa e getta”. L’IA potrebbe accelerare questa tendenza

17 Agosto 2026 ore 10:21

Paul Osterman, professore emerito del MIT, stima che il 35% dei lavoratori sia già trattato come “usa e getta” e che l’intelligenza artificiale potrebbe creare una forza lavoro ancora meno tutelata.

—————————————————–

L’intelligenza artificiale ha alimentato il timore che milioni di lavoratori possano prima o poi perdere il proprio posto di lavoro. Ma Paul Osterman, professore emerito di studi sul lavoro e sull’organizzazione presso la MIT Sloan School of Management, sostiene che concentrarsi esclusivamente su quanti posti di lavoro l’IA potrebbe eliminare faccia perdere di vista un altro importante cambiamento nel mondo del lavoro, già in corso e che l’IA potrebbe aggravare.

Nel suo libro pubblicato di recente, Disposable Workers: The Transformation of Employment (Lavoratori usa e getta: la trasformazione dell’occupazione), Osterman evidenzia come i datori di lavoro stiano già mostrando un impegno sempre minore nei confronti dei lavoratori. Secondo un’indagine nazionale da lui condotta su oltre 6.000 lavoratori, il 35% degli attuali dipendenti rientra in una categoria che egli definisce “usa e getta”. Con questo termine, Osterman identifica tre gruppi di persone: lavoratori a contratto, freelance e lavoratori marginali.

I lavoratori a contratto, spiega, possono essere figure molto diverse, dagli addetti alle pulizie agli infermieri itineranti, fino a chiunque lavori per una società di appalti o un’agenzia di lavoro interinale. I freelance, afferma, possono andare dai lavoratori della gig economy, come gli autisti di Uber, a qualcuno che svolge occasionalmente attività di programmazione informatica. I lavoratori marginali, invece, comprendono persone che sono dipendenti legali di un’organizzazione, ma hanno opportunità molto limitate di fare carriera.

“Alcuni esempi di [lavoratori marginali] sono i docenti a contratto o gli avvocati dipendenti che svolgono il lavoro più pesante negli studi legali, ma che non saranno mai presi in considerazione per diventare soci”, afferma Osterman. “Sono lavori caratterizzati da un elevato turnover e senza futuro all’interno dell’organizzazione. E il punto fondamentale è che, in queste tre categorie, queste persone svolgono il lavoro necessario alle organizzazioni, ma le organizzazioni non assumono alcun impegno nei loro confronti. Sono usa e getta”.

Perché esiste questo fenomeno

Secondo Osterman, per molti datori di lavoro il crescente ricorso a lavoratori “usa e getta” è sia una questione di mentalità sia una questione economica. Nel suo libro cita un rapporto di McKinsey & Company intitolato The State of Organizations 2023, nel quale si afferma che il 95% del valore di un’organizzazione viene prodotto dal 5% dei suoi dipendenti.

“E quindi cosa stanno dicendo del resto delle persone? Stanno dicendo che non sono davvero importanti, e questo si vede molto spesso”, afferma Osterman, descrivendo l’aspetto culturale e attitudinale della questione.

Un esempio significativo è quello di Deloitte, la più grande società di revisione contabile degli Stati Uniti, che all’inizio di quest’anno ha annunciato tagli ai congedi per i neo-genitori e ai contributi per la costruzione della famiglia destinati ad alcuni lavoratori amministrativi, finanziari e del supporto IT, ma non ad altri dipendenti. Come ha suggerito una collaboratrice di Forbes, potrebbe non essere una coincidenza che proprio quei ruoli — che non sono centrali rispetto alle attività di contabilità e consulenza di Deloitte rivolte ai clienti — siano tra quelli più vulnerabili all’eliminazione da parte dell’intelligenza artificiale.

Esempi come quello di Deloitte rafforzano la convinzione di Osterman secondo cui la crescita del lavoro “usa e getta” “non è determinata dall’IA, ma verrà aggravata dall’IA”, perché l’intelligenza artificiale sta creando incertezza nelle organizzazioni riguardo alle loro future necessità.

L’impatto dell’IA

“Penso che nessuno sappia esattamente quale sarà l’impatto complessivo dell’IA”, afferma Osterman. “Aumenterà il numero di posti di lavoro? Eliminerà più posti di quanti ne creerà? Al momento è semplicemente impossibile dirlo”.

Poiché molte aziende non sanno quali saranno le loro future esigenze in termini di personale, secondo Osterman le organizzazioni si trovano di fronte a una questione economica: per loro è finanziariamente vantaggioso assumere lavoratori “usa e getta”, evitando così di sostenere i costi dell’assicurazione sanitaria e di altri benefit. “È questo che intendo quando dico che l’IA lo aggraverà”, aggiunge. “Non sto parlando dei livelli complessivi di occupazione. Sto parlando della proporzione tra dipendenti regolari e lavoratori usa e getta”.

Secondo Osterman, l’aumento del lavoro “usa e getta” potrebbe essere avvertito in modo particolarmente forte dai lavoratori alle prime armi, perché per un’azienda è più facile non assumere nuovi dipendenti junior piuttosto che licenziare persone senior che già lavorano al suo interno.

“C’è un costo associato a questo”, spiega. “Ci sono anche costi in termini di morale per le persone che rimangono”.

Come possono reagire i lavoratori

Osterman offre due consigli ai lavoratori che cercano un certo livello di sicurezza professionale.

“Uno è che la vostra unica fonte di potere nel mercato del lavoro è il vostro capitale umano, le vostre competenze”, afferma. “Acquisite quante più competenze possibile. Potreste finire per dover cambiare lavoro e spostarvi da un’azienda all’altra, ma se possedete competenze di valore, queste vi proteggono”.

In secondo luogo, afferma, i dipendenti dovrebbero impegnarsi molto nella costruzione di reti di contatti esterne, in modo da non dipendere eccessivamente da una singola azienda per costruire la propria carriera.

“Dovete avere contatti all’esterno”, afferma, sottolineando che in un mercato del lavoro incerto è importante avere una rete ampia di persone alle quali rivolgersi quando si cercano opportunità e referenze.

“Per le persone che svolgono lavori nei servizi a basso salario o lavori che richiedono poche competenze, si tratta di un insieme di consigli completamente diverso”, spiega. “Naturalmente, il consiglio è quello di acquisire quanta più istruzione possibile. Ma l’altro consiglio è che si tratta davvero di una questione di politica pubblica: avere programmi efficaci di formazione professionale, salari minimi adeguati e una pressione efficace sulle aziende affinché innalzino il livello minimo delle condizioni nel mercato del lavoro. Non riguarda tanto il singolo individuo, perché queste persone costituiscono una parte importante del mercato del lavoro e non dispongono di molto potere individuale”.

L’articolo I datori di lavoro trattano sempre più lavoratori come “usa e getta”. L’IA potrebbe accelerare questa tendenza è tratto da Forbes Italia.

Scoperto deposito con 3,5 Kg di cocaina, arrestato 59enne catanese

17 Agosto 2026 ore 08:45
Scoperto deposito con 3,5 Kg di cocaina, arrestato 59enne catanese

CATANIA (ITALPRESS) – Blitz antidroga della Polizia di Stato di Catania che ha scoperto un deposito di oltre 3,5 chili di cocaina, realizzato da un 59enne in un locale nel quartiere Antico Corso. L’attività è stata svolta, nei giorni scorsi, dai “Falchi” della Squadra Mobile che, durante un servizio di controllo, hanno notato il 59enne in via Sant’Agostino, mentre, con fare guardingo, si è rifugiato rapidamente in un portico alla vista degli agenti. Fermato per un controllo, l’uomo ha tentato di nascondere nelle mani una chiave che, secondo quanto riferito ai poliziotti, avrebbe aperto la sua abitazione. In realtà, la chiave consentiva l’accesso ad un garage nella sua esclusiva disponibilità, situato proprio nel complesso dove aveva cercato riparo con l’obiettivo, probabilmente, di eludere gli accertamenti della Polizia.
Individuato il locale, gli agenti della Squadra Mobile lo hanno perquisito da cima a fondo, scoprendo un deposito di droga, sequestrando 3,5 chili di cocaina, suddivisi in numerose confezioni, ciascuna tra i 50 e i 500 grammi. Nel garage era stata allestita una vera e propria base di stoccaggio e confezionamento della sostanza stupefacente; infatti, vi erano macchine per il sottovuoto, bilancini di precisione, rotoli di cellophane, un taglierino e arnesi per la preparazione degli involucri, nonchè una carta di credito sporca di polvere bianca e, persino, bicarbonato di sodio, utilizzato come sostanza da taglio.
L’ingente quantitativo di cocaina purissima, una volta “tagliato” con il bicarbonato e frazionato in migliaia di singole dosi, avrebbe generato un guadagno illecito stimato in svariate migliaia di euro.
A conferma della riconducibilità del garage al 59enne, i poliziotti hanno rinvenuto un motociclo intestato proprio all’uomo che è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

– Foto: ufficiio stampa Polizia di Stato .
(ITALPRESS).

Scoperto un deposito con 3,5 kg di cocaina, arrestato 59enne catanese

17 Agosto 2026 ore 08:43
Scoperto un deposito con 3,5 kg di cocaina, arrestato 59enne catanese

CATANIA (ITALPRESS) – Blitz antidroga della Polizia di Stato di Catania che ha scoperto un deposito di oltre 3,5 chili di cocaina, realizzato da un 59enne in un locale nel quartiere Antico Corso. L’attività è stata svolta, nei giorni scorsi, dai “Falchi” della Squadra Mobile che, durante un servizio di controllo, hanno notato il 59enne in via Sant’Agostino, mentre, con fare guardingo, si è rifugiato rapidamente in un portico alla vista degli agenti.

Fermato per un controllo, l’uomo ha tentato di nascondere nelle mani una chiave che, secondo quanto riferito ai poliziotti, avrebbe aperto la sua abitazione. In realtà, la chiave consentiva l’accesso ad un garage nella sua esclusiva disponibilità, situato proprio nel complesso dove aveva cercato riparo con l’obiettivo, probabilmente, di eludere gli accertamenti della Polizia.

Individuato il locale, gli agenti della Squadra Mobile lo hanno perquisito da cima a fondo, scoprendo un deposito di droga, sequestrando 3,5 chili di cocaina, suddivisi in numerose confezioni, ciascuna tra i 50 e i 500 grammi.

Nel garage era stata allestita una vera e propria base di stoccaggio e confezionamento della sostanza stupefacente; infatti, vi erano macchine per il sottovuoto, bilancini di precisione, rotoli di cellophane, un taglierino e arnesi per la preparazione degli involucri, nonché una carta di credito sporca di polvere bianca e, persino, bicarbonato di sodio, utilizzato come sostanza da taglio.

L’ingente quantitativo di cocaina purissima, una volta “tagliato” con il bicarbonato e frazionato in migliaia di singole dosi, avrebbe generato un guadagno illecito stimato in svariate migliaia di euro. A conferma della riconducibilità del garage al 59enne, i poliziotti hanno rinvenuto un motociclo intestato proprio all’uomo che è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

– Foto ufficio stampa Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

Napoli, sequestrati a Casavatore 2 kg di hashish e tre pistole. Un arresto

17 Agosto 2026 ore 08:24
Napoli, sequestrati a Casavatore 2 kg di hashish e tre pistole. Un arresto

NAPOLI (ITALPRESS) – Militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Napoli, nell’ambito dell’intensificazione nel periodo estivo dei servizi di controllo economico del territorio e del dispositivo di contrasto ai traffici illeciti di sostanze stupefacenti, hanno tratto in arresto un cittadino italiano, sequestrando circa 2 chilogrammi di hashish. Rinvenute e sequestrate, inoltre, tre pistole con matricola abrasa, complete di caricatori e munizioni, nonchè materiale utilizzato per il confezionamento della droga. L’attività ha consentito ai finanzieri del Gruppo di Frattamaggiore di individuare un soggetto incensurato trovato in possesso di 15 grammi di marijuana presso la propria attività commerciale di ortofrutta sita in Napoli. La successiva perquisizione di un box garage nella sua disponibilità a Casavatore (NA) ha portato al sequestro di circa 2 chilogrammi di hashish e materiale destinato al confezionamento della sostanza stupefacente. L’estensione delle operazioni all’abitazione e a un ulteriore pertinente garage dell’indagato ha permesso di rinvenire tre pistole con matricola abrasa, complete di caricatori e relativo munizionamento. Al termine delle attività, il responsabile è stato tratto in arresto in flagranza di reato e tradotto presso la Casa Circondariale di Napoli-Poggioreale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Napoli Nord.(ITALPRESS).

Foto: sala stampa Gdf

Nuova fase eruttiva dell’Etna, parzialmente limitate le attività di volo in arrivo all’aeroporto di Catania

17 Agosto 2026 ore 08:20
Nuova fase eruttiva dell’Etna, parzialmente limitate le attività di volo in arrivo all’aeroporto di Catania

CATANIA (ITALPRESS) – SAC, la società di gestione dell’aeroporto di Catania comunica che, a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la proroga della chiusura degli spazi corrispondenti al settore B1. Sono parzialmente limitate le attività di volo in arrivo pari a 10 aerei ogni ora, fino alle 12:00 di domani 18 agosto. Nessuna restrizione in partenza. “I passeggeri – si legge nella nota – sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree”.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Indonesia, nuova scossa di magnitudo 5,6 al largo delle coste: 700 italiani bloccati sull’isola di Flores. Sale il bilancio delle vittime

17 Agosto 2026 ore 09:59

Un altro terremoto, questa volta di magnitudo 5.6, ha colpito l’Indonesia alle 2.46 (ora italiana) di stanotte, 17 agosto. L’ipocentro è stato localizzato a una profondità di 18 chilometri, circa 175 km a est della città di Labuan Bajo. Secondo quanto riporta l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), non è stato emesso alcun allarme tsunami. Non risultano danni o conseguenze sulla popolazione.

Si aggrava però il bilancio del sisma di magnitudo 7.7 che ha colpito l’isola di Flores negli scorsi giorni. In particolare sono almeno 53 le persone che hanno perso la vita e 12.800 quelle che non possono rientrare nelle proprie case secondo l’agenzia nazionale indonesiana per la gestione dei disastri (Bnpb). 135 invece i feriti. Ad aumentare è anche il numero degli italiani presenti al momento del terremoto e che ora sono bloccati sull’isola. In particolare sono 700 i connazionali non residenti e registrati su “Dove siamo nel mondo”. Nessuno di loro tuttavia sembra aver riportato danni o problematiche.

La Farnesina, attraverso l’Ambasciata italiana a Giacarta e l’Unità di Crisi, continua a fornire informazioni ai propri cittadini per permettergli di tornare a casa. Alcuni gruppi di vacanzieri sono riusciti a salire sull’aereo per lasciare il Paese già nella notte tra il 15 agosto e il 16. Complessivamente in Indonesia risultano almeno 2000 italiani iscritti all’Aire e circa 6000 connazionali non residenti registrati su “Dove siamo nel mondo”. Secondo il Ministero degli Esteri, al momento i principali aeroporti dell’area risultano operativi ma l’elevata domanda di voli da parte dei turisti internazionali e della popolazione locale sta determinando una disponibilità limitata di posti sui collegamenti aerei in partenza dall’area. La Farnesina intanto invita i connazionali presenti nell’area a mantenersi in contatto con l’Ambasciata e a registrare la propria presenza sui sistemi dell’Unità di Crisi.

L'articolo Indonesia, nuova scossa di magnitudo 5,6 al largo delle coste: 700 italiani bloccati sull’isola di Flores. Sale il bilancio delle vittime proviene da Il Fatto Quotidiano.

Pioggia di droni ucraini sulla Russia: oltre 1.500 in 24 ore. “Record da inizio guerra”. Telegraph: “Mosca ha costruito decine di basi per il lancio a lungo raggio”

17 Agosto 2026 ore 09:56

Il ministero della Difesa russo sostiene di aver abbattuto circa 1.500 droni ucraini sull’intero territorio nazionale solo nella notte tra sabato e domenica. Il sindaco di Mosca, Serghei Sobyanin, ha riferito che circa 600 erano diretti verso la capitale, mentre il governatore della regione, Andrei Vorobyov, ha definito quella di oggi “una delle più massicce” offensive degli ultimi anni. Il bilancio più grave in Russia è stato registrato nella regione meridionale di Rostov, dove cinque persone sono rimaste uccise. Un’altra vittima è stata segnalata nella regione della capitale, dove un drone ha colpito l’abitazione di un uomo di 83 anni, e una settima nella regione di Belgorod, in un attacco contro un autobus.

Un’ulteriore ondata si sarebbe abbattuta sulla Russia la scorsa notte, quando i sistemi di difesa aerea “hanno intercettato e distrutto 205″ droni ucraini sui territori delle regioni di Astrakhan, Belgorod, Bryansk, Voronezh, Volgogrado, Kaluga, Kursk, Rostov, Repubblica di Crimea e sulle acque dei mari d’Azov e Nero, ha comunicato il ministero della Difesa.

Domenica a Podolsk, a sud di Mosca, è stato colpito nuovamente un magazzino di Wildberries, il maggiore gruppo russo dell’e-commerce, già preso di mira nelle ultime settimane dall’Ucraina con l’accusa di contribuire alla logistica militare di Mosca. Secondo Kiev sono stati messi fuori uso sette centri logistici su dieci di quella che viene considerata l’Amazon russa. Un incendio è stato segnalato anche in un deposito farmaceutico a Domodedovo. Kiev ha inoltre rivendicato di aver colpito nella regione di Rostov un impianto per la produzione di carburante per missili.

Contemporaneamente la Russia ha attaccato diverse regioni ucraine. Due persone sono morte e 14 sono rimaste ferite in un bombardamento contro l’acciaieria ArcelorMittal di Kryvyi Rih (città natale di Volodymyr Zelensky), dove la produzione è stata parzialmente sospesa. Altre due persone sono state uccise nella regione di Zaporizhzhia e una nella regione di Sumy. A Kiev missili e droni hanno provocato incendi e ferito diverse persone, mentre le fiamme hanno devastato anche il popolare mercato dei libri di Pochaina, conosciuto per le bancarelle di volumi rari e antichi.

Secondo un’inchiesta del Telegraph, Mosca ha costruito e ampliato almeno 10 basi militari progettate per il lancio massiccio di droni di ultima generazione lungo i confini con l’Ucraina e la Bielorussia. Alcuni di questi hub sono stati creati convertendo basi militari e aeroporti civili preesistenti, mentre altri sono stati costruiti da zero in aree rurali. Analizzando immagini satellitari, documenti riservati e dati della società di analisi DroneSec, giornalisti e analisti militari hanno individuato 59 rampe di lancio meccaniche, catapulte su rotaia che sostituiscono le piste di atterraggio e consentono il lancio rapido di droni pesanti simili ad aerei proprio in prossimità della linea del fronte. Almeno 20 di queste sarebbero progettate per il lancio delle più recenti versioni ad alta velocità di droni a lungo raggio, dotate di propulsione a reazione.

L'articolo Pioggia di droni ucraini sulla Russia: oltre 1.500 in 24 ore. “Record da inizio guerra”. Telegraph: “Mosca ha costruito decine di basi per il lancio a lungo raggio” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Borsa, Piazza Affari col segno più: Ftse Mib +0,43%. Scatto di Stm e Prysmian

17 Agosto 2026 ore 09:51

Partenza positiva per Piazza Affari nella seduta del 17 agosto. Il Ftse Mib guadagna lo 0,43% e raggiunge 53.812 punti, con Stm e Prysmian davanti alle altre blue chip. Fincantieri apre invece in calo dell’1,51%.

Fincantieri cede l’1,51%, in calo anche Campari, Amplifon e Brunello Cucinelli a Piazza Affari

Stm e Prysmian prendono subito la testa del Ftse Mib. Nelle prime battute della seduta Stm guadagna il 3,34%, mentre Prysmian avanza del 2,62%.

Gli acquisti contribuiscono alla partenza positiva di Piazza Affari, con il Ftse Mib a 53.812 punti, in rialzo dello 0,43%. Segno più anche per Ferrari, che sale dell’1,22%, e Saipem, avanti dello 0,86%.

Tra i titoli in rosso, Fincantieri perde l’1,51%. Seguono Campari a -0,89%, Amplifon a -0,60% e Brunello Cucinelli a -0,54% nelle prime contrattazioni della giornata.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE ECONOMIA

L'articolo Borsa, Piazza Affari col segno più: Ftse Mib +0,43%. Scatto di Stm e Prysmian proviene da Affaritaliani.it.

Paura a Malpensa, bagagli in fiamme durante l’imbarco sul volo per Londra: sospetta batteria al litio

17 Agosto 2026 ore 09:22

Una colonna di fumo si è alzata poco prima delle 13 di domenica 16 agosto dal piazzale del Terminal 1 di Malpensa, dove un carrello portabagagli ha preso fuoco mentre veniva utilizzato per caricare le valigie nella stiva di un volo British Airways diretto a Londra. Il mezzo, gestito dalla società di handling Aviapartner, si è trasformato in pochi istanti in un rogo che ha messo in allerta tutto lo scalo milanese.

Il fumo che ha fatto scattare l’allarme

Dall’automezzo si è sprigionata all’improvviso una densa nube nera, sufficiente a far scattare l’allarme generale nell’area di piazzale. I vigili del fuoco del distaccamento aeroportuale sono intervenuti in pochissimi minuti, riuscendo a circoscrivere e spegnere le fiamme prima che potessero estendersi oltre il carrello e i bagagli che vi si trovavano sopra. Il velivolo e le strutture circostanti non sono stati toccati dal fuoco.

L’ipotesi di una batteria surriscaldata

Gli accertamenti in corso si concentrano su una pista precisa: il surriscaldamento di una batteria al litio custodita in una delle valigie caricate sul carrello, favorito dal caldo intenso di questi giorni. Non è la prima volta che un episodio simile si verifica in Lombardia. Lo scorso 8 luglio un caso analogo aveva provocato un incendio ben più esteso nel centro di smistamento del corriere Brt, con una nube di fumo nero visibile a distanza.

Voli regolari, solo il collegamento per Londra ha subito ritardi

L’aeroporto non ha registrato alcuna ripercussione sull’operatività complessiva e il traffico aereo è proseguito senza interruzioni. L’unico disagio concreto ha riguardato i passeggeri del volo diretto in Gran Bretagna, la cui partenza, originariamente fissata poco prima delle 14, è stata posticipata di circa due ore per consentire i controlli di sicurezza resi necessari dall’accaduto. L’aereo è infine decollato regolarmente attorno alle 16.

L'articolo Paura a Malpensa, bagagli in fiamme durante l’imbarco sul volo per Londra: sospetta batteria al litio proviene da Affaritaliani.it.

Schermidori assolti da violenza sessuale, per il giudice ‘manca la prova’

17 Agosto 2026 ore 09:14
Schermidori assolti da violenza sessuale, per il giudice ‘manca la prova’

Pubblicate le motivazioni della sentenza che ha assolto due giovani schermidori italiani – con la formula piena “perché il fatto non sussiste” – dall’accusa di violenza sessuale di gruppo a un’atleta 17enne tesserata per l’Uzbekistan.

“Difetto di prova oltre ogni ragionevole dubbio”, anche perché il racconto della vittima aveva “un basso grado di coerenza interna”: per questo il tribunale di Siena ha assolto il 18 maggio 2026 in rito abbreviato due giovani schermidori italiani – con la formula piena “perché il fatto non sussiste” – dall’accusa di violenza sessuale di gruppo a un’atleta 17enne tesserata per l’Uzbekistan, episodio fatto risalire al 4-5 agosto 2023 durante un raduno a Chianciano Terme. Per le motivazioni della sentenza del gup Andrea Grandinetti, depositate il 14 agosto, non si può che adottare sentenza di assoluzione dei due imputati, si legge, “atteso il difetto di prova in ordine (alla veridicità dell’affermazione circa la) esistenza del fatto di ‘violenza costrittiva’ descritto” nell’imputazione del pubblico ministero. Tra i vari aspetti, il giudice rileva la scarsa coerenza nelle dichiarazioni da lei fatte sulla sua condizione psico-fisica, in particolare sul suo stato di coscienza e quindi sulla sua capacità di intendere e di volere. In particolare, ciò viene esaminato in sentenza rispetto all’assunzione di alcolici: per il giudice le sue dichiarazioni sono incoerenti, smentite da testimonianze e anche da un video che la mostra camminare in condizione di piena coscienza fino a poter saltare per gioco sulle spalle di uno degli imputati. Anche la positività a cannabinoidi riscontrata nella presunta vittima della violenza sessuale per il giudice non rileva perché non può essere “razionalmente valorizzata al fine di datare l’intervenuta assunzione” di stupefacente tanto da non poterla correlare ai rapporti sessuali avvenuti fra il 4 e il 5 agosto 2023. Inoltre sempre la stessa atleta non consumò bevande alcoliche dopo la chiusura del bar dove erano stati per un tempo di “almeno 90 minuti prima di far ingresso nella camera dove c’erano” i due imputati e un loro amico. Quindi, fa capire il giudice, era verosimilmente lucida.

La guerra tra la Russia e la Nato in Ucraina si intensifica

17 Agosto 2026 ore 09:03

L’utilizzo di droni britannici per colpire la Russia porterà a una guerra nucleare.

Glenn Diesen, professore all’Università della Norvegia sud-orientale, ha espresso questa opinione sui social media.

La Gran Bretagna sta compiendo un altro passo verso la guerra nucleare”, ha avvertito.

Ieri, il quotidiano The Times, citando fonti delle forze armate ucraine, ha riferito che l’Ucraina ha iniziato a utilizzare droni di fabbricazione britannica per effettuare attacchi in profondità nel territorio russo.

In precedenza era stato riferito che la difesa aerea russa aveva stabilito un record.

“Mosca è ben consapevole delle fabbriche britanniche in cui vengono prodotti questi droni e delle rotte che percorrono per raggiungere i porti di Odessa e Mykolaiv”. Queste le parole usate dagli esperti per valutare le notizie secondo cui il Regno Unito starebbe sviluppando droni a lungo raggio per attacchi in profondità nel territorio russo da parte delle forze armate ucraine. Cosa possono fare, e cosa stanno facendo, le forze armate russe per contrastare tali armi?

L’Ucraina  ha iniziato  a utilizzare droni britannici per condurre attacchi contro la Russia. Tali dispositivi sono in uso da circa sei mesi e potrebbero essere stati impiegati negli attacchi di domenica sera, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico  The Sunday Times  , che cita fonti delle Forze Armate ucraine.

“Per la prima volta, i droni britannici sono stati impiegati per effettuare attacchi sul territorio russo continentale. I droni, prodotti da due aziende britanniche, sono stati forniti all’Ucraina, le cui forze li stanno utilizzando… per condurre attacchi a lungo raggio”, si legge nella pubblicazione.

Tra i droni utilizzati, viene citato il turbogetto Callen-Lenz (una filiale di BAE Systems) Nyan. La Gran Bretagna ha già fornito a Kiev i missili da crociera Storm Shadow, ciascuno del costo di circa 900.000 euro. Il Nyan costa non più di 150.000 euro. La gittata del drone è paragonabile a quella di un missile, variando dai 150 ai 250 km, secondo diverse fonti.

Ricordiamo che a giugno Londra ha annunciato  il trasferimento di 150.000 droni a Kiev. Contemporaneamente, Volodymyr Zelenskyy  ha annunciato  l’intenzione di costruire un impianto congiunto per la produzione di droni nel Regno Unito. L’Ucraina ha inoltre espresso l’intenzione di produrre su licenza il sistema di guerra elettronica Stone Cloak, che rende difficile per i sistemi di difesa aerea rilevare i droni.

Un mese prima, il presidente russo Vladimir Putin  aveva accusato  i paesi occidentali di fornire droni per attacchi contro le regioni russe, secondo quanto riportato dal Cremlino . “Sì, certo, gli occidentali forniscono loro i droni: cosa c’è di più semplice? Basta svitarli, premere un pulsante e via. Ma questo significa solo una cosa: dobbiamo rafforzare i nostri sistemi di difesa aerea, e lo stiamo facendo e continueremo a farlo”, ha affermato il

In questo contesto, non c’è dubbio che gli europei aumenteranno la produzione e il trasferimento di tali droni al nemico. “Tuttavia, i droni vengono sviluppati non solo per l’Ucraina, ma anche perché l’Europa si sta attivamente preparando a una guerra con la Russia e sta cercando di accumulare un certo arsenale di armi”, afferma la fonte.

Dzherelievsky ha osservato: L’Europa continua ad agire nel suo solito stile. Così, gli europei annunciano piani per redigere un presunto trattato di pace, mentre allo stesso tempo aumentano la produzione e la fornitura di armi alle forze armate ucraine.

Fonte: VZGLYAD

Traduzione e sintesi: Sergei Leonov

Silvercrest Monsieur Cuisine Compact ricondizionato: come il Bimby a molto meno

17 Agosto 2026 ore 09:03

silvercrest-monsieur-cuisine-compact-ricondizionato-come-bimby-molto-meno

Oggi puoi avere il mitico Silvercrest Monsieur Cuisine Compact ricondizionato a circa 208 euro, un'offerta straordinaria.

The post Silvercrest Monsieur Cuisine Compact ricondizionato: come il Bimby a molto meno appeared first on Punto Informatico.

La Russia colpisce gli stabilimenti di Kiev che producono componenti per missili e droni, mentre l’Ucraina prende di mira i centri logistici alla periferia di Mosca.

17 Agosto 2026 ore 08:44

Nella notte del 16 agosto, le forze russe hanno condotto attacchi combinati contro installazioni militari in otto regioni dell’Ucraina. Secondo l’aeronautica militare ucraina, l’attacco ha coinvolto missili antinave Oniks, missili balistici Iskander-M/S-400/KN-23, missili guidati aviolanciati Kh-59/69, nonché 106 droni d’attacco.

Gli attacchi si sono concentrati su impianti dell’industria della difesa a Kiev, una raffineria di petrolio a Kremenchuk, nella regione di Poltava, e un impianto metallurgico a Kryvyi Rih, nella regione di Dnipropetrovsk.

A Kiev, due imprese industriali sono state colpite: la FIRE POINT LLC, che produce componenti, testate e propulsori a combustibile solido per i missili da crociera terrestri Flamingo, e l’azienda KIEV-111 (UKRDEFENSE COMPANY LLC), che produce componenti per droni d’attacco, droni intercettori Khrushch e droni intercettori Harpia.

A Kryvyi Rih, l’area occupata dall’impianto metallurgico e dalla più grande impresa mineraria e metallurgica dell’Ucraina, ArcelorMittal, è stata colpita da un incendio. I principali impianti di produzione, sia quello energetico che quello dell’altoforno, sono stati danneggiati. Incendi sono stati segnalati anche presso lo stabilimento di cemento di Kryvyi Rih e nei magazzini circostanti.

Vasti incendi sono stati registrati presso la raffineria di petrolio di Kremenchuk, nella regione di Poltava. Secondo il Ministero della Difesa russo, il deposito di serbatoi rimasto intatto dell’impianto veniva utilizzato per il trasbordo di carburanti e lubrificanti provenienti dall’estero.

https://southfront.press/russia-strikes-kyivs-missile-and-drone-component-plants-ukraine-targets-logistics-hubs-outside-moscow

Particolare attenzione è stata dedicata alle infrastrutture portuali nella regione di Odessa. Nel porto di Odessa, una nave mercantile che trasportava equipaggiamento militare per le Forze Armate ucraine è stata colpita, così come alcuni magazzini contenenti materiale militare. Nel corso della giornata, droni d’attacco hanno colpito tre navi mercantili e due petroliere utilizzate per il trasporto di materiale militare, carburanti e lubrificanti per le Forze Armate ucraine, oltre a serbatoi di stoccaggio del carburante.

Nell’insediamento di Bilhorod-Dnistrovskyi (40 km a sud-ovest di Odessa), sono stati colpiti un’officina di produzione e un magazzino per testate e componenti per droni, imbarcazioni utilizzate per attacchi contro navi e infrastrutture energetiche nel Mar Nero, nonché contro città russe sulla costa del Mar Nero. Nell’insediamento di Vylkove (138 km a sud-ovest di Odessa), è stato colpito un ormeggio per pattugliatori della Marina ucraina, imbarcazioni impiegate nella scorta di navi con carico militare e carburante nei porti. Inoltre, nel Mar Nero a est di Odessa, è stata colpita una nave mercantile che trasportava armi occidentali in Ucraina.

Secondo fonti di monitoraggio ucraine, tutti i missili hanno raggiunto i loro obiettivi. Dei 106 droni d’attacco, alcuni sono stati neutralizzati tramite guerra elettronica.

L’Ucraina attacca la Russia

Le forze ucraine hanno condotto un massiccio attacco con droni sul territorio di 17 regioni russe. Durante la notte, le forze di difesa aerea russe hanno abbattuto 822 droni ucraini.

Nella regione di Mosca, diverse importanti strutture logistiche sono state attaccate. A Podolsk, un magazzino di Wildberries, esteso su una superficie di circa 250.000 metri quadrati, è andato a fuoco: si tratta del più grande centro logistico e principale polo di distribuzione dell’azienda, che gestisce milioni di ordini al giorno. Complessivamente, secondo quanto riportato dai media, le forze ucraine hanno messo fuori uso 7 dei 10 principali centri logistici di Wildberries.

A Domodedovo, il complesso multimodale Severnoye Domodedovo e un magazzino farmaceutico noto come “Green Warehouses” sono stati colpiti da un incendio. Le fiamme hanno continuato a intensificarsi, avvolgendo una parte significativa delle strutture del magazzino e generando una colonna di fumo nero visibile a decine di chilometri di distanza. A Kashira, un nuovo edificio della stazione di polizia è stato danneggiato; a Voskresensk, un impianto industriale è stato colpito.

Inoltre, le forze ucraine hanno effettuato un attacco missilistico contro un impianto industriale a Samara. Secondo fonti OSINT, l’obiettivo potrebbe essere stato il Centro spaziale missilistico Progress, lo stabilimento in cui vengono assemblati i razzi Soyuz-2.1b. Si tratta degli stessi razzi che hanno lanciato i primi lotti di satelliti russi Rassvet. Analisti ucraini avevano precedentemente pubblicato una mappa delle strutture del programma spaziale russo, tra cui la sede principale, il centro di controllo missione e lo stabilimento di produzione di pannelli solari a Mosca, l’assemblaggio e il collaudo di satelliti a Krasnogorsk, un impianto terminale in costruzione a Dubna e altre strutture.

Il Sunday Times, citando fonti delle Forze Armate ucraine, ha riferito che Kiev avrebbe utilizzato per la prima volta droni di fabbricazione britannica per attacchi in profondità nel territorio russo. In particolare, il drone Nyan, prodotto dall’azienda britannica Callen-Lenz, sarebbe stato impiegato in attacchi contro raffinerie petrolifere a Volgograd e Yaroslavl. Il maresciallo dell’aeronautica in pensione Greg Bagwell ha affermato che ciò potrebbe rendere le fabbriche britanniche “obiettivi legittimi” per Mosca. (…….).

Fonte: South Front Press (Video)

Traduzione: Luciano Lago

L’IA fa crescere le disuguaglianze sociali: “Colpisce le classi meno sindacalizzate, penalizza i settori tradizionali e limita l’autonomia degli Stati”

17 Agosto 2026 ore 08:03

Ormai da anni l’impatto dell’IA sulle disuguaglianze sociali è uno dei temi principali che si legano alle incertezze, speranze e paure di milioni di lavoratori per il proprio futuro. Due report pubblicati l’ultima settimana di Luglio 2026 da Indeed e dal giornale del partito comunista cinese Qiushi, confermano ciò che in realtà molti prevedevano già da tempo: lo sviluppo dell’IA tende a creare mercati a due velocità, che rischiano di esacerbare la pesante diseguaglianza socioeconomica già presente nella società.

Il report pubblicato da Indeed , che si focalizza sul mercato del lavoro nello UK e sulle assunzioni a partire dal gennaio 2025, descrive come la recente crescita di posti di lavoro nel Regno Unito sia spinta dall’offerta lavorativa per sviluppatori e informatici esperti con mansioni direttamente legate allo sviluppo dell’IA.

Al contrario sono in netto calo i posti di lavoro destinati a figure amministrative, nella contabilità e nel marketing, e ai giovani che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro. I dati forniti da Qiushi riguardano invece la competitività aziendale interna alla Repubblica Popolare, ed evidenziano come le principali aziende cinesi legate all’IA stiano raggiungendo picchi di crescita sempre più elevati in termini di profitti e investimenti mentre le aziende più piccole e quelle legate a settori più tradizionali, come il settore agricolo o l’automotive, sono in una fase di stagnazione o in rallentamento. Questo mercato a due velocità sarebbe in parte responsabile, secondo Qiushi, del rallentamento della crescita dell’economia cinese.

“Questi dati non sono inattesi – ha dichiarato al FattoQuotidino.it Camilla Lenzi, professoressa titolare del corso di Artificial Intelligence and Socio-Economic Transformations al Politecnico di Milano – e dimostrano che l’IA non distrugge necessariamente il lavoro, ma lo cambia radicalmente dal punto di vista qualitativo. I nostri studi in Europa e in Italia dimostrano infatti che l’introduzione dell’IA porta a una netta perdita della qualità del lavoro, dal punto di vista contrattuale e salariale, contribuendo a un trend in essere collegato anche a scelte politiche e istituzionali”.

Gli effetti della diffusione dell’IA in Europa non colpiscono tutti allo stesso modo, e sono particolarmente rilevanti per quanto riguarda le categorie più precarie e meno sindacalizzate. “In Europa, abbiamo delle leggi abbastanza stringenti per quanto riguarda il salario minimo, con alcune eccezioni tra cui l’Italia – ha continuato Lenzi – per questo, nonostante gli effetti negativi riguardino tutti i lavoratori, a essere colpita in modo più evidente è quella che una volta era considerata la cosiddetta ‘classe media’ e soprattutto quella medio alta. Sono le classi di reddito meno sindacalizzate e con tipologie di lavoro più destrutturato, che sono in aumento. Fa eccezione il livello salariale più alto, oltre il novantesimo percentile, che non subisce effetti negativi.”

“Per quanto riguarda l’Italia– spiega ancora Lenzi- secondo i dati che abbiamo raccolto è chiaro che i lavoratori meno istruiti e con lavori meno professionalizzati sono colpiti in modo più ampio. È da notare che questa tendenza diminuisce quando si vanno a prendere in considerazione aziende ed elementi del distretto industriale italiano più legati al territorio e animati da uno spirito cooperativo, che tuttavia sono in diminuzione”.

Bisogna sottolineare che la diffusione dell’IA non sta esclusivamente agendo da moltiplicatore di diseguaglianze socio-economiche , ma rischia di fare implodere le diseguaglianze politiche a livello internazionale. Come infatti testimonia il report preliminare sugli effetti dell’IA pubblicato lo scorso 1 Luglio dall’ONU, il 90% della potenza di calcolo mondiale risiede negli Stati Uniti e in Cina (rispettivamente 75% e 15%).

L’accesso all’IA a livello mondiale viene dunque controllato da un numero molto limitato di stati e da un numero limitato di aziende. Cosa che renderebbe dipendenti molti stati, anche con economie avanzate, che non avrebbero le esperienze tecniche per governare una tecnologia in continua evoluzione. Questo fenomeno, secondo il report, “potrebbe favorire colpi di stato autoritari e indebolire le istituzioni democratiche”. “Se l’IA continuerà ad evolversi senza regole condivise – ha affermato il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres in seguito alla pubblicazione del report – governi e persone avranno sempre meno controllo. Per questo dico ai governi: non aspettate (…) non possiamo più sostenere di non sapere ciò che stiamo facendo”.

L'articolo L’IA fa crescere le disuguaglianze sociali: “Colpisce le classi meno sindacalizzate, penalizza i settori tradizionali e limita l’autonomia degli Stati” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Colombia, finisce l’era del dialogo: De La Espriella “arruola” i militari e dichiara guerra ai narcos

17 Agosto 2026 ore 08:02

“La fase del dialogo è completamente esaurita“. Dalla città di Cali, in una Valle del Cauca dilaniata dal conflitto armato, Abelardo De La Espriella chiude le trattative di pace in corso dal 2016 tra Stato e gruppi armati e promette di “sconfiggere senza tregua il narcoterrorismo e le organizzazioni criminali” che a suo avviso “minacciano la Colombia”. Poi, sulla falsariga del modello salvadoregno, il presidente conferma la costruzione di “mega carceri” per coloro che “rappresentano una maggiore minaccia per la sicurezza del Paese”. El Tigre volta così le spalle alla classe politica e tende la mano alle Forze dell’ordine assicurando “garanzie politiche” affinché “non siano condannate” dalla legge a causa dell'”compimento del loro dovere”. “Questo governo vi proteggerà come va fatto con gli eroi della Colombia”, ribadisce De La Espriella rivolgendosi a militari e agenti di polizia, che hanno l’ordine di “combattere tutte le strutture criminali”.

La reazione militare, tanto temuta dai progressisti, è servita e conta sul sostegno delle forze conservatrici. “Oggi la Colombia recupera la propria autorità e il rispetto le forze militari”, commenta la senatrice Maria Fernanda Cabal (Centro democratico). Della stessa opinione la governatrice della Valle del Cauca, Dilian Francisca Toro, che plaude la priorità data dal nuovo governo alla sicurezza della regione. “Tuttavia – ammonisce – abbiamo bisogno che gli investimenti sul sociale vadano di pari passo con le truppe”. Ma non sarà possibile, visto l’imminente “congelamento della spesa pubblica” che sarà imposto via decreto.

La cerimonia ufficiale di insediamento si è tenuta all’Università di Cali, ma il discorso relativo al piano securitario è stato pronunciato presso il Cantón militar Pichincha, sede della Terza brigata di Cali, alla presenza di cinquecento militari. Il tutto direttamente sorvegliato dall’amministrazione Trump, che ha inviato un B-2 Spirit a sorvolare la città in coordinamento con le Forze aeree locali. L’operazione è stata un primo banco di prova della futura integrazione militare Bogotà-Washington sotto il cappello della coalizione Shield of Americas. Il Dipartimento di Stato ha inoltre stanziato un miliardo di dollari in favore del nuovo alleato come “parte di un pacchetto di sicurezza” iniziale.

Per Washington, i punti chiave dell’alleanza sono la lotta alle “spietate organizzazioni narcoterroriste e criminali” e un’agenda di “crescita economica” che apre a ulteriori investimenti Usa nel Paese. In programma anche “aiuti umanitari” e iniziative di “cooperazione bilaterale in materia di energia nucleare” a scopi “civili e pacifici”. Ma i gruppi armati non si fanno intimidire dal ritorno dello zio Sam e alzano la posta in gioco. “La superbia dell’estrema destra che oggi assume il potere non farà che approfondire la guerra nei territori – si legge in un comunicato diffuso dall’Ejército de liberación nacional (Eln) -. Risponderemo con la stessa violenza armata che verrà applicata nei nostri confronti”.

Anche le dissidenze Farc, contrarie al dialogo di pace, attraverso il loro Stato maggiore centrale, assicurano che le loro unità “non si piegheranno dinanzi a un governo che cerca la via militare”. E rivendicano: “Il controllo delle cordigliere resterà nelle mani del popolo in armi”. Avvisaglie della futura escalation si sono verificate prima e durante l’insediamento, con la presenza di cilindri sospetti sparsi nelle vie del Cauca e droni manipolati dalle guerriglie, oltre al sequestro di un bus carico di 420 chili di nitrato di ammonio che era pronto a esplodere a Cali. Cresce la tensione anche al confine est, quello con il Venezuela, dove il 1° agosto è esplosa un’autobomba davanti a un comando di polizia a Cúcuta. Il malcontento si estende anche ad alcuni settori della popolazione, in particolar modo i sostenitori del Pacto Histórico, che nelle strade di Cali contestavano la linea dura del nuovo governo.

La tensione è cresciuta dopo che il presidente uscente Gustavo Petro ha denunciato una “frode elettorale massiccia e algoritmica” perpetrata attraverso l’azienda israeliana BlackCore e l’agenzia di Intelligence Black Cube, legata al Mossad. I brogli, secondo alcuni orchestrati dalla ditta Thomas Greg & Sons e da altri privati, avrebbero inciso su oltre mille seggi equivalenti a circa 7 milioni di voti. L’ex presidente ha persino presentato una domanda di nullità elettorale, ammessa dalla Sezione quinta del Consiglio di Stato colombiano, che però si limita a chiedere un’audizione giudiziaria sulle elezioni.

Nello stesso tempo, l’ex candidato presidenziale Iván Cepeda ha nominato un gabinetto parallelo a quello di De La Espriella con la finalità di “contrastare” le decisioni del governo di estrema destra con “solidi argomenti” affinché “nulla di ciò che è stato raggiunto” durante l’unico governo progressista del Paese “vada perduto”. Sottovoce, anche la destra moderata, memore del fallimento del Plan Colombia e delle sue vittime, si dice preoccupata a causa della svolta militare.

L'articolo Colombia, finisce l’era del dialogo: De La Espriella “arruola” i militari e dichiara guerra ai narcos proviene da Il Fatto Quotidiano.

La Sassonia e lo spettro Afd: botte ai 14enni, niente scuola dell’obbligo, abolizione della tv pubblica. Ma l’ascesa degli estremisti sembra irresistibile

17 Agosto 2026 ore 08:02

Il 6 settembre si vota in Sassonia-Anhalt, la AfD nel più recente sondaggio di Infratest-dimap resta al 41%, in testa. Tanto che il suo candidato di punta Ulrich Siegmund si dà già per vincitore, “vicino al popolo” a presentare “la visione eccezionale” di AfD per il Land. La gente, d’altronde, lo osanna come una pop star, incurante della sua partecipazione nel 2023 nella villa Adlon a Potsdam a discutere col leader del Movimento Identitario Martin Sellner piani di “remigrazione”.

Nulla pare bloccarne l’ascesa. Neppure probabilmente il recente episodio che ha visto coinvolto il compagno di partito ed eurodeputato quarantatreenne Arno Bausemer, accusato di aver fermato, parrebbe anche con una mazza da baseball, due ragazzini di 14 anni colpevoli di aver strappato un manifesto elettorale. Ai danneggiamenti anziché una ramanzina dev’essere seguito qualcosa di più, perché uno dei due giovani ha dovuto ricorrere a cure mediche per una lieve commozione cerebrale, un labbro sanguinante ed altre escoriazioni. Il parlamentare, almeno per ora, è protetto dall’immunità parlamentare, ma la polizia indaga. Bausemer ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook: uno striscione dell’AfD era già stato tagliato e distrutto più volte. Insieme a un compagno di partito, ha “colto i giovani sul fatto”, riporta la mdr.

La sezione principale di AfD in Nord-Reno Vestfalia si sta dividendo in due, tanto è accesa la lotta tra ala moderata e quella di estrema destra, appoggiata anche da Alice Weidel. Non pare che nulla possa invece scalfire la corsa del partito in Sassonia-Anhalt; nonostante un programma in cui indica chiaramente come intenda trasformare il Land ed il Paese. Nei primi cento giorni di governo l’obiettivo è trasformare l’istruzione (sotto il profilo dell’integrazione), la cultura, perfino la gestione della tv pubblica. In particolare per quanto riguarda la scuola il partito di estrema destra ipotizza d’altronde la sospensione dell’obbligo scolastico e di consentire di istruire i bambini a casa: l’obiettivo finale è limitare l’inclusione.

Poi la cultura: l’Afd promette di non assegnare più fondi pubblici alla promozione di “arte antitedesca” che rischia di ricordare un po’ il modo in cui il nazismo chiamò la cosiddetta “arte degenerata” che culminò alla fine nella grande mostra di “artisti vietati” che comprendeva tra gli altri Nolde, Kandinsky, Klee e Picasso. Le associazioni che richiederanno finanziamenti, dice il programma dell’Afd, dovranno presentare una dichiarazione di patriottismo. Ovvio che chi fa cultura – direzioni di musei, teatri, fondazioni, luoghi della memoria, associazioni di artisti e organizzazioni culturali – esprima contrarietà alla richiesta di una “svolta patriottica” nella politica culturale e l’allineamento dei finanziamenti pubblici a concetti di identità nazionale. Con una dichiarazione congiunta 27 istituzioni tra cui la Fondazione Bauhaus Dessau, hanno fatto da apripista e nel frattempo si sono unite alla protesta più di 60 altre istituzioni culturali. Infine la radio e la tv regionali pubbliche: l’Afd semplicemente vorrebbe stracciare il contratto e chiudere tutto.

In questo quadro in evoluzione resta che l’unica forza politica che sembra intenzionata a collaborare con l’Afd è l’Alleanza Sahra Wagenknecht, la cui leader – fuoriuscita anni fa dalla Linke – ha offerto di astenersi a un eventuale terzo turno di votazione nel Landtag sul nome di Siegmund. Certo, bisognerà capire quanti voti prenderà Wagenknecht e se entrerà nel Parlamentino del Land. Intanto queste vaghe intese a distanza hanno prodotto che la dirigenza nazionale ha imposto a quella locale della Turingia di uscire dalla coalizione con Cdu e Spd.

Il resto dei partiti? Nella Cdu si riduce il fronte del blocco anti-Alternative, ribadito invece chiaramente per la Sassonia-Anhalt dal governatore Sven Schulze (i cristianodemocratici qui sono dati al 24%). Il ministro-presidente – come si chiamano i governatori dei Laender – non lascia nulla di intentato per la rielezione, ricorrendo anche ad una alleanza con altri colleghi per smuovere il governo centrale a non intaccare con la riforma delle pensioni le aspettative all’Est, dove la popolazione è largamente anziana, non abbiente, e conta solo sulla pensione di vecchiaia.

Un retroterra in cui la Spd risente dell’erosione dei consensi ed è al 7% nei sondaggi. Il partito è stato soppiantato nella percezione dell’elettorato dalla AfD come espressione dei lavoratori, nonostante il gioco di prestigio di spostare i termini: non più lotta tra capitalisti ed operai, ma tra piccoli artigiani e immigrati. La base socialdemocratica vuole un cambio di corso, ma la dirigenza a Berlino, fedele ai patti di Governo, non può intraprenderlo. Il vero ago della bilancia, oltre alla Linke al 13% che, pur ponendo condizioni, si dichiara disposta a collaborare con la Cdu per fermare l’AfD, potrebbero essere i Verdi che lottano per il 5%. “Speranza significa: nulla è ancora stato deciso” indica il capo del partito Felix Banaszak, che appoggia la campagna di Susan Sziborra-Seidlitz mentre gira il Land con un taxi, un pulmino Mercedes. Sul veicolo però la foto è la sua.

L'articolo La Sassonia e lo spettro Afd: botte ai 14enni, niente scuola dell’obbligo, abolizione della tv pubblica. Ma l’ascesa degli estremisti sembra irresistibile proviene da Il Fatto Quotidiano.

La crisi alimentare mondiale è ancora più grave di quanto sembri

di: admin
17 Agosto 2026 ore 05:44

«Situazione critica: i conflitti geopolitici impattano sul trasporto di cereali» è il titolo del numero di luglio 2026 di una rivista mensile internazionale di economia, edita in Missouri e specializzata nel settore mondiale dei cereali, della farina e dei mangimi.

 

Secondo l’articolo della pubblicazione specialistica delle grannaglie, l’impatto a livello mondiale delle gravi interruzioni alla produzione e alla logistica alimentare e agricola, determinate da molteplici fattori – tra cui la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, la guerra per procura dell’Ucraina contro la Russia e l’imperialismo di Washington nell’emisfero occidentale – si intensifica di ora in ora, aggravandosi ulteriormente dopo decenni di carenza di infrastrutture per l’ampliamento delle risorse idriche, di repressione dello sviluppo economico nazionale, di sanzioni e di caos.

 

 

Questa analisi specialistica, insieme ai recenti rapporti dei leader del settore agricolo alla Coalizione Internazionale per la Pace, mette in luce l’ampiezza del problema, ben superiore a quanto appaia evidente, riguardo al blocco dei vari «stretti» – Hormuz, Bab el Mandeb, Bosforo, Baltico, Caraibi e altri. Certo, ad esempio, si conosce qualcosa del volume dei flussi di materie prime interrotti a causa del blocco dello Stretto di Ormuzzo, che di norma rappresentava il flusso annuo del 35 % del petrolio greggio mondiale, del 20 % del GNL e del 20-30 % dei fertilizzanti.

 

Tuttavia la situazione è ben più grave di quanto sembri, scrive EIRN. Sono urgentemente necessari dibattiti multinazionali su come massimizzare la produzione, ad esempio attraverso la fornitura di fertilizzanti in aree specifiche, la riduzione dell’utilizzo di risorse alimentari potenzialmente destinate alla produzione di biocarburanti e altre misure, che devono essere avviate immediatamente.

Sostieni Renovatio 21

Sono vari i punti che rendono la situazione critica.

 

I magazzini di cereali sono al limite della capacità. Senza interventi, i silos di grano in Ucraina, ad esempio, risulteranno ben al di sotto della capacità di stoccaggio per il raccolto di questa stagione che non verrà destinato alle destinazioni mondiali.

 

L’impennata nell’utilizzo di biocarburanti in Brasile, negli Stati Uniti e altrove sta dirottando cereali, soia e canna da zucchero, di cui c’è disperatamente bisogno, dall’alimentazione umana e animale verso la produzione di etanolo e biodiesel, nel folle tentativo di attutire le perturbazioni globali del settore petrolifero e del gas. Già nel 2025 gli Stati Uniti erano il primo produttore mondiale di etanolo, con il 52 % della produzione globale, grazie agli ingenti quantitativi di mais impiegati come materia prima.

 

L’utilizzo di soia per la produzione di biodiesel negli Stati Uniti è in forte aumento, in parte perché questa coltura non necessita di fertilizzanti azotati. ADM, una delle principali società di commercio e trasformazione di cereali a livello mondiale, ha effettuato questo mese un test di 5 giorni con una nave cargo alimentata esclusivamente a biocarburante B100.

 

La carenza mondiale di zolfo è estrema, poiché il 50 % dello zolfo presente sul mercato mondiale negli ultimi anni proveniva dalla regione del Golfo Persico, ora bloccata, dove era un sottoprodotto della conversione del petrolio acido in petrolio dolce mediante la rimozione del solfuro di idrogeno. Lo zolfo, oltre ai suoi usi in campo chimico, metallurgico e in altri settori industriali, è essenziale per la produzione di fertilizzanti fosfatici e per l’applicazione diretta dello zolfo.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

 

L'articolo La crisi alimentare mondiale è ancora più grave di quanto sembri proviene da RENOVATIO 21.

Orbitali elettronici in 3D

17 Agosto 2026 ore 07:58

Gli elettroni che compongono un atomo non occupano una posizione ben definita: sono descritti da una funzione d’onda, cioè da una mappa di probabilità che descrive dove è più probabile trovarli e come si muovono. Negli orbitali molecolari – l’unione delle funzioni d’onda degli elettroni di una molecola – questa informazione è cruciale: descrive come una molecola assorbe luce, interagisce con l’ambiente e prende parte alle reazioni chimiche.

Un team di ricercatori guidato dall’Università di Gottinga (Germania) ha ricostruito per la prima volta la funzione d’onda di una molecola organica nanometrica in tre dimensioni. Lo studio, al quale hanno preso parte anche Fabio Frassetto e Luca Poletto del Cnr-Ifn (l’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Cnr di Padova) e pubblicato lo scorso giugno su Nature Communications, è stato realizzato attraverso la tecnica della tomografia orbitale da fotoemissione: quando la luce colpisce la molecola in esame, questa emette elettroni e, misurandone la quantità di moto, i ricercatori hanno ricavato informazioni su una parte della funzione d’onda, mentre la parte mancante è stata ricostruita attraverso algoritmi matematici.

Gli autori dello studio hanno utilizzato una tecnica di spettroscopia fotoelettronica all’avanguardia, avvalendosi di una sorgente di raggi X morbidi (a sinistra) in grado di fornire impulsi luminosi ultrabrevi, combinata con potenti algoritmi matematici, per rappresentare graficamente la funzione d’onda degli orbitali elettronici (a destra). Crediti: Lukas Kroll

L’idea alla base non è nuova: una prima dimostrazione sperimentale della ricostruzione di orbitali molecolari risale al 2009, e negli anni successivi la tecnica è stata estesa al 3D, ma con un costo sperimentale molto elevato, spesso legato all’uso di sincrotroni di grandi dimensioni. «Abbiamo introdotto due nuovi concetti di grande efficacia. Innanzitutto, riprogettando da zero l’algoritmo informatico, è ora possibile ottenere immagini 3D affidabili con una quantità molto minore di dati sperimentali. In secondo luogo, l’esperimento si basa su una potente sorgente di raggi X morbidi che fornisce impulsi luminosi ultrabrevi», spiega uno dei coautori, Matthijs Jansen, dell’Università di Gottinga. «È proprio la combinazione di queste due tecniche a determinarne il notevole impatto».

L’immagine pubblicata non è una fotografia nel senso classico del termine, come quelle scattate con una fotocamera, ma una visualizzazione che mostra in modo probabilistico dove l’elettrone può trovarsi, ricostruita combinando misure sperimentali e algoritmi matematici. È più simile a una “radiografia matematica” che a uno scatto fotografico tradizionale, dal momento che non è possibile vedere in maniera diretta gli elettroni. In altre parole, la mappa tridimensionale della funzione d’onda ottenuta tramite i dati raccolti e l’algoritmo di ricostruzione assomiglia a una foto in 3D, ma è in realtà un’immagine calcolata che condensa in forma visiva le informazioni quantistiche accessibili solo in modo indiretto.

a) I dati grezzi delle misurazioni, visualizzati come una nuvola di “voxel” (pixel 3D) semitrasparenti disposti su gusci emisferici. Le sezioni trasversali mostrano come solo una frazione dei pixel nello spazio di quantità di moto contenga dati di misura, mentre la maggior parte dei pixel sia priva di dati; b) e c) Immagini tridimensionali della funzione d’onda, che mostrano l’orbitale molecolare occupato più alto di una molecola di Ptcda, sostanza spesso utilizzata per la produzione di coloranti grazie alla sua forte interazione con la luce. Ognuna delle due immagini mostra sia la rappresentazione tridimensionale che le sezioni trasversali dell’orbitale a 1 Å (un decimiliardesimo di metro) di distanza dal centro della molecola. Crediti: Bennecke et al., 2026, Nature Communications

«Questa tecnica potrebbe far diventare realtà la videografia stroboscopica», conclude la prima autrice dello studio, Wiebke Bennecke, dell’Università di Gottinga, «consentendoci non solo di osservare la forma delle funzioni d’onda, ma anche di vedere come essa cambi con una risoluzione ultraveloce, persino dell’ordine dei femtosecondi, ovvero un milionesimo di miliardesimo di secondo. Ciò permetterà di comprendere come una molecola si adatti a variazioni ottiche, elettroniche o chimiche e di trovare nuovi modi per controllare queste interazioni a livello di pochi atomi».

Per saperne di più: 

 

La richiesta all’Ue di scostamento di bilancio per 36 miliardi è una scelta da buon padre di famiglia?

17 Agosto 2026 ore 07:42

di Carmelo Pennisi

Mi è sempre stata cara un’espressione dalla forte carica evocativa usata nel Codice Civile: la diligenza del buon padre di famiglia. Una linea di condotta prescritta dal Codice a qualunque cittadino nell’adempimento di un’obbligazione e in particolare al mandatario nell’esecuzione del mandato ma che dovrebbe valere tanto più per chi ricopre funzioni pubbliche.

Ciononostante, nell’agire di questo Governo si fa fatica a riscontrare sia la diligenza sia l’emulazione del buon padre di famiglia e mi riferisco, in particolare, alla scelta dell’Esecutivo di chiedere all’Ue l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale al fine di consentire uno scostamento di bilancio di circa 36 miliardi di euro.

Cioè, siccome il bilancio italiano presenta attualmente un deficit superiore al 3% del Pil, motivo per cui è in corso una procedura d’infrazione che non consente di aumentare le spese, si chiede all’Ue un’autorizzazione “eccezionale” a spendere quest’anno e nei prossimi due 14 miliardi per la transizione energetica e 22 miliardi per la difesa.

Eppure i problemi veri e gravi del Paese sarebbero altri: i salari e gli stipendi reali sempre più bassi, con impoverimento di lavoratori dipendenti e pensionati (un docente di scuola media superiore tra il 1990 e il 2026 ha visto ridursi il potere d’acquisto del suo stipendio del 29,7%); i prezzi dei carburanti e dell’energia a livelli record e sui quali nessun impatto nel breve e medio periodo avrebbero gli eventuali fondi per la transizione energetica (Nomisma stima rincari annuali delle bollette del 54% per le imprese e del 23% per le famiglie che, pertanto, dovranno sopportare un aggravio medio di 1.000 euro su base annuale); i bassissimi livelli di crescita del Pil (+0,5% nel 2025 nonostante le iniezioni dei fondi Pnrr che solo in quell’anno sono stati di 31,1 miliardi di euro); il Sistema Sanitario Nazionale, questo sì, in disarmo (nel 2024 le famiglie hanno dovuto sostenere direttamente il 22% delle spese per le cure e sono in aumento gli italiani che hanno rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria). Ma la lista è molto più lunga.

Un solo dato a riprova delle difficoltà: per abbassare per pochi giorni le accise e, quindi, il prezzo del gasolio di appena 17 centesimi è stato necessario tagliare 245 milioni alle spese dei ministeri.

Di fronte a tutto ciò il Ministro Giorgetti, nel motivare la richiesta di scostamento, si è riconosciuto il coraggio di fare scelte impopolari e ha rivendicato la coerenza rispetto al suo senso del dovere e al giuramento prestato sulla Costituzione con riferimento al dovere di difesa della Patria (art. 52 Cost.).

Per chiarezza e completezza avrebbe dovuto anche dire da chi e da che cosa difendere la Patria. Ma è un particolare che non è dato sapere neanche leggendo le Faq sul “ReArm Europe Plan/Readiness 2030” disponibili sul sito della Commissione Europea ma solo in inglese, tedesco e francese, giusto per invogliare l’italiano medio a leggerle.

Se il non detto alluderebbe ad una presunta minaccia russa può essere rassicurante la dichiarazione “Russia is not looking for conflict” del generale americano Grynkewich: un giudizio probabilmente condiviso dalla maggioranza degli italiani o perlomeno da quelli che conoscono un po’ di storia (intese Gorbaciov-Nato, fatti di Maidan, accordi di Minsk, ecc.).

Nell’attuale contesto, far indebitare lo Stato italiano di ulteriori 22 miliardi di euro (Safe o titoli del debito pubblico è una questione poco rilevante) per spese militari non è una scelta coraggiosa ma semplicemente assurda. E pare quanto meno fuori luogo invocare l’art. 52 della Costituzione in mancanza di un reale, attuale e concreto pericolo per la Patria; piuttosto si applichi l’art. 11 della Costituzione, non solo come mera enunciazione di un principio ma come divieto cogente di porre in essere azioni che anziché scoraggiare i conflitti armati ne possano essere pericolose incubatrici. E su questo il buon padre di famiglia non avrebbe avuto alcun dubbio.

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.

L'articolo La richiesta all’Ue di scostamento di bilancio per 36 miliardi è una scelta da buon padre di famiglia? proviene da Il Fatto Quotidiano.

Perché i decreti meloniani hanno smantellato la legge per gli anziani non autosufficienti

17 Agosto 2026 ore 06:40

di Enza Plotino

Gli anziani siamo noi! Ci dirigiamo a gambe levate verso un invecchiamento della popolazione ed un aumento vertiginoso di quella non autosufficiente per la quale la Riforma n.33 del 2023, che era stata presentata dal governo Draghi e che andava incontro alle esigenze degli anziani non autosufficienti e alle loro famiglie, rappresentava un atto importante atteso da 30 anni per eliminare le debolezze e le mancanze del welfare attuale. Purtroppo la riforma è finita nelle mani del governo Meloni, e quella che poteva essere un vero passo avanti per 10 milioni di persone, anziani, famigliari e caregiver di professione per i quali la legge introdotta grazie al Pnrr puntava a ridisegnare il sistema di welfare per rispondere alla loro sempre più diffusa presenza e a bisogni di cura sempre più complessi e che voleva colmare la mancanza in Italia di un servizio domiciliare pubblico progettato per la non autosufficienza, è precipitata nell’obbrobrio attuativo (Decreti attuativi del 2023) approvato dal governo Meloni, in palese contraddizione con le indicazioni della Delega.

Perché ne parlo oggi? Perché si iniziano a vederne gli effetti. Milioni di anziani, soprattutto non autosufficienti, con le loro famiglie, lasciati senza risorse, senza assistenza qualificata, senza servizi domiciliari anziché in strutture residenziali, senza prevenzione e, per peggiorare questo quadro già drammatico, smantellando il principio cardine del nostro welfare, quello della protezione universale, prevedendo, per ricevere assistenza, di dover dimostrare ridotte disponibilità economiche. Ciliegina sulla torta, le Regioni tagliate completamente fuori dai decreti. In nessun passaggio, sebbene l’assistenza agli anziani venga realizzata a livello territoriale, quindi sancendo alte possibilità di fallimento nella fase di attuazione degli interventi.

Tutte le migliori intenzioni contenute nella riforma si si sono arenate, bloccandosi definitivamente, nelle leggi attuative promosse da Meloni. All’intento di rimettere al centro le persone, la destra ha risposto con approssimazione, ideologia a favore dei ricchi, di coloro che possono e con bieca propaganda assistenziale.

La riforma aveva l’intento di superare la frammentazione delle misure e dei servizi, dare risposte diverse ai diversi bisogni, puntare a percorsi di assistenza semplici ed unitari, riportare la tutela pubblica della non autosufficienza. I decreti meloniani non prevedono risorse per rendere concrete le indicazioni normative, cancellano l’accesso universalistico ai servizi, dimenticano l’assistenza domiciliare integrata, peraltro in coerenza con l’impostazione generale del governo in materia di welfare: destrutturazione dei servizi di territorio, abbandono delle politiche di prevenzione e prossimità. Un disastro che 10 milioni di persone pagheranno sulla propria pelle.

E’ urgente, in un programma del centrosinistra che si rispetti, l’impegno a ritornare allo spirito e ai principi universalistici e solidaristici della Riforma, smantellando l’obbrobrio della destra e ripristinando l’approccio giusto ad una problematica drammaticamente attuale per milioni di famiglie.

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.

L'articolo Perché i decreti meloniani hanno smantellato la legge per gli anziani non autosufficienti proviene da Il Fatto Quotidiano.

Emergenza acqua a San Vincenzo e in Val di Cornia, Ricucci: “il modello di gestione dell’acqua, pubblico-privato, non ha funzionato”

17 Agosto 2026 ore 05:58

San Vincenzo, 14 agosto 2026 Emergenza acqua a San Vincenzo e in Val di Cornia, intervento del sindaco Paolo Riccucci: “La carenza di acqua che si è verificata in questi giorni non rappresenta solamente un disservizio grave per cittadini, turisti ed imprese, ma è il sintomo chiaro di almeno due temi importanti. Il primo è …

L'articolo Emergenza acqua a San Vincenzo e in Val di Cornia, Ricucci: “il modello di gestione dell’acqua, pubblico-privato, non ha funzionato” proviene da Livornopress.

Abbattimento liste di attesa in RSA, la Regione impiega 10 milioni

17 Agosto 2026 ore 05:54
anziano sedia a rotelle rsa

Livorno 17 agosto 2026   Più risorse per ridurre le liste d’attesa nelle RSA, nuovi strumenti per prevenire la fragilità e una rete di servizi integrati sempre più vicina alle persone e alle famiglie. È la strategia con cui la Regione Toscana affronta la sfida dell’invecchiamento demografico, mettendo in campo un pacchetto di interventi approvati …

L'articolo Abbattimento liste di attesa in RSA, la Regione impiega 10 milioni proviene da Livornopress.

“Bogey” e “Fox”, storia del gergo che ha segnato la storia dei combattimenti dell’aria

17 Agosto 2026 ore 04:58

Bogeys”. Un pilota da caccia americano aveva individuato due jet che si stavano avvicinando rapidamente. Dopo l’identificazione del modello e delle insegne, pochi istanti più tardi, attraverso la radio arrivarono altre parole in codice, parole destinate a entrare nelle cronache di quel combattimento: “Mi hanno voltato le spalle per la quinta volta… Fox Two!”. Due missili aria-aria puntarono dritti verso i loro bersagli, abbattendoli entrambi.

Era il 4 gennaio del 1989, quando due caccia F-14 Tomcat della Marina statunitense intercettarono una coppia di MiG-23 Flogger libici sopra il Mediterraneo. L’intercettazione degenerò in un duello aereo a causa delle “ripetute manovre che lasciavano presagire intenzioni ostili” da parte dei MiG, e le voci dei piloti statunitensi impegnati nello scontro aereo, registrate dal Dipartimento della Difesa e successivamente diffuse dalle emittenti televisive, incuriosirono quanti non conoscevano l’esatto significato di quella parola in codice. Per chiunque avesse dimestichezza con gli aerei da combattimento e la loro storia, quell’espressione curiosa, “FOX TWO”, aveva un significato preciso, dimostrato dagli eventi riportati dalla cronaca: il pilota del caccia aveva portato il suo attacco lanciando un missile aria-aria a guida infrarossa.

Fox One, Fox Two, Fox Three sono tre formule che appartengono al linguaggio universale del combattimento aereo che interessa gli aerei della NATO, i “brevity codes”, parole convenzionali utilizzate per condensare informazioni essenziali nel minor tempo possibile, che, attraverso appena sei sillabe, raccontano buona parte dell’evoluzione del combattimento aereo che ha trasformato i duelli nei cieli dalla Guerra Fredda ai nostri giorni.

Fox One” è il messaggio in codice che indica il lancio di un missile a guida radar semi-attiva come il celebre AIM-7 Sparrow, diventato uno dei protagonisti dei combattimenti aerei della Guerra del Vietnam, quando gli aerei da caccia, dopo gliultimi scontri aerei alla vecchia maniera nei cieli della Corea, iniziarono ad affidarsi quasi esclusivamente ai missili. Nel caso dei missili a guida radar semi-attiva il principio di funzionamento impone una limitazione decisiva: il missile possiede un ricevitore radar, ma non un trasmettitore capace di cercare autonomamente il bersaglio. È quindi il radar dell’aereo che lo ha lanciato a dover “illuminare” l’obiettivo, mentre lo Sparrow segue l’energia riflessa fino all’intercettazione. Ne consegue che il caccia deve continuare a supportare l’ingaggio durante il volo del missile. Rompere l’aggancio per effettuare determinate manovre difensive può compromettere l’intercettazione. Per alcuni secondi l’aereo che ingaggia il suo avversario, il “cacciatore”, rimane quindi, in una certa misura, legato alla sua preda, il suo obiettivo. Anche se si tratta di pochi secondi, in un combattimento aereo nel quale più velivoli possono avvicinarsi reciprocamente a velocità elevatissime, quei secondi possono diventare un’eternità. Per tale ragione, la scelta di questo tipo di missile riguarda scontri aerei ravvicinati condotti in determinate condizioni.

Nel caso del messaggio in codice “Fox Two”, il pilota segnala invece il lancio di un missile a guida infrarossa, il classico heat-seeker. È il caso del celebre AIM-9 Sidewinder che, a differenza dello Sparrow, non necessita che il radar del caccia continui a illuminare il bersaglio: il suo sensore ricerca la radiazione infrarossa emessa dall’aereo avversario e, una volta acquisito l’obiettivo, lo insegue autonomamente. Le prime generazioni di missili a guida infrarossa, tra i preferiti dai piloti, erano particolarmente efficaci quando l’attacco era portato dalla posizione “in coda” all’avversario, dal momento che la firma termica dei motori risultava più evidente al missile in cerca di calore. Negli anni i missili infrarossi sono stati migliorati, per essere capaci di ingaggi da molteplici angolazioni, rilevando non soltanto le sorgenti termiche più intense ma anche altre componenti della firma infrarossa del velivolo. Sistemi di puntamento montati sul casco permettono inoltre al pilota di indirizzare il sensore semplicemente guardando verso il bersaglio, consentendo lanci ad elevato angolo fuori asse. Decisivi nel combattimento ravvicinato, vengono impiegati durante i dogfight che, come nel primo caso, avvengono a una “distanza visiva”, mentre appartengono al combattimento aereo “oltre l’orizzonte” i missili lanciati quando viene segnalato un “Fox Three”, il lancio di un missile a guida radar attiva come l’AIM-120 AMRAAM.

Questo tipo di missile aria-aria rappresenta il vero salto tecnologico nel combattimento aereo che ha profondamente modificato il combattimento, ponendo il pilota nella condizione di ingaggiare e combattere un avversario Beyond Visual Range (BVR), ossia oltre il raggio visivo. Ciò gli consente di attaccare un aereo a grandi distanze con un missile a lungo raggio che dispone di un proprio radar e raggiunge un obiettivo che il pilota non vede a occhio nudo. Dopo il lancio, il missile procede verso l’area prevista d’intercettazione sfruttando la navigazione inerziale e gli eventuali aggiornamenti trasmessi attraverso data link; nella fase terminale attiva il proprio sensore radar e cerca autonomamente il bersaglio. Quando questo avviene, un’altra parola può attraversare la radio: “Pitbull”. Significa che il missile è diventato autonomo nella fase terminale dell’ingaggio. Il caccia che lo ha lanciato non è più vincolato come avveniva con le precedenti armi e può quindi “sganciarsi” e assumere una posizione difensiva o rivolgere l’attenzione verso un’altra minaccia.

Prima dello sviluppo dei missili a guida radar attiva, attraverso il codice “Fox Three” si annunciava l’uso del cannoncino di cui ogni aereo da combattimento è dotato; oggi l’impiego in combattimento di un cannoncino M61 Vulcan/GAU-12 o, nel caso dei nostri Eurofighter, del Mauser BK-27 è segnalato con la chiamata “Guns, guns, guns”.

I missili aria-aria sono entrati in servizio negli anni Cinquanta, quando Stati Uniti e Unione Sovietica hanno sviluppato diversi tipi di queste armi, fornendole ai loro alleati. Il primo impiego confermato di questo tipo di arma in combattimento risale al 17 giugno 1965, quando due caccia F-4 Phantom statunitensi ottennero due abbattimenti confermati contro MiG-17 nordvietnamiti utilizzando missili aria-aria. Dal Vietnam alle guerre arabo-israeliane, dalla guerra Iran-Iraq ai conflitti contemporanei, sensori, propulsione e sistemi di guida non hanno mai smesso di evolversi. E la portata dei missili che possono colpire un obiettivo BVR ci è stata resa chiara durante il recente combattimento aereo tra Pakistan e India, in cui un caccia pachistano di fabbricazione cinese J-15 ha abbattuto “oltre il suo raggio visivo” un caccia indiano di fabbricazione francese Dassault Rafale.

È giusto ricordare come, oltre alle manovre diversive o destinate a degradare l’energia del missile avversario per ridurne le possibilità di intercettazione, possano essere impiegati flare contro i missili infrarossi, chaff e guerra elettronica contro quelli radar.

Uno studio condotto dall’US Air Force, basato su oltre 1.450 combattimenti aria-aria dal 1965 ai nostri giorni, ha evidenziato come armi e sensori a lungo raggio abbiano drasticamente ridotto gli scontri ravvicinati. Sebbene il dogfight non sia del tutto scomparso, e nessun pilota possa permettersi di ignorare l’importanza del duro addestramento per affrontarlo, esso rappresenta sempre più frequentemente l’ultima fase di una battaglia che è cominciata molto prima che i due avversari potessero vedersi. Come dimostra il recente abbattimento del caccia di ultima generazione Su-57 russo caduto nella “trappola” tesagli da un F-16 ucraino che ha lanciato un missile a guida radar contro un bersaglio oltre il raggio visivo, sfruttando le informazioni fornitegli da un aereo comando e controllo Saab 340 AEW&C.

Come la caccia alla volpe

Ma veniamo infine alla codificazione del nemico, quel famoso “Bogey” che venne annunciato dal pilota prima di identificare la minaccia e lanciare i suoi missili contro il suo avversario. Nell’aviazione militare, anche l’identificazione delle minacce possiede un proprio vocabolario. “Bogey” indica un velivolo o una traccia radar di identità sconosciuta: potrebbe trattarsi di un aereo amico, neutrale o nemico e deve quindi essere identificato. Il termine, diffusosi nel linguaggio della Royal Air Force durante la Seconda guerra mondiale, deriverebbe da parole folkloristiche più antiche come bugge o bogle, utilizzate per indicare fantasmi, spettri o figure inquietanti e sconosciute. Come non ricordare, con l’occasione, l’attaccamento dei piloti a un certo tipo di storielle e folklore che hanno dato vita, attraverso la penna del pilota da combattimento e celebre scrittore Roald Dahl, alla leggenda dei “Gremlins”, i folletti che manomettevano i motori. Sempre gli inglesi, quando erano prossimi all’ingaggio dei nemici intercettati, erano soliti gridare “Tally-ho!”, come nella caccia alla volpe.

Una volta stabilita l’identità, cambiano anche le parole utilizzate: “Friendly” identifica con certezza un velivolo amico; “Bandit” uno identificato come nemico, senza che ciò costituisca automaticamente un’autorizzazione ad aprire il fuoco; “Hostile” indica invece una minaccia contro la quale l’ingaggio è autorizzato o consentito per legittima difesa. “Vampire”, infine, segnala un missile ostile rilevato visivamente o dai sensori. In ultimo, un dato fondamentale: contrariamente a quanto suggerisce quella conversazione radio, identificare un “Bandit” non equivale, di per sé, a ricevere l’ordine di abbatterlo. Esistono delle regole d’ingaggio. Ma questa è un’altra storia.

L'articolo “Bogey” e “Fox”, storia del gergo che ha segnato la storia dei combattimenti dell’aria proviene da InsideOver.

Lazio fuori a sorpresa in Coppa Italia, avanti Genoa, Frosinone e Verona

16 Agosto 2026 ore 23:34
Lazio fuori a sorpresa in Coppa Italia, avanti Genoa, Frosinone e Verona

ROMA (ITALPRESS) – La Coppa Italia regala sorprese e gol nei quattro match dei trentaduesimi di finale. Il risultato più clamoroso arriva dall’Olimpico, dove la Lazio di Gennaro Gattuso cade 2-0 contro il Mantova di Francesco Modesto e saluta subito la competizione. Dopo un primo tempo equilibrato, i lombardi sbloccano la gara al 75′: Bragantini riceve da Trimboli, entra in area e mette al centro per Ruocco, che non sbaglia. Nel finale Cajazzo approfitta degli spazi e firma il raddoppio in contropiede. Amaro, dunque, l’esordio ufficiale di Gattuso sulla panchina biancoceleste. Il Mantova affronterà ai sedicesimi la vincente di Palermo-Lecce. Spettacolo anche al Bentegodi, dove il Verona supera l’Entella soltanto ai calci di rigore dopo il 2-2 dei tempi regolamentari. Liguri avanti al 18′ con Vilanova, ma la squadra di Baroni ribalta tutto in poco più di un quarto d’ora: Compagnon pareggia al 20′, mentre al 36′ Amin Sarr firma un gol di pregevole fattura dopo una lunga azione personale. L’Entella non molla e all’84’ trova il pari con Franzoni su rigore. Dal dischetto, però, il Verona è più preciso e conquista la qualificazione. Ai sedicesimi ci sarà il Cagliari. Successo netto invece per il Genoa di Daniele De Rossi, che al Ferraris batte 4-1 l’Ascoli. I marchigiani passano in vantaggio al 25′ con Silipo, ma i rossoblù reagiscono prima dell’intervallo grazie a Marcandalli e Baldanzi, autore del sorpasso. Nella ripresa Colombo firma il 3-1, mentre Havel chiude definitivamente i conti all’80’. Il Genoa affronterà il Sùdtirol.
Quattro gol anche per il Frosinone, che al Benito Stirpe supera 4-1 la Juve Stabia. Protagonista assoluto Kvernadze, autore di una doppietta e già decisivo al 20′ per il vantaggio ciociaro. Cichella e Raimondo completano il poker, mentre Patanè accorcia momentaneamente le distanze per gli ospiti. Nel finale la Juve Stabia resta anche in dieci per l’espulsione di Sanà Fernandes. Il Frosinone attende ora la vincente di Sassuolo-Cesena.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Iapichino e 4×400 maschile d’oro agli Europei di atletica

16 Agosto 2026 ore 23:05
Iapichino e 4×400 maschile d’oro agli Europei di atletica

BIRMINGHAM (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Due ori e un bronzo per chiudere in maniera trionfale gli Europei di atletica a Birmingham. L’Italia vince il medagliere (10-6-6), piazzando i due acuti vincenti in coda.
Larissa Iapichino si impone nel salto in lungo: l’azzurra, già argento continentale a Roma 2024 e campionessa europea indoor un anno dopo, reduce dall’argento indoor ai Mondiali di Torun del marzo scorso, vince con la misura di 7 metri raggiunta al primo tentativo, senza poi migliorarsi negli altri salti. L’argento va alla britannica Jazmin Sawyers (6.99), davanti alla francese Hilary Kpatcha (6.98).
In chiusura di serata il capolavoro della 4×400 maschile: Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati trionfano con il tempo di 2’59″16 davanti alla Gran Bretagna, argento in 2’59″19 e seconda così nel medagliere finale, terza l’Olanda (2’59″49). Da applausi anche la staffetta femminile che poco prima si prende il bronzo: nella 4×400 Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione e Eloisa Coiro firmano il tempo di 3’23″57 nella finale vinta dall’Olanda in 3’21″10, davanti alla Gran Bretagna in 3’21″68. “Sono veramente orgogliosa di questo quartetto, delle ragazze che ci hanno portato in finale e dei ragazzi che hanno vinto l’oro – commenta Coiro – Siamo una squadra fantastica, è bellissimo essere qua e vivere queste emozioni”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

❌