❌

Vista elenco

“Noi in fuga a piedi da Oleshky, la città assediata ricordata dal Papa”

16 Ottobre 2026 ore 20:59
Viktor e Irina si sono incamminati sulla via della morte, lui spingendo la carriola con il padre 80enne: “Un drone mi è volato tre volte sulla testa, poi si è schiantato in un fosso ed è esploso”

© RaiNews

Trump smentisce Musk: “Non siamo stati noi a depotenziare Starlink all’Ucraina”

16 Ottobre 2026 ore 20:55

Diventa un mistero la decisione di depotenziare il sistema Starlink necessario all’Ucraina per avere comunicazioni tempestive anche sulla linea del fronte e riuscire a intercettare in tempo gli attacchi lanciati dalla Russia. L’esercito e i vertici del governo, nei giorni scorsi, avevano denunciato il funzionamento parziale del sistema che si è protratto per giornate intere lasciando il Paese sotto il tiro dei missili e dei droni di Mosca. Inizialmente, si era pensato a una scelta presa da Elon Musk, che nelle stesse ore stava attaccando il presidente ucraino su X, ma poi il miliardario americano aveva smentito dicendo che la responsabilità era da attribuire completamente al Pentagono. Dopo giorni di comunicazioni a singhiozzo, il nuovo colpo di scena: Trump, scrive Axios, ha detto che gli Stati Uniti non sono coinvolti nel depotenziamento dei servizi Starlink in Ucraina.

Come detto, Musk è stato il primo ‘indiziato’ per la decisione di penalizzare le comunicazioni ucraine tramite il sistema satellitare di SpaceX, essendone il fondatore e avendo espresso, nelle stesse ore, considerazioni critiche nei confronti di Zelensky, dicendo ad esempio che “è andato troppo oltre” e, più chiaramente, che “deve dimettersi“. Ma era stato lui stesso a spiegare che il funzionamento del sistema implica che solo l’esercito Usa possa disporre un depotenziamento del genere. La versione militare di Starlink è infatti Starshield, un sistema progettato e sviluppato sempre da Starlink, ma di proprietà e gestione esclusiva del Pentagono. Ed è quindi solo il Dipartimento della Guerra Usa a decidere se e quali limiti imporre, tenendo conto che è quella la tecnologia in uso all’esercito di Kiev.

Nella serata di venerdì, però, è arrivata la smentita direttamente dal presidente Trump. Una smentita che alimenta il mistero dietro allo sgambetto all’esercito di Zelensky.

L'articolo Trump smentisce Musk: “Non siamo stati noi a depotenziare Starlink all’Ucraina” proviene da Il Fatto Quotidiano.

L’Ucraina riprende 277 chilometri quadrati nel Donetsk con la controffensiva «Vivaldi»: Kiev rivendica 8.000 perdite russe

16 Ottobre 2026 ore 20:15

KARPIVKA — Volodymyr Zamota, 61 anni, è l’unico abitante rimasto di Karpivka, villaggio del Donetsk occupato dai russi dall’aprile 2025. Ha passato otto mesi senza vedere nessuno. Ora i soldati ucraini che hanno ripreso la zona gli calano il cibo con i droni e lo chiamano «Nonno». «Come si dice, la speranza è l’ultima a morire», ha raccontato alla BBC, che oggi ha pubblicato un reportage dal fronte. «Il villaggio è quasi completamente distrutto».

Karpivka è uno dei 16 insediamenti che Kiev dichiara di aver ripreso da agosto con la controffensiva «Vivaldi», quattro fasi battezzate come le stagioni del concerto, nel settore di Lyman, nel nord del Donetsk. Il bilancio ucraino è di 277 chilometri quadrati, circa 8.000 soldati russi fuori combattimento e 250 prigionieri. L’avanzata ha smussato la manovra a tenaglia con cui Mosca minacciava di accerchiare le città fortificate del Donbass.

Il brigadiere generale Andrii Biletskyi, comandante del III Corpo d’armata, ha annunciato il 14 ottobre la chiusura della quarta fase: altri 100 chilometri quadrati e tre villaggi. I guadagni russi dell’anno, sostiene, sono ormai «vicini allo zero». Mosca non riconosce nulla: i bollettini del ministero della Difesa russo parlano di attacchi «respinti» nella zona di Lyman e di «miglioramenti della posizione tattica». I blogger militari filorussi, secondo l’Institute for the Study of War di Washington, ammettono invece l’arretramento.

Sul campo la differenza l’hanno fatta le macchine. Robot e droni hanno aperto gli assalti e, per la prima volta, veicoli esplosivi telecomandati sono stati sganciati dietro le linee russe. «Prima difendevamo, ora dovevamo attaccare: abbiamo dovuto ristrutturare completamente l’approccio», dice Phoenix, comandante di un’unità della brigata Revenge, rientrata dopo 95 giorni in prima linea.

La frenata di Starlink

Quegli stessi droni, da due giorni, colpiscono la metà. Il 14 ottobre, senza preavviso, Starshield, il ramo militare della rete satellitare di SpaceX, ha limitato i servizi di navigazione a 160 chilometri orari. Sopra quella soglia Kiev perde il tracciamento dei propri intercettori, mentre i droni russi a reazione Geran-4 superano i 500 all’ora e sono ormai, secondo Zelensky, sei su dieci. I colpi giornalieri dei reparti ucraini senza pilota sono scesi da una media di 2.300 a 1.053 il 15 ottobre.

Elon Musk, proprietario di SpaceX, ha rinviato a Washington: «I sistemi Starshield sono di proprietà e sotto controllo del governo degli Stati Uniti. Qualsiasi limite è deciso dai militari americani e in ultima istanza dal presidente». Un alto funzionario statunitense ha detto alla CNN che Trump non ha fatto alcuna richiesta del genere; altre ricostruzioni attribuiscono l’ordine alla Casa Bianca, che non ha commentato.

A Bruxelles, al Consiglio europeo, Volodymyr Zelensky ha tenuto un tono misurato. «Abbiamo pienamente ripristinato la velocità che avevamo prima? No. La velocità sta tornando? Sì», ha detto in conferenza stampa. Le restrizioni, ha aggiunto, «hanno interrotto la logistica e compromesso la protezione della popolazione civile».

L’Europa non ha un’alternativa pronta. «Starlink è davvero necessario per l’Ucraina. E purtroppo, nel breve periodo, l’Europa non può sostituire questa capacità», ha ammesso Kaja Kallas, alta rappresentante Ue per la politica estera. Il vertice si è chiuso senza nuovi aiuti finanziari né missili per la difesa aerea, mentre Zelensky ha chiesto 70 miliardi di euro in più per il 2027.

La frenata arriva in una settimana di strappi con Washington. Il 9 ottobre Trump ha invitato la Russia a vendere 1,8 milioni di tonnellate di diesel sul mercato globale, pochi giorni dopo aver firmato una legge che inasprisce le sanzioni; il 13 i partner non hanno condiviso l’allerta su cinque missili balistici diretti su Kiev. Giovedì, a Newsmax, il presidente americano ha definito Zelensky «più difficile da trattare di Putin». Il terreno ripreso a Lyman e la soglia imposta a Starshield misurano la stessa cosa: quanto l’Ucraina possa ancora combattere senza il consenso americano.

Il capo di stato maggiore della brigata Revenge, Andriy Hitt, riassume il risultato di Vivaldi in «posizioni vantaggiose, linee favorevoli e una testa di ponte». A settembre, con i satelliti a piena velocità, l’aviazione ucraina aveva intercettato oltre 4.700 tra droni e missili.

Giornalista chiede a Zelensky: “Si sente il capro espiatorio dei problemi di Trump?”. Lui rimane zitto, poi ride: “Ecco la mia risposta”| Video

16 Ottobre 2026 ore 19:12

Il tradimento di Trump nei confronti di Zelensky rischia di cambiare le sorti del conflitto russo-ucraino, con conseguenze dirette anche in Unione europea. Così, alla prima occasione utile, i giornalisti del Vecchio Continente hanno voluto chiedere al leader di Kiev quali fossero le sue impressioni dopo l’accordo sul gasolio tra Washington e Mosca e la richiesta del tycoon di un cambio al vertice nel suo Paese. Così, un reporter presente alla conferenza stampa a margine del Consiglio europeo di Bruxelles glielo ha chiesto direttamente: “Il presidente Trump si appresta ad affrontare delle difficili elezioni di midterm. La sua popolarità è molto bassa, i prezzi molto alti e la guerra iniziata in Medio Oriente non sta andando come lui voleva. Crede di essere stato trattato come capro espiatorio dei suoi problemi?”. A questo punto Zelensky tiene lo sguardo basso qualche secondo, poi lo alza, guarda i giornalisti e accenna una risatina, con la sala che scoppia a ridere. “Questa è la mia risposta“, ha concluso il presidente ucraino.

L'articolo Giornalista chiede a Zelensky: “Si sente il capro espiatorio dei problemi di Trump?”. Lui rimane zitto, poi ride: “Ecco la mia risposta”| Video proviene da Il Fatto Quotidiano.

[2026-10-18] SUCA A3U, due giornate per riprenderci il fantasy in barba ai tecnofasci! @ Manituana - Spazio Occupato Collettivo

6 Ottobre 2026 ore 01:06

SUCA A3U, due giornate per riprenderci il fantasy in barba ai tecnofasci!

Manituana - Spazio Occupato Collettivo - Largo Maurizio Vitale 113
(domenica, 18 ottobre 14:00)
SUCA A3U, due giornate per riprenderci il fantasy in barba ai tecnofasci!

Sabato 17 ottobre dalle 15:00 alle 2:00 e domenica 18 ottobre dalle 14:00 alle 23:30.

MANIFESTO
La fantasia nutre la mente come il cibo nutre il corpo.
È essenziale per la vita.
Il potere ha deciso che la fantasia non deve avere valore economico, nonostante ciò, ha sempre voluto impossessarsene. Ma la fantasia è una cosa seria, che deve essere libera da qualsiasi tipo di oppressione politica, perché è attraverso di essa che possiamo immaginarci nuove esistenze libere, nuove società, nuovi modelli culturali.
Torna il festival di autoproduzione editoriale che rivendica il serio sberleffo come spazio di costruzione di resistenza. SUCA A3U.
La 3a edizione pone in centro il tema dell'appropriazione del fantasy e del fantastico da parte dei fasci di ieri e di oggi: partendo dai campi hobbit di missina memoria, al festival contemporaneo di FDI che cita la Storia Infinita, agli incubi tecnologici contemporanei del Palantir dei tecnofasci Thiel/Karp.
Ora più che mai c'è bisogno di teste con sinapsi liberate per immaginare nuove pratiche per nuove r/esistenze. SUCA ospita artist* d.i.y., emarginat3, sconclusionat3, disederat3, ma liber3 e ribelli e con il desiderio di riprendersi il fantasy e il fantastico dalla società patriacalcapitalista e per tenerli lontani dai nuovi incubi sfornati dai rettiliani della Silicon Valley. Immagini, parole, carta, colori: queste sono le armi della nostra immaginazione.

DOMENICA 18 OTTOBRE
14:00 Apertura!
14:30 -17:00 Zine Making Medievale (Workshop con Spazio Muffa e laboratorio zannadura)
15:00 - 16:30 Fantasia e Intelligenza Artificiale (Talk orizzontale conLibridazione, Kenobit, Il Salotto di Miranda)
16:30 - 19:30 Pratiche di Accoppiamento Interspecie (Workshop con Las Berthas)
18:30 - 19:30 Lou Darmage (Live Concert)
20:00 - 21:30 Banda Mutanda (Open Dj Set)
22:00 - 23:00 BARAVANTPUNK (Live Concert)

Regno Unito, 20 anni al sicario norvegese di 19 anni reclutato dalla rete criminale che Londra lega all’Iran

16 Ottobre 2026 ore 18:59

LONDRA — Una pistola semiautomatica, un revolver, una scatola di proiettili, un paio di guanti e 2.000 sterline in contanti nella stanza di un albergo di Huddersfield, cittadina industriale del nord dell’Inghilterra. Un sicario di 19 anni, norvegese, calciatore dilettante, arrivato due giorni prima da Stavanger con un volo per Manchester. Una vittima designata che nessuno ha mai identificato. Con questi elementi la Woolwich Crown Court, il tribunale londinese dove si celebrano i processi per terrorismo, ha condannato oggi Johannes Kongsnes Natland a 20 anni di detenzione, 13 dei quali da scontare in carcere prima di poter chiedere la libertà condizionale. La ricostruzione è quella dell’antiterrorismo della polizia britannica e dell’accusa, riferisce The Independent.

È la prima volta che un tribunale del Regno Unito giudica un’operazione attribuita a Foxtrot, la rete criminale svedese che Londra e Washington hanno sanzionato nel 2025 accusandola di colpire obiettivi ebraici e israeliani in Europa per conto di Teheran. Natland, ha detto in aula la responsabile dell’antiterrorismo londinese, «è stato arrestato poche ore prima di compiere un assassinio qui nel Regno Unito» ed era «chiaramente diretto da qualcuno della rete Foxtrot, un gruppo criminale organizzato che orchestra violenze contro obiettivi ebraici e israeliani in Europa per conto del regime iraniano». L’Iran nega ogni legame con la banda.

Il reclutamento era cominciato con un messaggio: «Qualcuno è disponibile per un omicidio a pagamento?». Il compenso pattuito era di 25.000 euro. Natland aveva recuperato armi e denaro in nascondigli che gli erano stati indicati e gli era stata assegnata una Nissan rubata con targhe false. Alla fidanzata aveva scritto: «Vado in missione pazzesca» e «Ora posso finalmente uccidere qualcuno e mi pagano per farlo». A un amico: «Prenderò un sacco di soldi e qualcuno morirà».

La polizia armata lo ha fermato il 19 marzo 2025 alle 5.15 del mattino (le 6.15 in Italia) al Briar Court Hotel. Uscì dalla stanza in boxer e, con le mani, finse di sparare a un agente. Il primo processo, nel giugno scorso, era finito con una giuria divisa; il nuovo processo lo ha dichiarato colpevole il 29 luglio.

«Sei stato reclutato in Norvegia per venire in Inghilterra e uccidere un bersaglio non identificato», gli ha detto oggi la giudice, in una sentenza trasmessa in televisione. «Hai accettato di fare l’esecutore e sei andato avanti, nonostante numerose occasioni per tirartene fuori». I messaggi, ha aggiunto, mostravano «non solo partecipazione, ma a tratti eccitazione». La difesa ha descritto un ragazzo «giovane, popolare, studente e sportivo di successo», finito «fuori strada» per la droga, che «ha imparato la lezione».

La catena dei reclutatori

Foxtrot ha sede in Svezia e fa capo a Rawa Majid, soprannominato «la Volpe curda». Nell’aprile 2025 il governo britannico ne ha congelato i beni e vietato l’ingresso al capo; un mese prima gli Stati Uniti avevano sanzionato la rete per il tentato attacco all’ambasciata israeliana a Stoccolma del gennaio 2024. Secondo l’accusa il gruppo opera «attraverso i confini e sfrutta i giovani»: ha usato anche minori di 13 anni.

Chi ha ingaggiato Natland è un altro adolescente, noto come «Generalen», condannato in Norvegia nel maggio 2025 per concorso in tentato omicidio. Sopra di lui c’era un capo operativo anglofono che si faceva chiamare «Agent 47», come il protagonista del videogioco Hitman, e che resta ignoto. Tre persone sono incriminate in Norvegia, dove i procuratori devono ancora decidere; nel Regno Unito un ventisettenne è stato arrestato nel settembre 2025 e rilasciato sotto indagine, mentre due uomini fermati a Bradford per la ricettazione dell’auto sono liberi su cauzione.

La condanna arriva tre giorni dopo il discorso annuale del direttore generale dell’MI5, il servizio di sicurezza interna, che ha contato oltre 50 arresti nell’ultimo anno legati a operazioni iraniane, molte contro comunità ebraiche, e ha parlato di «ambizioni iraniane di colpire bersagli più duri, come i siti militari». Il governo dice di aver affrontato più di 20 complotti iraniani dal 2022; Reuters ne conta almeno 33 sventati in Occidente dal 2020.

Teheran respinge tutto. Nel 2025 l’ambasciata a Londra aveva protestato formalmente e «respinto categoricamente le accuse che collegano il governo iraniano alle attività di una banda criminale con base in Svezia», accusando Londra di non fornire prove credibili. Questa settimana, dopo le notizie su un presunto piano contro la base aerea di Fairford, il ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore britannico per chiedere le prove. Sulla sentenza di oggi non c’è, per ora, alcuna reazione iraniana.

Restano due vuoti nella ricostruzione presentata in aula: il nome della persona che Natland doveva uccidere e l’identità di «Agent 47». Su nessuno dei due la polizia ha fornito elementi.

La Francia offre “deterrenza nucleare” in difesa dell’Europa, i Paesi Bassi accettano: conclusi i primi colloqui ufficiali

16 Ottobre 2026 ore 18:54

“La guerra di aggressione russa contro l’Ucraina ha peggiorato in modo sostanziale la situazione della sicurezza in Europa. Ciò richiede una maggiore responsabilità per la sicurezza dell’Europa stessa. L’offerta francese è in linea con questa esigenza. Il Consiglio dei ministri sottolinea che la cooperazione prevista con la Francia è un complemento, e non una sostituzione, della difesa collettiva e della deterrenza della Nato”. Con questa nota ufficiale, i Paesi Bassi hanno confermato il primo dialogo con la Francia del nuovo Gruppo direttivo nucleare bilaterale sul tema: come le forze nucleari di Parigi e quelle convenzionali europee potrebbero agire per scoraggiare attacchi contro l’Europa. Il confronto tra i funzionari del ministero della difesa olandese e quelli del governo francese è avvenuto sulla base della proposta avanzata dal presidente Macron il 2 marzo, durante il suo discorso nella base di Ile Longue, in Bretagna, dove si trovano i sottomarini nucleari.

In quell’occasione il capo dell’Eliseo ha parlato di “deterrenza nucleare avanzata”, una “importante evoluzione” della strategia militare francese rivolta a otto paesi, tra cui – oltre all’Olanda – Regno Unito, Germania, Polonia, Belgio, Danimarca, Svezia e Portogallo. In questo contesto, Macron ha sostenuto che durante una eventuale attacco ad un Paese amico, la Francia si riserverà il diritto di lanciare un “ultimo avvertimento nucleare” per dare un preciso avvertimento all’avversario. La strategia di deterrenza avanzata presume anche la possibilità che la Francia possa schierare propri contingenti in nazioni alleate: “Questo complicherà i calcoli dei nostri avversari e conferirà a questa deterrenza avanzata un grande valore per noi”; e questa scelta fornirà alle forze francesi “una nuova profondità strategica, in linea con le sfide alla sicurezza in Europa”. Per Macron, il punto centrale è questo: “Nessun avversario, o gruppo di avversari, può contemplare la possibilità di colpire la Francia senza la certezza di subire danni dai quali non si riprenderebbe mai”, ha affermato Macron.

Non è un caso che i Paesi Bassi abbiano avviato colloqui per passare a una fase concreta e partecipare alla strategia francese, nel momento in cui gli Stati Uniti del presidente Trump segnalano ormai da tempo una insofferenza per l’Europa in diversi contesti, e una scarsa volontà di proseguire il sostegno all’Ucraina nella guerra che dura ormai dal febbraio 2022, in seguito all’invasione russa. Nell’incontro avvenuto il 14 ottobre, funzionari dei Paesi Bassi e francesi hanno sottolineato che la collaborazione non entra in conflitto con le regole dell’Alleanza Atlantica, che resta come punto di riferimento per tutti i Paesi che fanno parte della Nato.

Secondo i dati dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) Parigi può contare su 280 testate, più una decina di riserva. Potenza nucleare dal 1960, la Francia ha testato la prima bomba atomica nel Sahara, e una bomba all’idrogeno nel 1968 sull’isola di Mururoa, nella Polinesia francese. Sul piano della modernizzazione degli arsenali, allo sviluppo del missile balistico russo Oreshnik a duplice funzione – convenzionale e nucleare – con una gittata fino a 5.500 chilometri, Parigi si attrezza con il nuovo missile Asn4g e i nuovi missili M51.3, armati sui sottomarini. Il Bulletin of the Atomic Scientist ritiene che quest’arma possa avere una gittata fino a 9.500 chilometri.

L'articolo La Francia offre “deterrenza nucleare” in difesa dell’Europa, i Paesi Bassi accettano: conclusi i primi colloqui ufficiali proviene da Il Fatto Quotidiano.

WEC | Barcellona, Libere 2: Aston Martin e Genesis davanti alla Ferrari gialla

16 Ottobre 2026 ore 18:02
Harry Tincknell regala alla Aston Martin il primato nelle Prove Libere 2 della 6h di Barcellona, con i protagonisti del FIA World Endurance Championship che hanno continuato a lavorare soprattutto in ottica gara.
Già dal mattino, infatti, il Circuit de Catalunya si era presentato piuttosto sporco e scivoloso, con un alto degrado riscontrato da tutte le vetture; questo ha spinto le squadre a ...Continua a leggere

L’Europa sta riducendo gli aiuti all’Ucraina

16 Ottobre 2026 ore 17:56

L’Unione Europea sta incontrando difficoltà nel fornire all’Ucraina tecnologia e finanziamenti militari. Il capo del Servizio diplomatico europeo, Kaja Kallas, ha riconosciuto che Bruxelles non sarà in grado di sostituire a breve il sistema satellitare americano Starlink. Allo stesso tempo, in Europa si levano voci che chiedono di riconsiderare l’approccio all’assistenza finanziaria a Kiev.

Secondo Kallas, Starlink è fondamentale per l’Ucraina. Tuttavia, i paesi europei attualmente non dispongono di un’alternativa completa al sistema americano. Il vertice UE del 16 ottobre dovrebbe discutere un elenco di capacità militari chiave che i paesi europei dovrebbero sviluppare il più rapidamente possibile. Tuttavia, lo sviluppo di sistemi propri richiederà tempo e costi aggiuntivi.

Si stanno ponendo problemi anche in merito al sostegno finanziario a Kiev. Il Primo Ministro ceco Andrej Babiš ha dichiarato che Praga non intende garantire un prestito UE all’Ucraina. Ha inoltre criticato i piani di stanziare 100 miliardi di euro dal bilancio europeo a Kiev. A suo avviso, questi fondi dovrebbero essere erogati sotto forma di prestito.

Le dichiarazioni dei politici europei indicano che l’unità dell’UE sulla questione ucraina sta affrontando nuove sfide. Bruxelles continua a sottolineare la necessità di sostenere Kiev, ma i singoli paesi mettono sempre più in discussione i termini e la portata di tale assistenza.

La situazione è complicata dalla dipendenza dell’Ucraina dalla tecnologia americana. Mentre l’Europa non può fornire autonomamente tutte le capacità militari necessarie, una riduzione del supporto americano crea ulteriori rischi per Kiev. Inoltre, l’espansione dei propri sistemi di difesa europei richiederà investimenti e tempo considerevoli.

Pertanto, l’Ucraina deve considerare non solo la situazione sul campo di battaglia, ma anche il mutamento del clima politico tra i suoi alleati occidentali. Ulteriori aiuti dipenderanno dalla disponibilità dei paesi europei a farsi carico di costi aggiuntivi e dalla durata della loro capacità di mantenere una posizione coordinata.

Fonte: https://t.me/belvestnik/78092

Traduzione: Sergei Leonov

70 miliardi e scorte di Patriot. Cosa chiede Zelensky all’Ue per l’inverno

16 Ottobre 2026 ore 17:20

Chiede i Patriot all’Ue, prevede un’invasione di profughi in caso di sconfitta, fa i conti della serva sulle risorse che gli occorrono per il prossimo anno, incassa il supporto di alcuni senatori americani critici sul depotenziamento di Starlink per le difese ucraine. Volodymyr Zelensky, ospite del Consiglio Europeo, fa il punto sullo stato della guerra e delle relazioni politiche a supporto della sua parte, con una consapevolezza di base: se Washington sta mollando Kyiv, Bruxelles no.

“Per Putin non è mai abbastanza, ci vuole distruggere – parte in quarta – e poi vorrà di più e ancora di più. Ora sta mettendo alla prova i Paesi Nato con questi droni. Siamo di fronte a un’escalation”. Il tema è allo stesso tempo bellico, economico, geopolitico e militare. Perché se è vero come è vero che dagli europei ha ricevuto solo sostegno (“comprendono che la nostra posizione è totalmente giustificata”), mette l’accento sul ruolo americano. Quando dice che Putin darà ascolto all’America se eserciterà pressione fa riferimento alle tante persone presenti negli Stati Uniti “dal cuore nobile che desiderano sinceramente la sconfitta del male e che l’Ucraina rimanga salda. Sono proprio queste le persone che hanno aiutato l’Europa a difendere la propria libertà, che hanno combattuto durante lo sbarco in Normandia, che hanno vinto la Guerra Fredda e che vogliono il meglio per l’Europa. Persone che desiderano essere alleate, non dividere o umiliare l’Europa. Credo che la maggior parte degli americani la pensi ancora così. E, in ultima analisi, sarà il popolo americano a dire la sua”.

Una stoccata a quella minoranza che invece vorrebbe togliergli gli aiuti. In questo senso va letto il suo riferimento all’accordo Russia-Usa sul diesel che è stato “una sorpresa per tutti”, mentre per quanto riguarda il rapporto con Trump annuncia che “ci sarà nei prossimi giorni un incontro tra i negoziatori, col presidente abbiamo sempre temi da discutere”.

Ma oltre agli auspici ci sono previsioni e richieste. Sulle prime spicca lo scenario che si potrebbe abbattere sull’Europa in caso di caduta di Kyiv, ovvero 20 milioni di profughi ucraini, “perché ci distruggeranno, ci spingeranno fuori per questo vi chiediamo di difendere il nostro Paese”. La parte del leone in questo senso la sta facendo il nuovo strumento di guerra che risponde al nome di drone. Putin “sta già testando i droni sui Paesi europei, sull’Ucraina sono arrivati migliaia di droni. Migliaia. E gli americani dicono che è difficile parlare con Zelensky, che è più facile parlare con Putin”, come a voler rimarcare il passaggio iniziale. Sulle seconde, ecco la lista della spesa: altri 70 miliardi per i 2027, “per tenere a bada la Russia”, oltre agli intercettori per i sistemi Patriot (Pac-2 e Pac-3). Quelli disponibili in Europa permetteranno all’Ucraina di superare l’inverno e tutti i leader sono a conoscenza di questo pacchetto. La questione è sul tavolo dei paesi Ue, che stanno riflettendo sul da farsi.

Quel che è certo è che arriveranno presto nuovi F-16, verosimilmente entro la fine dell’anno. Infine una considerazione sull’accordo Trump-Putin sul gasolio: “ci ha sorpresi, non possiamo accettarlo”. Il timore di Zelensky è che il passo successivo verta un altro accordo simile sul gas, oppure l’esenzione da nuove sanzioni legate ai sistemi bancari, ad alcuni individui o all’industria chimica.

Tutto finito? Per nulla. Alcuni senatori americani hanno richiesto un’indagine urgente sulle interruzioni della rete Starlink in Ucraina, lo strumento che Musk aveva offerto a Kyiv per indirizzare i droni verso gli obiettivi russi. E in una missiva indirizzata all’ispettore generale del dipartimento della Difesa i senatori esprimono “grave preoccupazione” in merito al depotenziamento della rete, perché queste restrizioni “avrebbero compromesso la capacità dell’Ucraina di condurre operazioni difensive contro gli attacchi russi, effettuati tramite droni e missili, diretti verso le infrastrutture civili”.

"Sciopero per il Clima in 25 piazze italiane": i Fridays for Future sono tornati

16 Ottobre 2026 ore 16:48
Giustizia climatica e guerre, transizione ecologica e dissenso, tornano i giovani dei Venerdì guidati da Greta Thumberg, alle 17 corteo da Roma Piramide fino al ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica: "Meloni non sta facendo nulla"

© RaiNews

Pianese, assalto al Pineto per confermare il buon momento della squadra

16 Ottobre 2026 ore 16:30

PIANCASTAGNAIO – La Pianese scenderà in campo domani (17 ottobre) per allungare a tre la striscia di risultati utili consecutivi. Al Comunale di Piancastagnaio arriva infatti il Pineto per il decimo turno del campionato di Serie C Sky Wifi, con calcio d’inizio alle 14,30. I bianconeri, dopo la bella vittoria con il Ravenna e l’ottimo punto conquistato in trasferta con l’Ostiamare, vogliono proseguire nel proprio percorso di crescita e, allo stesso tempo, migliorare la classifica.

La formazione biancazzurra arriva a questo incrocio con 7 punti, gli stessi degli amiatini ma con una partita in meno: la sfida con la Reggiana, interrotta al 72’ sul 2-0 per gli abruzzesi, si concluderà martedì 20 ottobre con i 18 minuti restanti, più recupero. Gli ultimi precedenti sorridono alla Pianese, che nella passata stagione raccolse 4 punti in due sfide e due anni fa vinse in trasferta il primo turno dei playoff, staccando così il biglietto per il turno successivo.

A dirigere la gara sarà Enrico Eremitaggio di Ancona, assistito da Emanuele Bracaccini di Macerata e Andrea Romagnoli di Albano Laziale. Quarto ufficiale sarà Alessandro Silvestri di Roma 1, mentre Angelo Di Curzio di Civitavecchia è l’operatore FVS designato.

Il tecnico dei bianconeri, Andrea Zanchetta, ha presentato la gara nella consueta conferenza prepartita. “In settimana ho visto la squadra molto bene – ha detto l’allenatore –. Veniamo da due risultati utili contro due squadre difficili, è un buon momento e c’è il giusto entusiasmo. Ho visto i ragazzi partecipativi e vogliosi: abbiamo preparato la partita nel migliore dei modi. Non mi piace parlare dei singoli perché la priorità è sempre rivolta al collettivo, però ho visto tanti giocatori che stanno crescendo. In particolare, vorrei citare Ianesi e Morelli. Il primo lo vedo più pronto a prendersi responsabilità e a fare la giocata giusta. Morelli ha vissuto un momento difficile a causa di alcuni piccoli infortuni che hanno frenato la sua partenza di stagione. Adesso si sta riprendendo bene, ha una buona condizione ed è un giocatore esperto, quindi ha caratteristiche che possono aiutare molto la squadra”:

“Ci aspettiamo un ostacolo tosto – ha proseguito parlando dell’avversario di giornata –. Dovremo essere bravi a pareggiare, se non a vincere, la battaglia dell’intensità, perché loro sono una squadra intensa e aggressiva. Hanno anche giocatori di qualità, ma la loro peculiarità è proprio questa intensità nel venirti a prendere per metterti in difficoltà. Poi dovremo giocarci la partita, perché siamo in casa e la vogliamo fare nostra”.

“In queste settimane ho visto la squadra in crescita, magari leggera, ma costante. Purtroppo non abbiamo raccolto quello che meritavamo, e questo ci spinge a correre un po’ più veloce per riprenderci i punti che sentiamo nostri, aumentando attenzione, intensità e qualità – ha concluso Zanchetta –. Ci fa stare tranquilli vedere i ragazzi lavorare sempre bene. Il campionato ti mette di fronte a realtà impegnative come quella di domani, ma siamo pronti a battagliare e continueremo a farlo”.

REDAZIONE

Un Donald Trump “debole” non riesce (ancora una volta) ad affermare la sua autorità sull’Ucraina.

16 Ottobre 2026 ore 16:08

di Moon of Alabama

Venerdì scorso, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un accordo sull’esportazione di gasolio russo. I pagamenti relativi ai prodotti petroliferi russi erano stati precedentemente soggetti a sanzioni statunitensi. Poco dopo l’annuncio di Trump, il Dipartimento del Tesoro ha revocato tali restrizioni. L’arrivo del gasolio russo negli Stati Uniti e sui mercati globali dovrebbe portare a una diminuzione dei prezzi della benzina negli Stati Uniti.

Trump ha anche annunciato un “cessate il fuoco energetico” in Ucraina. La Russia, che attualmente sta colpendo centrali elettriche e altri impianti energetici ucraini, non è stata informata di questa iniziativa. Nemmeno l’Ucraina, che sta tentando di colpire le raffinerie russe, ne è stata informata.

Trump ha chiesto espressamente al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di fermare gli attacchi alle raffinerie russe, poiché i prodotti petroliferi russi sono attualmente richiesti sui mercati globali.

Zelensky ha respinto l’iniziativa di Trump definendola “debole “. Poche ore dopo, droni ucraini hanno colpito i terminali di esportazione petrolifera russi a Rostov sul Don.

Come ho commentato :

“È probabile che Trump si infuri per questo attacco. È la sfida aperta lanciata da Zelensky all’iniziativa di Trump che fa apparire quest’ultimo come un uomo debole.”

Le comunicazioni militari ucraine sul campo di battaglia si basano sulla rete satellitare Starlink, controllata dagli Stati Uniti. La sua capacità di colpire la Russia dipende in larga misura dall’intelligence statunitense per l’individuazione degli obiettivi.

Se Trump vuole essere preso sul serio, dovrà porre immediatamente fine a queste due cose.

Nel fine settimana sono circolate voci secondo cui gli emissari di Trump, durante i negoziati con l’Ucraina, avrebbero minacciato di farlo.

Nonostante il suo rifiuto alla richiesta di Trump, Zelensky si è astenuto dal bombardare gli impianti energetici russi per tre giorni.

Ha sfruttato questo periodo per recarsi in Gran Bretagna e incontrare Re Carlo e l’attuale Primo Ministro. Ha inoltre avuto colloqui telefonici con diversi altri leader europei e personalità politiche filo-ucraine a Washington, D.C. A quanto pare, queste persone hanno assicurato a Zelensky il loro sostegno.

Nella notte tra mercoledì e giovedì (13/14 ottobre), l’Ucraina ha attaccato le raffinerie russe nelle regioni di Saratov e Ryazan. In un’intervista al Financial Times , pubblicata mercoledì, Zelensky ha dichiarato che non avrebbe più ceduto alle richieste di Trump.

Mercoledì Kiev è stata nuovamente presa di mira dai bombardamenti russi. Le ultime tre centrali termoelettriche di Kiev sono state messe fuori servizio.

Kiev ha affermato di non aver ricevuto il consueto preavviso dai servizi segreti statunitensi riguardo agli imminenti attacchi. Improvvisamente, Starshield, la versione militare della rete di comunicazioni satellitari Starlink controllata dal Pentagono, ha cessato di funzionare per i droni e i missili ucraini.

Soldati ucraini

Sebbene Kiev ritenesse ingiusto che la Russia continuasse ad attaccare centrali elettriche e sottostazioni ucraine, si è attenuta alla sospensione per tre giorni, in parte per timore che Washington smettesse di condividere le informazioni di intelligence necessarie all’Ucraina per avvertire la popolazione di imminenti attacchi russi. Mercoledì, tuttavia, l’Ucraina ha annunciato che le sue forze armate, senza alcun preavviso, avevano perso l’accesso a una versione militare di Starlink, un elemento fondamentale delle sue comunicazioni sul campo di battaglia.

Interrogato in un’intervista al Financial Times sulla durata della sospensione delle attività belliche ucraine, Zelensky ha risposto: “È finita. Il blocco è stato revocato”. Non ha fornito dettagli né specificato quando sarebbero ripresi gli attacchi contro le raffinerie, che in precedenza facevano parte di una campagna ucraina volta ad avvicinare il conflitto alla Russia.

Giovedì mattina, Trump NON aveva rimproverato Zelensky per non aver seguito le sue direttive. L’esercito statunitense ha dichiarato che il flusso di informazioni di intelligence verso l’Ucraina continuava. La piena funzionalità di Starshield è stata improvvisamente ripristinata senza alcun commento.

Trump aveva fatto di nuovo marcia indietro.

La situazione è simile a quella che seguì l’incontro del 2025 tra i presidenti americano e russo ad Anchorage. Al termine di quell’incontro, Trump chiese a Zelensky di cedere alcune aree del Donbass in cambio di un accordo di pace con la Russia. Zelensky, sostenuto dall’appoggio europeo, si oppose. Trump non lo pressò, ma alla fine Zelensky cedette.

Trump, o i suoi negoziatori, probabilmente speravano che la cessazione degli attacchi ucraini contro le raffinerie russe avrebbe spianato la strada a nuovi accordi. Tuttavia, come già accaduto dopo Anchorage, non sono riusciti a mantenere la pressione sugli ucraini.

A meno che gli Stati Uniti non siano disposti a usare la propria influenza contro l’Ucraina negandole l’accesso alle informazioni di intelligence e al sistema Starshield, Kiev non cederà ad alcuna delle richieste negoziate dagli Stati Uniti.

Pertanto, è inutile che la Russia continui a negoziare con Washington su qualsiasi questione riguardante l’Ucraina.

Il presidente Trump non è né disposto né in grado di usare il suo potere nei confronti dell’Ucraina.

Zelensky aveva ragione a definirlo “debole” .

Nel frattempo, la Russia sta deliberatamente ritardando le esportazioni di gasolio verso gli Stati Uniti in vista delle elezioni di medio termine:

“Le compagnie petrolifere russe sono pronte a iniziare l’esportazione di gasolio e tutte le procedure necessarie richiederanno dalle due alle tre settimane “, ha dichiarato giovedì il vice primo ministro russo Alexander Novak.

Fonte: Moon of Alabama

    Traduzione: Luciano Lago

    WEC | Michelin porta a Barcellona una nuova gomma da bagnato fatta al 57% di materiali rinnovabili e riciclati

    16 Ottobre 2026 ore 16:00
    In occasione della 6h di Barcellona del FIA World Endurance Championship, Michelin fornirà un nuovo pneumatico da bagnato per la Classe HYPERCAR.
    Le previsioni meteo per l'evento del Circuit de Barcelona-Catalunya, dove si corre dal 16 al 18 ottobre, pare indichino la possibilità di qualche pioggia e l'occasione è ottima per il fornitore francese, che mantenendo la sua rotta verso la ...Continua a leggere

    I conti spingono le azioni di Brunello Cucinelli in Borsa. E il patrimonio della famiglia sale di oltre 200 milioni

    16 Ottobre 2026 ore 14:05

    Giornata da incorniciare per le azioni della casa di moda italiana Brunello Cucinelli, che stanno volando a Piazza Affari, confermandosi subito le migliori dell’indice Ftse Mib. Motivo: la pubblicazione dei dati relativi ai ricavi dei primi nove mesi del 2026.

    Il rally dei titoli in Borsa ha avuto un impatto immediato sul patrimonio della famiglia di Brunello Cucinelli che, secondo la classifica real time di Forbes, è salita in un giorno di oltre il 5%, circa di 2o1 milioni di dollari, a quota 3,7 miliardi di dollari.

    I ricavi dei primi nove mesi

    I numeri relativi al fatturato dell’azienda sono stati decisamente positivi: nei primi nove mesi dell’anno Brunello Cucinelli ha registrato ricavi pari a 1.123,6 milioni di euro, in crescita del +13,3% a cambi costanti e del 10,2% a cambi correnti. Nel corso del terzo trimestre, il balzo del giro d’affari è stato pari a +13,5% a cambi costanti, a quota 374,2 milioni. La soddisfazione per i ricavi è stata tale da portare la società a rivedere al rialzo le stime per tutto il 2026, passando da una previsione di una crescita a cambi costanti attesa per il fatturato pari a +10/11% a una pari a +12%.

    I risultati annunciati dalla casa di moda hanno messo in evidenza la forte crescita del canale retail, pari a +19% nei 9 mesi a cambi costanti, e di ben il 17% nel terzo trimestre. La crescita del wholesale è stata pari nei primi nove mesi a +4%, a conferma di un “risultato sempre molto solido”.

    Le aree geografiche e la Cina

    L’andamento dei ricavi si è confermato molto positivo in tutte le aree geografiche, con vendite a cambi costanti che hanno messo a segno un rialzo del 20% nelle Americhe, del 7% in Europa e del 14% in Asia. Il contributo della Cina è stato considerato “significativo”.

    A spiccare è stata proprio la performance nel Paese asiatico, dove Brunello Cucinelli è riuscita a crescere nonostante il rallentamento della domanda che sta penalizzando diversi gruppi internazionali del lusso. Lvmh, per esempio, ha registrato nel terzo trimestre un calo del 5% delle vendite della divisione moda e pelletteria, risentendo proprio della debolezza del mercato cinese.

    La stessa Brunello Cucinelli ha indicato invece la Cina come uno dei principali motori di sviluppo dell’area, sottolineando la crescita delle vendite e il contributo sempre più rilevante del retail. Così l’azienda: “la Cina continua a rappresentare uno dei principali motori di sviluppo dell’area, con vendite in forte aumento e un contributo del Retail che assume progressivamente maggiore rilevanza sui ricavi del Gruppo”. Il gruppo ha ricordato a tal proposito che si appresta a inaugurare in occasione dell’evento di Shanghai la Casa Cucinelli, in una “delle dimore storiche più prestigiose della città”.

    La strategia: lusso senza logo

    Il presidente esecutivo e direttore creativo della Casa di Moda Brunello Cucinelli ha commentato la performance registrata dall’omonima azienda ricordando i pilastri della strategia del gruppo: “Crediamo che l’immagine del brand a livello mondiale rappresenti ciò che da sempre desideriamo, e cioè credere nel lusso assoluto, senza logo”. Il manager, che è il 1166esimo uomo più ricco del mondo secondo la classifica di Forbes, ha confermato la contrarietà al perseguimento della notorietà di massa, ricordando il punto di forza del business, a suo avviso rappresentato anche dal “controllo del brand da parte della famiglia”.

    Il re del cashmere ha così ha detto di aspettarsi per il 2026 “un sano profitto”, mostrandosi fiducioso sulla capacità di conseguire “anche per il 2027 una sana crescita intorno al 10%”. Menzionati inoltre “gli ottimi risultati delle collezioni Uomo-Donna Primavera-Estate 2027”, e i “favorevolissimi giudizi espressi dalla stampa in occasione della Fashion Week in Milano lo scorso settembre”.

    Piazza Affari ha premiato il titolo guardando anche alla capacità della casa di moda di battere se stessa. I ricavi incassati nel terzo trimestre, pari a 374,2 milioni euro, hanno messo infatti a segno una crescita leggermente superiore alle attese iniziali del gruppo.

    Le sfide future

    Guardando avanti, Brunello Cucinelli ha segnalato l’importanza di preservare l’identità del marchio attraverso prodotti di elevata qualità artigianale ed esclusività. La strategia continua inoltre a prevedere collezioni contemporanee, evitando formule evergreen che, secondo l’azienda, potrebbero accelerare l’invecchiamento del brand.

    La crescita dei ricavi e il rialzo delle stime confermano il buon momento di Brunello Cucinelli. A questo punto il gruppo dovrà dimostrare di riuscire a crescere anche nei prossimi anni, senza perdere quell’esclusività che distingue il marchio, proprio mentre altri grandi nomi del lusso devono fare i conti con una domanda più debole, soprattutto in Cina.

    L’articolo I conti spingono le azioni di Brunello Cucinelli in Borsa. E il patrimonio della famiglia sale di oltre 200 milioni è tratto da Forbes Italia.

    La Toscana rinnova la piramide alimentare per promuove abitudini salutari di alimentazione

    16 Ottobre 2026 ore 13:51

    FIRENZE – L’alimentazione ha un impatto diretto sulla salute delle persone. Le scelte quotidiane a tavola contribuiscono al benessere e alla prevenzione delle malattie croniche e su quelle scelte si può intervenire. Gli addetti ai lavori le chiamano ‘determinanti modificabili’, che influiscono sulla salute dei singoli e sui bisogni di salute a cui i sistemi sanitari sono chiamati a rispondere. In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, l’Agenzia regionale di sanità della Toscana annuncia l’avvio della revisione della Piramide alimentare toscana (Pat), lo strumento che dal 2013 promuove abitudini salutari valorizzando i prodotti e le tradizioni culinarie regionali. La conclusione dei lavori è prevista entro la fine di novembre.

    “La dieta mediterranea è un modello nutrizionale e uno stile di vita riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Partiamo dunque già da un’ottima base, con evidenti benefici per la salute – commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani -. Sbagliare a tavola però è sempre possibile, confusi magari da luoghi comuni ed errate considerazioni”. “La piramide alimentare – spiega – è un vademecum chiaro ed efficace che si propone di dare suggerimenti concreti ai cittadini quando sono a tavola, oltre a valorizzare le produzioni della nostra terra, le filiere corte e i prodotti di stagione. Ars ci offre anche spunti ed analisi interessanti su come i toscani mangiano e dunque sulle buone pratiche da sostenere e le cattive abitudini eventualmente da contrastare e prevenire”.

    “La revisione della Pat è un’occasione per aggiornare uno strumento che mette in relazione l’evoluzione delle conoscenze scientifiche sulla nutrizione con la tradizione agroalimentare della nostra regione – afferma Fabio Voller, coordinatore dell’Osservatorio di epidemiologia dell’ARS e responsabile del progetto –. Vogliamo offrire ai cittadini indicazioni chiare e concrete per le scelte quotidiane, aiutandoli a comprendere non solo quali alimenti scegliere, ma anche con quale frequenza consumarli”.

    “Con l’aggiornamento della Pat vogliamo fare prevenzione e promuovere la salute, ma anche valorizzare le produzioni, le tradizioni e l’identità dei nostri territori – dichiara Giovanni Grasso, commissario straordinario di Ars Toscana –. Ars coordinerà un percorso scientifico autorevole e multidisciplinare che consegnerà ai cittadini uno strumento moderno, aggiornato e realmente utile per le scelte alimentari quotidiane. Un ringraziamento particolare va al gruppo di ricercatori e a tutto lo staff di Ars Toscana, che con competenza e impegno stanno rendendo possibile questo importante lavoro”.

    La qualità dei prodotti incontra la salute: il valore di una guida

    La Toscana dispone di un patrimonio agroalimentare ricco e di qualità. Olio extravergine di oliva, cereali, legumi, ortaggi, frutta, pesce, carni, formaggi e specialità locali raccontano la storia del territorio e delle comunità che li producono. Le ricette della tradizione valorizzano questi ingredienti e offrono molte possibilità per comporre pasti vari ed equilibrati.

    La Piramide alimentare toscana mette questo patrimonio al servizio della promozione della salute. Accanto alla qualità, all’origine e alla stagionalità dei prodotti, considera le loro caratteristiche nutrizionali e il contributo di ciascun alimento a una dieta salutare. Su queste basi vengono definiti il posizionamento degli alimenti nella Piramide e le frequenze di consumo consigliate, per aiutare i cittadini a coniugare tradizione e salute nelle proprie scelte quotidiane.

    Come mangiano i toscani

    I dati Istat analizzati dall’Ars descrivono le abitudini alimentari della popolazione toscana dai tre anni di età in su e ne mostrano l’evoluzione nel tempo.

    Pane, pasta e riso continuano a occupare un posto centrale: nel 2024 il 76,8% dei toscani dichiara di consumarli almeno una volta al giorno. I legumi, protagonisti di numerose ricette regionali, sono consumati qualche volta alla settimana dal 50,9% della popolazione, rispetto al 46,2% del 2006.

    Le carni bianche compaiono almeno qualche volta alla settimana nell’alimentazione dell’84,9% dei toscani, mentre il 53,2% dichiara di consumare pesce con questa frequenza. Per la carne bovina, la quota è scesa invece dal 72,5% del 2006 al 55,7% del 2024.

    Anche frutta e verdura fanno parte dell’alimentazione quotidiana: nel 2024 il 67,3% dei toscani ne dichiara una o due porzioni al giorno e il 3,5% almeno cinque. Il 36,5% riferisce inoltre di aver ridotto nel tempo il consumo di sale.

    Questi dati offrono un quadro delle abitudini alimentari della popolazione e una base conoscitiva utile per orientare le attività di educazione alimentare e promozione della salute.

    La Piramide traduce le evidenze scientifiche in indicazioni quotidiane

    Nella versione del 2013, la Piramide alimentare toscana è articolata in sei livelli e comprende 70 prodotti alimentari, 65 dei quali appartenenti alla tradizione toscana. La sua particolarità è integrare gli alimenti del territorio in un modello alimentare fondato sulle evidenze scientifiche.

    La posizione dei prodotti nella piramide indica la frequenza con cui è consigliabile consumarli: alla base si trovano quelli da privilegiare più spesso, mentre salendo verso il vertice le frequenze raccomandate diventano più contenute. Le indicazioni tengono conto delle caratteristiche degli alimenti e del loro ruolo complessivo in una dieta salutare.

    Insieme alle porzioni e alla varietà, la frequenza di consumo è un elemento importante per costruire un’alimentazione equilibrata. Il beneficio per la salute dipende infatti dal modello alimentare nel suo complesso, dalle quantità e dalle combinazioni degli alimenti, oltre che dalle caratteristiche dei singoli prodotti.

    La Pat rende queste conoscenze più accessibili a cittadini, famiglie, scuole e operatori sanitari. Attraverso alimenti riconoscibili e vicini alla popolazione, offre un supporto alla promozione di abitudini alimentari equilibrate e alla prevenzione delle malattie croniche.

    Al via la revisione della Pat: il gruppo di lavoro tecnico-scientifico

    A oltre dieci anni dalla precedente versione, la revisione punta ad aggiornare le indicazioni della piramide alimentare sulla base delle più recenti conoscenze scientifiche e delle raccomandazioni nazionali e internazionali, conservandone la riconoscibilità e il legame con il territorio.

    Il lavoro è affidato a un Tavolo tecnico-scientifico regionale, coordinato dall’Agenzia regionale di sanità e costituito con decreto del Commissario Ars n. 36 del 6 ottobre 2026.

    Il tavolo riunisce competenze in epidemiologia, nutrizione, medicina, scienze agrarie e tecnologie alimentari. Ne fanno parte rappresentanti dell’Agenzia regionale di sanità della Toscana, della Regione Toscana – Direzione sanità, welfare e coesione sociale, delle università degli studi di Firenze, Pisa e Siena, della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, dell’Istituto per lo Studio, la prevenzione e la rete oncologica (Ispro) e dell’Accademia dei Georgofili.

    Il tavolo ridefinirà la collocazione degli alimenti nella piramide e le relative frequenze di consumo consigliate, tenendo conto delle caratteristiche nutrizionali dei prodotti e del loro rapporto con la salute.

    REDAZIONE

    Verso Pisa-Cremonese, Paolo Bianco: “Contento dopo Vicenza, ma la squadra deve mantenere l’attenzione sempre altissima”

    16 Ottobre 2026 ore 13:40

    PISA – Vigilia per il Pisa Sporting Club che, domani alla Cetilar Arena, ospiterà la Cremonese di Fabio Pecchia. La squadra di Paolo Bianco tornerà a giocare tra le mura amiche a distanza di 36 giorni dall’ultima volta, quando il Pisa perse per 1-4 contro la Virtus Entella.

    In questo inizio di stagione i nerazzurri all’Arena Garibaldi stanno avendo un rendimento negativo, avendo vinto in 3 partite una sola volta e perso le altre due gare; un rendimento totalmente opposto rispetto a quello esterno, dove il Pisa ha conquistato sette punti in tre gare, tra cui l’ultima vittoria esterna per 3-0 a Vicenza.

    Dalla sala stampa “Passaponti” della Cetilar Arena, il tecnico Paolo Bianco ha presentato i temi della gara.

    “Affrontiamo una squadra che, come noi, viene da una retrocessione, anche se loro hanno lottato fino all’ultimo. Hanno cambiato velocemente allenatore prendendo un tecnico che ha vinto più volte la categoria. È un organico costruito per stare al vertice. È normale che in queste prime fasi del campionato ci siano momenti in cui bisogna trovare la strada giusta, e sia noi che loro ci stiamo provando. Dopo Vicenza ho detto di essere contento ma anche preoccupato: la mia preoccupazione deriva dal fatto che questa squadra deve mantenere l’attenzione sempre altissima. Se i ragazzi riescono a stare dentro la partita in ogni fase e in ogni momento, allora dimostriamo di essere una squadra forte che può competere con chiunque. Spero che la sosta e l’ultima gara ci abbiano insegnato a farlo, e sono curioso di vedere domani l’approccio contro un avversario di questo calibro

    Per un allenatore avere tanti giocatori forti a disposizione non è un problema, ma è un dispiacere dover mandare qualcuno in tribuna per scelta tecnica, perché tutti, per come si allenano, meriterebbero non solo di andare in panchina ma di giocare. Ai ragazzi ho fatto una battuta: “Comportatevi male, così mi date una scusa”. Ma sono talmente bravi che non ci riesco, eppure devo fare delle scelte. È vero che a centrocampo, giocando a due, qualcuno rischia di trovare meno spazio. Stiamo provando a impiegare alcuni di loro in ruoli diversi, come ho fatto con Esteves a Mantova facendolo giocare da quinto a destra, per concedere più minutaggio. Nell’arco di una stagione logorante e lunghissima come la Serie B, l’apporto di tutti sarà fondamentale.

    I giovani sono sempre una scoperta perché ogni giorno portano qualcosa di nuovo. È come vedere una pianta crescere: quando vedi che inizia a dare i suoi frutti, è il momento di coglierli. In questo momento Primasso sta dimostrando una crescita importante. Questo non significa che sarà un titolare inamovibile, ma tutti avranno le loro opportunità, e lui ne è la dimostrazione.

    Marras per me può fare tutto: può agire da quinto aperto o da trequartista, perché la zona di campo in cui deve determinare non cambia granché. Per quanto riguarda la gestione della rosa, valuterò in base ai rientri dai piccoli acciacchi e alle caratteristiche della Cremonese.

    Ormai sono quattro anni che lavoro con il mio staff e sono stati loro a spingermi a investire molto tempo sulle palle inattive. C’è un collaboratore specifico che si occupa della fase di possesso e uno di quella di non possesso. I risultati si vedono, ma la differenza vera la fanno i calciatori: abbiamo ottimi battitori come Ferrah, Marras, Tramoni e Rao, e saltatori fortissimi come Canestrelli, Calabresi, Coppola, Caracciolo, Primasso, Moreo, Pittarello e Petagna. Quando c’è la qualità e si crede fermamente in ciò che si prepara, i risultati arrivano. Sarà un’arma fondamentale per il resto della stagione”.

    Davide Caruso

    WEC | Barcellona, Libere 1: le Ferrari partono forte con Kubica e Rovera

    16 Ottobre 2026 ore 13:06
    Le Ferrari svettano in entrambe le categorie al termine delle Prove Libere 1 che i protagonisti del FIA World Endurance Championship hanno affrontato sul Circuit de Catalunya, dove domenica andrà in scena la 6h di Barcellona.
    Al di là chi vi ha potuto girare nei test, il tracciato spagnolo è inedito per il Mondiale e i 90' andati in scena sotto al sole e temperature attorno ai 25°C - ...Continua a leggere

    Chinese APT Exploited BeyondTrust Vulnerability as Zero-Day

    16 Ottobre 2026 ore 12:53

    Armory Castle exploited CVE-2026-102764 for initial access, deployed custom tools, and deleted logs and artifacts.

    The post Chinese APT Exploited BeyondTrust Vulnerability as Zero-Day appeared first on SecurityWeek.

    Cecina, neonato morto: i genitori lo portano in ospedale dentro un sacchetto

    16 Ottobre 2026 ore 12:39

    Livorno, 16 ottobre 2026 – Una coppia si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale di Cecina con il corpo senza vita di un neonato, portato nella struttura all’interno di un sacchetto. I fatti risalgono alla mattina del 15 ottobre. I tentativi dei sanitari di soccorrere il piccolo si sono rivelati inutili.

    Secondo le prime ricostruzioni, la madre, una donna di circa trent’anni residente fuori regione, avrebbe riferito di non sapere di essere incinta. Dopo aver accusato alcuni malesseri, avrebbe partorito nel bagno di casa, pensando inizialmente a un problema digestivo.

    Il neonato sarebbe nato prematuro, a circa 30-32 settimane di gestazione. Non è ancora chiaro se fosse già morto prima del parto o se il decesso sia avvenuto successivamente.

    La Procura di Livorno ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia per chiarire le cause della morte e ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Sulla vicenda indagano gli agenti del commissariato di polizia di Cecina. La madre è stata ricoverata per accertamenti.

    Cecina, cane costretto in un piccolo monolocale: denunciato un 48enne

    16 Ottobre 2026 ore 12:24

    Livorno, 16 ottobre 2026 – Un Pastore dei Pirenei adulto, di taglia imponente, detenuto in un piccolo monolocale in condizioni incompatibili con la sua natura e tali da provocargli gravi sofferenze. È quanto hanno accertato i Carabinieri Forestali del Nucleo di Cecina al termine di un’indagine avviata dopo alcune segnalazioni.

    L’uomo, un 48enne del posto, è stato denunciato a piede libero all’Autorità giudiziaria di Livorno. Gli accertamenti sono stati svolti con il supporto del servizio veterinario dell’Asl.

    Il cane è stato affidato al canile comunale. L’intervento rientra nell’attività dei Carabinieri Forestali per la tutela degli animali e il contrasto ai maltrattamenti.

    Mondiali, inseguimento individuale: Jonathan Milan d’oro, Filippo Ganna di bronzo

    16 Ottobre 2026 ore 15:14
    In mattinata Jonathan Milan riscrive il record del mondo nell’inseguimento individuale e conquista l'oro in 4:00.769. Con il tempo di 4:02.275, Ganna chiude al terzo posto e si mette al collo la medaglia di bronzo

    © RaiNews

    Ucraina, Zelensky chiede all’Ue altri 70 miliardi per il 2027. I Ventisette rinviano la decisione a fine anno

    17 Ottobre 2026 ore 06:25

    Aggiornato alle 06:25

    BRUXELLES — Settanta miliardi di euro in più, entro un anno. È la cifra che Volodymyr Zelensky ha messo ieri sul tavolo dei Ventisette, al secondo giorno del Consiglio europeo. «La guerra costerà 155 miliardi di euro l’anno prossimo. E ci servono almeno 70 miliardi in più da voi», ha detto il presidente ucraino ai leader, riferisce l’AFP. «È una cifra realistica e vi chiedo di trovare questo sostegno. Ci aiuterà a tenere indietro la Russia».

    Nessuna decisione. I leader hanno incaricato la Commissione europea di preparare proposte, e il dossier tornerà sul tavolo tra novembre e dicembre insieme al bilancio pluriennale. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, ha confermato che i 70 miliardi «vanno coperti» e ha chiesto ai partner di «farsi avanti». Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che i sostenitori di Kiev «esamineranno» la richiesta; il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha rinviato la discussione a fine anno.

    Il buco è noto da tempo. Il prestito europeo da 90 miliardi approvato sei mesi fa copre l’Ucraina fino alla fine del 2027, ma non basta: un alto funzionario dell’Ue conferma la stima dei 70 miliardi mancanti. Tra i Paesi terzi, finora, solo la Norvegia si è fatta avanti. Il cancelliere austriaco Christian Stocker ha criticato l’opacità dei conti di Kiev.

    Zelensky ha chiesto altre due cose. Un «pacchetto invernale» con 300 intercettori Patriot «specificamente contro i missili balistici», per difendere le centrali elettriche. E un «custode controllato dall’Ue» per i circa 200 miliardi di euro di riserve della banca centrale russa immobilizzate in Europa, in gran parte in Belgio, «per ridurre il rischio che vengano scongelati e spartiti tra chi chiaramente non vuole il bene dell’Europa». Il premier belga Bart De Wever ha frenato: «Nessuno potrebbe mai sognarsi di rendere operativi quegli asset senza unanimità qui attorno al tavolo». Dal dicembre scorso lo scongelamento richiede appunto l’unanimità dei Ventisette.

    Il diesel di Putin

    Mentre Bruxelles conta, Washington allenta. Il 9 ottobre Donald Trump ha annunciato un’intesa che consente alla Russia di fornire 300mila tonnellate di diesel agli Stati Uniti e al mercato mondiale. Il giorno dopo, davanti alla Casa Bianca, ha detto che Zelensky «avrebbe potuto chiudere questa guerra molte volte» e, alla domanda sui rischi per gli ucraini: «Suggerisco che si trovino un nuovo leader capace di fare un accordo». Domenica ha scritto su Truth Social che è in vigore un «cessate il fuoco energetico» accettato «da entrambe le parti». Zelensky ha risposto: «Per me è una novità». Gli attacchi russi alle centrali sono proseguiti quel giorno.

    Il conto presentato ieri ai Ventisette è, in sostanza, la fattura del disimpegno americano: quello che Washington trattiene finisce nella colonna dell’Europa.

    Il segnale più concreto è arrivato al fronte. Da mercoledì notte SpaceX impone ai terminali Starlink in movimento un tetto di 160 chilometri l’ora, come ha confermato il consigliere di Zelensky per le comunicazioni militari: sotto restano i droni intercettori ucraini, sopra la connessione cade. L’ordine di rallentare Starshield, la versione militare del sistema, è partito dall’interno della Casa Bianca, secondo funzionari americani che hanno parlato in forma anonima. Elon Musk ha scritto su X che quei sistemi sono «sotto il controllo» del governo americano e che ogni limite «è deciso dai militari statunitensi e in ultima istanza dal presidente». La Casa Bianca non ha risposto. Il ministero della Difesa di Kiev dice che il servizio è stato ripristinato, ma il tetto resta. A chi gli chiedeva se Trump lo stia usando come capro espiatorio, Zelensky ha sorriso: «Questa è la mia risposta».

    Da Roma, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito la stretta su satelliti e intelligence «un errore completo, un grande errore» che rischia di prolungare l’invasione, ha detto alla BBC. «La pace arriverà quando Putin sarà convinto che c’è uno stallo, che non può avanzare oltre». Il sostegno militare italiano continuerà «finché questo governo resterà in carica», ma far approvare nuove forniture sarà «più difficile» con l’avvicinarsi delle elezioni: «È difficile spiegare a un cittadino in difficoltà alla pompa di benzina che non possiamo fare concessioni alla Russia».

    A Mosca le parole di Trump sul «nuovo leader» hanno aperto i notiziari della tv di Stato. Per Mark Galeotti, direttore della società di consulenza Mayak Intelligence, l’intesa sul diesel è uno «sbalorditivo regalo di compleanno» per Putin, arrivato due giorni dopo i suoi 74 anni. António Costa, presidente del Consiglio europeo, ha detto che le sanzioni dell’Ue restano fino alla fine della guerra.

    I viaggiatori invisibili tra le due Ucraine

    16 Ottobre 2026 ore 11:44

    ucraina

    I due eserciti sono divisi dalle trincee, ma tra la gente comune il muro è invisibile. Da quando la Russia ha strappato all’Ucraina un quinto del suo territorio, la realtà dei territori occupati è attraversata da un flusso costante di persone che continuano a muoversi. Per molti cittadini ucraini – manovali, operai specializzati, badanti, agricoltori – la geografia del conflitto supera la mappa delle ostilità sul terreno, segnata dai quasi impercettibili mutamenti delle linee di attrito, e diventa un groviglio di trasporti informali. C’è chi si organizza su Telegram, ad esempio, e sale a bordo di minibus con targa bielorussa che partono nelle prime ore dell’alba, nel silenzio spettrale dei parcheggi dei centri commerciali.

    Gli spostamenti avvengono in due direzioni: c’è chi cerca di sfuggire dalla morsa di Mosca, e chi decide di fare ritorno, anche solo temporaneamente, nelle zone controllate dalle forze russe. Volersi prendere cura dei genitori anziani, la necessità di salvare una casa dalla confisca o il semplice e disperato desiderio di rivedere la comunità in cui si è nati e cresciuti, anche se solo per un po’.

    Le vie d’accesso verso i territori occupati si sono ristrette con il passare dei mesi. Dopo la chiusura dei valichi diretti lungo la linea del fronte, le rotte sono diventate arzigogolate e dispendiose. Gli ucraini che vogliono tornare nell’Ucraina ormai sotto il pugno del Cremlino partono dall’Europa occidentale e devono attraversare diversi Paesi e sottoporsi alla temuta filtratsia, la procedura di controllo di sicurezza gestita dall’FSB all’aeroporto Sheremetyevo di Mosca. Questo passaggio prevede lunghi interrogatori, l’ispezione approfondita degli smartphone e il rischio concreto di arresto o respingimento.

    La vera linea di confine

    Sono spostamenti che hanno un costo economico ed esistenziale notevole. La ricercatrice Sophie Lambroschini, nello studio pubblicato dal centro di ricerca ZOiS, ci spiega come il possesso dei documenti sia la variabile decisiva: l’imposizione del passaporto russo nelle zone occupate crea un paradosso normativo che costringe i cittadini a destreggiarsi tra requisiti opposti per non perdere il diritto di proprietà o la libertà di movimento. Sul fronte opposto, il corridoio umanitario tra Kolotilovka e Pokrovka è stato a lungo uno dei pochi punti di rientro diretto verso il territorio controllato da Kyiv, descritto nei reportage di Aleksander Palikot per RFE/RL. Persone come Kateryna Arisoy lavorano con le organizzazioni di volontari per offrire assistenza immediata e supporto psicologico a chi riesce a tornare. La distanza da ciò che si considera come “casa” non si misura più in chilometri, ma nella pazienza necessaria a ripercorrere, ancora una volta, la stessa strada.

    A guardare da vicino queste storie, resta la sensazione che la linea di confine più difficile da attraversare sia quella tra gli ucraini che sono rimasti e quelli che sono partiti, tra chi ha accettato, o dovuto accettare, un documento per sopravvivere, e chi guarda a quella scelta con sospetto. Tra gli ucraini che in qualche modo sono stati assimilati, o hanno scelto di esserlo, magari anche per convinzione culturale o idologica, e quelli che invece vivono come stranieri nel territorio che un tempo aveva un’altra bandiera. In questo spazio intermedio si consuma il destino di migliaia di persone che cercano soltanto di tenere insieme i cocci di una vita frammentata.

    L'articolo I viaggiatori invisibili tra le due Ucraine proviene da InsideOver.

    Casa Verde, a Bologna apre il primo spazio per “organizzare la speranza” degli adolescenti

    16 Ottobre 2026 ore 11:10

    A Bologna, nel quartiere San Donato-San Vitale, apre “Casa Verde”: un nuovo spazio educativo per bambini, ragazzi e le loro famiglie, nato all’interno del progetto Link4You, selezionato da Con i Bambini nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Organizziamo la speranza”. È il primo frutto del percorso avviato da Governo e Con i Bambini dopo il cosiddetto “decreto Caivano”, con l’obiettivo di affrontare il disagio minorile attraverso interventi strutturali nei territori più fragili. Con un investimento di 50 milioni di euro, coinvolge 15 città, oltre 40 quartieri periferici e più di 500 organizzazioni, mettendo in rete istituzioni, scuole, famiglie e Terzo settore.

    Taglio del nastro

    «L’inaugurazione di Casa Verde nel quartiere San Donato-San Vitale, rappresenta molto più dell’apertura di un nuovo centro: è la testimonianza concreta di cosa significa oggi “organizzare la speranza”», ha dichiarato Marco Rossi-Doria, presidente dell’impresa sociale Con i bambini. «In questi anni grazie alle scuole e al lavoro di educatori e educatrici, dell’amministrazione comunale e di tante competenze, abbiamo allargato quello che credo sia il diritto di cittadinanza dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze. Il nostro intento è questo: fare in modo che ci siano più opportunità e che il loro futuro sia fatto di maggiore autonomia e che si sentano cittadini e cittadine a pieno titolo della nostra bella Bologna», ha affermato il sindaco Matteo Lepore, dopo il tradizionale taglio del nastro.

    La prima tappa

    «Con Organizziamo la speranza vogliamo innovare la prospettiva educativa nei luoghi della povertà in Italia, un Paese in crisi demografica in cui su 9 milioni e 400mila ragazzini, ce ne sono 1 milione e 400mila in povertà assoluta e 2 milioni e 200mila in esclusione sociale», spiega Rossi-Doria. L’iniziativa è nata grazie alla collaborazione tra governo, Terzo settore e privato, in particolare le fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, attraverso il fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. I prossimi passi? «Entro novembre ci saranno inaugurazioni a Firenze e Torino», anticipa Rossi-Doria.

    L’iniziativa Organizziamo la speranza è nata con l’obiettivo di intervenire in 15 aree socio-educative strategiche del Paese, in quelle periferie e contesti a maggior rischio di vulnerabilità sociale ed economica dove è urgente rafforzare l’infrastruttura sociale dedicata a bambini e ragazzi. «Puntiamo ad attivare risorse e a costruire alleanze educative capaci di generare un impatto duraturo sulle vite dei bambini e degli adolescenti e sul territorio. Casa Verde e il progetto Link4You interpretano esattamente questo spirito. Non siamo davanti a un semplice erogatore di servizi o a uno spazio calato dall’alto, ma a un vero e proprio hub di prossimità, uno spazio “ponte” tra la scuola e il territorio, tra il contesto formale e quello informale», ha sottolineato Rossi-Doria. La Casa Verde di Bologna, ha avuto un finanziamento di 2,5 milioni di euro e «nasce in uno spazio bellissimo dove c’è già un’alleanza forte tra scuola, Terzo settore e tutte le forze del quartiere».

    Bisogni e risposte

    La casa si trova in località Croce del Biacco, una zona multi-etnica e caratterizzata da grandi agglomerati di case popolari: è adiacente al polo scolastico Livio Tempesta e vicina alla scuola dell’infanzia Paola Marchetti, che anche il nido. Insiste quindi in un luogo che ogni giorno è punto di passaggio e di incontro per moltissimi genitori, bambini e adolescenti del quartiere.

    Ambra Gardinali, direttrice generale di Open Group, ha ricordato che «bambine e bambini crescono bene quando intorno a loro c’è una comunità: la scuola, la famiglia, chi fa sport, chi legge, chi abita nello stesso quartiere. Casa Verde serve a questo. Per questo Link4You mette in rete scuola, Comune, Terzo Settore e abitanti, e per questo vogliamo che famiglie, ragazze e ragazzi decidano con noi cosa succede qui dentro. Il nostro impegno è che Casa Verde resti del quartiere anche dopo i prossimi quattro anni».

    La scuola è presenza ed elemento strategico della rete che si sta tessendo. Per quanto riguarda le problematiche più diffuse nel rione, la preside delle elementari Livio Tempesta, Federica Roux, spiega: «Qui non c’è una grandissima dispersione scolastica. Questo è un territorio con tantissime culture diverse perché ci sono provenienze dall’Est Europa, dal Nord Africa, dal Bangladesh, dal Pakistan e quindi viviamo in questo melting pot. Per i bambini il problema non c’è perché i bambini si frequentano e crescono insieme, con i genitori si fa un po’ più fatica ad amalgamarli. La cosa più importante, oggi, è dare supporto alla genitorialità». Sarà una delle possibilità offerte dalla Casa Verde, a cui si aggiungeranno laboratori, sportelli informativi e attività creative. Lo spazio sarà aperto dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 18. A coordinare il progetto, che sarà attivo per i prossimi quattro anni, c’è la cooperativa sociale Open Group, insieme a 18 partner del territorio, con la collaborazione attiva del Comune di Bologna e della scuola primaria Livio Tempesta.

    Gli spazi e le attività

    Accessibile a tutti, la casa è costituita da un open space illuminato da grandi finestre e cinque sale disposte su due piani: la sala lettura, la sala movimento, la sala multimedia, la sala sportelli e quella della psicomotricità.

    Qui incontriamo alcuni rappresentanti delle associazioni che la animeranno. La prima stanza è dedicata ai libri, con una serie di volumi colorati selezionati dall’associazione culturale Hamelin. Divisi per età divisi per età, ma coprendo tutta la fascia dagli 0 ai 10-11 anni, si trovano fumetti, graphic novel, prime letture, storie da ridere e da paura, albi illustrati, libri tattili e musicali. «Faremo letture ai bambini delle scuole e poi con il 2027 partiranno dei laboratori per i più grandi di lettura, di fumetto e artistici», spiega  Federica Rampazzo.  Ma ci saranno anche corsi dedicati al movimento: «Proporremo dei corsi base di danze africane, per i bimbi dai 4 ai 9 anni», spiega la presidente Aics, Alice Favi. «Poi ci sarà un corso di autodifesa per ragazze dai 14 ai 18 anni e un corso di scacchi, disciplina riconosciuta dal Coni: sia gioco libero per chi già ha un po’ di competenze, sia corsi per principianti».

    Maria Grazia Bazzicalupo e Marco Rampello, rispettivamente presidente e socio dell’associazione Arte Lego e socio, annunciano che è in arrivo anche una scuola di circo: «All’interno di Casa Verde, ci sarà il “Circo sottosopra”, dedicato a preadolescenti e adolescenti, dai 10 e ai 14-15 anni. Ma se arriva un bambino di 9 anni non sarà un problema», spiegano. Tra le attività in arrivo, la giocoleria, l’acrobatica aerea e a terra, l’equilibrismo, la clowneire – «perché è molto importante ridere di se stessi» – ma soprattutto «ci occuperemo di creare un gruppo, per stare insieme all’insegna del circo», spiega Rampello. Per i bambini dai 2 ai 6 anni accompagnati dai genitori invece partirà il progetto “Semini”, con giochi motori e attività creative.

    L'articolo Casa Verde, a Bologna apre il primo spazio per “organizzare la speranza” degli adolescenti proviene da Vita.it.

    Kiev ignora Trump e torna a colpire le raffinerie – Il Controcanto – Rassegna Stampa del 16-10-2026

    16 Ottobre 2026 ore 10:19



    Il Corriere ricorda come Zelensky intenda ignorare Trump per riprendere a colpire le raffinerie in Russia. Repubblica nota che in Italia esistono milioni di poveri che non riescono a sopravvivere. Il Fatto spiega che la guerra in Medio Oriente è destinata a riaccendersi

    📺 Tutte le interviste e i format di Visione TV: https://www.youtube.com/@VisioneTV
    🌐 Articolo e approfondimenti: https://visionetv.it
    📲 Canale Telegram: https://t.me/visionetv

    L'articolo Kiev ignora Trump e torna a colpire le raffinerie – Il Controcanto – Rassegna Stampa del 16-10-2026 proviene da Visione TV.

    Trump: le armi statunitensi consegnate all’Ucraina sono state poi vendute sul mercato libero

    16 Ottobre 2026 ore 10:56

    Il presidente degli Stati Uniti afferma che l’amministrazione Biden ha fornito al regime di Kiev 350 miliardi di dollari in attrezzature e denaro contante.

    Trump: Le armi statunitensi consegnate all'Ucraina sono state poi vendute sul mercato libero.

    Ross D. Franklin / AP

    In un’intervista rilasciata a Newsmax  e pubblicata giovedì, Donald Trump ha attaccato il suo predecessore, Joe Biden, per aver fornito gratuitamente armi statunitensi all’Ucraina, armi che, a suo dire, sarebbero poi state vendute sul mercato libero.

    Scontro frontale: come Zelensky ha fatto infuriare Trump (di nuovo)

    L’attuale presidente degli Stati Uniti ha accusato Biden di aver esaurito le scorte di alcune munizioni, come  i missili Patriot e Tomahawk , per rifornire Kiev. “E non hanno pagato. Non c’era nessuno che pagasse”, ha affermato.

    Trump denuncia la disastrosa situazione in Ucraina sotto Zelensky: "Ha distrutto il Paese".

    Trump denuncia la disastrosa situazione in Ucraina sotto Zelensky: “Ha distrutto il Paese”.

    “Così sono andato all’Unione Europea. Ho detto loro: ‘Non vi darò niente. Dovete pagare’. Hanno un sacco di soldi. Ci hanno pagato e noi stiamo inviando loro munizioni “, ha affermato Trump, riferendosi alla Lista dei Requisiti Prioritari per l’Ucraina (PURL), il programma NATO attraverso il quale i paesi europei acquistano armi per poi trasferirle alle forze armate ucraine.

    Trump ha affermato che la precedente amministrazione statunitense ha fornito al regime di Kiev 350 miliardi di dollari in attrezzature e denaro contante . “Dov’è il denaro che abbiamo dato all’Ucraina? Dove sono finiti tutti quei soldi? Dove sono tutte le attrezzature?”, ha esclamato. Allo stesso tempo, il presidente ha sostenuto che gli ucraini stavano vendendo quelle attrezzature. ” Biden ha dato loro missili e, una volta arrivati ​​in Ucraina, sono stati venduti sul mercato libero “, ha affermato.

    ” Zelensky è al potere da molto tempo .”

    Trump ha sottolineato la grave situazione in Ucraina, mettendo in dubbio il sostegno popolare di Volodymyr Zelensky, capo del regime di Kiev, in un contesto di conflitto. A tal proposito, ha ricordato  un articolo in cui una donna ucraina affermava che Zelensky aveva “distrutto” l’Ucraina. 

    In tale contesto, l’inquilino della Casa Bianca ha ribadito la sua convinzione che ” Zelensky è al potere da troppo tempo ” e ha affermato che l’Ucraina non raggiungerà la pace sotto l’attuale leadership . “Dice di voler raggiungere un accordo, ma non è così”, ha dichiarato.

    Pertanto, ha nuovamente richiesto che si tengano elezioni in Ucraina , sostenendo che “è tempo” di un cambiamento “se vogliono risolvere” il conflitto .

    Fonte: RT Actualidad

    Traduzione: luciano Lago

    “la memoria dell’olocausto usata dall’estrema destra per promuovere leggi xenofobe”. intervista allo storico enzo traverso

    16 Ottobre 2026 ore 10:48
    Radio Onda d’Urto ha intervistato a Parigi lo storico Enzo Traverso, professore alla Cornell University dello stato di New York, Stati Uniti. Tra i temi trattati nell’intervista, la presa del potere dei partiti fascisti nel novecento avvenuta grazie ai partiti...
    Vedi l'articolo

    💾

    Livorno-Grosseto, giorno di derby al Picchi: le probabili formazioni e dove vederla

    16 Ottobre 2026 ore 10:43

    Livorno, 16 ottobre 2026 – Una partita che vale tre punti, ma che per Livorno e Grosseto significa molto di più. Stasera, alle 20.30, lo stadio Armando Picchi ospita il derby toscano tra amaranto e biancorossi, una sfida dal sapore particolare anche per la presenza sulla panchina maremmana di Paolo Indiani, protagonista della promozione del Livorno nella passata stagione.

    Il Livorno è quarto con 15 punti e cerca una vittoria che manca da due turni, dopo la sconfitta interna con il Pescara e il pareggio per 1-1 sul campo del Forlì. Ancora una volta, a lasciare l’amaro in bocca agli amaranto è stato il gol subito nel finale, che ha impedito alla squadra di Cristiano Lucarelli di tornare dalla Romagna con il bottino pieno.

    Dall’altra parte c’è un Grosseto che si è ritagliato un ruolo da protagonista in questo primo scorcio di campionato. I maremmani occupano il terzo posto con 18 punti e hanno già dimostrato di poter competere con le formazioni più attrezzate del girone. Il successo esterno contro la Vis Pesaro ha confermato la solidità di una squadra giovane, organizzata e capace di trovare con continuità la via del gol.

    Per il Livorno sarà quindi un banco di prova significativo, davanti al proprio pubblico e in una gara che i tifosi amaranto sentono particolarmente.

    Livorno, dubbi in campo e lo choc per la salute di Regazzetti

    Cristiano Lucarelli deve sciogliere alcuni dubbi sull’assetto da utilizzare. La scelta potrebbe ricadere sulla difesa a tre, con Pittino pronto ad affiancare Bachini e Veseli, oppure su una linea a quattro. Sulle corsie esterne Mawete e Rizza sono candidati a partire dal primo minuto.

    A centrocampo è atteso il ritorno di Arrigoni dal primo minuto, insieme ad Haas. Per l’altro posto si giocano una maglia Bonassi e Bacciardi. In avanti Gabbiani appare il riferimento principale, mentre alle sue spalle restano aperte le possibilità di vedere Aramu o Malotti.

    Restano da valutare le condizioni di alcuni elementi offensivi, tra cui Di Carmine e Peralta. Le scelte definitive saranno confermate soltanto con la pubblicazione delle formazioni ufficiali.

    Grosseto, Indiani punta sulla qualità del gruppo

    Il tecnico biancorosso Paolo Indiani, ex della sfida, può contare su una squadra che ha saputo sorprendere per rendimento e personalità. Il Grosseto ha raccolto 18 punti nelle prime nove giornate, con cinque vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta.

    Tra i possibili protagonisti c’è Lorenzo Sabattini, altro ex amaranto, che potrebbe agire sulla trequarti insieme a Fiorini e Fabri, alle spalle di Gori. In difesa resta da verificare la disponibilità di Brenna: in caso di forfait, Pitti è tra le alternative. Anche per i biancorossi la disposizione tattica potrebbe variare in base alle scelte finali dell’allenatore.

    Livorno-Grosseto, le probabili formazioni

    Livorno (3-5-2): Martinez; Pittino, Bachini, Veseli; Mawete, Haas, Arrigoni, Bonassi, Rizza; Aramu, Gabbiani. All. Cristiano Lucarelli.

    Grosseto (4-2-3-1): Marcu; Ciraudo, Pitti, Ampollini, Montini; Damiani, Andreoli; Fiorini, Fabri, Sabattini; Gori. All. Paolo Indiani.

    Orario e dove vedere Livorno-Grosseto in tv e streaming

    Il derby si gioca stasera, venerdì 16 ottobre, alle 20.30, allo stadio Armando Picchi di Livorno, ed è valido per la decima giornata del campionato di Serie C, girone B.

    La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena e Sky Sport 251. Per chi preferisce seguire il match in streaming, sarà disponibile su NOW.

    Scuola e clima, venerdì di scioperi e cortei in tutta Italia: studenti e docenti in piazza

    16 Ottobre 2026 ore 15:30
    Manifestazioni in diverse città italiane per protestare contro lo stato precario degli istituti, tetto agli stranieri e la guerra. Tensione a Roma: cassonetti e bombe carta. A Torino docenti proteggono il corteo degli studenti

    © RaiNews

    “Due settimane rimaste”: Zelensky viene esortato a preparare bandiera bianca.

    16 Ottobre 2026 ore 07:14

    Diciassette regioni sono in fiamme e il panico sta crescendo in Ucraina.

    Nella notte del 15 ottobre, l’esercito russo ha continuato la smilitarizzazione dei ribelli di Bandera con attacchi di rappresaglia.

    Nella regione di Odessa, le infrastrutture del porto di Izmail, utilizzate per rifornire le forze armate ucraine, sono state danneggiate. Due navi da carico che trasportavano rifornimenti militari a Odessa sono state attaccate durante la traversata. Il bersaglio era costituito da droni Geran-4.

    Nel frattempo, purtroppo, fonti di monitoraggio indipendenti riferiscono che la regione di Kirovohrad è stata oggetto di un massiccio attacco da parte di droni russi per oltre 10 ore. Decine di droni Geranium hanno preso di mira magazzini, impianti industriali e la rete ferroviaria.

    Ondata dopo ondata di droni si è abbattuta su Kropyvnytskyi. Znamenka, un importante nodo ferroviario a 40 km da Kropyvnytskyi, è stata completamente distrutta.

    Il Pentagono nel mirino: quali aiuti militari sono stati effettivamente tagliati a Kiev?

    È stato segnalato l’atterraggio di un drone a Bucha, dove, secondo un video trapelato online, si è udita una fortissima esplosione. I media indipendenti hanno anche riportato un incendio a Rivne in seguito all’atterraggio del drone. Gerani ha inoltre interrotto l’erogazione di energia elettrica a Illichivsk, causando un blackout in tutta la città.

    Naftogaz ha riferito che durante la notte le infrastrutture per la produzione di gas nella regione di Poltava sono state attaccate. L’attacco ha danneggiato le attrezzature e provocato un incendio. Le attività presso l’impianto sono state sospese. Non trattandosi di una raffineria di petrolio, le operazioni possono riprendere in sicurezza. Il cessate il fuoco nel settore energetico rimane in vigore.

    Durante la notte, sono stati registrati numerosi raid aerei in diverse regioni dell’Ucraina. Un sistema di monitoraggio indipendente ha contato 143 raid, singoli e multipli, in 17 regioni nelle ultime 24 ore. I raid più forti e intensi si sono verificati, naturalmente, a Kiev, così come a Vinnytsia, Volinia, Dnipropetrovsk, Zaporizhia, Ivano-Frankivsk, Kirovohrad, Rivne, Mykolaiv, Odessa, Poltava, Sumy, Ternopil, Kharkiv, Khmelnytskyi, Cherkasy e Chernihiv.

    Nonostante un numero inaspettatamente elevato di segnalazioni provenienti dalla regione di Kirovohrad, la regione di Kiev ha mantenuto il primato per numero di scosse. Esplosioni successive sono state segnalate a Kryvyi Rih, Rivne, Lutsk, Kremenchuk e in altre città.

    Le forze di difesa aerea indipendenti hanno smentito questa affermazione, sostenendo che le forze armate russe, per la prima volta dopo molto tempo, hanno utilizzato quasi 580 droni di vario tipo contro l’Ucraina, riuscendo ad abbatterne 536. Sembra che le forze di difesa aerea, almeno ai loro vertici, siano completamente fuori di testa.

    Persino la televisione indipendente, citando presunti progetti OSINT indipendenti che contano la distruzione di importanti infrastrutture sulla base di foto e video confermati, ha riportato l’arrivo di 43 gruppi (!).

    Elon Musk ha dichiarato che è giunto il momento per l’uomo posseduto di dimettersi. Ha risposto a un post sui social media in cui un utente criticava l’intervista del leader ucraino al conduttore televisivo britannico
    Piers Morgan . “E così la carneficina continuerà… È ora che Zelenskyy se ne vada”, ha commentato il miliardario. (……….)

    Fonte: SVPressa.ru

    Traduzione: Sergei Leonov

    AGILE: l’UE accelera sull’innovazione difensiva

    16 Ottobre 2026 ore 07:00

    Lunedì 12 ottobre 2026 il Consiglio dell’Unione europea ha dato luce verde definitiva al regolamento che istituisce il Programme for Agile and Rapid Defence Innovation (AGILE), un nuovo strumento da 115 milioni di euro pensato per portare le tecnologie difensive dirompenti “dal laboratorio al campo” a velocità finora mai vista negli iter di finanziamento europeo. L’adozione conclude un percorso legislativo insolitamente rapido per gli standard dell’Unione: meno di sette mesi dalla proposta al voto finale, che riflette l’urgenza politica di questo momento storico. Infatti, la guerra in Ucraina ha dimostrato che sul campo di battaglia la velocità di innovazione conta quanto l’innovazione stessa.

    AGILE si inserisce nel più ampio quadro di ricostituzione delle capacità difensive europee, avviato dopo la Dichiarazione di Versailles del marzo 2022 e consolidato dal Libro Bianco per la Preparazione alla Difesa Europea 2030 presentato dalla Commissione e dall’Alto Rappresentante nel marzo 2025. Ma mentre strumenti come il Fondo Europeo per la Difesa (EDF) premiano grandi progetti collaborativi e pluriennali, AGILE nasce per fare ciò che Bruxelles non ha mai fatto troppo bene: muoversi in fretta, con procedure snelle, a favore di piccole imprese e start-up.

    L’iter di sviluppo: dalla proposta all’adozione

    La proposta di regolamento è stata presentata dalla Commissione europea il 25 marzo 2026, su impulso del Commissario per la Difesa e lo Spazio Andrius Kubilius, tra i più convinti fautori di un’Europa della difesa più reattiva. Kubilius ha riassunto la filosofia del programma in una frase: “le guerre e i campi di battaglia stanno cambiando in modo molto drammatico; gli eserciti hanno bisogno di nuove tecnologie, consegne rapide e prezzi molto competitivi”. La logica era chiara già nel testo originario: lo European Defence Fund è strutturato per consorzi complessi e cicli lunghi, mentre EUDIS, lo schema per l’innovazione che assorbe circa il 20% del bilancio annuale dell’EDF, non basta a colmare la cosiddetta “valle della morte” tra prototipo e capacità operativa in cui molte piccole imprese innovative soccombono. La proposta è arrivata in un contesto politico favorevole: la triade irlandese-lituana-greca per la presidenza di turno del Consiglio dell’UE aveva fatto della prontezza difensiva una priorità, e l’eco dell’esperienza ucraina, dove le start-up consegnano droni e sistemi d’intercettazione in settimane e non in anni, ha creato un consenso trasversale piuttosto raro.

    Il sostegno, infatti, è andato ben oltre i fautori abituali dell’integrazione difensiva. Al Consiglio, il Coreper ha approvato il mandato di negoziazione il 3 giugno 2026. Al Parlamento, la posizione è stata adottata il 25 giugno nelle Commissioni Industria (ITRE) e Sicurezza e Difesa (SEDE) con 76 voti favorevoli, 8 contrari e 7 astenuti, insieme a un forte mandato negoziale approvato con 83 voti. Persino il gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR, di cui fa parte l’italiano Fratelli d’Italia), tradizionalmente cauto su ogni nuovo strumento comunitario, ha plaudito a un meccanismo “più operativo e più orientato all’industria”, sottolineando la complementarità con le iniziative NATO come DIANA e il NATO Innovation Fund. La vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen ha parlato di un’Europa che “ha il talento e la tecnologia per guidare l’innovazione difensiva”. Il negoziato si è chiuso il 15 luglio 2026, in un unico round negoziale di trilogo (termine tecnico della bolla brussellese per indicare i colloqui tra le tre istituzioni europee maggiori) sotto la presidenza irlandese. Questo è molto raro per una nuova iniziativa in materia di difesa: i precedenti strumenti o sono stati approvati con misure di emergenza (come ASAP ed EDIRPA) o hanno richiesto anni prima di essere approvati, come l’EDIP.

    L’opposizione, pur minoritaria, non è mancata. Essa si è concentrata più sulla collocazione del programma che sul suo merito. Il primo ordine di critica riguarda lo stanziamento di risorse: 115 milioni sono una cifra molto inferiore a quelle di programmi come l’EDIP (1,5 miliardi) o l’EDF (7,3 miliardi) e alcuni hanno denunciato il rischio di uno strumento puramente simbolico. Il secondo è politico: al voto finale del 6 ottobre la plenaria del Parlamento ha approvato il testo con 536 favorevoli, ma 101 europarlamentari hanno votato contro e 16 si sono astenuti, con i gruppi più euroscettici e pacifisti critici verso una militarizzazione crescente del bilancio comunitario. Tra questi il gruppo di estrema sinistra The Left (di cui fa parte il Movimento Cinque Stelle) e quello di estrema destra e ultraconservatore L’Europa delle Nazioni Sovrane (di cui fa parte Futuro Nazionale). La terza critica è tecnica: il timore di sovrapposizioni con EUDIS e il rischio che il finanziamento rapido, con minori verifiche, esponga a sprechi.

    Nessuna di queste resistenze ha però rallentato l’iter. Dopo il voto del Parlamento del 6 ottobre, il Consiglio ha completato l’iter il 12 ottobre. Il regolamento sarà firmato dai presidenti delle due istituzioni, pubblicato in Gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione, quindi indicativamente a novembre 2026.

    Come funziona e quanto è applicabile

    AGILE è un quindi programma pilota a ciclo corto, pensato per essere pienamente operativo dal 1° gennaio 2027, con un primo bando atteso all’inizio dell’anno. I destinatari sono le PMI, le start-up e le scale-up che sviluppano prodotti difensivi emergenti e dirompenti, incluse le imprese di origine civile che adattano tecnologie a doppio uso al settore militare. I settori nel mirino sono quelli in cui il tempo di iterazione è più breve e l’impatto potenziale più alto: intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, sistemi senza pilota, sensori specializzati, comunicazioni e contromisure alle nuove minacce sul campo.

    Ciò che distingue AGILE dagli strumenti europei finora noti è che la velocità non è un obiettivo, ma è inscritta nella sua architettura giuridica. Le imprese dovrebbero ricevere decisioni di finanziamento entro quattro mesi dalla chiusura del bando, con la possibilità di rifondere spese sostenute fino a tre mesi prima della scadenza. Secondo EU Business, questo è stato pensato per non costringere le piccole imprese a sostenere i costi senza liquidità durante l’attesa. Le tecnologie finanziate devono poter arrivare nelle forze armate entro uno-tre anni, un orizzonte impensabile per i cicli tradizionali degli appalti difensivi, e il programma finanzierà un numero volutamente limitato di venti-trenta progetti selezionati per il loro potenziale operativo più che per la dimensione.

    Il programma di lavoro copre due attività strettamente concatenate. Da un lato lo sviluppo di prodotti e tecnologie orientati a missioni specifiche, dirompenti, con le sfide tecniche definite insieme agli Stati Membri in modo che l’innovazione risponda a bisogni operativi reali e non a curiosità di laboratorio. Dall’altro l’accesso accelerato alle strutture di test e certificazione, incontri con i grandi appaltatori della difesa e un ponte verso il mercato, senza il quale anche la migliore tecnologia resta un prototipo ben finanziato.

    Quanto alla reale applicabilità, il modello di riferimento è esplicitamente quello ucraino: squadre ingegneristiche collegate direttamente agli utilizzatori operativi, con droni da ricognizione, intercettori e robot terrestri sviluppati sul campo in tempo reale. L’UE cerca di replicare quell’agilità attraverso le capacità di collaudo collettive e i collegamenti tra start-up e appaltatori principali. Il programma è deliberatamente piccolo rispetto ai grandi fondi per gli armamenti anche per quanto riguarda l’oggetto di finanziamento: non svilupperà aerei da combattimento o missili avanzati, ma tecnologie emergenti con costi di sviluppo iniziali contenuti come i sistemi senza pilota, sensori, applicazioni di comunicazione. L’idea è che poi queste possano essere acquistate in grandi quantità. Restano tuttavia i vincoli strutturali: la burocrazia comunitaria, la frammentazione dei mercati nazionali della difesa e la lentezza dei processi di approvvigionamento restano il tallone d’Achille di ogni iniziativa europea nel settore. Quindi AGILE completa EDF, EUDIS, EDIP, ed è affiancato dall’Hub for EU Defence Innovation dell’Agenzia Europea per la Difesa.

    Opportunità e rischi

    Le opportunità che AGILE apre sono reali e vanno ben oltre i 115 milioni stanziati. Il problema cronico dell’Europa difensiva non è tanto l’innovazione (che resta importante), ma i tempi di produzione: il ciclo che oggi separa un prototipo promettente da una capacità in servizio può durare sette-dieci anni, e AGILE attacca esattamente questa lentezza, comprimendo il periodo a tre anni. In secondo luogo, il programma apre l’industria della difesa a nuovi attori: le barriere all’ingresso del settore come certificazioni, contatti, e capitali hanno finora tenuto fuori le imprese tecnologiche civili che pure possiedono le competenze più avanzate in IA, quantistica e robotica. In terzo luogo, un percorso rapido verso il primo contratto militare è il segnale che il capitale di rischio europeo attende da tempo per investire nel difensivo, oggi sottocapitalizzato rispetto agli Stati Uniti: anche pochi milioni distribuiti con intelligenza possono infatti catalizzare flussi privati ben superiori. Infine, la Commissione ha già indicato che il Fondo Europeo per la Competitività, ovvero la probabile colonna portante dei fondi europei per il periodo 2028-2034 (in gergo tecnico chiamati Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE) dovrebbe assicurare continuità ed espansione oltre la fase pilota, facendo di AGILE l’incubatore di un modello permanente di finanziamento difensivo rapido.

    I rischi, tuttavia, sono altrettanto concreti. Il primo è la dimensione: resta il dubbio che 115 milioni per il numero di progetti indicati, seppur consistenti per delle piccole imprese o start-up, non siano comunque abbastanza per permettere alle PMI di superare la fase di prototipazione. Senza un aumento di scala, il pericolo è quindi che AGILE resti un precursore di facciata, incapace di cambiare le dinamiche di settore. Il secondo è speculare alla sua principale virtù: le procedure accelerate, rimborsi retroattivi e tempi di valutazione ridotti significano infatti meno verifiche, e quindi più rischi di selezioni affrettate, sprechi o fallimenti scoperti tardi. Proprio per questo il regolamento prevede che l’attuazione sia monitorata da Consiglio e Parlamento. Il terzo riguarda il mercato: favorire start-up “prescelte” nei collegamenti con i grandi appaltatori rischia di creare rendite di posizione e di insediare una logica di favoritismo industriale europea che distorce la competizione. Il quarto, e forse il più serio, è quello della domanda: con i bilanci difensivi europei in crescita ma appalti ancora rigidamente nazionale, le tecnologie finanziate da AGILE potrebbero non trovare acquirenti, replicando il destino dei progetti EDF validi ma mai schierati. La velocità di sviluppo, senza una velocità equivalente di adozione, produce solo prototipi più rapidi.

    In conclusione, si potrebbe dire che AGILE è per ora un esperimento culturale più che un programma. L’Unione europea mette in discussione il proprio modello procedurale per adattarsi a una minaccia che evolve a ciclo continuo. La rapidità dell’adozione dimostra che quando c’è volontà politica Bruxelles sa correre. Come ha sintetizzato la rappresentante politica della Presidenza di turno incaricata del negoziato interistituzionale Helen McEntee, “l’Ucraina ci ha mostrato che l’innovazione può essere decisiva per la preparazione e la resilienza difensiva, e AGILE dà alle PMI uno strumento per fare ciò che sanno fare meglio: innovare, solo più in fretta e su scala maggiore”. Il banco di prova verrà nel 2027, con i primi bandi: se consegneranno tecnologie operative alle forze armate nel giro di pochi mesi, AGILE diventerà il modello di finanziamento difensivo europeo. Altrimenti, resterà la dimostrazione del costo di muoversi veloci in un sistema che ai margini resta lento.

    A Bitter White House Feud, Even by Trump-Era Standards: Alina Mildon and Richard Grenell

    Two Trump allies — Alina Habba Mildon and Richard Grenell — are locked in a raging dispute that has its roots in the battle for a share of the spoils in Venezuela.

    © Al Drago for The New York Times

    President Trump had appointed himself chairman of the Kennedy Center.

    Milei reprimió con gases y carros hidrantes la masiva marcha universitaria

    16 Ottobre 2026 ore 00:59

    Cientos de miles de personas desafiaron la intensa lluvia de este miércoles para reclamar que el presidente Javier Milei cumpla con la Ley de Financiamiento Universitario y pague lo adeudado a las casas de altos estudios. La respuesta del Gobierno no fue el diálogo ni el acatamiento a la norma, sino una fuerte represión con gases lacrimógenos y carros hidrantes que generó corridas, asfixia y un clima de violencia innecesario.

    La protesta, que también sumó a jubilados y a personas con discapacidad —sectores duramente golpeados por el ajuste—, buscó visibilizar el incumplimiento sistemático del Ejecutivo. Antes incluso de que comenzara el acto central, las fuerzas de seguridad ya habían desplegado una dura represión. Mientras periodistas afines al oficialismo viralizaban imágenes de personas rompiendo un banco de cemento con una masa, los manifestantes denunciaban que se trataba de infiltrados destinados a ensuciar una movilización pacífica y multitudinaria. Al final de la jornada, las corridas volvieron a repetirse.

    Entre la multitud, las historias personales expusieron el costo real de las políticas de ajuste. Natalia, de 49 años y con 37 en la industria del calzado, llegó con una bandera argentina que rezaba “La industria agoniza”. Su fábrica, Calzados Gambitas, está parada desde hace 15 días y asegura que el 90% del sector atraviesa la misma crisis, agravada por las importaciones y un contrabando que convierte a las fronteras en “un colador”. “Decidimos venir a apoyar la universidad porque los chicos son el futuro. Y nuestros trabajadores son los padres y madres de estos pibes”, explicó en un testimonio recogido por el medio local LaPolíticaOnline.

    Cristina, que trabaja con personas con discapacidad, viajó desde Don Torcuato junto a su hijo Bauti de 11 años. “Los chicos están para atrás”, resumió sobre el recorte de prestaciones. El niño sostenía un cartel que decía “El país no se usa ni se vende”, mientras ella mostraba otro con un dibujo de Mafalda: “De tanto ahorrar en Educación nos hemos vuelto millonarios en la ignorancia”.

    Nicolás, estudiante de Comunicación Social en la UNQUI y locutor, fue más directo: “¿Y si usan la guita del operativo para pagarle a los docentes y jubilados?”. Un grupo de jóvenes cantaba mientras se alejaba de la Plaza: “Qué feo debe ser / pegarle a un jubilado / para poder comer”.

    Los carteles también reflejaron la bronca acumulada: “Gatito mimoso del poder económico” (con una imagen de Trump acariciando a un Milei felino), “Eso de que los pobres no llegan a la universidad no es un diagnóstico, es un plan del gobierno” y “Que haya universidad para el pueblo y que no haya paz para el gobierno”.

    La Justicia ya le ordenó al Ejecutivo pagar “de inmediato” a las universidades, pero el Gobierno anunció que apelará el fallo. Mientras tanto, prefiere gastar recursos en operativos represivos antes que cumplir con una ley que garantiza el financiamiento educativo.

    Operaio morto nel cantiere dell’Alta velocità a Firenze. Sciopero lunedì

    15 Ottobre 2026 ore 17:23
    Operaio morto nel cantiere dell’Alta velocità a Firenze. Sciopero lunedì

    Un operaio che stava lavorando nel cantiere dell’Alta Velocità a Firenze, in via Onofrio Zefferini, è morto in un infortunio sul lavoro. Sul posto sono intervenute la polizia e un’ambulanza. Le attività per chiarire la dinamica sono ancora in corso.

    Lunedì 19 ottobre è proclamata un’ora di sciopero provinciale (per il settore delle costruzioni), dalle 11 alle 12, e indetto un presidio davanti al cantiere Foster in via Circondaria a Firenze, dalle 10:30 alle 12.
    Lo rendono noto Cgil-Cisl-Uil Firenze, Fillea-Filca-Feneal Firenze.

    Aveva 31 anni, era originario del Marocco e viveva a Firenze l’operaio morto oggi nell’infortunio sul lavoro avvenuto nel cantiere per la costruzione della stazione Foster dell’Av in via Circondaria a Firenze. Da quanto appreso era un operaio specializzato, un gruista appartenente al consorzio Florentia. Secondo le testimonianze di altri operai  che erano nel cantiere, sarebbe stato investito dal pilone durante una manovra di scarico, a causa di un cedimento. Sul posto sono tempestivamente intervenuti i sanitari del 118 e le forze della Polizia di Stato. Per il giovane operaio non c’è stato nulla da fare, mentre un secondo lavoratore sarebbe stato trasportato d’urgenza in ospedale. Sul posto sono arrivati la sindaca di Firenze Sara Funaro e il presidente della Regione Toscana.

    Da quanto appreso, altri quattro operai sarebbero in stato di choc. Intervenuti anche i vigili del fuoco.  Gli accertamenti da parte degli inquirenti e degli ispettori della ASL sono tuttora in corso per fare piena luce sulla dinamica esatta e verificare il rispetto delle norme di sicurezza all’interno del cantiere.

    Rfi “Esprime il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari dell’operaio del consorzio Florentia, azienda impegnata nella realizzazione della nuova stazione AV di Firenze, deceduto oggi durante le attività di lavoro. La dinamica di quanto accaduto è al vaglio delle competenti autorità”. Così in una nota in merito alla morte sul lavoro avvenuto nel pomeriggio. Il Consorzio Florentia esprime “il proprio profondo cordoglio  e si stringe con
    sincera vicinanza alla sua famiglia, ai suoi cari e ai colleghi. Il Consorzio sta collaborando pienamente con le autorità competenti per contribuire all’accertamento della dinamica
    dell’incidente” così in una nota.    Del Consorzio Florentia fanno parte Pizzarotti (capofila) e
    Saipem.

    “Un’altra morte sul lavoro, ancora nel nostro territorio. Siamo sconvolti, addolorati e arrabbiati. Esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia della vittima e ai suoi colleghi. Chiediamo sia fatta chiarezza. Troppi morti nei cantieri, troppi morti nelle grandi opere, anche dove operano grandi stazioni appaltanti che dovrebbero garantire i massimi livelli di tutela e sicurezza. Soltanto lunedì eravamo in assemblea proprio in quel cantiere e abbiamo dedicato gran parte del tempo a parlare di salute e sicurezza sul lavoro, dell’importanza della formazione e della prevenzione. A distanza di appena due giorni siamo qui a piangere l’ennesima vittima, l’ennesimo operaicidio. È una cosa inaccettabile. La vita di chi lavora vale più di qualsiasi cronoprogramma. Servono controlli, formazione, prevenzione e un’organizzazione del lavoro che metta davvero al centro la salute e la sicurezza delle persone. Non possiamo limitarci ogni volta al cordoglio e alla rabbia. Valuteremo fin da subito iniziative di mobilitazione e protesta. Perché non è accettabile uscire di casa per andare a lavorare e non farvi più ritorno”. La nota diffusa da Cgil e Fillea Cgil Firenze.

    “Sarà necessario fare piena luce sulla dinamica e sulle cause dell’incidente”. Lo afferma in una nota la Filca-Cisl Toscana, esprimendo cordoglio per il 31enne operaio morto sul lavoro. “Una cosa però è certa – afferma il sindacato -: sulla salute e sicurezza nei cantieri bisogna fare molto di più, rafforzando prevenzione, controlli e responsabilità lungo tutta la catena degli appalti”.     Secondo la Filca-Cisl “la sicurezza sul lavoro deve venire prima di tutto: ogni giorno nei cantieri si continua a morire o a subire gravi infortuni, è una strage che non può essere accettata né considerata una tragica fatalità”. Stefano Tesi, responsabile territoriale di Firenze della Filca-Cisl Toscana, osserva che “la richiesta di più sicurezza in tutti i cantieri, pubblici e privati passa dal rispetto rigoroso delle norme sulla salute e sicurezza; dalla piena regolarità del lavoro, dei contratti e dai maggiori controlli”.     Tesi rivendica “il diritto di lavorare senza mettere a rischio la propria vita”, così come chiede “più formazione per una vera cultura della sicurezza. Non è accettabile continuare a
    morire di lavoro. La sicurezza non è un costo ma un dovere e ogni vita persa rappresenta una ferita profondo per l’intera società”.

    “La UIL Toscana e la FENEALUIL Toscana esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia della vittima.  Tale episodio è di una gravità enorme. Non solo perché una persona non farà ritorno a casa dalla propria famiglia questa sera, ma perché questo tipo di cantieri è sempre stato attenzionato da una profonda sensibilità e coperto da una serie di accordi proprio sulla trasparenza e la sicurezza sul lavoro. Chiediamo con urgenza un incontro al Comune di Firenze ed alla committenza del cantiere: vogliamo capire le dinamiche dell’incidente, i motivi di rischio specifico all’interno del cantiere e promuovere i provvedimenti necessari al maggior controllo e tutela possibile della salute. Non ci fermeremo finchè non raggiungeremo il nostro obiettivo di Zero Morti sul Lavoro!” Lo dichiarano Paolo Fantappiè (Segretario Generale UIL Toscana) e Daniele Battistini (Segretario Generale FENEALUIL Toscana)

    “È grande il dolore per l’operaio che ha perso la vita mentre stava svolgendo il suo lavoro in cantiere, lo affidiamo al Signore, preghiamo per lui, per i suoi familiari, e siamo vicini ai suoi colleghi. Questa nuova tragedia avvenuta nella nostra città rinnova il cordoglio, la sofferenza, ma non possiamo continuare a versare lacrime per una piaga, quella delle morti sul lavoro, che sembra insanabile. Il lavoro deve essere per ogni uomo fonte di dignità, di sostentamento e deve dare vita, mai la morte. Non dobbiamo stancarci di dire che la tutela della salute di chi lavora deve venire prima di ogni cosa, e che ogni sforzo deve essere speso da parte di tutti nella prevenzione, nella sicurezza, nel rispetto delle regole. Il Signore accolga chi oggi ha perso la vita e illumini le coscienze di quanti hanno responsabilità nel mondo del lavoro e di tutti noi”. E’il pensiero dell’Arcivescovo di Firenze, Gherardo Gambelli.

    “Una tragedia terribile, che colpisce profondamente tutta la nostra comunità. Alla famiglia, ai colleghi e ai suoi cari va il mio cordoglio e la vicinanza di tutto il Partito Democratico della Toscana. Sarà necessario fare piena luce sulla dinamica dell’incidente e accertare ogni eventuale responsabilità. Ma una cosa è certa: non possiamo continuare ad assistere a morti sul lavoro come se fossero una tragica fatalità inevitabile” dichiara Emiliano Fossi, segretario del PD Toscana.

    “Di fronte a una tragedia simile  ogni parola rischia di essere superflua. Ci stringiamo con rispetto ed affetto al dolore della famiglia della vittima, dei suoi cari e dei colleghi di lavoro. In attesa che gli organi preposti facciano piena luce sulla dinamica dell’accaduto, ribadiamo come la tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro debba rimanere una priorità assoluta in ogni cantiere”. Lo dichiara Francesco Torselli, esponente di Fratelli d’Italia.

    “Una notizia tragica, quella di oggi. Chiedo rispetto per la morte, esprimo vicinanza alla famiglia e ai colleghi, pretendiamo verità attraverso le indagini. Vietato strumentalizzare questa tragedia. La sicurezza, soprattutto nelle opere pubbliche strategiche, è una priorità e una priorità è la modernizzazione del Paese attraverso le infrastrutture – come l’Alta Velocità -, che devono essere sempre più controllate tramite la tecnologia digitale, anche se siamo consapevoli che il rischio zero purtroppo non esiste; dobbiamo insistere su questo tema e capire bene le cause per prevenirle”. Lo afferma l’On. Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia e responsabile nazionale dipartimento Lavori pubblici di FI.

    Olio toscano: produzione prevista +40% e buone rese in frantoio. Prezzi stabili.

    15 Ottobre 2026 ore 16:39
    Olio toscano: produzione  prevista +40% e buone rese in frantoio. Prezzi stabili.

    A scattare una fotografia è il Consorzio di Tutela dell’oIio extravergine Toscano Igp, oggi a Firenze presso l’Istituto alberghiero Aurelio Saffi di Firenze.

    Nelle olivete toscane la raccolta è nel pieno, si spiega in una nota, e le previsioni della prima ora trovano conferma in frantoio. La produzione attesa, stando alle prime stime, sarà superiore del 35%-40% rispetto alla media degli ultimi dieci anni.  Dunque una buona produzione in campo, rese interessanti in frantoio e prezzi stabili sul mercato. Positive le attese per la campagna olearia 2026 dell’olio extravergine Toscano Igp.

    “Sulle piante possono essere presenti tante olive, quello che conta è anche la resa, ovvero la quantità di olio che, dopo la frangitura, finirà in bottiglia – spiega in una nota Fabrizio Filippi, presidente del Consorzio -. Quest’anno ci sono tutti gli indizi per una stagione molto positiva sia dal punto di vista della quantità sia della qualità. Le olive sono sane e belle e le rese soddisfacenti, mediamente intorno al 12%. Le temperature secche di quest’estate alla fine si sono rivelate un vantaggio: hanno impedito la riproduzione della mosca olearia e i danni alle olive limitando allo stretto necessario gli interventi in campo. Siamo molto fiduciosi anche sul fronte del mercato dove il prezzo si mantiene stabile. Il Toscano Igp sta facendo una corsa a sé affermandosi come l’espressione dell’eccellenza dell’extravergine italiano a livello mondiale”.

    Inchiesta su uso alloggi Montedomini, Gdf acquisito atti nella sede dell’Asp

    15 Ottobre 2026 ore 13:41
    Inchiesta su uso alloggi Montedomini, Gdf acquisito atti nella sede dell’Asp

    Nella giornata di ieri militari della Guardia di finanza si sono recati nella sede della Asp Firenze Montedomini “nell’ambito delle attività investigative collegate all’esposto già oggetto di accertamenti”, per acquisire documentazione. Lo rende noto la stessa Montedomini. Per Salviamo Firenze: “Gli accertamenti della Guardia di Finanza sono una buona notizia. Manca la politica”.

    Ad agosto scorso la procura fiorentina ha aperto un’inchiesta a seguito dell’esposto presentato da Salviamo Firenze per viverci su presunte anomalie nell’assegnazione degli appartamenti di proprietà di Montedomini.    “L’accesso, effettuato sulla base di un ordine di esibizione documentale – spiega Montedomini riguardo alla visita di ieri delle Fiamme gialle -, ha riguardato l’acquisizione di atti relativi alle questioni contenute nell’esposto, con particolare riferimento al patrimonio immobiliare dell’Ente e ad alcuni aspetti della sua organizzazione e del suo funzionamento. I nostri uffici hanno assicurato fin dal primo momento massima disponibilità e piena collaborazione, mettendo a disposizione del personale della Guardia di Finanza la documentazione richiesta e fornendo il necessario supporto durante le attività”. “Una prima parte della documentazione è stata già consegnata e i nostri uffici stanno predisponendo l’ulteriore materiale richiesto, che sarà messo a disposizione delle autorità competenti” si spiega ancora da Montedomini che evidenzia l’atteggiamento “di piena trasparenza e disponibilità che abbiamo mantenuto fin dall’inizio e che continueremo a garantire, nella convinzione che il rigoroso accertamento dei fatti sia nell’interesse dell’Ente e dell’intera comunità fiorentina”. L’azienda ribadisce anche “piena fiducia nel lavoro della magistratura e degli investigatori”.

    “Bene che la Magistratura faccia il proprio lavoro. La Magistratura farà le proprie verifiche. In settimana prossima presenteremo nuovi elementi ad integrazione del nostro esposto di inizio agosto. Continueremo a fare la nostra parte, chiedendo che siano accertati i fatti e le eventuali responsabilità.  La Magistratura accerterà i fatti. Alla politica spetta assumersi le proprie responsabilità, senza aspettare che siano altri a farlo”, si legge in una nota di Salviamo Firenze sugli accertamenti della GdF a Montedomini.

    SPAZIO A CHI SCRIVE, SUONA E CREA: AL VIA IL ROCK CONTEST DI CONTRORADIO.

    15 Ottobre 2026 ore 12:30
    SPAZIO A CHI SCRIVE, SUONA E CREA: AL VIA IL ROCK CONTEST DI CONTRORADIO.

    In partenza il 20 ottobre le fasi live per entrare nella rosa dei finalisti del più importante e riconosciuto concorso musicale nazionale dedicato agli artisti emergenti. È LAMANTE l’ospite d’eccezione della finalissima del 6 dicembre al Tenax


    CONTRO LA MUSICA USA E GETTA, SPAZIO A CHI SCRIVE, SUONA E CREA: AL VIA IL ROCK CONTEST DI CONTRORADIO.

    ROBERTA SAMMARELLI (Sì! Boom! Voilà!, già Verdena), MAX COLLINI (Offlaga Disco Pax), CARLO CORBELLINI (Post Nebbia) e MASSIMILIANO “UFO” SCHIAVELLI (The Zen Circus) i nomi della giuria già annunciati

    Il ROCK CONTEST di CONTRORADIO si prepara ad entrare nel vivo del concorso con l’inizio, il 20 ottobre, delle fasi live in cui i 30 artisti selezionati tra oltre 600 iscrizioni e provenienti da tutta Italia (dalla Sicilia al Piemonte), porteranno sul palco i loro brani per provare a conquistare un posto alle semifinali e avvicinarsi alla serata finale del 6 dicembre al Tenax.

    Organizzato da Controradio e dall’associazione Controradio Club con il contributo di Comune di Firenze e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e il patrocinio e il contributo di Regione Toscana, sponsor B&C Speakers, il ROCK CONTEST è molto più di un concorso, è una risposta concreta allo strapotere degli algoritmi e un presidio a tutela delle composizioni originali, facendo perno sul valore insostituibile dei nuovi autori di fronte alla diffusione della musica creata con l’intelligenza artificiale. La manifestazione, in un contesto dominato dalle piattaforme digitali, mette al centro la dimensione dal vivo nei club come spazio autentico di fruizione della creatività musicale, lontano dal gigantismo dei grandi eventi, offrendo un network reale che mette in connessione artisti e addetti ai lavori, budget per finanziare i progetti, palchi su cui mettersi alla prova e un contatto diretto con le principali etichette e i festival della scena indipendente italiana.

    I progetti musicali in gara tracciano una fotografia sonora moderna e in sintonia con le tendenze internazionali: nelle nuove produzioni emerge un massiccio ritorno a sound chitarristici e a testi in lingua inglese, evidenziando il superamento dei codici ormai tradizionali del cosiddetto indie pop in italiano. Il mosaico di quest’anno spazia così tra post-punk, shoegaze, hip hop, dream pop, elettronica, drum & bass, psichedelia, nu-soul, cold wave, cantautorato, modern metal, reggae, blues e sperimentazione.

    I PROGETTI IN GARA
    Aftertaste, Angelica Del Nibbio, AUT!, Bad Rising, Boetti, Casa Gialla, Cruz Luma, Dalcò, Darko, didettagli, Epoca22, Euphonia, Fujiiro, Johnson Mella, Jump in Trail, Junipero, KarlitosDenti, Le Malabù, Lit Up Fuse, Mario Rossi Fa Rap, Mosquitos Like Helicopters, NOF41, Paolo Di Napoli, Rigagnoli, Rugo, Sacrifighe, Stoccolma, Sybilla, The Brave Katuka Boys, Xylema.

    Gli artisti proveranno ad aggiudicarsi uno dei premi messi in palio, oltre che avere l’opportunità di una visibilità importante, di farsi conoscere e suonare dal vivo davanti a un pubblico di appassionati e addetti ai lavori, mostrare il valore della propria musica e ampliare la propria rete di contatti attraverso il network sonoro messo loro a disposizione dal Rock Contest. Tutti potranno intanto essere scoperti attraverso foto, brani e brevi biografie sulla pagina dedicata.

    L’OSPITE LIVE
    Torna sul palco del Rock Contest che l’ha vista esordire, Lamante, il progetto artistico della cantautrice vicentina Giorgia Pietribiasi. Oggi una delle voci più autentiche della canzone d’autore contemporanea, sarà l’ospite speciale della serata finale del 6 dicembre al Tenax di Firenze. Premiata appena esordiente proprio durante l’edizione 2022 del Rock Contest di Controradio, la sua proposta unisce un’espressività vocale cruda a sonorità tribali e arrangiamenti organici firmati con Taketo Gohara, intrecciando memoria familiare e riprese sul campo. La qualità del suo percorso le è valsa prestigiosi successivi riconoscimenti di critica e settore — tra cui il Premio Nuovo Imaie a Musicultura, la candidatura alle Targhe Tenco (Opera Prima), il premio Miglior Artista Emergente ai Rockol Awards 2024 e il PIVI / Videoclip Italia Awards — mentre il brano “Come volevi essere” è stato inserito nella colonna sonora della serie TV Netflix Minerva. Ha collaborato in duetto nei dischi di Levante e Paolo Benvegnù, ed è stata scelta come opening act per i concerti nei palazzetti di Coez e dei Negramaro all’Arena di Verona.

    LAMANTE

    Il ROCK CONTEST offre da quasi quarant’anni opportunità uniche e proprio per questo, oltre ad essere considerato il contest più importante e riconosciuto in Italia, è anche il più longevo: da sempre punto di osservazione privilegiato sulla nuova musica italiana, è un network che mette in connessione artisti e professionisti del settore e offre spazio e voce alle nuove tendenze musicali, con budget reali per finanziare i progetti, palchi su cui farsi conoscere dal vivo e un contatto diretto con etichette e festival protagonisti della scena indipendente italiana.
    Aperto a ogni genere e linguaggio, il contest intercetta e porta all’attenzione le proposte più originali, innovative e contemporanee del panorama musicale. Sotto la direzione artistica di Giuseppe Barone, offre agli artisti occasioni concrete per far avanzare il proprio percorso artistico, mantenendo al centro la dimensione live, spazio insostituibile di incontro, scoperta e condivisione.
    Ricordiamo che, negli anni, hanno sposato la valenza e lo spirito del contest, come giurati o ospiti live, artisti come Dario Brunori, Diodato, Colapesce, Manuel Agnelli, Piero Pelù, Andrea Appino (The Zen Circus), Aimone Romizi (Fast Animals and Slow Kids), Enrico Gabrielli (Calibro 35), Paolo Benvegnù, Alberto Ferrari (Verdena), Iosonouncane, Lo Stato Sociale, Motta, Tre Allegri Ragazzi Morti e molti altri. E altrettanti artisti si sono avvicendati sul palco come “nuove proposte”, diventando poi artisti di fama nazionale: Offlaga Disco Pax, Lucio Corsi, Emma Nolde, Lamante, LOSTATOBRADO (entrati nell’organico dei CSI per le date in Cina ed in Mongolia e opening act di tutte le date del tour) e, facendo un salto indietro di più di 30 anni, Samuel e Boosta dei Subsonica, gli Scisma di Paolo Benvegnù, Irene Grandi, la Bandabardò, Roy Paci etc. Inoltre, la leggendaria Patti Smith è stata ospite di un evento speciale di incontro con gli artisti e Ligabue è stato testimonial dell’edizione del 2015.

    LA GIURIA
    Anche solo partecipare al concorso può fare la differenza perché in giuria, ad ascoltare e selezionare i progetti in gara, ci saranno realtà discografiche tra le più affermate e interessanti in cerca di nuovi talenti: 42 Records, Woodworm Label, Carosello Records, La Tempesta Dischi, Dischi Sotterranei, Audioglobe, Picicca, Black Candy Produzioni, Dischi Uappissimi, Spinnit, Notturno Dischi, Quindi Records, Santa Valvola Records e le agenzie di booking Locusta, All Things Live, Panico Concerti, Annibale e RC Waves.
    A questi si aggiungeranno una serie di importanti musicisti.
    Tra i primi nomi confermati si annunciano Roberta Sammarelli, storica bassista e fondatrice dei Verdena e presenza centrale nella storia di una delle band più importanti e influenti del rock alternativo e psichedelico del nostro Paese, oggi parte dei Sì! Boom! Voilà!, nuovo progetto dalla forte impronta noise-punk, istintiva e viscerale, Massimiliano “Ufo” Schiavelli, bassista dei The Zen Circus, coautore dei brani e travolgente performer, autentico protagonista del rock indipendente nostrano, Max Collini, leggendaria voce narrante e l’anima poetica degli Offlaga Disco Pax, gruppo simbolo che ha rivoluzionato l’indie italiano con l’iconico album Socialismo Tascabile realizzato proprio grazie al Rock Contest e Carlo Corbellini, anima dei Post Nebbia, uno dei talenti più brillanti della nuova scena indie, capace di fondere psichedelia, synth-pop, funk e post-punk con un’estetica nostalgica e al tempo stesso contemporanea.

    Nella valutazione dei progetti in gara saranno coinvolte anche le direzioni artistiche di alcuni dei più importanti festival italiani alla ricerca di nuove proposte (La Prima Estate, RiveRock, Artico Festival, LARS Rock Fest, OffTune Festival, WØM Fest, Fans Out Festival, LET’S Festival, Santa Valvola Fest) con una collaborazione iniziata nel 2022 e che si rinnova per offrire ai 30 selezionati l’opportunità di essere inclusi nelle varie line up delle manifestazioni associate, come è già successo a tanti nelle scorse edizioni.

    La giuria selezionerà 30 band/solisti per l’accesso al concorso che, a partire dal 20 ottobre, a Firenze, vedrà susseguirsi, con l’aggiunta del voto del pubblico in presenza e online, 5 serate eliminatorie e 2 semifinali, fino ad arrivare alla finale del 6 dicembre al TENAX.

    I PREMI
    Il 1° classificato ROCK CONTEST 2026 si aggiudicherà 3.000 euro da investire nella crescita del proprio progetto artistico, il 2° potrà usufruire di 5 giornate di registrazione al Sam Recording Studio, uno degli studi più prestigiosi e qualificati in Italia, al 3° classificato verrà finanziato un progetto artistico relativo alla propria attività musicale per 1.500 euro. Infine, alla migliore canzone in italiano, in collaborazione con la testata Il Popolo del Blues, verrà assegnato lo speciale Premio Ernesto De Pascale, dedicato alla memoria del conduttore radiofonico (RAI Stereonotte, Controradio), giornalista, musicista e storico presidente di giuria del Rock Contest. In palio, la registrazione professionale del brano premiato presso il Sam Recording Studio.

    Sponsor tecnici dell’edizione: Audioglobe e Sam Recording Studio.

    L’immagine ufficiale del ROCK CONTEST 2026 porta la firma di Alessandro Baronciani, proseguendo così una collaborazione nata nel 2015.

    IL CALENDARIO DELLE SERATE LIVE
    Serate di selezione:
    Martedì 20 Ottobre – Mosquitos Like Helicopters, Mario Rossi Fa Rap, Aftertaste, Rigagnoli, Paolo Di Napoli, Bad Rising @ Combo Social Club (Firenze)
    Giovedì 22 Ottobre – Jump in Trail, Epoca22, Darko, Johnson Mella, AUT!, Junipero @ Combo Social Club (Firenze)
    Giovedì 29 Ottobre – Angelica Del Nibbio, Euphonia, didettagli, Boetti, Stoccolma, Sybilla @ Combo Social Club (Firenze)
    Giovedì 5 Novembre – Cruz Luma, Lit Up Fuse, Fujiiro, Dalcò, Sacrifighe, Xylema @ Glue Alternative Concept Space (Firenze)
    Giovedì 12 Novembre – KarlitosDenti, Rugo, Le Malabù, NOF41, The Brave Katuka Boys, Casa Gialla @ Glue Alternative Concept Space (Firenze)

    Semifinali:
    Venerdì 20 Novembre @ Glue Alternative Concept Space (Firenze)
    Giovedì 26 Novembre @ Glue Alternative Concept Space (Firenze)

    Serata Finale & Special Guest:
    Domenica 6 Dicembre @ TENAX (Firenze)

    SEGUI IL ROCK CONTEST:

    Website – https://www.rockcontest.it
    Facebook – https://www.facebook.com/RockContestControradio
    Instagram – https://www.instagram.com/rockcontestcontroradio/

    Cub ‘ su Rsa Le Civette non vengono attuati gli impegni presi’

    15 Ottobre 2026 ore 11:59
    Cub ‘ su Rsa Le Civette non vengono attuati gli impegni presi’

    “Al momento non è pervenuta alcuna proroga del servizio da parte della Asl Toscana centro, e di conseguenza la procedura di licenziamento collettivo non è stata ritirata dalla Cooperativa Proges. Il destino di 26 lavoratrici e lavoratori resta ancora incerto”. Così Cub sanità di Firenze.

    Per la Rsa Le Civette, “il dubbio che l’accordo firmato mercoledì scorso 7 ottobre sia stato solo un contentino finalizzato a ‘detensionare il clima’ sta diventando in questi giorni sempre più assillante: al momento non è pervenuta alcuna proroga del servizio da parte della Asl Toscana centro, e di conseguenza la procedura di licenziamento collettivo non è stata ritirata dalla Cooperativa Proges. Il destino di 26 lavoratrici e lavoratori resta ancora incerto”. Così Cub sanità di Firenze.

    “Il posto vuoto nella struttura da agosto non è stato ancora occupato attingendo alla lista d’attesa – aggiunge il sindacato in una nota -. Segnale preoccupante è che alcuni familiari anche in questi giorni sono stati contattati in merito all’ipotesi di spostamento dei loro congiunti. I lavori nell’ala chiusa nel 2023, iniziati il 2 settembre 2026 con la dicitura ‘riqualificazione e ristrutturazione’, stanno continuando e, da quello che abbiamo appreso solo recentemente, sarebbero finalizzati a destinare l’ala chiusa della Rsa alla Cot, servizio di carattere amministrativo. Per questo ad oggi riteniamo che restino ancora aperte le domande che ci siamo fatti una settimana fa” e “riteniamo che non si debba far calare l’attenzione e che si debba restare pronti alla mobilitazione e a costruire dal basso un progetto per la Rsa Le Civette nel contesto dell’area di San Salvi”.

    Critici Dmitrij Palagi, capogruppo a Palazzo Vecchio di Sinistra progetto Comune, e Lorenzo Palandri di Sinistra Progetto Comune Quartiere 2, che annunciano un question time. “Vogliamo sapere quando arriverà la proroga – spiegano in una nota -, e se il Comune, che a quel tavolo c’era, la sta sollecitando. Inoltre vogliamo sapere perché il posto libero da agosto non va a chi aspetta in lista e se corrisponde al vero che alcune famiglie, anche in questi giorni, vengono contattate per un possibile trasferimento dei loro parenti”. “A questo punto – proseguono – il Comune deve chiedere di fermare la trasformazione degli spazi della residenza e dirci se è disposto a farsi carico lui dell’intervento, costruendo un’alleanza insieme al Quartiere 2 e a chi in questi mesi ha tenuto aperta la vertenza”.

    Aeroporto Frienze, Carrai: ‘ se vinciamo al Tar chiudiamo l’iter a primavera’

    15 Ottobre 2026 ore 11:46
    Aeroporto Frienze, Carrai: ‘ se vinciamo al Tar chiudiamo l’iter a primavera’

    Lo ha detto Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti. “Se tutto naturalmente andrà bene, potremo iniziare i lavori”.

    Carrai ha partecipato alla conferenza stampa di oggi, organizzata dalla Camera di commercio di Firenze, con la presenza delle categorie economiche che si sono rivolte al Tar sostenendo le ragioni di Toscana Aeroporti, intervenendo ad opponendum nei ricorsi presentati da amministrazioni e associazioni contrarie al progetto.

    “Laddove il Tar si esprima in senso favorevole” al progetto di potenziamento dell’aeroporto di Firenze con la nuova pista, l’iter, ha sottolineato Carrai,  “prevede, ed è già avviato, il percorso della comunicazione a Bruxelles presso l’Unione Europea per la strategicità dell’aeroporto, e successivamente la conferenza dei servizi, che tendenzialmente porterà a concludere tutto questo ciclo nella prossima primavera”.

    “L’infrastruttura aeroportuale – ha affermato il pesidente di TA- è solamente un mezzo per poter sviluppare i territori, ma è al servizio degli stakeholder, che siano le categorie economiche, le persone che vogliono viaggiare per turismo, per business o per studio, o anche tutta la parte della ricerca scientifica”.

    In caso di vittoria al Tar, ha spiegato il presidente della società, “faremo di tutto, e io in primis mi impegnerò, a far sì che sia salvaguardata la parte ambientale, seguendo naturalmente le linee guida”, mentre “nel caso invece di una nostra sconfitta, valuteremo nel merito i punti che il Tar solleverà e poi prenderemo le dovute decisioni”.

    Franca rimane a casa: la proprietà torna sui suoi passi, niente sfratto dopo polemiche e appelli

    15 Ottobre 2026 ore 07:36
    Franca rimane a casa: la proprietà torna sui suoi passi, niente sfratto dopo polemiche e appelli

    Dopo le polemiche e gli appelli delle istituzioni, la proprietà fa marcia indietro: l’anziana continuerà a vivere nell’abitazione di Rifredi pagando 450 euro al mese. Lo rivela il Corriere Fiorentino dopo la storia pubblicata due giorni fa e che adesso vede una soluzione.

    Franca, 94 anni,  che vive nella stessa casa nel quartiere fiorentino di Rifredi dalla fine degli anni Sessanta, potrà restare nella propria casa senza subire aumenti del canone d’affitto. La decisione della proprietà, come rende noto oggi il Corriere Fiirentino, è arrivata dopo le reazioni suscitate dalla notizia della disdetta del contratto, che prevedeva il rilascio dell’immobile entro la fine di febbraio. La sindaca di Firenze, Sara Funaro, aveva espresso forte preoccupazione per la situazione, sottolineando la fragilità della donna e la regolarità con cui aveva sempre pagato l’affitto. Anche il presidente della Regione, Eugenio Giani, era intervenuto chiedendo alla proprietà di trovare una soluzione. In serata è arrivata la conferma: nessuno sfratto e canone invariato a 450 euro mensili. La proprietà ha precisato che la disdetta rientrava in una procedura formale legata alla scadenza della locazione.

    La conclusione positiva della vicenda riporta però l’attenzione sull’emergenza abitativa che interessa Firenze dove si registra una media di uno sfratto ogni due giorni. Sindacati e associazioni chiedono interventi strutturali,  investimenti nell’edilizia pubblica e politiche che affrontino il tema delle case lasciate vuote dei proprietari.

    Omicidio in affittacamere a Prato, la vittima è un 17enne

    15 Ottobre 2026 ore 06:40
    Omicidio in affittacamere a Prato, la vittima è un 17enne

    E’ stata identificata la vittima dell’ omicidio avvenuto ieri in un dormitorio in via Marini a Prato, si tratta di un 17enne cinese, immigrato regolare.

    Per il delitto si è costituito due giorni fa in questura un altro cittadino orientale, 53
    anni, irregolare in Italia e già noto alle forze dell’ordine per spaccio di droga.    Agli inquirenti il presunto omicida ha spiegato, riguardo al movente del delitto, che la vittima lo avrebbe filmato mentre assumeva droga. Il presunto omicida avrebbe invitato il connazionale a smetterla di riprenderlo altrimenti gli avrebbe sparato. Ma sono in corso accertamenti anche su questo.    Il 53enne aveva anche dato fuoco ai bagagli che aveva
    nell’immobile, motivo per cui in via Marini erano  intervenuti anche i vigili del fuoco.

    Venezuela’s Opposition Leader Calls Trump’s New Oil Partner Corrupt

    16 Ottobre 2026 ore 23:58
    The businessman denied accusations made by María Corina Machado in a wide-ranging interview, in which she promised to return to Venezuela “sooner than you would expect.’‘

    © Nathalia Angarita for The New York Times

    While expressing frustration that she is stuck abroad, María Corina Machado vowed to return to Venezuela and rally supporters for a future election.

    Il continuo divenire della pittura: la personale di Roberto Becherucci incanta la Melograno Art Gallery

    15 Ottobre 2026 ore 23:42

    Livorno, 15 ottobre- Si è conclusa il 13 ottobre presso la Melograno Art Gallery di Livorno, nella cornice di via Marradi, la mostra personale di Roberto Becherucci intitolata “Il continuo divenire della pittura”. L’esposizione, inaugurata con grande successo di pubblico e critica, ha segnato un momento di alto valore artistico per la galleria e una tappa fondamentale nella carriera dell’artista livornese.Da sempre legato alla tradizione figurativa e alla pittura en plein air, con la quale per anni ha immortalato i paesaggi, i tramonti e le scogliere della costa toscana, Becherucci ha intrapreso negli ultimi tempi un percorso di profonda trasformazione formale. Nelle opere presentate per questa Solo Show, il dato naturalistico non viene rinnegato, ma subisce una potente trasfigurazione che lo conduce verso i territori dell’espressionismo e dell’astrattismo gestuale. La materia pittorica si fa densa, vibrante e viva, arricchita da stratificazioni di colore, graffi e incisioni che mostrano tutta la fisicità dell’atto creativo. Su queste superfici dinamiche dialogano azzurri profondi, gialli solari, viola e tonalità sature, dove il segno perde la funzione di semplice contorno per diventare ritmo, emozione e architettura interiore.L’opera di Roberto Becherucci trasmette un’energia travolgente e una sensazione di continuo fermento. I suoi quadri non appaiono mai statici, ma sembrano rispecchiare il flusso ininterrotto e vitale della natura. Invito implicito allo spettatore è quello di superare la pura descrizione visiva per lasciarsi guidare dall’istinto e dalla percezione del colore, ritrovando quella luce profonda e quell’atmosfera marina che continuano a vibrare sulle tele in chiave poetica.L’obiettivo principale di questo nuovo ciclo di lavori risiede proprio nel superamento del confine tra il reale e l’astratto, trasformando l’immagine in un’entità del tutto autonoma. Questo passaggio evidenzia una straordinaria maturazione artistica: Becherucci dimostra la maturità e il coraggio formale necessari per evolvere la propria tecnica senza perdere la propria identità, trasformando la perizia del dettaglio figurativo in una sintesi potente e ricca di personalità. Il grande riscontro di pubblico e la qualità delle opere esposte confermano l’ottimo lavoro svolto da Roberto Becherucci, consacrandolo come una delle voci più interessanti, consapevoli e dinamiche del panorama pittorico contemporaneo.

    Firenze, incidente nel cantiere dell’Alta Velocità: un morto

    15 Ottobre 2026 ore 17:31

    (Adnkronos) – Un operaio di 31 anni è morto in un incidente sul lavoro, avvenuto nel pomeriggio di oggi, giovedì 15 ottobre, nel cantiere della nuova stazione dell’Alta Velocità di Firenze, la stazione Foster, nella zona di Rifredi, tra via Circondaria e via Onofrio Zeffirini. Secondo una prima ricostruzione l’operaio è stato investito dalla caduta di un pilone durante le operazioni di movimentazione e scarico di materiale da un mezzo pesante. La struttura sarebbe precipitata da una gru, ma le cause del cedimento e la dinamica esatta dell’incidente restano da chiarire. 

     

    La vittima, di origine marocchina e residente a Firenze, lavorava come gruista per il Consorzio Florentia, impegnato nella realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria. L’allarme è stato lanciato dai colleghi presenti sul posto. All’arrivo dei soccorritori del 118, per il trentunenne non c’era più nulla da fare. L’altro operaio coinvolto è stato soccorso in condizioni gravissime. 

    Sul luogo dell’incidente sono intervenuti la Polizia municipale, i Vigili del Fuoco e i tecnici della Asl, incaricati di effettuare i rilievi necessari a ricostruire quanto accaduto e a verificare il rispetto delle misure di sicurezza. Presenti anche le autorità cittadine e regionali. Gli accertamenti dovranno stabilire le cause della caduta del pilone e le eventuali responsabilità. 

    “Le cause sono ancora da chiarire” afferma in una nota Filca-Cisl Toscana. “Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone colpite da questa morte sul lavoro. Sarà necessario fare piena luce sulla dinamica e sulle cause dell’incidente. Una cosa però è certa: sulla salute e sicurezza nei cantieri bisogna fare molto di più, rafforzando prevenzione, controlli e responsabilità lungo tutta la catena degli appalti”.  

    Rete Ferroviaria Italiana, con una nota, esprime “il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari dell’operaio del consorzio Florentia, azienda impegnata nella realizzazione della nuova stazione Av di Firenze, deceduto oggi durante le attività di lavoro”. La dinamica di quanto accaduto, concludono, “è al vaglio delle competenti autorità”. 

    Cgil e Fillea Cgil Firenze esprimono cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’operaio morto sul lavoro, chiedendo che venga fatta piena luce sull’accaduto. I sindacati denunciano l’ennesima tragedia nei cantieri, definendola un “operaicidio” e sottolineando che la sicurezza deve valere più di qualsiasi cronoprogramma. Ricordano che solo due giorni prima avevano discusso di prevenzione e tutela dei lavoratori proprio in quel cantiere. Annunciano infine possibili iniziative di mobilitazione e protesta, chiedendo più controlli, formazione e sicurezza. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

    ❌