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Il mostro di Frankenstein. La guerra cognitiva russa e la narrativa che cuce ideologie morte

13 Giugno 2026 ore 11:57

C’è una scena ricorrente nei romanzi gotici dell’Ottocento: il dottore folle che di notte fruga nei cimiteri, strappa arti da cadaveri diversi e li cuce insieme sperando di ridar vita a qualcosa che non ha mai avuto una vita unitaria. È la metafora più precisa per descrivere l’architettura della guerra cognitiva russa nel conflitto ucraino: una narrativa “Frankenstein” che assembla frammenti di ideologie morte — anticapitalismo, antimperialismo, nostalgia sovietica, neopaganesimo slavo, suprematismo bianco, retorica pacifista — e li cuce in un mostro coerente solo nell’odio per l’Occidente liberaldemocratico.

Il paradosso al cuore dell’operazione è tanto evidente quanto sistematicamente ignorato: la Russia di Putin giustifica la propria invasione dell’Ucraina come una “missione di denazificazione”, mentre le sue unità d’élite sul campo ostentano apertamente la simbologia del Terzo Reich. Il Gruppo Rusich, guidato da Alexei Milchakov, neonazista dichiarato, sfoggia rune Waffen-SS e il Kolovrat, variante slava della svastica. La brigata “Española” era identificata dal codice 88 — abbreviazione cifrata di “Heil Hitler” — operativa fino alla fine del 2025. Dmitry Utkin, fondatore operativo del Gruppo Wagner, portava tatuati sulle clavicole i simboli delle SS, e il nome stesso “Wagner” fu scelto come omaggio al compositore prediletto di Hitler. Denazificare l’Ucraina usando neonazisti: la contraddizione non è un errore logico, è un metodo.

Quel metodo si chiama guerra cognitiva. Non è propaganda nel senso tradizionale del termine — la diffusione di un messaggio univoco verso un pubblico passivo. È qualcosa di più sofisticato e più destabilizzante: la produzione industriale di contraddizioni, l’inquinamento sistematico del campo semantico, la trasformazione del dubbio in arma. L’obiettivo non è convincere che la Russia ha ragione, ma convincere che non esiste una ragione verificabile, che tutto è relativo, che “anche dall’altra parte ci sono nazisti”, che la verità è irraggiungibile. In questo spazio di nebbia cognitiva il mostro di Frankenstein prospera, perché nessuno ha più gli strumenti per identificarne le suture.

La specificità italiana di questa operazione merita attenzione particolare. L’Italia si è rivelata il laboratorio più fertile per testare la saldatura tra opposti estremismi. Il meccanismo è stato elaborato attraverso la cosiddetta “Quarta Teoria Politica” di Alexander Dugin — importata e adattata al contesto italiano da figure come Orazio Maria Gnerre — che propone un asse trasversale tra estrema destra e sinistra antagonista unificato dall’avversione all’atlantismo e al liberalismo. Il risultato è una narrativa in cui il pugno chiuso copre il saluto romano, e la lotta al “fascismo ucraino” diventa l’involucro ideologico che nasconde la più grande forza mercenaria neonazista e reazionaria del XXI secolo.

Il volto umano di questo inganno ha un nome: Edy Ongaro, militante veneto della sinistra radicale morto nel 2022 combattendo con il Battaglione Prizrak nel Donbass. La sua figura è stata trasformata da Mosca in un’icona propagandistica: il “nuovo partigiano internazionalista” che dà una parvenza di antifascismo a un’invasione condotta da unità dichiaratamente neonaziste. Il cortocircuito è deliberato: se anche un militante di sinistra combatte per il Donbass, allora forse lì davvero c’è qualcosa che vale la pena difendere. La logica del testimone oculare ideologicamente orientato, trasformato in strumento di influenza post-mortem.

Questa “disinformazione a cascata” — che non mira a formare una convinzione ma a saturare l’ambiente informativo di rumore — trova in Italia una rete di amplificatori che va dai canali Telegram privi di fact-checking agli ospiti fissi dei talk show di prima serata. L’Italia è l’unico Paese del G7 che ospita regolarmente propagandisti del Cremlino nei propri spazi mediatici mainstream. La soglia di riconoscimento del mostro di Frankenstein si abbassa ogni volta che il mostro viene invitato a sedersi al tavolo come interlocutore legittimo.

La sfida che il conflitto ucraino pone alle democrazie europee non è quindi soltanto militare né soltanto economica: è cognitiva. Richiede la capacità di riconoscere le suture del mostro di Frankenstein — di distinguere l’anticapitalismo genuino dalla sua versione teleguidata da Mosca, il pacifismo autentico dalla sua variante funzionale al disarmo dell’aggredito, il giornalismo di inchiesta dal “dubbio metodico” che si trasforma in rendita di posizione. Richiede, in ultima analisi, quella che potremmo chiamare immunità narrativa: la capacità collettiva di non essere reclutati come parti del corpo del mostro, ignari che le nostre braccia siano già cucite al torso di qualcun altro.

Il dottor Frankenstein, nel romanzo di Mary Shelley, alla fine è divorato dalla propria creatura. La domanda aperta, per l’Europa, è se saremo capaci di riconoscere il mostro prima che bussi alla porta.

Un evento di arti marziali da 60 milioni di dollari alla Casa Bianca: l’ultima follia di Donald Trump per i suoi 80 anni

13 Giugno 2026 ore 11:45

C’è un evento sportivo che in questi giorni negli Stati Uniti sta facendo parlare tanto quanto o addirittura più dei Mondiali di calcio. E si svolgerà alla Casa Bianca per la prima volta nella storia. Nel giorno del suo 80esimo compleanno (dove verranno celebrati anche i 250 anni dell’indipendenza americana, il cui anniversario però è il 4 luglio), Donald Trump ha infatti organizzato l’UFC Freedon 250, un evento di Ufc (arti marziali), all’interno della sua residenza ufficiale. Un’idea nata due anni fa con Dana White, CEO dell’UFC – quando il tycoon partecipò a una serata di Ufc al Madison Square Garden e venne accolto da applausi e cori “Usa, Usa” – e a cui adesso Trump ha dato seguito. L’evento – a spese della Ufc – è costato 60 milioni di dollari.

La serata vedrà lottatori affrontarsi in un ring montato all’interno di un enorme ottagono di 27 metri chiamato “The Claw” e – come dichiarato dall’amministrazione americana – sarà tutto esaurito, con oltre 4mila spettatori presenti. Si affronteranno Ilia Topuria, campione dei pesi leggeri, e Justin Gaethje, leggenda della MMA americana. Prima di loro invece si sfideranno Alex Pereira e Cyril Gane: in palio c’è la cintura dei pesi massimi. Gli atleti entreranno all’interno dell’ottagono direttamente dal famoso studio ovale, dove si trova la nota “resolute desk” di Trump. Al “Lincoln memorial”, invece, dove c’è la famosa statua di Abramo Lincoln seduto, si svolgeranno le conferenze stampa e le premiazioni.

Chi non è riuscito ad accaparrarsi un biglietto per l’UFC Freedon 250 – così è chiamato l’evento – è invitato a tentare la fortuna sul sito online Tickemaster, ma con poche speranze. Ma nessun problema, ha precisato Trump: chi non sarà presente potrà vederla in diretta tv e in streaming, anche sul maxischermo all’esterno della White House, con 85mila posti grauiti a disposizione. Il tutto organizzato grazie soprattutto all’amico da oltre 20 anni di Trump, Dana White, presidente della Ufc. Il programma di domenica prevede inoltre una cerimonia privata riservata all’élite del movimento trumpiano. C’è il rischio maltempo e non si esclude – come riportano alcuni media internazionali – una possibile invasione di zanzare. L’evento sarà trasmesso anche in diretta tv e streaming.

In un video pubblicato sui social ieri, 12 giugno, Donald Trump ha paragonato l’arena della Ultimate Fighting Championship (UFC) costruita davanti alla Casa Bianca alla Torre Eiffel di Parigi. Parlando della struttura dentro alla quale c’è il ring, Trump ha ricordato la storia del famosissimo monumento francese. Costruito inizialmente per l’Esposizione Universale del 1889, avrebbe dovuto essere smantellata subito dopo la manifestazione.

Intanto le prove dello spettacolo aereo organizzato in vista dell’evento UFC hanno provocato ritardi agli aerei in partenza, compresi anche quelli di alcuni membri del Congresso. Un volo Delta diretto da Washington a Detroit è rimasto fermo sulla pista a causa della temporanea chiusura dello spazio aereo attorno all’aeroporto Reagan National. Tra i passeggeri c’erano deputati democratici e repubblicani del Michigan.

Il pilota avrebbe spiegato ai passeggeri che il ritardo era legato alle prove per l’evento e avrebbe aggiunto, con ironia, che eventuali proteste andavano rivolte ai “loro rappresentanti al Congresso” (cioè loro stessi). La Casa Bianca ha poi confermato che le limitazioni al traffico aereo erano state pianificate per consentire le prove dello spettacolo previsto prima dell’evento di arti marziali.

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Opera street art contro le discriminazioni a Firenze

13 Giugno 2026 ore 11:33
Opera street art contro le discriminazioni a Firenze

Il giardino pubblico di Quaracchi a Firenze entra nell’elenco degli ‘Spazi d’arte’ della città e vi sarà realizzata un’opera di street art dal titolo ‘Stop omolesbobitransinterafobia’. L’intervento, si spiega da Palazzo Vecchio, nasce a seguito dell’atto vandalico, lo scorso 20 maggio, contro il cartello artistico non ancora inaugurato nel Quartiere 5 in occasione della Giornata internazionale contro l’omolesbobitransinterafobia.

Accogliendo la proposta avanzata dalla Rete Lenford-Avvocatura per i diritti Lgbti+, l’amministrazione comunale ha così deciso per uno spazio dedicato all’arte urbana e alla promozione dei diritti. L’opera, si spiega ancora dal Comune, sarà realizzata con il coinvolgimento del territorio e dei servizi di educativa di strada e avrà l’obiettivo “di promuovere il contrasto a ogni forma di discriminazione, valorizzare il senso di appartenenza alla comunità e rendere il giardino di Quaracchi un luogo riconoscibile per la diffusione di una cultura del rispetto e dell’inclusione”.

“Di fronte a un gesto che ha cercato di colpire i valori della convivenza civile e del rispetto contrapponendo consapevolmente un simbolo di odio e violenza a uno di rispetto – spiega l’assessora alle pari opportunità Benedetta Albanese – la risposta della città è ancora più forte”. “Quando l’odio prova a lasciare un segno, la risposta migliore è riempire quello spazio di partecipazione, creatività e diritti”, aggiunge l’assessora alle politiche giovanili Letizia Perini.

Caso ricina, denunciata per favoreggiamento un’amica della famiglia Di Vita: dalle chat incongruenze con la sua testimonianza

13 Giugno 2026 ore 11:31

Si infittisce il mistero sul giallo di Pietracatella, il comune in provincia di Campobasso dove, tra il 27 e il 28 dicembre 2025, sono morte Sara Di Vita e sua madre Antonella di Ielsi per avvelenamento da ricina. Sono passati più di cinque mesi dall’apertura del fascicolo per omicidio aggravato dalla premeditazione: ora una stretta amica della famiglia Di Vita è stata denunciata a piede libero per favoreggiamento e per aver ostacolato le indagini.

Gli agenti hanno deciso di procedere dopo un’interrogatorio in questura della donna, l’ennesimo degli ultimi mesi. Tra gennaio e oggi, l’amica di famiglia è stata sentita tre volte negli uffici della Squadra Mobile come persona informata dei fatti e ha sempre negato tensioni e problemi all’interno del nucleo familiare. Le sue parole però sono state smentite, secondo gli investigatori, dai riscontri oggettivi: contrariamente a quanto dichiarato, la donna era a conoscenza dei problemi e gli agenti hanno ritenuto che abbia agito per ostacolare le indagini. La Squadra Mobile di Campobasso negli ultimi giorni ha ottenuto i primi responsi dai telefoni sequestrati nella casa di Pietracatella lo scorso 4 maggio. Proprio all’interno degli smartphone sono presenti alcune chat che proverebbero le tensioni familiari, soprattutto nel passato della coppia Di Vita, e quindi incongruenze con le testimonianze resa dall’amica di famiglia. Nel dettaglio i contenuti riguardano i telefoni delle due vittime, il cellulare della sorella maggiore Alice Di Vita, un tablet, un pc e due modem della casa.

Dall’inizio dell’inchiesta ci sono state oltre 160 sommarie informazioni testimoniali. Il numero dei verbali però è superiore a quello delle persone effettivamente ascoltate poiché diversi testimoni sono stati convocati più volte per approfondimenti e chiarimenti su aspetti ritenuti rilevanti.

Intanto proseguono gli interrogatori ad altri conoscenti dei Di Vita, ma non è ancora stato fissato il nuovo sopralluogo nella casa di Pietracatella, in via Risorgimento, sotto sequestro ormai da cinque mesi e mezzo. L’obiettivo è effettuare ulteriori verifiche e cercare eventuali tracce della tossina o altri elementi che possano contribuire alla ricostruzione delle modalità con cui la ricina sarebbe stata introdotta nell’abitazione. A inizio giugno la trasmissione televisiva Dentro la Notizia ha individuato una pianta di ricino in un terreno agricolo situato a circa quindici chilometri dal comune del presunto duplice omicidio. Per fine mese sono anche attesi i risultati delle autopsie sui corpi delle due vittime.

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Enzo Iacchetti: “Non sappiamo quale sarà il futuro di Striscia la Notizia e questo mi dispiace. Io andrei avanti anche solo con due luci, una velina e 10 minuti di trasmissione”

13 Giugno 2026 ore 11:29

C’è grande attesa per i prossimi Palinsesti Mediaset, quando a luglio l’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi nel consueto incontro con la stampa snocciolerà tutte le novità della prossima stagione del Biscione. E gli occhi sono anche puntati su un titolo storico come quello di “Striscia la Notizia” di Antonio Ricci. Dopo l’esperimento in prima serata del tg satirico, un cambiamento importante dopo 36 anni, c’è da capire quali saranno gli sviluppi.

Intanto uno dei conduttori storici del tg, siede al bancone dal 1995, Enzo Iacchetti in una intervista a La Stampa ha dichiarato: “Per uno che aveva studiato ragioneria e non voleva finire in banca direi di sì. Il primo contratto era di una settimana. Poi un mese. Poi sono diventati trent’anni abbondanti. Oggi non sappiamo quale sarà il futuro del programma e questo mi dispiace. Anche se gli ascolti non sono più quelli di una volta, Striscia è entrata nella vita di generazioni”.

Poi ha proposto una soluzione: “Io andrei avanti anche solo con due luci, una velina e dieci minuti di trasmissione. Il cuore di Striscia sono sempre stati l’inchiesta e la satira. Per strada la gente mi dice ancora: ‘Non posso pensare che non ci sia più’. Magari oggi fa un milione di spettatori invece di quindici, ma è un milione che vuole bene”.

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Un giudice federale riconosce a Blake Lively il rimborso delle spese legali, ma non ulteriori risarcimenti nella controversia relativa al film “It Ends With Us”

13 Giugno 2026 ore 11:15

Il giudice Lewis J. Liman ha stabilito venerdì 12 giugno, in una sentenza scritta, che Blake Lively può ottenere il rimborso delle spese legali e dei costi sostenuti per la sua difesa contro la controquerela intentata da Justin Baldoni dopo che lei lo aveva citato in giudizio nel dicembre 2024, in merito al loro film del 2024 “It Ends With Us“.

Lively e Baldoni hanno raggiunto un accordo extragiudiziale il mese scorso, proprio mentre stava per iniziare il processo per le accuse di ritorsione mosse dall’attrice. L’attrice non ha ricevuto denaro dall’accordo, ma le è stato consentito di richiedere il rimborso delle spese legali.

Nella sua sentenza scritta, Liman ha citato una legge californiana volta a proteggere le vittime di molestie sessuali e discriminazioni da cause legali ritorsive intese a intimidire e mettere a tacere le vittime. Il giudice ha affermato che “la legge prevede che il querelante debba pagare le spese legali e i costi del convenuto se una richiesta di risarcimento per diffamazione presentata in risposta a una causa viene respinta, anche se i fatti del caso non sono stati accertati attraverso la raccolta di prove”.

Liman ha affermato che l’unica eccezione sarebbe se Baldoni e la sua casa di produzione, Wayfarer Studios LLC, potessero dimostrare che Lively ha agito con dolo quando lo ha citato in giudizio. Ha affermato che Baldoni e Wayfarer hanno fornito poche prove a sostegno di tale affermazione e nessuna che dimostri che lei abbia agito con dolo. Il giudice ha respinto le sue richieste di triplicare i danni e di ottenere anche danni punitivi ai sensi della legge californiana, affermando che non rientravano nelle “norme procedurali federali attentamente elaborate per proteggere i diritti delle parti“.

Lively e Baldoni hanno raggiunto un accordo extragiudiziale il mese scorso, proprio mentre stava per iniziare il processo relativo alle accuse di ritorsione mosse da Lively. L’attrice non ha ricevuto denaro dall’accordo, ma le è stato consentito di richiedere il rimborso delle spese legali.

In una dichiarazione, gli avvocati di Lively, Michael Gottlieb ed Esra Hudson, hanno interpretato la decisione del giudice come una vittoria, affermando che “il riconoscimento delle spese legali dimostra chiaramente che la signora Lively ha presentato le sue richieste in buona fede, che non vi erano prove di malizia e che è lei la parte vincente“.

Lively aveva accusato Baldoni, insieme alla sua casa di produzione, di molestie sessuali e ritorsioni alla fine del 2024. Ha affermato che l’attore ha orchestrato un tentativo di danneggiare la sua reputazione e credibilità pubblica. Baldoni, che ha diretto il dramma romantico dai toni cupi e ne è stato anche protagonista insieme a Lively, ha negato di averla molestata o di aver orchestrato una campagna diffamatoria. Ha affermato che le accuse sul suo comportamento erano state inventate da Lively nell’ambito di un tentativo di assumere il controllo creativo del film.

Baldoni ha quindi intentato una controcausa, accusando Lively e suo marito, l’attore di “Deadpool” Ryan Reynolds, di diffamazione ed estorsione. Liman ha respinto la controcausa di Baldoni l’anno scorso e poi, alcune settimane fa, ha respinto anche le accuse di molestie sessuali mosse da Lively, affermando che non poteva presentarle in quanto lavoratrice autonoma e non dipendente della produzione.

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“La sessualità è vissuta in maniera violenta su un sito porno. È più sano che i ragazzi parlino di sesso e affettività a scuola. Mia figlia ha fatto così”: così Luisa Ranieri

13 Giugno 2026 ore 11:03

Luisa Ranieri è stata ospite a piazza Maggiore a Bologna per La Repubblica delle Idee 2026 e oltre a parlare del suo percorso cinematografico e dei prossimi impegni professionali (verrà girata la seconda stagione de “La Preside”), l’attrice – da sempre attenta a ciò che accade nella società- ha posto l’accento sul rapporto che i ragazzi di oggi hanno con Internet e la sessualità.

“Oggi i ragazzi si informano sui telefonini, si informano sui siti dove le informazioni sono portate, comunque la sessualità è vissuta in maniera violenta su un sito porno...Non è una sessualità che può essere tra due giovani che si innamorano e scoprono la sessualità, guardandosi negli occhi”.

“Quindi, secondo me, – ha aggiunto – oggi noi genitori non possiamo entrare in una sfera che è troppo intima dei figli. L’educazione sessuale è importante. Secondo me si devono cercare le cose e invece che andare su Internet è molto più sano parlarne
scientificamente di quello che accade tra due persone. Mia figlia grande l’ha fatto a scuola, non mi sono opposta, penso che sia giusto che loro crescano con i loro strumenti”.

E poi ha concluso: “Sono favorevole all’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, è molto più sano parlarne scientificamente che formarsi su telefonini e siti porno”.

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Studente minaccia professore con una pistola a pallini: “Dammi le sigarette o ti sparo”. L’episodio a Mirandola (Modena)

13 Giugno 2026 ore 10:55

Minacciato con una pistola a pallini. È successo all’istituto superiore Galileo Galilei di Mirandola, in provincia di Modena, dove uno studente ha puntato l’arma giocattolo su un professore, pretendendo le sue sigarette. “Dammi le sigarette o ti sparo”. A riportarlo la Gazzetta di Modena, secondo cui l’episodio sarebbe avvenuto il 21 maggio durante le ore di lezione in una classe prima del professionale, con il docente alla cattedra preso alle spalle da un gruppo di studenti, uno dei quali gli avrebbe puntato l’arma alla tempia.
La pistola a pallini era una riproduzione fedele di un’arma vera e l’episodio, da quanto si apprende, è stato ripreso con un video.

Il professore ha formalizzato la segnalazione con una nota sul registro di classe e informato il dirigente scolastico. La scuola mantiene il riserbo sui provvedimenti disciplinari. Della scuola in questione si era già parlato, perché vi era avvenuto un “incontro di boxe” durante la ricreazione, che aveva portato il consiglio d’istituto a escludere dagli scrutini di fine anno gli studenti protagonisti.

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“Dopo una serie di esami, i miei medici mi hanno detto che ho l’Alzheimer. Questa sarà la mia ultima edizione”: la notizia choc del mezzobusto Bill Ritter

13 Giugno 2026 ore 10:46

Comunicazione scioccante da parte di Bill Ritter, volto storico di Wabc-Tv/Abc7 e uno dei “mezzibusti” più riconoscibili dell’informazione televisiva newyorkese, ha dato ieri sera, 12 giugno, in diretta la notizia più difficile della sua carriera. Durante l’edizione delle 18 di venerdì, il giornalista ha annunciato ai telespettatori che quella sarebbe stata la sua ultima conduzione di Eyewitness News, dopo aver ricevuto una diagnosi di Alzheimer.

“Dopo una serie di esami, i miei medici mi hanno detto che ho l’Alzheimer – ha dichiarato in diretta -. È una fase iniziale, e dicono che i trattamenti stanno tenendo la malattia sotto controllo. Per ora. Ma non c’è alcuna garanzia, perché una cura non esiste ancora. Quindi, a meno che qualcuno non trovi un rimedio miracoloso, e presto, questa sarà la mia ultima edizione da anchor”.

E infine: “I miei figli dicono che sono coraggioso. Ma non sono io: sono loro a esserlo. E lo è mia moglie Kathleen. Mi mancherà raccontarvi le notizie. Con la verità, e con i fatti, ovunque portino. È stato un onore. Vi auguro salute e pace. E prendiamoci cura gli uni degli altri”

Ritter, 76 anni, era alla guida dell’edizione delle 18 dal 2001. Nonostante l’addio alla scrivania del telegiornale, non lascerà l’emittente: continuerà a lavorare per Wabc/Eyewitness News, concentrandosi proprio sui temi legati alla salute, in particolare sull’aumento dei casi di Alzheimer e sulle difficoltà che affrontano pazienti e famiglie. “Voglio raccontare come il costo delle cure sia diventato insostenibile e come questo Paese potrebbe iniziare a cambiare le cose”, ha spiegato.

Il padre di Ritter è morto con la stessa malattia nel 1998, e da allora il giornalista è stato attivo in numerose iniziative di sensibilizzazione. “Non sono nuovo a tutto questo”, ha ricordato.

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Incendio in un casolare abbandonato a Campagnano di Roma: morto un senzatetto di 68 anni

13 Giugno 2026 ore 10:45

Si era rifugiato in un casolare per dormire, una struttura abbandonata adibita a riparo di fortuna da altri senzatetto come lui. Un 68enne romeno è morto a Campagnano di Roma, vicino al lago di Bracciano, nella notte del 12 giugno, quando intorno alle 23.30 il complesso ha preso fuoco. Sul posto una squadra dei Vigili del Fuoco, con l’ausilio di un’autobotte, è intervenuta in vicolo del Tifo per cercare di domare le fiamme: una volta spento il rogo i soccorritori hanno ritrovato il corpo carbonizzato della vittima.

La salma dell’uomo è stata portata al Policlinico Gemelli per l’esame autoptico che dovrà accertare le cause della morte e verificare se al momento dell’incendio il 68enne fosse già senza vita. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri per gli accertamenti di competenza e per cercare di ricostruire la dinamica del rogo e comprendere come possa essere divampato.

Immagine d’archivio

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“Purtroppo vedo poco mia figlia, una o due volte alla settimana. Sono rientrato di notte, lei era ancora super attiva. L’ho presa e si è addormentata sopra di me”: così Damiano Carrara

13 Giugno 2026 ore 10:36

È giudice fisso di “Bake Off Italia” dal 2017, ha vinto con il fratello Massimiliano “Pechino Express 2024” mentre ha aperto la seconda pasticceria “Aurea – More than pastry” a Marina di Massa. Damiano Carrara si è raccontato al mensile “I piaceri del gusto” parlando anzitutto della esperienza televisiva con lo show di Real Time che mette al centro gli aspiranti pasticceri.

“Il segreto è che io sono stato un concorrente prima di essere un giudice:- ha affermato – so esattamente cosa si prova e mi rivedo in loro al 100%. Il mio consiglio fisso è sempre lo stesso: ragazzi, non complicatevi la vita. Anche quest’anno ci sono concorrenti fortissimi che sanno ascoltare e stanno crescendo tantissimo proprio semplificando le loro idee”.

E ancora: “Io non cerco mai di sabotarli, anzi, provo a dare la dritta giusta per migliorare il piatto. Ricordiamoci che si mangia prima con gli occhi e poi con la bocca, ma soprattutto si mangia con un’idea. Dobbiamo fare come i grandi chef: scatenare un’emozione. Avete presente il film ‘Ratatouille’, quando il critico gastronomico assaggia quel piatto così semplice e torna di colpo all’infanzia? Ecco, il bello è proprio questo. La vera sfida oggi è creare un dolce pazzesco e complesso che però al palato risulti immediato, leggero e accessibile”.

Damiano Carrara e sua moglie Chiara Maggenti hanno avuto una bambina nata il 10 agosto 2024, di nome Dafne: “È ancora più bello di quanto potessimo immaginare. Purtroppo la vedo poco, giusto una o due volte alla settimana. Ieri notte, per dire, sono rientrato tardissimo da Milano: quando sono arrivato a mezzanotte e mezza lei era ancora sveglia e super attiva. L’ho presa in braccio, l’ho portata a letto e si è addormentata sopra di me. Momenti fantastici”.

E infine: “A casa cucino sempre io, ma la verità è che siamo fortunati perché lei mangia di tutto. L’abbiamo abituata a viaggiare con noi fin da piccolissima. Ha quasi due anni e zero problemi con il cibo”.

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“De Gregori ha perfettamente ragione. Già non ne capiscono i politici, ci si mettono pure i cantanti o gli attori. Lo ammiro”: parla Giancarlo Giannini

13 Giugno 2026 ore 10:34

Giancarlo Giannini è sbarcato al 72esimo Taormina Film Festival per ricevere il premio alla Carriera, presentare il film fuori concorso”Baracoa” di Luis Ernesto Doñas e fare un omaggio a Lina Wertmüller con “A journey meet Mimì”, un documentario che raccoglie le voci – tra cui quella di Giannini – di chi ha lavorato con la regista e sceneggiatrice premio Oscar, morta nel 2021.

Durante un incontro con la stampa l’attore ha commentato anche le parole di Francesco De Gregori – da giorni al centro di polemiche – che aveva dichiarato di provare “imbarazzo” quando “gli artisti si schierano in maniera netta su questioni internazionali”.

“De Gregori ha perfettamente ragione. – ha risposto Giannini – Già non ne capiscono i politici, ci si mettono pure i cantanti o gli attori. Sono d’accordo con lui, lo ammiro”.

Come riporta Vanity Fair, l’attore ha anche parlato della morte: “Per me è solo una grande avventura. Finalmente non dovrò più pensare troppo e tutto diventa finalmente naturale. Però so che anche lì, davanti alla porta del Paradiso, troverò San Pietro. E gli chiederò una cosa sola: è nato prima l’uovo o la gallina? E già so che mi risponderà male e mi manderà via”.

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Mondiali, i risultati della notte: lo show al debutto degli Usa contro il Paraguay. La Bosnia strappa un pari

13 Giugno 2026 ore 10:32

Per gli Stati Uniti è stato un debutto da sogno. Nella notte italiana tra venerdì 12 e sabato 13 giugno la Nazionale guidata dal ct Mauricio Pochettino ha dominato la partita d’esordio del suo Mondiale al SoFi Stadium di Inglewood, in California, battendo per 4-1 il Paraguay. Decine di celebrità americane hanno assistito dagli spalti, tra cui Tom Cruise, George Lucas, Bill Gates, Halle Berry, Leonardo DiCaprio e Kareem Abdul-Jabbar. In campo lo show non è mancato.

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Gli Usa potevano patire un po’ di pressione, invece l’inizio di match è stato dirompente, con protagonisti anche i due Serie A Pulisic e McKennie. Proprio da loro due è nato l’autogol di Bobadilla che già al settimo minuto ha indirizzato la sfida. Poi il protagonista del match è diventato Folarin Balogun, che ha firmato una splendida doppietta. Nel secondo tempo Di Mauricio ha segnato il gol della bandiera per il Paraguay. Nei minuti di recupero, la perla di Giovanni Reyna che ha regalato il quarto gol agli americani. Non erano mai stati così tanti per la nazionale statunitense in una partita di Coppa del Mondo.

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Nel pomeriggio americano invece ha debuttato l’altra Nazionale di casa di questi Mondiali. Al Canada però è andata meno bene contro la Bosnia, la Nazionale che ha eliminato l’Italia. Nell’incontro che ha aperto il Gruppo B a Toronto, i bosniaci sono passati in vantaggio al 21′ con Lukic. Nella ripresa il pareggio del Canada, più che meritato, firmato al 78′ da Larin. A completare il girone sarà la sfida tra Qatar e Svizzera in programma questa sera. Nel gruppo D invece in testa ci sono gli Usa, che dovranno aspettare domani per studiare i rivali: Australia e Turchia.

Mondiali, i risultati delle partite

Usa-Paraguay 4-1 (nel pt 7′ aut. Bobadilla, 31′ e 50′ Balogun; nel st 28′ Mauricio, 53′ Reyna)

Canada-Bosnia 1-1 (nel pt 21′ Lukic, 34′ Larin)

La classifica dei gironi

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FOGGIA, ESTORSIONE DOPO FURTO DI CAVALLI: TRE IN CARCERE

13 Giugno 2026 ore 10:23

I carabinieri della compagnia di San Severo (FG) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio Gip del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura, nei confronti di tre persone accusate, a vario titolo ed in concorso tra loro, del reato di estorsione aggravata. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia e condotta dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile di San Severo con il supporto della Stazione Carabinieri di Serracapriola, e’ scaturita dal furto di due cavalli, avvenuto nell’ottobre 2025, nelle campagne di Serracapriola, piccolo centro dell’Alto Tavoliere. A seguito della denuncia, uno dei proprietari degli animali sarebbe venuto in contatto con un uomo che, offrendosi come intermediario in grado di favorire il recupero dei cavalli, avrebbe prospettato, quale condizione indispensabile per la loro restituzione, il pagamento di una somma di denaro pari a 5.000 euro. Le vittime, temendo di perdere definitivamente gli animali, avrebbero avviato una trattativa sul prezzo da corrispondere, culminata nella definitiva consegna di 3.250 euro. L’attivita’ investigativa – riferiscono gli inquirenti – ha consentito di documentare con esattezza tutte le fasi della vicenda, dalla pretesa estorsiva alle modalita’ concordate per la restituzione degli animali, fino all’individuazione del luogo in cui erano custoditi. I militari, inoltre, hanno monitorato l’incontro organizzato per lo scambio del denaro e la restituzione dei cavalli, intervenendo dopo l’avvenuta consegna. Nel corso dell’operazione, i Carabinieri hanno recuperato parte della somma versata dalle vittime, rinvenendola nella disponibilita’ di uno degli indagati.

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“Sentivo la pressione per la presenza costante del pubblico. La gente conosceva il mio indirizzo e per due anni ho vissuto con la folla sotto casa”: così Can Yaman

13 Giugno 2026 ore 10:18

Can Yaman è stato uno dei protagonisti al Taormina Film Festival. L’attore turco ha raccontato della serie spagnola “Il labirinto delle farfalle” , dove interpreta un agente segreto, ma il personaggio ha preso una direzione diversa da quella iniziale. “All’inizio ero una specie James Bond in purezza, – ha affermato – poi con le varie bozze hanno iniziato ad ammorbidire tutto. È diventato una specie di Bond molto umano, che si sacrifica per le donne. Un thriller romantico, completo: c’è l’azione, la parte più maschile, ma anche la tenerezza con una bambina e con le donne. Mi si addice tantissimo”, racconta all’Adnkronos.

Poi una serie comedy “Bro” in cui interpreta un avvocato brillante con la legge ma impacciato nella vita sociale. “È stata una mia idea affrontare un ruolo comico che non mi assomiglia per niente. Non volevo più interpretare l’eroe o il ‘figo’ dopo ‘Sandokan’: sentivo il bisogno di sorprendere il pubblico e di provare qualcosa che non avevo mai fatto. Quando il produttore mi ha chiesto cosa volessi fare, ho risposto senza esitazioni: una commedia”.

In questa serie – di cui l’attore turco ha potuto rivelare pochi dettagli – interpreta “un avvocato geniale con la legge, ma un pò impacciato nei rapporti sociali. Per costruire il personaggio ho recuperato una parte della mia infanzia, quando non ero molto socievole e studiavo tantissimo. Tirerò fuori quella fase della mia vita per interpretarlo al meglio. Speriamo che vada tutto bene”, conclude.

Poi un bilancio come ha confessato a Vanity Fair: “Nel corso degli anni sono maturato e ho imparato a gestire meglio questa situazione. A viverla senza ansia, senza stress. Cinque o sei anni fa sentivo la presenza costante del pubblico come una pressione. Oggi la vivo in modo più professionale, più maturo. Ho imparato anche a proteggere la mia vita privata. All’epoca la gente conosceva il mio indirizzo e per due anni ho vissuto con la folla sotto casa. Ormai non è più così. Sono molto più sereno. Mi concedo nei festival, negli eventi, e riesco a vivere tutto questo sempre meglio”.

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Ambra Angiolini: “Quell’emotività in esubero che in passato mi ha fatto attraversare bulimia e depressioni varie qui diventa un superpotere. Se riesco ad avere la meglio su WhatsApp, sono felice”

13 Giugno 2026 ore 10:10

Un “soliloquio di gruppo”, così Ambra Angiolini definisce lo spettacolo teatrale “La misteriosa scomparsa di W” di Stefano Benni, dal 14 giugno in tournée con la prima nazionale sold out al Ravenna Festival, con le composizioni sonore di Dardust. Un testo che l’attrice conosce bene visto che lo ha recitato a gennaio 2010 con la regia di Giorgio Gallione e ora si ritrova proprio a dirigere se stessa. “Il primo anno scrissero che era meglio che tornassi a cantare, il che è tutto dire, il secondo che ero interessante, il terzo bravissima. Con Stefano ridevamo, la verità è che ci stavo provando, non ero in guerra con nessuno se non con me stessa”, ha raccontato

Il 9 settembre 2025 Stefano Benni, “il Mick Jagger della letteratura”, è morto: “Ho pensato che il modo più bello per ringraziarlo fosse metterlo di nuovo sul palco”.

E quindi: “Partire da qui come primo passo nel- la regia mi è sembrato naturale. Ho voluto ampliare la mia responsabilità creativa, prendendomene rischi e paure, per andare oltre il lamento che condivido con molte donne che hanno l’ambizione di essere proprietarie del proprio marchio e trasformarlo in azione. O quanto meno provarci”.

“Se per quell’ora e qualcosa riesco ad avere la meglio su WhatsApp, sono felice. – ha concluso – Quell’emotività in esubero che in passato mi ha fatto attraversare bulimia e depressioni varie qui diventa un superpotere, come le ragnatele di Spiderman. Il teatro è la mia dimensione più reale. Anche quando va male sento di aver fatto qualcosa che mi corrisponde davvero. Mi fa sentire in pace. Non risolta, ma in pace”.

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“Come ogni cittadino di Reggio sono lì a dire: come ca**o è possibile?”: Ligabue commenta il fallimento del Festival alla RCF Arena di Campovolo

13 Giugno 2026 ore 10:09

Qualche ora prima di salire sul palco dell’Olimpico di Roma, ieri 12 giugno, Luciano Ligabue ha parlato alla stampa anche del legame con Campovolo. L’artista non si è sottratto a una riflessione sulla recente polemica legata all’annullamento dei concerti dell’Hellwatt/Pulse of Gaia nella celebre spianata, nota anche come Rcf Arena di Reggio Emilia.

“Quel progetto è il sogno e la fatica del mio ex manager Maioli, – ha commentato l’artista – che lì si è giocato tutto. Per dare a Reggio un lascito, un’arena che potenzialmente poteva essere il posto della musica per l’intero Nord Italia, ha fatto battaglie per sette anni. Io faccio il tifo per lui, lo sapete quanto ci vogliamo bene”.

E ancora: “Io ho sempre voluto starci fuori perché credevo che il mio nome abbinato a questa cosa non andasse bene, ma anche per non avere grattacapi, dei pensieri in più. Però come ogni cittadino di Reggio sono lì a dire: come cazzo è possibile? Molta gente lo chiede anche a me come se potessi saperlo. Io non lo so come è possibile, ma sono mosso da un’enorme tristezza”.

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“La parola chemio fa paura, preferisco chiamarle infusioni. Quando l’ho saputo io e Andrea ci siamo messi a piangere”: Natalia Paragoni racconta del linfoma di Hodgkin

13 Giugno 2026 ore 09:55

Un percorso difficile, iniziato durante uno dei momenti che avrebbero dovuto essere tra i più felici della sua vita. Natalia Paragoni ha scelto di raccontare pubblicamente della sua malattia, il linfoma di Hodgkin, diagnosticato quando era all’ottavo mese di gravidanza della sua seconda figlia, Beatrice, nata dall’amore con Andrea Zelletta. L’influencer, seguita da oltre un milione e mezzo di persone sui social, ha iniziato la chemioterapia poco dopo il parto, avvenuto il 5 maggio. Nelle ultime settimane ha condiviso con i follower anche il cambiamento più visibile legato alle cure: prima un taglio a caschetto, poi uno ancora più corto, scelto per affrontare gradualmente la perdita dei capelli.

Ripercorrendo le fasi che hanno portato alla diagnosi, la Paragoni ha raccontato al Corriere della Sera che l’incertezza è stata una delle parti più difficili da gestire: “Ho scoperto di avere un linfoma diverse settimane prima di sapere esattamente quale fosse. La prima biopsia aveva confermato che si trattava di un linfoma, ma non era riuscita a identificarne la tipologia. È stato un periodo molto difficile, perché sapevo che c’era qualcosa che non andava, ma non avevo ancora tutte le risposte. Dopo il parto e dopo l’intervento per rimuovere il linfonodo, è arrivato il risultato definitivo. Ricordo perfettamente quel momento: io e Andrea ci siamo messi a piangere”.

Da allora è iniziato il percorso terapeutico. L’ex corteggiatrice di Uomini e Donne ha raccontato di aver ricevuto subito spiegazioni chiare dai medici sul tipo di cure da affrontare: “I medici mi hanno subito spiegato con molta chiarezza la situazione e il percorso che dovrò seguire. In questo momento sto seguendo le cure previste e, una volta terminato questo primo ciclo, saranno gli esami di controllo a indicare i passi successivi”. Accanto a lei, oltre al compagno, ci sono soprattutto le figlie, che rappresentano la principale fonte di forza: “Credo che la maternità ti cambi profondamente e ti faccia scoprire risorse che non sapevi di avere. Ci sono momenti in cui mi sento fragile, perché sarebbe strano il contrario, ma poi guardo loro, Andrea e tutte le persone che amo e ritrovo immediatamente il motivo per andare avanti con determinazione”. Su Zelletta: “Quando una persona che ami affronta qualcosa di così importante, inevitabilmente lo affronti insieme a lei. Io e Andrea ci sosteniamo a vicenda e sapere di poter contare su di lui è una delle cose che mi dà più forza”.

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“Alberto Stasi uscirà dal carcere, affidamento in prova ai servizi sociali”, il via libera del Tribunale di Sorveglianza

13 Giugno 2026 ore 09:53

Alberto Stasi uscirà dal carcere. La conferma arriva dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha depositato il provvedimento con cui dà il via libera formale, scontato anche dopo l’ok della Procura generale, all’affidamento in prova ai servizi sociali. Stasi potrà così lasciare il carcere dopo circa dieci anni e mezzo.

Era entrato a Bollate nel dicembre 2015 e da poco più di un anno era in semilibertà, ossia doveva rientrare nella casa di reclusione la sera. Condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, potrà scontare gli ultimi circa due anni di pena con la misura alternativa al carcere. L’ordinanza è stata depositata questa mattina. La Procura generale, nell’udienza di ieri, aveva espresso parere positivo per la buona condotta e le relazioni sul detenuto. L’affidamento in prova è l’ultimo passo prima della libertà per Stasi. Si attende ancora che la difesa depositi la richiesta di revisione.

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“Ho imparato a ipnotizzare i polli. Basta tracciare una linea per terra davanti a loro e si immobilizzano, convinti di essere intrappolati”: lo rivela Robert Pattinson

13 Giugno 2026 ore 09:29

Robert Pattinson ha fatto discutere al cinema grazie al film “The Drama – Un segreto è per sempre” di Kristoffer Borgli, dove ha recitato con Zendaya. Una commedia romantica apparentemente romantica che segue i preparativi di un matrimonio da favola, per poi trasformarsi bruscamente in un thriller. Forse non tutti sanno che l’altra passione dell’attore è la musica: “Porto con me sempre la mia chitarra. La musica stimola la mia creatività, i dialoghi di un film sono come i testi di una canzone: la musica è istinto ed emozioni”.

L’attore di Hollywood poi ha confessato a “La Repubblica – U” un’altra curiosità legata alla sua esperienza sul set: “Ho imparato a come ipnotizzare i polli! Basta tracciare una linea per terra davanti a loro e si immobilizzano, convinti di essere intrappolati”.

Prima ancora di sbarcare il lunario al cinema: “Facevo il modello per un magazine da teenager: c’era una specie di gioco a eliminazioni, per cui in ogni numero i lettori votavano per decidere i modelli da tenere o eliminare”.

“Per quasi un anno sono rimasto in cima alla classifica, – ha continuato – forse piacevo per il look androgino che era molto di moda in quegli anni. Amavo andare ai casting, anche se le audizioni come modello erano abbastanza deprimenti: facevi anticamera ore e poi, quando era il tuo turno, non ti guardano nemmeno in faccia, sfogliavano solo il portfolio. Le audizioni come attore invece erano molto divertenti. La prima fu per Troy, con Brad Pitt”.

Il piano B, forse più di uno c’era: “Mi sarebbe piaciuto fare lo psicologo. Nel corso degli anni ho conosciuto tante persone andate in crisi a causa di vere sciocchezze. O forse il produttore musicale. Avrei scelto comunque un mestiere creativo”.

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Domenico, la mamma Patrizia: “La sospensione di Oppido è solo il primo passo per ottenere giustizia”

Dopo l’interdizione del primario e della collega Bergonzoni, parla Mercolino: “Non ho nulla da dire al chirurgo, l o voglio solo guardare negli occhi e vedere se lui farà lo stesso con me”

Asia Argento: “Stavo morendo. Ma invece di uccidermi, la mia malattia mi ha salvata. Non guarirò mai, ma adesso posso dire di essere una ex alcolista”

13 Giugno 2026 ore 09:23

Asia Argento ha presentato allo scorso Festival del cinema di Cannes il nuovo film”Death Has No Master – La morte non ha padroni” di Jorge Thielen Armand, un horror politico ambientato in Venezuela. “Negli ultimi anni non ho avuto grandi opportunità. – ha affermato l’attrice a “Sette” de “Il Corriere della Sera” – Ho continuato a lavorare perché è il mestiere che faccio da 41 anni e anche quello con cui pago il mutuo e mantengo i miei figli. Ma questo che mi è arrivato dal Venezuela e dal Canada è stato un vero regalo”.

Il discorso si sposta poi sul percorso personale: “Ho imparato tanto da quello che è successo, ho fatto errori enormi. Non ho ponderato i tempi, ho parlato senza riflettere, ho fatto gesti avventati. Ho visto tutti i miei errori. Ho fatto un’autoanalisi, cercando di non focalizzarmi su quello che mi hanno fatto gli altri, ma sulla mia parte”.

E ancora: “Pensavo sempre ‘mi hanno fatto questo, mi hanno detto quello…’, invece ora vedo che ho sempre avuto il 50 per cento di responsabilità”.

Un nuovo corso dettato “dalla sobrietà, e se scegli di fare un certo per- corso per salvarti la vita, sei costretta a vedere tutte queste cose. Mi sono salvata dall’alcolismo. In questi anni l’analisi, il buddismo, l’ayahuasca e altro ancora non hanno funzionato. Ma ho finalmente trovato quello che mi sta salvando, un giorno alla volta. È il percorso dei 12 passi, per affrontarlo devi essere disposta a guardare tutto quello che sei veramente. Stavo morendo. Ma invece di uccidermi, la mia malattia mi ha salvata perché mi ha portata alla via d’uscita. O meglio, non guarirò mai, ma adesso posso dire di essere una ex alcolista”.

“Perché so che c’è chi ci ricade dopo venti anni… – ha concluso – Ho atteggiamenti, paure, risentimenti che accomunano tutti gli alcolisti. È come quando hai il diabete, non guarisci mai. La soluzione è lavorare con i 12 passi e stare in contatto con persone che fanno il mio stesso percorso spirituale”.

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Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta: in testa Balogun. Tutti a caccia del record

13 Giugno 2026 ore 08:38

Tutti a caccia del nuovo record. I Mondiali 2026, la prima edizione a 48 squadre, offrono agli attaccanti la grande occasione per segnare più gol. C’è un match in più, i sedicesimi di finale. Ci sono soprattutto molte più squadre materasso nei gironi. I due grandi favoriti per vincere il titolo di capocannoniere della Coppa del Mondo sono Kylian Mbappé e Harry Kane. Chissà se uno di loro riuscirà a superare Just Fontaine, l’attaccante francese che in Svezia nel 1958 riuscì a segnare 13 reti in sole sei partite: ancora oggi detiene il primato di maggior gol segnati in una singola edizione dei Mondiali.

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Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta

Mbappé, che fu capocannoniere in Qatar, potrebbe anche puntare al record all-time: ha 12 gol all’attivo, il primo è Miroslav Klose con 16. Attenzione anche a Leo Messi (7 gol nel 2022 per trascinare l’Argentina al titolo) ad oggi fermo a quota 13. Ci sono anche il 41enne Cristiano Ronaldo e il giovanissimo Lamine Yamal, senza dimenticare Erling Haaland (molto dipenderà dal percorso della Norvegia). La caccia al primato di gol è iniziata.

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La classifica marcatori LIVE dei Mondiali 2026

1) Folarin Balogun – Stati Uniti

2 gol

United States’ Folarin Balogun celebrates scoring his side’s second goal against Paraguay during a World Cup Group D soccer match in Inglewood, Calif., near Los Angeles, Friday, June 12, 2026. (AP Photo/Marcio J. Sanchez)

2) Giovanni Reyna – Stati Uniti

1 gol

2) Mauricio – Paraguay

1 gol

2) Cyle Larin – Canada

1 gol

Canada’s Cyle Larin (9) celebrates after scoring his sides first goal of the game in the second half of the World Cup Group B soccer match between Canada and Bosnia, Friday, June 12, 2026, in Toronto. ( (AP Photo/Sam Balkansky)

2) Jovo Lukic – Bosnia Erzegovina

1 gol

2) Hyun-Gyu Oh – Corea del sud

1 gol

2) In-Beom Hwang – Corea del sud

1 gol

2) Julian Quinones – Messico

1 gol

Mexico’s Julian Quinones (16) celebrates scoring their opening goal against South Africa during the World Cup Group A soccer match between Mexico and South Africa in Mexico City, Thursday, June 11, 2026. (AP Photo/Eduardo Verdugo)

2) Raul Jimenez – Messico

1 gol

2) Ladislav Krejci – Repubblica Ceca

1 gol

Czechia’s Ladislav Krejci reacts after scoring against South Korea in Zapopan, near Guadalajara, Mexico, Thursday, June 11, 2026. (AP Photo/Dolores Ochoa)

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Mondiali, la classifica dei gironi: gli Usa volano in testa al gruppo D

13 Giugno 2026 ore 07:15

La strada verso il MetLife Stadium del New Jersey è iniziata: il 19 luglio verrà incoronato il Paese vincitore della Coppa del Mondo 2026. Partono 48 squadre, per la prima volta in un Mondiale, divise in 12 gironi: 72 partite per eliminare appena 16 Nazionali. Tutte le altre passano ai sedicesimi di finale: le prime due di ciascun gruppo, più le otto migliori terze. Ecco le classifiche dei gruppi aggiornate.

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Mondiali, la nuova classifica aggiornata oggi

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Il nuovo regolamento dei gironi

In caso di arrivo a pari punti all’interno dello stesso girone, la FIFA applicherà nell’ordine i seguenti criteri per stabilire la classifica finale:

  • Maggiore differenza reti complessiva;
  • Maggior numero di gol segnati;
  • Punti ottenuti negli scontri diretti;
  • Migliore differenza reti negli scontri diretti;
  • Maggior numero di gol segnati negli scontri diretti;
  • Classifica fair play (conteggio delle sanzioni e dei cartellini);
  • Sorteggio finale a opera della FIFA.

Per quanto riguarda le migliori terze, ci sarà una classifica a parte, composta appunto dalle 12 terze classificate. I criteri che si applicheranno per decretare le otto qualificate sono:

  • Maggior numero di punti ottenuti in tutte le partite del girone;
  • Differenza reti risultante da tutte le partite del girone;
  • Maggior numero di gol segnati in tutte le partite del girone;
  • Punteggio di condotta di squadra più alto (giocatori e dirigenti) relativo al numero di cartellini gialli e rossi ricevuti in tutte le partite del girone;
  • Sorteggio finale a opera della FIFA

Mondiali 2026, tutti i gironi

Gruppo A: Messico, Sudafrica, Corea del Sud, Repubblica Ceca
Gruppo B: Canada, Bosnia ed Erzegovina, Qatar, Svizzera
Gruppo C: Brasile, Marocco, Haiti, Scozia
Gruppo D: Stati Uniti, Paraguay, Australia, Turchia
Gruppo E: Germania, Costa d’Avorio, Ecuador, Curaçao
Gruppo F: Olanda, Giappone, Svezia, Tunisia
Gruppo G: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda
Gruppo H: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay
Gruppo I: Francia, Senegal, Iraq, Norvegia
Gruppo J: Argentina, Algeria, Austria, Giordania
Gruppo K: Portogallo, RD Congo, Uzbekistan, Colombia
Gruppo L: Inghilterra, Croazia, Ghana, Panama

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Concluso il progetto ‘Meravigliosamente diversi’ dell’istituto di istruzione superiore Vespucci Colombo

13 Giugno 2026 ore 08:45

LIVORNO – Il 6 giugno 2026 si è svolta alla spiaggia dei Tre Ponti di Livorno la giornata conclusiva del progetto Meravigliosamente diversi, promosso dall’Istituto di istruzione superiore Vespucci Colombo e ideato in collaborazione con Scuola italiana cani salvataggio (Sics), che ha tra gli obbiettivi, tra l’altro, quelli della Formazione scuola lavoro (Fsl) e dell’inclusione degli alunni con disabilità.

Nel corso dell’evento, il Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Livorno ha partecipato con il Nucleo sommozzatori e con vedette della dipendente stazione navale, offrendo agli studenti un’ulteriore opportunità di conoscenza delle attività che il Corpo esegue quale polizia del mare, per la tutela degli interessi economico-finanziari del paese e per il contrasto dei traffici illeciti via mare. Infatti, il 15 aprile ultimo scorso gli alunni avevano già vissuto una giornata a bordo delle unità navali di ultima generazione, assistendo anche alla ricognizione dei fondali del molo Mediceo eseguita dai subacquei utilizzando attrezzature speciali.

Durante l’esercitazione conclusiva, gli studenti sono stati coinvolti nelle attività pratiche dimostrative, partecipando attivamente alle operazioni simulate di soccorso in mare effettuate dalle unità cinofile della Sics e affiancando i sommozzatori delle Fiamme gialle nell’uso del trascinatore subacqueo. I soccorritori a quattro zampe e i conduttori della Sics hanno suscitato il particolare interesse degli alunni con le entrate in acqua dalla spiaggia e i tuffi dalle unità navali della Guardia di finanza e della Guardia costiera, finalizzati al recupero dei pericolanti simulati dagli istruttori della Sics  e da un manichino appositamente realizzato, nonché per trainare con la loro sorprendente forza un pattino di salvataggio.

L’esperienza ha permesso di apprezzare la professionalità e il concreto contributo che le unità cinofile possono fornire in attività di protezione civile e di salvataggio di vite umane, comprendendo l’importanza della collaborazione tra le amministrazioni dello Stato e le associazioni di volontariato impegnate nella tutela della vita umana, quale la Società volontaria di soccorso e la Scuola italiana cani salvataggio.

La giornata si è conclusa con la consegna degli attestati agli studenti che hanno partecipato con entusiasmo al progetto scolastico, momento che ha rappresentato il coronamento di un percorso formativo dedicato alla cultura del mare, alla sicurezza della navigazione, all’inclusione e alla tutela dell’ambiente.

L’iniziativa ha inoltre consentito di evidenziare il ruolo svolto dalla Guardia di finanza, cui è affidata una funzione concorsuale nelle attività di prevenzione e contrasto degli illeciti in materia ambientale, tanto a terra  quanto in ambiente marino.

Torna in Accademia navale il workshop intitolato a Ugo Tiberio

13 Giugno 2026 ore 08:18

LIVORNO – Giovedì (18 giugno) dalle 9,30 nella Sala ricreazione allievi dell’Accademia Navale di Livorno, si terrà il decimo workshop Ugo Tiberio, organizzato dalla Fondazione Ugo Tiberio, presieduta dall’ammiraglio ispettore capo Giuseppe Abbamonte.

L’iniziativa mira a promuovere, in particolare tra i giovani ufficiali della specialità Armi Navali, la conoscenza dell’opera del professor Ugo Tiberio, pioniere dell’elettronica per la Difesa e padre del radar italiano. La Fondazione sostiene tale attività attraverso borse di studio e l’organizzazione di eventi dedicati alle più recenti innovazioni tecnologiche del settore.

Il programma prevede due sessioni mattutine dedicate al munizionamento avanzato e alle tematiche dell’underwater. Nel pomeriggio sarà approfondita la figura del dottor Vincenzo Tiberio, precursore degli studi sulle proprietà delle muffe alla base della scoperta della penicillina.

Nel corso dell’evento saranno inoltre premiati i vincitori del premio Tiberio per gli anni 2023, 2024 e 2025.

Parteciperanno rappresentanti della Marina Militare, autorità civili e religiose, esponenti dell’industria della difesa, docenti dell’Accademia Navale e dell’Università di Pisa, nonché ufficiali del corpo GM – specialità Armi Navali, in servizio e in congedo.

 

Ebola, peste, tubercolosi: gli Stati Uniti hanno finanziato oltre 120 laboratori biologici in Ucraina e in decine di altri paesi.

13 Giugno 2026 ore 08:05

Venerdì, la direttrice dell’intelligence nazionale statunitense, Tulsi Gabbard, ha diffuso dati di intelligence “mai visti prima” che rivelano “nuove prove” del finanziamento, da parte della precedente amministrazione della Casa Bianca, di oltre 120 laboratori biologici in più di 30 paesi , tra cui l’Ucraina.

“Le informazioni sull’esistenza, la storia, l’ubicazione e il finanziamento di questi laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti sono state deliberatamente occultate da individui potenti, i quali affermano falsamente che non esistono e accusano chiunque affermi il contrario di essere un agente straniero e un traditore degli Stati Uniti”, si legge nella dichiarazione .

L’ufficio guidato da Gabbard ha sottolineato che molti di questi laboratori biologici “sono attualmente impegnati, o sono stati impegnati in passato, in ricerche che utilizzano agenti patogeni pericolosi e altamente contagiosi “, in alcuni casi svolgendole “con scarsa visibilità o supervisione”.

Armi biologiche a disposizione dell’Ucraina

Le ultime rivelazioni si sono concentrate sul caso dell’Ucraina, dove il governo statunitense ha finanziato oltre 40 laboratori biologici. L’indagine ha stabilito che questi ospitavano ” agenti patogeni di guerra biologica di epoca sovietica ” e che gli Stati Uniti erano responsabili della formazione di scienziati ucraini in materia di biocontenimento.

I depositi di queste strutture includono “armi biologiche e agenti patogeni responsabili di malattie” come antrace , Ebola , peste , peste suina, tularemia, tubercolosi , malattia di Newcastle, MERS , SARS , virus di Marburg , virus di Lassa e rickettsie (batteri intracellulari), tra gli altri.

La Russia avverte da anni della presenza di laboratori biologici in Ucraina, e ora gli Stati Uniti hanno deciso di indagare.

Il documento pubblicato afferma che, all’inizio degli anni 2010, il solo Istituto di Medicina Veterinaria Sperimentale e Clinica della città di Kharkiv ospitava ” centinaia di agenti patogeni “, essendo “uno degli oltre 40 laboratori di proprietà e gestiti da ucraini che hanno ricevuto assistenza nell’ambito del Programma di Riduzione delle Minacce Biologiche del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti”.

Nel 2019, le strutture dell’istituto presentavano ” carenze in materia di bioprotezione e biosicurezza “, “specialmente nelle stanze in cui vengono manipolati i batteri contagiosi della ‘Brucella’ “.

“Gli Stati Uniti hanno pagato uno scienziato ucraino per studiare il genoma dell’influenza aviaria altamente patogena e di altri virus altamente infettivi in ​​laboratori di biocontenimento, finanziati anch’essi dal governo statunitense”, avverte il testo.

“Potenziale impatto catastrofico su scala globale”

Gabbard ha denunciato che “nonostante l’evidente potenziale impatto globale catastrofico che la ricerca su agenti patogeni pericolosi nei laboratori biologici può avere, politici, i cosiddetti ‘professionisti della salute’ come il dottor Fauci e membri del team per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Biden hanno mentito al popolo americano sull’esistenza di laboratori biologici finanziati e sostenuti dagli Stati Uniti, e hanno minacciato coloro che hanno cercato di svelare la verità”.

La funzionaria ha promesso che il suo ufficio “continuerà a collaborare strettamente con i partner governativi per identificare l’ubicazione di questi laboratori e i patogeni che contengono , al fine di porre fine a questa pericolosa ricerca “. Tali attività minacciano “la salute e il benessere del popolo americano e delle persone in tutto il mondo”, ha avvertito.

Russia: la NATO prosegue il suo programma di creazione di armi biologiche, anche in America Latina.

Avvertimenti dalla Russia

L’indagine statunitense è giunta dopo  anni di avvertimenti da parte della Russia  sulle attività illecite svolte nei laboratori ucraini finanziati dai paesi della NATO. Dal 2022, Mosca ha fornito  prove di tali attività in diverse sedi internazionali , tra cui le Nazioni Unite, ma né gli Stati Uniti, né l’Ucraina, né le altre parti coinvolte hanno risposto alle richieste russe di indagare sul funzionamento di questi laboratori biologici.

La Russia ha tentato di richiamare l’attenzione della comunità internazionale su questo problema, avvertendo dell’esistenza in Ucraina di:

  • Il progetto UP-4 , il cui obiettivo era quello di indagare sulla possibilità di trasmissione di infezioni particolarmente pericolose attraverso  gli uccelli migratori.
  • Progetto P-781 , nell’ambito del quale è stato studiato l’  uso dei pipistrelli  come agenti di armi biologiche

Le Forze Armate russe hanno inoltre ottenuto documenti che confermano numerosi casi di  trasferimento di campioni biologici di cittadini ucraini all’estero . “È altamente probabile che uno degli obiettivi degli Stati Uniti e dei loro alleati sia  la creazione di agenti biologici in grado di colpire selettivamente diversi gruppi etnici “,  ha affermato  il tenente generale Igor Kirilov, ex capo delle truppe di difesa radiologica, chimica e biologica delle Forze Armate russe.

Inoltre, il rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Vasily Nebenzia,  ha sottolineato  già nel 2022 che i progetti di ricerca biologica sviluppati per anni in diversi laboratori ucraini in collaborazione con gli Stati Uniti  violano la Convenzione sulle armi biologiche e che i documenti sequestrati durante l’operazione militare russa in Ucraina rappresentano solo la punta dell’iceberg.

Fonte: RT Actualidad

Traduzione: Luciano Lago

Due modifiche ai regolamenti per il consiglio comunale di Rio nell’Elba

13 Giugno 2026 ore 07:47

RIO NELL’ELBA – È stata convocata dal presidente del consiglio comunale, dottoressa Valeria Barbagli, per le 17 di lunedì (15 giugno) al municipio di Rio nell’Elba l’adunanza del consiglio comunale del Comune di Rio. 

Sono ben 18 i punti all’ordine del giorno della seduta: in particolare, dopo le comunicazioni del sindaco, verrà portato in approvazione il nuovo regolamento per la concessione del patrocinio comunale.

In approvazione dell’assemblea, inoltre, la sostituzione di un membro dimissionario della commissione paesaggio ed una modifica del regolamento sul funzionamento del consiglio comunale che riguarda la disciplina delle convocazioni dei capigruppo consiliari. Saranno discussi anche undici punti che riguardano mozioni e interrogazioni presentate dal gruppo consiliare di minoranza Cambiamo!.

Il comune di Rio mette a disposizione dei cittadini che vogliano essere aggiornati sulla attività politico-amministrativa dell’ente la diretta streaming del consiglio comunale,  alla quale è possibile accedere cliccando il link Sedute consiglio comunale, reperibile anche sul sito www.comune.rio.li.it seguendo il percorso Amministrazione/Consiglio Comunale/Sedute Web Consiglio Comunale. Le immagini rimangono disponibili anche dopo il termine della seduta consiliare.

Hezbollah continua a respingere le avanzate israeliane

13 Giugno 2026 ore 07:27

Gli ultimi dati giungono mentre il bilancio giornaliero delle vittime continua ad aumentare a causa delle operazioni in corso condotte dalla Resistenza islamica in Libano (Hezbollah) contro le forze di occupazione israeliane nel Libano meridionale e nella Palestina settentrionale occupata. Le operazioni vengono condotte in risposta alla continua occupazione israeliana del territorio libanese, agli attacchi israeliani contro il Libano e alle ripetute violazioni dell’accordo di cessate il fuoco. (Nella foto: vittime soldati israeliani)

All’inizio di questa settimana, il Canale 12 israeliano ha descritto la situazione militare e sul campo delle forze israeliane nel Libano meridionale e lungo il confine settentrionale come “estremamente preoccupante”. L’emittente ha riferito che l’esercito israeliano stava già subendo perdite significative e ha sottolineato che la settimana precedente era stata tra le più sanguinose dall’entrata in vigore del cessate il fuoco.

L’8 giugno, le autorità sanitarie israeliane hanno segnalato 77 vittime in un solo giorno, in seguito alla risposta dell’Iran a un attacco israeliano contro la periferia meridionale di Beirut, che ha preso di mira diverse basi aeree, e agli attacchi della Resistenza contro i depositi di munizioni israeliani a Yohmor al-Shaqif. I droni FPV di Hezbollah si sono dimostrati estremamente efficaci sul campo di battaglia, mettendo a segno quotidianamente colpi contro truppe e infrastrutture militari israeliane.

Droni Hezbollah contro carro israeliano

Il Ministero della Salute israeliano riporta 1.261 vittime nel nord del Libano.

Gli ospedali israeliani hanno registrato oltre 9.160 vittime dall’inizio della guerra contro l’Iran, nel contesto dei continui scontri nel Libano meridionale.

Il Ministero della Salute israeliano ha annunciato dati aggiornati sul numero di ricoveri ospedalieri, segnalando 10 nuovi pazienti nella tarda serata di venerdì.

Secondo i dati del ministero, il numero totale di feriti ricoverati negli ospedali israeliani dall’inizio della guerra contro l’Iran, il 28 febbraio, ha raggiunto quota 9.162.

I dati hanno inoltre mostrato che, a seguito del cessate il fuoco con l’Iran, gli ospedali hanno registrato un totale di 1.261 feriti provenienti dal solo fronte settentrionale, distribuiti in vari centri medici.

Inoltre, il ministero ha riferito che, dall’entrata in vigore del cessate il fuoco con il Libano , negli ospedali israeliani sono stati registrati 843 feriti provenienti dal fronte settentrionale.

Fonte: Al Mayadeen

Traduzione: Fadi Haddad

Orari F1 Gp Barcellona: Antonelli contro tutti, la Ferrari in attesa | Dove vedere qualifiche e gara in tv e streaming

13 Giugno 2026 ore 07:12

A Barcellona si arriva con un solo uomo nel mirino di tutti: Andrea Kimi Antonelli. Il 19enne bolognese della Mercedes ha appena conquistato a Monaco la quinta vittoria consecutiva e si presenta in Catalogna da leader sempre più solitario del Mondiale, dopo aver dominato anche su una pista che, almeno sulla carta, non avrebbe dovuto esaltare le caratteristiche della sua monoposto. Il Montmeló, tradizionalmente considerato il banco di prova più attendibile della stagione, dirà se il dominio della Mercedes è destinato a proseguire oppure se gli avversari potranno finalmente ridurre il divario.

Tra i temi più caldi del weekend c’è anche il caso Aduo, il sistema introdotto dalla FIA per concedere finestre di sviluppo supplementari ai costruttori di power unit meno competitivi. A sorpresa, la prima valutazione federale avrebbe indicato la Red Bull-Ford come motore di riferimento del campionato, davanti a una Mercedes che ha vinto tutte le gare disputate finora. Un risultato che ha spinto il team di Milton Keynes a chiedere ulteriori verifiche e che potrebbe avere conseguenze importanti sugli sviluppi tecnici della seconda parte di stagione.

Grande attesa anche in casa Ferrari, chiamata a reagire dopo il deludente fine settimana di Monaco. Charles Leclerc arriva in Spagna con il desiderio di lasciarsi alle spalle il ritiro nel GP di casa e con una novità tecnica sotto osservazione: il possibile cambio nell’impianto frenante, seguendo la strada già intrapresa da Lewis Hamilton. Proprio il sette volte campione del mondo, ora secondo nella classifica Piloti, invita però alla prudenza: gli aggiornamenti attesi a Barcellona potrebbero rappresentare un primo passo, ma il vero avversario della Rossa al momento può essere più la McLaren, anche guardando ai tempi delle libere del venerdì. La Mercedes continua a sembrare irraggiungibile.

F1 GP Barcellona 2026: dove vederlo in tv e streaming

Il Gran Premio MSC Cruises de Barcelona-Catalunya 2026, in programma sul circuito di Montmelò da venerdì 12 a domenica 14 giugno, viene trasmesso in diretta su Sky (il canale di riferimento è Sky Sport F1canale 207) ed è disponibile anche in mobilità tramite Sky Go e in streaming per gli abbonati alla piattaforma Now. Il weekend è visibile anche su TV8, che propone in chiaro e in differita le qualifiche del sabato e la gara della domenica.

F1 GP Barcellona 2026: gli orari e la diretta tv

Di seguito tutti gli orari televisivi del Gran Premio di Barcellona.

Sabato 13 giugno 2026
12:30-13:30 – F1 Prove Libere 3 – Sky, Sky Go e Now – Diretta
16:00-17:00 – F1 Qualifiche – Sky, Sky Go e Now – Diretta

Domenica 14 giugno 2026
15:00 – F1 Gara –Sky, Sky Go e Now – Diretta

F1 GP Barcellona 2026: gli orari delle repliche in chiaro

Di seguito tutti gli orari per vedere le qualifiche e il Gran Premio di Barcellona in replica gratis in chiaro su TV8, dove vengono trasmessi in differita.

Sabato 13 giugno 2026
18:30 – F1 Qualifiche – TV8 (in chiaro) – Differita

Domenica 14 giugno 2026
18:00 – F1 Gara (66 giri) – TV8 (in chiaro) – Differita

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Guerra in Iran in diretta: Stati Uniti e Teheran segnalano che un accordo di pace è a portata di mano, ma non è ancora stato firmato.

13 Giugno 2026 ore 06:56

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che un memorandum d’intesa con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra ” non è mai stato così vicino “, sottolineando inoltre che le speculazioni dei media sull’accordo dovrebbero cessare “in attesa della sua finalizzazione”.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripubblicato la dichiarazione del ministro degli Esteri iraniano sulla sua piattaforma Truth Social, dopo aver precedentemente criticato l’Iran per le presunte fughe di notizie ai media statali riguardanti i dettagli del memorandum, definendo tali notizie “fake news”.

Shehbaz Sharif, primo ministro del Pakistan , che ha mediato i colloqui tra Teheran e Washington , ha affermato che “è stato raggiunto il testo finale e concordato dell’accordo di pace”, aggiungendo che “i prossimi passi” devono ancora essere definiti.

Gli attacchi israeliani contro il Libano sono continuati, causando la morte di almeno 3.711 persone e il ferimento di altre 11.483 da marzo, tra cui due paramedici feriti venerdì.

Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi (nella foto) afferma che l’accordo con gli Stati Uniti “non è mai stato così vicino”

Il ministro degli Esteri iraniano ha confermato che un accordo imminente per cessare il fuoco con gli Stati Uniti prevede lo scongelamento dei beni iraniani confiscati.

Contemporaneamente, Abbas Araghchi ha dichiarato a X che un accordo definitivo per porre fine in modo permanente alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran “non è mai stato così vicino”.

Fonte: Al Jazeera

Traduzione: Luciano Lago

Nota: Non è chiaro se Trump riuscirà a tenere a freno Israele che non vuole fermare la sua guerra contro i popoli del Libano, della Palestina e della Siria. Tutti paesi dove occupa i territori che proclama di volersi annettere.

Prendono a noleggio lo scooter poi si schiantano contro un’auto: due vittime a Marina di Campo

12 Giugno 2026 ore 23:49

MARINA DI CAMPO – Un violentissimo scontro frontale tra un’auto e uno scooter ha provocato un terribile doppio incidente mortale nel tardo pomeriggio di oggi (12 giugno) all’Isola d’Elba. Il tragico schianto si è verificato in via dell’Acquedotto a Marina di Campo, nel tratto di carreggiata che costeggia il perimetro dell’aeroporto della Pila, lasciando sull’asfalto due vittime giovanissime, entrambe di soli 23 anni, e facendo scattare un massiccio spiegamento di soccorritori.

La dinamica del sinistro è adesso al vaglio degli inquirenti, ma secondo una prima e parziale ricostruzione l’impatto tra lo scooter, preso a noleggio poco prima a Portoferraio, e una vettura modello Kia è stato talmente ravvicinato e forte da non lasciare scampo ai due occupanti del mezzo a due ruote. Entrambi i ragazzi sono stati proiettati in aria prima di impattare violentemente contro il terreno. Per uno di loro i soccorritori della Pubblica Assistenza di Campo nell’Elba e del Santissimo Sacramento di Portoferraio non hanno potuto fare nulla: il decesso è avvenuto praticamente sul colpo a causa delle lesioni istantanee. Il secondo giovane è stato preso in carico dai sanitari nel disperato tentativo di stabilizzarne i parametri vitali in attesa dell’arrivo dell’elisoccorso Pegaso 3, allertato dalla centrale operativa regionale, ma il suo cuore ha cessato di battere subito dopo per i gravissimi traumi interni riportati.

I rilievi di rito e la gestione della viabilità, interrotta per ore per consentire la messa in sicurezza dell’area, hanno visto impegnati i carabinieri della compagnia di Portoferraio e gli agenti della polizia municipale, che hanno provveduto a porre sotto sequestro i veicoli coinvolti.

Sulla Kia viaggiava un nucleo familiare proveniente da Novara, composto da cinque persone tra cui due bambini e un’anziana. Due dei passeggeri dell’auto sono rimasti feriti in modo lieve e trasportati al pronto soccorso per le cure del caso, sebbene le loro condizioni non siano gravi. Sul luogo del dramma è accorso anche il primo cittadino di Campo nell’Elba, Davide Montauti, per seguire da vicino le operazioni di identificazione dei due ragazzi – che risulterebbero residenti nei comuni versiliesi di Seravezza e Pietrasanta – e per esprimere il cordoglio della comunità elbana.

Tra alpinisti sono morti precipitando dalla parete Nord del Gran Paradiso: “Due sono italiani”

12 Giugno 2026 ore 22:32

Tre alpinisti sono morti dopo essere precipitati dal Gran Paradiso, sul versante della Valle d’Aosta. Secondo quanto si apprende due di loro sono italiani e sarebbero precipitati per quattrocento metri lungo la parete Nord.

Dopo aver dormito al rifugio Federico Chabod, in Valsavarenche, a 2.750 metri di quota, sono partiti venerdì mattina, alle tre circa, in direzione della cima (4.061 metri). La chiamata di soccorso è arrivata alla centrale unica di Aosta poco dopo le 19.30, per il loro mancato rientro. Sono immediatamente partite le operazioni del soccorso alpino valdostano e del soccorso alpino della guardia di finanza di Entreves. Grazie anche a un localizzatore Gps, attivato da uno degli alpinisti, i corpi sono stati individuati a una quota di circa 3.600 metri.

La salita, classificata come “Abbastanza Difficile Superiore” e “Difficile Inferiore”, richiede un’ottima preparazione fisica, tecnica e la conoscenza dell’ambiente d’alta quota. A fine maggio, sempre sulla parete Nord del Gran Paradiso, in un incidente era morto un altro alpinista.

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Gli illustri Paesi E3: Gran Bretagna, Francia e Germania hanno confermato l’intenzione di schierare truppe in Ucraina dopo un cessate il fuoco.

12 Giugno 2026 ore 19:33

Le probabilità che la Russia accetti questa proposta in qualsiasi circostanza restano estremamente basse.

di  
Andrew Korybko (*)

Zelensky ha recentemente incontrato a Londra i leader di Gran Bretagna, Francia e Germania, i cui paesi costituiscono il cosiddetto E3 . In seguito, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui hanno ribadito la loro visione di una pace duratura, il cui terzo punto “prevede il dispiegamento della Forza Multinazionale per l’Ucraina” (MFU) una volta raggiunto un cessate il fuoco. Sebbene non sia ancora chiaro quali paesi parteciperanno a questa missione, contro la quale la Russia ha ripetutamente messo in guardia, è lecito supporre che almeno questi tre paesi saranno coinvolti.

Gli osservatori meno attenti potrebbero non averlo notato, ma ” Gli inglesi, i francesi e i tedeschi sono ormai alle porte della Russia “, i primi due possiedono armi nucleari e la Francia ha appena esteso il proprio ombrello nucleare su una vasta area europea, il che contribuisce ad aggravare la già elevata percezione di minaccia da parte della Russia. È ormai noto che la Russia considererebbe qualsiasi forza straniera in Ucraina, in qualsiasi circostanza, un obiettivo legittimo. Se poi la Russia decidesse effettivamente di colpirla, tuttavia, resta oggetto di dibattito.

L’obiettivo principale della Russia, a quasi quattro anni e mezzo dall’inizio dell’operazione speciale, è ottenere il pieno controllo del Donbass, almeno secondo quanto descritto da un collaboratore di RT come il quid pro quo concordato durante il vertice di Anchorage, in cui Putin avrebbe promesso la cessazione delle ostilità se l’Ucraina si fosse ritirata dalla regione. È quindi ipoteticamente possibile che la Russia possa ulteriormente scendere a compromessi accettando il dispiegamento dell’MFU se Zelensky subordinasse il suo ritiro dal Donbass al ricevimento di questa ” garanzia di sicurezza “.

Allo stesso tempo, tuttavia, esistono ragioni per cui la Russia potrebbe respingere un simile accordo, anche se le Forze di Mobilitazione Popolare (MFU) intendessero schierare solo una forza superficiale a ovest del Dnepr (almeno inizialmente). Innanzitutto, la presenza formale di forze NATO in Ucraina potrebbe innescare una situazione di stallo che trasformerebbe un eventuale scontro di confine in una vera e propria guerra tra NATO e Russia. Ciò sarebbe particolarmente vero se le truppe ucraine fungessero da “scudi umani” presso le basi o le infrastrutture critiche, contro le quali la Russia potrebbe reagire.

In secondo luogo, lo scenario sopra descritto potrebbe essere innescato da una provocazione ucraina sotto falsa bandiera, che la Russia non avrebbe il potere di impedire se Kiev la mettesse in atto. Ad esempio, basterebbe che un drone russo, catturato intatto dopo essere stato abbattuto da un attacco di guerra elettronica, colpisse un giorno una postazione MFU, innescando così la guerra su vasta scala di cui si è parlato. La Russia vuole scongiurare preventivamente questa possibilità, poiché non desidera affatto una guerra aperta con la NATO.

Infine, ” l’UE rappresenta una minaccia molto più credibile per la Russia di quanto non lo sia l’UE “, anche senza che alcuna delle sue forze si sia formalmente schierata in Ucraina, quindi questa minaccia non farebbe che aumentare se ciò accadesse. Peggio ancora, la Russia ha recentemente messo in guardia contro la minaccia, simile a quella del 1941, rappresentata dalla rimilitarizzazione della Germania, quindi lo schieramento delle sue truppe in quel paese sarebbe psicologicamente destabilizzante per essa. La Russia potrebbe quindi non solo colpire l’Ucraina come minacciato, ma potrebbe persino lanciare un attacco preventivo contro la NATO europea .

Per questi motivi, sebbene sia ancora ipoteticamente possibile che la Russia acconsenta al dispiegamento delle Forze di Mobilitazione Popolare a ovest del Dnepr (almeno inizialmente) in cambio del ritiro dell’Ucraina dal Donbass, un simile accordo porterebbe probabilmente a più problemi di quanti ne risolverebbe. Le probabilità che la Russia raggiunga un simile compromesso con l’Occidente sono quindi estremamente basse. L’E3 dovrebbe pertanto prestare attenzione ai ripetuti avvertimenti della Russia contro il dispiegamento di forze straniere in Ucraina in qualsiasi circostanza.

*Questo articolo è stato originariamente pubblicato sul profilo Substack dell’autore .Andrew Korybko è un analista politico statunitense con sede a Mosca, specializzato nel rapporto tra la strategia degli Stati Uniti in Afro-Eurasia, la visione globale cinese della Nuova Via della Seta (One Belt One Road) e la guerra ibrida. Collabora regolarmente con Global Research

Fonte: Global Reseach

Traduzione: Luciano Lago

Legge elettorale, le opposizioni chiedono di introdurre il voto fuorisede. The Good Lobby: “Bene, ora serve risposta stabile e concreta per milioni di elettori”

12 Giugno 2026 ore 19:16

Introdurre in maniera definitiva il voto fuorisede alle elezioni Politiche, alle Europee e ai referendum. È quanto prevede un emendamento alla legge elettorale presentato congiuntamente da tutte le forze di opposizione. Si tratta di una delle 326 proposte emendative congiunte del centrosinistra (in totale gli emendamenti presentati sono stati oltre 770) che viene accolta positivamente dalle associazioni impegnate da anni nel riconoscimento del diritto di voto a distanza per i quasi 5 milioni di cittadini che vivono lontani dalla propria residenza per ragioni di studio, lavoro o salute. “È il segno della rilevanza che il diritto di voto fuori sede ha assunto nel dibattito pubblico e politico”, commenta Yari Russo, campaigner di The Good Lobby e rappresentante della Rete Voto FuoriSede.

Associazioni che nei mesi scorso hanno raccolto oltre 50mila firme per la proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata a garantire pienamente il diritto di voto per chi vive lontano dal proprio Comune di residenza. “Negli ultimi mesi – spiega Russo – abbiamo intensificato le interlocuzioni con le forze parlamentari di maggioranza e opposizione, che sembrano dimostrare un consenso unanime sulla necessità di garantire il diritto di voto a distanza. Auspichiamo che ora si passi però dalle parole ai fatti, e che maggioranza e opposizione possano convergere su questo o su altri emendamenti per dare una risposta concreta e stabile a milioni di elettori fuorisede”.

Il voto fuorisede era stato sperimentato alle Europee del 2024 (ma solo per gli studenti), poi è stato replicato e ampliato anche ai lavoratori in occasione dei referendum su cittadinanza e lavoro del giugno del 2025. Ma per il referendum sulla Giustizia, governo e maggioranza hanno deciso di bloccare la sperimentazione. L’Italia – come ricordano le associazioni – è al momento l’unico Paese europeo, insieme alle più piccole isole di Malta e Cipro, a non disporre dell’importante strumento elettorale democratico del voto a distanza.

Il voto fuorisede è stata una delle principali richieste avanzate da associazioni e studenti nel corso le audizioni in commissione Affari Costituzionali alla Camera, con tanto di lezione da parte di una studentessa al deputato Fdi, Angelo Rossi, contrario al provvedimento (qui il video del botta e risposta). Nonostante questo, però, nel testo della riforma elettorale votato dalla maggioranza non c’è nessun riferimento al tema. Oggi però arriva l’emendamento delle opposizioni, ma per approvarlo saranno necessari i voti anche dei parlamentari di maggioranza.

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Nicole Minetti, il tribunale “prende atto” della grazia del Quirinale: sospesa l’esecuzione della pena di 3 anni e 11 mesi

12 Giugno 2026 ore 19:06

Il tribunale di sorveglianza di Milano ha revocato l’esecuzione della pena per Nicole Minetti, l’ex consigliera regionale della Lombardia condannata a 3 anni e 11 mesi. La pena era stata accumulata in due diversi processi, quello cosiddetto “Ruby bis” per favoreggiamento della prostituzione e quello sulle “spese allegre” al Pirellone nel quale Minetti era stata condannata per peculato. La revoca decisa dal giudice è una presa d’atto della grazia concessa a febbraio dal presidente della Repubblica. L’atto di clemenza sospende la pena (poi la estingue dopo 5 anni senza reati). Come noto, il provvedimento di grazia è stato confermato dopo che la Procura generale di Milano ha sostenuto di aver eseguito tutte le verifiche necessarie dopo l’inchiesta del Fatto Quotidiano.

La decisione del tribunale è un mero passaggio formale che chiude il caso. I giudici Marcello Bortolato (presidente) e Paola Braggion, in poche righe, prendono atto dell’atto del Quirinale. Tecnicamente hanno decretato “il non luogo a deliberare” sull’istanza di affidamento in prova con cui Minetti voleva scontare la pena, una richiesta avanzata dai legali Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi.

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Livorno, nuova disciplina della sosta tra Garibaldi e piazza della Repubblica: più spazi per residenti e area pedonale

12 Giugno 2026 ore 18:51

Livorno, 12 giugno 2026 – Cambia la viabilità nella zona Garibaldi–piazza della Repubblica. La Giunta comunale ha approvato una serie di modifiche alla disciplina della sosta che entreranno in vigore nei prossimi giorni con una specifica ordinanza.

La principale novità riguarda piazza Garibaldi, dove verrà istituita un’area pedonale con l’obiettivo di rendere lo spazio più vivibile, favorire la socialità e sostenere le attività commerciali della zona.

I posti auto eliminati nella piazza saranno redistribuiti nelle aree vicine, così da garantire comunque la disponibilità di parcheggi per i residenti del quartiere.

Il provvedimento interviene anche sulle strade limitrofe: alcuni stalli a pagamento diventano parcheggi riservati ai residenti o “promiscui”, cioè utilizzabili gratuitamente da determinate categorie di autorizzati, in base ai contrassegni di zona.

L’obiettivo dichiarato è quello di trovare un equilibrio tra accessibilità per i cittadini, sostegno alle attività economiche e migliori condizioni di vivibilità per chi abita nella zona.

Livorno, addio al dottor Sirio Malfatti: lutto nella sanità per il pioniere delle cure palliative

12 Giugno 2026 ore 18:49

Livorno, 12 giugno 2026 – Profondo cordoglio nel mondo della sanità livornese per la scomparsa del dottor Sirio Malfatti, medico tra i pionieri delle cure palliative a livello regionale e nazionale.

L’Azienda USL Toscana nord ovest, la Direzione ospedaliera di Livorno, la Zona Distretto e gli operatori sanitari lo ricordano come una figura di grande rilievo umano e professionale, capace di mettere sempre al centro la persona e la dignità del paziente.

Il dottor Malfatti è stato tra i fondatori dell’Associazione Cure Palliative di Livorno, realtà diventata negli anni un punto di riferimento per malati e famiglie.

Nel ricordo espresso dalla dottoressa Costanza Galli, viene sottolineato il suo ruolo decisivo nella nascita e nello sviluppo delle cure palliative in città, insieme alla capacità di unire competenza medica e grande umanità.

L’Azienda sanitaria ha espresso vicinanza ai familiari e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato. La cerimonia di saluto si terrà domani, 13 giugno, alle ore 15 nella chiesa della sala mortuaria dell’ospedale di Livorno.

Scali Manzoni, parcheggi selvaggi in curva: la viabilità finisce nel caos

12 Giugno 2026 ore 18:45

LIVORNO – Una situazione che si ripete ormai con frequenza quasi quotidiana e che sta alimentando il malcontento di residenti e automobilisti. Al centro delle proteste c’è il tratto di Scali Manzoni caratterizzato dalla presenza di parcheggi in prossimità di una curva particolarmente stretta, dove la precisione nella sosta dei veicoli diventa fondamentale per garantire il regolare scorrimento del traffico.

Secondo numerose segnalazioni, il problema nasce quando alcuni automobilisti parcheggiano fuori sagoma rispetto agli stalli disponibili, occupando anche pochi centimetri in più rispetto allo spazio consentito. Una situazione che, in una carreggiata già limitata, riduce ulteriormente il passaggio disponibile per i veicoli.

Le conseguenze non tardano a manifestarsi. Quando devono transitare mezzi di maggiori dimensioni, come quelli impiegati nei servizi pubblici o nelle attività di rifornimento delle attività commerciali del centro, il passaggio diventa spesso estremamente difficoltoso. In diversi casi i mezzi sono costretti a rallentare drasticamente, effettuare manovre complesse o addirittura fermarsi in attesa di riuscire a superare il restringimento.

Da quel momento il traffico si blocca rapidamente. Le auto iniziano ad accumularsi lungo gli Scali e le code possono protrarsi per decine di minuti, soprattutto nelle fasce orarie di maggiore affluenza. Un disagio che coinvolge centinaia di automobilisti e che si ripercuote anche sulle strade limitrofe.

I cittadini evidenziano come il problema non sia legato alla presenza dei mezzi più ingombranti, che devono necessariamente transitare per svolgere servizi essenziali, ma piuttosto alla mancanza di attenzione da parte di chi utilizza gli stalli di sosta in un tratto che richiede particolare precisione. In una zona dove ogni centimetro disponibile è prezioso, una sosta non corretta può trasformarsi in un ostacolo capace di paralizzare l’intera viabilità.

Tra le richieste avanzate dai residenti vi sono maggiori controlli sul rispetto delle sagome di parcheggio e una verifica da parte dell’amministrazione comunale per individuare eventuali soluzioni in grado di garantire una migliore fluidità del traffico.

Per molti cittadini basterebbe un maggiore rispetto delle regole di sosta per evitare gran parte dei disagi che ogni giorno interessano uno dei punti più delicati della viabilità del centro cittadino.

La malinconia dell’arrampicata sugli specchi

12 Giugno 2026 ore 18:40

di Pepe Escobar

L’impero dei pirati ha ripreso la sua campagna di bombardamenti, provocando l’inevitabile reazione iraniana.

Pertanto, un elicottero Apache statunitense da 40 milioni di dollari è stato preso di mira da un drone Shaheed da 20.000 dollari appena sopra lo Stretto di Hormuz, appena un giorno dopo che l’Iran e il gruppo terroristico filo-israeliano si erano scambiati attacchi, deridendo la fragile finzione di un “cessate il fuoco”.

Che rapporto costi-benefici colossale per Teheran: non meno di 2000 a 1.

Teheran, per principio, non nega gli attacchi militari. Tuttavia, in questo caso specifico, ha esplicitamente negato di aver abbattuto l’Apache, suggerendo un possibile incidente o un malfunzionamento tecnico. Se lo Shaheed avesse effettivamente colpito l’elicottero d’attacco, i piloti sarebbero morti e non sarebbero stati salvati da un’imbarcazione senza equipaggio americana.

Malcolm Nance, ex ufficiale dell’intelligence della Marina statunitense, afferma: “Non si verificano collisioni in volo con droni FPV nel mezzo dello Stretto di Hormuz, e non è intenzionale ” .

Ciò significherebbe che un drone guidato da fibra ottica sarebbe in grado di mandare in tilt l’intero, imponente apparato di guerra elettronica americano, rivelando un Pentagono indifeso, incapace di formulare alcuna risposta.

Quindi, anche se non si è trattato di un incidente, perché le Guardie Rivoluzionarie lo hanno negato? Perché potrebbe essersi trattato di un test strategico, non solo della capacità di deterrenza dell’Iran, ma anche del grado di perturbazione che esso potrebbe infliggere al nemico.

Come previsto, sotto la guida dell’Imperatore di Barbaria, l’Impero della Pirateria riprese i bombardamenti, provocando l’inevitabile reazione iraniana.

Pochi minuti dopo l’inizio dell’attacco statunitense, le Guardie Rivoluzionarie hanno colpito una serie di basi militari americane in Asia occidentale.

Base aerea di Al-Azraq in Giordania.

La base aerea di Ali Al Salem in Kuwait.

La base della Quinta Flotta in Bahrein.

Base aerea di Isa in Bahrein.

Al-Azraq è stata colpita da diversi missili a lungo raggio a propellente solido, diretti verso quattro obiettivi, tra cui gli hangar degli F-35 e il centro di comando e controllo. Le Guardie Rivoluzionarie hanno riferito che il 70% di tutti gli obiettivi presenti in queste basi è stato colpito con successo.

Al-Azraq, nota anche come Muwaffaq Salti, è una base aerea congiunta statunitense-giordana situata a circa 100 km a est di Amman. Solo quattro mesi fa, le immagini satellitari hanno rivelato la presenza di oltre 60 aerei da combattimento statunitensi, tra cui 30 F-35 e 36 F-15. La base ospita il 332° Stormo di Spedizione Aerea (con F-15E e droni MQ-9 Reaper), con F-35 in rotazione. A tutti gli effetti, la Giordania è ora un obiettivo legittimo per le Guardie Rivoluzionarie.

La nuova mappa integrata della deterrenza regionale

Tutto quanto sopra indicato suggerisce una radicale riscrittura delle regole del gioco sul campo di battaglia. L’Iran sta segnalando all’Asia occidentale e oltre che quello che in teoria sarebbe spazio aereo militare americano è ora sotto il suo controllo. Inoltre, Teheran sta dimostrando, nella pratica, di poter condurre una guerra imponendo le proprie richieste e prolungando i negoziati.

La nuova equazione è chiara: se ci attaccate e noi reagiamo, qualsiasi tentativo di rappresaglia ci porterà a colpirvi con una forza 1,5 volte maggiore, e presto 2 o 3 volte maggiore. Basta fare la parte del buono e lasciare che il nemico ricorra alla proverbiale strategia del “colpisci e fuggi”.

Sul fronte americano, entrano in gioco anche altri fattori preoccupanti. L’impero della pirateria prende di mira sistematicamente le apparecchiature di comunicazione lungo la costa del Golfo Persico. L’obiettivo è interrompere le comunicazioni tra le unità nel sud e i centri di comando nel nord. Anche se questo facesse parte della preparazione per un’invasione di terra suicida, come accadde prima della guerra in Iraq del 2003, non cambierebbe nulla a causa della strategia “a mosaico decentralizzata” in atto in tutto l’Iran dopo l’attacco decisivo del 28 febbraio.

Oltre a tutto ciò, il comandante della Forza Quds del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, il generale di brigata Esmail Qaani, ha annunciato la scorsa settimana che è ora in vigore una cintura di sicurezza regionale, dal Golfo Persico al Mar Rosso, gestita dall’Asse della Resistenza.

Pertanto, a prescindere da ciò che gli americani possano immaginare, ora si troveranno di fronte a una linea difensiva strategica che si estende dallo Stretto di Hormuz a Bab el-Mandeb.

Benvenuti nella nuova mappa integrata della deterrenza regionale. Traduzione letterale: qualsiasi attacco israelo-americano contro un singolo membro dell’Asse della Resistenza innescherà una risposta su più fronti, dal Golfo Persico al Mar Rosso.

La grande domanda ora è se questa escalation, anche se presentata dall’Impero della Pirata come una “punizione” per la vicenda Apache, possa trasformarsi immediatamente in un abbandono ufficiale del quadro del Memorandum d’Intesa (MoU) al tavolo delle trattative.

Martedì ho parlato dei progressi dei negoziati per il memorandum d’intesa su un nuovo canale YouTube, Transition Protocol , dopo che il nostro canale originale, Power Shit , è stato rimosso da Google senza preavviso e senza possibilità di ricorso, meno di una settimana dopo il suo lancio e dopo aver trasmesso due esclusive mondiali di fila .

Le nostre fonti di intelligence in Pakistan, in strettissimo contatto con l’Iran e gli attori del Consiglio di Cooperazione del Golfo, sono convinte che il memorandum d’intesa non sia definitivamente tramontato. Persino l’amministrazione Trump desidera preservare il quadro diplomatico di base e non far deragliare gli accordi più ampi che si stanno delineando.

In altre parole: l’Imperatore della Barbaria, alla vigilia di un Mondiale che le politiche razziste del suo governo stanno già rovinando, si asterrà dal fare molto rumore e non si ritirerà dall’assetto generale dell’accordo.

Ci troviamo a un bivio pericoloso: scivolare nel buio abisso di una possibile “rottura dell’accordo” o aggrapparci a uno scenario di pressione a favore dell’intesa.

Pepe Escobar

Fonte: Strategic Culture Foundation

Tenerife, problema tecnico per il volo di rientro del Papa a Roma: Leone XIV torna con l’aereo di re Felipe VI

12 Giugno 2026 ore 18:13

Si conclude con un imprevisto la visita di Papa Leone XIV alle Canarie. L’aereo papale, diretto a Fiumicino, doveva decollare alle 17 dall’aeroporto di Tenerife-Nord, al termine del viaggio apostolico del pontefice in Spagna tra il 6 e il 12 giugno. Un problema tecnico, però, ha costretto il volo Iberia ad annullare la partenza. L’annuncio del comandante è arrivato proprio mentre il velivolo stava per iniziare la fase di decollo, con grande sorpresa da parte degli oltre 80 giornalisti e operatori video a bordo: “Sono spiacente di informarvi che il guasto richiede tempo – ha detto il pilota – e per questo motivo ci stiamo organizzando per sbarcare i passeggeri”. A quel punto è stato il re Felipe VI di Spagna in persona, congedatosi poco prima, a risalire sull’aereo e scortare il pontefice nella sala vip del terminal. Poco dopo lo hanno seguito il segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, e altri membri del seguito papale. Il guasto è tale da non poter essere riparato immediatamente e per questo il Papa è ripartito verso l’Italia con l’aereo del re di Spagna. Il personale della Santa Sede e i giornalisti faranno invece ritorno nelle prossime ore con un altro velivolo messo a disposizione da Iberia.

Leone XIV doveva arrivare nella tarda serata a Roma dopo la prima visita in un paese europeo da quando si è insediato. La tappa finale sono state proprio le Canarie, dove ora si trova bloccato: sulle isole spagnole ha tenuto un discorso sul dramma migratorio, visitando anche i centri di accoglienza oltre che organizzazioni umanitarie impegnate nell’accompagnamento e l’integrazione.

L’agenda del viaggio è stata intensa, dal ricevimento dei monarchi Felipe VI e Letizia nella capitale, alla messa del Corpus Christi in Plaza Cibeles, con oltre 1 milione e 200mila persone. Prevost ha anche tenuto una veglia con 600mila giovani e ha tenuto uno storico discorso, il primo per un Papa, nel parlamento spagnolo. A Barcellona poi ha visitato il Monastero di Montserrat, richiamando il valore della cultura e della spiritualità, presiedendo la cerimonia solenne nella Sagrada Familia per l’inaugurazione e la benedizione della Torre di Gesù, la più alta della Chiesa nel mondo, nel centenario della morte del suo architetto, Antoni Gaudì.

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“È iniziato El Niño”. L’allarme del servizio meteorologico Usa: “Probabile che diventi un evento ‘super'”

12 Giugno 2026 ore 17:58

Lo si annunciava da mesi, ora è arrivato. Il Servizio Meteorologico degli Stati Uniti, Noaa, ha annunciato che El Niño è iniziato nel Pacifico tropicale. L’agenzia federale americana prevede che il fenomeno meteorologico si intensificherà fino a raggiungere un livello moderato o forte in autunno. Stando alle previsione dei meteorologi c’è una probabilità del 63% che le temperature superficiali del mare aumentino di 2,0 gradi nella regione del Pacifico monitorata. Superata quella soglia la Noaa riqualifica l’evento come Super Niño: un’anomalia per quell’area del globo che si verifica in media ogni 15 anni con effetti devastanti.

El Niño è un evento raro ma che si forma ciclicamente, in media ogni 2-7 anni. Quando si verifica, produce un riscaldamento da 0,5 a 3 gradi delle acque superficiali del Pacifico centro meridionale ed orientale, di fronte alle coste dell’America Latina, producendo però effetti in tutto il mondo. Dura dai 9 ai 12 mesi e tra gli effetti principali ci sono inverni caldi e secchi nel Nord degli Stati Uniti e tempeste e neve negli stati meridionali. Nonostante la sua ciclicità, si tratta di un fenomeno difficile da prevedere perché, come spiegato da Ken Graham, direttore della Noaa, “ogni El Niño è diverso. Ognuno è unico e lascia la propria impronta sul nostro clima”.

Di solito è proprio nel periodo invernale che El Niño tende ad essere più intenso, soprattutto per l’emisfero settentrionale del mondo. In un tipico inverno caratterizzato da questo evento atmosferico, la corrente sull’Oceano Pacifico settentrionale si sposta verso sud, muovendo le tempeste verso la fascia meridionale degli Stati Uniti. Per questi motivi, spesso si traduce in un inverno più caldo del normale nell’America del Nord. Come un effetto a catena, i venti in quota più forti tendono a sopprimere lo sviluppo di tempeste e uragani nel bacino atlantico, mentre quelli più deboli favoriscono lo sviluppo di cicloni tropicali nei bacini del Pacifico orientale e centrale. Da qui il rischio di inondazioni dovute all’alta marea, soprattutto nella costa occidentale degli Stati Uniti.

Gli effetti di El Niño colpiscono anche la fauna marina e gli altri organismi oceanici, provocando cambiamenti nella migrazione dei pesci. Le specie di acqua calda infatti si spostano verso nord, mentre quelle che prediligono temperature più fredde si spostano ancora più a nord del normale, prediligendo acque profonde. Tutti comportamenti fuori dalla normalità che influiscono negativamente su crescita, sopravvivenza e riproduzione, provocando, come accaduto in passato, anche la formazione di alghe nocive nelle coste a ovest degli Stati Uniti.

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Macron annuncia il primo vertice bilaterale con Meloni: si terrà il 25 giugno ad Antibes e ci saranno 9 ministri

12 Giugno 2026 ore 17:33

Si terrà il 25 giugno ad Antibes, in Costa Azzurra, il primo vertice intergovernativo tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron. Si tratta del primo bilaterale di alto livello tra Italia e Francia da quando la presidente del Consiglio è a Palazzo Chigi ed è anche il primo dall’entrata in vigore del Trattato del Quirinale, firmato da Mario Draghi e Macron nel novembre del 2021 davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L’ultimo vertice bilaterale tra i due governi si era tenuto a fine febbraio del 2020, pochi giorni prima del lockdown per la pandemia: Macron e l’allora premier Giuseppe Conte si erano incontrati a Napoli. Poi la tradizione si era interrotta. Le tensioni e il rapporto difficile tra il presidente francese e la premier Meloni hanno reso complessa l’organizzazione del nuovo summit. Ma alla fine è arrivato l’annuncio dell’Eliseo. Al vertice prenderanno parte anche “9 ministri da una parte e dall’altra”, una sorta di Consiglio dei ministri congiunto fra Italia e Francia.

“Questo vertice – sottolinea Parigi -permetterà di approfondire la cooperazione franco-italiana in molti settori strategici, in particolare la difesa, lo spazio, l’energia e le infrastrutture”. Secondo quanto trapela, il principale argomento del bilaterale dovrebbe essere il via libera al cosiddetto progetto Bromo, una joint venture strategica siglata tra Leonardo, Airbus e la francese Thales. A margine si terrà un “Business forum franco-italiano” e una visita alla sede di Thales Alenia Space, società franco-italiana, a Cannes, ha precisato l’Eliseo. La presidenza francese riferisce inoltre che Macron e Meloni “si confronteranno anche sui grandi temi europei e internazionali e discuteranno i modi per rafforzare i legami tra le società civili francese e italiana, in particolare attraverso i giovani e la cultura“.

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Garlasco, Stasi verso l’affidamento in prova ai servizi sociali: parere favorevole dalla procura

12 Giugno 2026 ore 17:23

Alberto Stasi potrebbe presto uscire dal carcere. Condannato in via definitiva per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa nella sua villetta di Garlasco nel 2007, Stasi potrebbe presto ottenere l’affidamento in prova ai servizi sociali. Un provvedimento che dovrà arrivare dal tribunale di sorveglianza di Milano.

A differenza di quanto emerso in un primo momento, infatti, per cui sembrava una decisione già stabilita, i giudici, dopo l’udienza che si è svolta nel pomeriggio di oggi in gran segreto, sono tecnicamente in riserva dopo la camera di consiglio, e dovrebbero depositare l’ordinanza entro cinque giorni, come riporta l’Ansa.

La procura generale, diretta da Francesca Nanni e con il sostituto pg Valeria Marino, aveva già dato parere favorevole vista la buona condotta da detenuto in questi anni e per le relazioni positive dell’equipe del carcere di Bollate.

Stasi si trova già in regime di semilibertà. La concessione dell’affidamento in prova non è collegata con l’eventuale procedimento di revisione del suo processo, per il quale la difesa presenterà istanza. Per il caso Garlasco, infatti, è attualmente aperto un nuovo filone di inchiesta che vede Andrea Sempio come unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.

L’affidamento in prova si tratta di una richiesta standard per i condannati che sono alle prese con l’ultima parte della pena. Dal 2015 Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della fidanzata, è detenuto a Bollate e dal 2023 lavora all’esterno dell’istituto penitenziario con mansioni amministrative e contabili, rientrando in cella la sera. La sua fine pena è prevista nel 2028.

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Sosta in zona piazza Garibaldi, tutti i posti compensati nelle aree limitrofe

12 Giugno 2026 ore 17:12

LIVORNO – La giunta comunale (deliberazione 460/2026) ha approvato alcuni indirizzi relativi alla disciplina della sosta in zona Garibaldi – piazza della Repubblica, che nei prossimi giorni diventeranno operativi con apposita ordinanza dell’ufficio mobilità.

È innanzitutto istituita l’area pedonale in piazza Garibaldi, allo scopo di renderla un luogo più vivibile e frequentato, che favorisca la buona socialità e la vitalità commerciale, producendo modalità spontanee e collettive di controllo e di cura. Tutti i posti tolti da piazza Garibaldi per la pedonalizzazione vengono compensati nelle aree limitrofe e ad una distanza veramente contenuta.

I provvedimenti riguardanti le aree circostanti, riescono infatti a salvaguardare le esigenze di sosta dei residenti in un quartiere ad alta densità abitativa, in particolare quelle dei residenti nella zona regolamentata S, raggiungendo un equilibrio tra l’esigenza di garantire accessibilità e attrattività alle attività economiche presenti e il diritto degli abitanti ad accedere facilmente alle proprie abitazioni e ad usufruire, nella propria zona di residenza, di condizioni di sosta differenziate ed agevolate rispetto al resto degli interessati.

È approvata l’abrogazione degli spazi di sosta a pagamento nel tratto di via Garibaldi compreso tra il civico 42 e l’intersezione con via Francesco Carlo Pellegrini, e nell’area di parcheggio adiacente allo spartitraffico lato nord di piazza della Repubblica.
Questi spazi diventano ‘zona a sosta controllata’, riservati esclusivamente ai titolari di contrassegno lettera S. Negli orari in cui è in vigore la Zsc, quindi, i non residenti non vi potranno parcheggiare, nemmeno a pagamento.

È stata poi approvata la trasformazione in parcheggi ‘promiscui’ degli stalli blu presenti su alcuni tratti stradali. Questi spazi sosta, che fino ad adesso sono stati solo a pagamento, potranno essere utilizzati, gratuitamente, anche dai residenti. In particolare: la sosta negli stalli a pagamento presenti nel tratto di piazza della Repubblica compreso tra via de Larderel e via della Pina d’Oro è consentita in modalità gratuita ai veicoli muniti delle abilitazioni per la zona a sosta controllata ‘S’; la sosta negli stalli a pagamento presenti nel tratto di piazza della Repubblica compreso tra via del Voltone e via de Larderel è consentita in modalità gratuita ai titolari di abilitazioni per la Zsc lettera ‘S’ e ai titolari di abilitazioni per la zona a traffico limitato lettera ‘M’; la sosta negli stalli a pagamento presenti nel tratto di piazza della Repubblica compreso tra via della Posta e via delle Galere è consentita in modalità gratuita ai veicoli muniti delle abilitazioni per la ztl ‘B’; la sosta negli stalli a pagamento presenti nel tratto di via Cosimo Del Fante compreso tra via Giovannetti e scali Saffi è consentita in modalità gratuita ai veicoli muniti delle abilitazioni per la ztl ‘C’.

Potranno sostare gratuitamente su questi parcheggi promiscui anche i titolari di permessi relativi alle categorieprofessionali e sociali indicate nel Disciplinare della circolazione nel centro abitato, secondo le modalità da esso previste per ciascuna categoria.

È morto David Hockney: addio al protagonista della pop art, ispirò Guadagnino e Bojack Horseman

12 Giugno 2026 ore 17:09

Era considerato uno dei pittori inglesi in vita più popolari e apprezzati del ventesimo secolo, protagonista della pop art anche se aveva esplorato anche altri stili. Dai graffiti alla pittura astratta, dal collage alla tavoletta grafica. Aveva 88 anni David Hockney, è morto venerdì a Londra come comunicato dalla sua agente, Erica Bolton. “Una delle figure più importanti dell’arte contemporanea nel XX e XXI secolo è morta serenamente nella sua casa”. Capelli biondissimi, sigaretta in bocca, occhiali rotondi: era diventato un personaggio capace di ispirare anche oltre il mondo dell’arte.

Aveva cominciato a dipingere da giovanissimo, folgorato da una mostra di Van Gogh. Si era iscritto alla Royal College Art di Londra dopo aver iniziato al Bradford College of Art, dov’era nato, nello Yorkshire. Incontrò Andy Warhol a New York. Già nei primi anni cominciò a vincere premi importanti come quello per l’incisione alla Graven Image Exhibition di Londra e il Painting Prize alla John Moores Exhibition di Liverpool, per la grafica alla Biennale di Parigi nel 1963 quando inaugurò una personale alla Kasmin Gallery di Londra. Aveva realizzato opere che esploravano la sua omosessualità quando l’orientamento era considerata ancora illegale nel Regno Unito, prima del 1968. Era diventato famoso per dipinti quali “My Parents” e per quelli in cui realizzava una serie di collage fotografici utilizzando diverse Polaroid, i cosiddetti “Joiners“.

Aveva sviluppato una passione particolare per i paesaggi della California, dove si era stabilito a metà degli anni ’60, e per le piscine, ne aveva dipinte una ventina. Il film A bigger splash diretto dall’italiano Luca Guadagnino, del 2015, era stato ispirato dall’omonimo dipinto realizzato negli anni Sessanta. Portrait of an Artist (Pool with two figures) aveva ispirato un’opera onnipresente nella serie animata di culto prodotta da Netflix, Bojack Horseman. Hockney ha realizzato anche numerosi ritratti, anche di personaggi famosi.

Rifiutò, nel 1990, un titolo della Corona Britannica, ma nel 2012 accettò il riconoscimento dell’Ordine al Merito che gli assegnò Elisabetta II del Regno Unito. Si era dedicato, negli ultimi anni, ai dipinti fatti con l’iPad. Hockney ha avuto una carriera lunga oltre mezzo secolo, ha dipinto fino all’ultimo, in carrozzina: appena l’anno scorso la Fondazione Louis Vuitton a Parigi aveva ospitato la più grande retrospettiva della sua produzione con oltre 400 opere. Il comunicato della morte ha sottolineato “la natura straordinariamente prolifica della sua carriera, durata oltre settant’anni, caratterizzata da un approccio multimediale alla creazione delle immagini, da una continua riflessione sulla rappresentazione e la prospettiva e da un costante impegno nel raffigurare il mondo attraverso il colore”. Ha lasciato il compagno di lunga data Jean-Pierre Gonçalves de Lima, due fratelli e numerosi nipoti e pronipoti.

Scontro social Meloni-Conte. “Video dell’Aula con il mio volto è una fake news, ero al Quirinale”. “Era per contestualizzare, la butta in caciara”

12 Giugno 2026 ore 17:08

Botta e risposta social tra Giorgia Meloni e Giuseppe Conte. La premier ha risposto a un post pubblicato su X dal leader del Movimento 5 stelle, accusandolo di diffondere fake news. Nel post Conte pubblicava un breve taglio del suo intervento di ieri alla Camera dopo le comunicazioni della presidente della premier in vista del Consiglio Ue. Un video montato con, in controcampo, per pochi secondi, il volto della presidente del Consiglio che però in quel momento non era presente in Aula.

“Mi spiega come avete fatto a montare mie espressioni sul video del suo intervento, considerato che in quel momento io ero al Quirinale e quindi non in Parlamento? Lo chiarisco solo per ricordare a tutti quanto la vostra politica si fondi su mistificazioni della realtà e fake news”, ha attaccato Meloni commentando la clip.

Poco dopo la controreplica di Conte, sempre via social, che chiarisce il perché della scelta. “Non avrei mai immaginato che tra crollo del potere d’acquisto, Italia fanalino di coda sulla crescita, stazioni di carburante come gioiellerie, inchieste per corruzione e 13 miliardi bloccati sul Ponte, riuscisse a trovare il tempo per seguire i miei social e aggiornarsi sui i miei post”, risponde Conte.

Per poi proseguire: “Mi sorprende, peraltro, che l’unica sua premura sia stata di segnalare che nel mio video compare il suo viso, quando in realtà lei si era allontanata, e non ha potuto seguire in diretta il mio intervento che ho fatto dopo le sue comunicazioni, quando era tenuta ad ascoltare non solo gli interventi di maggioranza ma anche di opposizione“. L’ex premier quindi ammette il montaggio del video, sottolineando però che è “servito a ‘contestualizzare’ il mio intervento, a precisare che quelle domande e richieste di chiarimenti erano rivolte a lei”. “Sono domande e richieste che avanzano milioni di cittadini, famiglie e imprese che sono in difficoltà e gradirebbero risposte da lei – prosegue ancora il leader M5s – Risposte però anche ancora oggi, dopo quasi 4 anni di governo, non arrivano. E non arrivano perché non sa che dire, non ha ricette, non ha soluzioni”. Ecco quindi, affonda Conte, “che impiega il tempo sui miei social alla ricerca di distrazioni e diversivi che la facciano passare per vittima. Tutto torna utile, purché non si affrontino le priorità e le urgenze dei cittadini. Insomma, tutto fa brodo per buttarla in ‘caciara’“.

“Se si appassiona nel seguire i miei video, a quando un confronto serio sulle questioni urgenti che pongo e che gli italiani pongono insieme a me alla sua attenzione?”, conclude Conte.

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Lutto nel mondo sanitario, si è spento il dottor Malfatti

12 Giugno 2026 ore 16:56

LIVORNO - È scomparso all’età di 81 anni il dottor Sirio Malfatti, medico tra i più conosciuti e apprezzati della Città per le sue doti professionali e umane, pioniere delle cure palliative e protagonista di tante altre iniziative che hanno contribuito a migliorare la qualità della vita dei suoi concittadini. Questo il messaggio di cordoglio del sindaco Luca Salvetti e Continue Reading

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TRENTO, 40 HUSKY PER LE SLITTE. PROCURA: “E’ MALTRATTAMENTO”

12 Giugno 2026 ore 16:36

La procura di Trento ha riconosciuto il reato di maltrattamento nei confronti degli oltre 40 Alaskan husky, sfruttati per il traino delle slitte (sleddog), che erano stati sequestrati con un’operazione del Corpo Forestale Trentino nel febbraio scorso in un allevamento nella zona di Millegrobbe a Lavarone in Trentino. “Sono pronti a trovare una famiglia che li ami e li accolga per il resto della loro vita gli oltre 40 Alaskan Husky sequestrati a febbraio a Millegrobbe”. I referti veterinari avevano documentato numerosi casi di denutrizione, disidratazione, debilitazione fisica, infestazioni parassitarie, dermatiti, ferite e altre patologie riconducibili alla prolungata mancanza di cure e a condizioni di detenzione incompatibili con il loro benessere.

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Il dramma di Tommaso Costa: cambia carcere e gli negano cura per gli occhi, ma nessuno gli spiega perché

12 Giugno 2026 ore 16:30

Tommaso Costa ha sessantasei anni. Da oltre diciannove anni e mezzo è detenuto e gran parte di questo tempo lo ha trascorso in regime di 41-bis. Convive con una Sindrome di Sjögren, una patologia autoimmune cronica che provoca xeroftalmia e xerostomia, ovvero una grave secchezza degli occhi e della bocca. Nella documentazione sanitaria in possesso dell’Associazione Yairaiha compaiono, almeno dal 2015, terapie e presidi utilizzati per il trattamento della patologia: Plaquenil, saliva artificiale e lacrime artificiali. Per anni quella documentazione accompagna il percorso detentivo di Costa nel 41-bis di Viterbo senza che la necessità di quelle cure risulti contestata. Poi arriva il trasferimento. Da circa due mesi Costa si trova nella Casa di Reclusione di Milano Opera, ancora in regime di 41-bis. La patologia è la stessa. Le condizioni cliniche sono le stesse. Restano le stesse esigenze terapeutiche che avevano accompagnato per anni la sua detenzione a Viterbo.

Secondo quanto denunciato dal figlio e tutore legale, a cambiare sarebbe invece l’accesso a una parte della terapia seguita per anni. Al centro della vicenda vi è un collirio a base di lacrime artificiali utilizzato per contrastare la xeroftalmia associata alla Sindrome di Sjögren. Una condizione che non consiste in un semplice fastidio oculare. In assenza di adeguata lubrificazione può provocare bruciore persistente, dolore, irritazione, infiammazione, fotosensibilità e, nei casi più gravi, lesioni della superficie corneale. Secondo quanto riferito dal familiare, dopo il trasferimento presso Milano Opera il presidio terapeutico non sarebbe stato autorizzato. La spiegazione ricevuta sarebbe stata informale e farebbe riferimento a una presunta incompletezza della documentazione sanitaria proveniente dall’istituto di provenienza. È qui che la storia smette di riguardare soltanto un collirio. Una persona detenuta non organizza il proprio trasferimento. Non gestisce la trasmissione della documentazione sanitaria. Non decide tempi e modalità delle verifiche amministrative. Se il problema riguarda la documentazione, è però la persona che necessita della terapia a subirne le conseguenze.

Vi è poi un ulteriore elemento. Secondo quanto denunciato dal familiare, non risulterebbe alcun provvedimento formale di diniego relativo alla mancata autorizzazione del presidio terapeutico. Proprio per questa ragione il figlio e tutore legale del detenuto ha trasmesso una diffida formale alla Direttrice della Casa di Reclusione di Milano Opera, chiedendo chiarimenti sulle limitazioni denunciate, sulle ragioni della mancata autorizzazione e sull’eventuale esistenza di atti formali adottati dall’istituto. La questione non riguarda soltanto la terapia. Senza un provvedimento formale diventa più difficile conoscere le ragioni della decisione, verificarla e contestarla nelle sedi previste dall’ordinamento. Un detenuto può rivolgersi al Magistrato di Sorveglianza per contestare decisioni che incidono sui propri diritti e sulle proprie condizioni di detenzione, ma per farlo deve poter conoscere l’esistenza e il contenuto del provvedimento che intende contestare. Quando una decisione resta confinata nell’informalità, non si crea soltanto un problema di trasparenza: diventa più difficile anche esercitare concretamente gli strumenti di tutela che l’ordinamento prevede. È un aspetto che questa Associazione conosce bene. Nel corso della propria attività ha infatti ricevuto numerose segnalazioni riguardanti la Casa di Reclusione di Milano Opera da parte di familiari, avvocati e persone detenute. In più occasioni, le segnalazioni ricevute hanno riguardato decisioni che incidevano concretamente sulla vita detentiva, comprese limitazioni ai colloqui con terze persone e altre richieste rivolte all’amministrazione, rispetto alle quali veniva denunciata l’assenza di un provvedimento formale di diniego.

Una circostanza che, secondo i segnalanti, rendeva estremamente difficile conoscere le ragioni della decisione e sottoporla al controllo del Magistrato di Sorveglianza attraverso gli strumenti previsti
dall’ordinamento. Circostanze che hanno dato luogo anche a iniziative istituzionali, interrogazioni parlamentari e articoli di stampa. È anche per questo che la vicenda di Tommaso Costa non appare come una questione isolata, ma si inserisce in un quadro di criticità che questa Associazione ha già avuto modo di riscontrare e segnalare con riferimento alla Casa di Reclusione di Milano Opera. La vicenda non si è fermata alla diffida trasmessa dal figlio e tutore legale del detenuto. A fronte delle criticità segnalate dal familiare e della documentazione acquisita, la situazione è stata portata all’attenzione delle autorità competenti mediante una specifica segnalazione, con richiesta di accertamenti in merito alla continuità terapeutica del detenuto, alla gestione della documentazione sanitaria relativa al trasferimento da Viterbo a Milano Opera, alle ragioni della mancata autorizzazione del presidio terapeutico e all’eventuale esistenza di provvedimenti formali di diniego. La vicenda è stata pertanto portata all’attenzione delle autorità competenti, alle quali è stato chiesto di accertare quanto segnalato. Perché la continuità terapeutica e la conoscibilità delle decisioni che incidono sulla salute di una persona detenuta non possono dipendere dall’informalità.

Perché dei cubani combattono nella guerra d'Ucraina

26 Maggio 2026 ore 08:22

Piegata dal crollo dell’Urss e dall’embargo, negli anni Novanta sull’isola era diffusa la percezione del tradimento del Cremlino. Povertà estrema, reclutamenti opachi e ambiguità del regime alimentano il flusso di persone nell'esercito russo. L’Avana rimane stretta tra Washington e Mosca.

Pierburg, nuova convocazione del tavolo al Mimit. Braccini (Fiom) chiede certezze

12 Giugno 2026 ore 16:28

LIVORNO – “La convocazione del nuovo incontro al ministero delle imprese e del made in Italy per il prossimo 23 giugno rappresenta un passaggio importante nella vertenza aperta a seguito della cessione della divisione Power Systems di Rheinmetall al gruppo Aequita, operazione che coinvolge migliaia di lavoratrici e lavoratori in Europa e che interessa direttamente anche lo stabilimento Pierburg di Livorno”. A dirlo è Massimo Braccini, segretario generale della Fiom Cgil Livorno

“Il confronto presso il Mimit prosegue dopo i numerosi incontri già svolti nei mesi scorsi – spiega Braccini – In quella sede era stato indicato un percorso che avrebbe dovuto garantire trasparenza e tutele preventive rispetto a una operazione di tale rilevanza industriale e occupazionale. Tuttavia, quelle garanzie non ci sono state. La vendita è stata definita senza che fossero chiariti preventivamente gli impegni sul futuro produttivo dei siti italiani, sugli investimenti previsti e sulle prospettive occupazionali delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti”.

Restano inoltre forti preoccupazioni rispetto alle differenze che emergono tra i diversi paesi interessati dall’operazione. In Germania risultano già definiti accordi e strumenti di tutela in grado di incidere sulle future scelte industriali e sulle allocazioni produttive – dice Braccini – Per gli stabilimenti italiani, invece, non emergono analoghe garanzie. Una situazione che non può lasciare indifferenti e che impone di fare piena chiarezza sul ruolo che i siti italiani avranno nella nuova configurazione societaria. Per Pierburg Livorno queste incertezze pesano ancora di più. Lo stabilimento arriva infatti a questo passaggio dopo anni di difficoltà e con il probabile terzo anno consecutivo di ricorso agli ammortizzatori sociali. È quindi evidente che questa operazione non può essere considerata neutra e che i lavoratori hanno diritto a conoscere quali siano le reali prospettive industriali del sito”.

“Il tavolo del 23 giugno dovrà rappresentare un momento di verità. Per questo riteniamo indispensabile che al confronto partecipino soggetti che dispongano di un effettivo potere decisionale e che siano nelle condizioni di assumere impegni concreti e verificabili sul futuro industriale e occupazionale degli stabilimenti coinvolti. Non servono generiche rassicurazioni, servono risposte. Investimenti, missioni produttive, carichi di lavoro, prospettive occupazionali e ruolo degli stabilimenti italiani dovranno essere affrontati nel merito, con la massima trasparenza e senza ambiguità. Fino a quando non arriveranno risposte chiare e garanzie vincolanti, permane lo stato di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori. La Fiom Cgil continuerà a sostenere in tutte le sedi la necessità di tutelare il lavoro, il patrimonio industriale e il futuro produttivo di Pierburg Livorno e degli altri siti italiani interessati dalla cessione“.

“Un percorso che parla di studio, disciplina, curiosità e desiderio”: Federica Panicucci si è laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche e festeggia

12 Giugno 2026 ore 16:07

Grande festa per Federica Panicucci. La conduttrice di “Mattino Cinque” ha condiviso sui social il suo giorno speciale: la laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche.

Panicucci ha parlato di un traguardo “che sento profondamente mio“. E ancora: “Un percorso che parla di studio, disciplina, curiosità e desiderio. Arriva in una fase piena della mia vita e per questo ha un sapore ancora più intenso. Grata, emozionata e felice”.

Nelle sue storie Instagram, la conduttrice ha condiviso alcuni scatti dei festeggiamenti, immortalando i momenti più significativi della celebrazione. Ad accompagnarla in questa occasione speciale era presente il suo compagno Marco Bacini, al suo fianco per condividere la gioia della ricorrenza.

Federica Panicucci ha festeggiato con un elegante tailleur bianco, con la corona d’alloro e un bouquet colorato tra le mani. Poi con amici e parenti, la conduttrice ha proseguito la giornata in un ristorante di sushi a Milano, dove sono stati consegnati i tradizionali confetti rossi, in un elegante packaging, infine una torta alla frutta con la scritta “Congratulazioni”.

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BERLUSCONI, L’ON. BRAMBILLA RICORDA IL PRESIDENTE ANIMALISTA: “CI MANCHI”

12 Giugno 2026 ore 15:47

“Ricordare Silvio Berlusconi vuol dire rievocare le tante vite che ha vissuto, da imprenditore geniale, da politico che ha cambiato la politica, da statista con il record della più lunga permanenza al governo del Paese, da dirigente sportivo che ha vinto più di chiunque altro. Per me sarà sempre il “mio presidente”, che con me e con milioni di italiani condivideva, tra l’altro, profondi sentimenti di amore e di rispetto per gli animali. La trasmissione che conduco su Rete 4, “Dalla parte degli animali”, è nata nel 2017 per sua ispirazione e suo desiderio. Sono orgogliosa di aver consegnato agli archivi tanti video-ricordi del Berlusconi animalista convinto, come tale, allora, poco noto al grande pubblico: il presidente che manda un saluto ai telespettatori nel 2019, che racconta “l’amore a prima vista” e la vita con Dudù (a lungo il cane più noto d’Italia), che fa appello per le adozioni nei canili, che deplora le condizioni degli animali negli allevamenti intensivi, che allatta l’agnellino Fiocco di Neve (le immagini fecero il giro del mondo), che presenta “Peter” il figlio di Dudù, gli altri barboncini bianchi, il chihuahua “Rambo”, Harley e Sole, uno dei cinque cani provenienti dal canile di Olbia. L’amore verso questi eterni fanciulli, ripeteva sempre, è davvero grande. Mi piace immaginare che in qualche modo lo ricordino anche loro con lo stesso affetto. Ci manchi, presidente”.

Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, ricorda Silvio Berlusconi nel terzo anniversario della scomparsa.

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Innovazione, spazio e difesa. Per Avino (Argotec) è il tempo delle scelte industriali

12 Giugno 2026 ore 15:32

La conferenza “Ripensare lo spazio militare fra dualità, innovazione, nuove minacce e nuove esigenze operative”, promossa dal Cesma dell’Associazione Arma Aeronautica in collaborazione con Argotec e con il contributo dell’Istituto Affari Internazionali e della Fondazione Amaldi, ha offerto un’occasione importante per riflettere sul ruolo che lo spazio sta assumendo nel quadro della sicurezza contemporanea.

Fino a pochi anni fa lo spazio era percepito ed utilizzato prevalentemente come un ambito dedicato alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica. Oggi, invece, rappresenta un’infrastruttura critica dalla quale dipende una quota sempre crescente delle attività economiche, istituzionali e strategiche delle nostre società: dalle telecomunicazioni all’osservazione della Terra, dalla navigazione satellitare, alla gestione delle emergenze, fino alle applicazioni critiche per la sicurezza e la difesa, i servizi spaziali sono ormai integrati nel funzionamento quotidiano degli Stati, delle imprese e delle comunità.

Per questo motivo il tema non è più se lo spazio debba essere considerato un dominio strategico, ma quanto rapidamente Europa e Italia riusciranno a trasformare questa consapevolezza in capacità operative, industriali e tecnologiche.

La questione centrale riguarda proprio la sovranità tecnologica.

Ad esempio, tutti i satelliti costruiti da Argotec sono stati lanciati finora da operatori statunitensi. Non per scelta, ma per necessità.  Questo dato racconta una realtà che l’Europa non può più ignorare: senza un accesso autonomo e competitivo allo spazio, non esiste una vera sovranità spaziale.

Oggi, l’Europa non dispone ancora di un accesso allo spazio che possa definirsi pienamente autonomo e competitivo sul piano commerciale. La dipendenza da operatori esterni non è solo un limite industriale, ma rappresenta un rischio strategico. Chi controlla l’accesso allo spazio controlla una componente essenziale della sicurezza, della sovranità e della resilienza di un sistema Paese. L’Europa deve colmare questo divario per essere protagonista della nuova era spaziale.

Questa situazione non è nata all’improvviso. È il risultato di anni nei quali altri hanno investito con continuità e visione di lungo periodo. Elon Musk ha certamente avuto intuizioni straordinarie, ma il successo di SpaceX non può essere spiegato soltanto attraverso il talento individuale. Dietro c’è stato un sistema capace di assumersi il rischio, sostenere l’innovazione e utilizzare la domanda pubblica come leva per attrarre investimenti privati.

La lezione è chiara. Per recuperare terreno non basta solo tracciare le dipendenze critiche: occorre intervenire rapidamente per ridurle. Alcune sono ormai strutturali, ma molte possono ancora essere affrontate valorizzando le competenze industriali e tecnologiche già presenti nel nostro continente.

Anche l’attuale rapporto tra industria e difesa richiede una riflessione più matura.

Spesso si parla di tecnologie dual use come se fosse possibile trasformare rapidamente un prodotto civile in uno militare. Nel settore spaziale non funziona così. Il dual use non nasce a posteriori: si progetta fin dall’inizio. Significa concepire architetture, piattaforme e sistemi capaci di rispondere contemporaneamente alle esigenze civili e di sicurezza, integrando requisiti militari già nelle fasi iniziali di sviluppo.

Per questo motivo non esistono scorciatoie. Le competenze richieste per operare nel settore spaziale e della difesa si costruiscono nel tempo, attraverso investimenti in ricerca, test e missioni.

L’esperienza di Argotec testimonia quanto rapidamente possa evolvere questo mercato. Quando l’azienda è nata nel 2008, l’obiettivo era lo spazio commerciale. Oggi la difesa rappresenta circa il 30% del fatturato e costituisce uno dei principali driver di crescita. Non perché sia cambiata la natura delle nostre tecnologie, ma perché è cambiato il contesto strategico nel quale esse sono chiamate ad operare.

Allo stesso tempo è cambiato il ruolo dell’industria. Non basta più costruire satelliti. Occorre sviluppare capacità complete: progettazione, produzione, operazioni in orbita, gestione delle costellazioni e valorizzazione dei dati. 

La vera sfida è trasformare la tecnologia in uno strumento utile per chi deve prendere decisioni operative.

La Difesa è diventato un interlocutore sempre più competente, consapevole e preparato, dotato di capacità tecniche e ingegneristiche di altissimo livello, spesso comparabili a quelle presenti nell’industria. Questo non rappresenta una sfida, ma un’opportunità di crescita reciproca. Quanto più il dialogo tra industria e utilizzatore finale è aperto e continuo, tanto più diventa possibile sviluppare soluzioni efficaci, innovative e realmente rispondenti alle esigenze operative.

Infine, è necessario superare una visione tradizionale delle relazioni industriali. Il termine “filiera” richiama un modello gerarchico che non riflette più la complessità dei programmi attuali. Oggi è, invece, necessario parlare di partnership fondate sulla responsabilità condivisa. In una missione spaziale non esistono componenti marginali: il ritardo o la non conformità di un singolo fornitore può compromettere il successo dell’intero programma. La crescita dell’ecosistema passa, quindi, dalla capacità di costruire relazioni paritarie, basate sulla fiducia e su obiettivi realmente condivisi.

La situazione geopolitica suggerisce che il tempo delle analisi è finito. L’orologio ha iniziato a correre. Per rafforzare la nostra autonomia tecnologica e la nostra sicurezza servono visione industriale, investimenti, capacità di assumersi il rischio e una forte collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca e imprese. Prima come sistema Italia, poi come sistema Europa.

“Quasi 7 laureati su 10 dicono no ai lavori sottopagati”: la fotografia dell’ultimo Rapporto AlmaLaurea

12 Giugno 2026 ore 15:54

Sette giovani su dieci non accettano più lavori sottopagati, aumenta il tasso di occupazione tra i neolaureati e quasi il 60% di loro è donna. È la fotografia del “XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e Occupazione” presentato all’Università degli Studi della Basilicata: dallo studio, che ha coinvolto 700mila laureati di 81 università diverse, emerge un Paese in cui i laureandi sono diventati sempre più attenti alle proposte di lavoro. Per la direttrice di AlmaLaurea, Marina Timoteo, il rapporto segnala che “lo sguardo di laureate e laureati sul lavoro è uno sguardo attento e ha precise direzioni sul piano valoriale”.

Occupazione all’80%: più coerenza tra studio e lavoro

Il report registra un netto aumento del tasso di occupazione che ruota intorno all’80% tra i neolaureati. A cinque anni dal conseguimento del titolo la quota sale al 91,7%. Numeri ottimi, considerando anche che, alla vigilia della laurea, il 76,4% degli studenti e delle studentesse dichiara di non voler accettare lavori non coerenti con il proprio percorso (nel 2016 la quota era dell’87,2%). Cresce anche la percezione che ci sia una buona coerenza tra studio e lavoro, giudicata da due persone laureate su tre “molto efficace o efficace”. Rimane però sempre un 39,4% (tra chi ha una laurea di primo livello) e un 32,5% (di secondo livello) che a un anno dal titolo non considerano utili per il mondo del lavoro le competenze acquisite in università. Gli strumenti di accompagnamento offerti dagli atenei pesano su queste statistiche, anche perché dal report emerge che chi ha preso parte alle iniziative di orientamento al lavoro, tra cui i tirocini curricolari, ha mostrato una probabilità di occupazione più alta del 10,1% a un anno dalla laurea e un minore disallineamento rispetto a chi non ne ha usufruito.

No ai lavori sottopagati: rimane però gender gap e divario territoriale

Una netta differenza rispetto a dieci anni fa, che si riflette anche sulle retribuzioni ritenute adeguate. Sette persone su dieci di chi sta per laurearsi dichiara di non essere disposto ad accettare compensi netti mensili inferiori a 1.500 euro per un impiego a tempo pieno: nel 2016 era solo il 24,4%. Una presa di posizione che sembra ottenere anche buoni riscontri nella realtà. A un anno dalla laurea la media mensile netta è di circa 1500 euro, a cinque anni dal titolo si arriva a 1.903 euro per chi possiede una laurea di secondo livello (circa 100 euro in meno per il titolo di primo livello).

Dati positivi, al netto però di divari strutturali sempre presenti: il gender gap ad esempio fatica ad essere eliminato considerando che a parità di condizioni, gli uomini hanno mostrato il 13,7% di probabilità in più di essere occupati rispetto alle donne e una retribuzione superiore in media di 67 euro netti al mese, nonostante la quota rosa rappresenti il 59,6% delle persone laureate. “A fronte di carriere universitarie mediamente migliori delle donne, più regolari negli studi e con voti di laurea più alti – si legge nel rapporto – permane una loro minore valorizzazione nel mercato del lavoro”.

Sempre evidenti anche le differenze territoriali: chi risiede al Nord ha avuto il 34,8% di probabilità in più di lavorare rispetto a chi risiede al Sud. La stessa differenza permane anche nelle retribuzioni dal momento che chi lavora al Nord ha percepito in media 68 euro netti in più al mese rispetto a chi è occupato nel Mezzogiorno.

Statale di Milano, Torino e Bicocca tra gli atenei più virtuosi

Tra i poli più virtuosi rimane stabile l’Università Statale di Milano che si posiziona sopra la media per la maggior parte degli indicatori di qualità degli studi. Le retribuzioni sono superiori alla media nazionale e anche dal punto di vista occupazionale la Statale vanta tassi elevati, in aumento rispetto allo scorso anno (a cinque anni il tasso dei laureati di secondo livello è del 95,3%). Dati che “rafforzano il ruolo della Statale come ateneo attrattivo e competitivo a livello internazionale, capace di coniugare qualità della formazione e solidità degli sbocchi occupazionali” , commenta la rettrice Marina Brambilla secondo cui è “particolarmente significativo è il risultato sull’internazionalizzazione, soprattutto nei percorsi magistrali”.

Per quanto riguarda i laureati più richiesti è il Politecnico di Torino a distinguersi, con un esito occupazionale del 96,1% dei laureati magistrali a un anno dal titolo. A cinque anni dalla laurea la quota di occupati raggiunge addirittura il 98,8%. Non è però solo quantità ma anche qualità dei lavori a dare lustro al polo del capoluogo piemontese: oltre il 77% degli occupati può contare su un contratto a tempo indeterminato con una media di stipendio di 1.824 euro al mese, che sale a 2.250 euro a cinque anni dalla fine degli studi. Dal punto di vista dell’internazionalizzazione, il Politecnico di Torino registra i risultati migliori, triplicando la media nazionale: i laureati con cittadinanza straniera sono oggi il 18,1% del totale. Alla luce di questi numeri, non stupisce che l’83,5% dei laureati dichiara che sceglierebbe nuovamente l’Ateneo.

Record di velocità invece per l’università statale di Milano-Bicocca, dove gli studenti si laureano prima degli altri con il primo titolo di studio conseguito a 23,9 anni, a fronte di una media nazionale di 27,9 anni. Rapidità che va di pari passo con la qualità della formazione, perché stando ai numeri di Almalaurea, 9 su 10 lavorano a un anno dal titolo di studio. “Quasi 8 laureati su 10 alla Bicocca hanno avuto esperienze lavorative durante gli studi, contro circa 7 su 10 a livello nazionale. – sottolinea la pro-rettrice Sonia Migliorati – e questo, oltre a testimoniare l’attenzione dell’ateneo rispetto all’integrazione tra studio ed esperienze lavorative, può favorire l’occupabilità e l’acquisizione di competenze trasversali”.

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Btp Italia Sì, rendimento minimo a 1,6 per cento per i risparmiatori individuali: via al collocamento dal 15 giugno

12 Giugno 2026 ore 15:48

Tasso minimo garantito all’1,60 per cento, per i Btp Italia Sì della prima emissione, da lunedì 15 giugno fino a venerdì 19 giugno alle ore 13 (salvo chiusura anticipata). Lo comunica in una nota il ministero dell’Economia e delle Finanze. Si tratta dei Buoni del tesoro poliennali per finanziare i debito pubblico dello Stato italiano. La sottoscrizione è riservata ai soli risparmiatori individuali e affini. Non c’è un tetto alle richieste: tutte le domande in regola giunte nel periodo di collocamento saranno accolte. Per il calcolare il valore delle cedole (i pagamenti corrisposti dallo Stato per ripagare l’investimento) con questo tasso minimo, garantito anche in caso di deflazione, dovrà quindi essere sommato il tasso di inflazione nazionale (Indice Foi, senza tabacchi – Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi) rilevato nel periodo di riferimento.

Il Btp Italia Sì, ricorda il ministero, con godimento 23 giugno 2026 e scadenza 23 giugno 2031, prevede infatti cedole semestrali legate al tasso di inflazione nazionale oltre ad un premio finale extra dello 0,6% sul capitale sottoscritto riservato a coloro che lo acquistano nei giorni di emissione e lo detengono fino a scadenza. Al termine del collocamento il tasso minimo garantito potrà essere confermato o rivisto al rialzo, in base alle condizioni di mercato. La tassazione è agevolata al 12,5%, come previsto per i titoli di Stato (contro il 26% di altri investimenti) con l’esenzione dalle imposte di successione. Il titolo non incide sul calcolo Isee fino di 50 mila euro.

Il codice Isin del titolo necessario per identificarlo e acquistarlo durante il periodo di collocamento è IT0005713539. È possibile comprare Btp Italia Sì, oltre che in banca o all’ufficio postale, anche online mediante il proprio home-banking (con funzione di trading abilitata). L’emissione avrà luogo sul Mot (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana) attraverso Intesa Sanpaolo e UniCredit – dealer dell’operazione – e Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm – codealer dell’operazione. La data di regolamento di tutti gli ordini di acquisto eseguiti è unica e coincide con quella di godimento. Il Btp Italia Sì viene acquistato alla pari (100) per importi a partire dal lotto minimo di 1.000 euro durante i giorni del collocamento e potrà essere ceduto interamente o in parte prima della sua scadenza, senza vincoli e alle condizioni di mercato, sempre per lotti minimi da 1.000 euro nominali. Il capitale nominale sottoscritto è garantito a scadenza. Sul sito del ministero dell’Economia e delle Finanze (www.mef.gov.it) sono presenti tutti i documenti che illustrano sia le modalità di collocamento e distribuzione del titolo che le modalità di calcolo delle cedole.

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Blanco con il pappagallino sulla spalla si prepara per l’esame di maturità e torna sui libri – IL VIDEO

12 Giugno 2026 ore 15:48

Dalla musica ai libri di scuola. A quasi quattro anni dall’esplosione del suo successo, Blanco è alle prese con una sfida molto diversa dai concerti e dagli studi di registrazione: l’esame di maturità. Il cantante, che aveva interrotto il percorso scolastico dopo la firma del suo primo contratto discografico, ha deciso di riprendere gli studi e conseguire il diploma.

Nelle ultime ore l’artista ha condiviso sui social un breve video che lo ritrae mentre ripassa in vista degli esami di Stato ormai imminenti. Accanto a lui compare anche il suo inseparabile pappagallino giallo, protagonista di alcuni momenti della clip che ha subito attirato l’attenzione dei fan.

La decisione di tornare tra i banchi era stata annunciata alcuni mesi fa. Dopo aver lasciato la scuola per dedicarsi completamente alla carriera musicale, Blanco si è iscritto al liceo delle Scienze Umane con l’obiettivo di completare il percorso interrotto negli anni del debutto artistico. Una scelta che lo stesso cantante aveva spiegato all’inizio dell’anno, raccontando di aver maturato una diversa consapevolezza rispetto al passato.

In un’intervista rilasciata a Icon, aveva infatti spiegato di aver sentito il bisogno di investire nuovamente nella propria formazione personale: “Ho capito che è fondamentale crescere, arricchirsi. Non tutto gira intorno a questa roba”, aveva dichiarato, riferendosi al mondo della musica e al successo arrivato in giovanissima età.

A 23 anni, quindi, Blanco si prepara a vivere un’esperienza comune a migliaia di studenti italiani. Una parentesi insolita per una delle voci più popolari della musica italiana degli ultimi anni, ma che racconta la volontà di completare un percorso lasciato in sospeso e di affiancare alla carriera artistica anche il traguardo del diploma.

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Taylor Swift si commuove, è diventata la donna più giovane mai inserita nella Songwriters Hall of Fame: “È stato istintivo. Nessuno mi ha insegnato come farlo”

12 Giugno 2026 ore 15:43

Taylor Swift è diventata la donna più giovane mai inserita nella Songwriters Hall of Fame. Steven Spielberg ha presentato l’artista, giovedì sera 11 giugno, con un discorso sul potere della scrittura di canzoni. Tamar Braxton ha aperto la cerimonia di inserimento con un tributo al rivoluzionario cantautore, produttore e rapper R&B Christopher “Tricky” Stewart. Il gala si è tenuto al Marriott Marquis Hotel di New York.

Tra i premiati figuravano appunto Swift, ma anche Stewart, Gene Simmons e Paul Stanley dei Kiss, Alanis Morissette e Kenny Loggins. Sono stati celebrati anche autori non musicisti, tra cui il duo di autori Terry Britten e Graham Lyle, autori di “What’s Love Got To Do With It” di Tina Turner, e il cantautore Walter Afanasieff, che ha scritto “All I Want for Christmas Is You” di Mariah Carey.

“È stato istintivo. Nessuno mi ha insegnato come farlo”, ha detto Swift sul palco, parlando della sua attività di autrice di canzoni, con una voce roca che ha attribuito al fatto di aver cantato a squarciagola durante le esibizioni della serata e la storica partita NBA di mercoledì sera tra i New York Knicks e i San Antonio Spurs.

L’artista ha raccontato al pubblico di come la sua famiglia abbia stravolto le proprie vite per trasferirsi a Nashville quando era ancora una ragazzina. “Non potrò mai esprimere la mia gratitudine“, ha detto trattenendo a stento le lacrime, attribuendo il merito del loro sacrificio alla sua carriera.

Ha offerto un consiglio ai giovani cantautori: “Dovete davvero dare la priorità a ciò che amate, fino in fondo al vostro essere. Perché ne avrete bisogno”.

Steven Spielberg ha presentato Swift con un discorso a sorpresa sul potere della scrittura di canzoni. “C’è qualcosa di innegabile nel modo in cui le canzoni si imprimono nelle nostre anime”, ha detto, prima di concentrarsi su Swift. “In qualche modo Taylor ci conosce tutti fin troppo bene”. Swift ha iniziato il suo discorso ringraziando Spielberg. “Grazie a esempi come quello di Steven, ho avuto fiducia nella mia immaginazione”, ha detto.

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A Firenze la campagna per il 2×1000 al Partito Democratico: “Dalla Toscana sostegno da oltre 61mila persone”

12 Giugno 2026 ore 15:18

FIRENZE – Al via con il Partito Democratico Il Partito presente, un percorso nei territori iniziato a gennaio e che ha fatto tappa ora a Firenze. Ha l’obiettivo di rafforzare l’impegno per 2×1000, il rapporto con le sedi e il legame tra i diversi livelli del Pd, garantendo un crescente sostegno alle articolazioni regionali, provinciali e locali.

“Vogliamo essere concretamente vicino al partito territoriale e agli amministratori locali, rilanciando il confronto anche con le realtà sociali e produttive – ha detto Michele Fina -. Negli ultimi anni, il Partito Democratico ha sostenuto la quasi totalità della sua attività con il 2×1000, raggiungendo l’anno scorso il record di oltre 10 milioni e mezzo di euro e contando sul sostegno di 632mila contribuenti. Un risultato che quest’anno vogliamo ampliare con la campagna di comunicazione ancora in corso sui profili social dei nostri parlamentari, sindaci, consiglieri e consigliere regionali e comunali, segretari e segretarie di federazione o di circolo, oltre che attraverso le affissioni nelle stazioni metropolitane e ferroviarie, gli spazi di promozione sul web”.

“Dal 2023 abbiamo erogato ai territori quasi 4 milioni e ottocentomila euro: finanziare il partito significa finanziare i circoli con le loro attività, le scuole di formazione per i giovani, le campagne e le iniziative politiche – ha aggiunto il tesoriere nazionale del Pd Michele Fina – Queste risorse devono servire a portare avanti una politica che realizzi la nostra idea di paese: un paese in cui si abbia certezza della cura, introduzione di un salario minimo, investimenti nella scuola pubblica, sostegno alle energie rinnovabili, misure per la diminuzione del costo della vita. Il finanziamento trasparente e partecipato della politica è, poi, una questione democratica, soprattutto nell’epoca in cui le oligarchie tecnodigitali esercitano un’influenza profonda sul dibattito pubblico, condizionandolo”.

Grazie al 2×1000, negli ultimi tre anni dal Partito Democratico nazionale sono stati trasferiti alla Toscana (regionale più provinciali) circa 408.045 euro. Nel 2025 il totale erogato al partito regionale e alle federazioni provinciali toscane è stato di circa 208mila euro, di cui 62.400 mila alla provincia di Firenze: dato in forte crescita rispetto ai 49mila euro del 2024 e ai 21mila euro del 2023. Le altre province: 12.700 euro Arezzo, 7.500 euro Grosseto, 15.700 euro Livorno, 6.800 euro Lucca, 3.100 euro Massa e Carrara, 13.300 euro Pisa, 7.900 euro Prato, 5.900 euro Pistoia, 9.600 euro Siena. In tutta la Regione, oltre 61mila persone hanno scelto nel 25 di dare il loro 2×1000 al Pd, 26mila nella provincia di Firenze. Queste risorse sono erogate sulla base di un accordo stipulato fra partito nazionale e articolazioni locali che prevede una ripartizione sull’intero territorio.

“I dati che oggi ci presenta Michele Fina sono il risultato di un lavoro straordinario portato avanti dal Partito Democratico a tutti i livelli: dal nazionale, con la segretaria Elly Schlein e il tesoriere nazionale, fino ai territori. Sono dati molto importanti che ci incoraggiano a proseguire con ancora maggiore determinazione su questa strada – ha dichiarato il segretario regionale Emiliano Fossi -. L’impegno messo in campo negli ultimi anni ha prodotto risultati davvero significativi sul fronte del 2×1000, che rappresenta uno degli strumenti fondamentali per sostenere l’attività politica dei partiti. Un risultato che consente a realtà virtuose come la Toscana e ai nostri circoli territoriali di poter contare su risorse preziose per sviluppare iniziative, rafforzare la presenza sul territorio e portare avanti la nostra visione del Paese, della regione e delle comunità locali”.

“Per questo voglio ringraziare Michele Fina per il lavoro che sta svolgendo e, insieme a lui, tutto il Partito Democratico. Un ringraziamento particolare va anche al partito regionale e alle federazioni territoriali toscane, che su questo fronte hanno dimostrato attenzione, impegno e capacità di risposta. La presenza di Michele in Toscana in questi giorni rappresenta un riconoscimento del lavoro svolto, ma anche uno stimolo a rafforzarlo ulteriormente e a dare nuovo slancio a questo percorso – ha continuato il segretario regionale -. Credo che questo sia il modo giusto di intendere il partito: una comunità politica radicata nella società, presente nei suoi luoghi di partecipazione e di organizzazione, capace di dialogare con le persone, ascoltare i bisogni e costruire risposte concrete. Infine, desidero rivolgere un ringraziamento speciale al nostro tesoriere regionale Luca Nicolini, che sta svolgendo un lavoro prezioso e competente in un ruolo tanto importante quanto complesso”.

“Il 2×1000 rappresenta una delle risorse fondamentali per il sostegno e l’attività del Partito democratico. Per questo è importante continuare a promuovere la conoscenza di uno strumento che ancora oggi viene scelto da pochi cittadini, spesso perché non sanno che è completamente gratuito e garantisce l’anonimato di chi decide di destinarlo – ha detto il tesoriere regionale, Luca Nicolini -. Le risorse derivanti dal 2×1000 non sostengono soltanto l’attività del partito a livello regionale e nazionale, ma tornano anche sui territori, dove possono essere investite in iniziative politiche, culturali e di partecipazione”.

“Un esempio concreto arriva da Massa Carrara, dove, grazie a un’idea del tesoriere provinciale, è nata una borsa di studio finanziata interamente con le risorse del 2×1000 – ha sottolineato il tesoriere regionale -. Si tratta di un progetto rivolto ai giovani tra i 18 e i 25 anni che non prevede soltanto premi economici, ma offre soprattutto l’opportunità di conoscere da vicino il funzionamento delle istituzioni regionali, nazionali ed europee. È la dimostrazione di come una scelta semplice e senza alcun costo per i cittadini possa trasformarsi in un investimento concreto sulla formazione, la partecipazione e il futuro delle nuove generazioni”.

REDAZIONE

Ho visto il semaforo giallo…

12 Giugno 2026 ore 15:16

Ho visto il semaforo giallo, la mia indecisione, “passo o no”… ho accelerato e poi ho frenato di colpo, complice il manto stradale bagnato, la vespa ha sbandato e in una frazione di secondo sono finita a terra. Non riuscivo a muovere la gamba. L’ambulanza chiamata dai vigili intervenuti mi ha portata al Pronto soccorso dell’ospedale più vicino e lì dopo alcune ore mi hanno diagnosticato una frattura in parte scomposta. Ho passato la notte in quell’inferno che chiamano DEA. In teoria una struttura che ha la funzione di gestire urgenze mediche e chirurgiche, mediante osservazione garantita anche da una postazione infermieristica fissa. In pratica uno stanzone in cui erano stipate più di 10 brande, una accanto all’altra. C’era chi chiamava invano l’infermiera, chi urlava e imprecava e chi litigava. Invidiavo il signore anziano accanto a me, che nonostante tutto riusciva a dormire, anche se parlava nel sonno in altra lingua (sebbene fosse italiano) credo spagnolo.

Mi hanno ingessata e detto che sarei stata da operare ma che non c’era posto per il ricovero in reparto quindi avrei dovuto firmare rifiutando il ricovero e poi mi avrebbero chiamato da lì a qualche giorno per l’intervento chirurgico. Mi sono opposta… non avrei firmato. Mi sembrava tutto molto strano. Non mi sono fidata. Ho smesso di fidarmi delle persone a prescindere… ho imparato sulla mia pelle che mediamente le persone agiscono per un interesse personale. Questo (il dire NO) ha sempre un prezzo ma non bisogna temere di agire per paura delle reazioni altrui, perché comunque vada tu non hai perso la tua identità e con essa la tua dignità. In quel caso, la reazione è stata quasi scontata. Mi hanno abbandonata, immobile, infangata e con i miei pantaloni tagliati fino al linguine, su una brandina in una stanza troppo piena di luce… ero esausta e anche se dolorante volevo dormire ma mi era impedito dalla luce sugli occhi che le infermiere non hanno voluto spegnere. Un loro modo di vendicarsi per il fatto che mi sono rifiutata di firmare. Anzi per tutta risposta, mi hanno poi spostata nello stanzone tra gli altri malcapitati, gente fragile, anziani, vulnerabili, soli.

Ad ogni modo, l’indomani mattina ho chiesto consiglio al mio ginecologo che lavora nello stesso ospedale e di cui mi sono sempre fidata molto. Ho così avuto conferma del fatto che la procedura seguita nel mio caso era irrituale e che avevo fatto bene a non firmare. Comunque, sarà una coincidenza ma dopo il suo interessamento, il mio caso è stato analizzato dal Primario in persona che mi ha rimandato a casa con una diagnosi di frattura sostanzialmente composta suggerendo un intervento conservativo, quindi più lungo, che però evita i rischi connessi ad un intervento chirurgico.
Diagnosi e cura poi confermati anche da altri specialisti che, a caro prezzo, ho consultato. Così ha avuto inizio la mia nuova esperienza da disabile. Almeno per 40 giorni non avrei più potuto appoggiare la gamba sinistra a terra. L’impatto è stato tragico. Dipendere dagli altri per tutto, non poter alzarmi e muovermi liberamente. Dovevo reagire, imparare a fare più cose possibili da sola, così mi sono procurata una sedia a rotelle con la quale almeno mi potevo spostare in autonomia e sicurezza tra una stanza e l’altra e andare in bagno. Ricordo ancora quando mi ci sono messa per la prima volta. Ho sentito un brivido di felicità, mi sono sentita libera. E’ proprio vero che la libertà è un concetto relativo, così intrinsecamente legato allo stato psico-fisico di un dato momento storico.

Dalla mia sedia a rotelle ho potuto quindi vedere il mondo da un’altra prospettiva, quella del disabile. Ho notato subito un certo imbarazzo delle persone a cominciare dai miei figli, che nel primo periodo, quasi si vergognavano di avere una madre sulla carrozzella. Credo che questa esperienza sia servita e serva anche alla loro crescita. Passeggiando con mio marito per le strade del quartiere, ho potuto provare cosa si prova davanti ad una “barriera architettonica” che ti ricorda il tuo stato di diverso e soprattutto ti impedisce di sentirti uguale nei diritti. Non avevo mai fatto caso a quante buche ci fossero anche nei marciapiedi di Roma e ogni buca è un dolore fisico e un segno che questa città non ti accetta, ti rifiuta, suona come l’invito a rifiutare il diritto di sentirsi liberi. Anche a questo invito bisogna ribellarsi, bisogna dire NO. Facendo vedere e sentire la propria presenza. Non rinuncio alle mie passeggiate anche se dolorose e faticose, così come non rinuncio a farmi vedere fiera su una carrozzella tra gli sguardi increduli e imbarazzati di amici e parenti. E’ il mio modo di dire NO ad un sistema che ci costringe ad un cinismo di massa, ad inseguire lo stereotipo della finta perfezione, che non ammette l’inciampo e che esclude il diverso, il debole. Un sistema perverso che inganna e condanna.

È morto Claudio Spadaro, l’agente dei servizi segreti Pigreco nella serie tv “Romanzo criminale”. Era tornato a Taranto per affrontare il tumore

12 Giugno 2026 ore 15:17

Mondo del cinema in lutto. È morto a 72 anni Claudio Spadaro, che dal 2008 al 2010 ha impersonato l’agente dei servizi segreti Pigreco nella serie tv “Romanzo criminale”.

L’attore si è spento a Taranto, dove era nato il 17 giugno 1953. I funerali sono stati celebrati oggi, 12 giugno, nella Chiesa del Santissimo Crocifisso della città ionica. Spadaro era tornato a casa nei mesi scorsi per affrontare il tumore che ne aveva progressivamente compromesso le condizioni di salute.

Dopo gli esordi sul grande schermo alla fine degli anni Settanta, Spadaro ha sbarcato il lunario con il film come “Corse a perdicuore” di Mario Garriba e “Sogni d’oro” di Nanni Moretti.

Nel corso degli anni ha collaborato con autori del calibro di Marco Bellocchio, Mario Monicelli, Ricky Tognazzi, Marco Tullio Giordana, Peter Greenaway e Franco Zeffirelli. Poi il ruolo di Benito Mussolini nel film “Un tè con Mussolini” di Franco Zeffirelli, accanto a Maggie Smith e Cher.

Successo anche con le produzioni televisive come “La Piovra”, “Distretto di Polizia”, “Don Matteo”, “Paolo Borsellino” e “Le indagini di Lolita Lobosco“.

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Dua Lipa e Callum Turner, continua la luna di miele in Italia: spunta una “location segreta” nel Sud tra lusso e avvistamenti in Porsche

12 Giugno 2026 ore 15:09

Prosegue in Italia la luna di miele di Dua Lipa e dell’attore Callum Turner, che dopo il matrimonio hanno scelto il Sud come scenario del loro viaggio romantico. La coppia, già avvistata nei giorni scorsi a Tropea, si è ora spostata in Basilicata, nel Materano, dove avrebbe fatto tappa a Bernalda. Secondo quanto riportato, i due avrebbero soggiornato a Palazzo Margherita, struttura di lusso realizzata dal regista Francis Ford Coppola, prima di proseguire verso la zona di Matera, la celebre città dei Sassi.

A rendere ancora più “da cartolina” il viaggio di nozze, anche alcuni avvistamenti della coppia in giro per Bernalda a bordo di una Porsche, dettaglio che ha rapidamente fatto il giro dei social, e ha contribuito ad alimentare la curiosità attorno alla loro presenza nel Materano. Il viaggio di nozze, tra mare, borghi e paesaggi della Basilicata e della Calabria, sta diventando a tutti gli effetti un piccolo “tour” del Sud Italia, seguito con curiosità anche dai fan della cantante sui social.

Intanto, mentre la coppia si gode il Sud Italia, arriva anche la soddisfazione da chi amministra i territori toccati dal loro passaggio. A Tropea, il sindaco Giovanni Macrì ha commentato con entusiasmo la scelta della cantante e dell’attore di includere la cittadina calabrese nel loro itinerario, sottolineando il valore attrattivo del borgo: “Ma quanto attrae e quanto ripaga l’esperienza identitaria e distintiva nel borgo di Tropea! E quanto vale, se addirittura, la scelta della nostra città, diventa la cornice speciale e naturale al tempo stesso di momenti iconici e unici, come un matrimonio o un viaggio di nozze”, ha dichiarato.

????GIRO D’ITALIA! Dua Lipa e Callum Turner sono stati avvistati in giro con una Porsche a BERNALDA (BASILICATA). pic.twitter.com/gF9RRkzH8f

— Dua Lipa Italia (@DLipaItaly) June 11, 2026

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Appalti Anas, Denis Verdini rinviato a giudizio per corruzione. Il figlio Tommaso patteggia due anni e dieci mesi

12 Giugno 2026 ore 15:08

L’ex parlamentare Denis Verdini è stato rinviato a giudizio per corruzione nell’ambito di un filone del procedimento su presunti appalti pilotati dell’Anas. A deciderlo il giudice per l’udienza preliminare di Roma Tiziana Coccoluto, che ha fissato la prima udienza al 16 settembre. La gup ha approvato anche l’accordo complessivo di patteggiamento raggiunto dal figlio di Denis, Tommaso Verdini, con la Procura: Verdini junior, arrestato a dicembre 2023, aveva già patteggiato due anni e nove mesi di reclusione per la maggior parte delle accuse, pena alzata ora a due anni e dieci mesi da scontare ai lavori socialmente utili. Un altro degli imputati, l’ex manager di Anas Domenico Petruzzelli, è stato condannato a un anno e quattro mesi per corruzione con rito abbreviato, venendo invece assolto dall’accusa di turbativa d’asta.

Nei capi d’imputazione si legge che Tommaso Verdini, Denis Verdini e Fabio Pileri, titolari della società di consulenza imprenditoriale Inver, facilitavano le aziende loro clienti a vincere appalti attraverso l’accesso a informazioni riservate, apprese da dipendenti di Anas in cambio di denaro o di favori. In cambio della “messa a disposizione delle loro funzioni”, si legge nei capi d’imputazione, alcuni funzionari pubblici “accettavano la promessa di utilità” da parte dei Verdini e di Pileri, “consistite nei loro interventi e raccomandazioni in sedi politiche e istituzionali per la conferma in posizioni apicali di Anas, o comunque la ricollocazione in ruoli apicali ben remunerati di organismi di diritto pubblico”. Gli imprenditori, invece, a “conoscenza degli appoggi in Anas garantiti dai rapporti personali di Pileri e dei Verdini”, ne rafforzavano “i propositi criminosi sollecitando tali interventi e remunerandoli con somme di denaro, giustificate attraverso fittizi contratti di consulenza”.

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Un pescatore trascina a riva uno squalo bianco e lo libera in pochi secondi: “Non puoi controllare cosa abbocca all’esca” – IL VIDEO

12 Giugno 2026 ore 15:04

Un episodio tanto spettacolare quanto controverso arriva dalla costa di Nantucket, dove un pescatore esperto ha trascinato a riva uno squalo bianco lungo circa due metri, dopo essersi accorto che l’animale agganciato alla lenza era in evidente difficoltà. Una volta sulla battigia, lo ha immobilizzato per pochi istanti e, dopo averne compreso la situazione, gli ha rimosso l’amo prima di ributtarlo in mare.

Il video, diventato virale e diffuso dal Nantucket Current, mostra il veterano della pesca Elliot Sudal mentre sta praticando surf casting sulla costa sud dell’isola nello stato del Massachusetts. L’uomo, inizialmente convinto di aver agganciato uno dei numerosi squali della zona, si rende conto solo in seguito che si tratta di uno squalo bianco e che l’animale è in difficoltà. È proprio in quel momento che decide di intervenire rapidamente per liberarlo.

Sudal, che pesca da anni in quella zona, ha raccontato a WBZ-TV la sua esperienza: “Ho catturato più di 1000 squali sandbar e centinaia di squali dusky dalla spiaggia, e la maggior parte li ho anche marcati lungo il percorso. Non stavo assolutamente cercando quello squalo bianco, non puoi controllare cosa abbocca all’esca”

Secondo il suo racconto, la decisione di condividere il video nasce dalla convinzione di aver gestito correttamente la situazione: “Credo di aver fatto tutto nel modo giusto in quella situazione. Lo squalo era nella risacca, ho rimosso l’amo e l’ho rimesso in mare in circa 15 secondi. Bisogna capire che la gente ti guarda, rispettare l’animale ed essere prudenti. Ho dovuto liberarlo in modo sicuro e veloce. È una creatura incredibile, mi sento fortunato ad aver potuto interagire con lui”.

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Tutto quello che c’è da sapere sulla cannabis terapeutica: la guida gratuita aggiornata al 2026

12 Giugno 2026 ore 15:00
In Italia la cannabis terapeutica è legale da quasi vent’anni. Eppure, per migliaia di pazienti, accedere a una terapia regolarmente prescritta continua a essere un percorso complesso, fatto di ostacoli burocratici, differenze regionali, carenze di prodotto e scarsa informazione. LA GUIDA GRATUITA SULLA CANNABIS TERAPEUTICA È da qui che nasce Tutto quello che c’è da …

“L’uccello è sceso in picchiata e gli ha rubato il pasto. Lui lo ha afferrato e ha iniziato a colpirlo al petto”: gabbiano ucciso da un turista a St Ives, si cercano testimoni

12 Giugno 2026 ore 14:58

Il gabbiano gli ha rubato il pranzo, lui lo ha afferrato e colpito ripetutamente fino a provocarne la morte. È quanto sostiene il Daily Mail, che riporta diverse testimonianze relative a un episodio avvenuto mercoledì 10 giugno a St Ives, popolare località balneare della Cornovaglia.

Secondo il tabloid britannico, il volatile si sarebbe lanciato sul cibo che l’uomo stava trasportando mentre passeggiava insieme alla moglie e al figlio. A quel punto, il turista avrebbe reagito afferrando l’animale e colpendolo più volte.

Tra i testimoni citati dal Daily Mail c’è Rosie Reynolds, che stava lavorando in un punto vendita di escursioni in barca nei pressi del porto. La donna sostiene di aver assistito all’intera scena. “Il gabbiano è sceso in picchiata e gli ha portato via il pasto. Lui lo ha afferrato e ha iniziato a colpirlo al petto mentre lo teneva bloccato”, ha raccontato al giornale. Secondo il suo resoconto, dopo alcuni colpi l’animale sarebbe rimasto immobile e sarebbe stato poi gettato a terra gravemente ferito.

Il Daily Mail riferisce anche la testimonianza di un commerciante della zona, che sostiene di aver servito l’uomo poco prima dell’accaduto. Secondo il suo racconto, il gabbiano avrebbe sottratto un panino al pesce. Un altro testimone, citato dal tabloid e intervenuto sui social, ha affermato di aver visto l’uomo colpire violentemente il volatile sul lungomare davanti a numerose persone, compresi alcuni bambini.

Nelle ore successive all’episodio diverse fotografie dell’uomo hanno iniziato a circolare sui social network. Il Daily Mail riferisce che alcuni utenti avrebbero identificato il presunto responsabile, ma al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte della polizia in merito alla sua identità.

Le autorità del Devon e della Cornovaglia hanno confermato di aver ricevuto una segnalazione indiretta dell’accaduto e hanno lanciato un appello ai testimoni: “Stiamo cercando persone che abbiano assistito all’episodio o che dispongano di immagini e filmati”, ha dichiarato un portavoce, citato dalla stampa britannica.

I gabbiani reali sono una specie protetta nel Regno Unito ai sensi del Wildlife and Countryside Act. In caso di accertamento delle responsabilità, chi danneggia o uccide deliberatamente questi animali può andare incontro a sanzioni severe, comprese multe elevate e pene detentive.

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Gwyneth Paltrow scelta come testimonial di un progetto immobiliare di lusso in Israele: scoppia la polemica – VIDEO

12 Giugno 2026 ore 14:57

Gwyneth Paltrow è stata ingaggiata come volto di un esclusivo progetto immobiliare nel centro di Israele. La scelta ha suscitato immediata indignazione sui social media, dove numerosi utenti hanno denunciato la stridente contraddizione tra l’immagine patinata della campagna pubblicitaria e le drammatiche condizioni di vita della popolazione civile a Gaza e in Libano, territori devastati dal conflitto in corso che vede contrapposti Israele e Iran. La notizia è stata riportata da diversi organi di stampa israeliani, tra cui il quotidiano Haaretz.

L’attrice premio Oscar è protagonista di uno spot pubblicitario diffuso questa settimana da Aviv Melisron, un gruppo immobiliare israeliano che promuove il progetto 51 Park a Herzliya, a nord di Tel Aviv. Il complesso residenziale di lusso prevede la costruzione di 646 appartamenti distribuiti su due edifici di 51 piani, situati tra due parchi comunali. Lo spot, girato a New York, ha iniziato ad essere trasmesso in Israele.

Nata da padre ebreo, Gwyneth Paltrow ha sempre manifestato apertamente il proprio sostegno a Israele. All’indomani del massacro del 7 ottobre 2023, l’attrice si è unita a decine di altre importanti personalità del mondo di Hollywood nella firma di una lettera aperta indirizzata all’allora presidente degli Stati Uniti Joe Biden, esortandolo a impegnarsi attivamente per ottenere la liberazione dei 251 ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza.

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Zapatero indagato anche per frode fiscale e contrabbando. A casa dell’ex premier spagnolo gioielli per 1,3 milioni di euro

12 Giugno 2026 ore 14:55

Altri guai per l’ex premier socialista spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero. La sua posizione nell’inchiesta sul caso Plus Ultra potrebbe peggiorare. Il giudice dell’Audiencia Nacional, José Luis Calama, ha deciso di ampliare le indagini nei suoi confronti ipotizzando anche i reati di frode fiscale e contrabbando in relazione ai gioielli per un valore stimato di 1,3 milioni di euro, trovati durante una perquisizione effettuata il 19 maggio nel suo studio.

Secondo l’ordinanza del magistrato, citata da Efe, l’origine dei preziosi “non risulta al momento giustificabile“. Il giudice istruttore ritiene che il possesso di beni di lusso di elevato valore, senza tracce fiscali sulla loro acquisizione, possa costituire un indizio di possibile incremento patrimoniale non dichiarato ai fini dell’Irpef.

Calama ipotizza inoltre un presunto reato di contrabbando, sostenendo che non vi sia documentazione che attesti i pagamenti di dazi e imposte eventualmente dovuti per l’importazione dei gioielli nell’Unione europea.
I reati per i quali l’ex premier socialista, in carica dal 2004 al 2011, risulta iscritto al registro degli indagati sono traffico di influenze, falsità documentale, organizzazione criminale, riciclaggio di denaro, frode fiscale e contrabbando. L’inchiesta si concentra sui compensi percepiti dall’ex premier in attività di consulenza, sui rapporti con imprenditori spagnoli e venezuelani su presunti flussi finanziari collegati al salvataggio di Plus Ultra.

Il leader socialista, che sarà interrogato il 17 e il 18 giugno, ha respinto le accuse e, attraverso la segretaria, durante la perquisizione del 19 maggio, ha attribuito i gioielli a eredità ricevute dalla madre e dalla suocera, ad acquisti e a “regali” di cui non sono stati forniti ulteriori dettagli.

Per la perizia sui gioielli, il giudice istruttore si è affidato alle competenze alla storica casa di aste Ansorena, una delle più autorevoli di Spagna, e alla collaborazione dell’Istituto Gemmologico Spagnolo, che ha verificato l’autenticità e le caratteristiche di smeraldi, rubini e zaffiri presenti in parure, bracciali e orecchini. I gioielli sono circa un centinaio, tra orologi, anelli, collane, bracciali e orecchini. Secondo quanto era stato riferito in precedenza dall’entourage dell’ex premier socialista, le gioie deriverebbero avrebbero un valore tra i 30mila e i 50mila euro. Ma la valutazione acquisita dagli inquirenti supera di gran lunga questa stima. Una discrepanza che ha indotto Luis Arroyo, consulente della comunicazione e considerato il portavoce di Zapatero, a scusarsi pubblicamente “per aver indotto in errore” sul valore dei gioielli. Arroyo ha ammesso che la valutazione dei gioielli, da lui indicata inizialmente, era errata.

Ora gli investigatori vogliono accertare la provenienza dei preziosi, per verificare se possano avere un collegamento con i presunti trasferimenti all’estero di fondi provenienti dal finanziamento della compagnia Plus Ultra.

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Figuraccia in F1: errore nel cronometraggio, cambia il risultato del Gp di Monaco. Gasly sul podio

12 Giugno 2026 ore 14:49

L’ordine di arrivo del Gran premio di Montecarlo stravolto quasi una settimana dopo. La figuraccia della Formula 1 è stata resa ufficiale da un comunicato apparso online: sul terzino gradino del podio sale Pierre Gasly, con Isack Hadjar retrocesso in quarta posizione. Il motivo? Un errore nel cronometraggio.

Il francese dell’Alpine aveva effettivamente tagliato il traguardo da terzo, dietro alla Mercedes di Kimi Antonelli e alla Ferrari di Lewis Hamilton. Era però finito settimo per una doppia penalità (complessivamente 10 secondi) per eccesso di velocità in pit lane durante la gara. La scuderia di Enstone ha fatto ricorso ed avuto ragione , con la Fia che ha confermato che le penalità al pilota francese sono state annullate, riportandolo quindi sul terzo gradino del podio nel Gp di Monaco.

L’udienza preliminare si è tenuta giovedì, all’inizio del weekend del Gran Premio di Barcellona-Catalunya. Le prove portate da Alpine sono state decisive: c’è stato un errore nel cronometraggio dei tempi di percorrenza della corsia dei box. I sensori che rilevano il passaggio delle vetture, infatti, erano stati posizionati come al solito, ma c’è stata una modifica all’ingresso della pit lane che ha in realtà accorciato il percorso compiuto dai piloti. In poche parole, c’erano 77 centimetri di discrepanza tra la distanza rilevata dal cronometraggio ufficiale e la reale distanza minima di percorrenza della corsia dei box.

Non a caso, Gasly non è stato l’unico penalizzato. Tanti altri piloti, da Hamilton a Russell, hanno ricevuto una penalità. Avendola però scontata in gara – ci sono state due Safety Car e una bandiera rossa – non possono vedere risarcito il torto subito. Inoltre, l’Alpine è stato l’unico team a presentare ricorso, per provare a vedersi restituito il prezioso podio conquistato a Monaco. Gasly, che era delusissimo dopo la gara, si vede almeno formalmente restituito quello che si era guadagnato in pista. Nessuno però gli potrà mai ridare il brivido di salire sul podio a Montecarlo. Quell’onore è toccato ad Hadjar, che ora si ritrova quarto. Senza dimenticare che il Gp è stato di fatto falsato da questa penalità ingiuste. Una figuraccia clamorosa.

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Studentessa violentata a Milano, due ragazzi si presentano dalle pm e negano le violenze: “Rapporto solo con uno, era consenziente”

12 Giugno 2026 ore 14:45

Due ragazzi si sono presentati spontaneamente dai pm che indagano sulla presunta violenza sessuale avvenuta nella notte tra il 22 e il 23 maggio scorso a Milano. La vittima, una studentessa 20enne spagnola in Erasmus, aveva denunciato mezz’ora da incubo con un gruppo di ragazzi. Ora però almeno tre dei quattro presunti aggressori, a indagini ancora in corso, hanno deciso di farsi avanti.

Prima, davanti all’ufficio della pm Letizia Mannella, capo del pool di contrasto ai reati sessuali, che con la collega Rosaria Stagnaro coordina l’inchiesta della Squadra mobile della Polizia, è comparso un 24enne italiano, assistito dall’avvocato Francesco Furnari. Il giovane ha chiesto di essere sentito con testimonianza o interrogatorio ma le pm gli hanno detto di rendere dichiarazioni spontanee, ancora da non indagato, alla polizia giudiziaria. Il 24enne ha negato qualsiasi stupro, parlando invece di rapporti consenzienti non con lui ma con un altro dei quattro giovani. “Mi rendo disponibile a collaborare con l’autorità giudiziaria per ogni ulteriore chiarimento”, ha concluso il ragazzo, dicendo pure di voler “precisare che nel parcheggio dove abbiamo sostato ci sono delle telecamere comunali di cui chiedo l’acquisizione delle immagini”.

Secondo la sua versione la giovane sarebbe uscita volontariamente dal locale con lui e un altro amico e poi, sempre spontaneamente, sarebbe entrata in auto. Lì li avrebbe raggiunti il terzo con cui la studentessa avrebbe avuto “rapporti consenzienti”, mentre il quarto ragazzo “stava male” dopo la serata.

Anche un altro 20enne ha raccontato una versione simile. Difeso dall’avvocato Gianluigi Bonifati, è arrivato in Procura poco dopo e ha reso anche lui dichiarazioni spontanee davanti alla polizia giudiziaria.

In precedenza anche un altro ragazzo, il terzo, si era presentato davanti al commissariato di Milano. Il suo avvocato, Lorenzo Mascherpa, ha raccontato che il suo assistito ha letto notizie di cronaca e ha trovato “somiglianze” con la nottata passata da lui e i tre amici, che “avevano conosciuto” una studentessa spagnola. “Così si è messo a disposizione per spiegare di aver avuto lui un rapporto consenziente quella notte, ammesso poi che stiamo parlando della stessa vicenda, perché noi non abbiamo ricevuto alcun atto con contestazioni”, ha chiarito il difensore.

Intanto, investigatori e inquirenti lavorano da giorni per ricostruire quanto accaduto, sia con le analisi scientifiche che con le immagini di videosorveglianza e i dati delle celle telefoniche.

La studentessa, stando alle indagini scattate dopo la sua denuncia, avrebbe subito violenze definite “brutali”. In due l’avrebbero avvicinata all’interno del locale e l’avrebbero trascinata fuori. Poi, sarebbero arrivati gli altri due e gli abusi sarebbero proseguiti all’interno di un’auto e nel parcheggio. La ragazza, accompagnata da un’amica, è andata in taxi in ospedale, al presidio specialistico Mangiagalli dove le violenze sono state accertate, e poi in Questura a denunciare. Ascoltata a verbale, successivamente è rientrata in Spagna.

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Incendio distrugge il mini-zoo del Jungle Box: poi la scoperta inaspettata tra le macerie dopo il rogo

12 Giugno 2026 ore 14:30

Una sola sopravvissuta tra le fiamme. È la storia della piccola tartaruga che ha resistito al devastante incendio divampato nel centro giochi con mini-zoo “Jungle Box”, a Buntingford, dove inizialmente si era temuto che tutti gli animali ospitati nella struttura fossero morti.

Il rogo ha colpito nella notte il complesso situato nella zona industriale Watermill Industrial Estate, e ha costretto all’intervento di dieci mezzi dei vigili del fuoco del servizio Hertfordshire Fire and Rescue Service. Le fiamme hanno rapidamente avvolto il centro, un soft play che ospitava anche un’area con animali, tra cui suricati, gufi, iguane, tartarughe e serpenti.

Secondo quanto riportato dal “New York Post” un primo momento, i soccorritori avevano comunicato il peggio, convinti che nessun animale fosse sopravvissuto. Poi, durante le operazioni di bonifica e indagine sulle cause dell’incendio, è arrivata la scoperta inattesa: una piccola tartaruga ancora viva tra le macerie. La stessa squadra dei vigili del fuoco ha voluto condividere la notizia sui social: “Abbiamo alcune notizie confortanti da condividere dopo il devastante incendio al Jungle Box di Buntingford. Le indagini sulle cause dell’incendio sono ancora in corso. Mentre svolgevamo le indagini sull’incendio, abbiamo incredibilmente scoperto una piccola tartaruga ancora viva tra le macerie, nonostante le precedenti paure che tutti gli animali fossero morti. Un momento piccolo ma potente dopo un incidente molto difficile.”

Il rogo era stato segnalato intorno alle 3 del mattino, e una densa colonna di fumo nero era visibile a chilometri di distanza, e ha spinto le autorità a raccomandare ai residenti di tenere chiuse porte e finestre. Alcune strade della zona, tra cui Aspenden Road e London Road, sono state temporaneamente chiuse per motivi di sicurezza.

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Savino Del Bene Scandicci, Chidera Blessing Eze la nuova palleggiatrice

12 Giugno 2026 ore 14:15

FIRENZE – La Savino Del Bene Volley ha annunciato l’arrivo di Chidera Blessing Eze, palleggiatrice che nella prossima stagione entrerà a far parte del roster a disposizione di coach Marco Gaspari.

L’atleta classe 2003 approda a Scandicci dopo l’esperienza maturata con la maglia del Volley Bergamo 1991, società con la quale ha disputato il campionato di serie A1 nella stagione 2025-2026.

Nel corso dell’ultima annata Eze è scesa in campo in 29 gare di campionato, realizzando 94 punti complessivi, 19 muri vincenti e 24 ace. La palleggiatrice ha inoltre preso parte alla Coppa Italia, collezionando una presenza e mettendo a referto 5 punti, con 1 muro vincente e 1 ace.

Chidera Blessing Eze ha così commentato il suo arrivo in Toscana: “Ho sempre avuto delle bellissime sensazioni sulla Savino Del Bene Volley, tutti mi hanno parlato molto bene del club e del posto, quindi sono molto emozionata di arrivare in questa squadra, spero di vivere un bell’anno. Arrivare a Scandicci rappresenta un grande passo in avanti nella mia carriera. Ovviamente non sarà semplice, però sono davvero molto fiduciosa perché sin da subito ho notato una grandissima organizzazione e la presenza di tante persone pronte ad aiutarmi, quindi mi sento sicura di questa scelta.”

Nata a Lagos (Nigeria) il 2 settembre 2003, Chidera Blessing Eze è una palleggiatrice nigeriana naturalizzata italiana. Eze ha mosso i primi passi nel volley italiano con la Pool Piave, formazione con la quale ha disputato il campionato di Serie B1. Terminata nel 2020 l’esperienza con la società di San Donà di Piave, nella stagione 2021-2022 è approdata in Serie A2 con il Vicenza, facendo il proprio esordio nella seconda categoria nazionale. Lasciato il Veneto, Eze si è trasferita a Talmassons nell’annata 2022-2023 e con il club friulano ha proseguito il proprio percorso di maturazione. Nell’estate del 2023 è stata convocata dalla nazionale italiana Under21, con la quale ha conquistato la medaglia d’argento al Campionato Mondiale di categoria.

L’annata 2023-2024 ha segnato un altro importante passo avanti nella carriera di Eze, con la palleggiatrice che ha conquistato con Talmassons una storica promozione in Serie A1. Nell’estate 2024 ha vestito la maglia della nazionale Under22, vincendo la medaglia d’oro al campionato europeo e ottenendo inoltre il riconoscimento individuale come miglior palleggiatrice della manifestazione. Nella stagione 2024-2025 Eze è rimasta a Talmassons, facendo così il suo debutto nella massima serie italiana.

Le prestazioni offerte nelle competizioni giovanili e nei campionati nazionali le sono valse, nel 2025, le prime convocazioni nella nazionale maggiore. Con la selezione azzurra, Eze ha poi conquistato la medaglia d’oro ai XXXII Giochi Mondiali Universitari

Dopo l’esperienza maturata con il Talmassons, nella stagione 2025-2026 Eze è approdata al Volley Bergamo 1991, società con la quale ha continuato il proprio percorso di crescita in Serie A1.

Nell’annata sportiva 2026-2027 Chidera Blessing Eze entra a far parte del roster della Savino Del Bene Volley di coach Marco Gaspari.

REDAZIONE

Vuoi trasferirti all’estero per la pensione? “Ecco il Paese dove vivere costa oltre il 50% in meno che negli Usa”: il report pubblicato dal New York Post

12 Giugno 2026 ore 14:25

Andare in pensione all’estero non è più soltanto il sogno di qualche avventuroso o di chi vuole vivere tutto l’anno in infradito. Per molti americani sta diventando una necessità. Tra inflazione, aumento dei costi sanitari e rincari che hanno colpito praticamente ogni voce di spesa, sempre più persone guardano oltre i confini degli Stati Uniti per immaginare il proprio futuro.

A fotografare questa tendenza è il Retirement Abroad Index 2026 di Expatriate Group, compagnia assicurativa britannica specializzata nei servizi per chi vive, lavora o studia all’estero. La classifica, riportata dal New York Post, individua i Paesi più attrattivi per chi desidera trascorrere la pensione fuori dal proprio Paese, tenendo conto di fattori come costo della vita, accessibilità dei visti, assistenza sanitaria e presenza di comunità di espatriati.

In cima alla graduatoria c’è una sorpresa: non il Portogallo, da anni considerato una delle mete preferite dai pensionati stranieri, ma le Filippine. Il Paese asiatico ha ottenuto un punteggio di 78 su 100 grazie a un costo della vita particolarmente basso, a procedure relativamente semplici per ottenere il visto e a una consolidata comunità internazionale.

Secondo il rapporto, nelle Filippine è possibile mantenere uno stile di vita confortevole con una spesa mensile compresa tra circa 860 e 2.500 dollari, una cifra che risulta nettamente inferiore rispetto agli Stati Uniti. Il New York Post sottolinea come il costo della vita americano abbia raggiunto livelli sempre più difficili da sostenere per chi vive con una pensione o con un reddito fisso, ricordando che secondo il consulente finanziario Dave Ramsey una famiglia statunitense spende in media oltre 6.500 dollari al mese.

Tra i punti di forza delle Filippine figurano anche la diffusione della lingua inglese, la presenza di strutture sanitarie private accreditate a livello internazionale nelle principali città e, naturalmente, il richiamo di spiagge tropicali, lagune e un clima caldo per gran parte dell’anno.

Al secondo posto si piazza la Thailandia, che da tempo rappresenta una delle destinazioni preferite dagli espatriati. Sul gradino più basso del podio troviamo invece la Colombia.

Non manca l’Europa. Il Portogallo si conferma tra le destinazioni più amate dagli stranieri e occupa il quarto posto, seguito dalla Spagna all’undicesimo, dalla Francia al quattordicesimo, dalla Grecia al diciassettesimo e da Malta al ventesimo.

La classifica completa dei migliori Paesi dove trasferirsi in pensione nel 2026 secondo Expatriate Group:

Filippine
Thailandia
Colombia
Portogallo
Sudafrica
Sri Lanka
Emirati Arabi Uniti (Dubai)
Malesia
Messico
Indonesia
Spagna
Panama
Qatar
Francia
Costa Rica
Nuova Zelanda
Grecia
Cipro
Cipro del Nord
Malta

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“Avrei fatto sesso con ognuno di loro. È la verità, il che dice molto di me, ma forse del mio lato oscuro”: Jennifer Lopez scatenata sul cast di “Una vita al massimo”

12 Giugno 2026 ore 14:23

Jennifer Lopez ha fatto una rivelazione sorprendente riguardo a una sua fantasia sessuale legata al mondo del cinema, confessando quale attore di un celebre film poliziesco cult le sarebbe piaciuto frequentare. L’attrice, impegnata nella promozione del suo ultimo film Netflix “The Office Romance” con il co-protagonista Brett Goldstein, nel corso di una puntata del podcast “Films To Be Buried With” di Brett Goldstein ha rivelato quale film l’avesse affascinata e coinvolta emotivamente.

Lopez ha risposto sicura “True Romance – Una vita al massimo”, uscito nelle sale nel 1993, diretto da Tony Scott e scritto da Quentin Tarantino. La superstar ha elencato il cast e ciò che rendeva ognuno di loro così attraente, arrivando alla sua piccante confessione.

“Quindi c’è Christian Slater, che lavora in un negozio di dischi e ha delle allucinazioni di Elvis, interpretato da Val Kilmer. – ha affermato – E poi c’è Patricia Arquette, che non poteva essere migliore nei panni della prostituta dal cuore d’oro, dolcissima, vero? E poi c’è suo padre, Dennis Hopper, e Christopher Walken. Voglio dire, onestamente, ho una sua foto a casa, Dennis Hopper, proprio per via di quel film. Poi c’è Brad Pitt. C’è James Gandolfini nei panni di un sicario. Brad Pitt è un drogato. L’altro è un poliziotto cattivo: Gary Oldman è il rasta”.

Fino al colpo di scena finale: “Avrei fatto sesso con ognuno di loro. È la verità, il che dice molto di me, ma forse del mio lato oscuro. Ma erano tutti incredibilmente bravi in ​​questo film. Le loro interpretazioni erano di altissimo livello, credibili e dinamiche”.

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Allenatore offende ragazze e istiga a violenza, squalificato per 4 anni

12 Giugno 2026 ore 14:16
Allenatore offende ragazze e istiga a violenza, squalificato per 4 anni

E’ stato accusato di aver rivolto “frasi offensive, irriguardose e lesive della dignità e dell’autostima” anche “contenenti allusioni sessualmente esplicite e di carattere discriminatorio” nei confronti delle giocatrici di calcio che allenava.

Non solo: avrebbe inoltre esortato tre delle calciatrici da lui allenate a procurare un infortunio ad una loro compagna di squadra. Per questi comportamenti, nei confronti di un allenatore di calcio del settore femminile – all’epoca dei fatti era tecnico di un club di Prato, nella stagione 2024/25 – è stata confermata, nelle scorse settimane, dalla Corte federale d’Appello, la squalifica di quattro anni emessa in primo grado. Lo scrivono i quotidiani La Nazione e Il Tirreno.

Disposta dalla Corte una squalifica di sei mesi per il presidente del club e il responsabile societario del safeguarding, anch’egli accusato di non aver attuato azioni preventive di controllo. All’allenatore squalificato veniva contestato di aver chiesto a tre calciatrici, il 18 novembre 2024, di “commettere una condotta illecita, nello specifico di procurare alla loro compagna di squadra un grave infortunio (‘spaccare una gamba’) e, a seguito del loro netto rifiuto, di aver chiesto alle medesime calciatrici di isolarla progressivamente dal gruppo squadra per indurla ad abbandonare lo stesso, giustificando tali richieste con la finalità di impedirle di svolgere l’attività sportiva e così di porre termine ad asserite pressioni subìte dal consulente e sponsor della società nonché genitore della predetta calciatrice, affinché quest’ultima venisse schierata come titolare”.

L’allenatore aveva citato la testimonianza di una calciatrice che smentiva quella delle sue tre compagne, ma i giudici non l’avrebbero ritenuta credibile, riportano ancora i quotidiani. L’uomo, nel frattempo si era dimesso da tecnico. “Personalmente non ho mai assistito a comportamenti scorretti dell’allenatore – spiega il presidente, riportano i quotidiani -. Mi rimetto a quello che è scritto nella sentenza. Siamo stati noi a segnalare il caso alla giustizia sportiva. Noi credevamo che il genitore della ragazza, in quanto parte attiva della componente femminile del club (anche se non è tesserato, ndr), stesse rappresentando con quell’esposto anche la volontà” del club “di chiedere di indagare sull’accaduto. Tra l’altro lo stesso genitore ha sempre detto anche in circostanze ufficiali di avere agito per conto della nostra società”.

Il primo annuncio Var dei Mondiali è già un meme: l’inglese dell’arbitro è incomprensibile, le facce perplesse dei giocatori | Video

12 Giugno 2026 ore 14:03

Si candida già a diventare uno dei primi meme dei Mondiali 2026, ma stavolta il protagonista non è un calciatore. A rubare la scena durante la gara inaugurale tra Messico e Sudafrica è stato infatti l’arbitro brasiliano Wilton Sampaio, alle prese con una difficoltà che molti possono comprendere: spiegare una decisione complessa in una lingua che non è la propria, dopo 84 minuti di partita e davanti a 80mila spettatori.

L’episodio è avvenuto all’Estadio Azteca quando il Var ha richiamato il direttore di gara per rivedere un intervento di Zwane. Dopo aver osservato le immagini, Sampaio si è preparato a comunicare pubblicamente la decisione attraverso il sistema audio dello stadio. Peccato che l’annuncio non sia andato esattamente come previsto.

Le immagini, diventate rapidamente virali sui social, mostrano l’arbitro mentre si inceppa, balbetta e prova a formulare la spiegazione in inglese. Il risultato è stato un messaggio a tratti difficile da comprendere, tanto che diversi giocatori sudafricani, compreso Mudau, hanno osservato il direttore di gara con evidente perplessità. Soltanto quando Sampaio ha estratto il cartellino rosso, il significato della comunicazione è apparso chiaro a tutti.

In precedenza era stato espulso Sithole al 4’ della ripresa per fallo da ultimo uomo. Nel finale, dopo Zwane, è toccato anche al messicano Montes per gioco falloso. Tre espulsioni complessive che costituiscono un record per una partita inaugurale di un Mondiale. Sampaio verrà ricordato per questo, ma anche per il suo inglese scolastico, a essere generosi.

Al di là dell’episodio, il Messico ha iniziato il torneo con una vittoria per 2-0 nel Girone A. I padroni di casa sono passati in vantaggio al 9’ del primo tempo con Quiñones e hanno raddoppiato al 22’ della ripresa grazie a Jiménez. Con il Sudafrica rimasto in inferiorità numerica per gran parte del secondo tempo, la squadra guidata dal ct Javier Aguirre ha controllato l’incontro senza particolari difficoltà, conquistando i primi tre punti di questo Mondiale.

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— Portugal4WordCup???????? (@impfelix121) June 11, 2026

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Ciao Peter, colonna degli anni più belli al Centro Studi Americani. Il ricordo di Mazzoletti

12 Giugno 2026 ore 13:26

Ci sono persone che attraversano le istituzioni lasciando un segno profondo, ma silenzioso. Non cercano i riflettori, non inseguono il protagonismo. Eppure, quando non ci sono più, ci si accorge che una parte importante della storia che abbiamo vissuto insieme se ne è andata con loro. Per me, Peter Alegi era una di queste persone. Ho conosciuto Peter ormai quasi quarant’anni fa.

Era un brillante avvocato italo-americano, formatosi alla Yale Law School, con una clientela composta da grandi aziende internazionali e una reputazione costruita sulla competenza e sull’autorevolezza. Era arrivato in Italia quasi per caso. Aveva incontrato una ragazza romana, se ne era innamorato e aveva deciso di fermarsi.

Da allora Roma è diventata la sua città e l’Italia la sua casa. Nonostante decenni trascorsi nel nostro Paese, conservava un marcato accento americano che lo rendeva immediatamente riconoscibile. Era una caratteristica che raccontava bene la sua identità: profondamente legato agli Stati Uniti, ma al tempo stesso pienamente inserito nella realtà italiana.

Un ponte naturale tra due mondi che ha contribuito a far dialogare per tutta la vita. La nostra amicizia nacque grazie al Centro Studi Americani. Fu l’ambasciata degli Stati Uniti a coinvolgerci in una fase non semplice della sua storia. Erano anni in cui il Centro attraversava difficoltà finanziarie e organizzative.

Ricordo il lavoro svolto sotto la guida di Cipriana Scelba e, successivamente, quello portato avanti con Giuliano Amato, che per undici anni ne è stato presidente. Amato amava ripetere una frase che è rimasta nella memoria di molti: il Centro Studi Americani è diventato “sexy”. Dietro quella battuta c’era una verità.

Il CSA stava cambiando pelle, diventando un luogo attrattivo, autorevole, frequentato da studiosi, diplomatici, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni. Peter fu uno degli artefici di quella trasformazione. Abbiamo lavorato insieme a lungo. La svolta arrivò con la presidenza di Gianni De Gennaro, che intuì le enormi potenzialità dell’istituzione e ne sostenne con convinzione lo sviluppo.

Allo stesso modo, ebbe grande lungimiranza nell’individuare in Roberto Sgalla la figura giusta per guidarne la direzione operativa. Oggi il Centro Studi Americani è una realtà solida, riconosciuta e florida anche grazie a quel lavoro collettivo di cui Peter è stato protagonista. Ma sarebbe riduttivo ricordarlo soltanto per il suo impegno professionale.

La nostra amicizia è andata ben oltre le riunioni e i consigli di amministrazione. Ci siamo frequentati con le nostre famiglie, abbiamo condiviso momenti privati e occasioni conviviali. Conservo un ricordo particolarmente caro delle giornate trascorse nella sua tenuta di Todi, un luogo che amava profondamente e dove, per il suo ottantesimo compleanno, gli amici organizzarono una festa bellissima.

Peter era anche un cattolico osservante, uomo di fede autentica e mai ostentata. Guardava alla politica americana con l’attenzione di chi aveva continuato a sentirsi parte della propria comunità nazionale. Militante e rappresentante del Partito Democratico americano, apparteneva a una tradizione politica moderata, riformista e profondamente atlantica.

Una cultura che incarnava con equilibrio e misura. Oggi, mentre ripenso a tanti anni di lavoro e amicizia condivisi, mi accorgo che il vuoto lasciato da Peter non riguarda soltanto chi gli ha voluto bene. Riguarda anche una stagione di relazioni tra Italia e Stati Uniti costruite sulla conoscenza reciproca, sul dialogo e sul rispetto delle istituzioni. Era da tempo che non mi confrontavo con Peter, ma sono certo che il presidente Trump non gli sarebbe andato a genio.

Ormai sono rimasto l’unico decano del Consiglio di amministrazione del Centro Studi Americani. È una consapevolezza che induce inevitabilmente alla riflessione. Le persone passano, le istituzioni restano. Ma sono le persone giuste a renderle più forti. Per questo, al di là dei ruoli e dei titoli, sento soprattutto il bisogno di salutare un amico.

Ciao Peter. Buon viaggio.

Lorella Cuccarini: “Mi piace proprio tanto fare i lavori pesanti. In casa, mi chiamano ‘Pulik’ perché ci sono giornate che prendo, smonto, sposto, pulisco qualsiasi cosa. Faccio le pulizie di Pasqua anche quando non è Pasqua”

12 Giugno 2026 ore 13:20

Sul palco perfetta, solare, raggiante e dentro casa un vulcano sempre pronto a riordinare. È una Lorella Cuccarini che non ti aspetti quella che emerge da una intervista a Il Corriere della Sera: “Mi piace proprio tanto fare i lavori pesanti. In casa, mi chiamano ‘Pulik‘ perché ci sono giornate che prendo, smonto, sposto, pulisco qualsiasi cosa. Faccio le pulizie di Pasqua anche quando non è Pasqua”.

Il discorso si sposta poi su un primo bilancio dei 60 anni, visto che il 10 agosto la conduttrice festeggerà 61 anni: “Oggi mi voglio più bene, sono più tollerante con me stessa. Se una mattina ho un acciacco o non ho voglia di fare palestra, mi dico: lo farò domani. Sembra una sciocchezza, ma cambia l’approccio alla vita. La conquista principale di quest’ultimo anno è che ho imparato a lasciare andare un po’ di più. Anche a filtrare di meno”.

Il fisico? “Fino a un anno fa, facevo allenamenti più intensi: metabolico, calisthenics… Ma ho capito che per la mia schiena era troppo. Quest’anno sono passata al pilates, lo faccio due volte a settimana con l’istruttore e lo alterno ad allenamenti per conto mio: circuiti e pochissimi pesi. Il mio è un corpo che ha lavorato in modo impegnativo, quindi devo ascoltarlo”.

Infine sulla televisione: “Verrà il momento di fare un passo indietro, ma non adesso. E, per fortuna, nel mio lavoro ci sono tante espressioni, per cui, spero di lavorare ancora tanto, soprattutto in teatro. Ci sono esempi di donne di spettacolo pazzesche, soprattutto oltreoceano, che sono state in scena fino a 80 anni”.

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Napoli, fugge in scooter dai carabinieri in via Caracciolo e investe e uccide un pedone: arrestato

Il ventinovenne, in compagnia di una donna di 27 anni, nella tarda serata di giovedì ha imboccato contromano la strada per eludere i controlli e ha travolto la vittima mentre attraversava la strada. La moto è senza assicurazione. Arrestato per omicidio stradale aggravato

Modena, chiude per un mese la Nuova Estense per i lavori della Complanarina: odissea per il traffico leggero e pesante

12 Giugno 2026 ore 12:57
Limitata al massimo la durata di un cantiere dai grandi numeri. La strada verrà tagliata per fare traslare un manufatto da 6.400 tonnellate. L'interruzione presso Cantone del Mugnano. Presentati da Società Autostrade, Provincia e Comune i lavori e le modifiche alla viabilità

Savona – Vado primo porto container italiano nella classifica della World Bank

12 Giugno 2026 ore 12:39

VADO LIGURE – L’amministratore delegato di Vado Gateway, Santi Casciano, ha commentato i dati pubblicati dal “The Container Port Performance Index (CPPI) 2025“ del World Bank Group, che vedono lo scalo di Savona – Vado, posizionato al 51° posto (mentre era 87° nel 2024) della classifica mondiale dei porti contenitori su un totale di oltre 400 analizzati.

Il Container Port Performance Index misura il tempo di permanenza delle navi portacontainer in porto, considerando gli effetti combinati di accesso nautico, disponibilità di ormeggi, produttività della movimentazione merci, operazioni di cantiere e coordinamento tra le parti interessate. Basandosi su dati effettivi relativi agli scali delle navi, anziché su indicatori autodichiarati, il CPPI riflette il funzionamento dei porti all’interno delle reali reti di trasporto marittimo globali e fornisce una base coerente per il benchmarking delle prestazioni.

Sviluppato dalla Banca Mondiale e da S&P Global Market Intelligence, il CPPI è diventato un punto di riferimento consolidato per confrontare l’efficienza portuale tra diverse località, regioni e fasce di reddito, nonché per monitorare le prestazioni nel tempo.

Ai primi dieci posti della classifica figurano i porti di Fuzhou (Cina), Dalian (Cina), Salalah (Oman), Mawan (Cina), Chiwan (Cina), Tanger Med (Marocco), Ningbo (Cina), Hamad Port (Qatar), Hong Kong (Hong Kong SAR, Cina) e Kobe (Giappone).

«Il ritorno del porto di Savona – Vado al vertice della classifica italiana del Container Port Performance Index 2025 rappresenta un riconoscimento significativo per l’intera comunità portuale e per tutti gli attori che contribuiscono con il loro lavoro quotidiano all’efficienza operativa dello scalo» – ha dichiarato Santi Casciano – «È un risultato importante perché si basa su uno degli indicatori di produttività più rilevanti per il nostro settore, vale a dire il tempo effettivo di permanenza di una nave in porto, un parametro che rappresenta non solo un indicatore della produttività dei porti, ma anche un elemento determinante per la resilienza e l’affidabilità delle catene logistiche globali in un contesto caratterizzato da forti tensioni geopolitiche e ridefinizione delle rotte marittime internazionali».

Santai Casciano
Il ceo di Vado Gateway, Santi Casciano

Continua l’amministratore delegato del terminal vadese: «Come unico terminal contenitori del porto di Savona-Vado siamo orgogliosi di aver contribuito a questo risultato, a dimostrazione della validità del percorso intrapreso da Vado Gateway dall’avvio dell’operatività avvenuto nel febbraio 2020. Una traiettoria di crescita fatta di investimenti e sviluppo delle competenze che, in pochi anni, hanno consentito al Container Terminal di Vado Ligure di assumere un ruolo importante nella geografia terminalistica internazionale.
Il ritorno di Savona – Vado al vertice della classifica italiana del Container Port Performance Index rappresenta per noi uno stimolo a proseguire lungo questa rotta, continuando a lavorare insieme alle istituzioni e a tutti gli stakeholder del cluster portuale per rafforzare il ruolo di Vado Gateway come hub portuale e logistico strategico nel Mediterraneo, creando valore per il territorio, i clienti e l’intero sistema logistico nazionale».

Secondo l’INDEX:

Nel 2025, le prestazioni portuali globali hanno mostrato un leggero peggioramento rispetto al 2024, ovvero tempi di rotazione delle navi mediamente più lunghi. Questa tendenza maschera significative variazioni regionali. I porti delle economie a reddito medio-alto e ad alto reddito hanno generalmente registrato tempi di rotazione più brevi, grazie a infrastrutture più solide, una maggiore intensità di utilizzo delle gru e un migliore coordinamento. Diversi porti dell’Asia orientale e meridionale si sono nuovamente classificati tra i migliori, mentre alcuni porti in Europa e Nord America hanno continuato a riprendersi dalla precedente congestione. I porti dell’Africa subsahariana, spesso caratterizzati da vincoli di capacità e da strutture commerciali dominate dalle importazioni, hanno generalmente registrato tempi di rotazione più lunghi.

L’edizione 2025 evidenzia l’esposizione dei porti alle interruzioni della catena di approvvigionamento globale. Gli ultimi anni hanno visto ripetuti shock, tra cui la volatilità legata alla pandemia, i cambiamenti geopolitici delle rotte e gli eventi climatici. Queste interruzioni influenzano i modelli di arrivo delle navi, creano congestione e allungano i tempi di permanenza in porto. Allo stesso tempo, le prestazioni portuali stesse influenzano lo stress della catena di approvvigionamento. Tempi di rotazione più lunghi riducono la capacità di carico effettiva e propagano i ritardi nelle reti globali, rafforzando la volatilità. L’analisi dei dati CPPI per il periodo 2020-2025 conferma una forte relazione bidirezionale tra le prestazioni portuali e lo stress della catena di approvvigionamento. I periodi di maggiore stress sono associati a tempi di permanenza delle navi più lunghi, mentre prestazioni portuali più deboli amplificano le interruzioni ritardando gli scali successivi e riducendo la capacità. Questa interazione sottolinea il ruolo dei porti efficienti come stabilizzatori del commercio globale.

Fornendo una serie storica coerente e dati, consente ai responsabili politici, alle autorità portuali, agli operatori e ai partner per lo sviluppo di valutare le tendenze delle prestazioni e confrontare i porti con strutture analoghe. L’indice supporta quindi un processo decisionale basato su dati concreti, volto a migliorare l’efficienza, la resilienza e il funzionamento complessivo delle catene di approvvigionamento marittime globali.

VADO GATEWAY

Vado Gateway comprende il nuovo Container Terminal deep-sea, infrastruttura portuali tecnologicamente avanzata e l’adiacente Reefer Terminal, il più grande hub del Mediterraneo per la logistica della frutta.
Operativo dal febbraio 2020, il nuovo Container Terminal di Vado Ligure a regime sarà in grado di movimentare annualmente circa 900 mila TEUs (contenitori da 20 piedi), con un obiettivo di intermodalità su ferro del 40%.
I TEUs movimentati nel 2025 all’interno dei due terminals vadesi sono stati complessivamente circa 600mila (+58,4% sul 2024), di cui 24% export, 37% import e 33% transhipment.

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Elicottero precipita sul Lago Maggiore: un morto e tre feriti. Era da poco decollato da una villa

12 Giugno 2026 ore 12:54

Un elicottero è precipitato vicino al Lago Maggiore, nella zona di Solcio di Lesa, in provincia di Novara. Una persona è morta, altre tre sono rimaste ferite: due sopravvissuti sono stati trasportati in codice giallo all’ospedale di Novara, il terzo all’ospedale di Borgomanero. Il velivolo privato era da poco decollato da una villa della zona, sulla foce dell’Erno, sulla sponda piemontese del Lago.

La vittima, stando alle prime informazioni, è un uomo ultrasettantenne, cittadino svizzero, che abitava nella villa da dove è decollato l’elicottero. Gli agenti ipotizzano che fosse lui ai comandi del velivolo, precipitato a terra in fase di decollo. I tre feriti sono di nazionalità straniera ed erano amici della vittima. Non appena è scattato l’allarme si sono attivati i soccorsi disponibili nell’area: sul posto diverse ambulanze e l’elisoccorso del 118. Le squadre di emergenza stanno ancora operando sul luogo dell’impatto ma non si conoscono al momento le cause e la dinamica dell’incidente. Sul posto si è recato il sindaco di Lesa, Luca Bona, per seguire lo sviluppo delle operazioni.

Articolo in aggiornamento

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È morto David Hockney. Addio al pittore della luce che ha attraversato sei decenni di arte senza guardarsi indietro

12 Giugno 2026 ore 12:49

David Hockney è morto all’età di 88 anni. A dare la notizia è stata la sua agente Erica Bolton, che ha spiegato come il pittore si sia spento serenamente nella sua casa di Londra, a poche settimane dal suo 89esimo compleanno. Bolton lo ha definito “una delle figure più importanti dell’arte contemporanea nel XX e XXI secolo”.

Dalla pop art degli anni Sessanta fino ai disegni realizzati su iPad negli ultimi anni della sua vita, Hockney ha attraversato mode, movimenti e rivoluzioni tecnologiche continuando a sperimentare e a sorprendere. Tra le iconiche piscine californiane, i paesaggi dello Yorkshire e quelli della Normandia, le sue opere sono diventate simbolo di un linguaggio artistico immediatamente riconoscibile grazie all’uso di colori brillanti, luce intensa e una continua ricerca sul modo di rappresentare lo spazio e la percezione.

Nato a Bradford nel 1937, Hockney si trasferì a Los Angeles nel 1964. Fu una svolta decisiva. Per un ragazzo cresciuto nell’Inghilterra del dopoguerra, la California rappresentava quasi una visione: sole, acqua, giardini e un modo completamente diverso di osservare il mondo. La luce della West Coast, le piscine e l’architettura modernista diventarono così i protagonisti di opere entrate nella storia dell’arte contemporanea come A Bigger Splash e Portrait of an Artist (Pool with Two Figures). Quest’ultima venne venduta nel 2018 per oltre 90 milioni di dollari, stabilendo all’epoca il record per un artista vivente.

Nel corso della sua carriera Hockney ha esplorato fotografia, collage, scenografia, fax, computer, smartphone e tablet, dimostrando una curiosità rara anche tra gli artisti della sua generazione. Quando molti suoi contemporanei difendevano il passato, lui continuava a inseguire il futuro.

Tra i primi artisti britannici della sua generazione a vivere apertamente la propria omosessualità quando era ancora un reato in Inghilterra, Hockney affrontò il tema in opere come We Two Boys Together Clinging, del 1961.

Nonostante i problemi di salute degli ultimi anni, ha continuato a lavorare quotidianamente. Nel 2025 ha partecipato alla grande retrospettiva organizzata dalla Fondation Louis Vuitton a Parigi, la più ampia mai dedicata alla sua opera, accolta da un’affluenza record.

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Ha arrestato il piromane che devastò i Monti Pisani: ora è al comando dei carabinieri del Parco Nazionale Arcipelago Toscano

12 Giugno 2026 ore 12:35

PORTOFERRAIO – Mercoledì (10 giugno) il tenente colonnello Davide Ciccarelli ha assunto il comando del Reparto dei carabinieri del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, proveniente da Pisa, dove ha comandato il Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale, avvicendandosi al suo predecessore, il tenente colonnello Stefano Cipriani.

L’ufficiale, in servizio dal 1992, vanta una solida esperienza nel settore della tutela ambientale, supportata da una laurea in giurisprudenza, un master di secondo livello in scienze della sicurezza ambientale e l’abilitazione alla professione di avvocato.

Chiamato a svolgere attività info-investigative in ambito di polizia giudiziaria, nell’affrontare settori quali quello del traffico di rifiuti e di animali d’affezione, nonché quello del contrasto a piromani ed incendiari, nel settembre 2018 ha avuto il merito di concludere l’indagine che ha condotto all’arresto del piromane che devastò i monti pisani.

Dopo diversi anni di servizio a Pisa, porrà l’esperienza maturata al servizio della tutela dell’ambiente dell’Isola d’Elba.

Sporcizia e infestanti in un ristorante di Livorno, sanzioni e denuncia per il titolare

12 Giugno 2026 ore 12:29

LIVORNO – Nell’ambito della campagna dei carabinieri sulla sicurezza degli alimenti, i militari del Nas di Livorno hanno eseguito un’ispezione all’interno di un ristorante del capoluogo, all’esito del quale il titolare è stato denunciato penalmente per violazione delle norme di igiene.

A seguito di un controllo teso a verificare il rispetto della normativa vigente e prevenire potenziali rischi per la salute pubblica, i carabinieri hanno accertato che i locali dell’attività versavano in precarie condizioni igienico-sanitarie per sporco pregresso non rimosso da tempo e per la presenza diffusa di infestanti all’interno di esche di catture e in vari punti della pavimentazione.

Gli operanti hanno proceduto ad elevare sanzioni pari a 3mila euro, informandone le autorità sanitarie ed amministrative competenti in materia, secondo la vigente normativa di settore. In conseguenza di ciò, personale dell’Asl competente ha disposto l’immediata sospensione ed inibizione dell’attività di preparazione e somministrazione di alimenti fino a quando le criticità riscontrate non saranno sanate. 

Via all’attività del nuovo garante per l’infanzia e l’adolescenza: attivato il sito internet rinnovato

12 Giugno 2026 ore 12:07

FIRENZE – Entra pienamente nel vivo l’attività di Stefano Scaramelli, recentemente nominato Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Toscana. Ad accompagnare il debutto operativo del nuovo mandato è il lancio del nuovo sito web ufficiale dell’autorità, una vera rivoluzione digitale pensata per azzerare le distanze tra le istituzioni e il territorio.

Il nuovo portale internet non è una semplice vetrina informativa, ma uno strumento fortemente interattivo. Per la prima volta cittadini, ragazzi terzo settore, scuole e istituzioni avranno a disposizione canali di comunicazione personalizzati. Ciascun utente disporrà di uno spazio dedicato per inviare contributi, proporre idee o, nei casi più complessi, effettuare segnalazioni dirette in merito alla presunta lesione o violazione dei diritti dei minori sul territorio.

Al centro di questo intero ecosistema digitale e operativo ci sono i bambini, gli adolescenti e la tutela dei loro bisogni primari. La struttura del portale prende le mosse dai 10 diritti fondamentali della Convenzione Onu. Da questo pilastro internazionale, il sito illustrerà ‘a cascata’ e in modo trasparente l’intero raggio di azione delle politiche e dei servizi che la Regione Toscana offre quotidianamente a favore delle persone di minore età. Al garante il compito di verificare l’effettiva e concreta attuazione degli stessi.

“Con questo nuovo strumento digitale non vogliamo soltanto informare, ma inaugurare una stagione di profondo ascolto – dichiara il garante regionale Stefano Scaramelli – Ascoltare i minori in prima persona, interfacciarsi con il mondo delle scuole, con gli enti locali e con la fitta rete del terzo settore è una priorità assoluta. Lavoreremo senza sosta affinché i diritti non restino sulla carta, ma si traducano in tutele ed opportunità concrete, contribuendo in modo incisivo a migliorare la vita quotidiana di ogni bambino e ragazzo in Toscana“.

Il nuovo canale web rappresenta la prima tappa del piano strategico del nuovo garante.

Il sito è attivo da oggi a distanza di solo un mese dall’insediamento. Ecco il link per visitare il nuovo sito web: https://garanteinfanzia.consiglio.regione.toscana.it/.

REDAZIONE

Collesalvetti, scontro tra auto e camion allo svincolo A12: donna incastrata e grave

12 Giugno 2026 ore 10:34

Livorno, 12 giugno 2026 – Grave incidente nel pomeriggio di giovedì 11 giugno a Collesalvetti, lungo la strada che collega il casello dell’autostrada A12 con lo svincolo della Fi-Pi-Li.

Per cause ancora in corso di accertamento, un’auto e un camion si sono scontrati intorno alle 15.30. Nell’impatto la conducente della vettura è rimasta incastrata nell’abitacolo.

Sul posto sono intervenuti più mezzi di soccorso, tra cui ambulanze della Pubblica Assistenza di Collesalvetti e della Misericordia di Vicarello, oltre a un’unità medicalizzata arrivata da Pisa. Attivato anche l’elisoccorso Pegaso, atterrato in un’area verde vicino alla carreggiata.

I vigili del fuoco hanno lavorato per estrarre la donna dall’auto, affidandola poi ai soccorritori. La ferita è stata trasportata in condizioni gravi all’ospedale di Pisa.

La dinamica dell’incidente è al vaglio delle forze dell’ordine.

Medico di famiglia in pensione, Scardigli lascia: come scegliere il nuovo dottore

12 Giugno 2026 ore 10:25

Livorno, 12 giugno 2026 – Cambiamenti per molti assistiti livornesi: il dottor Massimo Scardigli andrà in pensione e la sua convenzione terminerà giovedì 18 giugno.

I pazienti attualmente seguiti dal medico dovranno quindi effettuare una nuova scelta del medico di famiglia per continuare a usufruire dell’assistenza sanitaria di base.

La procedura può essere svolta comodamente online, tramite computer, smartphone o tablet, evitando così code agli sportelli e con la possibilità di operare in qualsiasi orario.

In alternativa resta disponibile anche il servizio presso gli sportelli dedicati sul territorio.

L’invito è a provvedere per tempo alla nuova assegnazione, così da non incorrere in disagi nei giorni successivi alla cessazione dell’attività del medico.

Libertas Livorno, da Brescia arriva il colpo Cournooh: innesto da categoria superiore

12 Giugno 2026 ore 10:22

Livorno, 11 giugno 2026 – Un innesto di spessore dalla massima serie: la Libertas Livorno 1947 ufficializza l’arrivo di David Reginald Cournooh, reduce da quattro stagioni in LBA con la Pallacanestro Brescia.

Un acquisto che alza il livello del roster amaranto: Cournooh porta esperienza, fisicità e mentalità vincente costruite in oltre dieci anni tra i protagonisti del basket italiano, con successi come la Coppa Italia 2023 e la Champions League vinta con la Virtus Bologna nel 2019.

Play-guardia classe 1990, cresciuto nella Mens Sana Siena, vanta un lungo percorso tra Serie A ed Europa, vestendo maglie importanti come Brindisi, Pistoia, Cantù, Virtus Bologna e Cremona.

Nelle ultime stagioni a Brescia si è confermato come uomo chiave dalla panchina, contribuendo a risultati di alto livello tra cui una finale scudetto e una semifinale.

Per la Libertas si tratta di un innesto di grande affidabilità, capace di portare leadership ed esperienza in un roster che punta a crescere.

Pechino: “Tartarughe e pesci spia nei nostri mari per rubare dati sensibili”. Così la Cina accusa le intelligence straniere

12 Giugno 2026 ore 12:07

Nuove accuse da parte di Pechino alle agenzie di intelligence occidentali, che usano tartarughe e pesci per carpire i segreti strategici della Cina attraverso sensori fissati al corpo degli animali marini. Il ministero della Sicurezza di Stato, in un post sui social media dal titolo ‘sotto il blu profondo, le correnti sotterranee stanno montando’, ha affermato che le agenzie di spionaggio internazionali stanno utilizzando “nuovi tipi di apparecchiature di spionaggio” per rubare dati marini sensibili. “In alcune acque della Cina sono stati scoperti animali marini relativamente grandi con sensori attaccati”, ha detto il ministero aggiungendo che le creature sono state trovate “nuotare in una zona specifica, raccogliendo dati sensibili sull’ambiente marino come la temperatura dell’acqua, la salinità e le correnti oceaniche, trasmettendoli all’estero via satellite”.

I sensori sui corpi di pesci e tartarughe sono finalizzati alla creazione di mappe subacquee. Oltre a questa tecnica, vengono utilizzate dalle agenzie straniere – spiega Pechino – boe di rilevamento, droni oceanici e dispositivi elettronici installati sulle navi, per sottrarre dati sensibili. Come riportato da Global Times, in un articolo pubblicato sull’account WeChat, il ministero ha spiegato che in alcune aree marittime cinesi sarebbero state individuate boe equipaggiate con sensori acustici ad alta precisione in grado di raccogliere dati in tempo reale, comprese le firme sonore dei sottomarini cinesi. Nello specifico, Pechino ha inoltre denunciato il ritrovamento di grandi animali marini, definiti “tartarughe spia” e “pesci spia”, equipaggiati con sensori per monitorare temperatura dell’acqua, salinità e correnti marine, con trasmissione dei dati via satellite all’estero. Secondo il ministero, anche alcune aziende straniere avrebbero promosso dispositivi elettronici per navi mercantili presentati come servizi marittimi, ma utilizzabili per monitorare attività portuali e raccogliere informazioni strategiche. Le autorità cinesi hanno invitato cittadini e armatori a segnalare dispositivi sospetti e a evitare installazioni di apparecchiature di origine sconosciuta.

Tra gli episodi e le notizie trapelate rispetto a tecniche di spionaggio, a giugno 2025 Pechino aveva accusato l’intelligence americana, la Central Intelligence Agency (Cia), di compiere un “assurdo” tentativo di reclutamento dei suoi cittadini tramite i video diffusi su X, social media peraltro al bando nella Repubblica popolare. Insomma, una campagna non basata sugli approcci segreti e riservati da film di Hollywood, ma con modalità chiare, alla luce del sole. All’epoca, il ministero della Sicurezza di Stato cinese aveva denunciato la pubblicazione dei video sulla piattaforma di Elon Musk: “annunci di lavoro” che invece andavano valutati come “stratagemma amatoriale” per convincere le persone a fare la spia per conto degli americani. La campagna di arruolamento della Cia per tutti i “delusi” dalla leadership cinese era stata illustrata in via ufficiale dal suo direttore John Ratcliffe, chiarendo che i video pubblicati già a maggio, che sollecitavano la condivisione di segreti di Stato, miravano a “reclutare funzionari cinesi per aiutare gli Stati Uniti”. Si trattava, spiegò nell’occasione Ratcliffe, “solo di uno dei tanti modi in cui stiamo modificando le nostre strategie”. All’epoca, Pechino condannò i post definendoli “una palese provocazione politica”. Un altro episodio attinente allo spionaggio che si era guadagnato per 17 giorni le prime pagine dei giornali, era stata la flotta di droni misteriosi che a dicembre 2023 aveva sorvolato la base militare di Langley, in Virginia, violando lo spazio aereo su una zona che ha la più alta concentrazione di strutture sensibili per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Un fenomeno che aveva innervosito il Pentagono e scatenato due settimane di incontri segreti alla Casa Bianca tra Joe Biden, funzionari dell’Fbi, del dipartimento della Difesa e dell’Homeland Security, tutti impegnati a capire se si trattasse di dronisti amatoriali o dell’infiltrazione di forze ostili agli Stati Uniti come Russia e Cina. Uno smacco per la difesa americana, come la storia del pallone spia cinese infine abbattuto su decisione di Biden.

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In una settimana, le Forze Armate russe hanno condotto sette attacchi combinati contro le infrastrutture delle Forze Armate ucraine.

12 Giugno 2026 ore 12:06

In una settimana, le Forze Armate russe hanno effettuato due attacchi di massa e cinque attacchi di gruppo contro le strutture delle Forze Armate ucraine.

Mosca, 12 giugno 2026, 12:38 — Agenzia di stampa Regnum. Dal 6 al 12 giugno, le Forze Armate russe hanno condotto due attacchi di massa e cinque attacchi di gruppo contro le strutture delle Forze Armate ucraine nella zona operativa speciale. Lo ha reso noto il Ministero della Difesa russo il 12 giugno

“Armi di precisione aeree, navali e terrestri, nonché droni d’attacco, hanno colpito installazioni delle Forze Armate ucraine nel settore del carburante e dell’energia, dei trasporti e delle infrastrutture portuali, aeroporti militari e depositi di munizioni”, ha precisato il Ministero della Difesa sulla piattaforma MAX.

Gli attacchi militari russi hanno colpito anche siti di assemblaggio, stoccaggio, preparazione e lancio di droni e imbarcazioni senza equipaggio delle Forze Armate ucraine, nonché siti di dispiegamento temporaneo per le forze armate ucraine e i loro mercenari.

Complessivamente, la difesa aerea russa ha intercettato, nel corso dell’ultima settimana, 74 bombe guidate, 11 razzi HIMARS, quattro missili da crociera Flamingo, tre missili Neptune e 4.776 droni ad ala fissa delle Forze Armate ucraine.

L’11 giugno, le forze di difesa aerea hanno intercettato 798 droni ucraini, tre missili Neptune, 10 bombe guidate e tre razzi HIMARS. Le forze della Flotta del Mar Nero hanno inoltre distrutto un’imbarcazione senza equipaggio delle Forze Armate ucraine nella parte sud-occidentale del Mar Nero.

Fonte: Regnum.ru

Traduzione: Sergei Leonov

“Per favore, non usate la mia musica in relazione a questa barbara, disumana e atroce assurdità”: Ariana Grande furibonda con la Casa Bianca e Donald Trump

12 Giugno 2026 ore 12:02

Ariana Grande non ci sta ed è furibonda. La popstar e attrice ha chiesto alla Casa Bianca di non utilizzare la sua musica. L’amministrazione Trump ha usato la musica dell’artista in un video diffuso sui social media per promuovere le sue politiche sull’immigrazione. Il reel di TikTok, pubblicato lunedì 8 giugno, mostra agenti di frontiera che ammanettano persone, con in sottofondo la hit del 2024 “Bye”. La didascalia recita: “Bye-bye… Il presidente Trump ha creato il confine più sicuro della storia”.

La popstar ha commentato il post: “Per favore, non usate la mia musica in relazione a questa barbara, disumana e atroce assurdità”. La portavoce della Casa Bianca, Abigail Jackson, ha risposto subito: “Ciò che è veramente barbaro, disumano e atroce sono gli stranieri illegali criminali che hanno ferito e ucciso innocenti cittadini americani”.

La Casa Bianca ha diffuso un video in seguito alla firma di Donald Trump di una legge che stanzia oltre 70 miliardi di dollari (circa 52 miliardi di sterline) a favore delle agenzie per l’immigrazione, fondi destinati a coprire i restanti due anni e mezzo del suo mandato presidenziale. Il filmato mostra agenti delle forze dell’ordine mentre procedono all’arresto di alcune persone, le conducono a bordo di veicoli e le trasferiscono presso strutture di detenzione.

Dopo la risposta di Grande al post, il video è stato silenziato e il suo commento rimosso.

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Mantova, incendio nell’impianto Versalis: a fuoco magazzino di materiale plastico. “Chiudete le finestre, non uscite”

12 Giugno 2026 ore 11:42

Un incendio è divampato in un magazzino di materiale plastico riconducibile a Versalis, nella zona industriale di Mantova, generando una densa nube di fumo nero visibile a chilometri di distanza e facendo temere possibili criticità ambientali.

Circa 800 operai al lavoro nel perimetro industriale sono stati evacuati e al momento non risultano feriti. Anche gli studenti di una scuola media, impegnati nell’esame di fine triennio, sono stati allontanati. Sul posto sono intervenute dieci squadre dei vigili del fuoco, mentre le forze dell’ordine hanno isolato l’area.

Per motivi di sicurezza è stata sospesa la circolazione ferroviaria sulla linea Mantova-Monselice e sono state chiuse alcune strade della zona. Sono state anche spostate tre ferrocistrene all’interno delle quali era presente cloruro di titanio. Al momento le cause del rogo restano ignote.

Il Comune di Mantova come quello di Trevenzuolo hanno inoltre disposto un’ordinanza precauzionale che invita la popolazione a chiudere le finestre e limitare le attività all’aperto, in attesa delle valutazioni sulla qualità dell’aria e sull’evoluzione del rogo.

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Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta: tutti a caccia del nuovo record

12 Giugno 2026 ore 11:38

Tutti a caccia del nuovo record. I Mondiali 2026, la prima edizione a 48 squadre, offrono agli attaccanti la grande occasione per segnare più gol. C’è un match in più, i sedicesimi di finale. Ci sono soprattutto molte più squadre materasso nei gironi. I due grandi favoriti per vincere il titolo di capocannoniere della Coppa del Mondo sono Kylian Mbappé e Harry Kane. Chissà se uno di loro riuscirà a superare Just Fontaine, l’attaccante francese che in Svezia nel 1958 riuscì a segnare 13 reti in sole sei partite: ancora oggi detiene il primato di maggior gol segnati in una singola edizione dei Mondiali.

Mbappé, che fu capocannoniere in Qatar, potrebbe anche puntare al record all-time: ha 12 gol all’attivo, il primo è Miroslav Klose con 16. Attenzione anche a Leo Messi (7 gol nel 2022 per trascinare l’Argentina al titolo) ad oggi fermo a quota 13. Ci sono anche il 41enne Cristiano Ronaldo e il giovanissimo Lamine Yamal, senza dimenticare Erling Haaland (molto dipenderà dal percorso della Norvegia). La caccia al primato di gol è iniziata.

La classifica marcatori LIVE dei Mondiali 2026

1) Hyun-Gyu Oh – Corea del sud

1 gol segnato

1) In-Beom Hwang – Corea del sud

1 gol segnato

1) Julian Quinones – Messico

1 gol segnato

Mexico’s Julian Quinones (16) celebrates scoring their opening goal against South Africa during the World Cup Group A soccer match between Mexico and South Africa in Mexico City, Thursday, June 11, 2026. (AP Photo/Eduardo Verdugo)

1) Raul Jimenez – Messico

1 gol segnato

1) Ladislav Krejci – Repubblica Ceca

1 gol segnato

Czechia’s Ladislav Krejci reacts after scoring against South Korea in Zapopan, near Guadalajara, Mexico, Thursday, June 11, 2026. (AP Photo/Dolores Ochoa)

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Passeggeri trasformano il volo Ryanair in una discoteca: nel corridoio tra balli, cori, alcol. Poi una lite a bordo interrompe bruscamente l’atmosfera

12 Giugno 2026 ore 11:36

Un volo Ryanair da Londra Stansted a Malta si è trasformato in una vera e propria festa ad alta quota, con un gruppo di passeggeri che ha iniziato a ballare e festeggiare nel corridoio dell’aereo, trasformando la cabina in una sorta di discoteca improvvisata. Il video della scena, diventato rapidamente virale con oltre 235mila visualizzazioni, mostra diversi viaggiatori che si alzano dai loro posti, ballano tra le file e festeggiano tra urla e bottiglie di alcol. Un episodio che ha diviso i passeggeri: per alcuni è stato un momento di divertimento condiviso, per altri un comportamento fuori controllo.

Secondo quanto riportato dal Mirror, a riprendere la scena è stata TJ Wright, 28 anni, manager di un’azienda nel settore dei pannelli solari, che viaggiava da sola verso Malta per partecipare a un festival di musica dance. La donna ha raccontato di aver vissuto il volo come un’esperienza positiva e inattesa: “Tutti erano sconosciuti su questo volo e siamo diventati un’unica cosa. Devo dire che, viaggiando da sola, è stato uno dei voli migliori proprio perché tutti erano pronti a festeggiare. Tutti i passeggeri si sono lasciati andare con applausi, musica e una sorta di festa”.

Secondo il suo racconto, l’atmosfera sarebbe poi cambiata quando una passeggera avrebbe reagito in modo aggressivo al rumore proveniente dalle file posteriori: “Un passeggero davanti a me ha lanciato una bottiglia vuota contro uno dei ragazzi seduti vicino a me, dicendogli di stare zitto. Ho chiesto gentilmente di scusarsi e di non essere così scortese e tutti i passeggeri hanno reagito applaudendo”, ha riferito Wright.

La situazione sarebbe rientrata solo con l’intervento dell’equipaggio di cabina, che inizialmente avrebbe tollerato l’animazione a bordo, per poi richiamare tutti all’ordine quando si è accesa la spia delle cinture di sicurezza: “L’equipaggio sembrava divertirsi, ma quando si è accesa la luce delle cinture tutti hanno dovuto sedersi. La donna che aveva lanciato la bottiglia è stata invitata a sedersi, altrimenti sarebbe stata spostata”, ha aggiunto la passeggera. Ryanair non ha rilasciato commenti ufficiali sull’accaduto.

@liverpoolecho Rowdy Brits turned their flight into a memorable one after they “threw a party” in the aisle of a Ryanair plane #news #travel #flight ♬ original sound – Liverpool Echo

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Due suorine si conoscono in monastero, si innamorano follemente, lasciano i voti e si sposano: l’incredibile storia d’amore di Luiza Silvério e Francília Costa

12 Giugno 2026 ore 11:32

Una storia di amicizia, affetto sincero, poi l’amore, la passione e infine il matrimonio. Solo che tutti questi sentimenti sono nati all’intento del monastero. Luiza Silvério ha incontrato per la prima volta colei che sarebbe diventata sua moglie, in convento dove entrambe erano novizie all’età di 19 anni, Ma all’inizio non si sopportavano.

Francília Costa ha confessato alla BBC Brasil: “Anche io pensavo la stessa cosa di lei, credevo che si desse delle arie.” Francília era già in convento da cinque anni quando Luiza ha fatto il suo ingresso nella comunità religiosa. Aveva già pronunciato i voti solenni di povertà, castità e obbedienza e stava portando avanti gli studi per conseguire una laurea in teologia. La sua scelta di abbracciare la vita monastica era profondamente radicata nell’educazione ricevuta dai nonni, persone di grande fede, che l’avevano cresciuta a Piauí, nel nord-est del Brasile.

Pian piano, nei due anni successivi, le due novizie si sono avvicinate mentre la loro amicizia cominciava a svanire, anche la loro fede ha iniziato a vacillare. Durante il Covid, Francília ha sofferto di attacchi di panico per la paura di contrarre e diffondere il virus. Così ha iniziato una terapia e ha riconsiderato le sue scelte. Diceva: “La vita religiosa è una vita molto bella, ma bisogna avere salute fisica e mentale. Non basta saper pregare”.

Luiza ha dovuto affrontare i suoi problemi dopo la morte della nonna, che le ha causato attacchi di panico e depressione. La terapia l’ha anche convinta di dover dare priorità alla sua salute mentale e di dover accantonare il sogno di prendere i voti e vivere in convento per sempre.

“Anche Luiza doveva prendersi cura della sua salute mentale – ha dichiarato Francília – e quando ha deciso di andarsene, sono rimasta scioccata. ‘Mio Dio! Una ragazza di quell’età ha la capacità di pensare a ricominciare la vita, non importa come sia. E io non ci riesco nemmeno, anche se ho vissuto più fuori che dentro”. Così anche lei ha lasciato il convento, ma è stato più difficile di quanto entrambe avessero immaginato.

Luiza ha specificato: “La vita qui fuori non è facile. È davvero dura. Non sai mai se riuscirai ad andare all’università o se troverai un lavoro”. Francisa la pensava allo stesso modo: “Immagina un colloquio di lavoro, qualcuno ti chiede ‘Qual è la tua laurea?‘ ‘Teologia.’ Che tipo di lavoro potrei mai trovare?”.

Ma piano piano entrambe preso in mano la loro vita fino al grande passo, il matrimonio che è stato celebrato a ottobre 2025, circondate dall’affetto di amici e parenti.

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Mondiali, la classifica dei gironi

12 Giugno 2026 ore 11:15

La strada verso il MetLife Stadium del New Jersey è iniziata: il 19 luglio verrà incoronato il Paese vincitore della Coppa del Mondo 2026. Partono 48 squadre, per la prima volta in un Mondiale, divise in 12 gironi: 72 partite per eliminare appena 16 Nazionali. Tutte le altre passano ai sedicesimi di finale: le prime due di ciascun gruppo, più le otto migliori terze. Ecco le classifiche dei gruppi aggiornate.

Mondiali, la nuova classifica aggiornata oggi

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Il nuovo regolamento dei gironi

In caso di arrivo a pari punti all’interno dello stesso girone, la FIFA applicherà nell’ordine i seguenti criteri per stabilire la classifica finale:

  • Maggiore differenza reti complessiva;
  • Maggior numero di gol segnati;
  • Punti ottenuti negli scontri diretti;
  • Migliore differenza reti negli scontri diretti;
  • Maggior numero di gol segnati negli scontri diretti;
  • Classifica fair play (conteggio delle sanzioni e dei cartellini);
  • Sorteggio finale a opera della FIFA.

Per quanto riguarda le migliori terze, ci sarà una classifica a parte, composta appunto dalle 12 terze classificate. I criteri che si applicheranno per decretare le otto qualificate sono:

  • Maggior numero di punti ottenuti in tutte le partite del girone;
  • Differenza reti risultante da tutte le partite del girone;
  • Maggior numero di gol segnati in tutte le partite del girone;
  • Punteggio di condotta di squadra più alto (giocatori e dirigenti) relativo al numero di cartellini gialli e rossi ricevuti in tutte le partite del girone;
  • Sorteggio finale a opera della FIFA

Mondiali 2026, tutti i gironi

Gruppo A: Messico, Sudafrica, Corea del Sud, Repubblica Ceca
Gruppo B: Canada, Bosnia ed Erzegovina, Qatar, Svizzera
Gruppo C: Brasile, Marocco, Haiti, Scozia
Gruppo D: Stati Uniti, Paraguay, Australia, Turchia
Gruppo E: Germania, Costa d’Avorio, Ecuador, Curaçao
Gruppo F: Olanda, Giappone, Svezia, Tunisia
Gruppo G: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda
Gruppo H: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay
Gruppo I: Francia, Senegal, Iraq, Norvegia
Gruppo J: Argentina, Algeria, Austria, Giordania
Gruppo K: Portogallo, RD Congo, Uzbekistan, Colombia
Gruppo L: Inghilterra, Croazia, Ghana, Panama

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Come si sceglie il tonno in scatola migliore? Non solo marchio, prezzo e contenuto proteico: ecco cosa controllare prima dell’acquisto

12 Giugno 2026 ore 11:07

Quando si sceglie una scatoletta di tonno al supermercato, la maggior parte dei consumatori guarda il marchio, il prezzo o al massimo il contenuto proteico. Ma sono davvero questi gli elementi più importanti?

Secondo quanto spiegato dal biologo nutrizionista Eros Patuzzo a Cook, l’inserto dedicato al cibo del Corriere della Sera, ci sono altri parametri da controllare prima dell’acquisto. “Pochi ingredienti, specie dichiarata, buon rapporto tra peso netto e sgocciolato, sale contenuto e olio indicato con chiarezza sono elementi che aiutano il consumatore a capire cosa sta realmente acquistando”, osserva l’esperto.

Uno degli aspetti più sottovalutati riguarda proprio il sale. Molti consumatori si concentrano sulle proteine, ma Patuzzo invita a fare attenzione soprattutto al contenuto di sodio. “Meglio preferire prodotti con valori più contenuti, idealmente intorno a 0,8-1 grammo di sale per 100 grammi o meno“, spiega.

Anche la specie di tonno utilizzata può fare la differenza. Dal 2014 deve essere indicata in etichetta e fornisce informazioni utili non solo sul gusto e sulla consistenza del prodotto, ma anche sulla sostenibilità e, in parte, sull’esposizione a contaminanti come il mercurio.

Un altro errore comune riguarda il tonno “al naturale”. Molti lo considerano automaticamente più salutare rispetto a quello sott’olio, ma non sempre è così. “Il tonno al naturale è più magro perché contiene acqua o salamoia, ma può avere un contenuto di sale non trascurabile“, sottolinea il nutrizionista.

Tra gli elementi da verificare figurano inoltre il peso sgocciolato, la zona FAO di pesca e il tipo di olio utilizzato. Quanto al contenitore, sfatiamo un luogo comune: il vetro non garantisce automaticamente una qualità superiore rispetto alla classica lattina.

Infine, attenzione a non confondere sostenibilità e qualità nutrizionale. Certificazioni come MSC o Friend of the Sea possono offrire indicazioni sulla tracciabilità e sulla gestione delle risorse marine, ma non garantiscono da sole un prodotto migliore dal punto di vista nutrizionale. L’approfondimento completo è disponibile su Cook del Corriere della Sera.

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Una suora e un sacerdote rapinano una gioielleria di Madrid, ma lo smalto sulle unghie li inchioda: era un travestimento. La polizia arresta tutta la banda

12 Giugno 2026 ore 11:05

Strano, ma vero. Due rapinatori si sono presentati in una gioielleria di Calle Alcalá, nel cuore di Madrid, travestiti da sacerdote e suora, contando sul clima di festa per la storica visita di papa Leone XVI.

Un piano apparentemente infallibile, destinato però a sgretolarsi per un dettaglio apparentemente insignificante. A tradire la banda è stata una cliente particolarmente attenta: le unghie laccate della presunta suora non sono passate inosservate ai suoi occhi, insospettendola al punto da spingerla ad allertare immediatamente le forze dell’ordine.

Da quell’istante, il copione meticolosamente costruito dai malviventi si è dissolto, lasciando spazio a un inseguimento concitato per le strade della città. Le autorità spagnole si sono messe subito sulle tracce dei fuggitivi, mentre l’episodio ha già sollevato interrogativi sulla sicurezza nelle aree commerciali del centro cittadino durante i grandi eventi internazionali.

Ma cosa è accaduto? Mentre i due falsi religiosi entravano in azione nel negozio, altri complici presidiavano la zona e un’auto era pronta fuori per la fuga. La polizia ha però chiuso rapidamente le possibili vie d’uscita, trasformando la corsa della banda verso la tangenziale della M-30 in una trappola. In tutto sono sette i rapinatori arrestati, ai quali sono state sequestrate armi da fuoco.

La polizia sta verificando possibili collegamenti tra una serie di rapine e tentati assalti a gioiellerie registrati nelle ultime settimane nella regione di Madrid. L’episodio più recente risale a due giorni fa, quando una banda travestita da religiosi ha tentato un colpo in un centro commerciale di Torrelodones. Tuttavia, questa volta il travestimento non è bastato a ingannare le forze dell’ordine: l’operazione si è conclusa con l’arresto dell’intera banda.

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Livorno, termina la convenzione con il dottor Massimo Scardigli

12 Giugno 2026 ore 10:54

LIVORNO – Nell’ambito Livorno giovedì (18 giugno) termina la convenzione con il dottore Massimo Scardigli. Gli assistiti in carico al medico dovranno effettuare una nuova scelta assistenziale.

Con l’occasione ricordiamo che per effettuare la scelta del medico o pediatra è comunque sempre consigliabile utilizzare le procedure attivabili dal proprio computer o dai dispositivi mobili come smartphone e tablet, senza la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli azzerando quindi le file e con la massima libertà di orario.

Al servizio on line si può accedere tramite: portale regionale https://cambiomedico.sanita.toscana.it/; portale Open Toscana;  App Toscana Salute; Totem PuntoSi; inviando una richiesta per mail; utilizzando il modulo on-line. In alternativa è possibile recarsi agli sportelli al pubblico presenti sul territorio.

Stellantis, Volkswagen e Renault vogliono un marchio “Made in Europe” per l’auto: “Solo così ci salviamo”

12 Giugno 2026 ore 10:51

Regole comuni, condivise e semplici per cercare di tutelare l’auto europea dall’arrivo sul mercato dei colossi cinesi, sempre più presenti e performanti nelle vendite grazie ai vantaggi tecnologici sull’elettrico e nelle politiche di prezzo. Stellantis, Volkswagen e Renault hanno sottoscrivo un impegno a tre sul “Made in Europe” e cercando la sponda degli europarlamentari. In una lettera inviata a tutti i membri del Parlamento Ue, i tre gruppi – che rappresentano il 60% della produzione continentale di veicoli – chiedono norme chiare e incentivi per potenziare la produzione in Europa.

La strategia si chiama “70:70 nell’Ue27”. In sostanza, chiedono alle istituzioni della Ue “di creare un quadro volto a garantire che il 70% dei veicoli venduti dalle case automobilistiche in Europa provenga per il 70% dai 27 Paesi dell’Ue”, si legge in una lettera anticipata al Financial Times. Solo a queste regole, specificano, un auto potrebbe dirsi “Made in Europe”. Ma non finisce qui: il quadro regolatorio “non dovrebbe limitarsi a compensare i costi, ma incentivare attivamente la localizzazione e il reshoring”. In altri termini, Stellantis, Renault e Volkswagen chiedono “un sostegno forte e mirato alle batterie europee, una flessibilità pragmatica, soprattutto per le auto di piccole dimensioni, e politiche che rendano i veicoli elettrici più accessibili, costruendo al contempo una catena di approvvigionamento europea resiliente”.

Nell’impegno comune sottolineano che “l’industria automobilistica europea è pienamente impegnata a garantire un futuro solido alla produzione in Europa, ma ciò richiede un quadro realistico. Il ‘Made in Europe’ deve sostenere la competitività, attrarre investimenti e riconoscere il divario di costi che dobbiamo affrontare rispetto ai concorrenti globali. Se riusciremo a farlo nel modo giusto, l’Europa potrà rimanere una potenza automobilistica globale”. La paura dei costruttori è legata ai vantaggi cinesi in termini di tecnologia, materie prime e costo del lavoro: tre aspetti che favoriscono i costruttori di Pechino nella transizione verso l’elettrico garantendo un prezzo d’ingresso sul mercato più basso, spingendo i clienti a preferire i marchi asiatici.

Nonostante la ripresa del mercato in questo 2026, infatti, i conti continuano a non tornare. Nel primo quadrimestre il volume delle immatricolazioni in Europa è salito del 4,8% a 4.672.775 unità, con l’Italia ancora fanalino di coda nella quota di elettrico puro, ferma all’8,5% ad aprile, e di vetture ricaricabili che è al 17,5%. La media in Europa è di elettrico puro è al 19,7% e le ibride sono quasi al 40%: si tratta di motorizzazioni sempre più aderenti alle scelte dei consumatori nelle quali i costruttori di Pechino hanno una superiorità al momento incolmabile. Ad aprile, le vendite dei marchi cinesi – se si esclude Leapmotor che in Europa opera in joint venture con Stellantis – hanno raggiunto quota 83mila unità rappresentando il quarto “gruppo” dopo le tre firmatarie della lettera Volkswagen (266.139), Stellantis (159.147) e Renault (98.055).

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Tradizionale appuntamento con la ‘merenda di inizio estate’ per la diabetologia pediatrica

12 Giugno 2026 ore 10:45

LIVORNO – Condivisione, educazione terapeutica e divertimento. Sono questi gli ingredienti della ‘merenda di inizio estate’ organizzata nel pomeriggio di mercoledì (10 giugno) nel parco giochi dietro il padiglione 8 dell’ospedale di Livorno.

L’iniziativa, promossa dal Servizio di diabetologia pediatrica della struttura complessa di pediatria di Livorno diretta dal primario Roberto Danieli, ha riunito bambini, famiglie e operatori sanitari per un momento di incontro all’aria aperta, all’insegna della socializzazione e dell’apprendimento condiviso.

L’appuntamento rientra nel più ampio programma aziendale di terapia educazionale rivolto ai bambini con diabete mellito e alle loro famiglie. Un percorso che affianca alla presa in carico clinica attività pratiche e occasioni di confronto, con l’obiettivo di favorire una gestione sempre più consapevole della patologia nella vita quotidiana.

“Il servizio segue circa 80 giovani dai 5 ai 19 anni durante tutto l’anno, ma le esperienze sul campo, anche quelle più brevi e informali come questa – sottolinea il direttore della pediatria Roberto Danieli – rappresentano un momento fondamentale nel percorso terapeutico dei bambini con diabete. Consentono di consolidare le conoscenze teoriche e pratiche acquisite durante l’anno, ma soprattutto contribuiscono a rafforzare quel rapporto di fiducia che lega i piccoli pazienti e le loro famiglie all’équipe sanitaria. Favorire momenti di incontro al di fuori del contesto strettamente clinico rende l’educazione terapeutica più efficace, naturale e partecipata”.

Il direttore ha inoltre voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa: “Un sentito grazie va ai bambini e ai loro genitori per l’entusiasmo e la partecipazione dimostrati. Ringrazio inoltre le professioniste che quotidianamente rappresentano un punto di riferimento nel percorso assistenziale ed educativo dei nostri pazienti: la pediatra responsabile del servizio Eleonora Dati, la dietista Alice Barale, che ha curato anche la scelta della merenda, la psicologa Beatrice Cauteruccio e l’infermiera dedicata Stefania Gobbi“.

Con questo momento di festa, il team della diabetologia pediatrica ha voluto salutare l’arrivo dell’estate, dando appuntamento ai bambini e alle loro famiglie ai prossimi incontri di terapia educazionale e ai tradizionali campi scuola che riprenderanno dopo la pausa estiva. La merenda è stata realizzata con la collaborazione della ditta Cirfood, che gestisce il servizio di ristorazione all’interno dell’ospedale.

Mondiali, la Fifa ha stravolto il rituale degli inni pre-partita: tutto è nato da un desiderio di Del Piero

12 Giugno 2026 ore 10:38

A qualcuno l’idea è piaciuta. Altri l’anno definita l’ennesima americanata di questi Mondiali 2026. Dopo aver distorto il format della Coppa del Mondo, portandola da 32 a 48 squadre, il presidente della Fifa Gianni Infantino ha scelto di stravolgere anche il rituale degli inni nazionali che precede l’inizio di ogni partita. Il primo assaggio lo si è avuto nel match inaugurale tra Messico e Sudafrica: se qualcuno pensava che quella fosse un’eccezione legata alla cerimonia d’apertura, si sbaglia. Per tutte le gare di questo Mondiale, infatti, il momento degli inni diventerà un piccolo show. E tutto è nato da un desiderio espresso a Infantino da Alessandro Del Piero.

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Mondiali 2026, tutti i convocati e le formazioni tipo

La nuova cerimonia pre-partita ai Mondiali

La cerimonia che precede l’inizio delle partite dei Mondiali sarà sempre la seguente: tutti i giocatori convocati fanno l’ingresso in campo, anche quelli che poi si siederanno in panchina. Le due squadre al completo si dispongono attorno al cerchio di centrocampo, una di fronte all’altra, per cantare a turno il proprio inno nazionale. Nel frattempo, enormi bandiere delle due nazionali coprono le due metà del campo. Un cerimoniale stravolto rispetto alla tradizione, che vedeva i 22 giocatori in campo disporsi su una linea retta, divisi dalla terna arbitrale. Un piccolo show voluto dalla Fifa. E non ha torto chi parla di americanata: sicuramente, almeno in parte, l’intento è quello di copiare le presentazioni dei match in stile NBA, per fare un esempio. Non è detto che sia un aspetto negativo: de gustibus.

Calendario Mondiali: date e orari, dove vedere le partite in tv
La mappa dei Mondiali: 16 città, 4 fusi orari
L’albo d’oro dei Mondiali

Del Piero ha suggerito l’idea a Infantino

Una novità per tutti i tifosi che vedono cambiare un protocollo che ormai da tempo faceva parte della ritualità degli incontri delle nazionali. Infantino, forse per parare eventuali critiche, ha raccontato in conferenza stampa che il rituale stravolto è nato da un’idea di un’ex leggenda del calcio italiano: “Tutti i 26 giocatori di una nazionale saranno in campo per l’inno nazionale. E’ un’idea di Alessandro Del Piero“. Il presidente della Fifa ha aggiunto: “Vogliamo sempre fare qualcosa di nuovo, non si tratta in questo caso di un’idea legata al business. Tutto è nato da una conversazione con Del Piero. Qualche mese fa mi ha detto: ‘Perché non fate entrare tutti i giocatori in campo per l’inno? Facciamo tutti parte della stessa squadra‘”.

Poi Infantino ha proseguito scherzando: “Non so se me l’ha detto perché ha realizzato un gol storico, contro la Germania ai Mondiali 2006, partendo dalla panchina…”. Quindi il presidente Fifa ha concluso: “Mi è sembrata un’idea interessante, l’abbiamo proposta a giocatori e allenatori: tutti si sono detti favorevoli. Nel calcio di oggi abbiamo 11 titolari, ci sono 5 o 6 sostituzioni. Ma tutta la rosa può scendere in campo, è positivo che tutti i calciatori possano vivere il momento dell’inno“.

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Vince milioni alla Lotteria, ma continua a fare il lavoro che odia: “La mia famiglia non sa gestire i soldi, continuo a vivere come se nulla fosse cambiato”

12 Giugno 2026 ore 10:35

Vincere milioni alla lotteria e continuare a fare un lavoro che si detesta. È la scelta controcorrente di una donna che, dopo aver incassato un jackpot milionario, ha deciso di non stravolgere la propria vita e di mantenere il massimo riserbo sulla vincita, persino con la sua famiglia. La donna, rimasta anonima, ha raccontato la sua storia sui social, spiegando di essere cresciuta in condizioni economiche difficili e di aver recentemente riscosso una somma a sette cifre. Nonostante il patrimonio accumulato, continua a svolgere il suo impiego abituale e ha persino iniziato a guidare per Uber nel tempo libero per guadagnare qualche soldo extra.

Una scelta che ha sorpreso molti utenti online. La vincitrice ha infatti spiegato di voler vivere come se nulla fosse cambiato, almeno per il momento, e che voleva evitare di attirare l’attenzione sulla propria nuova condizione economica. Tra gli episodi raccontati c’è anche l’acquisto di una nuova automobile: “I miei familiari sono convinti che debba pagarla a rate ogni mese, ma in realtà ho comprato una piccola Hyundai da 30mila dollari e l’ho saldata immediatamente”, ha raccontato.

La donna ha spiegato di non aver ancora rivelato la vincita ai parenti, pur avendo intenzione di utilizzare parte del denaro per migliorare la qualità della vita della famiglia: “Vorrei che mia madre potesse andare in pensione. Vorrei che smettessimo di vivere nelle case popolari e potessimo finalmente avere una vita dignitosa e confortevole. Non voglio più vivere con l’ansia del lavoro”, ha affermato. La vincitrice ha aggiunto di aver iniziato a riflettere sul futuro e sulla gestione del patrimonio: “Sono idee che ho annotato nel tempo e forse non tutte sono particolarmente realistiche, ma so che devo imparare a investire il denaro in modo più intelligente”.

A frenarla dal condividere immediatamente la notizia con i suoi cari sarebbe soprattutto il loro rapporto con il denaro: “Amo profondamente la mia famiglia, ma nessuno di noi è davvero preparato quando si tratta di questioni finanziarie. Vedo persone della mia famiglia consumare l’intero stipendio acquistando cose a caso online ogni due settimane. Credo che abbiamo bisogno di una maggiore educazione finanziaria prima che io racconti loro qualsiasi cosa”, ha aggiunto.

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A Livorno il talk ‘Incertezza sul futuro: un dialogo intergenerazionale’ sul Rapporto Giovani dell’istituto Toniolo

12 Giugno 2026 ore 10:29

LIVORNO – L’assessorato alle politiche giovanili del Comune di Livorno, in collaborazione con l’istituto Giuseppe Toniolo, ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, presenta alla città il volume La condizione giovanile in Italia. Rapporto Giovani 2026 durante il talk pubblico dal titolo Crescere nell’incertezza, costruire il futuro.

Il Rapporto Giovani (edizione Il Mulino), è realizzato dall’Istituto Toniolo in collaborazione con l’Università Cattolica, con Ipsos e con il sostegno di Fondazione Cariplo.

Non è una singola crisi a caratterizzare i giovani di oggi, ma una sequenza continua di eventi destabilizzanti: dall’11 settembre alla pandemia da Covid-19, dalla Grande Recessione al ritorno della guerra in Europa. Diventare adulti nel XXI secolo significa fare i conti con un mondo strutturalmente instabile, in cui l’incertezza non è un’eccezione ma la condizione di partenza. Lavoro fragile, autonomia che si allontana, relazioni condizionate dalla precarietà economica, disuguaglianze territoriali nel benessere. Eppure, i giovani non stanno fermi: chiedono spazio, voce e un ruolo nelle scelte collettive.

L’evento a Livorno: il talk Incertezza sul futuro: un dialogo intergenerazionale vuole trasformare i risultati della ricerca nazionale in un’occasione di confronto pubblico vivo e radicato nel territorio livornese. L’obiettivo è collegare i dati del Rapporto alle esperienze concrete dei giovani di Livorno, favorire un dialogo tra generazioni diverse e riflettere insieme sul ruolo delle politiche pubbliche nel creare opportunità concrete.

L’appuntamento è per le 17,30 nella Sala del Grande Rettile del Museo della Città in piazza del Luogo Pio. L’introduzione sarà a cura di Michele Magnani, assessore alle politiche giovanili del Comune di Livorno e Adriano Mauro Ellena, docente di psicologia sociale e collaboratore dell’Osservatorio Giovani Istituto Toniolo. Dalle 18 la tavola di confronto intergenerazionale con l’intervento e le domande di Rachele Casali, presidente della Consulta giovanile di Livorno; Alessio Simoncini dell’Arci Livorno; Stefano Romboli dell’Associazione Nesi/Corea; Giorgio Pacini, presidente della Commissione consiliare giovani: Livorno Città per i giovani e Giulia Biagetti di Cgil Toscana. Modera l’incontro la dottoressa Giulia Vanni, psicologa del lavoro, orientatrice e consulente Hr.

Ingresso libero e aperto alla città. Per informazioni: cred@comune.livorno.it.

“Mi ha fatto sesso orale, mi ha offerto alcol e un ruolo per il cinema”: Puff Daddy citato in giudizio per presunta violenza sessuale su un attore minorenne

12 Giugno 2026 ore 10:29

Un’altra tegola giudiziaria sul capo di Puff Daddy. L’ex magnate dell’hip hop è accusato di aver aggredito sessualmente un minore quasi vent’anni fa. La presunta vittima anonima, identificata come “John Doe”, ha intentato una causa contro il rapper 56enne, che sta attualmente scontando una pena detentiva di 50 mesi per reati sessuali federali, sostenendo che il controverso magnate dell’hip-hop lo abbia “toccato in modo inappropriato e gli abbia offerto alcol quando era un attore bambino”.

Secondo documenti depositati lunedì 8 giugno presso un tribunale di Los Angeles, e ottenuti dalla testata Usa Today, il presunto episodio risalirebbe al 2007. Stando alle carte giudiziarie, l’accaduto si sarebbe verificato durante un evento di networking nelle colline di Hollywood, occasione in cui Puff Daddy s avrebbe avvicinato il denunciante anonimo — all’epoca impegnato come attore minorenne — invitandolo a un colloquio privato con il pretesto di discutere possibili opportunità lavorative nel settore dello spettacolo.

Ma l’accusatore afferma che il produttore lo avrebbe portato “nelle stanze sul retro” del locale, dove il produttore vincitore di Grammy gli avrebbe offerto alcol, secondo quanto riportato nei documenti. Secondo le accuse, Daddy avrebbe poi iniziato a “toccare” e “strofinare” il minore prima di praticargli sesso orale mentre “si toccava contemporaneamente”, nonostante il minore avesse detto di sentirsi a disagio.

Puff Daddy avrebbe poi detto al minore che avrebbe “visto come si sarebbero evolute le cose per il ruolo che aveva in mente” per un progetto futuro e avrebbe lasciato la stanza. L’avvocatessa del rapper, Juda Engelmayer, ha dichiarato: “Le accuse di questo cosiddetto attore bambino senza nome sono false e ridicole. È solo un altro odiatore in una lunga lista di persone che cercano di accaparrarsi i soldi incoraggiati dagli avvocati specializzati in risarcimento danni. Il mio assistito non ha mai aggredito sessualmente nessuno, e questo include nessun bambino! Queste accuse saranno smentite come tutte le altre“.

Tra gli imputati nel caso figurano anche alcuni talent scout che sarebbero stati ingaggiati per rappresentare l’uomo come attore.

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Assarmatori, Annual meeting 2026: “Istruzioni per non navigare nel buio” – Programma

12 Giugno 2026 ore 10:26

ROMA – Si terrà martedì 16 giugno presso l’Hotel Parco dei Principi di Roma l’Assemblea Annuale di Assarmatori, appuntamento dal titolo: “Istruzioni per non navigare nel buio”.

Ad aprire i lavori la relazione di Stefano Messina, presidente della Associazione degli armatori italiani, dell’Unione Europea e dei Paesi terzi che operano in Italia servizi marittimi regolari.
L’evento vede la partecipazione di esponenti del Governo, delle istituzioni, delle Forze Armate, dell’industria armatoriale e del mondo dei porti, con una tavola rotonda per un confronto sulle principali sfide e prospettive del settore. Nel corso dell’Assemblea sarà inoltre conferito il Premio Assarmatori 2026.

La partecipazione all’evento è aperta previa registrazione al link:

Programma

10:30 – Apertura dei lavori

Relazione del Presidente di Assarmatori, Stefano Messina

11:00 – Saluti Istituzionali

Raffaele Fitto, Vice Presidente Esecutivo della Commissione europea (videomessaggio)
Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare
Giuseppe Valditara, Ministro per l’Istruzione e il Merito
Amm. Sq. Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare
Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (videomessaggio)

12:00 Tavola rotonda:

Mariaceleste Lauro, CEO Gruppo Lauro e Board Member Assarmatori
Marco Minniti, Presidente Fondazione Med-Or
Roberto Petri, Presidente Assoporti
Vincenzo Romeo, CEO Nova Marine Carriers e Vice Presidente Assarmatori

12:45 – Intervento istituzionale

Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy

13:00 – Premio Assarmatori 2026

13:15 – Conclusioni 

Edoardo Rixi, Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Modera– Pietro Roth, giornalista

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Nyt: “Gli Usa pensano a un drastico ritiro di caccia e navi a disposizione della Nato in Europa”

12 Giugno 2026 ore 10:23

Il ritiro dell’appartato militare statunitense dall’Europa è già una realtà: a maggio la Casa Bianca aveva annunciato un importante disimpegno in Germania, superiore ai 5mila soldati già annunciati, aggiungendo che i Paesi europei devono assumersi maggiori responsabilità per la loro difesa. E qualche giorno prima, aveva minacciato un parziale ritiro delle truppe Usa anche da Italia e Spagna per il mancato supporto nella guerra all’Iran e nel controllo dello Stretto di Hormuz. Ora, secondo quanto riporta il New York Times, gli Usa pianificano un drastico taglio del numero di caccia e navi militari a disposizione delle operazioni Nato in Europa: secondo il quotidiano americano sono previsti in particolare la riduzione da 150 a 100 degli F-16 e degli F-15E in territorio europeo e da 26 a 15 degli aerei da ricognizione, il ritiro di tutti e otto gli aerei da cisterna e il “ricollocamento di un sottomarino lanciamissili, di una portaerei e di “diverse navi da guerra”.

Tali intenzioni, aggiunge il Ny Times citando due alti funzionari europei, sono state comunicate agli alleati all’inizio di giugno in un documento. Il Pentagono aggiunge il Ny Times ha “rifiutato di commentare le cifre specifiche contenute nel documento” citato, facendo riferimento a una più generica dichiarazione del suo Comando Europeo sull’intenzione di ridurre l’impegno militare Usa in Europa. Alcuni dettagli di questo programma di disimpegno erano invece stati anticipati da Die Welt. Funzionari statunitensi hanno indicato che il taglio dei mezzi militari statunitensi in Europa verrà attuato “molto presto”, ben prima di quando previsto dagli alleati europei, scrive ancora il giornale Usa. Tale improvvisa riduzione delle forze disponibili, aggiunge, può avere conseguenze su aspetti come capacità Nato di monitorare il traffico dei sottomarini russi o di lanciare missili Tomahawk a lungo raggio in profondità nel territorio russo.

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Faraglioni tutelati e stop all'invasione delle barche, Capri accelera sull’area marina protetta

Ieri l’ok della Commissione Ambiente della Camera, manca il passaggio in Aula che potrebbe arrivare entro luglio. Zinzi (Lega): “Provvedimento dal forte valore simbolico”. Federalberghi: “Economia e rispetto dell’ambiente possono coesistere”

“Al mio matrimonio era prevista pioggia così ho ingaggiato una strega su Etsy. Aveva il miglior prezzo e i migliori ‘tempi di consegna’”: la surreale storia di Eloïse Tonkin

12 Giugno 2026 ore 10:21

C’è chi la considererebbe una trovata per guadagnare qualche dollaro facendo leva sulla superstizione e chi, invece, sarebbe disposto a credere che abbia davvero funzionato. Di certo Eloïse Tonkin, una sposa australiana di 28 anni, è convinta che i 6,04 dollari spesi per assumere una “strega” su Etsy siano stati ben investiti.

A raccontarlo è la stessa Tonkin in un’intervista a People. Due giorni prima del matrimonio con Alexander, a Sydney, le previsioni annunciavano pioggia battente. “Avevo visto qualcuno online parlare di incantesimi per il meteo del matrimonio e ho pensato che tentare non avrebbe fatto male”, ha spiegato.

Spinta anche dalle amiche, la futura sposa ha iniziato a cercare una sedicente strega sulla piattaforma Etsy. Dopo aver confrontato diverse proposte, ha scelto una donna che si faceva chiamare Elena. “Aveva il miglior prezzo, i tempi di consegna migliori e le recensioni migliori“, ha raccontato. E il costo era decisamente contenuto: “Un vero affare”.

Secondo quanto riferito dalla venditrice, il rituale denominato “Sunshine Blessing Ritual” sarebbe stato eseguito la sera prima delle nozze con l’obiettivo di garantire “un’atmosfera luminosa, calma e senza pioggia”.

La mattina successiva, però, qualcosa ha colpito la sposa. “Mi sono svegliata e ho visto la più bella alba sul porto di Sydney”, ha raccontato. “È stato davvero magico dopo giorni di cieli grigi e pioggia“. E ancora: “La giornata era calda, soleggiata e leggermente nuvolosa qua e là. Non avrei potuto chiedere un meteo migliore”.

Secondo Tonkin, il risultato sarebbe stato ancora più sorprendente considerando le previsioni: “C’era il 50% di possibilità di pioggia ma non è caduta neanche una goccia”. Oggi la donna dice che consiglierebbe ad altre future spose di fare lo stesso. “Anche solo per stare tranquille o come gesto simbolico“, ha spiegato. Pur aggiungendo una precisazione significativa: “Credo che queste cose funzionino ancora meglio quando ci credi davvero”.

La vicenda si conclude con un dettaglio quasi cinematografico. Dopo il rituale, infatti, la presunta strega avrebbe chiuso il suo negozio Etsy e cancellato i suoi profili social. “È letteralmente scomparsa nel tramonto dopo aver lanciato il suo incantesimo”, ha scherzato la sposa.

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Lino Guanciale è diventato di nuovo papà e saluta Giacomo: “Hai portato un sole diverso, un’amplificazione della luce nella stanza e nello spazio fra di noi”

12 Giugno 2026 ore 10:10

“Benvenuto al mondo, Giacomo, Amore nostro”. Così uno degli attori più amati del teatro e delle fiction italiane, Lino Guanciale, ha dato il benvenuto al secondo figlio, avuto dalla moglie Antonella Liuzzi. I due, che si sono sposati a Roma il 18 luglio 2020, hanno un altro figlio Pietro, nato a fine 2021.

“Sei arrivato il 31 maggio e hai portato un sole diverso, un’amplificazione della luce nella stanza e nello spazio fra di noi”, sono le prime parole del post dell’attore che ha accompagnato delle parole dolcissime a uno scatto in cui il figlio Pietro tiene la mano dolcemente al fratellino appena nato.

Poi Guanciale ha continuato: “Praticamente una stella: una piccola stella pulsante e discreta, piovuta nelle nostre vite per scaldarle e illuminarle ancora, per spostare ancora più vicino, praticamente ai nostri piedi, l’orizzonte della felicità”.

“Chi ti tiene per mano in questa foto è chi non ti lascerà mai solo – ha concluso – e già oggi si affaccia al tuo lettino per sorriderti, accarezzarti, baciarti, proteggerti: è tuo fratello Pietro, che davanti a te si scioglie. Come la tua mamma Antonella e il tuo papà Lino, testimoni increduli di tanta meraviglia”.

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“Quando ci si prepara alla maternità nessuno spiega il rovescio della medaglia. Ci si può sentire inadeguate, si sperimenta la privazione di sonno, la paura”: Valentina Persia racconta la depressione post-partum

12 Giugno 2026 ore 10:02

Negli ultimi anni diverse donne dello spettacolo hanno contribuito a rompere il tabù della depressione post-partum. Brooke Shields si è chiesta “perché piango più del mio bambino?”, mentre Ashley Tisdale ha raccontato di essersi sentita “triste, ansiosa e in colpa” dopo la nascita della prima figlia. A queste testimonianze si aggiunge ora quella di Valentina Persia, che a La volta buona ha ripercorso i mesi difficili successivi alla nascita dei gemelli Lorenzo e Carlotta.

Per cinque mesi non sono stata bene“, ha spiegato. Un periodo segnato da fragilità e senso di smarrimento, molto diverso dall’immagine idealizzata che spesso accompagna il racconto della maternità. “Quando ci si prepara alla maternità, la narrazione comune prevede che tutto sia meraviglioso, che si provi un amore immediato e che ci si senta finalmente appagate. Nessuno spiega che esiste un rovescio della medaglia: ci si può sentire inadeguate, diverse, si sperimenta la privazione del sonno, il pianto e la paura”.

Persia ha raccontato anche il senso di colpa provato in quella fase e le difficoltà nel riconoscere immediatamente il legame con i figli, una sensazione che può amplificare la sofferenza di molte donne dopo il parto. Fondamentale, nel suo percorso, è stato il supporto psicologico: “La psicologa mi disse che il fatto stesso di pormi la domanda dimostrava l’esistenza di quell’amore. Allora non capivo, adesso sì”. Parole che si inseriscono in una riflessione più ampia sulla necessità di raccontare senza filtri anche gli aspetti meno romantici della maternità, per evitare che chi li vive si senta sola o inadeguata.

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Vard (Fincantieri) sigla un accordo con Rosund Drift per la costruzione di una nave Fishery avanzata

12 Giugno 2026 ore 09:41

Fincantieri, ha annunciato l’accordo della propria controllata, la norvegese VARD, società leader internazionale nella costruzione di navi speciali, per la progettazione e costruzione di un’unità fishery avanzata per la società norvegese Rosund Drift AS, operatore con sede ad Ålesund e parte di un consolidato consorzio attivo nella pesca oceanica.

La nuova nave sarà realizzata sulla base del collaudato design VARD 8 02, una piattaforma sviluppata per rispondere alle crescenti esigenze di sostenibilità ed efficienza che caratterizzano l’evoluzione dell’industria della pesca. Progettata per operazioni di pesca oceanica, l’unità sarà in grado di supportare sia attività di pesca di fondo sia operazioni miste, assicurando una gestione accurata del pescato, elevati standard qualitativi del prodotto e una significativa riduzione dell’impatto ambientale.

In linea con l’obiettivo di massimizzare il valore delle catture e minimizzare l’impronta ecologica delle operazioni, la nave sarà equipaggiata con avanzati sistemi di propulsione ed energia ibrida, studiati per ottimizzare i consumi di carburante e ridurre le emissioni. A bordo saranno inoltre installate soluzioni di stoccaggio flessibili e serbatoi dedicati all’insilaggio della biomassa, favorendo il pieno utilizzo delle risorse marine. Completerà la dotazione un moderno impianto per la lavorazione dei gamberi, integrato con un sistema di cottura a vapore in grado di garantire elevati standard di qualità e conservazione del prodotto.

La nave avrà una lunghezza di circa 80,4 metri e una larghezza di 16,7 metri con scafo rinforzato per la navigazione in acque con presenza di ghiacci. Sarà equipaggiata con le soluzioni integrate SeaQ di Vard Electro, tra cui il sistema di accumulo di energia (Energy Storage System) e un sistema integrato di gestione dell’energia, che consentiranno operazioni più intelligenti ed efficienti, riducendo al contempo consumi ed emissioni di gas serra.

L’unità sarà inoltre dotata di un sistema di plancia di ultima generazione e di avanzate attrezzature di coperta – fornite dalla controllata Seaonics – per garantire operazioni sicure anche in condizioni meteo difficili. Gli spazi abitativi saranno progettati per assicurare elevati standard di comfort, sicurezza e benessere dell’equipaggio, con ambienti moderni e aree dedicate alla vita di bordo e al tempo libero.

Lo scafo sarà realizzato presso il cantiere Vard di Braila – Romania – mentre le attività di allestimento, prove, collaudo e consegna sono previste nel terzo trimestre del 2028 presso lo stabilimento Vard Brattvaag in Norvegia.

Questo nuovo contratto rafforza ulteriormente la solida posizione di VARD nel mercato delle unità avanzate per la pesca industriale e mette in evidenza il ruolo del Gruppo Fincantieri nel promuovere innovazione, sostenibilità e sviluppo tecnologico nell’industria cantieristica a livello globale.

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“Rischio di perforazione e gravi lesioni per i bambini”: oltre 250.000 giocattoli da piscina sono stati ritirati con urgenza dal mercato

12 Giugno 2026 ore 09:54

Estate da brivido per i bambini. Oltre 250.000 giocattoli da piscina da immersione sono stati ritirati dal mercato dopo che le autorità federali americane per la sicurezza hanno avvertito che i prodotti presentano “un potenziale rischio di perforazione che potrebbe causare gravi lesioni”.

Il richiamo, come riporta People, riguarda nello specifico 254.000 bastoncini da immersione Sloosh, venduti come parte dei giochi acquatici Sloosh, secondo un avviso emesso giovedì 11 giugno dalla Commissione per la Sicurezza dei Prodotti di Consumo degli Stati Uniti (CPSC).

I bastoncini da immersione richiamati violerebbero “le normative federali di sicurezza perché superano il limite di compressione consentito per i bastoncini da immersione”, secondo l’agenzia. In acque poco profonde, i bambini potrebbero cadere o atterrare sui giocattoli, creando un rischio di gravi “lesioni da perforazione”.

La Sicurezza dei Prodotti di Consumo degli Stati Uniti ha anche affermato che “sono possibili lesioni al viso e agli occhi quando i bambini tentano di recuperare i bastoncini sott’acqua”.

I bastoncini da immersione richiamati erano venduti in un set di giochi acquatici Sloosh da 30 pezzi che includeva cinque bastoncini da immersione colorati. Secondo l’agenzia, “i set erano venduti al dettaglio a un prezzo compreso tra 17 e 22 dollari”. I prodotti erano disponibili online su Amazon, Temu, Wayfair, Target Plus e SHEIN tra febbraio 2019 e ottobre 2025.

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“Mi sembra di essere sempre alla ricerca di sensazioni che ho provato in passato e che non riesco più a replicare. Ci sono aspetti di un set che non tollero”: parla Alessandro Borghi

12 Giugno 2026 ore 09:49

“Mi sembra di essere sempre alla ricerca di sensazioni che ho provato in passato e che non riesco più a replicare”: così Alessandro Borghi racconta a Vanity Fair di come la soddisfazione lavorativa sia per lui sempre più difficile da raggiungere nonostante sia protagonista di film importanti, come Il Prigioniero, di Alejandro Amenábar, premio Oscar per Mare Dentro.

Borghi spiega: “Forse perché pretendo molto da questo mestiere. Succede perché ci sono aspetti della gestione di un set che oggi tollero meno: la confusione, le urla e la mancanza di rispetto. Sono felice, ma meno di qualche anno fa. In questi anni ci sono state cose che non hanno funzionato. Quando un film va a Cannes e poi esce in tredici copie, mi arrabbio. Mi arrabbio perché non riusciamo a risolvere il problema e a capire quale ingranaggio andrebbe sistemato. Le storie? Il pubblico? La distribuzione? Mi dispiace non avere una soluzione da proporre. So solo che vedo sempre meno persone felici che vanno al cinema. E questo mi rattrista”.

Ha una consapevolezza, Borghi, perché oggi non crede più “che il lavoro nobiliti l’uomo, piuttosto che l’uomo venga nobilitato dall’amore” e infatti ama cose molto semplici: “fare una passeggiata con mio figlio. Stare con Irene, sapere che due volte all’anno riesco a riunirmi con gli amici e a divertirmi ballando fino alle cinque del mattino”. Su tutto, l’esperienza della paternità: “Ho la fortuna di avere un figlio che ha completamente cambiato la mia vita», racconta, «posso avere problemi durante la giornata, ma quando torno a casa tutto svanisce: lui riesce a trasformare le negatività in energia positiva“.

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“Sono stata tradita. Non l’ho mai scoperto, ma l’ho sempre saputo. Arrivo a sopportare tanto e poi, a un certo punto, non torno più”: lo rivela Cristina Chiabotto

12 Giugno 2026 ore 09:43

Cristina Chiabotto si è raccontata, ieri 11 giugno, a “La volta buona”, il salotto di Caterina Balivo. La conduttrice ha parlato della sua famiglia, il matrimonio con Marco Roscio, celebrato sette anni fa, e dell’equilibrio che ha trovato con lui. Chiabotto con il manager e imprenditore torinese ha avuto Luce nel maggio 2021 e di Sofia nel giugno 2022. “Ho trovato una bella testa, lui racchiude tutto: abbiamo la stessa visione della vita”, ha detto la protagonista della puntata alla conduttrice.

Nello specifico ha affermato: “Quando si uniscono testa e cuore, ci siamo. Ho trovato una bella testa, lui racchiude tutto: abbiamo la stessa visione della vita”.

Ma non è stato tutto rose e fiori nella vita sentimentale di Chiabotto, prima di incontrare Roscio. L’ex Miss Italia 2004 infatti ha confessato: “Sono stata tradita. Ci sono persone predisposte al tradimento e altre meno. Io non l’ho mai scoperto materialmente, ma l’ho sempre saputo”.

E ancora: “Io ho perdonato, però soffro il distacco. Arrivo a sopportare tanto e poi, a un certo punto, non torno più. Do tutte le possibilità e poi ti saluto”.

Cristina Chiabotto è stata fidanzata con l’attore Fabio Fulco per dodici anni, poi la separazione nel 2017.

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Domenico, il giudice sospende il primario Oppido e la seconda operatrice Bergonzoni

Interdizione di un anno per il primario e di sette mesi per la collega. Sono accusati di falso e di omicidio colposo. La mamma del piccolo: “Sono commossa”. Il giudice: così si eviteranno “ulteriori illeciti”

Interdetti dalla professione medica i cardiochirurghi del trapianto di cuore fallito al piccolo Domenico Caliendo

12 Giugno 2026 ore 09:40

Dodici e sette mesi di interdizione dalla professione medica. L’ha disposta il giudice per le indagini preliminari di Napoli nei confronti del cardiochirurgo Guido Oppido e della sua vice Emma Bergonzoni, che il 23 dicembre 2025 hanno eseguito il trapianto di cuore fallito al piccolo Domenico Caliendo, morto il 21 febbraio nell’ospedale Monaldi. I due sono stati sospesi con l’accusa di falso materiale e ideologico in concorso in relazione alla compilazione della cartella clinica del bimbo. Accolte, quindi, le richieste del pm Giuseppe Tittaferrante e del procuratore aggiunto Antonio Ricci che hanno coordinato le indagini del Nas dei carabinieri.

Nella qualità di medici avrebbero attestato falsamente circostanze non corrispondenti al vero nel referto operatorio relativo al trapianto di cuore, secondo gli accertamenti di investigatori e inquirenti: avrebbero attestato falsamente, nei giorni successivi all’intervento, di avere eseguito operazioni di cannulazione e circolazione extracorporea quando l’equipe che si era occupata dell’espianto a Bolzano aveva raggiunto l’ospedale Monaldi, dagli accertamenti risultata una circostanza non corrispondente a verità. In sostanza le operazioni erano invece iniziate prima dell’arrivo dell’equipe nell’ospedale a Napoli.

Assistiti dai rispettivi avvocati il dottore Oppido (sospeso in via preventiva dall’Azienda Ospedaliera dei Colli) e la sua vice Bergonzoni hanno sostenuto l’interrogatorio preventivo il 31 marzo e 21 maggio. A entrambi, oltre al reato di falso, è stato contestato anche il reato di omicidio colposo in concorso insieme con altri cinque medici, sempre il relazione alla morte del piccolo Caliendo. Il 10 giugno, intanto, si è concluso l’incidente probatorio disposto dal gip Mariano Sorrentino sui due cuori del bimbo: quello giunto congelato da Bolzano a causa del ghiaccio secco e anche su quello malato.

Il deposito delle relazioni sugli esami eseguiti da parte del pool di esperti nominati dall’autorità giudiziaria, fissato per settembre, potrebbe slittare di 15-20 giorni, quindi a metà ottobre, su richiesta dei periti. Agli accertamenti, che si sono svolti nel Policlinico di Bari, hanno preso parte anche tutti i consulenti nominati dagli indagati e dalla famiglia Caliendo-Mercolino. Al termine delle analisi eseguite sui campioni istologici il medico legale dei Caliendo ha reso noto che gli accertamenti hanno evidenziato i segni di necrosi provocati dalle basse temperature e anche quelli determinati dall’uso prolungato dell’Ecmo, il meccanismo che consente la circolazione extracorporea.

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Bersani a La7: “Meloni piange i bambini nel bosco e tace su 17mila bambini ammazzati a Gaza. La sinistra reagisca”

12 Giugno 2026 ore 09:14

A distanza di quasi due anni dalla querela subita, Pier Luigi Bersani torna a misurarsi con Roberto Vannacci e con le sue tesi più controverse. L’ex segretario del Pd, ospite di Otto e mezzo (La7), ricostruisce brevemente la vicenda giudiziaria che lo ha visto contrapposto al leader di Futuro Nazionale, trasformando l’intervento in una riflessione più ampia sulla necessità di una “battaglia delle idee” nel Paese.

Vannacci mi querelò – esordisce Bersani – e la magistratura sciolse l’enigma ritenendo che io avessi fatto una similitudine, non una metafora: una sentenza raffinatissima”. La similitudine contestata, e poi giudicata legittima dai giudici, era questa: “Così come sarebbe disdicevole dare del coglione a un generale, altrettanto disdicevole sarebbe dare della normale a un omosessuale”. Una provocazione che, secondo l’ex ministro, metteva in luce l’assurdità di considerare l’omosessualità come una devianza dalla norma.

Vannacci, prosegue Bersani, “come anche ieri, cerca di salvarsi in corner, trovandosi l’alibi del vocabolario, lo “Zingaretti” là”. Il riferimento è ironico e allude alla gaffe commessa da Vannacci la sera precedente nello stesso studio, quando aveva parlato di “dizionario Zingaretti” invece di “Zingarelli”. Bersani non nasconde il sarcasmo: “Io gli consiglio di trovare un alibi più forte parlando di “finocchi”, perché troverà sul dizionario la definizione seguente: “erbaceo di cultura mediterranea”. Lui pensa che siamo tutti qua dei bambini deficienti“. Ma oltre il dettaglio lessicale, Bersani avverte che le parole di Vannacci sui gay non vanno sottovalutate: “Quando uno dice “i gusti degli omosessuali” sta rimuovendo decenni di cultura diffusa che ha portato a dire che l’omosessualità è una condizione, non è un gusto. Perché se tiri la parola gusto, guarda che puoi arrivare lontano”.

Poi rivolge un richiamo severo alla sinistra: “In questi anni, quando abbiamo sentito delle enormità al bar, non abbiamo reagito. E prima dei fatti vengono le idee, perché non ci sarebbe Trump se non ci fosse l’ideologia Maga, e non ci sarebbe stato neanche Mussolini se Marinetti dieci anni prima non avesse detto che la guerra è la sola igiene dei popoli“.
Per questo, oggi “ci vuole una battaglia delle idee, e c’è Vannacci che ce le rende chiare”. Idee, sottolinea, “radicate in tantissime parti in questo paese, che propongono la gerarchia fra gli esseri umani, uno sopra l’altro sotto” e che vanno combattute con determinazione.

La riflessione di Bersani si chiude con una stoccata alla presidente del Consiglio e alla destra di governo: “La Meloni si commuove per i bambini nel bosco e non dice nulla di 17mila bambini ammazzati a Gaza”. Per l’ex leader del Pd è arrivato il momento di svegliarsi: “Noi dobbiamo reagire a questa cosa qui, è ora di una battaglia delle idee. Poi il resto lo si vede”.

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Travaglio a La7: “Vannacci? Sui gay parla come il disadattato al quinto grappino al bar. E ci sono boccaloni che gli credono”

12 Giugno 2026 ore 09:10

“Le dichiarazioni di Vannacci sui gay? Ti scioccano esattamente come quando vai al bar e c’è il disadattato al quinto grappino che dice le stesse cose, con l’aggravante che questo è europarlamentare e leader di un partito”. Così a Otto e mezzo (La7) il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, risponde alla conduttrice Lilli Gruber che definisce “scioccanti” le frasi pronunciate dal leader di Futuro Nazionale nella puntata precedente del talk show politico (“Se fossi gay, non accamperei diritti. I gay in Italia hanno tutti i diritti: se vanno all’ospedale li curano, possono guidare, se vanno a scuola ricevono insegnamento”).

Travaglio osserva: “Se Vannacci pensa di convincere gli italiani a votarlo perché il loro principale problema è che i gay, oltre a guidare la macchina, vorrebbero anche altri diritti, credo che ne prenderà pochi di voti. I problemi degli italiani in questo momento non sono più nemmeno quelli dell’immigrazione, perché sono stati scavalcati da urgenze sociali e salariali, per quelli che hanno la fortuna di avere un lavoro naturalmente – continua – C’è un problema di redistribuzione e di diseguaglianze. C’è la gente che urla di smetterla di comprare armi e di mandarle all’Ucraina, che vuole che il governo si occupi di sanità, di scuola, di investimenti, di creare posti di lavoro, di opere utili al posto delle opere inutili. E su tutto questo vedo un po’ sguarnito Vannacci“.

Il direttore del Fatto spiega i motivi del successo di Vannacci nella destra: “Intanto, è nuovo, mentre gli altri sono logori. E soprattutto non ha responsabilità di governo, quindi non deve confrontarsi né con le normative europee, né con le leggi italiane, né con la Costituzione italiana. Può parlare come se fosse al bar finché è in questa posizione. La remigrazione? Noi ci spaventiamo di questa parola, ma non è altro che l’espatrio e l’espulsione, previsti dalla nostra legge e da tutte le leggi europee fin dalla Turco-Napolitano“.

Ma sottolinea: “Il problema è che non c’è mai riuscito nessuno, perché è come svuotare il mare col cucchiaino: ci vogliono troppi soldi, troppi charter, troppi agenti, troppi accordi con i paesi d’origine che non vogliono riprendere indietro i migranti. Possibile mai che tutti i governi di centro, di destra, di sinistra, tecnici, non tecnici, di sopra e di sotto, ci hanno provato e non ci sono riusciti e arriva lui che ci riesce? – sottolinea – Vannacci cita Trump, ma non c’è mica il mar Mediterraneo tra gli Stati Uniti e il Messico.I paesi del Centro America hanno un rapporto di vassallaggio col padrone americano, non è certo lo stesso rapporto che c’è fra l’Italia e tutti i paesi da cui provengono i nostri migranti”.

Travaglio ribadisce:. “Il problema è metterlo di fronte alle responsabilità se, mi auguro di no, e quando le avrà. C’è una quota di boccaloni di stomaco piuttosto forte, che sono disposti a pensare che il problema è perché non c’è Vannacci al posto della Meloni. Ma è la remigrazione è come ‘i porti chiusi’ o il blocco navale o i Cpr in Albania. Le abbiamo viste provare tutte, non hanno funzionato. Sarà perché la Meloni è diventata di sinistra e buonista o perché non si può? Questo è il tema. Per cui Vannacci in questo momento è fortunato: non governa. E siamo fortunati anche noi“.

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Riapertura di Hormuz, fine della guerra in Libano e nuovi negoziati sul nucleare iraniano: cosa prevede la bozza di intesa Usa-Iran

12 Giugno 2026 ore 08:41

Fine dei combattimenti in Libano, tregua di 60 giorni per avviare i negoziati ad hoc sul programma nucleare iraniano, e riapertura dello Stretto di Hormuz. Nelle ore in cui da Washington Trump proclama di avere “messo fine alla guerra” e prende forma l’indiscrezione secondo cui a Ginevra Stati Uniti e Iran firmeranno la tregua, Axios rende noti i punti principali dell’accordo. A supporto della possibile cerimonia in Svizzera, il sito Usa spiega che ieri quattro aerei C-17 statunitensi sono decollati per l’Europa, trasportando “materiale per un possibile viaggio” del vicepresidente Usa J.D. Vance, che Donald Trump ha indicato come la figura incaricata di firmare l’accordo preliminare, verso la città svizzera. Secondo due diplomatici di due paesi mediatori e due funzionari statunitensi, l’accordo preliminare è stato raggiunto mercoledì sera dopo ore di negoziati tra il mediatore qatariota Ali Al-Thawadi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Durante i colloqui a Teheran, riferisce ancora Axios, Al-Thawadi ha parlato al telefono più volte con gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. Tuttavia, l’annuncio di Trump sulla finalizzazione dell’accordo è giunto inaspettato per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che nei giorni scorsi, Netanyahu si è trovato all’oscuro di tutto, contattando alleati vicini all’amministrazione Trump per cercare di raccogliere informazioni, secondo una fonte statunitense a conoscenza diretta dei fatti.

La proposta di memorandum d’intesa tra gli Stati Uniti e l’Iran estenderebbe l’attuale cessate il fuoco di 60 giorni, avviando al contempo negoziati per un accordo più ampio relativo al programma nucleare iraniano. La bozza dell’accordo prevederebbe la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz, senza l’applicazione di tariffe di transito, e mira a riportare i volumi di traffico marittimo ai livelli pre-bellici entro 30 giorni. In cambio, l’Iran si impegnerebbe a non sviluppare armi nucleari e ad affrontare le preoccupazioni relative alle proprie scorte di uranio arricchito. Secondo quanto riferito, eventuali misure concrete riguardanti il programma nucleare di Teheran sarebbero oggetto di un accordo separato e più dettagliato. Un punto, questo, rimasto ineguagliato come nelle precedenti bozze poi non condivise tra le parti.

Axios ha inoltre affermato che l’intesa garantirebbe all’Iran un allentamento graduale delle sanzioni, subordinato al rispetto degli impegni assunti, incluse deroghe temporanee per consentire l’esportazione di petrolio. Secondo le informazioni, l’accordo di massima è stato raggiunto mercoledì sera al termine di colloqui tra il mediatore qatariota Ali Al-Thawadi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, con il coinvolgimento nei negoziati degli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Teheran non ha ancora preso una decisione definitiva sulla proposta, mentre Axios ha riferito che l’accordo è in attesa dell’approvazione finale da parte dei vertici iraniani. Qualora venisse firmato, l’accordo dovrebbe prendere il nome di ‘Accordo di Islamabad’, a testimonianza degli sforzi di mediazione compiuti da Qatar e Pakistan.

I termini dell’accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine ai combattimenti nella regione prevedono che Israele interrompa completamente l’offensiva contro Hezbollah in Libano. A riferirlo è il quotidiano filo-Hezbollah ‘Al-Akhbar‘, come riportato da Times of Israel. Oltre a sospendere ogni attacco in tutto il Libano, l’accordo impone a Israele di rinunciare a qualsiasi territorio conquistato nel sud del Paese e include un piano per il “rapido ritiro” delle truppe dell’Idf.

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Investito mentre tornava a piedi da una festa: morto 17enne nel Foggiano

12 Giugno 2026 ore 08:38

Un ragazzo di 17 anni è stato investito e ucciso intorno alle quattro del mattino di venerdì a San Nicandro Garganico (Foggia) mentre con alcuni amici rientrava a piedi da una festa di compleanno, percorrendo una strada sul lato della carreggiata. Il gruppo si trovava all’altezza di una curva, a circa un chilometro dal centro del paese, quando la vittima è stata travolta in pieno da un’auto, guidata da un altro giovane partecipante alla festa.

I soccorritori giunti sul posto hanno tentato ogni manovra per tentare di salvare la vita al ragazzo, ma ma non c’è stato nulla da fare. Sono in corso accertamenti da parte delle forze dell’ordine. La famiglia del 17enne è molto conosciuta nella zona. il papà è consulente del lavoro, mentre la mamma è un’insegnante.

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Mondiali, i risultati delle partite del 12 giugno: la Corea del Sud ribalta la Repubblica Ceca nella notte

12 Giugno 2026 ore 08:20

Il Mondiale 2026 si è aperto con la vittoria del Messico contro il Sudafrica nella gara inaugurale grazie ai gol di Quinones prima e Raul Jimenez poi. La formazione di Aguirre ha fatto vedere buone cose nel match inaugurale del torneo, a differenza invece della formazione sudafricana, rimasta anche in 10 uomini a inizio secondo tempo per l’espulsione di Sithole e poi in 9 per quella di Zwane.

Nella notte si è giocata anche l’altra sfida del girone A, quella tra Corea del Sud e Repubblica Ceca, terminata 2-1 per gli asiatici con una rimonta. e reti tutte nel secondo tempo. Al gol di Ladislav Krejcí, al 59esimo, hanno risposto nel giro di 13 minuti prima In-Beom Hwang e poi Hyeon-Gyu Oh.

Mondiali, i risultati delle partite del 12 giugno

Messico-Sudafrica 2-0 (9′ Quinones, 68′ Jimenez)

Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 (59′ Krejci, 67′ In-Beom Hwang, 80′ Hyeon-Gyu Oh)

Canada-Bosnia Erzegovina

Le classifiche

Girone A

  1. Messico: 3 punti (2-0)
  2. Corea del Sud: 3 punti (2-1)
  3. Repubblica Ceca 0 punti (1-2)
  4. Sudafrica: 0 punti (0-2)

Girone B

  1. Canada
  2. Bosnia Erzegovina
  3. Qatar
  4. Svizzera

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Progetto di ristrutturazione da 600mila euro per il cimitero comunale di Portoferraio

12 Giugno 2026 ore 08:17

PORTOFERRAIO – Il sindaco di Portoferraio Tiziano Nocentini ha ricevuto nella mattinata di ieri (11 giugno) una delegazione del sindacato Spi Cgil, composta dal segretario elbano Franco Dari, dal membro della segreteria Roberto Antonini e dal coordinatore della Cgil Elba, Manuel Anselmi.

L’argomento principale dell’incontro era la situazione del cimitero comunale, per la quale i sindacati hanno espresso preoccupazione per i problemi di sicurezza e decoro segnalati da qualche tempo. Il sindaco, che nell’occasione era affiancato dall’assessore all’urbanistica Nicola Ageno e dall’architetto comunale Elisabetta Coltelli, ha illustrato il progetto di ristrutturazione appena approvato e messo a gara dal comune di Portoferraio, per un importo di circa 600mila euro.

Nella discussione avvenuta con i sindacati, si sono evidenziate la necessità di provvedere quanto prima ad alcune necessarie riesumazioni nei campi cimiteriali e la esigenza della presenza di un custode; il Comune ha espresso la volontà, al termine dei lavori, di attuare un bando per la gestione del cimitero comunale per la totalità dei servizi necessari.

In un clima di collaborazione e di condivisione di intenti, si è poi parlato della possibilità, richiesta dal sindacato, di ripristinare con almeno due corse al giorno il trasporto pubblico locale fra il centro storico e le aree dei servizi cittadini come le Poste e le Antiche Saline. Riguardo al centro storico, è tornata di attualità la possibilità di favorire la realizzazione di un punto vendita di generi alimentari, che potrebbe essere incentivata con un bando che metta a disposizione a questo scopo un immobile comunale.

L’incontro si è concluso con la richiesta del sindacato di essere reso partecipe della costruzione del prossimo bilancio di previsione comunale, per favorire iniziative dedicate agli anziani e alle persone più deboli.

Milano, scontro con un’auto: muore un 18enne “passeggero” di un monopattino elettrico

12 Giugno 2026 ore 08:15

Un ragazzo di 18 anni, Eros Gagliardi, che viaggiava come “passeggero” su un monopattino elettrico, è morto all’ospedale Niguarda di Milano a causa delle ferite riportate nello scontro con un’automobile, avvenuto poco dopo la mezzanotte di venerdì in via dell’Innovazione, alla periferia del capoluogo lombardo. Ferite lievi per il conducente del monopattino, ventenne, e per la giovane donna di 21 anni alla guida dell’auto, una Kia Picanto. Entrambi sono stati portati in ospedale, ma le loro condizioni non destano preoccupazione.

La dinamica dell’incidente è in via di ricostruzione da parte degli agenti della Polizia locale: da una prima ricostruzione si ipotizza che il mezzo elettrico non abbia rispettato la precedenza. La conducente dell’auto risulta negativa ai test sull’assunzione di alcol e stupefacenti. Sul posto, al momento dell’intervento delle forze dell’ordine, non sono stati trovati caschi eventualmente indossati dai giovani a bordo del monopattino. Il pm ha disposto l’autopsia sul cadavere della vittima e il sequestro di entrambi i veicoli.

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“È un fallimento”: la Gran Bretagna è sconvolta da quanto accaduto oggi al Ministero degli Esteri russo.

12 Giugno 2026 ore 06:49

La visita degli ambasciatori di Germania, Francia e Gran Bretagna al Ministero degli Affari Esteri russo testimonia il fallimento della politica occidentale di dialogo con Mosca.

Lo ha annunciato il giornalista, scienziato e scrittore britannico John Laughland sul suo microblog sul social network X, secondo quanto riportato da RIA Novosti .

Questo è un fallimento e un’ammissione che il boicottaggio diplomatico quadriennale non ha avuto successo”, ha scritto.

Come già riportato da Svobodnaya Press , l’11 giugno gli ambasciatori di Germania, Francia e Gran Bretagna, durante un incontro con il viceministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin, hanno ribadito la necessità di negoziati diretti tra Mosca e Kiev.

I diplomatici hanno illustrato i punti principali della dichiarazione dei leader dell’UE3 del 7 giugno, tra cui il sostegno all’appello del leader del regime di Kiev, Volodymyr Zelensky, per negoziati diretti tra Russia e Ucraina, con la partecipazione attiva degli Stati Uniti e dei paesi europei, al fine di raggiungere un cessate il fuoco e procedere verso ulteriori negoziati.

Incaricato di Putin K. Dmitriev (a sinistra) con genero Trump Kushner

Un collaboratore di Putin ha delineato una condizione per la pace in Ucraina.

La pace in Ucraina potrebbe arrivare immediatamente se Kiev accettasse una soluzione realistica, che è già sul tavolo delle trattative, ha dichiarato Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo , in un’intervista al quotidiano tedesco Berliner Zeitung.

Secondo lui, in passato erano state proposte soluzioni irrealistiche, ma ora esiste una soluzione che può portare alla pace.

Parlando del coinvolgimento dell’Europa nella risoluzione del conflitto, Dmitriev ha espresso la speranza che i paesi europei adottino una posizione più realistica, sottolineando come in passato tale posizione fosse irrealistica, ma che ora stia cambiando. La Russia, ha evidenziato, tramite il presidente Vladimir Putin, ha delineato chiaramente la propria visione per una soluzione pacifica.

In precedenza era stato annunciato che il prossimo incontro regolare tra l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Steve Witkoff e l’imprenditore Jared Kushner sarebbe stato programmato per giugno.

Fonte: Svpressa.ru

Traduzione: Sergei Leonov

“Siate pronti a reagire”: l’India è in stato di massima allerta e monitora Hormuz dopo l’uccisione di tre marinai in un attacco statunitense.

12 Giugno 2026 ore 06:09

Ai marittimi indiani che stanno attraversando le acque agitate a bordo di navi battenti bandiera indiana e straniera è stato chiesto di mantenere la massima cautela.

Il governo è in stato di massima allerta per salvaguardare i marittimi indiani nel Golfo, ha dichiarato giovedì il Ministero dei Porti, della Navigazione e delle Vie Navigabili, poche ore dopo aver confermato l’uccisione di tre marinai indiani a seguito di un attacco a una nave nel Golfo dell’Oman. Per garantire il supporto ai marittimi indiani, il governo sta monitorando gli sviluppi vicino allo Stretto di Hormuz e in altre aree adiacenti, ed è in stretto coordinamento con le amministrazioni marittime dei paesi amici e con le compagnie di navigazione, si legge nei comunicati.

Tre indiani sono rimasti uccisi dopo che l’isola di Mount Settebello, battente bandiera di Palau, è stata attaccata da un jet statunitense nel contesto della guerra in corso con l’Iran. (REUTERS/File)

Tre indiani, identificati come Patnala Suresh (44), Aditya Sharma (23) e Shivanand Chaurasia (38), sono stati uccisi dopo che la MT Settebello, battente bandiera di Palau, è stata attaccata da un jet statunitense nel contesto della guerra in corso con l’Iran.

“I recenti incidenti di sicurezza che hanno coinvolto navi mercantili operanti nella regione hanno evidenziato i crescenti rischi affrontati dalla navigazione commerciale”, ha dichiarato giovedì il governo, aggiungendo che a tutte le agenzie interessate è stato chiesto di rimanere in “stato di massima allerta” e di “mantenere la prontezza a rispondere a qualsiasi emergenza che coinvolga marittimi indiani o interessi marittimi indiani”. Segui gli aggiornamenti in diretta sulla guerra Iran-USA.

Inoltre, ai marittimi che attraversano le acque agitate a bordo di navi battenti bandiera indiana e straniera è stato chiesto di mantenere la massima cautela. Anche gli armatori, i gestori navali e le compagnie di navigazione hanno ricevuto l’ordine di rispettare il protocollo marittimo e garantire la sicurezza dei marinai.

Delhi ha lanciato una “forte protesta” dopo che gli attacchi statunitensi hanno ucciso tre marinai indiani nel Golfo.

Washington sostiene che la nave stesse violando il blocco dei porti iraniani e non avesse rispettato le istruzioni.

Il governo indiano ha espresso una “forte protesta” dopo che tre marinai indiani sono stati uccisi negli attacchi militari statunitensi contro petroliere che transitavano nello stretto di Hormuz.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato che i suoi aerei hanno lanciato due missili Hellfire contro la sala macchine della MT Settebello mentre navigava nel Golfo dell’Oman mercoledì.

Gli Stati Uniti hanno affermato che le loro forze hanno effettuato “attacchi di precisione” contro la nave, che batteva bandiera dell’isola di Palau, nel Pacifico, dopo che il suo equipaggio si era ripetutamente rifiutato di obbedire agli ordini.

Gli Stati Uniti hanno affermato che la nave stava violando il blocco militare imposto ai porti iraniani, iniziato ad aprile nel tentativo di interrompere le entrate e aumentare la pressione su Teheran, mentre i colloqui di pace continuano a fallire.

Fonte: Hindustan Times

Traduzione: Luciano Lago

“Un ciclo di menzogne ​​falso e inutile”: l’Iran attacca gli Stati Uniti e lancia un ultimatum sul petrolio.

12 Giugno 2026 ore 05:30

Teheran denuncia che Washington parla di dialogo mentre lancia bombardamenti e semina insicurezza nella regione.

Gli Stati Uniti hanno creato un “circolo vizioso e inutile” di menzogne  ​​e contraddizioni nel loro comportamento nei confronti dell’Iran, ha avvertito il generale iraniano Ali Abdollahi Aliabadi, comandante del Quartier Generale Centrale di Khatam al-Anbiya, il più alto comando operativo delle forze armate iraniane. L’avvertimento è giunto dopo che Washington ha prima minacciato di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane e poi ha affermato che i negoziati erano stati approvati dalle più alte autorità della Repubblica Islamica.

“Gli Stati Uniti, da un lato, parlano di accordo e negoziazione, e dall’altro commettono atti spregevoli “, ha affermato Abdollahi in una dichiarazione riportata da Press TV. L’alto funzionario si riferiva alle dichiarazioni del presidente Donald Trump, che inizialmente aveva minacciato di colpire duramente l’Iran e di impadronirsi dell’isola di Kharg ,  salvo poi annunciare poche ore dopo di aver annullato i bombardamenti previsti e che il dialogo era stato approvato dai più alti livelli della leadership iraniana. Nel frattempo, l’agenzia di stampa Fars ha riferito che non è stato ancora confermato alcun testo di un memorandum d’intesa iniziale con gli Stati Uniti.

” Questa evidente contraddizione tra le parole e le azioni degli Stati Uniti è la causa principale dell’insicurezza nella regione e ha messo a repentaglio la sicurezza del commercio e delle economie internazionali, soprattutto nello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato Abdollahi. Ha aggiunto che la leadership statunitense non comprende “l’onorevole e coraggiosa nazione iraniana e le sue potenti forze armate” e che Washington non sarà mai in grado di compensare le sue “successive sconfitte e umiliazioni ” attraverso la propaganda e la guerra mediatica.

Gli Stati Uniti diventano il più grande esportatore di petrolio al mondo nel contesto della crisi mediorientale.

Riguardo alle recenti minacce statunitensi contro le infrastrutture petrolifere iraniane, il comandante ha dichiarato: “O le esportazioni di gas e petrolio saranno accessibili a tutti, oppure nessuno ne avrà accesso ” .

Abdollahi ha avvertito che se Washington dovesse perpetrare ulteriori aggressioni, “le fiamme della guerra si propagheranno e si diffonderanno ulteriormente, insieme all’insicurezza nella regione”. “Se gli Stati Uniti tenteranno di nuovo di lanciare attacchi contro l’eroico Iran, riceveranno una risposta ancora più forte di prima “, ha aggiunto, sottolineando che le Forze Armate iraniane restano pienamente preparate.

Trump afferma di aver raggiunto un accordo con l’Iran, ma Teheran non lo conferma,  MINUTO PER MINUTO

  • Gli Stati Uniti hanno ripreso gli attacchi contro l’Iran martedì sera  in  risposta all’abbattimento di un elicottero AH-64 Apache . L’operazione è stata condotta su ordine diretto del comandante in capo e, secondo le parole di Washington, ha costituito “una risposta proporzionata all’ingiustificata aggressione dell’Iran”. I  bombardamenti sono proseguiti  nella notte tra il 10 e l’11 giugno.
  • Secondo il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, le forze statunitensi hanno bombardato  diverse località del Paese “con pretesti infondati “. In risposta all’aggressione, l’esercito iraniano ha attaccato diverse basi statunitensi in Medio Oriente.
  • Dopo aver promesso una nuova ondata di attacchi contro l’Iran, Trump ha annunciato giovedì di  aver deciso di sospenderli  alla luce dei significativi progressi compiuti nei negoziati tra Washington e Teheran.

Fonte: RT Actualidad

Traduzione: Luciano Lago

Libertas Livorno, anche Ariel Filloy lascia la squadra

11 Giugno 2026 ore 18:42

Livorno, 11 giugno 2026 – La Libertas Livorno 1947 ha comunicato che il rapporto di collaborazione con Ariel Filloy non proseguirà nella stagione sportiva 2026/27.

Il club ha ringraziato il giocatore per la professionalità dimostrata durante i due anni trascorsi in maglia amaranto, sottolineandone l’impegno e il contributo alla squadra.

Nel comunicato viene ricordato anche un momento significativo della sua esperienza a Livorno, con la prestazione decisiva in gara 2 dei playout contro Vigevano nel maggio 2025.

La società ha infine rivolto a Filloy un ringraziamento e gli auguri per il futuro sportivo e personale.

Libertas Livorno, Woodson lascia il club dopo la stagione 2025/26

11 Giugno 2026 ore 18:38

Livorno, 11 giugno 2026 – La Libertas Livorno 1947 ha comunicato che Avery Woodson non farà parte del roster per la prossima stagione.

Il rapporto tra il club e il giocatore si è concluso al termine della stagione 2025/26, chiudendo così la sua esperienza in maglia amaranto.

La società ha espresso gratitudine nei confronti dell’atleta, sottolineando la professionalità dimostrata durante il periodo trascorso a Livorno e il contributo offerto alla squadra.

Tra i momenti ricordati dal club figura in particolare il canestro decisivo realizzato nella partita casalinga contro Rimini.

La Libertas ha infine augurato a Woodson le migliori fortune per il prosieguo della sua carriera sportiva e personale.

Maltrattamenti in famiglia a Livorno, intervengono i Carabinieri: arrestato un uomo

11 Giugno 2026 ore 18:31

Livorno, 11 giugno 2026 – I Carabinieri di Livorno Centro hanno arrestato un 50enne, accusato di maltrattamenti nei confronti della compagna.

L’intervento è scattato dopo la richiesta di aiuto della donna, che avrebbe denunciato episodi ripetuti di violenza fisica e verbale e minacce, anche legate a richieste di denaro.

La vittima si era allontanata dall’abitazione rifugiandosi dai genitori, ma sarebbe stata raggiunta nella notte dall’uomo, che avrebbe tentato di entrare con la forza nell’appartamento.

I militari lo hanno bloccato sul posto mentre cercava di forzare la porta, dopo la segnalazione al 112.

Nel corso dell’accompagnamento in caserma l’uomo avrebbe opposto resistenza ai Carabinieri, venendo poi denunciato anche per resistenza a pubblico ufficiale.

Il Tribunale di Livorno ha convalidato l’arresto disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Toscana, fissata la data dei saldi estivi: al via il 4 luglio

11 Giugno 2026 ore 18:29

Livorno, 11 giugno 2026 – In Toscana i saldi estivi 2026 partiranno ufficialmente sabato 4 luglio. La durata delle vendite di fine stagione sarà di 60 giorni.

Lo stabilisce una delibera della Giunta regionale approvata nel mese di maggio, in coerenza con la normativa sul commercio e con gli accordi definiti a livello nazionale.

La scelta della data è stata condivisa con le associazioni di categoria, nell’ottica di garantire una programmazione uniforme su tutto il territorio italiano.

L’obiettivo è quello di assicurare un quadro stabile e chiaro per esercenti e consumatori, in un periodo importante per il commercio al dettaglio.

Estate sicura sulle coste livornesi, pubblicato il bando per la vigilanza balneare

11 Giugno 2026 ore 18:28

Livorno, 11 giugno 2026 – Il Comune di Livorno ha aperto la selezione per le associazioni di volontariato interessate al progetto “Livorno Estate Sicura 2026”.

L’iniziativa prevede il rafforzamento dei servizi di informazione, controllo e primo soccorso lungo le spiagge libere e le zone costiere più frequentate del territorio.

Le attività interesseranno in particolare le aree del Romito e di Quercianella, tra il Castello del Boccale e il porticciolo di Chioma.

L’amministrazione comunale ha stanziato un rimborso complessivo fino a 31mila euro per sostenere le associazioni che parteciperanno al progetto.

Le domande di partecipazione dovranno essere inviate entro il 17 giugno 2026 alle ore 13, esclusivamente tramite posta elettronica certificata.

Tutte le informazioni e i moduli sono disponibili sul portale del Comune di Livorno.

Cinghiali all’Elba, Amadio (FdI): “Dal PD si accorgono ora del problema”

11 Giugno 2026 ore 18:25

Livorno, 11 giugno 2026 – Intervento della consigliera regionale di Fratelli d’Italia Marcella Amadio sulla questione dei cinghiali all’Isola d’Elba, dopo le dichiarazioni del deputato PD Marco Simiani e del consigliere regionale Alessandro Franchi.

Amadio critica il fatto che, secondo lei, esponenti dello stesso partito oggi chiedano interventi straordinari su un tema che sarebbe noto da tempo e già oggetto di segnalazioni.

Nel suo intervento, la consigliera afferma che la situazione degli ungulati all’Elba rappresenta da anni un problema per agricoltura, sicurezza e turismo, e sostiene che le proposte arrivate ora dal Partito Democratico arrivino in ritardo rispetto all’emergenza.

Amadio richiama inoltre il ruolo della Regione Toscana, guidata dallo stesso partito, sottolineando la necessità di interventi più rapidi ed efficaci, anche attraverso strumenti straordinari come la figura del commissario.

La consigliera conclude invitando a intervenire in modo diretto sulla gestione del fenomeno, per rispondere alle esigenze del territorio elbano.

Targa per i bambini di Gaza, Potere al Popolo replica: “Non è propaganda ma memoria delle vittime”

11 Giugno 2026 ore 18:24

Livorno, 11 giugno 2026 – Potere al Popolo Livorno ha diffuso una risposta al comunicato dell’Associazione Italia-Israele in merito alla mozione per l’intitolazione di una targa ai bambini palestinesi.

Nel testo, il movimento respinge l’idea che l’iniziativa possa essere considerata una strumentalizzazione politica, sostenendo che si tratti invece di un gesto di attenzione verso le vittime civili del conflitto.

Secondo Potere al Popolo, la targa vuole ricordare in particolare la condizione dei minori coinvolti nella guerra a Gaza e richiamare l’attenzione sull’emergenza umanitaria in corso.

Il comunicato sottolinea inoltre che la sofferenza dei bambini in guerra rappresenta una tragedia che non conosce distinzioni e che deve essere riconosciuta come tale in ogni contesto.

Il gruppo afferma che iniziative di questo tipo nascono dalla necessità di dare visibilità a una situazione ancora in evoluzione e ritiene legittimo il dibattito pubblico sul tema.

Potere al Popolo conclude ribadendo la propria posizione a sostegno dell’iniziativa e della sua finalità simbolica.

Province in Europa, la battaglia per i fondi: “Più territori, meno centralismo”

11 Giugno 2026 ore 18:22

Livorno, 11 giugno 2026 – A Bruxelles si è discusso del futuro della politica di coesione europea e il messaggio arrivato dalle Province è chiaro: le risorse devono restare più vicine ai territori e non concentrarsi nei livelli centrali.

Al summit “Bringing Cohesion Closer”, ospitato dal Comitato europeo delle Regioni e promosso da Partenalia, amministratori locali di diversi Paesi hanno chiesto di rafforzare il ruolo delle autorità intermedie, come Province ed enti di area vasta, nel sistema di gestione dei fondi europei.

La preoccupazione principale riguarda il rischio di una nuova centralizzazione delle decisioni, sia a livello europeo che nazionale, che potrebbe allontanare le risorse dai territori che ne hanno bisogno.

A rappresentare l’Italia erano presenti la presidente della Provincia di Livorno Sandra Scarpellini, insieme al presidente della Provincia di Lucca Marcello Pierucci e al vicepresidente di Partenalia Luca Menesini, che hanno portato una posizione comune degli enti locali.

Secondo Scarpellini, la gestione dei fondi non dovrebbe essere accentrata negli Stati ma valorizzare il ruolo delle Province, considerate fondamentali per ridurre le disuguaglianze tra aree forti e aree più fragili.

Dal confronto è emerso anche che, in molti casi, gli enti locali risultano più rapidi nell’attuazione dei progetti rispetto alle amministrazioni centrali, come evidenziato anche da alcune analisi sul Pnrr.

Per gli amministratori presenti, la coesione europea rischia di perdere efficacia se si allontana dai territori. L’obiettivo, invece, dovrebbe essere quello di rafforzare chi opera più vicino ai cittadini, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne.

Ingegneri, rinnovato il Consiglio dell’Ordine di Livorno: Pistone confermato presidente

11 Giugno 2026 ore 10:18

Livorno, 11 giugno 2026 – Nuovo Consiglio per l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Livorno, insediatosi ufficialmente lo scorso 3 giugno per il mandato 2026-2030. Alla guida resta l’ingegner Francesco Pistone, confermato alla presidenza dagli iscritti al termine del precedente quadriennio.

Un rinnovo nel segno della continuità, ma con una squadra in parte aggiornata, che punta a consolidare il percorso avviato negli ultimi anni. Durante il mandato appena concluso, l’Ordine si è distinto per un’intensa attività istituzionale, con tavoli tecnici e interlocuzioni con enti pubblici su temi strategici per la categoria, affiancati da numerose iniziative dedicate alla formazione e all’aggiornamento professionale.

Definita anche la nuova struttura interna: Anna Franceschi assume il ruolo di segretario, mentre Paolo Chiara ed Enrico Battaglini saranno vicepresidenti. Michela Carrai è il nuovo tesoriere. Completano il Consiglio Luca Bonannini, Desy Candura, Alessandro Novelli, Monica Rossi, Giovanni Vukich e Valerio Benocci.

La composizione del nuovo organo riflette una pluralità di esperienze, con professionisti provenienti sia dal settore pubblico che da quello privato, e un’attenzione crescente verso la rappresentanza di genere e il coinvolgimento dei più giovani.

“Proseguiremo il lavoro avviato, rafforzando il dialogo con le istituzioni e con gli iscritti – ha sottolineato Pistone – con l’obiettivo di rendere l’Ordine sempre più moderno, inclusivo e vicino alle esigenze della professione”.

Tra le priorità del nuovo mandato, la continuità nelle attività formative, l’aggiornamento tecnico e il rafforzamento dell’impegno sociale sul territorio.

Disabilità gravissime: dalla Regione oltre 14 milioni di euro per sostenere la domiciliarità

12 Giugno 2026 ore 00:08

FIRENZE – Oltre 14 milioni di euro per garantire continuità ai percorsi di assistenza e sostegno domiciliare delle persone con disabilità gravissime. È questo il contenuto della delibera approvata dalla giunta regionale su proposta dell’assessora alle politiche sociali Monia Monni, con la quale viene assegnata ai 28 ambiti territoriali della Toscana (Società della Salute e Zone distretto) una prima tranche di 14.264.121,79 euro, pari al 50% delle risorse del Fondo nazionale per le non autosufficienze 2025 destinate alle disabilità gravissime.

Le risorse saranno utilizzate dai territori per la presa in carico delle persone e per la definizione, insieme agli interessati e alle loro famiglie, di progetti personalizzati finalizzati a favorire la permanenza al domicilio e a migliorare la qualità della vita delle persone con bisogni assistenziali particolarmente complessi.

“Il modello toscano di welfare territoriale cerca costantemente di coniugare prossimità, integrazione sociosanitaria e attenzione alla persona – dichiara il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani –. È questo il senso profondo anche di questo intervento, con cui investiamo sulla domiciliarità, sull’autonomia e sulla qualità della vita delle persone con disabilità gravissime”.

“Con questo provvedimento garantiamo continuità a interventi essenziali per migliaia di persone e per le loro famiglie – sottolinea Monia Monni –. Sostenere la domiciliarità significa offrire alle persone la possibilità di vivere nel proprio ambiente di vita e di relazioni, evitando o rinviando il più possibile il ricorso a strutture residenziali. È una scelta che mette al centro la dignità, l’autonomia e la qualità della vita delle persone più fragili“.

Il contributo economico mensile, definito sulla base dei bisogni assistenziali individuati dai servizi territoriali, varia da un minimo di 900 euro a un massimo di 1200 euro ed è finalizzato all’assunzione di un assistente personale o di altre figure professionali di ambito sociale, così da sostenere concretamente le famiglie nel carico di cura quotidiano. Nel caso di minori con disabilità gravissima, quando non sia possibile attivare un contratto di lavoro tra il minore e uno dei genitori, è previsto un assegno compreso tra 800 e 1.100 euro mensili a sostegno delle funzioni assistenziali svolte dalla famiglia.

Migliorare la qualità della vita delle persone con gravissime disabilità e che hanno bisogno dell’aiuto di un assistente personale: è questo l’obiettivo di fondo del provvedimento, al quale nel prossimo autunno seguirà l’assegnazione del restante 50% del fondo che, ricordiamo, la Regione ha deciso di anticipare con risorse proprie, in attesa che si concluda l’iter di approvazione del Piano nazionale per la non autosufficienza e l’erogazione del Fondo triennale 2025-2027 delle relative risorse.

Attualmente sono oltre 2800 le persone in Toscana che beneficiano di contributi e interventi a sostegno dell’assistenza domiciliare. Si tratta di misure che integrano le prestazioni già garantite dal sistema sanitario e sociosanitario pubblico e che rappresentano uno strumento fondamentale per sostenere i percorsi di vita delle persone con disabilità gravissime e delle loro famiglie. 

REDAZIONE

Muore e lascia i suoi beni all’ospedale di Portoferraio: l’ultimo gesto di Luciana Gelli

12 Giugno 2026 ore 00:14

PORTOFERRAIO – “Il lascito testamentario di Luciana Gelli in favore dell’ospedale di Portoferraio rappresenta un gesto encomiabile”. Così commenta la notizia Manuel Anselmi (coordinatore di Cgil dell’arcipelago livornese)

“Luciana – commenta – è stata una donna che ha dedicato la propria vita a sostegno dei più deboli e a difesa dei loro diritti. Questo suo ultimo ‘messaggio’ rappresenta un invito a tutti quanti a dedicarsi al benessere comune dei cittadini elbani. Un insegnamento che non deve essere disperso. Auspichiamo che le risorse donate da Luciana siano spese nel miglior modo possibile per il bene della sanità elbana e della salute dei cittadini”.

Una targa per gli 80 anni della Rondinella Marzocco nell’anno della promozione in serie D

11 Giugno 2026 ore 21:27

FIRENZE – “Da ottanta anni patrimonio per il territorio fiorentino, presidio capace di unire generazioni, valorizzare i giovani, custodire la tradizione sportiva”. Queste le parole incise sulla targa dedicata alla società calcistica Rondinella Marzocco, consegnata oggi (giovedì 11 giugno) nella Sala delle Feste di palazzo Bastogi dalla presidente del consiglio regionale Stefania Saccardi. A ritirare il riconoscimento Riccardo Cerza, presidente della storica società calcistica fiorentina, nata nel luglio 1946 in un bar del rione fiorentino di San Frediano e che quest’anno è stata promossa in serie D.

“Nell’ottantesimo anniversario della fondazione della Rondinella Marzocco – ha detto la presidente Stefania Saccardi – ci è sembrato naturale e doveroso riconoscerne la storia, il percorso e il forte legame con la città. La Rondinella non è la seconda squadra di Firenze, ma l’altra squadra di Firenze: insieme alla Fiorentina rappresenta la città e, per certi aspetti, si identifica con essa in modo ancora più profondo. Tradizionalmente è la squadra dell’Oltrarno, oggi del Quartiere 4, dove disputa le proprie partite. Ancora oggi incarna valori autentici: la tradizione, la popolarità, il forte senso di appartenenza e quel legame con la città e con il territorio che è una caratteristica distintiva dei fiorentini. Si tratta di un riconoscimento del consiglio regionale, nell’anno in cui la Rondinella entra nel campionato di serie D, a una società che rappresenta una delle realtà più radicate nel territorio. Una realtà bellissima che continua a coinvolgere tanti giovani, accompagnandoli nella crescita sportiva e personale all’interno di una storia ultradecennale”.

“Ci è sembrato inoltre doveroso – ha concluso Saccardi – ricordare Lorenzo Bosi, che tutti noi abbiamo conosciuto e apprezzato. Alla Rondinella ha dato un impulso straordinario e si può affermare, senza timore di smentita, che sia stato uno dei principali artefici della rinascita, del rafforzamento della società e del prestigioso risultato sportivo che la squadra ha conquistato e celebrato in questa stagione”.

“Siamo emozionati e orgogliosi di questo riconoscimento per i nostri ottant’anni – ha affermato Riccardo Cerza – Questo per noi è un bellissimo compleanno. In 10 anni siamo riusciti a passare dalla terza categoria alla serie D. È un risultato frutto di un processo che non è avvenuto a caso, ma è merito della nuova gestione di Lorenzo Bosi, che ha portato avanti un progetto con grande caparbietà, costruendo intorno a sé una grande comunità”. “La Rondinella non è solo una squadra di calcio – ha continuato Cerza – ma una realtà che richiama il popolo di Firenze e rappresenta un pezzo di storia di un quartiere e della città stessa”.

Nel corso della cerimonia sono intervenuti anche Roberto Vinciguerra, responsabile Storia e tradizione della società, e Alberto Bosi, zio di Lorenzo, che ha guidato la Rondinella dal 2010 fino alla sua scomparsa nell’ottobre scorso. Erano presenti alla cerimonia anche i due vicepresidenti della Rondinella Marzocco, Francesco Di Costanzo e Daniele Rossi, una delegazione della squadra composta da Alessandro Mazzolli, Lapo Ciardini, Niccolò Ricchi, i consiglieri regionali Francesco Casini, Jacopo Maria Ferri, Alessandro Tomasi, Andrea Vannucci.

REDAZIONE

L’Iran esclude negoziati con gli Stati Uniti a causa dell’escalation militare nella regione.

11 Giugno 2026 ore 21:26

Il Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che il governo mantiene inalterate le proprie rivendicazioni sovrane, sulla base dei testi giuridici presentati nei precedenti round di negoziati.

Il team negoziale della Repubblica Islamica dell’Iran ha categoricamente smentito le voci sull’avvio di nuovi colloqui politici con l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump. Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, le autorità di Teheran hanno confermato che non sono in corso colloqui attivi a causa dei recenti scontri militari avvenuti nelle prime ore di giovedì 11 giugno.

Fonti ufficiali vicine alla delegazione diplomatica iraniana hanno confermato che il governo mantiene le proprie rivendicazioni sovrane basate sui testi giuridici presentati nei precedenti cicli di colloqui. La delegazione iraniana ha affermato che le pressioni politiche ed economiche esercitate da Washington costituiscono richieste unilaterali che vanno oltre i limiti del diritto internazionale. https://www.youtube.com/embed/xKsgWPf0wYw?feature=oembed

Il Ministero degli Esteri iraniano ha condannato fermamente i raid aerei condotti dalle forze militari statunitensi contro diverse regioni del sud del Paese. Il Ministero degli Esteri ha definito i raid aerei atti illegali che di fatto minano gli accordi di cessate il fuoco in vigore nella zona.

In risposta diretta alle incursioni statunitensi, il comando centrale dell’esercito iraniano ha confermato un attacco coordinato con droni contro le installazioni della Quinta Flotta statunitense in Bahrein. Le unità militari hanno riferito che l’operazione di rappresaglia ha colpito direttamente le antenne di comunicazione e le stazioni radar del sistema di difesa missilistica Patriot.

Contemporaneamente, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha segnalato attacchi missilistici di alta precisione contro basi di dispiegamento strategiche nella regione. I comandi operativi locali hanno affermato che le azioni difensive hanno causato gravi danni alle infrastrutture e agli hangar per aerei appartenenti alle forze alleate occidentali.

In ambito politico, Mohammad Mokhbar, consigliere della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, ha avvertito in un’intervista ai media che la prosecuzione del confronto dipenderà dalle decisioni prese da Washington. L’alto funzionario ha sottolineato che la Repubblica Islamica non rinuncerà alle sue prerogative di indipendenza nazionale di fronte a minacce esterne.

Mokhbar ha sottolineato che qualsiasi nuova incursione che violi le coste o lo spazio aereo sovrano dell’Iran incontrerà una risposta istituzionale più decisa da parte delle forze regolari. Ha concluso affermando che le linee strategiche di difesa territoriale mirano a scoraggiare qualsiasi tentativo da parte del governo statunitense di controllare le risorse energetiche.

Autore: teleSUR

Fonte: Agenzie

Traduzione: Luciano Lago

Si dividono dopo due anni le strade di Don Bosco Livorno e coach Di Manno

11 Giugno 2026 ore 20:52

LIVORNO – Si interrompe il rapporto di collaborazione tra la Pallacanestro Don Bosco e coach Giuseppe Di Manno. Lo comunica la società e si chiude così una storia lunga due stagioni.

Il club ringrazia coach Di Manno per la professionalità, la passione e la competenza dimostrate, nonché per il prezioso contributo offerto alla crescita degli atleti, al percorso formativo degli allenatori e allo sviluppo dell’area tecnico-sportiva della società.

Questa la dichiarazione di coach Giuseppe Di Manno al termine dell’anno 2025/2026: “Concludo questa esperienza con un profondo senso di gratitudine per quanto vissuto e con la consapevolezza di aver ricevuto molto, sia dal punto di vista professionale che umano. Desidero ringraziare la società per la fiducia che mi è stata accordata e per l’opportunità di far parte di una realtà che rappresenta una delle storie più importanti e riconoscibili della pallacanestro italiana. Aver contribuito, anche solo per un tratto del suo lungo cammino, è per me motivo di grande orgoglio. In questi anni ho avuto la possibilità di lavorare in un ambiente ricco di passione, competenza e valori, confrontandomi quotidianamente con persone che hanno lasciato un segno importante nella mia crescita professionale e umana. Un ringraziamento speciale va a tutti i collaboratori con cui ho condiviso il lavoro dentro e fuori dal campo. Ho avuto la fortuna di incontrare allenatori, dirigenti e professionisti di altissimo livello, ma soprattutto persone straordinarie con cui si sono costruiti rapporti autentici, fondati sul rispetto reciproco, sulla collaborazione e sulla comune passione per questo sport”.

“Ringrazio inoltre tutti gli atleti e le loro famiglie. Accompagnare la crescita dei ragazzi, condividere con loro soddisfazioni – prosegue Di Manno – difficoltà e momenti di formazione è senza dubbio l’aspetto più significativo della mia esperienza e il ricordo che porterò con me con maggiore affetto. Auguro alla società, ai suoi dirigenti, ai tecnici e a tutti i ragazzi le migliori soddisfazioni sportive e personali per il futuro”.

A coach Di Manno va il più sincero ringraziamento da parte di tutta la famiglia Don Bosco, insieme all’augurio delle migliori soddisfazioni professionali e personali per il prosieguo della sua carriera.

Sinner torna in campo dopo il malore al Roland Garros: sarà presente a un’esibizione a Londra prima di Wimbledon

11 Giugno 2026 ore 20:09

Jannik Sinner scenderà in campo prima di Wimbledon. Non in un torneo, come già annunciato prima dell’eliminazione al Roland Garros, bensì in un match di esibizione. È stata ufficializzata infatti la presenza del numero uno al mondo al Giorgio Armani Tennis Classic, rassegna di esibizione ormai ultratrentennale che si disputa all’Hurlingham Club, dal 23 al 27 giugno. Una notizia ben accolta anche dal direttore del torneo Nikhil Waugh: “Per la nostra 32esima edizione, siamo eccitati di dare il benvenuto a Jannik Sinner, che si aggiunge ad un parco giocatori eccezionale”.

Sinner è reduce da un periodo difficile, dopo il malore al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo, e dopo una settimana di vacanza si è sottoposto per due giorni a dei controlli specifici e molto lunghi al San Raffaele di Milano. Per l’altoatesino sembra però tutto nella norma e ha già ripreso gli allenamenti verso Wimbledon. In mezzo ci sarà l’esibizione a Londra, dove Sinner affronterà diversi altri tennisti di altissimo livello.

L’altoatesino, infatti, non sarà né l’unico Top 10, né l’unico italiano presente ai nastri di partenza. C’è Flavio Cobolli con lui, diventato n.10 dopo la finale disputata al Roland Garros, ma anche Luciano Darderi (n.18). A completare il roster, altri giocatori di un certo spessore: Casper Ruud (n.14), Karen Khachanov (n.15), Learner Tien (n.19) e Cameron Norrie (n.29), semifinalista a Wimbledon nel 2022 che sarà l’unico rappresentante britannico.

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Renzi scatenato contro Meloni: “Lei è diventata lady tax. Sotto ai suoi video va messa la scritta ‘contiene fake news'”

11 Giugno 2026 ore 19:45

Duro intervento di Matteo Renzi in Aula al Senato durante la discussione generale sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo. “Noi siamo d’accordo con la presidente, quando c’è un video che contiene una fake news o un’immagine falsa è giusto dirlo. Ma non sarà il caso di mettere alcune di queste diciture anche su alcune sue dichiarazioni dell’ultimo periodo?”, esordisce il leader di Italia Viva.

La prima “fake” analizzata da Renzi è quella sulla pressione fiscale del governo Meloni, mai così alta dal post governo Monti. “C’è un video che circola, dice che con lei la pressione fiscale scenderà al 40% in Costituzione. La realtà è che oggi con lei è a livelli record. Riprendiamo questo video e ci mettiamo la dicitura ‘questo video contiene fake news’? – attacca Renzi – Perché lei è diventata nel giro di tre anni lady tax?”.

“Quando ci dice che con questo governo ora incidiamo, dobbiamo mettere la dicitura fake news o semplicemente state cercando di barcamenarvi su un posizionamento politico che, orfano del ponte di Trump, non vi fa più trovare a casa?”, affonda ancora Renzi. “Dovete smetterla con questa narrazione per cui da quando ci siete voi è cambiato il mondo”, si infervora l’ex premier, sottolineando infine l’ultima fake news, quella sul discorso fatto alla Camera da Meloni.

Quindi Renzi conclude rimarcando i dissapori interni allo stesso centrodestra. “Chi sta dicendo che lei ha fallito sulla sicurezza non è questa parte politica, è Vannacci – attacca – La novità politica di oggi è che lei è attaccata da destra. E ci sono due mozioni nell’ambito del centrodestra perché questa è la rottura politica”.

Video Youtube Matteo Renzi

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Vigili del fuoco in azione a Campo nell’Elba per il soccorso di due persone in una zona impervia

11 Giugno 2026 ore 19:07

CAMPO NELL’ELBA – I vigili del fuoco del comando di Livorno, attraverso il personale del distaccamento di Portoferraio, sono attualmente impegnati in un intervento di recupero nel territorio comunale di Campo nell’Elba. Le operazioni riguardano due persone, con ogni probabilità turisti, che si sono addentrate in un’area impervia e di difficile accesso.

Vista la complessità del territorio, le squadre di terra sono state affiancate dai mezzi aerei per facilitare le procedure di soccorso. In supporto al personale operante sull’isola è stato infatti inviato l’elicottero Drago 127, decollato dal reparto volo di Arezzo.

Le manovre per raggiungere e mettere in sicurezza i due individui sono tuttora in corso, in attesa di ulteriori aggiornamenti sull’esito dell’intervento.

Ronaldo a Bocelli: “Ti ho visto con Sinner. Sono geloso di entrambi, mi sono innamorato”. Il video dell’incontro

11 Giugno 2026 ore 18:44

Un incontro tra due leggende amate in tutto il mondo nel backstage del Fifa Countdown Concert, l’evento che ha dato ufficialmente il via al conto alla rovescia verso i Mondiali di calcio 2026. Andrea Bocelli e Ronaldo Luís Nazário de Lima ‘il Fenomeno’ si sono ritrovati dietro le quinte della manifestazione, regalando ai presenti un siparietto spontaneo e divertente. Nel video diffuso sui social, l’ex fuoriclasse brasiliano, all’Auditorio Nacional di Città del Messico, si rivolge a Bocelli in un fluente italiano e scherza sul recente incontro del tenore con Jannik Sinner. “Mi sto allenando a tennis, ho visto che ti sei incontrato con Sinner. Ero geloso di tutti e due, mi sono innamorato di tutti e due“, dice Ronaldo sorridendo. Poi aggiunge parole di stima per il campione altoatesino: “È una persona molto brava“.

Colpito dall’italiano dell’ex attaccante di Inter e Milan, Bocelli gli fa notare: “Però parli ancora bene italiano“. Pronta la replica di Ronaldo: “Eh sì… otto anni di calcio“, ricordando con ironia il lungo periodo trascorso nel campionato italiano. Un momento di grande empatia tra due protagonisti assoluti delle rispettive discipline, che sta rapidamente conquistando il pubblico sui social, unendo nel segno dello sport e della musica due figure entrate da tempo nell’immaginario collettivo internazionale. Bocelli tra qualche ora sarà protagonista anche dell’apertura ufficiale dei Mondiali di Calcio 2026, dove si esibirà con l’inno della manifestazione, “DNA“, firmato dallo stesso tenore con David Guetta, Megan Thee Stallion e Ejae.

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Peter Gomez: “Il Fatto cresce del 19% perché diciamo ai lettori quello che qualcuno non vuole che si sappia”

11 Giugno 2026 ore 18:40

Ospite di Battitori liberi, su Radio Cusano, Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.it e di Fq Millennium, scatta una fotografia nitida, e per certi versi inquietante, dello stato della stampa in Italia: un’analisi che non riguarda solo i bilanci o le copie vendute, ma tocca le fondamenta stesse del pluralismo e della libertà di critica.

Alla constatazione amara del conduttore Savino Balzano, che esprime stupore nel vedere testate e giornalisti che, dopo la richiesta milionaria di Cipriani e Minetti, fanno quasi il tifo perché qualcuno riesca a far chiudere Il Fatto, Gomez individua due ragioni fondamentali: “Mentre il panorama editoriale arranca, ad aprile il nostro giornale ha registrato un aumento del 19% delle copie, risultando l’unica testata in crescita insieme a Il Giornale di Tommaso Cerno (+1,1%). Il secondo motivo di questo astio sta nel fatto che, per vari motivi, i quotidiani dipendono tutti più o meno dalla politica ormai o dalle istituzioni. Poi probabilmente non saremo simpatici a tutti, però io credo che queste siano le due ragioni principali”.

Secondo il direttore, il segreto di questo successo è banale quanto rivoluzionario: “Il nostro giornale ha aumentato le copie non solo in virtù delle sue prese di posizioni diverse rispetto alla gran parte della stampa sulla Palestina e sulla guerra tra Russia e Ucraina, ma soprattutto in virtù dell’unico segreto per vendere i giornali: dire alle persone qualcosa che non sanno. Qualcosa che qualcuno non vuole che si sappia“. Una missione che oggi sembra diventata un’anomalia in un mercato dove i quotidiani appaiono “generalmente tutti uguali”.

Gomez ricorda che l’autonomia editoriale del Fatto Quotidiano è resa possibile da un modello economico che, con orgoglio, rifiuta il cordone ombelicale dello Stato: nonostante un bilancio complesso dovuto all’incremento dei costi del personale, la società ha scelto di tutelare ogni singolo dipendente. “Al contrario di gran parte dei giornali – sottolinea Gomez – abbiamo deciso di non dichiarare lo stato di crisi, quindi di non mandare via nessuno e di non ridurre l’orario di lavoro”. In un momento di incertezza, la testata aveva inizialmente inoltrato la richiesta per accedere al contributo di 10 centesimi a copia previsto per legge, ma una volta ottenuta l’approvazione ufficiale, è arrivato il rifiuto: “Quando da Palazzo Chigi ci hanno comunicato che eravamo stati ammessi, abbiamo detto di no. È una questione di coerenza“.

Una scelta che Gomez rivendica con forza, lanciando una frecciata ai sedicenti campioni del libero mercato che sopravvivono solo grazie ai sussidi: “In questo Paese, molti di quelli che predicano il neoliberismo e sostengono che il costo del lavoro sia troppo alto vivono di fondi pubblici, fondazioni o cooperative. Sono tutti liberali alle vongole. Noi siamo liberali, ma certamente non siamo alle vongole“.

Tuttavia, il prezzo del dissenso in Italia si paga con la moneta della delegittimazione. A Balzano che ricorda con sarcasmo le inchieste “risibili” volte a dimostrare un fantomatico finanziamento putiniano dietro le posizioni del giornale sulla guerra in Ucraina, Gomez ribadisce che il clima è diventato tossico: “Quello che non si accetta più è che ci sia gente che ha opinioni diverse semplicemente perché la pensa così. Evidentemente c’è tanta di quella gente che è pagata in qualche modo dall’altra parte, che pare impossibile che questo avvenga”.

Il direttore del Fatto online cita gli attacchi scomposti alla testata sul racconto dei massacri a Gaza. Pur ribadendo il diritto di Israele a reagire dopo l’orrore del 7 ottobre, Gomez ha denunciato il superamento di ogni limite umanitario: “Già dopo un mese ci siamo resi conto che quella reazione era spropositata: non era più giustizia, era vendetta“. Per questa analisi, il direttore è stato marchiato con l’infamia di essere “filo-Hamas”, un esempio plastico di una strategia volta a silenziare il dibattito: “Si viene associati a terroristi o dittatori solo perché si hanno opinioni diverse basate su analisi dei fatti differenti. Ma questa non è democrazia, perché la democrazia vive di confronto”

In ultima analisi, Gomez punta il dito contro la crisi d’identità della professione, stigmatizzando i troppi colleghi che passano con disinvoltura dal giornalismo ai ruoli di portavoce politico: “Noi giornalisti, un po’ come si dice dei magistrati, non dobbiamo essere solo indipendenti. Dobbiamo anche apparire tali”. La chiusura è affidata a un monito di Paul Valéry, che fotografa perfettamente la barbarie del dibattito pubblico attuale: “Quando non puoi attaccare il ragionamento, attacchi il ragionatore“.

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Morto a novant’anni il giurista Natalino Irti: avvocato e accademico, è stato maestro del diritto civile

11 Giugno 2026 ore 18:30

È morto a novant’anni Natalino Irti, tra i più autorevoli giuristi italiani del secondo Novecento e una delle voci più influenti del diritto civile contemporaneo. Originario di Avezzano (L’Aquila), avvocato e professore ordinario, è stato accademico dei Lincei, presidente emerito dell’Istituto italiano per gli studi storici e dal 1977 docente all’Università La Sapienza di Roma, dove ha insegnato istituzioni di diritto privato, diritto civile e teoria generale del diritto, contribuendo alla formazione di generazioni di magistrati, avvocati e accademici. È stato anche presidente del Credito Italiano, vicepresidente dell’Enel, membro del consiglio d’amministrazione dell’Iri (Istituto per la ricostruzione industriale) e del Comitato per le privatizzazioni. Il nome di Irti resta legato soprattutto a “L’età della decodificazione”, opera con cui ha interpretato la progressiva perdita di centralità del codice civile e la nascita di sottosistemi normativi autonomi, governati da logiche e principi propri. Una riflessione che ha segnato in profondità il modo di leggere il diritto privato nell’Italia contemporanea, aprendo un confronto sul ruolo della dottrina, sulla certezza del diritto e sul rapporto tra codici, leggi speciali, economia e potere politico.

“Con Natalino Irti scompare uno dei protagonisti assoluti del pensiero giuridico italiano”, lo ricorda il presidente del Consiglio nazionale forense (l’organismo di vertice dell’avvocatura) Francesco Greco. “La sua riflessione ha attraversato il diritto nella sua dimensione più profonda, interrogandosi non solo sugli istituti ma sul senso stesso dell’ordinamento. Ha ridefinito il modo di leggere il codice civile e il diritto privato contemporaneo ed è stato sempre un osservatore attento alle trasformazioni profonde della società. Il Consiglio nazionale forense tutto lo ricorda con gratitudine e reverenza e si stringe al dolore della famiglia”. Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione bancaria italiana, “ricorda commosso la limpida figura di Natalino Irti, che è stato anche banchiere e che fino alla scomparsa era proboviro” dell’associazione: “Di Natalino ho sempre ammirato la profonda cultura giuridica dell’insigne docente, le grandi e poliedriche sensibilità culturali e l’impegno professionale rigoroso. Con lui già negli anni Ottanta parlavamo di privatizzazioni bancarie, in anticipo rispetto a quanto poi sarebbe avvenuto”, dichiara in una nota.

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Iran, Iraq, Yemen, Hezbollah e Turchia contro Washington e Tel Aviv: l’ora zero di stasera?

11 Giugno 2026 ore 17:58

Mercoledì sera, 10 giugno 2026 – Introduzione strategica: transizione alla fase di mutua distruzione esistenziale

di Talal Nahle

L’ora zero della grande guerra esistenziale: mobilitazione dei B-52 e ghigliottina “infrastrutturale” di fronte alla dottrina iraniana della determinazione.

Il Medio Oriente sta entrando nel suo periodo più pericoloso, che segna il passaggio dagli scontri tattici all’effettivo inizio di una guerra totale ed esistenziale contro l’Iran e il suo asse. In seguito al doppio colpo militare subito dall’alleanza occidentale e dall’entità sionista, ogni margine di manovra e di comunicazione indiretta è svanito. Ciò si è manifestato con l’ammissione ufficiale e pubblica da parte di Israele dell’attacco missilistico iraniano mirato e preciso contro la base aerea di Ramat David, unitamente a una serie di attacchi di Khaibar Shekan che hanno distrutto gli hangar degli F-35 in Giordania e martellato la Quinta Flotta.

Il crollo dei baluardi della deterrenza ha spinto il presidente statunitense Donald Trump e l’entità sionista ad attivare l’opzione della “massima distruzione”. Questa sera, il mondo è a poche ore da un attacco coordinato tra Stati Uniti e Israele contro infrastrutture energetiche e ponti in Iran. L’Iran sta rispondendo con un’allerta globale, sia balistica che aerea, volta a rompere definitivamente con lo stato di “né guerra né pace”, mentre il fronte meridionale libanese è in fiamme a causa dell’isterica sete di vendetta di Israele e del suo desiderio di isolare la regione con il fuoco.

1. Massiccia mobilitazione aerea da parte del CENTCOM e allerta israeliana senza precedenti

Il Comando Centrale degli Stati Uniti e l’esercito israeliano hanno assunto una posizione di totale impiego della forza per condurre un’operazione offensiva su vasta scala:

• Schieramento di bombardieri strategici a duplice capacità : i radar di navigazione hanno rilevato il passaggio di bombardieri strategici pesanti B-52 sul Mediterraneo, diretti verso la regione del Golfo Persico, al fine di formare una forza aerea distruttiva contro le retrovie.

• Riposizionamento e dispiegamento presso la base aerea Prince Sultan (PSAB): le immagini satellitari hanno rilevato eccezionali movimenti tattici difensivi e offensivi. Questi hanno comportato la distribuzione e il dispiegamento di aerei AWACS di allerta precoce E-3B Sentry, aerei di comando e ritrasmissione E-11 e aerei da pattugliamento marittimo P-8 dalle piste e dai piazzali principali alle vie di accesso della base saudita, in previsione di attacchi missilistici iraniani preventivi o di rappresaglia.

• La più grande mobilitazione israeliana (280.000 soldati e ufficiali): Subito dopo che l’entità sionista ha ammesso il fallimento del suo blackout mediatico e ha confermato che la base di Ramat David era stata colpita da missili di Teheran, il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha emesso un ordine eccezionale per avviare una mobilitazione di riserva che comprendeva 280.000 soldati e ufficiali, provenienti sia dal fronte interno che da reclute recentemente smobilitate, per preparare il fronte interno a uno scenario di guerra prolungata e totale.

• Trump brandisce la spada di Damocle sulle infrastrutture iraniane : Trump è apparso su Fox News e ABC per annunciare esplicitamente la sua imminente intenzione di dare l’ordine definitivo per nuovi attacchi mortali contro centrali elettriche e ponti strategici in Iran. Con una tattica di guerra psicologica, ha affermato che “l’esercito, la marina e l’aeronautica iraniani sono nel caos totale e stanno affrontando una sconfitta schiacciante” e ha promesso che l’Iran pagherà un prezzo salato stasera per il suo ritardo nella firma degli accordi con gli Stati Uniti. Nel frattempo, il CENTCOM ha annunciato la sospensione delle rotazioni di otto navi e il ridispiegamento di 134 imbarcazioni attraverso lo Stretto di Hormuz per rafforzare il blocco.

2. Il fronte di Teheran… Sbloccare la situazione di stallo del “né guerra né pace” e giungere alla fase finale dei negoziati con il Qatar.

Di fronte alla minaccia esistenziale di perdere le proprie risorse energetiche, i leader iraniani hanno tracciato delle linee rosse invalicabili:

• I categorici “no” di Pezeshkian e Ghalibaf : il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha dichiarato durante la cerimonia commemorativa in onore dell’Imam Khamenei che “l’Iran non cederà mai alle minacce e deve uscire immediatamente da questo stato di né guerra né pace “, considerando la minaccia di bombardare le infrastrutture come prova della disperazione e dell’impotenza del nemico. Allo stesso modo, il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha affermato che la parola finale spetta alle forze armate, minacciando di trasformare il blocco navale in una sconfitta storica per Washington.

• La dottrina incendiaria di Araghchi per il Golfo : il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha lanciato un ultimo avvertimento di evacuazione al CENTCOM: “Se tenete alla vostra sicurezza, fareste meglio a lasciare la regione”. Ha ribadito il suo rifiuto dell’internazionalizzazione dello Stretto di Hormuz, considerandolo un corridoio sovrano condiviso tra Teheran e Muscat, e ha affermato che le flotte che attraversano migliaia di chilometri non hanno il diritto di violarne i confini legali.

• L’ultima disperata missione dei negoziatori qatariani : Reuters ha riferito che una delegazione di negoziatori qatariani è arrivata a Teheran questa mattina per un tentativo urgente, come ultima risorsa, di raggiungere un accordo finale e superare le divergenze tecniche dopo intense consultazioni con Washington. Questa iniziativa mira a guadagnare tempo prima della scadenza imposta da Trump per interrompere i negoziati e lanciare campagne di bombardamenti distruttivi.

3. Il fronte libanese… Divieto di utilizzo della fibra ottica, violazione della sovranità a Ramim e annientamento della 401ª Brigata.

Sul fronte meridionale, la crescente impotenza di Israele si è trasformata in una guerra di sterminio e distruzione indiscriminata dei villaggi di Jabal Amel e della sponda settentrionale del fiume Litani:

• Il rullo compressore di Majdal Zoun : gli aerei da guerra ei droni delle forze occupanti hanno intensificato i loro raid, prendendo di mira nove volte la città di Majdal Zoun. Questi attacchi hanno coinciso con pesanti bombardamenti su Tayr Debba, Al-Qlaiaa, Baraachit, Doueir, Deir Qanoun En Nahr, Al-Masaken Al-Chaabiyeh a Tiro, Homin Al-Fawqa, Arabsalim, Al-Ghassaniyah e Al-Ansariyah. L’operazione mirava ad attuare la nuova direttiva del Consiglio dei ministri, che concede l’autorizzazione sistematica a colpire la capitale Beirut e Dahieh non appena un missile attraversa il confine.

• Divieto di importazione di droni FPV : Il giornalista Hasan Al-Dorr ha rivelato una pericolosa misura di natura politica e di sicurezza, consistente in una direttiva urgente e rigorosa indirizzata all’aeroporto internazionale e ai porti di Beirut, che impone un divieto totale all’importazione di cavi in ​​fibra ottica. Si tratta di un disperato tentativo da parte dei servizi segreti occidentali e israeliani di contrastare il vantaggio tecnico unico dei droni kamikaze di Hezbollah, resistenti alle interferenze, che hanno inflitto danni considerevoli ai veicoli dell’esercito.

Hezbollah pronti alla guerriglia

• Distruzione del Comando della 401ª Brigata a Dibel e imboscata a Yohmor : La Resistenza ha condotto le sue operazioni offensive con estrema intensità. I ​​mujahidin (Dichiarazione n. 3) hanno effettuato un attacco eccezionale utilizzando uno sciame di droni kamikaze contro il quartier generale appena istituito del Comando della 401ª Brigata Corazzata sionista nella città di Dibel, infliggendo perdite accertate e mortali. Inoltre, i cecchini della Resistenza (Dichiarazioni 2 e 4) hanno distrutto assembramenti di veicoli e soldati nemici nella periferia sud-orientale della città di Yohmor Al-Shaqif utilizzando raffiche di razzi e proiettili di artiglieria sparati in rapida successione (incluso uno speciale missile pesante).

• Operazione Ababil ad Al-Qantara e Zawtar : i droni kamikaze dell’operazione Ababil (comunicazioni n. 6, 7 e 8) hanno distrutto un veicolo di trasporto militare israeliano e un veicolo di comunicazione all’avanguardia sulla collina di Al-Sal’a nella città di Al-Qantara. Inoltre, i droni hanno bombardato un accampamento di soldati situato nel letto del fiume alla periferia orientale di Zawtar e hanno colpito il quartier generale del comando ad Al-Bayyadah (comunicazione n. 9). Ciò porta il numero totale di carri armati Merkava distrutti a 303, senza contare i 48 ufficiali e soldati feriti negli ultimi cinque giorni, nonché i 30 morti e i 1.291 feriti dallo scorso marzo, secondo i dati forniti dall’esercito occupante.

• Il clamoroso fallimento strategico di Ramim : la stazione radio dell’esercito di occupazione (Doron Kadosh) ha fatto una rivelazione sconvolgente, svelando i dettagli di un incidente storico che ha violato le regole di ingaggio in vigore dal 2023. Un combattente della resistenza, vestito con l’uniforme completa dell’esercito di Hezbollah, è riuscito a superare la barriera di separazione e a penetrare in profondità in un’enclave militare nella catena montuosa di Ramim, dove ha ingaggiato unità d’élite a distanza ravvicinata. Questa rivelazione ha spinto il capo del consiglio di Metula, David Azoulay, ad ammettere la totale mancanza di sicurezza nel nord.

4. Il confronto israelo-turco e la minaccia regionale

La Turchia è entrata in una fase di confronto politico diretto:

• L’avvertimento strategico di Erdogan : il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato ufficialmente che gli attacchi israeliani contro la Siria e il Libano hanno raggiunto una soglia tale da costituire una minaccia diretta alla sicurezza nazionale turca, usando termini inequivocabili: “La sicurezza della Turchia inizia a Beirut e Damasco ” .

• La reazione isterica dei sionisti : il ministro israeliano Miki Zohar ha risposto prontamente in modo brusco e aggressivo: “Se il dittatore Erdogan osa metterci alla prova, subirà una sorte peggiore dell’Iran”, illustrando così il desiderio sionista di estendere il conflitto all’intera regione.

Conclusioni e previsioni strategiche generali

Questa sera, i centri di comando congiunti delle potenze dell’Asse, con tutti i loro lanciamissili e droni kamikaze, sono sull’orlo di una grande e diffusa esplosione. Le manovre di Trump – la minaccia di bombardare centrali elettriche e ponti in Iran questa sera per costringere Teheran ad accettare la versione imperfetta e incompleta dell’accordo di Washington – si scontrano con una chiara dottrina di determinazione iraniana che si rifiuta di capitolare sotto il fuoco.

Strategia operativa inevitabile e imminente

Se la delegazione del Qatar non riuscirà a ottenere l’approvazione di Trump su tutte le condizioni poste dall’Iran (revoca immediata delle sanzioni, sblocco di tutti i beni congelati e inclusione di un cessate il fuoco globale in Libano), e se l’aeronautica statunitense e i bombardieri B-52 dovessero tentare di colpire le infrastrutture iraniane, il mondo assisterà immediatamente, questa sera, a un inferno di violenza senza precedenti.

La risposta iraniana sarà rapida. Le piattaforme che hanno bombardato la base di Ramat David sono pronte per una formidabile operazione tattica, mirata in modo capillare alle infrastrutture petrolifere e del gas, nonché alle basi americane nel Golfo e in Giordania. Questi attacchi coincideranno con l’intervento di Hezbollah libanese, di Ansarullah yemenita e dell’Iraq, che schiereranno sciami di droni per trasformare le forze di occupazione e la flotta statunitense in cimiteri. Pertanto, l’ipotesi di Trump di una vittoria decisiva si tradurrà in una totale sconfitta strategica che porrà fine alla presenza militare occidentale e imporrà le condizioni dell’Asse con il sangue e il fuoco sul campo di battaglia.

Fonte: IntelSky 

Traduzione: Luciano Lago

Conte attacca Meloni: “Non partecipa più ai summit europei, non può fare una fuga alla Schettino”

11 Giugno 2026 ore 17:43

“Meloni non si affaccia più ai summit europei, non si è presentata a quello in Montenegro, perché, cosa doveva fare? Stentavo a crederci: doveva presentare un francobollo. Poi il vertice di Londra con Francia, Germania e Regno Unito non siamo stati invitati. In queste ore adesso si è consumato un incontro degli ambasciatori di questi Paesi in Russia a Mosca, ma dico almeno vi hanno avvertito?”. Così il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, durante le dichiarazioni di voto dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni prima del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno.

“Ormai non contiamo proprio più, non ci siamo più. Ma cosa fate, gli offesi? Non può fare l’offesa perché fino all’ultimo giorno dovete difendere l’interesse nazionale, non si può permettere una fuga alla Schettino“, attacca ancora Conte.

Il leader pentastellato parla anche di un post Meloni. “Ormai siete in campagna elettorale – dice ancora – FdI in particolare. Ma se questa è la campagna siete messi male, non ci spaventa. Fatevi sotto, non temiamo nulla”. E conclude: “Toccherà a noi rilanciare l’Italia, sappiamo come si fa”

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Amadio (Fdi): “Simiani e Franchi si accorgono del problema cinghiali all’Elba: ma la Regione la governano loro”

11 Giugno 2026 ore 17:27

LIVORNO – Cinghiali all’Isola d’Elba, interviene la consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Marcella Amadio. 

“Fa quasi tenerezza, se non fosse un’emergenza e se non fosse una situazione seria , il tardivo e accorato appello del deputato Pd Marco Simiani e del consigliere regionale Alessandro Franchi, sempre del Pd – dice – in merito alla questione degli ungulati all’Isola d’Elba. Leggere i due esponenti del Partito Democratico che invocano ‘interventi rapidi’, ‘risposte straordinarie’ e ‘commissari’ fa pensare a un improvviso attacco di amnesia collettiva: qualcuno spieghi a Simiani e Franchi che non sono all’opposizione e che la Toscana la governano loro“.

“Benvenuti sul pianeta Terra e, soprattutto, benvenuti all’Isola d’Elba – prosegue Amadio – Da tempo immemore che la sottoscritta denuncia l’insostenibilità della situazione: danni all’agricoltura, ecosistema al collasso e strade che sembrano un safari a ridosso della stagione turistica. Per tutto questo tempo il Pd ha minimizzato, temporeggiato e girato la testa dall’altra parte, e sembra svegliarsi solo ora. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire, se non fosse che la richiesta di un Commissario suona come una clamorosa ammissione di colpa e di manifesta incapacità”.

“La cosa più esilarante – conclude – è che i due sollecitano la Regione ad attuare i piani di contenimento ed eradicazione. Ma si sono accorti che la maggioranza in Regione è del loro stesso partito? I cinghiali si stanno moltiplicando in modo esponenziale, danneggiano l’agricoltura, il turismo, mettono a rischio l’incolumita’ dei cittadini. Chiedere oggi un commissario per superare ‘le lungaggini burocratiche’ significa ammettere che le leggi e i piani che loro stessi approvano a Firenze sono scatole vuote. Simiani e Franchi, se veramente hanno a cuore il problema, si rivolgano al loro collega di partito, Eugenio Giani, gli spieghino che i cinghiali, ormai ‘urbanizzati’, devastano l’Elba e che urge la nomina di un Commissario. Devono agire, non prendere in giro gli elbani con un comunicato stampa”.

“Per coprire petto e braccia con un tatuaggio nero sono stato davvero male. La pelle diventava gialla, ho smesso di muovere parti del corpo”: Machine Gun Kelly racconta

11 Giugno 2026 ore 17:19

Quello che doveva essere un simbolo di rinascita si è trasformato in un’esperienza al limite della sopportazione. A raccontarlo è stato Machine Gun Kelly, che in una lunga intervista a Billboard Canada è tornato a parlare del gigantesco tatuaggio “total black” che nel 2024 ha coperto gran parte del suo corpo, dalle braccia al petto fino allo stomaco.

L’artista, il cui vero nome è Colson Baker, ha spiegato che quel progetto non aveva soltanto una valenza estetica. “Stavo cercando un cambiamento che non fosse soltanto sonoro. Doveva essere qualcosa di fisico”, ha raccontato. Guardando i vecchi tatuaggi, infatti, diceva di non riconoscersi più: “Vedevo morte e droga in tutti quei disegni. C’erano tatuaggi felici, tatuaggi tristi, tatuaggi sacri e tatuaggi infernali. Era come se il mio disturbo bipolare stesse urlando dalla mia pelle“.

Per questo motivo si è rivolto alla tatuatrice delle celebrità Roxx, che gli ha proposto un enorme tatuaggio nero destinato a coprire quasi completamente la parte superiore del corpo. Il problema era il tempo necessario per realizzarlo. Secondo Roxx, un lavoro del genere avrebbe richiesto circa due anni. Machine Gun Kelly, però, aveva altri piani. “Mi aveva avvertito che sarebbe stato quasi impossibile, anche dal punto di vista della tolleranza al dolore. Io le ho risposto: ‘Abbiamo due mesi‘”.

Una decisione che ha avuto conseguenze pesanti. Invece di alternare le sedute ai necessari periodi di recupero, il cantante si è sottoposto quasi quotidianamente a lunghe sessioni di tatuaggio. “Dopo la prima settimana abbiamo iniziato a lavorare sui linfonodi nella zona delle ascelle e delle spalle e mi sono sentito davvero male. La mia pelle stava diventando gialla. Non riuscivo a dormire. Ho smesso di riuscire a muovere alcune parti della parte superiore del corpo“.

Nonostante i sintomi e il dolore, l’artista ha deciso di andare avanti fino alla fine. Oggi guarda a quell’esperienza come a una prova personale superata. “Ne sono uscito estremamente ispirato. Non soltanto per quello che avevo fatto, ma per quello che avevo dovuto superare“. A distanza di oltre due anni da quel tatuaggio, diventato uno dei più discussi del mondo della musica, Machine Gun Kelly continua a considerarlo il simbolo di una trasformazione personale iniziata in un periodo particolarmente complicato della sua vita, tra problemi di salute mentale, la sobrietà e la volontà di lasciarsi alle spalle una fase che lui stesso definisce caotica.

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“Pentagono in lockdown, alcuni piani evacuati: soccorritori con maschere anti gas”. Ma era un falso allarme

11 Giugno 2026 ore 17:19

Un falso allarme ha fatto scattare il lockdown al Pentagono è in lockdown e alcuni piani sono stati evacuati. L’alert è durato oltre mezz’ora, con i soccorritori che erano entrati nell’edificio con maschere antigas e tute di protezione poiché si era parlato di un incidente con materiali pericolosi.

Diversi piani e corridoi all’interno del Pentagono sono stati isolati e altri evacuazione. Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, aveva confermato che i sistemi di sicurezza della struttura “hanno rilevato un problema di qualità dell’aria che richiede misure precauzionali, in attesa di determinarne la gravità”. Inoltre un messaggio inviato dal team di sicurezza del Pentagono affermava che era stato rilevato un “problema” e che erano necessari ulteriori test.

“Potrebbero richiedere da una a due ore. Le squadre di intervento sono sul posto e pronte a fornire supporto agli occupanti dell’edificio, se necessario. Potreste notare la presenza di personale di diverse agenzie e l’attuazione di misure precauzionali nel cortile centrale. Vi preghiamo di non interpretare queste attività in modo errato”, si legge nel messaggio. Le verifiche, prima di revocare ogni allerta, sono comunque in corso.

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PESTE SUINA, ABBATTUTE TRE SCROFE IN UN ALLEVAMENTO DEL REGGIANO

11 Giugno 2026 ore 17:18

Nell’ambito della prevenzione della peste suina africana, i Nas hanno sequestrato?tre capi ibridi ritenuti a rischio in un allevamento?dell’Appennino Reggiano, dopo aver riscontrato gravi irregolarità su rintracciabilità e biosicurezza. Si tratta di?tre scrofe adulte per le quali il servizio veterinario?dell’azienda Usl – che ha supportato i controlli dei carabinieri?del nucleo antisofisticazioni e sanità di Parma coadiuvati dai?militari forestali – ha disposto l’abbattimento eseguito?dalla polizia provinciale competente per territorio.
Le carcasse degli animali saranno sottoposte agli accertamenti diagnostici previsti dal piano nazionale di sorveglianza, con test specifici per la ricerca del virus della Psa. Gli animali erano inoltre?detenuti all’interno di una struttura non autorizzata e?sprovvista delle necessarie recinzioni di contenimento, in?violazione delle disposizioni vigenti in materia di?biosicurezza. Al titolare dell’allevamento sono state contestate?violazioni amministrative per un importo complessivo pari a?3.400 euro.

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Mondiali, la Fifa vieta ad Haiti di indossare la maglia sull’indipendenza con omaggio alla Polonia: “È politica”

11 Giugno 2026 ore 17:15

La nazionale di Haiti è stata costretta a cambiare il design della sua maglia per i Mondiali perché per la Fifa è troppo politica, a pochi mesi di distanza dalla modifica delle divise per le Olimpiadi invernali. La maglia, prodotta dall’azienda colombiana di abbigliamento sportivo Saeta, originariamente raffigurava la battaglia finale della Guerra d’Indipendenza haitiana del 1804 sul davanti. L’immagine è stata respinta durante il processo di approvazione della Fifa. Saeta ha dichiarato mercoledì in un comunicato che si atterrà al divieto, pur precisando che il design “non era inteso come una dichiarazione politica“, bensì come un “omaggio agli uomini e alle donne che contribuiscono ogni giorno al futuro di Haiti”. La maglia presentava il blu a richiamare il mare e il rosso a simboleggiare la “forza e la passione” della nazione, ha affermato l’azienda.

Durante la rivoluzione di Haiti contro il dominio francese, Napoleone Bonaparte inviò altre truppe per reprimere la rivolta, tra cui circa 500 soldati provenienti dalla Polonia che – nonostante inizialmente fossero schierati con i francesi – si identificarono successivamente con la causa degli haitiani, condividendo il desiderio di libertà. Per questo decisero di cambiare schieramento, contribuendo all’indipendenza di Haiti nel 1804. In segno di riconoscenza, Haiti concesse loro la cittadinanza onoraria.

I giocatori hanno indossato la maglia ora vietata in un’amichevole contro il Perù la scorsa settimana. Il modello originale risulta attualmente esaurito sul sito di SaetaUSA. Analogamente, il Comitato Olimpico Internazionale aveva richiesto la rimozione dell’immagine del padre fondatore di Haiti, Toussaint Louverture, dalle uniformi indossate da Haiti durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, ritenendo che violasse le regole olimpiche che vietano i simboli politici. Haiti è ampiamente considerata la prima nazione caraibica indipendente, fondata da ex schiavi in seguito a una rivolta di schiavi andata a buon fine. La nazionale haitiana fa l’esordio nella Coppa del Mondo sabato contro la Scozia a Foxborough, nel Massachusetts, per poi affrontare il Brasile, cinque volte campione del mondo, il 19 giugno a Filadelfia e il Marocco il 24 giugno ad Atlanta.

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Kim Kardashian ruba l’asciugamano a Kimi Antonelli dopo la vittoria al GP di Monaco (e lui lo cerca ancora) – Video

11 Giugno 2026 ore 17:07

Un curioso episodio post-gara ha animato Gran Premio di Monaco 2026 ed è finito rapidamente al centro delle discussioni sui social. Il protagonista inatteso della vicenda non è stato soltanto il risultato sportivo, ma un asciugamano, diventato centrale per un gesto avvenuto a margine della premiazione che ha coinvolto volti noti dello sport e dello spettacolo. Sul circuito monegasco l’attenzione si è inizialmente concentrata sulla vittoria del giovane pilota italiano Kimi Antonelli, poi si è spostata su un’altra star: Kim Kardashian.

Mentre era in corso la festa sul podio, con anche Lewis Hamilton tra i protagonisti, la celebre imprenditrice e influencer Kim Kardashian, compagna del pilota inglese e presente nel paddock insieme alla sorella Khloé, è stata travolta dagli spruzzi tipici delle celebrazioni della Formula 1. La situazione, unita alla confusione del momento, avrebbe portato l’influencer a fare un gesto improvvisato: prendere un asciugamano trovato sul percorso ma in realtà destinato al vincitore.

La mossa non è passata inosservata. Il momento è stato ripreso e rilanciato sui social generando rapidamente commenti e discussioni e, come spesso accade in questi casi, dividendo il pubblico tra ironia e critiche. In molti hanno sottolineato lo scarto culturale tra chi vive abitualmente il paddock della Formula 1 e chi vi si affaccia come ospite occasionale.

A spegnere le polemiche ci ha pensato lo stesso Kimi Antonelli, che con tono leggero ha affrontato l’episodio attraverso i suoi canali social e quelli ufficiali del team Mercedes-AMG Petronas Formula One Team. In un breve video il giovane pilota ha scherzato chiedendosi dove fosse il suo asciugamano.

Kim Kardashian picks up race winner Kimi Antonelli’s towel for herself ???? pic.twitter.com/Z8jlp6ES2A

— Ferrari News ???? (@FanaticsFerrari) June 8, 2026

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“Preoccupante aumento dei passeggeri che in aereo recuperano i bagagli in caso di evacuazione di emergenza. Il 40% dei passeggeri non sa di doverli lasciare a bordo”: l’allarme degli esperti

11 Giugno 2026 ore 16:52

Quanti di voi ascoltano con attenzione le direttive date dagli assistenti di volo in materia di sicurezza? Il risultato è sorprendente. Non tutti lo sanno, ma c’è una preoccupante tendenza dei passeggeri a recuperare i bagagli anziché evacuare l’aereo in caso di emergenza. Il dato sta allarmando il settore dell’aviazione. Una nuova campagna dell’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA), intitolata “Salva una vita, non una borsa”, sta cercando di sensibilizzare i viaggiatori a lasciare tutti i bagagli a bordo e a dirigersi rapidamente verso l’uscita di emergenza più vicina e utilizzabile.

Se la campagna di sensibilizzazione non dovesse avere successo, gli esperti del settore affermano che potrebbero essere necessarie misure più drastiche. “L’approccio iniziale del settore sarà quello di verificare se riusciamo a educare i passeggeri e se questo influisca sul loro comportamento”, ha dichiarato Nick Careen, vicepresidente senior per le operazioni, la sicurezza e la protezione della IATA, durante l’assemblea annuale dell’organizzazione a Rio de Janeiro l’8 giugno, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Times.

E ancora: “Se non vedremo i cambiamenti comportamentali che ci aspettiamo, dovremo adottare misure un po’ drastiche, che potrebbero includere sanzioni, anche qualcosa di semplice come un meccanismo di chiusura di sicurezza per le cappelliere. Le sanzioni sono in qualche modo efficaci, ma se non vengono applicate in modo coerente, perdono la loro efficacia”.

Una recente indagine commissionata dalla IATA ha messo in luce una preoccupante lacuna nella consapevolezza dei passeggeri aerei riguardo alle procedure di emergenza. Lo studio, condotto su un campione di viaggiatori provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Singapore ed Emirati Arabi Uniti, ha evidenziato che ben quattro passeggeri su dieci ignorano di dover abbandonare i propri effetti personali a bordo dell’aereo in caso di evacuazione d’emergenza.

Il dato più allarmante emerge dal confronto tra percezione e realtà: se l’80% degli intervistati dichiara di sapere come comportarsi in una situazione di emergenza, soltanto il 61% ha fornito la risposta corretta, confermando di dover lasciare tutti i bagagli a bordo.

Un divario significativo che ha spinto la IATA a lanciare una campagna di sensibilizzazione mirata, con l’obiettivo di informare i passeggeri sull’importanza di seguire correttamente le procedure di sicurezza, contribuendo così a salvaguardare l’incolumità di tutti i presenti a bordo.

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Polemiche sulle frasi di Silvestri (M5s): “Meloni non si è mai rialzata, ha cambiato ginocchiere”. Lei: “Mancato rispetto delle donne”

11 Giugno 2026 ore 16:45

Polemiche per la dichiarazione del deputato M5s Francesco Silvestri che, nel corso del dibattito dopo le comunicazioni di Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo, l’ha accusata “di non aver raddrizzato la schiena nei confronti di Netanyahu e Trump”, ma “di aver semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda”. A lui ha replicato direttamente la premier: “Boldrini si è indignata perché il collega si rivolgeva alla sottoscritta dicendo ‘signor presidente’. Mi chiedo se questo sia davvero il punto del rispetto delle donne. O sia piuttosto quello di ascoltare un collega che mi dice che ho indossato delle ginocchiere. Collega Silvestri, quello che voi non riuscite ad accettare è che c’è una donna che è arrivata dove è arrivata senza mai indossare delle ginocchiere, senza favoritismi e senza scorciatoie. Vi dà fastidio che la prima donna presidente del Consiglio sia arrivata dalla destra perché voi non siete stati capaci di proporla”.

Le frasi di Silvestri hanno scatenato le proteste della maggioranza, ma hanno raccolto anche solidarietà tra le opposizioni. La vicepresidente dem della Camera Anna Ascani si è scusata con l’Aula: “Se avessi colto nelle parole di Silvestri il senso che poi è stato descritto sarei intervenuta”, ha detto. “Valuterà il collega se intervenire per chiarire quelle parole. Mi scuso per quello che è stato colto come una mia mancanza. Non ho colto questo senso e di questo mi scuso”.

Silvestri, intercettato in Transatlantico, ha chiesto di “non strumentalizzare le sue parole”: “Sono quattro anni che questo governo è inginocchiato a Trump e alla politica di Netanyahu: ecco spiegato l’arcano delle mie parole”, ha dichiarato. “Se poi qualcuno ha voluto trasformare l’accusa che ho rivolto ad una chiara postura politica in un atteggiamento sessista, allora c’è malafede al solo fine di strumentalizzare e nascondere la verità. Tra l’altro lo ha fatto non avendo nessuna contezza della mia storia politica né di quella del Movimento 5 Stelle. La mia cultura è diversa da quella di qualcun altro: io mi chiamo Silvestri e il mio cognome finisce con la I e non con la O”.

In sua difesa è intervenuto anche il capogruppo M5s Riccardo Ricciardi che ha ricordato l’indagine per violenza sessuale nei confronti del senatore Fi Silvestro. “Tra le fila della maggioranza milita il presidente di una commissione bicamerale, Francesco Silvestro, non Silvestri, accusato di molestie sessuali, il cui primo commento sulla vicenda è stato: io sono carino, lei è normale quindi è impossibile che sia accaduto quello di cui mi si accusa. Oggi, questa maggioranza prende a pretesto una frase del nostro Francesco Silvestri per inscenare un pietoso teatrino vittimistico, accusandolo di sessismo. Noi lo ribadiamo con forza perché detto centinaia di volte: la politica estera della presidente del Consiglio Meloni è stata completamente prona, succube, di Trump e Netanyahu. Avevano espresso la volontà di alzare la testa dopo il referendum, ma tutto ciò non è accaduto. Non sono d’accordo su un passaggio con Silvestri: questo governo non si inginocchia ma striscia“.

A Meloni ha risposto anche la dem Laura Boldrini: “La presidente del Consiglio non perde occasione per usare le istanze femministe a proprio uso e consumo, strumentalizzandole, anche nell’aula di Montecitorio. Sì, ho manifestato insofferenza quando il collega di Fdi continuava a dire “signor presidente” rivolgendosi a Giorgia Meloni perché considero ridicolo che una donna si faccia chiamare al maschile. Ridicolo e contrario alla grammatica italiana. Come considero deprecabile dire a una donna che ‘indossa le ginocchiere’ per rappresentarne la subordinazione politica a un uomo. Una frase, per altro, successivamente chiarita dal collega Silvestri. La difesa delle donne, signora Presidente, passa da molte cose”.

Presa di distanza anche dal leader di Azione Carlo Calenda: “Mi faccia dire, immagino anche da parte di tutte le opposizioni, che siamo lontani e indignati dalle cose dette alla Camera su ginocchiere o non ginocchiere”, ha dichiarato. Mentre Fratelli d’Italia chiede “si apra un’istruttoria”: “È vergognoso – ha stigmatizzato nel suo intervento Paolo Trancassini di FdI – dire che qualcuno dovrebbe mettersi le ginocchiere anziché alzare la testa, lo dico alle belle anime della sinistra: sapete perfettamente quando si dice a una donna che si debe mettere le ginocchire davanti a un uomo. Questo è un fatto vergognoso!”. Trancassini ha chiesto alla presidenza di intervenire: “mi auguro che si apra una istruttoria“. “Verificheremo assolutamente”, ha detto il presidente Lorenzo Fontana.

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Droni, luci e il volto di Gaudí: la Sagrada Familia è finalmente ultimata, lo show per l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo – VIDEO

11 Giugno 2026 ore 16:33

La Sagrada Familia ha raggiunto un nuovo traguardo simbolico con l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo, il punto più alto della basilica progettata da Antoni Gaudí. A Barcellona la cerimonia è stata accompagnata da uno spettacolo di luci e droni che ha trasformato il cielo della città in una scenografia dedicata all’architetto catalano. L’evento si è svolto alla presenza di Papa Leone XIV, che ha benedetto la nuova torre e completato così un passaggio fondamentale nella costruzione del tempio espiatorio. Con questa aggiunta, la Sagrada Familia diventa di fatto la chiesa più alta del mondo.

Il momento più suggestivo della serata è arrivato al termine della cerimonia, quando sul profilo della collina di Montjuïc è stato proiettato il volto di Gaudí, realizzato attraverso un sistema di droni e giochi di luce. L’immagine, rivolta simbolicamente verso la basilica, ha richiamato una delle frasi più note attribuite all’architetto: “Prima l’amore, dopo la tecnica”.

La scelta di Montjuïc non è stata casuale: la collina, alta circa 173 metri, supera di poco la Torre di Gesù, che raggiunge i 172,5 metri. Un dettaglio che richiama direttamente la visione dello stesso Gaudí, secondo cui nessuna opera dell’uomo avrebbe dovuto superare in altezza la natura.

La luce del futuro nel segno di Gaudí

L’illuminazione interna e strutturale utilizza un sistema composto da decine di fasci di luce distribuiti lungo gli elementi architettonici della croce e delle navate. Secondo i dati forniti, il nuovo impianto LED ad alta efficienza consente anche un significativo risparmio energetico rispetto alle tecnologie precedenti, e riduce i consumi e l’impatto ambientale complessivo della struttura.

Lo spettacolo di luci e droni ha chiuso una giornata destinata a entrare nella storia della Sagrada Familia. Ancora una volta l’eredità di Gaudí è tornata a dominare la scena e ha ricordato la sua idea di un’architettura pensata come prolungamento della natura e non come sua contrapposizione.

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Laura Ravetto (Futuro Nazionale) contro Meloni: “Questo governo ha tradito la fiducia degli elettori, smentite voi stessi”

11 Giugno 2026 ore 16:30

“Noi non votiamo la fiducia al governo, non per fare un favore alla sinistra, ma perché questo governo ha tradito la fiducia degli elettori ed è chi tradisce il programma del centrodestra con cui è stato votato che fa un favore alla sinistra”. Così in Aula Laura Ravetto, deputata di Futuro Nazionale ex deputata leghista, ha attaccato Giorgia Meloni rispondendo alle parole della premier contro i vannacciani che aiuterebbero la sinistra non votando la fiducia al governo. “Il monito lo rivolga ai partiti alleati”, ha aggiunto Ravetto. “Pur di non darci ragione – ha sottolineato – e di non dare ragione a Vannacci state smentendo anche voi stessi”.

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Roddick dà ragione ad Agassi su Sinner: “Andre mi ha raccontato che ha parlato con Darren Cahill perché è una situazione delicata”

11 Giugno 2026 ore 16:25

Non si fermano le polemiche sulla preparazione fisica di Jannik Sinner dopo il malore accusato dal tennista altoatesino che lo ha costretto al ritiro dal Roland Garros. Poco dopo il match perso contro Cerundolo, l’ex stella statunitense Andre Agassi ha commentato duramente l’improvviso crollo dell’azzurro ritenendo che non ci fosse “nessuna scusa per andare a sbattere contro un muro dopo un’ora e 45“. In molti hanno criticato l’uscita del Kid di Las Vegas, come viene soprannominato: tutti tranne il collega e connazionale Andy Roddick che ne ha preso le difese. “Secondo me è una critica legittima. E credo che anche Jannik stesso direbbe che è una critica giusta“.

Nel suo podcast “Served with Andy”, l’ex tennista ha commentato a sua volta il ritiro di Sinner, che, tra le altre cose, si è sottoposto ad accertamenti al San Raffaele di Milano per definire le cause di tutto ciò. “Magari c’è stato un problema di idratazione – ha detto il vincitore degli US Open 2003 -. Prima di andare a giocare in Australia al meglio dei cinque set con il caldo, bevevo 10-12 litri d’acqua nelle 24 ore precedenti alla partita. In questo momento metterei in discussione il modo che ha di prepararsi a queste situazioni”.

“Mi sento spesso con Andre, ci scriviamo continuamente – ha proseguito Roddick -. Mi ha raccontato che, prima di fare quelle dichiarazioni, aveva parlato con Darren Cahill, perché c’è una certa delicatezza nella situazione”. Il riferimento è all’attuale allenatore dell’altoatesino che in passato è stato anche il coach proprio di Agassi oltre che suo intimo amico. “Quando condividi quasi dieci anni con un allenatore – ha concluso il tennista podcaster -, non puoi metterlo in difficoltà all’improvviso con delle dichiarazioni pubbliche”. Per queste ragioni, secondo Roddick, il campione statunitense ha tutto il diritto di esprimere la sua opinione, perché “sa cosa significa essere il numero uno al mondo e convivere con quella pressione”.

Una tesi a sostegno della quale Roddick ha citato un messaggio privato ricevuto da Agassi durante gli ultimi Australian Open. Anche in quell’occasione, durante un partita contro Eliot Spizzirri, Sinner aveva avuto un crollo fisico da cui però era riuscito a risollevarsi beneficiando della chiusura del tetto del campo. Quel giorno Roddick ha detto di aver ricevuto un messaggio dall’amico tennista, nel quale “diceva che non gli piace vedere un giocatore ridotto in quelle condizioni dopo appena un’ora e venti di partita sotto il sole”. Una diatriba che a cinque giorni dalla fine del Roland Garros ora forse volgerà al termine: “È ingiusto sostenere che, in qualunque circostanza, un giocatore di quel livello dovrebbe essere in grado di reggere almeno un’ora e quaranta di partita? – si è domandato Roddick – Secondo me è una critica legittima. E credo che anche Jannik stesso direbbe che è una critica giusta“.

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Seppi contro la Federtennis: “È mancato rispetto umano, mi sono sentito preso in giro”

11 Giugno 2026 ore 16:13

Sessantasette partecipazioni agli Slam, di cui 66 consecutive. Dopo una carriera di questo calibro, il tennista italiano Andreas Seppi è tornato da poco nel mondo dello sport come commentatore per Eurosport del Roland Garros appena concluso. Dopo il ritiro, l’ex numero 18 del mondo si era preso una pausa per stare in famiglia ma ora è tornato sullo schermo degli italiani, anche se solo con la voce. In un’intervista a Fanpage.it ha raccontato della sua scelta ma anche della situazione attuale del tennis, da Sinner a Cobolli, arrivando fino alle tensioni con la Federtennis.

In una lunga chiacchierata, Seppi ha ripercorso tutti i suoi successi, dalle vittorie in Coppa Davis, al match strappato a Roger Federer agli Australian Open, arrivando fino al successo contro Nadal nel giorno del suo compleanno a Rotterdam. Una lunga carriera, interrotta con una nota amara proprio sul fotofinish. Nel 2022 infatti la Federtennis gli ha negato una wild card per partecipare ai Challenger di Firenze e Napoli dove avrebbe celebrato l’addio con un meritato tributo del pubblico. Una ferita ancora aperta per Seppi, considerando anche che, con 808 partite ufficiali in carriera, è il giocatore con più match all’attivo in Italia.

“Mi sono sentito preso in giro – spiega il tennista – se mi avessero detto che quelle wild card erano solo per i giovani avrei accettato senza discutere. Invece è successo il contrario”. Il tennista racconta di essere stato contattato da diversi membri della Federazione che gli hanno garantito fino all’ultimo la partecipazione: poi a un mese dall’inizio del torneo hanno ritrattato. “La cosa che più mi ha dato fastidio – conclude il neo commentatore – è che, alla fine, quella wild card è stata persino sprecata, visto che il giocatore a cui era stata assegnata poi si è ritirato”. Ciò che è venuto a mancare, spiega Seppi, è stato “il rispetto umano. Finché ci saranno quelle persone in Federazione, difficilmente mi vedrete in quell’ambiente”.

Dopo il ritiro si è allontanato per un po’ dal tennis perché voleva dedicare del tempo ai suoi tre figli piccoli. “Fare il coach o comunque restare nel mondo del tennis – racconta – significa viaggiare tantissimo e per me, in quel momento, non era un’opzione”. Poi è arrivata la proposta di commento per Eurosport che, come dice il tennista, “mi aveva sempre incuriosito”. Da quella postazione ha potuto osservare e commentare dal vivo tutto il Roland Garros, il torneo che ha portato in finale Flavio Cobolli. Al giovane tennista romano Seppi ha fatto i complimenti, ricordando “qualche errore di troppo” nel terzo set. “Resta un po’ di rammarico, ma ha disputato un torneo straordinario e deve essere soltanto orgoglioso di quello che è riuscito a fare”.

Ha poi dedicato qualche parola anche per Jannik Sinner e sul suo ritiro anticipato dal torneo a causa di uno strano malessere fisico: “Come ha detto lui stesso, probabilmente non è stata una questione fisica, ma magari semplicemente una giornata con poche energie, una di quelle in cui non ti svegli al meglio”. Seppi ha poi concluso commentando il paragone tra lui e il numero uno al mondo: “Sicuramente in Alto Adige siamo mediamente meno emotivi e tendiamo a non mostrare troppo le emozioni. Penso che ci siano tante somiglianze nella nostra crescita e forse anche per questo siamo persone e giocatori piuttosto tranquilli ed equilibrati”.

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La rivincita di Omar Artan: respinto dai Mondiali negli Usa, dirigerà la Supercoppa UEFA. Ceferin: “Vogliamo mostrargli rispetto”

11 Giugno 2026 ore 15:42

Omar Artan, l’arbitro somalo designato ai Mondiali al centro del mondo dopo esser stato respinto dagli Usa, dirigerà la finale della Supercoppa Uefa tra Paris SaintGermain, vincitore della Champions League, e l’Aston Villa, che invece ha trionfato in Europa League. La storia di Artan, eletto come miglior arbitro africano nel 2025, ha fatto il giro del web negli ultimi giorni: designato per dirigere alcune gare dei Mondiali 2026, dopo esser stato trattenuto e interrogato per 11 ore, è stato respinto negli Usa ed è stato rimandato in Somalia perché considerato “vicino ad alcune organizzazioni terroristiche“. In patria è stato accolto da eroe. Ora la decisione a sorpresa della Uefa.

“Dopo alcuni dialoghi con la Confédération Africaine de Football (CAF), la UEFA ha designato oggi l’arbitro somalo Omar Artan per dirigere la Supercoppa UEFA 2026, che si disputerà il 12 agosto a Salisburgo tra i vincitori della UEFA Champions League, il Paris SaintGermain, e i vincitori della UEFA Europa League, l’Aston Villa. Nonostante la giovane età, Artan si è affermato come uno dei migliori arbitri al mondo ed è iscritto alla lista internazionale FIFA dal 2018. Tra le partite più importanti da lui arbitrate spicca la gara di ritorno della finale di CAF Champions League 2025/26. In riconoscimento delle sue prestazioni, ha ricevuto il premio CAF come miglior arbitro maschile dell’anno 2025″.

Poi il riferimento ai Mondiali del 2026: “Artan era stato incluso dalla FIFA nella lista degli ufficiali di gara per la Coppa del Mondo FIFA 2026, ma non ha potuto partecipare perché non gli è stato permesso di entrare negli Stati Uniti. La decisione di designare Artan come arbitro della Supercoppa UEFA è stata presa nell’ambito del Memorandum d’intesa (MoU) recentemente firmato tra UEFA e CAF per promuovere la cooperazione in molti settori, tra cui quello arbitrale. UEFA e CAF sono unite da un impegno condiviso per lo sviluppo del calcio a tutti i livelli e per la promozione dei valori fondamentali di unità, uguaglianza e non discriminazione”

Sul tema ha parlato anche Aleksander Čeferin, presidente della UEFA: “Omar Artan è un arbitro giovane ma già esperto, che si è distinto ai massimi livelli della Confederazione Africana di Calcio. Il calcio è fatto per unire le persone e la UEFA vuole mostrare il suo rispetto per Omar e per le sue straordinarie capacità arbitrali, che gli sono valse una nomina così prestigiosa. Sono grato al mio amico, il presidente della CAF Patrice Motsepe, per aver sostenuto con entusiasmo la nostra iniziativa”.

A Ceferin ha risposto invece Patrice Motsepe, presidente della CAF: “Omar Artan ha reso estremamente orgogliosi la Somalia e l’intero continente africano. Il premio di Arbitro dell’Anno CAF 2025 e la sua nomina ad arbitro della Coppa del Mondo FIFA 2026 sono un riconoscimento delle sue capacità arbitrali di livello mondiale e del rispetto internazionale di cui gode. Sono molto grato al mio amico Aleksander Čeferin per aver permesso a Omar Artan di arbitrare la partita della Supercoppa UEFA 2026. Questo è un grande onore per Omar Artan e per gli arbitri africani, ed è anche un eccellente esempio di come il calcio possa unire e aggregare persone provenienti dall’Africa, dall’Europa e da tutto il mondo”.

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“Abbiamo aspettato troppo tempo, oggi non è più il momento dei rinvii”: Capri pronta a dichiarare l’Area Marina Protetta dopo il caso Lebron James

11 Giugno 2026 ore 15:40

Da decenni se ne parla, tra rinvii, polemiche e resistenze. Ora, però, l’Area Marina Protetta di Capri sembra finalmente pronta a diventare realtà. Una svolta che arriva mentre l’isola si prepara a una nuova estate da protagonista del turismo internazionale e mentre il tema della tutela del mare è tornato al centro dell’attenzione dopo il caso LeBron James (durante una vacanza nel Golfo di Napoli, il campione americano di basket è stato ripreso mentre giocava a golf dal ponte del suo yacht davanti ai Faraglioni, colpendo alcune palline verso il mare).

Secondo quanto riportato da La Repubblica, l’attesa è legata all’approvazione definitiva del decreto istitutivo alla Camera dei Deputati, un passaggio che potrebbe chiudere una vicenda iniziata molti anni fa e completare il sistema di aree marine protette del Golfo di Napoli. A sottolineare l’importanza del momento è stato il presidente di Federalberghi Isola di Capri, Lorenzo Coppola: “Sì, oggi è una giornata storica per la tutela del nostro patrimonio naturale e per il futuro economico del territorio. Con la prevista definitiva approvazione del decreto istitutivo alla Camera dei Deputati, l’Area Marina Protetta dell’Isola di Capri diventa finalmente realtà. Si tratta dell’ultimo, fondamentale tassello che va a completare lo scacchiere delle tutele nel Golfo di Napoli. Con questo provvedimento, infatti, il golfo partenopeo diventa ufficialmente il primo in Italia a essere interamente coperto e salvaguardato da aree marine protette, un primato nazionale che restituisce centralità alla salute del nostro mare”.

L’idea di proteggere in modo strutturato le acque che circondano Capri non è nuova. Associazioni ambientaliste come Marevivo sostengono il progetto da decenni, ma il percorso si è spesso scontrato con dubbi e perplessità di una parte degli operatori del mare, preoccupati per i possibili effetti di nuove regole sulle attività economiche.

Per il presidente degli albergatori, però, il tempo delle attese è finito: “Abbiamo aspettato veramente troppo tempo, a discapito del nostro territorio e della salute dei nostri ecosistemi, e oggi non è più il momento dei rinvii. Si concretizza finalmente un’iniziativa che avrebbe dovuto essere realizzata già da anni. L’istituzione del parco marino non deve essere vista come un vincolo, bensì come una straordinaria opportunità di valorizzazione del mare e di tutte le attività a esso collegate”.

Tra turismo e conservazione, il richiamo alla tutela

L’episodio è stato citato anche da Sergio Costa, vicepresidente della Camera dei Deputati, che ha richiamato l’attenzione sulla mancanza di uno strumento di tutela specifico per l’isola. “Paradossale che uno dei tratti di costa più preziosi del Mediterraneo sia ancora privo di un’Area Marina Protetta, nonostante anni di richieste rimaste senza risposta”. Per Costa, casi come quello che ha coinvolto LeBron James evidenziano la necessità di intervenire: “Quando un luogo tanto delicato viene lasciato senza tutele e senza regole, finisce per essere trattato come un set turistico in cui tutto diventa lecito. Istituire l’Area Marina Protetta di Capri non è un vincolo contro chi ama quel mare, ma lo strumento che lo difende da un consumo senza limiti, e ogni episodio come questo ne dimostra l’urgenza. Proteggere un patrimonio naturale come quello di Capri, custodirlo per chi verrà dopo di noi, è un dovere da cui non è esentato nessuno”

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Il mostro dimenticato della Terra primitiva: scienziati scoprono la vera storia dello scorpione gigante, rimasto un mistero per oltre 150 anni

11 Giugno 2026 ore 15:25

Per più di un secolo e mezzo è rimasto un enigma della paleontologia. Oggi, dopo nuove analisi sui fossili, gli scienziati hanno finalmente chiarito l’identità di Praearcturus gigas, un antico artropode vissuto circa 415 milioni di anni fa: si trattava di uno scorpione gigante, tra i più grandi mai esistiti sulla Terra. La conferma arriva da uno studio recente che ha rivisto tutto il materiale fossile disponibile con tecniche moderne di imaging e ricostruzione digitale. I risultati chiudono un dibattito iniziato nell’Ottocento, quando i primi resti furono scoperti in Inghilterra e Galles e la specie venne inizialmente interpretata in modi molto diversi, dal crostaceo all’animale di natura incerta. Solo negli ultimi decenni si era fatta strada l’ipotesi dello scorpione, ma senza una conferma definitiva. Ora l’analisi dettagliata della morfologia ha permesso di attribuirlo con maggiore certezza al gruppo degli Scorpiones.

Le dimensioni dell’animale sono ciò che colpisce di più: secondo le stime, Praearcturus gigas poteva superare il metro di lunghezza, una misura eccezionale per gli standard del Devoniano inferiore, quando la vita terrestre era ancora agli inizi. All’epoca non esistevano foreste come le conosciamo oggi e la terraferma era popolata soprattutto da organismi semplici e di piccole dimensioni. In questo scenario quasi “vuoto”, lo scorpione gigante si sarebbe trovato senza molti concorrenti, una condizione che potrebbe aver favorito la sua crescita fuori scala. Le sue chele, utilizzate per catturare le prede, erano particolarmente sviluppate e potevano raggiungere dimensioni notevoli rispetto al corpo, rendendolo un predatore estremamente efficace per il suo tempo.

Un predatore ai confini tra acqua e terra

Uno degli aspetti più interessanti emersi dallo studio riguarda il suo stile di vita. Alcune caratteristiche anatomiche suggeriscono infatti che il Praearcturus non fosse esclusivamente terrestre. La presenza di strutture compatibili con una vita anfibia porta gli studiosi a ipotizzare un animale capace di muoversi tra ambienti acquatici e terrestri, probabilmente legato a fiumi e zone alluvionali. In un’epoca in cui gli ecosistemi erano ancora in formazione, questa flessibilità avrebbe rappresentato un vantaggio decisivo. Secondo i ricercatori, proprio questa combinazione di adattamenti potrebbe spiegare come sia riuscito a raggiungere dimensioni così elevate in un periodo in cui la terraferma offriva ancora risorse limitate.

La revisione dei fossili ha confermato diverse caratteristiche tipiche degli scorpioni moderni, come la struttura delle appendici e alcune particolarità dello scheletro esterno. Elementi che rafforzano l’idea di una parentela diretta con gli scorpioni attuali, pur in una forma molto più primitiva e massiccia. Alcuni esemplari fossili precedentemente attribuiti ad altre specie sono stati inoltre ricondotti allo stesso animale, suggerendo che il Praearcturus gigas fosse più diffuso di quanto si pensasse.

Un tassello chiave per capire la vita sulla Terra primitiva

La scoperta non riguarda solo un singolo animale, ma aiuta a ricostruire un passaggio cruciale dell’evoluzione: la colonizzazione della terraferma. In un contesto ancora privo di foreste e caratterizzato da ecosistemi terrestri in fase iniziale di sviluppo, la presenza di un artropode di queste dimensioni fornisce nuove informazioni sulla struttura delle prime catene alimentari. Il reperto indica che già in questo periodo alcuni organismi potevano occupare livelli trofici elevati, ben prima della comparsa dei grandi vertebrati terrestri come dinosauri e altri rettili.

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“Ordino sempre lo stesso menù ma senza quel piatto, non mi piace proprio”: il fondatore di una nota catena di fast food ‘rinnega’ il suo contorno

11 Giugno 2026 ore 15:19

Essere il fondatore di una catena da oltre mille ristoranti non significa necessariamente amare tutto quello che c’è nel menu. Lo sa bene Todd Graves, imprenditore statunitense e fondatore di Raising Cane’s, una delle più popolari catene americane specializzate in chicken fingers e fast food a base di pollo, che ha ammesso di non mangiare uno dei contorni serviti nei suoi locali.

La confessione è arrivata durante un’intervista pubblicata su Instagram dal content creator Joe Bonham. Alla domanda su quale fosse il suo ordine preferito da Raising Cane’s, Graves ha risposto senza esitazioni: “Box Combo, senza coleslaw, con pane tostato extra e salsa extra”. Ma cos’è il coleslaw? La tipica insalata di cavolo e carote servita nei fast food americani.

A quel punto Bonham gli ha chiesto se non mangiasse mai l’insalata di cavolo inclusa nel menu. “Non mi piace proprio il coleslaw, per questo lo sostituisco”, ha replicato il manager, scatenando immediatamente la curiosità degli utenti. Il dialogo è proseguito con Bonham che ha scherzato: “A nessuno piace il coleslaw“. Graves, sorridendo, non ha negato del tutto: “Ogni tanto trovo qualcuno a cui piace, ma io non sono un fan del coleslaw, quindi lo cambio con il pane tostato”.

Una rivelazione che ha sorpreso gli utenti, considerando che l’insalata di cavolo è presente nel menu della catena fin dalla sua apertura. Lo stesso Graves ha spiegato che l’idea di inserirla era nata per offrire una componente vegetale al pasto e perché si tratta di un contorno molto diffuso nella tradizione gastronomica del Sud degli Stati Uniti.

Il video è diventato rapidamente virale, con più di 8 milioni di visualizzazioni e migliaia di commenti. Molti utenti hanno apprezzato la sincerità dell’imprenditore. “Adoro un amministratore delegato onesto”, ha scritto qualcuno. “È uno di noi”, ha commentato un altro. Naturalmente non sono mancate le discussioni sul vero protagonista della vicenda: il coleslaw. C’è chi ha confessato di sostituirlo sempre con porzioni extra di patatine o pane tostato e chi, al contrario, si è schierato in sua difesa. Un commento particolarmente apprezzato recitava: “Io prendo doppia porzione di coleslaw“. Una dichiarazione che ha generato migliaia di reazioni ironiche tra chi ha risposto definendola “criminale” o addirittura da “prigione federale”.

Nonostante le preferenze personali del fondatore, Graves ha chiarito che il celebre contorno non verrà eliminato dal menu. Insomma, il fondatore potrà anche non mangiare il coleslaw, ma i clienti che lo amano possono stare tranquilli: l’insalata di cavolo resterà al suo posto. Almeno per ora.

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Meloni attacca Fratoianni: “Ha preso contributi da Soros”. Bonelli sbotta: “Bugie inammissibili, ci aspettiamo le scuse”

11 Giugno 2026 ore 15:19

Botta e risposta alla Camera tra Nicola Fratoianni di Avs, la premier Giorgia Meloni, e Angelo Bonelli. “Voi la patrimoniale l’avete fatta sul ceto medio, togliendo diritti e opportunità, aumentando il carico fiscale. Il punto sono le scelte politiche”, ha attaccato Fratoianni intervenendo in Aula in occasione delle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo.

Poco dopo la risposta di Meloni che ha accusato il deputato di aver preso soldi da Soros. “L’unica patrimoniale l’abbiamo messa sui patrimoni altissimi, tassando le banche e anche ultimamente le società energetiche. Se aveste avuto voi lo stesso coraggio negli anni passati le cose sarebbero andate meglio. Ma capisco che non si possa avere quel coraggio quando si accettano contributi finanziari da uno speculatore finanziario del carico di Soros…”, ha attaccato Meloni durante la replica in Aula.

Immediata la replica di Angelo Bonelli, di Avs, che al termine dell’intervento della presidente del Consiglio l’ha accusata di dire bugie “inammissibili”. “Ci aspettiamo delle scuse”, ha aggiunto.

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“Se vedete un atto di sodomia con il tubo dello scarico, avete bisogno di uno psichiatra”: si infiamma il dibattito sulla ristrutturazione di un hotel spagnolo

11 Giugno 2026 ore 15:17

Dice il vecchio proverbio “la malizia è negli occhi di chi guarda”. Ed è proprio il caso di un dibattito che è scoppiato in Spagna e che ha coinvolto anche le alte sfere della politica.

Un intervento di ristrutturazione architettonica sul più antico hotel della Spagna, Hostal dos Reis Católicos a Santiago de Compostela, è diventato oggetto di scherno, con i critici che lo hanno attaccato per aver raffigurato la gargolla “sodomizzata”. La gargolla è la parte terminale dello scarico dei canali di gronda, o grondaie, spesso ornata con figure animalesche, fantastiche o mostruose.

Come riporta il Times of London, l’architetto Fernando Cobos che ha progettato la ristrutturazione non ci sta e rilancia con una provocazione: “I detrattori avrebbero bisogno di uno psichiatra perché hanno una mente perversa se hanno visto del ‘marcio’ nei pluviali suggestivi installati sul retro delle sculture in pietra”.

“C’è stata polemica perché c’è un sedere -, ha detto Cobos – Se vedete la gargolla sodomizzata dove c’è un beccuccio, non c’è molto che io possa fare. Sono un architetto, non uno psichiatra».

Cobos ha affermato di essere stato criticato aspramente da artisti e storici, i quali sostengono che il suo progetto faccia sembrare che le gargolle vengano “impalate”, “colonscopizzate” o “sodomizzate” dai tubi di rame che il suo team ha aggiunto all’elaborata struttura cinquecentesca all’inizio di quest’anno.

Residenti, associazioni per la tutela del patrimonio storico e organizzazioni locali dedicate alla salvaguardia dei beni culturali hanno espresso forti critiche nei confronti del progetto, ritenendolo esteticamente incompatibile con il contesto monumentale e privo del dovuto rispetto verso la struttura storica. Le proteste hanno indotto i funzionari del governo regionale della Galizia ad annunciare che sono in corso valutazioni su possibili soluzioni alternative, inclusa l’ipotesi di procedere alla completa rimozione dei doccioni.

(Photo credit RTVE)

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La strada di Neymar: a Novo Hamburgo spunta il maxi murale dedicato al campione brasiliano

11 Giugno 2026 ore 15:09

Mancano poche ore all’inizio dei Mondiali e in Brasile sale la “febbre” da Coppa del Mondo. A Novo Hamburgo, un comune nello Stato del Rio Grande do Sul a Porto Alegre, Neymar è diventato un murale di 200 metri dipinto sull’asfalto. Un capolavoro artistico a cielo aperto che si è già trasformato in un punto di pellegrinaggio per tifosi e curiosi.

Si dice che il calcio brasiliano vero si giochi per la strada e quindi quale posto migliore per dedicare un ritratto al numero 10 della Seleção. La strada, in via João Pessoa, è stata cosparsa di vernice verde, oro e blu, i colori della maglia della nazionale, trasformandola in un tributo urbano di 850 metri quadrati di superficie calpestabile. L’opera, come riporta il giornale locale Globo Esporte RS, è stata completata tra il 6 e il 7 giugno da sei artisti urbani: Rafael Jung, Nosg, Bart, Chimia, Joca e Jefferson.

La realizzazione si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione urbana pensata dal polo culturale Galeria 5. Fin dal principio è stato pensato come evento collettivo, durante il quale i residenti del luogo hanno potuto osservare in diretta l’evoluzione del disegno mentre intorno erano stati allestiti mercatini per scambiarsi le figurine dei Mondiali e food trucks.

RUA DO NEYMAR! ????????

Neymar ganhou uma pintura de cerca de 200m na esquina das ruas João Pessoa e Voluntários da Pátria, no Rio Grande do Sul. A homenagem ao craque foi feita por artistas locais. Curtiu, torcedor? ????⚽

???? @tudodecima_

*Contém legenda automática#ViveNaGentepic.twitter.com/mskhusq21I

— sportv (@sportv) June 10, 2026

La scelta di Neymar non è stata casuale. Non solo è il marcatore più prolifico della nazionale, ma è anche l’idolo del suo Paese. Basta guardare ai cori, alle esultanze e anche alle lacrime dei brasiliani dopo aver scoperto che mister Carlo Ancellotti aveva convocato il numero 10 per quello che sarà il suo ultimo Mondiale. Poco dopo però il Brasile aveva passato giorni di apprensione a seguito di un infortunio al polpaccio riportato dal campione ex Barcellona e Psg, che ne aveva messo a rischio la presenza. Che ci sarà sembra ormai fuori dubbio, resta solo da capire quanto giocherà.

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Che succede a mutui e prestiti dopo l’aumento dei tassi? L’impatto sui bilanci delle famiglie

11 Giugno 2026 ore 15:08

La decisione della Banca centrale europea di rialzare i tassi d’interesse per la prima volta dal 2023 segna una brusca inversione di rotta spinta dalle pressioni inflazionistiche legate al conflitto in Medio Oriente che ha gonfiato i prezzi dell’energia. Tra mutui più costosi e acquisti a rate che richiederanno esborsi maggiori, a subirne gli effetti saranno anche i bilanci delle famiglie.

L’Euribor a tre mesi, il parametro di riferimento per gran parte dei mutui variabili, era già risalito dal 2,01% di fine febbraio al 2,31% del 5 giugno, incorporando le aspettative dei mercati su una stretta monetaria. Secondo le simulazioni di Facile.it, la rata di un mutuo variabile standard da 126mila euro in 25 anni, che a gennaio era pari a 578 euro, è già salita a circa 590 euro a giugno. Con il rialzo di 25 punti base deciso dalla Bce, la rata arriverà a circa 606 euro al mese. E le previsioni indicano ulteriori rincari nei prossimi mesi. Sulla base delle quotazioni dei futures, Facile.it stima che la rata possa raggiungere i 626 euro entro la fine dell’anno o all’inizio del 2027. Rispetto a gennaio, l’aumento complessivo sarebbe quindi vicino ai 50 euro mensili, pari a circa 600 euro l’anno. L’impatto degli aumenti sarà però diverso per ciascun mutuatario in base all’importo residuo del finanziamento e al numero di rate ancora da pagare: più si è vicini alla fine del piano di ammortamento, minore sarà l’effetto.

La Federazione Autonoma Bancari Italiani stima che per un finanziamento da 50.000 euro la maggiore spesa mensile oscillerà tra 29 euro su una durata di 10 anni e 35 euro su trent’anni. Per un mutuo da 100.000 euro l’aumento della rata va da 59 a 70 euro al mese, mentre per un finanziamento da 150.000 euro la crescita è compresa tra 88 e 106 euro mensili. L’impatto aumenta al crescere dell’importo richiesto. Su un mutuo da 200.000 euro l’incremento della rata è compreso tra 118 e 141 euro al mese, mentre per un finanziamento da 250.000 euro si arriva fino a 176 euro in più ogni mese, pari a oltre 2.100 euro nell’arco di un anno.

Il rialzo dei tassi non colpisce soltanto chi ha un mutuo. Anche il credito al consumo è destinato a diventare più oneroso. Secondo uno studio della Fabi, una lavatrice da 700 euro acquistata con un finanziamento quinquennale arriva a costare complessivamente 877 euro, mentre uno smartphone da 850 euro pagato in due anni supera i 930 euro. Per gli acquisti di importo più elevato l’effetto degli interessi diventa molto più pesante: un viaggio da 5mila euro finanziato in quattro anni costa oltre 6mila euro e un’automobile da 20mila euro acquistata a rate nell’arco di sei anni arriva a richiedere più di 26mila euro complessivi.

Più aumenta il costo del denaro, insomma, più cresce la quota di reddito che le famiglie devono destinare al pagamento degli interessi, riducendo le risorse disponibili per altre spese. È proprio questo del resto uno dei canali attraverso cui la Bce punta a raffreddare l’inflazione: frenare domanda e consumi per contenere la crescita dei prezzi.

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La 7/a edizione del festival “Dei Suoni I Passi”

11 Giugno 2026 ore 14:54
La 7/a edizione del festival “Dei Suoni I Passi”

Il festival “Dei Suoni I Passi”, sentiero di musiche e parole lungo la Via degli Dei, in corso fino al 21 giugno 2026 . Sabato 13 giugno dopo Bologna e Castiglione dei Pepoli, tappa a Marradi per il progetto nel 150/imo dalla nascita della Aleramo. Si prosegue domenica 14 giugno a Firenzuola con una grande festa

Per la settima edizione del festival “Dei Suoni i Passi”, concerti, natura, cammini, incontri, nuovi ascolti e nuovi sguardi da Bologna a Firenze lungo la Via degli Dei (fino al 21 giugno, programma su www.fabbricaeuropa.net), sabato 13 giugno a Marradi debutta la nuova produzione “La veglia Sibilla”, con l’attrice e cantante Monica Demuru e il musicista Pierfrancesco Mucari. Si partirà alle ore 18 dal Teatro degli Animosi di Marradi, e, attraverso strade suggestive, si raggiungerà un luogo magico a cavallo tra il passato e il presente, tra il paese e la spontaneità della natura che vivifica ogni spazio. Un casolare vissuto e abbandonato, dove muoversi, dal sottosuolo, per vari piani, fino al letto da veglia, seguendo percorsi acustici. Il pubblico si immergerà nelle atmosfere della casa resa sonora grazie alla spazializzazione del suono ad opera del sax e degli scacciapensieri di PierFrancesco e della recitazione e del canto di Monica.

Si prosegue domenica 14 giugno a Firenzuola, località Cornacchiaia, nella meravigliosa Pieve di San Giovanni Battista Decollato, la festa al tramonto, momento conviviale con il batterista attivo sulla scena nazionale e internazionale Mattia Galeotti, accompagnato dal percussionista e inventore di un particolare “litofono”, strumento a percussione che utilizza la pietra, Nazareno Caputo, dal producer Marco Dalmasso e dal trombettista Charles Ferris, protagonisti di una jam che unirà suoni della natura, elettronica e beat travolgenti. Ad arricchire la serata, la presenza speciale del chitarrista Riccardo Onori e del trombonista Francesco Cangi.

Nello splendido Palazzo dei Vicari a Scarperia, in occasione della Notte Romantica dei Borghi più belli d’Italia, sabato 20 giugno sarà protagonista Mauro Ermanno Giovanardi, cantautore raffinato e poliedrico, da più di vent’anni sulla scena musicale italiana come interprete, autore, performer, produttore discografico e direttore artistico. Tra i creatori della scena underground in Italia, ha fondato nel 1993 i La Crus, band dirompente che cambia le regole della musica alternativa italiana. In scaletta brani da “E poi scegliere con cura le parole”, il nuovo lavoro appena pubblicato e brani noti e meno noti della storia della canzone italiana.

Domenica 21 tra Fiesole e Firenze, nella storica Villa Il Palmerino, scrittura intima e ricerca sonora si fondono nel concerto in solo di Naomi Berrill violoncellista, polistrumentista, compositrice e cantante irlandese. Dopo aver completato la sua formazione classica tra Scozia, Svizzera e Italia, ha sviluppato una ricerca personale che utilizza il violoncello non solo come strumento solista, ma come estensione della voce. Il suo lavoro unisce composizione, arrangiamento e improvvisazione, attraversando diversi linguaggi musicali. Questa versatilità l’ha portata a collaborare con artisti provenienti da ambiti differenti, tra cui Danusha Waskiewicz, Giovanni Sollima, Mario Brunello, Vincent Courtois, Ernst Reijseger e Alessandro Lanzoni.

Gli eventi sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. A esclusione del 13 giugno a Marradi (biglietto 5 euro).

Kimi Antonelli insieme alle leggende: il ‘Time’ lo inserisce tra le 100 personalità più influenti dello sport. “Si unisce a Schumacher e Senna”

11 Giugno 2026 ore 14:52

A soli 19 anni è già, forse, leggenda. Kimi Antonelli è stato inserito dalla rivista statunitense Time tra le 100 personalità più influenti nel mondo dello sport, insieme ad atleti del calibro di LeBron James e Cristiano Ronaldo. Non è però il solo italiano: di fianco al campione di Formula 1 c’è anche Jannik Sinner. “Un anno fa, durante la sua stagione d’esordio in Formula 1 – scrive Time descrivendo il pilota – Kimi Antonelli, il diciannovenne prodigio italiano scelto per sostituire il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton nella scuderia Mercedes, trascorse i giorni successivi al suo primo podio a sostenere gli esami di maturità (li superò). In questa stagione, con gli studi ormai alle spalle, Antonelli non smette di vincere e di stabilire nuovi record“.

La rivista ricorda tutti i successi del pilota italiano tra cui le cinque pole position consecutive nei Gran Premi di Cina, Giappone, Miami, Canada e Monaco, ultimo gran premio vinto. Dopo una lunga sfilza di grandi traguardi, grazie a cui ora Antonelli sta lottando per vincere il titolo, la rivista si permette anche un grande paragone con la storia dello sport, quello che forse ha sempre sognato da bambino. “Antonelli è il pilota più giovane ad aver mai guidato la classifica del campionato di F1 e si unisce a due leggende, Michael Schumacher e Ayrton Senna, come gli unici piloti ad aver ottenuto le prime tre pole position consecutive. A differenza di Schumacher e Senna, Antonelli ha anche vinto tutte quelle gare”.

Non poteva mancare ovviamente anche Jannik Sinner, che fa “compagnia” ad Antonelli in questa speciale lista. Questo è ciò che scrive il Time: “L’emergere negli ultimi anni di Jannik Sinner, l’allampanato numero 1 al mondo, ha praticamente assicurato al tennis maschile un’altra rivalità che durerà a lungo. Sinner-Alcaraz, diventata rapidamente la rivalità sportiva degli anni ’20, potrebbe battere anche FedererNadal in quanto a intrighi”. Sinner, scrive ancora il giornale, “cresciuto tra le Dolomiti come sciatore alpino junior di alto livello, ha iniziato a concentrarsi sul tennis a 13 anni e ha vinto quattro degli ultimi 10 titoli dello Slam”.

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La Bce alza i tassi di 25 punti base: è il primo aumento dal 2023. Inflazione su al 3% causa guerra in Medio Oriente

11 Giugno 2026 ore 14:48

La Banca centrale europea come da attese alza i tassi di un quarto di punto portando il tasso sui depositi dal 2 al 2,25%. Il tasso sui rifinanziamenti principali sale dal 2,15% al 2,40%; quello sui prestiti marginali dal 2,40% al 2,65%. È la prima stretta monetaria dal settembre 2023. Gli analisti la davano per certa visto lo choc energetico causato dalla guerra all’Iran, che ha fatto volare l’inflazione.

Il consiglio direttivo dell’Eurotower a fronte del prolungarsi del conflitto ha deciso all’unanimità, ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde in conferenza stampa. Del resto la situazione geopolitica ha comportato un ulteriore taglio delle previsioni sulla crescita e un rialzo di quelle sull’inflazione. Nel nuovo scenario ‘di base’ il progresso del pil è ora atteso a +0,8% per il 2026 (dallo 0,9% delle precedenti proiezioni di marzo) e +1,2% per il 2027 (da 1,3%), mentre è stato alzato a +1,5% (da 1,4%) per il 2028. L’inflazione è vista al 3% per quest’anno e 2,3% per il 2027 per poi frenare al 2%, rispettivamente da 2,6%, 2% e 2,1% delle precedenti previsioni. “Le prospettive restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”, si legge in una nota della Bce.

I rischi per lo scenario di crescita e d’inflazione sono tanto maggiori “quanto più dura la guerra in Medio Oriente”, ha spiegato in conferenza stampa la presidente della Bce Christine Lagarde. “L’aumento dei prezzi dell’energia spingerà ulteriormente l’inflazione durante l’estate e la manterrà ben al di sopra dell’obiettivo nella prima metà del 2027. Avrà inoltre un impatto sull’inflazione di alimentari, beni e servizi. L’inflazione dovrebbe poi tornare in linea con l’obiettivo nella seconda metà del 2027, sostenuta dal calo dei prezzi dell’energia e da un rallentamento degli aumenti degli altri prezzi”.

Tuttavia “la guerra in Medio Oriente rimane una fonte di incertezza significativa. Più a lungo i prezzi dell’energia rimangono elevati, maggiore è il rischio che alimentino un’inflazione più ampia attraverso effetti indiretti e di secondo livello. Monitoreremo pertanto da vicino l’entità e la persistenza dell’aumento dei prezzi dell’energia e il modo in cui si ripercuote sulla formazione dei prezzi e dei salari, sulle aspettative di inflazione e sulla dinamica economica complessiva”.

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Olimpiadi Milano-Cortina, dirigente del ministero dei Trasporti indagata per la cabinovia Socrepes. Salvini: “Piena legittimità degli atti”

11 Giugno 2026 ore 14:41

L’inchiesta sulle Olimpiadi invernali Milano-Cortina arriva nelle stanze del ministero dei Trasporti. La procura di Belluno, guidata da Massimo De Bortoli, ha iscritto nel registro degli indagati Elisabetta Pellegrini, coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione da quattro anni e braccio destro di Matteo Salvini. Nella giornata di mercoledì le autorità le hanno sequestrato il cellulare e oggi è stata raggiunta da un avviso di garanzia. Il ministro è subito intervenuto in sua difesa, dicendo che negli anni si è distinta per “impegno e laboriosità”.

Si tratta del filone di indagini sull’appalto per la costruzione della cabinovia Socrapes a Cortina d’Ampezzo, che vede indagate altre tre persone tra le quali il commissario straordinario per le opere Fabio Massimo Saldini. Oltre a Pellegrini e Saldini, nel mirino della Squadra Mobile ci sono Valeria Cepi, dipendente Simico, già responsabile unica del procedimento della cabinovia, e Angelo Redaelli, legale rappresentante di Graffer, la società che si aggiudicò i lavori.

L’ipotesi di reato è di turbativa d’asta su presunte irregolarità nell’affidamento. La cabinovia, non ancora collaudata quattro mesi dopo la fine dei Giochi, è costata 35 milioni di euro e l’appalto era stato rifiutato da due colossi del settore come la Leitner di Vipiteno e l’austriaca Doppelmeyr. Il sospetto degli investigatori è che la procedura d’appalto sarebbe stata rallentata per creare le condizioni che hanno portato alla scelta di Graffer.

Nel marzo 2025 una prima gara era stata annullata dopo una fuga di notizie riguardante l’interessamento di Leitner e Doppelmeyr. Nel giugno successivo, una seconda gara era andata deserta. A sorpresa era spuntata Graffer. Saldini voleva rispettare gli impegni con Fondazione Milano Cortina 2026, preparando l’impianto per le gare di sci femminile. Così aveva accettato l’offerta dell’associazione temporanea di imprese tra la bergamasca Ecoedile e dalla bellunese Dolomiti Strade.

A insospettire gli inquirenti – che si sono mossi dopo gli esposti della deputata di Avs Laura Zanella e dei comitati – c’è anche la qualità di un impianto per il quale si sono spesi tanti soldi con risultati discutibili. Il procuratore De Bortoli sospetta “la possibile sussistenza di condotte che, grazie ad accordi collusivi o comunque tramite modalità fraudolente, hanno deliberatamente favorito Graffer”. L’assegnazione sarebbe avvenuta “con la consapevolezza che i tempi a disposizione non sarebbero stati compatibili con la messa in funzione dell’impianto entro l’inizio dei Giochi”.

Pellegrini è coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione dal 16 dicembre 2022 e segue dossier strategici, tra i quali il Ponte sullo Stretto di Messina, l’emergenza idrica, le concessioni autostradali e la programmazione e la pianificazione strategica dei progetti infrastrutturali. In passato è stata direttrice del Dipartimento Infrastrutture, Trasporti, Lavori pubblici e Demanio della Regione Veneto e responsabile unica del progetto della Pedemontana Veneta. Funzionaria dell’amministrazione pubblica da anni, è stata anche direttrice generale della Provincia di Verona.

La dirigente ha subito ricevuto una conferma di stima da parte di Salvini: “Le Olimpiadi rappresentano un successo straordinario riconosciuto anche all’estero: sono state il frutto di anni di lavoro mio e di un’intera squadra, di cui ha fatto parte anche Elisabetta Pellegrini, che si è distinta per impegno e laboriosità”. Quindi ha rinnovato “il ringraziamento a tutti per lo straordinario risultato: sono certo che le indagini confermeranno la piena legittimità di tutti gli atti” ed è tornato a sottolineare che “per il momento possiamo ricordare che i Giochi sono stati una vetrina incredibile per tutta l’Italia e ne siamo orgogliosi”.

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Papa Leone XIV parla ai migranti dal “porto della vergogna” delle Canarie: “La dignità umana non ha un passaporto”

11 Giugno 2026 ore 14:41

Parla dal molo di Arguineguin, approdo dei migranti della rotta atlantica a Gran Canaria, noto come il ‘molo della vergogna’ e simbolo della crisi migratoria del 2020. Alle spalle, i professionisti del Salvamento Maritimo a bordo di una nave. In prima fila, tra le autorità, c’è il premier Pedro Sanchez. Papa Leone XIV, nella penultima tappa del suo viaggio in Spagna, incontra migranti e volontari, e concentra il suo messaggio sulla dignità della persona. E dopo aver ascoltato le testimonianze dei sopravvissuti, si è avvicinato al bordo del molo per gettare in mare una corona di fiori in segno di commemorazione delle vittime dei naufragi, morte nella rotta atlantica dall’Africa all’Europa, in un gesto che ricorda quello dell’8 luglio 2013 di papa Francesco a Lampedusa.

“Cari migranti: prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità. Non siete numeri, né fascicoli! Siete persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare – ha esordito il Pontefice nel suo intervento -. La dignità umana non ha passaporto, né perde valore quando attraversa una frontiera. La dignità umana – ha continuato – esige vie legali e sicure, soccorso e assistenza, cooperazione reale contro i trafficanti, protezione effettiva delle vittime, processi seri di accoglienza e integrazione, e politiche che permettano a ogni persona di vivere con dignità nella propria terra”. “Se esiste il diritto di cercare rifugio”, ha aggiunto, “esiste anche il diritto di non dover migrare: di rimanere nella propria casa senza fame, senza guerra, senza persecuzioni, senza che la corruzione rubi il pane ai poveri e le armi distruggano il futuro dei bambini. Non possiamo abituarci a contare i morti”.

Prevost ha poi precisato che “non basta gestire gli arrivi, distribuire cifre, rafforzare le frontiere o lamentare le morti quando sono già avvenute”. “Ogni barca che arriva – ha sottolineato interpellando le coscienze – non porta solo migranti; porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita? Da quest’isola, – dice in un passaggio applaudito – vorrei che la voce di coloro che hanno parlato oggi raggiungesse chi ha in mano responsabilità decisive – autorità civili, parlamenti, governi e organizzazioni internazionali – e anche le comunità cristiane, le altre tradizioni religiose e tutti gli uomini e le donne di buona volontà”. Per il Pontefice, “ogni vita umana è una benedizione di Dio. Nessuno può comprarla, venderla, usarla o scartarla, perché in ogni persona risplende l’immagine e la somiglianza del Creatore”. Parlando appunto della testimonianza di un migrante, Leone osserva: “Ci hai raccontato di aver lasciato il tuo Paese, non perché lo volessi, ma perché non c’era altra scelta. Nelle tue parole sentiamo il dramma di tante persone costrette a partire perché la povertà, la guerra, la minaccia o lo sfruttamento hanno chiuso loro ogni altra strada. Vorrei che questo messaggio arrivasse a te e a tante donne vittime della tratta e dello sfruttamento: se altri hanno dato un prezzo al tuo corpo, Dio non ha mai smesso di guardarti come una persona di valore inestimabile. Se hanno voluto rinchiuderti in un passato di dolore, Dio continua a pronunciare su di te una promessa di futuro. Se ti hanno trattata come una cosa, la Chiesa vuole dirti oggi: sei figlia e sorella, sei una benedizione. La tua vita non appartiene a chi ti ha fatto del male”. Il Papa si è poi rivolto alle istituzioni, perché il dramma dei migranti “deve diventare un esame di coscienza: per le nazioni di origine, che devono creare condizioni di pace, giustizia e sviluppo, per le nazioni di transito, chiamate a proteggere e a non lasciare i deboli nelle mani di reti criminali, per l’Europa, che non può proclamare la dignità umana e abituarsi a che il Mediterraneo e l’Atlantico siano cimiteri senza lapidi, per la comunità internazionale, chiamata a una cooperazione efficace e perseverante”.

Perché Arguineguin è chiamato “il porto della vergogna”– Il nome nasce dalla crisi migratoria del 2020 quando, in piena pandemia Covid, in una sola settimana sbarcarono circa tremila migranti partiti dalle coste africane (Mauritania, Senegal e Marocco) a bordo di imbarcazioni di fortuna inadatte all’oceano (chiamate pateras o cayucos). Viste le misure restrittive in vigore e la mancanza di strutture adeguate, le banchine di asfalto del porto si sono trasformate in un campo di accoglienza improvvisato, sovraffollato e inadeguato con migliaia di persone costrette a rimanere accampate all’aperto per giorni, senza ripari adeguati, servizi igienici sufficienti o cibo a sufficienza. Solo la Caritas e i volontari fecero fronte ai bisogni dei migranti. A fronte delle restrizioni imposte dalla pandemia, i migranti sono rimasti a lungo ad Arguineguin, in attesa di un trasferimento in strutture adeguate all’interno dell’isola. Una situazione di stallo che ha generato condizioni di estrema precarietà, attirando le critiche delle organizzazioni umanitarie per la gestione inadeguata e tardiva da parte delle autorità. A seguito di questa grave crisi e dell’attenzione mediatica internazionale, la zona è diventata il simbolo delle tragiche traversate nel tentativo di raggiungere l’Europa. Più recentemente, a causa della forte mobilitazione della società civile e della Caritas per soccorrere i naufraghi, il molo è stato simbolicamente ribattezzato da alcuni come il “porto della speranza” (Muelle de la esperanza)

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“Quando stai passando uno dei momenti più brutti della tua vita, le persone che ami ti dicono: ‘stasera si esce’. E tu non vuoi perché la gente ti mette ansia”: le parole di Sarah Felberbaum

11 Giugno 2026 ore 14:31

Dietro il successo, i lustrini spesso si nascondono storie di fragilità. È il caso dell’attrice Sarah Felberbaum che ha postato una serie di foto e video reduce dal concerto di Cesare Cremonini al Circo Massimo di Roma, per affidare ai follower qualche pensiero sul delicato momento che sta vivendo.

Felberbaum è andata al concerto con il marito Daniele De Rossi, ex campione della Roma e allenatore del Genoa, e qualche amica. Immagini spensierate di canzoni e balli, ma le parole che hanno accompagnato la carrellata su Instagram, offrono più di uno spunto di riflessione.

“Quando stai passando uno dei momenti più brutti della tua vita, dopo un anno complicato, e alcune delle persone che ami di più ti dicono: Stasera si esce – ha affermato-. E tu non vuoi. Perché la gente, ultimamente, ti mette ansia. Perché ti senti al sicuro solo dentro casa, con tua mamma o tua sorella. Con i tuoi figli o tuo marito. Le persone che ti conoscono davvero e davanti alle quali non devi mai fingere”.

E ancora: “Poi ti lasci convincere e, nonostante quella sensazione di pericolo addosso, esci. E sorridi. E non pensi. E bevi dei gin tonic. E ridi e scherzi con gente simpatica. E per un istante ti ricordi cosa significa sentirsi felice. E te ne vergogni, come se fosse sbagliato. E scoppi a piangere, perché non sai più cosa sia giusto o sbagliato. Ecco, per me ieri sera non è stato un semplice concerto. È stato un momento di felicità”.

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Belén Rodriguez: “Su di me notizie gonfiate…. Quando ti fanno del male bisogna avere pazienza e attendere, il karma farà il suo corso”

11 Giugno 2026 ore 14:28

Dopo settimane di indiscrezioni, polemiche e ricostruzioni legate alle vicende che l’hanno vista protagonista a Milano, Belén Rodriguez ha deciso di rompere il silenzio con un lungo messaggio pubblicato nelle sue Instagram Stories.

La conduttrice ha innanzitutto ringraziato i fan per il sostegno ricevuto: “Mi avete confortata e dato molta forza, in questi momenti è fondamentale per me sentirmi abbracciata, coccolata e capita”. Rodriguez ha poi fatto capire di non avere intenzione di alimentare ulteriormente il dibattito mediatico nato attorno alla sua vicenda personale: “Non alimenterò ciò che ha già fatto la stampa gonfiando notizie e situazioni a favore di titoli acchiappa like e click bait”.

Pur senza entrare nei dettagli, la showgirl ha aggiunto che “nelle sedi opportune chi dovrà rispondere delle proprie responsabilità, lo farà”, affidandosi poi a una considerazione dal tono molto netto: “Quando ti fanno del male bisogna avere pazienza e attendere, il karma farà il suo corso“.

Nel messaggio c’è spazio anche per un chiarimento professionale. Belén ha infatti smentito indirettamente alcune ricostruzioni sul mancato approdo alla conduzione dell’Isola dei Famosi, spiegando di essere stata lei a rinunciare. “Ho deciso di non accettare quando ho saputo la quantità di giorni all’estero che avrei dovuto trascorrere. Non riesco e non posso stare 45 giorni senza vedere i miei figli“, ha scritto.

La conduttrice ha quindi ringraziato Mediaset per la comprensione mostrata, lasciando intendere che la collaborazione con l’azienda potrebbe proseguire in futuro: “Sicuramente avremo altre occasioni”. Un messaggio che arriva nelle stesse ore in cui il settimanale Chi ha pubblicato alcune fotografie che la ritraggono insieme all’ex marito Stefano De Martino, segno di un rapporto che, almeno sul piano familiare, sembra oggi più sereno.

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L’ossessione della Norvegia per la propria dieta: ai Mondiali con 300 kg di salmone, 116 di formaggio e tre chef

11 Giugno 2026 ore 14:13

In assenza dell’Italia, il Mondiale 2026 ha già la vincitrice dello scettro di Nazionale più attenta alle proprie abitudini alimentari. Dimenticate il gourmet della Francia, non c’entra nemmeno l’antica tradizione del Giappone. Il titolo va alla Norvegia. La Federazione non farà mancare nulla a Erling Haaland e compagni in occasione della prima partecipazione alla Coppa del Mondo dopo 28 anni. Tutto è stato pianificato a puntino da novembre 2025.

A decidere quale sarà il menù dei giocatori e dello staff, sessanta persone in totale, sono stati tre chef: Christian Karlsson, che si occupa della cucina della squadra dagli Anni Novanta, Aron Espeland ed Eirik Tufte, solitamente in cucina al Cru di Oslo, ristorante segnalato dalla guida Michelin. L’obiettivo era quello di portare le materie prime direttamente dalla Norvegia per riempire i quattro buffet al giorno previsti nel corso della manifestazione, come ha svelato il quotidiano norvegese VG.

Nel ritiro di Greensboro, nella Carolina del Nord, ci sono tre cibi che certamente non mancheranno. La Norvegia ha infatti deciso di spedire negli Stati Uniti ben 300 chili di salmone, 116 di un formaggio locale, il brunost, fatto con siero, latte di scarto e panna. Il brunost ha un caratteristico colore marrone ottenuto separando la cagliata, utilizzata per produrre i formaggi tradizionali, e tenendo il siero che, una volta bollito con la panna, finisce per caramellizzarsi con il calore. Non è finita: il ct Ståle Solbakken e i suoi giocatori avranno a disposizione anche 6.000 arance.

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Financial Times: “Francia e Germania vogliono smantellare l’Azione Esterna dell’Ue e depotenziare il ruolo di Kallas”

11 Giugno 2026 ore 14:11

Radicale revisione o, perché no, anche l’eliminazione del Servizio europeo per l’azione esterna (EEAS), ovvero l’intera struttura diplomatica delle istituzioni Ue. Secondo il Financial Times, che cita funzionari europei, è questo il progetto in fase di valutazione sull’asse franco-tedesco. I colloqui andrebbero avanti tra Parigi, Berlino e altri Stati membri e sul tavolo, sostengono, ci sono anche la revoca dei poteri all’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, e la redistribuzione delle competenze del servizio, per un risparmio totale quantificato in circa 1 miliardo di euro tra Commissione Ue e Stati membri. Una correzione di una struttura che, si apprende, viene considerata “disfunzionale“.

Realizzare un progetto del genere, ovviamente, richiederebbe tempi lunghissimi e l’unanimità dei Paesi membri. In caso di eliminazione servirebbe una revisione dei Trattati, mentre per rivederne, anche radicalmente, le competenze si potrebbe procedere con modifiche all’accordo raggiunto in sede di Consiglio Ue che ne disciplina l’organizzazione. Una decisione, comunque, sottoposta al potere di veto di anche uno solo dei 27 membri.

Detto questo, se confermata l’indiscrezione ha un valore politico che non può essere ignorato. Innanzitutto dimostra come, nonostante si parli di maggiore autonomia strategica, almeno nel campo della diplomazia alcuni Stati membri, tra cui i due più importanti, preferiscano mantenere le discussioni a un livello nazionale e non comunitario. In più emerge anche un sentimento di sfiducia nei confronti della Lady Pesc Kaja Kallas. Scelta da Ursula von der Leyen per uno dei quattro top jobs dell’Ue proprio mentre la guerra tra Russia e Ucraina era nel vivo, l’ex primo ministro estone ha fin da subito mostrato un atteggiamento poco propenso al dialogo con Mosca che, a suo dire, “conosce solo il linguaggio della forza”. Una strategia fuori dagli schemi per chi ricopre il ruolo di vertice della diplomazia Ue. Anche se condivide la responsabilità sulla politica estera con il Consiglio europeo, ossia con i capi di Stato e di governo dell’Ue, è evidente come questi preferiscano depotenziare ulteriormente il suo incarico.

“Il problema è strutturale e richiede una risposta strutturale”, ha detto una fonte al Financial Times spiegando appunto che tra le ipotesi contenute in una valutazione elaborata dal governo francese e condivisa con gli altri Stati membri figura anche una riduzione dell’autonomia di Kallas e un alleggerimento del suo controllo sulla rete di oltre 140 delegazioni diplomatiche gestite dal Servizio europeo per l’azione esterna (EEAS) nel mondo. “Le capitali sono irritate e vogliono uno strumento più efficace per agire all’unisono sulla scena internazionale”, ha spiegato un altro funzionario avvertendo che “esiste un rischio concreto di smembramento dell’EEAS“. La riforma punterebbe inoltre a ridurre i costi e a eliminare le sovrapposizioni tra il servizio diplomatico europeo, i ministeri degli Esteri nazionali e la stessa Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen, che da tempo ormai è andata allo scontro con l’EEAS per la guida della politica estera dell’Ue, trovandosi in disaccordo anche su dossier importanti come, ad esempio, la situazione a Gaza.

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Vittorio Feltri: “Oriana Fallaci fumava di continuo e spegneva le sigarette sul divano, cosa che mi faceva imbufalire. Ho il rammarico di non averle parlato prima che morisse. Mi aveva cercato, ma ero in ospedale”

11 Giugno 2026 ore 14:06

Vittorio Feltri ha deciso di raccontare le fasi salienti della sua sfera privata professionale e privata nel libro “Il direttore rompiscatole. Storie della mia vita“, scritto con Alessandro Gnocchi per Foglio Edizioni. A Il Corriere della Sera ha deciso di aprire lo scrigno dei ricordi e di raccontare della sua grande amica, Oriana Fallaci.

“Mi aveva convocato in un ristorante di piazza Cavour. – ha ricordato – Io arrivai con tre minuti di ritardo e lei era già seduta, con questo pacco gigantesco accanto. Lo scartai perplesso e trovai una pelliccia di visone da uomo. ‘È l’ultima moda a New York’, mi disse. Naturalmente non la indossai mai, ma la conservo ancora”.

Un giorno poi la celebre reporter lo aveva chiamato: “Sì, era giugno del 2006. Mi chiamò, disse che aveva delle faccende da sbrigare a Milano, ma di non volersi mostrare fragile. Così mi offrii di ospitarla nella mia casa in piazza Duse, dove rimase per qualche giorno, dopo aver cacciato la governante. Io, per non disturbarla, stavo in mansarda. Aveva sempre il suo bel carattere, fumava di continuo e spegneva le sigarette sul divano, cosa che mi faceva imbufalire”.

I ricordi affettuosi sono numerosi: “Per il suo compleanno stappai una bottiglia di Dom Pérignon: la feci felice. Desiderava conoscere Maria Luisa Trussardi, perché in guerra si portava il suo profumo: quando andammo da lei a pranzo, si vestì come una regina. E al rientro mi chiese di portarla dal salumaio. Poi tornò a Firenze: voleva morire lì”.

E ancora: “Mi occupai io di chiamare un autista. Durante il viaggio mi fece mille telefonate: perché c’era caldo, e avvisai l’autista di accendere l’aria condizionata, poi perché c’era freddo, e lo richiamai per alzare la temperatura. Prima di partire mi chiese un bicchiere e un cucchiaino per prendere le medicine durante il viaggio. E qui devo raccontare una cosa che ancora mi commuove”.

“Intanto ho il rammarico di non averle parlato prima che morisse. – ha concluso – Lei mi aveva cercato, ma io ero all’ospedale e non potei richiamarla. Poi, dopo la sua morte, incontrai monsignor Fisichella che mi diede un pacchetto: ‘Oriana mi ha chiesto di darglielo’. Lo aprii e dentro c’erano il bicchiere e il cucchiaino”.

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“Escludo qualsiasi parente, vicino o lontano”: lascia 2 milioni di euro nel testamento per costruire dei canili ma per il tribunale i soldi devono andare ai suoi nipoti, ora rischia di finire tutto allo Stato

11 Giugno 2026 ore 13:37
Mette nel testamento due milioni di euro per costruire canili ma il tribunale afferma che i soldi devono andare ai nipoti (che nel testamento erano stati volontariamente esclusi). Come riporta il Corriere di Milano la vicenda sarebbe avvenuta a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, dove una donna, sposata ma senza figli, aveva depositato dal notaio fin dal 2000 il proprio testamento. Sul documento ufficiale, riporta il Corriere, le parole vergate dalla donna erano: “In caso di mio decesso, lascio tutto a mio marito, ad eccezione della somma di otto milioni di lire che sarà versata a mio nipote. È mia ferma volontà escludere dal presente testamento qualsiasi altro parente, sia esso vicino o lontano. Dopo il decesso di mio marito, tutto ciò che resta in mio possesso sarà devoluto: alla costruzione di canili, dove ricoverare i cani randagi, abbandonati, malati, alla cura degli stessi”.

Nel 2020 la signora è deceduta e nel frattempo era morto anche il marito, ma la donna non ha voluto ritoccare il testamento valutando che con quelle frasi poi firmate di suo pugno la sua eredità finisse direttamente per aiutare i cani randagi e non ai (pare non propri amati quanto i cani) nipoti. “Il curatore testamentario, però, aveva giudicato nulle le volontà della donna e aveva indicato come legittimi eredi i tre nipoti – spiega il Corriere di Milano. “A quel punto l’Agenzia del Demanio aveva impugnato le decisioni del curatore, perché a suo dire gli stessi nipoti andavano chiaramente esclusi, insieme a tutti i parenti “vicini o lontani” nel testamento della donna”.

Si tratterebbe secondo l’avvocatura del Demanio di una “eredità vacante”, cioè di un patrimonio privo di eredi che passa quindi nelle mani dello Stato automaticamente dopo 10 anni. Solo che nel 2023, dopo tre anni dalla morte i giudici hanno cercato parenti fino al sesto grado trovando, appunto, i nipoti, dalla signora formalmente esclusi. Solo che, come segnala giustamente segnala il Corriere di Milano, “nessuno, né il curatore fallimentare né i magistrati, si è preoccupato di rappresentare gli interessi dei cani randagi, che pure erano stati al centro dei pensieri della signora quando ha scritto il suo testamento”. Alla fine della fiera, secondo diritto, nel testamento della signora bastava segnalare con precisione anche solo un’associazione animalista che si prende cura degli animali e molto probabilmente le cose sarebbero andate in maniera diversa. Probabile, comunque, che vista la cifra l’Agenzia del Demanio ricorrerà in Appello.

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Violento incidente stradale per Pier Silvio Berlusconi, travolto da un’auto proveniente dalla corsia opposta: illeso grazie ad airbag e cinture di sicurezza

11 Giugno 2026 ore 13:35

Pier Silvio Berlusconi è rimasto coinvolto nella serata di ieri in un violento incidente stradale mentre era alla guida della propria auto. Lo apprende l’Ansa. Nonostante la forza dell’impatto, l’amministratore delegato di Mediaset ha riportato soltanto lievi ferite e le sue condizioni non sarebbero tali da modificare gli impegni previsti per oggi, a partire dalla celebrazione del terzo anniversario della scomparsa del padre Silvio Berlusconi, in programma questa sera nella sede di Mediaset alla presenza dei collaboratori del gruppo.

Secondo quanto riferito dall’agenzia, l’incidente è avvenuto intorno alle 21.30 sulla provinciale tra Villasanta e Arcore. Berlusconi stava rientrando a casa dopo una giornata di lavoro negli uffici di Cologno Monzese e si trovava al volante della sua vettura quando, mentre procedeva in fila, un’auto proveniente dalla corsia opposta avrebbe perso il controllo durante un’accelerazione, invadendo la carreggiata e finendo nel senso di marcia contrario.

L’impatto, praticamente frontale, ha provocato la distruzione della parte anteriore del veicolo guidato da Berlusconi e l’attivazione di tutti gli airbag. Nonostante la dinamica dello scontro, l’ad di Mediaset sarebbe uscito dall’auto praticamente illeso grazie alla cintura di sicurezza e ai sistemi di protezione del veicolo. I soccorritori intervenuti sul posto lo hanno sottoposto ai primi accertamenti sanitari.

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Stefano De Martino “è andato a prendere Belén Rodríguez dove si era rifugiata”: le foto su Chi

11 Giugno 2026 ore 13:27

È stato Stefano De Martino ad andare a prendere Belén Rodríguez “dove si era rifugiata nei giorni successivi” alle vicende che l’hanno vista protagonista a Milano. A documentarlo è il settimanale Chi, che ha pubblicato alcune fotografie dell’ex coppia insieme in auto.

Negli scatti emerge un clima disteso e familiare, lontano dalle tensioni del passato. Il segnale di un rapporto sereno costruito attorno al bene del figlio Santiago. Del resto, nonostante la fine del matrimonio, Rodriguez e De Martino hanno più volte dimostrato di voler mantenere un legame equilibrato e collaborativo come genitori.

Nel frattempo, sul fronte delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto la showgirl nelle ultime settimane, è intervenuto il suo legale, l’avvocato Giuseppe Russo, con una nota inviata all’Ansa per fare chiarezza. “In merito alle notizie che stanno circolando diffusamente relativamente ad alcuni (lievi) incidenti automobilistici che avrebbero coinvolto la signora Belén Rodriguez, si rende necessario smentire che sia stato commesso il reato di omissione di soccorso“.

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La classifica 2026 delle città dove si mangia meglio al mondo: Lima a sorpresa sul podio, Londra e Barcellona battono Napoli

11 Giugno 2026 ore 13:17
La città in cui si mangia meglio al mondo è Lima, in Perù. Bangkok è al secondo posto, Città del Messico è al terzo, mentre la prima città italiana in classifica è Napoli al 14simo posto. È stata la celebre rivista britannica Time Out a pubblicare la classifica delle migliori città al mondo a livello gastronomico.

“Le città presenti in questa lista sono note per i loro ingredienti, le cucine iconiche e le profonde tradizioni culinarie che hanno influenzato il modo in cui le persone mangiano in tutto il mondo”, ha dichiarato Virginia Gil, redattrice per gli Stati Uniti di Time Out. “Non sono solo mete ambite dagli amanti del buon cibo; sono luoghi che da decenni attraggono viaggiatori in cerca di esperienze gastronomiche indimenticabili”. Insomma, niente stelle Michelin, Tripadvisor o 4 ristoranti di Alessandro Borghese.

Il listone di Time Out è un elenco globale e multistrato sulle impressioni generali di 24.000 residenti locali in 150 città di tutto il mondo, sull’insieme di panini, piatti, bibite e companatico presenti nelle grandi città del mondo. Così svetta Lima dove Time Out segnala piatti tipici come il ceviche e la causa Limeña e dove, pare, si mangi bene senza spendere una fortuna (le dimensioni della fortuna però non sono presenti ndr). Al secondo posto ecco Bangkok, in Thailandia, che avrebbe innata la “cultura dello street food senza eguali”.

A Città del Messico gli interpellati da Time Out hanno apprezzato “la scena gastronomica variegata che spazia dai ristoranti stellati Michelin ai mercati di strada locali”. Al quarto posto, la prima città europea, Londra, che è poi un luogo dove non esiste una vera e propria tradizione culinaria ma dove se ne mescolano centinaia. Al quinto posto sbuca Barcellona e Time Out segnala le patatas bravas (sic). Se poi pensate che i gastronomi britannici piazzano quindicesima New York per “le sue pizze”, possiamo tranquillamente giocare con questa classifica come un giocoliere fa con i birilli o con le arance.

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“La bellezza? Non mi sono mai sentita vittima di pregiudizi, il mio aspetto mi ha penalizzata per alcuni ruoli, favorita in altri”: così Anna Valle

11 Giugno 2026 ore 13:10

Avrebbe preferito essere in giuria per “vedere più film” perché, sì, il ruolo di madrina le piace ma “quando ti trovi sul palco come se stessa e non nei panni di un personaggio, ti senti sempre un po’ fuori posto. Sono emozionata”. Anna Valle si è raccontata a Repubblica proprio in occasione del suo impegno al Taormina Film Festival e il suo racconto è tornato all’adolescenza perché proprio a Taormina si trovava spesso “con gli amici… Ho anche una cugina che vive nei dintorni, anche se non riesco a venirla a trovare quanto vorrei. Curiosamente, prima ancora di sapere di questo incarico, a marzo ho festeggiato qui il compleanno di mia mamma, 83 anni, con quasi tutta la famiglia. Alcuni hotel erano ancora chiusi, ma abbiamo scelto Taormina perché è un posto bellissimo, curato, accogliente”.

Naturalmente si parla anche di cinema, per esempio del film cult di Valle: “Blade Runner. Lo considero davvero uno dei miei film del cuore. Ho rivisto poco tempo fa la versione Director’s cut. Siamo andate al cinema con una mia cara amica e suo figlio, che non l’aveva mai visto. È stata un’esperienza”. E l’attrice ricorda di avere cominciato a pensare al suo futuro lavorativo dopo Miss Italia: “(Il concorso, ndr) Mi fu proposto più volte. C’era un ragazzo che collaborava con l’organizzazione e che era il figlio di una cliente del negozio di mia mamma. Mia madre aveva un negozio di intimo e merceria, una tradizione di famiglia. Lui mi aveva vista lì quando avevo sedici anni e mezzo e chiese a mia madre se poteva propormi di partecipare. Io dissi subito di no. Me lo richiese l’anno dopo e dissi ancora di no. Quando avevo diciotto anni insistette di nuovo e, a quel punto, mia madre e alcune amiche mi dissero: ‘Ma che ti costa? Al massimo fai un’esperienza’. Io ero molto timida e l’idea mi imbarazzava parecchio. Però me la fecero vedere da un’altra prospettiva: un’occasione per viaggiare, conoscere persone e fare qualcosa di nuovo. Così accettai”.

Da lì, la carriera di Anna Valle non ha subito battute di arresto. Sul rapporto con la bellezza oggi 50enne dice: “Prima del concorso era qualcosa che non sapevo bene gestire. Ero più insicura e molto più timida. Dopo Miss Italia ho acquisito maggiore consapevolezza, non perché fossi stata incoronata reginetta di bellezza, ma perché l’esperienza con le altre ragazze mi ha fatto capire che la bellezza è una caratteristica come tante altre. Non è necessariamente una forza e non è necessariamente un limite. È una cosa tua, della quale devi essere consapevole. Nel tempo ho capito che essere una ragazza carina può essere apprezzato dagli altri, ma deve essere sostenuto dalla personalità e dal modo in cui ti relazioni con il mondo. Non mi sono mai sentita vittima di pregiudizi. Certo, a volte il mio aspetto può avermi penalizzata per alcuni ruoli, così come altre volte può avermi favorita. Ma non l’ho mai vissuto come un limite”. E sull’oggi, se una ragazza le chiedesse se vale la pena partecipare a Miss Italia direbbe sì: “Purché il concorso continui ad aggiornarsi e a stare al passo con i tempi. Non credo che un concorso di bellezza trasformi automaticamente una donna in un oggetto. Anzi, credo che oggi esistano altri modelli e altri contenitori molto più problematici, soprattutto online. Io non ricordo Miss Italia come un’esperienza negativa, né mi sono mai sentita trattata come un oggetto”.

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Ponte sullo Stretto, l’ex magistrato Miele (indagato per corruzione) lascia la presidenza del collegio dei revisori al Csm

11 Giugno 2026 ore 12:26

Tommaso Miele, l’ex presidente aggiunto della Corte dei conti indagato per corruzione nell’inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto, si è dimesso dall’incarico di presidente del Collegio dei revisori dei conti del Consiglio superiore della magistratura. Come riportato da alcuni quotidiani, Miele aveva assunto l’incarico ad aprile del 2025, prima a titolo gratuito e poi, dopo il pensionamento dello scorso febbraio, dietro un compenso di 27mila euro lordi annui. La presenza di due magistrati contabili nel collegio è prevista dal regolamento interno del Csm.

Secondo l’accusa dei magistrati romani, Miele è stato avvicinato dall’imprenditore Vincenzo Virgiglio e dall’avvocato Francesco Saccomanno al fine – si legge in un comunicato emesso dalla Procura – di “condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione” del Ponte sullo Stretto. L’ex magistrato, ipotizzano i pm, si è messo a disposizione dei presunti corruttori fornendo continui aggiornamenti e informazioni riservate, “in cambio del loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento”.

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Google lancia le "Fonti preferite": ecco come scegliere Limes

9 Giugno 2026 ore 10:16

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Investì più volte e uccise il ladro con il Suv a Viareggio: l’imprenditrice Cinzia Dal Pino condannata a 18 anni. La pm aveva chiesto l’ergastolo

11 Giugno 2026 ore 12:43

Investì e uccise, inseguendolo con il suo Suv, il ladro che le aveva rubato la borsa. L’imprenditrice Cinzia Dal Pino, 65 anni, è stata condannata a 18 anni di carcere dalla Corte di Assise di Lucca. La donna è ritenuta colpevole di omicidio volontario per la morte del 52enne di origini marocchine, Noureddine Mezgui, ucciso l’8 settembre 2024 nel quartiere Darsena di Viareggio. Le telecamere di videosorveglianza immortalarono gli ultimi minuti della dinamica particolarmente violenta: nella clip, diventata centrale nel processo, si vedeva il suv guidato dalla donna inseguire il ladro, raggiungerlo e investirlo più volte fino a schiacciarlo contro una vetrina e contro i piloni di un edificio.

La pm, Sara Solino, aveva chiesto per l’imprenditrice la pena dell’ergastolo perché la 65enne non avrebbe “solo” tentato di fermare l’uomo, ma di aggredirlo e sopraffarlo, agendo con “volontà omicidiaria” e con l’intento di “punirlo come forma di giustizia privata”. L’impianto accusatorio ha sempre sostenuto la sussistenza dell’omicidio volontario, aggravato da crudeltà, futili motivi, uso del mezzo insidioso e approfittamento della minorata difesa della vittima.

La difesa di Dal Pino, i legali Enrico Marzaduri e Alberto Gargani, aveva chiesto invece di riformulare il reato contestato, ridimensionandolo a eccesso colposo di legittima difesa o a eccesso preterintenzionale. Secondo gli avvocati la donna voleva recuperare la borsa con effetti personali, ma senza l’intenzione di vendicarsi. Per la difesa, inoltre, quella era una “rapina” perché Mezgui avrebbe minacciato la donna, aggredendola con un coltello mai ritrovato. Nel corso del processo una perizia psichiatrica aveva escluso qualsiasi vizio di mente per l’imputata, ritenendola pienamente capace di intendere e di volere al momento dei fatti.

In attesa della sentenza definitiva, Dal Pino resterà in custodia cautelare ai domiciliari. L’imprenditrice, come affermato dai suoi legali, “sperava in una soluzione meno pesante” ma “poteva andare anche peggio”. Non è ancora chiaro se la difesa farà appello. “Aspettiamo le motivazioni, ma penso di sì”, ha detto Marzaduri.

Intanto le parti civili costituite hanno annunciato che presenteranno ricorso in appello. “È stata accolta la tesi dell’accusa sull’omicidio volontario, che ha retto”, ha dichiarato l’avvocato Enrico Carboni, legale dei familiari della vittima, aggiungendo che la Corte ha riconosciuto la componente della volontarietà. Nonostante ciò, la sentenza verrà comunque impugnata.

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Vaccini Covid, nuovo schiaffo alla Commissione Ue sulla trasparenza. L’avvocato generale: “Non ha garantito ampio accesso ai contratti”

11 Giugno 2026 ore 12:37

Nuovo schiaffo alla Commissione europea sulla mancata trasparenza dei contratti per l’acquisto dei vaccini Covid. Dopo la condanna in primo grado rimediata dal Tribunale dell’Unione europea, l’avvocato generale Athanasios Rantos ha chiesto la conferma del verdetto alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, in sede di appello. La Commissione Ue “non ha garantito al pubblico un accesso sufficientemente ampio ai contratti per l’acquisto dei vaccini contro il Covid”, ha dichiarato Rantos. Quest’ultimo ha sottolineato l’obbligo di trasparenza della Commissione proponendo alla Corte Ue di respingere le argomentazioni di Palazzo Berlaymont. L’avvocato generale non decide l’esito della causa, ma indica una possibile soluzione giuridica e le sue conclusioni vengono spesso seguite dai giudici di Lussemburgo. La sentenza è attesa nei prossimi mesi.

Durante la pandemia, la Commissione aveva negoziato in modo riservato con le imprese farmaceutiche i contratti per i vaccini anti-Covid. Nel 2021, alcuni eurodeputati e privati hanno chiesto di visionare i documenti, ma l’esecutivo Ue aveva concesso un accesso parziale, secretando i nomi dei negoziatori e le clausole sugli indennizzi alle aziende. I richiedenti si sono rivolti al Tribunale dell’Unione Europea, che nel 2024 ha condannato la Commissione per non aver garantito sufficiente trasparenza. La Commissione ha quindi impugnato la sentenza presentando un ricorso in appello alla Corte di Giustizia dell’Ue.

Al centro della causa figurano le dichiarazioni di assenza di conflitto di interessi dei negoziatori e le clausole sugli indennizzi alle aziende farmaceutiche: secondo Rantos, Bruxelles non ha dimostrato che la divulgazione di queste informazioni avrebbe leso la privacy o gli interessi commerciali delle imprese. Inoltre, le versioni oscurate dei documenti (con dichiarazioni anonimizzate sull’assenza di conflitti d’interesse) non consentivano una verifica adeguata, “concreta ed efficace”, dell’imparzialità dell’iter negoziale. Analoga valutazione riguarda le clausole sugli indennizzi. Rantos respinge la tesi secondo cui la loro pubblicazione avrebbe danneggiato gli interessi commerciali delle imprese, rilevando che Bruxelles non ha provato né il rischio di comportamenti abusivi né quello di un aumento delle azioni risarcitorie contro le aziende farmaceutiche. Dunque secondo l’avvocato generale, il Tribunale ha correttamente riconosciuto che la trasparenza dei negoziati rappresenta “un fine specifico di interesse pubblico”.

Nel contesto della pandemia di Covid-19, ricorda la Corte, l’Unione Europea aveva creato un meccanismo centralizzato per acquistare i vaccini, per garantire agli Stati membri un approvvigionamento rapido ed equo. La Commissione Europea ha costituito una squadra di negoziatori composta da alcuni suoi funzionari e da un numero limitato di esperti degli Stati membri, incaricata di negoziare con alcune imprese farmaceutiche gli accordi preliminari di acquisto dei vaccini.

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Ryanair fa pagare un supplemento ai genitori per sedersi accanto ai figli, scatta l’indagine: “Tariffa abusiva”. La replica della compagnia: “Pretestuosa”

11 Giugno 2026 ore 12:34

Dover pagare un supplemento economico per avere la garanzia di potersi sedere accanto al proprio figlio durante un volo. È questa la dinamica commerciale, ritenuta potenzialmente lesiva per i viaggiatori, che ha spinto le autorità del Regno Unito ad aprire un’indagine nei confronti di Ryanair. La Competition and Markets Authority (CMA), l’ente britannico preposto alla tutela della concorrenza e del mercato, sta verificando la legittimità delle tariffe imposte dalla compagnia aerea irlandese ai genitori che viaggiano con minori.

Le accuse dell’autorità: clausole abusive e “drip pricing”

Allo stato attuale, l’indagine si concentra sul fatto che Ryanair risulta essere l’unica compagnia aerea ad applicare questo specifico supplemento sulla maggior parte delle tratte in partenza dal Regno Unito. Mentre per gli altri passeggeri adulti la prenotazione del posto a sedere rimane una scelta facoltativa, le regole della compagnia impongono costi extra alle famiglie. Altri vettori aerei, fa notare l’autorità, offrono invece la possibilità di far sedere i bambini vicino a un genitore o a un tutore senza addebitare costi di prenotazione, assegnando automaticamente i posti vicini durante la procedura di acquisto.

L’indagine della CMA punta a stabilire se le clausole contrattuali di Ryanair siano a tutti gli effetti “abusive”, ponendo i clienti in una posizione di svantaggio ingiustificato. Sotto la lente d’ingrandimento c’è anche la trasparenza del processo di prenotazione online. L’autorità valuterà se il costo obbligatorio dei posti a sedere per le famiglie venga aggiunto al carrello senza chiarezza fin dal principio. Questa pratica, tecnicamente definita “drop pricing” (prezzo a goccia), consiste nel mostrare al consumatore un prezzo iniziale apparentemente basso, per poi gonfiarlo con l’aggiunta di costi inevitabili nelle fasi finali dell’acquisto. Nel Regno Unito, l’utilizzo del “drip pricing” è stato ufficialmente vietato a partire dal 2024.

La replica frontale di Ryanair: “Indagine pretestuosa”

La risposta della compagnia aerea di Dublino non si è fatta attendere e si è tradotta in una dura presa di posizione, non solo commerciale ma anche politica. I vertici di Ryanair hanno definito l’indagine “pretestuosa”, difendendo a pieno il proprio modello di business. In una dichiarazione ufficiale, la compagnia ha affermato di “rispettare pienamente tutte le leggi e le normative vigenti, consentendo alle famiglie di risparmiare“. A supporto di questa tesi, l’azienda ha precisato di non addebitare “alcun costo” aggiuntivo per un numero massimo di quattro bambini inclusi in una singola prenotazione.

L’affondo finale di Ryanair si è poi spostato direttamente sul piano politico, attaccando il nuovo esecutivo britannico. La compagnia ha dichiarato che l’indagine della CMA “è un tentativo fasullo da parte del governo Starmer di fingere di avere a cuore i consumatori, quando in realtà non è riuscito ad abolire l’APD (la tassa sui passeggeri aerei), che garantirebbe tariffe più basse per tutti i consumatori e favorirebbe la crescita del settore aeronautico, del turismo e dell’economia britannica in generale”.

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Un’altra notte di scontri a Belfast. Scotland Yard: possibile che Iran e Russia fomentino tensioni via social

11 Giugno 2026 ore 12:18

Un’altra notte di scontri a Belfast, con 12 agenti rimasti feriti e 16 arresti. I disordini si sono concentrati a Newtownabbey, a circa tredici chilometri a nord dalla capitale, oltre che nelle località di Derry e Coleraine. La polizia antisommossa è stata presa di mira da un gruppo che lanciava mattoni e bottiglie e ha risposto con gli idranti. Nel complesso le violenze sono state meno intense rispetto a quelle della notte precedente quando a Belfast c’era stata una vera e propria caccia allo straniero con diverse case incendiate, alimentata dai gruppi dell’ultradestra dopo l’accoltellamento brutale del quarantenne Stephen Ogilvie da parte del rifugiato sudanese Hadi Alodid. Il ministro per l’Irlanda del Nord, Hilary Benn, ha dichiarato che una “teppaglia razzista” ha diffuso la paura “tra le minoranze etniche dell’Irlanda del Nord”.

A influenzare il clima di tensione, per il comandante di Scotland Yard, Mark Rowley, ci sono i gruppi dell’ultradestra, che hanno alimentato discorsi d’odio e gli appelli a scendere in piazza via social. Ma Rowley ha evocato anche un possibile coinvolgimento di Russia e Iran per fomentare le tensioni nel Regno Unito. In un’intervista a Sky News ha ricordato che account e bot erano stati usati da Paesi stranieri per alimentare gli scontri avvenuti nel 2024 dopo l’insensata strage di bambine perpetrata nella città inglese di Southport da un ragazzo nemmeno 18enne, Axel Rudakubana. Inoltre Rowley ha respinto la definizione di “protesta” per quanto sta accadendo a Belfast e nel resto della nazione del Regno: “La gente dà fuoco alle macchine. Non è una protesta, è violenza, è criminalità”.

Se la situazione a Belfast è stata più calma rispetto alla notte precedente, soprattutto dopo il maggiore dispiegamento di forze di polizia, coi rinforzi in arrivo dal resto del Regno, si sono comunque registrati episodi di razzismo contro i cittadini stranieri, in particolare di origine africana, in altre parti della regione. Come riporta il Belfast Telegraph, un’infermiera “di diverso colore della pelle” è stata inseguita da quattro uomini mascherati fino all’Ulster Hospital, nella contea di Down. Inoltre lavoratori e assistenti domiciliari di origine straniera hanno evitato i turni di notte temendo di essere presi di mira dai gruppi di teppisti segnalati in diverse località dell’Irlanda del Nord, come ha dichiarato Ryan Williams, amministratore delegato di Connected Health, società di assistenza sanitaria privata. Intanto la polizia locale ha diffuso le immagini di due giovani a volto scoperto riprese durante i disordini di Belfast, invitando chi è stato fotografato a “farsi avanti ora” e chiedendo la collaborazione del pubblico per identificarle.

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Il riscaldamento globale supererà la soglia limite di 1,5 gradi entro il 2030: l’allarme nel rapporto sul cambiamento climatico

11 Giugno 2026 ore 12:12

Il mondo è sempre più caldo e si avvia ormai verso il superamento della soglia limite degli 1,5 gradi in più rispetto ai livelli preindustriali. La Terra infatti accumula troppo calore e lo fa a un ritmo accelerato. A lanciare l’allarme è la quarta edizione del rapporto Indicators of global climate change (Igcc), pubblicato sulla rivista scientifica Earth system science data. Il limite a cui ci stiamo avvicinando è il pilastro dell’Accordo di Parigi del 2015, in cui si era stabilito che fosse proprio questa la soglia entro cui mantenere l’aumento medio della temperatura globale.

Come spiega il report, il riscaldamento del mondo ha raggiunto gli 1,37 gradi nel 2025 quasi interamente a causa delle attività umane. Gli oltre 70 scienziati di 56 istituzioni diverse in 17 Paesi prevedono che se le emissioni continueranno ai livelli attuali, si dovrebbe superare la soglia di 1,5 gradi entro il 2030. E il trend è destinato a crescere. “Il tasso con cui il calore si accumula nel sistema terrestre – si legge nello studio – lascia intendere alti livelli di riscaldamento futuro”. Così la Terra si muoverà sempre più vicino alla soglia dei 2 gradi, disattendendo al secondo obiettivo dell’accordo di Parigi che impegnava 195 Paesi a tenere il riscaldamento globale ben al di sotto di questa soglia.

Il rapporto spiega che, ai livelli attuali di emissioni, il carbonio che è ancora possibile consumare mantenendo il riscaldamento sotto i 1,5 gradi sarà esaurito nel giro di tre anni. Allo stesso tempo anche le emissioni di gas serra hanno raggiunto il record di 56,8 miliardi di tonnellate di C02, spinte soprattutto dalla combustione di combustibili fossili. La concentrazioni dei tre principali gas serra, anidride carbonica, metano e protossido di azoto, sono tutte aumentate dal 2019. Tutto questo provoca anche uno squilibrio energetico della Terra: la differenza tra il calore che entra nel pianeta e quello che è esce è raddoppiata negli ultimi dieci anni. Più semplicemente significa che il mondo assorbe calore più rapidamente di quanto abbia mai fatto.

Anche la condizione dei mari globali è strettamente legata al calore del pianeta: nel 2025, hanno raggiunto il record di 23 centimetri di innalzamento rispetto al 1901. Gli oceani stanno infatti assorbendo gran parte del calore in eccesso, con temperature medie della superficie marina che lo scorso anno hanno toccato il secondo valore più alto mai registrato. Nel rapporto di quest’anno di Igcc è stato anche aggiunto per la prima volta un’indicatore che misura le ondate marine che danneggiano gli ecosistemi e alternano i sistemi oceano-atmosfera che regolano il clima terrestre. Solo nel 2025 il mondo ha vissuto 65 giorni di ondate di calore marine.

Gli scienziati concludono il report portando l’attenzione su un rischio meno visibile ma altrettante preoccupante. I dataset globali, utilizzati per monitorare i cambiamenti climatici, “sono sempre più minacciati dalle scelte di finanziamento e dalle decisioni geopolitiche”, si legge nello studio. Si fa riferimento esplicito alle missioni statunitensi, da sempre le più importanti per questi dati, ma quelle che hanno subito i tagli maggiori da quando Donald Trump è tornato alla presidenza del Paese. Alla luce dei dati emersi dal report Igcc, non consola sapere che il 7 gennaio l’amministrazione Usa ha ufficializzato il recesso dall’Accordo di Parigi e dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

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Meloni vanta l’aumento delle spese per la Difesa al 2,8% del Pil. Ma poi precisa: “Dovuto soprattutto agli investimenti sulla sicurezza interna”

11 Giugno 2026 ore 12:02

Sulle spese per la Difesa Giorgia Meloni cerca di dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Nel corso del suo intervento alla Camera, come su altri temi la presidente del Consiglio si è messa sulla difensiva. Da una parte ha vantato un aumento delle spese in rapporto al Pil dello 0,71%, dall’altra, per il timore di proteste per spese militari eccessive in un momento di piena crisi energetica, ha comunque specificato che questa impennata è dovuta “soprattutto alle spese legate alla sicurezza sul proprio territorio“.

La leader di Fratelli d’Italia ha garantito che sulla Difesa “siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità e lo ribadiremo al vertice Nato, dove l’Italia si presenterà con il 2,8% del Pil investito in difesa e sicurezza”. Un dato che, rispetto agli accordi raggiunti dall’Alleanza, rispetta le aspettative del raggiungimento del 5% entro il 2035. Ma questa celerità nel rispettare standard che lo stesso governo aveva criticato nei mesi scorsi definendoli eccessivi rischiava di attirare sull’esecutivo critiche dalle opposizioni, ma anche dai alcuni sostenitori. Così ha precisato: “Segnalo un aumento dello 0,71%, garantito però soprattutto dalle spese legate alla sicurezza sul proprio territorio”. E ha poi spiegato: “La difesa è importante, certo, ma mettere al riparo le famiglie e le imprese italiane dalla crisi in atto, lo è altrettanto. E queste due priorità sono interconnesse. Senza sicurezza, l’energia finirebbe per costare sempre di più. Senza energia, non rimarrebbe più nulla da difendere con le armi. Abbiamo posto questa questione con chiarezza, scrivendo una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen con la quale chiedevamo di garantire maggiore flessibilità di bilancio agli Stati membri per affrontare la crisi energetica, utilizzando meccanismi finanziari simili a quelli previsti proprio per la difesa. Dopo un negoziato lungo e complesso abbiamo ricevuto la risposta che auspicavamo”.

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Rissa tra rinoceronti in mezzo alla strada in Nepal: la scena ripresa dai turisti diventa virale – IL VIDEO

11 Giugno 2026 ore 11:56

Due rinoceronti indiani si sono affrontati in pieno centro abitato davanti a residenti e turisti increduli. È successo a Sauraha, nei pressi del Parco Nazionale di Chitwan, in Nepal, una delle aree più importanti dell’Asia per la conservazione della fauna selvatica. La scena, ripresa da diversi presenti con lo smartphone, mostra i due animali mentre si fronteggiano a distanza ravvicinata, caricandosi e spingendosi con forza in mezzo alla strada.

In pochi minuti i video hanno iniziato a circolare sui social e sono diventati virali per l’eccezionalità dell’episodio e per la vicinanza con cui si è svolto lo scontro.

Sauraha non è nuova a incontri ravvicinati con la fauna selvatica. La cittadina, molto frequentata dai turisti che partecipano ai safari nel Chitwan, si trova infatti in un’area di transizione tra spazi urbani e habitat naturale. Non è raro che rinoceronti, cervi o altri animali attraversino le strade o si avvicinino alle abitazioni.

In questo caso, però, la situazione ha assunto un’intensità diversa: due maschi adulti di rinoceronte indiano si sono affrontati in quella che sembra una disputa territoriale. Il rinoceronte indiano è uno dei più grandi mammiferi terrestri viventi, può superare le due tonnellate di peso ed è riconoscibile per la pelle spessa e piegata e per il singolo corno. Quando due maschi si scontrano, lo fanno con grande forza, spingendosi e incornandosi fino a stabilire una gerarchia o il controllo del territorio.

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Uccide il padre a martellate e poi gli dà fuoco: arrestato 47enne nel Milanese

11 Giugno 2026 ore 09:00

Ha ucciso il padre 73enne a martellate, poi lo ha cosparso di liquido infiammabile e gli ha dato fuoco. È successo nelle prime ore del mattino a Cinisello Balsamo, nel Milanese, dove un uomo di 47 anni, Raffaele Arena, è stato arrestato dai carabinieri. Gli agenti erano intervenuti nell’abitazione per un incendio in corso, ma una volta arrivati sul luogo hanno scoperto cosa lo avesse provocato.

I carabinieri, con il personale della Sezione Radiomobile di Sesto San Giovanni, hanno cercato di domare le fiamme con gli estintori prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco. Intanto hanno fermato il 47enne che si trovava sul posto: l’uomo, pare affetto da disturbi della personalità, ha alle spalle un omicidio preterintenzionale. Nel 2017 aveva colpito un anziano fuori da un bar: dopo aver sbattuto la testa la vittima era morta 15 giorni dopo in ospedale. Per il delitto Arena era stato condannato a cinque anni di Rems (gli ex ospedali psichiatrici giudiziari) in quanto ritenuto incapace di intendere e di volere. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Monza per cercare di ricostruire l’intera dinamica dell’accaduto e accertare possibili moventi.

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“Mi hanno criticata per il mio fisico, mi dispiace la cattiveria. Ho risolto molti problemi di ritenzione idrica, intanto con le intolleranze alimentari”: Valeria Marini a La Volta Buona

11 Giugno 2026 ore 11:27

Valeria Marini vorrebbe “perdere qualche chilo” e lo ha detto davanti alle telecamere de La Volta Buona, il programma Rai di Caterina Balivo dove l’argomento “diete e affini” è uno dei più gettonati. “Ho risolto molti problemi di ritenzione idrica, intanto con le intolleranze alimentari. Sto seguendo la dieta tisanoreica, con gli integratori. Quando la seguo a regime, mi sgonfio”, le parole della showgirl.

La dieta Tisanoreica è un regime alimentare iperproteico e a basso contenuto di carboidrati ideato dal farmacista Gianluca Mech, basato su una drastica riduzione degli zuccheri e sull’assunzione di prodotti proteici specifici associati a integratori e tisane. L’obiettivo è indurre uno stato metabolico simile alla chetosi, favorendo una rapida perdita di peso preservando la massa muscolare. Marini ha spiegato di essere stata bersaglio di giudizi: “Mi hanno criticata per il mio fisico, mi dispiace la cattiveria, ma l’importante è stare bene con noi stessi”.

Qualche giorno fa, sempre ospite del programma di Caterina Balivo, Marini aveva parlato di Giovanni Cottone, suo ex marito: “Sono stata truffata, derubata dei miei soldi. Ho perso quattro anni della mia vita per risolvere tutte le cattiverie che mi erano state fatte. È durato formalmente un anno, ma l’ho fatto annullare dalla Sacra Rota dopo appena quattro mesi. Mi ha derubata e truffata. E lui, alla fine, è stato anche arrestato“.

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“Il mio segreto è nel mio freezer. Dovete fare un investimento nel proprio piano pensionistico del benessere“: i consigli della giornalista 81enne Angela Rippon

11 Giugno 2026 ore 11:21

A 81 anni, la giornalista e conduttrice televisiva britannica Angela Rippon mantiene i ritmi lavorativi di una trentenne, senza registrare cali di energia e arrivando a esibirsi, nel 2023, come la concorrente più anziana di sempre nello show Strictly Come Dancing. Il segreto della sua tenuta fisica e mentale non risiede in diete estreme o digiuni calcolati, ma in una pratica domestica accessibile e organizzata: il congelatore. “Ho un sacco di verdure nel freezer tutto il tempo”, ha rivelato la presentatrice in un’intervista a Good Housekeeping. Tornando a casa dopo lunghe giornate di lavoro, Rippon attinge alle sue scorte preparate in anticipo per garantirsi pasti nutrienti immediati, aggirando la stanchezza.

Il metodo del congelatore e i pasti pronti

La strategia di Angela Rippon si basa sulla pianificazione e sulla cottura in serie. Vivendo da sola e cucinando in autonomia tutti i propri pasti, la giornalista ottimizza i tempi preparando grandi quantità di vegetali da conservare termicamente. “La patata dolce arrostita è sempre nel freezer, quindi è facile se ho lavorato tutto il giorno”, ha spiegato nell’intervista. “Torno, tiro fuori un paio di confezioni di verdure e mi riempio un piatto, il che è meraviglioso”. Per organizzare le sue scorte, Rippon utilizza delle semplici ed economiche buste per zuppe e salse acquistate per poche sterline, che appiattisce strategicamente nei cassetti del congelatore per recuperare spazio. Quando non attinge al freezer, predilige grandi cotture uniche, come le teglie mediterranee a base di peperoni, zucchine, melanzane e cipolle, oppure pentoloni di stufato denso con radici, funghi e carne di agnello, pollo o coniglio.

Niente regole ferree, ma attenzione alle intolleranze

A differenza di molte celebrità, l’ottantunenne rifiuta le logiche del digiuno intermittente o i protocolli nutrizionali rigidi. I suoi orari, dettati da un lavoro che impone levatacce e trasferte, rendono la sua alimentazione fisiologicamente irregolare. L’unica vera regola che si impone riguarda gli orari serali: “Non mi piace mangiare tardi la sera, non andrei mai a letto con la pancia troppo piena”.

Le sue scelte a tavola sono guidate principalmente da necessità fisiologiche: “Non sono vegetariana, ma mangio molta verdura”, chiarisce la conduttrice. “Ho difficoltà con il glutine e i latticini, quindi questo decide gran parte di ciò che mangio. Tendo a consumare molte verdure, pesce e pollo”. La carne rossa non è bandita, ma limitata a occasioni sporadiche in cui si concede piatti tradizionali come fegato e cipolle. Per la colazione, il focus è sul mantenimento energetico a lungo termine, privilegiando le proteine e i grassi buoni: “Di solito mangio un uovo e un avocado, o magari dello yogurt con i mirtilli”.

Acqua calda e il “piano pensionistico del benessere”

L’energia mostrata da Rippon sul piccolo schermo non deriva dalla caffeina. A causa dell’intolleranza al lattosio, ha eliminato il tè nero macchiato anni fa. Oltre a un paio di caffè neri occasionali, la sua bevanda di elezione è del tutto inusuale: semplice acqua calda. “Bevo molta acqua calda. Se c’è del limone in giro, va bene. Se c’è una bustina di tè alla menta, va bene. Ma quando sono fuori, è sempre acqua calda”, ha spiegato. Una scelta che ha un duplice scopo: le piace il sapore e, professionalmente, le permette di mantenere la gola umida ed evitare la secchezza vocale durante le lunghe conduzioni. L’alcol è ridotto al minimo, limitato a un occasionale calice di Champagne o di vino Chablis.

La disciplina alimentare di Angela Rippon è strettamente legata al rispetto per il pubblico e alla consapevolezza del tempo che passa. “Faccio questo lavoro da 60 anni. In questo periodo, ho imparato a gestirmi. Quando giro uno show, il pubblico ha bisogno che i livelli di energia siano gli stessi alla fine del programma come all’inizio”. Da qui deriva il suo appello finale alla cura di sé, definito con un paragone finanziario: “Dico sempre: non è mai troppo tardi. È davvero importante, invecchiando, pensare in termini di fare un investimento nel proprio piano pensionistico del benessere. Riconosco l’importanza di prendermi cura del mio corpo. Ne ho solo uno e se non me ne prendo cura, a un certo punto mi abbandonerà”.

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“C’è un quadrato magico nascosto nella facciata”: l’enigma “del 33” nascosto nella Sagrada Familia diventa virale dopo la visita di Papa Leone

11 Giugno 2026 ore 10:55

“Alza la Mirada”. Papa Leone XIV visita Barcellona, quindi la Chiesa della Sagrada Familia e sui social impazza l’Enigma del 33. L’inno del papa americano in viaggio apostolico spagnolo spinge proprio ad alzare gli occhi verso il cielo, laddove si staglia in tutta la sua altezza da record l’incredibile chiesa del modernismo catalano. Visita, peraltro, che cade proprio nel centenario della morte di Gaudí, l’architetto autore di questo capolavoro architettonico, finito investito da un tram l’anno successivo dopo aver concluso i dodici anni di lavoro dedicati alla Sagrada Familia.

Gaudì non solo è nelle liste vaticane verso una incredibile “beatificazione”, ma è proprio nel stile delle sue opere che si riconosce questo piglio di sguardo verso il cielo che richiama, tra l’altro, un anelito spirituale simile a quello che invoca Leone nell’inno della sua visita apostolica. Come riporta Il Messaggero nell’architettura della Sagrada Familia “si incontrano simboli che intrecciano natura, fede e mistero”. Tra rettili gargoyle e conchiglie diventate acquasantiere, è però la Facciata della Passione a mostrare un dettaglio sorprendente: di fianco alla scena del tradimento di Giuda appare il “quadrato magico”, una griglia di numeri simile a un sudoku voluto da Gaudì e costruito da Josep Maria Subirachs. Se si somma ogni riga in verticale e orizzontale (4 righe e 4 colonne) del Quadrato il risultato è sempre 33, ovvero l’età di Cristo crocifisso. Sono presenti tutti i numeri dall’1 al 16 eccetto il 12 e il 16, mentre il 10 e il 14 sono ripetuti due volte. La teoria più suggestiva del significato e della presenza del quadrato sulla facciata della chiesa catalana è che il numero 33 potrebbe “indicare anche il massimo grado della massoneria (33° grado del rito scozzese), che andrebbe a supportare alcune teorie che vedono Gaudì come un adepto di questa associazione iniziatica”.

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“È finita con un regista e mi sono messa con un personal trainer. E allora? La separazione da Paolo Virzì è stata violenta ma non ne sono certo fiera”: Micaela Ramazzotti si racconta

11 Giugno 2026 ore 10:49

Si è appena sposata con Claudio Pallitto in Umbria e al Festival di Taormina riceve un premio alla carriera. Stiamo parlando di Micaela Ramazzotti che si è raccontata al Corriere della Sera e che, a proposito delle nozze, spiega: “Eh, Claudio era l’orco palestrato e tatuato, tutto muscoli e niente cervello. Io sono stata l’attrice più chiacchierata d’Italia. Ma non ho fatto male a nessuno, al cinema mi hanno fatta sentire come se avessi commesso un reato. Come se avessi dovuto dimostrare… Ma la mia vita è mia e soltanto mia. Mi ero solo innamorata di un uomo”.

Non teme, Ramazzotti, che il “cinema d’autore” la metta all’angolo: “È finita con un regista e mi sono messa con un personal trainer. E allora? Anzi, proprio per questo mi sento arricchita nel mio futuro d’attrice. Sto ricevendo tanti copioni, serie, commedie, opere prime. Piuttosto, mi sono lasciata alle spalle il personaggio della donna vessata, fragile, diventata madre da ragazza, svampita. Era una finzione, sono sempre stata ferma nelle mie idee“.

Ramazzotti è dritta, schietta, e quando le viene chiesto della sua famiglia d’origine risponde che di non avere alcun rapporto mentre a proposito dell’ex marito Paolo Virzì racconta: “Vorrei lasciarmi tutto alle spalle, c’è stata una separazione violenta, culminata nella famigerata lite al ristorante durata 45 minuti di cui non sono certo fiera, è stato un momento di debolezza. Siamo persone adulte, sto porgendo la mano. Ma è l’ultima volta che ne parlo. Ora mi sento finalmente capita per quello che sono. Non ho più magoni. E faccio dei bei sogni”.

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“Smentisco che sia stato commesso il reato di omissione di soccorso”: l’avvocato di Belen Rodriguez fa chiarezza su “alcuni (lievi) incidenti automobilistici”

11 Giugno 2026 ore 10:33

L’avvocato di Belen Rodriguez, Giuseppe Russo, è intervenuto con una nota recapitata all’agenzia Ansa per far chiarezza sulle ultimi vicissitudini giudiziarie della sua assistita. “In merito alle notizie che stanno circolando – ha affermato – diffusamente relativamente ad alcuni (lievi) incidenti automobilistici che avrebbero coinvolto la signora Belen Rodriguez, si rende necessario smentire che sia stato commesso il reato di omissione di soccorso”.

E ancora: “In alcuni articoli compare addirittura il nominativo del pubblico ministero assegnatario del fascicolo d’indagine, il che lascia basiti ritenuto che in tale eventualità gli unici che ne possono essere a conoscenza, oltre agli inquirenti, sono l’indagata e il suo difensore”.

“Alcune notizie di stampa non corrispondenti al vero – conclude il legale – stanno ingiustamente danneggiando l’immagine della signora Rodriguez, così come l’illecita diffusione di notizie riservate inerenti alla sua salute da parte di strutture sanitarie e pubblici ufficiali con una ricostruzione dei fatti artificiosa”.

Il 9 giugno è stata rilanciata dalle agenzie la notizia che la showgirl argentina sarebbe stata indagata dalla Procura di Milano per omissione di soccorso. Un’indagine scattata dopo una denuncia della Polizia locale arrivata sul tavolo della pm Maria Cristina Ria, che avrebbe aperto il fascicolo

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I fratelli Tate al centro di una rete di sfruttamento e traffico sessuale in Romania: “Decine di donne stuprate”. L’inchiesta del New Yorker

11 Giugno 2026 ore 10:32

I riflettori non si spengono mai sui fratelli Tate, soprattutto quelli degli scandali e degli abusi. Dopo essere stati tra i pochi occidentali invitati alla Davos russa di Vladimir Putin a San Pietroburgo, ora il New Yorker ha pubblicato un’inchiesta che li pone al centro di una vasta rete di sfruttamento, traffico sessuale e manipolazione coercitiva su scala industriale in Romania. Secondo il periodico statunitense, Andrew e Tristan hanno stuprato decine di donne, molte delle quali adolescenti, tenendole prigioniere per girare video porno nel cosiddetto American Village, un complesso alle porte di Bucarest protetto da guardie armate.

I due fratelli, prima campioni di kickboxing e poi influencer eroi del mondo Maga, di origine romena con cittadinanza britannica e americana, erano scappati dalla Gran Bretagna nel 2015 dopo che Andrew era stato accusato da tre donne di stupro e strangolamento. Per questo si erano rifugiati in Romania, dove godevano di parziale immunità, fino al 2022 quando, dopo la denuncia di una presunta vittima, erano finiti sotto inchiesta a Bucarest per traffico di esseri umani, traffico di minori, pedofilia e riciclaggio. I due erano stati messi agli arresti domiciliari con obbligo di firma e il divieto di lasciare il Paese, ma, con la rielezione di Donald Trump nel 2025 il caso è stato silenziato e le misure alleggerite. Ad aprile un tribunale romeno ha revocato tutte le misure di controllo giudiziario preventivo nei loro confronti. All’epoca i Tate avevano dichiarato al New Yorker di respingere ogni teoria su di loro, frutto di macchinazioni della sinistra liberal. Per questo sono diventati paladini del mondo Maga, venendo difesi dai colleghi influencer della destra Usa, tra cui Tucker Carlson, Candace Owens e il podcaster Joe Rogan, ma perfino da Donald Trump Jr. e Charlie Kirk. Ora però il quotidiano statunitense ha pubblicato numerosi messaggi privati e altrettante testimonianze di oltre una dozzina di presunte vittime, in cui viene descritto un quadro radicalmente diverso da quello presentato dai due ex kickboxer.

La tecnica utilizzata è quella del “loverboy“: uno dei due fratelli si fingeva innamorato delle ragazze per conquistarne la fiducia e adescarle. Una volta isolate le donne venivano costrette a produrre contenuti pornografici e a esibirsi in spettacoli via webcam. Tutti i guadagni rimanevano ai Tate, sottraendo alle vittime ogni autonomia finanziaria e logistica, venendo costantemente monitorate, private di passaporti e poste sotto sorveglianza. I due fratelli e i collaboratori le minacciavano anche di rovinarle economicamente o di farle uccidere dalla mafia romena se avessero tentato di fuggire. Le uniche pagate erano le donne incaricate di gestire e controllare le giovani.

La prima vittima è Bibiana Hruskova, sul cui braccio Andrew Tate aveva fatto tatuare le parole “Tate Property”, di proprietà di Tate, accanto all’immagine di un cobra, il suo simbolo personale. La giovane ha conosciuto il suo carnefice nel Regno Unito quando lei aveva 15 anni e lui 26: da allora ne è diventata succube, venendo usata in video trasmessi online di una violenza inaudita. Hruskova in molte riprese veniva umiliata, picchiata, e insultata mentre centinaia di spettatori osservavano. La donna, almeno pubblicamente, ha sempre difeso Tate, anche se di recente, come spiega il New Yorker, sembra averne preso le distanze.

In Romania invece una delle prime vittime è stata Iasmina Pencov, usata per alcuni video trasmessi su un network online gestito da Tate, la War Room, dove insegnava per 8mila dollari all’anno come “liberare l’uomo moderno dall’incarcerazione prodotta dalla società”. Così Pencov diventava il modello di subordinazione da seguire in un tutorial su come trasformare le donne in “schiave del sesso“. “Devi scopartele, e loro devono amarti. È fondamentale per il business. Devi essere spietato nel tuo fottuto mestiere di magnaccia”, così spiegava l’ex kickboxer in una delle sue costose lezioni, oltre a fregiarsi del fantomatico titolo di “Pimping Hoes Degree”, “Laurea in sfruttamento delle puttane”. Secondo il New Yorker, i due fratelli avrebbero avuto anche “decine” di figli con alcune delle vittime, perché convinti della necessità di massimizzare la loro progenie. L’inchiesta documenta anche molti episodi di stupri e violenza fisica estrema da parte soprattutto di Andrew Tate, ma anche del fratello Tristan. Secondo diverse testimonianze, all’ex kickboxer piaceva assalire le donne da dietro, strozzandole con un braccio per portarle allo svenimento. A quel punto, quando le vittime erano prive di coscienza, le violentava. Dai racconti delle giovani emerge che lo stupro delle volte avvenisse anche dopo aver fatto sesso consensuale con il carnefice.

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NAPOLI, 8 CANI IN GABBIE PICCOLE E SPORCHE: UNA DENUNCIA

11 Giugno 2026 ore 10:28

Otto cani rinchiusi in gabbie piccole e in pessimo stato igienico-sanitario: denunciato il proprietario del terreno dove insisteva un vero e proprio canile abusivo. È accaduto – riporta Ansa – a Scisciano, dove i carabinieri della stazione di San Vitaliano, insieme al personale sanitario della sezione veterinaria dell’Asl Napoli 3 Sud, sono intervenuti presso un terreno a via Molino a seguito di una segnalazione nella quale venivano evidenziati maltrattamenti agli animali. Lungo il terreno, appositamente recintato, militari e sanitari hanno trovato sette cuccioli di chihuahua e un meticcio. I cagnolinI erano rinchiusi in anguste e sporche gabbie, con il meticcio bloccato da una catena al collo. Dopo gli accertamenti del caso, l’appezzamento è stato posto sotto sequestro mentre il proprietario del terreno, un 80enne già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato. Gli otto cani sono stati invece affidati ad una clinica veterinaria convenzionata con l’Asl per le cure del caso.

 

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Rinchiuso in un armadio e nascosto sotto oltre 5 chili di pelo infeltrito: la disavventura del cocker spaniel Mr. Pickles. Per liberarlo 5 ore di toelettatura

11 Giugno 2026 ore 10:18

Viveva rinchiuso in un armadio ed era ricoperto da oltre cinque chili e mezzo di pelo infeltrito. È la storia di Mr. Pickles, un Cocker Spaniel salvato nelle scorse settimane nella contea di Chatham, in Georgia, dopo una segnalazione che ha permesso ai soccorritori di intervenire in una situazione di grave trascuratezza. Secondo quanto riportato da La Stampa, quando gli operatori sono arrivati sul posto si sono trovati davanti un cane in condizioni estremamente precarie. Il pelo, cresciuto senza controllo per un periodo di tempo non precisato, aveva formato una massa compatta che ricopriva quasi interamente il suo corpo e che gli difficili persino i movimenti. Del muso era possibile distinguere appena qualche dettaglio.

Trasferito immediatamente in una struttura di accoglienza, Mr. Pickles è stato sottoposto a una lunga operazione di toelettatura. Per liberarlo da quella sorta di corazza sono state necessarie circa cinque ore di lavoro. Con il passare del tempo, però, la rimozione del pelo ha portato alla luce particolari sempre più sorprendenti. Tra i nodi sono state trovate anche alcune carte di caramelle, probabilmente rimaste impigliate durante il periodo di reclusione. La scoperta più significativa è arrivata però attorno al collo del cane, dove i volontari hanno individuato un vecchio collare elisabettiano completamente nascosto dalla massa di pelo infeltrito. Un elemento che testimonia quanto a lungo l’animale possa essere rimasto senza cure adeguate.

Al termine dell’intervento sono stati rimossi oltre 5,5 chilogrammi di pelo. Solo allora è stato possibile vedere chiaramente il volto di Mr. Pickles e valutare meglio le sue condizioni generali. Dopo il salvataggio, il Cocker Spaniel è stato accolto da Maria Lucas, fondatrice dell’associazione Longleaf Animal Rescue, che ha seguito da vicino il suo percorso di recupero.

Nei primi giorni il cane si mostrava estremamente diffidente. Per questo motivo Maria ha scelto di non forzare alcuna interazione, limitandosi a garantirgli cibo, cure mediche e una presenza costante. L’obiettivo era permettergli di ambientarsi e comprendere di trovarsi finalmente in un luogo sicuro.

Recupero e progressi

Con il passare delle settimane sono arrivati i primi segnali di cambiamento. Da iniziale osservatore timoroso, Mr. Pickles ha iniziato lentamente a cercare il contatto umano. Il momento che ha segnato una svolta è arrivato quando si è avvicinato spontaneamente alla sua salvatrice e le ha leccato la guancia. Da allora i progressi sono proseguiti gradualmente. Ogni carezza accettata, ogni momento di tranquillità e ogni manifestazione di fiducia rappresentano un passo avanti nel suo percorso di riabilitazione.

Oggi Mr. Pickles continua il recupero circondato da persone che rispettano i suoi tempi e le sue esigenze. La trasformazione più evidente non riguarda soltanto l’aspetto fisico, ma soprattutto il comportamento: dopo anni di isolamento e trascuratezza, il cane sta imparando nuovamente a fidarsi degli esseri umani.

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“Mi dicevano ‘fai schifo, sembri un verme, uno scheletro che balla, solo ossa, vergognati’. Ho ricevuto insulti per la mia magrezza”: lo sfogo di Nathaly Caldonazzo

11 Giugno 2026 ore 10:11

Nathaly Caldonazzo è stata ospite ieri, 10 giugno, a “La volta buona” condotto da Caterina Balivo. La soubrette ha confessato in diretta di essere stata vittima di un’ondata social, a causa del suo aspetto fisico. La cosa più sconvolgente, a detta di Caldonazzo, è che le parole violentissime che sono fioccate sui social sono state scritte soprattutto da donne.

“Mi sono sentita di dire qualcosa, di mettere stop a questo scempio perché si stava degenerando, – ha subito detto Caldonazzo -. Era partito un fomento sui social di cattiveria, di puro odio, di disprezzo per un semplice balletto, dove io mi riscaldavo prima della lezione di ballo che faccio tutte le mattine con mia mamma”.

E ancora: “Scherzavo, ballavo e ho scritto ‘buongiorno!’ con allegria, quindi era proprio una cosa spensierata. Sotto al mio post è comparsa una sfilza di ‘fai schifo, sembri un verme, uno scheletro che balla, solo ossa, vergognati, sei un brutto esempio, vatti a nascondere, vai a fare la cameriera’”.

Poi la conclusione amare: “Leggendo queste parole mi sono accorta che sono state scritte solo da donne”.

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“Ho un tumore al seno. Capita ad un uomo su 750 e sono uno di loro. Inizialmente volevo tenere tutto segreto perché è imbarazzante”: parla l’attore Tyler Mane

11 Giugno 2026 ore 09:58

Tyler Mane, che ha interpretato Sabretooth in X-Men, ha annunciato di essere affetto da una “forma rarissima” di cancro. Il 59enne ha reso nota la diagnosi dal proprio profilo Instagram: “Ho un tumore al seno. Capita ad un uomo su 750 e io sono uno di loro”.

Ho brutte notizie, ho iniziato la chemioterapia oggi. Il tumore al seno viene diagnosticato ad un uomo su 750 nel corso della vita, io sono uno di questi. È una malattia rarissima e non se ne parla”, dice l’attore. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), su 100 casi di tumore al seno 1 riguarda un uomo.

“Ho scoperto che le diagnosi per gli uomini arrivano quando la malattia ha già raggiunto uno stadio avanzato perché non è una patologia che viene seguita. I miei dottori non l’avevano presa in considerazione, mia moglie mi ha spinto a rimuovere un nodulo e così l’abbiamo presa in tempo”.

Poi l’ammissione: “Sarò sincero, inizialmente volevo tenere tutto segreto perché è imbarazzante. Poi, quando mi sono informato sulla malattia, mi sono convinto: è il caso di parlarne”.

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L’uscita di Trump: “L’inflazione ai massimi da tre anni? La amo. Numeri fantastici. Dopo la fine della guerra crolleranno”

11 Giugno 2026 ore 09:49

“Mi piace l‘inflazione“. Donald Trump la spara grossa per commentare la fiammata dei prezzi sopra il 4% negli Stati Uniti, un livello che non si vedeva dall’inizio del 2023. Rispondendo nello Studio Ovale a una domanda sui nuovi dati sui prezzi al consumo pubblicati mercoledì, il presidente ha liquidato le preoccupazioni con una battuta: “Lo adoro. I numeri sono fantastici“. E ha assicurato che il costo della vita “crollerà come un macigno” una volta terminato il conflitto con l’Iran.

Parole che difficilmente troveranno d’accordo consumatori, investitori e banchieri centrali. I dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro mostrano infatti che a maggio l’inflazione è salita al 4,2% su base annua dal 3,8% del mese precedente. A spingere i prezzi sono soprattutto i rincari energetici innescati dalla guerra in Medio Oriente scatenata proprio da Trump e dai timori per la sicurezza delle forniture petrolifere attraverso lo Stretto di Hormuz.

Su base mensile l’indice dei prezzi al consumo è invece aumentato dello 0,5%, leggermente meno dello 0,6% registrato ad aprile. Un segnale che potrebbe indicare come la fase più intensa dello choc energetico sia alle spalle, a condizione che il prezzo del greggio non torni a impennarsi. Secondo il Dipartimento del Lavoro, oltre il 60% dell’incremento dell’inflazione continua a essere riconducibile all’energia. Anche l’inflazione core, che esclude alimentari ed energia ed è considerata dagli economisti un indicatore più affidabile delle tendenze di fondo, è salita al 2,9% annuo dal 2,8% di aprile. Ma il dato mensile si è fermato allo 0,2%, meno delle attese.

La reazione dei mercati è stata prudente. Gli investitori ritengono probabile che la Federal Reserve mantenga invariati i tassi di interesse nella prossima riunione, pur riducendo le aspettative di un imminente allentamento monetario. Del resto l’economia americana continua a mostrare notevole capacità di tenuta, come dimostrano i 172mila posti di lavoro creati a maggio.

Anche in Europa la crisi energetica torna a occupare il centro del dibattito. Gli investitori guardano alle prossime mosse della Banca centrale europea che giovedì con tutta probabilità alzerà i tassi dello 0,25%, al 2,25%. Sarebbe la prima volta in quasi tre anni.

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“Il miglior sesso della mia vita? Quello fatto con John F. Kennedy Jr.”: la rivelazione hot di Madonna

11 Giugno 2026 ore 09:35

Madonna, durante la promozione del suo prossimo disco di inediti “Confessions II”, in uscita il 3 luglio, ha regalato una rivelazione piccante su chi, secondo lei, è stato il miglior amante a letto. La risposta ha lasciato, quasi, tutti di stucco: John F. Kennedy Jr. La popstar si è confessata in un video con il drammaturgo Jeremy O. Harris, Bob The Drag Queen, la ballerina Ivy Mugler, lo stilista Raul Lopez e Marcello Gutierrez di ID.

Ma c’è una precisazione da fare. Infatti, come riporta Page Six, la domanda specifica è stata “con quali tra i tuoi ex amanti defunti hai fatto il miglior sesso”. E la scelta è caduta, appunto, su John F. Kennedy Jr., il figlio minore del presidente John F. Kennedy e della First Lady Jacqueline Kennedy. Il “principe ereditario” della cultura e della politica americana, è tragicamente scomparso all’età di 38 anni in un incidente aereo nel 1999.

Interrogata di recente su chi fosse il suo miglior amante di sempre, Madonna ha detto di essere pronta a stilare una classifica solo dei defunti. Ma tra tutti i suoi ex scomparsi, ha scelto John F. Kennedy Jr., il figlio minore del presidente John F. Kennedy e della First Lady Jacqueline Kennedy. Il “principe ereditario” della cultura e della politica americana, è tragicamente scomparso all’età di 38 anni in un incidente aereo nel 1999.

Lopez ha chiesto: “Chi è stato il tuo miglior amante?”. “Nominerò solo persone morte”, ha risposto la superstar spiazzando tutti, prima di coprirsi la bocca e sussurrare: “John Kennedy Jr.”, scatenando un coro di “Zitti!”. Lopez poi ha aggiunto: “Tutti dicono che aveva un cazzo pazzesco e che era un gran scopatore”. “Mmm hmm”, ha confermato Madonna, con un’inevitabile soddisfazione. “Sei la terza persona che sento dire una cosa del genere”, ha detto Lopez.

Madonna e il rampollo americano si sono frequentati per un brevissimo periodo alla fine degli Anni 80. “Madonna è stata solo una scappatella”, aveva detto uno degli amici intimi di Kennedy in “JFK Jr.: An Intimate Oral Biography” di RoseMarie Terenzio e Liz McNeil, pubblicato nel 2024. “Niente di più. A malapena una scappatella”.

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“Welfare, non guerra”: il 14 giugno mobilitazione a Bruxelles e in altre città europee contro i piani di riarmo dell’Ue e della Nato

11 Giugno 2026 ore 09:23

Un unico slogan, “Welfare, non guerra“, unirà il 14 giugno oltre 800 organizzazione della società civile, sindacati e movimenti sociali, che scenderanno in piazza a Bruxelles per marciare contro la politica di riarmo dell’Unione Europea e della Nato. Il presidio è stato organizzato dalla coalizione paneuropea, Stop ReArm Europe, in collaborazione con la piattaforma belga, Stop Militarisation, e coinvolge anche decine di altre città europee. Tutte hanno un unica richiesta: il denaro pubblico deve essere speso per il benessere sociale, non per armarsi.

La mobilitazione si terrà a pochi giorni dall’inizio dei negoziati tra i leader dell’Ue sul prossimo bilancio settennale dell’Unione. Il Consiglio europeo negozierà infatti il 18 e il 19 giugno il Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, che è in fase di riorganizzazione e potrebbe convogliare decine di miliardi di euro all’industria degli armamenti. Contro questa ipotesi, i manifestanti si raduneranno alle 15 alla stazione di Bruxelles Nord, seguirà una marcia pacifica per poi riunirsi alle 18 in un’assemblea pubblica presso la Biblioteca Reale del Belgio dove pianificheranno le fasi della campagna su tutto il continente.

“Bruxelles ha scoperto che non c’è limite a quanto l’Europa può prendere in prestito, purché sia ​​per le armi – ha commentato Amir Kiyaei, coordinatore delle politiche di DiEM25, una delle oltre 40 organizzazioni belghe che sostengono la manifestazione -. Le regole sul deficit che smantellano i nostri ospedali e congelano i nostri salari si dissolvono nel momento in cui l’industria delle armi si siede al tavolo”. Contro questa prospettiva, gli organizzatori hanno pensato un mese intero di mobilitazioni, incontri e azioni coordinate in Belgio, Paesi Bassi, Austria, Spagna, Finlandia, Germania, Italia e altri paesi. Ovunque si chiede ai responsabili politici dell’Ue di investire in sanità, istruzione, lavoro e in una transizione climatica equa, dando priorità al dialogo e alla diplomazia rispetto allo scontro. Per farlo occorre investire nella solidarietà e nella cooperazione internazionale, perseguendo il controllo degli armamenti come unico mezzo per garantire la pace.

“Il riarmo ci viene venduto come garanzia di sicurezza, ma l’unica cosa che garantisce davvero sono i profitti dell’industria bellica – afferma Katerina Anastasiou, portavoce di Stop ReArm Europe -. Una società con ospedali fatiscenti e un clima destabilizzato non è sicura. Spendere miliardi in armi, comprimendo al contempo sanità, istruzione e coesione sociale, rende l’Europa più povera e pericolosa, non più sicura. Chiediamo priorità diverse”.

La coalizione si oppone al piano ReArm Europe dell’Ue, annunciato nel marzo 2025, che prevede lo stanziamento di 800 miliardi di euro per gli armamenti. Tutti fondi, come specificano i manifestanti, sottratti a sanità, istruzione, lotta al cambiamento climatico e protezione sociale. Ma la proposta di bilancio della Commissione per il prossimo anno va persino oltre, prevedendo di stanziare circa 131 miliardi di euro per il settore difesa, sicurezza e spazio del nuovo Fondo europeo per la competitività. Si tratta di una cifra cinque volte superiore rispetto ai circa 26 miliardi di euro previsti per il periodo 2021-2027. Come spiegano gli organizzatori della mobilitazione, è una somma tale da poter finanziare gli stipendi di circa 300.000 infermieri o costruire circa mezzo milione di alloggi sociali.

Inoltre, prosegue la coalizione nel comunicato, in questo modo anche i programmi civili per la ricerca, la mobilità e la coesione verrebbero aperti all’uso militare. Gli attivisti invitano quindi a riflettere su come l’Europa si stia aprendo a un’economia di guerra permanente che non risolve i conflitti ma li acuisce e li alimenta. Tra le conseguenze dirette e più evidenti, i promotori citano il rinnovo della coscrizione, l’ampliamento delle riserve alla sorveglianza e la riduzione dello spazio democratico. Viene anche sottolineata la crescente influenza della lobby delle armi che, secondo Stop ReArm Europe, viene favorita dalla Commissione europea. L’organo esecutivo dell’Unione ha incontrato i rappresentanti dell’industria delle armi 89 volte sul tema del riarmo nel 2025 (fino a ottobre), a fronte di soli 15 incontri con Ong, sindacati o scienziati sugli stessi argomenti. Una scelta anche sconveniente dal punto di vista economico, perché l’industria bellica, dipendendo da capitali e importazioni, crea meno posti di lavoro dell’alternativa civile che invece produce dal 30% al 50% di impieghi in più.

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Scontro tra Vannacci e Gruber sulla remigrazione. “A lei piacciono i clandestini”. “Non dica sciocchezze”

11 Giugno 2026 ore 09:22

Scontro incandescente aOtto e mezzo(La7) tra Lilli Gruber e Roberto Vannacci sulla remigrazione, uno dei cavalli di battaglia della proposta politica del fondatore di Futuro Nazionale.
A una domanda diretta della conduttrice, l’europarlamentare spiega che andrebbero rimpatriati i clandestini, includendo anche coloro ai quali è scaduto il permesso di soggiorno.
Gruber insiste sul piano pratico: “Ma come facciamo a remigrarli? Per rimpatriarli ci vogliono gli accordi bilaterali con i Paesi”.
Vannacci replica che gli accordi esistono già “con quasi tutti i Paesi” di provenienza degli immigrati, ma che non vengono applicati. Quindi, chiama in causa Forza Italia, più volte evocata polemicamente dal politico nel corso della trasmissione: “Il problema è che poi in Europa c’è qualcuno che fa parte di questa alleanza di centrodestra che quando c’è da votare l’implementazione degli accordi di rimpatrio, vota contro“.
Il leader di Futuro Nazionale entra poi nel merito della sua proposta, sostenendo la necessità di realizzare “tantissimi” Cpr (Centri di permanenza per i rimpatri) destinati a chi, dopo ripetuti decreti di espulsione, continua a permanere sul territorio nazionale.

“Quindi li mettiamo in galere a cielo aperto – osserva Gruber – Ma se non abbiamo accordi bilaterali con i Paesi d’origine come facciamo?”.
Vannacci richiama allora il decreto europeo sui Paesi sicuri: “Possiamo portare queste persone in un Paese terzo, considerato sicuro, e da lì potranno essere accompagnate nel Paese di origine. L’importante è che non stiano da noi. Le piace come soluzione?“.
La conduttrice non nasconde il proprio dissenso: “No, guardi, io sono per una soluzione molto rigorosa. Sono per il governo del fenomeno dell’immigrazione, non per gli slogan vuoti con promesse irrealizzabili, come anche la sua remigrazione“.
“Lo dice lei che sono proposte irrealizzabili – ribatte Vannacci – Noi invece così governiamo il fenomeno dell’immigrazione. Il presidente Trump ha remigrato due milioni di persone in due anni, di cui un milione e mezzo volontariamente. Quindi è possibile e fattibile”.
Gruber accoglie con scetticismo i numeri citati dal politico: “Veramente quelli sono dati forniti dall’ex ministra di Trump”. Il riferimento è all’ex segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem, silurata dal presidente degli Stati Uniti nel marzo scorso.
Sono dati ufficiali – replica Vannacci – Lei ha altri dati? Clandestini?”.
“Non ho altri dati perché non sto in America”, risponde la giornalista.
Ma le piacciono i clandestini, quindi magari anche i dati clandestini“, rilancia il politico con tono provocatorio.
La conduttrice reagisce immediatamente: “No, guardi, a me non piacciono i clandestini. Lei non dica delle sciocchezze, per favore, perché io ho sempre detto che il fenomeno dell’immigrazione va governato, non va strumentalizzato, come fa lei e come fanno tanti altri“.
“Governare il problema vuol dire anche riportare nel Paese di origine gli immigrati clandestini”, insiste Vannacci.

Il confronto prosegue per diversi minuti in un crescendo di tensione. Gruber torna sul nodo centrale della discussione: “Mi risponda: con i Paesi con i quali non abbiamo un accordo bilaterale, come facciamo la remigrazione?”.
Vannacci ribadisce la soluzione del trasferimento nei Paesi terzi considerati sicuri.
“Quindi queste persone vanno deportate”, osserva la conduttrice.
“Certo”, replica l’europarlamentare. “Ma lei cosa intende per deportazioni? Movimentazione coatta al di là della loro volontà?”.
“La chiami come vuole”, taglia corto Gruber.

Negli ultimi minuti della trasmissione il confronto si sposta sul terreno dell’identità e dell’appartenenza. In un acceso scambio con la giornalista del Sole 24 Ore Lina Palmerini, che ricordava la presenza in Futuro Nazionale di numerosi esponenti provenienti da altre forze del centrodestra, Vannacci definisce orgogliosamente “rifiuti degli altri” e “sporca dozzina” i suoi nuovi compagni di viaggio, annunciando che vuole fare “solo gli interessi degli italiani”.
Gruber commenta sarcasticamente: “Io ho un passaporto italiano, sono sudtirolese di madrelingua tedesca, mi sento una cittadina del mondo e europea. Quindi pensi un po’ come siamo variegati noi italiani”.
Io no invece, non mi sento europeo ma italiano – ribatte Vannacci – Ho giurato fedeltà alla Repubblica italiana e non alla ‘rinsecchita’ di Bruxelles“.
La conduttrice gli ricorda: “Lei ha giurato sulla Costituzione italiana da generale. E c’è anche l’articolo 3 della Costituzione“.
Visibilmente irritato, l’europarlamentare replica: “Ho giurato sulla Costituzione da militare di leva e poi da ufficiale, non da generale”.
“Sembra che lei lo abbia dimenticato”, osserva Gruber.
“E chi è che ha violato l’articolo 3? Me lo dica lei invece di insinuare“, incalza Vannacci.
La risposta della conduttrice arriva con il punto di Pagliaro ormai imminente: “Per parlare di politica internazionale dovrò invitarla un’altra volta”.

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Dà fuoco al padre e lo lascia morire tra le fiamme: arrestato 47enne nel Milanese

11 Giugno 2026 ore 09:00

Ha cosparso il padre 73enne di liquido infiammabile, poi gli ha dato fuoco lasciandolo morire tra le fiamme. È successo nelle prime ore del mattino a Cinisello Balsamo, nel Milanese, dove un uomo di 47 anni italiano è stato arrestato dai carabinieri. Gli agenti erano intervenuti nell’abitazione per un incendio in corso, ma una volta arrivati sul luogo hanno scoperto cosa lo avesse provocato.

I carabinieri, con il personale della Sezione Radiomobile di Sesto San Giovanni, hanno cercato di domare le fiamme con gli estintori prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco. Intanto hanno fermato il 47enne che si trovava sul posto: l’uomo, pare affetto da disturbi della personalità, avrebbe prima colpito il padre con un corpo contundente e poi gli avrebbe dato fuoco non lasciandogli scampo. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Monza per cercare di ricostruire l’intera dinamica dell’accaduto e accertare possibili moventi.

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Pistoia: Capecchi vara la nuova giunta, metà assessori al Pd

11 Giugno 2026 ore 07:33
Pistoia: Capecchi vara la nuova giunta, metà assessori al Pd

Quattro assessori al Pd – che si tiene deleghe pesanti come urbanistica e lavori pubblici – e gli altri quattro al campo largo (uno per Av e tre civici): si è sbloccato, dopo un surplace di parecchi giorni, il toto-giunta di Pistoia con l’annuncio della sua squadra da parte nuovo sindaco, Giovanni Capecchi, vincitore al primo turno, nella sala maggiore del Comune ieri pomeriggio.

La diretta di GIORGIO BERNARDINI

Il Pd ha frenato anche ieri ma nel corso delle ore è stato perfezionato l’accordo dopo che nei giorni scorsi c’è stata una fase in cui il Pd pareva voler aspirare a cinque assessori su otto, cosa che aveva suscitato critiche dentro la coalizione.
Confermata Stefania Nesi (Pd) – che aveva perso le primarie – come vicesindaca e con le deleghe a Politiche di area vasta, Attività produttive, Progettazione europea. Il sindaco Capecchi terrà per sé Pace, Partecipazione, Patti di collaborazione, Comunicazione e Protezione civile. Un assessore va A Il primo gesto simbolico che il neosindaco ha voluto fare è stato appendere la bandiera della pace dal balcone del Palazzo comunale.
“Siamo stati perfettamente nei tempi, la scadenza per presentare la giunta sarebbe stata lunedì prossimo – ha detto Capecchi – Sono passate 2 settimane dal voto E la presentiamo oggi, è la giunta che immaginavo e che può dare una risposta concreta alla città e ai suoi bisogni”. Capecchi ha ammesso che “i giorni che precedono la composizione di una giunta inevitabilmente sono giorni di tensioni, discussioni, telefonate, riunioni. Anche in questo caso è accaduto però la cosa importante è che l’idea di base che avevo si conservi. Ho cercato di ascoltare tutti. Potevo fare anche di più nell’ascolto, ma è chiaro che quando si vuole arrivare a una conclusione, bisogna ad un certo punto assumersi la responsabilità che la legge attribuisce al sindaco”.

Frutta alla griglia con ricotta al miele

11 Giugno 2026 ore 07:00

Un dessert gustoso e semplice pronto in pochi minuti. Questa ricetta e tante altre la trovi nel numero di giugno della rivista Fior Fiore in cucina, in vendita al costo di 1 euro nei punti vendita Unicoop Firenze.

La ricetta

Difficoltà: facile
Preparazione:10 minuti
Cottura:10 minuti

Ingredienti

  • 2 pesche nettarine,
  • 2 albicocche,
  • 1 manciata di ciliegie,
  • 1 rametto di menta,
  • 1 cucchiaino di vaniglia in pasta,
  • 250 g di ricotta,
  • 4 cucchiai di miele di castagno

Vino consigliato: Moscato d’Asti

La preparazione

Lavate la frutta e tagliatela a metà, poi togliete il nocciolo. Tagliate a spicchi pesche e albicocche, quindi grigliate tutta la frutta su una piastra ben calda fino a caramellarla.

Preparate lo sciroppo raccogliendo in un pentolino il miele, le foglie di menta e la vaniglia. Scaldate a fuoco basso per pochi minuti, finché il composto sarà ambrato.

Disponete la frutta grigliata nel piatto da portata e accompagnatela con la ricotta, cospargendo con lo sciroppo al miele.

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ISRAELE, INCRIMINATO IL COLONO CHE HA PICCHIATO IL CANE DI UNA FAMIGLIA PALESTINESE

10 Giugno 2026 ore 19:36

E’ stato incriminato dalla polizia per maltrattamento di animali e violazione di domicilio, entrambi reati a sfondo razziale, il 16enne israeliano ripreso in video mentre prendeva a bastonate il cane di una famiglia palestinese. Il ragazzo risiede nell’insediamento di Maale Adumim, nella Cisgiordania centrale. L’episodio è venuto alla luce dopo la diffusione di un video in cui si vede un sospetto che colpisce ripetutamente un cane alla testa con due mazze fino a fargli perdere i sensi, per poi continuare a picchiarlo anche dopo.

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Ritorna Cinema in Festa: film a 3,50 euro e debutta anche Toy Story 5

10 Giugno 2026 ore 16:36


Quattro giornate dedicate al grande schermo con ingressi a prezzo speciale e l’arrivo di uno dei film più attesi della stagione.

Dal 15 al 18 giugno torna Cinema in Festa, l’iniziativa nazionale che consente di assistere a qualsiasi film nelle sale aderenti pagando soltanto 3,50 euro a biglietto.


Anche molti cinema di Milano e della Lombardia hanno aderito all’evento, offrendo agli spettatori la possibilità di vivere l’esperienza del cinema a un costo particolarmente vantaggioso.
Tra le pellicole più attese di questa edizione spicca Toy Story 5,
il nuovo capitolo della storica serie Disney-Pixar che riporta sul grande schermo Woody, Buzz Lightyear, Jessie e gli altri personaggi che hanno conquistato generazioni di spettatori. Il film farà il suo debutto nelle sale italiane il 18 giugno e sarà tra le principali novità disponibili negli ultimi giorni della manifestazione.
Nel nuovo episodio, i giocattoli si troveranno ad affrontare una situazione mai vista prima: l’influenza della tecnologia nella vita dei più piccoli. La vicenda ruota attorno a Lilypad, un moderno tablet che cattura immediatamente l’interesse della giovane Bonnie, mettendo in discussione l’importanza dei giocattoli tradizionali.


Cinema in Festa nasce con l’obiettivo di favorire il ritorno del pubblico nelle sale cinematografiche ed è promosso dall’intero comparto dell’industria cinematografica italiana.

Negli ultimi anni l’iniziativa ha raccolto un crescente consenso, diventando un appuntamento molto apprezzato dagli appassionati di cinema.


L’evento rappresenta un’ottima opportunità sia per recuperare i film ancora in programmazione sia per scoprire le nuove uscite previste per l’estate.
Per verificare l’elenco completo delle sale aderenti e consultare gli orari delle proiezioni,
è possibile visitare i siti ufficiali dei cinema partecipanti.

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Il futuro della Liguria Orientale al 2030: a La Spezia il confronto tra istituzioni, imprese e logistica

10 Giugno 2026 ore 16:09

LA SPEZIA  –“Liguria Orientale 2030 – Porto, infrastrutture e sostenibilità come motore di sviluppo territoriale”, è il tema dell’iniziativa promossa dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale e da Confindustria La Spezia, in collaborazione con ITEC Engineering, con il patrocinio di ANCE La Spezia e Confindustria Liguria.

In programma venerdì 19 giugno alle 10.15 presso l’Auditorium “Giorgio S. Bucchioni” dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, l’incontro riunirà istituzioni, imprese, operatori logistici e rappresentanti del mondo infrastrutturale per discutere le prospettive di crescita della Liguria orientale nel medio e lungo periodo. Al centro del dibattito i temi del porto, delle infrastrutture, della sostenibilità e dello sviluppo economico.

L’iniziativa nasce dalla volontà di avviare una riflessione condivisa sulle principali sfide che attendono il territorio nei prossimi anni, a partire dal rafforzamento della competitività del porto della Spezia e dalla sua integrazione con il tessuto urbano. Tra i temi in agenda figurano inoltre lo sviluppo delle infrastrutture di collegamento, la transizione verso modelli di crescita sostenibili e il consolidamento del ruolo della Liguria come piattaforma logistica strategica nel Mediterraneo.

L’obiettivo dell’incontro è favorire un dialogo tra pubblico e privato sulle strategie necessarie per accompagnare la crescita del territorio, valorizzando il sistema portuale e logistico come leva di sviluppo economico e occupazionale.

I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, del prefetto della Spezia, Andrea Cantadori, e del sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini. Successivamente il dibattito entrerà nel vivo con una serie di interventi dedicati alle prospettive di sviluppo del territorio, alle infrastrutture strategiche e alle opportunità offerte dalla transizione energetica e ambientale.

L’evento si inserisce in una fase particolarmente significativa per la Liguria orientale, chiamata a confrontarsi con le trasformazioni del sistema logistico internazionale e con la necessità di coniugare competitività, innovazione e sostenibilità in una visione di sviluppo condivisa al 2030.

L’iniziativa nasce dalla volontà condivisa dei promotori di avviare una riflessione concreta sulle grandi sfide che attendono il territorio: il rafforzamento della competitività del porto della Spezia, l’integrazione tra porto e città, lo sviluppo delle infrastrutture strategiche, la sostenibilità ambientale e la capacità della Liguria di consolidare il proprio ruolo di piattaforma logistica del Mediterraneo.

Dopo i saluti istituzionali del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, del prefetto della Spezia Andrea Cantadori e del sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, i lavori entreranno nel vivo con una serie di interventi dedicati ai principali temi dello sviluppo territoriale.

Ad aprire il confronto sarà il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Bruno Pisano, con una riflessione sul porto del futuro e sulle sfide della competitività, della sostenibilità e dell’integrazione logistica. Seguirà l’intervento dell’amministratore delegato di Sogesid S.p.A., Errico Stravato, dedicato al rapporto tra sviluppo territoriale e integrazione porto-città.

Lo scenario logistico nazionale e internazionale sarà affrontato da Lucilla Mattei direttore operativo RAM S.p.A., che illustrerà il ruolo della Liguria quale piattaforma logistica del Mediterraneo, mentre Carlo De Simone, subcommissario per la ricostruzione di Genova, si concentrerà sul delicato equilibrio tra sviluppo infrastrutturale e tutela ambientale.

Il punto di vista del sistema produttivo regionale sarà affidato a Mario Gerini, presidente Confindustria Liguria, che approfondirà il tema del valore generato dall’integrazione tra industria e logistica per l’intero sistema economico ligure.

Particolare attenzione sarà dedicata alla Zona Logistica Semplificata, individuata come uno degli strumenti più promettenti per attrarre investimenti e favorire lo sviluppo industriale del territorio. Su questo tema interverrà Alessandro Laghezza, presidente  Confindustria La Spezia.

A seguire, Alberto Bacigalupi, presidente ANCE La Spezia, analizzerà il ruolo delle infrastrutture come moltiplicatore economico e fattore determinante per la crescita del territorio, mentre Roberto Vallarino ITEC Engineering presenterà un approfondimento dedicato alle principali necessità infrastrutturali della provincia della Spezia.

«La Liguria orientale può contare su asset unici che la rendono protagonista dell’economia del mare» – ha dichiarato il presidente dell’AdSP Pisano-«Quello della Spezia è il secondo porto italiano per traffico container con accesso diretto ai mercati di produzione, è tra i principali scali crocieristici del Paese e un punto di riferimento internazionale per la nautica e la subacquea. Le opere infrastrutturali stanno procedendo con determinazione e, grazie all’innovazione, a un retroporto già operativo e alle opportunità offerte dalla ZLS, possiamo rafforzare ulteriormente la competitività del nostro sistema portuale nell’immediato futuro. Investiamo parallelamente su innovazione e sostenibilità ambientale, come dimostrano anche i primi test sul cold ironing destinato alle navi da crociera effettuati alla Spezia, per coniugare crescita, efficienza e tutela del territorio. Nei prossimi anni vedremo concretizzarsi una serie di interventi strategici che contribuiranno a trasformare profondamente il nostro territorio, creando le condizioni per una crescita significativa dell’economia locale, un ulteriore sviluppo delle opportunità industriali, imprenditoriali e occupazionali.»

Il presidente di Confindustria La Spezia, Laghezza, ha sottolineato: «La Spezia e la Liguria orientale hanno oggi l’opportunità di compiere un salto di qualità decisivo. Le grandi trasformazioni che interessano il porto, la logistica e il sistema industriale richiedono una visione comune e la capacità di fare squadra tra istituzioni, imprese e territorio. Le infrastrutture rappresentano il presupposto indispensabile per attrarre investimenti, creare occupazione qualificata e rafforzare la competitività delle nostre imprese sui mercati internazionali. La Zona Logistica Semplificata, insieme ai grandi progetti infrastrutturali in corso e programmati, può diventare un potente acceleratore di sviluppo, a condizione che si continui a lavorare con determinazione e in una logica di sistema. Questo incontro vuole essere un’occasione concreta per condividere idee, priorità e obiettivi che possano guidare la crescita della Liguria orientale da qui al 2030.»

PROGRAMMA

10.15 – REGISTRAZIONE

10:30 – SALUTI ISTITUZIONALI
Marco Bucci presidente Regione Liguria
Andrea Cantadori prefetto della Spezia
Pierluigi Peracchini sindaco della Spezia

MODERA: Lucia Nappi, giornalista Corriere marittimo

APERTURA LAVORI
Bruno Pisano presidente Autorità Portuale
“Il Porto del futuro: competitività, sostenibilità e integrazione logistica”

Errico Stravato amministratore delegato Sogesid S.p.A.
“Sviluppo territoriale e integrazione Porto-Città”

Lucilla Mattei direttore operativo RAM S.p.A
“La Liguria come piattaforma logistica del Mediterraneo”

Carlo De Simone subcommissario ricostruzione di Genova
“Infrastrutture e ambiente: le due sfide da vincere insieme”

Mario Gerini presidente Confindustria Liguria
“Industria e logistica: creare valore per il sistema Liguria”

Alessandro Laghezza presidente Confindustria La Spezia
“La Zona Logistica Semplificata come leva di sviluppo”

Alberto Bacigalupi presidente ANCE Liguria
“Le infrastrutture come moltiplicatore economico”

Roberto Vallarino amministratore delegato ITEC Engineering S.r.l
“Necessità infrastrutturali nella provincia della Spezia”

12.50 – CONCLUSIONI

La partecipazione è libera, previa iscrizione su www.confindustriasp.it

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Una sansevieria per la Fondazione Meyer

9 Giugno 2026 ore 14:15

Fino al 31 agosto 2026 nei punti vendita Unicoop Firenze per ogni pianta del progetto “Verde Speranza” venduta (costo 8,90 euro), Unicoop Firenze donerà 1 euro alla Fondazione dell’Ospedale pediatrico Meyer per finanziare la ricerca scientifica svota dal Centro di oncologia e ematologia dell’Aou Meyer di IrCSS.

Unicoop Firenze per il Meyer

La sinergia della Cooperativa con la Fondazione Meyer nasce da molto lontano ed accompagnare il Meyer nello sviluppo dei suoi progetti di ricerca è la logica conseguenza della filosofia che da sempre guida Unicoop Firenze: migliorare il nostro territorio, unendo le forze.

La collaborazione ha preso il via nel 2017 con un importante impegno economico da parte di Unicoop Firenze (500mila euro per ogni anno) finalizzato al progetto Meyer+ ed è stata rinnovata nel 2020. Nel giugno del 2024 è stato siglato un nuovo accordo con cui la cooperativa si è impegnata a sostenere le attività dell’Aou Meyer che nell’agosto del 2022, ha compiuto il passaggio a Irccs, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico.

Stavolta il focus dell’accordo è stato la ricerca scientifica, un ambito che da sempre riveste un ruolo importante all’interno del pediatrico fiorentino, ma che con la trasformazione in Irccs è diventato cruciale, una vera e propria mission a beneficio dei piccoli pazienti. L’intesa prevedeva un contributo di 200mila euro ogni anno per tre anni.

Anche a Natale 2025 è stato rinnovato il sostegno alla ricerca con la campagna natalizia e la vendita dei “Panettoni della solidarietà” del Banco del Gusto su ricetta della cuoca toscana Luisanna Messeri.

E anche con questa iniziativa della vendita delle piante di Sansevieria “Verde Speranza” la Cooperativa vuole confermare l’impegno a sostegno della Fondazione Meyer e della ricerca scientifica.

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Prova costume: cosa non fare

9 Giugno 2026 ore 12:51

Con l’arrivo della bella stagione torna immancabile la prova costume, un appuntamento che, complici i social network, negli anni si è trasformato in un vero e proprio rituale collettivo, troppo spesso accompagnato da una buona dose di disinformazione. La salute richiede, invece, un approccio attento, costante e sostenibile, in cui alimentazione equilibrata e attività fisica diventano parte integrante della quotidianità, tutto l’anno.

Ma, oltre ai consigli su cosa fare, è altrettanto importante soffermarsi su ciò che andrebbe evitato, per non cadere nella trappola di soluzioni veloci e apparenti scorciatoie che, alla lunga, possono rivelarsi più dannose che efficaci, come il ricorso a diete drastiche, che eliminano interi gruppi di alimenti e promettono risultati rapidi. Rientrano in questa categoria, ad esempio, le diete senza carboidrati e, ancora, le diete fruttariane o le diete detox molto estreme. 

Oltre a essere dannose per l’organismo, queste diete non sono sostenibili nel lungo termine e, alla stessa velocità con la quale fanno dimagrire, fanno riprendere il peso perso, nella gran parte delle volte, con “gli interessi”.

Da non trascurare, inoltre, l’impatto psicologico del “da lunedì dieta”, che può generare comportamenti poco sani e frustrazione. Fra i rimedi rapidi e “miracolosi” rientra anche l’esercizio fisico eccessivo che, soprattutto in persone abitualmente sedentarie, rappresenta più uno stress che un beneficio. 

Un approccio così brusco, infatti, non consente di raggiungere reali obiettivi di salute e benessere, che derivano invece da un impegno graduale, costante e proporzionato alle capacità del proprio organismo.

Un’altra cosa da non fare, soprattutto in maniera autogestita e non adeguatamente inserita in un percorso serio di cambiamento delle proprie abitudini alimentari, è assumere prodotti dimagranti “miracolosi”: ci riferiamo a integratori e, addirittura, a farmaci, senza il consiglio di un professionista sanitario e, nel caso dei farmaci, di un medico.

Da questo punto di vista, internet rappresenta un grandissimo pericolo, per i giovani ma anche per i meno giovani, dato che offre la possibilità di acquistare, senza neanche troppa difficoltà, prodotti di diverso genere grazie al potere persuasivo delle immagini, dell’influencer di turno o della persona che sostiene di averlo provato e aver risolto tutti i propri problemi di peso e salute. 

Le app per perdere peso possono essere utili, ma presentano anche rischi e limiti significativi. Monitorare l’attività fisica e l’alimentazione fa crescere la consapevolezza delle proprie abitudini e rappresenta un primo passo positivo. Tuttavia, quando queste piattaforme iniziano a proporre piani alimentari o di allenamento “personalizzati”, è bene ricordare che nessuna app può sostituire il consulto medico e nutrizionale.

Inoltre, diversi studi indicano che l’uso prolungato di applicazioni che contano le calorie può generare ansia e senso di colpa. Quelle che riconoscono gli alimenti tramite foto presentano, invece, un altro limite: possono essere molto imprecise, con errori nella stima dell’apporto energetico di un piatto che possono variare dal 9% fino al 63%, con il rischio che il contenuto calorico venga valutato quasi il doppio o la metà di quello reale.

( A cura di Elisa Troiano)

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Nuovo importante ingresso in Assiterminal: arriva il Gruppo genovese Spinelli

10 Giugno 2026 ore 11:40

Genova – «Soddisfazione reciproca per Assiterminal e il Gruppo Spinelli che riprendono un importante sodalizio associativo in un contesto portuale dominato dai mutamenti indotti da fattori transnazionali geopolitici, economici e tecnologici, che sempre più frequentemente condizionano la fluidità dei traffici commerciali e le regole che li governano».

Lo fa sapere in una nota l’Associazione Italiana Port & Terminal Operator, sottolineando che l’ingresso di Spinelli in Assiterminal «conferma il ruolo strategico di corpo intermedio» –  che l’Associazione – «svolge da oltre 25 anni nel settore della logistica portuale, favorendo visione comune, senso di responsabilità e risposte comuni condivise».

Conclude la nota: «Per il Gruppo Spinelli che vanta decenni di attività costantemente in crescita, l’ingresso in Assiterminal assume un significato di confronto, dialogo e sinergia, necessari al bene e alla crescita competitiva dei sistemi nei quali il Gruppo opera in Italia».

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Palermo al via la 68ª Assemblea generale di MedCruise

10 Giugno 2026 ore 11:29

PALERMO – Si è aperta a Palermo la 68ª Assemblea generale di MedCruise, l’associazione che riunisce i principali porti crocieristici del Mediterraneo e di cui il porto siciliano è tra i soci fondatori. L’evento richiama nel capoluogo siciliano rappresentanti delle compagnie di navigazione, autorità portuali e operatori del settore per un confronto sulle prospettive dell’industria crocieristica in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni del mercato.

L’appuntamento si conferma tra i più importanti del comparto a livello internazionale. A Palermo sono presenti 27 compagnie crocieristiche, 244 rappresentanti dei porti mediterranei e sono in programma 705 incontri tra operatori portuali e cruise company, con l’obiettivo di analizzare i nuovi trend del settore, l’evoluzione degli itinerari e le strategie per conciliare crescita del turismo, sostenibilità e competitività.

Ad aprire ufficialmente i lavori è stata la presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Annalisa Tardino, che ha sottolineato il valore dell’assemblea per il sistema portuale siciliano e il ruolo sempre più strategico dei porti nel contesto economico e territoriale contemporaneo.

“Il porto di Palermo è tra i soci fondatori di Medcruise e questa assemblea è per il nostro Sistema riconoscimento e responsabilità. Il Mediterraneo sta entrando in una stagione nuova. Per decenni abbiamo pensato ai porti come luoghi di passaggio, infrastrutture necessarie, ma sostanzialmente passive: accogliere navi, gestire traffici, garantire servizi. Oggi non basta più. Oggi il porto è chiamato a fare qualcosa di più complesso: deve orientare i flussi, produrre energia, costruire relazioni con il territorio, generare consenso sociale, accompagnare la transizione ambientale. In una parola: governare. Un vero cambio di paradigma”.

Nel suo intervento, Tardino ha evidenziato come la crescita del traffico crocieristico debba essere accompagnata da una riflessione sulla qualità dello sviluppo generato per il territorio.

“Aver superato il milione di crocieristi nel 2025 rappresenta l’inizio di una nuova fase. La sfida è capire quale Sicilia e quale sviluppo generiamo attraverso questi flussi. I risultati di uno studio commissionato dall’AdSP rivelano un dato sul quale riflettere: oggi l’84% dei passeggeri del porto di Palermo è rappresentato da traffico in transito. Un numero che conferma quanto sia strategico rafforzare il segmento homeport che, pur rappresentando solo il 16,2% dei passeggeri, genera sul territorio un valore economico nettamente superiore: un crocierista che sceglie Palermo come porto di imbarco o sbarco spende mediamente oltre 90 euro in città, più del doppio rispetto ai circa 44 euro del passeggero in transito mentre, nel suo complesso, la spesa diretta legata al maritime tourism, a Palermo, raggiunge i 101,1 milioni di euro, lasciati a terra da turisti, equipaggi e armatori. Il prossimo salto per noi consiste, dunque, nell’aumentare il peso dell’homeporting, cioè imbarchi e sbarchi ma, soprattutto, permanenza, ospitalità, servizi, economia diffusa. Conta dove vanno i crocieristi, quando arrivano, quanto restano, quanto valore distribuiscono. È questa la differenza tra misurare i flussi e generare valore. In tal senso, la stessa AdSP si trasforma da gestore di infrastrutture a regista di energia, territorio e sviluppo”.

L’edizione 2026 dell’assemblea assume inoltre un significato particolare per MedCruise, che celebra il trentesimo anniversario dalla sua fondazione. A ricordarlo è stata la presidente dell’associazione, Theodora Riga.

“Sono felice di essere nella vibrante città di Palermo. Con oltre 160 porti membri e 56 associati, MedCruise continua a crescere come piattaforma di cooperazione e sviluppo. Questa Assemblea riunisce la nostra comunità per condividere idee, costruire una visione comune sul futuro del turismo crocieristico nel Mediterraneo e approfondire le innovazioni che stanno trasformando il settore”.

Anche il presidente di Assoporti, Roberto Petri, ha evidenziato il ruolo centrale dell’Italia e della Sicilia nel panorama crocieristico mediterraneo.

“L’Assemblea di Medcruise a Palermo, organizzata dalla Adsp del Mare di Sicilia occidentale, grazie al lavoro portato avanti in questi mesi dalla presidente Annalisa Tardino, conferma la centralità dell’Italia nell’area nel Mediterraneo, in particolare per il traffico crocieristico. La Sicilia occidentale è in una fase di grande sviluppo infrastrutturale e, come è noto, ha una vocazione turistica naturale. L’occasione dell’incontro con Medcruise, che vede oltre 200 delegati provenienti da tutta l’area del MED, rappresenta un’ottima occasione per confrontarsi sulle prossime sfide del comparto”.

Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha posto l’accento sulla crescita del turismo internazionale registrata dalla città e sulle opportunità offerte dal comparto crocieristico.

“I dati del turismo registrati nel 2025 certificano con chiarezza che Palermo ha raggiunto la significativa quota di due milioni di presenze turistiche, con una percentuale di visitatori stranieri prossima al 70%. Numeri che raccontano una città sempre più aperta, internazionale e capace di attrarre viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo, interessati non solo al patrimonio monumentale e culturale, ma anche alla qualità dell’accoglienza, all’offerta enogastronomica e alla vivacità della vita cittadina. Questi risultati sono il segno concreto di una città che cresce, investe e guarda al futuro con fiducia. Palermo oggi è sempre più percepita come una meta autentica, accogliente e competitiva, capace di coniugare tradizione e innovazione, cultura e sviluppo sostenibile. La presenza dei principali porti del Mediterraneo e di ventisette tra le maggiori compagnie crocieristiche mondiali conferma l’attenzione internazionale verso Palermo, oggi tra le destinazioni più attrattive dell’area mediterranea”.

A evidenziare il valore economico dell’evento per l’intera regione è stato infine l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo.

“Abbiamo sostenuto questo appuntamento perché il comparto crocieristico è uno strumento di sviluppo e promozione della Sicilia. La sfida è costruire una narrazione unitaria del territorio, capace di integrare turismo, cultura, impresa e infrastrutture. Ogni nave che approda rappresenta non solo un flusso di visitatori, ma un’occasione per generare nuove relazioni, ritorni turistici e opportunità di investimento”.

L’Assemblea generale di MedCruise proseguirà nei prossimi giorni con sessioni tecniche, incontri tra operatori e momenti di approfondimento dedicati alle principali sfide del settore, con particolare attenzione ai temi dell’innovazione, della transizione energetica e della sostenibilità delle destinazioni crocieristiche del Mediterraneo.

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Grimaldi Lines, nuovo servizio di shuttle bus tra stazione ferroviaria e porto di Livorno

10 Giugno 2026 ore 10:57

LIVORNO – Grimaldi Lines lancia a Livorno il nuovo servizio di collegamento per i passeggeri diretti in Sardegna. La compagnia ha attivato uno shuttle bus che collega la stazione ferroviaria di Livorno al porto cittadino, con l’obiettivo di facilitare l’accesso alle partenze e agli arrivi da Olbia e rendere più semplice l’intermodalità tra trasporto ferroviario e marittimo.

Il servizio sarà operativo per tutta la stagione estiva fino al 31 ottobre e si rivolge a tutti i viaggiatori che scelgono di raggiungere il porto in treno, evitando il ricorso a taxi o mezzi privati. Grazie alla nuova navetta, il trasferimento tra la stazione ferroviaria e il terminal portuale richiede soltanto pochi minuti, sia in partenza sia al ritorno.

L’iniziativa punta a migliorare l’esperienza di viaggio dei passeggeri che utilizzano i collegamenti marittimi tra Livorno e Olbia, una delle principali rotte servite dalla compagnia nel periodo estivo. Lo shuttle è infatti sincronizzato con gli orari delle navi gemelle Cruise Sardegna e Cruise Europa, impiegate sulla tratta tra Toscana e Sardegna.

Sono previste due corse giornaliere in entrambe le direzioni. Dalla stazione ferroviaria di Livorno la navetta parte alle 8.15 e alle 20.30, mentre dal porto le partenze sono programmate alle 7.45 e alle 20.00, in coincidenza con gli imbarchi e gli sbarchi delle navi.

Il costo del servizio è fissato a 5 euro a persona per tratta. I bambini fino a tre anni viaggiano gratuitamente, purché non occupino un posto a sedere. Il biglietto può essere acquistato contestualmente alla prenotazione della traversata, durante il viaggio a bordo delle navi oppure direttamente sul bus, compatibilmente con la disponibilità dei posti. È inoltre consentito il trasporto delle biciclette.

Con questa iniziativa Grimaldi Lines rafforza la propria offerta di servizi integrati, rispondendo alle esigenze di una quota crescente di passeggeri che scelgono di viaggiare senza auto al seguito e che richiedono collegamenti efficienti tra i principali nodi del trasporto pubblico e i terminal portuali.

L’introduzione dello shuttle bus tra stazione e porto di Livorno rappresenta così un ulteriore passo verso una mobilità più fluida e sostenibile, contribuendo a rendere la Sardegna ancora più facilmente raggiungibile durante la stagione turistica.

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Guerre di Rete continua, in memoria di Carola Frediani

10 Giugno 2026 ore 11:00

Non è possibile sostituire Carola Frediani, fondatrice, anima e colonna portante di Guerre di Rete. Allo stesso tempo, sappiamo per certo che l’ultima cosa che Carola avrebbe voluto è che questo progetto terminasse.

Carola ha sempre voluto ampliare e far crescere Guerre di Rete. Non c’era nulla che le desse più soddisfazione che individuare nuovi collaboratori e collaboratrici, allargare la squadra della redazione, trasformare ciò che era nato come una newsletter personale in un progetto collettivo.

È per questo che Guerre di Rete va avanti, in memoria di Carola e d’accordo con la sua famiglia.

Guerre di Rete prosegue mantenendo inalterato il patto con il lettore. Il nostro continuerà a essere un giornalismo rigoroso, approfondito, autonomo e indipendente.

I nostri lettori e le nostre lettrici sono coloro che ci permettono di andare avanti, finanziando un progetto che quindi solo a loro vuole e deve rispondere.

Il lavoro di Carola Frediani è la nostra bussola. L’affetto e la stima che proviamo per lei è la ragione per cui vogliamo portare avanti la sua missione.

Lo faremo con tutte le nostre forze.

La redazione di Guerre di Rete

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d’Amico vende la nave più vecchia della flotta per un valore di 28,5 milioni di dollari

10 Giugno 2026 ore 10:28

LUSSEMBURGO – d’Amico International Shipping (DIS), gruppo internazionale attivo nel trasporto marittimo e specializzato nel segmento delle navi cisterna, ha annunciato la vendita della MT High Tide, l’unità più vecchia della propria flotta e l’ultima non classificata come “eco”.

L’operazione è stata perfezionata attraverso la controllata operativa d’Amico Tankers D.A.C., con sede in Irlanda, che ha sottoscritto un accordo per la cessione della nave a un corrispettivo complessivo di 28,5 milioni di dollari. La consegna agli acquirenti è prevista entro novembre 2026.

La High Tide è una product tanker di tipo MR con una portata lorda di 51.768 tonnellate, costruita nel 2012 presso il cantiere Hyundai Mipo in Corea del Sud. Secondo quanto comunicato dalla società, la vendita consentirà di generare circa 28 milioni di dollari di liquidità netta al momento della consegna, al netto delle commissioni.

L’operazione rappresenta un passaggio significativo nella strategia di rinnovamento della flotta perseguita dal gruppo negli ultimi anni. Con la dismissione della High Tide, infatti, tutte le navi di proprietà e in gestione di DIS saranno caratterizzate da standard di efficienza energetica e sostenibilità ambientale riconducibili alla categoria “eco”.

Attualmente la flotta del gruppo è composta da 28 navi cisterna a doppio scafo, tra unità MR, Handysize e LR1. Di queste, 26 sono di proprietà e due sono impiegate attraverso contratti di noleggio a scafo nudo. L’età media della flotta si attesta intorno ai 9,8 anni.

Commentando l’operazione, Carlos di Mottola, Amministratore Delegato di d’Amico International Shipping, ha dichiarato: “Sono lieto di annunciare la vendita della High Tide, la nave più vecchia e l’ultima nave non-eco ancora presente nella nostra flotta, a un prezzo molto interessante rispetto alle medie storiche, che riflette l’attuale forza del mercato delle product tanker e la solidità dei suoi fondamentali. A seguito di questa transazione, la flotta di DIS sarà interamente ‘eco’, rafforzando ulteriormente la nostra competitività commerciale e riducendo al contempo il nostro impatto ambientale.”

La cessione si inserisce in una fase favorevole per il mercato delle product tanker, sostenuto da una domanda robusta e da fondamentali che continuano a garantire condizioni positive per gli operatori del settore. In questo contesto, DIS prosegue il proprio percorso volto a migliorare l’efficienza operativa della flotta e a consolidare la propria posizione competitiva sui mercati internazionali.

Controllata da d’Amico Società di Navigazione, una delle principali realtà mondiali del trasporto marittimo, d’Amico International Shipping opera nel trasporto di prodotti petroliferi raffinati, prodotti chimici e oli vegetali attraverso una flotta moderna di navi cisterna a doppio scafo con capacità comprese tra 35.000 e 75.000 tonnellate di portata lorda.

Il gruppo è presente nei principali hub marittimi internazionali, con uffici a Londra, Dublino, Monte Carlo, Stamford e Singapore. Le azioni della società sono quotate su Borsa Italiana e negoziate anche sul mercato statunitense OTCQX Best Market.

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Genova, la Guardia Costiera ferma il rimorchiatore maltese “Voe Jarl” per irregolarità

10 Giugno 2026 ore 10:10

GENOVA – La Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Genova ha disposto il fermo amministrativo del rimorchiatore “VOE JARL”, unità di circa 161 tonnellate di stazza battente bandiera maltese e operativa dal 2006, a seguito di una dettagliata ispezione condotta nell’ambito delle attività di Port State Control.

Capitaneria Genova Genova, la Guardia Costiera ferma il rimorchiatore maltese "Voe Jarl" per irregolarità

Nel corso della verifica sono state accertate sette irregolarità, alcune delle quali ritenute particolarmente rilevanti poiché riconducibili alla normativa internazionale che disciplina il controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) in atmosfera.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il rimorchiatore presentava gravi carenze nella documentazione relativa ai motori principali e ai generatori di bordo. In particolare, gli ispettori hanno rilevato l’assenza delle certificazioni previste, dei Fascicoli Tecnici e dei Registri dei parametri delle emissioni di ossidi di azoto. Si tratta di documenti obbligatori che attestano la conformità degli apparati di propulsione e di produzione energetica ai limiti emissivi fissati dall’Allegato VI della Convenzione internazionale MARPOL, riferimento normativo fondamentale per la tutela dell’ambiente marino e della qualità dell’aria.

A seguito delle irregolarità riscontrate, l’unità resterà ferma fino al completo ripristino delle condizioni richieste dalle convenzioni internazionali in materia di sicurezza e tutela ambientale. La ripresa della navigazione sarà subordinata all’esito positivo di una nuova ispezione da parte della Guardia Costiera.

L’attività ispettiva svolta dalla Capitaneria di Porto di Genova conferma l’attenzione crescente verso il rispetto delle normative ambientali nel settore marittimo. Nel corso del 2025 sono state effettuate 228 ispezioni Port State Control, che hanno portato al fermo di quattro navi per problematiche legate alla disciplina sulle emissioni di ossidi di azoto. Nei primi mesi del 2026, invece, sono già state eseguite 65 ispezioni, dalle quali sono scaturiti cinque provvedimenti di fermo.

Voe Jarl
Il rimorchiatore Voe Jarl

In una nota ufficiale, la Capitaneria di Porto sottolinea l’importanza delle attività di controllo finalizzate alla salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza della navigazione: “Ogni ispezione, condotta con rigore tecnico, è tesa a garantire la sicurezza della navigazione e la tutela dell’ambiente: verificare la conformità dei motori in relazione alle emissioni di ossidi di azoto significa proteggere direttamente la qualità dell’aria che respiriamo.”

L’azione di vigilanza si inserisce inoltre in un più ampio percorso di confronto sul tema delle emissioni navali. Recentemente, infatti, la Capitaneria di Porto di Genova ha promosso e ospitato un incontro tra rappresentanti dei comitati dei cittadini e armatori, alla presenza dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Genova e del Difensore Civico, con l’obiettivo di favorire il dialogo e il confronto tra tutti i soggetti interessati dalle tematiche ambientali connesse alle attività portuali e marittime.

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Contro tutte le guerre, antimilitarismo e internazionalismo

10 Giugno 2026 ore 09:33

In un clima di guerra generalizzata e permanente la federazione ritiene importante rilanciare l’internazionalismo e l’antimilitarismo come principi e pratiche caratterizzanti il proprio agire politico.

L’Italia è parte attiva sui principali fronti di guerra, sia con propri contingenti militari, sia con l’invio di armamenti, con la fornitura di servizi logistici, nonché ospitando sul proprio territorio infrastrutture militari strategiche USA e NATO. Contemporaneamente si chiudono ancora di più le frontiere per chi fugge da guerre e miseria. Il governo italiano vuole attuare il nuovo patto europeo per l’asilo, legalizzando i respingimenti in mare con il “blocco navale”, e applicando la detenzione ai richiedenti asilo in prigioni anche fuori dai confini nazionali. Il governo ha per questo firmato un nuovo memorandum con la Libia, e fornisce mezzi e personale alle autorità tunisine, nell’obiettivo di reprimere e bloccare le persone in movimento. Uno sterminio silenzioso, che si aggiunge alle massicce uccisioni di civili in Ucraina, in Iran, in Libano, e ai genocidi ancora in corso a Gaza e in Sudan.

In questo scenario continuano ad aumentare le spese militari, che si traducono in precarietà, disoccupazione e povertà per ampi strati di popolazione, in quella che ormai è, a tutti gli effetti, economia di guerra. Fa parte della corsa al riarmo anche la riproposizione della leva militare, l’aumento degli effettivi del personale militare e delle riserve e un generale arruolamento della società nello sforzo bellico e nella propaganda di guerra, che vedono una diffusa opposizione nella società, soprattutto nelle più giovani generazioni.

L’industria delle armi, in gran parte controllata dallo Stato, fa affari d’oro, e in questo contesto le infrastrutture logistiche diventano sempre più strategiche per la movimentazione di materiali bellici. Le ferrovie, come i porti, sono tra le infrastrutture più coinvolte dal traffico militare e sono al contempo i settori in cui i lavoratori si sono mobilitati contro i trasporti di armi. Le ferrovie in particolare hanno visto una potente militarizzazione attraverso i corridoi europei e internazionali strategici.

Per opporsi a tutto questo il convegno ritiene fondamentale sostenere e rilanciare l’attività dell’assemblea antimilitarista, e avviare una serie di campagne contro la guerra ai migranti, contro il ritorno della leva militare e l’arruolamento della società, contro la produzione di armi e l’utilizzo militare delle ferrovie, a sostegno dei disertori di tutte le guerre e dellx compagnx che si oppongono ai regimi guerrafondai e sanguinari.

Federazione Anarchica Italiana (FAI) Convegno di Asti 6-7 giugno 2026

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Fermiamo la stretta autoritaria, moltiplichiamo le lotte e la solidarietà

10 Giugno 2026 ore 09:28

Il Convegno della FAI riunito ad Asti nei giorni 5 e 6 giugno 2026 ha confermato le analisi già prodotte nel precedente appuntamento di federazione sulla situazione repressiva nel paese.

Nel denunciare pubblicamente la stretta autoritaria del governo che mira a colpire con provvedimenti intimidatori e terroristici tutta l’opposizione sociale, mondo del lavoro, giovani e studenti, immigrati e tutte le categorie sociali più vulnerabili, il Convegno della Federazione Anarchica Italiana respinge con fermezza l’esplicita criminalizzazione dell’anarchismo da parte del governo e dei mezzi di comunicazione asserviti alle logiche del potere.

In deroga a ogni residua parvenza di garanzia democratica, il governo fascista ha portato a maturazione un lungo percorso con il quale gli individui vengono perseguitati non per ciò che fanno ma per quello che pensano. L’anarchismo è nel mirino del governo perché l’anarchismo si propone come irriducibile avversario del dominio, dello sfruttamento, della guerra. Nessuno, però, può sentirsi al sicuro poiché questo attacco alle idee e alla libertà di pensiero rappresenta un punto di non ritorno al quale bisogna rispondere con forme di lotta diffusa e solidarietà attiva, per la libertà contro ogni fascismo e ogni ingiustizia.

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Fiat 128, nostalgia italiana in miniatura

10 Giugno 2026 ore 07:00

Ci sono auto che hanno segnato un’epoca senza bisogno di effetti speciali. La Fiat 128 è una di queste: razionale, concreta, profondamente italiana. Oggi Laudoracing Models la riporta in vita con una nuova interpretazione in scala 1:18 della prima serie del 1969, un modello pensato per chi cerca fedeltà storica, proporzioni corrette e dettagli capaci di evocare l’atmosfera dell’auto originale.

Fedeltà estetica e dettagli curati

La prima impressione arriva dalle proporzioni, studiate con attenzione per rispettare le linee della Fiat 128 originale. Il frontale inclinato, i fari rotondi e la calandra a nido d’ape restituiscono subito il carattere della berlina torinese. Anche cromature, cornici e paraurti mantengono un approccio realistico e mai eccessivo, mentre la verniciatura profonda contribuisce a dare alla scocca un aspetto credibile e coerente con l’epoca.

Un modello pensato per gli appassionati

L’abitacolo riproduce l’essenzialità tipica delle vetture italiane di fine anni 60, con sedili sottili, volante di grandi dimensioni e una plancia lineare. Laudoracing punta soprattutto sulla precisione visiva: scritte, targhette e piccoli particolari sono realizzati con grande attenzione. Realizzato di resina e senza parti apribili, il modello privilegia la pulizia delle forme e la qualità costruttiva. La Fiat 128 Prima Serie del 1969 sarà disponibile da settembre al prezzo di 121,90 euro in sei differenti colorazioni.

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Sarà Luca Parmitano il pilota di Artemis III

9 Giugno 2026 ore 19:12

La Nasa ha annunciato oggi la composizione dell’equipaggio della missione Artemis III: Randy Bresnik (comandante, Nasa), Luca Parmitano (Esa), Frank Rubio e Andre Douglas (specialisti di atterraggio, entrambi Nasa). È stato inoltre designato come membro di riserva dell’equipaggio l’astronauta Bob Hines (Nasa). L’equipaggio inizierà ora un rigoroso programma di addestramento per familiarizzarsi con i sistemi della navicella Orion e con il funzionamento dei sistemi di atterraggio con equipaggio umano, in vista di un’ambiziosa serie di dimostrazioni che precederanno la missione di atterraggio sulla Luna.

L’equipaggio della missione Artemis III. Da sinistra: Andre Douglas, Luca Parmitano, Randy Bresnik e Frank Rubio. Crediti: Nasa

Luca Parmitano, astronauta italiano dell’Esa, ha trascorso 366 giorni nello spazio nel corso di due missioni di lunga durata sulla Stazione spaziale internazionale, Volare e Beyond. Durante queste missioni, ha collaborato a centinaia di esperimenti, ha effettuato sei passeggiate spaziali per un totale di oltre 30 ore ed è diventato comandante della Stazione. Da quando è tornato sulla Terra, Parmitano ha ricoperto il ruolo di referente dell’Esa presso il Johnson Space Center della Nasa a Houston, agendo come “CapCom” e addestrando gli astronauti dell’Esa per le passeggiate spaziali e le operazioni robotiche. L’anno scorso Parmitano ha partecipato all’Underway Recovery Test 12 della Nasa, al largo delle coste della California, per simulare l’ammaraggio e il recupero degli astronauti di Artemis da un modello in scala reale della navicella Orion.

«Sono onorato di far parte di questo equipaggio e allo stesso tempo mi sento umile: i miei compagni di missione apportano un bagaglio di esperienze molto variegato, e non vedo l’ora di lavorare con loro, desideroso di imparare e di dare il mio massimo contributo nel mio ruolo. In qualità di pilota collaudatore, questa è davvero una missione da sogno, poiché potremo contribuire a testare i sistemi e a sviluppare le procedure affinché i futuri equipaggi possano spingersi più lontano e, in ultima analisi, riportare l’umanità sulla Luna», ha detto Luca Parmitano. «Sono molto grato all’Aeronautica militare per avermi fornito l’addestramento nelle mie prime fasi; all’Agenzia spaziale italiana – e all’Italia nel suo complesso – per avermi affidato il loro primissimo volo di lunga durata quando ero solo un novellino; all’Agenzia spaziale europea per l’addestramento, il sostegno infinito e le incredibili opportunità che ho avuto da quando sono diventato un astronauta dell’Esa, e alla Nasa per la sua leadership nel riportare l’umanità sulla Luna. È la conferma che l’Esa è un partner affidabile e la continuazione di una solida collaborazione che porterà un europeo sulla Luna».

«Artemis III amplierà i confini delle operazioni spaziali in orbita. La nomina dell’astronauta dell’Esa Luca Parmitano a pilota riflette la profonda competenza europea nel campo dei voli spaziali con equipaggio umano e fa leva sulla sua vasta esperienza operativa in situazioni di forte pressione», ha detto Josef Aschbacher, direttore generale dell’Esa. «Allo stesso tempo, il Modulo di servizio europeo (Esm) dell’Esa fornirà ancora una volta le capacità fondamentali che alimentano Orion, dimostrando il ruolo duraturo dell’Europa nel cuore stesso del programma Artemis. La notizia giunta oggi da Houston è un forte riconoscimento del ruolo dell’Esa nel rendere possibile il ritorno dell’umanità sulla Luna – e un progresso chiave nella nostra collaborazione con la Nasa. Gli europei possono essere orgogliosi di far parte di questo emozionante viaggio».

Fonte: press release Esa

La dichiarazione di Luca Parmitano (in inglese) sul canale YouTube dell’Esa:

 

Cascina Corten apre a Milano : Giovedì 11 Giugno la grande inaugurazione

9 Giugno 2026 ore 18:32

Milano accoglie una nuova location destinata a diventare uno dei punti di riferimento per
pranzi,aperitivi, eventi e serate all’aperto. Giovedì 11 giugno 2026 arriva infatti la
grande inaugurazione di Cascina Corten Milano, il nuovo spazio situato nella zona di Merlata Bloom,
una delle aree più dinamiche e in forte crescita della città.

Per celebrare l’apertura è stato organizzato un esclusivo Opening Party con ingresso su accredito e drink omaggio per gli ospiti che parteciperanno all’evento inaugurale.

Per partecipare gratuitamente basta Accreditarsi :
https://www.infomilano.news/eventi/inaugurazionecascinacorten/

Dove si trova Cascina Corten Milano

La nuova Cascina Corten si trova in Via Pier Paolo Pasolini 3, a pochi passi dal Merlata Bloom Milano, il nuovo polo commerciale e di intrattenimento che negli ultimi anni ha trasformato completamente questa zona della città.

L’obiettivo della location è offrire un ambiente moderno immerso nel verde, perfetto per pranzi,aperitivi al tramonto, eventi aziendali, feste private, DJ set e appuntamenti estivi.

L’Opening Party: aperitivo e DJ set

L’evento inaugurale sarà l’occasione ideale per scoprire gli spazi della nuova struttura e vivere una serata all’insegna della musica e della convivialità.

Durante la serata gli ospiti potranno partecipare a:

  • Aperitivo serale
  • Drink omaggio all’ingresso
  • DJ Set fino a tarda sera
  • Area relax e socializzazione
  • Atmosfera open air immersa nel verde

Una formula pensata per chi cerca nuove location a Milano dove trascorrere una serata diversa dal solito, lontano dal caos del centro ma facilmente raggiungibile.

Per partecipare gratuitamente basta Accreditarsi :
https://www.infomilano.news/eventi/inaugurazionecascinacorten/

Perché Cascina Corten potrebbe diventare una delle location più interessanti dell’estate milanese

Negli ultimi anni Milano ha visto nascere numerosi spazi dedicati agli eventi outdoor, ma la zona Merlata rappresenta una delle novità più interessanti del panorama cittadino.

La presenza di ampie aree verdi, la vicinanza alle principali arterie cittadine e il continuo sviluppo del quartiere rendono Cascina Corten una location con un enorme potenziale per ospitare eventi, aperitivi, festival e appuntamenti musicali durante tutta la stagione estiva.

Chi ama scoprire nuove location a Milano troverà in Cascina Corten uno spazio completamente nuovo, ideale per vivere l’aperitivo in un contesto rilassato e contemporaneo.

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CASCINA CORTEN

Via Pier Paolo Pasolini 3, Milano

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/contè.sto/

9 Giugno 2026 ore 15:33

A Empoli dal 18 al 20 settembre il festival /contè.sto/: 15 appuntamenti, oltre 48 ore di storie che fanno la Storia, molti luoghi della città di Empoli che diventeranno palcoscenici a cielo aperto, ospiti illustri che guideranno un viaggio straordinario nel cuore di un festival che giunge alla seconda edizione e che, grazie a grandi nomi, avrà come tema “La storia di profilo“.

Direttore scientifico del festival, una conferma, Carlo Greppi, storico contemporaneista, autore di numerosi saggi sulla storia del Novecento, di libri per ragazzi e di manuali scolastici e curatore della serie Laterza Fact Checking: la Storia alla prova dei fatti.

“Poter continuare la progettazione del festival /contè.sto/ – ha affermato il direttore scientifico – è per me un grande onore, e ringrazio di cuore la comunità cittadina e l’amministrazione di Empoli per la fiducia che mi hanno accordato. Mi auguro che anche quest’anno, grazie alla straordinaria disponibilità e di colleghe e colleghi di grande valore e in virtù del taglio scelto per la seconda edizione, le piazze del centro storico si riempiano di persone di ogni età che vengono ad ascoltare grandi lezioni di storia che possano aiutarci ad aprire i nostri orizzonti, e a pensare l’umanità al plurale”.

Un festival aperto a tutte e tuttigratuito, che include, che costruisce comunità, cittadinanza attiva, benessere collettivo, capace di produrre relazioni sociali e di riattivare e rigenerare spazi urbani della città: /contè.sto/ occupa una posizione sempre più centrale nella più ampia programmazione culturale di Empoli.

Ospiti della kermesse sono: Pankaj Mishra (18 settembre, alle 18, piazza Farinata degli Uberti), Pier Luigi Bersani (18 settembre, alle 21, piazza Farinata degli Uberti) e Ascanio Celestini (che chiuderà il festival, 20 settembre, alle 21, sempre da piazza Farinata degli Uberti).

Il festival /contè.sto/ rappresenta un appuntamento culturale, anche di respiro internazionale, di grande valore per la Toscana, capace di coniugare divulgazione, approfondimento e partecipazione” – evidenzia l’assessora regionale alla CulturaCristina Manetti . 

Dichiara il sindaco del Comune di EmpoliAlessio Mantellassi:”Grazie al programma di questa seconda edizione, curata dal direttore scientifico Carlo Greppi, alziamo il livello per porre /conté.sto/ tra i grandi appuntamenti della nostra regione. Chiuderemo in grande l’estate empolese con la città che si apre a grandi ospiti e tanti altri esperti per raccontare la Storia dal punto di vista di chi, nel bene o nel male, ha contribuito a farla”.

“/contè.sto/ offre alla città la possibilità di acquisire una prospettiva più ampia sulla storia contemporanea, per via di comparazione, empatia e immaginazione” – sottolinea Matteo Bensiassessore alla Cultura del Comune di Empoli . 

“Rinnoviamo il nostro sostegno a questa seconda edizione del Festival Contesto, un evento di grande rilievo culturale che offre occasioni di riflessione comune sulla Storia, entrando nel cuore degli eventi e delle vite di coloro che ne hanno segnato il corso. È un’iniziativa ricca di spunti utili a comprendere il nostro presente e aperta alla partecipazione di tutti, che incontra il nostro impegno per diffondere la cultura come bene comune alla portata di tutti e come risorsa accessibile con cui nutrire bene la mente”, afferma Daniela Moripresidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze.

Il programma

La seconda edizione del festival aprirà venerdì 18 settembre, alle 18, da piazza Farinata degli Uberti, con Una questione di punti di vista: Pankaj Mishra dialogherà con Paolo Di Paolo; alle 21, Pier Luigi Bersani, figura centrale della storia politica italiana tra la Prima e la Seconda Repubblica, sarà intervistato da Alessio Mantellassi, sindaco di Empoli su ‘politici & politiche’.

Si prosegue sabato 19 settembre, seconda giornata del festival: alle 10 da piazza Farinata degli Uberti con Vincenzo Trione che parlerà di ‘artisti & artiste’; alle 11.30, ci sposteremo in piazza Madonna della Quiete con Beatrice Falcucci su ‘esploratori & esploratrici’. Si riprenderà alle 15 con Carmine Pinto, in piazza del Popolo con ‘banditi & bandite’; alle 16, nel Chiostro degli Agostiniani (via dei Neri, 15) ci sarà Valeria Galimi che interverrà sugli e sulle ‘intellettuali’.

Nel tardo pomeriggio, alle 18, in piazza Farinata degli Uberti a salire sul palco della storia sarà Massimo Bucciantini che racconterà di ‘scienziati & scienziate’. Chiusura,alle 21, con Mariano Tomatis dal palco di piazza del Popolo che intratterrà il pubblico con una lezione speciale sulle ‘veggenti’.

Domenica 20 settembre, ultimo giorno di /contè.sto/: apertura alle 10, in piazza Madonna della Quiete con Claudio Ferlan che parlerà di ‘religiosi & religiose’; alle 11.30, Valeria Deplano da piazza del Popolo racconterà di ‘coloni & colone’.

Alle 15, nel Chiostro degli Agostiniani, incontro con Bruno Maida sul tema ‘bambini & bambine’; alle 16.30, da piazza Farinata degli Uberti sarà Valentine Lomellini a intervenire su ‘terroristi & terroriste’.

Alle 18, in piazza del Popolo si parlerà di ‘partigiane e partigiane’ con Chiara Colombini, alle 19.30, da piazza Farinata degli Uberti focus su ‘editori & editrici’ con Giuseppe Laterza.

Gran finale di questa edizione, alle 21, in piazza Farinata degli Uberti, ‘Pasolini fronte / retro’ con Ascanio Celestini intervistato dal direttore scientifico, Carlo Greppi.

Tutte le informazioni sul sito https://www.contestofestival.it/ 

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Livorno: concluso il torneo ” Le stoccate del cuore” al Circolo di scherma Fides

9 Giugno 2026 ore 10:46

Sport e solidarietà: un binomio vincente che si è confermato anche il 6 e 7 giugno nell’edizione annuale del torneo “Le stoccate del cuore” a Circolo Scherma Fides di Livorno, promosso dall’associazione livornese “I cuori di Silvia”, nata in memoria di Silvia Pierucci, arbitro di scherma e psicologa dello sport.


In pedana si sono sfidate gran parte delle scuole di scherma della Toscana, portando a Livorno il meglio del vivaio regionale. Molti i piccoli atleti che si sono sfidati nelle categorie:

  • Esordienti (nati nel 2017): impegnati nelle specialità di fioretto e sciabola.
  • Prime Lame (nati nel 2016): che hanno dato vita a assalti entusiasmanti sia nel fioretto che nella sciabola.
  • Avviamento alla scherma (nati nel 2018-2019): i piccolissimi della manifestazione, che hanno colorato il palazzetto sfidandosi con i fioretti di plastica, tra i sorrisi di genitori e maestri/e.

L’intero ricavato delle iscrizioni al torneo è stato infatti devoluto all’associazione “I cuori di Silvia”, associazione livornese da anni punto di riferimento sul territorio, attiva in progetti di sostegno ed inclusione dedicati ai bambini. l’iniziativa ha visto anche il fattivo sostegno della sezione soci Coop di Livorno, che ha offerto una gustosa e sana merenda a tutti i bambini partecipanti, per recuperare le forze dopo le fatiche sportive.

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A Chioggia: “Il mare cambia, le reti restano”, incontro Propeller Venezia

9 Giugno 2026 ore 08:25

Chioggia, città leader in Italia per flotta di pescherecci, si interroga sul tema del Futuro della Pesca. Oggi, 9 giugno, alle 17, presso la darsena Le Saline, si terrà un incontro promosso dal Propeller Club Port of Venice dal titolo “Il mare che cambia, le reti che restano”.

L’evento affronterà le sfide della pesca in un contesto di cambiamenti climatici e normative sempre più stringenti.

Intervengono:

Il sindaco Mauro Armelao aprirà la serata con i saluti istituzionali, seguita dalla conduzione dell’avvocata Anna Carnielli, presidente del Propeller Club, che guiderà il confronto tra esperti del settore.

Paolo Tiozzo, presidente di Confcooperative Pesca, sul futuro delle marinerie dell’Alto Adriatico, e il comandante della capitaneria di porto Andrea Palma, che parlerà di sicurezza e sostenibilità. Saranno presenti anche gli assessori comunali all’Ambiente, Pesca e Cultura, per illustrare l’impegno dell’amministrazione.

La biologa marina Carlotta Mazzoldi dell’Università di Padova offrirà un’analisi sugli impatti ambientali sulle attività di pesca. A conclusione, Ermenegildo Tiozzo Compini, vicepresidente della Fondazione della Pesca, ribadirà come “le radici del settore restino un patrimonio da difendere mentre il mare continua a mutare.”

L’incontro è aperto al pubblico, offrendo un’importante occasione di confronto su tradizione, ambiente e sviluppo economico nella pesca a Chioggia.

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A Brescia un incontro su Mille Miglia e innovazione

8 Giugno 2026 ore 22:29

Non soltanto una competizione, ma un vero acceleratore del progresso tecnico. Era questo il tema al centro di “1000 Innovazioni”, secondo degli incontri organizzati da 1000 Miglia andato in scena oggi 8 giugno al Teatro Grande di Brescia alla vigilia della partenza dell'edizione 2026 della "gara più bella del mondo". Moderato da Laura Confalonieri e Marco Pascali, rispettivamente vicedirettore di Ruoteclassiche e Quattroruote, il talk ha riunito studiosi, tecnici, designer e professionisti del settore per rileggere la Freccia Rossa come contesto di sperimentazione, collaudo e sviluppo dell’automobile.

Banco di prova per l’industria

Al centro del confronto il ruolo storicamente svolto dalla Mille Miglia come banco di prova per nuove soluzioni tecniche. Le difficoltà del percorso, la durata della gara e la necessità di superare problemi spesso imprevisti hanno favorito la nascita e l’affinamento di tecnologie successivamente adottate anche sulle vetture di serie, contribuendo a migliorarne sicurezza, prestazioni e comfort.

Dalle intuizioni alla produzione

Nella prima parte del talk, moderato da Marco Pascali, sono emersi alcuni esempi significativi. Paolo Mazzetti, presidente del Comitato di Gestione del Registro 1000 Miglia, ha ricordato come il tergicristallo, comparso alla Mille Miglia del 1928 su una Lancia Lambda, sia diventato negli anni successivi una presenza sempre più diffusa. Tra le innovazioni citate anche il parabrezza curvo della Lancia Aurelia del 1951 e le gomme intagliate orizzontalmente per migliorare l’aderenza sul bagnato, soluzione adottata dalla Scuderia Ferrari durante la piovosa edizione del 1934 e determinante per la vittoria di Achille Varzi su Tazio Nuvolari, entrambi al volante di un’Alfa Romeo 8C 2300.

Le lezioni delle sconfitte

Nella sessione successiva, condotta da Laura Confalonieri, le testimonianze dei relatori hanno evidenziato come spesso siano stati gli insuccessi, più ancora delle vittorie, a spingere l’evoluzione tecnica. Lorenzo Ardizio, curatore del Museo Alfa Romeo e responsabile del Centro Documentazione, ha ricordato il ruolo della Alfa Romeo 6C come piattaforma di sperimentazione progettuale, mentre Pietro Camardella, già designer di Pininfarina e Ferrari, ha sottolineato come nel dopoguerra la forte spinta alla ricerca e all’innovazione abbia contribuito alla nascita dell’automobile moderna.

Uno sguardo al futuro

Tra aneddoti, immagini d’archivio e testimonianze, “1000 Innovazioni” ha mostrato come la Mille Miglia sia stata molto più della “corsa più bella del mondo”, come la tradizione vuole sia stata definita da Enzo Ferrari. Un luogo in cui idee, necessità e sfide hanno contribuito a plasmare l’evoluzione dell’automobile e che ancora oggi continua a richiamare l’attenzione sul valore dell’innovazione per il futuro del settore.

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CONSIGLIO DI STATO: ILLEGITTIMO DIVIETO DEI CANI IN AREE VERDI DEI PICCOLI COMUNI

8 Giugno 2026 ore 18:53

“A fronte della vigenza di ordinanze del Ministero della salute prescriventi l’obbligo per chiunque conduca il cane in ambito urbano di raccoglierne le deiezioni e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse (rafforzate in taluni casi dai regolamenti di polizia urbana), effettivamente un’ordinanza che vieta, in assenza di ragioni specifiche, l’introduzione nelle aree verdi di animali non appare legittima”. Così il Consiglio di Stato – riporta Ansa – in una sentenza con la quale ha ribaltato una decisione del Tar delle Marche che nel luglio dello scorso anno diede torto all’associazione Earth che contestava un’ordinanza del Comune di Mercatello sul Metauro, borgo medievale marchigiano di poco più di mille abitanti, che ha disposto, tra l’altro, il divieto d’introduzione di animali nelle aree verdi urbane a tutela della sicurezza, igiene ambientale e fruibilità delle stesse aree. I giudici di Palazzo Spada, premettendo che il divieto oggetto del ricorso “è stato introdotto in una piccola realtà urbana, con poco più di mille abitanti, e caratterizzata da un centro edificato che per estensione territoriale è inferiore ad un parco delle città metropolitane” e che “allo stesso tempo tali dimensioni si riflettono sulla struttura organizzativa dell’ente e sul personale disponibile per lo svolgimento dell’attività di sorveglianza, che potrebbe essere soluzione alternativa all’imposizione del divieto”, hanno osservato che “non è tanto controvertibile l’assunto sulle dimensioni del Comune, quanto piuttosto non appartiene al notorio, neppure in via induttiva, l’affermazione sul sottodimensionamento della struttura organizzativa dell’ente, e dunque anche del personale disponibile all’attività di controllo”.

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Grimaldi Lines conferma la partnership con ACI Sport per il Rally Italia Sardegna 2026

8 Giugno 2026 ore 16:48

NAPOLI – È ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per il Rally Italia Sardegna 2026, appuntamento del calendario internazionale rallistico. La competizione, valida per il FIA World Rally Championship (WRC), si svolgerà ad Alghero dall’1 al 4 ottobre, richiamando sull’isola migliaia di appassionati, addetti ai lavori e team provenienti da tutta Europa.

Anche per l’edizione 2026, Grimaldi Lines rinnova la propria collaborazione con ACI Sport, confermandosi partner logistico della manifestazione e offrendo condizioni agevolate a tutti coloro che desiderano raggiungere la Sardegna per assistere all’evento. Grazie alla partnership, gli spettatori potranno beneficiare di uno sconto del 30% sul costo del viaggio marittimo, esclusi diritti fissi, costi EU ETS e servizi di bordo.

L’agevolazione è valida per le prenotazioni effettuate entro il 10 ottobre 2026 e per partenze comprese tra il 21 settembre e l’11 ottobre 2026. L’offerta riguarda le rotte Livorno-Olbia, Civitavecchia-Olbia, Civitavecchia-Porto Torres e Barcellona-Porto Torres, in entrambe le direzioni.

E’ possibile effettuare la prenotazione attraverso il sito ufficiale di Grimaldi Lines e tutti i canali di vendita della compagnia, utilizzando il codice promozionale dedicato disponibile sul portale ufficiale degli organizzatori. Sul sito della manifestazione sono inoltre disponibili tutte le informazioni riservate a concorrenti, team e fornitori per il trasporto di personale, vetture da competizione e veicoli commerciali.

Per garantire un’esperienza di viaggio all’altezza dell’importanza dell’evento, Grimaldi Lines impiega sulle principali rotte per la Sardegna alcune delle unità più moderne della propria flotta. Sulle linee Civitavecchia-Porto Torres e Livorno-Olbia operano infatti le ammiraglie Cruise Roma e Cruise Barcelona, affiancate dalle navi gemelle Cruise Sardegna e Cruise Europa.

Questi cruise ferry di ultima generazione offrono numerosi servizi pensati per il comfort dei passeggeri, tra cui cabine e suite di diverse categorie, ampi spazi comuni, aree esterne con piscina, solarium e bar, oltre a palestra, centro wellness, negozi e spazi dedicati all’intrattenimento serale. Particolare attenzione viene inoltre riservata all’offerta gastronomica di bordo, caratterizzata da piatti ispirati alla tradizione culinaria italiana e preparati con ingredienti freschi e materie prime provenienti da filiere corte.

La collaborazione con il Rally Italia Sardegna rappresenta un ulteriore tassello nell’impegno del Gruppo Grimaldi a sostegno dei grandi eventi sportivi e turistici del territorio, favorendo la mobilità di appassionati e professionisti e contribuendo alla promozione della Sardegna come destinazione di rilievo internazionale.

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Parabola dello schianto imperiale americano

8 Giugno 2026 ore 14:35

Divenuta prima potenza globale, l'America si accorge di non volerne ricoprire il ruolo. La crisi d’identità devasta la nazione, segna la fine della sua egemonia e rende gli Usa depressi e inaffidabili. Pessima notizia per noi. All'impero del Numero Uno mancavano limes e cultura intesa come vocazione a regere imperio populos.

PORDENONE, TAR SOSPENDE ORDINANZE PER ABBATTERE CORNACCHIA “AGGRESSIVA”

8 Giugno 2026 ore 15:23

Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha sospeso con effetto immediato le due ordinanze del sindaco di Pordenone che disponevano l’abbattimento di una cornacchia ritenuta responsabile di comportamenti aggressivi e difensivi legati alla presenza della prole. Il provvedimento è arrivato dopo il ricorso presentato da un’associazione animalista, che aveva impugnato le due diverse ordinanze emanate dal Comune. La vicenda è iniziata nelle scorse settimane, quando una cornacchia aveva assunto atteggiamenti aggressivi nei confronti dei passanti in un’area urbana di Pordenone presumibilmente per proteggere il nido e i piccoli. Dopo alcune segnalazioni e interventi di monitoraggio, il sindaco Alessandro Basso aveva firmato un’ordinanza che autorizzava l’abbattimento dell’animale per motivi di sicurezza pubblica. Il provvedimento era stato contestato tra gli altri dalla Lav, che aveva presentato ricorso sostenendo che esistessero soluzioni alternative e non cruente. Nel frattempo il Comune aveva emanato una seconda ordinanza con contenuti analoghi.

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Zelensky scrive a Putin per un faccia a faccia

8 Giugno 2026 ore 13:08

Il presidente dell'Ucraina ha pubblicato una lettera aperta indirizzata al leader della Federazione Russa per porre fine al conflitto armato che insanguina i due paesi. I toni sono tuttaltro che generosi, ma i contenuti hanno catturato l'attenzione del Cremlino. Il nodo dei territori occupati dai russi. Prevale la stanchezza da guerra. 

Fedespedi: Effetto Iran sui traffici, nei porti italiani container in calo del 4,6%

8 Giugno 2026 ore 11:19

GENOVA – Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il conflitto in Iran iniziano a produrre effetti concreti anche sul sistema logistico italiano. È quanto emerge dai dati diffusi dal Centro Studi di Fedespedi in occasione dell’Assemblea Pubblica della Federazione Nazionale delle Imprese di Spedizioni Internazionali, svoltasi a Genova nel quadro delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario dell’associazione.

L’appuntamento, intitolato “Da 80 anni il filo che ci unisce”, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, operatori della logistica e stakeholder del settore per fare il punto sulle trasformazioni del commercio internazionale e sulle nuove sfide per la supply chain globale.

Con 1.650 imprese, un fatturato aggregato di quasi 25 miliardi di euro e oltre 60 mila addetti occupati, “il comparto delle imprese di spedizioni italiane rappresenta un osservatorio privilegiato sull’evoluzione del commercio internazionale” – ha dichiarato Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi.

I dati presentati nel corso dell’Assemblea, relativi al primo trimestre del 2026, evidenziano gli effetti delle tensioni geopolitiche sui traffici globali, ma confermano al tempo stesso la capacità di adattamento di un settore da sempre abituato a operare in scenari complessi e in continua evoluzione.

Nel dettaglio, la movimentazione dei container nei porti italiani ha registrato una flessione del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. I cali più marcati si sono registrati a Trieste (-23,6%), Savona (-14,1%) e Genova (-4,9%), mentre il porto di Napoli ha segnato una contrazione più contenuta (-3,5%). In controtendenza, invece, gli scali di La Spezia, Salerno e Venezia, che hanno chiuso il trimestre con volumi in crescita.

Il rallentamento interessa anche il trasporto aereo delle merci. Nei primi tre mesi dell’anno gli aeroporti italiani hanno movimentato circa 279.500 tonnellate di cargo, con una diminuzione del 2,4% rispetto al 2025. A incidere sono soprattutto le difficoltà operative in Medio Oriente e alcuni fattori regolatori che hanno penalizzato i flussi commerciali.

Particolare attenzione è stata dedicata al caso di Trieste. Se da un lato il porto registra una forte riduzione del traffico container a causa della riorganizzazione delle alleanze armatoriali, dall’altro cresce il traffico Ro-Ro proveniente dalla Turchia, con un incremento del 6,4% dei veicoli industriali movimentati nel primo trimestre del 2026.

Secondo Fedespedi, si tratta di un segnale che potrebbe essere collegato alla ricerca di percorsi alternativi allo Stretto di Hormuz, attraverso collegamenti terrestri che attraversano Turchia e Iraq. Una dinamica che rafforza il ruolo strategico dello scalo giuliano come porta d’accesso tra Mediterraneo, Europa centrale e Balcani.

Sul piano internazionale emerge inoltre il crescente peso della Turchia come hub logistico alternativo per le merci dirette verso l’Europa, in un contesto caratterizzato da rotte commerciali sempre più influenzate dalle crisi geopolitiche.

La Turchia si afferma oggi come partner sempre più rilevante nel Mediterraneo” – ha dichiarato il presidente di Fedespedi – “In uno scenario nel quale si aprono nuove rotte e gli equilibri logistici sono in continua evoluzione, è necessario consolidare rapporti commerciali sempre più solidi con questo Paese e promuovere alleanze strategiche in grado di agevolare il flusso delle merci”.

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DALLE DOLOMITI ALL’AUSTRIA: IL LUNGO VIAGGIO DEL LUPO MIRCO

6 Giugno 2026 ore 17:43

Si è staccato dal branco sulle Dolomiti bellunesi in primavera, e ha viaggiato alla ricerca di una compagna con cui “fondarne” uno nuovo, fino ad arrivare in Cadore e a sconfinare in Austria. E’ il viaggio di “Mirco” – riporta Ansa – un giovane lupo maschio di circa due anni e 31 chilogrammi, monitorato giorno per giorno con un radiocollare grazie ad un accordo tra il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, il Dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Sassari e l’Amministrazione provinciale di Belluno. Nell’area protetta i lupi seguiti dai ricercatori sardi sono tre, appartenenti al branco che gravita attorno all’area di Cajada, foresta all’interno del Parco. Tra marzo e maggio l’animale si è spostato all’interno del territorio del suo branco fino a quando, all’inizio di maggio, lo ha lasciato e, come fanno alla sua età, è andato in “dispersione”, alla ricerca di un nuovo territorio e di una compagna. Come spesso accade, i giovani esemplari in dispersione percorrono grandi distanze in tempi brevi. Il radiocollare di Mirco funziona regolarmente, ne registra le posizioni e consente di monitorare i suoi spostamenti. Il 9 maggio era in Cadore, vicino a Perarolo, il 12 era nei pressi di Giralba e il 14, in un solo giorno, ha superato le Tre Cime di Lavaredo ed è arrivato a nord di San Candido (Bolzano). Il 15 ha varcato il confine con l’Austria, dove è rimasto fino alla fine del mese. Ai primi di giugno è rientrato in provincia di Bolzano, esplorando l’area a sud di Lappago, per poi spostarsi nuovamente in territorio austriaco, nella valle della Zillertal dove si trova ancora oggi.

(Foto di repertorio di Gran Sasso Laga Park)

 

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RINNOVABILI, GOVERNO SBLOCCA AUTORIZZAZIONI PER 14 IMPIANTI E 530MW DI ENERGIA

6 Giugno 2026 ore 12:13

Il Consiglio dei ministri del 4 giugno ha sbloccato le autorizzazioni per 14 impianti di rinnovabili in Puglia, Basilicata, Lazio e Sardegna, per 530 megawatt complessivi, bloccati da pareri discordanti fra il ministero dell’Ambiente e le Soprintendenze del ministero della Cultura. Sette impianti – riporta Ansa – sono in Puglia: parco fotovoltaico “Apricena 02” da 25,67 Megawatt, con annesso impianto di accumulo energetico della potenza di 50 Mw nei comuni di Apricena (Foggia), e San Paolo di Civitate (Foggia); impianto agrivoltaico “Deliceto Hv” da 63,78 MWp, nei comuni di Bovino (Foggia), Castelluccio dei Sauri (Foggia) e Deliceto (Foggia); parco eolico “Borgo Fonte Rosa 2”, da 10 aerogeneratori e 47 Mw, nel comune di Manfredonia (Foggia); parco eolico da 10 aerogeneratori e potenza complessiva di 60 Mw, nei comuni di Cerignola (Foggia) e Ascoli Satriano (Foggia); impianto agrivoltaico da 28,1 Mw nel comune di Manfredonia (Foggia), in località “Borgo Fonte Rosa” e “Macchia Rotonda”; impianto agro-fotovoltaico “Cer01” da 44,715 Mw, nel comune di Cerignola (Foggia); impianto agrivoltaico “Asc05” da 55,40 Mw nei comuni di Ascoli Satriano (Foggia), Cerignola (Foggia) e Melfi (Potenza), in località Perillo-Posta Carrera-Gubito. Un impianto fotovoltaico è fra le regioni Puglia e Basilicata, nel comune di Spinazzola (Barletta Andria Trani), da collegare alla stazione elettrica di smistamento nel comune di Genzano di Lucania (Potenza). Tre impianti sono nel Lazio: impianto agrivoltaico da 25,3 Mw in Roma Capitale; impianto agrivoltaico “Ardea 26” da 14,032 Mw nel Comune di Ardea (Roma), in località “La Fossa”; impianto eolico “Parco Eolico Energia Viterbo”, da 13 aerogeneratori e potenza complessiva di 78 Mw, nei comuni di Montefiascone (Viterbo) e Viterbo. Gli ultimi 3 impianti riguardano la Sardegna: impianto eolico “Boreas” da 60 Mw, nei comuni di Jerzu (Nuoro) e Ulassai (Nuoro); mpianto fotovoltaico “Cacip_25” nel comune di Uta (Cagliari), in località Macchiareddu; impianto agrivoltaico solare “Serramanna 2” da 27,1362 Mw, nel comune di Serramanna (Sud Sardegna).

(Foto di repertorio)

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AUTOMOTIVE, PICHETTO: “ELETTRICO È FUTURO, MA POLITICA NON DEMOLISCA INDUSTRIA”

6 Giugno 2026 ore 12:06

“Il motore elettrico è il motore del futuro, non ci sono dubbi, perché è più facile da fare, ha sette volte in meno di componenti rispetto a quello termico”. L’ha detto – riporta Ansa – il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo alla Festa dell’Innovazione organizzata dal Foglio a Venezia. “L’idiozia – ha aggiunto – è la decisione da parte di un politico di come dovrebbe essere la tecnologia nel 2035. Non posso, io politico, decidere come sarà la tecnologia 15 anni dopo. E questo ha demolito il sistema automotive principe del mondo che era quello tedesco-italiano”.

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Social Cinema: il cinema gratuito riaccende i quartieri di Milano

6 Giugno 2026 ore 11:33

Milano 5 Giugno 2026 – Milano riscopre il piacere del cinema condiviso sotto le stelle.
Da giugno a settembre ritorna “Social Cinema”, la rassegna itinerante ideata da Cinevan che porterà proiezioni gratuite, documentari, incontri e momenti di socialità nei quartieri della città, trasformando cortili, parchi e piazze in luoghi di incontro e partecipazione.

Un vecchio van Volkswagen attrezzato come cinema mobile attraverserà sei quartieri milanesi per raccontare, le storie di chi ogni giorno costruisce comunità: associazioni, volontari, abitanti, educatori e realtà sociali che animano il tessuto urbano spesso lontano dai riflettori.

Il progetto prenderà il via il 9 giugno dal quartiere Muggiano, nella periferia ovest della città, insieme all’associazione Cous Cous Clan. Poi il viaggio proseguirà tra il Borgo Intergenerazionale di Greco con ABCittà, il Parco Ravizza con i volontari del NAGA, i giardini condivisi di via Gattamelata con ParteciPrato, il giardino della Fondazione IBVA, fino alle case popolari MM di via Scaldasole e viale Lombardia insieme ad Arci Fiocchi.

In totale saranno organizzate 18 proiezioni gratuite in 6 quartieri cittadini, accompagnate da 6 narrazioni video partecipate e da una selezione di film scelta insieme agli abitanti: ogni tappa ospiterà tre serate gratuite di cinema all’aperto, con una programmazione pensata per coinvolgere pubblici diversi – bambini, famiglie, giovani e anziani – accompagnata da aperitivi comunitari, tavolate condivise e occasioni di incontro tra abitanti.

 “Social Cinema” non sarà soltanto una rassegna cinematografica. Al centro dell’iniziativa ci sono anche sei brevi documentari originali dedicati ai territori coinvolti, narrati dalla giornalista Sara Zambotti e realizzati insieme alle associazioni partner. I video affronteranno temi cruciali per la Milano contemporanea: il diritto alla casa, le politiche migratorie, la cittadinanza attiva, la rigenerazione urbana e il valore degli spazi pubblici come luoghi di relazione.

L’obiettivo è semplice e ambizioso allo stesso tempo: usare il cinema come strumento culturale capace di creare connessioni sociali e riportare le persone negli spazi condivisi della città.

“Una comunità è un organismo che ha bisogno di essere nutrito per prosperare”, spiega Luca Cusani promotore del progetto. Ed è proprio questo il cuore di Social Cinema: costruire momenti di aggregazione autentica attraverso la cultura accessibile e gratuita. 

Il progetto è realizzato da Cinevan con il contributo del Bando 57 di Fondazione di Comunità Milano, in partenariato con ABCittà, Fondazione IBVA e Parteciprato, e con la collaborazione di Arci Fiocchi, Cous Cous Clan, NAGA e MM Spa.     


Programma completo su https://www.cinevan.it/social-cinema/ 


Per informazioni: 

www.cinevan.it

info@cinevan.it


+39 328 104 3876

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ORSA AMARENA: LEIDAA AMMESSA COME PARTE CIVILE, “SODDISFATTA” L’ON. BRAMBILLA

5 Giugno 2026 ore 18:23

La Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla e difesa dall’avv. Crescenzo Presutti, è tra le 24 parti civili ammesse, su poco meno di una cinquantina, nel nuovo processo per l’uccisione dell’orsa Amarena. Lo ha stabilito il giudice del Tribunale di Avezzano nell’udienza che si è tenuta oggi. La prossima è fissata per il 25 settembre.
“L’ammissione come parte civile – commenta l’on. Brambilla – è motivo di grande soddisfazione e ci consente di far valere le nostre ragioni. Si tratta di un reato gravissimo in sé e per le modalità con cui è stato consumato, di un atto crudele e insensato ai danni di uno dei simboli del Parco d’Abruzzo. L’imputato ha sparato per uccidere, non per errore o solo per allontanare l’animale. E’ giusto che il responsabile paghi per un’uccisione deliberata, aggravata dalle circostanze e purtroppo ispirata dalla retorica del grilletto facile contro i grandi carnivori e tutta la fauna selvatica”.

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PSA, MINISTRO SCHILLACI: “FOCOLAI RIDOTTI DA 31 A 1”

4 Giugno 2026 ore 17:33

“Il caso di Cuneo non ci ha colto di sorpresa. Il sistema di sorveglianza nazionale ha rilevato la positività del cinghiale alla peste suina africana e ha attivato immediatamente le procedure previste. Seguiamo con la massima attenzione l’evoluzione epidemiologica in quella provincia, che sappiamo essere un territorio di straordinaria importanza per il nostro patrimonio suinicolo”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, al question time del Senato. “Nel 2024 i focolai negli allevamenti di suini domestici erano 31; nel 2025 c’è stato un solo focolaio, così come nel 2026. Questo non è un risultato ordinario, è frutto di anni di lavoro coordinato, capillare, spesso silenzioso, che oggi ci permette di affrontare il caso di Cuneo con strumenti collaudati e con una catena di comando che funziona – aggiunge -. Il ministero opera in stretto contatto con il Commissario straordinario alla PSA, la Regione Piemonte e le autorità territoriali competenti. Su Cuneo stiamo definendo una strategia dedicata che tiene conto delle specificità epidemiologiche, ambientali e produttive del territorio. Sul fronte operativo, il Commissario straordinario ha attivato la collaborazione con l’Enci per l’impiego di cani molecolari nella ricerca delle carcasse: è uno strumento prezioso per individuare in anticipo la circolazione del virus nella fauna selvatica. Sono stati chiusi i varchi critici lungo l’autostrada Asti-Cuneo, uno dei principali corridoi di attraversamento dei cinghiali”. Inoltre, “sul fronte economico, il ministero dell’Agricoltura ha già stanziato, nel corso del 2025, 25 milioni di euro a favore delle imprese suinicole che hanno subito danni indiretti, e abbiamo chiesto alla Commissione europea l’attivazione delle misure eccezionali di sostegno al mercato previste per le emergenze da malattie animali – conclude Schillaci -. Gli allevatori, quindi, non sono soli. I numeri ci dicono che la strada imboccata è quella giusta: da 31 focolai a 1, non per fortuna ma per metodo”.

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ANIMALI MALTRATTATI NEL BOLOGNESE, RESTERANNO AGLI AFFIDATARI

4 Giugno 2026 ore 18:27

Confisca definitiva di tutti gli Animali, che sono stati assegnati in via permanente alle famiglie e alle associazioni che li avevano in affido provvisorio dal momento del sequestro. Si è concluso così, davanti al Tribunale di Bologna, il processo maltrattamento e abbandono di Animali relativo al sequestro, avvenuto nel 2025, di circa trenta onimali – tra cui cavalli, asini, cani e volatili – detenuti in gravi condizioni in una fattoria con collezione faunistica nell’entroterra bolognese. Il giudice Domenico Truppa ha inoltre stabilito per l’imputato, che era proprietario degli Animali, la messa alla prova, disponendo un programma della durata di un anno che prevede 250 ore di lavori di pubblica utilità. Horse Angels Odv, associazione per la tutela dei cavalli, ammessa parte civile nel procedimento e assistita dall’avvocato Michela Zito, aveva sostenuto nel corso dell’intera vicenda la necessità di garantire la tutela degli Animali sequestrati e la salvaguardia del lavoro svolto dagli affidatari, che li hanno accolti e mantenuti per oltre un anno senza alcun contributo economico. “La decisione mette così fine all’incertezza vissuta per molti mesi dalle famiglie, dai privati e dagli enti che hanno garantito cure veterinarie, mantenimento e assistenza agli Animali sottratti alla situazione di degrado oggetto dell’indagine”, ha spiegato Horse Angels Odv. “La confisca definitiva degli animali rappresenta il risultato più importante di questa vicenda – ha detto la presidente dell’associazione, Roberta Ravello – Dopo oltre un anno di cure e accudimento, gli Animali potranno finalmente restare nei luoghi in cui hanno ritrovato sicurezza e stabilità. Ringraziamo tutti gli affidatari che, senza alcun sostegno economico, hanno reso possibile questo risultato con il loro impegno quotidiano”.

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Serbia: Intervista con Klasna Solidarnost

4 Giugno 2026 ore 11:00

Pubblichiamo un estratto dall’intervista al gruppo anarchico serbo Klasna Solidarnost (KS) realizzata per Radio Libertaire, la radio della Federazione Anarchica Francofona (FA) con sede a Parigi, nel corso del Congresso dell’IFA che si è tenuto ad Atene lo scorso aprile, e a cui il gruppo di Belgrado ha partecipato come osservatore, chiedendo di aderire all’Internazionale. Per conoscere l’attività di KS potete consultare il sito klasol.org o il canale instagram @klasnasolidarnost. Di seguito il testo dell’intervista, condotta da Ouzo, del gruppo FA di Marsiglia, con due compagnx di KS.

Ouzo (FA): […] Potreste innanzitutto introdurre la vostra organizzazione?

KS1: Grazie per questa opportunità. Alcune rapide note sulla storia della nostra organizzazione. Klasn Solidarnost, che significa Solidarietà di Classe, è di base a Belgrado, capitale della Serbia. È stata fondata 10 anni fa. È la prima e, fino ad ora, unica organizzazione politica anarchica in Serbia.  Il nostro scopo è creare ed espandere una federazione con altri gruppi in altre città della Serbia. Siamo coinvolti in numerose lotte. La Serbia è uno dei paesi post-socialisti sottoposti ad una transizione incontrollata al capitalismo, con privatizzazioni che hanno lasciato devastata la classe lavoratrice. Centinaia di migliaia di persone hanno perso il proprio lavoro, la propria salute – molti di essi hanno perso la propria vita. Siamo su posizioni fermamente antimperialiste e anticapitaliste. La nostra opposizione alla NATO è un elemento chiave delle nostre attività. La nostra società ha fatto esperienza dei bombardamenti imperialisti della NATO. Avevo 7 anni quando hanno bombardato Belgrado. Abbiamo ricordi che ora la maggior parte delle persone in Europa vede solo nei reels sulle guerre in Medio Oriente: stai giocando fuori nel parco quando senti le sirene dei bombardamenti aerei, e corri a nasconderti nei rifugi. Per marcare l’anniversario dei  bombardamenti NATO, abbiamo appeso  uno striscione DIY su un ponte dell’autostrada, visibile da migliaia di macchine. Alcuni dei nostri membri sono fondatori e partecipanti del movimento per la Palestina in Serbia, così come in quello degli Antifascisti di Belgrado, costituito sei anni fa con lo scopo di contrastare la crescita del fascismo, ma anche di diffondere le idee dell’antifascismo e renderle più attrattive per le giovani generazioni!

KS2: KS è attiva per decostruire il mondo in cui viviamo, per distruggerlo, ma anche per costruirne uno nuovo. Molti nostri compagni hanno fondato i sindacati studenteschi orizzontali, coinvolti molti anni fa nel movimento contro gli sgomberi forzati. Ci sono state decine di azioni di successo in difesa delle famiglie minacciate di sgombero. C’è anche l’iniziativa per la mensa di solidarietà (tre volte la settimana, autogestita e autofinanziata). Molte persone che non sono politicizzate, persone ordinarie, fanno in realtà cose anarchiche, possiamo dire, partecipando a organizzazioni orizzontali basate sul mutuo appoggio e che non cooperano con le istituzioni, lo stato, partiti politici o ONG.

Riguardo alle iniziative studentesche: molti anarchici hanno partecipato ai movimenti del 2006, 2009, 2011 e 2014. In Serbia c’è un Parlamento degli Studenti che dovrebbe organizzare la vita degli studenti, ma in realtà è una istituzione che non ha altro proposito se non reclutare futuri politici. Negli ultimi due decenni, in particolare all’Università di Filosofia di Belgrado, ci sono state occupazioni e assemblee degli studenti. Sono anarchici nelle loro pratiche; ciascuno ha il diritto di parlare e di votare. È vietato parlare della propria organizzazione politica. Anche l’occupazione è azione diretta. Questo è qualcosa che ha influenzato la struttura del movimento che è emerso nel 2024.

Ouzo (FA): Grazie compagni. […] Chiedo ai compagni studenti che sono scesi in strada nelle rivolte a partire dal 2023 di condividere le loro esperienze di lotta con noi, le loro pratiche di autorganizzazione, ma anche le strutture della società capitalista che oppongono loro resistenza? […]

KS1: Quei blocchi stradali e quelle occupazioni delle università, che sono andati avanti per quasi un anno, hanno costituito uno dei movimenti più imponenti in Serbia. Ma perché? Credo che la risposta risieda nei metodi di organizzazione e di processo decisionale. Fin dall’inizio del movimento si è trattato di assemblee di democrazia diretta. Ci siamo ispirati all’esperienza dell’occupazione studentesca del Cookbook a Zagabria nel 2009. Sono stati distribuiti libri e volantini.

Nel 2023, la popolazione si ribellò contro il crimine di Stato che aveva provocato la strage di 16 persone nel crollo della stazione ferroviaria di Novi Sad. Di solito, quando si verificano crimini di Stato, le ONG e i partiti di opposizione si appropriano della lotta e la gente non è motivata a partecipare. Ma questa volta fu davvero una mobilitazione di massa. In quanto anarchici, il nostro ruolo non è quello di guidare il movimento, ma di discutere con la gente quali siano le strategie migliori. Crediamo che le persone si libereranno da sole. La prassi cambierà le loro menti.

Ma sfortunatamente, gli anarchici non erano abbastanza organizzati per essere presenti in tutte le università, e l’ideologia dominante ha prevalso. I politici dell’opposizione e le ONG opportuniste hanno cooptato le richieste degli studenti verso una richiesta di elezioni parlamentari. Ci sono, tuttavia, contraddizioni che devono essere evidenziate: queste assemblee chiedono elezioni e lo Stato di diritto, mentre si auto-organizzano in modo anarchico.

Le parti positive e progressiste del movimento esistono ancora. Ad esempio, nel caso in cui gli studenti hanno invitato i non studenti a organizzarsi allo stesso modo attraverso le assemblee di quartiere, gli zborovi. Questi gruppi esistono ancora oggi. Sono loro a portare avanti le azioni più avanzate. Ad esempio, gli scontri con la polizia. La gente ha sempre odiato la polizia, ma era solita dire che dovevamo essere pacifici. Ma dopo la violenza della polizia, queste persone hanno capito che la polizia non è nostra amica e che l’unica via è scontrarsi con la polizia. Le assemblee hanno anche organizzato proteste contro la gentrificazione, contro gli enormi progetti di sviluppo del governo (come il piano di costruire un acquario al posto di un parco). C’è stata anche una manifestazione antifa congiunta con gli studenti.

KS2: Sono testimone dei movimenti studenteschi da dieci anni. Dieci anni fa riguardavano solo il Dipartimento di Filosofia; ora coinvolgono l’intera università. Allora protestavamo contro la privatizzazione dell’università; le rivendicazioni erano di carattere sociale e anticapitalista, e miravano a rendere l’istruzione accessibile alla classe operaia. Ora queste occupazioni sono motivate dalla situazione politica del paese e sostenute da tutti i cittadini. Naturalmente le rivendicazioni sono liberali. Ma cosa possiamo aspettarci in un mondo in cui il pensiero neoliberista è così dominante? È normale che le persone credano di poter migliorare la propria vita utilizzando gli strumenti del sistema che conoscono. Ma penso che la prassi delle occupazioni stia cambiando le mentalità. È un processo; non possiamo vincere oggi, ma è un processo che ci porterà nella giusta direzione.

Ouzo (FA): Grazie per queste informazioni, compagni. Infine, riguardo alla vostra presenza al congresso dell’IFA: come vi sentite qui? Quali sono le vostre prospettive anarchiche sull’adesione all’IFA?

KS1: Innanzitutto, una breve storia che ci ha portato dove siamo oggi. Ciò è avvenuto grazie alla nostra collaborazione con l’APO (Αναρχική Πολιτική Οργάνωση, Ομοσπονδία Συλλογικοτήτων, Organizzazione Politica Anarchica, Federazione dei collettivi, federazione greca nell’IFA), che è l’organizzatrice del congresso. Abbiamo già collaborato con loro in numerose occasioni, tra le quali vorremmo sottolineare due importanti eventi in presenza a cui i nostri compagni sono stati invitati come ospiti. La prima la scorsa estate qui ad Atene per il festival dell’APO. E in ottobre a Salonicco al festival libertario organizzato anch’esso dall’APO. In quelle occasioni abbiamo partecipato a una sessione in cui abbiamo discusso del ruolo degli anarchici nella lotta di classe. Nel contesto degli omicidi di Stato in Grecia e in Serbia, in cui abbiamo individuato un filo conduttore comune a queste due tragedie.

Per quanto riguarda il congresso, parlo a titolo personale per quanto riguarda le mie impressioni, ma sono quasi certo che i miei compagni le condividano. Siamo più che onorati dell’opportunità di essere stati invitati come ospiti/osservatori partecipanti. Nel nostro discorso di apertura, abbiamo espresso il nostro fermo desiderio di aderire all’IFA. Questo perché il nostro principio fondamentale è la cooperazione anarchica internazionalista. Io stesso mi sento realizzato in un luogo come questo, dove ci sono persone provenienti da tutto il mondo, con culture diverse, storie diverse, etnie diverse, generi diversi e lingue diverse, eppure abbiamo tutti l’obiettivo comune di costruire un mondo nuovo e migliore, libero dallo sfruttamento capitalista.

KS2: Anch’io sono sempre felice di incontrare persone con cui condivido le mie convinzioni. Penso che sia davvero importante. In primo luogo, perché è quello che fanno i capitalisti e chi detiene il potere: lavorano insieme contro di noi. Noi dobbiamo fare lo stesso. Non possiamo cambiare il mondo se non ci colleghiamo a livello internazionale. In realtà mi sento molto commosso. Perché, come anarchico, a volte mi sento un utopista, che lotta per qualcosa di impossibile, ma quando incontro persone da tutto il mondo che la pensano come me, che lavorano e fanno cose anarchiche, mi sento più motivato e più coraggioso nel continuare. Ora che il mondo è alle prese con guerre e genocidi, è assolutamente essenziale essere internazionalisti. I meccanismi sono gli stessi; dobbiamo condividere le nostre strategie e le nostre diverse esperienze di lotta.

Ouzo (FA): Grazie, compagni. Parlo a titolo personale, ma so che questo sentimento è condiviso dalla Fédération Anarchiste. È un onore condividere e stringere un legame con voi e la vostra organizzazione. Siete i benvenuti in Francia. Volete dire qualche parola di chiusura?

KS: Merci, compagni, il piacere è reciproco. Per quanto riguarda lo slogan, credo che lo usiate anche in Francia: Ko seje bedu, žanje bes – Chi semina miseria, raccoglie la rivolta!

Ouzo, Federazione Anarchica Francofona, Marsiglia, Gruppo Oaï

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Il Gattablu di Scampia. Esperienze di de-istituzionalizzazione della psichiatria

3 Giugno 2026 ore 18:00

Questo testo, curato da Nicola Valentino per le edizioni “Sensibili alle foglie”, racconta l’esperienza del “Gattablu”, uno dei primi centri di riabilitazione psichiatrica e psicosociale espressione del vasto movimento basagliano nato in Campania nei primi anni ’90, durante la fase di  chiusura dell’ex Ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi, il cosiddetto “Frullone”. Un’operazione coraggiosa, affrontata con l’entusiasmo e l’ottimismo di quel momento storico, dal prof. Sergio Piro e da un gruppo di operator3 che occuparono piccole costruzioni in stato di abbandono diventate poi la casa della comunità che cura, di cui questo libro ci racconta.

Qui, come in altri centri diurni con la medesima ispirazione ideale, iniziano i processi di affrancamento dalle solitudini, si inizia ad allenare relazioni e dialogo, si potenziano strumenti e abilità che consentono di raggiungere uno stato di benessere soggettivo, sociale, e funzionale. Il Gattablu rappresenta uno snodo cruciale di quel processo di de-istituzionalizzazione che ha rivoluzionato la psichiatria e che ha contribuito e contribuisce a migliorare la vita degli utenti e delle famiglie.

I pazienti vengono coinvolti a vari livelli nella gestione delle attività del centro, anche la preparazione collettiva del cibo stimola l’attività e la tessitura di relazioni affettive. L’arte ha un ruolo centrale come forma di “autocura” , quando l’esistenza diventa difficile, è una risorsa vitale, un mondo in cui ci si rifugia e che rigenera, un’esperienza che esce dal centro ad incontrare il mondo fuori: “dall’arte reclusa all’arte pubblica”.

Le opere diventano installazioni in giardini pubblici, fanno parte di mostre e incontrano collezionisti o appassionati, sono sul carro di carnevali di quartiere a Napoli. Molte opere hanno trovato acquirenti e il ricavato di ogni vendita è andato a beneficio di tutta la comunità, nell’ottica di qualcosa di proteso verso un futuro diverso per ognun.

La vocazione inclusiva del centro, all’interno dell’ampio movimento associativo creato dal basso in quegli anni, porta il Gattablu a intessere relazioni con una vasta rete di soggetti e situazioni. Al Gattablu, (nome probabilmente derivato da un gatto che abitava le strutture, e il blu un probabile riferimento al cavallo blu basagliano), nei più di trent’anni di attività, sono state organizzate iniziative, incontri con altre associazioni, progetti con scuole, occasioni di socialità.

Il libro cerca di raccontare proprio il valore umano e sociale di questa rete di legami sociali indispensabile per la cura della sofferenza psichica, una rete che tiene insieme, come osservava Sergio Piro, sofferenza individuale e sofferenza sociale.

Per tornare sull’arte come come modo per uscire fuori dal centro diurno e aprirsi al mondo, è molto interessante la vasta produzione artistica che include dipinti, disegni, sculture, scrittura di racconti, poesie, pensieri.

La stessa ristrutturazione delle palazzine è stata impreziosita da mosaici e installazioni che, insieme a quanto è rimasto nella struttura, costituiscono un patrimonio che ha bisogno di essere innanzitutto preservato, in particolare da quando, a gennaio 2026, l’ASL ha chiuso il centro e stabilito di procedere alla demolizione delle strutture. In questa fase di regressione nei metodi della cura della malattia mentale e di tagli alla sanità, l’incontro con l’archivio “arte ir-ritata” della Coop Sensibili alle foglie, assume un particolare valore per la divulgazione e la protezione di questo patrimonio a rischio di dispersione o di appropriazione indebita. In attesa  che si apra una nuova prospettiva di esistenza per questa preziosa esperienza di cura e solidarietà.

 Il Gattablu         

Una narrazione delle attività artistiche e sociali del Centro Diurno di salute mentale di Napoli Scampia  a cura di Nicola Valentino

Edizioni : Sensibili alle foglie (pag. 109)

recensione a cura di Nadia Nardi

 

 

 

 

 

 

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BAGNOREGIO, UN GATTO UCCISO E DUE FERITI

3 Giugno 2026 ore 17:33

Un gatto ucciso a fucilate e altri due feriti gravemente a Vetriolo, frazione di Bagnoregio, in provincia di Viterbo. Le bestiole sono state colpite nei giorni scorsi da alcuni ignoti che hanno usato un’arma che spara proietti a pallini, presumibilmente un fucile da caccia. A denunciare il fatto lo stesso sindaco di Bagnoregio, Luca Profili, che si è recato personalmente sul posto per verificare i fatti per poi sporgere denuncia alle autorità competenti. “Ho voluto verificare personalmente la situazione – spiega Profili in un post-, e raccogliere informazioni utili per comprendere meglio quanto accaduto. Le conseguenze sono state drammatiche: uno è deceduto, uno degli animali ha perso un occhio, mentre un altro presenta gravi problemi alla colonna vertebrale. Episodi che non possono essere considerati semplici bravate, ma atti di crudeltà inaccettabili nei confronti di esseri indifesi”.

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Anniversario della rivoluzione spagnola. Fresco di stampa

3 Giugno 2026 ore 15:00

Zero in Condotta ha pensato di ricordare il 90° dell’inizio della rivoluzione e della guerra civile in Spagna con la pubblicazione di un testo inedito in italiano, uscito nel 2019 in castigliano e successivamente in inglese e francese.

Fresco di stampa è ora disponibile:

VERSO SARAGOZZA – CRONACA DELLA COLONNA DURRUTI 1936/1937

di Roberto Martínez Catalán

pp.176, EUR 15,00

ISBN 978-88-95950-89-1

Il 24 luglio del 1936 partiva da Barcellona una colonna armata costituita prevalentemente da aderenti alla CNT, la confederazione anarcosindacalista. Alla sua testa vi era un ‘uomo d’azione’ ben conosciuto, José Buenaventura Durruti. Erano trascorsi pochi giorni da quando lui e molti di quelli che lo accompagnavano avevano partecipato ai conflitti di piazza, sulle barricate, sconfiggendo il sollevamento militare nella capitale catalana. Ora si dirigevano verso Saragozza, importante snodo del paese, caduto nelle mani dei militari golpisti, la cui liberazione era considerata decisiva per lo sviluppo della guerra e della rivoluzione appena iniziata.

Verso Saragozza è la cronaca di questa colonna: la storia delle sue azioni, ma anche della sua organizzazione e del suo funzionamento, dalla costituzione fino all’integrazione nell’Esercito popolare della Repubblica, nel contesto del contemporaneo sviluppo politico, militare, economico della società civile: dall’evoluzione fino alla sconfitta del processo rivoluzionario iniziato a seguito del sollevamento golpista.

Basato su un’ampia documentazione costituita da fonti scritte e orali, comprese le voci, raccolte nel tempo, di numerosi protagonisti dei fatti raccontati, Verso Saragozza indaga, racconta, approfondisce molte delle problematiche affrontate dai miliziani, a partire dal rifiuto della disciplina e della gerarchia, tipiche della struttura militare, fino alla militarizzazione imposta, alla controrivoluzione montante, alle tragiche giornate del maggio 1937. Un testo che solleva riflessioni e interrogativi, utili per quanti si pongono, ancora oggi, il tema della trasformazione rivoluzionaria della società.

Roberto Martínez Catalán, professore di geografia e storia in Aragona, è autore di numerosi articoli e del libro En el comienzo. Un cuento antiteológico.

Verso Saragozza è il suo primo libro in italiano.

a cura di editrice ZIC

 

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La perla nera dei Caraibi. Cuba: scontro di poteri sulla pelle degli oppressi

3 Giugno 2026 ore 09:00

L’ipocrita accusa del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti emessa il 20 maggio contro Raùl Castro Ruz, generale dell’esercito e personalità tra le più rappresentative della Rivoluzione cubana, non ha soltanto i tratti dell’arroganza impunita di chi si sente forte e al di sopra del diritto, ma forse vuole anche essere un tentativo di dare un tocco di legittimità al criminale embargo che dura da decenni e alle ancor più vergognose misure coercitive che in questi ultimi mesi hanno colpito la popolazione inerme (240 da gennaio). La popolazione è stata soffocata da un feroce blocco energetico imposto dalla potenza egemone, il cui unico risultato sembra essere stato quello di aver fatto precipitare la quasi totalità delle masse lavoratrici ad un livello di quasi sussistenza, incalzate dalla pressante urgenza di reperire beni di prima necessità e dalla minaccia costante di un’aggressione armata.

Una lettura unilaterale, assai poco conforme al contesto in cui si svolsero i fatti, un’incriminazione priva di alcun valore legale (anche a prenderlo per vero) e di una giurisdizione in cui poterla applicare, vorrebbe far giustizia in merito a un episodio che nel 1996 portò all’abbattimento di due velivoli facenti capo a Brothers to the Rescue, organizzazione che opera con metodi violenti e ha sede a Miami. L’abbattimento avvenne dopo ripetuti sconfinamenti e violazioni dello spazio aereo cubano, infrazioni più volte segnalate dalle autorità dell’isola agli enti governativi statunitensi e da questi ripetutamente ignorati; sintomo, quantomeno, di una certa complicità se non di una vera e propria pianificazione e sovvenzione; una condotta, tra l’altro, che si inscrive nella lunga traiettoria costellata di attentati, sabotaggi e tentativi di aggressione che il governo degli Stati Uniti ha messo in opera da che nel gennaio del 1959 il socialismo di stato è stato imposto quale religione ufficiale. Un ultimo – per ora – atto di quella mai sopita, controversa e irrisolta questione che tiene occupati i due paesi da quasi settant’anni, ma che pure visto dalla prospettiva meramente giuridica del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e della Convenzione di Chicago sull’Aviazione Civile Internazionale, rientrerebbe in un’azione di legittima difesa del proprio spazio aereo contro quelli che potrebbero essere interpretati come atti di “terrorismo”, che la suddetta organizzazione avrebbe messo in pratica tra il 1994 e il 1996, in barba alla stessa legislazione statunitense. Oltretutto, questa accusa arriva dopo che le forze armate Usa per mesi hanno spadroneggiato nel Mar dei Caraibi e nel Pacifico, arrivando ad uccidere quasi duecento persone e a sequestrare il presidente del Venezuela, a corollario di una dottrina che, sostenuta da un imponente apparato bellico, cerca di applicare attraverso l’imposizione unilaterale delle sanzioni, quella pressione politica ed economica i cui scopi mirano a ridefinire gli assetti geopolitici della regione. Giustificata con le parole del procuratore generale “se uccidete degli americani, vi perseguiremo. Non importa chi siate. Non importa quale carica ricopriate”, frasi che riecheggiano da tempi storici che ritenevamo oramai tramontati ma che purtroppo oggi si ripropongono con logica spietata anche ad altre latitudini (vedi Medioriente). Questa montatura extragiudiziale che agisce su un piano politico vorrebbe essere la giustificazione delle recenti imposizioni coercitive che, operando a livello economico, producono i loro effetti devastanti direttamente sui corpi delle persone. Evidentemente questa Legge dei Poteri Economici d’Emergenza Internazionale (IEEPA), che amplia sanzioni già esistenti (tra l’altro in violazione degli articoli 1, 2 e 55 della Carta delle Nazioni Unite e della risoluzione del 1992 sulla rimozione del blocco), rientra in quella nuova fase di riassetto degli equilibri della regione che Washington sembra voglia ridefinire attraverso un protagonismo deciso e un utilizzo cinico di quelle che si mostrano come le raffinate tecniche della nuova guerra ibrida: sanzioni, dazi, strangolamento finanziario, incriminazione a livello internazionale, propaganda mediatica e uso extragiudiziale della propria giustizia. Nel frattempo però, si fa ricorso anche ai vecchi metodi con la portaerei Nimitz che scorrazza indisturbata nelle acque delle Antille, in attesa di sviluppi.

Al ritorno dal suo viaggio in Vaticano, tra le cui motivazioni non espresse figurava verosimilmente la ricerca di un’intesa col mondo cattolico, ben radicato sull’isola, il segretario di stato Marco Rubio, di origini cubane, soltanto poche ore prima dell’annuncio delle sanzioni se ne usciva con un video diretto alla popolazione oramai allo stremo: “Cuba non è governata da nessuna rivoluzione, ma da GAESA, uno stato dentro lo stato, i cui benefici sono appannaggio di una piccola élite”. Questo Gruppo di Amministrazione Imprenditoriale a cui si fa riferimento, bollato come organismo cancerogeno che parassita l’economia nazionale, incolpato dei continui black out, della scarsità di combustibile, cibo e medicine, è un consorzio imprenditoriale creato negli anni ’90 con lo scopo di captare la valuta estera, che in quei frangenti cominciava ad affluire in seguito all’apertura al turismo voluta da Fidel Castro e all’introduzione della doppia moneta (pesos e dollari). Ideato dall’allora ministro della difesa Raùl Castro, tale holding ha finito per inglobare tutta una serie di attività commerciali e finanziarie che vanno dagli hotel ai centri di immersione, dai porti sportivi alle agenzie di viaggio; dal 2010 assorbe Cimex, impresa statale dei supermercati, e centinaia di stazioni di servizio, e infine diventa proprietaria della Banca Finanziaria Internazionale, una delle più grandi del paese, arrivando a controllare il 40-70% dell’economia nazionale attraverso un impero stimato, nel 2025, in 18 miliardi di dollari. Il 7 maggio l’amministrazione Trump ha inasprito ulteriormente le sanzioni contro GAESA e la sua direttrice ufficiale Ania Guillermina Lastres Morera, adducendo il pretesto della sicurezza nazionale. Mentre  il 22 l’ ICE arrestava la sorella a Miami sotto identica motivazione, cercando così di  colpire l’esercito cubano nelle sue finanze. Quanto queste misure possano incidere realmente sulla tenuta di questo conglomerato imprenditoriale resta tuttavia un mistero, data l’estrema opacità da cui è sempre stato avvolto.

Il blocco energetico ha ridotto quasi a zero un turismo già in caduta libera, mentre le rimesse dall’estero, che nel 2019 erano stimate in 3,7 miliardi di dollari, la cifra più alta mai registrata, nel 2024 si aggiravano intorno all’ 1,1 milioni, con un crollo del 43% rispetto all’anno precedente. In parallelo, Washington si dice pronta ad offrire cento milioni di dollari in aiuti umanitari, mentre Rubio esorta la popolazione affinché si decida per un cambio di regime: “Una nuova Cuba, dove qualsiasi cubano, e non solo GAESA, possa aprire una banca o un’impresa edile”. Stessa ricetta, questa volta cucinata in salsa caraibica.

Cuba vive un periodo di decadenza che, sebbene si possa far risalire al perìodo especial degli anni ’90, vede oggi una recrudescenza senza eguali che investe la gran parte della popolazione e che è sfociata in una crisi alimentare spaventosa e in un altrettanto deplorevole crisi energetica; due aspetti di uno scenario dove il reperimento dei beni di prima necessità e i ricorrenti black out segnano le modalità e i ritmi della quotidianità. Quello che si dice del capitalismo, ovvero essere la gestione pianificata della scarsità, può a buon diritto essere applicato su scala locale anche a Cuba e al suo regime, che ha saputo far tesoro in questi decenni di tecniche di governo assai raffinate, ma che oggi vede progressivamente venir meno la sua autorevolezza grazie a un risveglio, seppur timido, delle coscienze, che si traduce in certe forme di comunitarismo o di solidarietà popolare che scandiscono l’agire quotidiano; nel mentre si va affievolendo l’immagine di padre benefattore che il castrismo ha saputo dispensare lungo tutto l’arco della sua esistenza. Di contro, però, bisognerebbe considerare anche l’altro lato della medaglia, ossia il fatto che la competizione per la sopravvivenza e le diverse manifestazioni di egoismo che l’accompagnano sono andate anch’esse aumentando. Di pari passo si è inoltre avuto un incremento dell’azione repressiva dello stato e un’estensione del raggio operativo della polizia politica, che ha portato a un aumento esponenziale delle carcerazioni e all’emersione di un vero e proprio problema carcerario, con migliaia di prigionieri politici da gestire e le complesse conseguenze sociali che questo comporta, con la sensibilizzazione di interi settori sociali contro la gestione autoritaria della cosa pubblica che interdice la benché minima possibilità di una qualche riforma, seppur blanda. Lo stato ha risposto con una serie di misure a carattere sociale per sopperire alle mancanze degli strati più disagiati della popolazione insieme ad una campagna propagandistica in grande stile nel tentativo di poter recuperare quell’aura di benevolenza che l’ha sempre caratterizzato. Ma di fatto,  quello che maggiormente definisce la gestione della sovranità continua ad essere, benché in forme più dissimulate, l’amministrazione centralizzata della paura, che può contare, oltre che su un apparato repressivo tra i più efficienti, anche sulla disaffezione generalizzata e su una pressoché totale ignoranza o disconoscimento di forme elementari di organizzazione e reazione nei confronti del dispositivo dispotico imperante; un dispositivo che può fare affidamento, oltre che sull’accaparramento delle risorse economiche e finanziarie, su un progressivo spopolamento che interessa le fasce più giovani, le quali trovano nell’emigrazione la possibilità di sottrarsi ad una condizione fattasi insostenibile ma che ha portato ad un decremento demografico e a un parallelo consolidamento del conservatorismo politico. Le deboli proteste che pur saltuariamente affiorano si limitano a qualche cacerolazo urlato a gran voce ma privo di una struttura organizzativa, espressione di una disperazione ormai endemica avvolta da fatalismo e rassegnazione, comunque ben lontane da quelle grandi manifestazioni di massa che si ebbero quattro anni fa, quando sembrava che qualcosa si stesse realmente muovendo. Le proteste antigovernative dell’11 luglio 2022 partite da San Antonio de Los Baños, poco fuori l’Avana, e da Palma Soriano, nella provincia orientale di Santiago, poi dilagate nei centri principali nel giro di ventiquattro ore, che videro riversarsi nelle strade migliaia di cittadini dei settori maggiormente precarizzati della società cubana, un evento di cui non si ricordano precedenti (se non forse il cosiddetto Maleconazo, del 1994), e che hanno portato all’arresto di 1848 persone, sono state anch’esse l’espressione di una resistenza al dominio dello stato e alle varie forme di autoritarismo imperanti che intere classi, gruppi e individui hanno cercato di opporre, nella loro complessità e anche a dispetto del tentativo di cooptazione da parte di forze esterne o straniere, con il fine di rivendicare scampoli di libertà e migliori condizioni di esistenza. È stata una spinta che è giunta dalle fasce più marginalizzate della classe proletaria, quella dei lavoratori precari, a giornata, dei disoccupati e delle moltitudini  contadine che abitano le periferie delle grandi città, arrivate sull’onda di una forte migrazione interna ma sprovviste della consapevolezza di essere classe, che però non può essere caratterizzata come movimento operaio in senso stretto, mancando di organizzazione, di forme sindacali o corporative classiche, o finanche di organismi territoriali vincolati al lavoro. Rispecchiano piuttosto la disperazione dei gruppi meno abbienti, influenzati dagli effetti delle politiche governative degli ultimi decenni che hanno portato ad una estrema atomizzazione del tessuto sociale, e dalla suggestione di un modello consumistico che arriva dall’emigrazione, soprattutto statunitense. Non si può quindi parlare di forze politiche a rigor di termini, tutt’al più di forze sociali non organizzate che si scontrano con forze di polizia, queste sì estremamente organizzate,  che nella loro opera meticolosa sono riuscite a disarticolare ogni forma di dissenso e di opposizione politica nel paese, lasciando una situazione anche peggiore ed eludendo la questione e le motivazioni che ne hanno decretato l’esplosione. Il vuoto che oggi viene avvertito, l’impossibilità sperimentata di poter operare un cambio politico dall’interno, sono con buona probabilità all’origine della grande popolarità di cui attualmente gode, ovviamente in alcuni settori, Marco Rubio, insieme all’ambasciatore Mike Hammer, e spiegano in parte il senso di impotenza sociale che avvolge l’isola. Secondo un recente sondaggio effettuato da El Toque, organo indipendente locale, sembrerebbe che la maggior parte dei cubani (56% di chi vive sull’isola e il 67% di quelli della diaspora) veda di buon occhio un intervento armato statunitense, o comunque come il male minore di fronte alla fame che avanza. L’amministrazione Trump ha avuto diverse interlocuzioni negli ultimi mesi con il presidente Dìaz-Canel e il suo consiglio dei ministri, e contatti diretti con Raúl Guillermo Rodríguez Castro, nipote del vecchio dirigente e il più zelante delle sue guardie del corpo, figlio dell’ex direttore di GAESA insignito del grado di generale da Raùl Castro per meriti nella gestione dell’azienda; il “granchio”, così soprannominato per via di una deformazione alla mano, si sarebbe incontrato più volte in Messico con il segretario di stato nordamericano. Se ciò fosse confermato, se ne potrebbe dedurre che gli USA hanno scelto di trattare con gli apparati militari, almeno con i settori maggiormente orientati agli affari, piuttosto che con quelli politici, che dopo decenni di criminalizzazione del dissenso si ritrovano ora a dover negoziare con l’unico interlocutore disponibile, ossia il potere corporativo yanqui. Nonostante la frattura che attraversa le forze armate, divise tra una fazione composta da generali anziani legati alla dirigenza politica e i quadri inferiori maggiormente esposti agli effetti della crisi (chiamati con spregio fagioli e riso, in riferimento alla loro dieta), la Casa Bianca sembra disposta ad un accomodamento, concedendo a Castro il privilegio di garantire una transizione tranquilla mentre alla cupola militare di disarticolare il vecchio sistema politico facendosi garanti del nuovo ordine; una soluzione molto auspicata dalla superpotenza, che di certo non vuole casini a 144 km dalle sue coste. In questo senso è da vedere anche la visita del direttore della CIA, John Ratcliffe, avvenuta a metà maggio, che ha alimentato le voci in merito ad una eventuale tutela di Raùl, che resterebbe a margine di qualsiasi rappresaglia, e ad un possibile cambio di regime per interposta persona, come avvenuto in Venezuela. Questa soluzione soddisferebbe Trump e il suo entourage più pragmatico, che grazie ad un tocco cosmetico favorirebbe l’ingresso mascherato del capitale nordamericano, ma assai meno l’ala più oltranzista, capitanata da Rubio, che pone tra i suoi desiderata una trasformazione radicale della società. Le parole di Marcell Felipe, direttore del Museo della Diaspora Cubana di Miami, “non abbiamo lottato per 67 anni, con prigionieri e morti, per guadagnare il diritto di investire sotto le regole di un regime comunista”, sono condivise da almeno tre deputati di origine cubana del congresso a stelle e strisce. L’ansia e il timore di molti, a Cuba e nell’esilio, è quello che sia arrivato il momento, per via di una serie di fattori: le elezioni di medio termine, la presenza a breve dei mondiali di calcio, Trump nelle vesti di colui che ha portato la democrazia, la nuova configurazione degli assetti geopolitici nell’emisfero occidentale; ma soprattutto perché  il popolo cubano non ce la fa più: i bambini non vanno più a scuola, molti non hanno di che sfamarsi, diversi gli ospedali incapacitati ad operare, gli altri si fermeranno a breve; le medicine scarseggiano mentre le malattie cominciano a mietere le prime vittime, uomini e donne disperano di una situazione sentita come surreale. Sul palcoscenico della storia di questo nuovo millennio, l’eterna commedia dello scontro di poteri si rappresenta sullo sfondo della tragedia che affama e asservisce moltitudini di proletari, oppressi e assoggettati, ma non ancora piegati, a logiche a loro estranee, i cui effetti devastanti avvertono sulla propria pelle.

Massimiliano Bonvissuto

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LUPI AVVELENATI, PROCURA INDAGA SU FITOFARMACI E FONDI EUROPEI

2 Giugno 2026 ore 18:20

Entra nel vivo l’inchiesta sui lupi avvelenati nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise tra Alfedena, Villetta Barrea, Pescasseroli e ai confini dell’area protetta in Marsica, in provincia dell’Aquila. L’indagine è portata avanti dalla Procura della Repubblica di Sulmona. Domani sarà ascoltato Dino Rossi, presidente del Cospa (Comitato agricoltori e allevatori d’Abruzzo). L’allevatore dovrebbe fornire agli inquirenti elementi utili sulle sostanze che sarebbero state utilizzate per le esche che hanno portato alla morte di almeno 23 lupi appenninici, alcune poiane e delle volpi. Tra gli elementi al centro degli accertamenti, come confermato anche da Rossi, ci saranno i dati relativi ai fitofarmaci maggiormente utilizzati in agricoltura e che dovrebbero essere stati impiegati per il veleno adoperato per sterminare i branchi. L’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo ha confermato che il veleno utilizzato per la morte dei lupi è unico, per tutti gli animali sarebbe lo stesso. Si punta alla specificazione delle colture che vengono trattate con i prodotti incriminati e di chi li utilizzi, considerando che certi tipi di sostanze possono essere acquisite solo da aziende iscritte in particolari registri regionali e chi le compra deve essere registrato. Altre analisi riguardano il dna di un’esca in particolare per risalire al proprietario. I riflettori saranno inoltre puntati sui meccanismi legati alla caccia ai contributi europei, in particolare alla posizione di chi ne è rimasto escluso a causa dell’affitto di 20mila ettari da parte dell’Ente parco.

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Modena ribelle. Contro lo sciacallaggio fascista e le intimidazioni di Stato

2 Giugno 2026 ore 18:00

La settimana tra il 16 e il 23 maggio ha visto la città di Modena trasformarsi in un terreno di scontro aperto tra il fango del razzismo di Stato e la risposta militante, autorganizzata e antifascista.

Sabato 16 maggio: la tragedia e l’attivazione della macchina reazionaria

Tutto ha inizio sabato 16 maggio. All’interno dello Spazio Sociale Libera è in corso un’assemblea per discutere l’autodifesa comunitaria contro i nuovi decreti sicurezza e la svolta autoritaria del governo Meloni. All’improvviso, la riunione viene interrotta da una notizia drammatica: un’auto a forte velocità ha travolto otto persone che stavano camminando in pieno centro, in una zona pedonale frequentata quotidianamente da ognuno di noi.

La macchina dello sciacallaggio razzista e securitario si attiva istantaneamente, non appena viene resa nota l’identità del guidatore: Salim El Koudri, trentunenne nato in Italia da genitori marocchini.

I professionisti dell’odio xenofobo si fiondano sulla tragedia per strumentalizzarla. Personaggi come Roberto Vannacci e Roberto Fiore piombano immediatamente a Modena per tenere comizi improvvisati, cercando di trasformare un dramma legato al disagio o alla fatalità in un manifesto d’odio permanente.

Questo odio xenofobo, viscerale e calcolato, non è un’anomalia: è lo strumento con cui il potere divide gli sfruttati, indicando un finto nemico per nascondere i veri responsabili della miseria sociale. Contro questa violenza verbale e antropologica, che deumanizza l’individuo in base alla sua origine, non chiediamo le ipocrite “politiche di inclusione” della sinistra istituzionale. L’inclusione di Stato è solo un’assimilazione forzata nelle logiche del capitale, un modo per rendere tollerabile lo sfruttamento purché normato. Noi non vogliamo essere inclusi in questo sistema violento; vogliamo distruggerlo attraverso la solidarietà internazionalista.

I giorni successivi: la caccia alle streghe e le intimidazioni all’avvocato

Nei giorni successivi al 16 maggio, il clima in città si fa ancora più pesante. La rabbia sociale viene scientificamente deviata dai media borghesi e dai fascisti contro un unico capro espiatorio. In questo scenario di caccia alle streghe si inseriscono le pesanti pressioni e le tutele negate alla difesa legale.

L’avvocato di Salim El Koudri, che è anche lo storico legale dello Spazio Sociale Libera, diventa il bersaglio di una campagna diffamatoria e intimidatoria senza precedenti. Non si è trattato solo di attacchi sui giornali o sui social, ma di vere e proprie pressioni politiche e minacce velate volte a isolare il legale e a colpire, attraverso di lui, l’intero tessuto politico della Modena antifascista e libertaria. Un tentativo di linciaggio che dimostra come, per lo Stato e i suoi servi, il “diritto alla difesa” sia solo un paravento ipocrita, pronto a saltare non appena un caso tocca gli interessi della propaganda razzista e dell’ordine costituito.

Di fronte a questa provocazione reazionaria, la parte autoorganizzata e antifascista della città non è rimasta a guardare, rispondendo subito con la mobilitazione, un presidio immediato e la costruzione della piazza successiva.

Sabato 23 maggio: la risposta della Modena complice e solidale

Il culmine della mobilitazione si è raggiunto sabato 23 maggio, quando le strade di Modena sono state attraversate da un corteo antifascista determinato, autogestito e partecipato. Centinaia di compagne, compagni, realtà studentesche, del sindacalismo di base e singole individualità si sono date appuntamento per respingere l’odio neofascista e le logiche securitarie dello Stato che lo spalleggiano.

A differenza di chi si limita alla sterile retorica delle celebrazioni istituzionali, la piazza ha voluto ricordare che l’antifascismo a Modena ha radici profonde, che affondano nella storica e mai sopita tradizione anarchica del territorio. Dalle barricate del passato alle lotte operaie, Modena ricorda i suoi figli libertari che hanno sempre combattuto il fascismo non in nome di una legalità borghese, ma per l’emancipazione totale delle oppresse e degli oppressi.

“La risposta della Modena complice e solidale è stata chiara,” dichiarano le realtà libertarie e antifasciste promotrici. “Il fascismo e l’odio xenofobo non si combattono delegando alle istituzioni, firmando patti per l’inclusione o difendendo carte costituzionali troppo spesso tradite dal potere. Si combattono con l’organizzazione dal basso, la vigilanza militante, il mutuo soccorso e l’azione diretta nelle strade. Di fronte alla violenza strutturale di chi propone confini, espulsioni e gabbie, noi rispondiamo con il rifiuto di ogni autorità.”

La mobilitazione si è svolta in un clima di forte compattezza e fermezza, dimostrando che la memoria della resistenza anarchica e comunarda non è un cimelio da museo, ma uno strumento vivo per bloccare ogni rigurgito nostalgico e autoritario.

Nessuno spazio al fascismo, al razzismo, ai loro servitori e a chi usa l’intimidazione per tappare la bocca ai compagni. La lotta continua nelle strade, ogni giorno.

Colby Lia. USI Modena

 

 

 

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C’è chi vede e provvede. Elezioni amministrative a Venezia

2 Giugno 2026 ore 17:00

Il risultato delle elezioni comunali di Venezia ha occupato per alcuni giorni i canali di informazione.

La vittoria del candidato del centro destra Simone Venturini è giunta inaspettata, dopo una serie di tornate elettorali in cui i partiti che hanno sostenuto il candidato sconfitto del centro sinistra, Andrea Martella, avevano superato la coalizione avversaria.

Alle elezioni europee del 2024 PD, AVS e M5S raggiungevano circa il 45%, contro il 40% complessivo del centro destra; alle regionali del 2025 le due coalizioni si sono trovate alla pari, con un leggerissimo vantaggio per il centro sinistra; infine il referendum sulla giustizia ha visto a Venezia prevalere il NO, con un’affluenza record sia in termini percentuali, sia in valori assoluti.

Le ultime elezioni comunali hanno visto la coalizione a sostegno di Andrea Martella aumentare ancora i consensi in termini assoluti, ottenendo 43.294 voti rispetto ai 40.915 delle regionali, non riuscendo però ad intercettare i voti degli elettori che sono tornati a votare.

Le spiegazioni che sono circolate si infrangono contro i dati di fatto.

L’idea che il PD abbia perso consensi a causa dell’accordo con la comunità bengalese a proposito della moschea da costruire in Terraferma si scontra con l’aumento dei voti al PD, passato dai 21.440 delle regionali ai 26.444 delle ultime comunali. Così pure attribuire la sconfitta al Movimento 5 Stelle si scontra col fatto che anche quest’ultimo ha visto aumentare i consensi rispetto alle regionali.

Anche attribuire la sconfitta alla scelta di un “politico” estraneo alla “società civile”, oppure all’uso delle reti social sono spiegazioni che lasciano il tempo che trovano, visto che i numeri ci parlano di una sconfitta del centro sinistra maturata grazie alla partecipazione di una fetta di elettorato che non aveva partecipato né alle europee del 2024 né alle regionali del 2025, una fetta di elettorato che non è stata mobilitata dai meme o da paure irrazionali, ma da un’organizzazione profondamente radicata sia nei sestieri del capoluogo sia nei quartieri e nei paesi di Terraferma; un’organizzazione che ha lanciato un progetto politico a partire dalla scelta del candidato del centro destra.

Il nuovo sindaco di Venezia, Simone Venturini, è il più giovane sindaco della città lagunare. È stato eletto da una coalizione di centro destra ed è un politico di lungo corso. Come ci informa Wikipedia, ha una formazione in diritto pubblico e diritto amministrativo ed inizia la sua carriera elettorale candidandosi alle elezioni comunali del 2010 nella lista dell’Unione di Centro a sostegno del candidato di centrosinistra Giorgio Orsoni, venendo eletto consigliere comunale all’età di 22 anni e diventando anche capogruppo. Alle elezioni europee del 2014 viene candidato per la lista Nuovo Centrodestra – Unione di Centro, ottenendo 8949 preferenze, ma senza risultare eletto. Nelle comunali del 2015 si candida con la lista Brugnaro nella coalizione di centrodestra, venendo eletto con 957 preferenze ed è nominato lo stesso anno dal neo-sindaco come assessore alla coesione sociale, al lavoro, alle infrastrutture e allo sviluppo economico della giunta comunale. Viene rieletto per un terzo mandato in consiglio comunale nelle elezioni comunali del 2020, riconfermando anche la stessa carica di assessore, a cui si aggiungono le deleghe al turismo e alle politiche della residenza.

Si tratta evidentemente di una rottura nella continuità: oltre che dalla scadenza dei due mandati, la giunta Brugnaro è stata al centro di polemiche politiche e di vicende giudiziarie. Il nuovo sindaco ha una storia personale che lo colloca in un’area politica fortemente segnata dall’influenza clericale, come dimostrano le candidature con l’UDC e il Nuovo Centro, ma altrettanto chiaramente orientata verso il centro destra e organico alla precedente amministrazione. Le deleghe ricevute come assessore da Venturini (coesione sociale, turismo e politiche di residenza) lo portano ad incrociare gli interessi e le politiche della Curia veneziana.

Non ho certo gli strumenti per individuare le cause dei fenomeni su cui si scornano commentatori più esperti di me, ma mi permetto di avanzare l’ipotesi che dietro l’elezione di Venturini ci sia un impegno non comune del Patriarcato di Venezia, impegno che ha dato un carattere meno fascista alla coalizione del nuovo sindaco, operazione favorita anche dal fatto che la presidente del consiglio non si è esposta andando a Venezia a sostenere il candidato del centro destra. Del resto, il risultato politico ottenuto dalla Chiesa all’inizio della giunta Brugnaro, con il ritiro dagli asili nido e dalle scuole dell’infanzia comunali dei libri contenenti fiabe che mostravano nuclei familiari omogenitoriali ha avuto risonanza mondiale, e non si può rischiare di gettare tutto alle ortiche permettendo che sia eletto sindaco un candidato come Martella che non si è nemmeno sposato in chiesa!

Nell’omelia tenuta il 24 maggio, primo giorno delle elezioni, il Patriarca di Venezia ha affermato che “la contrapposizione tra Babele (dove c’è un’unica lingua che diventa incomprensibile) e la Pentecoste (dove i molti e diversi linguaggi sono compresi) è il cuore del mistero dell’unità.

A Babele l’orgoglio umano tenta di costruire l’unità imponendo un’unica lingua e un’unica organizzazione. Il risultato è la confusione, l’incomprensione e la dispersione. A Gerusalemme e nella Pentecoste lo Spirito Santo scende e unisce gli uomini. Non cancella le diversità, ma le valorizza: parlando lingue diverse, tutti si comprendono nell’unico messaggio di Cristo. È l’unione nell’amore e nella differenza.”

La Chiesa è abituata a parlare per allusioni, allegorie, minacce velate che sono difficilmente interpretabili, comunque mi sembra possibile interpretare il riferimento di Babele alla coalizione che rifiuta l’egemonia dello Spirito Santo, mentre nella coalizione di centro destra è ravvisabile la Gerusalemme in cui, pur nella diversità, le varie componenti si comprendono grazie al messaggio di Cristo. Va da sé che l’interprete autentico, sia dello Spirito Santo che del messaggio di Cristo, è la Chiesa cattolica.

Se questa interpretazione è realistica, è meglio gettare alle ortiche ogni illusione su un presunto ruolo progressista della Chiesa: la gerarchia cattolica, come ogni gerarchia religiosa, si conferma custode gelosa della tradizione, sia in campo religioso che in campo sociale e, nonostante le prediche accattivanti, non può che militare nel campo della conservazione e della reazione. Dalla vicenda di Venezia si possono anche trarre indicazioni per le prossime elezioni: se il campo largo vuole governare, deve adattare il suo programma al magistero del vicario di Pietro, che si può riassumere nella raccomandazione alle classi sfruttate di garantire ai privilegiati il paradiso in terra, in cambio, un domani, del paradiso in cielo. Siamo sempre alla politica dei due tempi!

Tiziano Antonelli

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2 GIUGNO, L’ULTIMA VOLTA DELLA VICEBRIGADIERE BRICIOLA

2 Giugno 2026 ore 14:11

Anche per le mascotte arriva l’eta’ della ‘pensione’. Ma Briciola, la cagnolina entrata ufficialmente a far parte della “famiglia” della Fanfara del 4 Reggimento Carabinieri a cavallo nel 2014, difficilmente verra’ dimenticata dopo essere diventata un’attrazione fissa della parata militare del 2 giugno (e non solo). Arruolata ad un solo anno di vita, Briciola ha vissuto tutta la sua carriera (fino a conquistarsi i gradi di vicebrigadiere) all’interno della caserma di viale Tor di Quinto, coccolata da tutti e capace di muoversi con una disinvoltura sorprendente in mezzo a ‘colleghi’ animali molto piu’ ingombranti, i cavalli: la scelta cadde su di lei, meticcia ‘sfrontata’, proprio perche’ non dimostrava alcuna paura a muoversi tra gli zoccoli. Il momento clou della sua vita militare coincide con il 2015, quando davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, improvviso’ una capriola destinata inevitabilmente a diventare virale e ad allargarne a dismisura la fama. Ora, svestita la ‘divisa’, verra’ adottata da un ufficiale ma, c’e’ da giurarci, continuera’ ad essere per tutti un simbolo della Benemerita.

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Ossessioni securitarie e repressione. Il nuovo documento antiterrorismo della Casa Bianca

2 Giugno 2026 ore 14:00

A fine maggio la Casa Bianca ha diffuso il nuovo United States Counterterrorism Strategy 2026, il documento con cui l’amministrazione statunitense definisce priorità, obiettivi e strumenti della propria politica di contrasto al terrorismo. Non è una nota tecnica per addetti ai lavori. È il testo con cui Washington dichiara quali minacce considera prioritarie e quale idea di sicurezza intende affermare dentro e fuori i propri confini.

Sono sedici pagine dense di indicazioni operative e di visione politica. Si parla di cartelli della droga, jihadismo internazionale, controllo delle frontiere, cyber-operazioni, Medio Oriente e America Latina.  Ma dentro questo testo compare anche qualcosa che merita particolare attenzione, perché riguarda direttamente il terreno del conflitto politico e sociale.

Tra le principali minacce terroristiche contro gli Stati Uniti vengono infatti indicati anche i “Violent Left-Wing Extremists, including Anarchists and Anti-Fascists”. Il documento si sofferma sul tema in modo esplicito, indicando, tra le priorità strategiche, l’identificazione e la neutralizzazione di gruppi politici definiti anti-americani, radicalmente pro-transgender e anarchici.

Vale la pena soffermarsi su queste righe. Non si tratta di una dichiarazione estemporanea né di uno slogan da comizio. Si tratta di un documento ufficiale di sicurezza nazionale. Ed è proprio questo a renderlo politicamente rilevante.

Perché quando una potenza come gli Stati Uniti inserisce esplicitamente anarchici e antifascisti dentro il perimetro della lotta al terrorismo non siamo soltanto di fronte a una scelta lessicale. Siamo davanti a un segnale politico preciso, che parla agli apparati di intelligence, alle forze di polizia, agli alleati internazionali e ai governi occidentali. Un segnale che si colloca dentro un clima più ampio, in cui il dissenso sociale e politico viene trattato sempre più spesso come una questione di ordine pubblico e sicurezza.

 

Quando il nemico politico diventa una questione di sicurezza

La storia dello Stato moderno è anche la storia della costruzione del “nemico interno”. Cambiano i tempi, i governi, i nomi. Ma il meccanismo ritorna. Di volta in volta è stato il sovversivo, il bolscevico, lo straniero indesiderabile, l’anarchico, il terrorista. Figure diverse, ricondotte però a una stessa funzione politica: indicare chi viene percepito come estraneo all’ordine e presentarlo come minaccia collettiva.

Negli ultimi venticinque anni questo processo si è concentrato soprattutto attorno alla parola “terrorismo”. Dopo l’11 settembre quella categoria ha assunto un peso enorme nel lessico politico e giuridico occidentale. In suo nome sono state approvate leggi speciali, ampliati i poteri di sorveglianza, rafforzati gli apparati di intelligence. Misure nate come eccezionali sono diventate ordinarie.

Oggi quel paradigma sembra allargarsi ancora.

Nel documento della Casa Bianca non si parla soltanto di reti jihadiste o organizzazioni armate transnazionali. Compare qualcosa di ulteriore: il conflitto sociale entra esplicitamente nel linguaggio della sicurezza nazionale. L’anarchismo, l’antifascismo militante e più in generale la radicalità politica vengono nominati come elementi di una minaccia da monitorare e neutralizzare.

Non è soltanto un passaggio lessicale. È un passaggio politico.

Quando il dissenso viene letto attraverso la categoria della sicurezza smette di essere percepito come espressione di conflitto sociale o opposizione politica e viene ricollocato dentro il campo dell’emergenza. Non più avversario politico, ma possibile fattore di destabilizzazione.

Ed è proprio qui che il confine si fa sottile. Dove finisce la repressione di comportamenti violenti e dove comincia la gestione securitaria del dissenso? È una domanda che riguarda gli Stati Uniti, ma parla molto da vicino anche all’Europa di oggi.

 

Dall’America all’Europa: lessici diversi, stessa direzione

Sarebbe troppo semplice immaginare un passaggio diretto dagli Stati Uniti all’Europa. I contesti politici sono diversi, come diverse sono le tradizioni giuridiche e istituzionali. Eppure, osservando il quadro complessivo, una tendenza comune emerge con chiarezza.

Negli Stati Uniti il linguaggio è quello della counterterrorism strategy. In Europa il vocabolario cambia: sicurezza pubblica, controllo delle frontiere, ordine urbano, contrasto all’estremismo. Le parole sono diverse, ma spesso la direzione politica appare la stessa.

Il dissenso sociale e politico viene trattato sempre meno come parte fisiologica del conflitto democratico e sempre più come questione di sicurezza. Mobilitazioni, picchetti, occupazioni e proteste vengono sottratti al terreno del confronto politico per essere ricondotti a quello dell’ordine pubblico o dell’emergenza.

Il conflitto smette così di essere letto per ciò che esprime — una frattura sociale, una rivendicazione, un bisogno — e viene tradotto nel linguaggio del rischio da contenere.

È in questo slittamento che il conflitto viene progressivamente depoliticizzato. Non lo si affronta più sul terreno sociale o politico, ma attraverso il diritto penale, gli apparati di polizia, la sorveglianza preventiva.

Il risultato è che ciò che dovrebbe aprire uno spazio di discussione viene sempre più spesso trattato come un problema di sicurezza. E il dissenso, da espressione di conflitto, diventa fattore di disordine e oggetto di controllo.

 

Il caso italiano

In Italia questo processo non nasce oggi. Ha radici profonde, ma negli ultimi anni ha trovato nuova accelerazione e nuova legittimazione politica.

Il lessico dei cosiddetti “decreti sicurezza” ha spostato progressivamente il baricentro del discorso pubblico: ciò che un tempo veniva letto sul terreno sociale o politico viene sempre più spesso tradotto in termini di sicurezza, ordine pubblico, emergenza. Il conflitto finisce così per essere raccontato non per ciò che esprime — rivendicazione, opposizione, resistenza — ma per il disturbo che produce rispetto all’ordine esistente.

Non riguarda un solo movimento. Il fenomeno è più ampio e coinvolge realtà molto diverse tra loro: migrazioni, occupazioni abitative, conflitti territoriali, picchetti operai, mobilitazioni ecologiste, reti di solidarietà.

Il punto non è soltanto l’inasprimento delle sanzioni o la repressione di singoli comportamenti. C’è qualcosa di più profondo: la costruzione di una cultura politica dell’ordine in cui chi interrompe la normalità sociale viene facilmente trasformato in problema di sicurezza.

Così il dissenso smette di apparire come espressione di un conflitto reale e viene raccontato come minaccia collettiva. Non più voce scomoda nello spazio pubblico, ma elemento da contenere, isolare, prevenire. Ed è in questo slittamento — spesso graduale, quasi impercettibile — che si misura uno dei cambiamenti politici più evidenti di questi anni.

 

Una convergenza politica che viene da lontano

Sarebbe eccessivo parlare di una regia unica. Ma è difficile non vedere, tra Stati Uniti ed Europa, una convergenza politica e culturale sempre più evidente.

Cambiano i governi, i sistemi istituzionali, i lessici. Ma il quadro generale presenta tratti comuni. La sicurezza diventa terreno privilegiato della costruzione del consenso. L’ordine viene contrapposto al conflitto, la stabilità al dissenso, il controllo alla libertà di movimento e di organizzazione. Tutto ciò che eccede il perimetro della normalità governabile tende a essere ricondotto al linguaggio della minaccia.

Su questo terreno la destra contemporanea ha costruito una parte importante della propria egemonia. Promette protezione, ma spesso produce controllo. Invoca sicurezza, ma finisce per restringere lo spazio del conflitto legittimo e allargare quello della sorveglianza. Non reprime soltanto comportamenti: ridefinisce ciò che può essere percepito come pericoloso.

Per il movimento anarchico tutto questo ha qualcosa di profondamente familiare.

Negli Stati Uniti la criminalizzazione dell’anarchismo non è una novità. La storia americana l’ha già conosciuta: dopo Haymarket, durante le Palmer Raids del 1919-1920, nel clima politico e giudiziario che accompagnò il processo e l’esecuzione di Sacco e Vanzetti. Ogni volta il meccanismo si ripresenta con forme diverse ma secondo una dinamica riconoscibile: si costruisce un’emergenza, si rafforzano gli strumenti repressivi, si amplia il perimetro del bersaglio.

E quel perimetro raramente resta confinato ai primi colpiti.

È questa la lezione che la storia continua a consegnarci. Quando il dissenso viene trasformato in questione di sicurezza non è in gioco soltanto il destino di una minoranza politica. Si restringe, poco alla volta, lo spazio di libertà di tutte e tutti.

Per questo leggere oggi con attenzione un documento come lo United States Counterterrorism Strategy 2026 non significa soffermarsi su un dettaglio della politica americana. Significa osservare una tendenza più ampia del nostro presente. Perché ciò che oggi viene nominato come minaccia può diventare domani il confine della libertà di tutte e tutti.

Totò Caggese

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Ode al moto perpetuo  

2 Giugno 2026 ore 12:00

Io canto l’equilibrio del moto perpetuo
Io canto la vita che si muove silente
Io sussurro nell’aria in cui circolo e nuoto
Io mi avvito per strade, seguo tutta la gente
E fra tutta la gente porto il genio fecondo
Dell’ingegneria che sconfigge la fretta
Senza strepito o fumi che inquinino il mondo
Lode eterna, signori, per la mia bicicletta.
Lode eterna al pedale, al manubrio, alla ruota
Al fanale di dietro, alla dinamo avanti
Al campanellino, alla sua unica nota
Alla voce argentina che vi squilla l’attenti.
State attenti che questo è il vero progresso
Ed è il nesso che lega una tecnologia
Che senza ridurre il mondo ad un cesso
Ti moltiplica la tua stessa energia.

“La rivoluzione – compagni – arriverà in bicicletta”
Suola e pedale
Questo è il vero ideale.
Senza fretta – compagno – boicotta il motore
Senza fare rumore
Calpesta il potere.
Occhio al ginocchio
È lo stinco che stendo.
La rivoluzione sta già pedalando!

Il vibrante mormorio della ruota dentata
Dente a dente si insinua, dente a dente incatena
La catena trattiene l’energia liberata
E la libra veloce, precisa e serena
E la bicicletta – metaforicamente –
Simboleggia una vita che non sia foglia al vento
Ma passione e pensiero, sia corpo e sia mente
In cui si resta in piedi finché c’è movimento.
Circolare a tutti i movimentisti
Lettera aperta a chi vive lottando:
Ciclicamente, internazionalisti
Unitevi in ogni parte del mondo!
Non avrete da perder le vostre catene
Ma da stenderle fra le due ruote in tensione
Libertari, anarco-ciclisti conviene
Arrivarci a pedali alla rivoluzione!

“La rivoluzione – compagni – arriverà in
bicicletta!”
La salita ora è pesa
Verrà la discesa!
Senza fare rumore  boicotta il motore
Senza fare rumore
Calpesta il potere.
Occhio al ginocchio
È lo stinco che stendo
La rivoluzione sta già pedalando!

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RISAIE, STUDIO: NEGLI ULTIMI 60 ANNI RADDOPPIATE LE EMISSIONI DI GAS SERRA

1 Giugno 2026 ore 17:00

Le emissioni di gas serra provenienti dalle risaie sono raddoppiate negli ultimi 60 anni, ma modifiche pratiche alle aziende agricole potrebbero ridurre le emissioni di metano e contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici globali senza diminuire la produzione alimentare. È quanto riporta oggi – riporta Gea – un team di scienziati del Boston College sulla rivista Nature Food. Il riso nutre più della metà della popolazione mondiale, ma ha un impatto climatico sempre maggiore. Le risaie allagate emettono metano e protossido di azoto, due potenti gas serra. Con l’intensificarsi della coltivazione del riso a livello globale, comprendere la sua impronta di metano – e come ridurla senza compromettere la sicurezza alimentare – è diventata una priorità mondiale.

(Risaia, foto Hong Son su Pexels)

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ROMA, CAVALLI IN FUGA: SOSPESI DA PARATA I 4 VIGILI CHE HANNO ESPLOSO I BOTTI

1 Giugno 2026 ore 18:52

I quattro vigili urbani di Roma che hanno esploso alcuni fuochi d’artificio al termine delle prove della parata del 2 giugno, causando la fuga di diversi cavalli, non parteciperanno alla sfilata del plotone in moto e non saranno sostituiti, per mancanza di tempo nel preparare altri agenti. Inoltre – riporta Nova – essendo in forze al Gruppo pronto intervento traffico, sono stati sottratti dai servizi in strada e messi a disposizione delle necessità d’ufficio del corpo della polizia locale della Capitale. Oggi, il comandante Mario De Sclavis, ha promesso “inflessibilità” sui provvedimenti al termine delle indagini, per le quali però “ci vuole tempo, non possiamo correre sugli accertamenti, la vicenda è importante e delicata, dobbiamo fare le cose con calma e bene”. Nei video circolati online si vedono quattro agenti della locale che accendono alcuni fuochi d’artificio e poco dopo diversi cavalli fuggono sulla via Cristoforo Colombo: gli animali, imbizzarriti, hanno ferito tre militari dell’esercito e una poliziotta, oltre a causare diversi danni, inclusi quelli ad alcune auto in sosta. Al momento la procura non ha aperto alcun fascicolo, ma non è escluso che possa farlo nei prossimi giorni. Nel frattempo, la polizia locale sta svolgendo una indagine interna. “Non ci sono iscritti nel registro degli indagati, attendiamo eventuali comunicazioni dalla Procura – ha aggiunto De Sclavis -. Non ho avuto alcun colloquio e confronto con i 4 agenti che hanno esploso i fuochi d’artificio perché stiamo conducendo una indagine interna e un colloquio privato sarebbe vietato dalla legge”.

“Allo Stato Maggiore non risulta l’abbattimento di nessun cavallo” appartenente ai reparti militari. “I cavalli infortunati sono 6/7 ma hanno riportato lesioni lievi”. Lo ha detto – riporta Ansa – il comandante della polizia locale di Roma Capitale, Mario De Sclavis, in merito all’incidente provocato dall’accensione di fuochi d’artificio da parte di un vigile urbano in compagnia di altri colleghi, che ha innescato la fuga di 30 cavalli.

(Frame dei cavalli in fuga)

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COMMISSIONE UE: TABELLA DI MARCIA PER ELIMINARE LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE

1 Giugno 2026 ore 14:38

La Commissione Europea ha lanciato una tabella di marcia per eliminare gradualmente la sperimentazione sugli animali nelle valutazioni di sicurezza chimica, delineando una transizione verso tecniche che non prevedono l’utilizzo di animali. Con 22 azioni suddivise in tre pilastri – riporta Adnkronos – spiega la Commissione in una nota, la tabella di marcia prevede la graduale sostituzione della sperimentazione animale nelle valutazioni di sicurezza chimica in 15 settori, tra cui sostanze chimiche per usi industriali e di consumo, pesticidi e biocidi, prodotti farmaceutici e additivi per alimenti e mangimi. Il primo pilastro si concentra sulla realizzazione del cambiamento verso l’eliminazione graduale dell’uso di animali. Le azioni previste mirano ad accelerare lo sviluppo e l’adozione di approcci che non prevedono l’utilizzo di animali.

(Foto di repertorio)

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BOLOGNA, CORSO DI FORMAZIONE CON “PATENTINO” PER I PROPRIETARI DI GATTI

1 Giugno 2026 ore 09:38

Per la prima volta in Emilia-Romagna prende il via un corso di formazione per proprietari di gatti. Un ciclo di incontri al termine del quale si potrà ottenere un vero e proprio ‘patentino’. Il progetto – riporta Dire – è stato ideato a Ozzano nell’Emilia, in provincia di Bologna, e a organizzarlo è la Pro Loco insieme ad Alma Mater, Regione, Ausl di Bologna e Ordine provinciale dei Veterinari. Il corso, totalmente gratuito e destinato non solo ai residenti di Ozzano, ma a chiunque sia interessato, sarà condotto dalla veterinaria Giulia Bompadre in collaborazione con Daniele Zambelli della Clinica ostetrica veterinaria. Per partecipare basta presentarsi al primo incontro, tutti gli appuntamenti si svolgeranno nella Sala del Consiglio comunale di Ozzano nelle giornate del 10, 17 e 24 giugno e 1 luglio, dalle 18.30 alle 20.30. Il corso, spiega il Comune, è “pensato per approfondire il benessere, i bisogni comportamentali e la corretta convivenza con il gatto domestico in continuità con esperienze già avviate in altre città italiane”. Durante il ciclo di incontri saranno affrontati temi importanti per la salute e il comportamento del gatto domestico come “emozioni, benessere e arricchimento ambientale”, ambiente salutare, sistemi di comunicazione, problemi comportamentali e aggressività, “stress da trasporto e manipolazioni”, rapporto coi bambini e sterilizzazione.

(Foto di repertorio)

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GIORNATA NAZIONALE DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI: IL CONTRIBUTO DELLA LEGGE BRAMBILLA

1 Giugno 2026 ore 12:55

“La definizione degli animali come esseri senzienti, portatori di diritti, da tutelare in via diretta; l’innalzamento delle pene edittali che finalmente aprirà le porte del carcere; l’incremento di un terzo delle pene per i crimini commessi su più animali, in presenza di minori, o diffusi online; l’istituto dell’affido definitivo nel corso del procedimento che consente di togliere subito gli animali ai loro maltrattatori (anche presunti) e il divieto del barbaro uso di tenere il cane alla catena”.

Sono alcuni degli effetti giuridici già prodotti dalla legge Brambilla, che rappresenta il miglior modo per celebrare questa importante festa in loro onore: una legge che inasprisce le pene per i reati a carico degli animali e che sarà la base, nei tempi della giustizia, per sentenze finalmente severe contro chi maltratta e uccide gli ultimi degli ultimi. Lo ricorda l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, in occasione della Giornata nazionale dei diritti degli animali, che sottolinea il contributo della legge all’effettivo riconoscimento dei diritti degli animali in quanto esseri senzienti.

“Con particolare favore – aggiunge – è stata accolta, dalle forze dell’ordine e dagli animalisti, la norma sull’affido definitivo nel corso dei procedimenti per uccisione di animali, maltrattamenti, combattimenti e manifestazioni vietate. Grazie a questa innovazione le associazioni hanno potuto, dietro cauzione, chiedere al giudice di vedersi assegnati gli animali sequestrati, per assicurare loro effettiva protezione, buona salute e la prospettiva di un’adozione. Il meccanismo ha trovato la prima applicazione nel luglio 2025 con un maxisequestro di animali maltrattati a Trieste e poi in tutti i principali casi del genere, nei quali LEIDAA è intervenuta direttamente, da Palermo a Ponzano Romano, dove 200 husky erano imprigionati in un casolare. Impossibile dire quanti (sicuramente tanti) sono i cani finalmente liberati dalla catena né quanti sono i processi che saranno decisi sulla base della nuova legge. La riforma Brambilla permette tra l’altro di utilizzare nella fase delle indagini, in alcuni casi, strumenti incisivi come intercettazioni telefoniche e misure cautelari. Ma soprattutto, lo vediamo ogni giorno, ha stimolato la sensibilità collettiva, già forte nella nostra società, e le segnalazioni relative a questo tipo di reati, non più “di serie B” ormai, si sono moltiplicate”.

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VENEZIA, TRAFFICO ILLEGALE DI CANI E GATTI SCOPERTO ALL’AEROPORTO

1 Giugno 2026 ore 11:31

Un traffico illegale di cani e gatti è stato scoperto da personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dai finanzieri del Gruppo Tessera in servizio all’Aeroporto “Marco Polo” di Venezia. I militari – riporta LaPresse – hanno intercettato nello scalo aeroportuale un cittadino italiano arrivato da Mosca e Istanbul con al seguito quattro cuccioli, tre cani di razza Pomerania e un gatto di razza Maine Coon. In un primo momento, la documentazione esibita (passaporti francesi per i cani e passaporto polacco per il gatto) è apparsa autentica, ma i successivi approfondimenti hanno permesso di scoprire un traffico illecito di animali da compagnia destinati alla successiva commercializzazione. L’immissione dichiarata “non commerciale” di animali da compagnia, oltre all’evasione dei diritti di confine, consente – a chi la attua – di introdurre l’animale evitando di fornire garanzie sanitarie supplementari, come il necessario rispetto dei requisiti sanitari dell’allevamento di provenienza, di evitare la visita veterinaria dell’animale e la somministrazione dei vaccini prescritti dalla legge. Gli ulteriori accertamenti – svolti unitamente ai veterinari del Ministero della Salute – hanno permesso di appurare che non erano stati somministrati i vaccini necessari per l’ingresso nell’Unione Europea: i passaporti utilizzati per il trasporto dei cuccioli erano stati falsificati per eludere i controlli e i chip utilizzati come dispositivi di identificazione non erano conformi alle normative europee. L’uomo è stato denunciato a piede libero e i cuccioli, una volta accertato il loro stato di salute dalle autorità sanitarie, sono stati sequestrati e affidati in custodia giudiziale.

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Radio Gaza #39 – “Una nuova operazione di terra israeliana è ormai inevitabile”

31 Maggio 2026 ore 07:03

  Guarda la puntata:   (Radio Gaza, in inglese e arabo, può essere seguita attivando i sottotitoli automatici in italiano di YouTube)   (Radio Gaza, in inglese e arabo, può essere seguita attivando i sottotitoli automatici in italiano di YouTube)   <<L’assenza dei vertici ha ripercussioni politiche, ma sul campo e dal punto di vista […]

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Karaganov: “Il conflitto è già una guerra mondiale”. La visione strategica russa tra escalation, deterrenza nucleare e fine dell’ordine occidentale

30 Maggio 2026 ore 12:03

Di Nicola Bielli   In una lunga intervista rilasciata presso il podcast del Prof. Glenn Diesen , il politologo russo Sergey Karaganov delinea un quadro radicale del conflitto globale: guerra già in corso a livello sistemico, crisi dell’Occidente, fine della diplomazia tradizionale e necessità di una nuova dottrina strategica russa. Le sue affermazioni includono scenari […]

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La Regione Campania chiude alle relazioni con Israele. Ma si fa sul serio?

30 Maggio 2026 ore 08:03

  Di Francesca Picone per ComeDonChisciotte.org   Grazie. Di che? Si usa rispondere nel gergo comune. Interessante epistemologia. Oggi è il caso di ribaltare questo gergo e rifletterci su. No grazie. Di che? La Regione Campania chiude alle relazioni con Israele1. Bene. Quali? C’è da premettere e contestualizzare: Napoli è storicamente vicino ai palestinesi. Napoli […]

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Mosca alla Nato: “Non avete alcuna prova che il drone precipitato in Romania sia russo” 

29 Maggio 2026 ore 22:49

  RT.com   La Romania non ha fornito alcuna prova che il drone che ha colpito un edificio residenziale nella città di Galati provenisse dalla Russia, ha dichiarato a RT l’ambasciatore di Mosca a Bucarest, Vladimir Lipaev. Venerdì un drone carico di esplosivi ha colpito il decimo piano di un condominio nella Romania orientale, vicino […]

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L’inguardabile incriminazione di Raúl Castro e le illegali mire USA su L’Avana

29 Maggio 2026 ore 16:03

  Di Alessandro Fanetti, cese-m.eu    “Non accarezzate se avete le mani sporche di ipocrisia.” Rita Godino     L’incriminazione del novantaquattrenne Raúl Castro viene presentata dall’élite USA come un atto di giustizia internazionale, ma per chiunque abbia anche solo un briciolo di buon senso appare invece come l’ennesima operazione politica costruita per portare alle […]

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L’ex Ambasciatore Bruno Scapini: “Un’Italia sovrana e neutrale è possibile”

29 Maggio 2026 ore 12:03

  Federico Dal Cortivo per l’Adige di Verona ha intervistato l’Ambasciatore Bruno Scapini, che ha ricoperto numerosi incarichi all’estero, per ultimo Ambasciatore d’Italia in Armenia e in Italia quale Ispettore del Ministero degli Esteri e come Capo del Dipartimento degli Italiani nel Mondo presso la Presidenza del Consiglio. Si è sempre impegnato nel sostenere la causa […]

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Vannacci e il ciclo del catalizzatore: come il sistema produce i suoi oppositori

29 Maggio 2026 ore 08:03

  anotherworld.network   Ogni sistema politico che attraversa una crisi di legittimità produce, con la puntualità di un meccanismo industriale, la figura che chiameremo catalizzatore: qualcuno che raccoglie la diffidenza accumulata, la canalizza in energia elettorale, e la restituisce al sistema in forma utilizzabile. Il Vannaccismo — il fenomeno politico costruito attorno alla figura del […]

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La diplomazia messa alla prova

29 Maggio 2026 ore 07:03

  Di Movisol.org   Lo scorso 26 maggio, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha aperto la sessione speciale del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con il tema: “Difendere gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e rafforzare il sistema internazionale centrato sull’ONU”. Non vi è dubbio che tali principi […]

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Gli Usa fomentano in Europa gruppo terroristico modello ISIS: in Albania il Mek recluta bambini soldato

29 Maggio 2026 ore 05:03

  Di Alireza Niknam Teheran –   Sebbene siano trascorsi anni da quando il gruppo terroristico Mujahedin-e-Khalq (MEK) ha lasciato l’Iraq per trasferirsi in Albania, documenti recentemente trapelati rivelano che questo gruppo non solo non ha abbandonato le sue attività terroristiche, ma sta ora cercando di modificare la propria struttura ideologica e compositiva in Europa, […]

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Israele ha smesso di “Sparare e piangere”

28 Maggio 2026 ore 19:03

  Di Muhannad Ayyash, aljazeera.com   Nelle ultime rivelazioni sulle brutali torture inflitte da Israele ai prigionieri palestinesi, che includono stupri e violenze sessuali, il mondo ha avuto un altro assaggio dell’orrenda realtà della vita palestinese sotto l’infinita occupazione colonialista israeliana. Chiunque abbia un briciolo di elementare decenza umana si sente inorridito, infuriato e sconvolto […]

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Il prezzo dell’obbedienza. La Bielorussia è l’ultima chance europea?

28 Maggio 2026 ore 12:03

  Di Massimiliano Bonavoglia   Costi e ricavi: chi incrementa guadagni netti e chi perde in UE?  Come appare il sogno europeo, se viene applicato ai conteggi economici? L’Unione europea ha una cassa, comune da cui si ricava il bilancio: ogni Paese versa capitali che l’UE spende sui territori (strade, agricoltura, ricerca, fondi di coesione, […]

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Intelligenza artificiale senza freni? Così funziona nel mondo

28 Maggio 2026 ore 08:03

    Di Glauco Benigni   A seguito della presentazione dell’Enciclica sull’IA, da parte del Vaticano, si sono accesi i riflettori sullo stato dell’arte delle diverse normative nei maggiori Paesi . Vediamo fino a che punto gli Umani hanno finora “limitato” le infinite potenzialità di Sua Maestà l’Algoritmo. Il panorama della regolamentazione globale sull’Intelligenza Artificiale […]

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Fertilizzanti alle stelle: agricoltori assediano l’Europa temendo il collasso

28 Maggio 2026 ore 07:03

Invece di invocare la sovranità alimentare italiana, ossia NAZIONALE, si invoca soltanto quella “europea”, come se essa fosse stata da sempre un obiettivo dei nostri decisori eurocrati Ue, e non il contrario. Significativo comunque il contributo che segue, perchè il tema è davvero importante e urgente.     circulareconomyletstalk.it Prezzi dei fertilizzanti fuori controllo: protesta […]

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Proiezione del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, presso il Cinema Teatro 4 Mori

27 Maggio 2026 ore 09:20

Proiezione del film "C'è ancora domani" di Paola Cortellesi, presso Cinema Teatro 4 Mori

In occasione dell’80º anniversario della Repubblica italiana e del voto alle donne, ISTORECO, insieme ad ANPI, ANPPIA, ANED e al Cinema Teatro 4 Mori, invita la cittadinanza alla proiezione del film C’è ancora domani di Paola Cortellesi, che si terrà lunedì 1 giugno 2026 alle ore 21 presso il Cinema Teatro

4 Mori di Livorno con ingresso gratuito.

 

C’è ancora domani racconta, con forza e sensibilità, la condizione femminile nell’Italia del dopoguerra con una narrazione incentrata su una figura del popolo vessata in famiglia dall’atteggiamento arrogante e violento del marito e del suocero, due esemplari del peggiore, ed ancora attuale, patriarcato. Il marito non desidera che la moglie vada a votare e la protagonista si organizza per esercitare questo nuovo diritto. Prima tappa di un lungo cammino verso il riconoscimento dei diritti, da quello del voto, a quello della parità salariale per eguale lavoro, a quello dell’aborto, così come il diritto di ricoprire qualsiasi ruolo nell’ amministrazione dello Stato.

Riproporlo significa sollecitare una riflessione su quanto quella conquista abbia trasformato il Paese e su quanto ancora sia necessario impegnarsi per una piena ed egualitaria cittadinanza democratica.

La serata sarà introdotta dai saluti delle autorità e dal Presidente di ISTORECO, Claudio Massimo Seriacopi. Seguiranno un intervento di Catia Sonetti, Direttrice di ISTORECO, e della Prof.ssa Chiara Tognolotti, storica del cinema (Università di Pisa).

Piscine a Milano: aperture e guida completa per sfuggire al caldo

26 Maggio 2026 ore 17:25

Milano sta vivendo uno dei finali di maggio più caldi degli ultimi anni e la corsa alle piscine è già iniziata. Con temperature oltre i 30 gradi e afa in aumento, molti impianti cittadini hanno anticipato la stagione estiva, mentre altri stanno ultimando lavori e riaperture in vista di giugno.

Tra piscine comunali, centri balneari storici e villaggi acquatici nell’hinterland, ecco la guida aggiornata alle piscine aperte a Milano nell’estate 2026, con orari, situazione delle riaperture e link utili.

Le piscine già aperte a Milano

Piscina Cozzi

La storica piscina liberty di Porta Venezia è già pienamente operativa ed è una delle più frequentate di queste settimane. Centrale, facilmente raggiungibile e perfetta per chi vuole nuotare prima o dopo il lavoro.

Orari attuali

  • Lunedì: 06:30 – 16:00
  • Martedì: 06:30 – 15:30
  • Mercoledì: 06:30 – 16:00
  • Giovedì: 06:30 – 15:30
  • Venerdì: 06:30 – 16:15
  • Sabato: 07:00 – 09:30 / 12:00 – 15:00
  • Domenica: 10:00 – 14:00

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Piscina Cardellino 

Resta una delle piscine comunali più utilizzate nella zona ovest della città, soprattutto da famiglie e sportivi.

Orari attuali

  • Lunedì: 10:00 – 16:30 / 20:30 – 21:30
  • Martedì: 09:30 – 16:30 / 20:00 – 21:30
  • Mercoledì: 10:00 – 16:30 / 20:00 – 22:00
  • Giovedì: 10:00 – 16:30
  • Venerdì: 09:30 – 16:30 / 19:30 – 21:00

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Piscina Sant’Abbondio

Nel sud di Milano è una delle piscine più frequentate per il nuoto libero estivo.

Orari attuali

  • Lunedì: 09:30 – 15:30
  • Martedì: 10:00 – 17:00 / 19:30 – 21:30
  • Mercoledì: 10:00 – 17:00 / 20:00 – 22:00
  • Giovedì: 09:30 – 17:00 / 19:45 – 22:30
  • Venerdì: 10:00 – 16:30
  • Sabato: 13:00 – 16:00

Piscina Solari

Molto amata da chi vive tra Navigli e zona Tortona, è una delle strutture con gli orari più estesi.

Orari attuali

  • Lunedì: 06:30 – 15:30
  • Martedì: 06:30 – 15:30 / 20:15 – 22:15
  • Mercoledì: 06:30 – 16:30 / 20:45 – 22:45
  • Giovedì: 06:30 – 15:30
  • Venerdì: 06:30 – 15:30 / 19:15 – 21:15
  • Sabato: 07:00 – 09:00 / 13:00 – 18:00
  • Domenica: 10:00 – 16:00

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Piscine Jacarandà – Milano

Alternativa più tranquilla rispetto ai grandi centri balneari, sempre più popolare per chi cerca relax e meno folla.

Orari attuali

  • Lunedì – Venerdì: 08:00 – 20:30
  • Sabato: 09:00 – 17:00
  • Domenica: 09:00 – 13:00

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I grandi centri estivi già pronti

Idropark Punta dell’Est Village

A Segrate resta il grande classico dell’estate milanese: piscine all’aperto, scivoli, aree verdi e giornata intera stile parco acquatico.

Orari

  • Lunedì – Venerdì: 11:00 – 19:30
  • Sabato e Domenica: 10:00 – 19:30

Le piscine che apriranno nelle prossime settimane

The Village Summer Pool

The Village Summer Pool a Sesto San Giovanni non è solo una piscina è una location unica, un resort in città dove trascorrere ore in completo relax da solo o con la tua famiglia dimenticandosi la frenesia della città, dove tutto è semplice e a portata di mano.

Bagni Misteriosi 

La struttura del Teatro Franco Parenti sta completando i preparativi per la stagione estiva 2026. L’apertura completa è prevista tra fine maggio e inizio giugno.

Centro Balneare Romano 

Al momento risulta temporaneamente chiuso, ma dovrebbe riaprire durante il mese di giugno dopo gli interventi tecnici.

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Centro Balneare Argelati 

Uno degli impianti storici dei Navigli, attualmente in fase di riapertura progressiva per la stagione estiva.

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Dove conviene andare davvero?

Per chi cerca:

  • nuoto sportivo → Cozzi, Solari, Sant’Abbondio
  • giornata relax → Idropark, Jacarandà
  • aperitivo e atmosfera estiva → Bagni Misteriosi
  • meno folla → De Marchi e Iseo

E con il caldo africano che potrebbe continuare anche nelle prossime settimane, le piscine milanesi rischiano di diventare uno dei luoghi più affollati dell’estate 2026.

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SPRITZ SOCIAL FEST IDROSCALO – INGRESSO GRATUITO

25 Maggio 2026 ore 11:09

Spritz Social Fest Idroscalo

30-31 Maggio | 1-2 Giugno • Ingresso Gratuito

Dal 30 maggio al 2 giugno arriva all’Idroscalo di Milano lo Spritz Social Fest,
quattro giorni di festa a ingresso gratuito tra musica, food truck, DJ set,
mercatini, eventi speciali e naturalmente tantissimi Spritz e cocktail.

Un grande villaggio open air dedicato all’aperitivo e alla socialità,
perfetto per vivere il ponte del 2 giugno tra tramonti, musica e divertimento.

Cosa troverai al festival

  • 🍹 Spritz classici e special edition
  • 🍸 Cocktail & drinkeria varia
  • 🍔 Food truck e street food
  • 🎧 DJ set e musica live
  • 🛍 Market ed eventi speciali

PROGRAMMA EVENTI

Sempre ingresso gratuito!

🎉 Sabato 30 Maggio 2026

Orario: 18:00 – 03:00

WE LOVE THE 90s FESTIVAL

La festa anni ’90 open air accende l’Idroscalo! Un viaggio musicale tra dance, pop, hit leggendarie e atmosfere iconiche degli anni ’90.

Preparati a cantare, ballare e rivivere le emozioni di un decennio indimenticabile sotto le stelle dell’Idroscalo.

🛍 Domenica 31 Maggio 2026

Orario: 10:00 – 23:00

Remira Market – Mercatini Vintage

Abbigliamento vintage, accessori, oggetti creativi, artigianato e lifestyle market. Tutto accompagnato da musica, street food e drink per tutta la giornata.

🎈 Lunedì 1 Giugno 2026

Orario: 18:00 – 03:00

CARTOON PARTY

Il festival dei cartoni animati arriva all’Idroscalo! Preparati a tornare bambino per una serata unica dedicata al mondo dei cartoon, delle sigle più iconiche e dei personaggi che hanno fatto crescere intere generazioni.

Il Cartoon Party trasformerà l’Idroscalo in un universo colorato e super divertente, tra musica, spettacoli, mascotte, animazione e persone mascherate ispirate ai cartoni animati più amati di sempre.

  • 🎤 Sigle cartoon e hit anni ’90/2000
  • 🎭 Mascotte e personaggi iconici
  • 🦸 Cosplay e pubblico mascherato
  • 🎧 DJ set a tema cartoon

Da Dragon Ball a Pokémon, dai cartoni Disney agli anime più famosi, il Cartoon Party sarà una vera festa per chi è cresciuto con le sigle che ancora oggi tutti sanno cantare.

🚗 Martedì 2 Giugno 2026

Orario: 10:00 – 23:00

Raduno Auto

Esposizione di auto sportive, tuning per tutti i gusti e special car in una giornata dedicata ai motori. Musica e street food sempre presenti!

📍 Info Evento

Location: Idroscalo Milano – Ingresso Tribune – Mood Live Milano

Sabato 30 e Lunedì 1: 18:00 – 03:00
Domenica 31 e Martedì 2: 10:00 – 23:00

🎟 Ingresso Gratuito

Perché non perderlo?

Se stai cercando cosa fare a Milano nel ponte del 2 giugno, un festival gratuito all’aperto, una serata con DJ set, street food, Spritz e aperitivo, lo Spritz Social Fest all’Idroscalo è l’evento perfetto.

Salva le date: 30 e 31 maggio, 1 e 2 giugno.

Ci vediamo all’Idroscalo!

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Presentazione del volume “Storia della Repubblica. L’Italia dalla liberazione ad oggi” di Guido Crainz

25 Maggio 2026 ore 09:20

Presentazione del volume "Storia della Repubblica. L'Italia dalla liberazione ad oggi" di Guido Crainz

Mercoledì 26 maggio 2026, ore 17.00, Edificio dell’Orologio – Piazza L. Orlando, Livorno
Presentazione del volume Storia della Repubblica. L’Italia dalla Liberazione ad oggi (1945–2026) di Guido Crainz (Donzelli, 2026).

Ottant’anni di storia repubblicana sono il risultato di un percorso intenso, intriso di speranze e delusioni, di traumi e mutamenti inavvertiti. Quanto siamo cambiati? E quanta parte di questa storia è ancora viva nella nostra memoria collettiva? Con questo volume Crainz ripercorre l’Italia dalla Ricostruzione fino ai giorni nostri, con uno sguardo capace di intrecciare politica, società e cultura di massa, e con un capitolo finale dedicato agli ultimi dieci anni e alle trasformazioni in corso nella fisionomia culturale e istituzionale del paese.

Con l’autore dialogheranno Rocco Garufo (Assessore del Comune di Livorno) e Catia Sonetti (Direttrice ISTORECO Livorno). Introduce e coordina Claudia Pavoletti, giurista e operatrice culturale.
L’ingresso è libero e gratuito.

Concerti gratuiti alla Villa Reale: la musica classica anima il centro di Milano

15 Maggio 2026 ore 11:06

Nel fine settimana torna Piano City Milano,
l’evento che trasforma Milano in un enorme palcoscenico diffuso a cielo aperto.

Dal 15 al 17 maggio, il festival proporrà più di 250 concerti gratuiti in oltre 140 luoghi sparsi per tutta la città.
Tra gli eventi più attesi ci sono quelli ospitati nei giardini della Villa Reale di Milano,
sede della Galleria d’Arte Moderna di Milano e simbolo storico della manifestazione.

Per tre giornate, questo spazio accoglierà esibizioni all’aperto dedicate al pianoforte, con un programma che unisce repertorio classico e sonorità contemporanee.


Ad aprire il festival, nella serata di venerdì, sarà Sofiane Pamart, protagonista del concerto inaugurale sul Main Stage della GAM.
Durante il weekend saliranno sul palco anche numerosi artisti italiani e internazionali, dando vita a un percorso musicale pensato per coinvolgere un pubblico di tutte le età.
L’accesso ai concerti sarà gratuito, anche se alcuni appuntamenti richiederanno la prenotazione online.

È proprio questa formula accessibile che continua a rendere Piano City uno degli eventi culturali più apprezzati sia dai milanesi sia dai turisti.
Anche sul web, infatti, viene spesso segnalato tra gli appuntamenti imperdibili della primavera milanese.


Tra musica dal vivo, arte e scenari iconici, Piano City Milano si conferma ancora una volta un’occasione speciale per scoprire e vivere Milano da una prospettiva diversa.

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Arriva a Milano SOMO – Fiera dedicata interamente al Modernariato

13 Maggio 2026 ore 10:36

SOMO

Solo Modernariato

23 – 24 maggio 2026

Superstudio Più, Milano

Gli spazi del Superstudio Più ospitano l’unica fiera in Italia dedicata esclusivamente al modernariato,
per un viaggio tra estetica, storia e sostenibilità.

Dopo il successo delle precedenti edizioni, SOMO (Solo Modernariato) compie il grande salto e arriva a Milano. L’appuntamento è per il fine settimana del 23 e il 24 maggio 2026 in Via Tortona 27, cuore pulsante della Milano Design Week, all’interno degli spazi del Superstudio Più.

L’approdo a Milano segna la maturità di SOMO. La scelta della sede non è casuale, portare il modernariato puro in Via Tortona significa infatti rimettere la storia del design al centro del dibattito contemporaneo.

SOMO non è una semplice mostra – mercato, ma è un percorso immersivo nella storia dello stile che evidenzia il meglio di un’epoca che ha ridefinito l’estetica globale.

Tutti i tesori del XX secolo saranno messi in vendita da oltre 70 espositori d’eccellenza provenienti da tutta la penisola, come Curiosità d’altri Tempi, Otomana, Sessantotto, Artime, Officina 84, Stov, Creazioni D’interni per citarne alcuni, che offriranno al pubblico una panoramica unica sulla produzione che va dal secondo dopoguerra agli eclettici anni Ottanta.

In un mondo dominato dal consumo rapido e “usa e getta”, SOMO propone un’inversione di rotta: l’acquisto consapevole. Il modernariato, infatti, è l’antitesi dello spreco: comprare design del XX secolo significa scegliere oggetti dal valore culturale crescente, capaci di unire estetica, utilità e creatività. È l’incontro perfetto tra il fascino del passato e il gusto attuale, dove l’identità dell’oggetto diventa protagonista dell’arredamento.

Ogni pezzo che sarà possibile trovare a SOMO è infatti un frammento di storia pronto a iniziare una nuova vita. Oggetti nati da una fattura artigianale d’altri tempi, progettati per durare, spesso ritenuti significativi in quanto testimonianza dell’evoluzione del design e per questo ancora oggi riscontrano particolare interesse sul mercato dell’arredamento e dell’oggettistica.

Dalla poltrona d’autore, protagonista delle pellicole che hanno fatto la storia del cinema, ai complementi d’arredo capaci di trasformare radicalmente l’identità di un ambiente domestico, ogni oggetto è scelto per la sua capacità di raccontare una storia.

Gli espositori presenti offriranno una vasta gamma di pezzi iconici nati dalla visione dei grandi maestri del design mondiale. Tra le proposte spiccano l’illuminazione d’avanguardia di Artemide, le sedute intramontabili di Luigi Caccia Dominioni, il rigore architettonico degli arredi di Franco Albini e pezzi che nascono dalle visioni rivoluzionarie di Joe Colombo, Le Corbusier e Charles & Ray Eames.

Un tributo non solo ai designer, ma anche ai brand italiani che hanno trasformato idee visionarie in simboli globali, riscrivendo la storia della qualità manifatturiera.

Che si tratti di illuminazione, mobili o piccoli complementi d’arredo, SOMO si propone come il nuovo punto di riferimento per chi cerca l’autenticità in un mercato sempre più standardizzato.

L’alto profilo curatoriale, inoltre, si fonde con una proposta accessibile, capace di emozionare tanto il collezionista esperto quanto il giovane appassionato alla ricerca del suo primo “pezzo vero”.

La storia di SOMO

SOMO prende vita nel 2024 vicino a Bergamo, presso lo Spazio Fase (uno dei simboli più affascinanti di archeologia industriale del territorio), partendo da una profonda riflessione sul panorama del collezionismo attuale: per troppo tempo il modernariato è rimasto confinato in angoli di mercatini generalisti o fiere eterogenee e mai valorizzato come unicità. Il progetto nasce per colmare questo vuoto.

SOMO non è una semplice fiera, ma un’operazione culturale volta a valorizzare ogni singolo pezzo come opera d’arte, creando un’esperienza espositiva senza precedenti che mette in risalto l’identità stilistica e la storia di ogni arredo.

Per informazioni

SOMO – Solo Modernariato

23-24 maggio 2026

Superstudio più

Via Tortona, 27 – 20144, Milano

www.solomodernariato.com

fierasomo@gmail.com

Tel. 3518568819

Instagram @somo_designmarketitaly

Facebook https://www.facebook.com/somodesignmarket    

Ingresso
8,50 euro
Link per acquistare i biglietti
https://qromo.it/q/?t=kvwymc4g


Orari
Sabato: 10 – 19
Domenica: 10 – 18

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Falso repository OpenAI su Hugging Face distribuisce malware

11 Maggio 2026 ore 15:00

La corsa all’AI sta creando nuove superfici di attacco e i cybercriminali stanno iniziando a sfruttarle con tecniche sempre più sofisticate. L’ultimo caso arriva dal mondo dei modelli open source e delle piattaforme collaborative dedicate all’intelligenza artificiale: un repository malevolo pubblicato su Hugging Face è riuscito a spacciarsi per un progetto ufficiale di OpenAI, raggiungendo […]

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Bob Sinclar arriva a Milano !

11 Maggio 2026 ore 09:25

Il ritmo della house internazionale torna protagonista a Milano con Bob Sinclar,
icona mondiale della musica elettronica, pronto a infiammare la città con un evento esclusivo.

Il celebre DJ sarà ospite il Giovedi 28 maggio 2026 al JustMe Milano,
tra le location simbolo della nightlife milanese.


La serata si preannuncia carica di energia e musica, con un DJ set studiato per far ballare il pubblico fino a notte fonda.

Grazie a successi internazionali come Love Generation, World, Hold On e Rock This Party, Bob Sinclar continua da anni a rappresentare un punto fermo della scena dance mondiale, conquistando pubblici di ogni età con il suo stile unico e inconfondibile.


L’evento milanese è già considerato tra gli appuntamenti più attesi della stagione clubbing 2026.
La presenza dell’artista francese richiamerà infatti nel cuore della città appassionati della dance music, fan e amanti della nightlife desiderosi di vivere un’esperienza dal sapore internazionale.


Tra sonorità coinvolgenti, atmosfera esclusiva e una delle venue più celebri di Milano,
la notte firmata Bob Sinclar promette di trasformarsi in uno degli eventi simbolo della primavera milanese.


Un appuntamento dedicato a chi ama lasciarsi trasportare da musica, stile ed emozioni fino all’alba.

PROMO TICKET ONLINE :
https://xceed.me/en/milano/event/bob-sinclar-25/220672/channel/maxhaloa

Credits Photo Web Bob Sinclar e Justme.milano

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Ecco il GitHub per fare di Claude un operatore OSINT avanzato

8 Maggio 2026 ore 12:03

L’intelligenza artificiale sta, ovviamente e progressivamente, cambiando anche il modo in cui vengono condotte attività di reconnaissance, threat intelligence e analisi offensiva. Accanto ai tradizionali strumenti OSINT, stanno emergendo nuovi progetti che vanno oltre la pura automazione e puntano sulla capacità di guidare i Large Language Model attraverso metodologie operative strutturate. Uno degli esempi più […]

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Roberto Bolle and Friends a Milano

7 Maggio 2026 ore 11:13

L’eleganza della danza torna a incantare il pubblico nel 2026 con Roberto Bolle and Friends,
il celebre gala internazionale che ogni anno riunisce sul palco alcune delle stelle più importanti del balletto mondiale.

Ancora una volta protagonista sarà Roberto Bolle,
tra i danzatori italiani più conosciuti e stimati nel panorama internazionale.


La tournée prenderà il via da Milano, dove lo spettacolo
sarà in programma dal 21 al 24 maggio 2026 presso il Teatro Arcimboldi.

In seguito, la produzione farà tappa anche in altre città italiane, confermando il grande successo di uno degli eventi più attesi dagli appassionati di danza.


Come da consuetudine, Roberto Bolle and Friends porterà in scena un mix di tecnica,
raffinatezza ed emozione attraverso uno spettacolo esclusivo.
Sul palco si esibiranno étoile e primi ballerini provenienti dai teatri più prestigiosi del mondo.
Il pubblico potrà inoltre ammirare coreografie classiche e contemporanee, create per esaltare tutta la potenza espressiva dell’arte della danza.


Dopo i grandi risultati ottenuti nelle edizioni precedenti, anche il 2026 si prospetta come un anno significativo per questo format. Roberto Bolle si conferma infatti una figura di riferimento a livello internazionale, grazie a una carriera che lo ha visto protagonista tra il Teatro alla Scala e l’American Ballet Theatre.


Anche nel 2026, Roberto Bolle and Friends si conferma quindi un appuntamento capace di avvicinare il grande pubblico al mondo della danza. Un’opportunità unica per assistere a uno spettacolo di altissimo profilo nel cuore di Milano.

TICKETS :
https://www.ticketone.it/artist/roberto-bolle/roberto-bolle-and-friends-3623474/

Credits Photo Pagina Facebook di Roberto Bolle

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Il Party WeLoveThe90s è dedicato alle Celeb !

7 Maggio 2026 ore 10:52

Un appuntamento fisso mensile dedicato agli Anni ’90.
Milano si prepara a vivere una serata CELEB carica di nostalgia e ritmo dance.


Sabato 16 Maggio 2026 Info Milano propone uno degli eventi più attesi della stagione:
We Love The 90s – Celeb 90s Party”,
una festa completamente dedicata alla musica che ha segnato un’intera generazione.

L’evento si svolgerà al Farinami Garden, in via Nino Bixio 1 a Sesto San Giovanni,
nella zona Bicocca / Fulvio Testi, con apertura delle porte alle ore 22:30.
Un orario tutt’altro che casuale: fin da subito il locale entrerà nel pieno dell’atmosfera,
con pista attiva e energia alta già dai primi momenti.

QUANTO ERANO BELLI/E I NOSTRI IDOLI ?
Un’epoca in cui ogni poster in camera raccontava un sogno
Ogni Videoclip era un’icona e ogni celebrità sembrava irrangiungibile !

Arriva CELEB 90S,
il Party dedicato agli idoli che hanno segnato un’intera generazione.

Gli anni ’90 sono stati un decennio irripetibile,
fatto di personalità magnetiche, look indimenticabili
e hit che ancora oggi fanno cantare tutti a squarciagola.

Dai palchi alle copertine, dalle VHS ai primi CD,
i nostri “celeb” erano pura ispirazione:
belli, dannati, iconici.

Erano il sogno di milioni di ragazzi, simboli di libertà, ribellione e stile.

CELEB 90s riporta in vita quell’energia unica:
una notte dove rivivere le emozioni di quegli anni,
ballando sotto le luci di un’epoca che ha definito il concetto stesso di pop culture.

Dress code ispirato ai miti del tempo,
hit intramontabili e atmosfere che faranno vibrare ogni ricordo.

Il format We Love The 90s, da anni punto di riferimento per gli appassionati della dance anni Novanta,
offre un’esperienza totalmente immersiva:
un vero viaggio nel tempo tra hit iconiche, animazione a tema, scenografie dedicate,
allestimenti curati nei dettagli e gadget pensati per rendere la serata ancora più coinvolgente.

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INGRESSO OMAGGIO SU ACCREDITO

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SCARICA QUI IL TUO INGRESSO OMAGGIO ALLA FESTA :
https://www.infomilano.news/eventi/wl90celebparty/

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La festa, che torna una volta al mese ed è tra le più seguite dal pubblico,
è pensata per chi non resiste alla voglia di cantare e ballare
sulle note che hanno fatto la storia delle discoteche.

Protagonisti della serata saranno il Resident DJ Madras,
il DJ set e concerto musicale dalle 22:30 alle 2:00,
l’animazione delle WL90s Girls

L’ingresso è gratuito su accredito, valido dalle 22:30 alle 00:30.
Partecipare è semplice: dopo aver compilato il form di accredito,
è obbligatorio inviare un messaggio WhatsApp al +39 339 8868889 indicando:

Sabato 16 Maggio 2026 +

Farinami Garden +

We Love The 90s +

Nome e cognome +

Numero dei partecipanti +

Orario di arrivo +

Recapito telefonico

Un appuntamento dedicato ai veri appassionati della dance anni ’90,
dove la musica diventa protagonista assoluta…
…carichi di energia, ricordi e tanta voglia di divertirsi.

Info e prenotazioni: 339 8868889
Email: info@welovethe90s.it

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Presentazione del volume: “Li tiranni di quella fazione. La fine della rivoluzione e la rifondazione dell’ordine nella Livorno del 1849” di Giacomo Zanasi

6 Maggio 2026 ore 09:57

Presentazione del volume: "Li tiranni di quella fazione. La fine della rivoluzione e la rifondazione dell'ordine nella Livorno del 1849" di Giacomo Zanasi

Martedì 12 maggio 2026, ore 17.00

Edificio dell’Orologio, Piazza Luigi Orlando – Livorno- Nuova sede di ISTORECO

Livorno, maggio 1849. Le truppe austro-estensi entrano in città dopo due giorni di assedio, mettendo fine a una resistenza tenace e simbolica. Per i vincitori, comincia allora la parte più difficile: ricostruire un ordine politico che la rivoluzione ha frantumato nel profondo.

È questo il territorio inesplorato al cuore del libro di Giacomo Zanasi, un lavoro documentato e originale che sceglie di andare controcorrente: anziché raccontare la rivoluzione, ne segue il soffocamento. Anziché dare voce ai rivoltosi sulle barricate, assume il punto di vista di chi doveva riportare l’ordine – funzionari, autorità, occupanti – e si trova a fare i conti con una città che non dimentica e non perdona.

Tra processi politici, arresti di massa, esuli in fuga verso la Corsica e una prima amnistia a novembre, «Li tiranni di quella fazione» ricostruisce come Livorno – la città più radicale del Granducato, la più politicizzata, la più refrattaria allo status quo – sia diventata un laboratorio della seconda Restaurazione. E come il lungo Quarantotto abbia lasciato un segno indelebile nella vita di una comunità intera, dividendola lungo linee di frattura che non si sarebbero più del tutto richiuse.

Interverranno:

Catia Sonetti, Direttrice ISTORECO Livorno (introduce e coordina)

Marco Manfredi, Università di Pisa

Giacomo Zanasi, Università di Salerno

La pubblicazione è stata realizzata grazie al contributo della Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali del Ministero della Cultura.

Presentazione del volume “1944: L’anno prima della fine della guerra” a cura di Gianluca Fulvetti, Francesco Fusi, Isabella Insolvibile, Matteo Pretelli

6 Maggio 2026 ore 09:39

Presentazione del volume "1944: L'anno prima della fine della guerra" a cura di Gianluca Fulvetti, Francesco Fusi, Isabella Insolvibile, Matteo Pretelli

Lunedì 11 maggio 2026, ore 17.00 Edificio dell’Orologio – Piazza Luigi Orlando, Livorno- Nuova sede di ISTORECO

Roma fu liberata il 4 giugno. Lo sbarco in Normandia due giorni dopo. L’estate del 1944 sembrava annunciare la fine imminente della guerra. Poi, invece, arrivarono i mesi di stallo.

L’offensiva alleata si arenò ai piedi della Linea Gotica. I partigiani dovettero abbandonare le montagne. Il proclama Alexander ordinò, di fatto, la sospensione della lotta armata. Per chi combatteva, per chi si nascondeva, per chi sperava soltanto di sopravvivere, il 1944 fu un anno che sembrò non finire mai.

Eppure questo anno cruciale è rimasto a lungo in ombra nella nostra memoria collettiva, schiacciato tra il trauma dell’armistizio del 1943 e i fuochi della Liberazione del 1945. Il libro 1944: L’anno prima della fine della guerra lo riporta al centro della scena, con gli occhi e le voci di una nuova generazione di storici.

Sedici saggi che riassumono tre prospettive: gli Alleati, con la loro babele di lingue, culture e pratiche; gli occupanti e i resistenti, con le loro paure e le speranze di un mondo in bilico; la transizione verso il dopoguerra, con le memorie e i tentativi – spesso falliti — di fare i conti con il passato.

Un libro che non si accontenta di raccontare battaglie e date, ma tenta di restituire i timori e le emozioni sul futuro, dell’Italia e di chi quella guerra la stava vivendo sulla propria pelle.

Ne discuteranno con due dei curatori Gianluca Fulvetti (Università di Pisa) e Francesco Fusi (ISRT), Federico Creatini (Università della Calabria) e Nicoletta Arena (Università di Firenze). Coordina Giovanni Brunetti (ISTORECO).

Presentazione del volume “La Resistenza non ha congedo” di Michelangelo Borri

29 Aprile 2026 ore 09:53

Presentazione del volume "La Resistenza non ha congedo" di Michelangelo Borri

In occasione dell’anniversario della Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo presentiamo un libro che ricostruisce, per la prima volta in modo sistematico, la storia delle Commissioni d’inchiesta istituite tra il 1973 e il 1975 dalle regione per far luce sul fenomeno neofascista e sulla violenza politica degli anni della strategia della tensione. Un’iniziativa senza precedenti nella storia della Repubblica in quanto si trattava di un laboratorio democratico in cui istituzioni, sindacati, università e società civile si unirono per censire e contrastare l’eversione nera, proprio nel momento in cui il paese era attraversato dalle stragi – da piazza Fontana a piazza della Loggia – e da una conflittualità diffusa e lacerante.

Attraverso fonti archivistiche inedite, l’autore ricostruisce il ruolo cruciale che le Regioni – istituzioni nate solo nel 1970 – seppero svolgere nel rafforzamento della democrazia repubblicana, trasformando le commemorazioni per il trentennale della Liberazione in un atto politico di antifascismo militante e propositivo.

 

Introduzione di Catia Sonetti (Direttrice ISTORECO). Dialogheranno con l’autore Federico Creatini (Università della Calabria) e Giovanni Brunetti (ISTORECO).

Urban Trekking. Il Novecento di Livorno tra strade e canali

24 Aprile 2026 ore 09:08

Urban Trekking. Il Novecento di Livorno tra strade e canali

 IL NOVECENTO DI LIVORNO TRA STRADE E CANALI

Tracce di memoria. Simboli di una città del Novecento
Un percorso alla scoperta della storia di Livorno attraverso i luoghi che ne hanno segnato le vicende nel Novecento: dalle lotte politiche del passato alle ricostruzioni del secondo dopoguerra.
 Data: sabato 16 maggio 2026
 Orario: 15.00 – 19.00
PROGRAMMA
• ore 15.00 – Ritrovo in Piazza della Vittoria / Monumento ai Caduti. Prime tappe del trekking a piedi.
• ore 17.00 – Giro dei Fossi di Livorno in battello: alla scoperta dei luoghi della memoria dell’antifascismo e della guerra. Imbarco Fortezza Nuova.
• ore 18.00 – Aperitivo presso Ristorante “Il Covo”, Scali delle Pietre 8.
La partecipazione al trekking con aperitivo è GRATUITA
Posti disponibili: massimo 30 partecipanti
Per iscrizioni entro il 12 maggio scrivere a:

 

Presentazione del volume “O miei compagni” di Mario Lenzi

17 Aprile 2026 ore 10:03

Presentazione del volume "O miei compagni" di Mario Lenzi

A pochi giorni dal 25 Aprile, ISTORECO apre alla città la propria nuova sede con un appuntamento dedicato alla memoria e alla trasmissione dei valori della Resistenza. Sarà presentata la nuova edizione delle memorie di Mario Lenzi (1927–2011), figura di primo piano del giornalismo e dell’editoria italiana del secondo Novecento, che a soli diciassette anni scelse di combattere nella III Brigata “Garibaldi”. Un ragazzo come tanti, ancora studente liceale, che si trovò a fare i conti con la guerra, la prigionia e il coraggio di ricominciare. Catturato dai tedeschi, riuscì a fuggire e a rientrare nella sua formazione partigiana, entrando a Livorno nel luglio del 1944 al fianco degli Alleati per la liberazione della città.

La prima edizione di questo testo, promossa dal Comune di Livorno e da ISTORECO nel 2014 in occasione del 70° Anniversario della Liberazione, incontrò un successo inatteso soprattutto tra i lettori più giovani. È proprio questo responso a suggerire oggi una nuova edizione, realizzata con il contributo del Museo della Deportazione e Resistenza di Prato e Regione Toscana, e pensata in particolare per gli studenti: perché la memoria del fascismo, della guerra e della Resistenza non si esaurisca in una data, ma continui a vivere come testimonianza di libertà e di impegno civile. 

All’incontro interverranno: Catia Sonetti (Direttrice di ISTORECO), Mario Tredici (storico e giornalista) e Enrico Iozzelli (Museo della Deportazione di Prato).

L’antifascismo italiano alla prova della Spagna. Volontari, internazionalismo e memoria

10 Aprile 2026 ore 10:44

L'antifascismo italiano alla prova della Spagna. Volontari, internazionalismo e memoria

Mercoledì 15 aprile 2026, ore 17.00

Livorno, Cantina Barontini – Scali del Ponte di Marmo, 1

 

Il 17 luglio 1936, il generale Francisco Franco guidò un colpo di stato militare contro la Repubblica spagnola, dando inizio a una delle guerre civili più devastanti del Novecento. Quell’evento segnò la storia europea preludendo la Seconda guerra mondiale. Si trattò del primo grande scontro armato tra fascismo e antifascismo, il banco di prova delle dittature nazifasciste e dell’antifascismo internazionale.

A novant’anni da quella data vogliamo ricordare i circa 4.000 volontari italiani – in gran parte esuli antifascisti fuggiti dal regime di Mussolini – che scelsero di combattere in Spagna nelle Brigate Internazionali, a fianco della Repubblica. Molti di loro non tornarono. Altri, dopo la sconfitta del 1939, vissero l’internamento nei campi francesi, prima di riprendere la lotta nella Resistenza europea.

L’incontro, organizzato da ISTORECO Livorno con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Livorno, di AICVAS, ANPPIA e ANPI Provinciale Livorno, propone una riflessione storica approfondita su volontariato antifascista, internazionalismo e trasmissione della sua memoria.

Interverranno:

  • Italo Poma (Presidente AICVAS)
  • Ilaria Cansella (Direttrice ISGREC)
  • Enrico Acciai (Università di Roma Tor Vergata)

 

Coordina Catia Sonetti, Direttrice ISTORECO Livorno

Le molte ferite. Uno sguardo storico sulla violenza di genere

1 Aprile 2026 ore 09:17

Le molte ferite. Uno sguardo storico sulla violenza di genere

Martedì 24 marzo si è tenuto, presso la Sala congressi del Palazzo del Portuale, il convegno “Le molte ferite. Uno sguardo sulla violenza di genere“, realizzato grazie al contributo della DGERIC – Ministero della Cultura. Durante il congresso è stato affrontato il tema della violenza contro le donne con un taglio storico, attraverso l’esplorazione sia dei contesti dove questa si produce e si manifesta, sia delle politiche del diritto adottate per regolarla e contrastarla. Insieme alle studiose ha partecipato all’evento anche un rappresentante di un’associazione del territorio impegnata attivamente nell’aiuto alle donne in difficoltà, per riflettere sulle disuguaglianze attuali e immaginare risposte alla violenza di genere.

Per Gualtieri, papà del Superbonus, la prudenza di Meloni sui conti pubblici è una colpa

27 Marzo 2026 ore 14:23

"Si sono sostanzialmente affidati come unico volano di crescita al dividendo della stabilità politica e della prudenza di bilancio senza fare niente di più". Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, cerca di attaccare il governo. Ma finisce per darne valore di merito. In un'intervista a Repubblica, l'ex ministro dell'Economia, dal dibattito della legge elettorale sposta il focus sui conti pubblici. E critica la prudenza dell'esecutivo finendo per dire: "Ha avuto anche risvolti positivi: almeno non hanno compiuto scelte devastanti". Per esempio, citiamo noi, quella di buttare quasi 131 miliardi di euro al vento con il Superbonus, di cui il primo cittadino capitolino, da ministro dell'Economia, è stato co-papà insieme all'allora premier Giuseppe Conte.
 

"Ora però i soldi del Pnnr stanno finendo", continua poi Gualtieri. "Il conto di questo immobilismo lo pagheremo caro". Immobilismo che è derivato dai una margini risicati dei conti pubblici, fortemente assottigliatisi proprio a causa delle scelte dell'allora titolare di Via XX settembre sindaco di Roma. Appunti per le sue prossime dichiarazioni.
 

Meloni punta a scavalcare il Cav. per l'esecutivo più longevo della storia della Repubblica

27 Marzo 2026 ore 12:15

Non ci sono solo motivi di immagine dietro le scelte di Meloni di spingere alle dimissioni il sottosegretario alla Giustizia Delmastro, la capo di gabinetto Bartolozzi e la ministra Santanchè: la presidente del Consiglio vede un obiettivo che ormai non è così tanto lontano: mancano pochi mesi per diventare la premier del governo più longevo della storia della Repubblica, superando in questo modo Silvio Berlusconi. Il 20 ottobre scorso, con 1.094 giorni al comando dell'esecutivo, Meloni aveva superato quello guidato dallo storico segretario del Partito socialista Bettino Craxi (4 agosto 1983-primo agosto 1986). E ora, che è a quota 1.252 giorni, davanti a sé vede solo Berlusconi.

 

Sempre che non ci siano imprevisti. Dopo il referendum sulla giustizia e gli strascichi che ha avuto sul governo, - senza dimenticarsi delle questioni Trump, Ucraina ed economia - l'idea di andare a elezioni anticipate non è più così peregrina e le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione non si vogliono far trovare impreparate e per questo vogliono rendere permanenti i comitati referendari. Soprattutto adesso che, come riconoscono da entrambi gli schieramenti, aumenteranno i sondaggi che parlano di sorpassi e contro sorpassi (ieri una rilevazione di YouTrend per Agi dava per la prima volta davanti il Campo largo, ma tenendo dentro sia Iv che Azione).

 

Se il governo dovesse restare saldo, resta da superare solo Berlusconi. Il Cavaliere infatti detiene le prime due posizioni di questa speciale classifica: il Berlusconi II ha il record assoluto con 1.412 giorni in carica (11 giugno 2001-23 aprile 2005) seguito dal Berlusconi IV con 1.287 giorni (8 maggio 2008-16 novembre 2011). Per scalare la classifica, a Meloni quindi basta poco: 35 giorni per il secondo posto e 160 per il primo. Nei quasi 80 anni della Repubblica tra i governi più longevi della Repubblica ci sono quindi tutti governi di centrodestra. Il primo esecutivo di sinistra in questa classifica è quello guidato da Matteo Renzi (22 febbraio 2014-12 dicembre 2016), al quinto posto con 1.024 giorni.

 

 

Se invece dell'intero governo si guarda al tempo trascorso da un premier a Palazzo Chigi, Meloni è all'ottavo posto sopra Antonio Segni, che è rimasto al governo per 1.088 giorni e Mariano Rumor che è stato presidente del Consiglio per 1.104. In prima posizione c'è Berlusconi che ha guidato quattro governi per un totale di 3.339 giorni. Dopo di lui ci sono Giulio Andreotti che è rimasto a Palazzo Chigi per 2.678 giorni, guidando sette esecutivi, Alcide De Gasperi è stato presidente del Consiglio per 2.458, alla testa di otto governi, il numero più alto tra tutti i premier. Seguono poi i cinque governi di Aldo Moro per un totale di 2.279 giorni e i sei di Amintore Fanfani (1.659 giorni). Infine ci sono Romano Prodi con 1.608 giorni e Bettino Craxi con 1.353.

S’è rotta l’Alleanza atlantica

27 Marzo 2026 ore 05:38

Donald Trump ha scritto sul suo social Truth che “le nazioni della Nato non hanno fatto assolutamente nulla” per aiutare gli Stati Uniti in Iran: non abbiamo bisogno di nulla da parte della Nato, dice il presidente americano, ma “never forget”, non dimenticate – non dimenticheremo – mai questo questo momento. Trump si lamenta dell’Alleanza da molti mesi, dice che gli europei si sono sempre approfittati dell’America e del suo enorme impegno per la sicurezza collettiva senza dare nulla in cambio: il presidente americano ha anche accusato gli alleati di essere dei codardi, ha detto che in Afghanistan – l’unica volta, nella storia della Nato, in cui è stato invocato l’articolo 5 del trattato – gli europei stavano nelle retrovie, cosa smentita dai fatti o più precisamente dal numero dei soldati europei morti in quel conflitto. Per rientrare dell’investimento, Washington ha deciso di vendere le proprie armi agli europei, che poi le inviano all’Ucraina, stravolgendo in modo irreversibile la solidarietà alla base della stessa Nato. Trump sostiene che gli europei non stanno facendo nulla, ma non è vero: bombardieri, droni e navi americane sono stati riforniti di carburante, armati e lanciati da basi nel Regno Unito, in Germania, Portogallo, Italia, Francia e Grecia. I droni d’attacco vengono diretti da Ramstein, in Germania, i bombardieri B-1 caricano munizioni e carburante nella base di Fairford nel Regno Unito, la USS Gerald R. Ford è ormeggiata a Creta. Trump dice anche di non aver bisogno della Nato, ma neppure questo è vero: senza il supporto logistico europeo, l’operatività americana sarebbe ridotta. Manca l’appoggio politico da parte degli europei, fatta eccezione per il segretario della Nato, Mark Rutte, che si è dato il mandato di tenere insieme l’Alleanza, ma l’unica cosa vera è che nessuno lo potrà dimenticare, questo momento: non per vendicarsi, come pensa Trump, ma perché ogni cosa, dentro la Nato, andrà ripensata.

Meloni assume l'interim al ministero del Turismo lasciato da Santanchè

26 Marzo 2026 ore 19:42

"Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto con il quale, su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri, vengono accettate le dimissioni rassegnate dalla senatrice Daniela Garnero Santanché dalla carica di Ministro del turismo e si affida l'interim del dicastero al Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Giorgia Meloni". Lo si legge in una nota del Quirinale diffusa in serata. La premier, quindi, assumerà le deleghe lasciate vacanti dopo le dimissioni di Santanchè, l'ipotesi sembrata più plausibile già dalla giornata di ieri. 

"Il presidente Meloni rivolge un ringraziamento al Ministro Santanchè, che in questi anni ha lavorato con grande dedizione e ha assicurato il proprio contributo alla ripresa e al rilancio del turismo italiano. Il governo continuerà a lavorare per sostenere e valorizzare un asset strategico dell’economia nazionale, che assicura prosperità, benessere e prestigio internazionale all’Italia", si legge in una nota di Palazzo Chigi. Al ministero della Giustizia, invece, il ruolo lasciato vacante dalla capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi andrà ad Antonio Mura. La nomina sarà ufficializzata lunedì prossimo.

I buoni risultati di Ita: 3,2 miliardi di euro di ricavi

26 Marzo 2026 ore 05:23

Ita Airwaysla compagnia nata dalle ceneri della vecchia Alitaliaha chiuso il 2025 con 3,2 miliardi di euro di ricavi (di cui 2,8 dal trasporto passeggeri) e 209 milioni di utile. Si tratta di un risultato incoraggiante per la nuova compagnia, che l’anno scorso è entrata nell’orbita di Lufthansa con l’acquisto del 41 per cento del capitale da parte del vettore tedesco (il restante 59 per cento rimane in pancia al Tesoro). Ma è un risultato impressionante in prospettiva storica: è la prima volta in trent’anni che il bilancio della compagnia di bandiera non finisce in rosso. Ita non ha toni celebrativi e mette le mani avanti di fronte alle difficoltà economiche e geopolitiche (che si sono aggravate nel corso del 2026). Inoltre, l’amministratore delegato, Joerg Eberhart, avverte che “per raggiungere una profittabilità pienamente sostenibile dobbiamo ridurre il peso degli oneri legati ai leasing della flotta”.

Eppure, prudenza a parte, non può sfuggire che Ita oggi opera in condizioni radicalmente diverse da quelle del passato. In primo luogo, nonostante la presenza ancora ingombrante del Mef, dal punto di vista industriale agisce come un’azienda privata, poiché quella di Lufthansa è una partecipazione industriale, non finanziaria. Ma anche in passato Alitalia è stata privata, per esempio all’epoca dei “capitani coraggiosi” o con Etihad. L’altra grande differenza, allora, è la piena integrazione in un grande vettore europeo, che ha saputo valorizzarne i punti forti, emancipandola dalla sua condizione penalizzante di essere troppo piccola per essere grande e troppo grande per essere piccola. Questo risultato rende anche giustizia alla scelta di Giancarlo Giorgetti di accettare l’offerta di Lufthansa, abbandonando la strada tracciata da Draghi che avrebbe portato Alitalia tra le braccia di AirFrance. Il progetto francese, diversamente da quello tedesco, non era di integrazione, bensì di partnership, e assegnava un ruolo più ampio all’azionista pubblico. E’ presto per dire come andrà a finire, ma i primi segnali suggeriscono – e non ci stupisce – che la rotta della privatizzazione era quella giusta.

Il potere di veto dell’Anm

25 Marzo 2026 ore 06:24

Nei commenti post referendari, ci sono due tesi ricorrenti. La prima è che non si può cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza, perché gli italiani bocciano questi tentativi nei referendum. Gli ultimi tentativi di revisione costituzionale – fatta eccezione per il taglio del numero dei parlamentari – sono lì a dimostrarlo: nel 2006, nel 2016 e ora nel 2026 gli italiani hanno respinto le riforme approvate a maggioranza. La seconda tesi, che si fa derivare da questa, è che invece la Costituzione può essere cambiata con un accordo ampio tra le forze politiche. Basta seguire il metodo usato nel secondo dopoguerra dall’Assemblea costituente, scrivono ad esempio sulla Stampa Vittorio Barosio e Gian Carlo Caselli: “Le sue diverse componenti hanno sempre lavorato insieme in un clima di collaborazione post-bellica” che ha prodotto un testo comune frutto di lunghe discussioni e giusti compromessi tra i partiti politici. “La nostra Costituzione, frutto di questo lavoro concorde, è durata fino ad oggi”. La ricostruzione di Barosio e Caselli è affascinante ma non vale, quantomeno per la riforma della giustizia. La Bicamerale del 1998, che aveva proprio l’obiettivo di arrivare a un testo condiviso dopo un dibattito politico ri-costituente tra avversari politici, fallì proprio sulla riforma della magistratura e sulla separazione delle carriere. E a far fallire la Bicamerale di D’Alema non fu l’inconciliabilità delle linee dei partiti, che pure avevano trovato un accordo, ma la presa di posizione della magistratura organizzata. L’Anm si mise di traverso. A fine gennaio 1998, nel XXIV Congresso nazionale la presidente dell’Anm Elena Paciotti lesse una relazione dal titolo “Giustizia e riforme costituzionali” che, con il pieno accordo dell’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, fece saltare l’accordo sulla riforma della giustizia, che prevedeva due sezioni del Csm, e l’intera Bicamerale. “Non servono riforme costituzionali”, fu il messaggio dell’Anm. E non se ne fecero neanche allora, neppure se condivise.

L’Indonesia mette “in pausa” le Forze di Pace. È una questione economica

24 Marzo 2026 ore 06:17

   

Il presidente indonesiano Prabowo Subianto è stato tra i primi leader a sostenere l’iniziativa del Board of Peace promossa da Donald Trump, ed è stato finora tra i pochi leader del quadrante asiatico e di un paese a maggioranza musulmana (il più popoloso del mondo) a essere riuscito a costruire un consenso interno su un dossier particolarmente sensibile. L’Indonesia aveva scelto di partecipare  offrendo la disponibilità a contribuire con forze di peacekeeping, ma ieri Prabowo è stato costretto a specificare che il miliardo di dollari da mettere sul tavolo per entrare nel Board of Peace non ci sarà: “Ci viene richiesto un contributo di 1 miliardo di dollari”, ha detto il presidente, “ma io non ho mai detto che fossimo disposti a pagarlo”.

 

La scorsa settimana, dopo una riunione del Consiglio dei ministri, il segretario di stato Prasetyo Hadi aveva annunciato il rinvio “a tempo indeterminato” del dispiegamento del contingente di circa ottomila soldati indonesiani a Gaza, a causa “dell’aggravarsi della situazione di sicurezza nella regione”. Secondo diversi osservatori, la decisione di Prabowo di mettere in pausa il coinvolgimento nel piano di pace di Trump è legato non a un ripensamento, ma alle conseguenze della guerra in Iran. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha esposto l’Indonesia a una vulnerabilità strutturale: circa il 25 per cento delle sue importazioni energetiche dipende da quel passaggio. Le riserve nazionali, secondo i dati ufficiali, coprono appena 20-25 giorni di consumo. I prezzi del petrolio che aumentano e l’indebolimento della valuta si traduce in una pressione immediata sull’inflazione e pure sulla (fragile) stabilità sociale indonesiana. Prima di lanciarsi in una vera operazione internazionale di pace, il governo di Prabowo è costretto a parare i colpi di un’economia che rischia di mettere in pericolo la tenuta interna del paese. Perché nessuna architettura di sicurezza internazionale può prescindere dalla capacità degli attori coinvolti di sostenere, nel tempo, i costi della propria partecipazione.

   

Farsi curare solo dalla Cina fa male

24 Marzo 2026 ore 06:00

 

C’è un numero nel rapporto sulla competitività 2026 dell’Istat sul quale è giusto soffermarsi. Nel 2025 gli acquisti italiani di prodotti farmaceutici dalla Cina sono aumentati del 933,7 per cento. In dodici mesi, le importazioni sono passate da 680 milioni di euro a oltre 7,7 miliardi. La spiegazione tecnica è nota: i dazi americani sulla Cina hanno deviato flussi commerciali verso l’Europa e l’Italia ne ha assorbito una quota rilevante. Ma il problema vero è un altro: cosa significa, in termini di sicurezza di sistema dipendere in misura così da un unico paese fornitore per i princìpi attivi che alimentano la produzione farmaceutica? La risposta  è scomoda. La quota della Cina sulle importazioni farmaceutiche italiane è balzata in un anno di 11,6 punti percentuali, raggiungendo il 13,4 per cento del totale. Nello stesso periodo, la quota della Germania si è ridotta di 4,7 punti. Il riequilibrio è avvenuto come effetto collaterale di dinamiche geopolitiche decise altrove, non da una scelta strategica del paese. Il rapporto colloca la farmaceutica tra i settori da monitorare per vulnerabilità strategica. Circa il 60 per cento delle importazioni italiane di prodotti strategici proviene da paesi a rischio politico medio o alto. Paracetamolo, metformina, amoxicillina: molti dei farmaci essenziali dipendono da catene di fornitura che passano per l’Asia. Quando quella catena si inceppa – per una guerra, una crisi geopolitica, per una decisione di Pechino – il problema non è astratto. È il farmaco che manca sullo scaffale, è il paziente cronico che non trova la terapia. La pandemia aveva già mostrato questa fragilità con chiarezza brutale. I lockdown cinesi interruppero forniture in tutto il mondo. Quella lezione avrebbe dovuto tradursi in una strategia di diversificazione. In larga misura, non è accaduto. E il rapporto Istat 2026 certifica che la dipendenza dalla Cina non è diminuita. Ignorare questo campanello d’allarme sarebbe un lusso che il Servizio sanitario nazionale non può permettersi.

"Non tocca alla Biennale inventare o aggiungere sanzioni", dice l'ex presidente della fondazione Baratta

19 Marzo 2026 ore 15:03

"Non credo tocchi alla Biennale inventarsi o aggiungere sanzioni e credo sia bene in ogni caso che le sanzioni siano applicate in un quadro normativo e non con rincorse, e magari fughe, con esiti caotici. E ciò vale tanto per gli scambi di merci quanto nel più delicato ambito delle istituzioni culturali". A dirlo è Paolo Baratta, ex presidente della Biennale di Venezia dal 1998 al 2001 e dal 2008 al 2020, durante l'inaugurazione del padiglione centrale ai giardini, oggi riqualificato. Le dichiarazioni si inseriscono nel dibattito che si è sviluppato dopo la decisione di riaprire il padiglione russo sostenuta dall'attuale presidente Pietrangelo Buttafuoco e criticata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli.

Secondo Baratta "qualsiasi cosa accadrà dovrà accadere nel rispetto delle sanzioni così come approvate dalla Ue nei successivi pacchetti, grazie alla forza normativa dei suoi regolamenti". Nel 2022, dopo l'invasione in Ucraina da parte della Russia, la Biennale si era detta contraria a "ogni forma di collaborazione con chi avesse attuato o sostenesse un atto di aggressione di inaudita gravità" e che non avrebbe accettato "la presenza alle proprie manifestazioni di delegazioni ufficiali, istituzioni e personalità a qualunque titolo legate al governo russo".

In ogni caso, l'ex presidente si spiega la "confusione" intorno a questo caso con il "joint-statement dei due commissari della Ue del 10 marzo, seguito dalla lettera dei ministri", definendo l'iniziativa "inconsueta". "Con lo statement - continua -  i due commissari hanno sollevato con veemenza il problema della presenza della Russia ma con altrettanta perentorietà lo hanno subito scaricato sulla Biennale minacciando lei di sanzioni!! Si conferma che abbiamo tutti bisogno di qualche tempo per conoscerci meglio!"

 

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