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16 Ottobre 2026 ore 23:51

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Livorno-Grosseto finisce 4-4: le pagelle degli amaranto

16 Ottobre 2026 ore 23:11

Livorno, 16 ottobre 2026: Contro il Grosseto gli amaranto volevano la vittoria e visto l'avvio non sembrava un risultato impossibile. Una difesa un po' ballerina ha complicato però la situazione, nonostante le ben 4 reti segnate, rispettivamente da Malagrida (doppietta), Malotti e Mancini. Ad una super prestazione dell'attacco ha infatti risposto una difesa tutt'altro che impeccabile, capace di subire a sua volta 4 reti. Da sottolineare la super prestazione di Manuele Malotti, autore di due assist oltre al gol del 3-3. Ecco le pagelle degli amaranto:

Martinez: 5 Quando un portiere subisce 4 gol vuol dire che qualcosa è andato storto, in alcune occasioni poteva fare meglio.

Gentile: 5.5 Non benissimo così come tutta la difesa in occasione della rete dell’1-1 ma nel complesso prestazione ordinata. Dal 45’ Pittino: 5 Fatica come tutto il reparto a contenere le incursioni biancorosse.

Bachini: 5 In calo, dopo essersi imposto come pilastro della difesa amaranto ha iniziato a concedere troppo.

Veseli: 5.5 In crescita, bravo nel prendere posizione sugli avversari ma anche lui incappa in qualche sbavatura.

Rizza: 5 Come quarto di difesa fatica, non riesce a dare il meglio in fase offensiva e nel reparto arretrato concede molto.

Arrigoni: 5.5 Qualche buono spunto per lui ma la sua partita finisce troppo presto. Dal 45’ Bacciardi: 5 Si vede veramente troppo poco

Haas: 5 Colpevole in occasione della rete del 2-2, si perde completamente Andreoli, bravo però nel ripulire tanti palloni.

Malagrida: 7.5 Ritrova la maglia da titolare e si regala una serata da sogno, doppietta e tanta qualità per lui. Dal 65’ Morachioli: 5 Non riesce ad incidere sulla partita.

Aramu: 6.5 Si vede poco, nel primo tempo tocca pochi palloni ma nella ripresa serve uno splendido assist per la rete del 3-3. Dal 77’ Mancini: S.v.

Malotti: 8.5 Questa sera è sceso in campo in forma smagliante, grande imbucata per l’1-0 e splendido pallonetto per il 2-1, ciliegina sulla torta la rete del 3-3.

Gabbiani: 6 Bravo a mettere in difficoltà la difesa biancorossa ma spesso cade vittima della trappola del fuorigioco. Dall’85’ Badoro: S.v.

Steam For Linux Finally Goes 64-Bit

di: BeauHD
16 Ottobre 2026 ore 23:00
Valve has released a new Steam Client beta that finally moves the Linux client to 64-bit architecture, while also placing it inside a containerized Steam Runtime environment. However, Linux users still need 32-bit libraries and graphics drivers for compatibility, meaning fully 64-bit-only systems remain unsupported. VideoCardz.com reports: Valve's updated requirements explicitly state that 64-bit-only installations are not supported. Systems must still provide both 32-bit and 64-bit libraries and graphics drivers, including multilib support. The new client also requires Linux kernel 5.6 or newer and glibc 2.31 or newer. The update also introduces Steam Achievement Sets, a feature we covered earlier that allows developers to organize achievements into separate groups for base games, DLCs and seasonal content. Players can complete individual sets without losing their existing completion status when developers add more achievements. Valve has also updated the achievements page to display progress across these groups. The 64-bit Linux client and Achievement Sets are currently available through the Steam Client Beta. Valve has not confirmed when these changes will reach the stable Linux release. Until then, users on the regular Steam client will continue using the existing architecture.

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La curva del Livorno abbraccia Regazzetti, malato di cancro: "Forza Samuele”. Il calciatore presente in tribuna nel derby (finito 4-4)

16 Ottobre 2026 ore 22:57

Livorno, 16 ottobre 2026 - E' terminata 4-4 a sfida del Picchi fra Livorno e Grosseto, un match a dir poco spettacolare, ma che lascia gli amaranto con un po' di amaro. Alla vigilia del match infatti mister Lucarelli aveva annunciato di voler dedicare la vittoria a Samuele Regazzetti, così non è stato ma le dediche per il difensore amaranto non sono certo mancate. La Curva Nord ha infatti tributato al giocatore un coro speciale e mostrato uno striscione con la scritta: "Forza Samuele". Bella anche la dedica dei compagni, con Malagrida che in occasione della rete dell'1-0 ha esultato mostrato la maglia numero 19.

La partita

Avvio molto vivace al Picchi ma ad uscire meglio dai blocchi è il Livorno che dopo neppure un minuto di gioco conquista il primo angolo della partita. Al 2’ invece arriva la prima parata di Marcu su Malagrida. Al 3’ arriva il vantaggio amaranto proprio con Malagrida che riceve un’ottima palla da Malotti e davanti al portiere non sbaglia. Grosseto un po’ in affanno, complice il ritmo elevato della partita.

Risponde subito però il Grifone, all’8’ è Sabatini a trovare la rete del pareggio con una grande giocata nell’area amaranto. Partita molto più equilibrata ora, con il Grosseto che si propone con continuità dalle parti di Martinez. Dopo alcuni istanti di difficoltà il Livorno si risveglia e al 13’ trova la rete del 2-1, ancora una volta con una gran giocata di Malotti per Malagrida che a tu per tu con Marcu non sbaglia. Al 18’ entra in gioco l’Fvs, a chiederlo è mister Indiani per un presunto fallo da rigore da parte di Gentile su Gori, a seguito di revisione però l’arbitro dice che non c’è nulla.

Girandola di emozioni

Grande occasione per i biancorossi al 24’ con Fiorini che colpisce di testa e il pallone che termina di un soffio al di sopra della traversa. E’ il Grosseto a spingere di più ora, al 33’ Gaddini impegna Martinez in una gran parata. Sempre più vicino al raddoppio il Grosseto, al 40’ è Pitti a sfiorare il pareggio la sua conclusione però termina di poco sopra la traversa. Era nell’aria e al 46’ arriva la rete del 2-2 firmata da Andreoli. Partita nuovamente in equilibrio quindi al rientro negli spogliatoi.

Nonostante sia stato il Livorno ad approcciare con più foga il secondo tempo è il Grosseto a mettere il muso avanti con la zampata di Pitti al 52’. Il Livorno però non ci sta e al 54’ con Malotti trova la rete del 3-3. Al 58’ ritorna in scena l’Fvs, ancora una volta richiesto da mister Indiani per un contatto in area fra Fabri e Bachini, anche questa volta però per l’arbitro non c’è nulla.

Decisamente più ridotte le occasioni da una parte e dall’altra nel secondo tempo al 74’ per gli amaranto è Pittino a provarci con una gran botta dalla distanza ma Marcu si fa trovare pronto. Gol sbagliato gol subito e al 75’ è Vantaggio a trovare il gol del 3-4 con un bellissimo tiro a giro. La riapre all’88’ Tommaso Mancini che firma la rete 4-4. Al Picchi fra Livorno e Grosseto termina 4-4.

Raimondo fa sognare il Frosinone, Sassuolo al tappeto per 4-2

16 Ottobre 2026 ore 22:55
Raimondo fa sognare il Frosinone, Sassuolo al tappeto per 4-2

FROSINONE (ITALPRESS) – Proseguono i sogni di gloria del Frosinone, che ottiene un’altra vittoria pesante: è 4-2 sul Sassuolo nel segno di Raimondo (tripletta). I neroverdi spingono in avvio con Laurientè e Caleta-Car, ma la reazione ciociara è prepotente. Ghedjemis saggia i riflessi degli avversari e al 9′, dopo un pallone perso da Bakola, i giallazzurri passano: merito del tiro potente di Calò, che spiazza Muric. Il Sassuolo traballa sul tiro di Bracaglia, ma pareggia subito: Bakola si riscatta, assist per Berardi e 1-1 (14′). Il Frosinone risponde immediatamente vedendosi annullare il vantaggio firmato da Kvernadze e continua ad attaccare, dando inizio al Raimondo-show. Al 26′ l’attaccante approfitta dell’errore di Muric e sigla il 2-1, quattro minuti dopo ecco il tris del Frosinone e la sua doppietta: nuovamente disastroso il portiere, ex Man City e Ipswich. L’attaccante entra così nel ristretto club dei giocatori con tre o più marcature multiple in stagione: come lui solo Yamal (tre), meglio solo Raphinha (quattro). Non c’è spazio per rilassarsi allo Stirpe, che assiste a un primo tempo da cinque reti e all’immediato 3-2 del Sassuolo: lo firma Thorstvedt, bravo a sfruttare l’assist di uno spento Esposito (37′). La ripresa si apre con le chances ciociare per Schmid e Kvernadze, e al 57′ arriva la tripletta di Raimondo: tocco sottomisura per correggere la conclusione di Ghedjemis e i gol salgono a sette in sette gare. L’attaccante da un gol ogni 82′ supera così Malen (6 gol) ed è, ora, il capocannoniere della Serie A: una forte candidatura per la Nazionale, nella finestra di novembre. Il Frosinone può così gestire la gara, nonostante il Sassuolo passi alle due punte e provi a farsi vedere con Lipani e Laurientè. Vincono 4-2 i laziali, che salgono a quota 13 punti: notte al quarto posto per Alvini, insieme al Cagliari. Il suo Frosinone si conferma inarrestabile in casa: sconfitte Venezia, Como e Sassuolo. I neroverdi, invece, si fermano a quota 8 punti e non danno seguito alle buonissime prove contro Milan e Juventus.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Raimondo fa sognare il Frosinone, Sassuolo al tappeto per 4-2

16 Ottobre 2026 ore 22:55
Raimondo fa sognare il Frosinone, Sassuolo al tappeto per 4-2

FROSINONE (ITALPRESS) – Proseguono i sogni di gloria del Frosinone, che ottiene un’altra vittoria pesante: è 4-2 sul Sassuolo nel segno di Raimondo (tripletta). I neroverdi spingono in avvio con Laurientè e Caleta-Car, ma la reazione ciociara è prepotente. Ghedjemis saggia i riflessi degli avversari e al 9′, dopo un pallone perso da Bakola, i giallazzurri passano: merito del tiro potente di Calò, che spiazza Muric. Il Sassuolo traballa sul tiro di Bracaglia, ma pareggia subito: Bakola si riscatta, assist per Berardi e 1-1 (14′). Il Frosinone risponde immediatamente vedendosi annullare il vantaggio firmato da Kvernadze e continua ad attaccare, dando inizio al Raimondo-show. Al 26′ l’attaccante approfitta dell’errore di Muric e sigla il 2-1, quattro minuti dopo ecco il tris del Frosinone e la sua doppietta: nuovamente disastroso il portiere, ex Man City e Ipswich. L’attaccante entra così nel ristretto club dei giocatori con tre o più marcature multiple in stagione: come lui solo Yamal (tre), meglio solo Raphinha (quattro). Non c’è spazio per rilassarsi allo Stirpe, che assiste a un primo tempo da cinque reti e all’immediato 3-2 del Sassuolo: lo firma Thorstvedt, bravo a sfruttare l’assist di uno spento Esposito (37′). La ripresa si apre con le chances ciociare per Schmid e Kvernadze, e al 57′ arriva la tripletta di Raimondo: tocco sottomisura per correggere la conclusione di Ghedjemis e i gol salgono a sette in sette gare. L’attaccante da un gol ogni 82′ supera così Malen (6 gol) ed è, ora, il capocannoniere della Serie A: una forte candidatura per la Nazionale, nella finestra di novembre. Il Frosinone può così gestire la gara, nonostante il Sassuolo passi alle due punte e provi a farsi vedere con Lipani e Laurientè. Vincono 4-2 i laziali, che salgono a quota 13 punti: notte al quarto posto per Alvini, insieme al Cagliari. Il suo Frosinone si conferma inarrestabile in casa: sconfitte Venezia, Como e Sassuolo. I neroverdi, invece, si fermano a quota 8 punti e non danno seguito alle buonissime prove contro Milan e Juventus.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Usa, Baiocchi Di Silvestri (Intesa Sanpaolo) “Focus su infrastrutture digitali”

16 Ottobre 2026 ore 22:44
Usa, Baiocchi Di Silvestri (Intesa Sanpaolo)

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “L’impegno di Intesa Sanpaolo è quello di supportare le iniziative nel settore delle infrastrutture digitali attraverso le nostre principali competenze: la finanza di progetto, il corporate lending e, naturalmente, una volta che i progetti entrano nella fase operativa, l’intermediazione sui mercati dei capitali, attraverso emissioni obbligazionarie e strutture di ABS”. Lo ha detto Nicola Baiocchi Di Silvestri, Country Manager Americas e Managing Director di Intesa Sanpaolo, a margine del lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata all’Ambasciata d’Italia a Washington.
xp6/mrv/mgg/azn

Trump licenzia dopo soli 5 giorni la portavoce della Casa Bianca Katie Zacharia

16 Ottobre 2026 ore 22:31
Trump licenzia dopo soli 5 giorni la portavoce della Casa Bianca Katie Zacharia

NEW YORK (ITALPRESS) – Katie Zacharia è stata licenziata, dopo soli cinque giorni, dal suo incarico di portavoce della Casa Bianca. A riportarlo è il New York Times. Trump l’aveva pubblicamente esortata a riconsiderare la sua posizione. «Katie è stata trattata molto male dai media. Le ho detto: ‘Katie, sai, non sei obbligata a continuare se non vuoi'”, aveva riferito il tycoon. Sulla sua nomina erano emerse polemiche relative alle sue qualifiche professionali.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Il valore dell’innovazione farmaceutica al centro del confronto con le Regioni

16 Ottobre 2026 ore 21:22
Il valore dell’innovazione farmaceutica al centro del confronto con le Regioni

GENOVA (ITALPRESS) – Si è svolto a Genova, presso il Palazzo Ducale, il convegno “Misurare il valore dell’innovazione – Dalla valutazione del farmaco agli esiti di salute”, organizzato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) con il patrocinio della Regione Liguria. L’iniziativa ha costituito una nuova tappa del percorso di incontri istituzionali che AIFA sta realizzando nelle diverse Regioni italiane per consolidare il dialogo tra l’Agenzia, le Istituzioni territoriali e tutti i soggetti coinvolti nella governance del farmaco. L’incontro di Genova ha riunito i principali protagonisti del sistema salute attorno a una riflessione condivisa su una delle questioni oggi più rilevanti per l’evoluzione delle politiche del farmaco: la necessità di sviluppare modelli sempre più evoluti di valutazione dell’innovazione, considerando non soltanto l’efficacia clinica dei farmaci, ma anche il loro impatto concreto sulla vita dei pazienti, sull’organizzazione dell’assistenza e sulla sostenibilità complessiva del Servizio Sanitario Nazionale.

Particolare attenzione è stata dedicata al delicato equilibrio tra innovazione e sostenibilità, due dimensioni strettamente connesse che devono trovare una sintesi nelle strategie di sviluppo e di governo dell’assistenza farmaceutica. Misurare correttamente il valore dell’innovazione significa infatti essere in grado di orientare le decisioni pubbliche verso investimenti capaci di produrre benefici duraturi per i cittadini e per il Servizio Sanitario Nazionale.

La giornata, moderata dalla giornalista Tiziana Oberti, si è aperta con i saluti di Massimo Nicolò, Assessore alla Salute della Regione Liguria, Cristina Lodi, Assessore al Welfare, Servizi Sociali, Famiglie, Terza Età e Disabilità del Comune di Genova e Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute.

“Siamo molto contenti che AIFA abbia scelto Genova per questo appuntamento. La valutazione dei farmaci innovativi è una questione strategica: la spesa farmaceutica è una voce importante del bilancio sanitario, ma non possiamo fermarci al costo della terapia – ha sottolineato l’Assessore alla Sanità di Regione Liguria Massimo Nicolò -. Dobbiamo considerare anche i risultati che produce sulla vita delle persone: oggi i farmaci consentono, in moltissimi casi, non soltanto di sopravvivere più a lungo, ma di vivere meglio, anche grazie alla possibilità di controllare patologie che in passato avevano prospettive molto più limitate. Questo significa migliorare la qualità della vita e può contribuire anche a ridurre altri costi, diretti e indiretti, legati alla malattia. Per una regione come la Liguria, dove la longevità è un dato strutturale, poter contare su terapie sempre più mirate e personalizzate è fondamentale. Ringrazio il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e il presidente di AIFA Robert Nisticò, per la presenza a Genova e per il contributo a un confronto importante tra istituzioni nazionali e regionali”.

“In questi quattro anni di Governo abbiamo lavorato per migliorare la governance farmaceutica, con l’obiettivo di programmare meglio le risorse, garantire l’accesso alle cure e affrontare le nuove sfide poste dall’innovazione e dall’aumento delle cronicità, mantenendo sostenibile il Servizio Sanitario Nazionale” ha dichiarato il Sottosegretario Gemmato. “Un impegno che il Ministero della Salute e AIFA portano avanti insieme, per garantire a tutti un accesso sempre più equo e tempestivo alle terapie, comprese quelle più innovative. In questo quadro, gli incontri sul territorio promossi dall’Agenzia rappresentano importanti occasioni di confronto diretto con le Regioni, per ascoltare le esigenze dei diversi contesti territoriali e individuare risposte adeguate ai bisogni di salute della popolazione”.

Nell’introduzione ai lavori, il Presidente dell’AIFA Robert Nisticò ha affermato: “Non possiamo considerare il costo di un farmaco senza valutarne l’impatto e i benefici concreti sulla vita delle persone. Le terapie innovative possono modificare profondamente il decorso di una patologia e, in alcuni casi, arrivare a eradicarla. Per questo serve una visione più ampia, che tenga conto non solo del costo della cura, ma anche dei risultati prodotti, dei risparmi per il sistema sanitario e della qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie. Oggi abbiamo strumenti sempre più avanzati e una quantità enorme di dati, che ci consentono di comprendere meglio il valore delle terapie, ma è fondamentale ascoltare anche la voce dei pazienti. Non esiste un paziente medio: esistono persone, con bisogni e storie diverse, che devono essere al centro dei percorsi di cura. Dietro un farmaco, e il suo costo, c’è la speranza di una vita migliore: da qui dobbiamo partire per riconoscere pienamente il valore dell’innovazione”.

È seguito il keynote speech dal titolo “Ricerca e Terapie Innovative” di Pierluigi Nicotera, già Direttore Scientifico e CEO del DZNE – Centro Nazionale delle Malattie Neurodegenerative in Germania e Direttore scientifico della Fondazione Mondino IRCCS di Pavia.

La seconda parte della mattinata è stata dedicata a una tavola rotonda con protagonisti Pierluigi Russo, Direttore Tecnico-Scientifico di AIFA, Angelo Gratarola, referente della Regione Liguria e membro del CdA AIFA, Francesca Faravelli, Direttore dell’UOC Genomica e Genetica Clinica dell’IRCCS Istituto Gaslini, Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia e Arianna Gregis, Farmindustria.

“L’andamento della spesa farmaceutica è un fenomeno complesso, che non può essere ridotto alla variazione di una cifra da tenere sotto controllo: va letto tenendo conto di tutte le componenti che lo determinano. Con l’arrivo delle nuove terapie, il cui impatto sulla finanza pubblica è significativo, occorre superare la logica della singola area terapeutica e adottare una visione olistica dell’accesso alle cure, più personalizzata e attenta al contesto epidemiologico locale. Valutare e riconoscere l’innovazione richiede percorsi tecnici dettagliati, capaci di cogliere l’impatto sanitario complessivo e i benefici sulla qualità di vita. L’Agenzia considera tutti i driver collegati all’innovazione, ma questo richiede anche una stretta collaborazione con le Regioni: servono attenzione all’appropriatezza e un approccio coordinato, nel rispetto delle rispettive responsabilità”, ha affermato il Direttore Pierluigi Russo intervenendo alla tavola rotonda.

Le conclusioni sono state affidate al Direttore Amministrativo di AIFA Giovanni Pavesi: “Dare più vita agli anni non è solo uno slogan, ma un impegno di fronte alle sfide dell’aumento dell’aspettativa di vita e della cronicità. Per questo occorre allargare la prospettiva della governance, includendo la spesa farmaceutica in una più ampia politica farmaceutica. I 104 medicinali per cui nel 2025 l’Agenzia Europea per i Medicinali ha raccomandato l’autorizzazione ci ricordano che l’innovazione interpella anche l’etica, e che serve rigore scientifico per distinguere ciò che è realmente innovativo da ciò che è solo nuovo. Il compito richiede a tutti gli attori strumenti flessibili e il superamento della logica dei silos: va in questa direzione anche la riorganizzazione dell’AIFA. Il recente ingresso dell’Agenzia nella Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), che permette di condividere in modo trasparente e sicuro i dati dei medicinali autorizzati in Italia, è un ulteriore passo nella trasformazione della sanità pubblica, necessaria per portare la vera innovazione ai pazienti”.

– foto ufficio stampa Regione Liguria –

(ITALPRESS).

Cina, al via quinto Congresso di archeologia cinese nello Shanxi

16 Ottobre 2026 ore 21:20
Cina, al via quinto Congresso di archeologia cinese nello Shanxi

TAIYUAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il quinto Congresso di archeologia cinese si è aperto ieri a Yuncheng, nella provincia settentrionale cinese dello Shanxi, incentrato sul tema “Archeologia: il passato e il futuro”.
In programma fino a sabato, il congresso riunisce centinaia di archeologi cinesi e stranieri, e prevede discorsi programmatici e 28 sessioni parallele, con oltre 570 presentazioni accademiche e 22 conferenze pubbliche.
Yuncheng, la città ospitante, è il luogo in cui 100 anni fa è stato effettuato lo scavo del sito di Xiyin, nella contea di Xia. Il sito risale al Neolitico. Sono stati portati alla luce migliaia di frammenti di ceramica e altri reperti associati alla cultura di Yangshao, che ha avuto origine intorno al corso medio del fiume Giallo e che risale a un periodo compreso tra 4.700 e 7.000 anni fa.
Condotto dall’archeologo cinese Li Ji e dal geologo Yuan Fuli, si è trattato del primo scavo archeologico scientifico moderno eseguito autonomamente da studiosi cinesi, inaugurando una nuova era per l’archeologia cinese e diventando una pietra miliare dell’archeologia moderna del Paese.
Marie Louise Stig Sørensen, professoressa di Preistoria europea e Studi sul patrimonio culturale presso il Dipartimento di archeologia dell’Università di Cambridge e ospite del congresso, ha affermato di essersi interessata all’archeologia relativa alla cultura di Yangshao dopo aver lavorato con alcuni giovani studiosi sulla rilevanza di questa cultura.
“E’ una parte davvero affascinante della nostra storia mondiale e, allo stesso tempo, la sua archeologia è per certi versi molto simile a quella di cui mi occupo in Europa”, ha dichiarato.
Istituito nel 2016, il Congresso di archeologia cinese mira a presentare lo stato attuale e i risultati dell’archeologia cinese, promuovendo una maggiore apertura e gli scambi accademici internazionali e favorendo lo sviluppo complessivo dell’archeologia cinese.

– Foto Xinhua –
(ITALPRESS).

Daily summary as of 16/10/2026 23:00:00

16 Ottobre 2026 ore 23:01

Daily summary as of 16 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 04:30:30
Max Outside Temperature: 66,8°F at 14:20:00
Min Inside Temperature: 63,0°F at 02:30:30
Max Inside Temperature: 73,0°F at 14:20:00
Min Barometer: 29,100 inHg at 02:30:30
Max Barometer: 31,100 inHg at 14:23:59
Max Wind: 12 mph from 000° at 02:30:30
Rain: 0,20 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 04:27:23
Max Wind Chill: 66,8°F at 14:20:00
Min Heat Index: 30,0°F at 04:30:30
Max Heat Index: 65,5°F at 14:20:00
Min Dew Point: -5,4°F at 03:53:20
Max Dew Point: 47,2°F at 14:20:00
Min Outside Humidity: 20% at 02:30:30
Max Outside Humidity: 80% at 14:23:59
Min Inside Humidity: 10% at 14:20:00
Max Inside Humidity: 30% at 02:30:30

Monthly summary as of 16/10/2026 23:00:00

16 Ottobre 2026 ore 23:01

Monthly summary as of 01 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Outside Temperature: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Inside Temperature: 63,0°F at 01/10/2026 19:20:19
Max Inside Temperature: 73,0°F at 01/10/2026 07:20:19
Min Barometer: 29,100 inHg at 01/10/2026 19:20:19
Max Barometer: 31,100 inHg at 02/10/2026 19:20:19
Max Wind: 12 mph from 000° at 01/10/2026 19:20:19
Rain: 3,04 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 01/10/2026 21:17:11
Max Wind Chill: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Heat Index: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Heat Index: 69,4°F at 02/10/2026 09:27:24
Min Dew Point: -5,4°F at 05/10/2026 20:43:09
Max Dew Point: 55,5°F at 08/10/2026 10:35:04
Min Outside Humidity: 20% at 01/10/2026 19:20:19
Max Outside Humidity: 80% at 02/10/2026 19:20:19
Min Inside Humidity: 10% at 01/10/2026 07:20:19
Max Inside Humidity: 30% at 01/10/2026 19:20:19

Yearly summary as of 16/10/2026 23:00:00

16 Ottobre 2026 ore 23:01

Yearly summary as of 01 gen 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Outside Temperature: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Inside Temperature: 55,4°F at 11/01/2026 08:20:02
Max Inside Temperature: 82,6°F at 08/03/2026 11:12:34
Min Barometer: 29,066 inHg at 12/02/2026 10:27:09
Max Barometer: 31,100 inHg at 10/01/2026 14:16:13
Max Wind: 13 mph from 109° at 03/02/2026 07:00:28
Rain: 24,11 in
Max Rain Rate: 1,98 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 15/03/2026 19:51:18
Max Wind Chill: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Heat Index: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Heat Index: 85,7°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Dew Point: -5,4°F at 25/03/2026 19:17:16
Max Dew Point: 66,5°F at 05/05/2026 15:57:30
Min Outside Humidity: 20% at 15/03/2026 17:54:26
Max Outside Humidity: 97% at 04/02/2026 19:44:06
Min Inside Humidity: 10% at 15/03/2026 05:54:26
Max Inside Humidity: 82% at 23/04/2026 21:25:28

The World’s Oldest Shipwreck? Maybe, but ‘We’re All Excited by Maybe.’

16 Ottobre 2026 ore 23:15
Archaeologists said that they had found jars from a shipwreck as much as 4,700 years old, with black residue inside. Outside experts were skeptical but intrigued.

Sabato 17/10, torino: “il confederalismo democratico in kurdistan, una prospettiva per la pace in medio oriente”

16 Ottobre 2026 ore 22:48
Nella puntata di venerdì 16 ottobre 2026 di Mesopotamia – Notizie dal vicino oriente, trasmissione della Cassetta degli attrezzi di Radio Onda d’Urto, abbiamo presentato la conferenza che si svolgerà domani, sabato 17 ottobre, a Torino: “Il confederalismo democratico in...
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Torino: diecimila studenti in corteo si prendono la città. Fermi e arresti.

16 Ottobre 2026 ore 22:48
Oggi, venerdì 16 ottobre, durante il corteo del movimento studentesco torinese, sono state fermate 12 persone e tre di loro sono state portate al carcere minorile cittadino. A loro si somma, da quanto si apprende dai giornali ma non si...
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Spettacolo e gol al Picchi: Us Livorno – Grosseto finisce 4-4

16 Ottobre 2026 ore 22:44

Us Livorno – Grosseto 4-4

US LIVORNO: Martinez, Gentile (1’st Pittino), Veseli, Bachini, Rizza, Arrigoni (1’st Bacciardi), Haas, Aramu (32’st  Mancini), Malagrida (20’st  Morachioli), Malotti, Gabbiani (40’st Badoro). A disp.: Tani, Ciobanu, Menarini, Djidji, Marinari, Bonassi, Mawete, Calabrò. All.: Lucarelli.
US GROSSETO: Marcu, Sabattini (30’pt Gaddini), Damiani, Gori, Fiorini (20’st Fantacci), Ampollini, Brenna, Andreoli (40’st Fiorani), Mannelli (40’st Montini), Fabri (40’st Cerretelli), Pitti. A disp,: Cabella, Menicucci, Mastroianni, Bellini, Gonnelli, Alfani, Ciraudo, Tosi, Lorenzelli, Della Mora. All.: Indiani.
ARBITRO: Tropiano di Bari (Rignanese di Rimini e Singh di Macerata)
RETI: 3′pt e 13’pt Malagrida, 7’pt Sabattini, 46’pt Andreoli, 7’st Pitti, 9’st Malotti, 31’st Fantacci, 42’st Mancini
NOTE: Ammoniti Gabbiani, Bachini, Brenna, Veseli

LIVORNO – Una pioggia di gol e un botta e risposta infinito al Picchi che si regala un derby pazzesco, finito con un pirotecnico 4-4 tra Livorno e Grosseto. Una sfida ricca di capovolgimenti di fronte e colpi di scena, che ha visto le due formazioni affrontarsi a viso aperto dal primo all’ultimo minuto di gara.

Il match si accende subito. Nemmeno tre minuti sul cronometro e gli amaranto passano in vantaggio: Malotti imbecca Malagrida, che a tu per tu con Marcu non perdona e firma l’1-0. La reazione del Grosseto è immediata e al 7′ Sabattini concretizza un’ottima trama avviata da Fabri, superando la difesa di casa e battendo Martinez per il pari. Il Livorno, però, spinge e al 13′ trova il nuovo sorpasso: si rinnova l’asse Malotti-Malagrida, con il numero 11 amaranto lesto a sfruttare il lancio lungo per realizzare la sua personale doppietta. I biancorossi provano a scuotersi prima della fine della prima frazione e, dopo un paio di brividi creati dalle iniziative di Gaddini e Pitti, riescono ad agguantare il 2-2 in pieno recupero, al 46′, con un’incornata o inserimento in scivolata di Andreoli su assist al bacio di Mannelli.

Nella ripresa i ritmi restano vertiginosi. Al 52′ il Grosseto completa la rimonta: ancora Mannelli metronomo di destra confeziona l’ennesimo pallone velenoso per Pitti che, da terra, trova la zampata del 2-3. Passano soltanto due giri di lancette e il Livorno ricuce lo strappo: Aramu recupera con determinazione la palla in scivolata e serve Malotti, freddo nel trafiggere Marcu per il 3-3.

Il match vive di fiammate continue e al 76′ è un capolavoro di Fantacci, entrato da poco, a riportare avanti i maremmani con un tiro a giro di rara bellezza che si infila all’incrocio. Nel finale il Grosseto sfiora addirittura il quinto gol con Gaddini che fa tremare il palo, ma il Livorno non si arrende mai. All’87’ un lancio dalle retrovie pesca il neoentrato Mancini che stoppa e batte l’estremo difensore avversario, siglando il definitivo 4-4.

Dopo cinque minuti di recupero cala il sipario su un incontro vibrante e spettacolare che lascia a entrambe le squadre un punto e tantissime emozioni da consegnare agli archivi.

“Un petomane fantasma mette in fuga i giornalisti in attesa di Zelensky”: il racconto di Politico dalla sala stampa del Consiglio europeo

16 Ottobre 2026 ore 22:42

Fuggiti dalla sala stampa del Consiglio europeo. Ma non per colpa di un allarme bomba. I giornalisti in attesa del presidente ucraino Zelensky sono stati costretti a scappare per colpa del cattivo odore. Sembra, infatti, che un cronista da qualche giorno sia alle prese con problemi di flatulenza: come riporta la giornalista di Politico Zoya Sheftalovich, nascosto tra i media in attesa del leader ucraino c’era un “petomane fantasma” e anche ieri sera la puzza nella stanza aveva messo a dura prova i giornalisti presenti durante un briefing diplomatico. Una notizia del genere non può che infiammare la fantasia dei social: su X gli utenti si sono sbizzarriti, provando anche a ipotizzare il colpevole. Per esempio, Nicholas Lut scrive “She who smelt it, dealt it“, traducibile con “Chi la sente, ne è parente”: che la “petomane fantasma” non sia la stessa Shenftalovich?

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Al festival del gol: Livorno e Grosseto fanno 4-4

16 Ottobre 2026 ore 22:39

LIVORNO - Pareggio giusto tra due grandissime squadre: finisce sul 4-4 tra Livorno e Grosseto. Spettacolo puro all'Armando Picchi, tra due squadre simili, giovani ma già con tanta qualità. Da una parte in panchina Cristiano Lucarelli, dall'altra Paolo Indiani (tra l'altro ex allenatore degli amaranto), due tecnici che prediligono il gioco offensivo, due allenatori con grande carisma e grinta, caratteristiche Continue Reading

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Proteste autotrasportatori, Meloni: Oggi me ne sono occupata con Salvini e Giorgetti

16 Ottobre 2026 ore 22:22

(Agenzia Vista) Bruxelles, 16 ottobre 2026
“Me ne sono occupata nella giornata di oggi, sia col Ministro Salvini, sia col Ministro Giorgetti, particolarmente sulla questione dell’autotrasporto. Il Ministro Salvini ha convocato le associazioni. Siamo sempre stati estremamente solidali con il settore che ovviamente incontra grandi difficoltà e siamo anche al lavoro per cercare di dare ulteriori risposte a questo settore”. Lo dice la premier Giorgia Meloni a Bruxelles.
Ebs
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni: Su Ilva faremo il possibile, non siamo noi ad averla chiusa

16 Ottobre 2026 ore 22:21

(Agenzia Vista) Roma, 16 ottobre 2026
“E’ prevista un’altra riunione a Palazzo Chigi del Governo con i sindacati che rappresentano l’Ilva. Questo ci ha consentito, di liberare i blocchi che le organizzazioni sindacali stavano organizzando. Anche qui faremo tutto quello che possiamo, voglio ricordare che non siamo noi ad aver chiuso l’Ilva. Noi siamo quelli che devono cercare di gestire la questione dall’inizio di questo Governo. Sono stati circa 5 miliardi tra i fondi diretti dello Stato Italiano e quelli di Invitalia che sono stati investiti sull’Ilva, quindi noi siamo al lavoro su tutte queste questioni”. Lo dice la premier Giorgia Meloni a Bruxelles.
Ebs
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni: Parlato con Sanchez. Verso la revoca della sospensione di Schengen

16 Ottobre 2026 ore 22:21

(Agenzia Vista) Bruxelles, 16 ottobre 2026
“Ho parlato con il Primo ministro Sanchez ieri e abbiamo deciso di lavorare nella prossima settimana con i nostri ministri degli Interni per arrivare a sostituire le misure che reciprocamente sono in essere con altre forme di cooperazione. Stiamo andando verso un altro tipo di soluzione ma continuando il monitoraggio per garantire il funzionamento di Schengen e garantire la difesa della nostra Nazione”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando con la stampa a Bruxelles al termine del Consiglio europeo e riferendosi ai colloqui con il premier spagnolo Pedro Sanchez.
Ebs
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni: Bene riferimento a Ets nelle conclusioni del vertice, recepite priorità dell’Italia

16 Ottobre 2026 ore 22:21

(Agenzia Vista) Bruxelles, 16 ottobre 2026
“Sono contenta del fatto che nelle conclusioni del Consiglio Europeo entrino diverse questioni che avevamo posto nelle scorse settimane anche nel documento che avevamo scritto insieme alla Repubblica Ceca relativamente alla questione degli Et: c’è il riferimento alla Research stability Market, agli Ets2, alla necessità di valutare tempistica e salvaguardia per quello che riguarda gli Ets2, e c’è il riferimento alla revisione dell’Ets che è particolarmente urgente”. Lo ha affermato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del Consiglio europeo a Bruxelles.
Ebs
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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No Meloni Day, oltre 400mila studenti in piazza da Nord a Sud: “Vogliamo più aule e meno bombe”. E avvertono: “La nostra sarà una mobilitazione permanente. Se ci togliete il futuro, vi blocchiamo il presente”

16 Ottobre 2026 ore 22:18

Torino, Milano, Genova, Padova, Bologna, Roma, Napoli, Cagliari, Firenze, Venezia. Ci vorrebbe troppo spazio per scrivere l’elenco completo di tutte le città nelle quali gli studenti italiani sono scesi in piazza venerdì, per il “No Meloni Day“. Da Nord a Sud, secondo gli organizzatori sono stati oltre 400mila, tutti con lo stesso obiettivo: urlare al governo che la scuola italiana cade a pezzi e che studiare in questo Paese è sempre più difficile. Per il costo della vita, per il caro affitti e per il clima di repressione politica e culturale che si respira. Centinaia di migliaia di studenti hanno cantato e sfilato per le strade di tutta Italia per far capire alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e a tutto il suo esecutivo, che non appoggiano le sue scelte. Che vogliono “più aule e meno bombe“. Perché, come spiega a ilfattoquotidiano.it Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi, non sono disposti ad accettare che la sicurezza, il diritto allo studio e il benessere di studenti e studentesse vengano trattati come “questioni secondarie”: “Vogliamo essere protagonisti del cambiamento, non spettatori di riforme calate dall’alto”.

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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++ Corteo studenti Torino, lancio di sassi contro gli agenti ++

Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano

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++ Corteo studenti Torino, lancio di sassi contro gli agenti ++

Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano

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++ Corteo studenti Torino, lancio di sassi contro gli agenti ++

Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano

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++ Corteo studenti Torino, lancio di sassi contro gli agenti ++

Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Studenti su monumento a Vittorio Emanuele II, slogan contro Vannacci

Gli insegnanti a sostegno deI corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e deli studenti contro il degrado della scuola. Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Teachers supporting the march against climate change organized by the "Fridays for Future" youth movement, and students protesting against the deterioration of schools. Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti su monumento a Vittorio Emanuele II, slogan contro Vannacci

Gli insegnanti a sostegno deI corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e deli studenti contro il degrado della scuola. Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Teachers supporting the march against climate change organized by the "Fridays for Future" youth movement, and students protesting against the deterioration of schools. Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Studenti su monumento a Vittorio Emanuele II, slogan contro Vannacci

Momenti di tensione al corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e degli studenti contro il degrado della scuola. Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO-- Moments of tension during a protest against climate change, organized by the Fridays for Future movement and students speaking out against the deterioration of schools. Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Studenti su monumento a Vittorio Emanuele II, slogan contro Vannacci

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e degli studenti contro il degrado della scuola, Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++--- A march against climate change by the Fridays for Future group and students protesting against the deterioration of schools, Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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'No Meloni Day' a Cagliari, 600 studenti in corteo 'scuola non si tocca'

Il corteo di circa 600 studenti del 'No Meloni Day' a Cagliari, al motto di 'la scuola non si tocca', 16 ottobre 2026 ANSA / Francesca Melis +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA++

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Liceali in corteo a Roma, 'siamo 20mila'

Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia

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Liceali in corteo a Roma, 'siamo 20mila'

Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia

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Liceali in corteo a Roma, 'siamo 20mila'

Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Liceali in corteo a Roma, 'siamo 20mila'

Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia

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Liceali in corteo a Roma, 'siamo 20mila'

Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

“La scuola non è un privilegio – prosegue Verdecchia -. Pretendiamo che questo principio si traduca in scelte e investimenti concreti”. Le richieste degli studenti, così come i problemi della scuola, sono tante: edifici sicuri, più personale scolastico, maggiori tutele per chi studia e lavora negli istituti e misure per contrastare il caro studio e il carovita, che rendono sempre più difficile proseguire il proprio percorso formativo. Ma c’è anche la contestazione delle politiche del governo, dal decreto Scuola al Ddl di Giuseppe Valditara, fino alla scelta di destinare miliardi alle spese militari anziché all’istruzione pubblica. Una mobilitazione che guarda anche oltre i confini italiani, sull’onda delle proteste dei coetanei in Francia e Spagna, e che rivendica il diritto dei ragazzi a partecipare alle decisioni sul proprio futuro. Perché, come recitava uno striscione esposto al corteo di Firenze: “Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente”.

A Roma, dove secondo gli organizzatori sono scesi in piazza 20mila studenti, il corteo è partito dall’Esquilino e ha attraversato il centro fino a raggiungere il ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere. Tra bandiere palestinesi, cartelli e cori contro il governo e il riarmo. A Milano, migliaia di ragazzi hanno sfilato dietro lo slogan “Nessuno è straniero”. A Firenze, almeno duemila studenti di una quindicina di istituti superiori si sono ritrovati in piazza San Marco, con striscioni contro i tagli alla scuola e le misure sugli alunni stranieri. Mobilitazioni anche in Veneto, con cortei a Padova, Venezia, Treviso e Vicenza, mentre a Bari centinaia di studenti hanno attraversato il centro cittadino per denunciare il carovita e le condizioni degli edifici scolastici. Ma la protesta ha coinvolto anche Torino, Genova, Bologna, Napoli e Cagliari, con cortei, striscioni e iniziative di contestazione. Davanti alla sede di Confindustria del capoluogo ligure è stato bruciato un carro armato di cartone. A Milano, invece, due immagini raffiguranti la premier e Valditara sono state appese a testa in giù vicino ad alcuni cassonetti e colpite con delle uova.

La maggior parte delle manifestazioni si è svolta pacificamente, con qualche momento di tensione, soprattutto a Torino e Roma. Nel capoluogo piemontese, in piazza Castello, alcuni manifestanti si sono staccati dal corteo, coprendosi il volto e lanciando pietre e altri oggetti contro le forze dell’ordine. La polizia ha caricato i giovani e usato gli idranti, costringendo i partecipanti ad allontanarsi verso via Po. Durante gli scontri, alcuni docenti e genitori hanno formato un cordone tra gli studenti e gli agenti. Il bilancio è di tre minorenni arrestati per resistenza aggravata a pubblico ufficiale e oltre 50 manifestanti identificati. A Roma, davanti al ministero dell’Istruzione, sono stati lanciati petardi e altri oggetti, provocando la reazione del ministro Valditara, che ha parlato di “aggressione alle istituzioni e teppismo politico”. Secondo i sindacati di polizia, nel corso della giornata una decina di agenti è rimasta ferita.

Da Bruxelles, Meloni ha commentato solo gli episodi di violenza, accusando i leader delle opposizioni di non averli condannati. “Sono sempre contenta quando c’è la mobilitazione. Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell’ordine”, ha dichiarato la premier. Immediata la replica della segretaria del Pd Elly Schlein: “Non è colpa degli studenti che protestano se non riescono a pagare gli affitti e le scuole cadono a pezzi. Il governo si occupi degli italiani, anziché prendersela con loro”. Anche Giuseppe Conte ha criticato l’esecutivo per la mancata risposta alle emergenze sociali: “Quattro anni di nulla, solo 14 miliardi extra in armi e difesa”, ha commentato il leader del Movimento 5 Stelle. Mentre Angelo Bonelli ha ribadito la condanna di ogni forma di violenza, chiedendo però alla premier di “chiedere scusa agli studenti e agli insegnanti italiani”.

La mobilitazione degli studenti proseguirà ben oltre il “No Meloni Day”. La Rete degli Studenti Medi ha lanciato la campagna nazionale “Generazione Fuoriclasse”, con l’obiettivo di dare continuità alle proteste nelle scuole e nelle piazze. Il prossimo appuntamento è già fissato per sabato 17 ottobre a Roma, dove gli studenti confluiranno nella manifestazione della Via Maestra. E le iniziative proseguiranno fino al 20 novembre. “Le criticità della scuola non sono problemi individuali: sono questioni politiche e collettive, che richiedono risposte strutturali”, spiega ancora Verdecchia. L’obiettivo è costruire una mobilitazione permanente, perché “le decisioni sulla scuola non possono essere prese senza ascoltare chi la attraversa ogni giorno”, conclude la coordinatrice nazionale.

L'articolo No Meloni Day, oltre 400mila studenti in piazza da Nord a Sud: “Vogliamo più aule e meno bombe”. E avvertono: “La nostra sarà una mobilitazione permanente. Se ci togliete il futuro, vi blocchiamo il presente” proviene da Il Fatto Quotidiano.

NASA Names Stephen Cash Marshall Space Flight Center Director

16 Ottobre 2026 ore 22:14
Stephen Cash
Photo of Stephen Cash

NASA Administrator Jared Isaacman has named Stephen Cash director of the agency’s Marshall Space Flight Center in Huntsville, Alabama, effective Monday, Oct. 19. Cash, a veteran NASA engineer and aerospace executive, returns to lead the center where he began his career more than four decades ago.

“Marshall contributions to NASA’s missions are historic and it’s no question why it’s the Center of Excellence for propulsion,” said Isaacman. “Steve Cash is a Marshall legend, has spent his career around the hardware, the people and has been in the seat before making the decisions when human spaceflight is on the line. As Marshall continues its critical role in Artemis and takes on new challenges in advanced propulsion, nuclear power, and the systems that will carry us deeper into the solar system, Steve brings the experience, technical judgment, and mission focus needed to lead the center into that next chapter. I am also grateful to Rae Ann Meyer for the leadership she has provided to Marshall during this transition and for her continued service to NASA.” 

“Leading a NASA center requires a commitment to its people and to the technical capabilities entrusted to them,” said Amit Kshatriya, NASA associate administrator and chief engineer. “Steve understands that the jewel of Marshall is its workforce and that engineering excellence is sustained by giving talented people the opportunity to design, build, test, and learn through hands-on work. As Marshall continues strengthening the manufacturing, structural loads and dynamics, and propulsion capabilities that underpin NASA’s exploration enterprise, Steve’s leadership will help ensure the workforce has opportunities to develop and apply the expertise needed to deliver the agency’s most ambitious missions.”

 As center director, Cash will lead one of NASA’s largest field centers, overseeing a workforce of more than 5,000 civil service and contractor employees and a broad portfolio of propulsion, space systems, scientific research, and technology development activities.  Marshall plays a critical role in NASA’s Artemis program, including the development of NASA’s SLS (Space Launch System) rocket, management of the Human Landing System Program, as well as other capabilities supporting sustained exploration of the Moon and future missions to Mars. Further, Marshall plays a key role in the advancement of nuclear power and propulsion, an area of focus that is expected to grow as NASA works towards sending the first humans to Mars.  

“It is a profound honor to be back home at the Marshall Space Flight Center,” said Cash. “I am humbled to stand alongside the brilliant minds here as we continue to turn the impossible into everyday history.”

Cash began his NASA career at Marshall in 1982 and spent 34 years with the agency, holding senior engineering and management positions supporting some of the nation’s most significant human spaceflight programs.

During his NASA career, Cash served as manager of Marshall’s Space Shuttle Propulsion Office, overseeing critical propulsion systems supporting shuttle through its final missions. He later served as director of Marshall’s Safety and Mission Assurance Directorate from 2011 until his retirement in 2016, providing leadership in safety, reliability, and quality engineering to support mission success across the center.

Following his retirement from NASA, Cash continued his work in the aerospace industry, including serving as vice president for advanced space systems at Axient, supporting the development and execution of major spaceflight programs. In 2024, he was inducted into the Alabama Engineering Hall of Fame in recognition of his contributions to engineering and the nation’s space program.

Cash succeeds Rae Ann Meyer, who has served as Marshall’s acting center director since September 2025. Meyer, who previously served as Marshall’s deputy center director and associate director, has provided leadership and continuity across the center’s programs and operations during her tenure as acting director. Meyer will return to her role as Deputy Center Director.

Established in 1960, Marshall has played a central role in American space exploration for more than six decades, from developing the Saturn rockets that carried astronauts to the Moon during Apollo to advancing the propulsion systems, infrastructure, and technologies supporting the next era of human spaceflight.

For more information about NASA’s Marshall Space Flight Center, visit:

https://www.nasa.gov/marshall

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George Alderman / Cheryl Warner
Headquarters, Washington
202-358-1600
george.a.alderman@nasa.gov / cheryl.m.warner@nasa.gov

Lance Davis
Marshall Space Flight Center, Huntsville, Ala.
256-544-0034
lance.d.davis@nasa.gov

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Oct 16, 2026

After Six Flags Roller Coaster Death, Critics Call for Federal Oversight

16 Ottobre 2026 ore 22:10
Regulation of amusement parks is left to the states, and deaths are rare. But some say stronger rules are needed.

© Elijah Nouvelage/Getty Images

The Goliath roller coaster, where man fell to his death on Monday.

No Meloni Day, la polizia “difende” la prefettura con l’idrante azionato sui manifestanti – Video

16 Ottobre 2026 ore 22:04

Momenti di tensione a Torino quando il corteo degli studenti ha raggiunto Piazza Castello, dove ha trovato gli agenti di polizia a presidio della Prefettura. La polizia ha azionato l’idrante a più riprese contro i manifestanti. Contro le forze dell’ordine poste a protezione dell’edificio sono stati lanciati bastoni, pietre, uova e bottiglie a cui i reparti hanno risposto con l’utilizzo a più riprese di un idrante, qualche carica di alleggerimento e il lancio di qualche lacrimogeno. Al termine delle manifestazioni la questura ha dato notizia dell’arresto di tre minorenni per resistenza a pubblico ufficiale e l’identificazione di altri 50 giovani.

Dopo il movimento dell’idrante e il lancio di lacrimogeni si è verificata anche una carica di alleggerimento della polizia; il gruppo è stato allontanato e si dirige verso il Po. Proseguono alcuni lanci di bottiglie verso le forze dell’ordine. Tra i manifestanti e la polizia un gruppo di insegnanti per mano ha creato una catena umana per impedire ulteriori contatti.

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Meta May Use Sweeping New Commercial TOS to Avoid Millions In AI Licensing Fees

di: BeauHD
16 Ottobre 2026 ore 22:00
Meta is facing criticism over updated commercial terms taking effect October 30 that could give the company broad permission to scrape content from websites linked to business accounts and use it to train AI. Legal experts warn the changes could undermine lucrative AI licensing deals for news publishers, with no direct opt-out for businesses that accept the terms. Ars Technica reports: As Nieman Lab reported Thursday, this will affect all business accounts but is particularly shocking for news publishers who could perhaps charge Meta millions in licensing fees to continually access their articles for AI training. Currently news organizations are fighting a battle with OpenAI over whether such training without licensing is fair use, and Meta's terms seemingly risk granting it sweeping permissions, no matter which way the court leans. "While journalism isn't the only industry that will be affected by this update, virtually every news organization has at least one Meta business account, including Nieman Lab," the lab said. [...] Notably, there is no mention of AI, but it's inferred from a single use of the word "train" and references to automated scraping and crawling. Meta's spokesperson told Nieman Lab that Meta has no plans to use the terms as a legal basis to ignore robots.txt instructions that block scraping on news sites. The company still allows news organizations to opt out of scraping and provides instructions on how to block crawling. A spokesperson told Ars that "there is no change to how Meta uses web crawlers; any suggestion to the contrary is false." However, should courts affirm that AI training non-news articles is fair use, news organizations question if Meta's stance might change, and the terms could be used to freely grab access to content by legally overriding robots.txt instructions.

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Daily summary as of 16/10/2026 22:00:00

16 Ottobre 2026 ore 22:01

Daily summary as of 16 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 04:30:30
Max Outside Temperature: 66,8°F at 14:20:00
Min Inside Temperature: 63,0°F at 02:30:30
Max Inside Temperature: 73,0°F at 14:20:00
Min Barometer: 29,100 inHg at 02:30:30
Max Barometer: 31,100 inHg at 14:23:59
Max Wind: 12 mph from 000° at 02:30:30
Rain: 0,20 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 04:27:23
Max Wind Chill: 66,8°F at 14:20:00
Min Heat Index: 30,0°F at 04:30:30
Max Heat Index: 65,5°F at 14:20:00
Min Dew Point: -5,4°F at 03:53:20
Max Dew Point: 47,2°F at 14:20:00
Min Outside Humidity: 20% at 02:30:30
Max Outside Humidity: 80% at 14:23:59
Min Inside Humidity: 10% at 14:20:00
Max Inside Humidity: 30% at 02:30:30

Monthly summary as of 16/10/2026 22:00:00

16 Ottobre 2026 ore 22:01

Monthly summary as of 01 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Outside Temperature: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Inside Temperature: 63,0°F at 01/10/2026 19:20:19
Max Inside Temperature: 73,0°F at 01/10/2026 07:20:19
Min Barometer: 29,100 inHg at 01/10/2026 19:20:19
Max Barometer: 31,100 inHg at 02/10/2026 19:20:19
Max Wind: 12 mph from 000° at 01/10/2026 19:20:19
Rain: 3,04 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 01/10/2026 21:17:11
Max Wind Chill: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Heat Index: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Heat Index: 69,4°F at 02/10/2026 09:27:24
Min Dew Point: -5,4°F at 05/10/2026 20:43:09
Max Dew Point: 55,5°F at 08/10/2026 10:35:04
Min Outside Humidity: 20% at 01/10/2026 19:20:19
Max Outside Humidity: 80% at 02/10/2026 19:20:19
Min Inside Humidity: 10% at 01/10/2026 07:20:19
Max Inside Humidity: 30% at 01/10/2026 19:20:19

Yearly summary as of 16/10/2026 22:00:00

16 Ottobre 2026 ore 22:01

Yearly summary as of 01 gen 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Outside Temperature: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Inside Temperature: 55,4°F at 11/01/2026 08:20:02
Max Inside Temperature: 82,6°F at 08/03/2026 11:12:34
Min Barometer: 29,066 inHg at 12/02/2026 10:27:09
Max Barometer: 31,100 inHg at 10/01/2026 14:16:13
Max Wind: 13 mph from 109° at 03/02/2026 07:00:28
Rain: 24,11 in
Max Rain Rate: 1,98 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 15/03/2026 19:51:18
Max Wind Chill: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Heat Index: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Heat Index: 85,7°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Dew Point: -5,4°F at 25/03/2026 19:17:16
Max Dew Point: 66,5°F at 05/05/2026 15:57:30
Min Outside Humidity: 20% at 15/03/2026 17:54:26
Max Outside Humidity: 97% at 04/02/2026 19:44:06
Min Inside Humidity: 10% at 15/03/2026 05:54:26
Max Inside Humidity: 82% at 23/04/2026 21:25:28

100th 6Days FIM Enduro Of Nations. D5. Tutto “regolare”, ma il finale annunciato è da pelle d’oca. Ecco perché [VIDEO]

16 Ottobre 2026 ore 21:31
Italia World Trophy in testa, Italia Junior Trophy al comando. Vantaggi rassicuranti e penultima giornata di contenimento. Ma il finale degno della 100ma riserva un incontro di “cartello” sensazionale, eccezionalmente teso e controverso, inaspettatamente cruciale

Ubuntu Stonking Stingray swims into spotlight with pre-release kernel

16 Ottobre 2026 ore 18:27
The latest interim release of Ubuntu is here, complete with kernel 7.3 – even though it isn't officially out yet. It also includes a new speech-to-text system that is intriguing but not fully useful. Ubuntu 26.10 "Stonking Stingray" arrived on time. This is just a couple of weeks after the beta version that we looked at earlier this month, suggesting that the team didn’t encounter any show-stopper bugs. The faster kernel release cycle that Canonical adopted in 2024 has slightly bitten them this time around: the Linux kernel’s new faster AI-boosted release cycle means that 7.2 is relatively old now, but 7.3 isn’t quite ready yet; at the time of writing, it’s on Release Candidate 7 – but Canonical has jumped the gun and used it anyway. So, the release version of Ubuntu 26.10 comes with a pre-release kernel, and machines will get updated to the completed 7.3 as soon as it’s available. We tried the default GNOME edition, with GNOME 51. It looks identical to the beta version. The most visible difference in this release is in the window-tiling assistant, which now displays a Windows-like transient pop-up box offering various tiled arrangements when you drag a window to the edge of the screen. The Myna speech-to-text tool, whose announcement we covered back in June, is now available – albeit as a technology preview. We tested the beta on an old ThinkPad, and while the pre-release OS ran perfectly, Myna didn't work. (Incidentally, after switching to a non-GPU LLM, it does work in the release version – just very slowly.) So, we tried the release version on our newer testbed machine, a Dell XPS 9370. The installation process is more straightforward now, with some official instructions, and as the Dell doesn't have an unsupported Nvidia GPU to complicate things, it worked fine. The installation pulls in nearly a gigabyte of dependencies and language model files: since the installation ISO is already 6⅔ GB, it's probably a good thing that it’s not included. We tested it in the Writer module of LibreOffice 26.8. Invoking it is as simple as pressing Super+J, and then talking. Using the laptop’s built-in microphone, accuracy was poor, but with a USB headset, it improved markedly. It’s a little odd to watch as the model revises the text as you go along, going back and altering words as later ones resolve ambiguities, but it did the job. It doesn’t understand punctuation or commands: words such as "comma," "full stop," "new line," "delete," and so on, were entered into the document along with other text. For a preview, though, it's impressive, and for those who have problems with the use of their arms – such as the Reg FOSS desk just three years ago – this is a seriously useful extra. Ubuntu now just has to catch up with macOS and Windows, both of which have offered speech input for several years – but it's finally entered the race. This is one use of LLMs of which we heartily approve. Alongside the flagship GNOME edition, all the flavors have been updated, which hasn't happened for about a year. For some flavors, this means new versions of their respective desktops, depending on the release cycle of the respective environment. As we said when we looked at the beta release, Kubuntu 26.10 comes with KDE Plasma 6.7.5, which is the final Plasma release to support X11. Although Ubuntu MATE skipped the LTS release earlier this year, it's back with the Stonking release: Ubuntu MATE 26.10 will come as good news for fans of this retro GNOME 2 style desktop. A year ago, Ubuntu Unity missed the 25.10 release, and 26.04 is not an LTS, so fans of Canonical's in-house desktop should take a close look at Ubuntu Unity 26.10. A visible change from previous releases is that it's picked up some accessory apps from the Lomiri desktop, which is the community continuation of what was going to be Unity 8. Ubuntu Unity 26.10 uses the Lomiri terminal emulator by default, and Lomiri's File Manager is available as an alternative to the default Nemo file manager. The "minimal" installation of this release is even more stripped back than Xubuntu Minimal – this version doesn't have the Snap subsystem installed at all. Ubuntu Budgie 26.10 has the very latest Budgie desktop version 10.10.3, which brings some accessibility improvements. Ubuntu Cinnamon 26.10 has an updated version of Mint’s Cinnamon environment, too – it includes the very latest Cinnamon 6.6.9, released in June. Lubuntu 26.10 includes the latest LXQt 2.4, which arrived too close to the release of Lubuntu 26.04 to be incorporated. The other 26.10 flavors are more modest releases, which just pick up the latest versions of their components. Under the hood, there are some deeper changes that affect all editions. As we mentioned in the beta version, more core CLI tools have been replaced with new Rust versions, now including the NTP-sync daemon. Stonking replaces dbus-daemon with dbus-broker, and it uses systemd 261.3. The server version has been updated as well, and now includes AMD ROCm 10.0, OpenSSL 4, OpenSSH 10.5, and the Rust upki tool for revoking security certificates. Canonical’s home-grown TPM-backed full disk encryption is present, but intrepid experimenters who have enabled that on 26.04 can't upgrade for now – this should follow later. One of the benefits of increasingly mature FOSS desktops is that upgrades are increasingly routine, so long as you haven't rolled up your sleeves, lifted the hood, and started customizing the OS. If you just install packages from Snapcraft and leave the OS alone, interim versions are pretty safe these days, and so is the upgrade process. It's one way to avoid being nagged about Ubuntu Pro, if that irks you. Pro is not available on interim releases. By default, LTS versions don't automatically offer to upgrade to interim ones – if you want it, you must opt in. We suggest leaving it until the final version of the kernel, but otherwise, it’s already in good shape. ®

New online tool will check lawyers' sloppy AI-written briefs since they can't seem to be bothered

16 Ottobre 2026 ore 18:08
For lawyers who love to use AI to write legal briefs, there's just one problem: bots hallucinate and make things up. Fortunately, a new tool, CiteProof, promises to crawl over briefs and filings for fabricated case citations and misquoted court opinions before they result in sanctions, fines, or just plain embarrassing dressing downs from a judge. This is hardly a new problem, with lawyers relying on AI to do their work for several years with predictably horrible results. Even if GPT-4 was capable of passing a bar exam in 2023, that doesn’t mean it wasn’t hallucinating case law. OpenAI models aren’t alone in getting lawyers in trouble, either - Claude was actually thrown under the bus by Anthropic’s own lawyers last year when defending the company from a music publishing copyright lawsuit. A declaration in the case from an Anthropic data scientist contained a pair of Claude-formatted citations that pointed to improper records, and lawyers didn’t catch it in review. The lawyers blamed Claude for the issue. Stories of AI hallucinations winding up in legal briefs are everywhere nowadays, and have had serious consequences beyond professional rebukes: A Georgia court decision was even vacated last year after a court order was found to contain fictional citations. In short, AI and the legal world, which demands precision and accuracy, don’t always mix, so a fact checker that can do a better job than apparently absent-minded human reviewers is needed. CiteProof wants to be that fact checker. Free users can run individual checks through CiteProof to look for citations or statutes, while paid users can run in-depth scans that include more detailed verification reports, quotation checking, bulk scanning, and the like. CiteProof admitted that, as a small operation, some vibe-coding was involved in the creation of the platform, but no AI is involved in checking legal briefs for AI. “You cannot reliably catch AI hallucinations with more AI guesswork,” a CiteProof spokesperson told us. “This is the foundational principle of CiteProof.” There aren’t any LLMs or probabilistic models under CiteProof’s hood, we’re told, with queries instead relying on direct, deterministic searches of public court records to look for evidence that what AI is citing for lawyers isn’t being completely made up. It’s not going to tell you whether you’re making a good argument, mind you - CiteProof is just going to free up that legal assistant to do something more productive than checking citations. The only thing that leaves CiteProof’s servers, the company claims, is strings extracted from citations that can be input into CourtListener to figure out if they’re real. Everything runs in the US, and nothing is stored or transmitted to an LLM at any point, CiteProof says. But why encourage lawyers to use more AI if it’s not a reliable tool for their purposes? The genie is already out of the bottle, CiteProof says, even if it is a real messy genie who just makes stuff up. “Lawyers and associates are already using AI to speed up research and drafting, and that adoption isn't stopping,” the representative told us. “CiteProof isn't encouraging blind AI adoption—it acts as an objective, non-AI guardrail to ensure that if someone uses generative tools to draft, fabricated citations are caught before hitting a court docket.” It’s better than nothing, even if it doesn’t come cheap: A single brief costs $49 to check if you don’t opt for the limited free tier, with bundles offering multiple briefs at a discount ($199 for a five-pack), all the way up to $499 a month for 200 brief reviews for law firms that just can’t stop relying on AI to make their arguments for them. ®

Daily summary as of 16/10/2026 21:30:00

16 Ottobre 2026 ore 21:31

Daily summary as of 16 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 04:30:30
Max Outside Temperature: 66,8°F at 14:20:00
Min Inside Temperature: 63,0°F at 02:30:30
Max Inside Temperature: 73,0°F at 14:20:00
Min Barometer: 29,100 inHg at 02:30:30
Max Barometer: 31,100 inHg at 14:23:59
Max Wind: 12 mph from 000° at 02:30:30
Rain: 0,20 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 04:27:23
Max Wind Chill: 66,8°F at 14:20:00
Min Heat Index: 30,0°F at 04:30:30
Max Heat Index: 65,5°F at 14:20:00
Min Dew Point: -5,4°F at 03:53:20
Max Dew Point: 47,2°F at 14:20:00
Min Outside Humidity: 20% at 02:30:30
Max Outside Humidity: 80% at 14:23:59
Min Inside Humidity: 10% at 14:20:00
Max Inside Humidity: 30% at 02:30:30

Monthly summary as of 16/10/2026 21:30:00

16 Ottobre 2026 ore 21:31

Monthly summary as of 01 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Outside Temperature: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Inside Temperature: 63,0°F at 01/10/2026 19:20:19
Max Inside Temperature: 73,0°F at 01/10/2026 07:20:19
Min Barometer: 29,100 inHg at 01/10/2026 19:20:19
Max Barometer: 31,100 inHg at 02/10/2026 19:20:19
Max Wind: 12 mph from 000° at 01/10/2026 19:20:19
Rain: 3,04 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 01/10/2026 21:17:11
Max Wind Chill: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Heat Index: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Heat Index: 69,4°F at 02/10/2026 09:27:24
Min Dew Point: -5,4°F at 05/10/2026 20:43:09
Max Dew Point: 55,5°F at 08/10/2026 10:35:04
Min Outside Humidity: 20% at 01/10/2026 19:20:19
Max Outside Humidity: 80% at 02/10/2026 19:20:19
Min Inside Humidity: 10% at 01/10/2026 07:20:19
Max Inside Humidity: 30% at 01/10/2026 19:20:19

Yearly summary as of 16/10/2026 21:30:00

16 Ottobre 2026 ore 21:31

Yearly summary as of 01 gen 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Outside Temperature: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Inside Temperature: 55,4°F at 11/01/2026 08:20:02
Max Inside Temperature: 82,6°F at 08/03/2026 11:12:34
Min Barometer: 29,066 inHg at 12/02/2026 10:27:09
Max Barometer: 31,100 inHg at 10/01/2026 14:16:13
Max Wind: 13 mph from 109° at 03/02/2026 07:00:28
Rain: 24,11 in
Max Rain Rate: 1,98 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 15/03/2026 19:51:18
Max Wind Chill: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Heat Index: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Heat Index: 85,7°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Dew Point: -5,4°F at 25/03/2026 19:17:16
Max Dew Point: 66,5°F at 05/05/2026 15:57:30
Min Outside Humidity: 20% at 15/03/2026 17:54:26
Max Outside Humidity: 97% at 04/02/2026 19:44:06
Min Inside Humidity: 10% at 15/03/2026 05:54:26
Max Inside Humidity: 82% at 23/04/2026 21:25:28

What Measures Keep Students Safe? Prevention, Not Defenses, Experts Say

The gunman who killed four in Bend, Ore., entered an elementary school by shooting through a locked door, raising questions about what more schools can do to protect children.

© Mathieu Lewis-Rolland/Getty Images

Three children and a teacher were killed at Silver Rail Elementary School in Bend, Ore., by an armed attacker on Thursday.

Israeli Settlers Attack Palestinians and Washington Post Journalist in West Bank

16 Ottobre 2026 ore 21:26
In the latest surge of violence, settlers targeted Palestinians during the olive harvest, a cultural touchstone and economic lifeline in the Israeli-occupied area.

© Ammar Awad/Reuters

Israeli settlers gathering as Palestinians harvested olives in the West Bank, on Friday.

Israeli Settlers Attack Palestinians and Washington Post Journalist in West Bank

16 Ottobre 2026 ore 21:26
In the latest surge of violence, settlers targeted Palestinians during the olive harvest, a cultural touchstone and economic lifeline in the Israeli-occupied area.

© Ammar Awad/Reuters

Israeli settlers gathering as Palestinians harvested olives in the West Bank, on Friday.

Dove va il Terzo settore?

Questo è il primo di una breve serie di articoli di Alessandro Messina dedicata all’evoluzione del terzo settore in Italia

In Italia il terzo settore è fatto di associazioni sportive e culturali, cooperative sociali, fondazioni, organizzazioni di volontariato, enti che si occupano di assistenza, salute, educazione, ambiente, cooperazione internazionale. È un universo di oltre 360 mila organizzazioni, quasi 900 mila lavoratori e milioni di volontari.
Negli ultimi vent’anni questo mondo è cresciuto molto e ha assunto un ruolo sempre più importante nella produzione di servizi di welfare, nell’occupazione e nella vita dei territori. Ma è cambiato anche al proprio interno. Cooperative sociali e fondazioni hanno aumentato peso economico e capacità organizzativa, mentre molte associazioni e organizzazioni di piccola e media dimensione faticano a mantenere equilibrio economico e autonomia. 

Capire come è cambiato il terzo settore significa quindi capire come stanno cambiando il welfare italiano, il rapporto tra pubblico e privato, il lavoro sociale, il volontariato e la partecipazione civile. 

Ci aiutano i dati dell’Istat, che in serie storica coprono un arco di tempo di 22 anni: nel 1999 le istituzioni non profit attive in Italia erano 221 mila; nel 2021 sono diventate 361 mila. Nello stesso periodo gli occupati sono saliti da 532 mila a 894 mila e i ricavi, calcolati a prezzi costanti, da 52,9 a 92,9 miliardi di euro. Anche correggendo il dato per alcune componenti statistiche anomale, la crescita reale resta del 58,7%. 

Per capire dove porta questa crescita può essere utile riprendere una classificazione proposta alla fine degli anni Novanta da Lester Salamon e Helmut Anheier (“Social Origins of Civil Society”, 1998)⁠. Nel loro studio comparato sui sistemi non profit distinguevano quattro modelli, incrociando due variabili: quanto pesa il terzo settore nell’economia e quanto spende lo Stato per il welfare. Ne risultavano quattro configurazioni: liberale, con spesa pubblica relativamente bassa e nonprofit ampio; socialdemocratica, con forte welfare pubblico e nonprofit più piccolo; corporativa, con alta spesa pubblica e un ampio sistema di soggetti non profit coinvolti nella produzione dei servizi; statista, con entrambi gli elementi relativamente deboli.  Lo studio collocava l’Italia di allora, sia pure meno nettamente della Svezia, vicino al modello socialdemocratico: spesa sociale pubblica relativamente alta e un settore non profit ancora piccolo se misurato attraverso l’occupazione. 

Ventidue anni dopo il quadro è molto diverso. L’occupazione non profit è cresciuta del 68%. I ricavi delle cooperative sociali sono passati, in termini reali, da 4,2 a oltre 17 miliardi di euro. Oggi queste cooperative concentrano più della metà dell’occupazione dell’intero settore. Nei servizi sociali gli occupati sono passati da 151 mila a 438 mila.

La traiettoria italiana sembra quindi essersi spostata verso il quadrante corporativo: lo Stato continua a finanziare e regolare una parte importante del welfare, mentre una quota crescente della produzione concreta dei servizi è affidata a cooperative sociali, fondazioni e altri soggetti non profit.

Resta aperta una questione decisiva: quanto questo passaggio sia stato progettato. Nei dati si vede una direzione precisa. Tra il 1999 e il 2021 i ricavi da contratti con la Pubblica amministrazione sono cresciuti del 59,9% in termini reali, mentre i sussidi sono diminuiti del 28,6%. All’interno delle due principali fonti pubbliche, il peso dei contratti è salito dal 76,3% all’87,8%. È difficile leggere questa trasformazione come una semplice evoluzione spontanea. Allo stesso tempo, manca una scelta pubblica altrettanto esplicita sulle condizioni economiche, patrimoniali e finanziarie necessarie a sostenere il sistema che si stava costruendo.

Da un terzo settore molto più grande, molto più coinvolto nella produzione del welfare e molto più differenziato (e diseguale) al proprio interno. Per interrogarci su quanto, nei prossimi anni, questo modello saprà garantire pluralismo, autonomia e capacità di investimento, oppure se tenderà a concentrare risorse e potere organizzativo in un numero sempre più ristretto di soggetti.

DIEGO FUSARO: La filosofia di fronte all'Intelligenza Artificiale. Limiti, problemi e opportunità

16 Ottobre 2026 ore 21:15

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Pope Asks Putin for a Cease-Fire for a Ukrainian City Under Siege

Recovering from lung cancer surgery, Pope Leo XIV spoke with Vladimir V. Putin to make a plea for Oleshky, where mines and drones have trapped some 2,000 people who are at risk of starvation.

© Alessandra Tarantino/Associated Press

Pope Leo XIV entering a hospital in Rome before his surgery, on Tuesday.

An OpenAI Research Agent 'Stole' Test Ethereum to Finish a Coding Task

di: BeauHD
16 Ottobre 2026 ore 21:00
An OpenAI research model reportedly accessed an Ethereum testnet wallet without permission in order to complete a coding task during internal training. "This case shows that a model can substitute its own judgment about likely harm for the account holder's permission, then act on that judgment without authorization," OpenAI wrote. Engadget reports: The incident, which occurred on June 26, happened while a GPT-5.6 Sol model was in internal training. The task involved updating a crypto trading prototype and deploying contracts (publishing special code) on an Ethereum test network called Sepolia. Payment of a network fee is required for such contracts, but OpenAI "supplied no funded wallet and gave no permission to spend funds from an account the model found independently," OpenAI said in the report. The lack of funds at first stymied the agent, but it was not to be discouraged. The model reasoned that it could use public developer recovery phrases (similar to those you might use to recover a password) to access keys from unauthorized accounts. It tracked down 362 addresses open to that avenue of attack and found one that held enough Sepolia ETH to finish its deployment (to be clear, Sepolia ETH has no value outside of testing). Like many criminals, the agent reasoned that someone must have left this access open for automated draining of the ETH "faucets." It also figured that the crypto was effectively "abandoned" and "valueless," according to OpenAI's misalignment records. The piece de resistance was that the agent "did not disclose that it had selected a funded account through a public recover phrase or spent that account's balance," OpenAI said. To prevent similar events in the future, the company is now monitoring all traffic and paging security if live internet access is detected.

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Usa, Cimmino (Confindustria) “Innovazione e asse transatlantico per le imprese”

16 Ottobre 2026 ore 20:59
Usa, Cimmino (Confindustria)

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Confindustria ha un ruolo strategico nell’accompagnare le imprese nel mondo, ed è chiaro che gli Stati Uniti sono il nostro primo mercato fuori dai confini dell’Unione Europea. La nostra presenza è testimonianza dell’impegno per colmare sempre di più il gap che avvertiamo in questo momento in Europa e in Italia sulle tematiche dell’innovazione, attraverso una collaborazione sempre più stretta all’interno dell’asse transatlantico”. Lo ha detto Barbara Cimmino, Vicepresidente per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti di Confindustria, a margine del lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata all’Ambasciata d’Italia a Washington
xp6/mrv/mgg/azn

“Noi in fuga a piedi da Oleshky, la città assediata ricordata dal Papa”

16 Ottobre 2026 ore 20:59
Viktor e Irina si sono incamminati sulla via della morte, lui spingendo la carriola con il padre 80enne: “Un drone mi è volato tre volte sulla testa, poi si è schiantato in un fosso ed è esploso”

© RaiNews

Trump smentisce Musk: “Non siamo stati noi a depotenziare Starlink all’Ucraina”

16 Ottobre 2026 ore 20:55

Diventa un mistero la decisione di depotenziare il sistema Starlink necessario all’Ucraina per avere comunicazioni tempestive anche sulla linea del fronte e riuscire a intercettare in tempo gli attacchi lanciati dalla Russia. L’esercito e i vertici del governo, nei giorni scorsi, avevano denunciato il funzionamento parziale del sistema che si è protratto per giornate intere lasciando il Paese sotto il tiro dei missili e dei droni di Mosca. Inizialmente, si era pensato a una scelta presa da Elon Musk, che nelle stesse ore stava attaccando il presidente ucraino su X, ma poi il miliardario americano aveva smentito dicendo che la responsabilità era da attribuire completamente al Pentagono. Dopo giorni di comunicazioni a singhiozzo, il nuovo colpo di scena: Trump, scrive Axios, ha detto che gli Stati Uniti non sono coinvolti nel depotenziamento dei servizi Starlink in Ucraina.

Come detto, Musk è stato il primo ‘indiziato’ per la decisione di penalizzare le comunicazioni ucraine tramite il sistema satellitare di SpaceX, essendone il fondatore e avendo espresso, nelle stesse ore, considerazioni critiche nei confronti di Zelensky, dicendo ad esempio che “è andato troppo oltre” e, più chiaramente, che “deve dimettersi“. Ma era stato lui stesso a spiegare che il funzionamento del sistema implica che solo l’esercito Usa possa disporre un depotenziamento del genere. La versione militare di Starlink è infatti Starshield, un sistema progettato e sviluppato sempre da Starlink, ma di proprietà e gestione esclusiva del Pentagono. Ed è quindi solo il Dipartimento della Guerra Usa a decidere se e quali limiti imporre, tenendo conto che è quella la tecnologia in uso all’esercito di Kiev.

Nella serata di venerdì, però, è arrivata la smentita direttamente dal presidente Trump. Una smentita che alimenta il mistero dietro allo sgambetto all’esercito di Zelensky.

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Ministero degli Esteri russo: Mosca e Roma non hanno contatti a pieno titolo a causa della politica anti-russa del governo italiano

16 Ottobre 2026 ore 20:54

Mosca, 16 ottobre. INTERFAX – La Russia è sempre pronta a una cooperazione costruttiva e reciprocamente vantaggiosa con tutti i Paesi, a condizione che non abbiano una politica estera ostile e russofoba, ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

“Siamo sempre stati pronti a sviluppare relazioni con tutte le forze costruttive che non abbracciano la russofobia e che non agiscono contro il nostro Paese”, ha affermato, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla possibilità di riprendere la cooperazione russo-italiana.

La diplomatica ha osservato che, a causa della politica anti-russa del governo italiano, al momento non ci sono contatti a pieno titolo con Roma, ma i cittadini italiani sono estremamente interessati a instaurare rapporti adeguati con Mosca.

“La Roma ufficiale non ha abbastanza volontà politica di agire nell’interesse dei suoi cittadini, contrariamente, per così dire, alle richieste dei suoi padroni a Bruxelles e nelle altre capitali”, ha concluso Zakharova.

Fonte: https://www.interfax-russia.ru/rossiya-i-mir/mid-rf-u-moskvy-i-rima-net-polnocennyh-kontaktov-iz-za-antirossiyskoy-politiki-pravitelstva-italii

Tradotto da Eliseo Bertolasi

Energia, Meloni “Chiusa la trattativa con la Ue, contenta del risultato”

16 Ottobre 2026 ore 20:39
Energia, Meloni "Chiusa la trattativa con la Ue, contenta del risultato"

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Abbiamo chiuso con la Commissione europea la trattativa sul decreto bollette, misure che avevano approvato tempo fa ma che avevano bisogno di un ok: una trattativa lunga ma costruttiva, e che è molto importante perchè ci consente di intervenire per abbassare le bollette”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni parlando a margine del Consiglio europeo a Bruxelles. “Sono molto contenta di questo risultato e sono molto ottimista sulle richieste in materia di maggiore flessibilità per affrontare la situazione complessa che tutti stanno affrontando – ha aggiunto -. Abbiamo notato significativi progressi, credo che ci sia maggiore flessibilità. Su questo tema l’Italia è stata molto determinata e non è sola”.
mrc/azn
(Fonte video: Palazzo Chigi)

US: Trump dismisses Zampolli amid dispute over parallel diplomacy involving Russia and the Balkans

16 Ottobre 2026 ore 20:37

Italiano

He conducted himself like a head of state, exercising an extraordinary degree of autonomy that appeared to place him beyond the established chain of command. Paolo Zampolli’s removal from Donald Trump’s administration may have broader political implications than a personal dispute with Deputy Secretary of State Christopher Landau. Behind the dismissal of the Italian-American businessman, a longtime friend of the president who served as US Special Representative for Global Partnerships until October 15, lies a fundamental question about control over American foreign policy: how far can someone close to the White House go in conducting diplomatic initiatives, meeting representatives of foreign governments and promoting international agreements without going through the State Department?

The immediate explanation for his dismissal came from Politico, which reconstructed months of clashes between Zampolli and Landau through a series of emails. But an examination of the former representative’s international activities suggests that the dispute went beyond questions of hierarchy. From Russia to Serbia, from Republika Srpska to Central Asia, Zampolli had developed a network of political and economic relationships that appeared to extend well beyond his cultural mandate. What remains unclear is whether these initiatives were directly authorized by Trump, tolerated by the White House or pursued with a degree of autonomy that the State Department was no longer prepared to accept.

One particularly significant development emerged from Russia. Yesterday, on the very day of his dismissal, the Russian state news agency TASS published an extensive interview with Zampolli, identifying him as a special representative of the US president. The subject was sports cooperation between the United States and the Russian Federation, but the discussion went well beyond organizing competitions. Zampolli argued that sport could reopen channels of dialogue closed by political tensions and proposed structured cooperation between Washington and Moscow, including hockey games, football matches, exchanges involving athletes and coaches, and a joint coordination mechanism.

The former representative had also expressed support for the gradual reintegration of Russian athletes into international competitions, hoping for their fuller participation in the 2028 Los Angeles Olympics. He welcomed the return of the Russian flag and national anthem at the Paralympic Games in Italy, describing it as an important step forward. These remarks, however, did not constitute an official announcement by Washington concerning the restoration of Russian participation under national symbols. They were statements made by Zampolli during an interview, with no corresponding decision by US authorities or Olympic governing bodies having been established.

The most relevant detail is that Zampolli had already met Russian Sports Minister Mikhail Degtyarev on September 1 in Bishkek, Kyrgyzstan. In his interview with TASS, he confirmed that the two had discussed the 2028 Olympics and prospects for sports cooperation between their respective countries. He also expressed a willingness to travel to Moscow to achieve concrete results, provided there were clearly defined objectives and support from the appropriate institutional channels. The meeting with Degtyarev therefore establishes that direct contact had taken place with a member of the Russian government, while his willingness to visit Moscow confirms his intention to develop that channel further.

Sports diplomacy does not, in itself, constitute a violation of a cultural representative’s mandate. In Zampolli’s case, however, it takes on a different significance when viewed against the backdrop of his confrontation with Landau. According to emails obtained by Politico and also reported by Corriere della Sera, as early as November 14, 2025, the deputy secretary of state had ordered him to cease activities not directly related to cultural diplomacy. The message, copied to 15 other officials, left little doubt about the existence of an institutional conflict. Landau challenged Zampolli over foreign policy initiatives and commercial and economic activities he considered unauthorized, going so far as to warn of disciplinary consequences and dismissal.

Zampolli rejected the accusations and invoked his direct relationship with Trump. This confrontation lies at the heart of the affair. On one side stood the State Department, determined to retain control over diplomatic initiatives; on the other, a presidential representative who believed he could operate on the strength of the president’s personal confidence. The issue was not merely who had the authority to issue instructions, but who had the power to represent the United States in its dealings with foreign governments.

A second line of inquiry leads to the Balkans, where Zampolli’s activities had taken on an even more explicitly political character. On February 10, 2026, the Republika Srpska news agency SRNA reported a meeting in Banja Luka between the American representative and Milorad Dodik, leader of the SNSD and former president of the Serb entity within Bosnia and Herzegovina. Dodik described the meeting as a continuation of a visit to Washington and an opportunity to strengthen dialogue with international centers of power, explicitly emphasizing Zampolli’s closeness to Trump.

The context is crucial. Republika Srpska is not an independent state but one of the two entities that make up Bosnia and Herzegovina. Dodik’s political initiatives, his advocacy of greater autonomy for the Serb entity and his repeated confrontations with Bosnia’s central institutions have long had an international dimension. His ties with Moscow and his positions on Bosnia and Herzegovina’s constitutional structure make any contact with American representatives that could be interpreted as political recognition particularly sensitive.

Against this backdrop, Zampolli’s presence in Banja Luka appears to have been more than a routine exercise in cultural diplomacy. Dodik presented the meeting as part of a political relationship with Washington, while the reference to the representative’s personal closeness to Trump enhanced its symbolic significance. There is, however, no evidence that Zampolli had been authorized to negotiate matters concerning the status of Republika Srpska or the institutional framework of Bosnia and Herzegovina.

Politico’s account adds a significant detail: Landau reportedly intervened to clarify the limits of Zampolli’s authority to Serbian officials. When considered alongside the emails insisting that the representative remain within his cultural mandate, this episode shows that the State Department’s concerns were not confined to internal disagreements. They had already affected dealings with foreign counterparts.

Russia and Republika Srpska therefore represent two distinct aspects of the same underlying issue. In the first case, Zampolli promoted a revival of US-Russian relations through sport, meeting a Russian government minister and proposing new bilateral initiatives. In the second, he engaged with a central figure in Bosnia’s political tensions, in circumstances where his proximity to the White House could be interpreted as a signal of American support. There is insufficient public evidence to suggest that the two activities were coordinated or formed part of a common strategy. Both, however, help explain why the State Department may have regarded the representative’s operational autonomy as problematic.

Adding another layer of complexity was the economic dimension. Landau had also challenged Zampolli over potentially unauthorized commercial activities. The former representative, for his part, maintained that he had helped facilitate major deals, including Uzbekistan Airways’ purchase of 22 Boeing aircraft. The issue touches on a defining feature of Trump’s foreign policy, in which diplomatic relationships, investment and commercial agreements are often closely intertwined. But promoting economic opportunities within the scope of an authorized appointment is one thing; using a government position to pursue initiatives without coordinating with the relevant institutions is quite another. Landau’s allegations, however, do not amount to proof of unlawful conduct.

The dismissal came just hours after Politico published its investigation. A US administration official confirmed that Zampolli’s appointment had been terminated and that the businessman was no longer a government employee. Zampolli said he was not surprised by the decision and posted a conciliatory message on X, noting that Trump had extended his appointment by more than six months and thanking the president, Secretary of State Marco Rubio and the administration.

According to Zampolli’s own account to Corriere della Sera, Trump personally called him and encouraged him to return to business. The former representative’s version suggests a mutually agreed departure, or at least one that did not involve a definitive personal rupture. The official confirmation of his dismissal and the previously documented conflict with Landau, however, point to a more complicated affair.

Finally, there is the timing of the TASS interview. On October 15, the Russian news agency portrayed Zampolli as an American interlocutor working to promote rapprochement between Moscow and Washington. That same day, news emerged of his removal from his State Department position. The sequence is politically significant, but it does not establish that the interview triggered his dismissal. It is not known when the interview was conducted or whether senior US officials were aware of its contents beforehand. Moreover, the dispute with Landau had begun many months earlier.

The affair may therefore have less to do with individual initiatives involving Russia or the Balkans than with the way Zampolli exercised his role. The former representative appeared to operate in a gray area between cultural diplomacy, personal political relationships and the promotion of economic agreements. His closeness to Trump gave him access and visibility, but not necessarily unlimited authority over foreign policy matters.

It is in this overlap of responsibilities that a possible political explanation for his removal emerges. The State Department may have been willing to accommodate a representative tasked with promoting cultural relations and international partnerships, but not one who appeared, in the eyes of foreign governments, to offer an alternative to official diplomatic channels.

The unanswered question is whether Trump decided to put an end to a form of personal diplomacy that had become too independent, or whether he simply chose to back Landau once the conflict became public. The available evidence does not allow for a definitive conclusion. What it does show, however, is that the affair involved far more than an exchange of emails: it was a fundamental dispute over who had the authority to speak and negotiate on behalf of the United States.

Fi, Martusciello in chat: “A Capri venite domani per Tajani, oggi è fiacco”. E Zangrillo si arrabbia

Polemiche in Forza Italia per il messaggio dell’europarlamentare e leader campano del partito alla vigilia dell’evento dei giovani di Confindustria sull’isola azzurra. Il ministro della Pubblica amministrazione: “Voglio sperare che queste parole non siano vere”

GT World | Porsche-Boutsen VDS in Pole Position a Portimão, Verstappen partirà 15°

16 Ottobre 2026 ore 20:30
La Porsche di Boutsen VDS ha centrato la Pole Position per la 3h di Portimão che andrà a chiudere la stagione 2026 di Endurance Cup del GT World Challenge Europe, dove la Mercedes di Max Verstappen si ritrova solamente 15a in griglia di partenza.
Dopo le due sessioni di Prove Libere disputate in giornata, il dipartimento tecnico di SRO Motorsports Group ha messo mano al Balance of Performance ...Continua a leggere

Usa-Italia, Rocca “Nuove opportunità di investimento per i nostri territori”

16 Ottobre 2026 ore 20:26
Usa-Italia, Rocca

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “È un’amicizia storica quella che c’è tra Italia e Stati Uniti. Le nuove tecnologie e l’innovazione sono al centro dell’attenzione di chiunque abbia a cuore la crescita dei propri territori. È un’occasione per incontrare investitori, per comprendere meglio qual è l’ambiente migliore per attrarre nuovi investimenti sulle nostre regioni”. Lo ha detto Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, a margine del lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata all’Ambasciata d’Italia a Washington.
xp6/mrv/mgg/azn

Estrazioni Lotto, Superenalotto, 10eLotto di oggi venerdì 16 ottobre: tutti i numeri vincenti

16 Ottobre 2026 ore 20:24

Nuovo appuntamento con la fortuna. Questa sera sono in programma le estrazioni del Lotto sulle undici ruote, del 10eLotto collegato – con Numero Oro, Doppio Oro ed Extra – e del SuperEnalotto.

Lotto oggi, estrazioni di venerdì 16 ottobre

BARI 13 07 33 24 26

CAGLIARI 41 25 22 86 82

FIRENZE 29 82 19 73 22

GENOVA 66 84 02 41 83

MILANO 72 48 32 25 03

NAPOLI 46 59 14 02 22

PALERMO 44 17 21 38 63

ROMA 05 47 75 34 87

TORINO 57 46 28 01 88

VENEZIA 45 62 64 15 58

NAZIONALE 28 90 30 40 36

Superenalotto, l’estrazione di oggi

35 41 44 54 55 76

Numero jolly 58

Numero superstar 55

10eLotto, tutti i numeri vincenti

10eLotto – Numeri vincenti: 05 07 13 17 25 29 33 41 44 45 46 47 48 57 59 62 66 72 82 84

NUMERO ORO:13

DOPPIO ORO:13 7 

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Russia Appears to Step Up Efforts to Influence U.S. Voters

One campaign has created social media posts focusing on U.S. support for Israel to sow discord ahead of the midterm elections.

© Anastasia Barashkova/Reuters

American officials say they have identified similar influence campaigns by Russia and others in years past, all trying to create discord over contentious topics.

China bar exam row sinks Trump press secretary Katie Zacharia after just 5 days

Katie Zacharia was “let go” as White House press secretary on Friday, a White House official said, five days into a tenure dominated by questions over her claimed legal career in China, where she said she had passed a bar exam. Her exit came on the same day Beijing invited her to visit China more often, responding to her remark that the country “doesn’t even have proper toilets”. US President Donald Trump said he had urged her to reconsider the job but denied firing her. “I told her: ‘I think...

China bar exam row sinks Trump press secretary Katie Zacharia after just 5 days

Katie Zacharia was “let go” as White House press secretary on Friday, a White House official said, five days into a tenure dominated by questions over her claimed legal career in China, where she said she had passed a bar exam. Her exit came on the same day Beijing invited her to visit China more often, responding to her remark that the country “doesn’t even have proper toilets”. US President Donald Trump said he had urged her to reconsider the job but denied firing her. “I told her: ‘I think...

Cina, spesa per ricerca e sviluppo in aumento dell’8,2% nel 2025

16 Ottobre 2026 ore 19:55
Cina, spesa per ricerca e sviluppo in aumento dell’8,2% nel 2025

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La spesa cinese per la ricerca e lo sviluppo (R&S) è aumentata dell’8,2% su base annua nel 2025, raggiungendo i 3.930 miliardi di yuan (circa 584,5 miliardi di dollari). Lo ha reso noto oggi l’Ufficio nazionale di statistica (NBS).
Durante il periodo del 14esimo Piano quinquennale (2021-2025), la spesa del Paese per l’R&S è cresciuta a un tasso medio annuo del 10%, rendendo la Cina il secondo maggiore investitore al mondo nel settore, ha dichiarato Luo Qiushi, statistico dell’NBS.
L’intensità della spesa cinese in questo ambito, misurata in rapporto al PIL, è aumentata lo scorso anno di 0,11 punti percentuali, raggiungendo il 2,8%. Il dato ha superato per la prima volta la media OCSE del 2,72%, collocando il Paese al 12esimo posto a livello mondiale.
Per tipologia di attività, la spesa per la ricerca di base, la ricerca applicata e lo sviluppo sperimentale è aumentata rispettivamente del 13,3%, del 3,2% e dell’8,4% su base annua, raggiungendo i 283,46 miliardi, i 444,16 miliardi e i 3.200 miliardi di yuan.
La spesa delle imprese per la ricerca e lo sviluppo ha superato per la prima volta i 3.000 miliardi di yuan, rappresentando il 77,4% del totale.
Secondo l’NBS, le imprese hanno rappresentato oltre il 77% della spesa complessiva del Paese per l’R&S per quattro anni consecutivi. Il loro contributo all’aumento complessivo ha raggiunto il 73,7%, consolidandone il ruolo di principale motore dell’espansione della spesa cinese nel settore.
– Foto Xinhua –
(ITALPRESS).

A Como il primo computer quantistico d'Italia. Piantedosi: Sicurezza è anche sovranità tecnologica

16 Ottobre 2026 ore 19:53
Inaugurato a Villa Saporiti il Volta B1, con tecnica del quantum annealing. L'appuntamento a conclusione del Digital Innovation Forum, tenutosi a Cernobbio, dove D-Wave aveva annunciato l'arrivo in Lombardia del sistema Advantage2

© RaiNews

Usa-Italia, Peronaci “Alleanza tecnologica nel segno della fiducia”

16 Ottobre 2026 ore 19:46
Usa-Italia, Peronaci

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS)- “L’Italia ha lanciato insieme agli Stati Uniti un acceleratore tecnologico attorno all’idea della fiducia tra partner. La catena di fornitura tecnologica sarà la base del futuro dello sviluppo dei nostri paesi e l’Italia può contribuirvi notevolmente perché ha capacità di industria avanzata”. Lo ha detto l’ambasciatore d’Italia negli Usa Marco Peronaci, a margine del lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata all’Ambasciata d’Italia a Washington.
xp6/mrv/mgg/azn

Renault 5 E-Tech Electric, nuova gamma con autonomia fino a 430 km

16 Ottobre 2026 ore 19:45
Renault 5 E-Tech Electric, nuova gamma con autonomia fino a 430 km

ROMA (ITALPRESS) – Renault 5 E-Tech Electric aumenta l’autonomia delle due batterie Urban Range da 40 kWh e Comfort Range da 52 kWh, grazie alle migliorie aerodinamiche apportate (sottoscocca e nuovi retrovisori) e agli interventi di ottimizzazione dell’elettronica della batteria. Disponibile con le versioni Evolution e Techno ed abbinata ad un motore da 90 kW (120 cv), la batteria Urban Range da 40 kWh offre ora un’autonomia in ciclo WLTP fino a 315 km rispetto ai precedenti 312 km. Invece, la batteria Comfort Range da 52 kW, disponibile con le versioni Evolution, Techno e Roland-Garros, abbinata ad un motore da 110 kW (150 cv), offre ora un’autonomia in ciclo WLTP fino a 430 km rispetto ai precedenti 410 km. Renault 5 E-Tech Electric Urban Range da 40 kWh e Comfort Range da 52 kWh sono disponibili, rispettivamente, a partire da € 28.150 nella versione Evolution e da € 33.190 nell’allestimento Techno.
Sempre disponibile nella configurazione 95 cv/ 40 kWh, l’attuale versione Five di ingresso in gamma diventerà, tra qualche settimana, più potente, efficiente e versatile. L’odierno gruppo motopropulsore sarà, infatti, sostituito dal nuovo motore da 80 kW/ 110 cv compatto e leggero, appartenente alla stessa famiglia di quello di Twingo E-Tech Electric. Sarà alimentato da una batteria LFP (litio-ferro-fosfato) da 36,5 kWh dotata di tecnologia cell-to-pack, che consente di ottimizzare la densità energetica offerta rispetto alle dimensioni e al peso. Il tutto per un’autonomia in ciclo WLTP fino a 305 km, senza rinunciare alla vivacità, in quanto è possibile passare da 0 a 50 km/h in soli 3,5 secondi, per una guida piacevole e reattiva. Per una maggiore versatilità, oltre al caricabatterie di bordo in corrente alternata da 6,6 kW, la nuova versione Five prevederà di serie anche un caricabatterie in corrente continua da 80 kW che consentirà il rifornimento alle stazioni di ricarica rapida. La versione sarà prossimamente aperta agli ordini.
A livello di colori e materiali, la nuova gamma Renault 5 E-Tech Electric si arricchirà, tra qualche settimana, della tinta di carrozzeria Rosso Passion, disponibile dalla versione Five, nonchè del colore Grigio Scisto Metallizzato, disponibile nelle versioni da Evolution a Roland-Garros. Per queste due tinte, ma anche per le altre, tra cui il Blu Notturno, saranno disponibili nuove varianti di personalizzazione, come il tetto Nero E’toilè e il profilo del tetto Rosso Alluminio o Warm Titanium. I cerchi Techno sono disponibili, in opzione, nella tinta warm titanium nella versione Techno.

– Foto ufficio stampa Renault Group –
(ITALPRESS).

Usa-Italia, Pignotti (Sace) “Puntiamo su innovazione e nuovi mercati”

16 Ottobre 2026 ore 19:26
Usa-Italia, Pignotti (Sace)

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Siamo molto contenti di partecipare a questo evento che mira proprio a sviluppare la collaborazione transatlantica con focus sull’innovazione tecnologica”. Lo ha dichiarato Michele Pignotti, amministratore delegato di Sace, a margine di un evento dedicato alla cooperazione tra Italia e Stati Uniti a Washington.
“Sace – prosegue – ha molti strumenti innovativi per contribuire a finanziare tutti questi grandi investimenti necessari allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie”, ha spiegato, evidenziando le potenzialità di una collaborazione tra istituzioni finanziarie pubbliche e private italiane e americane. Un altro asse strategico riguarda la diversificazione dei mercati di destinazione delle esportazioni italiane, con particolare attenzione all’Africa e ai Paesi coinvolti nel Piano Mattei. “Finora abbiamo garantito negli ultimi due anni dalla partenza del Piano Mattei ben cinque miliardi di nuovi progetti che consentono la partecipazione alle aziende italiane”, ha affermato Pignotti.
xp6/mrv/mgg/azn

[2026-10-18] ORDINANZE, DIVIETI E DIRITTO AL DISSENSO @ Polivalente San Didero

13 Ottobre 2026 ore 11:02

ORDINANZE, DIVIETI E DIRITTO AL DISSENSO

Polivalente San Didero - -
(domenica, 18 ottobre 15:30)
ORDINANZE, DIVIETI E DIRITTO AL DISSENSO

ORDINANZE, DIVIETI E DIRITTO AL DISSENSO

DOMENICA 18 OTTOBRE

15,30

POLIVALENTE DI SAN DIDERO

Le ordinanze prefettizie sono strumenti che incidono sulla possibilità di mobilitarsi, imponendo divieti e limitazioni che restringono gli spazi di agibilità politica e di protesta.

Ma cosa prevedono davvero questi provvedimenti? Quali sono i loro limiti? E quali strumenti abbiamo per affrontarli e contrastarli?

Ne parleremo insieme agli avvocati Valentina Colletta e Gianluca Vitale per approfondire gli aspetti giuridici delle ordinanze prefettizie e capire come muoverci di fronte a questi provvedimenti.

Perché difendere il diritto al dissenso significa conoscere gli strumenti con cui si cerca di limitarlo e continuare a informarsi e organizzarsi collettivamente di fronte ai tentativi di fermare le lotte

notav.info

Pope Asks Putin for a Cease-Fire for a Ukrainian City Under Siege

Recovering from lung cancer surgery, Pope Leo XIV spoke with Vladimir V. Putin to make a plea for Oleshky, where mines and drones have trapped some 2,000 people who are at risk of starvation.

© Alessandra Tarantino/Associated Press

Pope Leo XIV entering a hospital in Rome before his surgery, on Tuesday.

Pope Asks Putin for a Cease-Fire for a Ukrainian City Under Siege

Recovering from lung cancer surgery, Pope Leo XIV spoke with Vladimir V. Putin to make a plea for Oleshky, where mines and drones have trapped some 2,000 people who are at risk of starvation.

© Alessandra Tarantino/Associated Press

Pope Leo XIV entering a hospital in Rome before his surgery, on Tuesday.

China pushes back as US lawmaker seeks blacklist of universities and tech labs

A Republican lawmaker is requesting the Pentagon blacklist 58 Chinese universities and 62 technology labs as national security threats, a move Beijing calls Cold War-style overreach and critics warn could freeze US-China scientific collaboration and ultimately undermine American innovation itself. In a letter to US Secretary of Defence Pete Hegseth, House Select Committee on China Chairman John Moolenaar urged the Pentagon to add several prestigious Chinese institutions – some linked to Nvidia,...

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Al via Terre di Pisa Food&Wine Festival

di: Regia
16 Ottobre 2026 ore 20:20

Taglio del nastro per la 14esima edizione del Terre di Pisa Food & Wine Festival. Il taglio con le istruzione e il Presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest Valter Tamburini è avvenuto all’inizio di Corso Italia e poi gli stand con prodotti ed espositori in Piazza Vittorio Emanuele II. Fino a domenica 18 ottobre protagonisti 87 produttori e Continue Reading

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Katie Zacharia, Trump’s New Press Secretary, Is Ousted After 5 Days

Her abrupt departure came after she was shadowed by questions about how she had presented her legal career and handled her first press briefing.

© Kenny Holston/The New York Times

Katie Zacharia during her first briefing at the White House on Tuesday. She was ousted on Friday.

Proteste studentesche, Meloni commenta solo le violenze: “Le opposizioni le condannino”. La replica: “Sì, ma lei pensi agli italiani anziché prendersela con loro”

16 Ottobre 2026 ore 20:18

“Non è colpa degli studenti che protestano se non riescono a pagare gli affitti e le scuole cadono a pezzi. Il governo si occupi di dare risposte concrete, questo dovrebbe fare un governo”. È la risposta della segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che da Bruxelles ha accusato i leader dell’opposizione di non aver condannato le violenze durante le proteste studentesche. “Sono sempre contenta quando c’è la mobilitazione. Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell’ordine”, ha dichiarato la premier, chiedendo a tutte le forze politiche di fare un appello affinché le manifestazioni si svolgano senza violenza. Schlein ha quindi collegato le proteste degli studenti a quelle degli agricoltori e degli autotrasportatori: “Non è colpa di chi protesta se i prezzi della benzina sono insostenibili”. E ha concluso: “Ci sono le nostre proposte concrete sul tavolo, Meloni pensi agli italiani anziché prendersela con loro”.

Anche il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha attaccato la premier, accusandola di non occuparsi delle proteste in corso in Italia. “La presidente Meloni ci aggiorna: a margine del Consiglio europeo ha messo sul tavolo della discussione i fatti di Ceuta. Ma Ceuta dista 700 miglia nautiche dall’Italia. Non ci ha detto nulla, invece, sulle gravi emergenze che stanno esplodendo sul nostro territorio”, ha scritto sui social. Conte ha quindi chiesto al governo di dare risposte “alla disperazione di migliaia di autotrasportatori, agricoltori e lavoratori travolti da rincari, carocarburante e tasse”, richiamando anche le difficoltà dei cittadini e le proteste degli studenti. “Se non se ne è accorta le mandiamo qualche immagine dai presidi nel Paese in cui stiamo ascoltando persone allo stremo”, ha aggiunto, concludendo: “La risposta non possono essere l’indifferenza dopo 4 anni di nulla e 14 miliardi extra in armi e difesa”.

Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha replicato alla premier condannando “senza ambiguità ogni forma di violenza”. Ma la presidente del consiglio, ha aggiunto, “dovrebbe chiedere scusa agli studenti e agli insegnanti italiani”. Bonelli ha quindi attaccato le scelte del governo sull’istruzione: “Mentre le scuole cadono a pezzi, gli edifici scolastici sono insicuri e i nostri docenti sono tra i meno pagati d’Europa, il suo governo ha scelto di destinare miliardi al riarmo anziché investire nell’istruzione pubblica”. E ha aggiunto: “La scuola ha bisogno di risorse, sicurezza e dignità, non di essere sacrificata sull’altare delle spese militari”.

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Strage di bambini in Oregon: nessuno è al sicuro con le armi libere

16 Ottobre 2026 ore 20:16

Ha un’identità il sedicenne che giovedì ha aperto il fuoco e ucciso tre bambini di 5, 8 e 11 anni e un’insegnante in una scuola elementare di Bend, in Oregon, […]

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L’Ucraina riprende 277 chilometri quadrati nel Donetsk con la controffensiva «Vivaldi»: Kiev rivendica 8.000 perdite russe

16 Ottobre 2026 ore 20:15

KARPIVKA — Volodymyr Zamota, 61 anni, è l’unico abitante rimasto di Karpivka, villaggio del Donetsk occupato dai russi dall’aprile 2025. Ha passato otto mesi senza vedere nessuno. Ora i soldati ucraini che hanno ripreso la zona gli calano il cibo con i droni e lo chiamano «Nonno». «Come si dice, la speranza è l’ultima a morire», ha raccontato alla BBC, che oggi ha pubblicato un reportage dal fronte. «Il villaggio è quasi completamente distrutto».

Karpivka è uno dei 16 insediamenti che Kiev dichiara di aver ripreso da agosto con la controffensiva «Vivaldi», quattro fasi battezzate come le stagioni del concerto, nel settore di Lyman, nel nord del Donetsk. Il bilancio ucraino è di 277 chilometri quadrati, circa 8.000 soldati russi fuori combattimento e 250 prigionieri. L’avanzata ha smussato la manovra a tenaglia con cui Mosca minacciava di accerchiare le città fortificate del Donbass.

Il brigadiere generale Andrii Biletskyi, comandante del III Corpo d’armata, ha annunciato il 14 ottobre la chiusura della quarta fase: altri 100 chilometri quadrati e tre villaggi. I guadagni russi dell’anno, sostiene, sono ormai «vicini allo zero». Mosca non riconosce nulla: i bollettini del ministero della Difesa russo parlano di attacchi «respinti» nella zona di Lyman e di «miglioramenti della posizione tattica». I blogger militari filorussi, secondo l’Institute for the Study of War di Washington, ammettono invece l’arretramento.

Sul campo la differenza l’hanno fatta le macchine. Robot e droni hanno aperto gli assalti e, per la prima volta, veicoli esplosivi telecomandati sono stati sganciati dietro le linee russe. «Prima difendevamo, ora dovevamo attaccare: abbiamo dovuto ristrutturare completamente l’approccio», dice Phoenix, comandante di un’unità della brigata Revenge, rientrata dopo 95 giorni in prima linea.

La frenata di Starlink

Quegli stessi droni, da due giorni, colpiscono la metà. Il 14 ottobre, senza preavviso, Starshield, il ramo militare della rete satellitare di SpaceX, ha limitato i servizi di navigazione a 160 chilometri orari. Sopra quella soglia Kiev perde il tracciamento dei propri intercettori, mentre i droni russi a reazione Geran-4 superano i 500 all’ora e sono ormai, secondo Zelensky, sei su dieci. I colpi giornalieri dei reparti ucraini senza pilota sono scesi da una media di 2.300 a 1.053 il 15 ottobre.

Elon Musk, proprietario di SpaceX, ha rinviato a Washington: «I sistemi Starshield sono di proprietà e sotto controllo del governo degli Stati Uniti. Qualsiasi limite è deciso dai militari americani e in ultima istanza dal presidente». Un alto funzionario statunitense ha detto alla CNN che Trump non ha fatto alcuna richiesta del genere; altre ricostruzioni attribuiscono l’ordine alla Casa Bianca, che non ha commentato.

A Bruxelles, al Consiglio europeo, Volodymyr Zelensky ha tenuto un tono misurato. «Abbiamo pienamente ripristinato la velocità che avevamo prima? No. La velocità sta tornando? Sì», ha detto in conferenza stampa. Le restrizioni, ha aggiunto, «hanno interrotto la logistica e compromesso la protezione della popolazione civile».

L’Europa non ha un’alternativa pronta. «Starlink è davvero necessario per l’Ucraina. E purtroppo, nel breve periodo, l’Europa non può sostituire questa capacità», ha ammesso Kaja Kallas, alta rappresentante Ue per la politica estera. Il vertice si è chiuso senza nuovi aiuti finanziari né missili per la difesa aerea, mentre Zelensky ha chiesto 70 miliardi di euro in più per il 2027.

La frenata arriva in una settimana di strappi con Washington. Il 9 ottobre Trump ha invitato la Russia a vendere 1,8 milioni di tonnellate di diesel sul mercato globale, pochi giorni dopo aver firmato una legge che inasprisce le sanzioni; il 13 i partner non hanno condiviso l’allerta su cinque missili balistici diretti su Kiev. Giovedì, a Newsmax, il presidente americano ha definito Zelensky «più difficile da trattare di Putin». Il terreno ripreso a Lyman e la soglia imposta a Starshield misurano la stessa cosa: quanto l’Ucraina possa ancora combattere senza il consenso americano.

Il capo di stato maggiore della brigata Revenge, Andriy Hitt, riassume il risultato di Vivaldi in «posizioni vantaggiose, linee favorevoli e una testa di ponte». A settembre, con i satelliti a piena velocità, l’aviazione ucraina aveva intercettato oltre 4.700 tra droni e missili.

Brasile, Lula apre all’imputabilità a 16 anni: la svolta a 9 giorni dal ballottaggio con Flávio Bolsonaro

16 Ottobre 2026 ore 20:14

BRASÍLIA — Per decenni il Partito dei Lavoratori ha votato contro ogni proposta di abbassare l’età dell’imputabilità penale. Giovedì sera, davanti alle telecamere del Jornal Nacional, il telegiornale più seguito del Brasile, il suo fondatore e presidente della Repubblica Luiz Inácio Lula da Silva, 80 anni, ha detto di essere favorevole a portarla da 18 a 16 anni per i crimini «hediondos», gli efferati. Mancano nove giorni al ballottaggio del 25 ottobre contro Flávio Bolsonaro, e i sondaggi danno un pareggio.

«Sono favorevole a ridurre a 16 anni, ma non a discuterne in questa Pec», ha detto Lula. La Pec è la proposta di emendamento costituzionale sulla sicurezza, l’equivalente di una riforma costituzionale, che il governo ha presentato per rafforzare i poteri federali contro la criminalità. L’apertura arriva mentre il Datafolha di giovedì dà il senatore Bolsonaro al 47% e Lula al 45%. Sui voti validi è 51 a 49, dentro il margine d’errore: una settimana prima il distacco era di quattro punti.

Il voto sulla riforma, previsto giovedì in Senato, è saltato proprio per la lite sull’età, riferisce Reuters. L’opposizione voleva inserire il taglio nel testo del governo: 16 anni in generale, 14 per i reati violenti, la linea che Flávio Bolsonaro sostiene da tempo. Il capogruppo del Partito dei Lavoratori al Senato, Camilo Santana, uomo della campagna di Lula, ha depositato con 27 senatori un emendamento che limita la riduzione ai soli crimini efferati. Il testo rivale porta la firma di Rogério Marinho, coordinatore della campagna di Bolsonaro, con più di 30 colleghi.

Per passare, un emendamento costituzionale ha bisogno di 49 voti su 81 in due letture, e ogni modifica di sostanza rimanda il testo alla Camera. Flávio Bolsonaro, 45 anni, senatore di Rio de Janeiro e primogenito dell’ex presidente Jair, non ha replicato in pubblico all’apertura di Lula.

La settimana delle 40 ore

L’apertura sull’imputabilità chiude una settimana di annunci. Mercoledì il Senato ha approvato l’emendamento costituzionale che riduce la settimana lavorativa massima da 44 a 40 ore a parità di salario, una delle priorità di Lula. «È un giorno per celebrare una conquista storica per milioni di lavoratori», ha detto il presidente. «Chi lavora così duramente per costruire il Brasile merita anche il tempo per vivere».

Nei giorni precedenti il governo ha vietato le scommesse sportive, e giovedì Lula ha annunciato una proposta di emendamento costituzionale per il trasporto pubblico gratuito nei fine settimana, mentre tornava ai comizi di piazza. Al primo turno del 4 ottobre il figlio dell’ex presidente aveva chiuso in testa con il 47,03% contro il 45,16%. Secondo gli analisti sentiti da Al Jazeera, Bolsonaro non ha però ereditato nella misura attesa i voti dei candidati conservatori eliminati, pur avendo incassato l’appoggio dei partiti di destra e di centrodestra.

Tutte le rilevazioni raccontano la stessa rimonta. Il Quaest di giovedì, il primo dopo il primo turno, dà Bolsonaro al 46% e Lula al 44%. Il PoderData di inizio settimana ha visto lo scarto sui voti validi scendere da sei a due punti. Il Datafolha, condotto su 2.520 elettori, registra inoltre un 6% di schede bianche e un 2% di indecisi, in quello che Bloomberg definisce un «pareggio tecnico».

La sicurezza pubblica è il terreno su cui la destra brasiliana ha costruito la candidatura Bolsonaro, e Lula ha scelto di andarci a nove giorni dal voto, a costo di rovesciare una posizione storica del suo partito. Sullo sfondo restano i dazi aggiuntivi del 25% imposti da Washington su gran parte dei beni brasiliani e l’appoggio dichiarato di Donald Trump al figlio dell’ex presidente. Le urne apriranno domenica 25 ottobre alle 8 e chiuderanno alle 17 ora di Brasília (le 21 in Italia); il conteggio del Tribunale superiore elettorale comincerà subito dopo.

China bar exam row sinks Trump press secretary Katie Zacharia after just 5 days

Katie Zacharia was “let go” as White House press secretary on Friday, a White House official said, five days into a tenure dominated by questions over her claimed legal career in China, where she said she had passed a bar exam. Her exit came on the same day Beijing invited her to visit China more often, responding to her remark that the country “doesn’t even have proper toilets”. US President Donald Trump said he had urged her to reconsider the job but denied firing her. “I told her: ‘I think...

Decreto Bollette, primo passo verso l’intesa con Bruxelles: come funziona il tetto al gas e perché l’Ets resta fuori

16 Ottobre 2026 ore 20:08

Dopo mesi di braccio di ferro, il governo Meloni e la Commissione europea hanno raggiunto un’intesa preliminare sul decreto Bollette. Il via libera definitivo non c’è ancora: Roma dovrà presentare a Bruxelles un nuovo testo delle misure per ridurre il costo dell’elettricità, che dovrà passare al vaglio sugli aiuti di Stato. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin parla di “un primo passo importante” e annuncia che “a breve notificheremo alla Commissione Ue un nuovo testo della norma”, coerente con il quadro temporaneo di aiuti per la crisi in Medio Oriente, il Metsaf. “È stata una trattativa lunga, ma costruttiva, che ha portato a un risultato importante”, ha commentato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che si è detta “molto contenta” dell’accordo che aprirebbe la strada a una soluzione simile alla cosiddetta “eccezione iberica”, quella accordata a Spagna e Portogallo nel 2022 proprio per limitare l’effetto del costo del gas sul prezzo dell’elettricità.

Per capire la posta in gioco tocca partire dal prezzo dell’elettricità e da come viene calcolato. In Italia viene prodotta con rinnovabili: solare, eolico, idroelettrico. Ma anche con il gas. E nel mercato all’ingrosso il prezzo viene spesso determinato dall’ultima centrale necessaria a soddisfare la domanda, che generalmente è quella alimentata a gas. Se per esempio eolico e fotovoltaico non bastano a coprire il fabbisogno e serve anche una centrale a gas, con costi più elevati, il prezzo di mercato viene fissato in base a quest’ultima e riconosciuto anche agli altri produttori. Così, quando rincara il gas, l’aumento può ricadere su tutto il mercato, anche sull’elettricità prodotta con le rinnovabili.

Per attenuare questo effetto, tra le ipotesi negoziate dal governo c’è un tetto convenzionale al costo del gas utilizzato dalle centrali elettriche, e compensazioni pubbliche, finanziate attraverso un meccanismo da definire, a copertura della differenza con il costo effettivo del combustibile. Il tetto permetterebbe così di abbassare il prezzo all’ingrosso dell’elettricità, compresa quella prodotta dalle rinnovabili. I dettagli del meccanismo, però, non sono ancora confermati e andranno verificati sul nuovo testo. Bisogna infatti rispettare le regole europee sulla concorrenza ed evitare che le centrali destinatarie delle compensazioni ottengano un vantaggio ingiustificato rispetto agli operatori di altri Paesi europei.

Resta invece fuori dall’intesa la compensazione dei costi dell’Emission Trading System (Ets), il sistema europeo che obbliga le centrali a pagare per le emissioni di anidride carbonica. Anche questa spesa contribuisce ad aumentare il prezzo dell’elettricità, ma Bruxelles ha chiarito che i rimborsi potranno coprire soltanto il rincaro del gas, non il costo delle emissioni. La Commissione vuole infatti evitare che le compensazioni annullino il costo delle emissioni, pensato proprio per scoraggiare l’uso dei combustibili fossili e incentivare le fonti rinnovabili. La Commissione precisa inoltre che le compensazioni saranno temporanee, finanziate solo dai consumatori che ne beneficeranno e dovranno tradursi interamente in una riduzione dei prezzi per gli utenti finali. Resta da conoscere il contenuto definitivo del decreto che l’Italia invierà a Bruxelles, il costo delle compensazioni e in quale misura, una volta approvato, il meccanismo riuscirà a trasferire i benefici alle bollette. “Sono molto contenta dell’accordo Ue, le abbasserà“, assicura Meloni. L’intesa politica è raggiunta, l’autorizzazione europea deve arrivare.

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CoreWeave's Debt Stress Tests Private Credit's AI Financing Boom

di: BeauHD
16 Ottobre 2026 ore 20:00
An anonymous reader quotes a report from Reuters: Private credit's expanding role in financing AI infrastructure faced one of its clearest market tests this week as CoreWeave's bonds fell to distressed levels, raising questions about how lenders are pricing a boom built on chips, data centers and customer contracts. CoreWeave has about $50 billion of debt, according to LSEG data, making it one of the largest borrowers linking private credit to the AI buildout. The cost of insuring its debt against default climbed to about 1,200 basis points this week, while yields on some of its bonds rose to roughly 15% to 16%, signaling sharply increased investor concern over its credit risk. "There is still a price. Investors are still comfortable financing it, but they're demanding more compensation for it," said James Martin, senior US credit strategist at SMBC, referring to projects further from completion. Carlyle estimates that private credit could finance roughly $1 trillion of the AI infrastructure buildout but warns that aggressive lending could create concentration risks similar to those seen in software lending. "The clearest lesson is not to avoid AI compute exposure, but to set concentration limits before the buildout accelerates further, not after," Carlyle said.

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Cecina, coppia porta in ospedale un neonato morto in un sacchetto

16 Ottobre 2026 ore 19:55

CECINA – Una coppia di trentenni è indagata per infanticidio dopo che una donna si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale di Cecina con il corpo senza vita del neonato che aveva appena partorito in casa. La vicenda risale alla mattina di giovedì 15 ottobre ed è ora al centro di un’inchiesta della Procura di Livorno.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, la donna è arrivata in ospedale accompagnata dal compagno, portando con sé il piccolo all’interno di un sacchetto. Ai medici avrebbe raccontato di non essere stata consapevole della gravidanza e di aver scoperto di essere incinta soltanto al momento del parto.

Il personale sanitario, dopo aver preso in carico la donna, non ha potuto fare altro che constatare il decesso del neonato.

La Procura di Livorno ha aperto un’inchiesta e la pubblico ministero Ezia Mancusi ha disposto l’autopsia sul corpo del bambino. L’esame dovrà chiarire le cause della morte e soprattutto stabilire se il piccolo sia nato già senza vita oppure se il decesso sia avvenuto successivamente al parto.

Un accertamento fondamentale per ricostruire la dinamica dell’accaduto e verificare anche la compatibilità dei tempi con il racconto fornito dalla coppia.

Entrambi i genitori risultano indagati per infanticidio, ma al momento le circostanze della morte non sono ancora state chiarite. Saranno gli esiti degli accertamenti medico-legali e delle indagini a fornire ulteriori elementi su quanto accaduto nell’abitazione.

La vicenda resta dunque aperta, in attesa dei risultati dell’autopsia.

Lug Bolzano - Linux Day 2026

16 Ottobre 2026 ore 19:49

[Versione italiana di sotto] Linux Day 2026: digitale Souveränität gemeinsam gestalten Samstag, 24. Oktober 2026 | 10:00–18:00 Uhr | Bozen Manchmal braucht es nur ein bisschen Initiative, um etwas auf die Beine zu stellen! Dank einer spontanen Organisation feiern wir auch heuer den Linux Day – diesmal im Saal Guido Fronza in Bozen. Die Linux […]
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From hospital, Pope Leo pushes Putin for ceasefire in contested Ukraine city

Pope Leo spoke with Russian President Vladimir Putin by phone on Friday, calling for a ceasefire in a Russian-occupied city in southern Ukraine, as he recovers in hospital from a lung cancer operation. The Vatican said that Pope Leo “expressed his deep concern about the grave humanitarian situation in the city of Oleshky, in the Kherson region, and called for a ceasefire to allow the delivery of food and medical assistance, and the voluntary and safe evacuation of the civilian population”. The...

From hospital, Pope Leo pushes Putin for ceasefire in contested Ukraine city

Pope Leo spoke with Russian President Vladimir Putin by phone on Friday, calling for a ceasefire in a Russian-occupied city in southern Ukraine, as he recovers in hospital from a lung cancer operation. The Vatican said that Pope Leo “expressed his deep concern about the grave humanitarian situation in the city of Oleshky, in the Kherson region, and called for a ceasefire to allow the delivery of food and medical assistance, and the voluntary and safe evacuation of the civilian population”. The...

Re: Band survey plugin for OpenWebRX+ multi-tab scanner, range sweep, bookmarks & audio clips

16 Ottobre 2026 ore 19:39

Hi all,

I’ve pushed a big Toolbox update on GitHub (main, build v965). Last public tag many of you are still on is v440. A lot has landed in between, and I’d really like a few people to try this on their own OpenWebRX+ receivers and tell me what may be broken or confusing.

Repo: https://github.com/G4EA5/openwebrx-toolbox

Install (no installer script)
Edit plugins/receiver/init.js on the radio host. Easiest is CDN:

(async () => {
await Plugins.load("https://cdn.jsdelivr.net/gh/G4EA5/openwebrx-toolbox@main/toolbox.js");
})();
 

Hard-refresh (Ctrl+Shift+R / Cmd+Shift+R), click Toolbox, then Settings → Check install.

If you want the old v440 build, it’s in a folder on main:
https://github.com/G4EA5/openwebrx-toolbox/tree/main/v440
(or the existing toolbox-v440 tag / release). Same manual install, different files.


What’s new since v440 (the useful bits)

New tabs

  • Identify – guesses signal type from the waterfall (not callsigns). Optional DIY URL Extra if you run your own classifier.
  • Log – decoder feed, QSO pad (ADIF), callsign list with lookup.
  • Watch – alert on callsign / flight / ship / talkgroup; Groups (HF / Digi / Air / …) with Arm on/off; Snooze.
  • More – DX cluster + Satellites (Doppler follow). On by default, sits between Skip and Set.

Explore

  • Free-layout boxes (drag titles, resize edges). Tune stays pinned with freq, small audio FFT, analogue S-meter.
  • Nest scan, Jump loudest (off on wide FM unless you turn on the experimental Extra), Reject birdie, OWRX/Ch step chip, hardware gain where OpenWebRX allows it, waterfall PNG shot.
  • Layout reset if boxes look wrong: Settings → Reset Explore layout.

Bands / Range / Skip

  • Bands list is presets + the tick list (scroll for every profile). Beacons, solar, today, edit, schedule, packs.
  • Range is one pane: full range / ticked bands / Jump loudest / choose profile, hop & grid, spectrum chart under the controls.
  • Scan skips (skip digital bookmarks + block MHz) live on the Skip tab (and still on Range), not buried in the bands list.

Audio / Bookmarks / Peaks / Analyzer

  • Audio clips, record busy, receiver audio filters; optional STT webhook Extra (your own URL).
  • Bookmark colours documented; Peaks table / heatmap Extra / exports.
  • Analyzer still there; movable boxes; on by default under Visible tabs (you can hide it).

Settings / public / Help

  • Public / shared receiver + visitor allowlist for shared sites.
  • Panel scale (default 100%).
  • Hover tips + ? on boxed sections and sub-tabs.
  • Manual install only. Check install points at GitHub; no zip download from Settings.

Full notes: CHANGELOG.md and docs/CHANGES-v440-to-v960.md in the repo.


Testers wanted

If you’ve got OpenWebRX+ and a few minutes:

  1. Load v965 (or main CDN as above).
  2. Hard-refresh, Check install (green is good).
  3. Click through the tabs, try a short band or range scan, poke Explore layout, Watch if you use decoders.
  4. Tell me what fails, what’s unclear, or what you miss from v440.

Pi / small PC: fine as the radio host; if the browser also runs on a weak Pi, keep Extras lean and skip heavy stuff while idle. Notes are in the README / Help.

 

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Neonato morto in un sacchetto, dolore e sconcerto in città: “Non sapevo di essere incinta”

16 Ottobre 2026 ore 19:34

Cecina, 16 ottobre 2026 – Sconcerto in città per il caso del neonato portato dai genitori in ospedale ormai privo di vita. “E’ un giorno triste – commenta la sindaca di Cecina Lia Burgalassi – una notizia che colpisce tutta la comunità. So che c’è un’indagine in corso e non conosco i dettagli dei fatti, per cui ogni considerazione potrebbe essere sbagliata, sicuramente verranno svolti tutti gli accertamenti necessari per capire cosa è accaduto”.

Lia Burgalassi oltre a essere la sindaca di Cecina è stata anche per anni ostetrica all’ospedale di Cecina (è andata in pensione da non molto) e ha una lunga esperienza in sala parto. “All’ospedale di Cecina in media ogni 500-600 parti c’è una nascita ’improvvisa’ a casa anche fra i lendri che seguono il percorso con controlli ed esami medici, che solitamente si risolve in modo positivo. In questo caso purtroppo, ci sono stati evidentemente altri problemi e siamo tutti addolorati per un epilogo così terribile”.

L'autopsia e l'inchiesta

L’autopsia, disposta dalla Procura potra stabilire se il bambino non ha mai respirato (e quindi è venuto alla luce già morto) o se il decesso è avveuto dopo il parto. E questo ha una rilevanza anche per l’inchiesta.

Il racconto della donna

La donna avrebbe raccontato di essere andata in bagno, mentre il compagno stava ancora dormendo, convinta di essersi sentita male a causa di un’indigestione. In realtà i dolori addominali dipendevano dal fatto che la donna stava per avere un bambino, che infatti ha partorito poco dopo. A quel punto la coppia ha preso l’auto ed è andata con il neonato, che a quanto sembra non respirava, al pronto soccorso dell’ospedale di Cecina, ma il medico alla fine non ha potuto fare altro che constatare il decesso del piccolo.

Perr quello che è stato possibile capire fino a ora il bebè, piuttosto piccolo di corporatura, sarebbe stato di 30, massimo 32 settimane, ma è difficile stabilirlo. E il fatto che ci sia stato un parto naturale con un bambino così piccolo sarebbe una anomalia forse dovuta a qualche patologia.

La donna, sotto choc per l’accaduto, avrebbe raccontato che non aveva idea di essere incinta e che mai avrebbe pensato di partorire un bambino nel bagno della casa in cui si trovava. I genitori, italiani residenti in Lombardia, si trovavano nella zona (domiciliati a Donoratico) per un lavoro stagionale come camerieri in una struttura.

Barbacetto: “A Milano è in corso una mutazione genetica, 400mila persone hanno lasciato la città per colpa dei costi”

16 Ottobre 2026 ore 19:34

C’è un dato che racconta meglio di altri la mutazione “genetica e sociologica” che sta vivendo la città di Milano. “Negli ultimi anni quattrocentomila milanesi hanno dovuto lasciare la città perché non ce la facevano più a vivere qui” racconta Gianni Barbacetto, giornalista de Il Fatto Quotidiano che ha promosso insieme ad Altreconomia il convegno “Modello Milano, Anatomia di un sistema-città” ospitato nel salone milanese dell’Acli. Due giorni di incontri e riflessioni con studiosi, docenti universitari e scrittori per provare a raccontare come Milano è diventata la città “più cara d’Italia”. Il cosiddetto “modello Milano” è all’opera da almeno una quindicina d’anni, secondo Barbacetto” e si è basato “sulla crescita edilizia, sullo sviluppo immobiliare, sulla cosiddetta rigenerazione urbana con l’obiettivo dichiarato di rendere la città internazionale e attrattiva”. Un obiettivo che è stato raggiunto. “Milano è diventata la città prima in Europa per investimenti immobiliari, soprattutto provenienti dai fondi immobiliari internazionali”. Ma come si è arrivati a questo obiettivo? “Primo, abbassando le quote di prelievo pubblico sulle attività edilizie con gli oneri di costruzione più bassi d’Europa e con monetizzazioni degli standard generalizzate e concesse a prezzi bassissimi – spiega Barbacetto – secondo, abbassando la soglia delle regole urbanistiche, per esempio dilatando il concetto di ristrutturazione usandolo anche per le nuove costruzioni”. I fondi internazionali sono arrivati a Milano per investire “perché costruire qui era più facile e meno costoso”.

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Il modello Milano? Per urbanisti e ricercatori “sta distruggendo le regole, è dilagato in tutta Italia”

16 Ottobre 2026 ore 19:33

“Il modello Milano ha distrutto ogni regola liberale di governo del territorio non solo qui ma in tutta Italia, perché è ormai dilagato in tutto il paese”. L’allarme arriva dall’urbanista Paolo Berdini nel corso del convegno “Modello Milano, Anatomia di un sistema-città” promosso da Il Fatto Quotidiano e da Altreconomia nel salone milanese dell’Acli. Due giorni di incontri e riflessioni con studiosi, docenti universitari e scrittori per provare a raccontare come Milano è diventata la città “più cara d’Italia”. “Il modello Milano ha indubitabilmente estratto risorse della collettività pubbliche – spiega il direttore di Altreconomia Duccio Facchini – e l’urbanistica da questo punto di vista è una cartina al tornasole perfetta per concentrarle nelle poche mani di grandi operatori privati, non solo dei tanto chiacchierati fondi in investimento stranieri ma in realtà anche di operatori italianissimi che hanno approfittato di una situazione totalmente sregolata sotto il profilo delle regole urbanistiche”. Una trasformazione che ha avuto un’accelerazione dopo Expo 2015.

“Dopo il grande evento, Milano diventa da tutti i punti di vista una global city – spiega lo storico economico Luca Mocarelli – e quello che succede a tutte le global city è che aumentano i prezzi, aumenta la sperequazione del reddito e quindi ovviamente si crea una situazione dove molti hanno tanto, ma ci sono anche tanti che hanno poco e quindi questa cosa qui per la tenuta sociale di Milano è un problema”. E in questo contesto le amministrazioni pubbliche che si sono succedute, secondo il giornalista de Il Fatto Quotidiano Gianni Barbacetto, “hanno via via ridotto il peso del loro intervento di regolazione della dinamica di sviluppo, hanno rinunciato a guidare le trasformazioni consegnando di fatto la regia agli operatori privati e arrendendosi ai processi di finanziarizzazione dell’abitare e della città”. Ma che cosa si intende per finanziarizzazione? “Siamo parlando della trasformazione dei beni immobili in prodotti finanziari” racconta Alberto Bortolotti, Politecnico di Milano. Un processo che non riguarda solo il settore privato. “Questa finanziarizzazione sta passando soprattutto attraverso l’edilizia sociale – avverte la ricercatrice indipendente Sarah Gainsforth – e l’housing sociale sta diventando appunto il cavallo di Troia per l’ingresso del mondo della finanza e dei fondi immobiliari”. Che fare dunque? “stiamo in un momento decisivo nel senso che è intervenuta la magistratura – spiega l’urbanista Berdini – ci sono sentenze anche favorevoli, qualcuna no, però c’è un nuovo percorso da costruire in cui la parte che ha a cuore la città come bene comune può riprendere a pensare a una città che non è solo la valorizzazione ma è la valorizzazione sociale, la valorizzazione umana”. Serve un cambio di passo. “Noi vogliamo che la trasformazione materiale di questa città venga rivolta in un altro senso – conclude la ricercatrice indipendente Lucia Tozzi – a favore dei cittadini e non a favore di chi transita”.

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Myanmar, gli Stati Uniti trattano con i militari per terre rare e lotta alle frodi

16 Ottobre 2026 ore 19:33

Gli Stati Uniti hanno riaperto un canale diplomatico con il governo del Myanmar sostenuto dai militari, mentre la guerra civile continua a dividere il Paese. Secondo Reuters, funzionari americani e rappresentanti delle autorità birmane si sono incontrati riservatamente a Tokyo, dopo un precedente confronto svoltosi a settembre nella capitale Naypyitaw. Sul tavolo figurano il contrasto alle frodi informatiche, la liberazione di un imprenditore statunitense e il possibile accesso alle terre rare, risorse strategiche per le quali Washington cerca di ridurre la dipendenza dalla Cina.

Il contenuto dell’ultimo incontro non è stato reso pubblico e non esistono conferme di un accordo minerario. La ripresa dei contatti rappresenta tuttavia un segnale politico importante, considerando l’isolamento internazionale delle autorità militari birmane e le sanzioni adottate dagli Stati Uniti dopo il colpo di Stato del 2021.

Per Washington, il dialogo può offrire risultati su questioni specifiche e aprire nuove possibilità di approvvigionamento. Per i vertici di Naypyitaw, invece, il confronto con una potenza occidentale costituisce un’opportunità per recuperare legittimità diplomatica senza aver ancora risolto il conflitto interno.

Uno dei principali argomenti negoziali riguarda i centri di frode informatica operanti nel territorio birmano, spesso collegati a reti criminali transnazionali e allo sfruttamento di persone costrette a partecipare alle truffe.

Nel maggio 2025 il Dipartimento del Tesoro americano ha sanzionato l’Esercito nazionale Karen e alcuni suoi dirigenti, accusandoli di favorire frodi online, tratta di esseri umani e contrabbando.

Secondo Washington, la milizia avrebbe tratto benefici economici dalle attività criminali anche grazie ai rapporti intrattenuti con l’apparato militare birmano.

Questi collegamenti rendono particolarmente delicata un’eventuale collaborazione con le autorità di Naypyitaw. Chiedere al governo sostenuto dai militari di contrastare organizzazioni che operano attraverso reti a esso collegate significa verificare la sua effettiva disponibilità a colpire interessi economici e politici consolidati.

La chiusura di singoli centri non sarebbe sufficiente a dimostrare un cambiamento. I risultati dovrebbero essere valutati attraverso la liberazione delle persone sfruttate, l’interruzione dei flussi finanziari e la capacità di impedire che le organizzazioni criminali trasferiscano semplicemente le attività in altre località.

Il rischio per gli Stati Uniti è ottenere risultati limitati, offrendo contemporaneamente alle autorità militari un riconoscimento politico che potrebbe rafforzarne la posizione interna.

La questione delle terre rare introduce una dimensione strategica ancora più importante. Il Myanmar dispone di risorse utilizzate nella produzione di magneti permanenti, componenti elettronici e tecnologie fondamentali per l’industria civile e militare.

Secondo il servizio geologico statunitense, il Paese figura tra i principali produttori mondiali. Nel 2024 una parte significativa delle estrazioni era concentrata nello Stato Kachin, in aree controllate da un’organizzazione armata indipendentista, con esportazioni dirette prevalentemente verso la Cina.

Questo elemento limita le possibilità negoziali del governo di Naypyitaw. Rivendicare la sovranità su un territorio non significa controllarne effettivamente i giacimenti, le vie di trasporto e le infrastrutture necessarie all’attività mineraria.

Per garantire forniture regolari servirebbero accordi con gli attori che esercitano il controllo delle aree estrattive, oltre a condizioni di sicurezza sufficienti per il trasporto e la lavorazione dei materiali.

La guerra civile rende questi obiettivi particolarmente complessi. Le operazioni minerarie richiedono investimenti, energia, collegamenti logistici e garanzie contrattuali che difficilmente possono essere assicurati in territori contesi.

Esiste inoltre un ostacolo industriale. Il predominio cinese non riguarda soltanto l’acquisto delle terre rare, ma anche la loro separazione e raffinazione.

La disponibilità di nuovi giacimenti non garantirebbe quindi agli Stati Uniti una filiera autonoma. Anche acquistando minerali dal Myanmar, Washington dovrebbe disporre di impianti alternativi per trasformarli nei materiali utilizzati dall’industria.

La riduzione della dipendenza dalla Cina richiederebbe investimenti lungo l’intera catena produttiva, dalla raccolta del minerale alla lavorazione finale, con costi elevati e tempi difficili da prevedere.

A questi problemi si aggiungono le condizioni ambientali e sociali delle attività estrattive. Un eventuale accordo dovrebbe confrontarsi con la tutela dei lavoratori, la gestione delle sostanze utilizzate nella lavorazione e il rischio che i ricavi alimentino le organizzazioni armate coinvolte nel conflitto.

Washington potrebbe quindi trovarsi davanti a una contraddizione: cercare nuove fonti di approvvigionamento per ridurre la dipendenza da Pechino, ma dover trattare con gruppi armati locali e continuare a utilizzare capacità industriali cinesi.

Anche il ruolo del Giappone richiede una lettura prudente. Tokyo ha ospitato l’incontro e mantiene interessi economici e diplomatici nel Myanmar, ma questo non dimostra una sua partecipazione a eventuali intese sulle risorse minerarie.

La disponibilità di un luogo di confronto può rispondere all’esigenza di mantenere canali di comunicazione, proteggere interessi economici e favorire contatti su questioni umanitarie e di sicurezza.

Un altro elemento riguarda le sanzioni americane. Il 9 ottobre le autorità statunitensi hanno rimosso Theint Win Htet dalla lista dei soggetti sanzionati.

La cancellazione di una singola persona non equivale tuttavia alla revoca delle misure adottate contro gli apparati militari birmani e non dimostra, in assenza di ulteriori elementi, l’esistenza di uno scambio con concessioni sulle terre rare.

Gli sviluppi possibili dipenderanno soprattutto dalla portata dei negoziati.

Una cooperazione limitata potrebbe consentire il rilascio di cittadini stranieri e operazioni contro le reti criminali, senza modificare sostanzialmente i rapporti politici tra Washington e Naypyitaw.

Un’apertura economica più ampia richiederebbe invece accordi sulle risorse, garanzie di sicurezza e investimenti industriali difficili da realizzare durante una guerra civile.

Un riavvicinamento privo di condizioni verificabili potrebbe infine offrire alle autorità militari un vantaggio diplomatico senza produrre miglioramenti concreti nella protezione dei civili o nella riduzione delle attività criminali.

Per gli Stati Uniti, il Myanmar rappresenta dunque una possibile opportunità nella competizione economica con la Cina, ma anche un interlocutore caratterizzato da profonde divisioni territoriali e istituzionali.

La capacità del governo sostenuto dai militari di promettere accesso alle risorse non coincide necessariamente con quella di garantirne l’estrazione e la consegna.

Il valore dei colloqui dovrà essere misurato sui risultati: liberazione delle persone coinvolte nelle reti criminali, interruzione delle frodi e condizioni effettive di eventuali accordi economici.

La questione centrale rimane il rapporto tra interessi strategici e legittimazione politica. Cercare terre rare e collaborazione nella sicurezza può aprire nuovi canali diplomatici, ma non risolve il problema di un Paese nel quale il controllo delle risorse e del territorio continua a essere conteso attraverso le armi.

Paris Court Ruling on Discontinued Feature Will Have Minimal Impact on Angelalign Customers

16 Ottobre 2026 ore 19:00

COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

Angelalign Has Already Replaced Torque Ridges with Upgraded “Pressure Points” in Europe 

SAN CLEMENTE, Calif., Oct. 16, 2026 /PRNewswire/ — Angelalign Technology Inc. (6699.HK) (“Angel”) http://www.angelaligner.com, a company driven by innovation in orthodontic clear aligner technology, said today that a ruling by the Paris Local Division of the Unified Patent Court concerning its Torque Ridges feature does not affect the availability of its offering in Europe, which already incorporates the next generation of torque-control technology.  

 

Angel already has discontinued Torque Ridges in Europe and has replaced it with an upgraded feature called Pressure Points. Pressure Points, which launched in the European market in September, was designed to improve torque control and reflects Angel’s continued commitment to innovation focused on solving orthodontists’ clinical challenges. Angel customers in Spain, the UK and outside of Europe, including the Americas and Asia, are not affected by this ruling. Angel is constantly developing new solutions to continue to serve its customers well. 

The court today ruled that the Torque Ridges feature infringes a patent held by Align Technology Inc. (ALGN) for repositioning a patient’s teeth according to an orthodontic treatment plan. Angel respectfully disagrees with the decision and is reviewing it closely while it evaluates its options. Angel will comply with the court’s ruling, including the return of any products. Because Torque Ridges is no longer offered in Europe, orthodontists using Angel products and services can continue treating their patients with access to Pressure Points and Angel’s ongoing clinical and technical support. 

“Our priority is to ensure that orthodontists can continue delivering excellent care to their patients,” said Xavier Cherbavaz, General Manager and Vice President, Europe, Africa, and the Middle East, Angelalign Technology Inc. “Torque Ridges has already been retired in Europe and replaced with Pressure Points, an approach intended to support controlled force application and tooth contact. We remain focused on giving orthodontists innovative clinical solutions and a dependable customer experience.” 

“Angel takes intellectual property rights seriously and is careful not to infringe on valid patents,” added Richard Hirschland, Angel’s Chief Commercial Officer and SVP. “We are reviewing the court’s reasoning carefully and will consider all available options. Angel will continue to innovate and improve its products to benefit its providers and their patients despite litigation by a competitor. Continuous innovation means anticipating challenges and preparing solutions to protect the customer experience. Our transition to Pressure Points reflects that commitment. We are determined to continue developing innovative solutions so that orthodontists can rely on Angel over the long term.” 

To learn more, visit angelaligner.com/eu and www.angelaligner.com. 

About Angelalign Technology Inc. 

Founded in 2003 and publicly listed since 2021, Angelalign Technology Inc. provides clear aligner solutions to clinically focused professionals and patients in over 60 countries. Having surpassed two million cumulative cases and with about a US$2 billion market capitalization, the company focuses on clinical innovation and professional support to help experts achieve extraordinary outcomes. Its established global operations and continued investment in innovation support its long-term commitment to orthodontists and their patients. Learn more at angelaligner.com. 

Media Contact: 

Sue KolbAngelalign Technology Inc.sue.kolb@angelaligner.com
 

 

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immediapress/pr-newswire

Young Voters Say They Are Turning Their Backs on Trump and His Party

One of the biggest surprises of 2024 was the swing of young voters, particularly men, away from Democrats to Donald Trump. Now they are swinging back.

© Callaghan O'Hare for The New York Times

“I’m sure you know who Andrew Tate is,” said Suzanna Bridges, a conservative Catholic who sees misogyny laced into Trump world. “This administration is pushing for that kind of man right now — hyper, hypermasculine.”

Researchers Demonstrate OpenBSD Root Exploit Chaining 37-Year-Old Shared-Memory Bug

16 Ottobre 2026 ore 19:48
A local privilege escalation exploit published today gains root on OpenBSD 7.9 by chaining a roughly 37-year-old integer overflow with a separate kernel flaw, bypassing OpenBSD's KARL kernel-address randomization and its SMAP and SMEP hardware protections. Security firm Calif, which found and reported the flaws, published a detailed writeup and full proof-of-concept code after OpenBSD shipped

INCATENATI DUE VOLTE: LA BEFFA DIETRO IL PATTO DI STABILITÀ | Con Carlo Iannello e Giorgio Bianchi

16 Ottobre 2026 ore 19:28

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Più di tre decenni dopo la caduta del Muro di #Berlino, l’Italia è davvero più libera? Per Giorgio Bianchi e Carlo Iannello no: il Paese non si è liberato del 'vincolo esterno', ma lo ha raddoppiato, sommando alla sudditanza atlantista le regole economiche europee.

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Il ministro degli Esteri cinese al presidente israeliano: la questione palestinese è la più grande ingiustizia storica di questo secolo.

16 Ottobre 2026 ore 19:25

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha esortato Israele a fermare la costruzione di insediamenti in Cisgiordania e a invertire questa politica durante l’incontro con il presidente israeliano Isaac Herzog a Baku, capitale dell’Azerbaigian, a margine del vertice della Conferenza sull’interazione e le misure di rafforzamento della fiducia (CICA).

Venerdì, Reuters ha riferito, citando una dichiarazione del Ministero degli Esteri cinese, che Wang Yi aveva esortato la parte israeliana a fermare e invertire la “costituzione forzata” degli insediamenti in Cisgiordania.

Durante l’incontro, Wang Yi ha sottolineato la posizione del suo Paese sulla questione palestinese, definendola “la più grande ingiustizia storica del secolo attuale”.

Secondo la dichiarazione, Wang ha affermato: “Promuovere la pace e la riconciliazione nella regione è la pietra angolare della politica cinese in Medio Oriente. La Cina ritiene che la soluzione dei due Stati sia la via per una soluzione pacifica e la massima priorità è garantire il pieno accesso alla Striscia di Gaza per prevenire una catastrofe umanitaria”.

Il ministro cinese ha aggiunto che la Cina è “pronta a cooperare con la comunità internazionale per incoraggiare tutte le parti a riprendere il dialogo e le consultazioni il prima possibile e a cercare una soluzione politica del conflitto”.

L’incontro tra le parti cinese e israeliana si svolge nel contesto della loro partecipazione alla Conferenza sull’interazione e le misure di rafforzamento della fiducia in Asia (CICA), che si tiene nella capitale azera, Baku, dove il discorso del presidente israeliano ha portato al ritiro di diverse delegazioni di paesi arabi e islamici dalla sala conferenze, in segno di protesta contro il comportamento criminale di Israele e la sua politica di insediamenti.

Fonte: Agenzie

Traduzione: Luciano Lago

16 People Rescued in Pacific Ocean Off Mexico, U.S. Coast Guard Says

16 Ottobre 2026 ore 21:42
The agency said a major rescue operation was underway near the coast of Baja California after it received reports of 27 people in the water.

© Denis Poroy/Associated Press

A U.S. Coast Guard helicopter lifting off at the U.S. Coast Guard Station in San Diego on Friday.

“Alcaraz si è infortunato perché voleva copiare Djokovic”: la strana teoria di Stubbs

16 Ottobre 2026 ore 19:20

L’infortunio al polso che ha condizionato Carlos Alcaraz per diversi mesi continua a far discutere. Sulle cause dello stop dello spagnolo sono state avanzate diverse ipotesi, ma tra le spiegazioni emerse ce n’è una che chiama direttamente in causa Novak Djokovic. A sostenerla è Rennae Stubbs, ex tennista australiana ed ex allenatrice di Serena Williams, oggi protagonista di un podcast molto seguito, secondo la quale il tentativo di riprodurre alcuni movimenti del servizio del campione serbo potrebbe aver contribuito ai problemi fisici del numero uno spagnolo. “Ho una mia idea sul problema di Carlos e secondo me non è così semplice come possa apparire in superficie“, ha spiegato Stubbs, introducendo la propria teoria sulle origini del problema.

Il periodo lontano dai campi è stato particolarmente lungo per Alcaraz, costretto a fermarsi per quasi cinque mesi, da Barcellona fino agli US Open. Un’assenza pesante, durante la quale il polso ha rappresentato un ostacolo importante per il suo ritorno alla piena condizione. Secondo Stubbs, alla base dei problemi potrebbe esserci stato un cambiamento tecnico legato proprio al servizio. “Carlos ha provato a servire come fa Djokovic, si è allenato tantissimo per copiarlo e alla fine si è rovinato il polso“, è la spiegazione proposta dall’australiana.

L’ex tennista ritiene che il legame tra i due giocatori possa essere più stretto di quanto si pensi, almeno dal punto di vista tecnico. Alcaraz ha sempre manifestato grande ammirazione per il servizio di Djokovic e, secondo Stubbs, avrebbe cercato di riprodurne alcuni aspetti, arrivando a modificare il proprio movimento. “Le battute di Carlos e Nole sono quasi sovrapponibili, hanno un movimento del corpo molto fluido e bello da vedere ma il problema di Carlos, che ha sempre ammirato molto il servizio del collega, è che a forza di imitarlo, ha finito per infortunarsi”.

Nell’analisi dell’australiana, il punto critico sarebbe rappresentato dagli aggiustamenti introdotti nel movimento del polso durante il servizio. Interventi tecnici che, secondo la sua interpretazione, avrebbero finito per compromettere la funzionalità dell’articolazione e influenzare il rendimento dello spagnolo. “Modificare così il lavoro del polso nel servizio gli ha creato problemi evidenti. Ha utilizzato quel piccolo movimento verso il basso che, sul modello di Novak, gli ha distrutto la mobilità. Penso che questi cambiamenti e questi aggiustamenti abbiano avuto ripercussioni sul suo polso. Credo che continuerà ad avere qualche difficoltà anche in futuro, purtroppo”.

Stubbs aveva già espresso le proprie perplessità in occasione degli US Open, quando Alcaraz aveva disputato il doppio misto insieme a Serena Williams. In quella circostanza, secondo l’ex allenatrice della campionessa statunitense, il servizio dello spagnolo era apparso meno incisivo rispetto al solito, un segnale che avrebbe ricondotto proprio ai problemi fisici accusati nei mesi precedenti. Per Stubbs, dunque, il recupero del servizio rappresenterà uno degli aspetti fondamentali su cui Alcaraz dovrà lavorare per tornare al massimo livello. “Lo avevo già detto agli US Open, quando ha giocato il doppio misto con Serena Williams: il suo servizio non aveva la solita potenza e questo è dovuto proprio al problema che ha al polso. Carlos deve assolutamente migliorare il servizio, per lui sarà cruciale se vorrà mettere sotto pressione Jannik Sinner“, ha concluso Stubbs.

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Elon Musk unveils Tesla’s ‘flying’ car

Tesla CEO Elon Musk unveiled what he described as a “flying” car, equipped with thrusters, during a live-streamed event at his SpaceX rocket company’s facility on Thursday. Technical and regulatory challenges have so far prevented the much-hyped flying car sector from getting off the ground. Musk revealed his new Roadster sports car during a launch event at a SpaceX test facility in Texas. During the demo, which was live-streamed on Tesla’s X account, the car launched from a steep steel ramp and...

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Data, Wittgenstein e il nostro piccolo ego al…

… al centro dell’universo. Ma non dire gatto (o polipo o leone o IA o androide) se quello ti può prendere per un ratto. di Fabrizio Melodia, “Astrofilosofo” per laurea e hobby L’umanità non ha il monopolio dell’intelligenza. E forse nemmeno...
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Juice: la Terra oggi, Giove domani

16 Ottobre 2026 ore 19:15

Lo scorso 28 settembre la missione Juice dell’Esa ha superato un’altra importante tappa nel suo viaggio verso Giove: la sua penultima manovra di fionda gravitazionale, realizzata attraverso un flyby della Terra. Sorvolo che non è stato solo un passaggio essenziale sulla rotta della sonda verso Giove, ma anche un’opportunità per mettere alla prova le osservazioni e le operazioni che caratterizzeranno l’esplorazione del sistema gioviano da parte di Juice.

Fin dal suo lancio, avvenuto il 14 aprile 2023, Juice si sta dirigendo verso Giove e le sue lune ghiacciate, dove arriverà nel 2031. Arrivarci è però tutt’altro che semplice. «Per andare direttamente su Giove, occorre raggiungere una certa velocità», spiega Arnaud Boutonnet, mission analyst di Juice per l’Esa. «Ecco perché sono necessarie le manovre di assist gravitazionale».

Percorso completo dello scorso flyby di Juice sulla Terra. Crediti: Esa

Queste manovre sfruttano la gravità di un pianeta per alterare la rotta e la velocità di un veicolo spaziale. Con la sua recente fionda gravitazionale offerta dalla Terra, Juice ha ora completato tre dei quattro flyby previsti. Dopo il sorvolo di Venere, Juice aveva una velocità sufficiente rispetto alla Terra, ma non procedeva ancora nella direzione giusta. Quest’ultimo flyby ha modificato la direzione della traiettoria della sonda di circa 20 gradi, orientandola verso Giove, in vista di un’ultima correzione che avverrà nel 2029, durante il suo ultimo sorvolo del nostro pianeta.

Ma la manovra dello scorso settembre non ha riguardato solo la navigazione. Ha anche offerto ai team della missione una preziosa opportunità per simulare le sfide operative e scientifiche che attendono Juice su Giove.

Prova generale nelle tenebre

Lo scorso 12 agosto, molti hanno assistito alla spettacolare eclissi solare totale che ha attraversato la Groenlandia, l’Islanda, la Spagna e parti del Portogallo. Per gli osservatori sulla Terra, la fase di totalità è durata poco più di due minuti. Anche le sonde spaziali affrontano le eclissi. Durante la sua manovra gravitazionale lunare-terrestre nel 2024, Juice ha sperimentato un’eclissi della durata di 32 minuti. Il suo recente flyby terrestre, tuttavia, ha battuto un nuovo record per la missione. Prima del massimo avvicinamento, infatti, Juice è scivolata nell’ombra della Terra, trascorrendo tre ore in completa oscurità (ombra totale o umbra) e sei ore in ombra parziale. Fatto ancora più importante, l’eclissi ha replicato in modo molto simile le condizioni che Juice incontrerà su Giove, offrendo al Flight Control Team una rara opportunità per testare le future strategie operative anni prima dell’arrivo.

«I flyby sono diventati abbastanza di routine per la missione, ma richiedono comunque un’enorme quantità di preparazione. Per questo ci siamo preparati per più di un anno», ricorda Angela Dietz, spacecraft operations manager di Juice.

L’eclissi ha trasformato questa preparazione in una prova generale per Giove.

Tre ore senza Sole: batterie alla prova del buio

Juice è alimentata da due grandi pannelli solari, che insieme formano una superficie di 85 metri quadrati. Si tratta di un’area pari a circa la metà di quella di un campo da pallavolo. Questi pannelli saranno essenziali su Giove, dove la luce solare ha un’intensità pari a solo il tre per cento di quella terrestre, e le eclissi possono durare fino a cinque ore.

«Questa è stata la nostra prima opportunità per testare in volo condizioni di eclissi prolungata», spiega Dietz.

Con mesi di anticipo, il Flight Control Team dell’Esoc (European Space Operations Centre) ha simulato scenari di eclissi e procedure di emergenza, mentre i team delle operazioni scientifiche dell’Esac (European Space and Astronomy Centre) hanno preparato gli strumenti per le attività di osservazione e calibrazione. La sera del 27 settembre, mentre Juice entrava nella penombra ,alle 21:30 ora italiana, gli operatori di volo dell’Esoc, man mano che la telemetria giungeva a terra attraverso l’antenna per lo spazio profondo di Cebreros Estrack dell’Esa, monitoravano il calo di potenza dei pannelli solari e il conseguente aumento dell’utilizzo delle batterie. Nel corso dell’eclissi, la carica delle batterie è scesa fino al 54 per cento. I pannelli solari hanno ripreso a generare energia alle 04:14 ora italiana. Con il limite operativo fissato al 35 per cento e il veicolo spaziale che si è comportato in modo nominale, il risultato ha superato le aspettative.

«I dati sull’energia che abbiamo ottenuto da questo flyby sono molto importanti, perché verranno utilizzati per le future simulazioni delle eclissi gioviane», spiega Paula Betriu, science operations engineer di Juice che lavora a Esac per Starion.

Ma l’eclissi è servita a molto di più che a verificare come mantenere in vita la sonda.

Scienza oltre la sopravvivenza

Su Giove, Juice dovrà continuare a fare scienza anche durante i lunghi periodi di oscurità.

«Inizialmente pensavamo che non avremmo avuto abbastanza energia per la strumentazione scientifica di bordo. Ma dopo aver approfondito la questione, ci siamo resi conto che potevamo mantenere attivi diversi strumenti e sfruttare appieno l’opportunità», dice Dietz.

I dieci strumenti scientifici hanno tutti contribuito alla campagna del flyby, seppur non tutti in funzione contemporaneamente durante l’eclissi.

«È stata una campagna impegnativa», dice Pilar Esquej, science operations engineer di Juice che lavora a Esac per Starion. «L’eclissi ha imposto vincoli rigorosi, quindi abbiamo dovuto stabilire le priorità delle osservazioni con estrema attenzione e trovare dei compromessi».

La Terra ripresa dalla fotocamera a guida italiana Janus

Durante la fase di assist gravitazionale, dal 27 settembre al 2 ottobre, la fotocamera scientifica ad alta risoluzione a bordo di Juice Janus, realizzata con il finanziamento dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), ha acquisito 740 immagini, utilizzando i diversi filtri dello strumento e a varie risoluzioni spaziali. Durante il sorvolo della Terra, dal limbo notturno a quello diurno, Janus ne ha osservato con continuità la superficie. In particolare, è stata ottenuta una lunga sequenza diurna attraverso l’Oceano Indiano occidentale, il Madagascar e l’Africa centrale, osservati con molteplici filtri. Prima e dopo l’arco di massima vicinanza, la sonda è stata puntata verso la Luna, consentendo a Janus di ottenere immagini del nostro satellite in fase quasi piena. Il 2 ottobre, prima di concludere la sequenza operativa, Janus ha osservato la Terra un’ultima volta.

Dettaglio di una sezione della fascia di osservazione che mostra l’intera larghezza dell’isola del Madagascar, con cumuli di bel tempo sopra la terraferma e le valli fluviali nella parte occidentale. L’area marina luminosa e color ocra su entrambi i lati è dovuta al riflesso della luce solare sulla superficie dell’acqua. Crediti: Esa/ Juice / Team Janus. Elaborazione: L. Penasa

«Uno dei possibili casi di studio», spiegano il principal investigator dello strumento, Pasquale Palumbo, e i membri del team scientifico Alice Lucchetti, Luca Penasa e Cecilia Tubiana, tutti dell’Inaf, «riguarda la vegetazione. I filtri Janus nel visibile e nel vicino infrarosso consentono, infatti, di misurare il forte contrasto esistente tra l’assorbimento della clorofilla nel rosso e l’elevata riflettanza della vegetazione nel vicino infrarosso. L’analisi dei dati permetterà di produrre, in via sperimentale, mappe di indici di vegetazione e confrontare regioni molto diverse tra loro, come Mauritius, Madagascar e diverse aree dell’Africa orientale e meridionale».

«Sarà possibile poi confrontare questi prodotti», continuano i quattro ricercatori dell’Inaf, «con osservazioni iperspettrali della Terra ottenute da missioni dedicate all’osservazione terrestre. In particolare, dati Prisma potranno essere utilizzati come riferimento per verificare quanto le informazioni contenute nei più larghi filtri Janus riescano a riprodurre la risposta spettrale osservata da uno spettrometro iperspettrale. Sono inoltre previste osservazioni EnMap di alcune regioni attraversate dalla geometria dell’assist gravitazionale, in particolare in Madagascar e nell’area di confine tra Congo e Zambia. Alcune di queste regioni includono aree minerarie ben caratterizzate e potranno quindi costituire casi di studio per confrontare tecniche di analisi dati applicate ai dati EnMap, alle immagini multispettrali Janus e, dove disponibile, alle osservazioni Majis».

Un’occasione per mettere alla prova il software di guida autonoma

L’eclissi ha anche fornito l’occasione per testare un altro sistema chiave necessario su Giove: il software Eagle (Enhanced Autonomous Guidance through Limb Extraction), un sistema di guida autonoma migliorata basato sul riconoscimento del bordo apparente dei corpi celesti.

Eagle utilizza le due telecamere di navigazione della sonda per migliorare la precisione di puntamento durante i sorvoli ravvicinati delle lune, tracciando il bordo illuminato – il cosiddetto lembo – di un satellite naturale e aiutando così Juice a determinare la sua posizione con maggiore precisione e a mantenere le osservazioni esattamente sul bersaglio.

Immagine della Luna ripresa dalla NavCam della sonda Juice durante il sorvolo della Terra. Crediti: Esa/Juice/Jmc

Per il suo primo esercizio in volo, la geometria Terra-Luna è stata sfruttata per replicare quella di Giove e Io, preparando Eagle ai futuri flyby delle lune galileiane. I risultati saranno analizzati nei prossimi mesi.

Nonostante le difficoltà che ha posto, l’eclissi si è rivelata per alcuni aspetti anche vantaggiosa. Attualmente Juice si trova in un ambiente di crociera “caldo”, in cui le temperature limitano le osservazioni. Avere il Sole temporaneamente bloccato dalla Terra ha consentito alla sonda una maggiore libertà di puntamento, permettendo osservazioni altrimenti impossibili.

Nel loro insieme, queste attività hanno reso il flyby molto di più di una semplice correzione di traiettoria. Hanno dato a Juice un primo assaggio delle sfide che la attendono del sistema gioviano e la possibilità di fare una prova generale con anni di anticipo.

Fonti: press release Esa, press release Dlr

Ue, Arabia Saudita e Israele in difficoltà, mentre gli Houthi aumentano la loro forza

16 Ottobre 2026 ore 19:14

Andrei Nikolaevich Nikolaev, classe 1975, è uno storico militare e una fonte importante di notizie da Mosca, dove collabora anche come giornalista pubblicista per la Pravda. Mentre l’Europa non passerà un inverno tranquillo, dal momento che Trump ha rotto con l’Ucraina, stipulando un accordo miliardario con Putin sull’energia che ci mette in seria difficoltà, sembra che i “Volenterosi” non siano affatto pronti a indurre Zelensky a iniziare il processo di pace con la Federazione Russa. Il primo ministro ucraino si è lasciato andare ad attacchi pubblici contro il presidente USA, che, ovviamente, non ha gradito. Sullo sfondo, Musk spegne i satelliti Starlink e quindi molti droni di Kiev non possono più partire, mentre noi compreremo il gas russo, pagandolo più del doppio, dagli americani.

L’articolo di Nikolaev aggiunge un po’ di pepe alla situazione in Medio Oriente. Gli Houthi non dipendono più completamente dall’Iran per il loro arsenale. Il movimento yemenita sta cercando di costruire in proprio missili balistici avanzati, acquistando dalla Cina componenti industriali e materiali a duplice uso.

Questa strategia gli permetterebbe di diversificare i rifornimenti e di rendere più difficile l’individuazione della propria rete militare. La notizia, per l’Unione Europea, non è affatto rassicurante, perché questo determina il protrarsi della crisi e produce, assieme al divario con la Russia, quell’aumento esponenziale dei prezzi al consumo che sta per mettere in ginocchio le famiglie.

La notizia sugli Houthi nasce da un’indagine di “Conflict Armament Research” (CAR), organizzazione con sede nel Regno Unito che studia le armi e le relative catene di approvvigionamento nelle zone di guerra, pubblicata dall’Associated Press. Gli esperti hanno esaminato due carichi intercettati dalle autorità yemenite nel 2025 e destinati ai territori controllati dagli Houthi.

All’interno sarebbero stati trovati componenti fabbricati appositamente per missili: parti metalliche del motore e della struttura, alette di stabilizzazione e materiali collegabili alla produzione di propellente solido. I documenti di spedizione avrebbero indicato almeno un fornitore cinese. Mettendo insieme le caratteristiche dei pezzi, CAR ha concluso che gli Houthi starebbero tentando di riprodurre un missile iraniano della famiglia Khaibar Shekan.

Il Khaibar Shekan è un missile balistico iraniano a guida di precisione, presentato da Teheran nel febbraio 2022. Secondo le stime riportate, può raggiungere una distanza vicina ai 1.900-2.000 chilometri. Una versione prodotta nello Yemen metterebbe quindi nel raggio d’azione degli Houthi gran parte dell’Arabia Saudita e il territorio israeliano. Il progetto sarebbe particolarmente importante perché riguarda un missile a propellente solido. Questa tecnologia consente tempi di preparazione più brevi rispetto ai sistemi alimentati con combustibile liquido e rende più difficile individuare e colpire il lanciatore prima dello sparo.

L’astuzia dei miliziani Houthi consiste nella capacità di combinare tecnologia iraniana, forniture commerciali cinesi e produzione locale. Invece di importare un missile completo, facilmente riconoscibile e soggetto all’embargo, il movimento acquista separatamente materiali, macchinari e componenti che possono avere anche impieghi civili.

Questa soluzione presenta tre vantaggi: riduce la dipendenza diretta dalle spedizioni iraniane, spesso intercettate; rende più difficile dimostrare la destinazione militare dei singoli prodotti; permette agli Houthi di sviluppare competenze autonome nell’assemblaggio e nella produzione di armi.

Secondo CAR, la scoperta mostra che le loro ambizioni industriali sono maggiori di quanto si ritenesse. Non si tratterebbe più soltanto di montare droni o modificare missili ricevuti dall’estero, ma di costruire nello Yemen una parte significativa di sistemi balistici complessi.

La presenza di componenti provenienti dalla Cina, però, non dimostra automaticamente un coinvolgimento del governo cinese. Molti dei materiali indicati sono beni a duplice uso: possono essere impiegati legalmente nell’industria civile, ma anche nella produzione militare. Possono inoltre essere acquistati attraverso intermediari, società di comodo o documenti che ne nascondono la destinazione finale.

Alcuni pezzi e documenti commerciali rimandano a fornitori cinesi. Non emerge, dalle informazioni disponibili, una prova che Pechino abbia autorizzato consapevolmente la costruzione dei missili. E probabilmente, con il sistema indicato, non ci sarà mai.

L’indagine, ovviamente, non cancella le prove raccolte negli anni sui rapporti militari tra Iran e Houthi. In precedenza sono stati sequestrati missili, droni e componenti riconducibili a progetti iraniani. Nel 2023, secondo Voice of America, anche il governo britannico aveva presentato materiali a sostegno del collegamento tra l’Iran e le forniture militari destinate allo Yemen.

Lo stesso sistema che gli Houthi vorrebbero riprodurre è basato su un modello iraniano. Secondo diversi esperti, il movimento non sarebbe ancora in grado di realizzare autonomamente tutte le parti più sofisticate e continuerebbe ad avere bisogno dell’Iran per tecnologia, conoscenze e componenti critici. La novità, dunque, non è una sostituzione netta dell’Iran con la Cina. È piuttosto la nascita di una catena di rifornimento più ampia e flessibile: progettazione e competenze iraniane, prodotti industriali provenienti dal mercato cinese e assemblaggio locale nello Yemen.

Il significato geopolitico è strategicamente molto importante: se il progetto avesse successo, gli Houthi diventerebbero militarmente molto più autonomi. Le intercettazioni navali delle armi iraniane perderebbero parte della loro efficacia, perché il movimento potrebbe importare pezzi apparentemente civili e trasformarli sul posto in sistemi d’arma. Cambierebbe anche il rapporto con Teheran.

Gli Houthi rimarrebbero alleati dell’Iran, ma avrebbero un maggiore margine di manovra e non dipenderebbero più dalle consegne iraniane. Per l’Arabia Saudita e Israele aumenterebbe invece il rischio di attacchi più precisi e a lungo raggio.

Copiare un progetto iraniano, comprare componenti cinesi e produrre il missile nello Yemen significa raddoppiare, se non di più, la loro forza. L’indagine britannica segnala una crescente autonomia industriale. La conclusione più prudente è quindi che la rete militare degli Houthi stia diventando internazionale, decentralizzata e molto difficile da bloccare. Sappiamo quanto siano importanti i territori che controllano per i trasporti marittimi, non solo di greggio e materie prime…

Giornalista chiede a Zelensky: “Si sente il capro espiatorio dei problemi di Trump?”. Lui rimane zitto, poi ride: “Ecco la mia risposta”| Video

16 Ottobre 2026 ore 19:12

Il tradimento di Trump nei confronti di Zelensky rischia di cambiare le sorti del conflitto russo-ucraino, con conseguenze dirette anche in Unione europea. Così, alla prima occasione utile, i giornalisti del Vecchio Continente hanno voluto chiedere al leader di Kiev quali fossero le sue impressioni dopo l’accordo sul gasolio tra Washington e Mosca e la richiesta del tycoon di un cambio al vertice nel suo Paese. Così, un reporter presente alla conferenza stampa a margine del Consiglio europeo di Bruxelles glielo ha chiesto direttamente: “Il presidente Trump si appresta ad affrontare delle difficili elezioni di midterm. La sua popolarità è molto bassa, i prezzi molto alti e la guerra iniziata in Medio Oriente non sta andando come lui voleva. Crede di essere stato trattato come capro espiatorio dei suoi problemi?”. A questo punto Zelensky tiene lo sguardo basso qualche secondo, poi lo alza, guarda i giornalisti e accenna una risatina, con la sala che scoppia a ridere. “Questa è la mia risposta“, ha concluso il presidente ucraino.

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Usa-Italia, Pignotti (SACE) “Innovazione e nuovi mercati, 5 miliardi per il Piano Mattei” / Video

16 Ottobre 2026 ore 19:09
Usa-Italia, Pignotti (SACE) “Innovazione e nuovi mercati, 5 miliardi per il Piano Mattei” / Video

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Rafforzare la collaborazione transatlantica nel settore dell’innovazione tecnologica e sostenere gli investimenti nell’intelligenza artificiale, ampliando al contempo le opportunità per le imprese italiane sui mercati internazionali. Sono queste le priorità indicate da Michele Pignotti, amministratore delegato di SACE, intervenuto a margine di un evento dedicato alla cooperazione tra Italia e Stati Uniti.

“Siamo molto contenti di partecipare a questo evento che mira proprio a sviluppare la collaborazione transatlantica con focus sull’innovazione tecnologica”, ha dichiarato Pignotti, sottolineando il ruolo degli strumenti finanziari a sostegno dei grandi investimenti necessari per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie.

“SACE ha molti strumenti innovativi per contribuire a finanziare tutti questi grandi investimenti necessari allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie”, ha spiegato, evidenziando le potenzialità di una collaborazione tra istituzioni finanziarie pubbliche e private italiane e americane.

Un altro asse strategico riguarda la diversificazione dei mercati di destinazione delle esportazioni italiane, con particolare attenzione all’Africa e ai Paesi coinvolti nel Piano Mattei. “Fino ad adesso abbiamo garantito negli ultimi due anni dalla partenza del Piano Mattei ben cinque miliardi di nuovi progetti che consentono la partecipazione alle aziende italiane”, ha affermato Pignotti.

Nel quadro delle strategie di SACE rientrano inoltre nuove iniziative per favorire lo sviluppo delle esportazioni e sostenere le filiere produttive nazionali attraverso il coinvolgimento dei capitali privati.

“Oltre a questo stiamo lavorando su altre direttive strategiche per far fluire capitale privato direttamente alle filiere produttive italiane”, ha concluso.

– foto xp6/Italpress –

(ITALPRESS).

Ucraina, il Papa chiede a Putin una tregua per Oleshky. Il Cremlino accoglie l’appello

16 Ottobre 2026 ore 19:02

Papa Leone XIV ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin per affrontare la situazione umanitaria di Oleshky, cittadina della regione ucraina di Kherson situata in un’area interessata dai combattimenti. Il Pontefice ha chiesto una tregua che permetta di raggiungere la popolazione civile con aiuti alimentari e medicinali e di organizzare evacuazioni volontarie in condizioni di sicurezza. Secondo quanto riferito dall’agenzia TASS, il Cremlino ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa.

La conversazione è stata resa nota dalla sala stampa della Santa Sede, che ha sottolineato la preoccupazione del Papa per le condizioni degli abitanti rimasti nella località. L’obiettivo della richiesta è ottenere una sospensione delle operazioni militari sufficiente a consentire l’accesso degli operatori umanitari e il trasferimento delle persone che intendano lasciare la zona.

La situazione di Oleshky è particolarmente delicata per la sua posizione geografica, sulla sponda orientale del fiume Dnipro, di fronte all’area di Kherson. La città si trova in un territorio controllato dalle forze russe, mentre il fronte continua a interessare le due rive del fiume, rendendo difficili i collegamenti e l’assistenza alla popolazione.

Putin, secondo la ricostruzione diffusa da TASS, ha accolto favorevolmente la sollecitazione del Pontefice, dichiarando il proprio sostegno alla creazione delle condizioni necessarie per garantire la sicurezza dei civili e l’arrivo dei beni essenziali. Il presidente russo avrebbe inoltre attribuito alle autorità ucraine responsabilità per il deterioramento della situazione umanitaria nella zona.

La disponibilità manifestata da Mosca non equivale tuttavia all’annuncio di un cessate il fuoco già concordato. Per rendere possibile l’intervento umanitario saranno necessari accordi operativi sulle modalità della sospensione dei combattimenti, sui percorsi di accesso e sulle garanzie di sicurezza per i civili e gli operatori impegnati nelle evacuazioni.

Il colloquio ha avuto luogo mentre Leone XIV è ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma, dove nei giorni scorsi è stato sottoposto a un intervento chirurgico per la rimozione di un adenocarcinoma polmonare. Secondo i bollettini diffusi dalla Santa Sede, il decorso postoperatorio procede con un progressivo miglioramento delle condizioni generali e il Pontefice ha ripreso alcune delle proprie attività quotidiane, compresa la celebrazione della messa.

Nel corso della telefonata Putin ha rivolto al Papa gli auguri di pronta guarigione e buona salute, come comunicato dal Cremlino. Il Pontefice, da parte sua, ha ribadito la volontà della Santa Sede di continuare a sostenere ogni iniziativa diplomatica finalizzata alla pace e alla protezione delle popolazioni coinvolte nella guerra.

L’iniziativa vaticana si concentra su un obiettivo umanitario circoscritto, senza affrontare direttamente le condizioni politiche di un eventuale accordo generale tra Russia e Ucraina. La richiesta di una tregua locale punta soprattutto a ottenere risultati immediati per gli abitanti di Oleshky, attraverso la distribuzione di aiuti e l’apertura di corridoi sicuri.

Il colloquio tra Leone XIV e Putin rappresenta quindi un nuovo contatto diplomatico diretto tra la Santa Sede e Mosca. La possibilità di tradurre la disponibilità espressa dal presidente russo in misure concrete dipenderà però dagli sviluppi sul terreno e dall’eventuale definizione di intese che garantiscano l’accesso umanitario alla città.

Festa del cinema di Roma 2026: Pif con “Il Ministero dell’Amore” riesce a far ridere, ma l’amalgama non c’è

16 Ottobre 2026 ore 19:00

Si ride molto, e ci stupirebbe il contrario. Ma non in maniera organica. Il motivo potrebbe essere che la comicità diretta ed esplosiva di Ciarrapico/Vendruscolo non si sposa perfettamente con quella ironico-sentimentale e nostalgica di Pif. Naturalmente, sotto esame è Il Ministero dell’Amore, passato oggi nel Grand Public alla 21esima Festa del Cinema di Roma e in arrivo direttamente su Prime Video dal prossimo 18 dicembre, dunque il film di Natale di Amazon.

Ispirato alla pièce teatrale Stare meglio oggi del 2013 di Giacomo Ciarrapico, il film mette al centro un giornalista parlamentare che pensa di vivere guidato da un “governo interno”, strutturato con tanto di parlamento, segreterie e così via. Insomma, Aldo – questo il suo nome, interpretato da Pif – traduce nella propria personalità il funzionamento dell’oggetto del suo lavoro. Il suo personalissimo governo è composto da uno squadrone di personaggi grotteschi, capitanati dal presidente del Consiglio, a cui Corrado Guzzanti presta la propria comicità irresistibile. Tra i ministri figurano alcuni dei sodali del cinema dell’ex trio magico di Boris e Ogni maledetto Natale (2014), oggi ridotto al duo Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, purtroppo orfani del compianto Mattia Torre, a partire da Pietro Sermonti e Carlo De Ruggieri. New entry molto ben inserita è Anna Finocchiaro, nei panni della leader dell’opposizione che, dopo le elezioni, passa all’esecutivo, dando vita al tipico rimpasto di governo all’italiana. Anche la partner femminile di Pif è un volto noto del cinema del “duo”, Alessandra Mastronardi.

L’attrice è Claudia, compagna da anni di Aldo, che inspiegabilmente entra in una fase di crisi e chiede la classica pausa di riflessione. Le certezze di Aldo crollano e, di conseguenza, si apre una crisi del suo governo interno. Il film procede saltando dalla vita del cronista a quella della sua psiche, tra siparietti irresistibili e momenti di malinconia stampati sulla maschera di Pif. Il rimando è certamente alla saga Pixar di Inside Out, ma il dato interessante è che il film d’animazione è del 2015, dunque successivo alla brillante e originale idea contenuta nella pièce di Ciarrapico che è appunto del 2013. Il problema è che, visto oggi, non si può che pensare a un adattamento italiano – con ovvia satira politica – del capolavoro dei geni della lampada. Come si diceva, tuttavia, il film non offre la fluidità attesa: distanti e non sempre felicemente conciliabili sono l’universo di Pif, con i suoi riconoscibili alter ego, e il registro di potente sberleffo ai difetti della specie umana (anzi, italiana!) tipico dei maestri di Boris. Ad ogni modo, il pubblico non potrà che divertirsi e – probabilmente – perdonare al film ogni debolezza.

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Usa-Italia, Mulè “Alleanza strategica per le grandi sfide dell’IA”

16 Ottobre 2026 ore 19:00
Usa-Italia, Mulè

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Molto spesso si parla dell’alleanza tra Italia e Stati Uniti d’America in termini politici e di grande geopolitica. L’accordo che viene stretto oggi sul fronte tecnologico dimostra come questa alleanza possa tradursi in una collaborazione concreta, capace di mettere in connessione diretta il mondo della ricerca con quello dell’industria, di fronte alle grandi sfide delle nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale”. Lo ha detto Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei deputati, in occasione del lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata all’Ambasciata d’Italia a Washington.
xp6/mgg/mrv/gtr

Proteste degli studenti, Meloni “Tutte le forze politiche condannino le violenze”

16 Ottobre 2026 ore 19:00
Proteste degli studenti, Meloni “Tutte le forze politiche condannino le violenze”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Sono sempre molto contenta delle manifestazioni, ne ho organizzate tantissime, e sono sempre molto contenta quando c’è partecipazione”, ma “ho letto dichiarazioni dei leader dell’opposizione sulle proteste, non riescono a dire una parola di condanna delle violenze, sulle forze dell’ordine che vengono picchiate, che sono rimaste ferite”. Così sulle manifestazioni odierne del mondo delle scuola la premier Giorgia Meloni a margine del Consiglio europeo a Bruxelles. “Non voglio polemizzare su questo, ma chiedo a tutte le forze politiche italiane chiarezza. Chiedo che tutti condannino la violenza e non abbiano timidezze, è un fatto di responsabilità”, ha aggiunto Meloni, che ha poi riferito di aver parlato “con il primo ministro Sanchez: faremo lavorare nostri i nostri ministri degli Interni per sostituire le forme in essere con altre forme di cooperazione. Valuteremo altre situazioni, sicuramente continuando il nostro monitoraggio in ottica Schengen ma garantendo anche la difesa dei confini della nostra nazione”. Al Consiglio europeo “abbiamo discusso di migrazione, mi pare molto importante l’annuncio della Commissione UE di nuove misure per capire come si possa mettere in campo una cornice di misure per dare risposte immediate in caso di emergenza, parlo di Ceuta per esempio – ha aggiunto -. Abbiamo posto il problema mesi fa, anche prima di Ceuta, e anche oggi questo elemento italiano viene ripreso e riconosciuto”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

ChatGPT Can Peek At Your Chrome Tabs Now

di: BeauHD
16 Ottobre 2026 ore 19:00
OpenAI has updated its ChatGPT Chrome extension to let users access information from their open browser tabs. A demo video shows the new functionality in action. The Verge reports: It's also updated ChatGPT in the sidebar, with the full power of ChatGPT and your entire conversation history in Chat or Work to use without leaving the page you're viewing. It also enables ChatGPT Work to "control" your Chrome tabs for tasks like "sending messages, filling out forms, or downloading files," similar to Google's Gemini-powered "auto browse" feature, as well as organize or group open tabs.

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Qui New York! – Due mostre raccontano l’Italia negli Stati Uniti

16 Ottobre 2026 ore 18:55
Qui New York! - Due mostre raccontano l’Italia negli Stati Uniti

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Nella nuova puntata di Qui New York!, Claudio Pagliara, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, racconta due mostre che mettono al centro arte, storia e identità italiana. Protagonista la “Maddalena in estasi” di Caravaggio, una delle ultime opere del maestro, esposta all’Istituto fino al 6 novembre. Spazio anche alla mostra dedicata agli 80 anni della Repubblica italiana, dal referendum istituzionale del 1946 all’Assemblea Costituente, in un ideale dialogo con i 250 anni degli Stati Uniti e con il legame storico tra i due Paesi.
abr/azn

Il Movimento Nonviolento al fianco degli studenti che lottano per un futuro di pace

16 Ottobre 2026 ore 18:51

La mobilitazione nazionale degli studenti contro il carovita, è sacrosanta. Slogan come "più soldi per la scuola, meno soldi per le armi" dimostrano la maturità del movimento studentesco. In molte città la protesta giovanile è indirizzata contro il carovita, mentre si prepara lo sciopero, sacrosanto, del 20 novembre "per il nostro futuro, non per le [...]

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Usa-Italia, Fontana “Rafforzare i rapporti con accordi concreti”

16 Ottobre 2026 ore 18:50
Usa-Italia, Fontana

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Ci troviamo a Washington per l’inizio di questa missione che avevamo organizzato inizialmente nello scorso mese di maggio” con l’obiettivo di “continuare a stringere i rapporti fra Stati Uniti e Italia, Lombardia nel nostro caso, ma vogliamo farlo direttamente in modo che ci sia l’opportunità di mettere a confronto le nostre università, i nostri centri di ricerca, le nostre aziende per far sì che ci possa essere un accordo diretto tra di loro che sicuramente può andare oltre gli accordi di carattere politico. Gli accordi fondati sulla concretezza dei fatti sono sempre più solidi, più strutturati di ogni altro accordo”. Lo ha detto all’Italpress il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in occasione della “U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator”, l’iniziativa presentata oggi all’Ambasciata d’Italia a Washington per trasformare il dialogo transatlantico sulle tecnologie affidabili in progetti concreti.
(ITALPRESS).
xp6/mrc/mrv/gtr

Tecnologia Italia-Usa, a Washington il lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator / Video

16 Ottobre 2026 ore 18:44
Tecnologia Italia-Usa, a Washington il lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator / Video

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Rafforzare la cooperazione tecnologica tra Italia e Stati Uniti, favorire nuove partnership industriali e sostenere gli investimenti nei settori strategici dell’innovazione. Sono questi gli obiettivi dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata oggi all’Ambasciata d’Italia a Washington per trasformare il dialogo transatlantico sulle tecnologie affidabili in progetti concreti. All’incontro hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico italiano, tra cui Marco Peronaci, ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei deputati, Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, Michele Pignotti, amministratore delegato di SACE, Baiocchi per Intesa Sanpaolo e Cimmino per Confindustria. L’iniziativa è promossa dall’Ambasciata d’Italia a Washington, dal Krach Institute for Tech Diplomacy at Purdue e dalla Transatlantic Harmonic Foundation.

“Gli Stati Uniti e l’Italia vantano un partenariato di lunga data nel settore tecnologico. La collaborazione è già molto avanzata per esempio nel settore dello Spazio: l’Italia è tra i partner principali di Artemis e contribuirà al programma di esplorazione lunare partecipando allo sviluppo di moduli abitativi. Pensate che la NASA ha valutato di 5 miliardi di dollari il contributo italiano al programma di esplorazione lunare. La collaborazione è avanzata anche nella fisica fondamentale e nelle tecnologie quantistiche. A Fermilab, per esempio, i ricercatori italiani e americani lavorano insieme sulla fisica dei neutrini in un progetto chiamatoDeep Underground Neutrino Experiment (DUNE). Stiamo inoltre facendo progressi significativi sulle tecnologie quantistiche attraverso il Superconducting Quantum Materials and Systems Center. Il progetto lanciato oggi rappresenta un’altra importante tappa della cooperazione tecnologica tra Italia e Stati Uniti. L’Acceleratore offre alle nostre aziende, istituzioni di ricerca, investitori e amministrazioni un modo concreto per entrare in contatto ed esplorare nuove possibilità nel campo dell’Intelligenza artificiale, dell’energia e delle scienze della vita. Creando maggiori opportunità per le nostre imprese, il programma porterà benefici a entrambe le sponde dell’Atlantico “, ha dichiarato Marco Peronaci, Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti.

Il progetto punta a mettere in connessione imprese, ricercatori, investitori e istituzioni italiane e statunitensi, favorendo lo sviluppo di collaborazioni industriali, la condivisione di competenze e la mobilitazione di capitali per accelerare la crescita delle tecnologie emergenti. Al centro dei lavori tre ambiti strategici: intelligenza artificiale e tecnologie avanzate, comprese le applicazioni quantistiche e la cybersicurezza; energia, indispensabile per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche; e scienze della vita, settore nel quale l’intelligenza artificiale sta aprendo nuove prospettive per la ricerca e l’innovazione. Un’attenzione particolare è rivolta alle condizioni necessarie per accompagnare le tecnologie dalla fase di ricerca alla commercializzazione e alla produzione su scala industriale. Il confronto tra i due Paesi mira anche a individuare gli ostacoli agli investimenti e le possibili forme di collaborazione tra capitale pubblico e privato, con l’obiettivo di rafforzare le filiere strategiche e ridurre le dipendenze tecnologiche.

“La Lombardia – ha sottolineato il presidente Attilio Fontana – è pronta a svolgere un ruolo da protagonista nel rafforzamento della cooperazione tecnologica tra Italia e Stati Uniti. Le imprese, le università e i centri di ricerca del territorio rappresentano un ‘eccellenza, grazie ad elevate competenze tecniche e manageriali. Un primato che può trovare ulteriore slancio grazie a partnership internazionali di questo tipo”. “L’intelligenza artificiale, l’energia pulita e le scienze della vita – ha aggiunto – sono settori chiave in cui è fondamentale mettere in rete conoscenze, investimenti e talenti. Grazie a queste sinergie virtuose si può accelerare il trasferimento tecnologico e creare valore per il sistema produttivo. Iniziative come lo U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator vanno proprio in questa direzione: favoriscono il dialogo tra ricerca e industria e contribuiscono a rafforzare la competitività delle nostre imprese, generando nuove opportunità di sviluppo per i territori”, ha continuato.

 

“Rafforzare la cooperazione transatlantica sulle tecnologie strategiche significa trasformare la collaborazione tra Italia e Stati Uniti in investimenti, progetti industriali e nuove opportunità di mercato. Le nostre economie hanno competenze complementari: alla leadership americana nella ricerca e nell’intelligenza artificiale si affiancano l’eccellenza manifatturiera italiana e le nostre filiere specializzate. La sfida è trasformare l’innovazione in applicazioni industriali su larga scala, attraverso partnership concrete capaci di rafforzare la competitività delle imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico”, ha dichiarato Barbara Cimmino nel suo intervento allo U.S.-Italy Dialogue on Trusted Technologies for Democracies.

 

Il programma si inserisce nel percorso di cooperazione avviato nei mesi scorsi tra Italia e Stati Uniti per promuovere tecnologie sicure e affidabili e rafforzare gli ecosistemi dell’innovazione. Dopo l’avvio a Washington, il lavoro proseguirà con un roadshow in diverse città americane, per coinvolgere investitori e imprese e sviluppare nuove opportunità di collaborazione industriale e tecnologica tra le due sponde dell’Atlantico.

– foto xp6/Italpress –

(ITALPRESS).

Libia, dal 31 ottobre missione imprenditoriale italiana a Misurata

16 Ottobre 2026 ore 18:41
Libia, dal 31 ottobre missione imprenditoriale italiana a Misurata

ROMA (ITALPRESS) – Rafforzare i rapporti economici tra Italia e Libia e favorire nuove opportunità di investimento, con uno sguardo ai mercati del Sahel e dell’Africa subsahariana. È l’obiettivo della missione imprenditoriale italiana a Misurata, in programma dal 31 ottobre al 4 novembre, organizzata dalla Camera di Commercio Italo-Libica in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Tripoli e Unioncamere, con il sostegno della Misurata Free Zone. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato a Roma il 9 luglio scorso con il Road Show della Misurata Free Zone. Nata con un focus sulla logistica, sui rapporti con il sistema locale e sugli investimenti, la missione ha assunto una dimensione più ampia, con l’obiettivo di accompagnare le imprese italiane nel confronto con interlocutori economici e istituzionali libici. Il programma prevede incontri con imprenditori provenienti da tutta la Libia, rappresentanti del Governo, enti e committenti pubblici, oltre a rappresentanze diplomatiche e commerciali dei Paesi dell’Africa centrale e subsahariana. Sono stati invitati i ministeri dell’Economia e del Commercio, dei Trasporti, dell’Industria e dei Minerali, del Petrolio e del Gas, dell’Agricoltura e dell’Ambiente. Tra gli altri interlocutori invitati figurano l’Autorità per la Promozione degli Investimenti, l’Autorità Doganale, la Società Libica dei Porti, l’Aeroporto internazionale di Misurata, la LISCO, la Banca Estera Libica, l’Unione delle Camere di Commercio e il Comune di Misurata.

È inoltre previsto il coinvolgimento delle ambasciate di Niger, Ciad e Sudan. Al centro dell’iniziativa il ruolo della zona franca e del sistema portuale di Misurata come piattaforma per gli scambi con il mercato libico e con altri Paesi africani. Secondo quanto riportato nella nota degli organizzatori, un consorzio guidato da MSC sta avviando un investimento da 2,7 miliardi di dollari per l’ampliamento dei terminal. Nel corso della missione è prevista anche l’inaugurazione dell’ufficio della Camera di Commercio Italo-Libica presso la Misurata Free Zone, destinato a costituire un punto di riferimento permanente per le aziende italiane. Il programma comprende infine, il 3 novembre, una visita al sito archeologico di Leptis Magna.

– foto Italpress –

(ITALPRESS).

Cina, Fuzhou ospiterà la Giornata mondiale delle città 2026

16 Ottobre 2026 ore 18:15
Cina, Fuzhou ospiterà la Giornata mondiale delle città 2026

NAIROBI (KENYA) (XINHUA/ITALPRESS) – Fuzhou, in Cina, ospiterà la Giornata mondiale delle città 2026, che avrà come tema “Rigenerare la città: alloggi adeguati per tutti”, come annunciato dal Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani (UN-Habitat).
Le celebrazioni di quest’anno si terranno il 31 ottobre presso il Centro internazionale conferenze ed esposizioni dello Stretto di Fuzhou, capoluogo della provincia sud-orientale cinese del Fujian, come riferito da UN-Habitat in una nota diffusa a Nairobi, capitale del Kenya.
L’evento rappresenta il momento conclusivo dell'”Urban October” di UN-Habitat, una campagna della durata di un mese dedicata alla promozione dello sviluppo urbano sostenibile e di alloggi adeguati per tutti.
“La Giornata mondiale delle città 2026 metterà in evidenza come la rigenerazione urbana contribuisca al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), in particolare dell’SDG 11 sulle città e comunità sostenibili, e a portare avanti l’attuazione della Nuova Agenda Urbana”, si legge nella nota.
La prossima celebrazione a Fuzhou esaminerà come una rigenerazione urbana mirata possa contribuire ad alleviare la crisi abitativa globale, ha osservato UN-Habitat. Le discussioni si concentreranno sulla rivitalizzazione degli spazi urbani esistenti, sull’ampliamento dell’accesso ad alloggi adeguati e sulla promozione di città più inclusive, resilienti e sostenibili.
L’evento riunirà alti funzionari delle Nazioni Unite e rappresentanti di governi nazionali, autorità locali, organizzazioni internazionali, istituzioni accademiche, settore privato e reti comunitarie, per condividere le migliori pratiche e promuovere soluzioni concrete alle sfide urbane comuni.
Le celebrazioni globali per la Giornata mondiale delle città faranno parte di un programma di tre giorni che si svolgerà dal 31 ottobre al 2 novembre.
Il programma comprenderà anche la consegna del Premio globale per lo sviluppo sostenibile nelle città, giunto alla sua quarta edizione, noto anche come Premio di Shanghai, che riconosce i risultati conseguiti dalle città nello sviluppo urbano sostenibile.
Il programma prevede una cerimonia di apertura di alto livello, forum tematici, eventi collaterali che riuniranno responsabili delle decisioni e operatori del settore urbano, esposizioni specializzate e visite guidate della città.
Istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2013 e celebrata per la prima volta nel 2014, la Giornata mondiale delle città mira a promuovere la solidarietà globale per favorire l’urbanizzazione sostenibile.

-foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Targa Florio Classica 2026, le Madonie protagoniste della seconda tappa

16 Ottobre 2026 ore 18:15
Targa Florio Classica 2026, le Madonie protagoniste della seconda tappa

PALERMO (ITALPRESS) – Dopo l’itinerario tra i tesori del Trapanese, la Targa Florio Classica guarda alle Madonie, dove sabato 17 ottobre, la seconda tappa riporterà gli equipaggi nei luoghi che hanno reso la corsa ideata da Vincenzo Florio un patrimonio dell’automobilismo mondiale. L’appuntamento conclusivo del Campionato Italiano Grandi Eventi, organizzato dall’Automobile Club d’Italia insieme all’Automobile Club Palermo e affiancato dal Ferrari Tribute to Targa Florio, si prepara a rinnovare il legame con la terra nella quale, centoventi anni fa, ebbe origine la sua storia. La prima tappa della Targa Florio Classica ha offerto la possibilità di scoprire luoghi di grande fascino anche ai prestigiosi ospiti internazionali del Presidente Geronimo La Russa, i presidenti degli Automobile Club dei paesi fondatori della FIA (Fèdèration Internationale dell’Automobile), che hanno poi posato insieme per uno scatto dinnanzi il tempio di Segesta.
La giornata prenderà il via alle 8.30 dal Molo Trapezoidale del Marina Yachting di Palermo, da dove gli equipaggi si muoveranno verso l’iconica Campofelice di Roccella per affrontare la prima prova cronometrata. Il percorso proseguirà attraverso Collesano, tra i centri simbolo della storia e della passione per la Targa Florio, poi Castellana Sicula, dove i partecipanti saranno accolti con una degustazione dei prelibati dolci tipici. Quindi il passaggio dalle Petralie e la rotta verso Geraci Siculo, borgo madonita a oltre mille metri di altitudine, prima della discesa alla volta di Castelbuono. Sarà poi la caratteristica Pollina a riportare la carovana ad affacciarsi sul Mar Tirreno, con la pausa pranzo al Mangiàs Pollina Resort, prima di riprendere il percorso che ricondurrà gli equipaggi a Palermo.
Il Grande Circuito delle Madonie sarà il filo conduttore di una giornata che intreccia il confronto sportivo con la memoria. Curve, salite e attraversamenti dei paesi custodiscono il racconto di generazioni di piloti, delle intuizioni dei progettisti e delle sfide tra le case automobilistiche che proprio su queste strade hanno costruito una parte della loro fama. Qui la tecnica si misurava con le caratteristiche del territorio e la capacità di interpretare il percorso accompagnava il coraggio e la resistenza dei protagonisti.
E’ un’eredità che appartiene anche alle comunità madonite, custodi di una passione tramandata nelle famiglie, nei ricordi di chi ha assistito alle gare e nei racconti di chi ha vissuto da vicino l’epopea della Targa. Il ritorno delle vetture storiche rinnova questo rapporto: il passaggio di ogni equipaggio riannoda il presente a una memoria condivisa, nei luoghi in cui l’automobile è diventata espressione di progresso, occasione d’incontro e motivo d’identità.
La rievocazione ritrova così il significato dell’intuizione di Vincenzo Florio: aprire la Sicilia al mondo attraverso una competizione capace di richiamare uomini, idee e innovazione. Oggi la sfida di precisione della regolarità restituisce centralità alle vetture, alla sensibilità degli equipaggi e alla conoscenza delle strade, mentre il percorso offre ai partecipanti l’opportunità di scoprire il paesaggio e l’ospitalità delle Madonie. La sosta a Pollina scandirà l’itinerario prima del rientro a Palermo.
A introdurre la giornata madonita è il percorso di oggi, venerdì 16 ottobre, nel Trapanese, lungo un itinerario di oltre trecento chilometri che accosta il patrimonio automobilistico a quello turistico e archeologico della Sicilia occidentale. Le saline, la sosta alle storiche Cantine Florio di Marsala e i siti di Selinunte e Segesta compongono un viaggio attraverso epoche e paesaggi diversi. Un incontro tra cultura, tradizione enologica e storia del territorio che amplia il valore della manifestazione e porta gli equipaggi internazionali a conoscere alcuni dei luoghi più rappresentativi dell’isola.
Sul piano agonistico, le prime indicazioni delle sfide di precisione sui centesimi di secondo, vedono subito ai vertici Giovanni Moceri e Antonio Marco Campilongo sulla Lancia Ardea del Classic Team, Francesco e Giuseppe Di Pietra, papà e figlio, sulla Fiat 508 C della Franciacorta Motori, poi Massimo Zanasi e Corrado Corneliani, anche loro su Fiat 508 del Classic Team. In primo piano anche Gianmario Fontanella e Giovanni Scarabelli su Fiat 514 Sport come Alberto Aliverti con Francesco Polini su Aston Martin 1.5 Le Mans, in un confronto che riunisce alcuni dei maggiori specialisti della regolarità su auto di esclusivo prestigio.
Tra i gioielli della casa del Cavallino Rampante protagonisti Ferrari Tribute to Targa Florio, tra gli equipaggi più precisi nelle prime prove si segnalano Celestino e Oreste Sangiovanni su Ferrari 12Cilindri Spider e Giantonio e Marco Gasparini su Ferrari 296 GTS.

– Foto ufficio stampa Aci –
(ITALPRESS).

Tg News – 16/10/2026

16 Ottobre 2026 ore 18:14
Tg News - 16/10/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Studenti in piazza in tutta Italia, tensioni con la polizia
– Venerdì nero, blocco dei tir e del trasporto aereo
– Papa in costante miglioramento, telefonata con Putin
– Da Mosca altro attacco all’Italia, Trump strappa con Kiev
– Garlasco, difesa Sempio deposita consulenza in Procura
– Istat, l’energia fa volare l’inflazione, +4,2% a Settembre
– Mondiali ciclismo, Milan vince oro nell’inseguimento
– Giustizia più vicina ai cittadini, 3 nuovi Uffici di prossimità nell’Agrigentino
– Previsioni 3B Meteo 17 Ottobre
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Campionato medicina per il mal di Champions, Juve test verità per la Lazio

16 Ottobre 2026 ore 18:10
Campionato medicina per il mal di Champions, Juve test verità per la Lazio

di Enrico Currò

ROMA (ITALPRESS) – Dall’incubo della Champions League, 4 partite e 4 sconfitte col corredo di 14 gol subiti, dato assai incongruo rispetto alla grande tradizione difensiva della scuola italiana, la Serie A cerca di scuotersi con la settima giornata. Sulla quale gravano l’insicurezza generata dalle batoste di Inter, Napoli e Como e l’occasione sprecata dalla Roma contro il Real Madrid. Se la squadra di Gasperini è almeno crollata solo nel finale, con l’aggravante della recidiva sui corner ma dopo avere dominato una tra le avversarie più forti d’Europa (anche se nella Liga Mourinho è già staccato di 6 punti dal Barcellona), per la altre tre il risultato infrasettimanale è allarmante. I campioni d’Italia di Chivu hanno perso in casa col Bruges, secondo nella Jupiler League belga. Il Napoli di Allegri è caduto senza attenuanti in casa del Villarreal, che in Spagna occupa il nono posto. E il Como di Fabregas è scivolato a Rotterdam: il Feyenoord guida sì l’Eredivisie in Olanda, però non appartiene alla crema del Continente. Al netto delle vittorie di Milan, Juventus e Atalanta in Europa League e Conference, contro avversarie abbordabili come Salisburgo, Celta Vigo e Pafos, il ritorno nei confini del campionato si profila dunque per le reduci dalle disfatte come un esame immediato e come il ponte ideale verso il prossimo turno della coppa più importante, dove nuovi intoppi rischierebbero di compromettere sia il passaggio diretto agli ottavi di finale sia quello ai play-off.

Non sembra impossibile il riscatto per il Napoli col Bodo Glimt, per l’Inter con lo Shakhtar Donetsk, per la Roma con lo Slovan Bratislava e neppure per il Como col Manchester United, che non attraversa il migliore momento della propria storia. Molto, però, passa appunto attraverso l’abbrivio potenziale del week-end. E qui il calendario, con gli anticipi del sabato, sembra fatto apposta per rilanciarsi subito o per mettere il dito nella piaga. L’Inter, se vuole conservare il primo posto, deve battere un Bologna in ripresa, e tra i rispettivi assenti per infortunio sembra incidere più Lautaro (si candida Bonny) di Orsolini. Allegri, attardato in classifica, sa bene di dovere dosare in particolare De Bruyne con le annesse incomprensioni tattiche e personali, mentre Hojlund è in ballottaggio con Lucca, ma sa anche che il viaggio del Napoli a Venezia non è una gita di piacere: soprattutto ora che a Nicola, subentrato a Stroppa, vengono chiesti i primi punti della stagione. Contiene insidie, per la Roma, il confronto dell’Olimpico col Genoa, un incrocio tra ex: Gasperini, alle prese con gli acciacchi di Dybala e con l’idea di lanciare Castro per rimpiazzare lo squalificato Malen, e De Rossi, che si porta in panchina il talentuoso Robinho junior, pronto all’uso.

La possibilità di scendere in campo conoscendo già il risultato della co-capolista Inter e della Roma sarebbe in teoria un aspetto favorevole alla Lazio (5 vittorie e 1 pareggio), se non fosse che il suo impegno, la sera di domenica, è probabilmente il più serio finora. Gattuso ha valorizzato al massimo una rosa scarna dal punto di vista numerico. La visita allo Stadium, contro la Juventus di Spalletti, tentato da McKennie trequartista dietro Kolo Muani e contrariato per la propria squalifica (in panchina Domenichini), per il caso della sostituzione di Conceiçao e per le critiche a Woltemade, farà scoprire all’allenatore della Lazio le prospettive ulteriori della sua squadra, fin qui la più sorprendente. Anche il duello di San Siro può svelare gli orizzonti del Milan, che ha perso a lungo Saelemaekers e Gabbia e che non ha ancora convinto gli scettici al di là del goleador inatteso Cisse, e dell’Atalanta, la cui decimazione per gli infortuni (Scalvini e Raspadori gli ultimi della serie) ha spinto Sarri alla polemica sui calendari intasati: Calcagno, il presidente dell’associazione calciatori, gli ha replicato che la pratica è da anni sul tavolo.

Il Como ha appena perso in Olanda per un guaio muscolare Diao, ma Fabregas non è animato dallo stesso spirito sindacalistico. La sua preoccupazione nasce da un rendimento ancora ondivago, il che lo accomuna, fatte le debite proporzioni dei 7 punti di differenza in classifica, allo sfidante di giornata Vanoli: la Fiorentina, appesa alle lune di Mastantuono, è obbligata a mirare al successo in casa. Per il Cagliari quarto la verifica, senza Pisacane squalificato per la lite con Spalletti e sostituito da Murelli, è a Monza, contro il pressing esasperato di Juric. Udinese-Lecce e Parma-Torino completano il quadro: due partite nella zona ibrida della classifica, dove un passo falso o uno riuscito possono cambiare l’umore. Rimane stabile quello di Mancini. Il ct è l’unico tecnico ad avere retto il confronto internazionale ad alto livello, con l’1-1 dell’Italia in Francia. Osserva disincantato un torneo sempre zeppo di calciatori stranieri, che in Champions segnano il passo.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Urso “Lo Spazio oggi è uno dei terreni su cui si misurano gli equilibri geopolitici”

16 Ottobre 2026 ore 18:05
Urso “Lo Spazio oggi è uno dei terreni su cui si misurano gli equilibri geopolitici”

ROMA (ITALPRESS) – “L’esplorazione spaziale è oggi uno dei terreni su cui si misurano gli equilibri geopolitici. In questo scenario l’Italia si presenta con un patrimonio di competenze solido e costruito nel tempo. Un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale che porta in orbita il nostro Made in Italy. Stiamo infatti finalizzando, nell’ambito della missione Artemis, un accordo che prevede la presenza stabile sulla Luna di un nostro modulo, una “casa” italiana dove abiteranno gli astronauti, come previsto dallo Statement of Intent sulla cooperazione per la superficie lunare sottoscritto a Washington con la Nasa lo scorso Marzo. E’ la prova della capacità del nostro sistema industriale di essere protagonista nella space economy. In qualità di presidente del Consiglio Ministeriale dell’ESA ho sostenuto la proposta di organizzare una Ministeriale Intermedia a Roma il prossimo dicembre, con l’obiettivo di riallocare le risorse già assegnate all’esplorazione spaziale e di aggiornare le direttrici strategiche dell’Agenzia in funzione del livello di ambizione che l’Europa deciderà di perseguire. L’Italia dovrà svolgere un ruolo sempre più rilevante nelle iniziative che plasmeranno il futuro dell’esplorazione spaziale. È quanto ho detto nel videomessaggio inviato in occasione degli “Stati Generali della Space Economy” di Torino”. Lo scrive il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso sul suo profilo X.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Biometano in agricoltura, a Roma un confronto su innovazione e sostenibilità

16 Ottobre 2026 ore 17:59
Biometano in agricoltura, a Roma un confronto su innovazione e sostenibilità

ROMA (ITALPRESS) – Valorizzare il biometano prodotto dalle aziende agricole e approfondire le opportunità offerte dai nuovi sistemi di rifornimento direttamente in campo per un’economia sempre più circolare e sostenibile: sono questi gli obiettivi dell’iniziativa “Biometano. Innovazione, sostenibilità e sicurezza dei nuovi sistemi di rifornimento in campo”, in programma martedì 27 ottobre 2026, alle ore 10:00, a Roma, presso il Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi, in via XXIV Maggio 43 e trasmesso in diretta streaming su Radio Radicale. (Accoglienza e accredito dei partecipanti dalle ore 9:30).

L’incontro è promosso da Fondazione UniVerde, Coldiretti, CIB – Consorzio Italiano Biogas ed EBA – European Biogas Association, con il patrocinio di CNR e CREA, la partecipazione di ENEA e la media partnership di Rai Italia.

L’iniziativa intende favorire lo sviluppo di un’agricoltura sempre più multifunzionale e sostenibile, capace di integrare produzione alimentare, produzione di energia rinnovabile e servizi al territorio. Al centro del confronto, le innovazioni che possono consentire alle aziende produttrici di biometano di valorizzare il combustibile anche per il rifornimento dei mezzi agricoli, a beneficio della propria attività, delle aziende vicine e dell’ambiente.

La possibilità di effettuare rifornimenti sicuri direttamente in campo può ridurre, infatti, la necessità di allontanare i mezzi dalle aree di lavoro e di percorrere lunghe distanze per raggiungere i punti di distribuzione. Minori spostamenti e tempi di fermo possono tradursi in maggiore produttività, contenimento dei costi operativi e riduzione dei consumi e delle emissioni legati ai trasferimenti, contribuendo a migliorare l’efficienza e la sostenibilità delle attività agricole.

Per rendere concrete queste opportunità servono norme chiare e sistemi incentivanti, che riconoscano le specificità del rifornimento in campo come servizio integrativo della rete di distribuzione esistente anche nel quadro delle azioni e delle politiche mirate a favorire l’economia circolare, la sostenibilità ambientale e la transizione ecologica. Il coinvolgimento delle istituzioni, del mondo scientifico, delle organizzazioni e delle imprese con la partecipazione di esponenti delle principali forze parlamentari mira a individuare soluzioni condivise per accompagnare l’innovazione, favorendo lo sviluppo della filiera.

Il programma si aprirà con gli indirizzi di saluto di Vincenzo Gesmundo (Segretario Generale Coldiretti), seguiti dal keynote speech di Livio De Santoli (Componente del Collegio ARERA e Vicepresidente permanente italiano di MEDREG).

Gli interventi introduttivi saranno affidati ad Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente Fondazione UniVerde), Ettore Prandini (Presidente Coldiretti) e Piero Gattoni (Presidente CIB – Consorzio Italiano Biogas e EBA – European Biogas Association).

La sessione “Quali prospettive della filiera italiana del biometano nel quadro normativo europeo” vedrà gli interventi di Claudio Samarati (Consulente Biogas Merse e Responsabile Permitting IGW), Antonio Scarazzini (Responsabile Relazioni Istituzionali Italia di CNH) e Romano Giglioli (Consulente Metano Toscana e già professore ordinario presso l’Università di Pisa).

Alle ore 11:15, la tavola rotonda “Biometano sostenibile per la transizione energetica e l’economia circolare. Dialogo tra esponenti delle principali forze parlamentari per soluzioni condivise” riunirà Francesco Battistoni (Segretario dell’Ufficio di Presidenza e Componente VIII Commissione – Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati), Alberto Luigi Gusmeroli (Presidente X Commissione – Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati), Luca De Carlo (Presidente IX Commissione – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato della Repubblica), Antonella Forattini (Capogruppo PD-IDP nella XIII Commissione – Agricoltura della Camera dei Deputati) e Alessandro Caramiello (Capogruppo M5S nella XIII Commissione – Agricoltura della Camera dei Deputati).

Alle ore 12:15 seguirà la tavola rotonda “Biometano e Agricoltura 5.0. Dall’autoconsumo alle filiere di produzione e distribuzione. Quadro regolatorio, semplificazioni autorizzative e sistemi incentivanti”, con Alessandro Noce (Direttore Generale Mercati e Infrastrutture Energetiche del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), Maria Chiara Zaganelli (Direttore Generale CREA), Vinicio Mosè Vigilante(Amministratore Delegato GSE), Francesco Petracchini (Direttore del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR) e Giulia Monteleone (Direttrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili di ENEA).

Le tavole rotonde saranno coordinate da Stefano Masini (Responsabile dell’Area Ambiente e Territorio di Coldiretti).

Partner dell’iniziativa sono Gruppo Metano Toscana e Biogas Merse. Media partners: Askanews, Italpress, TeleAmbiente e Opera2030.

– foto ufficio stampa UniVerde –

(ITALPRESS).

Tg Sport – 16/10/2026

16 Ottobre 2026 ore 17:51
Tg Sport - 16/10/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Ciclismo su pista, trionfo Milan ai Mondiali di Shanghai
– Europa League, la Juventus vince 2-1 a Vigo
– Poker Milan a Salisburgo, Cisse cala la tripletta
– Conference League, l’Atalanta travolge 3-1 il Pafos
– Chivu verso Bologna “Dobbiamo reagire e assumerci responsabilità”
– Roma, emergenza per Gasperini prima del Genoa: ko Koné e Dybala
– Napoli, Allegri sprona la squadra in vista della trasferta di Venezia
– Eurolega, ennesimo ko per l’Olimpia Milano: crolla 97-101 contro Dubai
– Abodi “Lascio alla Lega A e alle componenti il tema della candidatura di Malagò”
/gtr

Telefonata tra Leone XIV e Putin, il Papa ha chiesto la tregua a Oleshky

16 Ottobre 2026 ore 17:50
Telefonata tra Leone XIV e Putin, il Papa ha chiesto la tregua a Oleshky

CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – Papa Leone XIV ha avuto oggi un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin. Nel corso della conversazione, il Pontefice ha espresso “viva preoccupazione” per la grave situazione umanitaria a Oleshky, nella regione ucraina di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Lo riferisce la Santa Sede, precisando che il Papa ha infine ribadito l’impegno del Vaticano a favore del dialogo e della pace. (ITALPRESS).

Fonte: Ipa Agency

Targa Florio Classica, 200 auto al via. La Russa “La gara più antica del mondo”

16 Ottobre 2026 ore 17:44
Targa Florio Classica, 200 auto al via. La Russa

PALERMO (ITALPRESS) – Si rinnova la grande festa a Palermo per la Targa Florio Classica 2026, appuntamento decisivo del Campionato Italiano Grandi Eventi e Ferrari Tribute to Targa Florio. Alla manifestazione, realizzata in collaborazione con l’Automobile Club d’Italia, oltre 200 straordinarie vetture tra i marchi automobilistici più blasonati: Alfa Romeo, Aston Martin, Austin, Ferrari, Fiat, Jaguar, Lancia, Mercedes, Porsche. A dare a Palermo il benvenuto ai partecipanti e agli sportivi, il presidente dell’Aci Geronimo La Russa.
xd6/mrc/azn

Alfa Romeo Cuorerosso, svelata a Parigi la concept del futuro

16 Ottobre 2026 ore 17:39
Alfa Romeo Cuorerosso, svelata a Parigi la concept del futuro

ROMA (ITALPRESS) – Al Salone dell’Auto di Parigi 2026 debutta in anteprima mondiale Alfa Romeo Cuorerosso, concept car che anticipa la visione stilistica e tecnologica del Biscione. Non un’anticipazione di un modello di serie, ma un manifesto destinato a ispirare le future vetture del marchio, all’insegna di design, sportività ed elettrificazione. Il risultato è una coupé 2+2 con un coefficiente aerodinamico (Cx) di 0,28, ottenuto grazie alle superfici continue, alla coda tronca e al diffusore basso integrato. Il frontale reinterpreta lo storico Scudetto e il Trilobo, mentre la fiancata è attraversata dalla linea a cuneo. Cristalli a filo, comandi touch sul tetto al posto delle tradizionali maniglie e porte posteriori controvento contribuiscono alla pulizia del disegno. I cerchi forgiati riprendono il motivo telefonico, mentre sospensioni pneumatiche e freni carboceramici Brembo ne sottolineano la vocazione sportiva.
L’abitacolo punta sul coinvolgimento del guidatore, con quattro sedili singoli, plancia ispirata alla 33 Stradale e comandi ridotti all’essenziale. Tre le modalità di guida previste: Cruise, Sport e Quadrifoglio. Per la configurazione più prestazionale, Alfa Romeo prospetta un V6 2.9 full hybrid abbinato alla trazione integrale Q4. Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi progettuale: al momento non sono state annunciate specifiche definitive per un eventuale modello di serie.
La carrozzeria sfoggia la nuova tinta Liquid Ink Red, caratterizzata da riflessi metallici e una profondità cromatica variabile con la luce. Nell’abitacolo, pelle Nabuk Poltrona Frau, metalli e materiali innovativi si combinano con soluzioni sostenibili, tra cui una pelle rigenerata composta per il 60% da scarti post-industriali.
mrc/gtr

Debito pubblico, lieve calo ad agosto

16 Ottobre 2026 ore 17:33
Debito pubblico, lieve calo ad agosto

ROMA (ITALPRESS) – Il debito pubblico italiano scende leggermente ad agosto, ma resta su livelli elevati. Secondo i dati provvisori della Banca d’Italia, a fine mese il debito delle Amministrazioni pubbliche si è attestato a 3.200,8 miliardi di euro, in diminuzione rispetto a luglio. Il quadro cambia se si guarda all’andamento degli ultimi mesi: dall’inizio del 2026, infatti, il debito è aumentato di oltre 100 miliardi, confermando le difficoltà dei conti pubblici. La riduzione registrata ad agosto è arrivata nonostante il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche. A contenere il debito hanno contribuito l’utilizzo delle disponibilità liquide del Tesoro e i rimborsi dei titoli a medio e lungo termine. Sul fronte dei detentori, continua a ridursi la quota di debito in mano alla Banca d’Italia, mentre gli investitori stranieri mantengono una presenza significativa. Un quadro che riflette la distribuzione del debito tra i diversi soggetti che finanziano lo Stato. Le ultime revisioni statistiche hanno inoltre confermato il peso del debito sull’economia italiana: nel 2025 il rapporto tra debito pubblico e Pil si è attestato al 136,7%, in aumento rispetto all’anno precedente.
abr/azn

[2026-10-17] Stanze fredde presenta: Brigade Rosse e RUHR + Blocco Schengen @ El Paso Occupato

13 Ottobre 2026 ore 20:27

Stanze fredde presenta: Brigade Rosse e RUHR + Blocco Schengen

El Paso Occupato - Via Passo Buole, 47, Torino
(sabato, 17 ottobre 21:00)
Stanze fredde presenta: Brigade Rosse e RUHR + Blocco Schengen

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17 ottobre 2026

a El Paso (Torino)

ore 22.00

live:

ᐃ Brigade Rosse (DE) minimal wave

ᐃ RUHR + Blocco Schengen (IT/DE) industrial minimalism

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dj set di Stanze Fredde dopo i concerti

minimal wave - synthpunk - EBM - coldwave

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ingresso 5€ - benefit El Paso + Stanze Fredde 🤖

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flyer by @fecalnoise_

[2026-10-18] SUCA A3U, due giornate per riprenderci il fantasy in barba ai tecnofasci! @ Manituana - Spazio Occupato Collettivo

6 Ottobre 2026 ore 01:06

SUCA A3U, due giornate per riprenderci il fantasy in barba ai tecnofasci!

Manituana - Spazio Occupato Collettivo - Largo Maurizio Vitale 113
(domenica, 18 ottobre 14:00)
SUCA A3U, due giornate per riprenderci il fantasy in barba ai tecnofasci!

Sabato 17 ottobre dalle 15:00 alle 2:00 e domenica 18 ottobre dalle 14:00 alle 23:30.

MANIFESTO
La fantasia nutre la mente come il cibo nutre il corpo.
È essenziale per la vita.
Il potere ha deciso che la fantasia non deve avere valore economico, nonostante ciò, ha sempre voluto impossessarsene. Ma la fantasia è una cosa seria, che deve essere libera da qualsiasi tipo di oppressione politica, perché è attraverso di essa che possiamo immaginarci nuove esistenze libere, nuove società, nuovi modelli culturali.
Torna il festival di autoproduzione editoriale che rivendica il serio sberleffo come spazio di costruzione di resistenza. SUCA A3U.
La 3a edizione pone in centro il tema dell'appropriazione del fantasy e del fantastico da parte dei fasci di ieri e di oggi: partendo dai campi hobbit di missina memoria, al festival contemporaneo di FDI che cita la Storia Infinita, agli incubi tecnologici contemporanei del Palantir dei tecnofasci Thiel/Karp.
Ora più che mai c'è bisogno di teste con sinapsi liberate per immaginare nuove pratiche per nuove r/esistenze. SUCA ospita artist* d.i.y., emarginat3, sconclusionat3, disederat3, ma liber3 e ribelli e con il desiderio di riprendersi il fantasy e il fantastico dalla società patriacalcapitalista e per tenerli lontani dai nuovi incubi sfornati dai rettiliani della Silicon Valley. Immagini, parole, carta, colori: queste sono le armi della nostra immaginazione.

DOMENICA 18 OTTOBRE
14:00 Apertura!
14:30 -17:00 Zine Making Medievale (Workshop con Spazio Muffa e laboratorio zannadura)
15:00 - 16:30 Fantasia e Intelligenza Artificiale (Talk orizzontale conLibridazione, Kenobit, Il Salotto di Miranda)
16:30 - 19:30 Pratiche di Accoppiamento Interspecie (Workshop con Las Berthas)
18:30 - 19:30 Lou Darmage (Live Concert)
20:00 - 21:30 Banda Mutanda (Open Dj Set)
22:00 - 23:00 BARAVANTPUNK (Live Concert)

Libertas Livorno torna al PalaModigliani: è Urania Milano l’ostacolo per la quarta vittoria di fila

16 Ottobre 2026 ore 18:59

LIVORNO – Dopo due trasferte consecutive la Libertas Livorno 1947 torna al Modigliani Forum per un sabato sera impegnativo. Avversario di turno la Wegreenit Urania Milano che fino ad ora ha effettuato il percorso inverso agli Amaranto.

Se la squadra di Andrea Diana è imbattuta, quella di Pino Sacripanti non ha ancora vinto. Per la verità due delle tre sconfitte dei Mmlanesi sono arrivate in volata e per giunta contro due squadre di prima fascia: Sassari e Brindisi. Meno pronosticabile, invece il ko casalingo della scorsa settimana con Ruvo di Puglia.

Detto questo è impossibile pensare che quella di domani sera (palla a due alle 20,45 con arbitriMaschio, Terranova e Giovagnini) sarà una partita facile. Il roster dell’Urania, infatti, è di tutto rispetto. Alessandro Gentile è il terminale offensivo (oltre 20 di media), seguito da Scott-Grayson, un tipo tosto che tira quasi meglio da 3 che dalla lunetta. Il 5 è Morse che di media sfiora la doppia doppia tra punti (11) e rimbalzi (9.3). A proposito di rimbalzi, l’Urania è prima nella specialità di quelli offensivi. Sono due gli ex che militano nella fila milanesi: Nazzareno Italiano e Matteo Pollone, entrambi in Amaranto nella stagione 2024/25. Italiano giocò qui tutto l’anno. Pollone arrivò nella fase finale. Entrambi – con una tripla rispettivamente in gara-1 e in gara-2 di playout con Vigevano – furono decisivi ai fini della salvezza.

Stefano Gentile ed Alessandro Morgillo rappresentano l’usato sicuro di una squadra che ha tutte le carte in regola per scalare la classifica e dimenticarsi delle difficoltà iniziali.

La Libertas dal canto suo, si presenta al completo e carica dopo le prime tre vittorie consecutive. C’è la consapevolezza che questa non è una partita da sottovalutare e questo è già un fattore che può essere decisivo. Al Modigliani Forum è atteso il pubblico delle grandi occasioni.

“Milano ha un roster importante, composto da veterani – dice l’assistente allenatore Alex Latini – È una squadra fisicamente davvero importante. In cabina di regia sta giocando molto da point guard Alessandro Gentile, corpo da Eurolega: lui sicuramente dovrà essere attenzionato nella nostra difesa. Inoltre, hanno un americano che sta viaggiando con percentuali importanti: Scott Grayson. Hanno poi uno specialista difensivo come Pollone, e completano il quintetto con Galli, un giovane prospetto, che comunque sta facendo bene oltre ad Anthony Morse, altro veterano della categoria. Dalla panchina arriva sicuramente la freschezza di Saccoccia, che è in grado di accendere la partita con due penetrazioni o con tiri da 3 punti pesanti. Da attenzionare anche l’altro, Gentile, Stefano, giocatore di grande esperienza per questa squadra. Non dimentichiamo Nazzareno Italiano e Alessandro Morgillo, che sicuramente sono due backup importanti. Da parte nostra dovrà essere importante il controllo del ritmo: dovremo tenerlo alto, in modo da giocare la nostra pallacanestro a tutto campo. Questo possiamo farlo solamente se controlliamo i rimbalzi. Tra l’altro Milano è prima per rimbalzi offensivi. Sarà quindi fondamentale catturare quelli difensivi, per poi correre in contropiede ed esprimere la nostra pallacanestro. Tenere il ritmo alto significa – se ne abbiamo la possibilità – prendere un tiro nei primi 8 secondi, oppure costruire  con pazienza. Se giochiamo in modo statico troviamo difficoltà, se invece riusciamo a muovere corpi e palla, essendo Milano una squadra strutturata fisicamente, può andare in difficoltà”.

“Per noi questa è una partita importante, perché vogliamo confermare il nostro buon inizio, fatto di tre vittorie meritate ma comunque combattute – conclude Giovanni Vildera, protagonista sul parquet – Vogliamo dimostrare di essere una squadra in crescita, che sta facendo bene e che vuole migliorare le cose che deve sistemare. Siamo una squadra competitiva, di grande esperienza e di talento, che ha ottime alternative nei giovani che hanno voglia ed energia di fare. È importante riuscire subito a mettere sotto i loro veterani e seguire leindicazioni che ci vengono dagli allenatori”.

I droni ucraini fermano per 7 ore i 4 aeroporti di Mosca: 101 ore di chiusura in ottobre

16 Ottobre 2026 ore 18:59

MOSCA — Per i quattro aeroporti di Mosca ottobre è già il mese più difficile dall’inizio della guerra: 101 ore di chiusura nei primi quattordici giorni, contro le 46 di tutto settembre, e la notte tra giovedì e venerdì ne ha aggiunte fino a sette. Droni ucraini hanno costretto Vnukovo, Domodedovo, Zhukovsky e Sheremetyevo a sospendere i voli. Oltre 160 collegamenti sono stati cancellati o ritardati e più di 20 aerei in arrivo sono stati dirottati su altri scali.

Le operazioni sono riprese prima dell’alba, ma i ritardi si sono trascinati fino a venerdì mattina. Il conteggio delle 101 ore è di Agentstvo, testata investigativa russa, ripreso da Euronews. Le restrizioni le ha imposte Rosaviatsia, l’agenzia federale russa per l’aviazione civile, a partire dalla sera di giovedì, con la motivazione di sempre: «la sicurezza dei voli». Il Cremlino non ha commentato.

Il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha aggiornato il bilancio su Telegram per tutta la notte, a blocchi di dieci o dodici alla volta. Alla fine ha contato 94 droni abbattuti in rotta verso la capitale. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato venerdì 644 droni ucraini intercettati su più regioni e sulla Crimea annessa, e le limitazioni al traffico hanno toccato 22 aeroporti in tutto il Paese. A San Pietroburgo lo scalo di Pulkovo si è fermato due volte nella stessa notte; il governatore della regione di Leningrado ha parlato di quattro droni distrutti.

La notte di giovedì è l’ultimo tassello di una sequenza che va avanti da due settimane. Il 9 ottobre i quattro scali moscoviti erano già rimasti chiusi, con circa 300 voli colpiti. Quella sera l’aereo presidenziale di Vladimir Putin, di rientro dal vertice in Turkmenistan, non poté atterrare a Mosca e fu dirottato su San Pietroburgo. Non risulta che fosse un bersaglio e i funzionari russi non hanno né confermato né smentito.

Il giorno dopo Sobyanin rivendicò 403 droni abbattuti sulla regione, con oltre 300 ritardi. Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre Mosca dichiarò 902 intercettazioni, 180 dirette sulla capitale: Vnukovo restò bloccata più di otto ore e undici voli partiti dalla Turchia, di Turkish Airlines e della controllata AJet, tornarono indietro.

Operazione M&M’s

Kyiv non ha mai confermato ufficialmente una campagna organizzata contro gli aeroporti russi. The Atlantic, citando pianificatori anonimi dell’operazione, racconta però che la campagna ha un nome, «Operazione M&M’s», e una regola: i droni a lungo raggio servono a paralizzare il traffico, non a colpire piste e terminal. A metà settembre ha debuttato un nuovo modello che naviga confrontando il terreno sorvolato con le mappe in memoria. Nel fine settimana del 10-11 ottobre i detriti di un drone abbattuto hanno incendiato un edificio amministrativo dell’aeroporto di Sochi, sul Mar Nero.

Il conto, così, non lo pagano le infrastrutture ma gli orari: passeggeri fermi per ore nei terminal e compagnie straniere costrette a riportare indietro gli aerei. È quello che Volodymyr Zelensky aveva annunciato a settembre, quando disse che i cieli russi «stanno diventando insicuri» e invitò le compagnie internazionali a non volare sugli scali russi.

Nelle stesse ore la Russia ha colpito nove regioni ucraine, con blackout di emergenza per centinaia di migliaia di utenze e almeno 15 feriti. Nel Volyn, nel nord-ovest del Paese, 370 mila utenze sono rimaste senza corrente, ha detto il capo dell’amministrazione regionale ad interim. Zelensky era a Bruxelles con i leader europei.

Giovedì era toccato alla raffineria Rosneft di Ryazan, a sud-est di Mosca, circa il 5 per cento della capacità russa di raffinazione, in fiamme dopo un attacco di droni confermato dal governatore. Un alto funzionario ucraino ha rivendicato il raid, dopo che Zelensky aveva dichiarato finita la pausa sugli attacchi alle raffinerie. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha risposto che non c’era alcuna moratoria: «Non c’è nulla di nuovo qui». Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha parlato di «una sfida diretta e rozza al presidente Trump».

Il piano originario dell’operazione sugli aeroporti, secondo i pianificatori sentiti da The Atlantic, prevede una fase più aggressiva. La decisione di passarvi spetta a Zelensky, che finora non l’ha presa.

Ceuta, l’Italia proroga di una settimana lo stop a Schengen con la Spagna. Madrid: «Lavoreremo alla revoca»

16 Ottobre 2026 ore 18:59

ROMA — «I ministri dell’Interno dei due Paesi lavoreranno nella prossima settimana alla revoca dei controlli». Con questa frase un portavoce del governo spagnolo ha accompagnato venerdì la notizia arrivata da Roma: l’Italia ha prorogato di un’altra settimana la sospensione della libera circolazione Schengen con la Spagna, in vigore dal 1° agosto. Lo ha riferito a Reuters una fonte del governo italiano.

La proroga allinea le scadenze dei due Paesi. Madrid aveva esteso fino al 22 ottobre la propria contromisura, controlli speculari sugli arrivi dall’Italia. Questa volta, però, la decisione arriva con un orizzonte dichiarato per la fine dei controlli, e segue il faccia a faccia tra il premier spagnolo Pedro Sánchez e Giorgia Meloni a margine del Consiglio europeo di giovedì a Bruxelles.

La crisi è nata a Ceuta, enclave spagnola sulla costa del Marocco che con Melilla forma l’unica frontiera terrestre dell’Unione europea con l’Africa. A fine luglio oltre 72.000 migranti vi sono entrati dal territorio marocchino. Il 31 luglio Roma ha sospeso Schengen con la Spagna, citando rischi per la sicurezza interna e la possibile infiltrazione di terroristi, e ha ripristinato i controlli su aeroporti e porti per chi arriva dalla penisola iberica.

Madrid ha reagito definendo le misure italiane «ingiuste, contrarie agli interessi dell’Unione europea e discriminatorie nei confronti della popolazione spagnola». Il governo Sánchez rivendica anche i propri numeri: gli arrivi sulla rotta atlantica verso le Canarie sarebbero calati del 74 per cento grazie alla cooperazione con Mauritania e Senegal.

Da agosto le proroghe si sono succedute a cadenza di due settimane. Dopo la prima, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva definito la situazione a Ceuta «tutt’altro che migliorata», pur dopo un colloquio telefonico «costruttivo» con l’omologo spagnolo Fernando Grande-Marlaska. La terza, a fine settembre, era stata decisa dopo una riunione del Comitato per l’analisi dell’immigrazione e della sicurezza delle frontiere, l’organismo del Viminale che valuta la pressione migratoria.

Il vertice di Bruxelles

Lo scontro italo-spagnolo ha pesato sul Consiglio europeo. Danimarca, Italia e Polonia hanno chiesto una linea più dura sull’immigrazione irregolare, con tre emendamenti sui «fattori di attrazione». Secondo Politico, la bozza delle conclusioni invita la Commissione «a esplorare un possibile meccanismo di consultazione per incoraggiare il coordinamento sulle misure nazionali che possono incidere su altri Stati membri». Nei fatti è la risposta europea a quanto accaduto tra Roma e Madrid: una procedura perché un Paese non chiuda la frontiera a un altro senza passare da Bruxelles.

Dal testo è stato tolto un passaggio sul rapporto tra migrazione e alloggi sociali, considerato una provocazione verso la Spagna, che ha regolarizzato circa un milione di stranieri. La bozza riconosce in un punto separato la «situazione speciale» di Ceuta e Melilla. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato un «protocollo di emergenza» per crisi come quella dell’enclave. «L’Ue deve essere in grado di gestire meccanismi di crisi», ha detto il premier svedese Ulf Kristersson.

Sánchez, all’arrivo al vertice, ha scelto il registro opposto a quello delle accuse di agosto: «Voglio ringraziare gli Stati membri per la loro solidarietà». Meloni ha invece riunito a colazione, con la danese Mette Frederiksen e l’olandese Rob Jetten, i leader di 18 Paesi più von der Leyen, chiedendo vigilanza sulle frontiere esterne e una revisione mirata delle norme Ue sul trattenimento dei migranti nelle procedure di frontiera.

La settimana prossima il dossier torna ai due ministri dell’Interno. «Tutt’altro che migliorata», aveva detto Piantedosi di Ceuta a fine agosto: da allora i controlli su voli e navi dalla Spagna non si sono mai fermati.

Regno Unito, 20 anni al sicario norvegese di 19 anni reclutato dalla rete criminale che Londra lega all’Iran

16 Ottobre 2026 ore 18:59

LONDRA — Una pistola semiautomatica, un revolver, una scatola di proiettili, un paio di guanti e 2.000 sterline in contanti nella stanza di un albergo di Huddersfield, cittadina industriale del nord dell’Inghilterra. Un sicario di 19 anni, norvegese, calciatore dilettante, arrivato due giorni prima da Stavanger con un volo per Manchester. Una vittima designata che nessuno ha mai identificato. Con questi elementi la Woolwich Crown Court, il tribunale londinese dove si celebrano i processi per terrorismo, ha condannato oggi Johannes Kongsnes Natland a 20 anni di detenzione, 13 dei quali da scontare in carcere prima di poter chiedere la libertà condizionale. La ricostruzione è quella dell’antiterrorismo della polizia britannica e dell’accusa, riferisce The Independent.

È la prima volta che un tribunale del Regno Unito giudica un’operazione attribuita a Foxtrot, la rete criminale svedese che Londra e Washington hanno sanzionato nel 2025 accusandola di colpire obiettivi ebraici e israeliani in Europa per conto di Teheran. Natland, ha detto in aula la responsabile dell’antiterrorismo londinese, «è stato arrestato poche ore prima di compiere un assassinio qui nel Regno Unito» ed era «chiaramente diretto da qualcuno della rete Foxtrot, un gruppo criminale organizzato che orchestra violenze contro obiettivi ebraici e israeliani in Europa per conto del regime iraniano». L’Iran nega ogni legame con la banda.

Il reclutamento era cominciato con un messaggio: «Qualcuno è disponibile per un omicidio a pagamento?». Il compenso pattuito era di 25.000 euro. Natland aveva recuperato armi e denaro in nascondigli che gli erano stati indicati e gli era stata assegnata una Nissan rubata con targhe false. Alla fidanzata aveva scritto: «Vado in missione pazzesca» e «Ora posso finalmente uccidere qualcuno e mi pagano per farlo». A un amico: «Prenderò un sacco di soldi e qualcuno morirà».

La polizia armata lo ha fermato il 19 marzo 2025 alle 5.15 del mattino (le 6.15 in Italia) al Briar Court Hotel. Uscì dalla stanza in boxer e, con le mani, finse di sparare a un agente. Il primo processo, nel giugno scorso, era finito con una giuria divisa; il nuovo processo lo ha dichiarato colpevole il 29 luglio.

«Sei stato reclutato in Norvegia per venire in Inghilterra e uccidere un bersaglio non identificato», gli ha detto oggi la giudice, in una sentenza trasmessa in televisione. «Hai accettato di fare l’esecutore e sei andato avanti, nonostante numerose occasioni per tirartene fuori». I messaggi, ha aggiunto, mostravano «non solo partecipazione, ma a tratti eccitazione». La difesa ha descritto un ragazzo «giovane, popolare, studente e sportivo di successo», finito «fuori strada» per la droga, che «ha imparato la lezione».

La catena dei reclutatori

Foxtrot ha sede in Svezia e fa capo a Rawa Majid, soprannominato «la Volpe curda». Nell’aprile 2025 il governo britannico ne ha congelato i beni e vietato l’ingresso al capo; un mese prima gli Stati Uniti avevano sanzionato la rete per il tentato attacco all’ambasciata israeliana a Stoccolma del gennaio 2024. Secondo l’accusa il gruppo opera «attraverso i confini e sfrutta i giovani»: ha usato anche minori di 13 anni.

Chi ha ingaggiato Natland è un altro adolescente, noto come «Generalen», condannato in Norvegia nel maggio 2025 per concorso in tentato omicidio. Sopra di lui c’era un capo operativo anglofono che si faceva chiamare «Agent 47», come il protagonista del videogioco Hitman, e che resta ignoto. Tre persone sono incriminate in Norvegia, dove i procuratori devono ancora decidere; nel Regno Unito un ventisettenne è stato arrestato nel settembre 2025 e rilasciato sotto indagine, mentre due uomini fermati a Bradford per la ricettazione dell’auto sono liberi su cauzione.

La condanna arriva tre giorni dopo il discorso annuale del direttore generale dell’MI5, il servizio di sicurezza interna, che ha contato oltre 50 arresti nell’ultimo anno legati a operazioni iraniane, molte contro comunità ebraiche, e ha parlato di «ambizioni iraniane di colpire bersagli più duri, come i siti militari». Il governo dice di aver affrontato più di 20 complotti iraniani dal 2022; Reuters ne conta almeno 33 sventati in Occidente dal 2020.

Teheran respinge tutto. Nel 2025 l’ambasciata a Londra aveva protestato formalmente e «respinto categoricamente le accuse che collegano il governo iraniano alle attività di una banda criminale con base in Svezia», accusando Londra di non fornire prove credibili. Questa settimana, dopo le notizie su un presunto piano contro la base aerea di Fairford, il ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore britannico per chiedere le prove. Sulla sentenza di oggi non c’è, per ora, alcuna reazione iraniana.

Restano due vuoti nella ricostruzione presentata in aula: il nome della persona che Natland doveva uccidere e l’identità di «Agent 47». Su nessuno dei due la polizia ha fornito elementi.

Agricoltura, Confeuro incontra on. Rosato: “Su energia agire a tutela pmi”

di: Cs
16 Ottobre 2026 ore 18:57

“Prosegue il tour istituzionale di Confeuro per affrontare le principali criticità dell’agricoltura e individuare interventi a sostegno delle imprese agricole. Il presidente nazionale della Confederazione Agricoltori Europei, Andrea Tiso, ha incontrato a Roma l’onorevole Ettore Rosato, deputato e vicesegretario di Azione. Al centro del colloquio i temi chiave per il comparto: dalla Politica Agricola Comune (PAC) al contesto geopolitico ed economico, fino alle prospettive dell’agricoltura italiana ed europea e alla tutela del lavoro. “Abbiamo condiviso la necessità di un sistema capace di redistribuire in modo più equo il valore generato sia dalla filiera agroalimentare sia da quella energetica”, ha dichiarato Andrea Tiso. “In una fase segnata dall’aumento dei costi, alcune grandi società — anche a partecipazione pubblica — hanno registrato utili record. Riteniamo fondamentale un intervento del Governo per sostenere il settore, ad esempio tramite tariffe agevolate e misure mirate al contenimento dei rincari. L’agricoltura non può continuare a subire gli effetti delle crisi internazionali senza adeguati strumenti di protezione”. Durante l’incontro è stata ribadita anche l’urgenza di istituire un tavolo permanente tra settore primario, industria della trasformazione e Grande Distribuzione Organizzata (GDO), così da riequilibrare rapporti commerciali diventati ormai insostenibili per i produttori. “Il nostro obiettivo è definire strategie che garantiscano sostenibilità economica, competitività e dignità del lavoro. Nelle prossime settimane proseguiremo il dialogo con le istituzioni per presentare proposte concrete a tutela del ruolo strategico dell’agricoltura”, ha concluso il presidente di Confeuro.

Visita all’IILA del presidente della Repubblica Dominicana, Luis Abinader Corona

di: Iila
16 Ottobre 2026 ore 18:54

Il segretario generale, Giorgio Silli, e il Consiglio dei Delegati dell’IILA hanno accolto presso la sede dell’Organizzazione il presidente della Repubblica Dominicana, Luis Abinader Corona. In occasione della visita è stata inaugurata una targa celebrativa, secondo la tradizione che accompagna la presenza di un capo di Stato alla presidenza di una riunione del Consiglio dei Delegati. Quella del presidente Abinader è stata la prima visita a segnare questo momento, che testimonia il legame tra la Repubblica Dominicana e l’IILA. Il segretario generale ha inoltre consegnato al presidente Abinader la medaglia commemorativa del 60° anniversario dell’IILA, come segno di amicizia e riconoscimento nei confronti della Repubblica Dominicana, Paese membro e partner strategico dell’Organizzazione. L’incontro ha rappresentato un’ulteriore occasione per rinnovare la volontà condivisa di rafforzare il dialogo e sviluppare nuove opportunità di collaborazione.

L’incontro ha inoltre consentito di ripercorrere i risultati della missione istituzionale dell’IILA nella Repubblica Dominicana, svoltasi lo scorso 25 giugno, e di rinnovare il ringraziamento alle autorità dominicane per la calorosa accoglienza riservata alla delegazione. Particolare attenzione è stata dedicata ai risultati raggiunti nel campo della giustizia e della sicurezza, tra cui l’approvazione a Santo Domingo del Modello Regionale di Giustizia Minorile Riparativa nell’ambito dei programmi SICA, la partecipazione attiva al programma EL PACCTO 2.0 (di cui la Repubblica Dominicana detiene la segreteria della Red de Academias Penitenciarias – RAP) e le iniziative COPOLAD III per il contrasto al narcotraffico e al riciclaggio. Durante la visita è stato fatto il punto anche sui progetti di cooperazione scientifica, come il programma spaziale in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e il progetto sui nanosatelliti CubeSat per il monitoraggio del sargasso, nonché sulle iniziative per lo sviluppo sostenibile, tra cui l’agricoltura di precisione nella zona di frontiera, la formazione imprenditoriale femminile nel settore del caffè, le strategie di transizione ecologica e di economia circolare legate al programma “Sociedades Inclusivas” e la tutela del patrimonio culturale. È stato inoltre richiamato l’esito positivo del Business Forum Italia–Repubblica Dominicana, tenutosi il 14 ottobre a Villa Madama alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani.

«La Repubblica Dominicana è, per l’IILA, un partner di grande valore con cui abbiamo sviluppato nel tempo una collaborazione articolata che abbraccia la giustizia e la sicurezza, la scienza e l’innovazione, lo sviluppo economico sostenibile e la cultura. La cooperazione genera valore quando rafforza le capacità dei territori, favorisce la condivisione delle conoscenze e crea opportunità concrete per le persone. Auspico che questo incontro rappresenti un’ulteriore occasione per consolidare il dialogo e rafforzare la cooperazione tra la Repubblica Dominicana e l’IILA, nella consapevolezza che il valore della nostra Organizzazione risiede proprio nella capacità dei suoi Paesi membri di condividere esperienze, competenze e prospettive di sviluppo», ha dichiarato il segretario generale dell’IILA, Giorgio Silli.

L’IILA ha ribadito la propria disponibilità ad accompagnare iniziative concrete in settori strategici per il futuro del Paese, nella convinzione che il dialogo e la cooperazione rappresentino strumenti essenziali per promuovere uno sviluppo sostenibile e rafforzare i legami tra l’Italia e l’America Latina.

La Francia offre “deterrenza nucleare” in difesa dell’Europa, i Paesi Bassi accettano: conclusi i primi colloqui ufficiali

16 Ottobre 2026 ore 18:54

“La guerra di aggressione russa contro l’Ucraina ha peggiorato in modo sostanziale la situazione della sicurezza in Europa. Ciò richiede una maggiore responsabilità per la sicurezza dell’Europa stessa. L’offerta francese è in linea con questa esigenza. Il Consiglio dei ministri sottolinea che la cooperazione prevista con la Francia è un complemento, e non una sostituzione, della difesa collettiva e della deterrenza della Nato”. Con questa nota ufficiale, i Paesi Bassi hanno confermato il primo dialogo con la Francia del nuovo Gruppo direttivo nucleare bilaterale sul tema: come le forze nucleari di Parigi e quelle convenzionali europee potrebbero agire per scoraggiare attacchi contro l’Europa. Il confronto tra i funzionari del ministero della difesa olandese e quelli del governo francese è avvenuto sulla base della proposta avanzata dal presidente Macron il 2 marzo, durante il suo discorso nella base di Ile Longue, in Bretagna, dove si trovano i sottomarini nucleari.

In quell’occasione il capo dell’Eliseo ha parlato di “deterrenza nucleare avanzata”, una “importante evoluzione” della strategia militare francese rivolta a otto paesi, tra cui – oltre all’Olanda – Regno Unito, Germania, Polonia, Belgio, Danimarca, Svezia e Portogallo. In questo contesto, Macron ha sostenuto che durante una eventuale attacco ad un Paese amico, la Francia si riserverà il diritto di lanciare un “ultimo avvertimento nucleare” per dare un preciso avvertimento all’avversario. La strategia di deterrenza avanzata presume anche la possibilità che la Francia possa schierare propri contingenti in nazioni alleate: “Questo complicherà i calcoli dei nostri avversari e conferirà a questa deterrenza avanzata un grande valore per noi”; e questa scelta fornirà alle forze francesi “una nuova profondità strategica, in linea con le sfide alla sicurezza in Europa”. Per Macron, il punto centrale è questo: “Nessun avversario, o gruppo di avversari, può contemplare la possibilità di colpire la Francia senza la certezza di subire danni dai quali non si riprenderebbe mai”, ha affermato Macron.

Non è un caso che i Paesi Bassi abbiano avviato colloqui per passare a una fase concreta e partecipare alla strategia francese, nel momento in cui gli Stati Uniti del presidente Trump segnalano ormai da tempo una insofferenza per l’Europa in diversi contesti, e una scarsa volontà di proseguire il sostegno all’Ucraina nella guerra che dura ormai dal febbraio 2022, in seguito all’invasione russa. Nell’incontro avvenuto il 14 ottobre, funzionari dei Paesi Bassi e francesi hanno sottolineato che la collaborazione non entra in conflitto con le regole dell’Alleanza Atlantica, che resta come punto di riferimento per tutti i Paesi che fanno parte della Nato.

Secondo i dati dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) Parigi può contare su 280 testate, più una decina di riserva. Potenza nucleare dal 1960, la Francia ha testato la prima bomba atomica nel Sahara, e una bomba all’idrogeno nel 1968 sull’isola di Mururoa, nella Polinesia francese. Sul piano della modernizzazione degli arsenali, allo sviluppo del missile balistico russo Oreshnik a duplice funzione – convenzionale e nucleare – con una gittata fino a 5.500 chilometri, Parigi si attrezza con il nuovo missile Asn4g e i nuovi missili M51.3, armati sui sottomarini. Il Bulletin of the Atomic Scientist ritiene che quest’arma possa avere una gittata fino a 9.500 chilometri.

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Ai lettori

16 Ottobre 2026 ore 18:49

Care lettrici e cari lettori,

la settimana scorsa, quando abbiamo dato la notizia dell’indagine della Procura di Napoli su Unipegaso e sui suoi rapporti con il mondo della pubblicità e dell’informazione, vi avevo promesso che vi avrei tenuti aggiornati. Anche perché nella vicenda risulto coinvolto anch’io, insieme a numerosi altri direttori e amministratori di giornali.

Come sapete, il giorno successivo il Fatto e un solo altro quotidiano, il Domani, hanno pubblicato il contenuto di un decreto di perquisizione eseguito nei confronti di alcuni manager dell’università online, della società che la controlla e di un’importante società di lobbying e pubbliche relazioni. Nell’atto sono riportate anche diverse conversazioni telefoniche tra il numero uno di Multiversity, Fabio Vaccarono, direttori di giornali, manager e collaboratori. Comprese, come avevamo già scritto, alcune telefonate con me. Oggi, dopo aver fatto le necessarie verifiche, ho deciso di raccontarvi come sono andate le cose, almeno per quanto ricordo. Lo faccio qui, come ho già fatto durante una riunione di redazione trasmessa in diretta su YouTube.

La storia comincia nell’autunno del 2025. La Seif, la società editrice del Fatto, entra in contatto con Vaccarono. La nostra amministratrice delegata Cinzia Monteverdi e la società sono interessate al mondo dei corsi di formazione online, un settore che potrebbe portare nuovi ricavi. Il Fatto, in quel periodo, non naviga in buone acque. I bilanci sono in perdita, le vendite in edicola calano come le edicole, come per tutti i quotidiani, gli abbonamenti digitali hanno cominciato a crescere, ma non sono ancora decollati. La nostra società ha però fatto una scelta precisa: resistere. Non licenziare nessuno, non dichiarare lo stato di crisi, non ridurre gli orari e gli stipendi dei giornalisti.
Nel frattempo, la Scuola del Fatto sta cominciando a dare buoni risultati. E dimostra che la formazione online, una strada già percorsa da altre testate, potrebbe essere una delle chiavi per fornire un buon servizio alla collettività e per rimettere in ordine i conti.

È in questo scenario che arriva Multiversity. La nostra società si informa su Vaccarono. Ne ricava un profilo di manager stimato, che ha ricoperto incarichi di vertice in Google Italia e nel gruppo Repubblica. A differenza di altri potenziali partner, che avevano già bussato alla nostra porta, non risulta aver avuto problemi con la giustizia. Negli incontri, Vaccarono racconta che nel mondo delle università online ha trovato di tutto. Ma aggiunge che, da quando Multiversity è stata acquisita interamente da un fondo americano, ha avviato una profonda e difficile opera di pulizia. Sostiene anche che a Napoli, all’Unipegaso, la situazione era diventata talmente complicata da fargli temere persino per la propria incolumità.

Cinzia Monteverdi decide allora di presentarlo alla direzione del giornale, di cui faccio parte. L’incontro avviene tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Vaccarono fa una buona impressione a tutti. Dice di essere un lettore del Fatto, racconta che sua madre ne è una grande appassionata, propone una partnership nel campo della formazione e spiega come la sua esperienza in Google e nella pubblicità dei grandi quotidiani possa esserci utile. Con la società avvia inoltre un discorso per entrare in futuro e a titolo personale nel capitale del giornale. E soprattutto torna più volte su un punto: la sua missione, ripete, è fare pulizia nelle università online controllate da Multiversity e dal fondo americano.

Nei mesi successivi la società comincia a lavorare per concretizzare gli accordi. Io, condirettore del Fatto e direttore del sito, in quel periodo frequento meno la redazione romana. Sono tornato a vivere a Milano e scendo a Roma quasi esclusivamente per i miei impegni televisivi. Cinzia Monteverdi mi tiene però informato, nelle linee generali, sull’evoluzione dei rapporti con Multiversity.

Arriviamo all’8 giugno. Quel giorno le agenzie battono la notizia che Maria Rosaria Boccia è indagata per una presunta falsa laurea conseguita all’Unipegaso. Al Fatto, intanto, siamo alle prese con il caso Minetti, arrivato alla fase delle spropositate richieste di risarcimento. Io non sono in redazione. Verso le ore 20 Monteverdi mi chiede di parlare con Vaccarono, che vuole far conoscere la posizione della sua società sulle notizie riguardanti l’indagine sulla università online. Notizie che peraltro conoscevo poco proprio perché non ero al lavoro.
Vaccarono mi inoltra un comunicato stampa. Telefono a Roma per informarmi. E gli faccio sapere che verrà pubblicato un articolo di circa duemila battute, nel quale sarà poi riportata, com’era giusto e normale che sia, anche la posizione di Multiversity. Che in sostanza dice: siamo stati noi a denunciare le irregolarità, siamo noi a voler fare pulizia e così via.

L’articolo (che io non ho letto prima) verrà pubblicato sul quotidiano cartaceo, sul pdf del giornale e in automatico da mezzanotte in una sezione del sito riservata agli abbonati digitali, dove finisce la grande maggioranza dei pezzi senza passare dalla homepage. Il titolo, però, è piuttosto duro. Forse da querela. Accosta a Unipegaso e alla parola “cricca” il nome del precedente proprietario, Danilo Iervolino, già perquisito nell’ambito di un’indagine per associazione per delinquere. Solo leggendo successivamente le conversazioni riportate nel decreto scoprirò quanto quel titolo abbia irritato i vertici di Multiversity.

La mattina seguente, Vaccarono mi telefona. Mi chiede se sia possibile non mettere online l’articolo (che in realtà c’è già da alcune ore). Per me, in quel momento, anche alla luce del pezzo che abbiamo pubblicato, Vaccarono è il manager che ha denunciato le irregolarità, che si considera parte lesa e che sta cercando di ripulire la società. Insomma, ai miei occhi è il “buono” della situazione. Non ricordo esattamente le parole che mi disse in quella telefonata, immagino molto breve. Dal decreto apprendo ora che gli risposi “assolutamente” e gli dissi “non esce”. In realtà la prima cosa che faccio è un’altra. Decido di modificare il titolo, dando maggiore evidenza alle denunce della nuova gestione e al caso Boccia. L’articolo resta pubblicato per ore là dov’era, cioè nella sezione del sito riservata agli abbonati. Chiedo inoltre che venga deindicizzato dai motori di ricerca: un procedimento che però non produce effetti immediati.

Vaccarono, intanto, continua a pregare che l’articolo venga tolto. Scrive che hanno fatto pulizia e che, passate 48 ore, si parlerà solo di futuro; ricorda che hanno già denunciato molte persone. Tutti concetti che, a quanto leggo, sono già contenuti nell’articolo. Il manager però appare preoccupato perché sui social stanno arrivando commenti negativi. In effetti chi legge quei commenti non può conoscere la posizione della nuova proprietà, perché l’articolo, come ogni pezzo del giornale cartaceo, è riservato ai soli abbonati. Ma non basta, perché l’articolo, pur spiegando che la nuova Multiversity-Pegaso si dice parte offesa e che l’inchiesta è nata proprio dalle sue denunce, rischia di danneggiare anche noi che con Multiversity abbiamo avviato una partnership nel settore della formazione online.
Così, verso mezzogiorno, decido di chiudere la questione. Sapendo che il pdf del giornale contenente il pezzo resta comunque a disposizione degli abbonati e che a quell’ora molti di loro lo hanno già letto pure in versione nativa, lo faccio togliere dal sito. Anche, lo ammetto, per levarmi Vaccarono di torno. Poi avverto la direzione di Roma. In quel momento mi sembra la scelta più sensata, che ci evita anche il rischio di eventuali querele per l’uso della parola “cricca”.

C’è però una cosa che né io né i colleghi di Roma in quel momento sappiamo. 
Nell’articolo è stato citato un altro manager, perquisito insieme con Iervolino e altre persone. Un professionista che la Procura di Napoli considera un anello di congiunzione tra la vecchia gestione e quella nuova, guidata da Vaccarono e Multiversity. È un particolare importante. E credo che proprio da qui nasca tutta questa vicenda, almeno per quanto mi riguarda: dal non aver colto un’informazione che avrebbe potuto indurci già in quel momento a fare altre valutazioni, a porci ulteriori domande e forse a prendere decisioni societarie diverse.

Nel decreto di perquisizione della scorsa settimana si parla però anche di altro. I pm ipotizzano che tutti i giornali coinvolti (compreso quindi il Fatto) abbiano silenziato per un mese una notizia su un’altra perquisizione legata a Unipegaso avvenuta a inizio maggio. Il Fatto però, stando a quanto ho potuto verificare in questi giorni, di quella perquisizione avvenuta a Napoli non sapeva niente. Il nostro corrispondente dalla Campania l’ha scoperta solo l’8 giugno, quando ne ha scritto.

Per il resto, ho poco da aggiungere. Credo di aver risentito Vaccarono una sola volta, nel mese di luglio, e di averlo poi rivisto a settembre sul palco alla festa del nostro giornale alla Versiliana. A luglio mi telefonò per dirmi che il loro ufficio legale aveva ricevuto chiamate da colleghi del Fatto. Bastò una verifica per capire che non era vero. Ricordo che in redazione ipotizzammo persino che quella voce fosse stata messa in circolazione, assieme ad altre notizie, da qualche concorrente interessato a far saltare i nostri accordi con Multiversity.

Naturalmente quella che vi ho raccontato è una ricostruzione sintetica, fatta senza conoscere gli atti a cui il decreto di perquisizione della scorsa settimana rimanda, ma sufficiente per farvi capire come sono andate davvero le cose dal mio punto di vista.

Detto questo, continuo a pensare che quando emergono ipotesi di reato, i pubblici ministeri abbiano non soltanto il diritto, ma anche il dovere di indagare su chiunque. Anche su di me. E chi dirige un giornale, proprio perché ogni giorno pretende trasparenza dagli altri, deve essere pronto a offrirla quando le domande riguardano lui.

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Terzo Valico, il fallimento delle grandi opere: altri miliardi richiesti, operai in cassa integrazione

di: Notav
16 Ottobre 2026 ore 18:48
Altri miliardi di soldi pubblici per mandare avanti il Terzo Valico, mentre 300 lavoratori finiscono in cassa integrazione. È la fotografia di un modello di sviluppo che conosciamo bene: le risorse per le grandi opere si trovano sempre, i costi...
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Gen. C.A. Pomponi: "Gdf in prima linea contro le minacce, dai sistemi ai flussi finanziari"

16 Ottobre 2026 ore 18:43
Riguardo alle sfide delle nuove tecnologie, il Gen. C.A., intervenuto al Forum di Cernobbio, ha spiegato che la Guardia di Finanza, attenta alle innovazioni, punta molto sulla formazione e sul ragionamento, oltre che sugli strumenti tecnologici

© RaiNews

“Saronni? Gli ha dato di volta il cervello, si è messo a fare dichiarazioni di ogni tipo ed è sempre polemico”: così Francesco Moser

16 Ottobre 2026 ore 18:39

“Se andiamo più d’accordo io e Saronni oppure Elly Schlein e Giuseppe Conte? Noi non siamo mai andati d’accordo e continuiamo a non andarci nemmeno oggi, perché Saronni è sempre polemico”. Francesco Moser, uno dei ciclisti italiani più noti di sempre, si è raccontato oggi a ‘Un Giorno da Pecora’, su Rai Radio1, a partire dallo sport che lo ha visto trionfare tante volte passando per la politica e non solo.

“Io veramente – ha detto Moser a proposito di Saronni – l’ho anche invitato a casa, abbiamo fatto dei pranzi e pedalato insieme. Poi, improvvisamente, non so se gli ha dato di volta il cervello ma si è messo a fare dichiarazioni di ogni tipo. Ha detto che gli ho rubato un Giro d’Italia, ma le classifiche mica le faccio io”. La rivalità tra Francesco Moser e Giuseppe “Beppe” Saronni ha infatti segnato l’età d’oro del ciclismo italiano tra la fine degli anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta (1978–1986). Poi, qualche battuta sulla politica: “Che ciclisti potrebbero essere Schlein e Meloni? Schlein è capace solo di andare contro, quando c’erano loro al governo non mi pare abbiano fatto meglio dell’esecutivo attuale.

Moser ha poi detto la sua su Vannacci e Meloni: “Sono posizioni completamente diverse, la Meloni ha tante cose a cui pensare, Vannacci gioca sulle cose che non vanno. Se tirerei ‘la volata’ alla premier? Sì, certamente”. In chiusura, Moser ha parlato della sua quotidianità: “Oggi vado con la bici elettrica, il mio fisico l’ho già strapazzato abbastanza. Troppo comoda? Credetemi, si può faticare anche così. Ho appena fatto il monte Bondone, 18km di salita, sono andato su in prima, se la fai con la bici normale arrivi su che non riconosci nemmeno più chi hai intorno. Così vai in bici senza impiccarti“.

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“Così l’Ugl ha difeso l’azienda per salvare il suo delegato”: l’inchiesta di “Mi Manda Rai Tre” su Autogrill

16 Ottobre 2026 ore 18:34

Dopo il servizio di Far West, andato in onda un anno fa su Rai3, che faceva luce sulle condizioni igieniche e di lavoro all’interno di Autogrill, il sindacato Ugl difese subito l’azienda e definì “piangenti in anonimato” i dipendenti intervistati. Oggi, a un anno di distanza, viene fuori un audio privato in cui il segretario generale di Ugl Terziario dice di avere usato quel comunicato, da lui firmato, come una sorta di merce di scambio per evitare il licenziamento di un loro delegato, che in quel periodo rischiava di essere messo alla porta dal colosso della ristorazione. A scoprire la traccia è la trasmissione Mi Manda Rai Tre, che andrà in onda domani mattina alle 8 con il servizio completo.

Riepiloghiamo. A ottobre 2025, il giornalista Andrea Sceresini ha raccolto una serie di testimonianze a volto coperto da parte di lavoratori Autogrill: questi raccontavano turni estenuanti, continua pressione da parte dei capi, timori per la sicurezza soprattutto nelle ore notturne e anche una serie di falle nelle pulizie. C’era chi ammetteva di fare ricorso a psicofarmaci per poter sopportare lo stress a cui si è sottoposti svolgendo questo lavoro, chi sosteneva di non sentirsi tranquillo quando, di notte, si è da soli a gestire l’intero ristorante. Dopo l’uscita di questo servizio dalla durata di oltre otto minuti, l’Ugl Terziario rispose con un comunicato dal titolo surreale: “Il Far West della disinformazione”. E poi una serie di valutazioni: “Ci rendiamo conto – scriveva – che i lavoratori Autogrill in versione ‘pentiti di mafia’ facciano maggiore audience ma, con il massimo rispetto per gli anonimi intervistati, c’era una strada più semplice”.

Perché l’Ugl volle minimizzare queste testimonianze che raccontavano di lavoratori sull’orlo della disperazione, le stesse persone che i sindacati dovrebbero difendere e rappresentare? Una parte della risposta è nel servizio che i telespettatori potranno vedere domani su Mi Manda Rai Tre. La registrazione esclusiva riguarda una riunione a cui partecipava proprio Luigi Giulio De Mitri Pugno, segretario Ugl Terziario. Dalla sua stessa voce sembra emergere che il comunicato era stato quantomeno preannunciato a un dirigente di Autogrill e, infatti, De Mitri Pugno racconta di un manager che lo aveva ringraziato per la solidarietà e lui aveva risposto “ma che grazie per la solidarietà, mi devi fare un bonifico”. Quel bonifico era una metafora, non si trattava di soldi ma del salvataggio del delegato a rischio licenziamento. Mi Manda Rai Tre ha sentito De Mitri Pugno che ha escluso di aver concordato con l’azienda il comunicato, ha persino ipotizzato che l’audio sia stato creato con l’intelligenza artificiale per poi rivendicare di aver evitato un licenziamento.

L’Ugl è un sindacato vicino al centrodestra nel quale ha militato a lungo l’attuale sottosegretario leghista al Lavoro, Claudio Durigon. In questi anni, soprattutto Durigon ha spesso proposto norme per rompere il “monopolio” di Cgil, Cisl e Uil per favorire le altre sigle, tra le quali la stessa Ugl. Sebbene in diverse situazioni sia a fianco dei tre confederali, negli scorsi anni l’Ugl ha fatto parlare di sé anche per essere stato l’unico sindacato disposto a firmare il contratto dei rider accettando le condizioni volute dalle piattaforme del food delivery.

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Il Garante multa chi spia le mail dei dipendenti. L’Authority ci aveva provato con i suoi

16 Ottobre 2026 ore 18:33

Due chiavette Usb criptate, in una busta antieffrazione, in un armadio chiuso a chiave. Dentro c’è la posta di tre ex dipendenti di Michael Page, colosso della selezione del personale, usciti nel 2021 e passati a un concorrente. L’azienda ha tenuto in vita le loro caselle fino al 25 settembre 2023, per due di loro oltre due anni e mezzo. Dice di averle setacciate per parole chiave, ma il Garante non se la beve e annota che non ne ha dato prova. Ha girato ai vecchi capi le mail che continuavano ad arrivare, poi ha mandato dentro un consulente informatico forense. Niente risposta automatica, e il motivo l’azienda l’ha messo nero su bianco: altrimenti gli ex “si sarebbero accorti dell’inattività delle proprie caselle di posta elettronica e sarebbero riusciti ad occultare i propri comportamenti”. Per il Garante della privacy non si fa. Con il provvedimento n. 583 del 6 agosto 2026, pubblicato a inizio ottobre, ha inflitto a Michael Page International Italia una sanzione di 225 mila euro.

Il cuore della decisione sta in poche parole: la società ha conservato la posta e ci è entrata “a ritroso”, “a prescindere dal formarsi di qualunque sospetto”. I controlli difensivi ammessi dalla Cassazione valgono solo per i dati raccolti dopo che il sospetto è nato. Bocciate anche la conservazione delle mail per dieci anni e la regola che imponeva ai dipendenti di consegnare, su richiesta, la password al superiore. La posta, scrive l’Autorità, è corrispondenza “assistita da garanzie di segretezza tutelate anche costituzionalmente”. Chi può aprirla al posto del lavoratore “non può essere il superiore gerarchico né, più in generale, il datore di lavoro”. Michael Page aveva chiesto che il provvedimento non fosse pubblicato, perché i concorrenti avrebbero potuto usarlo per screditarla. Richiesta respinta. Davanti all’Autorità la società si era difesa parlando di indagini difensive contro la concorrenza sleale dell’ex personale; contro la multa può ricorrere al tribunale. Non è un caso isolato, è una linea.

Il 18 dicembre 2025, con il provvedimento n. 754, il Garante ha multato per 40 mila euro la LTL spa, lenti oftalmiche a San Vito al Tagliamento. Aveva tenuto aperta per circa due mesi la casella del suo ex amministratore delegato, mandato via il 2 agosto 2023. Lui ci inoltra per errore, dall’account della compagna, la bozza dell’impugnazione del licenziamento. Alle 18.23 di quel 21 settembre arriva la “risposta” dell’avvocato dell’azienda a una lettera che nessuno gli aveva spedito. Il 18 giugno 2026 è toccato a Piaggio: 460 mila euro per le mail di due ex dipendenti, conservate per tutto il rapporto più altri cinque anni e acquisite, scrive il Garante, prima “dell’insorgere del sospetto”. Quel provvedimento però oggi sul sito dell’Autorità non c’è più. È stato rimosso in ottemperanza a un’ordinanza cautelare del Tribunale di Pisa del 22 settembre, e l’opposizione è pendente. Il messaggio alle aziende, insomma, è chiaro. Il problema sono i tempi.

I tre ex di Michael Page hanno presentato reclamo il 15 settembre 2022 e la decisione è arrivata quasi quattro anni dopo. L’articolo 143 del Codice privacy chiede di decidere entro nove mesi, dodici se servono approfondimenti. Per la LTL il reclamo era del 30 ottobre 2023: oltre due anni. Il Fatto ne aveva raccontato lo stallo a metà novembre 2025, e la sanzione è arrivata un mese dopo. La Cassazione, con la sentenza 22791 di quest’anno, ha stabilito che il ritardo non fa decadere il potere di sanzionare. Chi aspetta giustizia per la posta violata, però, aspetta lo stesso.

Gli uffici, del resto, lavorano sotto un Collegio ridotto a tre da gennaio, quando si è dimesso Guido Scorza per effetto delle inchieste di Report e del Fatto. Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni e Agostino Ghiglia sono rimasti al loro posto nonostante l’inchiesta della Procura di Roma che dovrebbe essere prossima a chiusura. Ed è qui che la frase sulle ricerche “a ritroso” fa un certo effetto. Il 4 novembre 2025, due giorni dopo una puntata di Report sull’Autorità, l’allora segretario generale Angelo Fanizza chiese al direttore dei sistemi informativi di estrarre “urgentemente” mail, accessi Vpn e cartelle condivise dei dipendenti del Garante, per trovare chi passava notizie al Fatto e a Report. Il direttore dei sistemi IT contestò la richiesta. Quando la vicenda divenne pubblica Fanizza si dimise, e il Collegio si dichiarò estraneo. Michael Page almeno frugava nella posta di tre persone. Al Garante si voleva frugare in quella di tutti.

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DIEGO FUSARO: Inghilterra: 54 milioni di sterline per Kiev!

16 Ottobre 2026 ore 18:30

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F1 | La Haas torna 'mostruosa': ad Austin riecco la livrea dedicata a Godzilla

16 Ottobre 2026 ore 18:29
Godzilla torna a mostrarsi e lo fa ancora... sulle Haas. Il team statunitense ha ufficializzato che correrà ancora con la livrea vista al Gran Premio del Giappone di quest'anno e lo farà il prossimo fine settimana, quando al Circuit of the Americas di Austin andrà in scena il Gran Premio degli Stati Uniti di Formula 1. 
La collaborazione tra Haas e TOHO, lo studio giapponese ...Continua a leggere

Artemis II Heat Shield After Splashdown

16 Ottobre 2026 ore 18:28
The Orion spacecraft's heat shield dominates this underwater photo. Due to the water, the heat shield appears to be teal-colored.
US Navy

Shortly after NASA’s Artemis II mission splashed down on April 10, 2026, U.S. Navy divers captured underwater imagery of the Orion spacecraft’s heat shield. In the months after, the agency measured whether the thermal protection system effectively safeguarded the crew and Orion systems as the spacecraft reentered Earth’s atmosphere. This rigorous analysis confirmed that the heat shield performed as expected.

Learn how Orion’s heat shield was examined.

Image credit: US Navy

Livorno, il porto punta sulla parità di genere

16 Ottobre 2026 ore 18:18

LIVORNO – Le donne rappresentano il 44% del personale dell’Autorità di Sistema Portuale e il 50% della sua dirigenza. Sono i dati illustrati dal segretario generale dell’ente, Pierpaolo Danieli, durante il convegno ‘Porto e Leadership femminile’, organizzato dal Soroptimist Club Livorno e ospitato giovedì 15 ottobre al Terminal Crociere.

Un’occasione per riflettere sul ruolo delle donne in un settore storicamente caratterizzato da una forte presenza maschile, ma che negli ultimi decenni ha conosciuto importanti trasformazioni, anche grazie all’innovazione tecnologica e alla nascita di nuove professionalità.

Nel corso del convegno, Danieli ha ripercorso alcuni passaggi dell’ingresso delle donne nel mondo marittimo e portuale, ricordando che negli anni Ottanta proprio a Livorno furono assunte tre donne, un primato che, secondo il segretario generale, rappresentò una novità nel panorama nazionale.

Danieli ha richiamato anche la propria esperienza nella Marina Militare, iniziata nel 2000 con l’ingresso in Accademia nel primo corso misto. “Per me il ricambio generazionale è stato naturale, non ho avvertito lo shock, pur essendo consapevole dei paletti normativi dell’epoca”, ha raccontato, ricordando le limitazioni che in passato regolavano l’accesso delle donne ad alcuni percorsi professionali.

Oggi, ha osservato, la presenza femminile nei ruoli di comando è sempre più consolidata, anche grazie al superamento di quei vincoli. Un cambiamento che riguarda anche le attività portuali, dove l’evoluzione dei mezzi e dei processi lavorativi ha ridotto il peso della forza fisica nello svolgimento di numerose mansioni. Un divario che, ha spiegato Danieli, “oggi è superato dalle tecnologie”.

Tra le iniziative adottate dall’Autorità di Sistema Portuale, Danieli ha ricordato l’ottenimento della certificazione sulla parità di genere, risultato di un percorso organizzativo volto a promuovere condizioni di lavoro più eque. Un impegno che, secondo Danieli, deve però estendersi anche alle imprese e agli altri soggetti che operano all’interno del sistema portuale. “L’impegno non può fermarsi ai confini dell’Autorità: va promosso anche all’esterno, coinvolgendo tutti gli stakeholder del sistema portuale”, ha sottolineato.

Al centro del confronto anche il tema della conciliazione tra vita familiare e professionale, che non riguarda soltanto le donne, ma entrambi i genitori. “Ho un figlio molto piccolo e anche mia moglie lavora. È complicato”, ha raccontato Danieli, evidenziando la necessità di politiche e strumenti capaci di sostenere concretamente le famiglie.

Il convegno ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della governance portuale e dell’imprenditoria locale per affrontare il tema della leadership femminile da diverse prospettive professionali.

Dopo i saluti della vicesindaca Libera Camici, del prefetto Giancarlo Dionisi, dell’amministratore delegato di Porto Immobiliare Lorenzo Riposati e della presidente del Soroptimist Club Livorno Alessandra Querci, sono intervenute Roberta Macii, dirigente gare e contratti dell’Autorità di Sistema Portuale; Monica Bellandi, presidente dell’Interporto Toscano Amerigo Vespucci; il capitano di corvetta Diletta Volpe; Gloria Dari, presidente di Spedimar; Valentina Ercoli, direttore operativo di Seatrag; e Francesca Marcucci, presidente di Confcommercio.

A conclusione, Danieli ha richiamato una frase della giurista statunitense Ruth Bader Ginsburg: “Le donne appartengono a tutti i luoghi in cui vengono prese le decisioni”. Un principio che, secondo il segretario generale, deve tradursi nella possibilità per tutte le persone di accedere ai ruoli di responsabilità sulla base delle proprie competenze.

La sfida, dunque, non riguarda soltanto l’aumento della presenza femminile nel settore portuale, ma la creazione di condizioni che consentano a donne e uomini di esprimere pienamente le proprie capacità professionali.

Via Montebello, stop alla Zsc: “una buona notizia per commercianti e clienti”

16 Ottobre 2026 ore 18:15

Livorno 16 ottobre 2026   Ho una buona notizia da comunicare ai commercianti di via Montebello e ai loro clienti: il tratto di strada più vicino a piazza Matteotti tornerà a breve a essere accessibile alla sosta anche per i non residenti, grazie alla eliminazione della Zsc. Avevo già sollecitato questo provvedimento in occasione del …

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Accordo Francia-Germania “per garantire il futuro dell’auto europea”. Ma con meno vincoli si rischia di rallentare gli investimenti nell’elettrico

16 Ottobre 2026 ore 18:14

Francia e Germania si accordano su un “approccio comune volto a garantire il futuro dell’industria automobilistica europea“. E provano a trascinare gli altri Paesi europei sulla loro linea. Il compromesso raggiunto da Emmanuel Macron e Friedrich Merz punta ufficialmente a conciliare due obiettivi: concedere più “flessibilità” alle case automobilistiche nella transizione dai motori a combustione e rafforzare la produzione industriale europea. Di fatto, Berlino ottiene un allentamento degli obiettivi climatici, Parigi punta a legare più strettamente il sostegno pubblico alla produzione nell’Unione. Stellantis festeggia: “Accogliamo con favore l’accordo come un passo importante verso la finalizzazione del pacchetto europeo per il settore automobilistico. Insieme alle discussioni in corso al Parlamento europeo e alle posizioni già espresse da diversi Stati membri, riteniamo che possa contribuire a concludere rapidamente il processo, garantendo al nostro settore le flessibilità e la chiarezza di cui ha bisogno, affinché possa concentrarsi su ciò che sa fare meglio: innovare e offrire soluzioni ai propri clienti”.

È “approccio equilibrato” che permetterà all’Ue di perseguire i suoi obiettivi climatici e, in parallelo, rafforzare la sovranità tecnologica, la base industriale e la competitività internazionale della sua industria automobilistica, rivendica la dichiarazione diffusa dall’Eliseo. La Germania, che ospita big come Volkswagen, Bmw e Mercedes, vuole ridurre la pressione su un settore messo alle strette dalla concorrenza cinese, i costi industriali e una domanda di auto elettriche inferiore alle attese. La Francia vuole evitare che il mercato europeo diventi uno sbocco per veicoli e componenti prodotti prevalentemente all’estero. Il compromesso scambia dunque flessibilità normativa con protezione industriale. Ma per Transport & Environment (T&E), organizzazione europea che si occupa di trasporti sostenibili, si tratta di “un errore storico”: l’accordo rischia di essere un boomerang e finirà per rallentare gli investimenti nelle tecnologie del futuro. Secondo le sue stime, con regole meno stringenti la quota di veicoli elettrici nell’offerta delle case automobilistiche nel 2030 scenderebbe dal 57% previsto con gli obiettivi attuali al 43%.

La normativa europea ora in vigore prevede dal 2035 una riduzione del 100% delle emissioni medie di CO₂ allo scarico delle nuove auto e dei nuovi furgoni rispetto ai valori di riferimento del 2021. La Commissione ha proposto di annacquarla passando a un taglio del 90% mentre il restante 10% verrebbe compensato attraverso l’utilizzo di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nell’Unione o da combustibili sintetici e biocarburanti. L’intesa franco-tedesca va oltre: secondo quanto illustrato da Merz, l’obiettivo sarebbe una riduzione del 90% dal 2035, senza obbligo di compensare il restante 10%. Resteranno vincoli sulle emissioni medie delle flotte e le condizioni dovranno essere definite dalla normativa europea. Il cambiamento sostanziale è che verrebbe abbandonato l’obiettivo di azzerare le emissioni allo scarico delle nuove auto, lasciando maggiore spazio a tecnologie diverse dall’elettrico puro. Francia e Germania ribadiscono comunque l’obiettivo di sviluppare e produrre in Europa la prossima generazione di veicoli elettrici. La tesi è che la transizione debba proseguire senza imporre una traiettoria tecnologica troppo rigida a un’industria che attraversa una fase difficile.

L’altro pilastro dell’intesa è il rafforzamento della produzione europea. Il principio è utilizzare incentivi pubblici, appalti e altri strumenti di sostegno per favorire gli investimenti nell’Unione, anziché alimentare le filiere dei concorrenti extraeuropei. Ma stabilire che cosa significhi prodotto in Europa non è semplice visto che molte componenti arrivano da oltre confine. È il caso delle batterie, destinate ad avere un peso crescente nel valore delle auto elettriche.

Transport & Environment critica proprio i requisiti prospettati per il contenuto europeo delle batterie, almeno il 10% nel biennio 2028-2029 e il 20% nel 2030-2031. Secondo l’organizzazione, le soglie sono insufficienti a proteggere gli investimenti europei, considerando che nel 2025 oltre il 50% delle celle impiegate nelle auto elettriche vendute nell’Ue era già prodotto in Europa. Il rischio è che un’auto assemblata nell’Unione possa beneficiare della qualifica di prodotto europeo pur utilizzando batterie cinesi. L’organizzazione avverte che questi vincoli potrebbero compromettere gli investimenti nelle gigafactory europee, mettendo a rischio una capacità produttiva stimata in 164 GWh nel 2027 e 254 GWh nel 2030. “Germania e Francia stanno commettendo un errore storico”, dice Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia.

Il ragionamento è che se gli obiettivi climatici diventano meno impegnativi, i costruttori possono avere meno necessità di accelerare lo sviluppo e la commercializzazione dei modelli elettrici. Nel breve periodo questo potrebbe aiutare a contenere i costi e difendere i margini delle auto tradizionali. Nel lungo periodo, però, rischia di ritardare gli investimenti nelle tecnologie che stanno trasformando il mercato mondiale. Allo stesso modo la maggiore gradualità potrebbe proteggere temporaneamente i posti di lavoro legati ai motori tradizionali e alla componentistica, ma non garantisce la creazione di nuove attività nelle batterie, nell’elettronica e nel software. Se queste filiere si sviluppassero soprattutto fuori dall’Europa, la difesa delle lavorazioni esistenti non sarebbe sufficiente a salvaguardare la competitività futura.

In ogni caso l’intesa a due ha davanti una lunga strada prima di tradursi eventualmente in una modifica delle regole europee. Sarà necessario trovare un’intesa con gli altri Stati membri e con il Parlamento europeo, dove restano differenze sulle modalità e sui tempi della transizione. Parigi e Berlino si dicono “determinate” a “lavorare rapidamente con i partner europei” per giungere a un accordo. “Abbiamo una responsabilità nei confronti dei nostri lavoratori, delle nostre industrie e dei nostri cittadini: far sì che l’Europa resti un attore di primo piano nella trasformazione globale dell’industria automobilistica”, concludono, ribadendo l’obiettivo di creare “un’industria automobilistica europea competitiva, innovativa e decarbonizzata, che produca in Europa e crei i posti di lavoro di domani”. Secondo Merz, l’Italia è “ampiamente d’accordo”. Anche se non è stata invitata a partecipare.

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Manovra, ai magistrati quasi 100mila euro a testa tra arretrati e aumenti

16 Ottobre 2026 ore 18:14

Con la prossima legge di bilancio sono in arrivo fino a 100mila euro a testa per i magistrati. Secondo il Sole 24 ore, nelle tabelle del Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles c’è un “fondo sentenze” da 1,9 miliardi. In particolare, a disposizione delle toghe ci sono 970 milioni di euro, che diventano costi lordi a carico dello Stato, divisi in arretrati una tantum (circa 70mila euro a testa) e aumento fisso in busta paga (20mila euro l’anno). A incassare di più saranno gli oltre 10mila magistrati in servizio già dal 2018, anche se tutti, in modo proporzionale, riceveranno qualcosa.

La misura si spiega andando a vedere il meccanismo di calcolo dei trattamenti economici, utilizzati dall’Istat per far crescere le buste paga dei lavoratori non contrattualizzati. Il sistema fino ad ora utilizzato è stato bocciato dal Consiglio di Stato: per la categoria dei magistrati erano state escluse indennità che invece sarebbero dovute essere pagate. Gli stipendi dei magistrati, infatti, per legge non vengono contrattati anno per anno bensì ogni tre anni e, a partire dal 2018, gli aumenti di stipendio non sono stati calcolati in modo consono. La prossima legge di bilancio, quindi, conterrà i decreti che adeguano le retribuzioni per la magistratura dal 2018 al 2023. Per farlo, il ministro Giorgetti sta rinunciando ai tagli Irpef per il ceto medio e alla detassazione delle tredicesime.

In bilico rimangono le retribuzioni del triennio 2024-26, che potrebbero in futuro essere oggetto di revisione e successiva compensazione. Interessati a questo pagamento ritardato sono pure professori universitari e militari: anche loro fanno parte della categoria “personale di diritto pubblico“, e anche per loro il calcolo dell’Istat potrebbe essere stato sbagliato. I sindacati di ricercatori e docenti si sono già messi in moto per un ricorso collettivo.

“Le somme indicate sono il frutto di una stima priva di fondamento: gli importi effettivi sono di gran lunga inferiori a quelli riportati dal quotidiano: si parla per un magistrato con 20 anni di esperienza di una cifra che non arriva a un quarto di quanto scritto dal quotidiano”, ha spiegato all’Adnkronos l’Associazione nazionale magistrati (Anm) in merito a quanto pubblicato dal ‘Sole 24 Ore’ secondo cui ai magistrati italiani con la legge di bilancio 2027 potrebbero arrivare quasi 100mila euro a testa, in media, tra arretrati e aumenti di stipendio.

La misura nasce dall’obbligo di dare attuazione a una serie di sentenze del Consiglio di Stato relative alla modalità di calcolo dell’indicatore per l’adeguamento triennale di stipendi e indennità del personale di magistratura ed equiparati. “Si tratta, peraltro, di componenti stipendiali dovute per legge, che l’amministrazione ha omesso per anni di corrispondere – osserva l’Anm – Il loro ammontare è la diretta conseguenza dei ritardi accumulati nel pagamento”.

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Dal quantum allo spazio, l’Italia ha bisogno di investire sulla tecnologia. L’appello di Crosetto

16 Ottobre 2026 ore 18:06

La tecnologia è ormai diventata stabilmente una componente cruciale del potere degli Stati e della loro sicurezza e, per l’Italia, questo significa dover mettere a sistema le competenze scientifiche e industriali e coltivare capacità autonome nei settori strategici. Questo il messaggio lanciato dal ministro della Difesa Guido Crosetto in occasione dell’inaugurazione del primo sistema quantistico in Italia, il supercomputer Volta B1.

“Il quantum non può essere considerato una singola tecnologia, deve essere visto come una nuova dimensione della politica industriale, della competitività nazionale e della sicurezza”, ha dichiarato il ministro. In questa ottica, il calcolo quantistico si inserisce in una trasformazione più ampia, che coinvolge la ricerca, l’industria e la difesa. “La tecnologia sta diventando una delle principali espressioni del potere degli Stati e il quantum si colloca al centro di questa trasformazione”, ha aggiunto, richiamando ambiti che vanno anche oltre i soli sistemi di calcolo e che includono anche sensoristica, comunicazioni, materiali, sicurezza e gestione dei modelli complessi.

Per la Difesa, ha spiegato Crosetto, queste tecnologie possono aprire nuove possibilità nella gestione delle informazioni, nelle comunicazioni e nello sviluppo di capacità operative. Il loro impatto richiederà però un coordinamento più stretto tra i soggetti che lavorano allo sviluppo e all’applicazione dell’innovazione scientifica. “Il quantum rende sempre meno sostenibili le tradizionali separazioni tra ricerca scientifica, innovazione industriale, sviluppo economico e anche sicurezza e difesa. Il futuro non rispetterà queste divisioni”. Ed è proprio nella frammentazione che Crosetto ravvisa uno dei principali problemi da affrontare. L’Italia, come è noto, dispone di competenze scientifiche e industriali nei settori più avanzati, ma manca ancora di un ecosistema in grado di creare sinergie strutturali di lungo periodo o, per dirla con le parole del ministro, “trasformare le proprie eccellenze in un sistema”. 

Il tema non riguarda solo la valorizzazione dei talenti e delle eccellenze nazionali – la cui fuga verso l’estero rimane comunque una delle maggiori criticità del Paese –, ma tocca da vicino anche i temi della sicurezza e della sovranità. Una condizione che lo stesso Crosetto ha ben sintetizzato: “Vogliamo essere un Paese che utilizza le tecnologie sviluppate altrove, oppure un Paese capace di contribuire a determinare l’evoluzione, l’applicazione e le regole?”. Il punto non è tanto quello di rincorrere la chimera della completa autarchia tecnologica, quanto più quello di mettere il Paese nella condizione di essere un contributore centrale nello sviluppo delle nuove tecnologie e, di conseguenza, anche della definizione delle regole che ne accompagneranno l’impiego. 

Da oggi, l’Italia fa il suo primo passo concreto nell’implementazione delle tecnologie quantistiche, confermandosi tra i Paesi che da subito ne hanno colto l’enorme potenziale. Ma, se il primo passo serve a partire, molti altri sono necessari per arrivare al traguardo. Lo sviluppo tecnologico continua a dimostrarsi una leva impareggiabile per la competitività dei Paesi e per la loro sicurezza – che si parli di quantum, robotica, spazio, batterie, IA ecc. –, e per questo, se l’Italia intende contare, non potrà fare a meno di impostare una seria discussione al riguardo. Una maggiore coordinazione tra i soggetti interessati, tanto pubblici quanto privati, resta la via maestra da perseguire sul piano organizzativo, ma il nodo centrale rimane quello delle risorse, senza le quali anche le migliori menti possono fare ben poco, se non portare le loro competenze altrove. Un patrimonio, quello della ricerca, da preservare, sostenere e incentivare e senza il quale il Paese rischierà sempre di trovarsi a rincorrere altri. Nelle parole di Crosetto: “La prima infrastruttura strategica di una nazione tecnologica non è la macchina, è il capitale umano capace di comprenderla, trasformarla e governarla”.

Btp Valore, offerta al via da lunedì: meglio “tradizionale” o con “maxi-cedola”? Ecco quanto possono rendere

16 Ottobre 2026 ore 18:04

Due titoli di Stato, entrambi della durata di cinque anni, ma con una differenza fondamentale: incassare gli interessi ogni tre mesi oppure riceverli tutti insieme alla scadenza, nell’ottobre 2031. Da lunedì 19 a venerdì 23 ottobre il ministero dell’Economia e delle Finanze offre la doppia possibilità di investimento: il Btp Valore tradizionale e il nuovo Btp Valore Insieme. I tassi minimi garantiti sono già stati fissati: fino al 4,7% annuo per il primo, il 22,25% complessivo per il secondo. Ma quanto rendono concretamente? E quale conviene scegliere?

Il Btp Valore tradizionale paga una cedola, cioè gli interessi maturati, ogni tre mesi. Il tasso annuo lordo è del 3,7% per i primi due anni, sale al 4,1% per i successivi due e arriva al 4,7% nell’ultimo. Investendo 10mila euro, si incassano complessivamente 2.030 euro lordi, che diventano 1.776,25 euro dopo la tassazione del 12,5%. Alla scadenza, ovviamente, viene restituito anche il capitale iniziale.

Il Btp Valore Insieme funziona diversamente: non paga nulla durante i cinque anni, ma riconosce un’unica maxi-cedola finale del 22,25%. Con gli stessi 10mila euro, gli interessi lordi sono 2.225 euro, pari a 1.946,88 euro netti. I calcoli non comprendono eventuali costi e imposta di bollo.

Quale conviene? Dipende dalle esigenze. Il tradizionale è indicato per chi vuole disporre periodicamente degli interessi, anche per reinvestirli. Insieme si rivolge invece a chi può attendere, rinunciando agli incassi intermedi e preferendo accumulare una somma per obiettivi futuri. Attenzione però: il 22,25% finale non significa necessariamente un rendimento finanziario superiore. Come spiega Davide Iacovoni, direttore del Debito pubblico, i due titoli hanno lo stesso rendimento all’emissione: cambia il momento in cui si ricevono gli interessi. Il confronto tra gli incassi complessivi, del resto, non considera la possibilità di reinvestire le cedole trimestrali.

Inoltre, è possibile acquistarli entrambi, anche contemporaneamente, con un investimento minimo di mille euro per ciascuno. Basta rivolgersi alla propria banca o all’ufficio postale, disponendo di un conto corrente e di un deposito titoli, oppure utilizzare l’home banking abilitato agli investimenti. Il collocamento termina alle 13 del 23 ottobre, salvo chiusura anticipata. I tassi annunciati sono minimi garantiti, che significa che il Tesoro potrà modificarli soltanto al rialzo alla conclusione dell’offerta. Quella che inizia lunedì 19 è l’ultima emissione del 2026 riservata ai piccoli risparmiatori.

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WEC | Barcellona, Libere 2: Aston Martin e Genesis davanti alla Ferrari gialla

16 Ottobre 2026 ore 18:02
Harry Tincknell regala alla Aston Martin il primato nelle Prove Libere 2 della 6h di Barcellona, con i protagonisti del FIA World Endurance Championship che hanno continuato a lavorare soprattutto in ottica gara.
Già dal mattino, infatti, il Circuit de Catalunya si era presentato piuttosto sporco e scivoloso, con un alto degrado riscontrato da tutte le vetture; questo ha spinto le squadre a ...Continua a leggere

Riccardo Lupino: “Bisogna ripensare il sistema…”

16 Ottobre 2026 ore 18:00



Riccardo Lupino presenta su Visione Tv il suo ultimo libro- “Agritortura”- evidenziando le tante criticità che attanagliano il settore

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iPhone Duo Sells Out Immediately, Now Backordered Until Next Year

di: BeauHD
16 Ottobre 2026 ore 18:00
Apple's first foldable iPhone, the $1,999 iPhone Duo, sold out within minutes of preorders opening, with every configuration slipping to late January 2027. "All color and storage combinations show an estimated ship date of January 25," reports 9to5Mac. "Some users are even seeing January 29 for their estimated shipping date." From the report: This is a combination of strong demand and severely constrained supply for iPhone Duo. It's impossible to know the exact balance between the two, though. Going into the launch, there were multiple reports suggesting iPhone Duo would be in short supply as Apple was still ramping up production. A report from Nikkei Asia last month said Apple was making just a few hundred iPhone Duo units per day, significantly behind the ramp of a normal iPhone launch.

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Brazilian Fernanda Maciel Sets Salar de Uyuni Fastest Known Time of 19:50:08

16 Ottobre 2026 ore 17:47

COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

Red Bull athlete Fernanda Maciel (Brazil) crossed 172.8 kilometres of Bolivia’s Salar de Uyuni, the world’s largest salt flat, more than 13 hours faster than the previous record 

LLICA, Bolivia, Oct. 16, 2026 /PRNewswire/ — Red Bull athlete Fernanda Maciel (Brazil) set a new overall fastest known time (FKT) across Bolivia’s Salar de Uyuni, the world’s largest salt flat, on September 28–29, 2026. Fernanda Maciel completed the 172.8-kilometre route from Llica to Uyuni in 19 hours, 50 minutes and 8 seconds. The time is 13 hours, 14 minutes and 2 seconds faster than the previous overall record of 33:04:10, set by Brazilian Valmor Giuseppe Leonardo in 2023. The record was officially confirmed via fastestknowntime.com. 

 

The Llica-to-Uyuni route sits at approximately 3,700 metres above sea level, close to the 3,776-metre summit elevation of Mount Fuji. At that altitude, each breath delivers about 35 percent less oxygen than at sea level. The route has approximately 311 metres of positive elevation gain. 

Fernanda Maciel started at 05:00 on September 28, 2026, beneath the arch in Llica on the western side of the salt flat. Maciel navigated by phone along the route Leonardo used in 2023. A hailstorm had turned sections of the Salar de Uyuni into shallow water and mud, with hidden water-filled holes beneath the surface. Around kilometre 145, Maciel crossed a series of pools and stopped to change shoes and socks. 

Maciel’s stomach began to struggle with food after the first 100 kilometres, and Maciel did not follow a fixed target pace. 

“I had to adapt my legs to a pace where my body was comfortable running 170 kilometres at altitude in a desert,” Maciel said. 

Maciel reached the road after 16 hours and 45 minutes of running. Maciel covered the final road section of approximately 27 kilometres at around 10 kilometres per hour, reaching Uyuni Cathedral at 00:50 on September 29, 2026. 

The Salar de Uyuni record adds to the FKT list of Red Bull athlete Fernanda Maciel, a former environmental lawyer based in Chamonix, France. Fernanda Maciel holds women’s records on five of the Seven Summits: Aconcagua, Kilimanjaro, Elbrus, Mount Vinson and Carstensz Pyramid. Maciel has also set speed records on Gran Paradiso and on La Vuelta al Hielo in the Patagonian ice fields. Denali and Mount Everest remain in Maciel’s Seven Summits FKT project. 

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Auto e Moto d’Epoca 2026, passione senza tempo

16 Ottobre 2026 ore 16:09

Utilitarie e supercar classiche, motociclette storiche, rarità da competizione, ricambi, modellismo e mostre tematiche. Auto e Moto d’Epoca torna a Bologna dal 22 al 25 ottobre 2026 con un programma che attraversa epoche e settori diversi del motorismo d'altri tempi, con i padiglioni del salone emiliano che riuniranno commercianti, restauratori, Case automobilistiche, club e collezionisti. Per i visitatori sarà l’occasione di scoprire modelli rari, cercare pezzi di ricambio e conoscere da vicino la storia dei grandi Marchi.

La Fiat 131 Abarth allo stand di Ruoteclassiche

Noi di Ruoteclassiche saremo presenti alla kermesse con uno stand che ospiterà la Fiat 131 Abarth, protagonista della copertina del numero di ottobre. Un’icona dei rally che racconta una stagione importante dell’automobilismo italiano e che i visitatori potranno ammirare da vicino. Al nostro fianco, Majorette, Hörmann e Federperiti portano al salone competenze ed esperienze differenti. Majorette, storico marchio del modellismo, continua ad alimentare la passione per le riproduzioni in scala, conquistando collezionisti di ogni età. Hörmann, gruppo internazionale specializzato in portoni garage e sistemi di chiusura, è sinonimo di qualità costruttiva e innovazione. Federperiti, associazione di riferimento per i professionisti della perizia assicurativa e della valutazione di veicoli storici, rappresenta invece una realtà importante per il mondo del collezionismo su quattro ruote. Sarà un’occasione per incontrare lettori e appassionati e condividere, insieme ai nostri partner, l’interesse per la storia e la cultura motoristica. Inoltre sarà possibile consultare e acquistare gli ultimi numeri, gli arretrati e i cofanetti. Veniteci a trovare!

Storiche, mercato e restauri

Una parte centrale del Salone sarà riservata alle automobili in vendita, con commercianti italiani e stranieri e privati che propongono vetture di diverse epoche. Per chi è alla ricerca di un modello da acquistare, la kermesse bolognese rappresenta un’occasione per confrontare esemplari e valutare da vicino condizioni e caratteristiche. Accanto al mercato, il lavoro dei restauratori racconta quanto siano importanti la competenza tecnica e la ricerca dei componenti corretti per conservare un’automobile d'altri tempi. Non mancano stand dedicati ad accessori, abbigliamento vintage e oggetti legati al mondo delle quattro ruote, che ampliano l’offerta anche per chi ama il design e la cultura dei motori al di là delle vetture.

Le due ruote e la cultura motoristica

Il percorso dedicato alle motociclette riunisce modelli storici, commercianti specializzati, club, registri e musei. Un’occasione per ripercorrere l’evoluzione del motociclismo attraverso marchi e modelli che hanno contribuito a definirne l’identità. La manifestazione dedica inoltre spazio alle Case automobilistiche, alle istituzioni e alle associazioni impegnate nella tutela del patrimonio storico. Tra i protagonisti della cultura motoristica italiana trova posto anche la Motor Valley, con i marchi, le collezioni e i musei che testimoniano il ruolo dell’Emilia-Romagna nella storia delle competizioni e della produzione sportiva. Il programma espositivo comprende anche Icons of Speed – Endurance Legends, la mostra dedicata alle grandi protagoniste delle gare di durata.

Un salone da collezione

Per molti appassionati, la visita prosegue nei padiglioni dedicati ai ricambi e all’automobilia, dove si possono trovare componenti originali, accessori e materiali utili per la manutenzione e il restauro. Vecchie targhe, strumenti di bordo, documenti e insegne attirano l’interesse di chi cerca un particolare difficile da reperire o desidera aggiungere un nuovo pezzo alla propria raccolta. Il modellismo completa l’offerta con riproduzioni in scala di vetture storiche e sportive, dai modelli più accessibili agli esemplari artigianali. È un settore che coinvolge collezionisti di ogni età e mantiene vivo il legame con automobili che hanno segnato la storia, spesso a partire da una semplice miniatura. L'edizione 2026 di Auto e Moto d’Epoca si svolgerà a BolognaFiere da giovedì 22 a domenica 25 ottobre 2026. Il quartiere fieristico è raggiungibile in automobile attraverso l’uscita autostradale Bologna Fiera e le uscite 7 e 8 della tangenziale; per chi arriva in treno, il riferimento è la stazione di Bologna Centrale, collegata al quartiere fieristico dai mezzi pubblici.

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Japan’s Leader Says She Loses Hours to Makeup and Chores. Opinions Abound.

Sanae Takaichi said she has a busier schedule than her male predecessors, a nod to the disproportionate share of household tasks in Japan that fall to women.

© Suo Takekuma/Kyodo News, via Associated Press

Japan's prime minister, Sanae Takaichi, said her all-male team of aides has had trouble adapting to her schedule.

Attackers Tampered with AOMEI Backupper's Update Servers for Minutes to Deliver a Backdoor

16 Ottobre 2026 ore 18:43
Attackers repeatedly changed the files that AOMEI Backupper fetches from the vendor's own update servers, in windows of five to ten minutes at a time between May and July 2026, so that any copy of the Windows backup program that checked for an update during one of those windows would download and run a backdoor. Google Threat Intelligence Group, Mandiant, and ManageEngine's Threat Analysis

UAT-11985 Uses Fake Event Invites to Target Taiwan Research Affiliates With Google AitM Phishing

16 Ottobre 2026 ore 18:16
Cybersecurity researchers have disclosed details of an advanced persistent threat (APT) spear-phishing campaign that has targeted individuals affiliated with Taiwan research organizations to direct victims to an adversary-in-the-middle (AitM) phishing framework designed to harvest their Google account credentials and multi-factor authentication (MFA) codes. The activity is being tracked by

OpenAI Research Model Spent 3rd-Party Test ETH Without Permission to Deploy Smart Contract

16 Ottobre 2026 ore 16:03
OpenAI has disclosed seven new incidents in which its artificial intelligence (AI) models exhibited misaligned behavior, including one case where its research model, after not having funds on an Ethereum test network, spent test cryptocurrency from a third-party's wallet without authorization to complete a coding task. The incident, the AI company said, involved an internal research model part

Edge sostituisce i Preferiti con i Segnalibri in stile Chrome, perché?

16 Ottobre 2026 ore 17:59

Microsoft Edge rinuncia ai Preferiti

Microsoft Edge elimina i Preferiti e adotta il termine Bookmarks per attrarre gli utenti di Chrome. Ma in italiano la situazione è diversa.

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L’Europa sta riducendo gli aiuti all’Ucraina

16 Ottobre 2026 ore 17:56

L’Unione Europea sta incontrando difficoltà nel fornire all’Ucraina tecnologia e finanziamenti militari. Il capo del Servizio diplomatico europeo, Kaja Kallas, ha riconosciuto che Bruxelles non sarà in grado di sostituire a breve il sistema satellitare americano Starlink. Allo stesso tempo, in Europa si levano voci che chiedono di riconsiderare l’approccio all’assistenza finanziaria a Kiev.

Secondo Kallas, Starlink è fondamentale per l’Ucraina. Tuttavia, i paesi europei attualmente non dispongono di un’alternativa completa al sistema americano. Il vertice UE del 16 ottobre dovrebbe discutere un elenco di capacità militari chiave che i paesi europei dovrebbero sviluppare il più rapidamente possibile. Tuttavia, lo sviluppo di sistemi propri richiederà tempo e costi aggiuntivi.

Si stanno ponendo problemi anche in merito al sostegno finanziario a Kiev. Il Primo Ministro ceco Andrej Babiš ha dichiarato che Praga non intende garantire un prestito UE all’Ucraina. Ha inoltre criticato i piani di stanziare 100 miliardi di euro dal bilancio europeo a Kiev. A suo avviso, questi fondi dovrebbero essere erogati sotto forma di prestito.

Le dichiarazioni dei politici europei indicano che l’unità dell’UE sulla questione ucraina sta affrontando nuove sfide. Bruxelles continua a sottolineare la necessità di sostenere Kiev, ma i singoli paesi mettono sempre più in discussione i termini e la portata di tale assistenza.

La situazione è complicata dalla dipendenza dell’Ucraina dalla tecnologia americana. Mentre l’Europa non può fornire autonomamente tutte le capacità militari necessarie, una riduzione del supporto americano crea ulteriori rischi per Kiev. Inoltre, l’espansione dei propri sistemi di difesa europei richiederà investimenti e tempo considerevoli.

Pertanto, l’Ucraina deve considerare non solo la situazione sul campo di battaglia, ma anche il mutamento del clima politico tra i suoi alleati occidentali. Ulteriori aiuti dipenderanno dalla disponibilità dei paesi europei a farsi carico di costi aggiuntivi e dalla durata della loro capacità di mantenere una posizione coordinata.

Fonte: https://t.me/belvestnik/78092

Traduzione: Sergei Leonov

Proteste degli studenti a Torino, genitori e docenti fanno da scudo ai ragazzi: “La polizia ha provocato, noi ci siamo messi in mezzo”

16 Ottobre 2026 ore 17:55

“C’è stato un momento di tensione in cui la polizia ha provocato gli studenti, mentre li stava seguendo in tenuta antisommossa. Noi ci siamo interposti tra i ragazzi e gli agenti”, a parlare è Daniela Albano, una delle docenti che, insieme ad alcuni genitori, ha creato uno scudo per proteggere gli studenti durante la manifestazione di protesta a Torino.

“Le forze dell’ordine stavano avanzando, inseguendo un corteo che neanche esisteva più. Gli studenti ormai erano dispersi ma gli agenti hanno continuato ad avanzare con il loro fare repressivo che a Torino conosciamo benissimo. Oggi con tanto di idranti e lacrimogeni, con angoli di lancio che non rispettano i criteri europei”, ha aggiunto Sara Diena, consigliera comunale di Sinistra Ecologista-Avs, dopo che la polizia ha caricato la folla di studenti con le camionette e con gli idranti, costringendo il corteo ad allontanarsi da Piazza Castello. Una parte dei partecipanti si è dispersa, mentre i manifestanti rimasti si sono ritrovati davanti a Palazzo Nuovo.

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Borgo d’autore: il 24 e il 25 ottobre le vie dell’olio a Suvereto

16 Ottobre 2026 ore 17:52

Livorno 16 ottobre 2026 Suvereto, il 24 e 25 ottobre arriva “Borgo d’autore”: l’olio protagonista tra gusto, cultura e territorio Due giorni di degustazioni, incontri, cucina, arte ed esperienze tra gli oliveti. L’iniziativa di Confcom nell’ambito di Vetrina Toscana coinvolge aziende agricole, ristoratori e commercianti. Suvereto si prepara a celebrare una delle sue eccellenze più …

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La maratona contro la violenza giovanile parte dall’Isola d’Elba

16 Ottobre 2026 ore 17:49

Portoferraio (Livorno), 17 ottobre 2026 – Un pugno per un monopattino, una coltellata per la fotografia di una ragazza, un'aggressione di gruppo per 50 euro. La violenza che esplode senza freni, vite che cambiano per sempre, famiglie che sprofondano nel dolore. Paolo Sarullo, colpito con un pugno nella notte del 19 maggio 2024, mentre i suoi aggressori ridevano, ha affrontato 50 ore di interventi chirurgici al cervello, otto mesi di coma e un anno in stato vegetativo. Una battaglia durissima tra la vita e la morte, dalla quale è riuscito a riemergere.

Abanoub Youssef, per tutti Aba, accoltellato da un compagno di scuola il 16 gennaio 2026 per la fotografia di una ragazza, è morto in ospedale.

Davide Simone Cavallo, aggredito da cinque giovani il 12 ottobre 2025 per 50 euro, è rimasto paraplegico a causa delle gravi lesioni al midollo spinale. Giacomo Buongiorni ha perso la vita il 12 aprile 2026, davanti agli occhi del figlio, per le gravi lesioni riportate nel tentativo di fermare alcuni teppisti.

Dietro ogni aggressione il futuro che si disintegra. Poi c’è il riscatto di Paolo Sarallo che dopo aver attraversato l’inferno torna alla vita. Sorride e non molla. Nasce così la prima maratona attraverso l’Italia per trasformare il dolore in impegno, promossa dalla Fondazione Uniti per Paolo ETS. 15 tappe per un totale di 550 chilometri a piedi. La partenza è fissata per il 25 ottobre dall’isola d’Elba, con il passaggio da Albenga e l’arrivo a Milano l’8 novembre.

L’iniziativa nazionale è stata presentata il 16 ottobre a Portoferraio, in un clima di forte commozione, alla presenza del sindaco Tiziano Nocentini fiero che un’iniziativa di così alto valore prenda il via proprio dal suo territorio e dei rappresentanti della Fondazione Uniti per Paolo ETS che hanno calorosamente ringraziato il sindaco e tutta l'amministrazione comunale del capoluogo elbano.

Piazze contro il carovita e il carocarburante

16 Ottobre 2026 ore 17:48
Anche in Italia sabato 17 ottobre sembra essere diventata una data di mobilitazione contro il carovita e contro il carocarburante a partire da chiamate spontanee soprattutto tramite social e gruppi telegram. L’appuntamento si inserisce in settimane di inizio autunno che...
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I giovani lo sanno.

16 Ottobre 2026 ore 17:48
Oltre 40 città si sono mobilitate nella giornata di sciopero studentesco di venerdì 16 ottobre. Il tema è chiaro: contro la guerra e contro chi vuole mandarci in guerra. Una guerra che si traduce in crisi sociale e impoverimento a...
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Portoferraio, la polizia locale si addestra per affrontare gli interventi più delicati

16 Ottobre 2026 ore 17:48

Portoferraio (Livorno), 17 ottobre 2026 – Prosegue il programma di perfezionamento e addestramento professionale della Polizia locale del Comune di Portoferraio, con un nuovo percorso formativo dedicato alle tecniche operative, alla sicurezza degli operatori e alla corretta gestione degli interventi più delicati. Nuove competenze tecniche, prevenzione dei rischi e gestione delle situazioni critiche sono stati al centro del corso TEKOP (Tecniche Operative) organizzato dal Comune di Portoferraio e rivolto agli agenti di Polizia di Portoferraio, Porto Azzurro, Rio e Piombino.

Un momento dell'incontro

Il percorso formativo, condotto dagli istruttori di Area SAFE – Politecnico Operativo di Firenze, ha approfondito la sicurezza degli operatori e le tecniche necessarie per affrontare gli interventi più delicati, nel rispetto delle disposizioni del Decreto Legislativo 81/2008. Particolare attenzione è stata dedicata all’utilizzo dello spray tattico, previsto dal regolamento comunale, alle tecniche di controllo delle persone e alle procedure di contenimento in sicurezza dei soggetti non collaborativi. Durante le attività sono stati affrontati anche l’analisi dei rischi, la preparazione mentale, le tecniche di pattuglia, l’ammanettamento, le perquisizioni personali e l’impiego degli strumenti di autotutela in dotazione agli agenti. Gli istruttori di Area SAFE hanno espresso apprezzamento per le dotazioni acquistate dal Comune intenzionato a fornire un aggiornamento professionale costante e per la preparazione degli agenti. Valerie Pizzera

Mattarella contro l’eccesso di ‘giornate nazionali’: lo stesso discorso andrebbe esteso ai festival

16 Ottobre 2026 ore 17:48

La sortita del Presidente Mattarella rispetto all’esigenza di contenere la proliferazione delle “giornate nazionali”, per ridurre il rischio di deriva inflattiva che determina la sostanziale inefficacia delle stesse, stimola una riflessione in coloro che credono (ancora) in uno Stato che sappia sviluppare una sana politica culturale.

Il nostro Presidente si è mai posto un quesito “simile”, rispetto alla gran quantità di festival che durante l’anno si svolgono in tutta Italia?! Senza dubbio, si tratta di una ricchezza del nostro territorio, e in alcuni casi sono anche veri e propri preziosi presidi culturali sopravvivenziali, in zone del nostro Paese che soffrono di una tremenda desertificazione (ci sono migliaia di comuni nei quali non ci sono più teatri, non ci sono più cinematografi, non ci sono più nemmeno edicole!). Un monitoraggio curato da alcuni anni dal centro di ricerca indipendente che presiedo, IsiCult, ha censito oltre 4mila festival in tutto il Paese, e crescono di decine e decine ogni anno (e altrettanti muoiono, quasi sempre a causa di deficit di sostegno pubblico).

Si tratta dell’iniziativa “Italia dei Festival” (www.italiadeifestival.it), che beneficia di un modesto contributo della Direzione Cinema e Audiovisivo come “progetto speciale” (per l’anno 2024 e per l’anno 2025).

Spesso si tratta di piccole iniziative, che potrebbero ben svilupparsi con sovvenzioni di poche decine di migliaia di euro, ma la macchina burocratica del Ministero della Cultura attribuisce sostegni ad una minima parte del totale dei festival italiani. Si tratta indicativamente di circa 600 festival l’anno, su un totale di oltre 4mila. Quelli non “premiati” dal Mic riescono a vivere (spesso soltanto a sopravvivere) grazie a contributi delle Regioni, dei Comuni, delle fondazioni ex bancarie, di sponsor privati.

IsICult sta cercando di costruire una mappatura dei festival anche dal punto di vista economico-finanziario, con grande difficoltà perché i livelli di trasparenza non sono sempre eccellenti. In verità, questo dataset dovrebbe essere costruito dallo stesso MiC, ma pare che, nel corso dei decenni, nessuno ci abbia pensato…

Nell’economia festivaliera italica, emergono poi i “big”, ovvero una ventina di festival che sono classificati come nazionali e speciali – con criteri spesso misteriosi – che beneficiano di sovvenzioni a botte di milioni di euro, con una quantificazione sganciata da criteri oggettivi, ma determinata dalla discrezionalità del Principe di turno: tra questi, uno di quelli che spicca è senza dubbio il Festival del Cinema di Roma, che si sta svolgendo in questi giorni.

Qualcuno si è mai preso la briga di comprendere se questo festival (che ha un budget di 8 milioni di euro) determina reali ricadute concrete nel sistema cinematografico nazionale?! Esattamente come per Venezia, si pone come simpatica vetrina per cinefili, con red carpet integrato, ma poco più di sostanziale, considerando che la gran parte dei film che propone non hanno poi alcuno sbocco nel mercato cinematografico. Si tratta di festival che costano molti milioni di euro di danaro del contribuente, danno certamente lavoro a decine e centinaia di persone, ma che non modificano l’audience cinematografica in modo sostanziale.

La questione riguarda ovviamente anche la stessa Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: contribuisce – al di là del red carpet appunto – a promuovere realmente la fruizione di cinema (e magari di cinema nazionale), o si tratta di una grande “macchina burocratico-culturale” autoriferita ed autoreferenziale?! Altresì dicasi per il David di Donatello… Quanti piccoli festival potrebbero essere sostenuti con una parte del sostegno pubblico assegnato a grandi kermesse come Venezia e Roma e poche altre dell’eletta schera?!

Queste patologie riguarda le “giornate nazionali” così come i… “comitati nazionali”, ai quali il Presidente della Repubblica non ha ancora (non ancora?!) dedicato attenzione. In sostanza, così come a livello nazionale non si dispone di vere “valutazioni di impatto” (né per il cinema e l’audiovisivo, né per lo spettacolo dal vivo, che complessivamente assorbono oltre 1 miliardo di sovvenzioni da parte del MiC), a livello territoriale lo Stato non dispone di strumentazione adeguata per ben valutare il senso delle iniziative culturali.

Il discorso va ben oltre lo specifico festivaliero. Senza dimenticare la gran quantità di danari che il MiC assegna direttamente a Cinecittà s.p.a. con assoluta discrezionalità, senza rendere conto a nessuno, per i cosiddetti “progetti speciali”: basti pensare alle decine di milioni di euro ogni anno di una incerta campagna promozionale – con zero trasparenza – tanto cara alla Sottosegretaria leghista Lucia Borgonzoni, qual è “Cinema Revolution”, oppure al misterioso progetto “Rambaldi”, gestito dal “Comitato Nazionale per le Celebrazioni del 100° anniversario della nascita di Carlo Rambaldi”.

Trattasi di 1,6 milioni di euro (perché non 2 o 3?!), con un “Comitato Nazionale” la cui presidenza è stata affidata (non si sa bene da chi) a Chiara Sbarigia, Presidente da anni dell’Associazione Produttori Audiovisivi (Apa), già Presidente di Cinecittà, nonché ancora oggi consigliere di fiducia della Sottosegretaria Borgonzoni…

E che dire – ancora? – dei 2,2 milioni (perché non 3 o 4?!) di euro che Cinecittà ha concesso graziosamente all’Italian Global Series Festival per l’edizione 2025. Iniziativa anch’essa promossa dall’Apa presieduta da Chiara Sbarigia… L’elenco completo sarebbe troppo lungo. E sconfortante. E nel frattempo, sul territorio centinaia e centinaia di piccoli festival boccheggiano.

Giochi di palazzo, capitale relazionale, conventicole e lobby, amichettismi diffusi e trasversali… A nessuno sembra interessare la verifica della reale efficacia (ovvero inefficacia) del sostegno pubblico alla cultura. Prevale discrezionalità ed opacità. E sempre latente è il rischio di clientelismo, di asimmetrie: sostanzialmente di ingiustizie. Con buona pace della tanto decantata meritocrazia e – in fondo – della democrazia culturale.

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Presidio contro autorizzazioni al fotovoltaico israeliano. Falchi (AVS) “Il diritto internazionale deve valere sempre”

16 Ottobre 2026 ore 17:46

Livorno 16 ottobre 2026   Il Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Lorenzo Falchi, che recentemente ha depositato un’interrogazione consiliare sul tema, esprime la propria convinta adesione al presidio indetto da associazioni e realtà toscane solidali con il popolo palestinese che si è svolto stamani davanti alla sede del Consiglio Regionale della Toscana. “Mi unisco …

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“Controsoffitti crollati, aule allagate: non possiamo concepire che i soldi vadano a bombe e missili”: le voci degli studenti dal corteo di Roma

16 Ottobre 2026 ore 17:40

“Non possiamo continuare a concepire che ci siano i soldi per le navi cargo, gli aerei militari, le bombe e i missili e non ci sono invece per l’istruzione pubblica”. Così Leonardo Giorgetti, studente dell’Istituto Renzo Rossi di Roma e militante di Opposizione studentesca d’alternativa (Osa), riassume i motivi per cui migliaia di studenti sono scesi in piazza venerdì 16 ottobre a Roma, come in altre città d’Italia. Moltissime le testimonianze di ragazze e ragazzi che raccontano edifici scolastici fatiscenti, in cui piove all’interno, mezzi inagibili e quindi inutilizzabili.

“Al Manara (liceo classico nel quartiere Monteverde) le aule non sono sufficienti – racconta una ragazza – per questo le classi sono costrette a fare una rotazione negli spazi che hanno e cambiare posto ogni ora“. “Noi abbiamo metà scuola abbandonata e inutilizzabile – le fa eco un altro studente – i controsoffitti sono crollati e l’aula magna è parzialmente allagata“. Durante il corteo, partito da via Cavour e diretto al Ministero dell’Istruzione di viale Trastevere, sono stati bruciati due cartoni raffiguranti le bandiere di Israele e degli Stati Uniti.

“Chiediamo il ritiro del decreto Scuola – spiega Laura Teresi di Osa e studentessa del liceo Cavour, primo edificio scolastico ad essere occupato nella Capitale – perché impone il 30% di tetto per gli studenti stranieri, chiediamo l’abolizione della riforma degli istituti tecnici e professionali, dove aumentano le ore di alternanza scuola e lavoro e soprattutto vogliamo che i 13 miliardi di euro stanziati dal governo Meloni per il riarmo siano indirizzati nella scuola”. Per questo gli studenti lanciano il prossimo appuntamento di piazza: lo sciopero generale indetto da Usb per il 30 ottobre.

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Strutture fatiscenti? Continuità didattica assente? Libertà limitata e censura? Se sei un insegnante, uno studente o un genitore raccontaci la tua storia scrivendo a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it

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Il futuro non si arma, si insegna! – La petizione del Fatto

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Bufera su Tebas: attacca il Real Madrid paragonandolo al nazismo. La furia del club: “Dimissioni immediate”

16 Ottobre 2026 ore 17:36

Il Real Madrid ha chiesto le “dimissioni immediate” del presidente della Liga Javier Tebas dopo che quest’ultimo ha paragonato le strategie comunicative della dirigenza madridista a quelle di Joseph Goebbels, ministro della Propaganda della Germania nazista. In una lunga nota ufficiale, il Real Madrid ha definito le dichiarazioni di Tebas “profondamente offensive” e “moralmente ripugnanti“, sostenendo che il suo comportamento sia incompatibile con gli incarichi istituzionali che ricopre. La società ha quindi invitato il dirigente a lasciare sia la presidenza della Liga sia la vicepresidenza della Federazione calcistica spagnola.

“La condotta ripetuta di Javier Tebas dimostra una mancanza di neutralità, rispetto e imparzialità incompatibile con le sue responsabilità istituzionali”, si legge nel comunicato del club. “I suoi continui attacchi al Real Madrid e a coloro che chiedono trasparenza e riforme costituiscono, a nostro avviso, una vera piaga per il calcio spagnolo“. La polemica è esplosa venerdì, quando Tebas ha pubblicato un lungo messaggio su X nel quale ha criticato duramente il modo in cui il Real Madrid comunica le proprie posizioni, chiamando in causa anche il canale televisivo ufficiale del club.

“La dirigenza del Real Madrid dirige un’orchestra di portavoce e Real Madrid TV ne dirige il coro“, ha scritto il presidente della Liga. Secondo Tebas, il club seguirebbe una strategia comunicativa basata sulla ripetizione delle proprie accuse, sull’alimentazione dei sospetti e sull’individuazione di avversari contro cui indirizzare le critiche. “Questo metodo richiama i meccanismi di propaganda sfruttati da Goebbels, ministro della propaganda della Germania nazista: ripetizione sistematica, costruzione di un nemico e subordinazione dei fatti alla narrazione”, ha aggiunto.

Il dirigente ha poi precisato che il paragone riguardava esclusivamente le tecniche di comunicazione, non l’ideologia nazista. Una precisazione che, tuttavia, non è bastata a placare la reazione del Real Madrid. Nella propria risposta, il club ha sostenuto che il chiarimento fornito da Tebas non fosse sufficiente a ridimensionare la gravità delle sue parole, definite incompatibili con il ruolo istituzionale del presidente della Liga. “Il Real Madrid ritiene che le ripetute dichiarazioni e il comportamento di Javier Tebas sarebbero inaccettabili in qualsiasi istituzione sportiva europea governata da principi di rispetto, neutralità e integrità, e che lo squalifichino istituzionalmente dal continuare a ricoprire le posizioni che occupa”, si legge ancora nella nota.

Il comunicato si inserisce in una contrapposizione che va avanti da anni. Il mese scorso, Tebas aveva accusato il Real Madrid di alimentare una “cospirazione permanente” dopo le ripetute proteste del club contro alcune decisioni arbitrali nelle partite di campionato. In quell’occasione, la società aveva replicato definendo le parole del presidente della Liga “intollerabili, inappropriate e irresponsabili“, sostenendo che il campionato avesse bisogno di una guida in grado di gestirlo con maggiore equilibrio. Le tensioni erano aumentate anche dopo la sconfitta per 2-1 contro l’Atletico Madrid, quando l’allenatore del Real, José Mourinho, si era presentato in conferenza stampa mostrando alcune immagini di interventi dei propri giocatori che, a suo giudizio, avrebbero meritato un cartellino rosso.

Le divergenze tra Tebas e Florentino Pérez, presidente del Real Madrid, non riguardano soltanto l’arbitraggio. I due si sono scontrati ripetutamente su diversi temi centrali per il futuro del calcio spagnolo ed europeo. Il Real Madrid si è opposto al progetto della Liga di disputare una partita di campionato ogni anno negli Stati Uniti, mentre Tebas è stato uno dei principali oppositori della Superlega europea promossa da Pérez. Le loro posizioni sono risultate distanti anche sulle questioni relative ai diritti televisivi e alla gestione commerciale del campionato. L’ultimo episodio ha quindi riacceso una rivalità che coinvolge da tempo i vertici del calcio spagnolo.

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San Gerardo, don Battaglia: “Quando il lavoro divora la salute chiamarlo sacrificio è un’offesa"

Il cardinale di Napoli alla cerimonia a Materdomini in Irpinia per il trecentesimo anniversario della nascita del Santo protettore di mamme e bambini. “La Chiesa non può voltarsi dall’altra parte”

Strage di Kharkiv, arrestato soldato russo. I servizi di Kiev: “Ha ucciso senza motivo”

16 Ottobre 2026 ore 17:35

“Li ho uccisi“. Questo Leonid Ryzhikov ha raccontato agli uomini del Servizio di sicurezza ucraino (SBU) parlando della strage avvenuta il 13 ottobre nella regione di Kharkiv. L’uomo, 36 anni, russo, originario di San Pietroburgo, avrebbe ucciso cinque soldati ucraini che si trovavano in una casa privata mentre non erano in combattimento e, secondo la procura, disarmati e in abiti civili. Alcuni addirittura dormivano. Nello stesso giorno, secondo l’accusa, Ryzhikov aveva ammazzato a sangue freddo anche un pescatore di 60 anni. Arrestato il 14 ottobre, l’uomo è accusato di crimini di guerra: ora rischia l’ergastolo. Ma nella ricostruzione restano ancora diversi punti oscuri.

La ricostruzione della SBU parte dalla storia personale del sospettato. Soprannominato “Yula”, Ryzhikov era stato mobilitato nell’esercito russo alla fine di luglio, dopo aver scontato otto anni di carcere per lesioni personali gravi e furto. Era stato assegnato al secondo battaglione del 1009° reggimento fucilieri motorizzati, appartenente alla 68ª divisione della fanteria motorizzata della 6ª armata russa. Tra il 5 e il 6 ottobre, riferiscono ancora i servizi, si trovava nelle posizioni russe nei pressi di Starytsia, nel distretto di Chuhuiv, quando era finito sotto il fuoco degli ucraini. A quel punto era scappato e, armato di un fucile automatico AK-74, si era diretto a piedi verso Kharkiv, nascondendosi nelle fasce boschive. Durante la fuga era entrato in una casa privata abbandonata, nella quale aveva rubato alcuni abiti civili.

Il 13 ottobre, vicino al villaggio di Mykhailivka, Ryzhikov avrebbe incontrato un uomo impegnato a pescare lungo un canale. La SBU sostiene che gli ha sparato senza alcuna ragione e poi ha spinto il corpo nell’acqua. “Avevo paura che mi denunciasse, tutto qui. L’ho ucciso e me ne sono andato”, ha raccontato Yula durante un interrogatorio del quale la Procura generale ha pubblicato un breve estratto video. “Se me ne fossi andato, lui avrebbe chiamato qualcuno dei militari e mi avrebbero preso”, ha aggiunto. L’uomo ha confermato anche di aver spinto il corpo nel canale dopo lo sparo.

La seconda parte del racconto è più oscura. Secondo la SBU, lo stesso giorno Ryzhikov è entrato in una proprietà privata a Momotove, dove si trovavano i cinque militari ucraini che “non stavano partecipando a operazioni di combattimento, non erano armati e indossavano abiti civili”. In quelle condizioni, sostiene l’intelligence di Kiev, erano protetti dalla Convenzione di Ginevra sulla protezione dei civili in tempo di guerra.

Nell’interrogatorio, Ryzhikov ha confermato di essere “entrato nel cottage” e di aver sentito che una persona era scappata. “Poi ha cominciato a tornare indietro, mentre io ero nel cottage in cui viveva. A quel punto non ho fatto niente. L’ho semplicemente ucciso”, ha raccontato, per poi aggiungere subito dopo: “L’ho ucciso, sono tornato indietro. Lì c’erano altri tre militari. Li ho uccisi, ho preso in fretta alcune cose”. A quel punto un altro militare gli avrebbe intimato di fermarsi. “Ho sparato e sono scappato”, ha proseguito l’uomo. “All’interno della casa c’era equipaggiamento militare?”, domanda un investigatore. “C’era – risponde Yula -. Dotazione tattica, munizioni“, ma anche “armi, giubbotti antiproiettile, elmetti e roba simile”. “Hai preso tutto?”. “Ho preso solo le cartucce che c’erano, ma il resto non l’ho toccato”.

Alla domanda su che cosa abbia fatto dopo gli omicidi, Ryzhikov ha risposto di aver proseguito verso Kharkiv. Gli agenti della sicurezza lo hanno arrestato nel quartiere di Saltivka e hanno rinvenuto l’AK-74. Rimangono senza risposta alcune domande, due in particolare: perché è entrato proprio in quella casa? E perché ha ucciso i cinque militari? Né la ricostruzione della SBU (che nel comunicato ufficiale scrive: “Senza alcun motivo, Ryzhikov sparò senza pietà a queste persone, alcune delle quali stavano semplicemente dormendo”), né lui lo spiega nello spezzone di video pubblicato. Non dice di essere stato attaccato, minacciato o riconosciuto, né descrive un confronto che possa spiegare l’inizio della sparatoria.

L'articolo Strage di Kharkiv, arrestato soldato russo. I servizi di Kiev: “Ha ucciso senza motivo” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Addio a Chiara Cipolletta, 44 anni. Choc all’Elba per la scomparsa della giovane mamma

16 Ottobre 2026 ore 17:33

Campo nell'Elba (Livorno), 16 ottobre 2026 – Un grave lutto ha colpito la comunità di Campo nell’Elba. È morta nella tarda serata di giovedì Chiara Cipolletta, stroncata da una malattia. Avrebbe compiuto 45 anni fra pochi giorni.

Addio a Chiara

Chiara Cipolletta era nata a Portoferraio il 27 ottobre del 1981 ed era sposata con Lorenzo Baldetti, ex assessore al turismo e alla cultura nella giunta guidata da Vanno Segnini.

Madre di due figli – Emilia di 15 anni e Alessandro di 13 – lascia un vuoto enorme nel cuore della comunità campese. “Donna solare, sorridente è riuscita a stringere legami veri e sinceri circondandosi di amici ed amiche che le sono stati sempre vicini. Chiara – scrive il Comune elbano in una nota – è stata circondata dall'affetto profondo della sua famiglia. Lorenzo e i suoceri Luigi Baldetti e Pina Selci sono stati una presenza continua e tenace durante la malattia. Chiara ha lottato fino all'ultimo senza perdere mai la speranza, il coraggio e il sorriso. Si era sposata nel 2010 ed era diventata in poco tempo un punto di riferimento per il suo gruppo di amiche. I genitori di Lorenzo sono storici albergatori elbani e la loro famiglia è molto conosciuta. Chiara aveva molti amici anche a Portoferraio dove era nata e cresciuta. Lascia la madre Paola Marinari, il fratello Christian che è stato con lei fino all'ultimo istante mentre il padre Antonio Cipolletta, un poliziotto molto stimato e conosciuto all'Elba è morto diversi anni fa”.

L’ultimo saluto e il lutto

A causa del grave lutto, il Comune ha deciso di rinviare ad altra data l'inaugurazione della torre del porto a Marina di Campo. Il funerale si svolgerà a Portoferraio nella chiesa di San Giuseppe alle 11.

Usare ChatGPT per rendere le faccende domestiche più divertenti

16 Ottobre 2026 ore 17:30

Come usare ChatGPT per rendere le faccende domestiche meno noiose

ChatGPT può trasformare le faccende domestiche in qualcosa di meno noioso, e con i plugin giusti, persino divertente. Ecco come.

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La sfida di carisma e stile, popolare tra i giovani. 'Aura Battle' interrotta a Castelfranco Veneto

16 Ottobre 2026 ore 17:30
Un'occasione di divertimento mancata per 200 giovani che si sono radunati lunedì 13 ottobre di fronte al supermercato della città. Ad allertare le forze dell'ordine i commercianti spaventati da una precedente sfida degenerata in episodio di violenza

© RaiNews

Cluster BIG entra in EIT Water: Opportunità europee per la Blue Economy italiana

16 Ottobre 2026 ore 17:14

MaMALAGA – Cluster BIG entra come Membro Strategico in EIT Water, la nuova Comunità della conoscenza e dell’innovazione sostenuta dall’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT), dedicata ai settori dell’acqua, dell’ambiente marino e delle attività marittime. L’annuncio è arrivato mercoledì 14 ottobre a Napoli, durante l’assemblea dei soci del Cluster, anticipando la presentazione ufficiale di EIT Water, avvenuta ieri a Malaga.

La nuova organizzazione europea punta a mettere in rete imprese, ricercatori, innovatori, formatori e responsabili delle politiche pubbliche per accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili. Per Cluster BIG, l’adesione rappresenta un’opportunità per rafforzare il ruolo della Blue Economy italiana nei programmi europei e ampliare le occasioni di collaborazione internazionale.

«Ho voluto condividere questa anticipazione con i nostri soci proprio a Napoli, poco prima di partire per la Spagna per partecipare all’evento di lancio di EIT Water – commenta Ricci Maccarini – Credo infatti che ci troviamo di fronte a un passaggio decisivo per lo sviluppo della capacità di realizzare progetti innovativi nella Blue Economy. Il nostro obiettivo è essere una rete capace di mettere in connessione il mondo della ricerca, le imprese, le università e i soggetti pubblici e privati, proprio come fa EIT Water a livello europeo, con la capacità di trasformare le innovazioni in soluzioni concrete e di ampliarne la portata, mobilitando competenze, partner e investimenti. In questo modo rafforziamo l’impatto delle nostre attività e, soprattutto, mettiamo i nostri soci, attuali e futuri, in una posizione di vantaggio rispetto a queste opportunità”.

Una visione integrata

La collaborazione consentirà di valorizzare le competenze della Blue Economy italiana in un contesto europeo e mediterraneo, facendo leva anche sulla rete di accordi che Cluster BIG ha sviluppato con i Paesi costieri, soprattutto lungo le sponde meridionali del Mediterraneo.

L’ingresso in EIT Water permetterà inoltre di ampliare il campo d’azione del Cluster, adottando una visione integrata dell’acqua che comprende fiumi, canali, porti, falde acquifere e fondali marini. Un approccio che supera i confini strettamente marittimi e favorisce nuove sinergie tra ricerca, industria e amministrazioni pubbliche.

“Ritroviamo nella KIC la stessa filosofia che ha dato vita a BIG dieci anni fa – conclude Ricci Maccarini – Un partenariato pubblico-privato composto da soggetti complementari, attivi in uno specifico settore, che intendono promuoverne la competitività e la sostenibilità attraverso l’innovazione tecnologica. Anche in questo caso, l’EIT sosterrà la fase di avvio per i primi 15 anni attraverso fondi europei, con l’obiettivo di favorire un contesto in cui imprese, ricerca e amministrazioni locali possano collaborare a progetti condivisi, nel rispetto dei rispettivi ruoli e all’interno di una visione europea e mediterranea. È lo stesso percorso seguito da BIG, che oggi è finanziariamente indipendente e si sostiene attraverso i propri soci e le proprie attività. Per la nostra natura, il nostro impegno è totale. Siamo onorati di essere entrati in questa nuova realtà come Membri Strategici e faremo in modo che l’Italia e il Mediterraneo che rappresentiamo possano beneficiare delle risorse convogliate a livello europeo per il lancio di EIT Water, trasformandole in progresso industriale».

Mikael Kamp Sørensen, CEO di EIT Water, sottolinea il valore strategico dell’ingresso del Cluster italiano: “Siamo lieti di accogliere Cluster BIG come Membro Strategico di EIT Water. La Blue Economy italiana rappresenta una componente fondamentale del panorama europeo dell’acqua, dell’ambiente marino e delle attività marittime, e BIG porta con sé proprio quel patrimonio di competenze territoriali e reti consolidate che rafforza la nostra comunità. EIT Water nasce per mettere in connessione innovatori, ricercatori, formatori e leader dell’industria, promuovendo un cambiamento sistemico dalla sorgente al mare. I dieci anni di esperienza di Cluster BIG nella costruzione di partenariati pubblico-privati nell’economia legata all’acqua ne fanno un partner naturale per la nostra comunità, in piena crescita».

L’adesione a EIT Water consolida così la presenza italiana nell’ecosistema europeo dell’innovazione legata all’acqua, con l’obiettivo di trasformare competenze, collaborazioni e risorse comunitarie in nuove opportunità di sviluppo sostenibile e competitività industriale per l’Italia e il Mediterraneo.

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DFDS raddoppiaa linea ro-ro Trieste – Damietta dal Samer Terminal

16 Ottobre 2026 ore 16:45

Trieste, – DFDS ha celebrato presso il Samer Seaports & Terminals il raddoppio della linea ro-ro Trieste – Damietta.

La cerimonia per il viaggio inaugurale della seconda nave sulla rotta per l’Egitto si è svolta a bordo della nave Ark Futura di DFDS, alla presenza del comandante Søren P. Löwenstein.

“Il raddoppio della linea con Damietta, a meno di due anni dall’avvio del servizio, è il risultato di numeri solidi”, ha dichiarato il presidente dell’Authority Marco Consalvo. “La prima nave ha viaggiato a pieno carico in entrambe le direzioni e il comparto ortofrutticolo dello scalo ha registrato una crescita del 31% nel primo semestre. L’Egitto è un mercato con ampie potenzialità di espansione e, attraverso Damietta, offre alle imprese italiane un accesso diretto al Medio Oriente e al Golfo. Trieste ha consolidato il proprio ruolo di hub per l’Europa centro-orientale, forte di una rete ferroviaria che raggiunge in pochi giorni i principali mercati del continente. La sfida ora è rafforzare i collegamenti con il Nord Africa, in una fase in cui molte filiere produttive riorganizzano le catene di fornitura su distanze più brevi. Ringrazio DFDS e il gruppo Samer, che hanno scelto Trieste e continuano a investire su questa rotta.”

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Terry Tao Is on the Front Lines of the Debate Over AI and the Future of Math

16 Ottobre 2026 ore 22:15
The Fields Medalist Terence Tao is on the front lines of a debate about artificial intelligence and the future of his field.

© Ariana Drehsler for The New York Times

Terence Tao's celebrated status has made him an unofficial spokesman for mathematics, a job that for now is consuming most of his time.

Come l’Italia può contribuire alla navigabilità di Bab al-Mandab

16 Ottobre 2026 ore 10:16

I conflitti nel Mar Rosso e intorno a Hormuz impattano su Roma più che sulle altre capitali europee. Il traffico rimane sotto i livelli anteguerra. Gli huthi legati all’Iran hanno dimostrato le proprie capacità. Alcune proposte per un’azione stabilizzatrice del nostro paese.

NASA to Conduct Low-Altitude Flights Over Texas Farmland

15 Ottobre 2026 ore 18:42

A NASA Dynamic Aviation A200 aircraft will conduct low-flying research flights over farmland near Transit, Texas, from Thursday, Oct. 22, through Monday, Nov. 9. These flights will measure gaseous and particulate emissions from animal feeding operations.

A two engine aircraft sitting in front of a hangar.
A photo of the Dynamic Aviation A200 aircraft, which will conduct low-flying research flights over farmland near Transit, Texas, to measure emissions in October and November 2026.
Dynamic Aviation

Agricultural emissions represent an important and understudied part of Earth’s land and atmosphere systems. The FarmFlux mission will deploy more than a dozen sensors to measure ozone, methane, ammonia, particulates, and other pollutants rising from crop lands and livestock farms and their interaction with the Earth’s atmosphere. The mission is jointly led by NASA’s Goddard Space Flight Center in Greenbelt, Maryland; Colorado State University; and Boston University.

Additional low-altitude research flights with a NASA P-3 Orion aircraft are scheduled for the March to July 2027 growing season in the Midwest and California’s Central Valley with a focus on cropland.

For more information about the FarmFlux mission, visit:

https://science.nasa.gov/mission/evs-4/farm-flux/

By Sharon Teitelbaum

NASA’s Ames Research Center in California’s Silicon Valley

[2026-10-17] In Levare @ Circolo “Ost Barriera”

13 Ottobre 2026 ore 14:55

In Levare

Circolo “Ost Barriera” - Via Luigi Pietracqua, 9
(sabato, 17 ottobre 19:00)
In Levare

Sabato 17 Ottobre h 19.00 - 23.00 Via Pietracqua 9
📀📀📀
A seguito dell’iniziativa “Contro la Cultura Anestetica” delle 16 proseguiamo con il progetto di @don_pablo_perc_poet :
“In Levare” non è un semplice DJ set, ma un vero e proprio viaggio narrato attraverso la musica italiana alternativa (1988-2010)—dall’original posse al roots, dallo ska all’early dancehall. Rappresenta un taglio culturale netto e profondo rispetto a tutto ciò che si era ascoltato fino ad allora, nascendo proprio in quegli anni di grande trasformazione per comunicare messaggi sociali che oggi, mai come prima, risultano estremamente attuali.
🍷Possibilità di cenare durante la serata.

Ingresso 4 euro

Il chicco che ha plasmato il mondo

19 Agosto 2026 ore 13:41

Dai bacini fluviali orientali all’introduzione nel Mediterraneo: origini, diffusione e storia strategica del riso, che ha accompagnato nascita e declino degli imperi. Il ruolo del piccolo cereale nel Giappone feudale e nelle rivolte delle colonie britanniche in Nord America. Le rivendicazioni delle mondine. La partita geopolitica si gioca sul controllo delle sorgenti. 

Networking problems after the October 2026 Windows update? NTLM might be to blame

16 Ottobre 2026 ore 17:30
The October 2026 Windows security update may break networking for some customers who are still clinging to long-deprecated NTLMv1 security. A seemingly minor change in the update could have major implications for administrators and enterprises that haven't fully moved away from the legacy technology. Before the October 2026 update, Windows permitted NTLMv1-derived credentials for Single Sign-On and generated warning events. After the update, requests to use NTLMv1-derived credentials are blocked. It comes down to the BlockNtlmSSO registry value. If it hasn't been set, Windows will now use Enforce mode (1) instead of Audit mode (0), thus blocking requests and potentially impacting Wi-Fi, Ethernet, and VPN authentication, and therefore connections. The update does not set the value of BlockNtlmSSO, and administrators can set it to 0 to temporarily allow NTLMv1-derived Single Sign-On credentials. However, Microsoft noted, "Using Audit mode reduces the protection provided by Enforce mode and should only be considered as a scoped, temporary security exception." To be clear, this is not a bug and is by design. The addition of NTLM to the deprecation list occurred in 2024, and Microsoft added audit logs for NTLMv1 usage in late August 2025. The Windows giant has made no secret of its desire to ditch the legacy technology, stating in 2023, "Our end goal is eliminating the need to use NTLM at all." The problem is NTLM's longevity. It appeared in 1993 with Windows NT 3.1, and removing it from enterprise environments has proven tricky, even though it is somewhat insecure by modern standards. Microsoft removed it from Windows 11 24H2 and Windows Server 2025, but some remnants can still be found, notably when using MS-CHAPv2-based connections, including PEAP-MSCHAPv2, and EAP-MSCHAPv2, in a domain-joined environment. Hence the introduction of the audit mode in 2025, to help administrators spot where the technology was still being used. It is now 2026, and Microsoft has taken the next step. If Credential Guard is not enabled and BlockNtlmSSO is not set to Audit mode (0), the use of NTLMv1-derived credentials will be blocked as Microsoft works "to finalize the disablement of NTLMv1." There is no indication of how long the BlockNtlmSSO workaround (setting the value to Audit mode) will work - most likely until the next major Windows release. In September, Microsoft said, "In-market versions of Windows client and Windows Server will continue to support NTLM." However, it also stated, "Our long-term objective is a Windows platform that doesn't need NTLM at all." As such, if the message wasn't already clear, the move to enforce it by default makes it impossible to miss. The technology still exists in the operating system, but it is on its way out and will be removed in a future Windows release. Problems with networking after the October 2026 Windows security update could therefore signal that migration plans are not as far along, or as complete, as administrators might have thought. ®

Tabacco, il mercato vale 22 miliardi. La filiera italiana chiede regole certe all’Europa

16 Ottobre 2026 ore 17:29

Contenuto tratto dal numero di ottobre 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Un mercato che perde volumi ma guadagna valore, che vede calare il suo prodotto storico eppure garantisce allo stato un gettito record. È la fotografia scattata dal Rapporto sulla distribuzione dei prodotti da fumo e non da fumo 2026, realizzato da Logista in partnership con la Fondazione Tor Vergata e presentato a Roma nel corso dell’evento ‘Logistica e distribuzione al servizio del Paese’ il 17 settembre. Un settore in piena trasformazione, che chiede all’Europa una cosa: regole chiare, graduali e prevedibili.

Le sigarette, i sigari e il trinciato restano il cuore del mercato, ma la loro quota si assottiglia: dall’85% dei volumi distribuiti nel 2019 al 70% attuale. A erodere il primato sono i prodotti di nuova generazione senza combustione, a partire dagli htp (heated tobacco products), che nel 2025 hanno raggiunto quasi il 20% dei volumi. Non è una moda passeggera: dietro c’è un ciclo di investimenti industriali importante e, soprattutto, una domanda che si è spostata. I consumatori hanno cambiato abitudini più in fretta di quanto la regolamentazione sia riuscita a seguirli.

Un mercato da quasi 22 miliardi di euro

Il paradosso più interessante riguarda i numeri economici. Nonostante la flessione delle sigarette tradizionali, il mercato complessivo è cresciuto da 18,5 miliardi di euro nel 2019 a quasi 22 miliardi nel 2025. La spiegazione è doppia. Da un lato la crescita del fatturato dei prodotti senza combustione, trainata dall’espansione dei volumi e dalla conversione dei fumatori.

Dall’altro l’effetto prezzo: la contrazione delle sigarette è stata quasi interamente compensata da un aumento dei listini dell’11% dal 2019. Meno unità vendute, quindi, ma un valore complessivo che non arretra.

Il peso della distribuzione e il contrasto al contrabbando

Il capitolo fiscale è quello che rende il settore un dossier di interesse nazionale. Ogni anno Logista movimenta oltre 80 milioni di chili di prodotti e versa allo stato circa 15 miliardi di euro di accise. Dietro questi numeri c’è un’infrastruttura fisica poco raccontata. Circa 90 transit point assicurano consegne a 60mila punti vendita, con una copertura del 100% del territorio nazionale, isole e aree interne comprese.

Su questa rete corrono i sistemi conformi al track & trace europeo: ogni confezione porta un codice univoco rilasciato dall’Adm, che consente alle autorità di seguire i flussi e intercettare rapidamente le anomalie. Un argine necessario, se si considera che il contrabbando in Italia vale circa 1,2 miliardi di euro e costa all’erario 690 milioni di mancato gettito.

La revisione delle direttive europee e i rischi per la filiera

La partita vera, però, si gioca a Bruxelles. La revisione congiunta della Direttiva sulla tassazione (Ted) e di quella sui prodotti del tabacco (Tpd) apre una fase delicata. L’ipotesi allo studio punterebbe a uniformare il trattamento regolatorio tra prodotti combustibili e non combustibili, superando la differenziazione che finora ha accompagnato l’ingresso sul mercato delle sigarette elettroniche e delle nuove categorie. Per la filiera italiana sarebbe un errore: le stime contenute nel rapporto indicano che una migrazione dei consumi verso i canali illegali potrebbe ridurre le entrate fiscali tra 1,2 e 5 miliardi di euro, con un effetto collaterale pesante su comparto agricolo, manifattura e distribuzione.

L’argomento che il settore porta al tavolo europeo è un dato di esperienza. Il calendario fiscale italiano, fatto di incrementi certi, graduali e sostenibili, ha prodotto un gettito in crescita stabile e superiore alle attese: +314 milioni di euro nel 2024 e +300 milioni nel 2025, senza shock di prezzo né distorsioni nei consumi. La prevedibilità ha permesso agli operatori di programmare investimenti e capacità produttiva. Il peso economico complessivo aiuta a capire la posta in gioco. La sola filiera distributiva genera oltre 7 miliardi di euro di valore aggiunto diretto e indiretto e sostiene più di 7.400 posti di lavoro. Allargando lo sguardo all’intera catena, dal tabacchicolo alla manifattura fino al dettaglio, si arriva a oltre 300mila addetti.

Logista chiede gradualità e stabilità normativa

“La revisione delle direttive europee Ted e Tpd arriva in un momento cruciale, con un mercato in piena trasformazione”, ha sottolineato Federico Rella, vicepresidente di Logista Italia. “È fondamentale che l’Europa trovi un equilibrio tra tutela della salute, sostenibilità economica e gradualità dei provvedimenti. Misure troppo rigide rischiano di rendere insostenibili i costi produttivi, favorire la delocalizzazione e ampliare lo spazio per il contrabbando”. Il messaggio che arriva dal rapporto è che la stabilità regolatoria non è una questione tecnica, ma la condizione per difendere gettito, investimenti e occupazione.

Il confronto tra istituzioni, politica e imprese

All’evento di presentazione, ad aprire sono stati Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, e il viceministro dell’Economia e delle finanze Maurizio Leo, in videomessaggio. La richiesta a Bruxelles è stata la stessa: gradualità, regole prevedibili e una distinzione netta tra prodotti tradizionali e senza combustione.

Al primo tavolo si sono confrontati Dario Crisci, amministratore delegato di Logista Italia, Luigi Liberatore, direttore centrale accise di Adm, Giovanni Catelli, vicepresidente nazionale vicario della Federazione italiana tabaccai, e i vertici delle aziende produttrici: Bat Italia, Imperial Brands Italia, Jti Italia, Manifatture Sigaro Toscano, Philip Morris Italia. Sfumature diverse, ma un’unica preoccupazione: che misure troppo rigide finiscano per spingere i consumi verso l’illecito.

Il secondo panel ha approfondito le prospettive e le proposte della politica con gli interventi di Claudio Durigon, sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di Maurizio Gasparri, presidente della Commissione affari esteri e difesa del Senato, di Dario Nardella, membro della Commissione Agri del Parlamento europeo, di Marco Osnato, presidente della Commissione finanze della Camera dei deputati, di Nicola Procaccini, membro della Commissione Envi e della Commissione Itre del Parlamento europeo, e di Valentino Valentini, vice ministro delle Imprese e del made in Italy. Un confronto che, pur con sensibilità diverse, ha indicato una direzione condivisa: stabilità delle regole e attenzione alle specificità della filiera italiana nel negoziato europeo.

L’articolo Tabacco, il mercato vale 22 miliardi. La filiera italiana chiede regole certe all’Europa è tratto da Forbes Italia.

MotoGP | Gresini: le nuove regole non aumenteranno il gap tra team ufficiali e satellite

16 Ottobre 2026 ore 17:26
In casa Gresini Racing c'è fiducia riguardo al fatto che il livello di competitività tra team ufficiali e satelliti rimarrà "più o meno" invariato nel 2027, quando la MotoGP entrerà nella nuova era delle 850cc.
Il campionato si prepara al più grande rinnovamento tecnico della storia recente, con la cilindrata dei motori ridotta, limiti più severi imposti all'aerodinamica ed il bando ...Continua a leggere

Un’agenzia di rating indipendente per l’Africa, una scelta di sviluppo autonomo

L’Europa o l’Africa? Chi è più inconcludente e meno indipendente? Gli ultimi sviluppi in campo economico-finanziario, oltre che politico, assegnano il podio all’Europa. Lo dimostra anche l’avvio dell’Africa Credit Rating Agency (AfCRA) a Port Louis, Mauritius, da parte dell’Unione Africana (UA).

L’UA dice basta alla dittatura finanziaria delle “sorelle del rating”, Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. L’intenzione è di elaborare delle valutazioni più veritiere su Paesi e imprese africani. L’Unione Europea e i singoli Paesi europei, invece, si accontentano e gioiscono per i resoconti e le pagelle loro “donati” dalle tre agenzie americane private.

Non bisogna mai dimenticare il ruolo centrale e nefasto svolto dalle “Three Big” nella grande crisi finanziaria del 2007-2008, quando elargirono a piene mani il massimo voto, la tripla A, a banche, imprese, titoli e derivati che fallirono poche settimane dopo. Le conseguenze furono devastanti per l’intera economia mondiale! Non sono accuse formulate da qualche buontempone amante delle cospirazioni, bensì i risultati delle indagini del Congresso americano, come il “Financial Crisis Inquiry Report” del 2011.

È noto che i rating del credito influiscono sui costi d’indebitamento e sulla fiducia degli investitori. Se la percezione del rischio non riflette la realtà economica e viene esagerata, i governi possono trovarsi ad affrontare costi di finanziamento più elevati, con la conseguente riduzione delle risorse disponibili per infrastrutture, sanità, istruzione e sviluppo.

L’Economic Commission for Africa dell’ONU stima che i premi per il rischio costino all’Africa circa 75 miliardi di dollari l’anno in maggiori oneri per interessi. Ridurre detti premi rende meno pressante il ricorso al debito pubblico.

Secondo l’Unione Africana, l’onere annuo del servizio del debito estero dell’Africa è salito a 163 miliardi di dollari nel 2024, rispetto ai 61 miliardi del 2010. In molti Paesi, la spesa per interessi ha superato i budget annuali destinati a settori sociali chiave come la sanità e l’istruzione. Una situazione che potrebbe avere conseguenze negative durature per un continente caratterizzato dalla popolazione più giovane e in più rapida crescita al mondo. L’UA ha anche osservato che le economie africane ricevono in media un rating compreso tra B e B-, rispetto a BB per le altre regioni emergenti, un divario che potrebbe limitare la partecipazione di alcuni investitori e aumentare i costi di finanziamento.

L’AfCRA, invece, offrirebbe l’opportunità di affrontare lo squilibrio nelle valutazioni, apportando una comprensione più approfondita delle economie, dei dati e dei percorsi di riforma africani, ampliando così le informazioni a disposizione degli investitori. Potrebbe prendere in considerazione anche la ricchezza del continente, le risorse minerarie ed energetiche, le terre rare, le grandi prospettive di lavoro e le potenzialità della crescita della popolazione. L’obiettivo non è quello di ottenere rating più favorevoli per i Paesi africani, ma di garantire che le loro economie siano valutate con maggiore accuratezza. Essa si concentrerà inoltre sull’approfondimento dei mercati locali e regionali, consentendo ai fondi pensione e alle compagnie di assicurazione africane di investire una quota maggiore dei propri attivi a livello locale anziché all’estero.

Secondo l’Africa Finance Corporation, istituzione multilaterale panafricana creata dai governi del continente, il mercato dei capitali africano ha un valore di circa 4.000 miliardi di dollari. Tuttavia, meno del 5% degli strumenti finanziari possiede un rating.

A leggere le passate valutazioni delle tre agenzie americane viene da piangere. Per 23 Paesi africani non esistono e, per altri 32, esse sono una sorta di copia e incolla di frasi prese da alcuni articoli di analisi molto superficiali e poco documentate. Si evidenziano sempre l’instabilità politica e l’insicurezza rispetto agli investimenti in loco, per cui si sovrastima il rischio d’insolvenza dei mutuatari africani, facendo lievitare il costo del capitale e, con esso, peggiorando le numerose condizioni e garanzie richieste.

L’agenzia sarà indipendente dall’Unione Africana e nessun governo o ente a capitale pubblico potrà avere quote di proprietà o esercitare alcun controllo su di essa. Ciò per salvaguardarne l’indipendenza, la credibilità e l’integrità commerciale. Sarà per un terzo controllata da Plus94, una società sudafricana di ricerca e intelligence con esperienza nel campo dei rating creditizi e delle analisi di mercato. Il resto sarà posseduto da entità economico-finanziarie private.

In Africa, mercati dei capitali più solidi, istituzioni finanziarie più credibili e informazioni creditizie affidabili sono essenziali per sostenere gli investimenti regionali e la trasformazione economica, anche attraverso l’Area di libero scambio continentale africana (AfCFTA), il mercato comune africano in formazione.

La creazione dell’agenzia, pertanto, si inserisce nel più ampio impegno africano volto a riformare l’architettura finanziaria internazionale.

Tuttavia, rating differenti, o migliori, da soli non risolvono le sfide dell’Africa in materia di finanziamento e di sviluppo. Occorrono una gestione macroeconomica oculata, la mobilitazione delle risorse interne, politiche fiscali responsabili e dati economici affidabili. E, naturalmente, meno corruzione e più impegno e responsabilità sociale da parte delle élite e dei governi nazionali.

Al riguardo, chi è senza peccato scagli la prima pietra. I moralismi europei sono fuori luogo, per non parlare dell’America di Donald Trump.

* Mario Lettieri, già deputato e sottosegretario all’Economia; Paolo Raimondi, economista e docente universitario.

Suvereto, Borgo d’autore il 24 e 25 ottobre 2026

16 Ottobre 2026 ore 17:21

SUVERETO – Dalla raccolta delle olive alla degustazione dell’olio appena prodotto, passando per incontri, cucina e attività dedicate anche ai più piccoli. Sabato 24 e domenica 25 ottobre Suvereto ospiterà Borgo d’autore – Le vie dell’olio, una manifestazione dedicata all’olio extravergine di oliva e alle produzioni del territorio. L’iniziativa, organizzata da Confcommercio nell’ambito di Vetrina Toscana, coinvolgerà aziende agricole, ristoratori, commercianti e associazioni, con appuntamenti distribuiti tra il centro storico e le campagne circostanti.

Presentato nel corso di una conferenza stampa alla presenza dell’amministrazione comunale, di Confcom Livorno e dell’Associazione Olio d’autore, l’evento propone due giornate per conoscere il mondo dell’olio attraverso degustazioni guidate, incontri con i produttori, dimostrazioni di cucina, mostre ed escursioni.

L’obiettivo è valorizzare un prodotto che rappresenta una parte importante dell’identità agricola ed economica della Val di Cornia, creando occasioni di incontro tra chi produce, chi lavora nella ristorazione e chi visita il territorio.

Uno degli aspetti centrali della manifestazione sarà la possibilità di visitare le aziende agricole e assistere alla raccolta e alla frangitura delle olive, per poi conoscere e assaggiare gli oli appena prodotti nel centro storico.

A illustrare il programma è stata Lara Landi, titolare della Tenuta Eleonora di Toledo e portavoce dell’Associazione Olio d’autore. “Abbiamo voluto partire proprio dalle campagne che circondano il borgo, perché il paesaggio racconta già da solo la storia del nostro olio. Questo è il periodo della raccolta, un momento particolarmente impegnativo per le aziende, ma anche il più bello per far conoscere da vicino come nasce un prodotto. I visitatori potranno entrare nelle aziende, assistere alla raccolta e alla frangitura e poi ritrovare gli oli appena prodotti nel centro storico, dove saranno gli stessi produttori a presentarli”, ha spiegato Landi.

Sette le aziende agricole partecipanti: Le Sughere di Gentili Fabrizio di Scarlino Scalo, San Rocco di Alvaro Cipolli di Suvereto, La Durlindana di Campiglia Marittima, Agriturismo Diciocco di Crescenzi Sabrina di Venturina Terme, Pietrasca di Antonio Russo, Agricocinella di Rotella Vincenzo e Tenuta Eleonora di Toledo.

I produttori saranno protagonisti delle degustazioni e delle masterclass, durante le quali i visitatori potranno approfondire le caratteristiche dei diversi oli, le tecniche di lavorazione e il legame tra qualità e territorio.

Il programma comprenderà anche incontri dedicati all’alimentazione, dimostrazioni di cucina, cocktail a base di olio e attività per bambini, tra cui una merenda con pane e olio.

Un’occasione, secondo gli organizzatori, per avvicinare il pubblico alla conoscenza dell’extravergine e al suo utilizzo quotidiano. “Siamo disposti a spendere venti o venticinque euro per un olio motore, mentre a volte esitiamo a spenderne quindici per un olio extravergine di qualità, che è un alimento fondamentale della nostra dieta”, ha osservato Lara Landi.

L’iniziativa coinvolgerà anche le attività del centro storico. Ristoranti ed enoteche proporranno piatti dedicati e occasioni per assaggiare gli oli delle aziende partecipanti, mentre i commercianti contribuiranno al programma della manifestazione.

La sindaca di Suvereto Jessica Pasquini ha sottolineato il valore dell’iniziativa non soltanto per la promozione delle produzioni locali, ma anche per il futuro delle imprese agricole. “L’olio sta conquistando un riconoscimento sempre maggiore, accanto al vino, grazie alla qualità delle nostre produzioni e alla crescente consapevolezza delle sue proprietà nutrizionali, riconosciute anche dalla ricerca scientifica. Ma parlare di olio significa parlare anche di lavoro, di giusta remunerazione di chi produce e di sostenibilità ambientale”, ha dichiarato.

Pasquini ha inoltre richiamato l’importanza della tutela del paesaggio agricolo e della trasmissione delle conoscenze legate alla produzione. “Il nostro obiettivo è far crescere le imprese e rendere Suvereto un territorio da scoprire e vivere durante tutto l’anno”, ha aggiunto la sindaca.

La manifestazione si inserisce nel progetto Vetrina Toscana, promosso dalla Regione Toscana e da Unioncamere Toscana per valorizzare le produzioni agroalimentari di qualità, la ristorazione e le botteghe del territorio. “Il valore di Borgo d’autore sta nella capacità di mettere insieme agricoltura, commercio, ristorazione e turismo, proprio nello spirito di Vetrina Toscana”, ha sottolineato Sandro Cini, referente sindacale di Confcom.

Cini ha evidenziato come eventi di questo tipo possano creare occasioni di visibilità per le imprese e contribuire a promuovere Suvereto anche al di fuori dei periodi di maggiore affluenza turistica.

A curare l’organizzazione è stata Veronica Vitiello di Confcommercio, che ha ricordato come “La collaborazione tra produttori, commercianti e ristoratori è fondamentale per costruire iniziative capaci di lasciare un risultato che vada oltre i due giorni della manifestazione”.

L’evento gode del patrocinio e della compartecipazione di Vetrina Toscana, Toscana Promozione Turistica, Unioncamere, Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno e Regione Toscana. Patrocinano inoltre il Comune di Suvereto, I Borghi più belli d’Italia e AMA – AmiAmo Campiglia Marittima.

Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare Lara Landi al 339 811 3977 per le masterclass e Dakota’s Friends al 393 149 1143 per il tour in bicicletta.

Giornalista del Washington Post aggredita da coloni israeliani: presa a calci e derubata, ha ferite e diverse fratture

16 Ottobre 2026 ore 17:21

“Sono stata brutalmente aggredita, buttata a terra. Continuavano a prendermi a calci, tipo una cinquantina di volte. Per fortuna avevo il giubbotto protettivo e l’elmetto, altrimenti probabilmente non sarei qui”. Heidi Levine, 63 anni, giornalista del Washington Post aggredita dai coloni israeliani nel villaggio di Abu Falah, a nord di Ramallah, si trovava in Cisgiordania per seguire la raccolta delle olive. Indossava il giubbotto con la scritta “Press” ben visibile davanti e dietro, ma questo non l’ha salvata dai calci e dalle bastonate degli occupanti israeliani illegali.

Come raccontato dalla fotoreporter, diversi testimoni hanno affermato di aver visto decine di uomini vestiti di nero e incappucciati scendere da un insediamento in cima alla collina vicina al villaggio dove la donna si trovava. A dare credito alle testimonianze c’è anche un video dell’episodio. La giornalista racconta di essere stata derubata dell’attrezzatura, picchiata, scaraventata a terra, rialzata a forza e poi di nuovo sbattuta a terra con violenza. A salvarla sono stati i colleghi palestinesi e il servizio medico, che l’ha fatta salire su un’ambulanza: in ospedale le sono state riscontrate “ferite e diverse fratture“, come riportato su X dal medico e deputato palestinese Mustafa Barghouti. “Mio figlio Michael mi ha sempre detto che la sua più grande paura era quella che sua madre venisse uccisa dai coloni. Ne abbiamo parlato proprio ieri. Non so quale genitore possa aver cresciuto mostri come loro”, ha detto Levine riferendosi ai suoi aggressori.

Sulla questione è intervenuto anche Matt Murray, direttore esecutivo del Washington Post, chiedendo un’indagine approfondita sull’aggressione: “Indossava dei segni distintivi ben visibili che la identificavano chiaramente come giornalista. Siamo indignati per questo attacco ingiustificato contro una giornalista che stava svolgendo il suo lavoro e sollecitiamo un’indagine approfondita e un seguito concreto da parte delle autorità”. Le IDF fanno sapere di aver aperto un’inchiesta sull’aggressione. Ferma anche la condanna dell’ambasciata Usa a Gerusalemme. L’episodio violento nei confronti della fotoreporter americana segue, tra l’altro, un altro attacco avvenuto ai danni di un giornalista appena dieci giorni fa: si tratta di Jaafar Ashtiyeh, fotografo dell’Agence France-Presse, aggredito con i calci dei fucili nel villaggio di Aqraba, nella Cisgiordania settentrionale.

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SARDEGNA, DA REGIONE 1,5 MILIONI IN TRE ANNI CONTRO RANDAGISMO DI CANI E GATTI

16 Ottobre 2026 ore 17:20

Un milione e mezzo di euro in tre anni per contrastare il randagismo e contenere la riproduzione incontrollata di cani e gatti in Sardegna. È la dotazione del Piano triennale di sterilizzazione approvato dalla Regione, che prevede uno stanziamento di 500mila euro all’anno per il 2026, il 2027 e il 2028, destinato agli animali di proprietà e ai gatti appartenenti alle colonie feline censite.La ripartizione delle risorse è stata definita dalla Giunta regionale in attuazione della legge regionale 20 del 21 settembre 2026. La quota più consistente, pari a 300mila euro annui, sarà destinata alla sterilizzazione dei cani di proprietà dei residenti nell’Isola. Altri 100mila euro all’anno finanzieranno gli interventi sui gatti delle colonie feline censite, mentre la stessa somma sarà riservata ai gatti domestici.Per accedere ai contributi destinati agli animali di proprietà sarà necessario essere in possesso di un Isee in corso di validità non superiore a 20mila euro. Nell’ambito del Piano sarà data priorità agli esemplari di sesso femminile, con l’obiettivo di prevenire le cucciolate indesiderate e ridurre il rischio di abbandono. È prevista una deroga per i cani detenuti in ambito rurale, per i quali il contributo potrà essere riconosciuto indipendentemente dalla situazione reddituale del proprietario.Il coordinamento dell’attuazione del Piano sarà affidato alla Asl di Sassari, individuata come azienda capofila. Entro 30 giorni dall’approvazione della delibera, l’azienda sanitaria dovrà predisporre e pubblicare appositi avvisi rivolti ai potenziali beneficiari, con l’indicazione dei requisiti di accesso, delle modalità di presentazione delle domande, dei criteri di selezione e delle procedure per la rendicontazione delle spese. Gli interventi saranno programmati in collaborazione con i servizi veterinari delle aziende sanitarie locali. 

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“Ad Halloween il sangue fa paura”, domani il primario livornese di Pediatria Danieli al CavallinoMatto per promuovere donazione e prevenzione

16 Ottobre 2026 ore 17:20

Livorno 16 ottobre 2026 Roberto Danieli, direttore della Pediatria dell’ospedale di Livorno, parteciperà domani, sabato 17 ottobre, all’iniziativa “Ad Halloween il sangue fa paura, nella realtà è vita”, in programma al parco divertimenti CavallinoMatto. L’evento, promosso da Avis Regionale Toscana e Azienda USL Toscana nord ovest, in collaborazione con il progetto “Un Dono per la vita” di Paolo Iovino e OPES …

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70 miliardi e scorte di Patriot. Cosa chiede Zelensky all’Ue per l’inverno

16 Ottobre 2026 ore 17:20

Chiede i Patriot all’Ue, prevede un’invasione di profughi in caso di sconfitta, fa i conti della serva sulle risorse che gli occorrono per il prossimo anno, incassa il supporto di alcuni senatori americani critici sul depotenziamento di Starlink per le difese ucraine. Volodymyr Zelensky, ospite del Consiglio Europeo, fa il punto sullo stato della guerra e delle relazioni politiche a supporto della sua parte, con una consapevolezza di base: se Washington sta mollando Kyiv, Bruxelles no.

“Per Putin non è mai abbastanza, ci vuole distruggere – parte in quarta – e poi vorrà di più e ancora di più. Ora sta mettendo alla prova i Paesi Nato con questi droni. Siamo di fronte a un’escalation”. Il tema è allo stesso tempo bellico, economico, geopolitico e militare. Perché se è vero come è vero che dagli europei ha ricevuto solo sostegno (“comprendono che la nostra posizione è totalmente giustificata”), mette l’accento sul ruolo americano. Quando dice che Putin darà ascolto all’America se eserciterà pressione fa riferimento alle tante persone presenti negli Stati Uniti “dal cuore nobile che desiderano sinceramente la sconfitta del male e che l’Ucraina rimanga salda. Sono proprio queste le persone che hanno aiutato l’Europa a difendere la propria libertà, che hanno combattuto durante lo sbarco in Normandia, che hanno vinto la Guerra Fredda e che vogliono il meglio per l’Europa. Persone che desiderano essere alleate, non dividere o umiliare l’Europa. Credo che la maggior parte degli americani la pensi ancora così. E, in ultima analisi, sarà il popolo americano a dire la sua”.

Una stoccata a quella minoranza che invece vorrebbe togliergli gli aiuti. In questo senso va letto il suo riferimento all’accordo Russia-Usa sul diesel che è stato “una sorpresa per tutti”, mentre per quanto riguarda il rapporto con Trump annuncia che “ci sarà nei prossimi giorni un incontro tra i negoziatori, col presidente abbiamo sempre temi da discutere”.

Ma oltre agli auspici ci sono previsioni e richieste. Sulle prime spicca lo scenario che si potrebbe abbattere sull’Europa in caso di caduta di Kyiv, ovvero 20 milioni di profughi ucraini, “perché ci distruggeranno, ci spingeranno fuori per questo vi chiediamo di difendere il nostro Paese”. La parte del leone in questo senso la sta facendo il nuovo strumento di guerra che risponde al nome di drone. Putin “sta già testando i droni sui Paesi europei, sull’Ucraina sono arrivati migliaia di droni. Migliaia. E gli americani dicono che è difficile parlare con Zelensky, che è più facile parlare con Putin”, come a voler rimarcare il passaggio iniziale. Sulle seconde, ecco la lista della spesa: altri 70 miliardi per i 2027, “per tenere a bada la Russia”, oltre agli intercettori per i sistemi Patriot (Pac-2 e Pac-3). Quelli disponibili in Europa permetteranno all’Ucraina di superare l’inverno e tutti i leader sono a conoscenza di questo pacchetto. La questione è sul tavolo dei paesi Ue, che stanno riflettendo sul da farsi.

Quel che è certo è che arriveranno presto nuovi F-16, verosimilmente entro la fine dell’anno. Infine una considerazione sull’accordo Trump-Putin sul gasolio: “ci ha sorpresi, non possiamo accettarlo”. Il timore di Zelensky è che il passo successivo verta un altro accordo simile sul gas, oppure l’esenzione da nuove sanzioni legate ai sistemi bancari, ad alcuni individui o all’industria chimica.

Tutto finito? Per nulla. Alcuni senatori americani hanno richiesto un’indagine urgente sulle interruzioni della rete Starlink in Ucraina, lo strumento che Musk aveva offerto a Kyiv per indirizzare i droni verso gli obiettivi russi. E in una missiva indirizzata all’ispettore generale del dipartimento della Difesa i senatori esprimono “grave preoccupazione” in merito al depotenziamento della rete, perché queste restrizioni “avrebbero compromesso la capacità dell’Ucraina di condurre operazioni difensive contro gli attacchi russi, effettuati tramite droni e missili, diretti verso le infrastrutture civili”.

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